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DALLA CRISI ALLA POLITICA

Se l’Italia vive una delle sue crisi peggiori, Crotone e la sua provincia possiamo dire che versano in una situazione drammatica. Durante gli anni italiani del “boom economico”, per via degli insediamenti industriali presenti sul territorio (chimica, metallurgia, energia), la città, ma con molteplici ricadute sull’intero territorio provinciale, conseguiva traguardi di benessere e di crescita unici nella storia recente della Calabria. Crotone appariva come una città ricca, moderna, “una sorta di piccola Milano del Sud, il volto di un altro mezzogiorno”, così recitano gli studi sulla situazione economica. Purtroppo la fine dell’”era industriale” ha coinciso con l’inizio di una depressione sia in ambito economico che in quello sociale. Viviamo un territorio che negli ultimi decenni ha fatto affiorare tutte le sue fragilità, una fragilità in primo luogo economica, ma a cascata tutte le altre, molto spesso concatenate, quella ambientale, occupazionale e infrastrutturale. Nel finire degli anni ’90 sembrava si potessero compiere dei passi avanti, l’istituzione del Contratto d’area ha rappresentato un miraggio, quell’oasi salvifica mai raggiunta. Un po’ di respiro si è avuto con l’istituzione dell’ente Provincia, certamente positiva è stata la ricaduta occupazionale nel settore dei servizi, per il resto, la mancanza di visione strategica della classe politica , unita all’avidità delle lobby affaristiche, fa si che alcuni cittadini comincino a rimpiangere i tempi in cui il territorio crotonese faceva parte della provincia di Catanzaro. Se a tutto questo aggiungiamo l’alto tasso di criminalità organizzata che fa da deterrente finanche alle sole idee imprenditoriali private, ecco spiegato il perché la provincia di Crotone risulta agli ultimi posti, ed in molti casi, proprio all’ultimo posto, di tutte le statistiche economiche nazionali. Dunque, compagni e compagne, questo il quadro desolante da cui bisogna partire. Non è più tempo di risposte insufficienti, parziali o demagogiche i partiti hanno il dovere morale di rivendicare il loro ruolo insostituibile e offrire risposte ai problemi dei cittadini e del loro territorio. Il periodo dell’uomo solo al comando, sta vedendo proprio in queste ore il suo tramonto, e speriamo che con esso scompaiano i partiti personali e quelli che fanno del populismo e della demagogia le loro parole d’ordine. Il messaggio che come Partito Socialista Italiano vogliamo lanciare a Crotone ed alla sua provincia è che DALLA CRISI si può uscire, ma bisogna farlo con la POLITICA. Una politica che metta al primo posto i bisogni e le esigenze delle persone, che ne tuteli i loro diritti, che sappia dialogare con i cittadini. Ma che si sappia assumere le responsabilità di scelte anche impopolari, purché fatte nell’esclusivo interesse della popolazione. Bisogna intervenire prima che la gente passi da una lunga fase di assuefazione a una fase di protesta e di rabbia sociale. Tutte queste considerazioni ci obbligano e spronano a presentare le nostre PROPOSTE PER IL TERRITORIO.


CRIMINALITA’ Su questo punto non possiamo che dire a chiare lettere che non bisogna in alcun modo accettare compromessi con chi vive e vegeta nella cultura dell’illegalità. La criminalità blocca lo sviluppo del nostro territorio, crea concorrenza sleale a danno delle imprese economiche sane, fa vivere i cittadini sotto una cappa di paura impedendo loro le più elementari forme di espressione. Priva la libertà delle persone. Bisogna quindi promuovere in tutti i settori della vita pubblica e nelle istituzioni, scuole in primo luogo, la cultura della legalità. E’ difficile rieducare gli adulti, ma dobbiamo iniziare dai bambini, possibilmente dalla scuola dell’infanzia. Lotta contro gli abusivismi di ogni genere... SVILUPPO ECONOMICO Dare supporto alle iniziative private tese allo sviluppo economico ed occupazionale del territorio, fornire tutte le tutele necessarie affinché possano svolgere la loro attività, ma nello stesso tempo non accettare compromessi con quegli imprenditori di se stessi, quelli per i quali fare impresa significa avere finanziamenti pubblici da utilizzare per l’arricchimento personale. Con questi pseudo imprenditori non fanno il bene del territorio, ma il loro unico obbiettivo è quello di accumulare capitali e magari investirli acquistando immobili a Roma o in altre città del nord. Come socialisti ribadiamo la nostra proposta, già fatta al tavolo del centro sinistra crotonese, di lavorare allo sblocco di tutte quelle opere pubbliche finanziate ma le cui pratiche, per qualche intoppo burocratico, sono chiuse in un cassetto. Servirebbe per dare un po’ di ossigeno all’economia ed all’occupazione. In seguito all'alluvione del 1996 su iniziativa del Governo Prodi venne creata la Datel (ora ABRAMO Customer Care) che oggi conta su circa 3000 lavoratori. Certo, molti di quei lavoratori sono precari e per loro il Partito Socialista Italiano è impegnato a livello nazionale con la richiesta di più tutele e la creazione di un nuovo Statuto dei lavori, ma bisogna comunque tutelare l’attuale posto di lavoro, anche se precario. Facciamo nostra la richiesta della ABRAMO Customer Care affinché nella trattativa con l’ENI sia prevista una commessa per questa realtà aziendale, finalizzata alla creazione di nuovi e più duraturi posti di lavoro. Apprezziamo l’istituzione da parte del Comune del tavolo di trattativa con ENI, noi chiediamo che a fronte dello sfruttamento delle risorse minerarie del nostro sottosuolo sia tangibile una ricaduta occupazionale sul territorio, e prezzi agevolati per quanto riguarda il prezzo del gas domestico e della benzina. INFRASTRUTTURE E TURISMO La carenza infrastrutturale del nostro territorio è ormai qualcosa di oggettivo, totale inesistenza del servizio ferroviario, la S.S. 106 degna di essere declassata a strada comunale, strade provinciali di accesso ai comuni dell’entroterra in condizioni disastrose e imbarazzanti per una regione che fa parte dell’Europa, un aeroporto che stenta a decollare per una mancanza di strategia politica, il porto, per il quale sono previsti interventi di rilanci che tardano ad arrivare, tutto questo produce isolamento ed impoverimento del territorio. Come socialisti riteniamo il turismo una delle poche alternative di sviluppo, dal rilancio di questo settore possono arrivare quelle risorse necessarie a far


sviluppare l’intera provincia. Bisogna avvicinare la provincia di Crotone a quei bacini turistici rappresentati dalle realtà produttive italiane. E’ indispensabile permettere ai cittadini delle zone più popolate dell’Italia e delle grandi città metropolitane di poter raggiungere Crotone e la sua provincia in modo semplice e poco costoso. Volare su Crotone, vista l’assenza delle principali compagnie low cost, costa il triplo che andare in altre parti d’Italia e del mondo. Non siamo competitivi, ma non perché le nostre strutture non siano all’altezza oppure perché inospitali, anzi tutt’altro. I costi di viaggio incidono notevolmente sulla vacanza, per farvi un esempio, molto spesso ad una famiglia costa più raggiungere la provincia di Crotone in aereo che una settimana di vacanza in un villaggio turistico della zona. Sfruttare l’opportunità dei PISL (Progetti integrati sviluppo locale) verso lo sviluppo turistico della provincia è forse l’ultima possibilità che abbiamo per risollevarci ed uscire dalla specificità della nostra crisi, se al contrario, e le avvisaglie ci sono tutte, queste risorse saranno utilizzate per fare clientelismo e fare in ogni comune della regione il piccolo capetto dell’oratorio, avremmo perso l’ennesima occasione di riscatto. SERVIZI SANITARI La Federazione Provinciale del Partito Socialista Italiano esprime piena solidarietà ai lavoratori dell’ospedale di Crotone, e biasima la prospettiva regionale di depotenziare i servizi sanitari rivolti ai cittadini. Non comprendiamo come si possa pensare di far accettare gli eventuali tagli di posti letto e la chiusura di interi reparti senza aver prima iniziato ad investire e potenziare le strutture e gli ambulatori sanitari. Non ci fidiamo di chi governa la nostra regione, e ancor meno ci fidiamo delle promesse di coloro i quali rappresentano Scopelliti a livello provinciale. Il diritto alla salute è uno dei diritti fondamentali dei cittadini, bisogna tutelarlo in ogni sede istituzionale, interrompendo una volte per tutte quella triste necessità di ricorrere ai viaggi della speranza, anche per una semplice appendicite. AMBIENTE E TERRITORIO Basta con le discariche, di qualunque natura sia il contenuto. Come socialisti diciamo no alla discarica di amianto prevista nel territorio di Scandale, ed il nostro non vuole essere un no demagogico oppure che non tenga conto delle esigenze di un territorio, ma è frutto di un’attenta valutazione dei fatti. Non sono queste infrastrutture utili al nostro territorio, bisogna investire sulla raccolta differenziata, sullo stoccaggio e riciclaggio dei rifiuti con l’intento di creare occupazione, ma non possiamo permettere che l’ambiente sia ulteriormente devastato. La bonifica dell’area industriale è sempre più necessaria, c’è un’esigenza di salute pubblica, bisogna al più presto far rientrare nella norma gli elevati tassi d’inquinamento registrati nella zona, poi, per dare respiro all’economia locale, nonché per rendere la città di Crotone turisticamente attraente. VIABILITA’ CITTADINA I socialisti crotonesi ritengono urgente l’attuazione di un Piano urbano del traffico, tra l’altro obbligatorio per i comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti. Alla luce dei lavori di riqualificazione di Piazza Pitagora e del centro cittadino (le intenzioni sono di farla diventare il salotto della città), sarebbe opportuno la creazione di un’area ZTL (Zona a Traffico Limitato) per il


centro. Questo farebbe si che la città diventi più ordinata e vivibile. Nei salotti non si può andare in macchina e magari parcheggiare in seconda e terza fila.

IMMIGRAZIONE: Gli stranieri residenti nel nostro territorio alla fine del 2009 sono 5.672 e rappresentano il 3,26% dell’intera popolazione residente in provincia di Crotone; di questi, 2.597 sono uomini e 3.075 donne. L’andamento della popolazione straniera residente nell’arco temporale 2003 ‐ 2009 mostra una popolazione in continua crescita, i cui aumenti più significativi si sono registrati nel 2004 (+74,9%), nel 2008 (+35,9%) e nell’ultima rilevazione (+34,2%). Inoltre, Isola di Capo Rizzuto, risulta essere il paese che ospita il più grande centro di prima accoglienza e d’identificazione d’Europa, con circa 20.000 ospiti all’anno ed una capienza giornaliera di circa 2000 posti ma in via di espansione. Come socialisti, ma in generale come centrosinistra dobbiamo mettere al primo posto interventi seri e concreti in materia di integrazione prima che l’immigrazione diventi anche nel nostro territorio, tollerante per sua natura, un problema di ordine pubblico e che sfoci in razzismo. Bisogna coniugare la politica di accoglienza con le esigenze di sicurezza dei cittadini, specie di coloro i quali abitano a ridosso del centro di prima accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, impegnarsi su tutti i livelli affinché ci sia una convivenza pacifica e civile. Chiedere la collaborazione delle associazioni presenti sul nostro territorio e promuovere insieme a loro validi progetti di integrazione.

Dunque compagni come si può ben vedere c’è una grande necessità che la politica faccia la propria parte, per trovare le soluzioni necessarie ai problemi delle nostre comunità. Il nostro partito è al momento fuori dalle principali istituzioni cittadine e provinciali ma, ci viene facile attingere al nostro bagaglio di idee e cultura politica istituzionale. Non ci arrendiamo all’idea di non vedere essere rappresentate le nostre idee. Quindi da qui ripartiamo, mettendo le persone ed i loro bisogni al centro della nostra rinnovata attività politica. Il Partito Socialista Italiano vede la sua collocazione naturale a sinistra, è in quello spazio politico che noi cercheremo di confrontarci per la risoluzione dei problemi dei cittadini. Ma lo faremo con l’autonomia che ci ha sempre contraddistinti. Riteniamo che l’unità del centro sinistra possa portare un valore aggiunto ad ogni tornata elettorale, questo al di là delle percentuali dei singoli partiti che lo rappresentano, ma da questo momento faremo sentire la nostra voce, senza urlare e senza demagogia, ma risoluti nel proporre soluzioni ed intenzionati ad ottenere risposte chiare.

Dalla crisi alla politica  

Documento programmatico Congresso provinciale PSI di Crotone 12 Novembre 2011

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