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CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE “ SGF-SPAZIO GIOVANI ALLA FRONTIERA” PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’ AREA DELL’ EX-OSPEDALE CIVILE DI GORIZIA

RELAZIONE DI PROGETTO


CONCORSO INTERNAZIONALE DI IDEE “ SGF-SPAZIO GIOVANI ALLA FRONTIERA” PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’ AREA DELL’ EX-OSPEDALE CIVILE DI GORIZIA Relazione di Progetto

1 - Introduzione Questo intervento muove da alcune considerazioni sul superamento della condizione di ‘terre di confine’ da parte di Gorizia, Nova Gorica e Sempter pro Gorici. La linea di divisione, dapprima politica, ha negli anni acquisito una materialita’ sempre piu’ presente, via via consolidando la consuetudine dell’impermeabilita’. Di fatto questa forzatura giuridica ha fatto si’ che entita’ urbane molto prossime si sviluppassero in modo indipendente, venendosi a trovare in una condizione di orientamento coatto verso la nazione di appartenenza, volgendo quindi le spalle ad un orizzonte che momentaneamente non puo’ offrire nulla. Dal punto di vista urbanistico il confine di Stato, nella suo essere artificiale ed arbitrario, serba una grande qualita’: la reversibilita’. Infatti, pur essendo esso risultato di scelte che nulla hanno a che vedere con l’urbanisitca, ha il merito di fissare per il periodo della sua esistenza una serie situazioni artificiose che, con il solo passare del tempo, sedimentano un potenziale crescente, sprigionando una carica di energia positiva al momento della sua cancellazione. E’ cosi che cancellando dopo anni una linea dalla mappa una serie di relazioni sopite si risvegliano costituendo un’occasione irrinunciabile per ripensare al territorio nella sua continuita’.

2 - Il Masterplan Il progetto si pone come obiettivo di incanalare il potenziale urbano sprigionato dalla recente soppressione del confine fra Italia e Slovenia, attraverso l’attuazione di interventi tesi a ristabilire antiche relazioni urbane e al tempo stesso a generarne di nuove a varie scale. Adeguando di fatto la geometria della citta’ alla nuova condizione di sistema unitario, il progetto ambisce a ridefinire e rafforzare l’identita’ di tutta l’area, con importanti ricadute sull’economia locale. L’intervento prende in considerazione le relazioni esistenti fra il centro storico di Gorizia ed il complesso dell’ex ospedale psichiatrico Basaglia. Quest’ultimo, di ispirazione formale classica , e’ costituito da un impianto fondamentalmente simmetrico e da ampie zone a verde o occupate da un parco. A livello urbano, il campus ospedaliero ricopre un ruolo di ‘destinazione finale’, ospitando un programma di primaria importnza e occupando un nodo relativamente marginale nella griglia infrastrttuale troncata dal confine. In modo analogo, il quartiere adiacente al sito nella giurisdizione di Sempeter pro Gorici occupa in questa una posizione marginale, essendo la parte finale di un sistema di strade cieche con orientazione sud-est. Rozna Dolina, il lembo di nova Gorica che si insinua fra le colline alle spalle del promontorio goriziano, e’ parzialmente separata dal resto del tessuto urbano sul lato sloveno dall’orografia, mentre sul versante italiano il confine di Stato ne ha sancito il parziale isolamento. La caduta della frontiera pone al centro dello studio di intervento la questione dello sviluppo urbano di ciascuna di queste aree. Il progetto parte dal presupposto che mettendo a sistema le potenzialita’ sia urbane che naturalistiche e funzionali di ciascuna realta’, il complesso non possa che guadagnare in varieta’ e qualita’. L’intervento propone una rilettura in chiave critica dell’esistente al fine di riorganizzare il campus secondo una logica che stabilisce nuove relazioni. Gorizia (gia’ in una relazione consolidata con Nova Gorica dopo la caduta del confine a nord), Sempeter e Rozna Dolina possono cosi’ rinsaldare una rete di interdipendenze programmatiche. La strategia perseguita in sede di progettazione prevede la concentrazione del programma richiesto, preservando la qualita’ dell’area di progetto come componente importante nel sistema del verde. In secondo luogo, la compattazione delle nuove funzioni conferisce a questo sito un ruolo di riferimento per i quartieri circostanti. Il masterplan e’ concepito per essere realizzato per fasi ed il suo impianto semplice gli permette di funzionare anche se realizzato solo in parte, o con l’ adeguamento in corso d’opera di alcune delle funzioni previste.

2 - L’ Economia Dal punto di vista economico, il progetto mira a dare l’impulso iniziale ad un processo virtuoso che sia in grado di sostenersi ed autoalimentarsi nel tempo ed a creare nuovi profitti. L’area e’ attivata mediante il posizionamento di programmi diversi accomunati dalla capacita’ di attrarre un’utenza giovane, capace di trascinare con se’ un indotto che spontaneamente completera’ l’offerta combinando le esigenze dei vari comuni e a scala regionale.


3- Il Progetto Architettonico

Il Teatro di Posa e la Casa della Musica

L’intervento architettonico si sviluppa a partire dall’esigenza giá espressa nel masterplan, l’intenzione cioé di proporre un dialogo tra le diverse parti della cittá e del territorio. In questo caso l’edifico ospita funzioni che riguardano l’arte e la cultura, e le relazioni che si vuole attivare attraverso la realizzazione dello stesso obbligano a pensare a un forte gesto architettonico, che non sia semplicemente un contenitore di idee e di arte, e nemmeno che leghi solamente e fisicamente parti del contesto urbano, ma che sappia essere cerniera tra il mondo fisico e il mondo empirico. Si é pensato cosí a un parallelepipedo sospeso tra i due mondi, tra la fisicitá della piazza intesa come luogo di aggregazione e la collina dell’universitá intesa come polo di sapere. Una sorta di scatola che contiene la sala principale del complesso, destinata ad ospitare concerti e rappresentazioni teatrali per 200 persone, e caratterizzata da una vetrata panoramica orientata verso la collina. Ai piani inferiori trovano posto spazi destinati all’allestimento di esposizioni temporanee che si affacciano direttamente sulla hall d’ingresso. L’ insieme del costruito, oltre al parallelepipedo di cui sopra, ospita a piano terreno sotto la collina artificiale che sorregge la “scatola”, varie aule e sale studio per i ragazzi della scuola D.A.M.S. Cinema e un Auditorium inteso come sala conferenze e sala prova di recitazione, oltre agli uffici e una caffetteria. Spezzano la continuitá fisica del ventaglio verde un patio interno alla scuola, che perpetua il gioco di relazioni visive interno / esterno presente negli interventi della mensa/biblioteca e dell’asilo, e una zona di parcheggio adibito a carico /scarico e al personale del centro.

La Biblioteca, la Ludoteca, la Mensa Universitaria

Un soggetto di rilievo nella composizione architettonica e funzionale e’ il polo costituito dalla Mensa universitaria, la Biblioteca e la Ludoteca. Formalmente si articola in tre volumi parzialmente indipendenti. Il piano terra completa il sistema dei terrapieni che generano la piazza: la parte a ovest ospita la mensa universitaria mentre ad est si trova la ludoteca. Il piano superiore invece, compositivamente in relazione con l’ asse su cui si imposta l’Ospedale vecchio, si trovano I servizi bibliotecari, sale lettura e adiacenze. Le funzioni ospitate nel complesso sono indirizzate a segmenti diversi dell’utenza giovanile e mescolano gli studenti universitari che frequentano la biblioteca con i ragazzi del vicino quartiere di Sempter, a cui la ludoteca e’ rivolta, l’effervescente popolazione degli alloggi studenteschi con i residenti di lungo corso delle aree limitrofe. La compresenza di 3 direzionalita’ nettamente distinte e la intersezione con il volume dell ospedale vecchio, anche se solo a livello di landscape, rende l edificio molto dinamico ed esprime le autentiche ambizioni del progetto, che su piu’ scale di lettura, non isola l oggetto architettonico ad un suo specifico ordine autogenerante, ma lo relaziona costantemente con il territorio, esaurendo o esplorando ogni significativa possibilita di contaminazione.


L’ Asilo

La complessita e articolazione del luogo piazza assume valenza di ulteriore completezza attraverso la penetrazione nelle funzioni descritte, della scuola materna. L’ affaccio del volume sullo spazio pubblico predilige una dimensione formale di continuita’ rispetto alla adiancenze tangenti il perimentro interno della piazza. Per quanto riguarda il sistema degli accessi principali infatti, la circolazione primaria avviane al piano terra dalla piazza pedonale, dal quale si accede alle funzioni didattiche distribuite sul livello zero, per poi raggiungere internamente il livello superiore dove sono state previste le funzioni ludiche e sociali liberamente disposte ed integrate allo spazio mensa. Tale distribuzione interna si arrichisce di una dublice relazione con il contesto esterno poiche’ l’ edificio, fortemente integrato alle dinamiche dello spazio piazza, e’ tuttavia capace di interrompere la monotonia e la fissita’ della sua forte direzionalita’ di pianta attraverso un sistema di vuoti in copertura che introducono visuali prospettiche e panoramicita’ agli spazi del livello superiore. La perforazione della superficie di copertura e’ genetrice di una articolazione interna di volumi e luci, e contemporanemente partecia di un gesto topografico leggibile alla scala del masterplan. La presenza fisica dell’ oggetto-edificio si smaterilizza infatti nel paesaggio sia attraverso l’ annullamento delle variazioni altimetriche, sia attraverso la mimesi del landscape. Quasto il risultato di una consapevole e voluta espressione di partecipazione del tessuto urbano circostante con la cui identita’ e specificita’ si e’ scelto di ripsondere proponendo appunto una non facciata, un non- gesto architettonico in opposizione alla definizione della facciata sulla piazza interna. L’ asilo non solo bilancia e completa la proposta progettuale rispondendo alle sensibilita’ di equilibri formali ma soprattutto struttura e concretizza la molteplicita’ del programma-piazza. Offre al luogo occasione di partecipazione sociale intra-generazionale, dove flussi di utenti veicolano le proprie specificita’ in un contesto di forte coesione e integrazione.


Abstract in lingua inglese The simple consideration of ‘border city’ is the base of this project. During the time, the trace separating the cities of Gorizia, Nova Gorica and Sempeter pro Gorici had solidified into a strong impermeability. Despite their proximity these urban cells lack in profiting from each other. However, when the border ceases to exist all the missed opportunities re-assemble generating an unpredictable energy: this project unveils and redefines the vast potential of the new post-border condition and establishes new relationships among the parts of a unique system. The intervention aims at modifying and developing new and exiting relationships at different scales. Locally, the masterplan provides the neighborhoods with the necessary program helping the area to exist and co-exist healthy. A program which is at the same time specific to the University campus and to the larger urban scale guarantees an untiring turnover to its users.


MASTERPLAN - Pianta Generale (scala 1:1000)

MASTERPLAN - Sezione Territoriale (scala 1:500)

OLTRE LA FRONTIERA

RELAZIONI CON LA NATURA

PERMEABILITA’

NUOVA INFRASTRUTTURA

Con la cancellazione della frontiera una nuova serie di relazioni urbane e’ resa possibile. Entita’ prima artificiosamente separate hanno ora la possibilita’ di ricalibrare le loro interdipendenze, lasciando spazio ad una nuova interpretazione in chiave unitaria della regione.

Il progetto prevede relazioni specifiche con le diverse tipologie di verde presenti nel contesto: con il parco del colle dell’Universta’, con l’orizzonte lungo delle campagne che in piu’ punti penetrano nel tessuto cittadino e con la natura piu’ incontaminata delle colline circostanti.

L’inedito ruolo che il progetto conferisce all’area in ambito cittadino presuppone molteplici occasioni di attraversamento delle strutture e del parco.

La fruizione carrabile del sito e’ limitata al suo perimetro, oltre che al parcheggio sotterraneo, massimizzando la disponibilita’ delle aree pedonali e ciclabili.

Gorizia

Rožna Dolina

Colle dell’Universita’

Gorizia

Rožna Dolina

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Rožna Dolina

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Gorizia

CONFINE DI STATO A causa della barrie ra artificiale del confine di Stato, l’area Basaglia ha ricoperto il ruolo marginale di ‘destinazione finale’ nella sua relazione con il centro citta’. Questo ne ha limitato per decenni il potenziale urbano.

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Coltivazioni

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CONNESSIONI VISUALI VERSO LA NUOVA PIAZZA

CONNESSIONI VISUALI VERSO IL CONTESTO

Il programma e’ posizionato sul sito in modo da calibrare le prospettive per chi si appresta ad entrare nel parco.

Gli edifici che si affacciano sulla piazza incorniciano i punti piu’ significativi dell’intorno, delimitando selettivamente le prospettive.


C

CASA DELLA MUSICA E TEATRO DI POSA - Pianta Coperture

11

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CASA DELLA MUSICA E TEATRO DI POSA - Pianta Piano Secondo

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SCUOLA MATERNA - Pianta Coperture D 20

SCUOLA MATERNA - Pianta Piano Primo

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CASA DELLA MUSICA E TEATRO DI POSA - Pianta Piano Primo

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E

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CASA DELLA MUSICA E TEATRO DI POSA - Circolazione

SCUOLA MATERNA - Circolazione

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CASA DELLA MUSICA E TEATRO DI POSA 1. Hall e spazi distributivi 2. Aule Dams e Auditorium (sala piccola) 3. Patio per lezioni all’aperto 4. Uffici 5. Deposito 6. Parcheggio di servizio, carico/scarico 7. Caffetteria 8. Spazi espositivi 9. Deposito 10. Cabina di proiezione 11. Teatro (sala principale)

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B

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MENSA, BIBLIOTECA, LUDOTECA 12. Mensa 13. Hall d’ingresso 14. Ludoteca 15. Patio 16. Giardino 17. Biblioteca 18. Terrazza, giardino

A

SCUOLA MATERNA 19. Ingressi e distribuzione 20. Zona dell’apprendimento 21. Giardini dei giochi 22. Uffici 23. Giardino

Sezione A - Mensa, Biblioteca, Ludoteca

Modello - vista generale

NUOVO COMPLESSO GIOVANI - Attacco a Terra (scala 1:500)

Sezione B - Mensa, Biblioteca, Ludoteca

Modello - in primo piano: Biblioteca, Ludoteca e Anfiteatro per gli spettacoli all’aperto

MENSA, BIBLIOTECA, LUDOTECA - Circolazione

Sezione C - Scuola Materna

Modello - vista generale

LUDOTECA - Pianta Piano Primo

Sezione D - Auditorium

Modello - in primo piano: Casa della Musica e Teatro di Posa

Sezione E - Auditorium

Modello - in primo piano: Scuola Materna


Modello - vista zenitale

Modello - vista generale

Modello - vista generale

Modello - vista generale

Modello - vista zenitale


Bertassi Andrea