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RADICI


MAURIZIO RADICI


MAURIZIO RADICI

a cura di curated by Bianca Laura Petretto Direzione Direction Roberto Cossu Direzione artistica Art Direction Bianca Laura Petretto Progetto grafico Graphic Design and Layout Sofía Arango Echeverri Comunicazione Communication Roberto Petretto P.R. e Marketing Andrea Castro, Maria Victoria Gómez, Lucía Vaca Fotografie di Photographs by Francesca Cesari Traduzione di Translation by Roseanne Rogosin La fotografia che ritrae l’artista a pag. 58 è dell’archivio “Maurizio Radici” The photograph of the artist on pg. 58 belongs to the “Maurizio Radici” archive La fotografia “ritratto d’artista” a pg. 59 è di The artist’s portrait on pg. 59 is by Sergio Cavandoli Copy 2017 Aínas . Monografia 7, Supplemento Aínas. rivista iscritta al n. 31/01 del Registro della Stampa del Tribunale di Cagliari Editore Editor Bianca Laura Petretto B&BArt Museo di arte contemporanea, Sardegna, Italia. www.bbartcontemporanea.it . www.ainasmagazine.com

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SOMMARIO Summary 6 Il Cavaliere Alchemico The Alchemic Knight 11 La Pietra Filosofale The Philosopher’s Stone 23 Identità Identity 35 Animali Atlantidei Atlantean Animals 60 Biografia Biography 63 Didascalie Captions


IL CAVALIERE ALCHEMICO La sensazione che si prova osservando le immagini di Maurizio Radici è quella di una certa solennità, potenza, gravità, qualcosa di antico, remoto, profondo, legato al sentimento della sconfinatezza. Le forme costrette e chiuse aprono squarci neri in mondi paurosi e sconosciuti, intimamente vicini. Lo spettatore è costretto tra il nero e il bianco, impaurito dal rosso e avvolto dai toni dell’azzurro. Arrivano vibrazioni profonde come se fosse accaduto qualche cosa di gigantesco, d’impressionante, eppure sottile, invisibile. Ci si ritrova a fronteggiare un’energia sconosciuta, fatta di grandi e possenti movimenti continui, contrapposta ad un’energia statica, fermata prima del dramma. Si ha la sensazione di essere protagonisti di un evento solitario e ineludibile, profondamente umano. Il dinamismo interno di ciò che accade sul piano figurativo ci trasporta nel mondo dell’oblio per attraversare l’anima e trasferire l’essere nel mondo dell’azione. Gli osservatori sono coinvolti, siamo dentro, partecipiamo attraverso le sollecitazioni, apparentemente inconsapevoli. Il mondo figurativo di Maurizio Radici è un ossimoro. Le sue gabbie chiudono, nascondono, imprigionano, piegano e vincono il demone oscuro della barbarie, della bestialità, della malvagità luciferina e svelano l’occhio pietoso, l’amore incondizionato, la passione senza limite, la libertà infinita, la compassione umana per l’uomo spogliato, per la sofferenza scoperta con la sensibilità sottile e profonda del bambino puro e istintivo. L’estetica di Radici è furore e grazia insieme. Nell’arte giapponese dell’ukiyo-e, l’arte del mondo fluttuante, si esprime un’idea della vita dinamica e raffinata. L’incedere della morte, la precarietà quotidiana, l’esistenza che muta, sollecitano il

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gusto per il piacere e il godimento che in Radici si manifestano in modo passionale attraverso un colore corporeo, graffi e segni terrigni, forme grondanti di liquidi o avvolte da corazze impenetrabili. L’animo dell’oriente incontra l’occidente e lo scenario si popola di cromatismi e forme antiche, ruvidezze alla Mantegna, caratteri urlati che guardano El Greco e Goya e umanità sgretolate o allungate alla Giacometti, e ancora visioni di campiture squarciate, violate, che richiamano maestri come Burri e Vedova. Il contrasto tra il terribilmente reale e l’improbabile surreale risveglia figure sia tragiche che eroiche: la sensazione di abbandono, di impotenza, di smarrimento e, contemporaneamente, la resistenza, la lotta, la liberazione. Un silenzio profondo accompagna i cavalieri chiusi nelle armature di fuoco e i loro occhi vivi, pulsanti, arrivano a toccare corde profonde, dell’inconscio. Il desiderio nascosto, la passione per la vita, riempiono di emozioni queste pitture feroci e terribili, nel contempo dolci e malinconiche. Le tele di Maurizio Radici raffigurano spazi che vanno vissuti, filtrati. Le sue immagini sono fatte per narrare storie note, antiche e nuove, arcaiche e moderne, per trasmettere racconti, temi, conflitti tragici e tumultuosi e lotte tratte dalla storia, dalla mitologia, dalla storia dell’arte. Creano nuove, personali storie vive e comprensibili che trasmettono la realtà. Radici anela all’immaginaria figura del monaco guerriero, in una mappa che scruta i Templari e i Rosacroce attraverso l’incontro mistico delle culture tra oriente e occidente. La simbologia magica, misteriosa e sacra non viene usata per creare pozioni, ma per esprimere l’umanità. Un cavaliere alchemico, forte e determinato in guerra, tenero e dolce tra le braccia della sua donna che lotta per ritrovare l’onore, la fedeltà, la pulizia interiore, per avvicinare le persone al divino attraverso la strada della conoscenza. Per Maurizio Radici l’arte della trasformazione della materia, nella sua pittura, è lo strumento che aiuta l’uomo a comprendere la propria bellezza. Bianca Laura Petretto

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THE ALCHEMIC KNIGHT When you observe Maurizio Radici’s pictures, you experience a feeling of given majesty, power and gravity together with an ancient, remote, profound touch linked to boundless sentiment. His constrained and closed forms bizarrely open black passages to fearsome and unknown worlds, though intimate and familiar. The onlooker is caught between black and white, frightened by red and embraced by shades of light blue. Deep vibrations come forth, as if something colossal or striking, yet vague and invisible, had occurred. We find ourselves facing unknown vigor made of remarkable and powerful endless movements opposing to a static vigor blocked on the verge of tragedy, but still cathartic. You feel as though you were playing the main role in a secluded and unavoidable event, and still deeply human. The inner dynamics of what occurs at the representational level carries us into the world of oblivion to wade through our souls and transfer our selves into the world of action. We are captivated, involved and take active part in a deep, at first sight unconscious urge. Maurizio Radici’s depictive world is oxymoronic, on one side cages close, hide, imprison, warp and defeat the obscure daemon of barbarity, beastliness and Luciferian wickedness, on the other they reveal a compassionate glance, unquestioning love, unlimited passion, infinite freedom, human sympathy for the bare human being, for the suffering unveiled by a pure and instinctive child’s subtle and deep sensitivity. Radici’s aesthetics is both wrath and grace. A dynamic and refined outlook on life is expressed in the Japanese art of ukiyo-e, the art of the fluctuating world. Death’s majestic stride, life’s transience and transformation invoke zest for pleasure and delight that are expressed passionately by Radici in corporeal colors,

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scratches and earthy marks, shapes dripping liquid or enfolded in ostensibly impenetrable suits of armor. The Eastern spirit meets the West, and the scene is filled with chromatisms and ancient forms, Mantegna’s ruggedness, shouting characters gazing at El Greco and Goya, Giacometti’s crushed or stretched humanity, and moreover scenes of torn, violated background painting recalling artists like Burri and Vedova. The conflict between what is terribly real and the dubious, unconscious world awakens tragic as well as heroic figures: a feeling of neglect, helplessness, bewilderment, and at the same time endurance, struggle, and release. Deep silence accompanies his knights locked in their fiery suits of armor, and their lively, throbbing eyes manage to affect our deep unconscious feelings. Hidden desire and passion for life fill the emotional power of these savage and horrid, yet gentle and wistful images. Maurizio Radici’s paintings represent spaces that have to be experienced, seeped in. His images are made to tell old and new, familiar stories, ancient and modern ones, to pass on tales, themes, tragic and turbulent conflicts, and battles taken from history, myths, the history of art, but creating new “personal” stories as well from images that come to life and are intelligible, because they convey reality. Radici longs for the imaginary figure of the warrior monk on a map investigating Templars and Rosicrucians in a mystic confluence of cultures between the Orient and the Occident. The magic, mysterious and sacred symbolism isn’t used to concoct potions, but to express mankind. An alchemic knight, strong and resolute at war, tender and sweet with his lover, fighting to recover some very important things – honor, loyalty, and inner cleanliness, to get people to approach the Divine on their path towards knowledge. The art of substance transformation in his painting is for Maurizio Radici the instrument which can help human beings encompass their own sacredness. Bianca Laura Petretto

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LA PIETRA FILOSOFALE The Philosopher’s Stone

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IDENTITÀ Identity

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ANIMALI ATLANTIDEI Atlantean Animals

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BIOGRAFIA Maurizio Radici nasce a Palazzolo sull’Oglio nel 1958. Si diploma in grafica e architettura e negli anni ‘80 frequenta l’Accademia di Carrara e delle Belle Arti di Bergamo, avendo l’opportunità di essere seguito da noti maestri italiani, tra cui Italo Ghilardi. Vive e lavora a Sarnico dopo aver viaggiato per molti anni in diverse città italiane, in America, in Germania e in Spagna. Sin da piccolo respira un clima particolarmente attento all’arte e alle tecniche pittoriche e sicuramente il padre, un chimico colorista molto affermato, trasmette al figlio la conoscenza della materia negli aspetti più specifici e ricercati. Radici è un artista che ha fatto dell’arte pittorica il suo lavoro a tempo pieno. Sin da ragazzo si è dedicato alla pittura e alla scultura e ha maturato una grande esperienza nella grafica pubblicitaria come direttore artistico. Ha realizzato mostre personali e collettive in musei e nelle gallerie italiane e internazionali: a Milano, Stoccarda, New York, Bergamo, Rimini, Macerata, Ancona, Bologna, Brescia, Napoli, Genova, Cagliari, Venezia, Roma, Londra, Amsterdam, Barcellona. Dal 2011 fa parte del movimento internazionale degli Erranti che si ispira al nomadismo intellettuale e del gruppo di artisti attivi con il B&BArt Museo di arte contemporanea . Italia.

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BIOGRAPHY Maurizio Radici was born in Palazzolo sull’Oglio, halfway between Brescia and Bergamo, in 1958. He graduated in graphic arts and architecture, and in the 1980’s he attended the Accademia of Carrara and of Fine Arts in Bergamo where he had the opportunity to study with well-known Italian masters, among them Italo Ghilardi. He now lives and works in Sarnico on Lake Iseo, after having spent many years travelling to several Italian cities, to America, Germany and Spain. From a very early age, he was surrounded by an atmosphere particularly devoted to art and painting, mainly thanks to his father, who was a highly successful colorist chemist and handed down to him the most specific and exquisite knowledge on the subject. Radici is an artist that has made of art and painting a full-time commitment. Since he was a young boy, he has devoted himself to painting and sculpture, while gaining relevant experience in graphic design and advertising as an art editor. His works have been exhibited in Italian and international museums and art galleries in Milan, Stuttgart, New York, Bergamo, Rimini, Macerata, Ancona, Bologna, Brescia, Naples, Genoa, Cagliari, Venice, Rome, London, Amsterdam and Barcelona in solo and group shows. Since 2011 he has been part of the international movement ‘gli Erranti’ and of the group of artists operating with the B&BArt museum for contemporary art.

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DIDASCALIE Captions 1. 110 x 80 cm 2. 70 x 100 cm 3. 70 x 100 cm 4. 50 x 70 cm 5. 70 x 150 cm 6. 50 x 70 cm 7. 70 x 100 cm 8. 50 x 40 cm 9. 50 x 70 cm 10. 50 x 70 cm 11. 50 x 70 cm 12. 100 x 150 cm 13. 100 x 150 cm 14. 300 x 200 cm 15. 50 x 70 cm 16. 70 x 100 cm 17. 70 x 100 cm 18. 100 x 150 cm 19. 220 x 200 cm 20. 70 x 100 cm

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Finito di stampare nel mese di agosto del 2017


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ART CATALOGUE | MAURIZIO RADICI . 09/2017  
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