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Le rappresentanze regionali Enrico Iacometti Presidente Gruppo Piccoli Editori Azionista di maggioranza e Amministratore Delegato della casa editrice Armando. Azionista di maggioranza della casa editrice Sovera. Già Presidente dal 1997 dell’A.I.P.E. (Associazione Italiana Piccoli Editori) fino al 2001 anno in cui l’AIPE confluiva nell’A.I.E. (Associazione Italiana Editori) all’interno della quale è stato Presidente del Gruppo dei Piccoli Editori fino al 2007. Dal 2008 Presidente gruppo editoria della Federlazio. Dal 2002 Ideatore e coordinatore della Fiera Più Libri Più Lib(e)ri.

Le Rappresentanze Regionali dell’A.I.E., istituite ai sensi dell’articolo 10 dello Statuto sono strutture di decentramento operativo e rappresentano l’Associazione a livello regionale. Le Rappresentanze regionali: coadiuvano gli Organi Statutari nella elaborazione delle linee politiche dell’Associazione evidenziando le peculiarità della realtà locale; favoriscono l’adempimento a livello locale delle attività dell’Associazione; sostengono l’Associazione nella realizzazione di iniziative aventi carattere locale. Ad oggi sono state costituite rappresentanze regionali in Piemonte, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria.

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Ieri su La Repubblica abbiamo letto un articolo dal titolo “Salviamo i libri dal mercato 2.0”. Si tratta dell’appello per l’editoria in Francia pubblicato da “Le Monde”su richiesta di 451 intellettuali (lista completa). Il collettivo dei professionisti della filiera editoriale si riunisce da tempo per discutere e trovare soluzioni collettive a una situazione sociale dell’industria del libro. Tra gli argomenti trattati troviamo la precarietà che molti dei lavoratori accettano, gli ebook, le librerie online ecc. “rigettiamo con fermezza il modello di società che ci viene proposto a metà strada fra lo schermo e un centrocommerciale, con i suoi bip-bip, le sue luci al neon e i suoi auricolari crepitanti, e che sta conquistando qualsiasi professione. Perché pensando all’attualità del libro, pensiamo anche a tutti coloro che vivono situazioni troppo simili per essere aneddotiche. [...] È proprio perché abbiamo una chiara percezione delle proporzioni del disastro in corso che siamo ottimisti: tutto è da costruire”. Sono convinto che a Più libri più liberi, possiamo diffondere questa iniziativa organizzando una tavola rotonda, con coloro che si sono battuti per il libro di carta, cercando così di spostare l’attenzione dei media che al momento sembra quasi concentrata sugli ebook e tutte le diavolerie che l’accompagnano. Mi riservo di discutere la cosa durante il Consiglio di Gruppo (19 settembre) per rendere realizzabile il progetto. Enrico Iacometti


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SALVIAMO I LIBRI DAL MERCATO 2.0

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Noi, il collettivo dei 451 professionisti della filiera editoriale, abbiamo cominciato a riunirci da qualche tempo per discutere della situazione presente e futura delle nostre attività. Prigionieri di un'organizzazione sociale che separa i compiti, partiti da un sentimento comune - fondato su esperienze diverse - di una degradazione del modo di leggere, produrre, condivideree vendere libri, riteniamo oggi che il problema non sia limitato a questo settore e cerchiamo soluzioni collettive a una situazione sociale che ci rifiutiamo di accettare. L'industria del libro vive in gran parte grazie alla precarietà che molti dei suoi lavoratori accettano, per necessità, passione o impegno politico. Mentre queste persone si sforzano di diffondere idee o immagini capaci di spiazzare i nostri punti di vista sul mondo, altri hanno capito perfettamente che il libro è soprattutto una merce con cui è possibile accumulare profitti consistenti. Capaci sia di appropriarsi dei grandi principi di indipendenza o democrazia culturale che di praticare battage pubblicitari in grande stile, sfruttamento salariale e diversità del monopolio, i vari Leclerc, Fnac, Amazon, Lagardère e altri grandi gruppi finanziari vogliono farci perdere di vista una delle dimensioni essenziali del libro: quella di legame, di incontro. Nel frattempo, che si tratti di professioni con un proprio riconoscimento simbolico o di lavoretti indispensabili in qualunque filiera economica, culturale e sociale, i diversi mestieri del libro vengono squalificati e rimpiazzati da operazioni tecniche che è inconcepibile fare con calma. L'industria del libro ha bisogno solo di consumatori impulsivi, networkers di opinioni e altri interinali malleabili? Molti di noi si trovano arruolati in logiche commerciali, privati di qualsiasi pensiero collettivo o prospettive di emancipazione sociale, oggi drammaticamente assenti dallo spazio pubblico. Vincolata al criterio del successo, la produzione di saggi, di letteratura o di poesia si impoverisce, i cataloghi delle librerie o delle biblioteche si esauriscono. Il valore di un libro diventa legato alle cifre di vendita e non al contenuto. Ben presto si riuscirà a leggere solo quello che funziona. Ora, mentre l'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, dichiara che «oggi le uniche persone indispensabili nel mondo dell'editoria sono il lettore e lo scrittore», certe persone continuano a lavorare con libri, librerie, stamperie, biblioteche e case editrici a dimensione umana. Siamo decisi a resistere, ma siamo accerchiati, come la stragrande maggioranza, dall'informatizzazione dilagante, dalle logiche manageriali e dalla difficoltà ad arrivare alla fine del mese. E oltre a questo siamo anche imbarcati in un processo di pseudodemocratizzazione della cultura, che continua a farsi dal basso e si riduce all'impoverimento e all'uniformazione delle idee e degli immaginari per corrispondere al mercato e alla sua razionalità. Storditi, cerchiamo di restare al passo, barcamenandoci tra programmi software, ordini online, correttori

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ortografici, delocalizzazioni, valanghe di novità insulse, minacce delle banche, aumento degli affittie digitalizzazioni selvagge. Ma non riusciamoa rassegnar ci a ridurre il libro e il suo contenuto a un flusso di informazioni digitali cliccabili fino alla nausea: quello che produciamo, condividiamo e vendiamo è prima di tutto un oggetto sociale, politico e poetico. Perfino nel suo aspetto più umile, di divertimento o di piacere, vogliamo che resti circondato da esseri umani. Rigettiamo con fermezza il modello di società che ci viene proposto, a metà strada fra lo schermoe un centro commerciale, con i suoi bip-bip, le sue luci al neon e i suoi auricolari crepitanti, e che sta conquistando qualsiasi professione. Perché, pensando all'attualità dei mestieri del libro, pensiamo anche a tutti coloro che vivono situazioni troppo simili per essere aneddotiche. I medici segmentano i loro atti per contabilizzarli meglio, gli assistenti sociali si sfiniscono a compilare griglie di valutazione, i carpentieri non possono più piantare un chiodo se non glielo ordina un computer, i pastori sono obbligati a dotare le loro pecore di chip elettronici, i meccanici ubbidiscono alle loro strumentazioni elettroniche e nelle scuole sta per arrivare la cartella elettronica. La lista è talmente lunga che dobbiamo unirci per arrestare l'avanzata di questa macchina del progresso cieco. Invece di aspettare la prossima misura di rigore europea o l'ennesimo attacco del ministero della cultura contro la filiera editoriale, preferiamo organizzarci da subito. Per esempio trovando alternative, creando cooperative e centrali di acquisto, unendoci per ottenere condizioni salariali migliori, o ancora inventando luoghi e pratiche più adatti alla nostra visione del mondo e alla società in cui desideriamo vivere. È proprio perché abbiamo una chiara percezione delle proporzioni del disastro in corso che siamo ottimisti: tutto è da costruire. Per iniziare vogliamo smettere di darci eternamente la colpa a vicenda e farla finita con la rassegnazione e il disfattismo diffusi. Per questo lanciamo un appello a tutti coloro che hanno interesse a incontrarsi per scambiare idee sulle nostre difficoltà e i nostri bisogni, sui nostri desideri e i nostri progetti. L'appello, apparso su Le Monde, è stato firmato da 451 intellettuali tra cui Agamben, lo scrittore Michel Butel e l'editore Maurice Nadeau. La lista completa è su les451.noblogs.org (Traduzione di Fabio Galimberti) GIORGIO AGAMBEN

08 settembre 2012

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Appel des 451 [Texte complet] Posted on 2012/09/05 by 451

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Le texte suivant est l’Appel des 451, écrit par le collectif des 451, et signé par un ensemble de personnes dont la liste figure ci-après. ________________________________ Appel des 451, pour la constitution d’un groupe d’action et de réflexions autour des métiers du livre ________________________________ Nous (1) avons commencé à nous réunir depuis quelque temps pour discuter ensemble de la situation présente et à venir du livre et de ses métiers. Pris dans une organisation sociale qui sépare les activités, partis d’un sentiment commun – fondé sur des expériences diverses – d’une dégradation accélérée des manières de lire, produire, partager et vendre des livres, nous considérons aujourd’hui que la question ne se limite pas à ce secteur, et cherchons des solutions collectives à une situation sociale que nous

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refusons d’accepter. L’industrie du livre vit en grande partie grâce à la précarité qu’acceptent nombre de ses travailleurs, par nécessité, passion ou engagement politique. Pendant que ceux-ci s’efforcent de diffuser des idées ou des images susceptibles de décaler nos points de vue sur le monde, d’autres ont bien compris que le livre est surtout une marchandise avec laquelle il est possible d’engranger des profits conséquents. Sachant autant s’approprier les grands principes d’indépendance ou de démocratie culturelle que pratiquer le déferlement publicitaire, l’exploitation salariale et la diversité du monopole, les Leclerc, Fnac, Amazon, Lagardère et autres grands groupes financiers veulent nous faire perdre de vue l’une des dimensions essentielles du livre : un lien, une rencontre. Pendant ce temps, qu’il s’agisse des professions symboliquement reconnues ou des petits boulots indispensables à toute chaîne économique, culturelle et sociale, les divers métiers du livre sont disqualifiés et remplacés par des opérations techniques, à côté desquelles prendre le temps devient inconcevable. L’industrie du livre n’aurait-elle en effet besoin que de consommateurs impulsifs, de réseauteurs d’opinion et autres intérimaires malléables ? Beaucoup d’entre nous se trouvent ainsi enrôlés dans des logiques marchandes, dépossédés de toute pensée collective ou de perspectives d’émancipation sociale – aujourd’hui terriblement absentes de l’espace public. Contrainte par le critère du succès, la production d’essais, de littérature ou de poésie s’appauvrit, les fonds de librairie ou de bibliothèque s’épuisent. La valeur d’un livre devient donc fonction de ses chiffres de vente et non de son contenu : il ne sera bientôt plus possible de lire que ce qui marche. Or, pendant que le PDG d’Amazon déclare que « les seules personnes nécessaires dans l’édition sont maintenant le lecteur et l’écrivain (2) », certaines personnes continuent de travailler avec des livres (3), des librairies, des imprimeries, des bibliothèques ou des maisons d’édition à échelle humaine. Malgré notre envie de résister, nous sommes, comme l’immense majorité, cernés par le toutinformatique, les logiques gestionnaires et les fins de mois difficiles. Nous sommes également embarqués dans une pseudo démocratisation de la culture, qui continue de se faire par le bas, et se réduit à l’appauvrissement et l’uniformisation des idées et des imaginaires, pour correspondre au marché et à sa rationalité. Étourdis, nous tentons de rester dans le coup : on fait avec les logiciels, les commandes en ligne, les correcteurs automatiques, les délocalisations, l’avalanche de nouveautés creuses, les menaces des banques, la hausse des loyers et les numérisations sauvages. Cependant, nous ne pouvons nous résoudre à réduire le livre et son contenu à un flux d’informations numériques et cliquables ad nauseam ; ce que nous produisons, partageons et vendons est avant tout un objet social, politique et poétique. Même dans son aspect le plus humble, de divertissement ou de plaisir, nous tenons à ce qu’il reste entouré d’humains. Nous rejetons clairement le modèle de société que l’on nous propose, quelque part entre l’écran et la grande surface, avec ses bip-bip, ses néons, et ses écouteurs grésillants, et qui tend à conquérir toutes les professions. Car en pensant à l’actualité des métiers du livre, nous pensons également à tous ceux qui vivent des situations trop similaires pour être anecdotiques : les médecins segmentent leurs actes pour mieux comptabiliser, les travailleurs sociaux s’épuisent à remplir des grilles d’évaluation, les charpentiers ne peuvent plus planter un clou qui ne soit ordonné par ordinateur, les bergers sont sommés d’équiper leurs brebis de puces électroniques, les mécaniciens obéissent à leur valise informatique, et le cartable électronique dans les collèges, c’est pour tout à l’heure. La liste est si longue que nous devons nous regrouper, et ainsi enrayer cette machine du progrès aveugle. Plutôt que d’attendre la prochaine mesure européenne de rigueur ou la énième attaque du ministère de la Culture contre la chaîne des métiers du livre, nous

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préférons nous organiser dès maintenant. Par exemple, en trouvant des alternatives, en créant des coopératives et des mutuelles d’achat, en nous unissant pour de meilleures conditions salariales, ou bien encore en inventant des lieux et des pratiques qui conviennent davantage à notre vision du monde et à la société dans laquelle nous désirons vivre. C’est parce que nous prenons la mesure du désastre en cours que nous sommes optimistes : tout est à construire. Avant tout, nous voulons cesser de nous rejeter éternellement la faute les uns sur les autres et couper court à la résignation et au défaitisme ambiants. Nous lançons donc un appel à tou.te.s celles et ceux qui se sentent concerné.e.s à se rencontrer, en vue d’échanger sur nos difficultés et nos besoins, nos envies et nos projets. Vous êtes invité.e.s à une première session nationale de discussions, en vue de partager des réflexions, d’élaborer des groupes de travail ou de préparer des actions communes (4) à Montreuil, le week-end du 12 et 13 janvier 2013, à la Parole errante (5). —————————– Pour vous tenir informé.e.s, nous contacter et participer Blog : les451.noblogs.org Adresse mail : les451@riseup.net Adresse postale :  Les 451 / 30, avenue Mathurin Moreau / 75019 Paris  —————————– Notes : (1) Auteur.e.s, éditeur.trice.s, maquettistes, graphistes, correcteur.trice.s, imprimeur.ses, diffuseur.euse.s, distributeur.trice.s, libraires, livreur.euse.s, manutentionnaires, traducteur.trice.s, illustrateur.trice.s, bibliothécaires,archivistes… (2) Le Monde, 21 octobre 2011 (3) Un ami paysan nous racontait : «  Avant, il y avait la tomate. Puis, ils ont fabriqué la tomate de merde. Et au lieu d’appeler la tomate de merde “tomate de merde”, ils l’ont appelée “tomate”, tandis que la tomate, celle qui avait un goût de tomate et qui était cultivée en tant que telle, est devenue “tomate bio”. À partir de là, c’était foutu.  » Aussi nous refusons d’emblée le terme de «  livre numérique  » : un fichier de données informatiques téléchargées sur une tablette ne sera jamais un livre. (4) Les thèmes jusqu’ici retenus sont : 1. Conditions de travail dans les métiers du livre, 2. Vente en ligne et numérisation, 3. de l’auteur au lecteur: métiers et savoir-faire dans la chaîne du livre, 4. L’économie du livre : entre partage et profits (associations, commerces, coopératives, mutuelles d’achat, bibliothèques…), 5. Quels lieux pour le livre ? D’autres thèmes peuvent être proposés par qui le souhaite ; un programme sera bientôt disponible. (5) 9, rue François Debergue, 93100 Montreuil, Métro Croix de Chavaux. —————————–

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Le mardi 11 septembre 2012, il y avait 318 signatures de l’Appel des 451, émanant de personnes travaillant dans l’ensemble de la chaîne des métiers du livre. Vous pouvez ajouter votre signature si vous soutenez ce texte, en envoyant vos noms, prénoms et métier à l’une des adresses (mail ou postale) indiquées ci-dessus. Giorgio Agamben – philosophe Damien Almar – simple lecteur Matthieu Amiech – éditeur Florence Andrieu & Hélène Serra – libraires Audrey Andriot – libraire Robin Assous – réalisateur sonore, journaliste Leslie Auguste – assistante éditoriale Mathilde Azzopardi – assistante d’édition Nadège Baheux – assistante d’édition Viviane Baladi – mathématicienne Michel Bambel – imprimeur Jean-Baptiste Baronian – écrivain Guillaume Basquin – aviateur, auteur Jérôme Bau – étudiant en édition Jean-Michel Baudoin – auteur dramatique, directeur de théâtre Jacques Baujard – libraire Nicolas Bayart – éditeur Ana Becciú – traductrice, poète Josée Bégaud – traductrice Sabrina Berkane – libraire Sandra Belland – Animatrice d’ateliers d’écriture, auteur en galère Dominique Bellec – éditeur Philippe Berger – correcteur Aurélien Berlan – traducteur Émilien Bernard – traducteur Jean-Baptiste Bernard – journaliste Florent Bernon – apprenti imprimeur Cédric Biagini – libraire, éditeur Gisèle Bienne – écrivain Éliane Blaise – plasticienne Clarisse Blanchard – libraire Philippe Blanchon – écrivain, éditeur Brigitte Bonnefille – secrétaire de rédaction, correctrice Jeanne Bordelet-Defrocourt – lectrice, professeur des écoles Dominique Bordes – éditeur Benoit Bories – réalisateur radio Giulia Bouchault-Mathis – étudiante en édition Abderrahmane Bouchène – éditeur Jean-François Bourdic – éditeur Isabelle Bourgueil – éditrice Aurélien Boudon – éditeur Camille Broch – étudiante en librairie Jean-Christophe Brochier – éditeur Emmanuel Broda-Morhange – urbaniste Philippe Brulin – maquettiste, graphiste, correcteur, éditeur Michel Butel – écrivain, directeur de journal Xavier Calais – éditeur

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Pauline Carlier – éditrice Guillaume Carnino – historien, éditeur Anna Maria Carpi – écrivain, traductrice Gianni Carrozza – bibliothécaire Jean-Jacques Cellier – éditeur Julien Cendres – écrivain Michèle Chadeisson – libraire Francis Chaput-Dezerville  – ibrairie Angélique Charbonnet – étudiante en édition Fabien Charreton – libraire David Chauvel – scénariste, éditeur Carmela Chergui – attachée de presse Paul Chevillard – lecteur, auteur, comédien Clément Chevrier – étudiant en création éditoriale Karine Clugery – libraire Anne-Françoise Cochet – libraire, correctrice Christine Colonna-Cesari – écrivain Marine Coquet – éditrice Jean-François Cornu – traducteur Denis Cressens – auteur Florence Curt – éditrice Michel David – lecteur, acheteur de droits Bertrand Davodeau –psychologue Alèssi Dell’Umbria – auteur, réalisateur Julien Delorme – assistant d’édition, assistant administratif Aurélie DelPiccolo – documentaliste Hervé Delouche – correcteur édition Audrey Dervaux – lectrice, bibliothécaire bénévole Xavier Desnos – journaliste, animateur radio Thierry Discepolo – éditeur Oriana Djaballah – représentante Livres Fabrice Domingo – libraire Thibault Dubreuil – enseignant Charlotte Dugrand – correctrice, éditrice Jean-Claude Duhourcq – Archiviste Marion Dumand – journaliste, animatrice livresque, chômeuse Guillaume Dumora – libraire Frédéric Evrard-Narducci – lecteur Nicolas Eyguesier – éditeur Pierre Eyguesier – éditeur, correcteur Laurent F. Trousselle – auteur, lecteur Gérard Fabre – imprimeur Gérard Farasse – professeur émérite, écrivain Vincent Farasse – auteur Nicolas Fargette – libraire Virginie Faucher-Raymond – libraire Patrice Favaro – auteur, formateur littérature jeunesse, responsable publication Claire Féasson – libraire Pascale Félix – éditrice Nathalie Fey – éditeur, journaliste, fabriquant Nicolas Filloque – graphiste, dessinateur Julienne Flory – cheffe d’édition

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Hervé Floury – libraire Eric Floury – libraire Salvador Foraster – libraire Patrick Frêche – libraire Thierry Fredriksson – libraire Nicole de Fréminville – libraire Marie Fritsch  – libraire Jean-Pierre Frommer – ingénieur Pierre Furlan – écrivain Catia Gabrielli  – libraire, auteur Guillaume Gandelot  – libraire María Teresa Gallego Urrutia – traductrice Alexis Garandeau – auteur-éditeur Jean-Philippe Garçon – éditeur Edith Garnier – historienne Aurélie Garreau – libraire Patrick Garrouste – lecteur Régis Gaspaillard – traducteur Camille Gautier – assistante éditoriale Jean-Louis Gérard – retraité de l’édition Alain Gérardin – éditeur Frédérique Giacomoni – éditrice Benjamin Girodet – lecteur Philippe Godard – écrivain Gilles Gonord & Céline Lucet  – libraires, éditeurs Bruno Gouteux – éditeur Gaël Goy – éditeur, graphiste Sylvain Grateau – rédacteur, réviseur Isabelle Grémillet – directrice commerciale diffusion Adeline Grolleau – chargée de clientèle édition Michel Gros-Dumaine – auteur Philippe Guazzo – libraire Benoit Guillaume – auteur, graphiste Alain Guillo – libraire Joëlle Guimier, lectrice-édition Thierry Guslevic – conservateur des bibliothèques Jeanne Guyon – éditrice Eric Hazan – éditeur Jacques Hébert – secrétaire particulier, écrivain Karine Hervë – représentante livres Manon Him – étudiante en édition Mathilde Houlès – libraire David Houte – libraire Elsa Houzelles – libraire Manuel Huriot – libraire Celia Izoard – traductrice, journaliste Florence Jany-Catrice – professeur d’université en sciences économiques Philippe Jeannin – professeur des universités en sciences économiques Gégory Jérome – chargé d’étude, conseiller professionnel pour les métiers de la culture Joëlle Jolivet – illustratrice

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Michel Jung – conservateur des bibliothèques Francis Kapetanovic – éditeur Raphaële Kipen – éditrice Mickaël Kobler – maquettiste, graphiste Benjamin Koskas – éditeur Julien Ladegaillerie – étudiant en Métiers du livre Caroline Laffon – auteur Marie-Pierre Lajot – éditrice Aurélien Lambert – éditeur en collectif Gérard Lambert – libraire liquidé Guido Lagomarsino – agent littéraire Emilie Lassus – coordinatrice éditoriale Elise Laven – lectrice, libraire, chroniqueuse Samantha Lavergnolle – attachée de presse Emmanuelle Lavoix – économie du livre (SRL), traductrice Nicolas de La Casinière – journaliste, auteur Natacha de La Simone – libraire Aude Le Breton – correctrice Joël Le Corre – lecteur Bruno Le Dantec – écrivain, journaliste Camille Le Doze – éditrice Laurence Le Léannec – bibliothécaire Michel Le Meur – libraire Aurélie Le Pen – agent à tout faire en bibliothèque Marie Ange Le Rochais – auteure, illustratrice jeunesse Sandrine Lefrançois – médiatrice du livre Julia Lerat – apprentie libraire Lucie Lesvenan – assistante commerciale diffusion Régine Lilensten – éditrice Renaud Lopès – éditeur Gilles Lucas – rédacteur, éditeur Stella Magliani-Belkacem – secrétaire d’édition Raimondo Di Maio – libraire, éditeur Lenia Major – auteur Jean-Baptiste Malet – journaliste Lysiane Mangin – étudiante en édition Martin Manuel – éditeur Alain Marc – auteur Patrick Marcolini – conservateur de bibliothèque stagiaire Bernard Marrey – historien de l’architecture, éditeur Dominique Martel – rédactrice, réviseuse Jean-Louis Marteil – éditeur Elodie Martin – représentante livres, libraire Gilles Martin – éditeur Catherine Martin-Zay – libraire Lucien Massaert – éditeur Simone Mathis – lectrice Anne-Laure Mayer – éditrice Dominique Mazuet – libraire Daniel Michel – écrivain François Michel – conservateur de bibliothèque stagiaire Dominique Minard – libraire

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Nicole Mison – correctrice Annalisa Molle – communicante éditions Georges Monti – éditeur, enseignant d’édition Gérard Mordillat – écrivain, cinéaste Philippe Moreau – typographe, lithographe, éditeur Tatiana Moroni – libraire, traductrice Déborah Mortali – attachée de presse Romain Mollica – libraire chômeur Alexandre Mouawad – maquettiste Raphael Mouterde – technicien du son Gilles Moutot – enseignant Bernard Mnich – bibliothécaire Florent Murat – éditeur Maurice Nadeau – éditeur Bernard Nardo – dessinateur Claude Naves – formateur en librairie Kelig Nicolas – magasinier de bibliothèque Émilie Nief – éditrice Bernard Noël – écrivain Léanne Noilhac – libraire Guillaume Normand – archiviste Nicolas Norrito – éditeur, enseignant Yvette Orengo, consultante édition, lectrice, Heber Ostroviesky – éditeur, traducteur, enseignant-chercheur Mari Otxandi – secrétaire de rédaction, correctrice, traductrice Juuso Paaso – bibliothécaire Arnaud Pascal – éditeur Yves Pagès – écrivain, éditeur Célio Paillard – graphiste, éditeur en collectif Michel Paolasso – membre du Directoire du SLF, libraire Daniel Pardo – directeur de recherche au CNRS Bernadette Paringaux – éditrice Chloé Pathé – éditrice Samuel Pelras – professeur de philosophie, essayiste Andrés Pérez – journaliste Tangui Perron – historien Madeleine Pierre-Maurizi – juriste Geoffroy Pithon – graphiste Emilie Poinsot – libraire-bouquiniste Aude Poirot – auteure, illustratrice Philippe Pottier – libraire Maud Poupa – assistante éditoriale Pierre Prigent – lecteur Franck Pruja – éditeur Serge Quadruppani – écrivain, traducteur Bernard Quérol – éditeur Julien Ques – graphiste, maquettiste Chloé Radiguet – auteur, lectrice Sébastien Raimondi – éditeur Samuel Rault – représentant livres

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Isabelle Raymond – correctrice, assistante d’édition Jean-Marc Raynaud – éditeur Sophie Richard, future gérante d’une structure de diffusion Yann Richard – Assistant à la mise en scène Bruno Richer – lecteur, rat de librairie Guillaume Riquier – magasinier en bibliothèque Mathieu Rivat – auteur, lecteur Georges Rivière – graphiste, maquettiste Bastien Roche – libraire Frater Rodriguez – éditeur retraité Dominique Roger – journaliste, auteur Daniel Roignant – libraire, charcutier Noémie Rollet – correctrice Marco Romano – libraire Roger Roques – libraire Charlotte Rouault – réalisatrice radio Jérémie Rueff  – apprenti en fabrication du livre, éditeur indépendant Marion Roussel – pédiatre, lectrice Fabrizio Sabelli – anthropologue économiste et écrivain Jean-Luc Sahagian – chanteur de variétés Angelo Salvatori – libraire, bibliothécaire Alexandre Sánchez – traductrice Anne-Charlotte Sangam – éditrice Caroline Sayanouanchan – libraire Gabriele Scardino – libraire Soline Scutella – éditrice Magosha Seitz – bibliothécaire, traductrice Doris Séjourné, libraire Jeanne-Marie Sens – éditeur, écrivain Patrick Silberstein – éditeur Isabelle Sivan – lectrice Chloé Strack – assistante d’édition, traductrice Laurence Tacou – éditeur Valérie Tafforeau – libraire James Tanneau – libraire retraité Julien Tardif – étudiant en édition Claudio Tennant – chef opérateur du son Bertrand Tesson – documentariste Elisa Thepot Da Silva – libraire Emilie Thomas – assistante d’édition Jerôme Thorel – journaliste, auteur Valérie Thouard – éditrice Lucas Thouy – libraire Marie Hélène Tomatis – psychanalyste, lectrice Marc Tomsin – correcteur, éditeur Lorenzo Tortora de Falco – professeur en université de Logique Justine Tosonian, étudiante en Métiers du livre Anna Touati – éditrice, traductrice Rémy Toulouse – éditeur Annabela Tournon – graphiste, historienne Rémi Tréhin-Lalanne – lecteur Christiane Tricoit – éditrice Roland Truc – lecteur, écrivain amateur

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Thierry Vanhasselt – auteur, enseignant Marion Velten & Florent Vial – libraires Nicolas Vigour – étudiant en bibliothèque, auteur Grégoire Vilanova – magasinier en bibliothèque Nataly Villena – éditrice Marc Villemain – écrivain, éditeur Samuel Wahl – journaliste Fanny Walz – graphiste Nicole Yrle – auteur Adrien Zammit – graphiste Alberto Zino – psychanalyste Julia Zortea – rédactrice Nathalie Zylberman – relations presse communication éditions Posted in General | Leave a comment

Appel des 451 – Version PDF imprimable Posted on 2012/09/05 by 451

Voici l’appel des 451 à télécharger pour impression et diffusion. Appel des 451_   Posted in General | Leave a comment

Rencontres autour des métiers du livre les 12 et 13 janvier 2013 Posted on 2012/09/05 by 451

Les samedi et dimanche 12 & 13 janvier auront lieu des rencontres nationales autour des métiers du livre, organisées par les 451 à la Parole errante, 9 rue François Debergue à Montreuil (93), Métro Croix de Chavaux. Les thèmes jusqu’ici retenus sont : 1. Conditions de travail dans les métiers du livre 2. Vente en ligne et numérisation 3. de l’auteur au lecteur: métiers et savoir-faire dans la chaîne du livre 4. L’économie du livre : entre partage et profits (associations, commerces, coopératives, mutuelles d’achat, bibliothèques…) 5. Quels lieux pour le livre ? D’autres thèmes peuvent être proposés par qui le souhaite ; un programme sera bientôt

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disponible. Si vous organisez des rencontres autour des métiers du livre dans la perspective de l’Appel des 451, merci de nous le signaler pour l’info soit relayée. Posted in General | Leave a comment

Présentation Posted on 2012/08/20 by 451

Le groupe des 451 rassemble des professionnel-le-s, des lecteurs et des lectrices autour du désir de penser le présent et l’avenir des métiers du livre ou des manières de lire. Contact mail : les451@riseup.net Adresse postale : Les 451 / 30, avenue Mathurin Moreau / 75019 Paris —Le groupe des 451 tire son nom du roman de Ray Bradbury, publié en 1953 aux EtatsUnis. Farenheit 451 prend place dans un futur proche, aux Etats-Unis. Ray Bradbury présente une vision dystopique du monde gouverné par l’hyper-consommation, l’individualisme et l’ignorance. Contrairement à d’autres dystopies comme 1984 de Georges Orwell, la population est globalement heureuse, abreuvée de divertissements divers (sports, émissions télévisées…) au détriment de la culture. C’est ainsi que naît la haine des livres. Ray Bradbury explique à travers la bouche du personnage Beatty qu’une personne particulièrement inculte aura tendance à nourrir de la jalousie et même de la haine envers une personne cultivée. C’est pourquoi lire est devenu un comportement associal. Les livres dérangent la tranquillité d’esprit collective des masses qui se complaisent dans leur ignorance. La fonction des “pompiers” de ce monde n’est plus d’éteindre les incendies (les bâtiments étant désormais “fireproof”) mais de brûler les livres. [Source : Wikipédia] Posted in General | Leave a comment

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Le livre face au piège de la marchandisation LE MONDE | 05.09.2012 à 16h00 • Mis à jour le 06.09.2012 à 17h38 Par Giorgio Agamben, philosophe, Michel Butel, écrivain, Maurice Nadeau, éditeur Abonnez-vous à partir de 1 €

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Nous, le collectif des 451 professionnels de la chaîne des métiers du livre, avons commencé à nous réunir depuis quelque temps pour discuter de la situation présente et à venir de nos activités. Pris dans une organisation sociale qui sépare les tâches, partis d'un sentiment commun fondé sur des expériences diverses - d'une dégradation accélérée des manières de lire, produire, partager et vendre des livres, nous considérons aujourd'hui que la question ne se limite pas à ce secteur, et cherchons des solutions collectives à une situation sociale que nous refusons d'accepter. L'industrie du livre vit en grande partie grâce à la précarité qu'acceptent nombre de ses travailleurs, par nécessité, passion ou engagement politique. Pendant que ceux-ci s'efforcent de diffuser des idées ou des images susceptibles de décaler nos points de vue sur le monde, d'autres ont bien compris que le livre est surtout une marchandise avec laquelle il est possible d'engranger des profits conséquents. Sachant autant s'approprier les grands principes d'indépendance ou de démocratie culturelle que pratiquer le déferlement publicitaire, l'exploitation salariale et la diversité du monopole, les Leclerc, Fnac, Amazon, Lagardère et autres grands groupes financiers veulent nous faire perdre de vue l'une des dimensions essentielles du livre : un lien, une rencontre. EN CONTINU 10:50 BAE Systems : entre tropisme américain et repli sur soi Pendant ce temps, qu'il s'agisse des professions symboliquement reconnues ou des petits boulots indispensables à toute chaîne économique, culturelle et sociale, les divers métiers du livre sont disqualifiés et remplacés par des opérations techniques, à côté desquelles prendre le temps devient inconcevable. L'industrie du livre n'aurait-elle en effet besoin que de consommateurs impulsifs, de réseauteurs d'opinion et autres intérimaires malléables ? Beaucoup d'entre nous se trouvent ainsi enrôlés dans des logiques marchandes, dépossédés de toute pensée collective ou de perspectives d'émancipation sociale - aujourd'hui terriblement absentes de l'espace public. Contrainte par le critère du succès, la production d'essais, de littérature ou de poésie s'appauvrit, les fonds de librairie ou de bibliothèque s'épuisent. La valeur d'un livre devient donc fonction de ses chiffres de vente et non de son contenu. Il ne sera bientôt plus possible de lire que ce qui marche. Or, pendant que le PDG d'Amazon, Jeff Bezos, déclare que "les seules personnes nécessaires dans l'édition sont maintenant le lecteur et l'écrivain", certaines personnes continuent de travailler avec des livres, des librairies, des

http://www.lemonde.fr/idees/article/2012/09/05/le-livre-face-au-piege-de-la-marchandisation_1755856_3232.html[13/09/2012 10.53.37]

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Le livre face au piège de la marchandisation

imprimeries, des bibliothèques ou des maisons d'édition à échelle humaine. Malgré notre envie de résister, nous sommes, comme l'immense majorité, cernés par le tout informatique, les logiques gestionnaires et les fins de mois difficiles.

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Nous sommes également embarqués dans une pseudo-démocratisation de la culture, qui continue de se faire par le bas, et se réduit à l'appauvrissement et l'uniformisation des idées et des imaginaires, pour correspondre au marché et à sa rationalité. Etourdis, nous tentons de rester dans le coup : on fait avec les logiciels, les commandes en ligne, les correcteurs automatiques, les délocalisations, l'avalanche de nouveautés creuses, les menaces des banques, la hausse des loyers et les numérisations sauvages. Cependant, nous ne pouvons nous résoudre à réduire le livre et son contenu à un flux d'informations numériques et cliquables ad nauseam ; ce que nous produisons, partageons et vendons est avant tout un objet social, politique et poétique. Même dans son aspect le plus humble, de divertissement ou de plaisir, nous tenons à ce qu'il reste entouré d'humains.

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Nous rejetons clairement le modèle de société que l'on nous propose, quelque part entre l'écran et la grande surface, avec ses bip-bip, ses néons et ses écouteurs grésillants, et qui tend à conquérir toutes les professions. Car, en pensant à l'actualité des métiers du livre, nous pensons également à tous ceux qui vivent des situations trop similaires pour être anecdotiques.

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Ainsi, les médecins segmentent leurs actes pour mieux comptabiliser, les travailleurs sociaux s'épuisent à remplir des grilles d'évaluation, les charpentiers ne peuvent plus planter un clou qui ne soit ordonné par ordinateur, les bergers sont sommés d'équiper leurs brebis de puces électroniques, les mécaniciens obéissent à leur valise informatique et le cartable électronique dans les collèges, c'est pour tout à l'heure. La liste est si longue que nous devons nous regrouper et ainsi enrayer cette machine du progrès aveugle. Plutôt que d'attendre la prochaine mesure européenne de rigueur ou la énième attaque du ministère de la culture contre la chaîne des métiers du livre, nous préférons nous organiser dès maintenant. Par exemple, en trouvant des alternatives, en créant des coopératives et des mutuelles d'achat, en nous unissant pour de meilleures conditions salariales, ou bien encore en inventant des lieux et des pratiques qui conviennent davantage à notre vision du monde et à la société dans laquelle nous désirons vivre. C'est parce que nous prenons la mesure du désastre en cours que nous sommes optimistes : tout est à construire. Avant tout, nous voulons cesser de nous rejeter éternellement la faute les uns sur les autres et couper court à la résignation et au défaitisme ambiants. Nous lançons donc un appel à tous ceux et toutes celles qui se sentent concernés à se rencontrer, en vue d'échanger sur nos difficultés et nos besoins, nos envies et nos projets. Ce texte a été écrit par le collectif des 451, et signé par un certain nombre de personnes dont : Giorgio Agamben, Michel Butel, Maurice Nadeau, etc. Liste complète des signataires sur le blog : http://les451.noblogs.org/

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Giorgio Agamben, philosophe, Michel Butel, écrivain, Maurice Nadeau, éditeur Supplément partenaire Alèssi Dell'Umbria, auteurréalisateur, Thierry Discepolo, Eric Hazan, Rémy Toulouse, éditeurs... La liste complète des signataires est consultable sur le blog les451.noblogs.org

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