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INTERVIEW

la classe politica, hanno interesse a realizzare mostre eclatanti, capaci di intercettare il consenso del pubblico”. Esempio di arte che fa “vivere” i non luoghi: stazioni della metropolitana di Napoli. Che lei ha promosso. In Sardegna qualcosa del genere l’ha pensata Pinuccio Sciola per l’asse stradale più importante dell’isola. Per qualcosa che funziona (e bene) un oceano di occasioni perdute? C’è un corto circuito fra società e arte? “Vorrei ricordare che io, già negli anni Settanta, ho realizzato mostre in spazi che appartenevano alle architetture del passato e persino alla geologia. Allora non esistevano in Italia musei di arte contemporanea, tranne la Galleria nazionale d’arte moderna. Parlo della mostra “Amore mio” a Montepulciano, della mostra di arte, cinema, teatro, musica, tutti i linguaggi, nel parcheggio di Villa Borghese costruito da Moretti, ho fatto impacchettare da Christo Porta Pinciana. Anche a Venezia, quando ho diretto la Biennale, non mi sono fermato ai Giardini, dove esistono i padiglioni, ma ho sviluppato dodici luoghi espositivi in tutta la città, finanche sui vaporetti. È importante che l’arte contemporanea intercetti il pubblico e scenda nel quotidiano, e questo è il senso di quello che abbiamo realizzato a Napoli, con 120 artisti internazionali in tante stazioni. Io poi ho scelto gli artisti anche in consonanza con le forme dell’architettura. Quello che è interessante è che siamo entrati veramente nell’immaginario collettivo della città di Napoli, abbiamo toccato la sensibilità della popolazione, tanto che non c’è stato un gesto di teppismo. E tutta la città è orgogliosa di questo grande fenomeno. Se ci sono altri tentativi ben vengano. È positivo ed è un modo di intercettare attraverso la quotidianità anche un rapporto con l’arte contemporanea, senza dover andare solo nei luoghi consacrati, negli opifici, nei musei. L’arte che scende per strada, entra nei sotterranei, accompagna nei suoi attraversamenti urbani la popolazione che si sposta”.

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AINASMAGAZINE Nº1 . 07/2016  
AINASMAGAZINE Nº1 . 07/2016  
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