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Affrontare la crisi È possibile con una strategia volta alla standardizzazione e all’integrazione ridurre i costi fino all’1% del fatturato ANTONIO BRISSA

Siamo entrati in tempi economicamente difficili che, stando alle previsioni dei principali esperti mondiali, potrebbero estendersi almeno per tutto il 2009. Com’è noto, uno degli effetti scatenanti è stata la riduzione dei flussi creditizi dovuta allo scoppio della bolla dei mutui facili e dei titoli-spazzatura.

taglio dei costi - operazione a cui si i progetti che prospettano un rapiè fatto spesso ricorso nel passato - è do ROI (Return On Investment) il primo effetto, la tipica reazione di assume, quindi, un peso sempre più chi, in presenza di vento contrario, tende a ritirarsi cancellando tutte le nuove iniziative e prestando attenzione solo alle attività di base, unicamente per “mantenere a galla la nave”. Il processo di globalizzazione, inolIn questo contesto, le aziende – pic- tre, rende la concorrenza più agguercole o grandi che siano – sviluppano rita: raggiungere i budget è sempre un’attenzione particolare ai costi e si trovano costrette a cercare fonti di possibile finanziamento interno. Il

strategico e determinante. Tuttavia, nel clima recessivo, occorre pensare anche al recupero di flussi di natura finanziaria e all’individuazione di atpiù difficile e le aziende si ritrovano tività che possano generare crescita a puntare sulle marginalità. Essere in durante e, soprattutto, dopo il pasgrado di ridurre i costi e agevolare saggio della crisi. iged.it online 01.2009

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L’allineamento fra flussi operativi e finanziari diventa ancora più importante per tradurre i primi in un contributo misurabile in termini di creazione di valore per l’azienda. La gestione della supply chain è certamente uno dei fattori che possono “fare la differenza” nell’attuale scenario congiunturale. La capacità di garantire un controllo organico e sincronizzato del complesso di flussi logistici e produttivi richiede, però, l’impostazione di un modello di gestione dal quale ricavare indici misurabili di creazione del valore per l’azienda. È essenziale rendere efficienti tutti i

livelli della supply chain tradizionale: dallo sviluppo dei prodotti alla gestione on line degli ordini, dalla pianificazione integrata con i fornitori alla fatturazione elettronica. L’integrazione della catena del valore connette l’impresa alla propria rete di fornitori e clienti, consentendole una gestione ottimale dei dati relativi ai fornitori, la visibilità di tutti i processi produttivi, il miglioramento di tutto il processo logistico, ecc. Il risultato è un insieme di notevoli vantaggi che derivano dalla possibilità di ridurre i costi operativi, aumentare l’efficienza e sperimentare continuamente nuovi modelli di bu-

siness. Sebbene ci siano azioni che possono dare risultati anche nel breve termine, va sempre tenuto presente che una strategia di supply chain management deve essere impostata sul medio-lungo termine. Di certo, occorre avere una visione integrata del problema, per poter operare scelte organiche, verso tecnologie e soluzioni standardizzate in grado di offrire garanzie di rapida generazione di valore. Per ottenere risultati tangibili è importante potersi concentrare sulla pianificazione e sul correlato lavoro di analisi; ma ciò implica una scelta di automazione spinta sul fronte delle attività dayby-day. La diffusione di soluzioni di tipo Software-as-a-Service (SaaS) fornisce in questo contesto un aiuto essenziale in direzione della flessibilità, mentre la standardizzazione di processi e flussi, ad esempio in tutta l’area amministrativa, può portare a quei risparmi di costi che servono al reparto IT per assicurarsi il supporto del management. È proprio in questo scenario generale che il modello SaaS assume un ruolo importante, in quanto permette di alleggerire il workload della struttura IT di un’azienda, spesso chiamata ad affrontare molteplici impegni, ma può far risparmiare risorse economiche in termini di supporto e manutenzione IT. Anche secondo l’opinione di Gartner, il modello SaaS è la risposta vincente alla crisi attuale: l’ultimo rapporto stilato dagli analisti Gartner evidenzia, infatti, come il mercato dell’outsourcing IT sia fra i pochissimi a risentire positivamente della crisi dell’economia e, per questo motivo, il 2009 sarà caratterizzato da un’elevata propensione delle aziende verso l’aumento dei contratti di outsourcing al fine di incrementare l’efficienza operativa e tenere sotto controllo i costi. iged.it online 01.2009

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