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€ 6,00 - Autorizzazione Tribunale di Roma 153/2004 dell’8/04/2004

TERZA PAGINA TRIMESTRALE DI EDITORIA E CULTURA APRILE-GIUGNO 2012

www.soveraedizioni.it

Divagazioni di fine estate

Evasione  Occhiali protagonisti al cinema Cucina  Dolci e non solo  Benessere  Star bene dentro e fuori  Per sognare  L’angolo della poesia 


INTRODUZIONE

Ever let the Fancy roam*

A

utunno in arrivo, tra alti e bassi, cicloni e anticicloni. E piano piano svanisce il ricordo dell’estate, con la sua voglia di evasione, quando le fatiche dell’inverno si allontanano e tutto invita a lasciarsi prendere da altro. A viaggiare. Dentro e fuori di sé. Vagare. Meglio, divagare, vagare altrove, lasciare la strada disegnata e addentrarsi in qualcosa di diverso. Ma perché lasciar svanire queste sensazioni? L’Odisseo che trovate nel nostro articolo di apertura è l’emblema massimo e classico della voglia di esplorare, costi quel che costi. Noi, magari, lo facciamo per vie meno pericolose, ma lo stesso affascinanti. E con le prime piogge non vogliamo perdere i benefici dell’estate. Continuando quello che abbiamo iniziato, ad esempio prendendoci più cura di noi stessi, nel corpo e nella mente. L’estate chiama anche a questo. Più pelle esposta, più tempo per pensare. E per leggere, anche. Altra buona abitudine da non perdere. Tanti i romanzi che trovate suggeriti tra queste pagine, con una bella dose di poesia, e senza trascurare l’attualità. Troverete una nutrita sezione che vi parla di cinema, due maestri come Ingmar Bergman e Terrence Malick, e una divagazione - appunto! - sul fascino degli occhiali sul grande schermo. E poi, la cucina. L’estate è tempo di qualche piccolo peccato, tutto ispira indulgenza e rilassatezza. La mozzarella, freschissima, che deve “cacciare o’latt”, e ancora uno, dieci, mille dessert per il “Dolce della vita”. Con l’augurio di non scordare mai l’esortazione di Keats: lasciamo vagare la fantasia. Lei, l’alata, ci sa portare lontano, se solo glielo permettiamo. Flaminia Festuccia * “Lascia sempre vagare la fantasia”, John Keats, Fancy. TERZA PAGINA  giugno 2012

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IN QUESTO NUMERO

TERZA PAGINA

SOMMARIO

Direttore Responsabile Rino Sciarretta Vicedirettore Flaminia Festuccia Redazione Patrizia Angelozzi Marianna Cozzi Paolo Cremisini Antonia Del Sambro Ester Di Segni Elsa Emmy Fabiola Giuliani Paola Meschini Daniela Molina Felicia Nascone Lucia Pasquini Silvia Pingitore Laura Russello Maria Antonietta Sinceri Angela Abagnale Vincenzo Paradiso Giorgia Biolghini Sergio Iacometti Sara Pessina Progetto grafico Matteo Bellisario

INTRODUZONE  Ever let the fancy roam . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 DIVAGAZIONI  Il viaggio di Odisseo-Ulisse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 BENESSERE  Il viaggio della coppia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 BENESSERRE  Felicità del corpo, felicità della mente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13 VIAGGIARE  Le guide di Barcellona e Berlino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 BENESSERE  Educazione alimentare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 CUCINA  Com’è dolce la Dolce Vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 CUCINA  Bianca come il latte, saporita come una mozzarella . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Impaginazione studiografica@alice.it

PSICOLOGIA  Il non ritorno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

Comitato Scientifico Edmondo Coccia Costantino Forti Francesco Gigliotti Carlo Lazzari Salvatore Merra Carmen Molonia Francesca Falchieri Renzo Pavese Stefania Sacripanti Adriana Soldini Giancarlo Ottaviani

CINEMA  Occhi(ali) da star . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 CONSIGLI DI LETTURA  Il romanzo di Mimì . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

EDITORIALE  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Comitato d’onore Sergio Calligaris Aldo Di Lello Maria Ida Gaeta Pietro Innocenzi Fortunato Pasqualino Giuseppe Romaniello Giorgio Romano

POESIA  Giorgio Caproni, poeta minatore di anime . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

Editore Sovera Multimedia s.r.l

RECENSIONE  Teologia in versi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41

Amministratore Unico Claudia Iacometti

INTERVISTA  La colpa sotto il manto della ladra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43

Direttore Editoriale Salvatore Merra

ECONOMIA  Innocenti evasori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45

Autorizzazione Tribunale di Roma 153/2004 dell’8/04/2004 Amministrazione e redazione Sovera Multimedia Roma - Via Leon Pancaldo, 26 tel. 06/5562429 - Fax 06/5580723 Modalità di pagamento: • versamento su ccp n. 58596008 intestato a Sovera Multimedia srl Via Leon Pancaldo, 26 - 00147 Roma • assegno bancario o bonifico intestato Sovera Multimedia srl Monte dei Paschi di Siena, agenzia 11 - Roma, ABI 01030, CAB 03211 c/c 8554/46 Un numero e 6,00 Abbonamento annuale e 20,00 Numero arretrato e 8,00 e-mail: info@soveraedizioni.it Stampa: C.S.R. - Roma

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SPIRITUALITÀ  Intervista a Chicchinella . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40

INTERVISTA  Amati e odiati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 TELEVISIONE E MEDIA  La tv ai tempi del web . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 POESIA  Carezze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52 POESIA  L’altra io . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54 L’ANGOLO DELLA POESIA  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55 RECENSIONE  Il mio farmaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 LEGGETE CON NOI  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63


Guelfo Margherita

L’INSIEME MULTISTRATO Gruppi, Masse, Istituzioni tra Caos e Psicoanalisi

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DIVAGAZIONI

IL VIAGGIO DI ODISSEO – ULISSE

Odisseo non vuole tornare a Itaca L’Odissea canta il mito dell’eroe forse più famoso della letteratura, il quale tenta con tutti i mezzi di tornare in patria, l’isoletta di Itaca. Così riabbraccerà la fedele Penelope e il figlio Telemaco, lasciato in tenerissima età, che ormai è giovinetto. Sono passati dieci anni di guerra sotto Troia e altrettanti di battaglie contro le tempeste e ogni tipo di pericolo. La miniarmata di Itaca, forse la più minuscola partita dalle coste greche contro Troia, è stata falcidiata sotto le mura assediate, per pestilenze e per mano nemica. I superstiti sono via via divorati dal mare o da mostri e forze ostili di ogni genere. Pochi fedeli accompagnano l’eroe. Dubitano che intenda realmente trovare la via di casa o non preferisca intrattenersi con ninfe e dee dagli appetiti sospetti. A loro volta cedono senza troppa resistenza a ogni tipo di tentazione e trasgrediscono gli ordini del loro re. Ma è la sete insaziabile di scoprire sempre nuovi popoli e culture che spinge Odisseo. Inoltre, pur essendo legato da vero amore a Penelope, non si nega avventure amorose. La più lunga è quella con la ninfa Calipso che lo trattiene più o meno coattivamente per sette anni sull’isola di Ogigia. È come se l’eroe, avendo sperperato il fiore della giovinezza in battaglie e lutti senza fine, culminati nello sterminio dei Troiani, grazie allo stratagemma del cavallo di legno, desideri recuperare con la maturità il gusto della vita e concedersi sia piaceri che mete conoscitive.

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Grazie a Eolo, Dio dei venti, riesce a giungere in vista di Itaca. Nulla può impedire il ricongiungimento suo e dei compagni con le rispettive famiglie. Odisseo si lascia andare al sonno, cosi che il sacco donato da Eolo contenente tutti i venti rimane non sorvegliato. I compagni presi dalla cupidigia aprono il sacco, ritenendo che contenga tesori. Inevitabile la catastrofe. Le tempeste che si scatenano riporteranno la nave irrevocabilmente lontano da Itaca. C’è da chiedersi quanto Ulisse abbia più o meno inconsapevolmente provocato questo dramma. Come se tema di tornare a una vita piatta, priva delle scosse che dà il rischio senza soste. Sottopone i compagni a un test di affidabilità, per valutare quanto siano sostanzialmente gli stessi avidi, spregiudicati e spergiuri soggetti con cui ha condiviso la giovinezza. Con loro dovrebbe tornare a vivere a Itaca. Non è ancora intimamente pronto e lascia alla responsabilità di altri il mancato approdo. La nave riparte per nuove mete e sconosciuti pericoli. Trascorrerà il tempo fin quando Odisseo, rimasto solo in balia delle onde scatenate da Poseidone, naufragherà sull’isola dei Feaci. Stanco e di colpo invecchiato. La nostalgia della madreterra e dei cari lo morde. Si scioglie nel pianto durante la rievocazione dell’aedo che canta la guerra e la fine di Troia e di quasi tutti gli eroi. Un ultimo sprazzo del poema è l’incantamento ricambiato di Nausicaa, figlia dei sovrani Feaci, che l’ha raccolto sulla spiaggia. L’eroe che conosciamo a Itaca è diverso da quello del


DIVAGAZIONI racconto commovente e liberatorio alla corte di Alcinoo e Arete. Un Odisseo padrone, marito diffidente, di istinti sanguinari, che fa strage senza pietà dei giovani rivali. Odisseo è tutti noi Rappresenta la parte inquieta dell’animo che impedisce l’appiattimento, che fa preferire l’incertezza del futuro e i rischi alle comodità e alla stabilità quotidiana. Gli dei e gli elementi naturali sottoposti sono nuovi alibi per allontanarsi dalla meta obbligata ogni volta che è alla sua portata. Così nascono i sognatori, gli utopisti, i profeti e soprattutto gli artisti. Odisseo è il prototipo dell’umanesimo che da lui prende le mosse. Ha in sé i caratteri positivi e negativi dell’uomo centro dell’universo che crea gli dei e il cosmo a propria immagine e somiglianza. L’opposto delle culture monoteiste del vicino Oriente che vivono l’uomo succube di dei onnipotenti e giudici inappellabili. Il mito di Odisseo, più noto con il nome latino Ulisse, viene ripreso spesso nella letteratura occidentale. Il richiamo più famoso è nel XXVI Canto dell’Inferno di Dante. “O frati”, dissi “che per cento milia perigli siete giunti a l’occidente, a questa tanto picciola vigilia d’i nostri sensi ch’è del rimanente, non vogliate negar l’esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. L’eroe esprime la brama di conoscenza, l’unica attitudine degna dell’uomo, per la quale merita rischiare la vita e trasgredire le leggi divine che regolano l’universo. Come Lucifero e Adamo, tale colpa danna Ulisse. Egli rappresenta le contraddizioni dell’uomo del Medioevo al tramonto che si prepara all’Umanesimo, combattuto tra una visione sociale asservita alla teologia e l’esigenza di un mondo con al centro l’individuo in tutte le sue potenzialità. Altro riferimento al mito omerico è l’Ulysses di James Joyce, romanzo pubblicato nel 1922 in inglese. L’autore stesso si richiama all’Odissea. Pure nell’estrema diversità tra i due testi, è possibile stabilire un parallelo tra i principali protagonisti del poema e del romanzo. Ulisse ha il corrispettivo in Leopold Bloom, un picco-

lo borghese ebreo irlandese, occupato ad avere successo negli affari, senza esclusione di mezzi. Molly Bloom, sua moglie, è speculare alla Penelope omerica. Con la sostanziale differenza che rispetto alla mitica fedeltà di quella, mette in campo il tradimento a bilanciare quelli del coniuge. Stephen Dedalus riprende il personaggio del giovane Telemaco. Attraverso i monologhi e i flussi di coscienza dei protagonisti viene ricostruita una giornata, il 16 giugno 1904, nella città di Dublino. Mentre il viaggio di Ulisse avviene in mari e terre inesplorate, il viaggio del protagonista si svolge all’interno della coscienza. Qui si incontrano le varie identità della sua personalità, che si arricchiscono durante il viaggio delle diversità con cui entra in contatto, in un processo che è di assimilazione, non di perdita di parti di sé. Nel percorso di Leopold Bloom tra le case di Dublino, i confini tra mondo reale e coscienza sono impercettibili. Egli rappresenta le angosce di un Ulisse moderno nel naufragio della società contemporanea. Odisseo-Ulisse esprime il viaggio dell’uomo nella costruzione della civiltà negli ultimi trenta secoli. Su questo tema riprendo la prima parte di un mio articolo del numero 5 di Terza Pagina sul mito di Odisseo. Vari modi ha un uomo per scavalcare l’angoscia del vivere quotidiano e giungere a una quieta consapevolezza del suo essere finito. I più si rifugiano nella routine rassicurante che danno il lavoro, la famiglia, i passatempi preconfezionati. Religione e ideologia sono un buon antidoto contro i dubbi. Pochi affrontano con più coraggio e determinazione il dolore di un vivere insoddisfacente. Da sempre gli spiriti arditi trovano un rimedio alla propria condizione. Mettersi in viaggio. Da soli o con i più fedeli o con una folta schiera di seguaci. La storia, come la conosciamo, non avrebbe senso priva di tale elemento: il viaggio. Un viaggio che può essere fuga, ricerca, esplorazione, nuova conquista o altro ancora. I testi più noti e cari all’umanità sono in buona parte e nell’essenza il rendiconto di viaggi. Così è per la Bibbia, l’epopea di Gilgamesh e Enkidu, il Ramayana, l’Iliade e l’Odissea, l’Eneide, La Divina Commedia, Le Mille e una Notte, il Milione. La cultura umana è strettamente legata a una pulsione alla transumanza, sia essa per necessità o per scelte di varia natura. Troviamo tracce di quest’impulso a transumare nella moda del Grand Tour di tanti personaggi tedeschi, inglesi e francesi, nel corso del Settecento e dell’OttocenTERZA PAGINA  giugno 2012

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DIVAGAZIONI to. Alla base della spinta di questi viaggiatori c’era un’inquietudine di fondo, l’insoddisfazione dell’appartenenza al proprio contesto sociale e ambientale, il tedio derivante dalle relazioni abituali, fossero di natura professionale, artistica o affettiva. Da cui il bisogno irrefrenabile di venirne fuori quanto prima, dal vissuto d’impotenza e di essere in trappola. Finché scattava la molla di raggiungere le terre mitiche dove si sviluppò la classicità greco-romana; o per lo meno dove avrebbero trovato le vestigia di quell’età dell’oro. Vale a dire, l’Italia, soprattutto Roma e il Sud, con particolare rilievo la Campania e la Sicilia. Ciò avvenne anche quando il soddisfacimento di tale desiderio comportava un elevato rischio di morte del poeta o artista. Definirei questa pulsione come la sindrome di Odisseo, dall’eroe più noto e moderno dei poemi omerici. Un epigono, di tale pulsione si presenta sulla scena della storia a fine Ottocento e inizio Novecento con la smania di molti europei di esplorare il continente, allora più sconosciuto e misterioso, l’Africa Nera. Questo pur comprensibile impulso trovò la degenerazione nell’occupazione colonialistica che ne seguì da parte delle potenze europee. Di cui tuttora paghiamo lo scotto. Il piacere di esplorazione e conoscenza trova l’espressione moderna degenerata nel turismo di massa. Vale la pena distinguere tra il turista, il viaggiatore e l’esploratore propriamente detto. Il turista è spesso predatore di risorse e di strutture di bellezza, anche quando apporta un effimero aumento della ricchezza agli abitanti del luogo visitato. Il viaggiatore ha, rispetto al turista, una visione più partecipe, che però rimane proiezione delle proprie aspettative. L’esploratore è colui che ricerca di scendere nel profondo dell’ambiente che visita. Desidera ricostruire e recuperare. Può essere archeologo, etnologo, studioso di lingue o arti di culture estinte o che rischiano l’estinzione. Può anche essere il viandante desideroso di scambi e di annotazione di quanto osserva. Evita, per quanto può, di assumere atteggiamenti di superiorità o di imposizione dei propri modelli. L’antesignano fu Erodoto. Ma, come si è accennato, la sindrome di Odisseo, non è puro impulso ad aumentare la conoscenza, come accredita Dante nell’insuperato Canto XXVI dell’Inferno. È ancor più inquietudine per la propria condizione mista al piacere irrefrenabile di evadere verso una nuova meta. Prototipo di tale sindrome può essere Goethe e il suo celebrato viaggio in Italia. Di lui ho scritto più diffusamente in Estasi e Pathos - saggi sulla creatività (Armando Editore, 2000), nel capitolo quarto Il viaggio e la fuga.

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È rimasto un mistero la modalità di distacco improvviso e imprevisto di Goethe dalla propria condizione privilegiata di fiduciario alla corte del Duca Karl August di Weimar per partire di nascosto sotto falso nome per l’Italia. Si sono tirate in ballo varie ragioni per il comportamento di Goethe. “La prima ragione sarebbe proprio nell’insoddisfazione di proseguire la vita di cortigiano. Goethe assolve da dieci anni con scrupolo e impegno il compito di consigliere segreto del duca. A lui deve molto, nel contempo vuole staccarsene almeno per qualche tempo, recuperando la libertà individuale. Il secondo elemento addotto è il tormentato rapporto con la più matura amante Charlotte Von Stein che è sposata. Goethe prova verso la nobildonna un indubbio trasporto e venerazione. Allo stesso tempo se ne sente oppresso e frustrato. C’è un solo modo per liberarsi d’una relazione senza sbocco positivo, che genera più sofferenza che piacere. Allontanarsi. Infine, l’elemento che agli studiosi di letteratura appare il più significativo. Goethe, dopo un’importante fioritura d’opere e un periodo fecondo di quasi dieci anni, sente inaridita la sorgente creativa. Non riesce a portare avanti le molte opere iniziate o abbozzate (Egmont, Tasso, Faust, Ifigenia…), né a trovare nuovi spunti creativi. Non vede altro modo per ravvivare il genio poetico e letterario che recarsi a quella che considera la fonte d’ogni creazione artistica, l’Italia e Roma in particolare, che ha esaltato e tramandato la classicità greca. Il viaggio di Goethe è a tutti gli effetti “una fuga creativa”, che comporta una regressione, una rinascita e un nuovo sviluppo”. (Dall’opera citata, Estasi e Pathos pagg. 106 – 108). Ho passato in rassegna alcuni aspetti legati al viaggio, il cui prototipo è quello di Odisseo. Accenno temi affrontati nell’Editoriale. L’Europa ha espanso in altri continenti il proprio modello culturale grazie ai suoi viaggiatori ed esploratori. Quando al desiderio di conoscenza e di scambio, rappresentato da Marco Polo, si è accompagnata la volontà di potenza, il risultato degenere è stato il colonialismo, del quale subiamo gli effetti nefasti. Adesso i figli dell’Europa occidentale non subiscono più il fascino o la necessità di emigrare, con tutti i rischi. Sono i figli di altri continenti a tentare l’ingresso in tutti i modi, in un processo storico di cicli che si ripresentano. Salvatore Merra


BENESSERE

SULLE RIVE DI UN FIUME… A OSSERVARE IL VIAGGIO DELLA COPPIA

U

na storiella zen racconta di un uomo su un cavallo: il cavallo galoppa veloce, e pare che l’uomo debba andare in qualche posto importante. Un tale, lungo la strada, gli grida: “Dove stai andando?” e il cavaliere risponde: “Non so! Chiedilo al cavallo!”. Quanto spesso anche noi corriamo? Senza mete definite da noi quindi con corse pericolose? Con la sensazione di non sapere chi siamo, cioè: di chi siamo? Ecco, allora io vi propongo un viaggio molto speciale, utile a fermare la corsa, alla ricerca di ciò che fa muovere le persone, noi tutti, sempre alla ricerca dei nostri amori, passati presenti e futuri. È un viaggio che prevede molte soste, quelle utili per vedere gli incontri speciali della nostra vita, alla ricerca di sapere di chi siamo, da chi siamo amati, chi vogliamo amare. È un viaggio lento, che possiamo immaginare sulle rive di un fiume, il quale ha un suo movimento con una nascita, uno scorrere ed uno sfociare, per poter vedere rispecchiata lì tutta la propria storia amorosa, nelle acque calme dello scorrere lento e continuo. È come la storia amorosa dell’individuo, con la na-

scita dentro alla coppia madre-bambino, che poi prosegue con la crescita grazie ai tanti incontri speciali che può avere e infine continua con la cura di sé e dei suoi cari che l’individuo nell’età adulta può esercitare. È come il viaggio della coppia, nel quale è possibile vedere riproposte le fasi del movimento del fiume e quelle dell’individuo. Anche la coppia ha una sua nascita nell’innamoramento, ha una sua crescita con l’attraversamento delle crisi utili per passare da una fase all’altra della evoluzione, fino ad arrivare alla capacità dei partner di prendersi cura di sé e dell’altro in modo soddisfacente. Vi voglio presentare un modo nuovo di pensare alla coppia e al suo modo creativo di viaggiare, un modo nuovo di pensare alle crisi della coppia, da vedere non necessariamente come fine della storia d’amore ma come segnale di passaggio da una fase all’altra della crescita, le crisi come utili prove per arrivare ad essere curatori oltre che curati. L’amore è la cura per eccellenza di tutti i drammi umani, e noi tutti possiamo esercitarla nella coppia ma anche in tutti i nostri incontri quotidiani. Tutti abbiamo un cuore, tutti abbiamo la capacità di amare. Si può anche vivere senza partner, ma non senza amore. TERZA PAGINA  giugno 2012

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BENESSERE Andare a svegliare la nostra capacità di amare: questo è il mio progetto di cura, che ho illustrato in un libro che uscirà a luglio 2012, che si intitola: “La coppia di tutti i colori. A disegnare l’amore che nasce, cresce e cura. Con la casa editrice Armando che lo pubblica. Con il libro il mio obiettivo è quello di restituire alle donne e agli uomini e ai giovani tutto quello che io ho ricevuto da loro, vorrei offrire la possibilità a ognuno di vedersi, nella speranza di rendere più facile il proprio viaggio amoroso, offrendo nuovi strumenti di comprensione: nuove idee e nuove pratiche. Idee e pratiche che vanno nella direzione dell’autoconsapevolezza e dell’autocura, per fare sentire ogni persona autrice, curatrice e maestra della propria storia d’amore. È un libro dedicato a tutte le persone che vogliono vedersi e immaginarsi in un movimento continuo, in un viaggio amoroso ricco di scoperte e di conquiste, ricco di problemi e di soluzioni. Ed è dedicato anche ai professionisti della salute, per invitarli a non colludere con la coppia in crisi suggerendo con molta facilità la separazione come unica soluzione, con l’esito di rancori spesso più accesi che durante la convivenza. L’invito al professionista è quello di sapere vedere e curare la coppia in crisi come rivelatrice di bisogni nuovi, così come succede con l’individuo, per saperla distinguere da quella coppia che ha deciso di separarsi, i cui partner sono amorevolmente

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d’accordo sul salutarsi per intraprendere altri viaggi. Come distinguere la crisi tipica di una coppia in cammino e in crescita dalla crisi di una coppia pronta a separarsi? Questa attenta osservazione della relazione è ciò che il libro indica, per aiutare i partner e soprattutto i professionisti della salute a sentirsi competenti e utili. Una seconda importante novità del libro, oltre allo sguardo sulla relazione, riguarda la proposta dei mezzi utilizzati per fare la diagnosi e la cura della crisi di coppia, che sono l’uso mirato del disegno e dei simboli, come strumenti che in modo veloce e gioioso rivelano e rendono visibile all’esterno ciò che è presente ma in modo invisibile all’interno di noi. Il disegno come autorivelazione, come possibilità di dare luce alle proprie ombre, cioè ai propri talenti e bisogni spesso traditi, per conoscersi e farsi riconoscere dal proprio partner con le proprie risorse, le proprie unicità e le proprie bellezze. Il disegno per vedersi e quindi per non proiettare sul partner le proprie frustrazioni, il disegno per vedere le proprie relazioni, le persone che vogliamo vicine e quelle che vogliamo lontane, per scegliere di incontrare le persone giuste in ogni tappa del proprio viaggio amoroso. “Questo è un viaggio che vi porterà verso una trasformazione, dal mal d’amore che è sempre segno di una


BENESSERE

stasi e di un ristagno, alla cura del desiderio, che è sempre azione e movimento. Ho utilizzato lo scorrere del fiume come metafora mitica dello scorrere della vita, per dare un significato universale alla lotta personale”. In sintesi il libro propone un viaggio simbolico e creativo con la coppia in tre tappe: nascita, crescita e cura, e otto soste, sette tappe di sette colori per fare nascere e crescere e prenderci cura della nostra coppia-creatura e un’ultima tappa per sostare e godere della intimità desiderata. 1 - Lo slancio dell’Innamoramento, la sorgente della vita amorosa nell’Eden pieno di promesse. 2 - La caduta dell’acqua a valle, il primo distacco dell’Io dal Tu. 3 - La pausa dello scorrere delle acque, l’ubbidienza al genitore o a se stessi? 4 - La collera di acque che si scontrano, rabbie del passato e guerre del presente. 5 - La scelta del ponte per gli incontri dei desideri, riconoscere l’Io per accogliere il Tu. 6 - La crescita dall’acqua di radici e chiome, per coltivare la diversità, verso il Noi.

7 - L’abbandono nel silenzio delle acque, nel piacere dell’intimità e della bontà. 8-La salita in cima alla cascata, a rinnovare promesse progetti e sogni. E si conclude con la illustrazione di quattro storie. 9 - Le coppie ce ne dicono di tutti i colori. Allora il mio invito è quello di scendere dal cavallo in corsa e so-stare, per andare a disegnare e progettare il proprio modo creativo di viaggiare, per decidere la propria meta, che è sempre in relazione alle proprie qualità e alle proprie attrazioni, tutte da riconoscere, per innamorarci dei nostri incontri quotidiani con le cose, con le idee e con le persone. Per sentirsi in viaggio, sempre. Vanna Puviani Psicologa Psicoterapeuta. Presidente Associazione Kalos, per la cura della bellezza presente in ogni persona e in ogni contesto. www.segnoedisegno.it TERZA PAGINA  giugno 2012

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Associazione Alberto Sordi Onlus

LE RUGHE PARLANO E INSEGNANO Gli appuntamenti della Vita negli scritti di sessanta anziani

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BENESSERE

FELICITÀ DEL CORPO FELICITÀ DELLA MENTE

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ens sana in corpore sano era uno dei motti preferiti dei nostri antenati, che tutt’ora conserva piena validità. Non si tratta di esaltare la perfezione fisica, come da bombardamenti pubblicitari, né di restringersi ai soli valori intellettuali e spirituali. Occorre perseguire un giusto equilibrio tra la nostra fisicità (con i limiti e l’ineluttabile decadimento) e il nostro “io”, per un migliore rapporto ed equilibrio con gli altri e con il mondo circostante. È un volumetto che, pure nella necessaria brevità e semplicità di un testo di autoaiuto, passa in rassegna gli aspetti socio culturali, per poi offrire utili suggerimenti al lettore, per vivere in armonia. Nei primi due capitoli si tratta il concetto di benessere nella società occidentale, dall’era greco-romana a quella umanistica, passando per la concezione del rapporto corpo-mente nel Medioevo. Il terzo capitolo opera un rapido passaggio su altre culture, in particolare quella cinese con la teoria dello Yin e dello Yang; la filosofia e la pratica dello Yoga; il culto del bello e della salute tra gli Egizi, espresso dalle icone di Nefertiti e Cleopatra. Il quarto capitolo è una rapida rassegna dei canoni estetici celebrati dai lirici classici e dagli artisti d’ogni epoca, dalla preistoria a oggi. Il quinto capitolo offre alcuni metodi e tecniche per procurare benessere al corpo in armonia con la mente, anche ricorrendo all’evoluzione della medicina, della chirurgia e della psicologia. Il sesto e settimo capitolo suggeriscono come facilitare la comunicazione del corpo con la mente, in un reciproco stimolo; in che modo affrontare il critico passaggio dell’adolescenza e vivere con serenità la trasforma-

zione della maturità e della senescenza. Un riferimento al mito eterno de “La Bella e la Bestia”. L’ottavo capitolo chiude con aforismi e citazioni sul tema. Una breve bibliografia fornisce indicazioni al lettore per approfondimenti. Come si vede, un volumetto ricco di spunti, di suggerimenti e di stimoli, che affonda le radici a tutto campo sul tema del benessere, ancorato saldamente all’equilibrio psicofisico. La Redazione

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Silvia Albertazzi

BELLI E PERDENTI Antieroi e post-eroi nella narrativa contemporanea di lingua inglese

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VIAGGIARE

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l poeta Garcia Lorca voleva che La Rambla, la via principale di Barcellona, fosse infinita. Allo stesso modo il turista vorrebbe che la sua vacanza nella città non finisse mai: artisti, café, teatri si susseguono in una lunga passeggiata che attraversa la città e arriva fino al lungomare, ben descritta e suggerita nei particolari dalla guida di Dan Colwell. Coloratissime mappe e immagini che riempiono intere pagine, ci permettono di addentrarci nelle tradizioni di una delle più poliedriche città d’Europa, miscuglio di culture diverse stratificate nel tempo che rendono Barcellona unica in Spagna e nel mondo. Particolarmente interessanti le pagine dedicate all’arte e all’architettura, che colgono le caratteristiche precipue della città e gli itinerari che attraversano il centro, l’essenza vera della capitale catalana. Non mancano divertimenti e consigli pratici, orari di apertura e chiusura dei luoghi da visitare, oltre alle note paesaggistiche e gastronomiche. Un po’ di tutto, come Barcellona. Angela Galloro

B

erlino, la guida di Jack Altman edita quest’anno, è già di per sé un interessante viaggio in una delle più affascinanti capitali europee. Anche documentarsi prima di partire, in questo caso, è particolarmente piacevole. Il volume si apre con una coloratissima breccia del Muro che introduce il lettoreviaggiatore nella capitale in tutti i suoi aspetti: dalla storia, all’ordinamento politico, al clima, agli spostamenti, ai consigli pratici. È soprattutto nella seconda parte che ci si diverte sul serio: il capitolo In giro per Berlino, infatti, non permette al turista di perdersi neanche un monumento della città, in un continuo susseguirsi di opere, musei, luoghi (storici e non) che scorrono velocemente sulle pagine accompagnati da interessanti immagini. Senza trascurare nessun dettaglio, grazie a questo vademecum, scopriremo dove e cosa mangiare, come muoverci con mezzi privati e pubblici, itinerari e passeggiate, come vivere la notte e il giorno di una città che è in continua evoluzione. Angela Galloro TERZA PAGINA  giugno 2012

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Terza Pagina n. 31  

Rivista Terza Pagina n. 31 Sovera edizioni

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