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INTRODUZIONE

IL LIBRO: NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

C

rediamo che dopo l’intervento del Ministro Profumo, relativamente ai libri di testo scolastici, che a partire dal prossimo anno dovranno essere sostituiti dai tablet riempiti di contenuti on line, ci aspettiamo il prossimo obbligo per gli editori di apporre sui libri di carta la scritta: Nuoce gravemente alla salute. È sorprendente che in un paese come il nostro in cui il livello di lettura non ha ancora raggiunto quello dei nostri partner europei si dichiara un totale ostracismo al vecchio libro scolastico, spesso l’unico strumento culturale che entra in molte famiglie. Il Ministro Profumo, inoltre, non ci dice chi dovrà pagare i tablet ed i programmi, non ci spiega neanche come gli editori dovranno mettere a disposizione i loro contenuti. Chi li pagherà? Le scuole? I genitori? Nel decreto, inoltre, non si fa alcun accenno agli utilizzatori principali di questa rivoluzione: gli insegnanti. Chi provvederà alla loro formazione sulle nuove didattiche? E quanto tempo ci vorrà? Mi rendo conto che le nuove tecnologie possano fornire nuove e ampie possibilità educative certamente, in alcuni ambiti, superiori al testo di carta, ma mi sembra un grande rischio buttare a mare una esperienza secolare per sostituirla con una totalmente non sperimentata, in un lasso di tempo così breve. La storia della comunicazione ci ha insegnato che ogni nuovo media apparso non ha mai fatto scomparire il precedente, ma lo ha affiancato pur costringendolo a trasformarsi. È accaduto così per l’avvento del cinema con il teatro, della televisione con il cinema, del web con la televisione. Accadrà quindi che l’ e- book si affiancherà al libro di carta, ne occuperà la produzione in alcuni generi, lo trasformerà ma non lo farà scomparire. Cos’è quindi questa furia iconoclasta del Ministro che in un anno vuol far scomparire i libri dalle scuole? Dal punto di vista pedagogico siamo certi che la lettura e lo studio non possano diventare un videogioco, seppure molto allettante e se ciò avverrà non lamentiamoci poi dell’ incapacità tra i giovani di scrivere o di comprendere anche testi scritti di grande semplicità. Sarebbe stato molto più sensato che il Ministro affrontasse l’inevitabile innovazione tecnologica assieme agli operatori del settore: gli insegnanti e i fornitori di cultura, gli editori, per seguire un itinerario graduale ed efficace per il bene soprattutto della formazione delle nuove generazioni. Il libro rappresenta ancora lo strumento formativo più efficace, più economico, più facilmente reperibile ed utilizzabile. I libri di testo, inoltre, rappresentano anche la nostra tradizione ed identità culturale. Che accadrà invece quando i contenuti on line saranno forniti dai colossi multinazionali del web: Google, Apple, Amazon ed in un prossimo futuro da colossi della Cina, che stanno digitalizzando tutto il digitabile. Caro Ministro le nostre scuole in questo momento hanno bisogno di tutto, l’unica cosa di cui non avevano bisogno era una legge confusa e velleitaria, come quella da Lei appena varata. L’emergenza educativa italiana attuale non sarà certamente superata dall’avvento del tablet. Andiamo così verso un’epoca dove la tecnologia prevarrà sulla genialità. Non sarà richiesto ai nuovi studenti di creare, bensì di utilizzare strumenti già predefiniti da altri, con il sacrificio della creatività, dell’immaginazione e della fantasia. Enrico Iacometti TERZA PAGINA  marzo 2013

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IN QUESTO NUMERO

TERZA PAGINA

SOMMARIO

Direttore Responsabile Rino Sciarretta Vicedirettore Flaminia Festuccia Redazione Patrizia Angelozzi Marianna Cozzi Paolo Cremisini Antonia Del Sambro Ester Di Segni Elsa Emmy Fabiola Giuliani Paola Meschini Daniela Molina Felicia Nascone Lucia Pasquini Silvia Pingitore Laura Russello Maria Antonietta Sinceri Angela Abagnale Vincenzo Paradiso Giorgia Biolghini Sergio Iacometti Sara Pessina Progetto grafico Matteo Bellisario Impaginazione studiografica@alice.it Comitato Scientifico Edmondo Coccia Costantino Forti Francesco Gigliotti Carlo Lazzari Salvatore Merra Carmen Molonia Francesca Falchieri Renzo Pavese Stefania Sacripanti Adriana Soldini Giancarlo Ottaviani Comitato d’onore Sergio Calligaris Aldo Di Lello Maria Ida Gaeta Pietro Innocenzi Fortunato Pasqualino Giuseppe Romaniello Giorgio Romano Editore Sovera Multimedia s.r.l Amministratore Unico Claudia Iacometti

INTRODUZONE  Il libro: nuoce gravemente alla salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 Fiera del libro di Torino, gli appuntamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 EDITORIALE  «In principio erat Verbum» che generò il libro . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 RIFLESSIONI  Creare, ricercare, inventare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 RIFLESSIONI  Esplorando la creatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 POLITICA  L’opera più originale degli ultimi 150 anni: La nostra Costituzione . . . 12 RIFLESSIONI  Pensare senza vincoli: linfa vitale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 SPORT  Creatività e sport . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15 LETTERATURA  Figure femminili nella letteratura antica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16 ANIMAZIONE  Poesia della quotidianità nel cinema di animazione: ovvero come bere un caffè . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 RIFLESSIONI  Genialità, è la misura dell’inaspettato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 RIFLESSIONI  Quella stramba energia chiamata creatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20 RIFLESSIONI  L’incompletezza biologica dell’uomo fonte di creatività . . . . . . . . . 23 RIFLESSIONI  Pennne volanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 In questo numero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31 CINEMA  Cinema per la mente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32 PSICOLOGIA  Intervista a Tommaso Traetta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 INTERVISTA  Control+Z. Intervista a Alessandro Ventura . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36 CINEMA  CineWine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 RECENSIONE  La dinastia di Florio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 RECENSIONE  Il bosone dei Brilliant . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 RECENSIONE  Il viaggio mistico del comandante Torres . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43

Direttore Editoriale Salvatore Merra

INTERVISTA  “Il nulla e il tutto. Le meraviglie del possibile” . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

Autorizzazione Tribunale di Roma 153/2004 dell’8/04/2004

INTERVISTA  Quando la tecnologia è femmina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48

Amministrazione e redazione Sovera Multimedia Roma - Via Leon Pancaldo, 26 tel. 06/5562429 - Fax 06/5580723

INTERVISTA  Wedding Planner? Sì lo voglio! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50

Modalità di pagamento: • versamento su ccp n. 58596008 intestato a Sovera Multimedia srl Via Leon Pancaldo, 26 - 00147 Roma • assegno bancario o bonifico intestato Sovera Multimedia srl Monte dei Paschi di Siena, agenzia 11 - Roma, ABI 01030, CAB 03211 c/c 8554/46 Un numero € 6,00 Abbonamento annuale € 20,00 Numero arretrato € 8,00 e-mail: info@soveraedizioni.it Stampa: Tipolitografia Spada - Ronciglione

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PSICOLOGIA  Mente e creatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52 RIFLESSIONI  “Poi piovve dentro a l’alta fantasia” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54 RECENSIONE  Poesie spirituali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57 RECENSIONE  Cantar de mi amor - 6 volume indaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58 NOVITÀ  L’angolo della poesia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59 INTERVISTA  François s’amuse (si diverte)... E il lettore pure . . . . . . . . . . . . . . . . . 61 LEGGETE CON NOI  . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63


FABIO SANVITALE – ARMANDO PALMEGIANI Morte a Via Veneto. Storie di assassini, tradimenti e Dolce Vita € 15,00 - Cod. 9788866520634

Domenica 19 maggio 2013 - ore 12,00 SALA AVORIO oratore Angelo Zappalà

Via Veneto, la Dolce Vita. E tutto il loro corredo di immaginario collettivo. Ma quel ruggente periodo è stato anche altro. È stato, ad esempio, anche cronaca nera. In quegli stessi anni in cui un Sogno Italiano prendeva forma e diventava leggenda, proprio in quella strada avvenivano due delitti destinati ad entrare nella Storia Nera del Novecento Italiano. Uno è il caso Bebawi, l’altro il caso Wanninger. Curioso, in entrambi, le vittime sono straniere: come a voler provare, dimostrare quasi lo spessore internazionale che via Veneto aveva assunto in quegli anni. Bebawi è un delitto che fa epoca. 1964. Un facoltoso industriale egiziano, giovane e bello, viene trovato assassinato e sfigurato nel suo ufficio di via Lazio. Wanninger è un delitto che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. 1963. Un grido scuote un palazzo di via Emilia. La portinaia che sale a vedere incontra per le scale l’assassino che la saluta gentilmente. Sul pianerottolo c’è una giovane tedesca, Christa Wanninger, venuta a Roma a cercare una fortuna non ancora trovata e finita in un lago di sangue. Due delitti successi a trenta metri l’uno dall’altro, entrambi casi limite della Giustizia italiana: Wanninger risolto 25 anni dopo, Bebawi protagonista di una clamorosa assoluzione con annessa fuga degli imputati all’estero… Il tutto basato sull’esame dei fascicoli originali delle due inchieste e dei processi che ne seguirono, materiali originali che nessun altro ha potuto consultare prima di oggi. TERZA PAGINA  marzo 2013

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CHIAPPERO ALESSANDRA Miss B. Nome in codice R 242 € 16,00 - Cod. 9788866520993

Giovedì 16 maggio 2013 - ore 19,00 SALA AVORIO con Paolo Poletti, amministratore delegato FIVES GIUSTINA e Massimo Chionetti, attore e formatore aziendale

A narrare questo romanzo industriale ispirato alla storia di Giustina & Co è una voce insolita: una macchina utensile; per l’esattezza, una rettificatrice a doppia mola. Miss B - così la chiama con affetto il suo inventore - consapevole del suo charme e forte della sua identità tecnologica, a cavallo degli anni sessanta si lascia alle spalle l’opulenta vita di provincia del Wisconsin e, sotto licenza, giunge in Italia al seguito del suo ‘talent scout’ Pietro Giustina. Sarà la voce femminile e ironica di Miss B a proporre ai lettori un insolito punto di vista del panorama industriale italiano e mondiale degli ultimi cento anni. La storia di un’impresa italiana e, soprattutto, dell’amore per il lavoro di tutti coloro che ne sono stati parte. Oggi, sotto il marchio Cinetic Giustina, Miss B rimane il prodotto di punta della gamma ed è preferita in tutto il mondo dai più importanti costruttori automobilistici. È grazie a questa storia, che sulle bozze dei nuovi contratti anziché la sigla R242, oggi gli uomini Giustina preferiscono scrivere un nome che evoca molto di più: Miss B.

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EDITORIALE

«IN PRINCIPIO ERAT VERBUM» CHE GENERÒ IL LIBRO

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a creatività è un termine onnicomprensivo, di quelli che posseggono molteplici e svariati significati. Per ciò difficile da definire. Porre la creatività, intesa come ciò che sorge “da un metodo rigoroso, da una conoscenza approfondita dei linguaggi e delle tecniche, da una ben calibrata grammatica della fantasia”, al centro delle cinque giornate del Salone del Libro di Torino, ri-

schia di determinare una mission impossible. Poiché si affrontano tutti i temi su cui ruota la vita di una comunità: politica, economia, tecnologia, arte, linguaggio… Che altro? Il lettore potrà vedere che questo numero di Terza Pagina è quasi tutto dedicato a offrire la creatività nel-

le varie sfaccettature, come un gioiello che esprima luminosità e colori diversi secondo lo si osservi. Uno sforzo generoso a più voci. Tra i pezzi originali cito l’intervista di Alessandra Chiappero a una macchina di alta tecnologia, utilizzata da decenni dalle multinazionali dell’auto, chiamata Miss B. Ottima fusione di efficienza tecnologica e di estetica, ambito nel quale il genio italiano non è secondo a nessuno. Coincidenza vuole che la sede della Casa produttrice coincida con quella della Fiera del Libro: Torino! Quanto a chi scrive, con il necessario senso della misura, si limiterà ad analizzare alcuni aspetti della creatività, in ambito artistico, e il rapporto con altre facoltà della mente. Alcune premesse. La creatività non va intesa come facoltà finalizzata esclusivamente a fini sociali. Verrebbe addomesticata al potere di turno. Come nelle dittature. Esempio recente illuminante, il realismo sovietico. Peraltro è utopia “l’arte per l’arte”, una creatività solipsistica, del tutto svincolata dall’epoca in cui sorge. La creatività risponde a un processo di sublimazione di pulsioni profonde, inconsce, ma, per sua natura, è “utile” socialmente, qualunque espressione assuma. Anzi, più è svincolata da schemi e pregiudizi, maggiormente risponde all’aspetto tipico della creatività: essere un prodotto originale, vale a dire unico e innovativo. Un capolavoro è tale quando nasce nell’assoluta libertà dell’artista, ma finisce per esprimere e rappresentare l’anima universale della società e del tempo in cui è sorto. Se dovessi, quindi, sintetizzare una definizione dell’artista, direi che è colui che attinge al meglio della matrice culturale di appartenenTERZA PAGINA  marzo 2013

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EDITORIALE za; la rinnova integralmente, anticipando il futuro; in tal modo rappresenta lo spirito del proprio tempo. Senza per questo trasformarsi nel pifferaio del regime del momento. Esempi luminosi sono Dante che crea la nuova lingua italiana, quasi perfetta, sulla matrice del latino, ed esprime i tormenti e le aspirazioni di un uomo al passaggio dal Medioevo all’Umanesimo; Leonardo Da Vinci e Michelangelo, i geni più universali e versatili del Rinascimento. Le ere di massima creatività corrispondono a quelle in cui l’artista ha avuto i mezzi per creare in assenza di ogni condizionamento, materiale e morale. Ha saputo esprimere non solo i voleri e le aspettative del committente, ma anche del mondo contemporaneo. Per questo il ruolo di Mecenate nella storia è stato di grande valore. Lo fu quello di Pericle nel momento del massimo splendore di Atene, o dei Medici a Firenze, o del Re Sole in Francia. E’ importante che l’artista sia sollevato dai problemi di sopravvivenza, senza sottovalutare che l’arte venga prodotta anche sotto lo stimolo della necessità. Oggi, purtroppo, scarseggiano gli sponsor pubblici e privati della cultura, mentre abbonda la promozione dei prodotti di consumo. Con lodevoli eccezioni, come si vede in questa stessa rivista. L’artista si fa espressione della facoltà di un popolo di darsi una missione da svolgere. Quella che ho definito facoltà mitopoietica in Estasi e Pathos – Saggi sulla creatività (Armando Editore, 2000). Per Roma repubblicana e imperiale si trattò di dare un diritto e una forma di stato alle varie genti colonizzate, a protezione dall’arbitrio totale e come modello socio – economico. La Chiesa, con tutti i limiti, assorbì in sé tali valori, rendendoli ancora più universali. Delle società moderne sono gli Stati Uniti che si sono assunti il ruolo di perpetuare l’organizzazione e la forma del diritto romano, con in più il mito o dream che ogni cittadino americano possiede le stesse chance in partenza. Il nostro popolo è noto nel mondo non meno per i vizi che le virtù. Tra i primi enumeriamo la faziosità, dalle guerre civili della Repubblica di Roma, alle lotte sanguinose fratricide tra Guelfi e Ghibellini, nel Medioevo, fino alle intemperanze politiche dei giorni nostri . Altri vizi nazionali sono l’inaffidabilità, la corruzione, lo scarso civismo e la succubanza al potere. Tra le virtù, le principali sono la capacità di emergere dalle condizioni più catastrofiche, e di sopravvivenza: lo stellone. Inoltre, una creatività indiscussa che ci pone al vertice dello stile e del piacere di vivere. L’Italia possiede il 40% del patrimonio mondiale di arte e bellezza, grazie alla valorizzazione del quale dovrebbe potere vivere agiatamente. Nel Salone del Libro di Torino non si mancherà di affrontare i vari aspetti della creatività. In particolare, la relazione che ha la creazione artistica con la politica, l’economia, la religione e la morale, la tecnologia. Riguardo al rapporto con la politica, si è già accennato al dovere di indipendenza dell’artista dal potere di turno, rappresentando invece le istanze della comunità in cui vive. Quanto all’economia, sorge l’interrogativo: l’arte è merce? Senza scomodare Marx, è indubbio che il prodotto artistico abbia un valore di mercato. Il libro è merce, forse la più difficile da vendere. Soprattutto, il piccolo medio editore sa quanto sia difficile fare quadrare i bilanci a chiusura di ogni anno. Una condizione aggravata dalla crisi in atto, che appare senza uscita. Con il risultato della chiusura di un numero crescente di case editrici prestigiose, che

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EDITORIALE hanno tracciato la cultura italiana e non solo. E’ duro fare intendere allo scrittore esordiente che non basta il valore dell’opera che ha creato per garantirne il successo. Così come non basta per il grande editore, che gode di risorse cospicue, attuare il lancio pubblicitario di un libro per ottenere un riscontro di vendite. Per fortuna, il successo di un libro ha ancora dell’imponderabile. Ciò è vero nonostante la degenerazione dell’editoria, di stampo americano, che punta al best – seller. Per cui è valido solo ciò che vende. L’artista si trasforma in compositore al servizio del mercato. Nuova dittatura della cultura. L’opera resiste l’espace d’un matin, la durata effimera del successo di alcune settimane o mesi in testa alle classifiche di vendita. La creatività si trasforma in moda. Quanto ha venduto, a suo tempo, Dante Alighieri o Immanuel Kant o lo stesso Shakespeare, il più gettonato dei drammaturghi? Sul rapporto tra arte e tecnologia, il lettore troverà pregevoli riferimenti, in questo numero, tra cui quello citato di Alessandra Chiappero. In altri lavori ho messo in evidenza come l’opera d’arte nasca da una prorompente matrice del mondo profondo, con la capacità di incanalarla in una tecnica originale, frutto di lunghissimo training. Oggi, si esaltano le nuove tecniche di pubblicazione, in cui primeggia l’e-book, come nuova frontiera e ancoraggio dell’editoria in crisi. Nulla da obiettare, a parte che il cartaceo non ha estinto la sua utilità, come evidenzia l’editore Enrico Iacometti, nel corsivo d’apertura di questo numero. Un dato confortante ci dice che è aumentato il numero di lettori giovani e giovanissimi. Quelli che vediamo affollare gli stand alle fiere del libro. Con buona pace di chi sentenzia sciocchezze sulle nuove generazioni intente solo ai videogiochi. I giovani si stanno affermando con prepotenza sulla scena politica, culturale e, si spera, economica. Era ora, dopo una sorte di prolungata sudditanza ai padri e ai nonni. Ma non basta essere giovani per fare le scelte giuste. La carica di energia e anche di rabbia è solo il propellente. Poi, la maggiore esperienza rimane un ottimo cursore. Come dimostra la recentissima vicenda della rielezione di Napolitano. Il Paese, che di tutto difetta fuorché della creatività, necessita di ritrovare solidi punti di riferimento attraverso la trasformazione delle istituzioni. Il libro di Eric Cò e Andrea Leccese, di cui si parla in questo numero, ci dice che una delle maggiori creazioni dei nostri padri è stata la Costituzione Italiana. Spetta alle attuali generazioni darsi forme di rappresentatività e di organizzazione politico – sociale adeguate alla cultura dei tempi e alle esigenze di tutti, dando voce e diritti alle cosiddette minoranze e diversità. La mia generazione, successiva ai Padri costituenti, ebbe il merito di svecchiare la società con tre leggi pilastro: la legge sul divorzio, sull’aborto e la legge 180 che portò alla chiusura dei manicomi, con la creazione dei servizi territoriali di salute mentale. Delle spinte e voci nuove l’editoria è il migliore veicolo di diffusione e di elaborazione. La scelta del tema di quest’anno della Fiera di Torino, la più importante e prestigiosa, sembrava, a prima vista, troppo generica e ambiziosa. Invece, è una sfida che merita di essere raccolta e un richiamo alle attuali generazioni all’insegna della speranza, che rimane la virtù cardine nei periodi più critici. Salvatore Merra TERZA PAGINA  marzo 2013

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RIFLESSIONI

CREARE, RICERCARE, INVENTARE MA SIAMO CERTI CHE NON SIANO LA STESSA COSA?

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iamo certi che il termine corretto sia “creare” quando ci riferiamo a qualche cosa che poniamo su carta? Sia esso un racconto, uno spartito, un disegno: siamo veramente certi che si tratta di un’invenzione? O si tratta piuttosto di qualche cosa che è nascosta nei meandri della nostra memoria e che una nota musicale, il colore pieno di un cielo plumbeo, la danza ammaliante del fuoco nel camino riesce a rianimare e portare alla superficie della nostra coscienza? Il profumo delle madeleine appena sfornate ha dato il viatico a quella che è una delle opere monumentali della letteratura occidentale. Ma è possibile che Marcel Proust abbia creato dal nulla la sua Recherche? O forse non è più verosimile pensare che tutto abbia trovato nella memoria propria, sopito magari da strati e strati di vita quotidiana, di gioie e dolori effimeri che l’esistenza giornaliera ci elargisce come grandi doni. Magari lo spunto di un racconto o di un accordo o la scelta della coniugazione di due

colori su un acquerello non è altro che un frammento di un deja-vu che ci torna a galla e che era magari nascosto in quella quota di geni che abbiamo ereditato, magari da nostra nonna, e che i nostri genitori ci hanno trasmesso! Dunque creare come ricercare senza - a volte - che ciò avvenga in maniera cosciente! Succede che la mano scivoli da sola sul foglio guidata chissà da quale motore nascosto. Non bisogna opporsi a questo fluire, guai a contrapporre la ragione a questo fiume lento! E se poi ci si accorge che abbiamo inventato un racconto improbabile, se poi il disegno inventato sfida le leggi della gravità, se poi la nostra composizione graffia le nostre orecchie va bene così, bisogna rispettarla perché si tratta di un’invenzione! E cos’è un’invenzione se non qualche cosa che tu autore invenit, hai trovato in fondo alla tua memoria! Gaetano Pagnotta*

Per i tipi di Sovera ha publicato: La notte si scioglie nel giorno 1492: storie a rincorrere Le corde d’acqua

*Gaetano Pagnotta, nato a Roma nel 1951 è responsabile per la Diagnosi e Cura delle Malattie Congenite Rare dello Scheletro presso l’Ospedale Pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma

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