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Sound and Music - NovitĂ  discografiche GENNAIO 2012

Shostakovich I concerti per violoncello del grande compositore russo per la direzione di Gianandrea Noseda e l’archetto di Enrico Dindo su SACD Chandos.

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Columns - GENNAIO 2012

In questo numero… Hyperion APR CPO Chandos Testament Audite Tactus Urania Linn Analogue Production Esoteric JVC MA Recordings OMR ORG Pure Pleasure Speackers Corner Stockfisch Girasuoni

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Servizio Novità

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Più premiati

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Primo piano

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PINK FLOYD WISH YOU WERE HERE

- VOL. 11 MAX REGER Tanja Becker-Bender, violino Konzerthausorchester Berlin, Lothar Zagrosek

THE ROMANTIC VIOLIN CONCERTO

CDA67892 (CD alto prezzo)

M. Reger: Concerto per violino e orchestra op. 101; Due Romanze per violino e orchestra op. 50 Max Reger è uno di quei compositori che vengono più discussi che eseguiti, al punto che spesso viene dipinto come un prolifico autore di opere per organo con una spiccata propensione per le elaborate architetture contrappuntistiche. A dispetto di questo ritratto tutt’altro che invitante, le opere di Reger non sono affatto privo di un’attraente vena melodica: in particolare, le due romanze presentate in questo disco sono pervase da un meraviglioso lirismo, mentre il Concerto in la maggiore si colloca nel solco tracciato dai capolavori di Beethoven e di Brahms. Caratterizzato da una scrittura sinfonica sotto tutti i punti di vista, questo lavoro dura poco meno di un’ora, una durata molto simile a quella del quasi contemporaneo Concerto per violino e orchestra di Elgar. Tra i numerosi estimatori del concerto di Reger spicca il nome di Adolf Busch, che lo eseguì per la prima volta quando aveva appena 16 anni. Dopo aver suscitato unanimi consensi tra la stampa di tutto il mondo con i dischi dedicati a Schulhoff e a Paganini, la giovane violinista tedesca Tanja Becker-Bender viene affiancata dalla Konzerthausorchester Berlin diretta da Lothar Zagrosek nell’undicesimo volume della collana The Romantic Violin Concerto, una serie che sta dimostrando in maniera lampante quante opere di straordinaria bellezza composte tra il XIX e il XX secolo siano ancora in attesa di essere riscoperte. Già disponibili:

ASSA33453 (SACD alto prezzo)

THE ROMANTIC VIOLIN CONCERTO - VOLUME 10 FREDERIC CLIFFE - FRÉDÉRIC D’ERLANGER P. Graffin, violino; BBC National Orchestra of Wales, D. Lloyd-Jones CDA67838 (CD alto prezzo) NICOLÒ PAGANINI CAPRICCI OP. 1 Tanja Becker-Bender, violino CDA67763 (CD alto prezzo) EDITOR’S CHOICE (Gramophone) 2

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Columns - GENNAIO 2012 ERNŐ DOHNÁNYI INTEGRALE DELLE OPERE PER PIANOFORTE

Martin Roscoe, pianoforte

- VOL. 1

CDA67871 (CD alto prezzo)

GABRIEL FAURÉ SONATE PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE

Alban Gerhardt, violoncello; Cecile Licad, pianoforte CDA67872 (CD alto prezzo)

E. Dohnányi: Quattro Rapsodie op. 11; Winterreigen Dieci Bagatelle op. 13; Pastorale Canto natalizio ungherese; Tre Pezzi singolari op. 44; Valzer dalla Coppélia di Léo Delibes Ernő Dohnányi è una delle figure più eclettiche della storia della musica, avendo ricoperto tra le altre cose gli incarichi di direttore dell’Accademia Franz Liszt, direttore dell’Orchestra Filarmonica di Budapest, direttore artistico della Radio Ungherese, oltre a essere stato un didatta di grande prestigio. Dohnányi fu anche uno dei migliori pianisti della sua generazione. Come pianista-compositore, la sua produzione trae origine dalla tradizione del suo connazionale Franz Liszt e di Johannes Brahms, anche se la sua ricchissima tavolozza timbrica e il suo incontenibile slancio ritmico sono ascrivibili solo a lui. Primo volume di un’integrale delle sue opere pianistiche curata da Martin Roscoe, questo disco abbraccia quasi mezzo secolo della carriera di Dohnányi, spaziando brillantemente dall’incontenibile virtuosismo delle Quattro Rapsodie alla garbata arguzia dei Tre Pezzi singolari, composti nell’ultima fase della sua carriera. Martin Roscoe è considerato uno dei pianisti più versatili in circolazione, come si può notare dalle incisioni realizzate per la Hyperion, che comprendono un disco di trascrizioni bachiane, l’integrale delle opere per pianoforte di Carl Nielsen e ben quattro volumi dell’acclamata collana The Romantic Piano Concerto.

G. Fauré: Sonata n. 1 per violoncello e pianoforte op. 109; Sonata n. 2 per violoncello e pianoforte op. 117; Élégie op. 24; Romance op. 69; Papillon op. 77; Sérénade op. 98; Sicilienne op. 78; Allegro comodo (primo movimento a tempo più veloce della Sonata n. 1) Dopo la trionfale antologia Casals Encores pubblicata qualche mese fa, Alban Gerhardt e Cecile Licad arricchiscono la loro discografia su Hyperion con una incantevole silloge di opere per violoncello e pianoforte di Gabriel Fauré. Le due sonate del compositore francese sono considerate tra i massimi capolavori del repertorio violoncellistico di tutti i tempi, da un lato guardando allo stile del XIX secolo e dall’altro riflettendo l’epoca in cui furono scritte, durante e subito dopo la fine della prima guerra mondiale. Da notare che quando compose queste opere Fauré aveva già superato i settant’anni di età. Dal momento che tra gli studiosi è tuttora in corso un’accesa discussione sulla velocità a cui andrebbe eseguito il movimento lento della Sonata n. 1, Gerhardt ha pensato bene di registrare due versioni alternative, che l’ascoltatore può scegliere in base ai suoi gusti. Oltre alle sonate, il programma di questo disco comprende una serie di deliziose miniature, tra cui le celebri Sicilienne ed Élegie e Papillon, opera battezzata in questo modo a causa delle pressanti insistenza dell’editore di Fauré, che dimostrò sempre una spiccata avversione verso i titoli troppo sdolcinati.

Martin Roscoe su HYPERION:

Già disponibile:

THE ROMANTIC PIANO CONCERTO - VOL. 6

ERNŐ DOHNÁNYI M. Roscoe, piano; BBC Scottish Symphony CDA66684

CARL NIELSEN

AA.VV.

ALKAN - CHOPIN

INTEGRALE DELLE OPERE PER PIANO

ENCORES

SONATE PER VIOLONCELLO E PIANO

M. Roscoe, pianoforte CDA67591/2

A. Gerhardt, violoncello C. Licad, pianoforte CDA67831

A. Gerhardt, violoncello S. Osborne, pianoforte CDA67624 3

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Columns - GENNAIO 2012 MICHAEL HEAD OPERE VOCALI

A. Tynan, soprano; C. Wyn-Rogers, mezzosoprano R. Williams, baritono; C. Glynn, pianoforte CDA67899 (CD alto prezzo)

M. Head: Dear delight; Oh, for a March wind; Sweet Chance, that led my steps abroad; Tewkesbury Road; The Estuary; Limehouse Reach; Over the rim of the moon; October Valley; The Garden Seat; Foxgloves; The Viper; Had I a golden pound; Lean out of the window; A Piper; A Green Cornfield; Love’s Lament; Star Candles; The little road to Bethlehem; Money, O!; Three Songs of Venice; My sword for the King; You cannot dream things lovelier Chi è Michael Head? Se il suo nome oggi è quasi caduto nell’oblio, non bisogna dimenticare che la sua produzione fa onorevolmente parte del ricco patrimonio vocale del Novecento inglese come le opere di Quilter, Gurney e Warlock. Nato nel 1900, Head condusse una modesta carriera di cantante, pianista, insegnante, consulente radiofonico e giudice di concorsi musicali, scrisse la sua prima opera vocale (The ships of Arcady) a 19 anni e studiò alla Royal Academy of Music, dove venne nominato professore di pianoforte all’età di 27 anni, posto che mantenne per tutta la vita. Al centro della sua produzione ci sono oltre cento opere vocali, che egli era solito eseguire da solo, cantando e accompagnandosi al pianoforte. Il programma di questo disco ne propone un’ampia scelta, comprendente opere basate su testi di Walter de la Mare, John Masefield e Christina Rossetti e in gran parte ispirate alla flora, alla fauna, alle stagioni mutevoli e ai pittoreschi paesaggi dell’Inghilterra. Questi incantevoli lavori ci vengono proposti nella brillante esecuzione di tre delle stelle più luminose del panorama vocale del Regno Unito, Ailish Tynan, Catherine Wyn-Rogers e Roderick Williams, accompagnati dal pianista Christopher Glynn. GEORG FRIEDRICH HÄNDEL HANDEL IN HAMBURG

The Parley of Instruments, Peter Holman CDH55324 (CD medio prezzo)

G.F. Händel: Suite da Almira HWV1; Suite dell’opera Nero HWV453; Concerto per oboe, archi e basso continuo HWV287; Suite dalle opere Florindo e Daphne HWV336 e HWV352-4; Ouverture da Rodrigo HWV5

Nel 1703 il diciottenne Händel giunse ad Amburgo, dove trascorse quattro anni e scrisse diverse opere per il teatro cittadino. In quel periodo il teatro dell’opera di Amburgo metteva in scena lavori quanto mai eclettici, nei quali ai recitativi e alle arie in tedesco se ne aggiungevano altre in italiano e in francese, il tutto alternato a brani strumentali di ampio respiro. Händel si adeguò senza problemi a questo stile molto eterogeneo, come si può facilmente notare ascoltando questo disco di grandissimo interesse, che propone una bella silloge di lavori strumentali (nella maggior parte dei casi in stile francese) scritti dal grande compositore di Halle durante la sua permanenza nella città anseatica, molti dei quali in prima registrazione mondiale. FRANZ SCHUBERT - JOHANN NEPOMUK HUMMEL QUINTETTI PER ARCHI E PIANOFORTE

The Schubert Ensemble of London CDH55427 (CD medio prezzo)

F. Schubert: Quintetto per archi e pianoforte D.667 La trota J.N. Hummel: Quintetto per pianoforte e archi op. 87 Il Quintetto di Franz Schubert non ha bisogno di alcuna presentazione ed è senza dubbio l’opera musicale più famosa intitolata con il nome di un pesce. Schubert la compose su commissione di Sylvester Paumgartner, di giorno ricco proprietario di miniere e di notte violoncellista dilettante di buon talento, che non si limitò a raccomandare al grande compositore viennese di utilizzare la melodia del Lied Die Forelle per una serie di variazioni, ma pretese anche un organico quanto meno insolito, comprendente un violino, una viola, un violoncello, un contrabbasso e un pianoforte. L’organico era insolito ma comunque non unico, visto che Johann Nepomuk Hummel lo aveva inaugurato con il suo Quintetto in mi bemolle maggiore, che Paumgartner voleva eseguire con quello di Schubert in una delle soirées musicali che teneva spesso a casa sua. Questi deliziosi quintetti non potevano trovare interpreti migliori dei componenti dello Schubert Ensemble of London, una delle formazioni che sanno cogliere meglio lo spirito delle opere cameristiche del primo Romanticismo. CRITICS’ CHOICE (Gramophone).

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Columns - GENNAIO 2012 AA.VV. THE EARLIEST SONGBOOK IN ENGLAND

Gothic Voices, Christopher Page CDH55297 (CD medio prezzo)

AA.VV. INTEGRALE DELLE REGISTRAZIONI SOLISTICHE

Verbum patris umanatur O O; In hoc ortus occidente; Regis cuius potentia; Ecce torpet probitas; Magno gaudens gaudio; Rerum Deus conditor; Cantu miro; Vacillantis trutine; In natali novi regis; Diastematica; Divino maduit; Virgo mater salvatoris; Tronus regis instauratur; Benedicamus Domino: Spiritus almi; Adulari nesciens; Agnus Dei: Qui pius est factus; Resonet, intonet; Ad honorem salvatoris; Ad honorem salvatoris; Argumenta faluntur fisice; Flos floriger; Licet eger cum egrotis; Ad cantus letitie Redatto con ogni probabilità intorno al 1200, questo prezioso manoscritto conservato nella Biblioteca della Cambridge University cadde in disuso nell’arco di una sola generazione e molti suoi fogli vennero riutilizzati per un altro libro. Già vergato senza particolare cura, questo manoscritto in seguito era stato deteriorato dall’uso e dall’umidità, macchiato e usurato dal tempo, tuttavia il fatto che le sue pagine fossero state usate per un altro libro ha fatto sì che ignoti benefattori lo conservassero in condizioni tutto sommato accettabili. Da allora il manoscritto venne dimenticato e rimase per circa sei secoli in attesa di qualche studioso che lo riscoprisse. Questo splendido disco propone quasi tutte le opere contenute nel manoscritto. Fino a questo momento i musicologi non sono riusciti a stabilire con certezza dove sia stato realizzato, anche se si ritiene che si tratti di una importante istituzione religiosa, che in quel periodo poteva contare su un gruppo di cantori dotati di un talento eccezionale per l’epoca. La maggior parte dei brani contenuti in questo manoscritto si riferiscono alla feste principali dell’anno liturgico, tra cui quelle che cadono nel tempo forte compreso tra Natale e Capodanno. Per questo motivo, molti di questi brano sono basati su testi gioiosi. «Uno scrigno di musica e di poesia riportato finalmente alla luce» (Early Music Today) EDITOR’S CHOICE E CRITICS’ CHOICE.

Moriz Rosenthal, pianoforte APR7503 (5 CD a prezzo speciale)

Opere di Fryderyk Chopin (Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, Sonata n. 3, Berceuse, Tarantella, Studi, Mazurke, Notturni, Preludi e Valzer), Isaac Albéniz, Claude Debussy; Georg Friedrich Händel, Anatol Liadov, Franz Liszt, Franz Schubert e Moriz Rosenthal Moriz Rosenthal (1862-1940) appartiene alla prima generazione di pianisti di cui ci sono pervenute testimonianze discografiche significative e il fatto che sia stato uno dei più importanti allievi di Franz Liszt rende le sue incisioni documenti della massima importanza per farsi un’idea dello stile esecutivo dei pianisti ottocenteschi. All’inizio della sua carriera Rosenthal era considerato un virtuoso in possesso di una tecnica impeccabile e, sebbene abbia iniziato a registrare dischi solo in tarda età, questa caratteristica appare evidente nelle due parafrasi straussiane presentate in questo imperdibile cofanetto della Appian, tuttora ritenute il vertice insuperato di un virtuosismo portato alle estreme conseguenze. In ogni caso, Rosenthal dovrebbe essere ricordato soprattutto per le sue sublimi interpretazioni delle opere di Chopin. Da ragazzo Rosenthal ebbe la possibilità di studiare con Karol Mikuli, uno degli allievi più carismatici del grande compositore polacco, e il lirismo libero e assolutamente originale con cui si accosta alle mazurke a ad altre brevi miniature di Chopin può essere considerato molto vicino alle intenzioni dell’autore. Questo cofanetto offerto a un prezzo molto conveniente raccoglie per la prima volta in CD tutte le registrazioni effettuate da Rosenthal, comprese due incisioni riscoperte di recente in Argentina e in Giappone che riprendono il meraviglio sono concerto organizzato per celebrare il suo 75° compleanno.

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GEORG FRIEDRICH HÄNDEL CONCERTI GROSSI OP. 3 Concerto Copenhagen, Lars Ulrik Mortensen CPO777488 (CD alto prezzo)

Il Concerto Copenhagen diretto da Lars Ulrik Mortensen è considerato una delle migliori formazioni di strumenti originali del mondo, come si può notare dalla meravigliosa vitalità delle sue esecuzioni, della sua eccezionale padronanza stilistica e dalla sua spiccata musicalità, che nel corso degli anni sono diventate le sue caratteristiche salienti. Queste qualità hanno convinto la CPO ad affidare al Concerto Copenhagen l’esecuzione dei Concerto grossi op. 3 di Händel, uno dei più grandi capolavori della letteratura barocca. In questa raccolta di sei lavori pubblicata nel 1734 Händel riprese il genere che era stato portato ai massimi livelli da Arcangelo Corelli e Francesco Geminiani, facendo spesso ricorso a composizioni scritte in precedenza. La scelta di dedicarsi ai concerti grossi si spiega anche con la grande predilezione che il compositore sassone nutriva per la musica italiana, maturata un quarto di secolo prima nel corso del suo lungo soggiorno in Italia, che lo vide mietere veri e propri trionfi a Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Come si sa, l’esperienza italiana consentì a Händel di perfezionare la sua tecnica compositiva, prendendo il gusto per la cantabilità tipica del nostro paese, affinando il suo modo di trattare gli archi e di sviluppare maggiormente le sue costruzioni armoniche. Per questa ragione, i Concerti grossi op. 3 non formano un insieme omogeneo, ma costituiscono piuttosto una sorta di compendio dell’eclettica creatività di Händel. GEORG BÖHM INTEGRALE DELLE OPERE PER ORGANO

Friedhelm Flamme, organo CPO777501 (2 SACD alto prezzo)

G. Böhm: Praeludium in do maggiore; Ach wie nichtig, ach wie flüchtig; Allein Gott in der Höh sei Ehr; Auf meinen lieben Gott; Aus tiefer Not schrei ich zu dir; Christe, der du bist Tag und Licht; Christ lag in Todesbanden; Christum, wir sollen loben schon; Erhalt uns, Herr, bei deinem Wort; Capriccio in re maggiore; Praeludium in sol minore; Prae-

ludium in sol maggiore; Praeludium in fa maggiore; Menuett in sol maggiore; Praeludium in re minore; Freu dich sehr, o meine Seele; Gelobet seist du, Jesu Christ; Herr Jesu Christ, dich zu uns wend; Jesu, du bist allzu schöne; Nun bitten wir den Heiligen Geist; Vater unser im Himmelreich; Vom Himmel hoch, da komm ich her; Wer nur den lieben Gott laeßt walten; Praeludium in la minore Nell’ottavo volume della collana della CPO dedicata al repertorio organistico della Germania settentrionale Friedhelm Flamme esegue l’integrale delle opere di Georg Böhm sull’organo Creutzburg della Chiesa di San Ciriaco di Duderstadt. Nato in Turingia 24 anni prima di Bach, Böhm era l’organista della Chiesa di San Giovanni di Lüneburg durante la permanenza in città del futuro Thomaskantor di Lipsia. Anche se non ci sono pervenuti documenti in grado di testimoniare un rapporto diretto tra i due come maestro e allievo, la presenza in città di un giovane musicista dotato di grande talento come Bach non deve essere sfuggita al più anziano organista. Molte delle opere organistiche di Böhm sono basate su melodie di corali e la maggior parte dei venti lavori giunti fino ai giorni nostri rivelano una grande varietà formale. In questo corpus ridotto ma di notevole livello qualitativo spiccano i temi con variazioni, che Böhm chiamò in diversi modi, tra cui “partita” e “variatio”. L’ascolto di queste opere - soprattutto quelle caratterizzate da una elaborata scrittura nei registri acuti e grave - dimostra quanto grande fosse l’arte di Böhm. CARL PHILIPP EMANUEL BACH DIE ISRAELITEN IN DER WÜSTE

Solisti, Salzburger Hofmusik, Wolfgang Brunner CPO777560 (CD alto prezzo)

Carl Philipp Emanuel Bach compose l’oratorio Die Israeliten in der Wüste (Gli ebrei nel deserto) nel 1768, subito dopo aver ereditato da suo padrino Georg Philipp Telemann il prestigioso incarico di direttore della musica della città di Amburgo. Come biglietto di presentazione a un pubblico notoriamente esigente, il secondogenito del sommo Cantor lipsiense scelse di mettere in musica un tema che gli offrisse la possibilità di sfoggiare una grande varietà

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Columns - GENNAIO 2012 espressiva e un argomento abbastanza neutro da risultare gradito a tutte le confessioni religiose presenti nella città anseatica. La prima parte di questo oratorio presenta alcuni apprezzabili elementi teatrali, mentre nella seconda parte il libretto si concentra sui sentimenti provati dagli israeliti nel corso delle loro peregrinazioni nel deserto. I contemporanei salutarono con entusiasmo questo grande affresco biblico e Reichardt scrisse: «Quanta intensità nel grido di dolore di un popolo disperato, con quanta originalità viene tratteggiato il suo lamento rivolto a Dio, quanta maestosa autorevolezza pervade il discorso di Mosè, quanto sono commoventi le sue preghiere e che gioia pervade la scena conclusiva, che si distacca completamente dal desolato orrore che caratterizza le prime!». Un caposaldo della letteratura sacra della fine del XVIII secolo che ci viene riproposto da un cast di altissimo livello accompagnato dall’ensemble di strumenti originali Salzburger Hofmusik diretto con scarna retorica da un ispirato Wolfgang Brunner. HEINRICH VON HERZOGENBERG - OPERE PER CORO MISTO A CAPPELLA Rheinische Kantorei, Hermann Max AN MUTTER NATUR

CPO777728 (CD medio prezzo)

H. von Herzogenberg: Sei Lieder op. 10; Sei Gesänge op. 57; Salmo 116 op. 34; Zum Erntedank (Liturgische Gesänge op. 99 Parte V); Vier Choralmotetten op. 102 «Lo stile di Herzogenberg è simile al linguaggio di un uomo accorto e riservato, nel quale una commovente sincerità e una vigorosa brillantezza vanno spesso di pari passo, dando vita a un’espressione molto personale, con qualche tratto pervaso da un incontenibile pathos». Questo giudizio venne espresso dal grande musicologo tedesco Philipp Spitta, che con suo fratello minore Friedrich fu uno dei maggiori paladini del compositore originario di Graz. A quanto pare, questi due importanti esponenti dell’estabilishment musicale tedesco apprezzavano il valore e l’ispirazione del loro amico più di molti altri loro contemporanei come Brahms, a cui Herzogenberg cercò invano di piacere per tutta la sua vita. Philipp Spitta non fece mai mancare consigli e incoraggiamenti al suo spesso esitante amico, indirizzandone l’attenzione sulla cameristica e sul repertorio corale, che si rivelarono i suoi maggiori punti di forza. Collocandosi nel solco tracciato da Spitta, la CPO il mese scorso ha testimoniato quanto ispirata fosse la produzione cameristica di Herzogenberg e questo mese dimostra la sua eccellenza in ambito sacro con uno splendido disco nel quale la Rheinische

Kantorei diretta da Hermann Max presenta una meravigliosa silloge di opere corali sacre e profane. ANTON EBERL

CONCERTI PER PIANOFORTE E ORCHESTRA OP. 32 E OP. 40 Paolo Giacometti e Riko Fukuda, fortepiano Die Kölner Akademie, Michael Alexander Willens

CPO777354 (CD alto prezzo)

Anche se oggi è difficile crederlo, Anton Eberl fu uno dei più ispirati rivali di Beethoven nell’ambito della musica strumentale nella Vienna dei primi anni del XIX secolo. Dopo aver tentato più volte senza successo di affermarsi come compositore di opere a Vienna, Eberl decise di trasferirsi per qualche anno alla corte degli zar di San Pietroburgo. Nel 1799 fece ritorno nella sua città natale, dove iniziò a dedicarsi al repertorio strumentale, ottenendo nel giro di poco tempo una serie di clamorosi successi. In un diario di viaggio vergato nel 1802 lo scrittore Julius Wilhelm Fischer mise Eberl sullo stesso piano di Beethoven: «Nel repertorio pianistico Beethoven e Eberl sono di gran lunga i compositori migliori. Entrambi possiedono uno stile innovativo, vigoroso ed energico, entrambi dimostrano di possedere una vena melodica inesauribile ed entrambi sono autori di opere tecnicamente molto difficili, ma in grado di dare agli interpreti grandi soddisfazioni ». Sotto l’aspetto stilistico, i concerti per pianoforte e orchestra op. 32 e op. 40 eseguiti in questo bellissimo disco della CPO su un fortepiano d’epoca si riallacciano al modello del concerto solistico sviluppatosi verso la fine del XVIII secolo. I concerti di Eberl fecero sul pubblico dell’epoca un’impressione «assolutamente splendida» e continuano a colpire gli appassionati odierni con l’originalità della loro scrittura, la brillantezza della loro parte solistica e la loro rigorosa coerenza tematica. Una nuova grande scoperta della CPO, che ci viene proposta dai bravissimi fortisti Paolo Giacometti e Riko Fukuda accompagnati con piglio e molto buon gusto da una Die Kölner Akademie in forma smagliante diretta da un ispirato Michael Alexander Willens. AA.VV. CONCERTI PER OBOE E ORCHESTRA ITALIANI

Orchestra di Padova e del Veneto, D. Dini Ciacci, oboe e direzione CPO777715 (CD alto prezzo)

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Columns - GENNAIO 2012 Concerti per oboe e orchestra di Giovanni Battista Sammartini, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Pilotti e Sante Aguilar Grazie ai trenta concerti composti da Antonio Vivaldi, il repertorio per oboe e archi conobbe in Italia durante il periodo barocco una fioritura senza precedenti, che continuò anche nel secolo successivo. Questi concerti portarono il pubblico all’entusiasmo grazie alla loro straordinaria ricchezza melodica e all’eleganza naturale dello stile italiano. In questo disco di sorprendente bellezza Diego Dini Ciacci, uno dei più grandi virtuosi italiani, esegue una serie di concerti per oboe e corno inglese di Rosetti, Donizetti, Bellini, Sammartini, Pilotti e Aguilar dirigendo l’Orchestra di Padova e del Veneto, una delle orchestre migliori del panorama italiano. Dini Ciacci vanta già al suo attivo uno splendido disco dedicato a Giuseppe Ferlendis (CPO777368), a proposito del quale il critico del sito klassik-heute.com ha scritto: «Non possiamo che lodare l’intensa interpretazione di questi concerti».

della carriera, e il più ampio Concerto per flauto dolce, fagotto, archi e basso continuo TWV 52:F1 è più che sufficiente per farsi un’idea dello straordinario cammino compiuto da Telemann in ambito orchestrale dai tempi in cui rivestì le cariche di Konzertmeister e maestro di cappella a Eisenach (1708-12) al periodo in cui venne chiamato a ricoprire il prestigioso posto di direttore della musica della città di Amburgo, che tenne dal 1721 al 1767, anno della sua morte. Come sempre, l’ensemble di strumenti originali La Stagione Frankfurt riesce a esprimere alla perfezione le stravaganze espressive, le elaborate architetture armoniche e le meravigliose linee melodiche di Telemann. «Il programma di questo splendido disco propone musica di meravigliosa bellezza, che i musicisti diretti da Michael Schneider eseguono con grande fantasia e un approccio del tutto adeguato» (FonoForum luglio 2009, a proposito del quarto volume).

WOLFGANG AMADEUS MOZART INTEGRALE DELLE SONATE PER VIOLINO E PIANOFORTE

Duo Amadè

- VOL. 5

CHAN0785 (CD alto prezzo)

GEORG PHILIPP TELEMANN INTEGRALE DEI CONCERTI PER STRUMENTI A FIATO

La Stagione Frankfurt Michael Schneider

- VOL. 7

CPO907 (CD alto prezzo)

G.P. Telemann: Concerto per oboe, archi e basso continuo TWV 51:c2; Quatuor per violino, due chalumeaux e basso continuo TWV 43:F2; Concerto per due flauti traversieri, fagotto, archi e basso continuo TWV 53:A1; Concerto per flauto dolce, fagotto, archi e basso continuo TWV 52:F1; Quatuor per due flauti traversieri, flauto dolce e basso continuo TWV 43:d1; Concerto per corno da caccia, archi e basso continuo TWV 51:D8 I sei lavori presentati nel settimo e ultimo volume dell’integrale dei concerti per strumento a fiato di Georg Philipp Telemann consentono agli appassionati del repertorio strumentale barocco di rendersi conto di quanto grande fosse la varietà stilistica del grande compositore di Magdeburgo. Un semplice confronto tra il breve Concerto per oboe, archi e basso continuo TWV 51:c2, composto all’inizio

W.A. Mozart: Sonata per violino e pianoforte K.454; Sonata per violino e pianoforte K.547 Questo disco costituisce il quinto e ultimo volume dell’integrale delle sonate per violino e pianoforte di Mozart, una collana che ha fatto letteralmente incetta di riconoscimenti della stampa specializzata di tutto il mondo, tra cui un Editor’s Choice per il primo volume e un Critics’s Choice per il secondo volume. In quest’ultimo volume il Duo Amadè sfoggia la medesima ispirazione e la stessa impeccabile eleganza stilistica, con un assoluto rispetto della prassi d’epoca. Considerata da oltre vent’anni una delle più autorevoli interpreti del repertorio antico per violino, Catherine Mackintosh ha dichiarato che questa integrale delle sonate per violino e pianoforte costituisce per lei il coronamento del sogno di una vita. Nel Duo Amadè la Mackintosh è affiancata dal fortista Geoffrey Govier, che suona un fortepiano realizzato dal cembalaro di Cluny Christopher Clark sul modello di uno strumento di Anton Walter e la Mackintosh un violino costruito da Giovanni Grancino nel 1703. Questi strumenti conferiscono ai lavori di Mozart una meravigliosa leggerezza e un’artico-

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lazione straordinariamente fresca, due caratteristiche che esprimono alla perfezione lo spirito dell’epoca in cui vennero composte. WITOLD LUTOSŁAWSKI INTEGRALE DELLE OPERE ORCHESTRALI

DMITRI SHOSTAKOVICH CONCERTI PER VIOLONCELLO E ORCHESTRA

- VOL. 3

Louis Lortie, pianoforte BBC Symphony Orchestra, Edward Gardner

Enrico Dindo, violoncello Danish National Symphony Orchestra, G. Noseda

PRIMA SCELTA

CHSA5098 (SACD alto prezzo)

W. Lutosławski: Variazioni sinfoniche; Sinfonia n. 4; Variazioni su un tema di Paganini; Concerto per pianoforte e orchestra Il terzo volume della serie dedicata dalla Chandos alla produzione del compositore polacco Witold Lutosławski abbina la sua prima opera pervenutaci (le Variazioni sinfoniche) e la sua ultima sinfonia, alle quali si aggiungono due lavori per pianoforte e orchestra, un brano giovanile composto originariamente per due pianoforti (le Variazioni su un tema di Paganini) e il suo ultimo concerto. I protagonisti assoluti di questo splendido disco sono la BBC Symphony Orchestra diretta da Edward Gardner e Louis Lortie, uno dei più grandi pianisti in circolazione. Lutosławski compose le Variazioni sinfoniche all’epoca in cui frequentava le lezioni di Witold Maliszewski al Conservatorio di Varsavia. Quando presentò questo lavoro al suo insegnante, Lutosławski si sentì rispondere senza mezzi termini: «A mio giudizio, la sua opera è brutta sotto tutti gli aspetti». Un giudizio decisamente tranchant, che però dimostra quanto quest’opera fosse innovativa per l’epoca in cui venne composta. Meno di tre anni più tardi la Polonia venne invasa dalle truppe naziste e ogni attività musicale scomparve completamente. Il ruolo che fino ad allora era stato ricoperto dalle sale da concerto venne così assunto dai caffè musicali. Lutosławski iniziò a sbarcare il lunario in questi locali eseguendo un vasto repertorio di brani molto gradevoli, che si occupava anche di arrangiare con il pianista che suonava insieme a lui, Andrzej Panufnik. Purtroppo, le opere composte da Lutosławski e da Panufnik in questo periodo andarono distrutte durante la Rivolta di Varsavia e l’unica che riuscì a salvarsi furono le Variazioni su un tema di Paganini. Il programma di questo disco comprende anche il Concerto per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 4, che richiese al compositore polacco ben quattro anni di lavoro e che tenne a battesimo lui stesso alla testa della Los Angeles Philharmonic Orchestra nel 1993, un anno prima della sua scomparsa.

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14.90

prezzo consigliato fino al 29.02.2012

D. Shostakovich: Concerto n. 1 per violoncello e orchestra; Concerto n. 2 per violoncello e orchestra Dmitri Shostakovich scrisse due concerti per violoncello e orchestra per il suo grande amico Mstislav Rostropovich. Il Concerto n. 1 venne composto nel 1959, un anno che si rivelò molto difficile per il compositore russo, che vide naufragare il suo secondo matrimonio e venne colpito da un serio disturbo alla mano destra. Queste e altre spiacevoli vicissitudini personali costituiscono i principali elementi alla base di questo concerto dai toni foschi e implacabili. Gli spigolosi temi del primo movimento cozzano l’uno contro l’altro, mentre il movimento lento raggiunge abissi espressivi che Shostakovich aveva toccato solo in occasione del Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra. Il Concerto n. 2 vide la luce nel 1966 e fu eseguito per la prima volta nel concerto organizzato per celebrare il sessantesimo compleanno del compositore, con Rostropovich nella parte del solista. Shostakovich decise di prendere parte a questo concerto solo all’ultimo minuto, in quanto era ancora sofferente di un recente infarto. A proposito di questo lavoro, Rostropovich disse che «pur essendo meno esplosivo [del precedente], sotto il profilo dell’intensità espressiva questo concerto non è secondo a nessun’altra opera». Questo due caposaldi della letteratura orchestrale del XX secolo vengono eseguiti in questo splendido disco dal violoncellista Enrico Dindo, che Rostropovich ha definito «un violoncellista dotato di un talento eccezionale, un artista a tutto tondo e un musicista del tutto maturo, che riesce a trarre dal suo strumento un suono di straordinaria bellezza e dalle inflessioni inconfondibilmente italiane». In questo disco Dindo è accompagnato dalla Danish National Symphony Orchestra diretta da Gianandrea Noseda, artista esclusivo della Chandos. CHSA5093 (SACD)

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Columns - GENNAIO 2012 BÉLA BARTÓK

CARL MARIA VON WEBER

OPERE PER VIOLINO E PIANOFORTE

CONCERTI PER CLARINETTO E ORCHESTRA

James Ehnes, violino; Andrew Armstrong, pianoforte

Stephen Stirling, corno City of London Sinfonia, M. Collins, clarinetto e direzione

CHAN10705 (CD alto prezzo) CHAN10702 (CD alto prezzo)

B. Bartók: Sonata n. 1 per violino e pianoforte BB 84; Sonata n. 2 per violino e pianoforte BB 85; Rapsodia n. 1 per violino e pianoforte BB 94a; Rapsodia n. 2 per violino e pianoforte BB 96a; Andante per violino e pianoforte BB 26b Questo disco rappresenta il secondo volume di una serie dedicata alle opere per archi di Béla Bartók che vede assoluto protagonista James Ehnes, per l’occasione affiancato dal pianista Andrew Armstrong in un programma che comprende oltre alle celebri sonate e rapsodie l’Andante in la maggiore per violino e pianoforte, l’unico lavoro giovanile per questo organico di Bartók giunto fino ai giorni nostri.Dedicate alla violinista ungherese Adila d’Arányi, le due sonate di Bartók vennero composte tra il 1921 e il 1922. Di queste due opere, la Sonata n. 1 è senza dubbio quella con la struttura più tradizionale, pervasa da un’atmosfera di volta in volta distesa e turbolenta, ma sempre caratterizzata da una scrittura virtuosistica. Nella Sonata n. 2 Bartók si allontana dalla struttura classica e dalla scrittura tonale, imponendo al violinista di dimenticare lo stile esecutivo romantico. In alcuni passaggi il compositore ungherese chiese una totale assenza di vibrato, una scelta da cui deriva un suono al tempo stesso elegante e lontano.Dedicate rispettivamente a Joseph Szigeti e a Zoltán Szekély, le due rapsodie per violino e pianoforte di Bartók affondano le loro radici nella gloriosa tradizione della musica popolare ungherese. Esuberanti e piene di vita, queste due opere sono molto vicine alle csárdás e sono strutturate secondo la tradizionale sequenza di movimenti lassú (lento) e friss (veloce). James Ehnes su CHANDOS:

C.M. von Weber: Concerto n. 1 per clarinetto e orchestra op. 73; Concerto n. 2 per clarinetto e orchestra op. 74; Concertino per clarinetto e orchestra op. 26; Concertino per corno e orchestra op. 45 In questo disco Michael Collins esegue tre opere per clarinetto e orchestra di Carl Maria von Weber disimpegnandosi egregiamente sia come solista sia come direttore della City of London Sinfonia. Weber compose queste opere per il suo amico Heinrich Bärmann, primo clarinetto dell’orchestra di corte di Monaco di Baviera, che aggiunse una serie di ornamentazioni che sono state eseguite in questo disco. Tutte le opere presentano un azzeccato mix di virtuosismo, brillantezza, senso dell’umorismo e pura bellezza e in ognuna l’orchestra non si limita mai a ricoprire un ruolo da semplice comprimaria. I passaggi solistici dei legni, il trio di corni, il vigoroso nitore delle trombe e il suono avvolgente degli archi danno un notevole contributo a rendere indimenticabili queste opere. Composto nel 1806 da un Weber appena diciannovenne, il virtuosistico Concertino per corno e orchestra spinse la tecnica del corno verso nuovi confini, richiedendo al solista di eseguire addirittura un “accordo a quattro note”. Quest’opera è considerata una vera gemma nel repertorio dei cornisti e il cornista Stephen Stirling venne definito dal compianto Richard Hickox «un solista in possesso di una sensibilità e di una fantasia fuori dal comune, due caratteristiche che trovano piena espressione nel modo in cui delinea ogni frase musicale e nell’incredibile tavolozza di colori del suo corno».

BÉLA BARTÓK

Michael Collins su CHANDOS:

CONCERTI PER VIOLINO E ORCHESTRA

James Ehnes, violino BBC Philharmonic Orchestra, Gianadrea Noseda, direttore CHAN10690 (CD alto prezzo) ANTONÍN DVORÁK CONCERTI OP. 33 E OP. 53 James Ehnes, violino; Rustem Hayroudinoff, pianoforte BBC Philharmonic Orchestra, Gianandrea Noseda, direttore CHAN10309 (CD alto prezzo)

AA.VV. THE VIRTUOSO CLARINET

Michael Collins, clarinetto; Piers Lane, pianoforte CHAN10615 (CD alto prezzo) AA.VV. THE LYRICAL CLARINET

Michael Collins, clarinetto; Michael McHale, pianoforte CHAN10637 (CD alto prezzo)

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Columns - GENNAIO 2012 CLAUDE DEBUSSY PELLÉAS AND MÉLISANDE

N. Howlett, E. Hannon, R. Dean, S. Walker J. Tomlinson, R. Brackenridge, S. Rea English National Opera Orchestra and Chorus, M. Elder CHAN3177(3) (3 CD al prezzo di 2)

Questa straordinaria versione radiofonica di Pelléas et Mélisande di Claude Debussy con Neil Howlett, Eilene Hannon e Robert Dean nei panni dei tre protagonisti del tragico triangolo amoroso e il coro e l’Orchestra della English National Opera diretti da Sir Mark Elder venne registrata dalla BBC al Coliseum di Londra nel 1981 e oggi viene proposta per la prima volta su CD dalla Chandos nella collana storica Opera in English. Con un libretto basato su versi tratti dal linguaggio di tutti i giorni e un crescendo dell’intensità emotiva estremamente graduale, Pelléas et Mélisande si impose nei primi anni del XX secolo come l’antitesi ideale delle monumentali opere di Richard Wagner. Come affermò lo stesso Debussy: «La mia concezione di opera drammatica si discosta molto dalle logiche di Wagner, secondo le quali la musica dovrebbe iniziare laddove il testo poetico perde la propria forza espressiva. A mio modo di vedere, la musica è invece fatta per esprimere l’inesprimibile». Per questo motivo, Debussy preferì rinunciare a un linguaggio lirico ed elaborato, optando per lo stile più semplice possibile. In effetti, la maggior parte dei personaggi si rivolge agli altri protagonisti dell’opera con una prosa molto lineare e tutti i concetti che vengono espressi appaiono - almeno a prima vista - del tutto normali. A un ascolto più attento ci si rende però conto che la situazione è assai più complessa di quanto poteva sembrare e ogni volta che a una domanda viene data una risposta spiacevole (o nessuna risposta) la semplicità della prosa non fa altro che acuire ulteriormente i toni oscuri di quanto è stato detto.

TESTAMENT MICHAEL RABIN

REGISTRAZIONI INEDITE (1947-1971) Michael Rabin, violino; Pianisti, orchestre e direttori vari

TES1470 (3 CD alto prezzo)

É. Lalo: Symphonie espagnole op. 21 N. Paganini: Capricci op. 1 n. 11, 17, 24 e 5 (due versioni) C. Saint-Saëns: Introduzione e Rondò capriccioso F. Kreisler: Schön Rosmarin; Tambourin chinois op. 3; La chasse H. Schalit: Serenata da un canto popolare ebraico J. Brahms: Concerto per violino e orchestra op. 77 (due versioni) J.S. Bach : Partita n. 2 per violino solo (brani scelti) W. Kroll: Banjo and Fiddle (due versioni) A. Dvorák: Danza slava op. 72 n. 2 C. Debussy: La fille aux cheveux de lin P. Sarasate: Introduzione e Tarantella op. 43 M. de Falla: Danza spagnola n. 1 R. Schumann: Vogel als Prophet F. Chopin: Notturno op. 9 n. 2 H. Wieniawski: Polacca n. 1 op. 4 J.A. Carpenter: Sonata per violino e pianoforte M. Bruch: Fantasia scozzese per violino e orchestra op. 46 Con i dischi pubblicati negli ultimi mesi la Testament ha voluto rendere omaggio a Michael Rabin nel 75° anniversario della sua nascita. Se purtroppo il suo ricordo è andato via via scemando nel corso degli ultimi quattro decenni, per gli appassionati di violino l’arte di Rabin continua a costituire ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile. La discografia di Rabin è relativamente limitata, non solo a causa della sua morte prematura avvenuta all’età di soli 35 anni, ma anche e soprattutto perché nell’ultimo decennio della sua carriera Rabin non si era visto offrire contratti da nessuna casa discografica. Questo fatto aggiunge ulteriore importanza a queste preziosissime incisioni riscoperte di recente. Questo cofanetto contiene una serie di incisioni del tutto sconosciute che abbracciano tutto l’arco della carriera di Rabin, dalla primissima registrazione effettuata ad appena 11 anni di età, a una serie di registrazioni realizzate in studio per la Capitol-EMI durante gli anni d’oro della sua precocissima maturità, per finire con la sua ultima incisione live, fissata su disco nel 1971, un anno prima della sua scomparsa. Compendio ideale di una vita e di una carriera esemplari, queste registrazioni offrono agli appassionati una imperdibile opportunità non solo di riscoprire la bellezza di uno dei più grandi violinisti del XX secolo, ma anche di rendersi conto dell’evoluzione che trasformò Rabin da fanciullo prodigio sempre pronto a esibirsi in pirotecnici spunti virtuosistici ad artista del tutto maturo, capace di esprimere tutta la profondità espressiva dei capolavori di Brahms e di Bruch. 11

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Columns - GENNAIO 2012 MISCHA ELMAN IN CONCERTO Mischa Elman, violino; Joseph Seiger, pianoforte TES1475 (2 CD prezzo speciale)

EDUARD FRANCK

QUINTETTI PER ARCHI OP.

G.F. Händel: Sonata in re maggiore per violino e pianoforte L. van Beethoven: Sonata per violino e pianoforte op. 24 Primavera J.S. Bach: Suite n. 3 BWV 1068 (Aria); Partita n. 3 (Gavotte en Rondeau) C. Espejo: Air tziganes T.A. Vitali: Ciaccona J. Brahms: Sonata n. 1 per violino e orchestra op. 78 J. Achron: Melodia ebraica per violino e pianoforte F. Kreisler: Schön Rosmarin B. Smetana: Dalla mia patria (Andantino) Mischa Elman non ebbe mai rapporti troppo strtetti con la radio, nemmeno durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, anche se a partire dal 1932 di tanto in tanto gli capitò di collaborare con la BBC. I due programmi proposti in questo cofanetto doppio della Testament furono preregistrati nel corso di un viaggio in Inghilterra compiuto con Joseph Seiger. Gli estimatori dell’arte di Elman apprezzeranno soprattutto la Sonata di Brahms, l’unica delle tre opere del grande compositore di Amburgo che Elman non registrò mai commercialmente. Anche la Gavotte en Rondeau della Partita in mi maggiore di Bach riveste una grande importanza, perché si tratta in pratica dell’unica esecuzione di un brano per violino solo di Bach pervenutaci di Elman. La Sonata di Händel e la Ciaccona di Vitali sono eseguite con la giusta eleganza e uno stacco di tempi molto rapido, una scelta del tutto appropriata, visto e considerato la brillante scrittura che caratterizza la Ciaccona di Vitali. Elman esegue la Primavera di Beethoven con una grande cantabilità, dimostrando di sapere bene quando è il momento di staccarsi dall’accompagnamento del pianoforte. Nella Sonata di Brahms Elman sfoggia una lettura quanto mai eclettica, eloquente nell’Adagio e sorprendentemente veloce nel Finale. Nella celeberrima Aria della Suite di Bach si può apprezzare la pura bellezza del suono di Elman, il brano di Joseph Achron viene eseguito in maniera estremamente passionale ma senza una ricerca spasmodica dell’effetto a tutti i costi, mentre la nostalgica pagina di Kreisler è suonata con un tempo alquanto veloce, ma rispettando le eleganti inflessioni viennesi. La breve raccolta di Arie gitane composte nel 1925 da César Espejo consente a Elman di mettere in luce uno sbrigliato piglio virtuosistico e una ricchissima varietà di armonici. Solo nel lavoro di Smetana Elman compie una scelta discutibile, utilizzando una edizione non conforme alle intenzioni dell’autore.

15 E OP. 51 C. Edinger, violino; T. Kaiser, violino; R. Kimstedt, viola U. M. Hainberg, viola; K. Maechler, violoncello AUD92578 (SACD alto prezzo)

L’integrale della produzione cameristica per archi di Eduard Franck varata dalla Audite prosegue con i due quintetti per archi op. 15 e op. 51, che con ogni probabilità vennero scritti il primo intorno al 1845 e il secondo nel 1870. Grazie a queste due opere - che videro la luce in un periodo in cui la domanda di lavori di buona qualità era cresciuta a dismisura a causa dell’aumento esponenziale di concerti rivolti ai membri dell’allora emergente classe borghese - Franck dimostrò di essere uno dei compositori di musica da camera più originali dei paesi di lingua tedesca. I quintetti di Franck venne apprezzati sia dai cosiddetti addetti ai lavori sia dai semplici appassionati per la loro magistrale scrittura contrappuntistica e la scarna ma memorabile invenzione melodica, che vengono coronate da un’atmosfera di grande drammaticità. Allo stesso modo, la musica - sostenuta da una scrittura estremamente idiomatica che adatta alla perfezione alle caratteristiche tecniche di ogni strumento - mette in evidenza uno spirito di alto lignaggio, pervaso da una sottilissima vena di malinconia che sotto molti aspetti anticipa lo stile di Brahms. Il culmine di questo splendido disco è costituito senza dubbio dal finale del Quintetto op. 51, che Franck strutturò come un tema con dieci variazioni, mette in evidenza un’incredibile varietà espressiva.

LUIGI BOCCHERINI QUARTETTI OP. 26 PER DUE FORTEPIANI (1778) Anna Clemente e Susanna Piolanti, fortepiano TC740209 (CD alto prezzo)

La Tactus arricchisce la propria serie di registrazioni boccheriniane con una pregevole rarità, i sei Quartettini composti nel 1778 e registrati come op. 26 in una trascrizione per due fortepiani realizzata da un autore anonimo qualche anno più tardi.

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Columns - GENNAIO 2012 Se oggi il termine “trascrizione” ha assunto una connotazione negativa afferente a una presunta deviazione dalle intenzioni dell’autore, va detto che negli ultimi anni del XVIII secolo era una prassi largamente diffusa, che consentiva alla schiera sempre crescente di dilettanti di musica di eseguire a casa propria le opere che avevano ascoltato in una sala da concerto o in un teatro. Questa dimensione casalinga trova conferma nelle proporzioni piuttosto modeste di queste opere - che già allora vennero definite “opera piccola” - strutturate in due soli tempi secondo una prassi che conobbe una certa fortuna durante il periodo galante e nella meravigliosa vena melodica, che sembra fatta apposta per soddisfare chi suonava per il puro piacere di farlo. Protagoniste di questo incantevole disco sono Anna Clemente e Susanna Piolanti, che sfoggiano una assoluta padronanza stilistica suonando due strumenti dalla timbrica ricca e molto evocativa. AA.VV.

- LA TRADIZIONE NEL CONTEMPORANEO Latinobalcanica Ensemble, Coro Laboratorio del Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna CARMINA NOVA

TC940001 (CD alto prezzo)

P.P. Scattolin: E nanna nanne; Addonna va ssa Filumena; Lamentazioni; Sarvi Rriggina; Fa la nana; In Paradisum deducant te Angeli; Papé Satàn; Cantata a zampogna P. Kurti: Per mu paska ken risme F. Tasini: Vitadoro I; Vitadoro II C. Benati: Polegnala ye Tudora; Il canto infinito del dott. Joseph D. Nonostante il continuo progredire degli studi musicologici, esiste ancora un pregiudizio - purtroppo duro a morire in base al quale i concetti di “tradizione” e di “contemporaneità” sarebbero assolutamente inconciliabili, se non addirittura antitetici. Con questo disco di sorprendente bellezza la Tactus dà il proprio contributo per cercare di superare questa contrapposizione, dimostrando che - come gli alberi - la musica non può vivere senza il nutrimento garantito dalle sue radici. Il programma presenta un insieme di lavori estremamente eterogenei legati alle tradizioni

popolari di diverse regioni italiane e di alcuni paesi balcanici di Pier Paolo Scattolin, Palokë Kurti, Francesco Tasini e Chiara Benati declinati secondo la sensibilità moderna, dimostrando - se ancora ce ne fosse bisogno - che nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma, in un processo evolutivo senza fine. Questo suggestivo viaggio di scoperta ci viene proposto dal Latinobalcanica Ensemble, un gruppo vocale femminile fondato a Bologna nel 2002, e il Coro Laboratorio del Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna, con la partecipazione straordinaria della flautista Annamaria Morini, del soprano Lorna Windsor, del pianista Stefano Malferrari, della violinista Constance Frei, di Fabio Tricomi (voce e zampogna) e del percussionista Giuseppe Pezzoli.

GIUSEPPE VERDI LA FORZA DEL DESTINO

R. Tebaldi, A. Protti, M. Del Monaco, C. Siepi, F. Barbieri Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino D. Mitropoulos URNWS141 (3 CD a prezzo speciale)

Questa celebre registrazione della Forza del destino realizzata a Firenze del 1953 è senza dubbio una delle più famose riprese operistiche live della storia del disco, pubblicata innumerevoli volte ma da tempo di difficile reperibilità. Il difetto che l’ha sempre resa un prodotto adatto solo ai collezionisti è la sua scarsissima qualità sonora. Questa nuova edizione della Urania non si basa sul restauro di precedenti versioni, ma su un nastro riscoperto di recente e che deriva dalla registrazione originale effettuata al Maggio Musicale Fiorentino nel 1953. Utilizzando questo nastro senza operare interventi tecnici di nessun genere, la casa discografica milanese ci consente di ascoltare una delle interpretazioni più discusse, citate e confrontate della La forza del destino con una qualità sonora assai più che soddisfacente. Del resto, a rileggere i nomi dei cantanti e a verificare che a dirigerli era addirittura Dimitri Mitropoulos c’è da restare sbalorditi, e il risultato è davvero quello di un evento storico. Il programma di questo cofanetto triplo comprende anche oltre 50 minuti di brani scelti dell’Ernani diretto da Mitropoulos al Metropolitan di New York. 13

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Columns - GENNAIO 2012 IGOR MARKEVITCH DIRIGE BEETHOVEN Symphony of the Air, Société des Concerts Lamoureux Igor Markevitch

CLAIRE MARTIN WHEN LIGHTS ARE LOW

LINNAKD392 (CD alto prezzo) URNWS140 (2 CD al prezzo di 1)

L. van Beethoven: Sinfonia n. 3 op. 55 Eroica; Sinfonia n. 6 op. 68 Pastorale; Ouverture Coriolano; Ouverture Fidelio; Ouverture Per l’onomastico; Ouverture Leonora III, Ouverture La consacrazione della casa La discografia del grande direttore e compositore russo Igor Markevitch è relativamente esigua. Queste registrazioni beethoveniane vennero effettuate dalla Deutsche Grammophon verso la fine degli anni Cinquanta, quando Markevitch registrò la maggior parte del suo repertorio sinfonico. Per ragioni inspiegabili, queste incisioni non sono da tempo disponibili e questo prezioso cofanetto doppio della Urania va a colmare una grave lacuna, offrendo ai collezionisti la possibilità di ascoltare di nuovo queste interpretazioni che hanno lasciato un segno duraturo nella discografia del grande compositore di Bonn.

My One And Only; I Was a Little Too Lonely; My Mood Is You; World Weary; When Lights Are Low; Fools Fall in Love; I Got a Right to Sing the Blues; Baby Plays Around; The Very Thought of You; What I Was Warned About; Baby, Don’t You Quit Now; No Love, No Nothing; Not Exactly Paris; Any Place I Hang My Hat Is Home; I Keep Going Back to Joe’s; We’ll Be Together Again L’undicesimo album realizzato in studio da Claire Martin, la cantante che la stampa specializzata internazionale ha definito la “Madonna del jazz inglese”, vede la presenza di Sir Richard Rodney Bennett, amico e collaboratore di lunga data della Martin. Ancora una volta il loro sodalizio si conferma vincente, offrendoci un disco di straordinaria bellezza. CLAIRE MARTIN HE NEVER MENTIONED LOVE

LINNAKD393 (CD alto prezzo)

CLAIRE MARTIN SECRET LOVE

LINNAKD391 (CD alto prezzo)

Secret Love; But Beautiful; The Meaning of the Blues; Jive; Love is a Bore; Where Do You Start; God Give Me Strength; Get Happy, My Buddy; Cheek to Cheek; Don’t Misunderstand Me; Something Cool Questo album di quella che viene considerata la Madonna del jazz inglese vede Claire Martin affiancata da una folta schiera di musicisti di grande talento, tra cui Gareth Williams, Clark Travet, Laurence Cottle, Nigle Hitchcock, Bobby Wellins, Jim Mullen, Sir Richard Rodney Bennett, Chris Dagley, Julian Jackson e Melvyn Duffy.

He Never Mentioned Love; Forget Me; Everything Must Change; Trav’llin’ Light; The Music That Makes Me Dance; All Night Long; If You Go; A Song for You; Slowly But Shirley; You’re Nearer; L.A. Breakdown; Slow Time; The Sun Died Claire Martin rende un toccante omaggio all’arte raffinata della leggendaria cantautrice americana Shirley Horn. In He Never Mentioned Love la più grande cantante jazz britannica reinterpreta con la sua straordinaria personalità una ricca silloge di brani di grande bellezza. Da non perdere.

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Columns - GENNAIO 2012 CLAIRE MARTIN TOO DARN HOT! LINNAKD394 (CD alto prezzo)

ELLA FITZGERALD E LOUIS ARMSTRONG Something’s Coming; Love at Last; The Gentleman Is a Dope; These Foolish Things; It’s Raining in My Heart; Too Darn Hot; Black Coffee; Noir; Love Is a Necessary Evil; When I Fall in Love Too Darn Hot! di Claire Martin fa seguito allo straordinaria successo riportato dalla Linn nel 2005, quando la ristampa in vinile del bestseller All My Tomorrows di Carol Kidd andò esaurita nel giro di poche settimane. Claire Martin è stata definita dall’autorevole Mojo Magazine «la migliore cantante jazz inglese della sua generazione» e dal celebre critico del New York Observer Rex Reed «la più coinvolgente cantante jazz che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi dieci anni». Vincitrice per ben cinque volte dei BBC Jazz Awards nella categoria Best Vocalist, Claire Martin ha ricevuto per Too Darn Hot! recensioni entusiastiche dalla stampa specializzata di tutto il mondo. MARTIN TAYLOR ARTISTRY

ELLA AND LOUIS

ASLPVER4003/45 (2 LP da 200 grammi a 45 giri)

Can’t We Be Friends; Isn’t This a Lovely Day; Moonlight in Vermont; They Can’t Take That Away From Me; Under a Blanket of Blue; Tenderly; A Foggy Day; Stars Fell on Alabama; Cheek to Cheek; The Nearness of You Il fatto che la più importante etichetta di jazz americana abbia intitolato uno dei suoi album semplicemente Ella and Louis dimostra che stiamo parlando di qualcosa di molto speciale... Sicuramente di questi due grandissimi artisti è già stato detto più che abbastanza - in fondo, Satchmo e la grande dame del jazz non hanno certamente bisogno di presentazioni. Negli anni Cinquanta il solo menzionare i loro nomi era abbastanza per far brillare gli occhi dei fans del jazz. Un’occhiata veloce alla lista dei brani in programma darà all’ascoltatore un’idea di cosa aspettarsi da questo splendido album, che vede riuniti alcuni tra i più grandi jazzisti di tutti i tempi. Ogni altro commento è puramente superfluo.

LINNAKD395 (CD alto prezzo)

BILLIE HOLIDAY Polka Dots and Moonbeams; Stella by Starlight; Teach me Tonight; The Dolphin; Georgia on My Mind; They Can’t Take That Away from Me; Here, There and Everywhere / Day Tripper; Just Squeeze Me; Gentle Rain; Cherokee; Certain Smile La Linn ripropone finalmente su SACD, Artistry di Martin Taylor vincitore di molti premi internazionali. Nel suo terzo album il grande chitarrista inglese dai capelli ramati dimostra di possedere una maturità artistica e stilistica che rapisce dall’inizio alla fine del disco. Stupenda la citazione beatlesiana “Here, There and Everywhere / Day Tripper”.

BODY AND SOUL

ASLPVER8197/45 (2 LP da 200 grammi a 45 giri)

Body and Soul; They Can’t Take That Away From Me; Darn That Dream; Let’s Call The Whole Thing Off; Comes Love (take 4); Gee Baby, Ain’t I Good to You; Embraceable You; Moonlight in Vermont; Comes Love (take 2); Comes Love (take 3); Comes Love (take 1) Se qualcuno ha mai avuto il diritto di cantare queste canzoni, questa è Billie Holiday. Poco prima di chiudere definitivamente la sua intensa carriera, la Holiday registrò negli studi della Verve le versioni più commoventi mai consegnate al disco di otto splendidi brani. Secondo alcuni addetti ai lavori, la Holiday sarebbe riuscita a dare il meglio di se stessa grazie all’altissimo livello della band che la accompagnava, per altri sarebbe stata l’atmosfera rilassata della West Coast che l’avrebbe messa 15

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Columns - GENNAIO 2012 a suo agio, mentre per altri ancora la Holiday avrebbe voluto sfruttare nel modo migliore quella che sentiva essere l’ultima chance offertale dal destino per mettere in mostra il suo immenso talento. Difficile stabilire quale di queste ipotesi sia più vicina alla verità e forse non ne vale nemmeno la pena. Quello che è certo è che Body and Soul costituisce la straziante testimonianza di un’anima dolente e di un corpo devastato, l’immagine che oggi conserviamo di questa grandissima cantante. STAN GETZ E JOAO GILBERTO

GETZ /GILBERTO

Stan Getz e Joao Gilberto ASLPVER8545/45 (2 LP da 200 grammi a 45 giri)

mente gradevoli brani pop, standard collaudati e lavori originali di grande interesse. Con We Get Requests l’Oscar Peterson Trio mette in evidenza per l’ennesima volta tutte le caratteristiche che lo hanno portato a essere uno dei complessi più amati sia dal pubblico sia dagli addetti ai lavori. In questo nuova versione a 45 giri della Analogue Productions possiamo apprezzare il grande talento di Oscar, Ray ed Ed in ogni più piccola sfumatura grazie alla splendida remasterizzazione effettuata da George Marino alla Sterling Sounds e alla stampa su vinile da 200 grammi. Questo titolo è disponibile anche su XRCD K2 HD nel catalogo della FIM (FIMK2032) e su LP da 180 grammi della tedesca Speakers Corner. PINK FLOYD WISH YOU WERE HERE

The Girl from Ipanema; Doralice; P’ra Muchucar Meu Coracao; Desafinado; Corcovado; So Dance Samba; O Grande Amor; Vivio Sonhando Joao Gilberto, Stan Getz e il leggendario Antonio Carlos Jobim replicarono il clamoroso successo ottenuto con i ritmi bossa nova di Jazz Samba con questo disco, considerato il titolo più rappresentativo di questo genere. Dopo aver ascoltato la famosissima “The Girl From Ipanema” rimarrete sicuramente a bocca aperta sia per la strepitosa esecuzione sia per la fantastica resa sonora garantita dalla rimasterizzazione della Analogue Productions. OSCAR PETERSON TRIO WE GET REQUESTS

Oscar Peterson Trio ASLPVER8606/45 (2 LP da 200 grammi a 45 giri)

Corcovado (Quiet Nights of Quiet Stars); The Days of Wine and Roses; My One and Only Love; People; Have You Met Miss Jones?; You Look Good To Me; The Girl From Ipanema; D & E; Time And Again; Goodbye, J.D. L’album We Get Requests costituisce uno degli esempi più significativi della fascinosa personalità ancipite di Oscar Peterson. Sotto l’aspetto prettamente tecnico, questo album è caratterizzato da un eccellente sviluppo melodico e da una ritmica decisamente robusta, mentre sotto il profilo del programma si nota il tentativo di proporre una musica in grado di piacere al pubblico più ampio possibile, alternando sapiente-

ASSA33453 (SACD alto prezzo)

Shine On You Crazy Diamond (Part One); Welcome To The Machin; Have A Cigar; Wish You Were Here; Shine On You Crazy Diamond (Part Two) Per parafrasare il brano che apre e chiude il programma, lasciatevi abbagliare dallo splendore cristallino di questo straordinario capolavoro dei Pink Floyd apparso nel 1975, che a oltre tre decenni dalla sua prima uscita continua a conquistare appassionati vecchi e nuovi con la sua incontenibile energia e la sua eccezionale intensità emozionale. Tutti i cinque brani contenuti in questo imperdibile disco sono diventati veri e propri miti per generazioni di fan entusiasti. Omaggio a Syd Barrett, membro fondatore della band, “Shine on You Crazy Diamond” è un inno alla solitudine, all’assenza e all’amore, che nonostante l’inesorabile trascorrere del tempo non ha perso nulla della sua commovente carica emotiva. “Welcome to the Machine” è un coinvolgente riff sull’isolamento proiettato verso il futuro, mentre “Have a Cigar” è uno dei brani più ironici e caustici che la storia della musica ricordi. Questo album ci offre la possibilità di apprezzare il grande perfezionismo e l’invidiabile tranquillità dei Pink Floyd. Nei brani dall’andamento più lento il chitarrista David Gilmour sfoggia un ruvido temperamento blues e un calore rassicurante che ricorda un caminetto scoppiettante e sotto l’aspetto vocale esprime uno spirito malinconico e un cupo senso di impotenza che riflette alla perfezione i testi contrastanti del disco. Questa nuova edizione pubblicata per celebrare il 35° anniversario di questo memorabile album è la ristampa in SACD più attesa da The Dark Side of the Moon. Realizzato a partire dai master originali e supervisionato dal producer dei Pink Floyd James Guthrie, questo nuovo SACD è un capolavoro multitrack mixato per il surround e lo stereo con una fedeltà sonora finora assolutamente inimmaginabile.

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GUSTAV MAHLER SINFONIA N. 5 New Philharmonia Orchestra, Sir John Barbirolli

dire che l’intimismo sonoro e la schiva espressività di Sibelius non hanno ancora trovato un interprete in grado di porsi sullo stesso livello di Karajan e il fatto che questo disco sia entrato a far parte del sempre più ricco catalogo della Esoteric costituisce una buona notizia per tutti gli amanti della grande musica.

IMPEX RECORDS

ESS90057 (SACD alto prezzo)

L’etichetta giapponese Esoteric arricchisce il proprio catalogo classico con una strepitosa interpretazione della Quinta Sinfonia di Mahler firmata da Sir John Barbirolli. Registrata nel luglio del 1969 un anno prima della morte del grande direttore inglese di origine italiana, questa edizione è caratterizzata da una insostenibile tensione drammatica sostenuta dal meraviglioso panneggio orchestrale della New Philharmonia Orchestra, che le consentì di diventare uno dei titoli più prestigiosi della EMI e per molti anni la versione di riferimento del capolavoro mahleriano. I tecnici della Esoteric hanno compiuto un vero e proprio miracolo nel restituire le ricchissime sonorità di questa sinfonia, offrendo a ogni appassionato del grande repertorio sinfonico la possibilità di ascoltarla con una fedeltà di incredibile realismo. JEAN SIBELIUS OPERE ORCHESTRALI

Berliner Philharmoniker, Herbert von Karajan

JENNIFER WARNES THE WELL

IMP6001/45 (3 LP da 180 grammi a 45 giri)

La stampa specializzata di tutto il mondo accolse con unanime entusiasmo questo album dell’interprete che aveva regalato un capolavoro come Famous Blue Raincoat. In The Well Jennifer Warnes ci offre una evocativa interpretazione di una serie di canzoni dal carattere molto diverso, con la deliziosa “And So It Goes” di Billy Joel, che convive armoniosamente con “Invitation to the Blues” di Tom Waits e con standard come “You Don’t Know Me”. La rimasterizzazione effettuata da Bernie Grundman a partire dal nastro originale sotto la supervisione dell’artista ha contribuito a rendere questo album una vera pietra miliare come il disco che lo aveva preceduto. Il disco contiene anche i testi delle canzoni, due brani inediti e un bonus track con un coinvolgente duetto con l’amico di vecchia data Bill Medley.

ESS90058 (SACD alto prezzo)

J. Sibelius: Sinfonia n. 2 op. 43; Il cigno di Tuonela op. 22 n. 2; Finlandia op. 26 Chi tende ad associare la grandezza di Herbert von Karajan alle monumentali sinfonie beethoveniane e alle opere liriche dove seppe trasfondere il suo eccezionale talento teatrale dimentica che il direttore austriaco seppe dare grande prova di sé anche in ambiti più marginali - almeno per l’epoca - come le sinfonie e i poemi sinfonici di Jean Sibelius, capofila della scuola nazionale finlandese. Questo disco raccoglie quattro delle opere più famose di Sibelius registrate da Karajan con i suoi mitici Berliner Philharmoniker per la EMI tra il 1976 e il 1980. A distanza di oltre trent’anni, si può

HORACE PARLAN ON THE SPUR OF THE MOMENT

JVCAW0013 (XRCD24 alto prezzo)

Pubblicato dalla Blue Note nel 1961, On the Spur of the Moment è il quinto disco di Horace Parlan e vede il grande pianista americano affiancato dalla sua fedelissima sezione ritmica composta da George Tucker e Al Harewood, con l’aggiunta dei fratelli Stanley e Tommy 17

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Columns - GENNAIO 2012 Turrentine al sax tenore e alla tromba. Oltre alla consueta rimasterizzazione esemplare, la JVC propone in questo disco due graditissimi bonus track, le versioni alternative di “On the Spur of the Moment” e di “Pyramid Talk”. LEE MORGAN CANDY

JVCAW0014 (XRCD24 alto prezzo)

Se la storia della musica classica annovera un gran numero di fanciulli prodigio, in ambito jazzistico i geni adolescenti sono invece estremamente rari. A questa regola fa eccezione Lee Morgan, che mise in evidenza il suo grande talento di trombettista già negli anni dell’adolescenza. Nel 1959, quando registrò Candy, il ventenne trombettista aveva già realizzato ben cinque dischi per la Blue Note e aveva trovato il tempo di farsi notare non solo nella Dizzy Gillespie Big Band, ma anche come membro della migliore formazione dei Jazz Messengers di Art Blakey. Candy costituisce un unicum nella discografia di Morgan, in quanto si tratta del solo album che incise con il quartetto. Nei sette brani di Candy Morgan sfoggia un suono ricco di bellezza, passione, energia e di un lirismo talmente maturo da non conoscere rivali nemmeno nei musicisti con il doppio dei suoi anni. Affiancato da una sezione ritmica di alto livello capitanata dal pianista Sonny Clark, Morgan divora letteralmente i brani dall’andamento più veloce, ma dall’altro lato esegue con grande sentimento “All the Way”, l’intensissima “Since I Fell You” e “Personality”. A vent’anni Lee era già un maestro del jazz moderno e da allora iniziò la scalata che lo portò a diventare uno dei trombettisti jazz più grandi di sempre. In fondo, chi ha detto che la giovinezza costituisce un problema?

JOHANN SEBASTIAN BACH

- VOL. 1 D. Baroni, flauto traversiere; S. van Cornewal, flauto traversiere D. Boerner, clavicembalo INTEGRALE DELLE SONATE PER FLAUTO TRAVERSIERE

MA087 (CD alto prezzo)

J.S. Bach: Sonata per flauto e basso continuo BWV 1034; Partita per flauto solo BWV 1013; Sonata per due flauti e basso continuo BWV 1039; Sonata per flauto e clavicembalo BWV 1030

La MA Recordings è orgogliosa di presentare il primo volume di una nuovissima integrale delle opere per flauto traversiere di Johann Sebastian Bach nella splendida interpretazione di tre musicisti molto fantasiosi, la flautista argentina Diana Baroni, il clavicembalista tedesco Dirk Boerner e la flautista originaria del Madagascar Sarah van Cornewal, che affianca la Baroni nella Sonata BWV 1039. L’eccezionale qualità sonora della MA Recordings ci consente di apprezzare tutte le seducenti sfumature del flauto e le ricche sonorità del clavicembalo, regalandoci un’esperienza di ascolto di eccezionale realismo.

BILLY JOEL PIANO MAN

MFSL1-349 (LP da 180 grammi)

Travelin’ Prayer; Piano Man; Ain’t No Crime; You’re My Home; The Ballad of Billy the Kid; Worse Comes to Worst; Stop in Nevada; If I Only Had the Words (To Tell You); Somewhere Along the Line; Captain Jack Lanciato sul mercato nel 1973, Piano Man è il secondo album realizzato da Billy Joel e il primo pubblicato dalla Columbia Records, dopo i problemi legali che il pianista e cantautore americano aveva avuto con la Family Records. Scrivendo le canzoni di Piano Man, Joel fu fortemente influenzato da Tumbleweed Connection di Elton John, come si può notare sia nella musica sia nei testi. Con questo album Joel dimostrò di essere un musicista davvero completo e il singolo “Piano Man” balzò al 25° posto della classifica di Billboard. Giunge perciò molto opportuna questa splendida ristampa su LP da 180 grammi della OMR, che consente di cogliere appieno tutte le sfumature della musica di Joel. Questo disco è disponibile anche su SACD. BILLY JOEL TURNSTILES

MFSL1-350 (LP da 180 grammi)

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Columns - GENNAIO 2012 Say Goodbye to Hollywood; Summer, Highland Falls; All You Wanna Do Is Dance; New York State of Mind; James; Prelude / Angry Young Man; I’ve Loved These Days; Miami 2017 (Seen the Lights Go Out on Broadway) A partire dal 1976 Billy Joel si affermò come una delle stelle più luminose dei cantautori pop-rock che si erano stabiliti in California. Con Turnstiles Joel alzò il tiro su obiettivi molto più ambiziosi, sforzandosi di realizzare un disco i cui contenuti e la cui portata superassero i livelli raggiunti con gli album precedenti e lanciassero definitivamente la sua stella nella stratosfera dei grandissimi. Riunendo in sé generi diversissimi, dal rock duro a un pop delicato ai più grandi successi della tradizione americana, Turnstiles è oggi considerato uno dei più grandi capolavori di Joel e uno degli album più significativi di quegli anni. Per riproporre questo imperdibile album la OMR è andata a cercare il master analogico originale, consentendo agli appassionati del grande cantante americano di apprezzare tutte le caratteristiche che hanno reso famoso il loro beniamino, vale a dire l’intimismo, la cura dei dettagli, l’espressività e il calore vocale. Sotto l’aspetto della qualità sonora, questo disco è semplicemente spettacolare, con un palcoscenico sonoro di proporzioni quasi cinematografiche, una ineguagliabile tavolozza di colori e un’atmosfera che non teme confronti. R.E.M. LIFES RICH PAGEANT

MFSL1-361 (LP da 180 grammi)

Begin the Begin; These Days; Fall on Me; Cuyahoga; Hyena; Underneath the Bunker; The Flowers of Guatemala; I Believe; What If We Give It Away?; Just a Touch; Swan Swan H; Superman (Mike Bottler and Gary Zekley) Pubblicato nel 1986, il quarto album dei R.E.M. Lifes Rich Pageant segnò una svolta molto importante nella carriera della band americana, scioltasi nel settembre del 2011 dopo un’attività durata oltre trent’anni costellata da concerti trionfali e da oltre 85 milioni di dischi venduti. Questo album costituì una reazione ottimistica al precedente Fables of Reconstruction e vide i R.E.M. collaborare per la prima volta con il producer Don Gehman. Lifes Rich Pageant venne accolto con grandissimo favore e, totalizzando nel giro di pochissimo tempo

vendite superiori al mezzo milione di copie, consentì ai R.E.M. di vincere il Disco d’Oro e di ottenere la piena consacrazione nel panorama rock di quegli anni. Quasi inutile sottolineare la qualità sonora della OMR: per quanto alte siano le vostre aspettative, siamo sicuri che dopo aver messo questo disco sul piatto anche il più esigente degli audiofili non potrà fare a meno di restare a bocca aperta. STEVIE RAY VAUGHAN IN STEP

MUDSACD2077 (SACD alto prezzo)

The House Is Rockin’; Crossfire; Tightrope; Let Me Love You Baby; Leave My Girl Alone; Travis Walk; Wall of Denial; Scratch’n’Sinff; Live Me Darlin’; Riviera Paradise Spinto dal prepotente desiderio di rifarsi del tempo perduto e di riassaporare il gusto della vita, il chitarrista texano Stevie Ray Vaughan incise nel 1989 l’album che secondo molti addetti ai lavori costituisce il vertice della sua arte, con il quale si aggiudicò un Grammy Award nella categoria Miglior Disco di Blues Contemporaneo e vendette oltre un milione di copie. Sotto l’aspetto stilistico, In Step rivela un ulteriore avvicinamento al rock melodico, distanziandosi sempre più dalle sonorità ruvide dei primi anni della carriera, ma mantenendosi sempre fedele allo spirito più autentico del blues che costituiva la parte principale della sua anima. A distanza di oltre vent’anni dalla sua prima uscita, In Step è ancora considerato uno dei migliori cinque album blues dell’ultimo quarto di secolo e oggi possiamo apprezzarne tutto lo splendore sonoro grazie alla splendida rimasterizzazione effettuata dai tecnici della OMR. THE CARS CANDY-O MFSL1-324 (LP da 180 grammi)

MUDCD782 (CD Gold alto prezzo)

Molti continuano a chiedersi come abbiano fatto i Cars a bissare lo straordinario successo ottenuto dal loro travolgente disco d’esordio pubblicato nel 1978 e a consolidare la loro fama che gli consentì di diventare una delle band dominanti degli anni successivi. La risposta a questa domanda è contenuta in Candy-O, un disco che ottenne uno straordinario successo, dominando per molto tempo le classifiche americane e inglesi. 19

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Columns - GENNAIO 2012 Mantenendosi fedele al pop che l’aveva messa in grandissima evidenza l’anno precedente, nel suo secondo album apparso nel 1979 la band americana pose la sua attenzione su pin-up misteriose, sexy e raffinate come la sua musica e come la conturbante ragazza ritratta in copertina dal grande Alberto Vargas. Caratterizzato da atmosfere al limite del minimalismo, da bassi pulsanti, da motivi molto coinvolgenti e da elaborati passaggi al sintetizzatore, questo album presenta spunti gradevoli e sempre sorprendenti. Una nuova eccezionale addizione al catalogo della OMR, disponibile sia su LP da 180 grammi sia su CD Gold per un ascolto di incredibile realismo.

GERRY MULLIGAN QUARTET WHAT IS THERE TO SAY? ORGLP0111/45 (2 LP da 180 grammi a 45 giri)

What Is There To Say; Just In Time; News From Blueport; Festive Minor; As Catch Can; My Funny Valentine; Blueport; Utter Chaos Pubblicato per la prima volta nel 1959, questo album presenta otto dei brani più famosi di Gerry Mulligan, uno dei più grandi sassofonisti che la storia del jazz ricordi. Come è stato scritto da alcuni dei più eminenti studiosi del jazz, What Is There To Say? fu non solo l’ultimo dei dischi realizzati da Mulligan nel corso degli anni Cinquanta con il suo quartetto privo di pianoforte, ma anche uno dei suoi album migliori. Quattordici anni dopo aver dato inizio alla sua leggendaria carriera, Mulligan incise il suo primo disco da leader per la Columbia Records, una delle case discografiche più importanti e prestigiose di quegli anni. Anche se in quel periodo Mulligan non aveva ancora raggiunto la definitiva consacrazione come esecutore, autore e arrangiatore, questo disco ci offre la possibilità di ascoltare qualche anticipazione del Mulligan più maturo e di apprezzare la sua crescita come uomo e come musicista.

JOHANNES BRAHMS CONCERTO N. 1 PER PIANOFORTE E ORCHESTRA Clifford Curzon, pianoforte London Symphony Orchestra, George Szell ORG0103/45 (2 LP da 180 grammi a 45 giri)

Questo disco registrato dalla Decca nel 1962 ottenne un grandissimo successo fin dal suo primo apparire, grazie alla strepitosa interpretazione di Clifford Curzon e di una London Symphony Orchestra in stato di grazia, diretta con polso e incontenibile energia da un ispiratissimo George Szell, che firmarono uno dei massimi capolavori della discografia brahmsiana di tutti i tempi. Curzon raggiunse il cuore della musica, esprimendo come pochissimi altri pianisti la profonda drammaticità che pervade il primo movimento e sfoggiando una assoluta concentrazione nel celebre Adagio. Da parte sua, Szell confermò di essere uno dei più grandi direttori di quegli anni, guidando l’orchestra londinese con una passione e un gusto per il rubato che conoscono ancora oggi pochissimi rivali. Stampato in edizione limitata in appena 2500 copie per tutto il mondo, questo nuovo titolo della ORG è stato rimasterizzato dal grande Bernie Grundman a partire dai master analogici originali, una garanzia di assoluta qualità! FELIX MENDELSSOHN 3 SCOZZESE London Symphony Orchestra, Peter Maag SINFONIA N.

ORG0106/45 (2 LP da 180 grammi a 45 giri)

Questo splendido doppio LP a 45 giri della ORG ripropone uno dei titoli più interessanti pubblicati dalla Decca nel 1960, con Peter Maag alla testa della London Symphony Orchestra nella Sinfonia Scozzese di Felix Mendelssohn, insieme a Mozart uno dei compositori più congeniali al grande direttore svizzero. Ascoltando questo disco, non si può che rimanere impressionati dallo straordinario calore dell’interpretazione di Maag e dall’incredibile varietà timbrica dell’orchestra londinese, che ci vengono restituiti con una eccezionale fedeltà sonora dalla accurata rimasterizzazione effettuata da Bernie Grundman a partire dai master analogici originali.

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P AT R I C I A B A R B E R

PRECD90761 (CD Gold alto prezzo)

PRECD90760 (CD Gold alto prezzo)

Quattro titoli imperdibili di Patricia Barber disponibili per la prima volta su CD Gold codificato HDCD. La remasterizzazione effettuata dalla Premonition per questa versione audiophile in Edizione limitata è quanto di meglio si possa trovare in versione digitale di questa grande artista americana e permette di apprezzare ogni più piccola sfumatura della sua voce e non è neanche lontanamente paragonabile alla versione standard di questi titoli. Un must imperdibile per ogni ammiratore della Barber.

MODERN COOL

PRECD90763 (CD Gold alto prezzo)

PRECD90762 (CD Gold alto prezzo)

CAFÉ BLUE

COMPANION

NIGHTCLUB

MYTHOLOGIES

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PRE90760 (2 LP)

MFSL2-327 (2 LP)

MFSL2-318 (2 LP)

Altri titoli disponibili su LP

COLE PORTER MIX

CAFE BLUE

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Columns - GENNAIO 2012 Nel complesso si tratta di un titolo irrinunciabile per tutti gli audiofili appassionati del grande repertorio romantico, reso ancora più prezioso da una veste grafica che riproduce l’originale fin nei minimi dettagli e dalla tiratura limitata a soli 2500 esemplari per tutto il mondo.

NINA SIMONE NINA AT THE VILLAGE GATE

Nina Simone, pianoforte e voce; Al Schackman, chitarra Chris White, basso; Bob Hamilton, batteria PPSCP421 (LP da 180 grammi)

Just In Time; He Was Good to Me; House Of The Rising Sun; Bye Bye Blackbird; Brown Baby; Zungo; If He Changed My Name; Children Go Where I Send You Una sera del 1961 nel Village Gate di Manhattan Nina Simone offrì ai suoi numerosi fan un concerto di pura magia con un trio che comprendeva anche il suo chitarrista preferito, Al Shackman. Per nostra fortuna, questo concerto fu inciso e oggi la Pure Pleasure lo ripropone per la gioia di tutti gli estimatori della grandissima Nina con una qualità sonora finora assolutamente inimmaginabile. È davvero difficile definire il particolarissimo sound e la musica di Nina Simone, al punto che non pochi addetti ai lavori oggi tendono a definirla “semplicemente” una favolosa vocalist jazz. Infatti, Nina sfodera con la sua voce un jazz veramente straordinario, come si può notare ascoltando “Just in Time”. Nina è stata anche accusata di essere un’anomalia musicale, perché il suo stile non può essere fatto rientrare in nessuna categoria precostituita. Da bambina Nina si accostò alla musica studiando il pianoforte classico e in brani come “Bye Bye Blackbird” questo fatto appare molto evidente nella complessità della parte pianistica. Alcune canzoni come la graffiante “House of the Rising Sun” e “Zungo” la collocano ai primi posti di una ipotetica classifica dei cantanti folk. I suoi gospel, come “Children Go Where I Send You”, possono far ascendere l’anima fino alle stelle oppure far crollare la sala in cui si esibiva. Nina fu anche la voce dell’America contestataria, come si può notare in “Brown Baby”, e un’attrice di talento, capace di esprimere in maniera del tutto realistica un incredibile ventaglio di emozioni. Nina aveva poi la rara capacità di scavare a fondo nei testi che cantava e di dare significati del tutti inattesi anche a canzoni molto note. La musica di Nina Simone appare oggi fresca e attuale come lo era 40 anni fa, quando venne eseguita di fronte al raffinato pubblico

di Manhattan. I fortunati spettatori di quel memorabile concerto non possono averla amata più di quanto la amiamo noi oggi. BOB BROOKMEYER KANSAS CITY REVISITED

Bob Brookmeyer, trombone; Al Cohn, sax tenore Paul Quinichette, sax tenore; Nat Pierce, pianoforte Jim Hall, chitarra; Addison Farmer, contrabbasso Osie Johnson, batteria; Big Miller, voce PPUAL4008 (LP da 180 grammi)

In questo album da tempo fuori catalogo e opportunamente riproposto dalla Pure Pleasure in un LP da 180 grammi dalla eccezionale qualità sonora il cool jazz incontra lo swing. In Kansas City Revisited il trombonista Bob Brookmeyer, i tenorsassofonisti Al Cohn e Paul Quinichette, il pianista Nat Pierce, il chitarrista Jim Hall, il contrabbassista Addison Farmer e il batterista Osie Johnson eseguono quattro brani che negli anni Trenta costituivano i cavalli di battaglia della grande orchestra di Count Basie, ai quali si aggiungono “A Blues” e “Travlin’ Light” che vedono grande protagonista l’oggi quasi dimenticato vocalist Big Miller, che con questo album fece il suo debutto nel mondo discografico. Una riscoperta di grande importanza. B.B. KING SINGIN’ THE BLUES PPCLP5020 (LP da 180 grammi)

Please Love Me; You Upset Me Baby; Everyday I Have the Blues; Bad Luck; 3 O’Clock Blues; Blind Love; Woke Up This Morning; You Know I Love You; Sweet Little Angel; Ten Long Years; Did You Ever Love a Woman; Crying Won’t Help You Pubblicato nella primavera del 1957 dall’etichetta Crown, Singin’ the Blues comprende alcuni dei più grandi cavalli di battaglia che B.B. King aveva presentato fino a quel momento. Più in particolare, questo LP può contare su quattro grandi successi del R&B, “3 O’Clock Blues” e “You Know I Love You” del 1952, “Please Love Me” del 1953 e “You Upset Me Baby” del 1954, che stazionarono stabilmente nelle Top

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Columns - GENNAIO 2012 Ten, “Blind Love” del 1953 e le cover di “Crying Won’t Help You” di Tampa Red (1955) e di “Did You Ever Love a Woman” di Gatemouth Moore. Come ha scritto nelle note di copertina John Broven «Nel 1957 Singin’ the Blues diede la prima conferma attendibile che B.B. King sarebbe diventato una stella di prima grandezza», un fatto che appare ancora più evidente grazie a questa splendida rimasterizzazione della Pure Pleasure.

ANTON BRUCKNER - WOLFGANG AMADEUS MOZART OPERE ORCHESTRALI

Orchestra Reale del Concertgebouw di Amsterdam Eugen Jochum SC-PH2991 (2 LP da 180 grammi)

A. Bruckner: Sinfonia n. 5 W.A. Mozart: Sinfonia n. 36 Linz Contrariamente a molti direttori suoi contemporanei (il riferimento a Herbert von Karajan non è del tutto casuale), Eugen Jochum non utilizzò mai gli organi di comunicazione per mettersi sotto la luce dei riflettori, un fatto che spiega l’oblio in cui è caduto poco dopo la morte. Nonostante questo, Jochum va considerato tra i direttori più carismatici della seconda metà del XX secolo, come dimostra questa straordinaria interpretazione della Quinta Sinfonia di Anton Bruckner, realizzata all’inizio degli anni Sessanta nel quadro di una eccellente integrale delle sinfonie pubblicata dalla Philips. Il programma è degnamente completato da una elegante lettura della Sinfonia n. 36 Linz di Mozart, che consente di ricordare l’altissimo magistero di Jochum nel repertorio sinfonico dei grandi maestri viennesi del XVIII secolo. BLOOD, SWEAT & TEARS & TEARS 3

BLOOD, SWEAT

SC-KCS30090 (LP da 180 grammi)

Il 1970 fu un anno davvero proficuo per i Blood, Sweat & Tears, in quanto questa coloratissima band si aggiudicò ben tre Grammy Awards nelle categorie Disco dell’Anno, Migliore esecuzione strumentale contemporanea e Miglior arrangiamento vocale. L’idea di fondere il jazz, il blues e brani classici opportunamente arrangiati si era rivelata vincente, spingendo il celebre critico

Leonard Feather ad affermare «I Blood, Sweat & Tears hanno finalmente portato la musica nel rock». In quel momento tutto sembrava concesso, perché tutto funzionava alla perfezione: quasi senza rendersene conto i Blood, Sweat & Tears riuscirono a dar vita a un “Hi-De-Ho” tanto bizzarro quanto gradevole con fanfare cavalleresche realizzate con il sintetizzatore e a creare in “The Battle” un’ambientazione medievale evocata dal suono arcaico di un clavicembalo e da una voce solista. L’anima caustica della band (“Lucretia MacEvil”) e alcuni brani rock dalle sonorità apparentemente familiari (“Fire and Rain”) vanno a completare alla perfezione il programma del terzo album dei Blood, Sweat & Tears, che decisero di intitolarlo semplicemente con il loro nome seguito dal numero tre, una mancanza di fantasia che comunque non impedì a questo disco di diventare uno degli album più significativi dei primi anni Settanta. JOHNNY WINTER JOHNNY WINTER

Johnny Winter, chitarra, armonica e voce SC-CS9826 (LP da 180 grammi)

I’m Yours And I’m Hers; Be Careful With A Fool; Dallas; Mean Mistreater; Leland Mississippi Blues; Good Morning Little Schoolgirl; When You Got A Good Friend; I’ll Drown In My Tears; Back Door Friend Quando una rivista specializzata definisce un musicista «il papa bianco della musica nera», è lecito sospettare che il recensore abbia voluto rendere omaggio a un bluesman ormai anziano. Questo non è però il nostro caso, visto che le recensioni della tournée compiuta nel 2011 da Johnny Winter sono lusinghiere come quelle che venivano pubblicate nei suoi anni d’oro. Se lo avesse voluto, Winter avrebbe potuto aggiudicarsi gli allori rock che vennero conferiti al giovane Eric Clapton e a Jimi Hendrix. Winter aveva però fatto sapere che per lui esisteva solo il blues, quello tanto vigoroso da evocare i dischi ruggenti di Howlin’ Wolf e di Muddy Waters, ma anche leggero e delicato da tratteggiare le ghirlande sonore straordinariamente raffinate che si possono notare in ogni battuta dei suoi brani. Winter sa mantenere una invidiabile compostezza anche quando i critici e il pubblico cercano di individuare nella sua musica un’eco delle sue vicen23

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Columns - GENNAIO 2012 de personali. Tutto inutile: come ha risposto di recente a una domanda di un giornalista che lo intervistava: «Quando suono il blues mi sento sempre al meglio». Questa affermazione può essere estesa agli oltre quarant’anni della sua carriera e viene dimostrata da tutti i brani del suo album d’esordio, che ci viene riproposto dalla Speakers Corner in una nuova imperdibile versione su LP da 180 grammi dalla qualità sonora semplicemente strepitosa.

AA.VV. STOCKFISCH RECORDS VINYL COLLECTION

Artisti vari

Werker, il pezzo eseguito dal virtuoso di chitarra Ralf Illenberger, autore negli anni Settanta di diverse registrazioni di altissimo livello pubblicate dalla Stockfisch e oggi residente negli Stati Uniti, e una bellissima canzone scelta dal terzo disco di Paul Stephenson, che verrà immesso sul mercato nel corso del 2012. Inoltre l’etichetta tedesca è orgogliosa di presentare un brano del tutto inedito di Chris Jones, lo straordinario chitarrista scomparso prematuramente nel 2005. Nel corso di una sessione di registrazione tenutasi nel 2001 Chris si trovò tra le mani una splendida chitarra, una Dreadnought costruita da Moritz C. Sattler (Manzanita), sulla quale improvvisò per ore. Per nostra fortuna, ai tecnici del suono della Stockfisch quell’evento non sfuggì.

- VOL. 2

SFLP8009 (LP da 180 grammi)

Katja Maria Werker: Tief im Innern Ewen Carruthers: That Train Ralf Illenberger: Frogs Paul O’Brien: He Can Dance McKinley Black: Westwinds Allan Taylor: Let the Music Flow Carl & Parissa: Into the Light Chris Jones: Improvisation David Munyon: Carolina Song Paul Stephenson: Now So Far È un fatto stupefacente e piacevole al tempo stesso che di fronte alle sterminate schiere di appassionati del download digitale e del formato MP3 si stia affermando una fetta di mercato - per giunta in continua crescita - di appassionati di musica che non vuole rinunciare per nessuna ragione al caro vecchio LP, un supporto che può vantare al suo attivo una gloriosa storia di oltre 60 anni. A questi intenditori la Stockfisch ha dedicato il secondo volume della sua prestigiosa Vinyl Collection, comprendente dieci brani eseguiti da alcuni degli artisti di maggiore spicco dell’etichetta tedesca. Il programma è stato compilato in modo da fornire da un lato un assaggio degli ultimi dischi pubblicati dalla Stockfisch e dall’altro un’intrigante anticipazione delle prossime uscite. In questo disco vengono presentati per la prima volta su LP uno dei brani registrati da Allan Taylor nel corso della celebre session con Porsche e Burmester, “That Train” di Ewen Carruthers - commosso omaggio alla memoria del grande cantautore inglese scomparso nel 2010 - e alcuni dei lavori più significativi dal malinconico cantante canadese di origine irlandese Paul O’Brien, del duo folk australiano Carl & Parissa e di Pretty Blue, l’ultimo album di David Munyon. Tuttavia le tracce più attese sono il brano tratto da Mitten im Sturm, primo disco realizzato per la Stockfisch da Katja Maria

LUCCA JAZZ DONNA Anno 2010 Vol. 1 C. Marciano, G. Quatro, Steveland G. Soscia & P. Jodice, Bluetime 4ET GS001 (LP 180 grammi)

Questa è la prima pubblicazione della nuova etichetta Girasuoni, che ha l’onore di presentare su vinile una selezione di performance live del festival lucchese ‘Lucca Jazz Donna’. Il progetto Lucca Jazz Donna 2010 propone una molteplicità di gruppi musicali che esaltano la ricchezza, la varietà, la complessità stilistica del linguaggio jazzistico. La scelta dei brani contenuti in questo disco propone una varietà di progetti musicali originali che uniscono magistralmente delicatezza e sensibilità femminili alla prorompente ed incontenibile energia musicale, testimoniando come le donne nel jazz possano essere autrici di pagine ineguagliabili di musica. La presenza di un numero considerevole di donne compositrici, arrangiatrici e strumentiste - ai fiati come al pianoforte, alla batteria come al contrabbasso sottolinea che musica, colorazione, ritmo, armonia ed emozioni dipendono esclusivamente dall’amore, dalla sensibilità, dalla passione, dalla capacità di creare la musica, di toccare il cuore delle persone e non dal genere. La stampa del disco è stata effettuato dalla tedesca Pallas e durante il transfer su lacca dal master analogico (registrato su un registratore a bobina Telefunken Magnetophon M15A su nastro da 1/4 di pollice a 38 cm/s) non è stata applicata alcuna compressione o taglio di frequenza.

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Columns - GENNAIO 2012

I più premiati I dischi del catalogo Sound and Music che hanno ricevuto i più prestigiosi premi nazionali e internazionali Premiati con 5 Stelle dalla rivista MUSICA DICEMBRE/GENNAIO 2011

CHOPIN: Studi op.10 e op.25 Maurizio Pollini TES1473

JANACEK: Quartetti NN. 1 & 2 Quartetto Manderlin AUD 92545

WEINBERG: Quartetti per archi Vol.5 KOECHLIN: Opere per organo CPO777566 Christian Schmitt CPO 777512

ERICA MORINI: Recital AUD95606

STENHAMMAR: Quartetti per archi Oslo String Quartet CPO777426

ROTA: Musica da camera R.Fabbriciani TC911801

SACCHETTI: Opere per organo Marco Limone TC941901

GRAMOPHONE Editor’s Choice DICEMBRE 2011

HAYDN: Quartetti per archi The London Haydn Quartet CDA67877

RAVEL: Integrale opere per violino e piano Ibragimova, Tiberghien CDA67820

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Columns - GENNAIO 2012

Categoria:

Etichetta dell’Anno 2011

Categoria: Una vita per la Musica Dame Janet Baker

Categoria: Musica da Camera DVORAK:Quartetti per archi Pavel Haas Quartet SU4038

Categoria: Concerto BARTOK: Concerti per piano Jean-Efflam Bavouzet CHANSA10610

Categoria: Storica MAHLER: Sinfonia N.10 (D.Cooke performing version) London Symphony Orchestra, Goldschmidt TES 1457

Categoria: Musica Vocale BRITTEN: Canzoni e Proverbi di W. Blake Gerald Finley, Julius Drake CDA67778

Disco dell’Anno 2011 DVORAK: Quartettiper archi Pavel Haas Quartet SU4038

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Columns - GENNAIO 2012

WIGMORE HALL LIVE LABEL OF THE YEAR THE 2011 GRAMOPHONE CLASSICAL MUSIC AWARDS

WHLive0046 (CD medio prezzo)

WHLive 0042/2 (2 CD medio prezzo)

OPERE VOCALI Matthew Polenzani, tenore Julius Drake, piano

WHLive0047 (CD medio prezzo)

BEETHOVEN - SCHUBERT

WHLive 0045 (CD medio prezzo)

WHLive0048 (CD medio prezzo)

L’etichetta inglese ha ricevuto il prestigioso Award “Etichetta dell’anno 2011” dalla più importante rivista musicale al mondo. 48 titoli tutti da ascoltare ad un prezzo veramente speciale

HANDEL

FRANZ SCHUBERT

BEETHOVEN

AMJAD ALI KHAN

IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO Early Opera Company Christian Curnyn

WINTERREISE C. Maltman, baritone G. Johnson, piano

SONATE PER VIOLINO VOL. 3 A. Ibragimova, violino C. Tiberghien, piano

RAGA CLASSICI INDIANI Amjad Ali Khan, sarod Satyajit Talwalkar, tabla

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Sound and Music Columns - GENNAIO 2012

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