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AMBIENTE&NATURA Sette Fratelli

Sette Fratelli

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Un mare... di montagne L

a foresta demaniale dei Sette Fratelli e Castiadas si estende per una superficie di 10.000 ettari nel sud – est della Sardegna. Con i suoi picchi granitici ai cui piedi si stende un manto di macchia mediterranea costituisce uno dei paesaggi più affascinanti e selvaggi dell’isola. I boschi di lecci, le sugherete, costituiscono l’habitat ideale del cervo sardo che qui, grazie anche alle azioni di conservazione adottate dalla Regione Sardegna, è riuscito a riprodursi e ad ambientarsi. Oltre al cervo, fra i corbezzoli e i cespugli di mirto e ginepro, non è raro avvistare qualche cinghiale, le martore e le lepri. In primavera si assiste al fiorire delle specie endemiche: ovunque c’è il giallo della ginestra di Corsica, le delicate margherite della pratolina spatolata, i fiori viola dello zafferano, il verbasco e tante altre. Per raggiungere la foresta si percorre la SS 195 da Cagliari in direzione Burcei, fino al km 30, qui si svolta a sinistra lasciando la statale e si seguono le indicazioni per i sette fradis. Dopo poche centinaia di metri si arriva alla caserma della forestale “Noci”, posta ad un’altitudine di circa 600 mt sul livello del mare. Qui si trova sia il centro visite in cui le guardie forestali offrono tutte le informazioni e il materiale informativo necessario per pianificare una escursione in sicurezza. Nel parco sono tracciati sei sentieri di difficoltà facile o media, per un tempo di percorrenza che va da una a quattro ore: per lo più raggiungono alcuni picchi, dai quali si possono godere panorami mozzafiato sia sul Campidano di Cagliari che su Castiadas e lo stagno di Colostrai. La foresta è percorsa anche dal Sentiero Italia che dopo aver attraversato tutta la nazione percorre qua una delle ultime tappe per una lunghezza di 28 Km fino al paese di Castiadas. Nella foresta Isola bella Magazine

è disponibile un sentiero natura per non vedenti che, attraverso le sensazioni dell’udito, del tatto e dell’olfatto, potranno vivere un’esperienza unica in mezzo alla natura. Il sentiero può essere utilizzato in modo autonomo, grazie alla presenza di un corrimano in corda che guida il visitatore attraverso le dieci stazioni, composte da pannelli tattili informativi e cassette tattili contenenti diversi materiali sull’argomento della sosta. Nell’edificio che ospita la caserma Noci ha sede anche il museo del cervo sardo che grazie alle istallazione, ai diorami e agli altri reperti sul cervo, raccolti con passione negli anni dai dipendenti dell’Ente Foreste, ci svela il mondo segreto di questo splendido animale. Per chi non si vuole avventurare sulle cime è possibile percorrere, a piedi o in auto, la lunga sterrata che porta alla vecchia caserma Maidopis. Lungo la strada scorre il rio omonimo e durante la primavera i tavolini da pic-nic disseminati lungo il corso del fiume si riempiono di allegre famiglie con bambini. A metà percorso si trova una roccia monumentale in equilibrio che sembra precario a ridosso del letto del fiumiciattolo: è Sa Grotta De Sa Pippia alla cui base sgorga una fontanella. La leggenda racconta che un gruppo di cacciatori si addentrò nel bosco per procurarsi il cibo; d’improvviso un masso enorme si stacco dalla montagna e cadde su una bambina seppellendola. Da allora il masso è rimasto là e chi accosti l’orecchio alla roccia può sentire il lamento della bambina. Nei pressi della caserma Maidopis un piccolo sbarramento sul rio forma un laghetto. L’area prospiciente è stata attrezzata con un giardino botanico montano che raccoglie le piante da frutto selvatiche e con una piccola mostra dedicata agli animali del bosco. 23


AMBIENTE&NATURA Sette Fratelli

A sea of... mountains T

he Sette Fratelli and Castiadas State forest spreads on 10.000 hectares on the south-east of Sardinia. His high granite peaks and the Mediterranean scrub offer one of the most fascinating view of the island. The live-oaks woods and the cork-trees areas are the ideal habitat for the Sardinian red deer that, thanks to the protection activities carried out by the Regione Sardegna had grown in number. Here you can see also the wild boars, martens and hares. During spring you can see the beautiful flowering of the endemic species; the yellow gorse of Corse, the delicate daisy, the purple flowers 24

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of the saffron, and so on. The State forest of the Sette Fratelli is along the SS 125 from Cagliari to Burcei: at the 30th km you have to turn right on the road to the ranger station ‘Noci’ at Campuomu, high 600 meters above sea level. Here the rangers will offer all information you need about the forest and all kind of printed material about the tracks and trails, in a new and efficient visitor’s centre. There are several tracks, from easy to more difficult ones, from one to four hours duration: most of them reach the peaks where you can enjoy a breathtaking view of the sea


Aerei

Air One www.flyairone.it 199.207.080 Airvallee www.airvallee.com 0165.303.303 Alitalia www.alitalia.it 06.22.22 Alpi Eagles www.alpieagles.com 899.500.058 Brussel Airlines www.brusselsairlines. com Easyjet www.easyjet.com 848.887.766 Edelweiss Air www.edelweissari.ch German Wings www.germanwings.com Helvetic.com www.helvetic.com 02.69682684 Iberia www.iberia.it 199.010.191 Lufthansa www.lufthansa.com 199.400.044 Meridiana www.meridiana.it 892.928 Ryanair www.ryanair.com 899.678.910

Navi

and all the coastline from Cagliari to Castiadas. This forest is crossed by several mapped paths, in particular the Sentiero Italia, that after passed on the whole nation has here its end stop. There is also a nature trail for blind people. This special visitors can smell, touch and hear and will be able to feel the nature in a way that they usually don’t. Near the ranger station Noci there is the Corsican red deer museum that it is worth a visit to discover the secrets of this beautiful animal. For those who don’t want to climb on the peaks, there is a track (you can even drive

on it) that will bring you to Maidopis Station. Along this track a little river runs and you can have your picnic with sound of water on background. Halfway there is a rock that seems to be in unstable equilibrium called Sa grotta de Sa Pippia, with a water spring at its base. The legend says that a group of hunters entered the wood to look for food. Suddenly a rock fell down from the mountain on a little girl, burying her. Near Maidopis Station, a little weir forms a lake in front of which the area is been organized with a plants garden and a little forest animals exhibition. Isola bella Magazine

Tirrenia www.tirrenia.it 892.123 0039 081 017 19 98 Moby Lines e Linea dei Golfi www.mobylines.it 0789.27927 - 0565 0222300 Grimaldi www.gnc.it 0795 14477 Sardinia Ferries www.sardiniaferries.com 199.400.500 - 019 215511

Emergenza

Carabinieri www.carabinieri.it Vigili del Fuoco www.vigilidelfuoco.it servizio antincendio 800.865.065 Emergenza medica www.119italia.ner Corpo forestale www.regione.sardegna. it/corpoforestale Polizia Stradale www.polstrada.it Guardia Costiera www.guardiacostiera.it 1530

Assistenza Medica

Cardiologia 070 6094414 Guardia Medica 070 522458 Ortopedia 070 6094367 Ostetricia/Ginecologia 070 6092281 Servizio Tossicodipendenti 070 6096329 Telefono Amico 199.284.284

Ospedali Cagliari

Ospedale Binaghi 070 6093178 Ospedale Brotzu 070 539210 Ospedale Marino 070 6094430 Ospedale Microcitemico 070 6095553 Ospedale Oncologico 070 6095359 Policlinico Universitario 070 51096001 San Giovanni di Dio 070 6092215 SS: Trinità 070 6095722

Trasporti Cagliari

CTM 07020911 Radio taxi 4 mori 070 400101 Radio taxi Cagliari 070 6655 Taxi Piazza Matteotti 070650633 Trenino Cagliaritano 070 655549 Ferrovie dello Stato www.trenitalia.com 892021 Ferrovie della Sardegna (FDS) 070 491304 Autobus ARST 800 865042 FMS 800 044533 Turmo Travel 0789 21487 Linee FDS 070 491304 079 250529

Gli indirizzi ed i numeri telefonici presenti nella rivista sono tratti da elenchi pubblici e corrispondono a numeri di esercizi commerciali o enti pubblici. The editorial staff is not responsible for any changes.

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TERRA&PIETRA Countryside

Serrenti

Passeggiando tra case di terra cruda e pietra

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errenti, paese di cinquemila anime, sorge su un terreno lavico proprio nel punto in cui la pianura campidanese si increspa a formare le prime colline e i campi coltivati lasciano il posto alla macchia mediterranea. Serrenti vive di agricoltura: le campagne circostanti sono coltivate a grano, carciofi e pomodori; la coltivazione degli asparagi, introdotta da poco, ha avuto una riuscita così buona da far nascere un’affollata fiera primaverile. Ma Serrenti è anche, e soprattutto, il paese della pietra, la trachite grigia, detta anche “pedra di Serrenti”, utilizzata nella costruzione di importanti edifici pubblici, come ad es. il Palazzo di Giustizia a Cagliari. Dopo un periodo di abbandono, l’attività estrattiva è 26

stata rilanciata e la pietra di Serrenti viene, oggi, esportata in tutta Italia. Importante fonte di reddito, la trachite ha caratterizzato anche la fisionomia del paese. Le case del centro storico, quelle più antiche, sono interamente costruite in pietra e, insieme con le case in terra cruda (Serrenti appartiene al circuito delle Città di Terra Cruda) valgono, da sole, la visita. Anche se chi arriva a Serrenti si ferma per i portali. In paese ne rimangono centotrenta. “Su pottabi”, il portale, è una grande porta monumentale che costituiva l’unico accesso alle abitazioni. La larghezza era tale da consentire il passaggio al carro trainato dagli animali, buoi o cavalli, mezzo di locomozione e lavoro per le famiglie contadine. Per capirne l’importanza occorre sapere che la tipica casa rurale si affacciava su un cortile interno antistante l’abitazione che era usato per le varie attività domestiche e per il ricovero degli animali. Un alto muro di cinta con il tempo sostituì le siepi di fico d’India nel separare il cortile dalle strade: fu il grande portale che assunse il compito di mostrare esteriormente il livello di ricchezza raggiunto dalla famiglia. Per questo dalla fine dell’Ottocento Isola bella Magazine

agli anni sessanta, il periodo in cui si diffusero, i portali rappresentarono una sorta di status symbol! Composti da due stipiti che reggono un arco a tutto sesto, i portali di Serrenti presentano nelle chiavi di volta i fregi più diversi: le iniziali dei proprietari della casa, l’anno di costruzione, l’attività che vi si svolgeva, raccontando così la storia del paese e rimanendo custodi giganti della memoria della comunità. Nel paese si svolgono due feste religiose molto sentite: il primo lunedì di ottobre, la sagra di Santa Vitalia richiama migliaia di pellegrini da ogni parte della Sardegna. Meno affollati ma più caratteristici per il rito de “s’arromadura” i festeggiamenti di San Giacomo e Sant’Anna, dal 24 al 27 luglio. In quell’occasione gli uomini del quartiere di San Giacomo, vanno in una precisa zona della campagna, Procedda, a raccogliere canne e frasche che trasportano in paese sui trattori, accolti da lanci di mortaretti. Con le frasche raccolte si allestirà un grande pergolato “su stabi” vicino alla chiesa di San Giacomo per proteggere i fedeli dalla grande calura estiva. Si ringrazia per la collaborazione il Sindaco di Serrenti Luca Becciu


Il paese dei centotrenta portali

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errenti, with about 5000 people, rises on a land formed by lava just in the area where the Campidano lowland starts to form some hills and Mediterranean scrub takes over the cultivated fields. Serrenti lasts on agriculture: wheat, artichokes and tomatoes are cultivated in surrounding lands; asparagus growing, introduced not so long ago, had given back such a good result that a crowded spring fair is born. But Serrenti is also, and above all, the country of the grey stone, the trachyte, said also “pedra of Serrenti”, used in the construction of important public buildings, like the Cagliari Courthouse. After a period of abandoning, the extractive activity has been restarted and the stone of Serrenti is, nowadays, exported in all parts of Italy. Important income source, the trachyte has also characterized the physiognomy of the country. Some houses of the historical center, more ancient ones, are entirely built with this stone and they alone, are worth the visit. Even if who visits Serrenti stops to see the portals: 130 of them remain in the city. “Su pottabi”, the portal, is a great monumental door that was the only access to the houses. Their width was enough to allow the passage of the trucks pulled by oxen or horses, use to move and to work by rural families. To understand the portal importance it is necessary to know that the typical rural house overlooked on an internal court, that was used for several domestic activities and for animals shelter. A tall wall slowly replaced the prickly pears hedges used to separate the court and the road: so the great portal was used by the families to let people from the outside look inside at the level of richness reached by the family. For this reason the portals represented a sort of status symbol during the period of their greatest diffusion, from the end of XIX century till the ‘60s. Composed by two doorposts that hold

up a round arc, the portals of Serrenti have in the keystones friezes the bigger differences: the owner’s names initials, the year of construction, the activity that were practicing inside, so telling the history of this city and remaining solid custodians of the community memories. In Serrenti, two religious festivals are organized: the first Monday of October, the feast of Saint Vitalia attracts thousands of pilgrims from every part of Sardinia. Less crowded, but very characteristic,

for the rite of “s’arromadura”, are the celebrations for St. Giacomo and Sant’Anna, from 24th to 27th of July. In that occasion, the men of the district of St. Giacomo, go to a precise zone of the countyside, Procedda, to pick up reeds and branches; then they transport them in the city on tractors, welcomed by fire crackers. With the branches a great pergola will be prepared, “su stabi”, next to the church of St. Giacomo, to protect the believers from the hot summer sun.

The grey stone portals

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GUSTO&TRADIZIONE Torrone

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Miele sardo e frutta secca per un dolce tradizionale

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e chiedete ad un italiano qual è la città del torrone vi dirà “Cremona”. Ma se fate ad un sardo la stessa domanda vi risponderà “Tonara, naturalmente”. Il fatto è che entrambi hanno ragione!! Infatti tracciare l’origine di questo alimento significa arrivare nell’antica e lontana Cina. Da lì il torrone giunge nel Mediterraneo grazie agli arabi che lo esportarono, come impasto di miele e sesamo, in varie località tra cui Cremona. L’origine del nome è ovviamente controversa. In Spagna, dove la produzione del torrone è iniziata nel XVI secolo, si dice che il nome derivi dallo spagnolo ‘turròn’. Mentre in Italia, agli inizi del XI secolo in una traduzione di Gherardo Cremonese di un trattato medico arabo, si evidenziavano le virtù del miele citando un dolce dal nome ‘turun’. Mentre a Cremona dicono che un dolce a forma di Torrazzo, la torre campanaria del duomo, venne preparato in occasione del ricevimento nuziale di Bianca Maria Visconti e di Francesco Sforza, nel 1441. Così, tradizionalmente si dice che Cremona è la città del torrone. In Italia, però, come spesso accade, ogni regione ha una propria particolarità nella produzione del torrone. Così a Cremona si usano zucchero e canditi, in Lombardia è spesso ricoperto di cioccolato, mentre in Abruzzo il cacao nell’impasto rende il torrone scuro. E la ricetta sarda? Possiamo affermare che in Sardegna il torrone è il più genuino che ci sia. Infatti gli ingredienti sono solo miele sardo, albume d’uovo, mandorle, nocciole e noci sarde, senza aggiunta di zucchero, altri ingredienti o conservanti. Non a caso la zona più rinomata per la produzione del torrone sardo è la Barbagia, con Tonara in testa, dal momento che �� un area ricca di ottimo miele prodotto dai fiori selvatici. Il fatto che si usi esclusivamente miele e non zucchero rende

il torrone sardo un alimento sano con una percentuale bassa di grassi saturi. La lavorazione tradizionale prevedeva un paiolo di rame sul fornello di mattoni dove mescolare gli ingredienti. Bisognava avere una grande forza per girare l’impasto molto denso a cui si aggiungevano lentamente il miele e gli albumi montati a neve. A fine cottura si metteva la frutta e, si versava il tutto su cassette di legno quindi si lasciava raffreddare e si serviva. Oggi il novanta per cento del torrone sardo viene prodotto a Tonara vera capitale di questa delizia. Durante qualsiasi festa di paese, sagra, ricorrenza religiosa, concerto in piazza, in tutta la Sardegna troverete sempre un banchetto che vende il torrone di Tonara. Se non lo avete mai assaggiato, compratene un pezzo, alle noci o alle mandorle, e poi fatevi una scorta da portare a casa: potete congelarlo, durerà mesi e non mancherà di stupire i vostri amici quando offrirete loro questa tipica bontà sarda.

RICONOSCERE IL TORRONE SARDO Questi sono i criteri per riconoscere e acquistare un torrone di qualità: • Ha un colore avorio. La colorazione è data dal miele: se la barra è color bianco vivo vuol dire che si è utilizzato zucchero e sciroppo di glucosio. • Contiene un grande quantitativo di frutta secca, almeno un 50%. Per legge gli ingredienti debbono essere elencati in ordine di quantità, un torrone di buona qualità deve aver la frutta secca indicata per prima nella lista degli ingredienti. • Il torrone sardo deve utilizzare solo miele sardo di alta qualità. • Il torrone è un prodotto deperibile: le date di scadenza debbono essere ravvicinate: dieci mesi per il torrone alle noci, quattordici per quello alle nocciole; diciotto per quello alle mandorle. Nell’acquisto delle scatole di torroni assortiti, in cui si può indicare solo la scadenza più lunga, conoscere tutte le date può essere utile per evitare spiacevoli sorprese. Un ottimo prodotto da acquistare, che risponde ai criteri descritti, è il “Torrone Pruneddu” in vendita nei negozi specializzati e nella grande distribuzione

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GUSTO&TRADIZIONE Torrone

SARDINIAN NOUGAT

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f you ask an Italian which is the ‘nougat’ city he will tell you “Cremona”. If you do the same question to a Sardinian he will answer “Tonara, of course”. The fact is that both are right! If we try to trace the nougat origin we arrive in the far and ancient China. It seems that from there it had arrived in the Mediterranean sea, thanks to Arabian merchants, that exported this honey and sesame dough, in several cities, among which Cremona, important site on Po river. The name origin is obviously controversial. In Spain, where the production started around the XVI century, they say that the name comes from Spanish ‘turròn’. While in Italy, in the beginning of XI century, in a Gherardo Cremonese translation of a Arab doctor writing, the virtue of the honey was highlighted quoting a sweet called ‘turun’. In Cremona they say that a sweet with the form of ‘Torrazzo’, the dome bell tower, was prepared for the wedding ceremony of Bianca Maria Visconti and Francesco Sforza, in 1441. So Cremona is traditionally called the nougat city. But, in Italy, as often happens, each area has its own receipt and particularity in the process of making nougat. So in Cremona they use sugar and candied fruits, in Lombardy is often covered with chocolate, while in Abruzzo county cacao is mixed to the dough making a dark nougat. What about Sardinia receipt? We can say that here there is the most genuine nougat you can find. In fact ingredients are just sardinian honey, egg whites, sardinian almonds, 30

hazelnuts and nuts, with no sugar, preservatives or other ingredients. It is not a case that the most known area for the sardinian nougat production is Barbagia, with Tonara leading, due to the fact that this area is rich of first class honey produced with just wild flora. And the fact that just honey with no sugar is used, makes this nougat a healthy food with low saturated fat percentage. In the traditional making of nougat in Sardinia, a big copper pot was used on bricks stove to mix ingredients. It was necessary to have force in the arms due to the dough density in which honey and egg whites were slowly added. At the end of cooking fruit’s pieces were put in, and then everything was chilled on wood boxes. In every festival, religious or not, concert, public ceremony, in the whole Sardinia, you will find some pitchman selling ‘Torrone di Tonara’. If you have never tasted, buy a piece, with nut or almonds, and then buy a supply to bring at home. Put it in your freezer, and it will last for months, and surprise your friends when you will offer them this typical sardinian goodness. HOW TO RECOGNIZE SARDINIAN NOUGAT These are some criteria to recognize and buy sardinian nougat. • It has a ivory colour; this is caused by honey, if it is white it means that sugar and glucose syrup were used. • It has a great quantity of fruit, at least 50%. Because the law says that the ingredients must be listed in quantity order, fruit has to be the first, in a good quality nougat. • Sardinia nougat has no preservatives, so it is perishable. Thus the ‘best before date’ has to be near: ten months for nuts nougat, fourteen for the one with hazelnuts, eighteen for the one with almonds. Isola bella Magazine

iamo nel negozio, Delizie di Sardegna, punto di riferimento in città per l’acquisto dei prodotti tipici sardi. E chiediamo alla proprietaria, Ilaria, qualche consiglio sugli acquisti. Ilaria, molti turisti arrivano con l’aereo e le limitazioni al peso del bagaglio possono indurre a limitare le compere. Su che cosa ci possiamo orientare per evitare problemi al chek in? Ovviamente su tutti quegli articoli che non hanno grandi dimensioni: la bottarga è un prodotto non troppo pesante, di solito confezionato sotto vuoto, che non dà grandi problemi di trasporto. Ma se proprio ci si è innamorati di un enorme centrotavola in ceramica non è necessario frenarsi. Noi ad esempio spediamo in tutto il mondo: si sceglie quello che si vuole e dopo pochi giorni gli acquisti arrivano, impacchettati e senza fatica, a casa propria. Se un turista vuole un prodotto emblema della Sardegna tu che cosa suggerisci? Oltre alla già citata bottarga, che non dovrebbe mai mancare nella borsa del visitatore, una bottiglia di mirto o una buona etichetta di Cannonau. Se invece si vuole comprare qualcosa da regalare? Allora propongo la pavoncella, è il simbolo della Sardegna, ma soprattutto di buon augurio. Oltre alla riproduzione ceramica, si trova stilizzata su piccoli oggetti, ad esempio presine, guanti da cucina, copricuscini. Come scegli i tuoi fornitori? Io prediligo la produzione artigianale: le aziende sono piccole, l’attenzione alle materie prime è elevata. Di solito sono situate in zone ancora incontaminate e si orientano su una produzione ecosostenibile. Poi cerco di curare anche i cosiddetti mercati di nicchia. Penso per esempio ad un nostro fornitore di Ussaramanna che produce gli insaccati tipici sardi, mustela, salsiccia sarda e prosciutto, senza il glutine e il lattosio, appositamente per celiaci. Magari nessuno ci pensa, ma per un celiaco, anche addentare su sartizzu è un sogno che noi nel nostro piccolo cerchiamo di realizzare. Qui arrivano turisti da tutto il mondo. Che cosa ti dicono della Sardegna? I commenti sono unanimi: tutti dicono che l’isola è bellissima, che la gente è simpatica e ospitale e che la cucina è ottima. Tutti quelli che vengono qui per la prima volta mi confidano che sperano di tornare presto. E come dare loro torto?


I consigli di Ilaria

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Food  Art  Color

ere we are in Delizie di Sardegna shop, city reference point to buy typical sardinian products. We ask Ilaria, the owner, some shopping hints. Ilaria, many tourists arrive by airplane, and the limitation on baggage weight may induce to reduce the purchases. What we can do to avoid some checkin problems? Obviously you can chose those articles not so big: bottarga, for example, is light and is vacuum-packed. But if you fall in love for a big ceramic centre-piece don’t stop yourself. We can ship worldwide: you chose and after few days your purchase will arrive packed a without effort at your home. If a tourist want to buy a symbol of Sardinia what do you suggest? Other than bottarga, that should never miss, a Myrtle bottle and a good Cannonau. And for a gift? I will propose the ‘pavoncella’ (blackbellied plover). It is the symbol of Sardinia and of good wish. You can find in ceramics as well as in other objects such as kitchen gloves, pillows, linens and so on. How do you chose your suppliers? I like the craftsman production: the firm are little, and the attention to raw materials is high. Usually they are located in uncontaminated areas and are oriented in eco-sustainable production. Then I try to pay attention on so called niche-market. My thought goes to one of our supplier in Ussaramanna, that makes typical sardinian sausages, ‘mustela’, sardinian salami, raw ham, without gluten and lactose just for coeliacs. For those people is a dream to take a bite on a piece of ‘sartizzu’, and we are contributing to realize it. Here all around world tourists come. What do they say about Sardinia? It’s just one voice: the Island is beautiful, the people is funny and hospitable, and the food is the best. Everybody, coming here for the first time, confide the hope of coming back soon. Isola bella Magazine

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ARTE&ARTIGIANATO Edoardo Pilia

Raku EDOARDO PILIA Artigiano o artista?

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doardo Pilia vive e lavora a Quartu Sant’Elena ed è un profondo conoscitore della tecnica Raku. Come tutti gli artisti ha fuso le sue conoscenze con lo spirto della sua terra, egli usa l’argilla locale per creare una ceramica unica che riflette il forte attaccamento alle proprie radici. In Sardegna ci sono argille particolari che manipolate in maniera opportuna, macinate e impastate forniscono la 32

materia prima per realizzare diverse tipologie di oggetti, ed è questa terra che Edoardo Pilia ha scelto per le proprie opere. Sfortunatamente, per ora, non tutta la produzione può essere realizzata con questo metodo e molto materiale deve essere importato in Sardegna da regioni come il Veneto. Il sogno di Edoardo resta però quello di far tutto da sè. Molti dei suoi manufatti sono realizzati a mano, senza tornio, avvalendosi di alcuni stampi in gesso, ma soprattutto della sua grande passione. Mentre crea i suoi lavori non è tanto interessato all’aspetto decorativo, tutte le sue energie esplodono nelle forme. Non ci deve essere una decorazione accurata, l’attenzione è posta unicamente sulla materia. Plasmare l’argilla, modellarla docilmente tra le mani e vedere pian piano qualcosa di nuovo che nasce, che cresce, mille idee che prendono corpo. Questo è lo spirito delle sue creazioni.

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I colori sono emozioni che si imprimono sulle forme, l’azzurro del mare, il rosso vivo del fuoco, il giallo dorato del sole colori che ricordano il carattere dell’isola, l’anima della Sardegna. Vasi, piatti, complementi d’arredo... parole molto riduttive per il lavoro di un’artista che crea veri e propri pezzi unici con riflessi metallici e cavillatura, colori iridescenti e una brillantezza eccezionale. La tecnica raku è uno strumento perfetto per i ceramisti come Edoardo Pilia che amano fare sperimentazioni sulla base di sensazioni, emozioni e estro creativo. Che cosa è un piatto: una semplice forma rotonda o un mare con le onde frastagliate? Se apro o chiudo la forma tonda cosa nasce? Una ciotola o una conchiglia? Un paralume o una vela? Un vaso o una barca... il movimento forma colori, sensazioni. Un richiamo forte alla Sardegna, al mare che si coniuga con una vivacità creativa unica che eleva l’artigianato all’arte, il disegno al design.


STORIA del RAKU Rakuyaki o raku, è una tecnica originaria del Giappone,’ risalente al XV secolo e legata alla cerimonia del thè. Nacque casualmente come molte delle innovazioni create dall’uomo in campo artistico, la lentezza delle cotture dei forni giapponesi fece sì che uno dei ceramisti nel tirar fuori degli oggetti incandescenti dal forno li facesse cadere su delle foglie secche. Il contatto fra le foglie e gli smalti dell’oggetto incandescente dette luogo a dei difetti, imperfezioni che inizialmente vennero considerate come tali, ma che in seguito furono apprezzate poiché rendevano tali manufatti unici e irripetibili, quindi adeguati allo spirito della cerimonia del thè. Da allora ci sono stati sedici discendenti di questa dinastia giapponese, in cui solo il primogenito ha il diritto di firmarsi raku. I ceramisti americani sono rimasti affascinati da questa tecnica, l’hanno fatta propria ed è stata diffusa in tutto il mondo. In Italia è conosciuta ed usata da circa venti anni.

www.edoardopilia.it www.rakusardegna.com

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ARTE&ARTIGIANATO Edoardo Pilia

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doardo Pilia lives in Quartu Sant’Elena and he knows deeply the ‘Raku’ technique. As every artist, he has mixed his knowledge with the soul of his land, using local clay to create unique ceramics that reflect his fondness for his roots. In Sardinia there are particular types of clays that conveniently mixed and kneaded give back the raw material, good to realize different kinds of objects. And Edoardo has chosen it for his works. Unfortunately this material is not enough for the entire production, so some has to be imported from Veneto. Edoardo dream is to do everything by himself. Most of his works are handmade without using the potter’s wheel but just some plaster forms and his

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passion. While creating, he put his attention not on decoration but all his energy explodes in the design and shape. Moulding easily the clay, styling it and see that slowly something new is coming to life: this is the soul of his creations. Colors are emotions that are impressed on the shapes: the blue of the sea, the red of the fire, the golden yellow of the sun, remind the island character, the soul of Sardinia. Pots, plates, home ornaments are very reductive words for this artist work, that creates just unique masterpieces, with iridescent colors and special brilliance. Raku technique is a perfect instrument for artist like Edoardo, that loves do experiments on the base of sensations, emotions and inspiration.

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What is a plate? It’s just a round shape or a sea with waves? If I open and close a round shape what I have on my hands, a bowl or a shell? A lampshade or a sail? a vase or a boat… the movement forms colors and sensations. A strong recall to Sardinia, to the sea that mixes with a rare creation vivacity that makes handicraft art. www.edoardopilia.it www.rakusardegna.com


FESTE&PAESI Gavoi

Il regista Ermanno Olmi durante la conferenza stampa al Festival

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Alessandra Ghisu

nche quest’anno si è conclusa la sesta edizione del Festival della letteratura “L’Isola delle storie” a Gavoi. La manifestazione ha avuto luogo dal 2 al 5 Luglio nel cuore del centro barbaricino, con una presenza stimata di circa 40.000 spettatori in 4 giorni. L’Isola delle storie è un evento culturale che vuole portare i racconti, i romanzi, le storie e gli stessi scrittori in mezzo alla gente, per le strade, le città, i monti e le spiagge della Sardegna. L’organizzazione perfetta ha fatto si che il Festival si svolgesse al meglio, grande la collaborazione dei cittadini, con i giovani volontari, le cosiddette “magliette rosse”, che si sono mobilitati numerosi per uno svolgimento fluido e dinamico degli incontri. I protagonisti della manifestazione, fra famosi e meno famosi, sono stati accolti tutti con grande curiosità ed entusiasmo da una da una folla assidua e interessata. Durante le giornate si sono avvicendati diversi momenti esilaranti e di grande spessore. Ricordiamo la “fantastica” Geppy Cucciari che con il suo humor e la sua ironia ha vivacizzato la serata. Alessandro Baricco, firma di spicco

del panorama letterario italiano, ha dato vita ad un importante dibattito su questioni nazionali. Massimo Cirri, conduttore radiofonico, psicologo e autore teatrale italiano, nel suo libro “ A colloquio” è alle prese con il malessere del mondo, un mondo che gli passa davanti in cerca di una via d’uscita, in cerca di sollievo, purtroppo a volte alla ricerca di niente. Tra gli interventi, che hanno maggiormente riscosso il plauso della folla va ricordato quello del grande maestro Ermanno Olmi. Il suo film-documentario “Terra Madre” costruito sulle problematiche uomo-ambiente, ripercorre la vita delle comunità contadine e ha una forma e un nome che è lo stesso del movimento da cui nasce come costola (Terra Madre). Silenziosa la folla che rapita dalla grande personalità del regista ha potuto godere di uno spettacolo unico e irripetibile.

A

gain this year, the 6th edition of literature festival “L’Isola delle Storie” has taken place in Gavoi between the 2nd and the 5th of July with about 40000 visitors. “The stories Island” (L'Isola delle Storie) is a cultural event whose purpose is to bring novels, books, Isola bella Magazine

and even writers among people, on the streets, in towns, mountains and beaches of Sardinia. The festival was carried out in the best way, thanks to the perfect organization and the collaboration of volunteers, called ‘red t-shirts’. Guests, more or less famous, has been welcomed with enthusiasm and curiosity by the interested and regular visiting people. During the four days, serious moments alternated with more funny ones. Among others the fantastic Geppy Cucciari, with her humor and irony, has juiced up one of the nights Alessandro Baricco, one of the most important Italian writer, has carried out an interesting debate on national issues, while Massimo Cirri, radio speaker, psychologist, and theater author, has spoken about his book “A colloquio” where he talks about world uneasiness. But the most expected and applauded moment was the one with the film director Ermanno Olmi. His “Terra Madre” (mother earth) documentary, telling rural village families stories, talks about the problems in the relationship between man and the environment. People, ravished by his strong personality, enjoyed this unique show. 35


LINGUA&SARDEGNA Il sardo

Modi di dire sardi Guida rapida per il turista in difficolta’

Una delle lamentele più frequenti da parte dei turisti stranieri in giro per l’Italia è “Ma qui non c’è nessuno che parli un po’ d’inglese, perbacco!”. Un’esagerazione? Certamente, ma c’è del vero: gli italiani, in media, non hanno un gran talento per le lingue. Non sappiamo se questo dipenda dai film che arrivano tutti già doppiati o dalle carenze dei programmi scolastici; sta di fatto che se un turista si perde in una grande città italiana e fa assegnamento sulle indicazioni dei 36

nativi, è meglio che si porti con sé una buona scorta di mappe e cartine stradali. In Sardegna la situazione è ancora più complicata. Per molti sardi, specialmente se anziani e se abitanti dei paesi dell’interno, l’italiano non è la lingua materna: sono cresciuti parlando sardo in casa e sono abituati a esprimersi in sardo con i familiari e gli amici. Va da sé che il loro italiano è fluente, ed anzi potrebbero persino arrangiarsi con l’inglese o altre lingue straniere, ma per seguire una conversazione autentica da queste parti almeno un po’ di sardo è indispensabile. Quella che abbiamo appena citato è già una prima ragione per imparare quantomeno i più basilari modi di dire locali. Ma ce n’è un’altra: l’umorismo sardo. Nella maggior parte dell’isola la gente preferisce parlare italiano per comunicare fatti o opinioni, però, Isola bella Magazine

quando arriva il momento di raccontare una storiella divertente, potete star certi che la battuta finale sarà in sardo. A seguire riportiamo una lista di espressioni usate molto di frequente, tanto per cominciare. Molte altre ne imparerete nel corso del vostro viaggio attraverso l’isola. Se non capite qualcosa, chiedete gentilmente “A pagu a pagu, po prexeri” (piano, per favore). I vostri interlocutori faranno del loro meglio per farsi capire ed apprezzeranno i vostri sforzi di imparare la loro lingua nativa. Ricordiamo infine che del sardo esistono innumerevoli varianti, e che le frasi sotto riportate appartengono al sardo campidanese “casteddaiu”, parlato nell’area cagliaritana. AIO’, MOVIRINDI GOPPAI! “Via, muoviti, compare!”. Se bighellonate con un gelato in mano e siete d’intralcio a qualcuno che non ha tempo da


A crash course in Sardinian for the befuddled traveller perdere, non è escluso che sentiate questa espressione. BUCCA RUA SANTA. Letteralmente: “Bocca tua santa”. Significa più o meno “magari si avverasse quel che hai detto”. E’ quel che vi sentirete dire se augurate a un ragazzo di diventare un calciatore famoso, o a una ragazza di fare la velina nella sua trasmissione preferita. ZACCA STRADONI. Letteralmente: “Colpisci la strada”. In realtà vuol dire “Fila via!”. Se qualcuno grugnisce in questo modo rivolto verso di voi, l’avete infastidito un bel po’. PAGU GENTI, BONA FESTA. “Poca gente, buona festa”. Lo dicono per consolarsi gli organizzatori di eventi quando invitano tutto il mondo e invece arrivano tre gatti. A SI BIRI PRINGIA. “A rivederti incinta”. Espressione beneaugurante tradizionalmente rivolta alle spose novelle. Alle ragazze che eventualmente ne fossero destinatarie, consigliamo di non offendersi e di non scambiare il loro interlocutore per un menagramo. CEEE, NON CI POZZU CREI! “Daì, non ci posso credere!” La risposta più probabile se vi rivolgete a qualcuno in un sardo perfetto. PAPPA E CITTI! “Mangia e zitto!” . Equivalente a “Buon appetito”, se rivolto a un bambino particolarmente rumoroso. TOCCA BESSIMINCI. “Ma va là”. Reazione plausibile se spergiurate che la vostra famiglia è cagliaritana da generazioni e avete imparato il sardo da vostro nonno. TA SES NARENDI? “Che stai dicendo?” In effetti, molto probabilmente ci sarà una parolina in più nel mezzo tra “ta” e “ses”, come in italiano quando diciamo “Che *** stai dicendo?”. Ma questo non è un corso di parolacce, e in ogni caso non è poi così difficile indovinarne il significato.

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ne of the complaints you will hear most frequently from foreign travellers visiting Italy is “But no one can speak any bloody English here!”. There’s some truth in this remark. Italians, on the average, don’t have a special knack for languages. Whether this depends on dubbed movies or on school curricula, the hard fact is that tourists getting lost in some Italian city and relying on occasional help from natives to receive directions had better bring a good supply of maps with them. In Sardinia the situation is even more complicated. For many Sardinians, especially aged people from the small towns of the interior, Italian is not the main language: they grew up speaking Sardinian in their homes and are accustomed to express themselves in Sardinian with their family and friends. Sure, they’re all fluent in Italian and they might even get by with English or other foreign languages, but if you want to follow a real conversation in these places and you don’t know any Sardinian, you’ll be lost. This is a first reason to learn some basic local idioms. Another one has to do with Sardinian humour. People all over the island will preferably talk to each other in Italian, but if someone wants to make a witty remark, rest assured that the punch line will be in Sardinian. Here’s a list of key phrases, just to begin. You’ll learn many more on your way through the island. If you don’t understand, just say “A pagu a pagu, po prexeri” (slowly, please). People will do their best to make themselves understood and will appreciate your efforts to cope with their native language. Don’t give in, be consistent, and above all... have fun! Isola bella Magazine

AIO’, MOVIRINDI GOPPAI! “C’mon, hurry up, mate!”. You may hear this phrase if you’re taking your time with an ice cream in your hand and you’re in the way of someone with no time to lose. BUCCA RUA SANTA. “Holy mouth of yours”. It means something like “I wish what you said was true”. You could get this reply if you tell some boy he’s gonna become a football star or if you wish some girl to be a top dancer in her favourite TV show. ZACCA STRADONI. “Strike the road”. It means “Get lost!”. If someone grunts like this to you, you’re likely to have annoyed him a lot. PAGU GENTI, BONA FESTA. “Few people, good party”. Party organisers like to cheer up this way when they invite lots of people to their place and only a handful show up. A SI BIRI PRINGIA. “I’ll see you again pregnant”. It is a wish of good omen originally addressed to newly-wed women. If you’re a young girl and hear these words, don’t take it amiss: these people don’t mean to be jinxs, quite the contrary indeed. CEEE, NON CI POZZU CREI! “Gosh, I can’t believe it!” If you ask someone a question in a fluent Sardinian, this is her most likely reply. PAPPA E CITTI! “Eat and shut up!” . To a noisy child, it is equivalent to “Enjoy your dinner”. TOCCA BESSIMINCI. “Come off it”. A plausible reaction if you claim that your family has been living in a town near Cagliari for generations and you have learnt your Sardinian from your grandpa. TA SES NARENDI? “What are you saying?” Actually, there will probably be another word in between “ta” and “ses”, like in “What the *** are you saying”. But this is not a course in swearing, and in any case it’s not hard to guess its meaning. 37


OPERATORI COMMERCIALI 1 2 3 4

Trenino Cagliaritano: p.za del Carmine Loredana Mandas: via Sicilia, 31 Delizie di Sardegna: via Sardegna, 22 Info Point piazza Matteotti

Cagliari


TRASPORTIPUBBLICI BUS SCHEDULES

Cagliari - Villasimius - Costa Rei / Costa Rei - Villasimius - Cagliari ATTENZIONE: verificare sempre con l’ARST gli orari esposti nelle tabelle ATTENTION: indicative timetable check them out before departure DESTINAZIONE CAGLIARI (ARST) CAGLIARI BUON PASTORE QUARTU S.E. CANT.FLUMINI PONTE CAPITANA IS MORTORIUS CANT.GEREMEAS CANNESISA - Torre delle Stelle CANT.SOLANAS CAPO BOI VILLASIMIUS CALA SINZIAS SAN PIETRO CASTIADAS (CENTRO) MONTE GRUTTAS OLIA SPECIOSA COSTA REI-MONTE NAI CAPO FERRATO MURAVERA

DESTINAZIONE S.VITO MURAVERA CAPO FERRATO COSTA REI - MONTE NAI OLIA SPECIOSA MONTE GRUTTAS CALA SINZIAS SAN PIETRO CASTIADAS (CENTRO) SAN PIETRO CALA SINZIAS VILLASIMIUS CANT.SOLANAS CANNESISA - Torre delle Stelle CANT.GEREMEAS IS MORTORIUS PONTE CAPITANA CANT.FLUMINI QUARTU S.E. CAGLIARI (BUON PASTORE) CAGLIARI (ARST)

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05.00 05.10 05.20 05.35 05.40 05.42 05.52 05.57 06.05 06.15 06.25 06.44

08.15 08.25 08.35 08.50 08.55 08.57 09.07 09.12 09.20 09.30 09.40 10.05

08.15 08.25 08.35 08.50 08.55 08.57 09.07 09.12 09.20 09.30 09.40 10.10 10.15 10.22 10.33 10.36

11.15 11.25 11.35 11.50 11.55 11.57 12.07 12.12 12.20 12.30 12.40 13.05

12.30 12.40 12.50 13.05 13.10 13.12 13.22 13.27 13.35 13.45 13.55 14.20

14.05 14.15 14.25 14.40 14.45 14.47 14.57 15.02 15.10 15.20 15.35 15.55

15.30 15.40 15.50 16.05 16.10 16.12 16.22 16.27 16.35 16.45 16.55 17.20

16.30 16.40 16.50 17.05 17.10 17.12 17.22 17.27 17.35 17.45 17.55 18.20

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18.45 19.05 19.30 19.38 19.43 19.53 19.55 20.00 20.15 20.25 20.35

18.45 19.05 19.30 19.38 19.43 19.53 19.55 20.00 20.15 20.25 20.35

19.45 20.05 20.30 20.38 20.43 20.53 20.55 21.00 21.15 21.25 21.35

21.45 22.05 22.30 22.38 22.43 22.53 22.55 23.00 23.15 23.25 23.35

23.45 00.05 00.30 00.38 00.43 00.53 00.55 01.00 01.15 01.25 01.35

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05.40 05.47 05.54 05.59 06.24 06.50 06.58 07.03 07.13 07.15 07.20 07.35 07.45 07.55

07.40 07.47 07.52 08.17 08.40 08.48 08.53 09.03 09.05 09.10 09.25 09.35 09.45

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08.20 08.40 09.05 09.13 09.18 09.28 09.30 09.35 09.50 10.00 10.10

11.10 11.30 11.55 12.03 12.08 12.18 12.20 12.25 12.40 12.50 13.00

14.15 14.35 15.00 15.08 15.13 15.23 15.25 15.30 15.45 15.55 16.05

15.10 15.17 15.24 15.29 15.54 16.20 16.28 16.33 16.43 16.45 16.50 17.05 17.15 17.25

Useful information Vi presentiamo in queste pagine una selezione indicativa di orari valido fino al 15 settembre 2008 di autobus di linea ARST per alcune destinazioni turistiche, per maggiori informazioni consultare l’orario ufficiale o visitare il sito http://arst.sardegna.it/ o telefonare allo 070 4098324. La redazione non risponde di eventuali variazioni agli orari pubblicati. Si consiglia di contattare sempre gli la compagnia tramite email/telefono. We introduce you in these pages an indicative selection of bus’timetables of ARST line for some destinations, for more information http://arst.sardegna.it or +0039 070 4098324. The editorial staff is not responsible for any changes to the schedules that may occur. In the event of any query, please contact ARST. Timetables valid until September, 15

AEROPORTO PARTENZE CAGLIARI AEROPORTO 05:20 / 06:10 / 07:05 / 08:10 / 09: 00 / 09:30 / 10:00 / 10:30 / 11:00 / 11:30 / 12:00 / 12:30 / 13:00 / 13:30 / 14:00 / 14:30 / 15:00 / 15:30 / 16: 00 / 16:30 / 17:00 / 17:30 / 18:00 / 18:30 / 19:00 / 19:30 / 20:00 / 20:30 / 21:00 / 21:30 / 22:00 / 22:30.

PARTENZE AEROPORTO CAGLIARI 08:45 / 09:15 / 09:45 / 10:15 / 10: 45 / 11:15 / 11:45 / 12:15 / 12:45 / 13:15 / 13:45 / 14:15 / 14:45 / 15:15 / 15:45 / 16:15 / 16:45 / 17:15 / 17: 45 / 18:15 / 18:45 / 19:15 / 19:45 / 20:15 / 20:45 / 21:15 / 21:45 / 22:15 In alto riportiamo una selezione di fermate delle corse ARTS CAGLIARI - VILLASIMIUS- COSTA REI FER - Corsa feriale / GIOR - Corse giornaliere compresi i festivi / SCOL - Corse che si effettuano nel periodo scolastico / FEST - Corse che si effettuano nei giorni / 22:45 / 23:30. festivi. / PENT - Corsa che si effettua dal lunedì al venerdì feriali / FER - Week services / GIOR - Every day / SCOL - Scholastic period / FEST - Holidays / PENT - From monday to friday / La voce Cagliari ARST indica la partenza dall’autostrazione di Piazza Matteotti / Cagliari ARST indicates departure from railway GIORNALIERA tempo stimato 10 minuti station in Piazza Matteotti

ARST CAGLIARI TICKET rivendite biglietti per Cagliari STAZ ARST P.ZZA MATTEOTTI Tel:70/4098324 orario: 06:00 - 20:30 TABACCHERIA CORGIOLU VIA DANTE 72/B orario: 07,30-13,00 - 16,00-21,00 BAR BRISTOL V.LE MONASTIR 23 orario: 06,30-23,00 BAR CORRIAS VIA S. BENEDETTO 54 orario: 06,00-22,00

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BAR TABACCHI SULIS VIA SAN MICHELE 90 orario: 06,00-24,00 Chiusura: DOMENICA TABACCHERIA CASTI P.ZZA S.BENEDETTO 8 7.00-14.00 16.00-21.00 Chiusura: DOMENICA BAR CONCAS VIA COCCO ORTU orario: 5.00-20.00 5.00-20.00 Chiusura: DOMENICA

NUMERI TELEFONICI AGENZIE ARST BAR LOI VIALE BONARIA 112 - 114 orario: 06.30-23.00 Chiusura: DOMENICA BIGLIETTERIA ARST

Agenzia di Sassari viale Porto Torres Sassari tel. 079 2639200

Agenzia di Oristano via Copenaghen Oristano tel. 0783 71776

Sede di Olbia c.so Umberto I Olbia tel. 0789 553000

BAR SNACK VIALE TRIESTE 59/D orario: 06:30-20.45 Chiusura: DOMENICA

Agenzia di Nuoro loc. Pratosardo Nuoro tel. 0784 295038

Sede di Lanusei viale Marconi 41 Lanusei tel. 0782 40292

Sede di Guspini via Matteotti 215 Guspini tel. 070 970236

Gli orari sono pubblicati su: http://arst.sardegna.it

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