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INTERVISTA

MISTERI ITALIANI

O

ggi ci troviamo con i due autori del nuovo libro: “Morte a via Veneto”, Armando Palmegiani e Fabio Sanvitale, che lo scorso anno ci hanno affascinato con una delle storie meno conosciute della Roma degli anni ’20, “Un mostro chiamato Girolimoni”. Questa volta il saggio (che però si legge come un romanzo, con gli autori che ne diventano i protagonisti e raccontano la storia muovendosi da un luogo all’altro), si svolge a via Veneto, quella strada che negli anni ’60 fu al centro della Dolce Vita. Si parla di omicidi: quello della giovane tedesca Christa Wanninger, uccisa misteriosamente sul pianerottolo davanti la porta della sua amica, e quello di Farouk Chourbagi per il quale furono condannati i coniugi Bebawi. Questo è il secondo libro che scrivete insieme, sembrerebbe che la vostra coppia funzioni. Qual è il segreto per scrivere in due? È Fabio che risponde. “Si, vero, sembra che funziona.

Siamo entrambi veramente appassionati di cronaca nera e quando scriviamo un libro facciamo delle ricerche storico/cronachistiche approfondite: ci piace scrivere ciò di cui siamo sicuri e basta. Anzi, potremmo dire molto di più che approfondite. Poi abbiamo alle volte due punti di vista diversi, con Armando, che però si completano a vicenda. Oltre questo, dato che siamo pure amici ci divertiamo molto sia nella fase di ricerca che in quella di sviluppo. Penso che leggendo i nostri libri tutto questo appaia!” Come viene impostato il libro, come vi mettete d’accordo nello scriverlo? Questa volta è Armando che interviene. “Visto che viviamo in due città differenti (Fabio a Pescara ed io a Roma), iniziamo comunque facendo alcuni incontri per decidere come impostare il lavoro e quali ricerche fare. Deciso poi l’indice, che usiamo come linea guida ma che non è mai definitivo, Fabio inizia a buttare giù il primo capitolo che mi invia ed io lo completo, poi glielo rimando, lui di nuovo a me e così via... Ci conosciamo talmente bene che sappiamo il contributo reciTERZA PAGINA  dicembre 2012

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INTERVISTA proco che ognuno può dare alla storia. Questi scambi sono “farciti” da varie telefonate giornaliere e moltissimi sms. L’amicizia che ci lega ci aiuta molto: evita qualsiasi lite sulle scelte che facciamo”. In questo periodo vanno molto di moda i cold case. Nel vostro libro, nel ripercorrere le indagini compiute allora, sono emersi elementi nuovi dopo decine e decine di anni e tanti processi. Possibile che all’epoca non se ne fossero accorti? Fabio: “Questo, sinceramente, ha lasciato perplessi anche noi. In una delle due storie che narriamo scopriamo un particolare nuovo che all’epoca non era saltato fuori: addirittura nemmeno dopo tutte le indagini ed il passaggio nelle varie Corti d’Assise, d’Assise d’Appello e Cassazione. Tra l’altro lo abbiamo scoperto quando il libro era anche in una fase avanzata e quindi abbiamo dovuto ricontrollate tutto il nostro materiale d’archivio, parliamo di migliaia di pagine, per essere alla fine certi che il particolare importantissimo che avevamo trovato era sfuggito all’epoca. Se fosse emerso all’epoca avrebbe cambiato il corso del processo, senza dubbio”. Quanto hanno influito la Dolce Vita e la sua atmosfera su questi due delitti? Stavolta risponde Armando. “Molto. Senza quel perio-

do storico irripetibile né Christa né i Bebawi sarebbero mai venuti a Roma e le loro vite non si sarebbero incontrate con quella del loro assassino o vittima, a seconda dei casi. Ma è proprio quel modo di vivere che ci ha colpito: quei delitti sono un po’ il lato in ombra della Dolce Vita, quello che si nascondeva dietro le quinte scintillanti di quel grande film che furono gli anni Sessanta”. Due parole sulle storie che raccontate. Che delitti sono? “Il caso Wanninger è la storia di un incredibile omicidio compiuto sul pianerottolo d’un palazzo dietro via Veneto. L’assassino se ne va scendendo le scale e nessuno capisce che è lui, nessuno lo ferma. Una storia incredibile con uno sviluppo incredibile, perché poi l’omicida, quando tutto sembra perso, tornerà a farsi vivo lui un anno dopo, con una telefonata… Il caso Bebawi invece è la storia di marito e moglie che partono da Losanna per venire a Roma ad uccidere e sfregiare col vetriolo l’amante di lei. E già questo è fuori dal comune. E che dopo, arrestati, si accusano a vicenda, rendendo quasi impossibile scoprire la verità. Fino al nostro libro, almeno…”. Nadia Ricci

FABIO SANVITALE – ARMANDO PALMEGIANI, Morte a Via Veneto. Storie di assassini, tradimenti e Dolce vita Cod.9788866520634, € 15,00, Pag.176 Via Veneto, la Dolce Vita. E tutto il loro corredo di immaginario collettivo. Ma quel ruggente periodo è stato anche altro. È stato, ad esempio, anche cronaca nera. In quegli stessi anni in cui un Sogno Italiano prendeva forma e diventava leggenda, proprio in quella strada avvenivano due delitti destinati ad entrare nella Storia Nera del Novecento Italiano. Uno è il caso Bebawi, l’altro il caso Wanninger. Curioso, in entrambi, le vittime sono straniere: come a voler provare, dimostrare quasi lo spessore internazionale che via Veneto aveva assunto in quegli anni. Bebawi è un delitto che fa epoca. 1964. Un facoltoso industriale egiziano, giovane e bello, viene trovato assassinato e sfigurato nel suo ufficio di via Lazio. Wanninger è un delitto che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. 1963. Un grido scuote un palazzo di via Emilia. La portinaia che sale a vedere incontra per le scale l’assassino che la saluta gentilmente. Sul pianerottolo c’è una giovane tedesca, Christa Wanninger, venuta a Roma a cercare una fortuna non ancora trovata e finita in un lago di sangue. Due delitti successi a trenta metri l’uno dall’altro, entrambi casi limite della Giustizia italiana: Wanninger risolto 25 anni dopo, Bebawi protagonista di una clamorosa assoluzione con annessa fuga degli imputati all’estero…Il tutto basato sull’esame dei fascicoli originali delle due inchieste e dei processi che ne seguirono.

DEGLI STESSI AUTORI ANCHE Un mostro chiamato Girolimoni. Una storia di serial killer di bambine e innocenti Cod. 9788866520030, € 15.00 Gino Girolimoni: un nome che a Roma vuol dire infame. Il nome di chi avvicina le bambine, le cerca, le vuole, le prende. Un nome usato ancor oggi. Già, ma chi era davvero Gino Girolimoni? Un uomo benestante, coinvolto nella Roma degli anni Venti in una storia molto più grande di lui, così, dall’oggi al domani. Arrestato, accusato di ben sette stupri e omicidi a danno di bambine. Peccato che Girolimoni fosse completamente innocente, peccato che ogni prova fosse inventata di sana pianta per placare l’isteria, la follia che ormai si era impossessata dei quartieri della città, della gente. Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, con l’aiuto di esperti di primo piano, ricostruiscono la vicenda dandone il quadro storico e criminologico completo. Rifacendo le indagini, passo passo, strada per strada, sospetto per sospetto, con le tecniche investigative di oggi.

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Roma 6 - 9 Dicembre 2012 EUR Palazzo dei Congressi 11° Fiera Nazionale della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi

Incontri in Fiera Giovedì 6 dicembre 2012, Sala Rubino ore 17.00-18.00 Presentazione del libro “Morte a Via Veneto. Storie di assassini, tradimenti e Dolce Vita” Autori - Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani Con la consueta abilità la coppia di autori; Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani, condotti da Maurizio Gallo, si sono alternati nel descrivere al folto pubblico la ricerca di nuovi elementi che gettassero luce su due delitti di Via veneto, nel periodo della Dolce Vita. La suspense è andata in crescendo grazie a verità date col contagocce così da accrescere l’interesse verso questo secondo volume di sicuro successo dopo “Un mostro chiamato Girolimoni”

Giovedì 6 dicembre 2012, Sala Turchese ore 18.00-19.00 Presentazione del libro “Sognare e Sapere. L’interpretazione dei sogni secondo la mistica ebraica” Autore – Roberto Colombo L’Autore, il Rabbino Roberto Colombo, coadiuvato dal Rabbino Benedetto Carucci, ha sollevato ampi squarci sul mistero forse più affascinante della psiche, il sognatore. Ha attinto alla plurisecolare tradizione della cultura e della mistica ebraica , in una rilettura del testo del grande rabbino cabalista di Costantinopoli Salomone Almulì. Pubblico coinvolto e attento che ha posto quesiti all’autore e al conduttore. Domenica 10 dicembre 2012 ore 12.30 – 13.30 Presentazione del libro “Il segreto di Emanuela Orlandi. Papa Wojtyla, la tomba del boss e la banda della magliana” Autore – Pino Nazio A fare da eccellente sponda e stimolo per l’Autore c’era il giornalista, già vicedirettore del Tg1 e attuale parlamentare europeo David Sassoli. Davanti a un pubblico che riempiva l’aula e partecipava all’esposizione di misteri e intrighi dell’episodio di cronaca, forse più sconvolgente di venti anni orsono, l’autore e il conduttore hanno cercato di illuminare la vicenda torbida del rapimento dell’adolescente Emanuela Orlandi. Un frammento in più sulla strada della verità perché questa almeno non subisca la stessa sorte della protagonista : essere inghiottita da nulla

Direttore editoriale Dott. Salvatore Merra


Morte a Via veneto  

Sovera edizioni presentazione del libro morte a via veneto di Armando Palmegiani e Fabio Sanvitale presso Più libri Più liberi 2012

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