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Settimanale del Comitato Regionale Fipav Anno 5 numero 37 del 20 novembre 2013

Direttore Responsabile Roberto Esse Aut. Trib. Napoli n.29 del 30 marzo 2011

FIPAV

Ariano Irpino, in questa società la grande qualità è sempre di casa a pagina 6

SERIE B2

Exton Aversa al comando La F.Torrese batte la Megaride a pagina 8

LA STORIA

Dalle origini ai giorni nostri... la storia di una pioniera sottorete

Granese, la giovane veterana del Montella a pagina 14

VV.FF. Padula, la culla del volley


ANNO 5 Ariano Irpino, la qualità è di casa

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L’attenzione profusa nel settore giovanile ha portato la società irpina a conseguire il marchio d’argento

Padula, la culla della pallavolo

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La squadra fondata dai Vigili del Fuoco raccontata dalle origini ai giorni nostri

Cuomo, l’uomo del fischietto Tutti i segreti per diventare un buon arbitro Le osservazioni di Gennaro Bonetti

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Exton Aversa al comando Stop a Rota e Megaride

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Elisa Volley, arriva lo stop Sconfitti uomini e donne

Nunzio Giuliano, il ritorno 12 dell’attore campano sul set

14 Irene Granese si racconta: Crescere con il Montella Settimanale del Comitato Regionale Fipav DIRETTORE RESPONSABILE Roberto Esse

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Nicola Alfano, Concetta Anacleria Sante Cossentino, Antonella Manfellotto Daniele Naddei, Stefano Telese PROGETTO GRAFICO

Aut. Trib Napoli numero 29 30 marzo 2011

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n. 37


@FipavCampania

Fipav @Fipav Campania Chiusura uffici comitato Si comunica che a partire dalla data odierna gli Uffici del CR Campania saranno chiusi al pubblico nei seguenti giorni: Lunedì eGiovedì mattina; Mercoledi pomeriggio

Fipav @Fipav Campania Commissione Tesseramento Atleti Nella sezione CTA - Comunicati sono disponibili i dispositivi e le sentenze relativi alle udienze tenutesi presso la Sala riunioni Fipav CR Campania in data 16/11/2013.

Fipav @Fipav Campania Campionato Master 2013-2014 Su www.fipavcampania.it sono stati pubblicati il regolamento e l’indizione del Campionato Master per la stagione sportiva 2013-2014. Una nuova sfida lanciata dal Comitato Regionale della FIPAV Campania che sicuramente riscuoterà un enorme successo.

Fipav @Fipav Roma Concorso: Kinder + Sport +1 Click 40000 Euro IN PALIO PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE Nell’era dei social network, Kinder+Sport sostiene lo sport giovanile attraverso una grande iniziativa digitale, utilizzando 1ClickDonation: innovativa piattaforma online di clickraising. Il meccanismo è molto semplice: gli utenti donano un click alle Associazioni sportive iscritte. Le 5 Associazioni più cliccate ricevono da Kinder+Sport una donazione per un valore complessivo di 40.000 euro. Scopri come partecipare, consulta l’inziativa Kinder+Sport al fianco delle Federazioni Sportive Italiane; il termine del concorso è fissato al giorno 8 dicembre 2013.

Fipav @Fipav Napoli Comunicato Ufficiale n. 2 Sul sito www.fipavnapoli.it è stato pubblicato il primo Comunicato Ufficiale della stagione sportiva 2013/2014 a firma del Giudice Unico Provinciale, l’Avv. Filomena Mautone.

Martedì 21.30 Tv Luna 2 Martedì 22.30 Lunasport Mercoledì 20.30 Tv Luna Giovedì 11.30 Lunasport Venerdì 7.30 Lunasport Venerdì 22 Lunasport Venerdì 22.30 Luna2 12

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Fipav Campania

Paolo Cuomo

L’uomo Il trenta novembre al centro federale di Ponticelli ci sarà la prima lezione del nuovo corso per diventare arbitri di Antonella Manfellotto

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aolo Cuomo, un uomo, un arbitro, un punto di riferimento. A volte, sono gli incontri casuali a rendere speciale la vita e la carriera, è quello che è accaduto al Commissario Regionale degli Ufficiali di gara, Paolo Cuomo, appunto: “Mi sono avvicinato a questo mondo nella maniera più fortuita. Era il 1976, in vacanza a Baia Domizia, molti erano i campi di beachvolley sulla spiaggia. Un giorno mi hanno chiesto di arbitrare una partita e da allora non ho più lasciato. A settembre, tornato a Napoli, cercai subito il comitato provinciale per iscrivermi ai corsi”. E si sa, tutti i frutti sbocciati sotto il sole sono quelli che meglio crescono e la carriera di Paolo,

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è stata, ed è ancora, in continua crescita; a 22 anni arbitro regionale a 33 la prima in serie A: “Sono rimasto nella massima serie per 16 anni, ho deciso di lasciare il campo, per scelte personali a 48 anni ma non ho mai abbandonato questo mondo”. Infatti, Paolo Cuomo, dopo anni di lavoro in prima linea è diventato delegato tecnico per la serie A (responsabile assetto campi di gara) e, attualmente, è uno dei 24 osservatori nazionali che operano in tutto il paese. Ogni partita ha il suo valore specifico, non vale solo per i giocatori ma anche per un arbitro che, durante l’arco della sua carriera vive un match ogni volta in maniera diversa. Lo sa bene il nostro Paolo: “In genere si ricorda sempre la par-


Fipav Campania Il difficile ruolo dell’Osservatore

Gennaro Bonetti: Classe elevata

col fischietto tita peggiore, quella in cui si pensa che, magari, formazione della scuola arbitri, il Commissario si poteva fare di più, ma, la partita che porto continua: “Il 30 Novembre prossimo, al Centro nel cuore da arbitro è stata sicuramente l’ultima. Federale di Ponticelli, ci sarà la prima lezione Gara 5, spareggio playoff per l’ A1 femminile, della nuova stagione per la scuola degli arbitri. era l’ultima, lo sapevo e lo vivevo, non la dimen- Un aggiornamento -continua a raccontare senza ticherò mai”. sosta Paolo Cuomo- per il settore tecnico che Un arbitro prima di comportarsi, possi prenderà cura di 30 prescelti al di sotto sibilmente come una macchina, è dei 24 anni, perché a differenza di alsoprattutto un uomo ma, quali tri mondi, l’arbitro fa carriera da “La sono le tangenti che incidono giovane. Non tutti sanno che, prima regola sulla crescita di un buon arbiinfatti, se si vuole diventare è quella tro? Paolo ci ha risposto così: arbitro internazionale lo si di amare “Il primo requisito fondadeve fare entro il compimendal profondo mentale per far carriera e per to del quarantesimo anno di crescere bene in quest’ambito, età”. la pallavolo” è l’amore per la pallavolo. Senza Si dice che gli arbitri campani l’amore per questo sport non si va siano più bravi, chi legge potrebbe da nessuna parte. In seguito, è necesstorcere il naso, invece: “Il livello mesario il sacrificio per questa passione, la volon- dio della classe arbitrale regionale è alto. L’arbità di aggiornarsi continuamente, l’allenamento tro del sud Italia ha quel quid in più riconosciuto costante e, perché no, un pizzico di fortuna. ovunque, il motivo è semplice, arbitrare in CamArbitrare la partita giusta al momento giusto è pania, Sicilia o Puglia non è come arbitrare al fondamentale”. A proposito di aggiornamenti e nord, è importante avere più carisma”.

Dall’uomo con il fischietto all’osservatore ne passa di acqua sotto i ponti ma non tutti lo sanno. Arbitri e osservatori, due categorie affini ma profondamente differenti per mansioni e regole e, spesso, si cade nell’errore di pensare che chi è stato arbitro diventi, un giorno, obbligatoriamente osservatore, non è così. Gennaro Bonetti, Responsabile Osservatori Regionali fa luce sull’argomento: “Il mio è un ruolo particolare, in genere non se ne fa pubblicità. L’osservatore è colui che cura la formazione di un arbitro, che ne giudica l’operato e si preoccupa di migliorare giorno per giorno le sue azioni e competenze”. Un punto di riferimento, insomma, per gli arbitri in erba e non solo, che, volta per volta, a fine gara, avranno la possibilità di confrontarsi e, perché no, di “redimersi”. Una volta chiarito il ruolo e le competenze di un osservatore, Gennaro ha raccontato come è diventato osservatore: “Ho fatto la radiocronaca per la ComCavi Napoli, nel 94’ mi sono avvicinato al comitato regionale in quanto uomo di fiducia, sono stato segretario e coordinatore della commissione cooperativa giudicante, nel 2000 sono diventato osservatore nazionale - continua Bonetti - adesso, faccio parte della ristretta cerchia dei nove Supervisor operanti sul territorio nazionale”. Ogni Supervisor ha i suoi segreti: “E’ un ruolo difficile il nostro, carico di responsabilità, spesso la nostra presenza sui campi di gara non è portatrice di buone notizie. Siamo dei controllori che si preoccupano dell’operato degli osservatori, se un osservatore non fa il suo dovere, di conseguenza, l’arbitro non crescerà nel modo giusto. Per fare un paragone che rende l’idea, si pensi all’allievo con il maestro e all’ispettore scolastico. L’allievo è l’arbitro, l’osservatore è il maestro, il riferimento, nell’ispettore è identificabile il Supervisor”. Una considerazione oggettiva che spinge a porsi una domanda sul livello medio della classe arbitrale campana, il Responsabile degli osservatori ha risposto così: “Il livello medio è alto, la classe arbitrale campana ha buone chance per diventare la migliore d’ Italia”. Parola di Supervisor.

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Qualità campane

Gsa Ariano Irpino Dove la qualità è d L’avamposto di frontiera del volley campano ha spiccato il volo: l’attenzione profusa nel potenziamento del settore giovanile ha portato al conseguimento del Marchio di Qualità d’Argento di Nicola Alfano (@Nicalf1985)

V Il logo della Gsa Ariano Irpino

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ivere lontano da tutto e tutti non è cosa semplice. Trovarsi distante anni luce dai centri socio-economico-culturali della propria regione non deve essere affatto uno scherzo. Essere costretti a compiere trasferte di 100 km ogni settimana è “una mazzata” che fermerebbe anche il più temerario e coraggioso uomo di sport. Vero, anzi sacrosanto, a patto che tu non abiti ad Ariano Irpino ed appartenga alla famiglia Filomena. I nostri eroi hanno infatti deciso di trasformare il lontano centro irpino, molto più vicino alla Puglia che al resto della Campania, in un polo di grande eccellenza

pallavolostica campana. “Lavoriamo duro per realizzare un piccolo grande sogno - ammette Giulio Filomena, padre e direttore generale della Gsa Ariano Irpino - crediamo nei nostri giovani e soprattutto amiamo la pallavolo in maniera totalizzante. La Gsa è la nostra famiglia che stiamo provando a traghettare verso un futuro radioso”. 180 tesserati, 7 campionati, la meticolosa cura sia di settore maschile che femminile, talenti prossimi alla consacrazione deficinitiva e, dulcis in fundo, il Marchio di Qualità d’Argento per l’attività giovanile, ricevuto di recente dal centro studi federale. “Passare da Scuola Federale a Marchio di Qualità d’Argento ci riempie di gioia e orgoglio - ha


Gsa Ariano Irpino sacrarsi anche a livello nazionale. Per quanto riguarda la Modestino, si tratta di un talento che ha attirato qualche tempo fa l’attenzione dell’attuale ct della nazionale, Mencarelli che ha sempre speso belle parole sulla ragazza che adesso però deve lavorare sodo per compiere l’ultimo step di crescita”. Ultima, delicatissima fase, per chissà, un giorno spiccare il volo verso ... “È ancora presto per pensare a questo, deve migliorare e lavorare ancora tanto. Lei così come il resto delle selezioni che a mio avviso hanno grande potenziale. Inoltre ci tengo a sottolineare che, nonostante la presenza di ragazze e ragazzi di evidente talento, non abbiamo mai diviso i gruppi o creato gerarchie. Prima ancora di crescere giocatori e giocatrici, il nostro obiettivo è quello di far maturare uomini e donne capaci di stare con gli altri in maniera corretta e sportiva”. Educare e lavorare, ecco la missione della Gsa Ariano Irpino, il piccolo grande avamposto campano del volley.

Dalila Modestino, il talento under 16 irpino

Struttura all’avanguardia: 2500 posti a sedere e ogni comfort

Il Palasport dei sogni... da realizzare In Irpinia una rara gemma campana

di casa ammesso Giulio Filomena - ma allo stesso tempo ci spinge a dare ancora qualcosa in più per provare a fare meglio e soprattutto valorizzare il duro lavoro di tutto il team tecnico-dirigenziale. Adesso dobbiamo ambire al Marchio d’Oro perché solo puntando al massimo e sognando potremo portare in alto il nome della nostra società”. Marchio d’oro che passa attraverso la consacrazione di talenti quali Dalila Modestino, classe ‘98 già convocata nella nazionale prejuniores da Mencaralli, e Marco Cefariello, interessante centrale mancino classe ‘98 capitano della selezione regionale campana: “C’è dell’ottimo talento nel nostro settore giovanile e questo è il frutto del meticoloso lavoro svolto dai nostri tecnici qualificati - ha ricordato il direttore della scuola di pallavolo della Gsa Ariano Irpino, Giulio Filomena - Dalila e Marco (ndr) sono due eccellenze che speriamo possano di qui a breve, con-

Realtà di frontiere, come già detto, ma anche forse, l’unica a poter contare su una struttura all’avanguardia. Il PalaSport di Ariano Irpino, rappresenta infatti un’autentica e purtroppo rara gemma architettonica e gestionale offerta dal desolante panorama pallavolistico campano. 2500 posti a sedere, 4 spogliatoio attrezzati, sala stampa, sala conferenza, zona stampa, skybox con l’apparecchiatura audio-video, palestrina ricavata sotto gli spalti utilizzata per minivolley e minibasket e una sala pesi da far invidia alla migliori palestre di città. Questo è il grande patrimonio strutturale in dote al piccolo centro irpino che meriterebbe quantomeno una serie nazionale: “È esattamente quello che dicono tutti gli addetti ai lavori che mettono piede in questa struttura - ha ironizzato Giulio Filomena - ma le serie nazionali devono essere onorate solo quando c’è la reale possibilità economica ed organizzativa. Il nostro intento è quello di tornare in serie B, ma non dobbiamo perderci in voli pindarici o in mosse avventate, perché sappiamo bene quali dovranno essere i programmi societari per provare a tornare in ambito nazionale”.

Una veduta dall’alto del PalaSport di Ariano Irpino, una piccola e purtroppo rara gemma campana

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Serie B2

Exton Aversa in vetta Cade Gioia del Colle di Pippo Conti

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ntusiasmo ad Aversa. I normanni sbancano il campo del Gioia Del Colle e si attestano in testa alla clas-

sifica. Un match giocato con grande intensità da due squadre che volevano fortemente conquistare l’intera posta in palio. Ad aggiudicarsela l’Exton Volleyball Aversa con un perentorio successo 3-1 (20-25; 18-25; 25-23; 24-26) che porta, a cinque giornate dall’inizio del girone G del campionato di serie B2 maschile, la squadra di coach Nappa a confermare il primato in classifica con quattordici punti, allungando di una lunghezza sul Caseificio Nucci di Agnone, secondo in classifica, che sarà avversario dei normanni domenica prossima al PalaJacazzi. Entusiasta il presidente Sergio Di Meo: «Sapevamo che il Gioia Del Colle ci avrebbe dato filo da torcere – dice – ed infatti così è stato. Abbiamo trovato una delle squadre migliori del girone G di serie B2 e sono certo che tante altre avranno difficoltà a superarla tra le mura amiche. La nostra è stata una vera e propria dimostrazione di forza che ci soddisfa pienamente ma che ci fa sempre restare con i piedi per terra, consapevoli che domenica prossima al PalaJa-

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Nel campionato femminile successo della Fiamma Torrese sulla Megaride cadono Rota e Nola Città dei Gigli cazzi ci sarà un’altra battaglia da vincere». «Colgo l’occasione – conclude il massimo dirigente normanno – per ringraziare pubblicamente la società Gioia del Colle per la splendida accoglienza riservataci, per la disponibilità e la professionalità dimostrate che saremo lieti di ricambiare quando sarà nostra ospite al ritorno». L’altra campana, l’Ottaviano, raggiunge quota sei punti grazie al successo interno sul Castellana. Nel femminile seconda disfatta consecutiva per la Megaride Volley Napoli che esce sconfitta dalla Palestra Liceo B. Croce per 3 a 2 ad opera della Fiamma Torrese. Come nel match contro l’Europea ‘92 Isernia, le ragazze di mister Loparco si sono fatte recuperare dopo aver vinto il set iniziale riuscendo comunque a portare a casa un punto per muovere la classifica. la palleggiatrice Lorena Coppola ha analizzato così il momento negativo della propria squadra: “Purtroppo questo che stiamo vivendo non è un periodo positi-

vo. In alcuni momenti giochiamo bene, in altri male e non ci spieghiamo il perché. Commettiamo troppi errori e questo sta risultando decisivo nei momenti importanti delle gare. Nonostante stiamo lavorando per eliminare definitivamente questi problemi, sino ad ora non ci siamo riuscite, ma continueremo a lavorare bene per risolvere queste pecche che abbiamo. I black-out? Noi partiamo forte e non capisco perché subiamo questi momenti negativi dove tutto ci va storto. Gli errori li paghiamo a caro prezzo e dobbiamo assolutamente capire a cosa è dovuto. Brindisi? Ci pensiamo lavorando come al solito, cercando e sperando di riuscire a portare a casa punti importanti. Ora - continua l’atleta partenopea - a prescindere dal gioco ci serve una vittoria per ritrovare il morale giusto. Studieremo al meglio gli avversari e ci impegneremo al massimo per evitare questi black-out.” Sofferta vittoria dell’Orakom che vince in cinque set sul Cutrofiano mentre cadono Rota Volley e Nola Città dei Gigli.


Serie C

Elisa Volley, arriva lo stop Il team del presidente Menna si arrende in cinque set al sestetto del Cafè Normanni

Le ragazze di Pomigliano d’Arco

di Paola Russo

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confitta interna per l’Elisa Volley di Pomigliano d’arco alle prese con il ben attrezzato Cafè Normanni. La compagine femminile ha mostrato ancora una volta di saper tenere testa alle formazioni più quotate, oscurandone – in alcune fasi di gioco – la bravura. Lo starting six composto da Pesarino, Coppola, Tramparulo, Minichino, Autiero e Lanzetta è insolito per le abitudini di mister Leone, ma si rivela essere una formazione incisiva e caparbia. La grande intesa tra i vari fondamentali ha costretto le avversarie a guardare il tabellone punti scorrere rapidamente a proprio sfavore. Forte della facile vittoria coach Leone ha riconfermato la formazione al secondo set. Questa volta, però, vuoi la stanchezza, vuoi le contromisure delle ospiti, il risultato è stato invertito, a dispetto di qualche contestazione ai giudici di gara da parte di atlete e panchina opposta. Il terzo set ha seguito la scia del precedente quanto a punteggio; neppure i cambi del coach – Pesarino con Ferraioli, Grimaldi con Autiero e Paparo con Lanzetta – che pure hanno recuperato qualche punto, sono serviti a riequilibrare le forze. Lo sforzo è, comunque, servito nel set successivo perché quella stesso sestetto uscito dal terzo set è stato, poi, determinante per la vittoria del quarto (e ancora una volta con una differenza punti disarmante). Infine nel tie break «i valori tattici delle due squadre si sono livellati - riferisce Leone dispiaciuto per il finale di partita – e sono venute fuori da parte avversaria fisicità e tecnica che in quel momento erano superiori alle nostre. Nel quarto set le ragazze hanno dato il massimo e forse per questo sono cadute fisicamente nel quinto. Questo, però, conclude positivo il ct biancoazzurro – era quello che volevo vedere: una squadra che pur giocando per la prima volta in serie C ed essendo tecnicamente inferiore alle altre, riesce a stare mentalmente e tatticamente in partita».

Il Pomigliano affonda Marcianise si impone

L’Elisa Volley in campo di Ignazio Fideleff

Vittoria in cinque set del Marcianise che supera soffrendo l’Elisa Pomigliano d’Arco. Sofferto match per la squadra maschile di capitan Del Mastro entrata in partita solo al terzo set, recuperando così una partita che sembrava ormai persa. Molti gli errori dei biancoazzurri nei primi due tempi che mister Guerra attribuisce ad una forma mentis non ancora ottimale per affrontare la massima categoria regionale: «ho spiegato molte volte ai ragazzi – dice il mister – che occorre partire con una mentalità aggressiva sin dal primo minuto e soprattutto nei vari fondamentali». Una buona battuta a partire dal terzo tempo e di conseguenza un agio maggiore nella correlazione muro-difesa hanno creato un effetto domino positivo che ha fatto salire

il morale ed il livello tecnico della squadra. «È una squadra umorale perché ancora giovane – ripete l’allenatore della formazione dell’Elisa Volley Pomigliano d’Arco Guerra – che nonostante tutto l’impegno ancora non riesce a compiere quello scatto necessario a vincere un incontro». Il suo bilancio è, comunque, positivo al termine di questi primi quattro appuntamenti della stagione agonistica in corso: «A parte la partita di Salerno, contro il quale abbiamo perso 3-0, negli altri incontri siamo arrivati sempre al tie break. Il problema reale è proprio la mancanza di agonismo e la giusta preparazione mentale a questa categoria che ci fanno accontentare della vittoria di soli due set, ma stiamo lavorando anche su questo».

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Fipav Campania

Volley Padula la culla della pallavolo Dalla fondazione nel 1959 ai successi giovanili, la storia della squadra che era dei Vigili del Fuoco Raimo al presente: “Orgogliosi dei nostri ragazzi”

di Daniele Naddei

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a storia del Padula, uno dei gruppi sportivi di maggiore militanza nel volley, nasce nel lontano 1959 quando un gruppo di vigili del fuoco, animati dalla passione per lo sport, poggiarono i primi mattoncini per costruire uno dei castelli di sogni più belli della pallavolo campana. Nasce così una delle realtà più antiche e sorprendenti dello sport napoletano, una pietra miliare nella coscienza del volley. Nei suoi 54 anni di storia Padula ha arricchito la propria bacheca di importantissimi trofei e traguardi: “Tra i tanti successi siamo orgogliosi di ricordare i tanti anni di permanenza in campionati nazionali e numerosi titoli giovanili di cui siamo ancora più fieri ed è motivo di grande orgoglio l’essere stato un serbatoio per le rappresentative della nostra regione”. A parlare è Nunzia Raimo, adesso allenatrice e dirigente del Padula Volley, ed una delle giocatrici simbolo ai tempi delle grandi imprese. “Segni indelebili – continua Nunzia Raimo - in questa società hanno lasciato personaggi come i compianti Vittorio Cimmino e Ivan Meriggioli, che hanno fatto letteralmente la storia. La favola più bella e triste – racconta – comincia verso la fine degli anni ’90. Un gruppo di ragazze in soli 2 anni raggiungeva una fantastica promozione in serie C1. Un ricordo bellissimo che mi porterò sempre dentro, prima che un incidente burocratico spezzasse l’incantesimo e causasse la chiusura della palestra e il fallimento del gruppo sportivo per 2 anni con conseguente perdita dei titoli e ovviamente degli atleti”. Neanche questo è riuscito però a fermare il Padula che negli anni

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zero si rialza per provare a tornare protagonista: ”La voglia di ricominciare – ricorda Nunzia Raimo - era così forte che nemmeno la burocrazia poté fermare la nostra passione e nel 2000 abbiamo riscritto il nostro nome negli albi federali vincendo un titolo provinciale di U14 maschile, con un gruppo di ragazzini che poi si laureò campione regionale U18 nel 2006 andando, poi, ad affrontare la fase nazionale”. Di pari passo alle vittorie con le giovanili pian piano inizia la risalita dagli inferi: dalla 2°divisione il Padula torna in serie C maschile, campionato in cui tuttora è impegnato, con buoni risultati tanto da vantare negli ultimi anni un playoff promozione per la serie B2. Nel palmares degli ultimi anni è doveroso aggiungere la vittoria del gruppo femminile del campionato CSI( provinciale, regionale e interregionale, ndr), arrivando ad un passo dalle finali nazionali sfumate per mancanza di fondi. “La vittoria più bella che ricordo è, ovviamente, quella finale U18 vinta dopo più di 2 ore di gioco con un 16-14 al tiebreak contro il Meta di Sorrento – commenta la Raimo -. E’ stata la vittoria che ho sentito più mia, perché è la ciliegina sulla torta di una pianificazione iniziata 6 anni addietro”. Il Padula è proiettato nel futuro: “Adesso il Padula è una società che fa sport pulito e sincero – questa la definizione di Nunzia Raimo-. Nonostante non registriamo i numeri di qualche anno fa continuiamo a fare campionati di serie e di categoria”. Altro perno fondamentale della società è Ciro Balestra che la stessa Raimo definisce: ”Un tuttofare, senza il cui lavoro il Padula non esisterebbe”. Giù il cappello dinnanzi a questo Padula.

Le La scheda

PADULA VOLLEY: La storia del Padula Volley comincia nel 1959, anno della fondazione da parte di un gruppo di vigili del fuoco. La società festeggia il suo cinquantesimo anno di vita nel 2009 ed è la società più antica nel panorama pallavolistico del Mezzogiorno. La società è attualmente impegnata nel campionato di serie C, nonostante le grandi difficoltà economiche e l’infelice questione del palazzetto che venne espropriato anni fa. PALMARES: 1 titolo provinciale U14 maschile (2000), 1 campionato regionale U18 maschile(2006), tanti anni di permanenza in campionati nazionali tra cui anche l’esperienza in serie B2. e tantissimi altri titoli e riconoscimenti per il settore giovanile.


Fipav Campania

e antiche radici

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Spettacolo

Da Pontecagnano...

il rito L’attore campano, rivelazione delle ultime serie de “I Cesaroni” racconta la sua nuova avventura sul set de “L’onore e Rispetto” di Stefano Telese (@Massmediagency)

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iovane artista, nato a Pontecagnano in provincia di Salerno, è stato conosciuto dal grande pubblico per aver interpretato il ruolo di “Budino” nella fortunatissima e conosciuta serie TV “I Cesaroni”. “E’ stata un’ esperienza importante per me. È stata una grande fortuna per me lavorare con personaggi così conosciuti e così pratici del mestiere”. Sei campano, e come non potevi non essere affascinato dai grandissimi Antonio De Curtis, in arte “Totò” e Eduardo De Filippo. “Infatti! Sono per me dei veri e propri miti. La mia passione per lo spettacolo e per

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tutto ciò che è recitazione nasce proprio dall’aver visto le loro rappresentazioni. I film di Totò e le rappresentazioni di De Filippo sono un master da seguire per me”. La voglia e la caparbietà di voler riuscire in questo mestiere a volte nasce anche un pò per caso. “Si, è questa è la fotografia dei miei inizi di carriera. Il mio è stato un percorso casuale, anche se a dire il vero mi ha sempre affascinato il mondo della recitazione”. Così giovane eppure così critico con se stesso. “Credo che, per chi come me ama e vuole riuscire in questo mondo, è fondamentale essere critici con se stessi. La critica quando è costruttiva è importante e non può


Gaia Scodellaro

orno di Nunzio che fare bene. Infatti, non ho mai rice- piacerà al pubblico. Io interpreto Peppe vuto critiche che mi hanno fatto soffrire, Salice, l’ultimo figlio della famiglia, un raproprio perché credo che una critica ben gazzo grassottello e l’unico tra i figli mafatta possa solo rafforzarti e farti cresce- schi ad avere un briciolo di umanità”. A re”. Come vivi il rapporto con i tuoi fan questa età è importante riuscire a coniued il fatto che il più delle volte siano gare lavoro, scuola e tempo libero. tuoi coetani. “Ho uno splendi“Io amo passare il tempo libedo rapporto con tutti loro. “Non ro leggendo e frequentando Faccio sempre in modo posso raccontare i miei amici, attualmente di essere a completa dimolto. Sarò Giuseppe non sono impegnato nelsposizione. In questo Salice, ultimo figlio della lo sport anche se mi piaha giovato molto l’utifamiglia ed unico ad avere cerebbe molto”. Quindi lizzo dei social network, un briciolo di umanità. E’ tanto cinema e tanti libri mondo che inizialmente stata una gran bella nel tuo tempo libero. “Asnon mi affascinava, perché esperenza” solutamente si. Ad esemmi ha permesso di rimanere pio, amo il libro “L’ultima a stretto contatto con molti di Legione” di Valerio Massimo loro”. Dopo lo straordinario successo Manfredi, ed invece, non smetterò mai ne “I Cesaroni”, una nuova avventura. di guardare “La banda degli onesti” del “Si, sarò nella nuova serie de “Onore e mitico Totò”. Sogni nel cassetto? “Tanti. Rispetto”, e anche se non posso svelare Per adesso mi concentro sulle nuove rimolto di ciò che accadrà sono sicuro che prese, poi il resto…si vedrà col tempo”.

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Il personaggio

Irene Granese: Il Montella nel mio cuore di Concetta Anacleria

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eterana a soli 22 anni, “è un paradosso, della squadra sono la più piccola d’età ma la più vecchia di possesso cartellino, mi onora essere il capitano, dalla serie C alla serie B1 a soli 18- 20 anni”- ma non si può definire diversamente Irene Granese nata e cresciuta nell’Acca Montella, dove ha iniziato a 6 anni quando la squadra si chiamava Csi Nettuno Montella e la presidentessa era Morvillo, anzi proprio l’incontro fortuito con lei, ha permesso alla piccola Irene di scegliere la pallavolo e non la danza che magari la mamma avrebbe preferito. La pallavolo di vertice non risolve i problemi di Montella: “E’ triste che non disponiamo di una struttura nel nostro paese, ma non c’è fiducia verso questo sport, nonostante i tanti progressi fatti, i salti di categoria, gli indotti portati, sembra che niente di tutto questo smuova una situazione stagnante, pensare che la società aveva chiesto di ristrutturare la palestra del liceo, – racconta Irene – ma una serie di problematiche che non saprei definire se non burocratiche non l’ha reso possibile e così ci alleniamo e giochiamo a Cassano che dista pochi minuti di auto, è un peccato, è un’opportunità persa. Non si comprende che il sostegno territoriale è fondamentale perché la realtà continui a restare viva; è vero abbiamo l’Acca come sponsor, ma non altri aiuti farebbero comodo, è quello che la nostra presidentessa Alba Buccella ha più volte ricordato, ma la risposta territoriale è alquanto sterile.” Irene parla da persona molto più matura degli anni che ha, il suo interesse a problematiche sociali, perché si realizzi qualcosa per i giovani la vede scendere in campo in prima persona con un forum per dare voce alle esigenze giovanili, scendere in campo è una sua caratteristica, lo fa anche con le giovanili, dove quando può, va ad allenarsi con loro, perché l’esempio è importante, traspare una grande passione che ha riversato nella pallavolo, ma è il motore di tutte le attività che fa. “Oltre il volley studio scienza della formazione sportiva e motoria con indirizzo riabilitazione

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e assistenza ai disabili, in particolare l’aiuto ai bambini autistici è il mio sogno da realizzare, creare un centro sportivo, dove anche a loro sia data la possibilità di vivere lo sport in modo completo”. Raccontando i suoi inizi, dal minivolley alla serie B1, Irene sottolinea:“In un contesto che offre poco ai giovani e dove è facile perdersi, la pallavolo per me è stato il luogo dove esprimermi e l’ho fatto per tanti anni accompagnata fortunatamente dalle mie compagne coetanee, credo che sia stata una grande fortuna essere un gruppo di ragazze che condividano le esperienze del campo e di fuori il campo, in un periodo delicato come l’adolescenza, la pallavolo ci ha fortificato, noi avevamo un obiettivo comune, la pallavolo era la nostra priorità anche rispetto a gite o feste, un gruppo che la pensava così, che ci credeva, ha ottenuto buoni risultati proprio grazie a questo grande attaccamento”. “Il mio percorso nelle giovanili, dove ho avuto Erminia Capone come prima allenatrice, mi ha permesso di far parte della selezione regionale (unica della provincia di Avellino) al trofeo delle regioni di Norcia nel 2006 dove ci siamo classificate seste, poi tutto il percorso dalla prima divisione con lo scomparso Giancarlo Imbimbo allenatore, fino alla serie C con Alberto Matarazzo, tutt’ora allenatore della serie B1”. La storia continua: “Nel tempo il gruppo si è modificato, ognuno ha fatto le sue scelte, sono arrivate nuove giocatrici da fuori; all’inizio non è stato facile accettare delle “estranee”, fa parte del processo di crescita personale e di squadra e il salto di qualità e di categoria si fa proprio quando si ha la maturità di far integrare tutti. Il campionato in corso ci ha regalato inizialmente belle soddisfazioni, prima il passaggio in Coppa Italia, poi la vittoria alla prima di campionato, questi risultati ci hanno un po’ appagato, tre sconfitte di seguito, ci hanno fatto ritornare con i piedi per terra e nell’ultima di campionato abbiamo battuto Casal de Pazzi, ritrovando la via della vittoria, che speriamo di non smarrire.”

La La scheda IRENE GRANESE Data di nascita : 8/7/1991 - Inizio 1997 c.a.s - 2003\2004 selezioni provinciali. - (2004/2005) campionesse regionali under15 -2005/2006 selezione regionale Cqr. -2007 Under16 prime classificate alle provinciali. Parte della rosa di prima divisione -2007 finale nazionale Csi (U6) 8° clasiificate a Lignano Sabbiadoro (Ud) - 2008 Vittoria Mediterraneo cup e premio di miglior giocatrice del torneo. - 2008\2009 prima divisione - 2009\2010 serie D - 2010\2011 serie C - 2011\2013 serie B2 - 2013\2014 serie B1 (Foto fornite da Irene Granese)


Il personaggio

a giovane veterana

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Campania Sottorete n.37  
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