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TRIMESTRALE DI ATTUALITÀ E BENESSERE • N°18 • ANNO 6 • GENNAIO 2014 • € 1,00 • NUMERO OMAGGIO

DIVITA magazine

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editoriale

DIVITA

DIVITA magazine Registrazione Tribunale di Padova nr. 2179 del 04.06.09 Trimestrale di attualità e benessere DIRETTORE RESPONSABILE Federica Favaro info@federicafavaro.it COORDINAMENTO GENERALE Aspiag Service Srl REDAZIONE Ad Comunicazione PROGETTO GRAFICO Ad Comunicazione FOTOGRAFIA Roberto Sammartini HANNO COLLABORATO Erika Cartabia, Simonetta Chiarugi, Elisa Cilento, Fabio Farinati, Stefano Polato, Paola Reverso, Fabrizio Zago EDITORE Ad Comunicazione AD 010 Srl via Croce Rossa 26 35129 Padova T. 049 8071966 - F. 049 8071988 email: info@adcomunicazione.it

Cari lettori, in questa stagione, forse più che nelle altre, sentiamo il bisogno di stare bene, di prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari. Nonostante le giornate corte e il clima rigido, l’inverno è il momento migliore per dedicare del tempo al nostro corpo. Dopo le feste natalizie, dopo le ore trascorse a tavola e le molte calorie ingerite, abbiamo bisogno di cibi che ci nutrano in maniera completa, ma che nello stesso tempo ci aiutino a purificarci dall’interno: per fortuna la natura viene in nostro aiuto con molti prodotti di stagione adatti allo scopo! Tra le pagine di questo numero i nostri chef e nutrizionisti hanno studiato delle ottime ricette per aiutarci: pesce azzurro come lo sgombro, che è di stagione proprio in questo periodo, o il più semplice nasello, adatto a tutte le età; ma anche carciofi, ricchi di fibre e ferro. Pensate che abbinati agli agrumi – o comunque a cibi ricchi di vitamina C - permettono di assimilare facilmente tutto il ferro che contengono! Scopriamo insieme le molte proprietà di avena e ceci, ingredienti poco utilizzati, ma molto versatili. E cosa c’è di meglio per riscaldarsi di una buona zuppa, magari con l’aggiunta di avena al posto della pasta? I carboidrati e i grassi “buoni” dell’avena, uniti alle proteine e al ferro delle lenticchie - che qui vi proponiamo - sono i nutrienti ideali per i periodi di maggiore affaticamento fisico e mentale. Se la vostra passione sono invece i formaggi, non fatevi sfuggire quelli della linea Despar Premium, che vi invitiamo a provare in due golose ricette con Taleggio e Montasio! Infine per chi è amante delle tisane, sveliamo qualche segreto per prepararle in casa… Anche in questo numero parliamo alle mamme, in particolare a proposito dei bimbi che non dormono la notte: un aiuto può venire anche dalla cena! Sempre attenti alle bellezze del nostro territorio, vi portiamo questa volta alla scoperta della “verde Umbria”, una piccola regione ricchissima di storia, cultura, arte, paesaggi mozzafiato e prodotti tipici straordinari, molti dei quali poco noti ma antichissimi e parte della tradizione locale. Un numero denso di spunti di riflessione, informazioni, idee, ma soprattutto tante coccole… DiVita! La redazione

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CHI SIAMO? Un impegno che si tramuta in valore e valori: Despar - Gruppo Gam Spa - occupa un posto importante per la crescita economica del Sud Italia. Grazie all’esperienza acquisita sin dagli anni ‘70 detiene il primato nel settore della distribuzione alimentare, caratterizzandosi per la sua copertura territoriale di Calabria, Basilicata, Campania e per la qualità di prodotti e servizi, attentamente selezionati e distribuiti in oltre 50 punti di vendita. Dal Centro Direzionale di S. Marco Argentano (CS) parte l’impegno quotidiano degli uomini e donne Despar. Il Gruppo con i suoi oltre 2000 dipendenti, garantisce ogni giorno la gestione logistica di circa 25.000 prodotti.


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SOMMARIO

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LETTORI DIVITA Voce ai lettori

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STAGIONI DIVITA Prodotti di stagione: carciofo, cavolo verza, pera, mandorla, nasello, sgombro

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NUTRIMENTO DIVITA Ceci, avena

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CUCINA DIVITA 12 cibi invernali tutti da scoprire

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RICETTE DIVITA Torta salata ai carciofi e ricotta Minestra di avena, porri e lenticchie Fusilli con sgombro, carciofi e zafferano Involtini di cavolo verza ripieni di pollo al curry Nasello alle mandorle e radicchio saltato Crostatine alle pere con farina di castagne e cioccolato Cantucci alle mandorle

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CONSIGLI DIVITA Non è la solita minestra

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MAMMA DIVITA I bambini non dormono! La cena è quella giusta? La ricetta della buona nanna: tortino di semolino con bietoline

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MENU DIVITA Allenamento? Menu prima e dopo

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BENESSERE DIVITA Tisane homemade

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PRODOTTI DIVITA Formaggi... che passione! Vellutata al porro e zafferano con fonduta di Taleggio Mini quiches con broccoli e Montasio

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REGIONI DIVITA Umbria cuore verde d’Italia

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CONSIGLI DIVITA Intervista a un atomo di carbonio

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VERDE DIVITA Fiori alla finestra

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PILLOLE DIVITA

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BAMBINI DIVITA Aiuto, la terra non gira più! I tre finali più belli della storia “Poldino e l’invasione della nube nera”


Lo Speck Alto Adige I.G.P. Lo Speck Alto Adige I.G.P. è un prosciutto crudo disossato, rifilato, salmistrato a secco, leggermente affumicato e lasciato ad asciugare e a stagionare. Un gusto straordinario e un aspetto inconfondibile: lo speck deve la sua unicità alle particolari condizioni climatiche delle valli alpine dell’Alto Adige e al tradizionale metodo di produzione, da sempre tramandato di padre in figlio come metodo classico di conservazione del suino macellato nel periodo natalizio

Fondata nel 1974 a Plaus (BZ) dai fratelli Moser, la Moser Speck Srl annovera una storia caratterizzata da successi. Già nel 1980 è una tra le prime aziende a potersi fregiare del marchio ”Alto Adige” nella produzione dello Speck IGP. Negli anni Novanta, oltre a un processo di ampliamento e ammodernamento degli stabilimenti, l’impresa riesce anche nell’intento di ottenere varie certificazioni di qualità di rilevanza internazionale, quali il codice Ue e il marchio ISO. In quegli anni anche il famoso alpinista altoatesino Reinhold Messner decide di prestare il suo volto per promuovere i prodotti. Sempre nel piano di crescita aziendale e vista la crescente richiesta, la direzione decide nel 2009 di installare una linea di affettamento per dar vita a un nuovo settore Cosí, grazie ai continui cambiamenti per restare al passo coi tempi, la Moser Speck oggi si annovera tra i leader di mercato nella produzione di speck.

Stein 17, 39025 Naturno, Alto Adige, Italia, Tel. +39 0473 671 000, Fax +39 0473 671001, e-mail: info@moser.it, www.moser.it

RICETTA


lettori

DIVITA

VOCE AI LETTORI Cucina DIVITA

Nutrimento DIVITA

Cara Redazione, sono un’affezionata lettrice, vi scrivo per avere un vostro consiglio. Sono una coltivatrice di peperoncino di ogni specie e vorrei conoscere il modo più semplice e corretto per conservarlo. Grazie,

Buongiorno, gradirei avere informazioni in merito all’articolo dedicato al formaggio di capra, apparso nel numero autunnale, nel quale scrivete che può essere consumato da coloro che sono intolleranti alle proteine del latte vaccino ma non da coloro che sono intolleranti al lattosio. Io sono intollerante al lattosio e ho sempre creduto che “intolleranza al lattosio” e “intolleranza alle proteine del latte” fossero la stessa cosa. In cosa consiste la differenza? Potrò mangiare il formaggio di capra nonostante la mia intolleranza al lattosio? Vi ringrazio molto e porgo cordiali saluti.

Angela Gentile Angela, il metodo più semplice per conservare il peperoncino è essiccarlo. Basta pulire bene i peperoncini, tagliarli a metà e disporli, distanti l’uno dall’altro, su dei fogli di carta assorbente posti a loro volta su qualche foglio di giornale. I peperoncini andrebbero essiccati al sole, ma quando non è possibile, si possono essiccare anche al forno ponendoli semplicemente su una teglia sopra della carta da forno a circa 60°C per un’ora. I peperoncini secchi poi possono essere ridotti in una polvere super piccante: basta frullarli bene togliendo solo il peduncolo e lasciando i semi. Il peperoncino fresco invece può essere conservato nel congelatore: basta frullarlo con un filo di olio extravergine d’oliva fino a ottenere una purea omogenea che può essere distribuita nelle vaschette per il ghiaccio. La redazione DiVita magazine

Chiedilo alla REDAZIONE Gentili Signori, frequento l’Interspar di via Gallo a Vicenza e tempo fa ho trovato una copia del DiVita magazine. Purtroppo non sempre lo trovo e vorrei pertanto sapere se è possibile riceverlo direttamente a casa. Distinti saluti,

Nadia Gentile Nadia, l’intolleranza al lattosio (uno “zucchero” denominato disaccaride) è dovuta a un deficit (carenza) di produzione dell’enzima lattasi, prodotto dalle cellule intestinali del duodeno. Questo enzima è indispensabile per la scissione del lattosio in glucosio e galattosio, le due molecole di “zucchero” di cui è composto, affinché possano essere assorbite dalle cellule della mucosa intestinale. Se questo processo di scissione non avviene, il lattosio non può essere assorbito e di conseguenza si possono sviluppare una serie di disturbi intestinali. L’intolleranza alle proteine del latte insorge invece quando il nostro sistema immunitario reagisce contro queste proteine scatenando una serie di disturbi che possono manifestarsi a livello intestinale o generale (per esempio sotto forma di orticaria). Nello specifico, il formaggio di capra risulta generalmente più facile da “tollerare” rispetto ai formaggi vaccini. Ti consigliamo comunque di chiedere un parere al tuo medico curante, che saprà darti consigli più specifici relativi al tuo caso. La nutrizionista Paola Reverso

Monica Gentile Monica, non effettuiamo spedizioni ma tutti i numeri del magazine sono disponibili in versione sfogliabile all’indirizzo: www.edespar.it/it/divita_magazine_lista.php Da qui puoi scaricare il pdf! La redazione DiVita magazine

Scrivici all’indirizzo: redazione@divitamagazine.it Le domande e i commenti più curiosi verranno pubblicati nel prossimo numero assieme alle risposte.

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DELIZIOSE RICETTE DA PAGINA 13

stagioni

DIVITA

PRODOTTI DI STAGIONE CARCIOFO Poliedrico nella forma e in cucina, il carciofo è una miniera di fibre, minerali (sodio e calcio) e vitamina B. Ipocalorico e diuretico per l’alto contenuto di acqua, quest’ortaggio invernale ha una proprietà formidabile: le sue fibre aiutano a ridurre il livello di colesterolo “cattivo” (LDL) nel sangue. PREPARAZIONE

Del carciofo non si butta via niente: mangiatene non solo il tenero cuore, ma anche le foglie e il gambo che contengono eccellenti principi nutritivi. Da consumare crudo in insalata per beneficiare di tutte le sue proprietà (con qualche goccia di limone affinché non annerisca), è delizioso anche cotto e ripieno per i palati più golosi. CURIOSITÀ

Inverno, tempo di carciofi: l’ortaggio dal cuore e dalle mille virtù benefiche

tenero

Talmente buono e bello da meritarsi un’ode del premio Nobel Pablo Neruda (Oda a la Alcachofa)!

CAVOLO VERZA Altro che verdura povera, come da molti è considerata! Il cavolo verza, della famiglia delle crucifere, è una delle verdure più nutrienti e una fonte ricchissima di fibre, vitamina C e soprattutto di antiossidanti, alleati preziosi nella prevenzione delle patologie tumorali. PREPARAZIONE

Crudo è più digeribile e conserva intatti i suoi principi, mentre se lo cuocete a vapore o stufato, abbiate l’accortezza di utilizzare poca acqua e di tenerlo al dente. Ideale in zuppe e minestre o come contorno per le carni. La cucina sushi ne utilizza anche le foglie esterne! CURIOSITÀ

È l’ortaggio che meno teme il freddo: se lo tenete a 0°C e in ambiente molto umido, si conserva anche per 5 mesi!

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nutrienti

Arriva dal freddo e porta con sé un carico di formidabili: il cavolo verza è tutto da scoprire


stagioni

DIVITA

PERA Adorata dai bambini per il suo sapore zuccherino e alimento ideale nello svezzamento dei neonati, la pera è un portento della natura! Moltissime vitamine e fibre (soprattutto nella buccia), amiche del nostro intestino, contiene anche il sorbitolo, che facilita la digestione, e preziosi antiossidanti. Consigliata agli sportivi e a chi è in calo di energie per il suo valore di zuccheri e potassio. PREPARAZIONE

A chi piace al naturale, chi la mette nei dolci, chi la preferisce invece accostata a sapori salati (primi piatti, insalate, formaggi): la pera si rivela uno dei frutti più versatili in cucina. Sceglietele bio, per poterne mangiare anche la buccia. Ottime cotte (con effetti lassativi), si trovano anche sciroppate, ma perdono parte delle proprietà originarie e contengono molti zuccheri aggiuntivi.

irresistibile: la pera conquista

Dolcezza infinita e davvero tutti, grandi e piccini

CURIOSITÀ

Gli uomini del ‘700 le mangiavano come dolce da passeggio, caramellate e infilzate con uno spiedino.

MANDORLA Un minuscolo frutto dalle enormi virtù! La mandorla è una riserva di antiossidanti: grazie alla vitamina E ci aiuta a rallentare l’invecchiamento cellulare e a combattere i radicali liberi. Come tutta la frutta a guscio, limita la produzione di colesterolo “cattivo” nel sangue (LDL), mentre per l’alto valore energetico e di ferro e magnesio, mangiare mandorle ci permette di ricaricare le energie. PREPARAZIONE

Fresche o secche, le mandorle sono uno snack spezzafame sano, nutriente e tascabile! Mangiatene almeno 4/5 al giorno. Trovano largo impiego in pasticceria, ma anche nella preparazione di insalate e di piatti a base di riso, pasta, pesce o carne bianca. CURIOSITÀ

La mandorle esistono sia dolci che amare: quest’ultime sono impiegate in campo farmaceutico e cosmetico ma non in cucina (se non in dosi minime per la preparazione degli amaretti) perché velenose.

energie

Un piccolo grande frutto che regala e straordinarie proprietà, ancor più nella stagione fredda

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stagioni

DIVITA

NASELLO Pescato prevalentemente nel Mediterraneo, nel Mare del Nord e nell’Atlantico, il nasello ha carni bianche e magre, e un sapore molto delicato. È facilmente digeribile e per questo consigliato nello svezzamento dei neonati e nell’alimentazione di bambini e anziani. Ha un ottimo contenuto di proteine nobili e di sali minerali, e poche calorie. PREPARAZIONE

Ottimo in bianco, semplicemente lessato in poca acqua per non disperderne le caratteristiche nutrizionali, ma anche al vapore, in umido o al cartoccio in forno. Si può cuocere intero o a filetti e si trova fresco o surgelato. Prestate attenzione prima di cuocerlo che abbia un bel colore argento brillante e l’occhio sporgente e vivo. CURIOSITÀ

Tenero, bianco e leggero, il nasello è il pesce che va bene a tutte le età

Per il suo nome scientifico latino “Merluccius merluccius” e per l’aspetto molto simile viene spesso confuso con il merluzzo, ma si tratta in realtà di due pesci diversi. Il merluzzo ha una barbetta sotto alla testa che nel nasello manca.

SGOMBRO Un specie considerata “negletta” perché poco conosciuta, in realtà lo sgombro è un pesce straordinario: ecosostenibile, poco costoso e con tutte le qualità nutritive del pesce azzurro. Dal sapore intenso e deciso e dalla carne morbidissima, lo sgombro è una riserva di acidi grassi “buoni” (polinsaturi, omega-3), fondamentali per la salute del nostro cuore e del nostro cervello. I suoi mari sono soprattutto il Mediterraneo e il mar Nero. PREPARAZIONE

Lo potete trovare fresco o surgelato ma anche in scatola sott’olio o al naturale. Al forno, al vapore, al cartoccio, marinato, alla griglia: lo sgombro è buono in tutti i modi. I filetti in scatola invece sono ideali all’interno di insalate. CURIOSITÀ

Lo sgombro possiede anche altri due nomi: maccarello o lacerto. È un pesce molto longevo, può vivere fino a 17 anni!

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Non chiamatelo pesce povero: lo sgombro è oro per il nostro organismo


nutrimento

DIVITA

CECI

AVENA

Il suo nome in greco antico la dice lunga: “kikus”, forza, potenza. Ed è proprio così, il cece è nutrimento ed energia allo stato puro. Nonostante si tratti della terza leguminosa più coltivata nel mondo, in Italia purtroppo non è molto consumato, se non per piatti regionali. Un legume che merita di essere conosciuto meglio e mangiato di più!

È il cereale protagonista dell’inverno: tra tutti è quello con il maggior contenuto di proteine e grassi buoni ed è una fonte inesauribile di fibre solubili, tutti nutrienti che per il nostro organismo si traducono in preziosa energia per affrontare la stagione fredda. ORIGINE Origini antichissime ma consumo e diffusione molto recenti, l’avena fino a qualche anno fa era infatti destinata quasi esclusivamente ad uso mangime per il bestiame (soprattutto cavalli). Tra le varietà esistenti, quella che consumiamo è chiamata sativa, mentre l’avena fatua o folle è una pianta infestante. PROPRIETÀ E BENEFICI Abbiamo detto quanto l’avena sia un alimento energizzante per mente e corpo, grazie al notevole valore proteico e lipidico. Va segnalato anche l’effetto benefico di questo cereale sul colesterolo: si tratta infatti di uno degli alimenti più indicati per ridurre il livello di LDL (colesterolo “cattivo”) nel sangue, misura preventiva nei confronti di patologie cardiovascolari e cerebrali.

ORIGINE Le virtù del cece, seme dell’omonima pianta, sono note fin dall’antichità. Si hanno tracce della sua coltivazione addirittura 4.000 anni fa in Turchia, mentre nell’antico Egitto i ceci, con la loro riserva energetica, erano l’alimento principe della dieta degli schiavi.

CONSIGLI Fiocchi, chicchi o farina: a voi scegliere come preferite consumare questo straordinario cereale. Il suo gusto dolce e gradevole rende l’avena adatta per la colazione all’interno del muesli o come fiocchi nel latte o nello yogurt. Se invece volete consumarla sotto forma di chicchi, aggiungeteli a tutte le preparazioni a base di verdure e legumi, dopo averli lessati. Con la farina d’avena preparate pane, dolci e zuppe, miscelandola con altre farine.

PROPRIETÀ E BENEFICI I ceci sono i legumi più nutrienti e calorici. Una vera e propria scorta di proteine vegetali, più facili da assimilare di quelle animali, carboidrati, fonte per il nostro organismo di energia, fibre in quantità e grassi buoni omega-3, protettori dell’apparato cardiocircolatorio. Contengono inoltre folati, importanti per la prevenzione dell’anemia, e magnesio, utile a regolarizzare il colesterolo nel sangue e a prevenire quindi malattie dell’apparato nervoso e cardiocircolatorio. CONSIGLI Si consumano secchi (ammollo di una notte e cottura di 3 ore) o per chi non dispone di molto tempo anche in scatola, raramente freschi. Sono ideali da soli o per la preparazione di zuppe, ma anche di burger vegetali, polpettine falafel e crema di hummus. La farina di ceci invece viene impiegata per frittate, torte salate, crespelle e altre preparazioni sfiziose, consigliate anche per i celiaci peché prive di glutine.

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cucina

DIVITA

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CIBI INVERNALI

ARANCIA

Potassio / Quercetina Vitamina C / Pectina

FINOCCHIO Fibre / Calcio

SEDANO RAPA Fibre / Ferro

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CLEMENTINA

CAVOLO RAPA

Vitamina C / Vitamina B1 Vitamina B2 / Vitamina B6

Fibre insolubili / Calcio / Cobalto Iodio / Rame / Manganese Magnesio / Zinco / Zolfo

PORRO

CAVOLO CAPPUCCIO

Calcio / Potassio / Fosforo

Flavonoidi / Betacarotene Vitamina C / Vitamina K / Magnesio

CEDRO

CAVOLINO DI BRUXELLES

Vitamina C / Flavonoidi

Ferro / Potassio / Magnesio / Fosforo Vitamina C / Vitamina K


cucina

DIVITA

TUTTI DA SCOPRIRE Le proprietà nutritive dei cibi che ci faranno compagnia in questa stagione di Paola Reverso

CARCIOFO

Ferro / Inulina / Fibre insolubili

POMPELMO Vitamina C

BROCCOLO

Betacarotene / Vitamina C / Calcio Potassio / Flavonoidi

GLOSSARIO Betacarotene: precursore della vitamina A, utile per la visione notturna. Protegge la pelle dai raggi ultravioletti. Calcio: conferisce “rigidità” allo scheletro. Necessario per la funzione di numerosi enzimi. Insieme alla vitamina D aiuta a prevenire l’osteoporosi. Indispensabile per la corretta contrazione del muscolo cardiaco. Cobalto: parte integrante della vitamina B12, è quindi necessario per lo sviluppo dei globuli rossi. Ferro: aiuta il sistema immunitario. Utilizzato nella formazione della mioglobina, molecola presente nei muscoli. Costituente essenziale dell’emoglobina che trasporta ossigeno ai tessuti. Fibre insolubili: utili per facilitare l’evacuazione. Regolano la peristalsi intestinale. Contribuiscono a mantenere sane le mucose intestinali. Forniscono nutrimento alla microflora intestinale. Flavonoidi: combattono i radicali liberi che possono danneggiare le membrane e le strutture cellulari. Pigmenti ad azione antiossidante. Irrobustiscono la parete dei piccoli vasi sanguigni. Fosforo: entra nella composizione dei nucleotidi, componenti del DNA. Entra nella composizione dell’ATP, la sorgente energetica di ogni processo vitale. Inulina: fibra solubile, utile per il benessere della flora microbica intestinale. Iodio: necessario per la formazione degli ormoni tiroidei. Magnesio: essenziale nella costruzione dei grassi, delle proteine e del DNA. Utile per la produzione di alcuni ormoni. Fondamentale per la produzione di energia.

Manganese: interviene nella produzione del colesterolo. Pectina: fibra solubile che aiuta ad abbassare le LDL (il colesterolo “cattivo”). Potassio: importante per la contrazione muscolare. Utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Necessario per la trasmissione degli impulsi nervosi. Utile per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Quercetina: un flavonoide utile per potenziare l’energia cellulare. Rame: necessario per la formazione dell’emoglobina. Vitamina C: rafforza il sistema immunitario. Aiuta a combattere la formazione della placche aterosclerotiche e a combattere lo stress. Attiva la vitamina E, potente antiossidante; attiva l’acido folico, o vitamina B9, importante nel metabolismo degli aminoacidi e nella sintesi del DNA. Indispensabile per la formazione del collagene (la proteina dei tessuti connettivi, dell’osso e del dente). Facilita l’assorbimento intestinale del ferro. Vitamina B1: partecipa al metabolismo energetico cellulare. Vitamina B2: partecipa al metabolismo dei glucidi, lipidi e proteine. Vitamina B6: partecipa attivamente al metabolismo delle proteine. Vitamina K: interviene nel processo di calcificazione. Indispensabile per la coagulazione del sangue. Zinco: è necessario per la formazione di ossa e muscoli. Zolfo: assicura solidità e robustezza alle proteine che lo contengono.

Ritaglia le pagine e appendile nella tua cucina: renderai il tuo inverno più colorato e nutriente!

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Sapori e Tradizioni La Famiglia Veroni produce salumi a Correggio, nel cuore dell’Emilia. Da quattro generazioni, i principi della famiglia sono gli stessi: passione per il lavoro, amore per le cose buone ed equilibrio fra evoluzione, tecnologica e tradizione. Proprio come diceva Nonno Veroni.

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ricette

DIVITA

di Stefano Polato

Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 20 min. Tempo di cottura: 40 min. Ingredienti per uno stampo da 22 cm

TORTA SALATA ai carciofi e ricotta

Per la pasta: • 150 g di farina 0 Despar • 50 g di farina di segale • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva Despar • Bevanda di riso o Soia Drink Despar Vital q.b. • Sale Per la farcia: • 6 carciofi • 4 cucchiai di ricotta fresca Despar • 2 uova intere Despar • Sale e pepe Procedimento 1. Mettete le farine in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale fino e l’olio. 2. Impastate versando la bevanda di riso o di soia un po’ alla volta fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. 3. Formate una palla e lasciatela riposare coperta con un panno pulito a temperatura ambiente per 30 minuti. 4. Lavate i carciofi, privateli delle foglie esterne più dure, tagliateli a metà e affettateli. Metteteli in acqua e limone. 5. Sbollentate i carciofi per 5 minuti in acqua leggermente salata. 6. Dopo averli scolati, amalgamateli alla ricotta, unite le uova sbattute e aggiustate con un pizzico di sale e una grattugiata di pepe. 7. Aiutandovi con un po’ di farina di segale, stendete la pasta e foderate lo stampo rivestito di carta forno. Eliminate la pasta in eccesso e distribuitevi la farcia. 8. Infornate in forno caldo (180°C) per 35/40 minuti. Pillola di saggezza alimentare Le fibre della farina di segale e dei carciofi ostacolano in parte l’assorbimento dei grassi saturi delle uova. Difficoltà: FACILE

Costo:

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MEDIA

DIFFICILE

€ BASSO €€ MEDIO €€€ ALTO


MINESTRA DI AVENA, porri e lenticchie

Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 15 min. Tempo di cottura: 35 min. Ingredienti per 4 persone • 200 g di lenticchie Despar • 150 g di avena decorticata • 1 gamba di sedano • 1 carota Passo dopo Passo Despar • 2 gambe di porro tritate • 1 rametto di rosmarino • 3 cucchiai di salsa di pomodoro Despar • 1 foglia d’alloro • Mezzo cucchiaino di peperoncino Despar in polvere • Olio extravergine d’oliva Despar • Sale e pepe

Procedimento 1. Come prima cosa mettete in ammollo 150 g di avena decorticata per almeno 12 ore. 2. Trascorso il tempo, risciacquate con cura l’avena e cuocete per 25 minuti in abbondante acqua non salata. 3. Nel frattempo, cuocete anche le lenticchie in una pentola con abbondante acqua non salata con una foglia di alloro, un cucchiaio di porro tritato e un rametto di rosmarino. Quando l’acqua inizia a bollire, abbassate il fuoco al minimo e cuocete le lenticchie per 25 minuti circa. 4. Una volta pronte le lenticchie, fate soffriggere con olio extravergine d’oliva un trito di sedano, carota, porro e peperoncino. Aggiungete al soffritto le lenticchie e lasciate insaporire per qualche minuto mescolando con un cucchiaio di legno. 5. Aggiungete circa un litro d’acqua e la salsa di pomodoro. Unite l’avena, portate a bollore e fate cuocere ancora una decina di minuti, aggiustando di sale e pepe. Pillola di saggezza alimentare I carboidrati e i grassi “buoni” dell’avena, le proteine e il ferro delle lenticchie sono i nutrienti ideali quando vi sentite stanchi e mentalmente affaticati.

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ricette

DIVITA

di Stefano Polato

Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 10 min. Tempo di cottura: 20 min.

FUSILLI CON SGOMBRO, carciofi e zafferano

Ingredienti per 4 persone • 300 g di fusilli Despar • 3 carciofi • 1 sgombro da 300 g sfilettato o 300 gr di filetti di sgombro Despar Premium • 250 ml circa di brodo vegetale • 1 bustina di zafferano • 1 limone • 1 ciuffo di prezzemolo • 1 scalogno • 1 cucchiaio d’olio extravergine d’oliva • Sale e pepe Procedimento 1. Lavate bene i carciofi, eliminate le foglie dure più esterne e spuntateli. Tagliateli a metà, eliminate la barba centrale, riduceteli a spicchietti e metteteli in acqua e limone. 2. Mettete in una padella un filo d’olio e lo scalogno tritato. Quando inizia a soffriggere aggiungete un cucchiaio di brodo vegetale, un pizzico di sale e cuocete per un minuto. 3. Unite i carciofi, i filetti di sgombro tagliati a dadini e la bustina di zafferano. Fate cuocere per due minuti mescolando, quindi insaporite con una grattugiata di pepe, aggiungete un mestolo di brodo vegetale e cuocete per altri 10 minuti. 4. Lessate la pasta in abbondante acqua salata tenendola al dente. 5. Scolate la pasta e saltatela a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, aggiungendo un mestolino di brodo vegetale e girando di frequente. 6. Servite con una spolverata di prezzemolo tritato. Pillola di saggezza alimentare Se i vostri figli rifiutano lo sgombro per il suo sapore intenso, grazie ai carciofi e allo zafferano potranno cambiare idea e gustare con piacere questo pesce azzurro ricco di preziosi e utili acidi grassi omega-3.

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Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 15 min. Tempo di cottura: 25 min. Ingredienti per 4 persone • 1 cavolo verza • 1 petto di pollo Passo dopo Passo Despar • 2 cipollotti • Una decina di funghi champignon • 1 cucchiaino di curry in polvere Despar • 1 cucchiaino di semi di sesamo • 1 limone Despar • 1 rametto di rosmarino • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva Despar • 1 cucchiaino di salsa di soia

INVOLTINI DI CAVOLO VERZA ripieni di pollo al curry

Procedimento 1. Mettete a bollire dell’acqua in una vaporiera o in una pentola provvista dell’apposito cestello di bamboo per la cottura a vapore. 2. Ricavate dal cavolo verza le foglie intere per fare circa 20 involtini. Conservate e tritate i ritagli che serviranno per il ripieno. Riponete le foglie nel cestello e lasciatele ammorbidire per 5 minuti. 3. Nel frattempo preparate il ripieno tagliando il pollo a dadini e unendovi il cipollotto tritato, i funghi (anch’essi tagliati a dadini), il curry, il sesamo, il rosmarino tritato, la salsa di soia, il succo di mezzo limone e i ritagli di cavolo cappuccio. Alla fine aggiungete un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva e amalgamate bene il tutto ottenendo un composto grossolano. 4. Lasciate raffreddare le foglie del cavolo e allargatele una a una. Mettete un cucchiaio abbondante di ripieno sul lato di ciascuna foglia. A questo punto, iniziate ad arrotolare dando un giro, ripiegate i margini laterali in modo da impedire la fuoriuscita del ripieno e terminate di arrotolare. 5. Riponete gli involtini nel cestello della vaporiera uno accanto all’altro e cuocete per 15/20 minuti. Pillola di saggezza alimentare Tutti i tipi di cavolo, tra cui il cavolo verza, contengono sulforafano e isotiocianati, due molecole utili nella prevenzione dei tumori intestinali.

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NASELLO ALLE MANDORLE e radicchio saltato

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ricette

DIVITA

di Stefano Polato

Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 10 min. Tempo di cottura: 10 min. Ingredienti per 4 persone • 8 filetti di nasello • 800 g di radicchio di Treviso o spadone • 60 g di mandorle spellate • 2 acciughe sott’olio sgocciolate Despar • 4 cucchiai di pangrattato Despar • Vino bianco secco • Una manciata di uva sultanina • Una manciata di pinoli • Mezza cipolla tritata Passo dopo Passo Despar • Olio extravergine d’oliva Despar Premium 100% italiano • Sale e pepe Procedimento 1. Tritate le mandorle assieme alle acciughe e mescolatele con il pangrattato. 2. Con il composto ottenuto, impanate i filetti e infilzateli con uno spiedino. 3. In una padella con un filo d’olio, fate dorare gli involtini, sfumate con un goccio di vino bianco secco e cuocete a fuoco medio per una decina di minuti. 4. Mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida. 5. Soffriggete mezza cipolla tritata in una padella, aggiungete il radicchio e saltate per 4 minuti con mezzo bicchiere d’acqua, l’uvetta ammollata e i pinoli. Aggiustate il gusto con un pizzico di sale e di pepe. 6. Servite i filetti di nasello adagiandoli sopra il radicchio saltato. Pillola di saggezza alimentare Dopo una giornata intensa questa ricetta vi aiuterà a rilassarvi e a predisporvi al riposo notturno grazie al triptofano contenuto nel nasello e nelle acciughe, e grazie al magnesio presente in mandorle e pinoli.

i nostri prodotti 1.

2. 1. Olio extravergine d’oliva Despar Premium 100% italiano 2. Filetti di alici all’olio di oliva Despar

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CROSTATINE ALLE PERE con farina di castagne e cioccolato

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ricette

DIVITA

di Stefano Polato

Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 20 min. Tempo di cottura: 30 min. Ingredienti per 6 cocottine da forno da 8 cm di diametro • 300 g di farina di castagne • 3 pere • 150 g di cioccolato fondente 70% cacao Despar Premium • 150 g di olio di semi di girasole Despar • 50 g di zucchero di canna grezzo • 1 uovo intero Buon Impasto Despar Procedimento 1. Amalgamate l’olio con lo zucchero e l’uovo e versatelo al centro della classica fontana con la farina di castagne (foto 1). 2. Impastate velocemente e mettete il panetto in frigorifero per mezz’ora avvolto nella pellicola per alimenti. 3. Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria (foto 2). 4. Prelevate dal frigo l’impasto, che risulterà sabbioso, e iniziate a foderare il fondo e i bordi delle cocottine (foto 3). Tenete da parte un po’ di pasta che servirà alla fine. 5. Sbucciate le pere e tagliatele a fettine (foto 4). 6. Formate con esse uno strato (foto 5) e versate il cioccolato (foto 6), quindi sbriciolatevi sopra la pasta rimasta. 7. Infornate a 170°C per 30 minuti. Lasciate raffreddare e servite direttamente nelle cocottine. Pillola di saggezza alimentare Proponete ai vostri bambini queste crostatine a colazione prima di andare a scuola. Nell’intervallo basterà un frutto per arrivare all’ora di pranzo senza essere troppo affamati.

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CANTUCCI alle mandorle Difficoltà: Costo: € Tempo di preparazione: 15 min. Tempo di cottura: 35 min. Ingredienti per una ventina di cantucci • 100 g di farina 00 Despar • 100 g di farina di riso • 50 g di mandorle intere • 40 g di zucchero di canna grezzo • 6 cucchiai di vino bianco passito • 1 uovo intero Despar • Mezza bustina di lievito per dolci • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva delicato Procedimento 1. Riunite in una ciotola le farine, lo zucchero, il lievito e le mandorle. 2. Aggiungete l’uovo, l’olio, il vino bianco passito e impastate il tutto. 3. Su una teglia da forno rivestita di carta forno, formate con il composto un salsicciotto largo 4 cm e alto 2 cm. 4. Infornate a 180°C per 25 minuti circa. 5. Una volta trascorso il tempo di cottura, tagliate delle fettine larghe 1,5 cm e infornate i cantucci per altri 10 minuti. Pillola di saggezza alimentare Dolci a basso apporto di grassi e zucchero, facilmente digeribili: potete gustarne un paio come spuntino serale per “coccolarvi” senza sensi di colpa!

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consigli

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NON È LA SOLITA MINESTRA! di Fabio Farinati

Siamo in pieno inverno. E allora parliamo di minestroni e minestre, quei piatti che magari mangiamo di voglia quando andiamo a camminare in montagna in qualche rifugio ma che non prendiamo neppure in considerazione a casa nostra. I minestroni invece costituiscono un pasto sano, sono un concentrato di sali minerali e vitamine, hanno un contenuto di grassi irrisorio e facilitano la funzione del nostro intestino, accelerando il transito. Inoltre, grazie alla quantità di fibre che introduciamo mangiandoli e quindi al volume che presentano, i minestroni fanno insorgere un senso di sazietà che fa ridurre l’introito di altri alimenti. I minestroni hanno poi il vantaggio di poter essere preparati con diverse ricette, a seconda delle regioni e delle stagioni. Esistono infatti diverse varianti. Dalla ribollita toscana con fagioli, verza e cavolo nero, invero squisita, al “minestrun d’ cosa uiera” (minestrone di quel che c’era) piemontese, con patate, porri, erbette aromatiche, croste di formaggio e (purtroppo) lardo, fino al minestrone alla siciliana con il pomodoro e le verdure soffritte leggermente e poi passate nel brodo. Nel Veneto impera la pasta e fagioli, da servire in autunno/inverno, magari con il radicchio tardivo di Treviso sopra, condito con pepe e olio extravergine d’oliva. Le ricette variano secondo la stagionalità dei prodotti:

in autunno e inverno prevalgono le carote, il cavolo, la zucca, le bietole, le patate, le cipolle, in primavera i minestroni includono piselli, fave, asparagi e cipollotti. In media e a seconda delle ricette 100 g di minestrone forniscono 60-80 Kcal, e cioè poche a paragone delle 400 kcal di un etto di pasta, con pochissimi grassi, molta fibra e tanta acqua (fattori che giustificano l’effetto sulle funzioni intestinali). Contengono inoltre sali minerali come sodio, potassio, calcio e magnesio, un po’ di zinco e selenio (che servono a combattere il danno da radicali liberi e l’invecchiamento cellulare), ferro, rame e manganese. Nei minestroni troviamo inoltre tutta una serie di vitamine: dalla pro-vitamina A (utile per la vista), alle vitamine del complesso B (B1, B2, B3, B5, B6) e folati, vitamine C, D ed E. Colesterolo zero, giova dirlo. In più fitoestrogeni, composti molto protettivi. C’è da dire poi che minestroni e minestre di verdure (zuppa di piselli e famiglia, delle quali per brevità non ho parlato ma che hanno proprietà simili), non hanno alcuna controindicazione nel caso in cui soffriate di reflusso gastroesofageo, di gastrite, di diverticolosi o di malattie infiammatorie intestinali (se non in caso di forte infiammazione). In conclusione mangiamone di più, e non solo in rifugio in montagna.

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mamma

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I BAMBINI NON DORMONO! LA CENA È QUELLA GIUSTA? Alcuni suggerimenti per aiutare i bambini a dormire serenamente. Notti insonni? Sognate che la nanna dei vostri piccoli duri un’intera notte? Un aiuto prezioso, complementare rispetto ai tanti accorgimenti da seguire, si mette…in tavola! Se i bambini mangiano sano, dormono meglio: provare per credere! Le buone abitudini alimentari devono valere per tutti i pasti della giornata, ma la cena, essendo la più vicina al momento della buonanotte, merita un’attenzione particolare.

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PAROLA D’ORDINE: REGOLARITÀ

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La cena va servita sempre allo stesso orario, entro le 20. L’ambiente deve essere tranquillo, con la tavola ben apparecchiata, senza televisione accesa ma con la giusta dose d’interazione, non troppo attiva.

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No a pasti troppo abbondanti, potrebbero disturbare il sonno rendendo le digestioni troppo difficili. Ma non bisogna neppure esagerare con la frugalità, potrebbe portare a risvegli notturni per fame.

PROIBITI I CIBI ECCITANTI Da evitare le bevande energetiche che contengono caffeina, il cioccolato e i formaggi stagionati (la tiramina che contengono provoca agitazione); non salate troppo i piatti (il sale è eccitante!).

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LA CENA IDEALE È a base di carboidrati complessi: pasta, riso o cereali, conditi con sughi leggeri, magari a base di verdura. Potete abbinare anche proteine animali ma in quantità moderate: pesce o carni bianche.

GLI ALIMENTI AMICI DEL SONNO Sono quelli che contengono magnesio (come vegetali a foglia verde, cereali integrali, noci, nocciole, mandorle, banane, piselli, fagioli), triptofano (come legumi, orzo, riso, mandorle) e vitamina B6 (come patate, banane, carni bianche).

QUANTITÀ EQUILIBRATE

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IL DOPO CENA Proprio prima di andare a letto, proponete un bicchiere di latte caldo, che può essere rilassante. Per i bimbi intolleranti al lattosio, una tisana calda alla camomilla e melissa addolcita con un po’ di miele artigianale.


mamma

DIVITA

La ricetta della buona nanna

TORTINO DI SEMOLINO CON BIETOLINE

Ingredienti per circa 6 tortini • 400 ml di latte • 100 g di semolino • 40 g di burro • 20 g di grana padano grattugiato • Noce moscata q.b. • 1 mazzetto di bietole • 50 g di porro • 100 ml di acqua calda • Sale q.b. • Olio extravergine d’oliva q.b. Procedimento 1. In un pentolino portate a ebollizione il latte con una grattugiata di noce moscata. 2. Togliete dal fuoco e versate il semolino a pioggia, mescolando energicamente per non creare grumi. Aggiungete infine il burro e il grana e amalgamate. 3. Versate il semolino su un foglio di carta da forno e stendete delicatamente lasciando uno spessore di circa due centimetri. Fate raffreddare. 4. Intanto lavate le bietole e tagliatele a listarelle sottili. 5. Tagliate il porro finemente e rosolatelo per 30 secondi in una padella con poco olio. 6. Aggiungete le bietole con 100 ml di acqua calda. Stufate per circa 15/20 minuti. Salate leggermente. 7. Riprendete il semolino e con dei tagliabiscotti ricavate delle formine (per non far attaccare il semolino al tagliabiscotti, bagnate prima le formine in acqua calda). 8. Servite il tortino con le bietoline e divertitevi a decorare il piatto come più piace ai vostri bimbi.

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di Paola Reverso

Allenamento ? PRIMA E DOPO

Anche se non siamo atleti professionisti, ognuno di noi desidera ottenere i massimi benefici quando pratica un’attività fisica con impegno e costanza. I menù che vi proponiamo sono solo un esempio per aiutarvi a capire come nutrire il vostro organismo prima e dopo un allenamento (ad esempio corsa, nuoto, ciclismo) non molto intenso e delle durata di circa due ore.

PRIMA dell’allenamento Carboidrati a lento assorbimento, grassi facilmente digeribili, sali minerali e vitamine per sostenere il lavoro muscolare, cardiaco e mentale, e una piccola percentuale di proteine per bilanciare l’apporto di aminoacidi. COLAZIONE Crostatina alle pere con farina di castagne e cioccolato (pag. 20) Una bevanda calda a piacere non dolcificata SPUNTINO 1 banana e 3 noci PRANZO Fusilli con sgombro, carciofi e zafferano (pag. 16)

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DOPO l’allenamento Proteine per nutrire i muscoli, grassi omega-3 per il sistema nervoso, antiossidanti per tenere sotto controllo i radicali liberi la cui produzione aumenta durante l’esercizio fisico, vitamine e minerali per ripristinare le perdite, e carboidrati per ricostruire le scorte di glicogeno muscolare ed epatico. COLAZIONE 250 g di yogurt naturale con 3-4 cucchiai di muesli Una bevanda calda a piacere dolcificata con succo d’agave SPUNTINO 2 kiwi e 5 nocciole

Insalata verde mista condita con olio extravergine d’oliva e semi di girasole

PRANZO Torta salata ai carciofi (pag. 14) Carote crude condite con olio extravergine d’oliva, zenzero fresco grattugiato, semi di lino e noci tritate

SPUNTINO 1 mela e 4 mandorle

SPUNTINO Una spremuta d’arancia

CENA Minestra di avena, porri e lenticchie (pag. 15)

CENA Nasello alle mandorle e radicchio saltato (pag. 18) Verdure a vapore condite con olio extravergine d’oliva e semi di sesamo 1-2 fette di pane integrale di segale


benessere

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TISANE HOMEMADE Giornate ancora fredde che invitano a stare in casa: troviamo il tempo per una coccola, accendiamo una candela, uno sguardo alla rivista preferita e prepariamo una calda e benefica tisana. Ve ne suggeriamo tre, in ognuna delle quali sono miscelati altrettanti ingredienti, non troppi perché ogni singola nota possa distinguersi, tutti elementi facilmente recuperabili nei boschi, nei giardini e nei supermercati. Come preparare la tisana Per una tazza di tisana, equivalente a circa 250 ml, portate a ebollizione l’acqua in una teiera e aggiungete gli ingredienti necessari freschi o essiccati. Mettete il coperchio alla teiera e lasciate il contenuto in infusione da un minimo di tre a un massimo di dieci minuti. Con l’aiuto di un colino, poi, versate l’infuso nelle tazze e, a piacere, dolcificate con del miele.

Tisana della compagnia Arancia - cannella – melissa Ingredienti: 1 buccia d’arancia, 1 cucchiaino di cannella in polvere o 1 stecca, 1 cucchiaino di melissa. La cannella è antisettica, la melissa aiuta a calmare il cuore e l’arancia svolge un’azione rilassante. Niente di meglio per accogliere un amico con un caldo e profumato benvenuto e creare un’atmosfera di convivialità!

Tisana amica della digestione Salvia - zenzero - basilico Ingredienti: 1 cucchiaino di salvia, 2 fettine di zenzero fresco o 1 cucchiaino in polvere, 1 cucchiaino di basilico. Salvia e zenzero sono alla base di molte tisane della tradizione ayurvedica, scienza medica indiana che considera il cibo fonte di benessere fisico, mentale e spirituale. La salvia va a stimolare la digestione, oltre a curare bronchiti, stati di depressione e stanchezza. L’azione antiossidante e antibatterica dello zenzero si sposa con le proprietà digestive e antisettiche del basilico. Dopo i pasti e prima di coricarvi sorseggiate questa tisana per agevolare la digestione e riposare serenamente.

Tisana rinforza difese immunitarie Rosa canina - timo - tiglio Ingredienti: 1 cucchiaino di bacche di rosa canina, 1 cucchiaino di timo, 1 cucchiaino di tiglio. Le bacche di rosa canina, ricche di vitamina C, sono utili contro le allergie, l’asma e lo stress. Il timo è un’erba aromatica dall’effetto antibiotico ed espettorante, che assieme al tiglio, dalle proprietà sedative, antispasmodiche, emollienti e lenitive, aiuta a prevenire e curare gli stati influenzali. Preparate la tisana al primo sintomo di raffreddore o influenza, assumendo il corrispettivo di una tazza per tre volte al giorno.

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prodotti

DIVITA

FORMAGGI: CHE PASSIONE! Il formaggio dev’essere consumato come un “secondo piatto” al pari della carne, del pollame, del pesce e delle uova, tutti alimenti con i quali non dovrebbe essere abbinato, ma semplicemente alternato, una o due volte alla settimana. Per rallentare l’assorbimento dei grassi, di cui i formaggi abbondano, abbinateli ad alimenti ricchi di fibre come verdure crude, cereali integrali e pane di segale. Ricordate che i formaggi sono importanti vettori di an-

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tiossidanti, minerali, vitamine liposolubili (A, D, E, K) e una buona fonte di calcio e fosforo. Nella linea Despar Premium trovate un vasto assortimento di formaggi locali: a pasta molle o dura, stagionati o freschi, di grandi consorzi o delle latterie tipiche, ma tutti di qualità superiore e garantiti dai severi controlli sull’intera filiera produttiva. Provate le ricette che vi proponiamo con Taleggio DOP e Montasio DOP Despar Premium!


prodotti

DIVITA

Ingredienti per 4 persone • 500 g di patate • 700 ml di brodo vegetale • 80 ml di panna fresca • 60 g di Taleggio DOP Despar Premium • 2 porri • ½ cipolla • 1 bustina di zafferano • 1 noce di burro • ½ bicchiere di vino bianco • Timo fresco • Sale e pepe

VELLUTATA

al porro e zafferano con fonduta di Taleggio

Procedimento In una pentola fate fondere il burro a fuoco dolce, unite la cipolla finemente tritata e fatela dorare. Pulite il porro e tagliatelo a rondelle sottili. Fatelo stufare per qualche minuto insieme alla cipolla, poi sfumate con vino bianco. Pelate le patate e tagliatele a dadini, aggiuntele alle verdure e coprite con il brodo. Fate cuocere per circa 30 minuti o almeno fino a quando le patate saranno ben morbide. Unite infine lo zafferano. Aggiustate di sale e pepe. Frullate fino a ottenere una morbida vellutata e tenete al caldo. A parte fate scaldare la panna, senza portare a ebollizione, e fatevi sciogliere il Taleggio, fino a quando non avrete una crema liscia e omogenea. Servite la zuppa con qualche cucchiaio di crema di Taleggio e completate a piacere con timo fresco.

Ingredienti per 6 piccole quiches • 450 g di pasta brisée già stesa • 200 g di broccoli • 200 g di broccolo romanesco • 100 g di Montasio DOP Despar Premium • 2 uova intere e 2 tuorli • 200 ml di panna fresca • 40 g di parmigiano reggiano grattugiato • Sale e pepe

MINI QUICHES con broccoli e Montasio

Procedimento Pulite i broccoli, riducendoli a cimette e tagliandoli in due per il senso della lunghezza. Fate quindi cuocere per circa 4-5 minuti in acqua salata portata a bollore. Scolateli, passateli sotto acqua fredda corrente e tenete da parte. Disponete la pasta brisée in sei stampi, meglio se antiaderenti, con fondo apribile o foderati con carta forno, facendola aderire bene. Bucate leggermente il fondo con i rebbi di una forchetta. In una ciotola sbattete le uova, aggiungete la panna e il parmigiano grattugiato. Aggiustate di sale e pepe. Tagliate il Montasio a dadini e unitelo al composto di uova e panna, aggiungendo infine anche i broccoli. Mescolate e distribuite il tutto nei sei stampi. Ponete in forno già caldo a 200°C e fate cuocere per circa 30 minuti o comunque fino a quando sarà ben dorata.

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regioni

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Photo credits: © Paolo Andrea Montanaro

UMBRIA CUORE VERDE D’ITALIA Nonostante la sua ridotta estensione geografica, l’Umbria è ricchissima di luoghi di interesse. “L’unica regione lungo lo stivale che non si affaccia sul mare” - come ci hanno insegnato a scuola è un crocevia per i pellegrini che ripercorrono la via francescana, gli amanti dell’arte e dell’archeologia, gli appassionati gourmand che desiderano assaporarne i prodotti tipici.

NATURA VERA E AUTENTICA

Non solo, la storia e la mitologia qui si fondono: fin dal tempo dei Romani, l’acqua ha sempre esercitato un fascino straordinario (basti pensare alle Fonti del Clitunno) e ancora oggi continua a sgorgare in molteplici polle dalle fratture della roccia e dalla sabbia che ribolle sul fondo del laghetto costellato d’isolette. Celebrate anche da Plinio il Giovane, queste fonti divennero luogo di delizie con una precocissima valorizzazione turistica con ville patrizie, terme pubbliche e addirittura un albergo. Anche le proprietà benefiche e curative delle sorgenti minerali umbre sono rinomate da millenni e oggi sono utilizzate sia per cure idropiniche nei centri termali che per l’imbottigliamento.

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Photo: © Paolo Andrea Montanaro

Photo credits: © Paolo Andrea Montanaro

L’Umbria è in buona parte fatta di monti e colline: sei parchi regionali e un parco nazionale tutelano e valorizzano questo straordinario patrimonio paesaggistico. Dossi molto fertili, in cui spiccano antichi borghi, castelli, case coloniche e aziende agricole, circondano le grandi valli: la Valle Umbra, l’alta val Tiberina e la media valle del Tevere, le conche di Gubbio, di Terni e di Gualdo Tadino, la valle del Paglia. Tutt’intorno sono coltivati ulivi, viti, tabacco, girasoli. Boschi di faggi e roverelle, alti cerri, gigli rossi, mirtilli, fragole selvatiche e funghi: è questo l’ambiente naturale del complesso montuoso, dove abitano animali rari come aquile reali, gufi reali, lupi e martore, mentre è facile avvistare poiane e gheppi che volteggiano nel cielo.


Photo credits: © Alberto Peroli

SAPORI DI UNA TERRA ANTICA In questo contesto lussureggiante non potevano certo mancare squisiti prodotti tipici DOP e IGP. Cominciamo dall’Olio Extravergine d’Oliva Umbria DOP, che ha un colore tra il verde e il giallo, un profumo d’oliva fresca, d’erba e vegetali, e un sapore fruttato con note amare e piccanti e intensità differenti a seconda della sottozona di produzione. Tra i legumi tipici, le famosissime Lenticchie di Castelluccio di Norcia IGP caratterizzate da forma molto piccola, colore variegato verde screziato e marroncino chiaro, presenza di semi tigrati e buccia molto fine, che le rende facilmente digeribili. Non solo a Capodanno, quindi, ma grazie ai numerosi pregi gastronomici (un tempo di bollitura non superiore a 20 minuti e la capacità di mantenere la cottura), questo prodotto è adatto per la preparazione di zuppe, riso o pasta, o come contorno, ideale accompagnamento dei salumi umbri. Tra questi ultimi vi è il Prosciutto di Norcia IGP, dalla caratteristica forma tondeggiante a pera, dal colore rosso rosato, dal sapore sapido, ma non salato. Il profumo

è caratteristico, leggermente speziato, per via della presenza di modeste quantità di pepe. Un prodotto antichissimo, di cui abbiamo notizie già in epoca romana, nato dalla necessità di conservare la carne, sviluppando questa tecnica che è stata tramandata e protetta anche dallo Stato Pontificio. Dal gusto delicato, è ottimo abbinato ai vini rossi corposi della regione e ad altri prodotti tipici umbri soprattutto formaggi, pane senza sale e alcuni tipi di frutta fresca di stagione. Antichissimo è anche il Farro di Monteleone di Spoleto DOP, la cui tecnica colturale è in uso da centinaia di anni. A dimostrarlo, alcuni ritrovamenti archeologici come, ad esempio, quello nella tomba etrusca del VI secolo a.C. nella quale, tra i vari cereali, sono state trovate anche tracce di farro. Una ricerca negli archivi, invece, ha permesso di trovare documenti che attestano come la coltivazione del farro a Monteleone di Spoleto si sia via via diffusa a partire dal XVI secolo fino ai giorni nostri, grazie a tecniche colturali che sono state tramandate di padre in figlio. Il Farro di Monteleo-

ne di Spoleto DOP integrale si presenta in chicchi allungati e ricurvi di colore marrone chiaro ambrato, spogliato della pula, al palato consistente e asciutto. Grazie all’Associazione Slow Food, sono stati poi individuati nella regione prodotti speciali, indicati come presìdi, per la tutela della biodiversità, dei saperi produttivi tradizionali e dei territori. Tra gli oltre 200 presìdi italiani, ci piace segnalare la Fagiolina del Lago Trasimeno, un fagiolo con forma ovale e minuscola, la Fava cottòra dell’Amerino, chiamata così per la caratteristica di cuocere bene e in fretta, la Roveja di Civita di Cascia, un piccolo legume simile al pisello, molto proteico, in particolare se consumato secco, con un alto contenuto di carboidrati, fosforo, potassio e pochissimi grassi. Tra le verdure dimenticate il Sedano nero di Trevi, più lungo rispetto ad altre varietà, con coste di color verde scuro, completamente privo di filamenti e profumatissimo. www.regioneumbria.eu www.slowfood.it www.slowfoodumbria.org

MILLE ESPRESSIONI D’ARTE

Photo credits: Michele Tortoioli © Regione Umbria

Considerando che più della metà dei comuni umbri ha un museo, un monumento aperto al pubblico o un sito archeologico, sono addirittura 150 i luoghi di interesse della regione, con un’altissima concentrazione in rapporto all’estensione e al numero di abitanti. Questo fa dell’Umbria una destinazione molto visitata, in qualsiasi periodo dell’anno. Le tipologie museali sono le più diverse: la maggior parte raccoglie collezioni di oggetti storico-artistici o archeologici, arricchite in qualche caso da acquisizioni e donazioni successive. A Perugia, ad esempio, si trovano due capisaldi della storia artistica italiana: il Collegio del Cambio - tra i più grandi esempi di arte rinascimentale, con affreschi del Perugino - e il Collegio della Mercanzia, da secoli attento custode del patrimonio artistico e delle tradizioni perugine. Anche l’arte moderna e contemporanea trovano il loro spazio: nelle due sedi del Museo Burri di Città di Castello, nel Palazzo della Penna di Perugia (suggestiva residenza gentilizia cinquecentesca, sorta sui resti

di un anfiteatro d’epoca romana), nella Galleria d’arte contemporanea di Spoleto, nel Museo Greco di Orvieto. Nel corso degli anni sono nati anche musei di carattere naturalistico, come il Centro di Documentazione di Parrano sulle Tane del Diavolo. Questo luogo molto suggestivo è un complesso di grotte carsiche in cui sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti addirittura al III millennio a.C. fino ad arrivare all’età del Bronzo. Gli appassionati di speleologia possono anche visitare tre grotte – con una guida – nelle quali è predisposto un percorso indicato come“facile” e, al termine, rifocillarsi con un bagno nel laghetto termale adiacente (circa 28°C)! Curiosi anche i “circuiti cittadini”, quali “Orvieto underground”, “Narni sotterranea”, il “Museo diffuso” di Panicale, organizzati in più luoghi per la valorizzazione del patrimonio diffuso spesso appartenente a soggetti diversi e non sempre facilmente accessibile. I musei della regione sono davvero tantissimi e diversi, ma sono tutti in rete! www.musei.regioneumbria.eu

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INTERVISTA A UN ATOMO DI CARBONIO di Fabrizio Zago

- Buongiorno signor Carbonio, come va? - Bene, considerando gli anni che ho. Vengo dal Big Bang che formò l’Universo. Mi sento veramente in forma, anche se comincio ad avere dei seri dubbi che voi umani sappiate quello che state facendo.

- E cosa dovremmo fare, scusi? - Potreste usare sostanze di origine vegetale invece che petrolio, anche per fabbricare i tensioattivi, che servono per la vostra igiene personale o per lavare i panni, così lo strato di CO2 non aumenterebbe inutilmente.

- Può spiegarsi meglio? Mi racconti la sua storia. - La mia storia? Difficile condensare in poche parole un’esistenza di milioni di anni ma posso dire che mi ricordo di essere stato un atomo di carbonio che costituiva la fibra di legno di un bellissimo albero. Mi ricordo anche che un brontosauro veniva a mangiarne le foglie. Poi un bel giorno l’albero venne abbattuto e dopo un po’ di tempo bruciato. C’era un gran calore, caro umano!

- È vero che si cominciano a vedere bagnoschiuma e creme a base di olii vegetali da fonti rinnovabili. E con i flaconi come la mettiamo? Quelli sono di plastica, quindi arrivano dal petrolio! - Si aggiorni umano! Adesso voi, pur non amando molto il vostro pianeta qualche cosa di buono lo state facendo. Li ho visti io dei bellissimi flaconi ottenuti da fonti vegetali.

- E cosa successe poi? - Semplice, mi fecero sposare con due atomi di ossigeno, diventai anidride carbonica e finii in cielo. Con mia grande sorpresa mi ritrovai assieme a molte altre molecole come la mia, eravamo pochi e lo strato di CO2 che formavamo era contenuto e soprattutto, nel corso di milioni di anni, era sempre lo stesso. Ci ritrovavamo, anche a distanza di moltissimo tempo, con altri atomi di carbonio ed era una festa. - Siccome adesso lei mi sembra un po’ abbacchiato, cos’è successo per farla diventare di così cattivo umore? - Beh, è successo che oltre a noi carboni “tradizionali” abbiamo cominciato a incontrare altri carboni che alla domanda “Da dove venite?” ci rispondevano “Da sotto terra, dal petrolio!” e aumentavano continuamente. Oggi sono la maggioranza. Lo strato di CO2 è aumentato molto causando un effetto (serra) di riscaldamento del pianeta. Sembra però che a voi umani questo non interessi molto… Certo ne parlate molto, ma non fate nulla per sistemare le cose.

- Insomma caro Carbonio, possiamo fare qualcosa? - Sì caro umano, lo potete fare, basta che cominciate a scegliere con la testa. Qualsiasi azione quotidiana implica l’uso di sostanze fossili, sostanze cioè che si esauriscono: questo comporta l’aumento dell’effetto serra e lo scioglimento dei ghiacciai. Ognuno di noi può però fare qualcosa, cioè scegliere prodotti ottenuti da fonti rinnovabili che non si esauriscono mai e che non alterano lo strato di anidride carbonica. La sensibilità di molti produttori e di molti distributori propone prodotti a bassissimo impatto e di provenienza vegetale. Buona parte della filiera dunque ha preso in mano il problema e si è data da fare. Adesso occorre chiudere il cerchio e un piccolo sforzo di ricerca da parte dei consumatori può dare un significativo contributo alla salute del nostro pianeta. I prodotti veramente verdi ci sono, occorre solo preferirli ad altri.

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verde

DIVITA

FIORI ALLA FINESTRA Per riscaldare i freddi colori dell’inverno bastano anche poche colorate fioriture delle piante di stagione. Ponetele bene in vista, magari appese alla finestra: unendo l’utile al dilettevole, è possibile realizzare una semplice decorazione che possa valorizzarle partendo da una latta vuota dell’olio d’oliva, altrimenti destinata alla discarica. In linea con le buone pratiche di riciclo contribuirete alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente. Cosa vi serve: • Latta vuota di metallo dell’olio d’oliva • Forbici in acciaio • Primer aggrappante • Vernice acrilica opaca o bomboletta spray • Fil di ferro di due differenti spessori • Ciclamino, kalanchoe o una piantina di stagione 1

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Come realizzare la composizione: 1. Aprite con forbici robuste una latta vuota normalmente utilizzata per l’olio d’oliva (in precedenza lavata e pulita) e stendetela per l’intera lunghezza (fig.1). 2. Preparate una sagoma in cartoncino con il disegno di un cono la cui altezza corrisponde a quella della latta. Posizionatela sul metallo e con un pennarello indelebile segnate la traccia che servirà da guida per il taglio (fig.2). 3. Ritagliate la latta con le forbici seguendo il disegno e, aiutati da un chiodo e un martello, preparate sulle parti laterali della sagoma dei fori distanti tra loro due centimetri (fig.3). 4. Curvate la sagoma di latta formando un cono, cercando di sovrapporre i fori praticati nelle parti laterali. Serviranno a far passare un fil di ferro più sottile per chiudere il cono di latta (fig.4). Preparate altri due fori laterali che serviranno a fissare la maniglia del cono realizzata con il fil di ferro di diametro più grosso (fig.5). 5. Stendete una o due mani di primer aggrappante e procedete, previa asciugatura, alla verniciatura con pittura acrilica nel colore preferito, stesa a pennello oppure con bomboletta spray (fig.6). 6. Nel cono così realizzato potrete inserire una piantina di dimensioni ridotte adatta a vivere in appartamento o che finita la destinazione d’uso possa trovare un posto in giardino. Togliete dal vaso la piantina scelta e avvolgete il suo pane di terra in un piccolo sacchetto di plastica (quelli normalmente utilizzati per surgelare gli alimenti), plasmandolo in forma conica rovesciata (fig.7). 7. Inserite la piantina nel cono di latta e appendete la composizione al pomolo o alla maniglia della vostra finestra (fig.8). Bagnate la piantina servendovi di un piccolo innaffiatoio o dirigendo sul terriccio lo spruzzo di un vaporizzatore. Con il tempo il metallo a contatto con l’umidità rilasciata dalle piante formerà sui bordi e in altre zone un po’ di ruggine che renderà ancora più bella la decorazione.


Come prendersi cura del ciclamino Il ciclamino è una pianta perenne bulbosa che in natura vive nel sottobosco. In casa ricerca le stesse condizioni del luogo in cui cresce spontanea, come gli angoli freschi e illuminati. Perfetto quindi da collocare vicino alla finestra! Per coltivare con successo il ciclamino occorre ricordare di eliminare le infiorescenze appassite, esercitando una leggera torsione del gambo, al fine di evitare che il fiore vada a seme indebolendo così la pianta madre. Annaffiate moderatamente 2/3 volte alla settimana, teme i ristagni idrici. Nutrite la pianta nel periodo di fioritura che solitamente inizia a settembre e si protrae fino a maggio, con apporto di concime liquido. Come prendersi cura della kalanchoe La kalanchoe è una pianta succulenta particolarmente indicata da appartamento. Ha bisogno di molta luce e sole diretto, la posizione ideale è vicino alla finestra. Teme i ristagni idrici, bagnate il terreno solo quando è ben asciutto. Per conservare l’aspetto compatto della pianta e favorire al contempo lo sviluppo delle infiorescenze, vi consigliamo di cimare gli apici vegetativi. Terminata la fioritura, gli steli fiorali vanno tagliati sopra il primo paio di foglie.

Kalanchoe

o r e N e c Al di te

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eventi

DIVITA

CULTURA E TEMPO LIBERO

FEBBRAIO

17 GENNAIO E 2 MARZO

Satriano di Lucania (Potenza)

Tricarico (Matera)

CARNEVALE DI SATRIANO DI LUCANIA

CARNEVALE DI TRICARICO

Amantea (Cosenza)

Uno dei più importanti di tutta la Basilicata è il Carnevale di Tricarico, caratterizzato dalle maschere delle mucche e dei tori che rappresentano una mandria in transumanza. Il 17 gennaio, per la festa di Sant’Antonio abate (protettore degli animali), i fedeli partecipano

CARNEVALE DI AMANTEA Una grande manifestazione popolare che può essere considerata come una tra le più belle feste di Carnevale del Sud Italia. Nella preparazione dei balletti e delle coreografie sono impegnate le scuole di ballo di tutto il circondario e diversi gruppi musicali. Oltre al divertimento delle sfilate dei carri e delle maschere, non mancano le tradizionali specialità gastronomiche: si prepara per l’occasione la “frittata di Carnevale”, una frittella condita con salsiccia e formaggio. Info: comune.amantea.cs.it

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alla Messa con i propri animali agghindati con nastri, collane e perline, e al termine, tutti insieme effettuano tre giri intorno alla chiesa per ricevere la benedizione. La sfilata delle maschere si ripete anche l’ultima domenica di Carnevale e ogni anno vede una grande partecipazione popolare, con canti, balli e stand gastronomici con piatti tipici locali. Info: lemaschereditricarico.it

1 E 2 MARZO

Il protagonista del Carnevale di questo piccolo paese, da secoli, è il rumit (o eremita): un uomo completamente ricoperto di foglie d’edera, una specie di uomo albero. Le persone spontaneamente si travestono da rumit ed escono dal bosco alle prime luci dell’alba per attraversare le strade del paese e bussare alle porte delle case. Coloro che sono visitati dal rumit - rigorosamente in silenzio – ringraziano della visita, che rappresenta un buon auspicio, of-

frendo un piccolo dono. Nel corso dei decenni sono state diverse le interpretazioni che le generazioni hanno dato a questa figura. Dopo la cineinstallazione “Alberi” del regista Michelangelo Frammartino, presentata ad aprile 2013 al MoMA di New York, nella quale cento rumit tutti insieme invadono una piazza restituendo simbolicamente alla natura quanto l’uomo le ha tolto con il cemento, nel pomeriggio del primo marzo 2014 si metterà in scena una foresta che cammina. Chiunque lo voglia potrà partecipare facendosi portavoce di questo messaggio e diventando uno dei cento rumit che sfileranno tra le strade del paese. Info: comune.satriano.pz.it


eventi

DIVITA

CULTURA E TEMPO LIBERO

GENNAIO

FEBBRAIO

25 FEBBRAIO Matera SAGRA DELLA PENTOLACCIA Il 25 febbraio, in occasione della festività in onore di San Gabriele dell’Addolorata, la città di Matera organizza la tradizionale Sagra della Pentolaccia presso la parrocchia San Giovanni da Matera, Borgo Venusio. Dopo la Santa

Acri (Cosenza) Bocchigliero (Cosenza) SAGRA DEL MAIALE A gennaio ogni anno si festeggia la Sagra del maiale a Bocchigliero, piccolo e caratteristico borgo in provincia di Cosenza. Durante la manifestazione viene allestita la mostra mercato di prodotti tipici in cui è possibile degustare e acquistare il meglio della produzione enogastronomica locale. Anche qui sono i piatti a base di carne di maiale preparati, secondo le diverse tradizioni culinarie del luogo, a farla da padrone. Info: bocchigliero.asmenet.it

SAGRA DELLA SALSICCIA E DELLE POLPETTE Come ogni anno a febbraio, ad Acri in provincia di Cosenza, si svolge la tradizionale Sagra della salsiccia e delle polpette, un evento enogastronomico che, oltre a coinvolgere visitatori dai paesi vicini e fare festa, permette di degustare tante specialità locali a base di carne. Info: comune.acri.cs.it Messa viene organizzato il gioco della pentolaccia: i partecipanti bendati devono riuscire a colpire con un bastone una pentolaccia con premi e caramelle all’interno. Durante la giornata arrosticini tipici abruzzesi vengono cucinati e offerti dalle signore del borgo e la festa si conclude con il tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici. Info: comune.matera.it

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pillole

DIVITA

SONNI… SENZA INCUBI

PROTEGGIAMOCI DALLA CISTITE

Il riposo notturno disturbato da incubi non va sottovalutato, specie se diventano frequenti. Particolare attenzione alla cena, per controllare le oscillazioni della glicemia che li favoriscono: via libera a cereali integrali in chicchi o in fiocchi (tranne il riso, sì solo al basmati), mandorle e noci, legumi, soia e derivati, ortaggi a foglia verde. A pranzo prediligete pollame, pesce spada, salmone, sgombro, merluzzo, tonno fresco. Bene anche uova, germe di grano, lievito di birra, crusca d’avena, chiodi di garofano, zenzero. Sogni d’oro!

Anche nelle forme più lievi, la cistite è un disturbo molto fastidioso. Portiamo in tavola tutto l’aiuto possibile! Limitate al massimo il consumo di caffè, tè, zucchero e farine raffinate. In fase acuta no anche agli alcolici. Sì ad agrumi e kiwi, carote, cavolo, broccoli, zucca gialla, spinaci, indivia, cereali integrali, grano saraceno, patate dolci americane, carni di agnello, manzo, maiale e tacchino, aringa, tuorlo d’uovo, soia e suoi derivati. Aggiungete semi di sesamo e girasole in qualsiasi pietanza.

BRR… HO LE MANI GELIDE!

Nelle fredde giornate invernali quello delle mani secche è un fastidio molto comune. Per combatterlo è utile mangiare agrumi, kiwi, broccoli, cavoli, patate e spinaci per la vitamina C, nonché pesce, molluschi, carne, germe di grano, noci, latte e derivati, tuorlo d’uovo e legumi per lo zinco. Consigliati anche olio di lino, zenzero fresco, prezzemolo, curcuma, maggiorana. Importantissimo bere molti liquidi, sia acqua minerale naturale che centrifugati di frutta e verdura diluiti con acqua.

AVENA, FARINA MILLEUSI

RICICLARE LE FOGLIE DEI CARCIOFI

Come detergente per il corpo: si riempie un sacchettino di organza e si passa sulla pelle sotto la doccia, leviga e ammorbidisce; sulle mani inumidite, pulisce senza seccare. Assorbe i cattivi odori, al pari del bicarbonato di sodio, deodora perfettamente frigoriferi e scarpiere. Ottima per impanare al posto del pangrattato pronto, che può contenere sale e zuccheri aggiunti; addensante per salse, sughi e vellutate troppo liquidi. Per gli amici a quattro zampe, è un ottimo shampoo a secco, anche per i manti più delicati.

Si può preparare un infuso purificante, con proprietà diuretiche e depurative; aggiungendo mezzo limone avrete un buon digestivo. Invece il decotto si può anche usare per lavare e tonificare il viso di pelli impure. Un buon piatto caldo? Lessate le foglie di carciofo, nella vaporiera o in pentola a pressione con poca acqua. Passate al passaverdura: il concentrato di polpa, denso, si può servire su crostini di pane o come condimento per riso o pasta; aggiungendo brodo vegetale, aglio e prezzemolo si avrà un ottimo consommè.

LATTE…DI MANDORLA!

Squisito ma anche molto salutare, è facile da preparare in casa. Si conserva in frigorifero 2-3 giorni. Coprite 150 g di mandorle pelate con acqua a temperatura ambiente, lasciate riposare per circa un’ora. Sminuzzate finemente le mandorle nel frullatore, aggiungendo l’acqua dell’ammollo più altra acqua (totale 1,2 l). Filtrate e trasferite in una bottiglia di vetro. Dopo aver strizzato bene la polpa di mandorle che resta, fatene delle palline e rotolatele nella granella: ecco servite delle praline deliziose e super naturali!

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bambini

DIVITA

Ambiente Benessere Cibo

Spazio, gennaio 2093 “…Urano, Venere”. Sua Maestà il Sole termina l’appello dei pianeti. Riunione d’emergenza: la collega Terra si è fermata! Com’è possibile? Che sia l’inizio della fine del mondo e dell’universo tutto? Oh no, per tutte le galassie, no! Il Sole è preoccupato, splende meno del solito. Sulla Terra intanto, ignari di quanto stia accadendo ai piani alti, si interpellano gli scienziati più blasonati e si studiano fenomeni paranormali. Quel che è certo è che… STOP: all’improvviso non si sono più visti né albe né tramonti, su metà Terra è perennemente giorno, sull’altra metà è perennemente notte. Il Sole sa cos’è accaduto: la Terra si è fermata perché nessuno si muove più. Tutti sono sempre seduti, passano dalle navicelle alle fermate del teletrasporto. La tecnologia fa tutto, c’è il robot porta pantofole, l’apparecchia tavola, il robottino cuoco, il rifà letti; i vestiti si auto lavano, si auto stirano e si auto indossano. I pianeti partono in missione speciale. Incontrano subito due baby terrestri che li guardano straniti. La bimba è spaventata: “Mac, gli alieni! Forse è la spiegazione del disastro!”. “No Lena, aspetta…”, dice Mac spavaldo. “Ragazzi! Parlate spaziese?” chiede Marte. “Certo” risponde Mac, “funzione 5 della mano-tastiera, traduttore automatico. Un caffè? Funzione 6”. “No, grazie. Dovete cominciare a muovervi per rimettere in moto la Terra! Muoversi sempre, almeno 30 minuti al giorno, basta una camminata”, risponde il pianeta. “Camminata? E cos’è?”, chiedono i baby terrestri. “Ah poveri voi, come vi siete rovinati… Su svelti, copiate quello che facciamo noi, seguiteci e raduniamo tutti”. Un’infinita fila indiana si va componendo e, cammina cammina, la Terra riparte. L’alba! Il tramonto! Evviva! Sua Maestà il Sole torna a splendere luminoso e sereno. Terra, gennaio 2014 Ehi tu, antenato! Sì, dico a te! Mac e Lena saranno i tuoi posteri. Proviamo a evitare loro la brutta avventura della Terra che non gira più? Racconta degli sport, di quelli che fai, di quelli che ti piacerebbe praticare, di quelli che guardi. Scrivi o fai un disegno e invia a redazione@divitamagazine.it entro il 28 febbraio 2014. Le tre testimonianze più belle entreranno nel prezioso cofanetto che qualcuno, nel futuro, scoprirà… e questa è un’altra storia.

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bambini

DIVITA

I TRE FINALI PIÙ BELLI DELLA STORIA “POLDINO E L’INVASIONE DELLA NUBE NERA” “Ognuno di noi si prende cura di un albero del parco, provvede a innaffiarlo se non piove e curarlo se si ammala”. Così accuditi, gli alberi del parco iniziano a produrre tantissimo ossigeno, i fantasmini bianchi e celesti aumentano e la Regina Cristallina diventa sempre più forte e piena di energia. Dopo alcuni giorni Poldino vede che la nube nera davanti alla scuola è quasi scomparsa e i fantasmini neri non ci sono più. Boss Smog, privo di forze, lo chiama e con un filo di voce gli dice: “Tu e i tuoi amici ci avete distrutti, non abbiamo più aria inquinata con cui nutrirci e io ormai ho pochi giorni di vita”. Poi continua: “Il Regno dell’Aria Fresca e Pulita sta diventando sempre più grande e potente e io mi devo arrendere!”. Poldino e i suoi amici si recano subito al parco per dare la bella notizia alla Regina e la trovano che canta a squarciagola. “Grazie ragazzi! Avete salvato me e il mio regno!”, esclama allegra, “ma la nostra guerra non è finita, c’è tanto lavoro da fare! Il centro della città, ad esempio, è ancora inquinato e ha bisogno del nostro aiuto!”. Così i ragazzi, guidati da Poldino, e i fantasmini bianchi e celesti, guidati dalla Regina Cristallina, si mettono in marcia come due piccoli eserciti. Con forza e volontà convincono le persone a rispettare l’ambiente, a risparmiare energia, a salvaguardare la natura e lottare per un mondo più pulito dove vivere bene. Eleonora Mazzucato di 10 anni

“Cerchiamo di convincere adulti e bambini a usare meno i mezzi che creano inquinamento. Con l’aiuto dei fantasmini bianchi appendiamo a ogni albero queste regole”, dice Poldino. 1. Non usare la macchina per brevi tragitti/percorsi: è meglio fare delle passeggiate o prendere la bici, fa anche meglio alla salute! 2. Non scaldare troppo la casa durante la stagione fredda: magari indossare un maglioncino in più! 3. In estate vestirsi leggeri e usare poco l’aria condizionata (ci si può ammalare!). 4. Non utilizzare la luce artificiale se non serve: fa anche meglio alla vista! Ricordarsi di spegnere le luci nelle stanze in cui non serve la luce accesa. 5. Fare le scale a piedi (per salire pochi piani) invece di usare l’ascensore. Poldino, con l’aiuto dei fantasmini bianchi e celesti, riuscì a convincere tutti i bambini della città di Wild Chapple a cambiare stile di vita (compresi i genitori e gli adulti). In poco tempo l’ossigeno aumentò sempre più, le piante crebbero e nel Regno dell’Aria Fresca e Pulita tornò la felicità.

“Ognuno di noi prenda un semino di una pianta o di un frutto, lo faccia cadere su un lembo di terra e lo bagni! Poi il sabato e la domenica chiediamo a papà e a mamma di andare a fare un bel giro in bicicletta”, afferma Poldino. Tutti i bambini capirono subito quanto fosse importante fare quelle cose, tutti volevano aiutare la Regina Cristallina. Presto dai semini che i bimbi lasciavano cadere ogni giorno, crebbero nuove piante, fiori e alberelli. I genitori che ogni fine settimana uscivano a fare un bel giro in bicicletta con i bambini, si appassionarono alle due ruote e iniziarono a usarle anche per andare al lavoro e per divertirsi fra grandi a fare delle bellissime gare sportive!  Le auto venivano ancora usate ma molto meno, solo per fare viaggi lunghi. In questo modo Boss-Smog non trovò più aria inquinata per sopravvivere e dovette andarsene dalla terra a gambe levate. Alice Giaretta di 5 anni

Giulia Candiotto di 10 anni

Un grazie speciale a tutti i bambini che ci hanno inviato i loro finali. Alla prossima iniziativa!


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