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IMMAGINI RIFLESSE PALERMO E LA SUA PROTETTRICE

SOPHIE T. RAUCH PALERMO , LUGLIO 2014


SANTA ROSALIA S OP H I E T. R A U C H


SANTA ROSALIA E PALERMO : UNO SPECCHIO , UN MOSAICO. Santa Rosalia e’ « lo specchio» dei palermitani...Guardiamo lei, parliamo di lei : in realtà guardiamo noi e parliamo di noi stessi. Sophie Rauch - dal lontano Quebec - visitando Palermo, con grande sensibilità culturale e artistica , ha colto il rapporto della Città con la Santa e ha raffigurato Santa Rosalia come un mosaico , tessera e specchio del mosaico Palermo. E così, anche le altre opere raffigurano - come tanti singoli mosaici - alcune tessere importanti del grande mosaico Palermo. Tessere importanti tutte le altre, certamente, ma Rosalia è al tempo stesso mosaico, tessera e specchio di Palermo. Evviva Palermo e Santa Rosalia ! Leoluca Orlando Sindaco di Palermo

Saint Rosalia and Palermo: a mirror, a mosaic . Saint Rosalia is the mirror of the Palermitans; we look at her, we talk about her. But in reality it is ourselves we look at and also ourselves we talk about. From a far away Quebec, Sophie Rauch, with her great artistic and cultural sensibility, has understood the relation between the city and the Saint and has chosen to represent her like a mosaic, not unlike the tesserae and mirror of the mosaic that is Palermo. And so, the other paintings represent individually, other unique parts of this great mosaic . For all their importance, it is however Rosalia who embodies all at once the mosaic, tesserae and mirror of Palermo. Long live Palermo and the spirit of Saint Rosalia! Leoluca Orlando Mayor of Palermo


ICONE in cui la bellezza non è l’oggetto, ma il fine. Genny Di Bert

Il 15 luglio si svolge la Festa di Santa Rosalia a Palermo e non a caso (?) 15 sono le opere che Sophie Rauch ha realizzato, progettando una installazione di “opereinquadrature” di un film virtuale. L’artista racconta, infatti, la storia della Santa Rosalia a tappe, intessendo trame di vita, suscitando curiosità estetiche ed istinti di culto e venerazione. Sono icone contemporanee, che riportano alla memoria lontane pitture greco-ortodosse realizzate su legno. Sono particolari citazioni, intese come “sguardo ed appropriazione”, operati dall’artista su forme storicizzate, giunte o che giungono a noi già codificate come opere d’arte. Sophie Rauch regista di un’arte sacra rivisitata. Ogni opera-finestra della Rauch è un “filo rosso” che si snoda tra avanguardia e neoavanguardia, arte concettuale e minimale, fino all’attualità, per poi condurci nella metafora del “senza tempo”. Così i lavori dell’artista sono singolare espressione dell’arte d’oggi, in cui le creazioni superano il concetto iniziale, volutamente non espresso in modo esplicito perché esiste un sapere post pop e post minimal. Sono espressioni di una conoscenza che si esprime nell’opera stessa, nella sua materia. Dal concetto all’effimero. Un’arte “sovraconcettuale”. Le immagini interagiscono con scritte-titoli, narrazioni mediante le quali la percezione visiva viene modificata e nella mente si “cristallizzano” ritratti. L’arte di Sophie è un guardare ed un guardarsi, perché ogni opera soggiace, per sua stessa natura, al principio della metamorfosi. Tra tutte, l’opera-simbolo “Santa Rosalia”, che ha l’orientamento ascendente degli occhi: rivolti verso il cielo, lassù. Ogni lavoro è stato realizzato con cura compositiva, illuminando forme e giocando con cromatismi simbolici, riflessi di segreti e pulsioni. Analizzando l’intrigante rapporto opera-messaggio e immaginazione-materia, mi nasce spontaneo il riferimento ad una osservazione del filosofo Jacques Maritain: “il bello è caratterizzato da tre qualità: l’integrità, perché l’intelligenza ama l’essere, la proporzione, perché l’intelligenza ama l’ordine e l’unità, e lo splendore, perché l’intelligenza ama la luce”. E rilevo …. la Bellezza non è l’oggetto, ma il fine. Nelle creazioni di Sophie tecnica, tratto, segno, tutto segue le devianze di ritmiche elaborazioni. Sono modularità rese da scomposizioni, nel gioco

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intuitivo tra figurazione ed astrazione, che lanciano autentici flash back della storia dell’arte, superando memorie visive di impressionismi strutturati alla Cézanne, tardi puntinismi (si veda Paul Signac e Robert Delaunay), astrazioni alla Mondrian (in cui prevale un gioco tra linee verticali ed orizzontali) e “pixel” della Pop Art. Infatti, gli oggetti ed i soggetti dipinti dall’artista canadese non sono immagini collegate con la natura che iniziano ad essere astratte, non fuoriescono da immaginazioni di una sintesi della realtà e neppure da icone televisive o stampate. Sono ritmi della storia bloccati, fotografie dell’anima rarefatte tramite l’uso sapiente di tonalità che sembrano pulsare (zone del corpo con energie differenti). Visioni in trasparenza, “rubate” da un mondo diverso, filtrate oltre le teche delle reliquie (come quelle di Santa Rosalia che, nel 1625, vennero poste all’interno di uno scrigno in argento e vetro). Sono apparizioni, leggere, fluttuanti su sfondi tendenzialmente monocromi. Gran parte degli sguardi dei protagonisti ritratti si dirigono frontalmente, proiettandosi al di fuori del quadro ed invitano lo spettatore ad entrarvi. Tra tutti, si vedano i volti di Sant’Agata, San Benedetto il Moro, Urbano VIII e Giannettino Cardinal Doria. Capacità tecnica, istinto creativo e psicologia iconografica (la santa era particolarmente invocata contro la peste) si trovano anche in “La Peste”: raffigurazione della morte. Un techio senza veggenza, una macchia bianca nel luogo deputato per il “terz’occhio”, un urlo muto-vuoto della mente o forse una zona colpita da una forte energia per provocarne la smaterializzazione? Miti di ieri e di oggi. Il divenire-segno di un simbolo dell’Uomo. Nell’opera “la Colomba Ferita” (titolo del manoscritto dell’Opera Sacra di Santa Rosalia edito a Napoli nel 1672) la vibrazione pittorica trasmette movimento, delineato da piccole “spalate”, che interagiscono nell’insieme ottenuto da sfumature di blu ed azzurro che si accostano a sfondi più caldi, tinte marroni e complementari. Nei lavori intitolati “Rose” (Rosalia di Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose) pensieri d’amore ed affetto sono sprigionati da combinazioni di colori-tasselli. In queste mimesi della Natura si coglie intenso contrasto tra vuoto e pieno della struttura, dialettica visiva tra gestualità ed immediatezza della stesura, per svelare i segreti dei fiori e, in generale, della vita, per suggerire la delicatezza del tocco.

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Icons Beauty not as the Object but as the Goal Genny Di Bert

Saint Rosalia’s celebration will take place on the 15th of July and it is not by chance that Sophie Rauch has chosen to present 15 works she has created, offering an installation of painted “camera-frames” that actually unfolds like a virtual movie. Indeed, the artist tells the story of Saint Rosalia in different stages, weaving the storyline of her life and arousing aesthetic curiosity as well as instincts of cult and veneration. These are contemporary icons that refer to the antique tradition of the Greek-Orthodox paintings on wood. They are detailed quotations with the intention of “observation and appropriation”, images that play out on an historic background, reaching us already codified as works of art. The work of Sophie Rauch represents a form of revisited sacred art. Each “windowwork” of S. Rauch is an Ariadne’s thread that unravels through the avant-garde and neo-avant-garde, conceptual art and minimalism until now, to finally lead us to the metaphor of “timeless” art. Thus, we can see that the works of the artist are unique expressions of the art of today in which the creations go beyond the initial concept which is deliberately not expressed in an explicit manner, because of the existence of a post-pop and post-minimalist knowledge. They are expressions of an awareness demonstrated in the work itself, permeating its matter and spanning from the conceptual to the ephemeral. This is an over-conceptual art where the images interact as written titles, narratives through which the visual perception undergoes a modification resulting in the portraits being “crystallized” in the mind. Sophie’s art defines “to look outwards and to look inside oneself” because every painting suggests, by virtue of its own nature, the principle of metamorphosis. Among all, this is exemplified by the symbolic work, “Santa Rosalia” with her gaze rising towards the sky above. The intricate composition of each work illuminates the subjects playing with symbolic coloring, reflections of secrets and vibrations. While reflecting on the intriguing relation “work-message” and “imagination-matter”, the reference to an observation by the philosopher Jacques Maritain, spontaneously comes to my mind: “what is beautiful is defined by three qualities: integrity, because intelligence loves being, proportion, because intelligence loves order and unity and splendor because intelligence loves light.” In short: Beauty not as the Object but as the Goal.

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Everything in Sophie’s creations - technique, lines and signs - follows the modulations of rhythmic elaborations. These exact modulations, born out of decompositions, represent an intuitive dance between figuration and abstraction, as well as an authentic flashback into art history evoking visual memories of impressionist structures like those of Cezanne, late pointillism (Signac and Delauny), abstraction, as in the work of Mondrian (where one can observe the tension between vertical and horizontal lines) and the pixels of pop art. In fact, the objects and subjects painted by the Canadian artist are images not attached to nature, not striving to be abstract; they are neither imaginations resulting from a synthesis of reality nor icons emanating from television or printed matter. They are in fact rhythms as snapshots of the story, rare photographs of the soul arising through the skillful use of tonalities that seem to pulsate (areas of the body radiating different energies). Visions all in transparency, “stolen” from another world, filtered through the cases where lie the relics of a saint (like Santa Rosalia whose relics were laid in a casket made of glass and silver). They are like apparitions, ethereal, fluctuating on a resolutely monochromatic background. Among them, one can recognize the faces of Saint Agata, Saint Benedetto the Moor, Pope Urbano the 8th and the Cardinal Giannettino Doria. Most of the figures’ gazes are directed frontally projecting themselves outside of the painting as to invite the spectator to enter. Technical ability, creative instinct and iconographical psychology (the Saint invoked especially against the plague) can be observed as well in “La Peste”: a skull as a representation of death, however, not manifesting its agonies, a whitish opening in the area reserved for the third-eye, a silent and empty scream of the mind or maybe a zone charged with a distinct energy to generate dematerialisation? These are Myths of yesterday and today; the making of the sign and a symbol of Man. In the painting “La Colomba Ferita” (title of the manuscript of “Santa Rosalia, the sacred opera” edited in Naples in 1672) the pictorial vibration suggests movement, enhanced by small “spatulated” touches, interacting in the whole atmosphere achieved by the colors blue and azure, interwoven with a background of warmer, complimentary hues of light brown . In the work named “Rose”, (Rosalia di Sinibaldo, daughter of Sir della Quisquina e del Monte del Rose) thoughts of love and affection emanate out of the combination of the colors and pixellated brush strokes. In this mimetism of Nature, an intense contrast flourishes between the emptiness and plenitude of the structure, a visual dialectic between gestural rendering and swiftness of the execution, revealing the secrets of flowers and of life in general and suggesting the subtlety of the artist’s touch.

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Santa Rosalia

Dalla corte si allontanò per recarsi su un monte vicino, chiamato Pellegrino... She left the court to live in a nearby mountain called Pellegrino...

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Margherita di Sicilia

Rosalia fu in primo luogo cara alla regina Margherita, moglie di Gugliemo, re di Sicilia Rosalia lived for a while at the court of Margherita, wife of Giuliemo King of Sicily

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Angelo

….una donna decisa ad intraprendere una vita solitaria…si era vestita di abiti maschili e con il nome di Angelo… ...a woman resolute to live a solitary life , dressed in men’s clothes , going by the name of Angelo ...

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Santa Christina

‌.gettata in una fornace e, ancora, mutilata delle mamelle la martire era stata infine ferrita a morte dal colpo di due lance‌ ...was thrown in a furnace, her breasts mutilated and finally mortally injured by two strokes of spears ‌

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Sant’Agata

...inizialmente venne fustigta e sottoposta al violento strappo delle mamelle, mediante delle tenaglie‌ ...whipped and subjected to the violent torture of her breasts by tongs...

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Santa Ninfa

...Era figlia di Aureliano, prefetto di Palermo, persecutore dei christani e lei fu convertita e battezzata nella sua casa dal Vescovo Mamiliano... ...daughter of Aureliano, prefect of Palermo, persecutor of the Christians, she was baptized in her house by the Bishop Maximiliano...

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San Benedetto il Moro

‌e mantenne la preminenza anche rispetto ai santi nuovi che aspiravano ad uno spazio nella demografia del cielo della capitale siciliana di età moderna come per l’appunto Benedetto il Moro‌ ...to maintain the prominence and the respect reserved for new saints longing for a space in the modern demography of the Sicilian capital`s heaven, like for Benedetto il Moro...

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Sant’Oliva

…confinata in luogo abitato da leoni, serpenti, sottoposta al carcere,alla flagellazione e ad altri terribili supplici, fino alla morte per decapitazione… … confined in a place inhabited by lions and snakes and subjected to flogging and other terrible tortures until her death by decapitation...

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La Peste

Ella ci vene d’Africa in un vacello… The plague came from Africa on bord of a ship…

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Rose

Metafora floreale evocata dal suo name‌ Floral metaphor evocating her name...

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Cesare Baronio

‌essenziale calendario di sofferenza universale offerto dal Martyrologium Romanum di Cesare Baronio ‌essential calendar of universal suffering recorded in the Martyrologium Romanum written by Cesare Baronio

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Urbano VIII

…per fondare un “ archeo logia “ delle devozione che rispondesse ai canoni della santità antiquaria elaborati dai decreti di Urbano V111 sul culto dei santi antichi ...to elaborate an “archeology”of the devotions respecting the canons of sanctity elaborated in the decrees of Urbano VIII about the cult of ancient saints

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Cardinale Giannettino Doria

L’arcivescovo Doria avrebbe accolto con grande favore l’inventio di una nuova santa che non si era allontanata mai né in vita né dopo la morte... The Archbishop Doria was very favorable to promote a Saint who had never been remote neither in life nor in death...

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Emanuele Filiberto di Savoia

Giuseppe Fontana , ebbe a rassicurare il 12 luglio il vicerè Emanuele Filiberto –morto di peste il mese seguente –che “ il male di Palermo sia un male epidemico normale con poca malignità…” The viceroy Emanuele Filliberto , who subsequently died of the plague the next month, had been reassured by Giuseppe Fontana that Palermo’ s epidemic ”was in fact mild and without malignity...”

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La Colomba Ferita

definita di volta in volta , Ascetria in Monte Peregrino, Colomba Ferita, Amazone del Paradiso‌ described by diverse names ,Ascetic of Mount Pelegrino, Wounded Dove, Paradise’s Amazon...

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S OP H I E T. R A U C H

STUDIES:

GROUP SHOWS:

2010

Fresco Studies under Prof. Sergio Pausig, Palermo, Italy

2012 Taccuini Exposition, PALERMO, Italy

1990

Studies under Prof. Sandro CHIA, Academy of Salzburg, Austria

1986/88

Studies under Franz JENULL, assistant of Emilio VEDOVA (Professor at Accademia di Belle Arti, Venezia)

2012 Symphonic Orchester MONTREAL, QUEBEC, Canada: “My Heart is a Violin”

1985/86 Studies under Prof. Emilio VEDOVA at Accademia di Belle Arti,Venezia, Italy

2010

Maigallery, ROME, Italy

2008

Galerie Han, MONTREAL, Canada

2002 Galerie Seywald, SALZBURG, Austria

2001

Gallery Han, MONTREAL, Canada

2001

Centre d’Exposition de Val D’Or, VAL D’OR, Canada

2000

Centre d’Exposition d’Amos, AMOS, Canada

1999

Galerie Madeleine Lacerte, QUEBEC, Canada

Enchantement/Disenchantement, Gallery Han, MONTREAL, Canada

2001

Gallery Han, MONTREAL, Canada

1999

Olga Dollar Gallery, SAN FRANCISCO, USA

1997

Gallery Gevik, TORONTO, Canada

1996 Virtual Gallery, SAN FRANCISCO, USA

Galerie Hirn, FELDKIRCH, Austria

Galerie Madeleine Lacerte, QUEBEC, Canada

Lacerte Art Contemporain, QUEBEC, Canada

2001 L’Humain depossede, QUEBEC, Canada

2003 Galerie Privee, ST. LOUIS, Missouri, USA

2001

2005

2001 Segments, Han Art, MONTREAL, Canada

2005 Galerie Orange, MONTREAL, Canada

2002

Miami Art Fair, MIAMI, Florida

2003 Quelle vie de chien, Musee de la civilation de Quebec, QUEBEC, Canada

SOLO SHOWS: Galerie Han, MONTREAL, Canada

2006

2004

Studies under Fritz BERGER, Innsbruck, Austria

2012

Lacerte Art Contemporain, QUEBEC, Canada

2004 Toronto Art Fair, TORONTO, Canada

1984 Studies of Egg Tempera Technique with Prof. Max WEILER, Innsbruck, Austria 1983

2012

1990

Biennale d’Art Contemporain, MONTREAL, Canada

1989 Gallery Esperanza, MONTREAL, Canada PERMANENT EXPOSITION: 1994 + Clinique Schenk, SCHRUNS, Austria REPRESENTATION: 1999 +

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Galerie Madeleine Lacerte, QUEBEC, Canada


Production Louis Lacerte Text Genny Di Bert TRANSLATION Sophie Rauch / Hans Juergen Greif CITATIONS

“Santa Rosalia tra terra e cielo”, Sara Cabibbo Photography André Kedl Graphic Design Carine Beaupré, Lacerte Communications Published by Sophie T. Rauch Lacerte art contemporain All rights reserved ISBN 978-2-923557-75-5 © Sophie T. Rauch Legal Deposit Bibliothèque et Archives nationales du Québec, 2014

COVER Il Destino di Santa-Rosalia, Egg Tempera, 61 x 81 cm INTERIEUR Tempera on wood, gold and silver leaves, 13 x 18 cm


Profile for Sophie Rauch

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