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Solares Alejandrina Jarabacoa, Repubblica Dominicana. Attualmente vive e lavora a Quintano (CR). Solares Alejandrina J. nasce nel 1973 a Jarabacoa, un paesino non molto distante dal Pico Duarte nella Repubblica Domenicana, una della Antille maggiori del mare dei Caraibi, in una famiglia di condizioni modeste. Nella Repubblica Domenicana vive, studia e lavora fino al 1991. Sua madre scompare in mare quando Solares ha 12 anni. Nonostante la prematura scomparsa della madre la prima esperienza artistica di Solares risale al periodo trascorso insieme a lei ma il ricordo della madre viene da lei rimosso fino a quando in Italia si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ed è allieva di Francesca Alfano Miglietti (FAM) che l’ha stimola “ha scavare” nella sua storia personale. Grazie a questa frequentazione, nell’occasione di due importanti incontri (l’incontro con Stelarc e quello con Franko B) durante i corsi della Miglietti, l’artista imparerà inoltre a vivere in modo diverso la sua esperienza artistica. Si tratta di incontri in cui Solares ha la straordinaria possibilità di avere uno scambio verbale con gli artisti, ponendo loro domande. L’artista ricorda quel periodo in questo modo: “è stato un incontro con il loro corpo, con la loro fisicità; questa umanità mi scosse profondamente e restai scioccata per un periodo: le idee di Stelarc mi rimbombavano ancora nella testa quasi come qualcosa di inaccettabile come lo sono le sue performance per me, ma non fu meno importante l’incontro con Franko B con il quale ho avuto la sensazione di trovare una vicinanza emotiva, un legame magico o forze di patimenti, di sofferenza, di vita di storia, non so definire ancora ma c’è qualcosa che mi lega a queste persone, qualcosa...

Iniziai a frequentare i corsi della Miglietti perché sentivo la necessita profonda di un cambiamento, lei ci chiedeva di scrivere dei piccoli racconti del tipo “temi settimanali”; fu un modo per me per compiere un’indagi-


ne, che ha penetrato poi tutti gli ambiti del mio lavoro, un’opportunità importante che mi ha permesso di recuperare un episodio rimosso della mia infanzia: mia mamma che mi dà un foglio, matite ed una piuma da riprodurre, poi mi fa sedere sul tavolo e io inizio a disegnare. Dopo poco mi accorgo che quello sto disegnando non è più una piuma ma si è “trasformata” in un cavallo. Inizialmente avevo cercato di riprodurre la piuma, ero piccola ma ero anche consapevole di quello che era avvenuto. Trovai straordinario che mia madre visto il disegno, esclamò: “è la coda di un cavallo!”. “Avevo fatto altri disegni prima di allora ma questo ricordo emerso è un episodio speciale per me, mi ha aiutato a sentirmi più “libera” ; ho ripensato al concetto di libertà e ai livelli di realtà. In quel episodio la immaginazione era straordinaria come la trasformazione della piuma e la comunicazione seguita dal riconoscimento “è qualcosa che va oltre la fantasia”. Questo ricordo ha risvegliato in me un universo immaginativo nuovo, è una esperienza che mi accompagna sempre. Questo percorso lo iniziai con la FAM e oggi scrivo più spesso sul mio lavoro, a volte lavoro e scrivo contemporaneamente oppure avviene uno e poi l’altro, non c’è un ordine, spesso si intrecciano e diviene “altro” scrivere è come fare “un disegno” è un’urgenza per me. Un ricordo tira l’altro; in questo modo sono affiorati altri ricordi legati alla mia infanzia, alla mia vita”. Un’altra figura fondamentale del percorso di Solares è Remo Salvadori che l’ha introdotta a un nuovo modo di usare la tecnica dell’acquarello e di intendere il colore. Insieme a lui è iniziato per l’artista un modo di vivere il colore che ha coinvolto tutto il suo essere, anche il suo corpo. “Grazie alla frequentazione di Salvadori ho ripreso lo studio del colore e dell’acquarello ma anche scopri un inedito mondo legato ai metalli, insieme a Salvadori ebbi modo di riscoprire autori importanti come Goethe e Steiner”. L’arte di Solares ha attraversato diverse stagioni espressive con tappe che si sono succedute ininterrottamente; la sua è una ricerca in perenne divenire.


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Poetica dell’opera: Nel mio lavoro ho l’esigenza di porre elementi che nascono dal profondo del mio cuore perché penso che l’opera dell’artista sia un dono, che egli fa mettendo a disposizione dell’altro il proprio mondo-realtà-verità. Penso che la cosa più preziosa sia la vita e ciò che vorremmo cancellare dalla vita sia il dolore, la sofferenza. La morte sembra più accettabile se eliminiamo il dolore. Vogliamo allontanare il dolore, il dolore del corpo (malato) il dolore dentro di noi (psichico, la mente malata) ma non vogliamo vedere - udire il dolore degli altri. Il mio lavoro si scontra ogni volta con l’impossibilità di dare una risposta alla sofferenza, per questo motivo la mia indagine negli ultimi anni si è indirizzata su aspetti del quotidiano che spesso sono trascurati o poco percepiti, fenomeni, gesti e oggetti che sono il residuo o lo scarto oppure in altre occasioni tratto la tematica attraverso il racconto fantastico e favolistico. Soggetti e periodi: Nel lavoro di Solares si trovano soggetti ciclici; l’artista lavora a tre grandi temi rintracciabili in tutto il suo percorso artistico. L’artista lavora al proprio autoritratto, al fenomeno e al libro d’artista, scrive racconti di gusto fantastico-favolistico oppure si ispira alla letteratura per realizzare i suoi libri. Anche quando usa altri supporti mediatici come il video o realizza le performance si concentra su questi temi. L’artista all’inizio del proprio percorso aderisce a un linguaggio tradizionale per spostare progressivamente la sua ricerca nell’area dei nuovi media riuscendo a destreggiarsi tra tecnologica e tradizione, recuperando materiale e poetica a essi collegati. Dal 2003 inizia a realizzare le sue opere impiegando materiali e oggetti insieme a tecniche della tradizione. Realizza installazioni, video installazioni, video d’arte, opere sperimentali con il sonoro, usa la fotografia digitale, realizza performance e Azioni, impiega diversi linguaggi in funzione dell’idea fino a dare corpo-forma all’opera d’arte. A partire dal 2005 realizza opere pittoriche facendo uso prevalentemente della tecnica dell’acquarello su vari supporti. Realizza i Grandi Quadri: opere composte da una serie di lavori su carta e accomunati da una stessa tematica, la cui composizione si ispira alle quadrerie settecentesche che


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l’astista considera come installazione. Nelle opere su carta usa prevalentemente l’acquarello, il colore blu è una costante anche se per un periodo ha lavorato usando il colore viola. L’artista realizza prevalentemente opere pittoriche monocromatiche. Solares compie ricerche nell’ambito della tecnica della pittura ad encausto e sulla materia cerosa in generale. Attualmente lavora al proprio autoritratto compiendo una ricerca di tipo segnico, usando tecniche tradizionali insieme a materiali e tecniche contemporanee (usa il proprio make-up, fluidi corporei e i suoi capelli, talvolta inserisce altri oggetti come gli spilli). Il leitmotiv della sua ricerca pittorica è il fenomeno (eventi come il vento o la nebbia); l’artista lascia che il colore venga assorbito dalla superficie in maniera casuale, poi lo analizza per cercare di comprendere e interpretare la macchia. La sua è una riflessione sulla tecnica, i materiali e i supporti che si protende al di là dei tradizionali schemi (come il quadro). Solares nel suo lavoro ha progressivamente eliminato la cornice sia nelle opere su carta che su tela, usando la tela senza telaio e senza preparazione: la sua opera è fatta per essere arrotolata o piegata e spedita. Nei suoi Libri d’Artista il racconto è il filo rosso mentale che serve all’artista per dare un corpo-forma alle immagini ed ai testi di poesia visiva. Il testo è trasformato in immagini fino a risultare illeggibile o reso comunque di difficile lettura secondo esperienze futuriste e concettuali. Ciò che è curioso in queste opere è che in ogni suo libro la stessa storia viene raccontata 3 volte (comparendo come disegno, come racconto scritto classico ed infine trasformato in poesia visiva). Inizia nel 2000 ad interessarsi ai libri oggetto/libri impossibili e alle opere verbo visualipoesia visiva realizzando i Libri d’Artista. Opera Grafica, Incisione e Fotografia Solares realizza opere sperimentali nell’ambito della stampa a mano (stampa calcografica) ma anche nella stampa digitale.


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Nelle sue incisioni Solares è riuscita a rompere con il tradizionale bordo rettilineo caratteristico della lastra. La novità nel suo lavoro è l’aver superato la tradizione creando un bordo “frastagliato”; altra peculiarità è l’aver progressivamente eliminato la cornice (come già avvenne per le sue opere su tela). L’artista espone le opere su carta senza usare altri supporti (a volte esposte direttamente sulla parete); le sue opere sono pensate per essere spedite; giunte a destinazione sono subito pronte per essere esposte, per poi subito ripartire verso un’altra meta. Solares lavora alla fotografia digitale e alla manipolazione dell’immagine stampando le sue opere su stoffa e su carta. Lavora con i supporti Multimediali; al video d’artista e al sound art, opere interamente prodotte dall’artista. Realizza opere di Scultura, usando materiali tradizionali ma anche compiendo ricerca sperimentale; dal 2000 realizza installazioni site specific e ha iniziato a fare azioni e performance.

Mostre, azioni e reazioni (una selezione) • • •

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Collettiva presso Azienda Agricola Perusini all’interno dell’ipogeo, titolo Cattivi Maestri, tenutasi a Corno di Rosazzo a Udine, 2012; Partecipazione “Pirata” al Fuori Salone, Azione all’esterno di Art & Crafts in Brera sulla soglia della Ex Chiesa di S. Carpoforo, nella città di Milano 2012; Partecipazione “Pirata” all’Esposizione di arte internazionale -54. Biennale di Venezia – ILLUMInazioni, Azioni presso il Padiglione Giapponese ai Giardini ed il Padiglione Italia all’Arsenale, nella città di Venezia, 2011; Partecipazione a “OFF” Offanengo Film Festival, con un cortometraggio sul sogno Ipnotransognatore, presso “La Multisala” di Crema, la sala del Teatro di Offanengo e la Sala della Biblioteca di Offanengo, Crema, 2011; Partecipazione alla Collettiva dell’Associazione Laboratorio Autori, presso la sala F. Agnello Cittadella Cultura di Crema, 2010; Collocazione presso la Chiesa della S.S. Trinità di Capergnanica, di un’Opera Permanente (riproduzione del Cenacolo di Leonardo), 2010;


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Interventi Urbani, creazione di una rete Book Crossing nella città di Crema, collocazione nell’androne della Biblioteca Comunale di Crema un punto BC, collocazione in strada un BC “Pirata” in via Stazione, collocazione di un BC al Caffè Filosofico di Crema nella Galleria, collocazione di un BC nel Parco Comunale “Campo di Marte” a Crema 2009-2011; Creazione dello Spazio commerciale “Il Cortile” Azione dove da vita ad eventi di Live Music, di Musica Sperimentale, coinvolgendo Editori Indipendenti e promuovendo Spettacoli di Danza Contemporanea e Performance 2008-2009; L’azione il Cortile portata presso fiere, mercatini e sagre popolari, Mercatino del Piccolo Antiquariato di Castelleone, di Lodi, di Cremona, di Roncadelle e alle Feste stagionali 2009-10; Collettiva presso la Metropolitana di Milano, mostra dedicata a Progetti per il Nuovo Passante Ferroviario di Milano; Milano 2008; Partecipazione al Salon I dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, opera allestita nella La Fabbrica del Vapore, città di Milano, 2007; Collettiva Il Mondo a Brera “Venti di Erasmo”, opera allestita preso Villa Borromeo Visconti Litta, città di Lainate, 2007; Partecipazione al Salon I dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, opera allestita presso il Palazzo della Permanente, città di Milano, 2006; Curatrice del Premio biennale Anna Adelmi, presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco, coordinamento ed allestimento della mostra “…ho cominciato a sognare in italiano…” , nella città di Crema, 2005; Esposizione de “L’Opera fuori concorso Bandiere”, “Premio Anna Adelmi”, presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco, città di Crema, 2005; Collettiva alla Galleria Milarte di Milano presso il Comune di Gaggiano mostra benefica “ Restituire una vita”, nella città di Gaggiano, 2005.


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Una presentazione a-critica di Emanuele Mandelli* Solares riesce a vedere l’espressione artistica celata in una macchia grumosa di colore blu, in una goccia di cera, in una maglietta che cambia destinazione e diviene una installazione, in una clava gialla, in una goccia di latte materno. Questo mio è un testo a-critico. Non sono di certo in grado di giudicare l’azione artistica della persona più tutt’uno con l’arte che io conosca. Come per i rappresentanti della body-art anche per Solares l’arte è spesso coincidente con il suo corpo. Il blu mutante che in questa mostra è diventato asse portante è un segno di vita, una sirena chimerica distintiva a cui rimane aggrappata come ad una zattera. Blu sono i suoi capelli, la prima cosa che notai quando la conobbi acquistando due DVD di Dario Argento nel suo negozio di oggetti usati. Blu è il nome della figlia che è diventata da subito un riflesso del suo modo di intendere l’arte. Allora bisogna solamente lasciarsi trasportare dalle sue elucubrazioni che sono altissimi voli pindarici, ad un passo dal sole. Là dove i mortali, io per primo, si scottano e si ustionano orrendamente, là dove questa donna esile e sensuale vola con ali di cera che non si sciolgono mai.... alla faccia di Icaro. (*giornalista e scrittore cremasco. Attualmente firma per il portale Crem@online. ha pubblicato parecchi libri tra cui la trilogia delle arti Zombi rock, Cannibal blues e Bodyart jazz, i romanzi El Paso e Medalllo. Negli ultimi due anni ha scritto ed interpretato assieme al cantautore cremasco Denis Guerini lo spettacolo di teatro canzone E’ facile smettere di essere ottimisti (se sai come farlo) Per informazioni: http://emamandelli.altervista.org)


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Serie pittorica Blu Mutant Action - anno 2012 • Supporto: tela di lino senza preparazione e senza supporto • Tecnica: acquarello, pennarello lavabile, saliva-fluido corporeo, impronte delle dita, carezza, graffi, tinta per capelli di colore blu e rito magico. • Dimensione: 100 x 120 Descrizione: Il concetto generale è il fenomeno, opere monocromatiche.

Tecnica acquarello, tecnica sperimentale, tinta per capelli e pennarello lavabile.

L’arte è volontà, è coraggio, è credere. La magia è credere. La magia sottrae l’opera alla serialità. La magia crea un’arte autentica. La magia come azione coinvolge il corpo e l’anima. La magia è vita, è morte, è irrazionale, è illogica. L’arte è un’opera di magia. La magia è molto importante nell’arte. Ho deciso che è un elemento da includere nel mio lavoro (alla pari degli altri come il colore o il supporto). Ho la magia nel sangue è nelle mie origini. Ma lo so, per mettere la magia nel lavoro ci vuole molto coraggio, è facile burlarsi della magia.


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Nel suo lavoro l’artista ha eliminato la cornice, usando la tela prevalentemente senza telaio e spesso senza una preparazione; la sua opera è fatta per essere arrotolata o piegata e spedita oppure messa in valigia.Le tele giunte a destinazione sono pronte per essere esposte, per poi subito ripartire di nuovo verso una nuova meta. Questi lavori trattano di nomadismo e di storia. Con questi nuovi lavori l’artista compie una riflessione sul viaggio inteso come il movimento che è insito in ogni trasferimento, un movimento percepito dall’artista sia come centripeto che centrifugo; si tratta di un viaggio straordinario e temibile. Queste opere comunicano con una umanità impegnata anche essa in movimento straordinario. Questo movimento è simbolicamente veicolato dal monocolore e dalle tecniche esperimentali mezze appunto dall’artista per realizzare l’opera. L’artista nella realizzazione di queste opere ha messo in atto una sua personale tecnica con la quale ha coinvolto il suo corpo usando come materia pittorica i suoi capelli, impiegando le sue dita e le sue unghie per incidere la superficie, accarezzando con le mani e le braccia la superficie o camminando sopra la tela a piedi nudi in modo da esercitare la giusta pressione usando sulla superficie il suo peso “la sua stessa presenza fisica per imprimere” fino a compiere il trasferimento del di-segno.

L’artista rielabora tecniche tradizionali apprese attraverso lo studio e la pratica di tecniche antiche come il grafito, ma anche moderne appartenute alle avanguardie del novecento (come quelle surrealiste) coniugandole alla sua esperienza nel campo della stampa calcografica.


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Solares nel proprio lavoro si modella spesso un suo personale modus operandis che usa in funzione dell’idea, in questo caso usa come “lastra” una tela sulla quale “esegue l’opera”; su questa tela successivamente poggia una nuova tela che accarezza, massaggiando e esercitando leggere pressioni ma anche camminando sopra usando il suo peso “la sua stessa presenza fisica per imprimere” fino a compiere il trasferimento del di-segno. Il risultato ottenuto è quello di un “segno purificato/depurato” ma che compare al rovescio. Sono Opere tutte rovesciate.

Questa tecnica segue coerentemente il leitmotiv della ricerca pittorica di Solares incentrata sul fenomeno, come già in altri lavori Solares lascia che il colore venga assorbito dalla superficie in maniera casuale, poi lo analizza per comprenderne e interpretare la macchia. In questi lavori l’artista usa prevalentemente la tempera lavabile. Questa tempera è opaca e asciugando schiarisce poco ma se l’opera dovesse entrare in contatto con dell’acqua la materia “il colore” si potrebbe sciogliere, colare oppure modificarsi. L’artista crede che l’umidità, la luce e l’atmosfera stessa con la quale l’opera è in contato la dotino di precarietà e instabilità e questa qualità “entra a far parte della vita dell’opera”. Come in altre sue opere l’artista lavora senza bozzetto, la sua è una progettualità di pensiero che si sostiene nell’intenzionalità; l’artista riesce a cogliere con precisione il momento giusto per lavorare basandosi su indicazioni “assurde” personali. “Assurde ma che paragono alla complessa carica emozionale che ci invade dinanzi al chiarore luminoso percepito appena dopo il passaggio di un uragano o di un ciclone mentre stiamo per uscire a guardare fuori, è questo il complesso meccanismo sensoriale energetico che sarà trasportato dal mio corpo sulla tela. Sono opere che non possono essere comprese se il fruitore non compie un atto creativo, chiedono partecipazione.”


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L’artista realizza prevalentemente opere pittoriche monocromatiche, usando il colore Blu. Il significato del blu nel lavoro e nella vita: I miei capelli blu sono il segno esteriore della mia consacrazione all’arte, il colore si colloca a livello della testa, al livello delle idee dove ogni opera germina e ha origine, a livello del pensiero. Ma è anche un modo per comunicare con gli altri uomini, per penetrare lo spazio comune, irrompere. “Dopo tutto come si fa a rimanere indifferenti davanti a una testa blu. Davanti al mistero. Questa testa vuole porsi sull’infinito.” Il blu nel mio lavoro è anche la cifra di un mistero, un mezzo per dire ciò che non posso comunicare verbalmente. È un colore che ho dotato di un potere, di una funzione “magica”. Questo colore come altri ha un suo linguaggio che è universale. Quando coloro un oggetto di blu è perché perfino suppongo che gli oggetti evochino particolarmente (piuttosto che possederlo essi stessi) quel colore. “Ma il blu per me è anche profondità, un’oscurità divenuta visibile.”

Lo spazio espositivo: La scelta di Solares di inserirsi con una mostra all’interno di una agenzia di viaggi, è un modo di partecipare a pieno titolo nell’attuale dibattito dell’arte contemporanea, ritenendo che la ricerca di nuovi spazi adatti all’arte contemporanea sia già un problema superato dal post-moderno.


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Lo Spazio BluArte

BluArte è l’evoluzione dell’Azione Il Cortile e ironizza raffinatamente sui meccanismi che coinvolgono il mercato dell’arte. Con l’Azione Il Cortile l’artista opta per un deliberato allontanamento dal consueto circuito dell’arte (ponendosi come luogo- metafora autonomo dell’arte di oggi), con la sua sistemazione allude ironicamente ai suoi luoghi ma elude le figure del curatore, del critico, del gallerista e perfino dei suoi specifici luoghi-spazi con le sue aste e le sue quotazioni. In tale scenario il Cortile è da intendere come cammino o tappa di un viaggio in mutazione in vista di un approdo a un inedito “mondo culturale”; preferendo la parola cultura l’artista intende anteporre una visione più aperta includendo le interconnessioni e le interazioni della molteplicità di espressioni e di linguaggi. “Con il Cortile creo oggetti, inviti, abbigliamento, attività, corredi, riti, un mondo; questo mondo-realtà vuole far pensare, coinvolgere. Il merito non sta in quello che viene creato ma nella elasticità del dono”. Un momento significativo percepito dall’artista come di rottura o di passaggio avviene a Venezia nel 2011 in occasione dell’ultima Biennale a Venezia, cambiamento che è da interpretare anche come il segnale di una rinnovata visione dell’artista, la quale agisce con 2 interventi che definisce AZIONI PIRATA, in quanto è l’artista a prendere l’iniziativa autoinvitandosi a partecipare alla mostra. Lo scopo è quello di forzare i meccanismi dati, riuscendo a partecipare all’evento artistico collocando i suoi oggetti. Coinvolgendo successivamente la stampa, l’artista intende percorrere i tipici canali del sistema dell’arte, conferendo alla propria azione un suo status, e contemporaneamente la carica di una nuova energia. L’azione alla Biennale di Venezia ILLUMinazioni è il preludio di un reinserimento dell’artista nel consueto circuito dell’arte. BluArte è un’opera il cui soggetto è la pseudo Galleria d’Arte Contemporanea che sta per aprire a Crema, ma sopratutto “BluArte galleria d’arte Contemporanea “è il titolo-nome di un desiderio. Solares ha dato vita a una galleria “virtuale” che segue il suo lavoro e dà “spazio e voce” alle sue opere; in tal senso BluArte usa i meccanismi e le procedure delle gallerie, coinvolge artisti e le figure necessarie (curatori, critici, collezionisti, mercanti) al suo buon funzionamento. E’ un segnale e un’opportunità concreta di partecipare al dibattito artistico in corso. Con la sua particolare natura questa pseudo Galleria è un progetto work in progress. BluArte coinvolge artisti storicizzati che hanno un ruolo rilevante nella ricerca artistica Contemporanea.


In collaborazione con: Mutant blue action Alejandrina Solares Crema 18 maggio 2012 Agenzia Viaggi Mainardi

Inaugurazione della mostra venerdÏ 18 Maggio 2012 ore 19 Piazza G. Marconi, 34 Crema Dal 18 Maggio al 2 Giugno Orari di apertura dell’agenzia Info Via Carnita 1, Quintano (Cr) Tel. +39 338 7000 269 solares2@libero.it Progetto grafico ema.mandelli@gmail.com

MUTANT BLUE ACTION di Solares Alejandrina  

Mostra personale a Crema 2012

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