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Perché mi sento vicino a

Monsignor Novarese

Incontro con il cardinale Tarcisio Bertone che ha scritto la prefazione alla nuova biografia del prossimo beato. Il Segretario di Stato Vaticano sottolinea il legame spirituale che univa il fondatore del CVS a Don Bosco e alla spiritualità salesiana. E ricorda la vita esemplare delle loro mamme, Margherita Occhiena e Teresa Sassone. a cura della Redazione

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stato un incontro caloroso quello svoltosi sabato 8 ottobre presso la Santa Sede con il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. Un incontro nel quale don Armando Aufiero, responsabile editoriale del Centro Volontari della Sofferenza, ha consegnato a Sua Eminenza il volume della nuova biografia: Luigi Novarese. Lo spirito che cura il corpo del giornalista Mauro Anselmo. Di questa biografia il cardinal Bertone ha scritto la prefazione. “La ringraziamo per le bellissime pagine delle quali ci ha fatto dono”, ha detto Aufiero, “in un saggio di alto profilo nel quale Ella ha illuminato la figura del nostro fondatore con una lettura del suo carisma che ci spinge ad approfondirne l’insegnamento e a proseguire con fedeltà la sua opera”. L’incontro si è svolto nella Seconda Loggia della Santa Sede che ospita gli uffici della Segreteria di Stato Vaticana, fra tesori barocchi, capolavori della pittura e i corridoi affrescati dal genio di Raffaello. Ambienti ricchi di arte e, soprattutto, di memoria anche per la storia di monsignor Novarese.


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Il ricordo di Monsignore

Don Aufiero, prima di incontrare il cardinal Bertone, ha percorso con i due accompagnatori (l’autore della biografia e padre Francesco Ricci, il vice postulatore dei Domenicani che ha seguito il processo di beatificazione di Monsignore), alcuni luoghi della Santa Sede, ricordando il lavoro svolto da don Luigi presso la Segreteria di Stato, dal 1° maggio 1942 al 12 maggio 1970. I palazzi vaticani, le scale, i cortili. Gli uffici nei quali il fondatore del CVS era stato invitato a prestare la sua opera dal Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI. Ambienti e atmosfere che hanno fatto da sfondo al delinearsi dell’apostolato di don Luigi a favore degli ammalati. Ecco il Cortile Belvedere. Come non ricordare, attraversando la grande area oggi adibita a posteggio, il raduno dei settemila ammalati che nell’ottobre 1957 furono ricevuti in udienza dal Pontefice. Fu monsignore Novarese a organizzare il tutto. E come non ripensare all’evento che, per la prima volta nella storia, fece varcare i confini della Santa Sede alla grande folla degli infermi, davanti ai quali Pio XII pronunciò l’indimenticabile discorso sul significato della sofferenza. “Voi non siete soli. Infatti può essere presente in voi, vivente e operante lo stesso Gesù, il quale

Padre Francesco Ricci, il card. Tarcisio Bertone, don Armando Aufiero e Mauro Anselmo

si impegnò ad abitare, come nella sua propria dimora, in ogni anima che osserva la sua parola. Gesù è con voi. Gesù è in voi. Imparate ad ascoltare la sua voce, tanto più percettibile quanto maggiore è il silenzio”, disse Papa Pacelli.

“Imparate a parlare con Lui. Gusterete quanto è buono il Signore. E vi accorgerete sempre più di essere misteriosi ma viventi tabernacoli di Lui; a poco a poco si confonderanno e si fonderanno i palpiti del vostro cuore con i palpiti del Suo”.

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L’eredità salesiana

Il cardinal Tarcisio Bertone al santuario del Trompone a Moncrivello (Vc) A fianco: Sorella Elvira Myriam Psorulla con il Segretario di Stato Vaticano, card. Bertone

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Il lavoro svolto da Novarese alla Santa Sede è stato ricordato anche dal cardinale Bertone. “In quanto salesiano”, ha affermato, “alcuni aspetti della biografia di Monsignore me lo rendono particolarmente vicino”. Nella prefazione alla biografia, Bertone ha ricordato la lettera spedita dal giovane Luigi – malato di tubercolosi ossea – al rettore maggiore dei Salesiani, don Filippo Rinaldi, che diede il via alle novene grazie alle quali, per intercessione di Maria Ausiliatrice e di don Bosco, il ragazzo ottenne la guarigione. Il Cardinale ha sottolineato la devozione di Luigi Novarese a san Giovanni Bosco. E ricordato l’interesse per la pedagogia salesiana da parte di sacerdoti che sono diventati maestri di spiritualità e dottrina come papa Benedetto XVI. Fu il padre, che di professione faceva il gendarme, a raccontare al giovane Joseph la storia di Don Bosco. E fu proprio attraverso il suo racconto che il futuro pontefice ebbe modo di apprezzare il ruolo fondamentale svolto dalla mamma di don Bosco, Margherita Occhiena, nella formazione religiosa del padre fondatore dei Salesiani. Una donna che, nella prima metà dell’Ottocento, rimase vedova giovanissima e dovette sostenere da sola il peso della famiglia.


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“Un particolare biografico”, ha sottolineato il cardinal Tarcisio Bertone, “che avvicina la biografia di Don Bosco a quella di Mons. Novarese”. Margherita Occhiena e Teresa Sassone, mamma di Monsignore, erano entrambe piemontesi e contadine (la prima era nata a Capriglio, un paesino del Monferrato in provincia di Asti, la seconda a Coniolo Monferrato). Entrambe rimasero vedove in un periodo cruciale della loro esistenza (Margherita aveva 29 anni quando il marito, Francesco Bosco, morì di polmonite, Teresa ne aveva 38 quando perse il suo sposo). Entrambe furono spinte dalle circostanze ad annullarsi completamente in una vita di sacrifici, nella quale dedicarono tutto l’impegno possibile alla formazione religiosa dei figli. Entrambe, fatto importante, furono devotissime a Maria. Era Margherita a spiegare la dottrina al piccolo Giovanni. Ed era Teresa che aiutava Luigi a scoprire l’impronta di Dio nella natura e a vedere la sua presenza negli occhi del prossimo. Mamme e donne di ieri. Che hanno moltissimo da insegnare a quelle di oggi.

Don Luigi Novarese presso la Segreteria di Stato Vaticana

7 ottobre 1957. Il raduno dei 7 mila ammalati nel Cortile Belvedere, in Vaticano

Don Bosco con mamma Margherita Occhiena

A servizio della Chiesa

Prima del commiato, il Segretario del Cardinale, monsignor Piechota Lech, ha consegnato ai visitatori due volumi. Il primo, Incontri in Senato. Chiesa e Stato in Italia, contiene il di-

scorso tenuto a Palazzo Madama dal Segretario di Stato Vaticano nell’ottantesimo anniversario del Concordato. Il secondo Jubilate Deo, è il volume che la diocesi di Ivrea ha dedicato al cinquantesimo anniversario di Sacerdozio di Bertone. A proposito di quest’ultimo libro, vogliamo segnalare la prefazione firmata da Sua Eminenza che è anche una significativa testimonianza biografica. “Ho sempre lasciato che la mia vita e la mia azione sacerdotale”, scrive il Cardinale, “seguissero le direttrici della volontà del Signore, il più delle volte da me impreviste e impensate. Il servizio svolto nella vocazione salesiana ha alimentato il mio entusiasmo nel tripudio dei giovani che mi circondavano e nell’affetto delle loro famiglie; quello reso alla Chiesa (penso innanzitutto alla mia diocesi di origine: Ivrea, e poi alle antiche chiese locali a cui sono stato mandato, Vercelli e Genova), mi ha insegnato, più dei libri sui quali avevo intensamente studiato, la carità pastorale esercitata nella paternità sacerdotale; infine, grazie al mio ministero svolto “cum Petro e sub Petro”, accanto al Beato Papa Giovanni Paolo II e all’amato Papa Benedetto XVI, avverto quanto sia importante non lesinare nella carità, ma lasciare vibrare il proprio cuore ai battiti del cuore di Cristo che scandisce i tornanti della storia sacra dell’umanità”. n

Luigi Novarese con mamma Teresa Sassone

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