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Pesce Balestra Balistes carolinensis

Preda di 2,5 kg

Caratteristiche morfologiche: ha il corpo ovale, molto compresso ai lati. La bocca è piccola, le labbra sono grosse e carnose; la mascella superiore è munita di otto denti anteriormente e sei posteriormente. La mandibola, invece, reca otto denti disposti in fila di cui i centrali sono molto robusti. L'occhio è piccolo, circolare, posto in prossimità del profilo del dorso. L'apertura branchiale è abbastanza ridotta. La linea laterale è poco evidente ed ha un andamento molto tortuoso. La pinna dorsale è costituita da raggi spinosi, robusti, separati dalla parte a raggi molli, che costituisce la seconda pinna dorsale; l'anale è pressoché uguale ed opposta alla seconda dorsale; le pinne ventrali sono fuse tra di loro in una unica pinna centrale, dura e verticale, posta anteriormente e quasi aderente all'apertura anale; la pinna caudale è convessa e tronca negli esemplari giovani, incavata negli adulti, con i lobi molto allungati, quasi filiformi. Il colore dell'animale è grigio verdastro con sfumature bluastre; altre volte può essere bruno cinereo con sfumature violacee o giallastre, macchiettato di azzurro che scompare subito dopo la morte. Questa specie può raggiungere la lunghezza di 40 cm ma la media si aggira sui 20 30 cm. D1=III; D2=27/28; A=25/27; C=10/12; P=14


Vita e abitudini: vive quasi sempre in vicinanza della costa su fondali rocciosi ricchi di vegetazione. Si ciba soprattutto di Crostacei e Molluschi che frantuma con i suoi poderosi denti non disdegna gli anellidi (vermi di mare). Dove vive: è una specie poco diffusa lungo tutte le nostre coste ma non raro.

La pesca: si pesca occasionalmente con tramagli, sciabichelli e reti a strascico. Abbocca saltuariamente anche nelle lenze di profondità. Ha carni ottime e saporite. Questa specie, molto spesso, viene considerata non commestibile o addirittura velenosa poiché qualche rappresentante dei Balistidi che vive in acque tropicali, in effetti, in determinati periodi dell'anno può causare lievi malesseri. Non è però il caso del Pesce balestra dei nostri mari. Da terra si può provare ad insidiare con la tecnica del beach ledgering su fondali misti o sabbiosi-fangosi. Ha carni buone e saporite, molto ricercate per la zuppa di pesce. Sono molto valorizzate nel Meridione d'Italia. I travi consigliati per la pesca da terra sono: pater noster e short sia basso che rovesciato. Terminali lunghi da 80 cm a 1,5 metri di lunghezza con diametro dallo 0,20 allo 0,35 dipende dalla taglia delle prede. Gli ami nella misura e nel tipo; sono preferibili tipo beck. La scelta della misura a nostra discrezione e dipende dalla taglia dei pesci presenti in zona. Le esche consigliate sono: anellidi (vermi di mare), calamaretti, crostacei, molluschi e anche lumache di terra. Curiosità: il Pesce balestra è un concentrato di curiosità e meraviglie. Si adatta abbastanza facilmente in cattività; in alcuni acquari sembra che si riesca perfino ad addomesticare. La pinna dorsale, costituita da tre raggi spinosi, ha un particolare meccanismo di scatto, difatti quando il primo raggio spinoso è eretto non si riesce ad abbassarlo poiché la sua articolazione è collegata col secondo raggio che viene a trovarsi in una cavità del terzo. Abbassando quest'ultimo, un particolare legamento sblocca automaticamente il secondo raggio che a sua volta fa abbassare il primo. Non è ben chiaro questo particolare meccanismo biologico ma probabilmente costituisce un'ottima difesa contro i predatori; tra l'altro, se viene arpionato, tenta di intanarsi ed è estremamente difficile catturarlo poiché i robusti raggi spinosi non cedono, a costo della vita. La sua pelle è rugosa, simile alla carta vetrata, un tempo utilizzata come carta smerigliante per accendere i fiammiferi. L'animale, quando è fuori dell'acqua emette un grugnito; ciò spiega la ragione per cui viene chiamato in numerose località italiane Pesce porco. E un animale dal sonno durissimo. C'è chi racconta di avere raccolto il Pesce balestra con le mani mentre era addormentato, di averlo maneggiato e di averlo messo sul fondo della barca senza che si svegliasse. L'animale ha anche la strana abitudine di stare all'ombra di relitti alla deriva oppure di infilarsi in contenitori galleggianti che possono, a volte, costargli la vita non potendo più uscire. Per mangiare, poi, sta col muso all'ingiù e sembra che pascoli come una mucca. Spesso nuota anche su di un fianco emettendo più grugniti del solito, dovuti, secondo gli ittiologi, alle contrazioni della vescica natatoria. Secondo altri, invece, tali suoni deriverebbero dallo sfregamento di particolari ossicini. Nel complesso il Pesce balestra è veramente un animale strano e interessante. by Antonio

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Pesce Balestra  

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