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LA SARTIGLIA


La Sartiglia


La Sartiglia Coordinamento progetto: Remigio Enrico Maria Sequi, Liquidatore PTO Project Coordination: Remigio Enrico Maria Sequi, Liquidatore PTO Coordinamento generale: Luisa Carta, Antonio Ladu, Maria Carla Manca General Coordination: Luisa Carta, Antonio Ladu, Maria Carla Manca Coordinamento scientifico: Maurizio Casu, Francesco Obino Scientific Coordination: Maurizio Casu, Francesco Obino Coordinamento testi: Roberto Cossu Text Editing: Roberto Cossu Direzione editoriale e artistica: Bianca Laura Petretto Editorial and Artistic Director: Bianca Laura Petretto Grafica e layout: Sofia Arango Echeverri Layout and Graphic Design: Sofia Arango Echeverri Materiale d’archivio: Fondazione Sa Sartiglia Onlus Archive Provider: Fondazione Sa Sartiglia Onlus Assistente per il materiale d’archivio della Fondazione Sa Sartiglia Onlus: Nadia Usai Assistant for the Archive Provided by Foundation Sa Sartiglia Onlus: Nadia Usai Traduzione inglese: Mauro Mastinu English Translation: Mauro Mastinu Segreteria e assistenza tecnica: Annalisa Corona, Alessandra Salis, Alessio Vela Secretarial and Technical Assistance: Annalisa Corona, Alessandra Salis, Alessio Vela Le fotografie sono di: Bruno Atzori, Gianfranco Casu, Luigi Corda, Marcello Mangroni, Stefano Orrù, Salvatore Pirri, Massimo Pulixi Photographs by: Bruno Atzori, Gianfranco Casu, Luigi Corda, Marcello Mangroni, Stefano Orrù, Salvatore Pirri, Massimo Pulixi In copertina fotografia di Bruno Atzori Cover photo by: Bruno Atzori

PTO Patto Territoriale Oristano

Provincia di Oristano

Copy 2016 Soc. Cons. PTO Patto Territoriale Oristano a.r.l. in liquidazione Via Carducci, 21 – 2° Piano - 09170 Oristano (OR) (+39) 0783 775061 www.siloristano.it

La presente pubblicazione è stata realizzata nell’ambito dell’intervento 3.1 “Promozione Sartiglia”, del Programma Aggiuntivo 2015-2016, finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione dei proprietari dei diritti.


Sommario Index

12 Premessa, Remigio Enrico Maria Sequi Preface 14 Introduzione, Guido Tendas Introduction 19 L’attesa della divinità Wating for the Deity 29 La vestizione The Dressing Ceremony 45 La scoperta del rito The Disclosure of the Rite 61 La stella The Star 81 Dal silenzio ai tamburini From Silence to the Sound of Drums 91 Le pariglie The Acrobatic Horse Race 103 Il ritorno dell’uomo The Return of the Man 112 Glossario Glossary


Premessa

La Società Consortile Patto Territoriale Oristano a.r.l. nasce nel 1998 da soci pubblici e privati come Agenzia di Sviluppo Locale con l’oggetto istituzionale di promuovere lo sviluppo socio economico ed occupazionale della Provincia di Oristano. Dal 1998 al 2014 la Società ha gestito Programmi e progetti Comunitari, Nazionali e Regionali. Il 28 gennaio 2015 l’Assemblea Straordinaria dei Soci ha deliberato la messa in liquidazione della Società e mi ha incaricato di proseguire l’esercizio provvisorio delle attività utilizzando i fondi Ministeriali residui con il Programma 2015.2016. Alla fine dell’anno termina l’intera attività e il PTO non esisterà più. Rimangono sul territorio molti dei servizi avviati e dei risultati realizzati dal PTO a favore delle Pubbliche Amministrazioni, delle imprese, dei professionisti e della collettività in genere. Questo libro sulla Sartiglia chiude il mandato, è un dono realizzato con fondi pubblici che verrà distribuito e diffuso dalla Fondazione Sartiglia. L’antica giostra equestre oristanese è diventata nel tempo un patrimonio inestimabile della collettività, rappresenta la memoria, la storia ma soprattutto l’identità, l’animo e la capacità di fare delle persone. La Sartiglia sono le donne e gli uomini di Oristano che con passione, partecipazione, rigore, competenza e semplicità restituiscono un valore all’intera comunità. Questo spirito di servizio ha animato le persone che dietro le quinte hanno lavorato insieme a me affinché le risorse pubbliche fossero utilizzate correttamente per un fine e un beneficio comune. Questa pubblicazione è il coronamento di un’etica del lavoro che, anche in una situazione di dismissione, come nel caso del PTO, testimonia che si possono compiere delle azioni con lo scopo di rendere un servizio utile alla collettività. Il libro sulla Sartiglia rappresenta un successo che è stato possibile grazie al personale del PTO. Un grazie va a tutti loro e al coordinamento scientifico della Fondazione Sartiglia. Si tratta di uno strumento con una struttura semplice composta da un racconto e da immagini che a loro volta restituiscono la narrazione della giornata con i momenti più salienti della Sartiglia. Il racconto, attraverso gli occhi di un qualsiasi visitatore curioso, digiuno di notizie, scopre i vari momenti della manifestazione. Ci sono le suggestioni e le informazioni nella trama narrativa e, con un gioco grafico, si inseriscono dati storici o riferimenti argomentati e letterari. Lo stile e il tono della parte scritta è agile e facile, accompagna il lettore coinvolgendolo emotivamente nella bellezza della festa e del rito, lasciando un sapore antico e sacro tra i colori, i rumori e i silenzi di una giornata partecipata. Remigio Enrico Maria Sequi, PTO Patto Territoriale Oristano

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Preface

The “Patto Territoriale Oristano” LLC (PTO), is a company born in 1998 thanks to public and private partners as a Local Development Agency with the institutional aim to promote the socio-economic and occupational development in the Province of Oristano. From 1998 to 2014 the company dealt with European, National and Regional Programmes and Projects. The extraordinary partners’ meeting held on 28th January 2015 decided to liquidate the company, instructing me to supervise the last company’s activities using the residual ministerial funds according to the 2015/2016 Programme. At the end of the current year all the activities will be over and the PTO will no longer exist. However its work, consisting of many new services and successful initiatives on the territory in favour of Public Authorities, companies, professionals and the entire citizenship, represent its invaluable legacy. This book about the “Sartiglia” is the PTO’s final act, a gift made with public funds the “Sartiglia Foundation” will be entitled to promote and distribute. Over the years the ancient Oristano’ s equestrian joust has become an inestimable heritage for all the community reflecting its memory, history and identity as well as people’s soul and spirit of initiative. The “Sartiglia” is the beating heart of all the men and women living in Oristano who enrich the entire citizenship with their passion, participation, righteousness, competence and simplicity. The people operating in the background were encouraged by a mutual spirit of sacrifice. Together we worked to use profitably the residual funds for a common goal. This publication is the purest expression of work ethics, which even in a liquidating company like the PTO, shows how people can act responsibly to serve the community. This book is the fruit of the successful commitment characterizing the PTO’s staff. I would like to address a special thanks to all these people and the scientific management at the “Sartiglia Foundation”. It is an essential work made of words and images, which together tell the story of the “Sartiglia” seen through a visitor’s eyes who, lacking any information, discovers step by step the celebration and its rituals. Readers will enjoy suggestions, news, and historical data along with literary and annotated passages. A simple fluent style and tone of the written part lead the reader through the story whom, emotionally captivated by the beauty of this event, senses the ancient sacred taste of colours, sounds and meditative moments characterizing a universally shared celebration. Remigio Enrico Maria Sequi, PTO Patto Territoriale Oristano

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Introduzione

Ad Oristano Carnevale significa Sartiglia, ma la Sartiglia non è certo solo Carnevale. L’antica tradizione equestre della giostra all’anello e delle corse a pariglia, nota anche ai sovrani dei regni giudicali e documentata nella Città Regia di Oristano sin dal 1547, nel corso dei secoli ha segnato i più importanti momenti di festa nel capoluogo arborense. Anche in Sardegna, come nel Vecchio Continente, giostre, tornei e caroselli, nei secoli del Rinascimento e dell’età Barocca, hanno celebrato i principali eventi di carattere civile e religioso. Le nascite e i matrimoni dei principi, così come le ricorrenze in onore dei santi patroni delle città, sono stati le occasioni di festa in cui l’antica nobiltà e l’emergente borghesia, rappresentata nelle corporazioni, si è cimentata nelle disfide a cavallo, giochi equestri in cui i “mantenitori” si confrontavano con gli sfidanti, dando vita a spettacoli ai quali il pubblico partecipava numeroso. Nell’Isola, dall’età spagnola sino all’epoca sabauda, i rinvenimenti dei corpi santi e le celebrazioni dei matrimoni reali hanno rappresentato le principali solennità, festeggiate dalle autorità civiche con l’organizzazione di eleganti cerimoniali equestri e mascherate. Nel corso del XVIII secolo i gremi, le antiche corporazioni religiose di mestiere, documentate nelle città regie sarde sin dal XV secolo, in seguito all’assunzione di un ruolo di primaria importanza nell’economia e nella società del tempo, fanno registrare la loro presenza tra gli attori protagonisti, a cavallo. Nei documenti si specifica che a guidare le corse erano le stesse autorità dei gremi, ovvero los majorales. Questa novità archivistica, recentemente scoperta, ha rappresentato un tassello importante nella storia degli studi e dell’interpretazione del ricco cerimoniale della Sartiglia di oggi, chiarendo infatti l’attuale inscindibile rapporto tra i gremi e la giostra oristanese. Ecco quindi spiegato il momento solenne dell’investitura dei Componidoris nella giornata della Candelora. Infatti, la consegna di un cero benedetto segna l’investitura ufficiale del cavaliere che rappresenterà l’autorità e tutto il gremio nella festa equestre. Ecco perché la Sartiglia non è solo Carnevale. Ma è anche Carnevale. La prima attestazione della giostra carnascialesca è del 1807. La tradizione orale così come alcune testimonianze indirette riferiscono della volontà di un canonico del Capitolo Arborense di donare ai gremi un fondo rustico i cui proventi avrebbero dovuto sostenere le spese per la realizzazione della giostra nelle giornate del Carnevale. Una tradizione vivente che grazie ai gremi si è perpetuata e che ha saputo adattarsi al corso della storia, mutando e conservando il suo antico cerimoniale, il suo spazio scenico, i suoi protagonisti e i loro costumi, ma mantenendo sempre viva la fierezza e la passione in tutti coloro che partecipano consapevoli all’elegante spettacolo. Guido Tendas, Presidente Fondazione Sa Sartiglia Onlus

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Introduction

Carnival time in Oristano means the “Sartiglia”, however the “Sartiglia” is not just a Carnival celebration. The ancient equestrian tournament with its traditional ring joust and the “pariglie” race, popular during the “judicatures” (judge-ruled districts) era, also reported in the Royal City of Oristano since 1547, has marked over the centuries the most important festive periods in the history of the main city in the Arborea district. In Sardinia as well as in the Old Continent, jousts, tournaments and carousels during the Renaissance and Baroque Age accompanied the main religious and civil events. Princes’ births and weddings together with the Saint Patrons’ feasts were festive events when the ancient aristocracy and the emerging bourgeoisie, represented by its corporations, decided to compete in horse races and equestrian jousts. During these tournaments the “Mantenitori” challenged their opponents on different games in front of a large crowd. On the island, from the Spanish regime to the Kingdom of Sardinia age, the finding of Saints’ bodies and royal wedding celebrations were the main festive occasions, celebrated by civil authorities with elegant equestrian ceremonies and masked balls. During the 18th century the Guilds, the ancient religious workers’ corporations existing in the Sardinian royal cities since the 15th century, became main characters on horseback owing to their leading role in the economic and social life of that time. Documents report that “los majorales”, the guild authorities, headed the equestrian jousts. This recent historical breakthrough has been a very important piece in the investigation of the rich ceremonial interpretation in today’s “Sartiglia” celebrations, clarifying the indissoluble bond between the Guilds and the equestrian joust. That is the reason why “Su Componidori”´s solemn nomination falls on Candlemas Day. On that occasion the elected horseman is given a blessed candle as a symbol of his official nomination to represent the Guild during the equestrian joust. Hence the “Sartiglia” is not just a Carnival celebration but it also represents Carnival time. The first news about this joust held during Carnival festivities dates back to 1807. According to the oral tradition as well as other indirect evidence confirms, it was a canon’s will, belonging to the Arborea district, to grant the Guilds a farm whose earnings would sustain the expenses to organize the equestrian joust on Carnival days. A living tradition the Guilds have cherished and reaffirmed moulding it to the course of history, changing and preserving its ancient ceremonial, places, main characters and their costumes, however keeping alive pride and passion of those attending this elegant display. Guido Tendas, Foundation Sa Sartiglia Onlus President

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La Sartiglia si corre nel centro storico di Oristano l’ultima domenica e martedì di Carnevale. La prima è organizzata dal Gremio dei contadini, la seconda dal Gremio dei falegnami. The “Sartiglia” is held in Oristano’s old city centre on Carnival Sunday and Shrove Tuesday. On Carnival Sunday the joust is organized by the Farmers’ Guild while on Shrove Tuesday by the Carpenters’ Guild.


Wating for the Deity

L’attesa della divinitĂ


È l’alba e la città è già sveglia. Si guarda il cielo, ma le nuvole non fanno paura. Piova o meno, i cavalieri correranno: così vuole un ordine antico. L’hanno detto anche ai bambini, a quelli dei Gremi soprattutto. E a tutti gli altri. Lo stupore appartiene a loro, prima ancora che ai turisti. Ai piccoli che seguono i preparativi con gli occhi attenti e la bocca aperta, che guardano i cavalli bardati, la gamma infinita di maschere, la sequenza di riti che forse non capiscono ma che intuiscono sacri e indelebili. È così ogni anno e in quella attenzione c’è il sogno di far parte, da grandi, della giostra. Di esserne protagonisti. Agli altri, agli adulti, spettano l’abilità, l’esperienza, gesti conosciuti, il senso del prestigio, tensioni palpabili. La forza che dà un cerimoniale perfetto. Sacro, appunto, pur nelle note di festa. Perché è Carnevale. Oggi, cioè domenica, e poi martedì, ci sarà la vestizione de su Componidori. Ci saranno i cortei, le galoppate, le pariglie, i banchetti. E i colori della Sartiglia, una fantasia che attraversa il tempo. E lo ferma, in due momenti speculari. Come sempre, sicuramente dal 1546. Forse anche prima. Queste giornate hanno un ritmo inconfondibile. E un loro rumore, che le riempie dal mattino alla sera. Tamburi e trombe non conoscono pause, scandiscono ogni momento. Il suono annuncia, sottolinea, esalta. I trombettieri e i tamburini, con i “bavagli” neri o chiari, con le maschere, sono un pacifico e assordante esercito in marcia. E ogni squillo è la fascia sonora dei misteri che avvolgono la Sartiglia, dei passi previsti, dei momenti culminanti, di movenze che hanno significati remoti e presenti. Oggi quel rumore comincia subito, per accompagnare su Componidori fino alla casa del presidente del Gremio. Chi è? Il prescelto, già designato il 2 febbraio, giorno della Candelora. Le cronache tramandano molti nomi, soprattutto nelle epoche recenti, non i motivi della “nomina”. Le madri raccontano ai piccoli che una volta tutto avveniva con grande riservatezza. Il presidente del Gremio si recava quasi furtivamente nella casa del cavaliere invitato a guidare la corsa. Era una cerimonia densa di intimità, un’investitura gelosamente custodita. Ora qualcosa è cambiato, ma resta ancora l’invito formale, la formula della richiesta de “su prexeri”. È un favore reciproco, ovviamente. E per il prescelto è più che un onore. Per la comunità è ancora di più. E tutto, nel giorno della Candelora, è stato suggellato con la consegna di una candela benedetta. Se si parla con i rappresentati dei Gremi si capisce che queste prime fasi sono forse le più sentite. È in questo momento che le antiche corporazioni esprimono l’esclusiva del rito. E allo stesso tempo la nascita, ogni anno rinnovata, di una comunione con la divinità. Ora su Componidori attende la vestizione. Non c’è una grande folla, non tutti possono partecipare, è una cerimonia più raccolta e intensa. Sono la tradizione pagana e quella cristiana riassunte in pochi, profondi gesti. L’anima di una città, la sua storia, un futuro immediato che la Sartiglia simbolicamente anticipa con presagi di benessere.

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It’s dawn and the city is already awake. A glance at the sky, the clouds are not scary. Irrespective if it rains or not, the horsemen will compete: this is what the old ritual dictates and all the children, in particular those belonging to the Guilds, have been told so.They are the first to be surprised, even before the tourists. Amazed by the last preparations, they stare at them openmouthed looking at the harnessed horses, the endless variety of masks, the sequence of rites that they possibly do not understand but sense them as sacred and unforgettable. Every year is the same old story and their staring conceals a burning desire to be, one day, part of it. They wish to become the main protagonists. The other people, the adults, have the task to demonstrate their skills and experience as well as their traditional gestures and a certain authority. A vibrant tension fills them. This is the strength coming from a perfect ceremony, sacred, as though its festive features. It is Carnival time. Today, on Sunday, and then on Shrove Tuesday there will be “Su Componidori”´s dressing ceremony. People will enjoy processions, galloping, the “pariglie” race and banquets. These are the colourful shades of the “Sartiglia”, a timeless spectacle with two specular days as always, undoubtedly since 1546, maybe even earlier. These days have an unmistakable pace and a typical sound, which fills them from morning till night. Trumpet blasts and rolls of drums echo endlessly all day long marking every single moment. These sounds announce, remark, exalt. Trumpeters and drummers wearing black or white “gags” and masks are a deafening peaceful marching army. Every blast or roll is sound affecting the mysteries of the “Sartiglia” with its expected stages, climaxes and meaningful present or past gestures. Today those sounds echo from the very first moments to accompany “Su Componidori” to the President of the Guild’s house. Who is it? The elected one, already appointed on February 2nd,on Candlemas Day. The past left us many names, above all in recent times, but nothing was said about their “nomination”. Mothers tell young children everything used to happen with lots of discretion. The President of the Guild headed for the chosen horseman’s house almost like a thief in the middle of the night. It was a moment full of intimacy, a cherished appointment. Nowadays things have changed, but the formal invitation ceremony is still vivid with its official “su prexeri” request quote. Of course, that is a mutual favour. It is such a great honour for the chosen horseman but even greater for all the citizens. Everything happens on Candlemas Day when “Su Componidori” is given a blessed candle. Talking to the members of the Guilds, it is clear these first stages are the most heartfelt. That is when the two ancient corporations reflect the uniqueness of this rite, renewing every year the birth of a communion with the deity. Now “Su Componidori” waits for his dressing. There is not a large crowd attending, strangers are politely excluded. It is a private intimate ceremony. Christian and Pagan traditions are summed up in a few deep gestures.The soul of a city, its history and future the “Sartiglia” symbolically anticipates with good omen.

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È una giostra equestre di antichissima tradizione: le fonti risalgono al secolo XVI. È documentata una festa in onore di Carlo V. Ma le origini sono da ricercare sicuramente nel medioevo. La corsa all’anello è citata da tutte le cronache storiche europee. It is a very old equestrian joust first reported in the 16th century. It was held during a party to celebrate King Charles V. However its origins are rooted in the Middle-Ages. The star joust is largely described in many historical European works.


The Dressing Ceremony

La vestizione


È la creazione di una divinità. Di un tabù, se vogliamo usare l’espressione di Francesco Alziator. La mattina su Componidori è solo un nome. A mezzogiorno comincia la sua metamorfosi. Più tardi si ammireranno la giostra, la spada infilata nel cerchio della stella, le acrobazie sui cavalli, ma quanto c’è di sacro si esprime fra quattro mura. Al riparo dalla grande folla. E non per tutti, anche se mille esigenze vorrebbero stravolgere una regola ancestrale. La vestizione de su Componidori è il rito della città intesa come casa, esige intimità prima dell’esplosione popolare. È questo passaggio che dà il senso più profondo alla festa, che evoca subito la trascendenza a cui chiedere prosperità. Ed è anche la parte più carica di mistero: nasconde un volto e ne crea un altro, impenetrabile ed eccezionale. In una cerimonia che solleva il sipario, presentando il protagonista. A lui e solo a lui, nell’intera giornata, il compito di benedire. Squilli di tromba e “su passu ‘e strada” accompagnano il prescelto alla sede del Gremio. Dove lo attendono le “massaieddas” in costume che hanno portato i cestini con gli abiti. Le immagini rimandate da tante edizioni fissano visi fermi e concentrati: su Componidori è quasi assorto. Sempre impassibile. Silenzioso, dentro se stesso, proprietario esclusivo di un incarico che gli altri non possono conoscere. Seduto sulla “mesitta”, viene vestito con movimenti leggeri e sicuri, dalle figlie di figlie di donne che hanno ricevuto un’esperienza secolare: una trasformazione lenta e calcolata. L’uomo, perché è ancora uomo, indossa “su collettu”, una giacca senza maniche che si allunga dalle spalle alle ginocchia. Poi sugli indumenti sbocciano i fiocchi e si accendono i colori, il rosso del Gremio dei contadini, il rosa e il celeste del Gremio dei falegnami. Infine è il momento della maschera: si compie il passaggio dalla terra al cielo. L’intoccabile straordinarietà è conquistata. Un cilindro e una camelia completano la vestizione. Ora su Componidori è asceso e può mostrarsi: monta a cavallo direttamente dal tavolo. Riverso sull’animale. Non potrebbe fare altrimenti. Non può toccare la terra. Non può essere contagiato. Fino a sera rimarrà una divinità.

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It is the creation of a deity. A taboo, as Francesco Alziator put it. In the morning “Su Componidori” is just a name. At noon his metamorphosis begins. Later in the day people will enjoy the joust, the swords running through the star hole, the acrobatics on horseback. However the sacred aspect of this tournament is revealed behind closed doors, away from the large crowd with just a few attendants, even if a thousand reasons would like to have this ancestral rule overturned. “Su Componidori”´s dressing ceremony is the ritual of a city intended as a private household, it needs intimacy before the public show. This step reflects the most intimate meaning of this celebration, evoking God’s intervention to grant prosperity. It is also the most mysterious moment when hiding a face another extraordinary impenetrable one comes up. This ceremony draws the curtain showing its protagonist. During the day he will be the only one entitled to give blessings. Trumpet blasts and “su passu ‘e strada” accompany the elected person to the Guild seat where the “massaieddas”, young girls wearing the traditional costume of Oristano, are waiting for him with his clothes resting in typical flat baskets. The annual pictures of the past editions show the same serious concentrated faces. “Su Componidori” is almost lost in his own thoughts. With his impassive look, speechless and thoughtful, he is the only one in charge of an office the other people cannot understand. Sitting on the “mesitta”, he gets dressed with confident delicate moves by daughters whose mothers have been passed down these gestures over the centuries; a slow calculated transformation. The person, because he is still a person at the moment, wears “su collettu”, a sleeveless jacket that extends from the shoulders to the knees. Then clothes are decorated with colourful ribbons: the red colour, symbol of the Farmers’ Guild, pink and light-blue colours representing the Carpenters’ Guild. Finally the time to put the mask on has come: his transition from the earth to the sky becomes reality. The unaffected uniqueness has been conquered. A top hat and a camellia are his last decorations. Now “Su Componidori” has ascended and is able to show up to the people mounting on horseback from the stage. His feet cannot touch the ground because he cannot get infected. He will be a deity until late in the evening.

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In entrambe le corse i cavalieri al galoppo devono infilare con la spada una stella. Il termine sartiglia deriva dall’iberico “sortija” che a sua volta risale al latino “sorticula”, cioè anello. During both equestrian jousts horsemen have to catch a star with a sword galloping on their steeds. The word Sartiglia comes from the Hispanic “sortija” which evolved from the Latin word “sorticula”, which means ring.


The Disclosure of the Rite

La scoperta del rito


Quelle maschere hanno qualcosa di infantile. O comunque di puro, innocente. E persino di malinconico. L’una, del Gremio dei contadini, ha il colore della terra. L’altra, del Gremio dei falegnami, è pallida. Siano di cera o di legno, nascondono al pubblico l’uomo che è diventato Dio. Solo lo sguardo balena dalle fessure. Ma per tutti, nello stesso tempo, è una rivelazione. Su Componidori è in groppa al cavallo, che per un giorno sarà parte del suo corpo: la maschera ne fissa l’essenza ultra-umana, spiccando sul candore del velo ricamato che gli copre il petto. Quando esce dalla sala della vestizione, viene affiancato dai suoi due aiutanti, il segundu e terzu cumponi. Attorno gli altri cavalieri. E poi la folla. È la festa che esce dall’intimo e scopre lo spazio aperto, la sfida, il gioco. Il corteo che raggiungerà il sagrato della Cattedrale è ciò che riempie gli occhi, è l’unione fra su Componidori, la divinità, e il popolo, la città. L’istante prolungato e radioso che annuncia la scommessa della prosperità. Non ci sono colori sfuggenti. I costumi, le bardature dei cavalli, tutto ciò che la tradizione impone, ricordano giardini fioriti in primavera. Una ricchezza che si rinnova e sembra evocare la ricchezza del raccolto, la buona fortuna. E non a caso su Componidori, sacerdote sacro e laico, benedice a più riprese chi gli sta attorno e le moltitudini oltre le transenne. Lo farà anche dopo la gara, impugnando con la mano destra sa “pippia de maiu”, una sorta di scettro di viole mammole unite dalla pervinca. Perché la regalità sia perfetta. E così la solennità del rito celebra la stagione, l’amore, la fertilità.

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Those masks bear some childish features, something pure, innocent. Even melancholic. The mask of the Farmers’ Guild is earth-coloured. The one of the Carpenters’ Guild is pale-coloured. No matter what they are made of, wax or wood, they hide the deity from the public’s eye. His look only sparkles from the eye slits. It is an epiphany for everybody at the same time. “Su Componidori” is on horseback; his horse will be part of him for a day. The mask fixes his otherworldly essence, producing a sheer contrast with his embroidered veil covering his chest. When he leaves the dressing ceremony room, he is flanked by his two fellow horsemen, the second and third “componidori”. Around them, the other horsemen and the crowd. It is the celebration losing its intimacy to embrace the public, the competition, and the game. The long bright moment announcing a good prosperity omen. There are not faded colours. The costumes, the harnessed horses, every aspect according to the tradition, bring to mind a blooming garden. Once again this richness seems to evoke the abundance of the harvest, a good omen. It is common practice for “Su Componidori”, a sacred and lay priest at the same time, to give blessings on several occasions to the people around him and the other spectators crammed behind the barriers along the route. He will repeat those gestures at the end of the joust, holding in his right hand “sa pippia de maiu”, a sceptre of flowers made of violets and periwinkles. Now his majesty has reached the apex. Actually the solemnity of this ritual represents a hymn to prosperity, love and fertility.

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Dalla cavalleria alla tradizione popolare, la Sartiglia non ha perso la sua spettacolarità conservando anche il senso profondo di rito propiziatorio. Il numero di stelle è segno di buona fortuna per la comunità. From the age of knighthood to a folk expression, the “Sartiglia” has not lost its spectacular essence also cherishing its deep sense as a propitiatory rite. The numbers of stars caught during the jousts represent a good omen for all the citizenship.


The Star

La stella


Al vincitore della Sartiglia del 1547, che celebrò le gesta di Carlo V, fu donato un drappo di stoffa preziosa. Ma forse già contavano l’onore, il prestigio, prima ancora del compenso. Erano i tempi dell’anello, che rievocava le età delle Crociate, della cavalleria, della disfida cortese. C’era molta Spagna, ma non solo. Si festeggiavano grandi eventi, legati soprattutto alla nobiltà, ma poi fu la storia ad appropriarsi della festa di Oristano. La storia e le sue evoluzioni. Dai feudatari alla borghesia, al popolo. Con i Gremi, e cioè le corporazioni del lavoratori, a tirare le redini. E nel frattempo l‘anello era diventato una stella. Il momento che più affascina gli oristanesi, da tempo immemorabile, e le folle che crescono ogni anno, è in quei minuti di giostra. La galoppata che si ripete per sfidare il cerchio è il culmine del rito, perché è il numero di stelle infilate che garantisce la buona sorte. Si guarda l’ondeggiare dei costumi, le sfarzose decorazioni dei cavalli, la forza e la precisione dei cavalieri, e si pensa che in quelle corse c’è un racconto che non si può perdere. È in lizza anche una buona balentia, che galoppa insieme al rischio (si legge pure il sangue tra le cronache della Sartiglia), magari un riscatto individuale. E al fondo, sempre, l’affermazione dell’identità di una comunità, dai tempi dei giudicati e poi da quelli della dominazione spagnola che certo conosceva l’oppressione. Il protagonista, il maestro delle danze, è sempre su Componidori, tra gli squilli di tromba e le rullate dei tamburi. È lui che saluta e passa sotto il nastro verde che regge la stella, guardato dal campanile della Cattedrale. È lui che tenta la sorte per la prima volta, seguito dai suoi aiutanti. È lui che decide chi e quanti cavalieri correranno lungo la strada terrosa. Ed è ancora lui che con la spada di legno, “su stoccu”, alla fine del gioco ha l’onore di riprovare la conquista della stella, insieme al segundu e terzu cumponi. Ed è ancora lui che chiude la disfida con l’ultimo atto di coraggio, la corsa sfrenata riverso sul cavallo. “Sa remada”. Un altro rito, un altro mistero.

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The winner of the “Sartiglia” held in 1547, celebrating Charles V ’s victories, was awarded a drape of precious fabric. Maybe, even in the past, honour and prestige were more important than any prize. It was the era of the ring, evoking the time of the Crusades, the knighthood and the courtly fights. The Spanish legacy was substantial but not exclusive. People celebrated great events, often affecting the nobles, but later history laid its veil on Oristano’s main feast. History and its constant changes. From the large landowners to the bourgeoisie and finally to the common people. The Guilds, that is the two corporations of workers, took the reins. Meantime, the ring was substituted by a star. These couple of minutes have been the most fascinating moment of the joust both for the citizens of Oristano and the increasing crowd of foreigners for ages. The horsemen galloping to spear the ring represent the climax of the ritual because the number of stars caught at the end of the joust grant a certain share of good omen. People enjoy the swaying costumes, the richly decorated horses, the horsemen’s strength and precision, thinking that those moments are the threads of a story that cannot be lost. Even some bravery is at stake, galloping together with risk (some “Sartiglia” editions report bloody accidents), perhaps a personal redemption feeling too. In the background, since the “judicatures” (judge-ruled districts) era and later during the Spanish occupation age, there has always been the confirmation of a community identity who really knew what experiencing an oppressive regime meant. The protagonist, the leader of the ceremony, is always “Su Componidori” among trumpet blasts and rolls of drums. Passing under the star hanging from a green ribbon, he greets the people right in front of the Cathedral steeple. He will be the first to tempt fate followed by his two fellow horsemen. He will choose the identity and the number of horsemen riding their fast-running steeds on the sandy track. At the end of the joust, holding a wooden spear named “su stoccu”, he will try again to catch the star followed by his two fellow horsemen. Finally he will conclude the joust with his last act of bravery, “sa remada”, a fast-running gallop on the sandy track lying backwards on his horse. Another ritual, another mystery.

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Protagonista è il capo corsa, su Componidori, un tempo Mantenidor, figura che dal momento della vestizione assume i contorni della divinitĂ col potere di benedire. A lui il compito di correre e indicare gli altri cavalieri ammessi alla giostra. The protagonist is “Su Componidoriâ€?, the head of the joust, long time ago known as Mantenidor. From the dressing ceremony on, this figure has become a deity with the power to bless the people. Moreover he is entitled to compete and choose the other horsemen to take part in the joust.


From Silence to the Sound of Drums

Dal silenzio ai tamburini


Prima di tutto c’è il silenzio. Sono cronache discrete, spesso familiari, quelle che raccontano come nascono le stoffe e i colori della Sartiglia: Non parole o suoni, ma mani di donne che toccano delicatamente i nastri di raso. Fruscii, gesti lenti e accurati, che cominciano a settembre. È un’altra festa, intimamente solenne. Sbocciano come fiori le settanta rosette che barderanno il cavallo. E intanto i panieri si riempiono degli abiti che vestiranno su Componidori. Una specie di magia, affidata al lavoro femminile, eredità irrinunciabile di una società che non dimentica la Dea madre. Quei gesti si ripetono nella vestizione: le dita delle donne passano i fili, posano sull’uomo prescelto la camicia, il velo bianco, legano le maniche, appuntano la camelia, fasciano il volto che accoglierà la maschera. Non a caso su Componidori è una figura androgina, oltre i generi. Fin dalle origini. E non è un caso che a guidare la cerimonia sia sa Massaia manna. Orienta i movimenti, con comandi leggeri, detta il ritmo immutabile che porta alla metamorfosi. Ecco, i ritmi. Dopo quello del silenzio c’è il ritmo che riempie i due giorni del Carnevale: i suoni. I soffi vitali della Sartiglia si mescolano fin dal primo istante. Ciò che era intimo diventa pubblico: l’opera discreta, prima della folla, è annunciata, accompagnata, esaltata dalle trombe e dai tamburi. Il sacro e lo spettacolo, riassunti in un protagonista ma raccontati da una comunità. Negli occhi il galoppo, la stella che oscilla, le pariglie spericolate, nelle orecchie le note incessanti. Una volta erano squilli di avvertimento sulla pista della corsa, questione di sicurezza, oggi è una delle tante anime della giostra. Si guarda quel corteo di musicanti e forse si ignora che ogni passaggio sonoro è uno studio. È tradizione: passi e rullate con nomi e momenti esatti. Dall’“attenti e ritorno”, triplice squillo che anticipa la posa della maschera, a “su passu de su Componidori”, quando le donne hanno finito la vestizione e l’eccezionalità va in scena.

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First of all silence. The stories about the making process of fabrics colouring the “Sartiglia” are discreet, often familiar. There are no words or sounds, but women’s hands slightly touching satin ribbons. Whispers, slow accurate moves starting in September. It is another solemn intimate celebration. The fifty rosettes harnessing the horse blossom like flowers. Meanwhile “Su Componidori”´s clothes lie in some flat baskets. It is a kind of magic, fruit of the women’s work, inalienable legacy of a community, which does not forget Mother Earth. Those moves are performed once again during the dressing ceremony: the women’s fingers sew his clothes, help him with the shirt and the white veil, tie his sleeves with ribbons, pin a camellia on his chest, bandage up his face to wear the mask. It is not coincidence that “Su Componidori” has always been an androgynous figure, neither a man nor a woman, since his origins. Moreover it is universally acknowledged the “Massaia Manna” is the woman entitled to lead his dressing ceremony with her gentle moves and mild orders, accompanying every step to his metamorphosis. This is the pace of the “Sartiglia”. After the sound of silence there is the beat filling up the two Carnival days, which are typical sounds. The vital whispers of the “Sartiglia” are mixed from the very first moments. The ceremony loses its intimate side in favour of a public show. The discreet work, even before the crowd, is announced, accompanied and exalted by trumpet blasts and rolls of drums. The sacred and the profaned joined in one protagonist but told by an entire community. In the people’s eyes lie the galloping horses, the swinging star and the reckless “Pariglie”, in their ears the incessant rhythm of the instruments. In the past trumpet blasts were a safety warning along the sandy track, nowadays they are one of the many souls of this equestrian joust. Spectators look at that parade of musicians maybe ignoring that every piece of music has a history. It is the face of tradition: pieces and rolls with proper names played at specific times. From the “attenti e ritorno”, three single trumpet blasts before wearing the mask, to “su passu de su Componidori”, when the women conclude the dressing ceremony and the deity makes his appearance.

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Festa di suoni e sfide esaltanti, maschere misteriose, colori sgargianti, la Sartiglia è anche un tributo al coraggio e all’abilità nella fase delle pariglie, le acrobazie a cavallo. Un’altra antica eredità, anche se non legata direttamente al rito. The “Sartiglia” is a celebration of sounds and exciting challenges, mysterious masks, bright colours but also a tribute to the horsemen’s bravery and ability during the “Pariglie” race with its typical acrobatics on horseback. Another ancient legacy even though not strictly linked to the rite.


The Acrobatic Horse Race

Le pariglie


Se è Carnevale, viva le pariglie. Nel senso buono, il circo della Sartiglia. Ciò che forse attrae maggiormente i turisti. Acrobazia, capacità, coraggio. Non c’è nulla in palio, è pura dimostrazione: qualcosa di simile all’artista che si libra in volo senza rete. Lo si capisce dall’attesa, dal brusio febbrile prima che i cavalieri sbuchino dal piccolo tunnel che si collega a via Mazzini. E ogni anno, è lo stesso stupore per i colori, per quel mare di pieghe, coccarde, rosette che si agita al galoppo. Per l’energia che si scatena fra bestie e uomini. L’immagine dei tre cavalieri – si comincia con la pariglia de su Componidori – che sfrecciano in una coreografia spericolata è sempre in cima ai titoli di testa e di coda della Sartiglia. Se teatro deve essere, assistiamo alla scena madre, con i due cavalieri a lato che reggono quello al centro lanciato in movimenti impressionanti. La piramide è come il salto mortale. Calcolando il punto di massimo giubilo della folla, forse siamo nel momento esatto. Per qualcuno è solo una parentesi. Un’invenzione ottocentesca che gli studiosi liquidano, magari sprezzantemente, come una concessione fin troppo popolare allo spettacolo. Non aggiunge niente alla vena di sacro e, soprattutto, al senso del rito atavico. Eppure si parlava di venti, trenta “parejas” nelle cronache del 1722 per celebrare le nozze di Carlo Emanuele di Savoia con la principessa Anna Cristina Luisa Palatina di Sultzbach. Festa grande. E d’altra parte si racconta che una volta i nobili andavano a caccia della stella e il popolo si divertiva con le acrobazie. Si discute, insomma, perché la Sartiglia è anche un fertile terreno di studi. Comunque sia, è la storia a dire l’ultima parola. A imporre i cambiamenti e a sancire i gusti. E chi vuole può vederla in questo modo: una festa nella festa. Il ringraziamento del coraggio dopo la conquista della stella. C’è qualcosa di sacro anche in questo.

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It is Carnival time, so long live the “Pariglie” race. Roughly speaking, the “Sartiglia” circus. Maybe what tourists believe the most attractive moment of the joust. A mixture of acrobatics, ability and courage. There is nothing at stake, it only represents the pure display of something akin a tightrope walker without a safety net underneath. People can sense it while they are waiting for the horsemen to sprint out of the short tunnel overlooking via Mazzini. Every year a renewed feeling of amazement arising from a multitude of creases, cockades and rosettes shaking at the gallop due to the energy between the horsemen and their steeds. The image of the three horsemen- the race begins with “Su Componidori”´s pariglia which, running at full speed on the sandy track, opens and closes the entire joust. If people consider the horse race a show, this is beyond doubt its main scene with the two side horsemen holding the one in the middle while striking impressive poses. The pyramid figure is like a somersault. Calculating the climax of the spectators’ excitement, maybe this is the right time. Some people consider this a mere part of the joust. An invention dating back to the 19th century that scholars resolve, perhaps in a scornful way, as a popular concession to the show. It does not add anything to the sacred vein of the joust and, above all, to the meaning of this ancestral ritual. However the 1722 chronicles reported twenty, thirty “parejas” (couples) to celebrate Charles Emmanuel of Savoy and Anne Christine Louise Palatine of Sulzbach’ s wedding. A big celebration. It is said that nobles used to compete for the star while common people had fun with acrobatics. Actually, there is a big debate on the topic because the “Sartiglia” is also a fertile ground for studies. However, history will have the last word on it, establishing changes and new trends. People can consider the race in this way: a small celebration within the big celebration. A display of bravery after catching the star. There is something sacred in this too.

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La conquista della stella è il fulcro, ma la Sartiglia vive molti intensi momenti, dalla vestizione alla svestizione de su Componidori. Lo spettacolo, sempre più seguito dai sardi e dai turisti, non cancella la forza del rito. Catching the star is the main scene of the joust, however the “Sartiglia” witnesses many intense moments, from “Su Componidori”´s dressing ceremony to his undressing ritual. Although this celebration has become more and more popular among Sardinians and tourists, it has not lost its original features.


The Return of the Man

Il ritorno dell’uomo


È bello il racconto di una “Massaia manna”. Quando su Componidori, al galoppo, ha benedetto la folla per l’ultima volta, tutto sembra finito. In quel momento, apparentemente malinconico, nella sala del Gremio regna il silenzio. Poche ombre lasciate dal crepuscolo, qualche custode si muove con delicatezza, i fruscii sembrano amplificarsi negli spazi vuoti. A poco a poco i rumori crescono, prima attutiti poi appena più forti. Così accade quando gli invitati a un ricevimento si avvicinano alla porta. E così è nell’ultima parte della Sartiglia. Chi ha corso, chi ha suonato, chi ha sudato, torna alla “casa” del Gremio, nella stessa sala dove al mattino è stata creata la divinità. Che ancora non può toccare terra, che ora deve essere svestita. Provvedono le stesse “massaieddas”. Non è solo un dettaglio necessario. Chi per un giorno è stato eccezionale ora torna alla normalità. Il volto nascosto ricompare ed è facile leggergli la gioia negli occhi. Non è la fine di un prestigio effimero, ma un coronamento affidato alla storia di questo rito. A Oristano. Gli altri applaudono, e sono tanti, perché di norma questa è una festa aperta a tutti. E tutti hanno il diritto di ringraziare. Spuntano le zippole, si stappano le bottiglie di vernaccia. Tra poco ci sarà il grande banchetto finale, momento immancabile delle celebrazioni nell’Isola, e più o meno in qualsiasi punto del mondo. In questo caso un altro frammento di sacro profano, un altro anello del rito propiziatorio. Così, si racconta, circola la forza, corre l’energia, e tutto si collega, si incatena. Come in una stella.

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The story told by a “Massaia Manna” is wonderful. When “Su Componidori” at a gallop blesses the crowd for the last time, everything seems to be over. At that instant, apparently melancholic, silence rules inside the Guild seat. A few shadows linger after dusk, some attendants wander with discretion, whispers seem echoing in the empty spaces. Little by little the noise gets louder, soft at first then slightly stronger. This is what happens when guests approach the main reception entrance. The last part of the “Sartiglia” reflects exactly the same characteristics. Those who have competed, played or worked hard come back to their “home”, the same room where in the morning the creation of a deity has taken place. The divinity, who cannot touch the ground yet, has to be undressed by the same “Massaieddas”. It is not just a necessary detail. The person, who has been unique for a day, comes back to the origins. The concealed face appears once again revealing a sparkling joy in his eyes. It is not the end of an ephemeral prestige but the crowning of a dream come true not only marking the history of this celebration but also the city of Oristano’s. The rest of the large crowd clap their hands because this part of the celebration is open to anybody. Everybody is entitled to offer their thanks. Here they come the “zeppole”, a typical Sardinian dessert made during Carnival time, then people start raising glasses. The final banquet will soon begin. The omnipresent Sardinian way of concluding any celebration, more or less just like in any other part of the world. This is another fragment of the sacred and profane saga, another link in the propitiatory ritual chain. It is said that strength and energy go round in circles, mutually linked and connected. Just like in a star.

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Glossario Glossary

Collettu: casacca di pelle senza maniche Sleeveless leather jacket Componidori: capo corsa Head of the joust Majorales: autorità del Gremio Guild authority Massaia manna: donna che sovrintende alle cerimonie della vestizione e della svestizione del Componidori The woman wearing the traditional costume of Oristano who supervises the different stages of “Su Componidori”´s dressing and undressing ceremony Massaieddas: ragazze designate alla vestizione e alla svestizione Young girls wearing the traditional costume of Oristano who take part in “Su Componidori”´s dressing and undressing ceremony Mesitta: tavolo dove si svolgono la vestizione e la svestizione The traditional table used during “Su Componidori”´s dressing and undressing ceremony Pariglia: corsa equestre acrobatica A couple or threesome of horsemen doing reckless acrobatics on their fast-running steeds Passu de su Componidori: passo del Componidori, ritmo che scandisce momenti fondamentali della Sartiglia A piece of music played by drummers dedicated to “Su Componidori” Passu ‘e strada: passo della strada, altro ritmo che accompagna sfilate e spostamenti del corteo A piece of music played by drummers to accompany the elected horseman to the Guild seat Pippia de maiu: bimba del maggio. Indica il mazzo di viole tenuto dal Componidori A sceptre of flowers made of violets and periwinkles. Prexeri: favore, piacere. Nella Sartiglia formula di invito formale al Componidori Official invitation by the President of the Guild to the elected horseman to be “Su Componidori” Remada: prova di abilità del Componidori, che corre supino sul cavallo Remada: “Su Componidori”´s fast-running gallop on the sandy track lying backwards on his horse while blessing the crowd Secundu e terzu cumponi: i due cavalieri assistenti del Componidori “Su Componidori”´s fellow horsemen in his pariglia Stoccu: spada di legno lavorato A wooden spear “Su Componidori” and his fellow horsemen use to catch the star at the end of the star joust

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Editore Fondazione Sa Sartiglia Onlus Piazza Eleonora d’Arborea n. 44 09170 Oristano Tel. 0783 303159 – www.sartiglia.info ISBN: 978-88-99075-01-9 Finito di stampare nel mese di novembre del 2016 Stampa e legatura: Grafiche Ghiani S.r.l. - Monastir (CA)


PTO Patto Territoriale Oristano

Provincia di Oristano

LA SARTIGLIA 2016  
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