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Opinioni

Sistema Paese

I mutamenti della comunicazione politica

Politiche economiche nel nostro Paese

Il far ritornare al centro della politica economica e sociale settori come l'agricoltura ed il turismo può rappresentare un grande polo di attrazione e di crescita del sistema Paese

Comunicazione politica. Si tratta in realtà della nuova forma della politica. Per dirla in due parole, chi riesce a imporre i temi, le issues, durante la campagna elettorale ha già vinto le elezioni e la partita potrebbe ritenersi conclusa

Massimo Ricciuti a pag. 6

Mimmo Razza a pag. 3

Anno VII n. 26 Euro 1,00

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Quotidiano del PdL - Nuovo PSI

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Mercoledì 10 febbraio 2010

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www.socialistalab.it

L’Italia non si fa intimidire

Direttore: Stefano Caldoro - Direttore responsabile: Pino De Martino - Redazione: Via di Torre Argentina, 47 00186 Roma - Tel. 06 68309481 - Fax 06 62204496 - Editore: Comunicazione ed Informazione Srl - Via di Torre Argentina, 47 - 00186 Roma - email: redazione@socialistalab.it - editore@socialistalab.it - Presidente CdA: Lucio Barani

''L'assalto all'ambasciata italiana a Teheran e' una azione gravissima e inaccettabile. Il governo italiano non si fara' intimidire''. Lo dichiara in una nota il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi che ha commentato l’episodio di ieri. L'Italia, aggiunge il ministro, ''non deroghera' dalla linea della fermezza e continuera' a stare accanto a quei cittadini iraniani che, anche a costo della loro vita, scendono in strada per rivendicare il loro diritto alla liberta', alla democrazia e al rispetto dei diritti umani''. Anche Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha condannato l'assalto all'ambasciata italiana a Teheran. "La tentata aggressione dei miliziani iraniani contro l'ambasciata italiana e' l'ennesima testimonianza di quanto il regime di Teheran sia insieme - violento e fragile", ha dichiarato in una nota, "ma alla dittatura non basteranno la repressione e la violenza fisica: il regime ha gia' perso nei cuori e nelle menti delle donne e degli uomini iraniani, che cercano liberta', democrazia e diritti umani". L'Italia, ha aggiunto, "e' al fianco di questi cittadini, e le parole pronunciate da Silvio Berlusconi sono un motivo di orgoglio: l'Italia prende la bandiera politica e morale della promozione della liberta' e della democrazia. C'e' da augurarsi che anche l'opposizione voglia e sappia essere all'altezza di questa sfida".

Il messaggio

Berlusconi: "Dolore e rammarico per non aver evitato la morte di Eluana”

Lecco - "Rammarico e dolore per non aver potuto evitare la morte" di Eluana. Sono i sentimenti espressi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato tramite il ministro del Lavoro e Politiche sociali Maurizio Sacconi, alle suore 'Misericordine' della casa di cura 'Beato Luigi Talamoni' di Lecco, dove Eluana Englaro è stata ricoverata per 14 anni. "E' trascorso ormai un anno dalla scomparsa di Eluana Englaro - ricorda il presidente del Consiglio - Vorrei ricordarla con voi". E "vorrei soprattutto ringraziare tutte voi per la discreta e tenace testimonianza di bene e di amore che avete dato in questi anni". Il premier elogia anche "i gesti di cura" che le

Consigliere Delegato: Sandro Santangelo - La testata beneficia di contributi diretti di cui alla legge n. 250/90 Registrazione tribunale di Roma n. 486 del 7/12/2004 Stampa: Telestampa Centro Italia S.r.l Stabilimento di Oricola (AQ) - Distribuzione: Ser S.r.l - Napoli - Il giornale chiude in redazione alle ore 18.00

suore hanno avuto per Eluana. "E per tutte le persone - precisa Berlusconi - che assistete lontano dai riflettori e dal clamore in cui invece sono immerse le nostre giornate. Sono un segno di carità, un esempio da seguire per me e per tutti noi che abbiamo la responsabilità di governare il nostro amato Paese". Il premier chiede infine alle suore 'Misericordine' "di pregare per l'Italia, perché ritrovi pace e serenità nella vita pubblica e in quella privata di ciascuno di noi". Maurizio Sacconi, ieri a Lecco per una visita alle suore che accudirono Eluana e per un incontro commemorativo in Prefettura, sostiene che sulla vicenda Englaro "l'approccio del Governo è

stato laico" e ribadisce che l'esecutivo "si è appellato al principio della precauzione e della cautela, fondato sull'altrettanto laicissimo principio del dubbio". Quanto al tema del fine vita, aggiunge il ministro, "il mio appello è al confronto rispettoso di tutte le opinioni". L'auspicio di Sacconi "è che il vuoto che si è prodotto con il caso Englaro venga colmato da una decisione parlamentare che riconosca come l'idratazione e alimentazione artificiali costituiscano la risposta ai bisogni elementari della persona, e non terapie". Per il ministro, l'anniversario della morte di Eluana deve essere considerato "la giornata dell'amore".

Caldoro a “Il fatto del giorno”

‘Le divisioni della politica agevolano la criminalità’

'La lotta alla criminalita' organizzata ed alla camorra e' un'azione di contrasto che deve essere condotta dallo Stato e dalle sue Istituzioni. La politica deve restare unita, non deve dividersi su questo tema'. Cosi' il candidato del Pdl alla presidenza della Campania, Stefano Caldoro, che intervenendo a 'Il Fatto del giorno' su Rai Due, invita a 'non farsi trascinare sulle posizioni di Di Pietro e dell'Idv perche' sono rischiose, fanno il gioco della delinquenza, non aiutano a combattere questa piaga e si ritorcono contro

chi le assume'. Il riferimento' e' al suo avversario, il candidato del Pde diApi, Verdi e Idv. Per Caldoro, infatti, 'in questo tranello per ora e' caduto lo stesso De Luca'. 'Il Governo Berlusconi ha inferto, in questi mesi, colpi mortali alla criminalita' organizzata, come mai era capitato' conclude Caldoro annunciando che 'quanto prima proporro' una iniziativa forte e simbolica che unisca tutti, dai cittadini alla politica, alle parti sociali ed economiche per ricreare il clima necessario a combattere questo male'.

Le strategie e le scelte in Lombardia

Paranormal Activity spavento nelle sale. Perché?

Energia

Articolo a pagina 4 e 5

Scienza

Articolo a pagina 7


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dall’Italia

Mercoledì 10 febbraio 2010

AMBIENTE Le scelte del governo

Il ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha presentato il Sistri, il sistema di controllo di tutti i rifiuti speciali che si muovono sul nostro territorio, organizzato dal suo dicastero.

Sostenibilità ambientale, una strada obbligata La sostenibilità ambientale e sociale non è un approccio o una scelta ma una strada obbligata dettata dall'attuale situazione globale e che il Governo Berlusconi ha ben presente. Il ministro dell`Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha presentato il Sistri, il sistema di controllo di tutti i rifiuti speciali che si muovono sul nostro territorio, organizzato dal suo dicastero. Questo perché il tema della gestione dei rifiuti riguarda la tutela dell`ambiente e la difesa della legalità. La mala gestione dei rifiuti ha generato molti problemi e gravi crisi come quella in Campania. Il Governo e il Ministero dell’Ambiente fin dall’inizio lavorano sodo per combattere l'ecomafia. I rifiuti pericolosi, spesso oggetto di lucrosi traffici da parte delle organizzazioni criminali, causano gravi danni al territorio e possono mettere in pericolo la salute pubblica. La tecnologia studiata è seguita con molto interesse anche all'estero. Gli stessi paesi della Comunità europea vogliono saperne di più dell’iniziativa Sistri. Per comprendere meglio, si tratta di un sistema in cui le aziende immetteranno i dati dei rifiuti su una chiavetta Usb fornita dal Sistri. Quando i camion caricheranno i rifiuti saranno seguiti elettronicamente. Su ogni mezzo sarà montata una scatola nera che permetterà di seguire il percorso minuto per minuto. Una volta in discarica, le operazioni di carico e scarico saranno monitorate da telecamere. Il sistema sarà affidato al Noe, il nucleo ecologico dei carabinieri e si autofinanzia. Infatti, il costo verrà sostenuto dalle imprese che comunque non è paragonabile alle spese sostenute fino a oggi.

Campania - Congresso Uil

Il Ministro Prestigiacomo ha anche evidenziato che c'è una forte presenza della malavita nello smaltimento dei rifiuti speciali, che rappresenta l'85% di tutti i rifiuti prodotti in Italia. Per anni non si è riusciti a contrastare l'ecomafia. Il sistema cartaceo finora utilizzato è facilmente aggirabile. Il paradosso è che il governo ed il ministero non riesce a leggere i dati provenienti dal territorio prima di due anni. Un tempo infinito. Il traffico dei rifiuti è molto remunerativo. Si parla di 20 miliardi di euro e il Sistri sarà un duro colpo per le organizzazioni criminali. I dati saranno custoditi a Roma e protetti con il segreto di Stato. Sicuramente il sistema non è stato accolto da tutti con grande favore perché mette in chiaro quello che accade nella movimentazione dei rifiuti e c'è chi reagisce negativamente all'idea di essere costantemente monitorato. La tracciabilità dei rifiuti è essenziale e molte aziende sono contente, perché questo sistema sostituisce procedure obsolete, inefficienti e onerose. Il Ministro Stefania Prestigiacomo inoltre ha annunciato che in Campania si andrà oltre estendendo i controlli anche per i rifiuti urbani. Sarà una sperimentazione che coinvolgerà anche le aziende municipalizzate. Se funzionerà la si estenderà anche in Sicilia e in Calabria. Sicuramente il sistema non eliminerà del tutto la piaga delle discariche abusive che continueranno a esistere, ma i controlli del nuovo progetto Sistri daranno un pò di respiro alle forze dell'ordine che potranno concentrarsi su quello che sfugge al sistema e su chi occulta i rifiuti tossici. Gabriele Maria Brenca

Esteri

Frattini: ‘Da Teheran non ci Salvatore: I cittadini non devono pagare aspettiamo niente di buono’ Dalle manifestazioni previste a sione contro il regime come per cole inefficienze della politica Teheran giovedi' in occasione del- loro che vorranno manifestare pa“Tagliare le aliquote regionali dell’Irpef e dell’Irap, ma anche ridurre le accise regionali sul bollo auto e sulla benzina più che semplicemente doveroso dovrebbe essere un imperativo categorico. Un obiettivo sul quale dunque ci impegniamo a lavorare con la dovuta serietà non solo perché una maggiore liquidità nelle tasche dei cittadini aiuta l’economia, ma anche e soprattutto perché riteniamo, come ha anche doverosamente ribadito oggi il candidato alla presidenza del Pdl Stefano Caldoro, che non sia assolutamente giusto che i cittadini paghino le inefficienze della politica”. Così il Segretario regionale del Nuovo

Psi Gennaro Salvatore commentando le dichiarazioni del segretario nazionale della Uil Luigi Angeletti oggi a Napoli in occasione del IX Congresso nazionale del sindacato. “La Campania - ha aggiunto Salvatore - non risolve i suoi problemi con interventi a mannaia o con repentine operazioni radicali che rischiano di produrre più guasti che benefici. La Campania ha bisogno invece di politiche riformiste vere, di un rigoroso percorso di normalizzazione che individui rapidamente nei diversi settori strategici le inappropriatezze e dunque gli sprechi per consentire al sistema-regione di poter ripartire utilmente e, soprattutto stabilmente”.

l'anniversario della rivoluzione islamica "noi non ci aspettiamo niente di buono. Temiamo repressioni dei diritti di liberta' di coloro che vorranno manifestare contro il regime". Lo dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini, prima dell'auzione a Palazzo Madama nelle commissioni congiunte Esteri di Camera e Senato, sull'Iran. "Ci auguriamo- prosegue Frattini- che questo non accada, ma certamente saremo attenti alle violazioni dei diritti umani e al tempo stesso ci auguriamo che una grande solidarieta' della comunita' internazionale vi sia per tutti coloro che vogliono rivendicare la loro liberta' di espres-

cificamente in qualunque modo". In ogni caso, sottolinea il ministro, "quello che non si potra' mai tollerare e' vedere di nuovo scene di civili innocenti caricati, picchiati e anche peggio dalla polizia". Dopo l'annuncio ufficiale sull'arricchimento dell'uranio al 20 per cento "aumenta la nostra preoccupazione, aumenta l'urgenza di una pressione internazionale con una strategia di sanzioni che il Consiglio di sicurezza mi auguro cominci ad esaminare nel giro di qualche settimana". Alla domanda su come superare le resistenze della Cina sulla via delle sanzioni, Frattini replica: "La Cina e' un grande paese ricco di tradi-

zione e di pragmatismo capira' che, prima o poi, il nucleare iraniano sara' pericoloso anche per gli interessi cinesi. Io confido nella saggezza cinese". "Credo che non ci vorra' molto. Se vi e' accordo avremo un documento" sulle sanzioni "da esaminare entro febbraio. I tempi della discussione non li posso stabilire, ma e' chiaro che ogni mese che passa e l'Iran continua ad arricchire l'uranio e' un mese pericoloso in piu' per la comunita' internazionale".


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dall’Italia

Mercoledì 10 febbraio 2010

SISTEMA PAESE Sviluppo e tradizioni

Il far ritornare al centro della politica economica e sociale settori come l'agricoltura ed il turismo può rappresentare un grande polo di attrazione e di crescita del sistema Paese.

Politiche economiche nel nostro Paese Come si sa, la politica cerca il consenso immediato.Le comunicazioni, soprattutto quelle via etere, esasperano questo concetto.Poi , le persone leggono poco – perché non c'è tempo o malvolentieri per una atavica consuetudine - e, quindi , si va per immagini.Queste colpiscono immediatamente, ma lasciano pochi segni.L'economia si è adeguata al modo di vivere : si consuma e si butta.Ci si è ghettizzati negli alveari. Si vive nelle automobili che si prendono circa il 20 per cento della giornata, come le statistiche riferiscono.Il progresso ha dato tanto, ma potrebbe dare ancora molto. Le comunicazioni, certamente, hanno dato una forte accelerazione. Per quanto riguarda la nostra economia – però - sono stati commessi gravi errori di valutazione negli anni passati. In buona sostanza, abbandonando lo sviluppo e la cultura delle zone rurali, ci si è gradualmente ma inesorabilmente staccati dall'agricoltura, considerata economia povera da Paese sottosviluppato. Il settore nel complesso è in crisi. Brilla solo grazie alle eccellenze mantenute ed alla caparbia tenacità di imprenditori convinti e lungimiranti , ed al supporto delle organizzazioni agricole. I costi delle materie prime hanno avuto un andamento sussultorio che contrasta con una corretta programmazione aziendale sottoposta a continue docce scozzesi.In questo senso, la grave crisi mondiale oggi ci impone, soprattutto nel nostro Paese, un ripensamento.L'Italia è – oltretutto - un luogo turistico che attrae da

sempre . Abbiamo - però ed anche qui perso colpi a vantaggio di competitori esteri che ci fanno grande concorrenza senza avere quelle ricchezze che soltanto l'Italia possiede.Il far ritornare al centro della politica economica e sociale settori come l'agricoltura ed il turismo può rappresentare un grande polo di attrazione e di crescita del sistema Paese.In definitiva, non è difficile comprendere che agricoltura e turismo , con l’insieme sistema dei servizi ad essi connessi, rappresentano il cosiddetto “petrolio” italiano.Una fonte di ricchezza e di prodotto interno lordo per il Paese praticamente inesauribile in un sistema economico, se ben organizzata e tutelata – anche e soprattutto – da una coscienza sociale di legalità .La politica e il sistema creditizio hanno la responsabilità di sostenere il ritorno dei giovani ai campi ed indirizzarli verso l'Università. In buona sostanza, è meglio un imprenditore agricolo o turistico laureato che un avvocato disoccupato.Sia l'economia agricola che quella del turismo dovrà abbandonare la droga degli aiuti a pioggia per diventare competitiva, profittevole e duratura nel tempo.Questa si dovrà connettere con altri settori economici. Come fare?Iniziando a modificando l’attuale coscienza sociale ed assumendo una coscienza più nazionalista – come ad esempio in Francia – e difendendo, promuovendo e sviluppando le nostre valide e forse uniche al mondo potenzialità settoriali.La filiera dei prodotti di materie prime “

Made in Italy ” , come ad esempio , il gusto del cibo che attrae gli stranieri dovrà avere la pedana del territorio, diventando insieme alla offerta del turismo ( paesaggistico, artistico, termalismo e via dicendo) un volano economico e nel contempo forte attrattore di crescita. Affrancarsi da una globalizzazione selvaggia ed dal sapore medioevale, che ha messo insieme gli schiavi ed i lavoratori, e dalla quale ci dovremo difendere anche con l’intervento ed il coinvolgimento della Ue .E la guerra la vinceremo, solo con il ritorno verso il territorio. E con aziende “multifunzionali”. Il turismo e l'agricoltura hanno un percorso lento con i risultati che arrivano nel tempo. Ma occorre pazienza e investire per il futuro. Il politico saggio ed accorto , purtroppo, è pro - tempore. Ma deve far comprendere che la sua missione non è mirata alla varietà del palcoscenico e deve quindi comportarsi come la goccia che pian piano erode la roccia. Il Governo Berlusconi – bisogna riconoscerlo - si sta muovendo già da tempo in questa direzione. Ed gli attestati di un buon e proficuo lavoro ci sono stati per il Ministro dell’Agricoltura Zaia ; per il prossimo futuro si attende una nuova pianificazione dal Ministero del Turismo. Ci auguriamo che il progetto politico attecchisca e crei proseliti anche a livello regionale. Nell'interesse del nostro Paese e delle sue economie, nazionale e regionale. Mimmo Razza

Un patto per lo sviluppo del Mezzogiorno

Con la modifica del Titolo V° della Costituzione, sappiamo che il Parlamento ed il Governo hanno un ruolo chiave - anche nell’ottica del federalismo - per la chiusura dell’attuale dualismo nell’attività della Pubblica Amministrazione . In buona sostanza, oltre alla esigenza di eliminare sovrapposizioni e duplicazioni di funzioni, questo ruolo non può e nemmeno deve consistere solo nel trasferire fondi e funzioni agli enti locali. Al contrario, la partita si giocherà in modo cruciale sul piano della capacità operativa della pubblica amministrazione, sia quella centrale che quella decentrata. Spesso si usa dire o sentire che serve la volontà politica . Ma come in una battaglia non basta avere la volontà, ma ci vuole anche un esercito in grado di combatterla e vincerla. La volontà politica – comunque – consiste nell’ organizzare un esercito preparato ,competente ed efficiente. E nel Mezzogiorno l’obiettivo di avere una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente è fondamentale. Perché è ampiamente dimostrato che - laddove esiste trasparenza ed efficienza nella p. a. - avviene un balzo in avanti nella produttività e nell’incremento della ricchezza del territorio. In modo particolare, poi, la legalità - che in alcuni settori del pubblico assume i contorni della corruzione - è un nodo centrale che il cittadino richiede con maggiore forza . Ma soprattutto è l’aumento dell’efficienza e della trasparenza di tutta l’amministrazione pubblica e nella maniera e modo stesso di fornire i servizi alla società che l’azione sarà determinante per la crescita economica. Ad esempio, l’efficienza e la trasparenza della p.a. sono centrali per il funzionamento dell’economia privata. Non serve solo un buon impianto normativo se la loro attuazione attra-

verso la macchina burocratica viene frenata o addirittura distorta. Tutti sappiamo che una buona macchina amministrativa è considerata uno dei fattori fondamentali di attrazione degli investimenti, sia perché riduce i costi diretti di investimento e di gestione dell’attività econo-

non rappresenta solo un generico sostegno alla domanda interna oppure solo un problema di costi nel bilancio pubblico. Essa può avere un ruolo centrale nel regolare e rafforzare la concorrenza nei mercati in cui la sua domanda ha un peso significativo. La appetibilità dei mer-

mica, ma soprattutto perché determina il contesto sociale ed ambientale favorevole all’attrazione del capitale umano necessario alla allocazione degli investimenti. Un’ulteriore motivo dipende dall’azione diretta della pubblica amministrazione nei mercati quando – ad esempio - agisce come acquirente di beni e servizi in concorrenza con i privati. La sua spesa

cati in cui opera la p.a. come acquirente è importante e necessaria non solo nel determinare risparmi nella stessa spesa pubblica, ma anche per mettere in moto i meccanismi di incentivazione all’innovazione ed all’aumento della produttività che sono caratteristiche proprie dei mercati competitivi. Anche laddove la p.a. offre servizi in sostanziale concorrenza con il

settore privato , essa dovrebbe agire in funzione di rottura dei cartelli e non per elevare il controllo monopolistico dei mercati stessi. Infine possiamo notare che è la domanda pubblica che – in alcuni casi – può determinare nei mercati la massa critica per le innovazioni tecnologiche. Ma se c’è da osservare che questi problemi non riguardano solo il sud, ma è anche vero che nel Mezzogiorno hanno – come dire – maggiore rilevanza. Ed è proprio per questo motivo che nel Mezzogiorno è necessario un cambiamento per compiere un salto strutturale e per candidarsi a laboratorio di avanguardia. I buoni propositi hanno bisogno di persone, cervelli ed incentivi per un loro buon uso.In buona sostanza, questi obiettivi hanno bisogno di capitale umano di livello elevato e di buone regole. L’ introduzione dei principi di valutazione, controllo e premialità nella macchina amministrativa è la chiave di volta per far valere nel settore pubblico i meccanismi virtuosi della competizione .Forse una riflessione sulle potenzialità di questi principi può suggerire la strada d’impatto nel mezzogiorno. E la scommessa dovrebbe essere proprio questa come mobilitare le migliori risorse della pubblica amministrazione per lo sviluppo del Mezzogiorno,assicurando che il premio ex –post – cioè documentato dai risultati – ci sia per i migliori. Naturalmente, non è possibile pretendere prove di eroismo dai più capaci. Ed è per questo che la condizione di legalità che si richiede nel Mezzogiorno, sia supportata dall’azione di contrasto alla criminalità e dal ripristino della presenza, senso e forza dello Stato. Mi. Ra.


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ENI Le sfide

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Trenta nuovi impianti per l'erogazione di metano per auto saranno realizzati entro il 2012 sulle reti autostradale e stradale lombarde. E' questo l'obiettivo che il presidente della Regione Lombardia ha firmato oggi con il direttore generale Refining & Marketing di Eni.

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Trenta nuovi impianti per l'erogazione di metano per auto saranno realizzati entro il 2012 sulle reti autostradale e stradale lombarde. E' questo l'obiettivo del protocollo d'intesa che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha firmato con il direttore generale Refining & Marketing di Eni, Angelo Caridi, in occasione dell'inaugurazione di un impianto per l'erogazione di miscela metano-idrogeno sulla tangenziale Ovest, ad Assago. "E' il primo impianto del genere in Italia - ha detto oggi il presidente Formigoni, prima di sottoscrivere l'intesa con Eni - finanziato con un bando regionale di 2 milioni e 100 mila euro". Il progetto prevede l'apertura di una seconda stazione di servizio simile, in fase di realizzazione a Monza, e la messa in strada di una flotta regionale di 20 Fiat Panda bifuel, metano/benzina, presentate oggi nel corso dell'inaugurazione, in grado di funzionare con la miscela metano-idrogeno. Le Panda cosi' alimentate, in dotazione in via sperimentale alle direzioni generali di Regione Lombardia, consentono di ridurre le emissioni allo scarico di Co2 di circa l'11% rispetto al metano e del 34% rispetto all'alimentazione a benzina. "Un progetto - ha proseguito Formigoni - nato dalla collaborazione con le imprese partner - Sapio, capofila dell'iniziativa e tra i leader della tecnologia a idrogeno, Eni, il gruppo Fiat con il centro ricerche e Fast, la Federazione italiana delle associa-

zioni scientifiche e tecniche". Con l'obiettivo, come ha ricordato il direttore generale Refining & Marketing di Eni, Caridi, di "potenziare la logistica, l'infrastruttura di servizio", in una fase di grande crescita, molto sensibile nel 2009, dei veicoli a combustione pulita."C'era il problema dell'uovo e della gallina -ha continuato- cioe' come realizzare distributori se non ci sono auto a metano, ovvero come diffondere il metano da autotrazione se mancano i distributori. Cosi' abbiamo applicato il metodo lombardo, e abbiamo fatto insieme l'uovo e la gallina: nuovi impianti di distribuzione e incentivi per l'auto a metano. Con lo scopo di continuare a migliorare la qualita' dell'aria. Continueremo a farlo potenziando gli impianti - tutte le nuove autostrade, Brebemi, Pedemontana, Tem, Broni-Mortara - avranno obbligatoriamente aree di servizio con la colonnina del metano - e incentivando economicamente l'acquisto di vetture a basso impatto". Formigoni ha ricordato le misure economiche decise per una politica ambientale sempre piu' ampia, confluite in una legge regionale di grande spessore e ambizione, la prima in Italia esplicitamente sull'aria; i 104 milioni di euro stanziati per favorire l'adozione di mezzi e tecnologie "pulite" (in particolare, con il bando auto sono stati destinati oltre 35 milioni di euro, mentre e' previsto un ulteriore rifinanziamento di 30 milioni, di cui 10 da destinare all'acquisto di auto a basso impatto). "Azioni frutto anche di un grande lavoro di squadra - ha aggiunto Formigoni - iniziato nel 2000 quando coinvolgemmo un buon numero di case del settore automotive per scommettere sui motori puliti". Sul tema della qualita' dell'aria, tuttavia, Formigoni ha rilevato che "e' in atto una campagna allarmistica che non ha ragion d'essere"."Giustamente - ha detto oggi il presidente - le famiglie sono preoccupate, ma dobbiamo pur renderci

conto che oggi respiriamo un'aria assai migliore di ieri. Gli inquinanti sono in discesa: tra il 2005 e oggi il numero dei giorni di superamento della soglia critica e' in costante diminuzione, la quantita' complessiva degli inquinanti e' in contrazione". "C'e' chi diffonde informazioni false, e lo fa senza pubblicare i dati reali. Stiamo scalando una montagna - ha concluso Formigoni, sottolineando gli sforzi congiunti con gli operatori e l'incentivazione a imprese e privati - mentre qualche anno fa eravamo nel fondovalle, che ora cominciamo a guardare dall'alto". L'intesa siglata oggi costituisce un significativo passo avanti verso la metanizzazione della rete viabilistica lombarda, soprattutto autostradale, e si inserisce nel programma di ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti, lanciato dalla Giunta regionale e approvato l'anno scorso dal Consiglio, che fissa, tra l'altro, il numero minimo di impianti di rifornimento di metano per autotrazione da realizzare (entro il 2012, appunto) in rapporto alla popolazione: 1 impianto ogni 45 mila abitanti sulla rete ordinaria e 1 impianto ogni 30 chilometri sulla rete autostradale. La normativa vigente prevede che fino al raggiungimento di questo obiettivo ogni nuovo impianto di distribuzione di carburanti debba prevedere una colonnina per il metano.Gia' nel settembre 2006 Regione Lombardia aveva siglato un accordo per il potenziamento della rete di distribuzione del metano con le compagnie petrolifere. Da quella data, la rete di distribuzione di Eni ha contribuito a raggiungere l'obiettivo realizzando 7 impianti, di cui 2 sulla rete autostradale; attualmente sono 10 i punti vendita di metano per auto della compagnia sul territorio lombardo. La miscela idrogeno-metano offre molti vantaggi; la parte idrogeno contribuisce ad un'accensione piu' pronta della miscela e


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ELEZIONI Tendenze

Il progetto prevede l'apertura di una seconda stazione di servizio simile, in fase di realizzazione a Monza, e la messa in strada di una flotta regionale di 20 Fiat Panda bifuel, metano/benzina, presentate oggi nel corso dell'inaugurazione, in grado di funzionare con la miscela metano-idrogeno.

0 nuovi impianti a metano Eni

Knight Vinke: dallo scorporo di Snam e gasdotti immenso incremento valore

Lo scorporo dei gasdotti internazionali e di Snam Rete Gas "genererebbe un immenso incremento del valore dell'Eni" e consentirebbe al gruppo di trovarsi "con zero debiti nel bilancio consolidato". E' quanto scrive Eric Knight, fondatore del fondo attivista Knight Vinke, in una lettera inviata all'ad dell'Eni, Paolo Scaroni. Secondo il numero uno del fondo, che detiene l'1% del capitale del gruppo italiano, lo spin-off della 'Netco', come viene chiamato da Knight Vinke l'insieme dei gasdotti internazionali e Snam Rete Gas, farebbe emergere "gran parte dei 50 miliardi di euro d'aumento di valore che sarebbero stati conseguenti all'accettazione del nostro precedente, piu' ambizioso, programma di ristrutturazione". Il fondo, che aveva chiesto la separazione della divisione Gas & Power dalle attivita' Exploration & Production dell'Eni, si dice invece aperto e pronto a riesaminare la situazione sulle presunte sinergie tra l'attivita' Exploration & Production e quella del Trading, che comprende le attivita' del marketing e della fornitura del gas. "Il valore finanziario di questa branca -scrive Eric Knight- e' valutabile, all'interno dell'azione Eni, a soli 2,50 euro, il che rappresenta meno del 10% del valore che l'Eni avrebbe dopo la ristrutturazione. Se realmente esistono sinergie quantificabili in maniera convincente, anche noi saremo d'accordo a mantenere l'attivita' di Trading legata a quella del settore Exploration & Production". Inoltre, sottolinea il fondatore di Knight Vinke, "lo spin-off della Netco consentirebbe all'Eni di trovarsi con zero debiti nel bilancio consolidato" e "il deconsolidamento di Snam Rete Gas, la quale vale in borsa 12 volte il suo flusso di cassa, e dei gasdotti internazionali dell'Eni, che pure valgono circa 12 volte il flusso di cassa, farebbe finalmente capire al mercato, con la chiarezza del cristallo, l'incongruita' dell'attuale valore borsistico dell' Eni, mettendo in evidenza come l'attivita' Exploration & Production venga oggi valutata dal mercato meno di 2 volte il flusso di cassa, il che e' assurdo", aggiunge. In ogni caso, Eric Knight esprime "apprezzamento" per le parole dell'ad del gruppo del cane a sei zampe, che, aveva dichiarato che non ci sono dogmi su un eventuale scorporo di Snam Rete Gas. Lo scorporo dei gasdotti internazionali e di Snam Rete Gas "genererebbe un immenso incremento del valore dell'Eni" e consentirebbe al gruppo di trovarsi "con zero debiti nel bilancio consolidato". E' quanto scrive Eric Knight, fondatore del fondo attivista Knight Vinke, in una lettera inviata all'ad dell'Eni, Paolo Scaroni

alla combustione completa, mantenendo l'autonomia della vettura quasi inalterata rispetto all'uso del metano puro e riducendo ulteriormente il gia' limitato contenuto di carbonio del metano. Il risultato finale e' un netto miglioramento delle emissioni di CO2 e degli inquinanti tipici della combustione di idrocarburi. Grazie al progetto Idrometano nato dall'intesa della Regione Lombardia con Eni, sara' possibile verificare l'ammontare esatto del contributo ambientale che la tecnologia potra' dare, in particolar modo nel contesto urbano. I test condotti in laboratorio sono promettenti e se verranno confermati dai risultati su strada apriranno un percorso verso la mobilita' ad idrogeno facendo leva sulla tecnologia centenaria del motore a combustione interna. Dal 2007 a oggi Regione Lombardia, oltre ad attivare le proprie leve normative e di affiancamento agli Operatori del settore, ha messo a disposizione 6 milioni di euro per l'apertura di 27 nuovi impianti. In questo modo il numero degli impianti di

distribuzione per auto di metano e' aumentato da 26 nel 2001 agli attuali 86. Formigoni ha ricordato le misure economiche decise per una politica ambientale sempre piu' ampia, confluite in una legge regionale di grande spessore e ambizione, la prima in Italia esplicitamente sull'aria; i 104 milioni di euro stanziati per favorire l'adozione di mezzi e tecnologie "pulite" (in particolare, con il bando auto sono stati destinati oltre 35 milioni di euro, mentre e' previsto un ulteriore rifinanziamento di 30 milioni, di cui 10 da destinare all'acquisto di auto a basso impatto). Grazie al progetto Idrometano nato dall'intesa della Regione Lombardia con Eni, sara' possibile verificare l'ammontare esatto

del contributo ambientale che la tecnologia potra' dare, in particolar modo nel contesto urbano. I test condotti in laboratorio sono promettenti e se verranno confermati dai risultati su strada apriranno un percorso verso la mobilita' ad idrogeno facendo leva sulla tecnologia centenaria del motore a combustione interna. Dal 2007 a oggi Regione Lombardia, oltre ad attivare le proprie leve normative e di affiancamento agli Operatori del settore, ha messo a disposizione 6 milioni di euro per l'apertura di 27 nuovi impianti. In questo modo il numero degli impianti di distribuzione per auto di metano e' aumentato da 26 nel 2001 agli attuali 86.

Le domande più recenti Quanto si risparmia utilizzando il metano rispetto alla benzina? Puoi calcolarlo tu stesso in tempo reale attraverso la nostra utilità per il confronto tra i costi di gestione dei vari carburanti. Approssimativamente, circa il 60% sul costo del carburante, a cui va aggiunto il risparmio sulla manutenzione ordinaria. Quanto si risparmia utilizzando il metano rispetto al gasolio? Puoi calcolarlo tu stesso in tempo reale attraverso la nostra utilità per il confronto tra i costi di gestione dei vari carburanti. Approssimativamente, oltre il 40% sui costi del carburante, a cui va aggiunto il risparmio sui costi di manutenzione ordinaria e, generalmente, sull'assicurazione. Quanto si risparmia utilizzando il metano rispetto al GPL? Puoi calcolarlo tu stesso in tempo reale attraverso la nostra utilità per il confronto tra i costi di gestione dei vari carburanti. Approssimativamente, circa il 30% sul costo del carburante.

La manutenzione di un veicolo a metano è più costosa rispetto agli altri carburanti? Al contrario, il metano permette di allungare gli intervalli di manutenzione ordinaria rispetto a benzina e gasolio, grazie ad una combustione che non lascia residui carboniosi, mantenendo puliti più a lungo olio, filtri e candele. L'unica precauzione aggiuntiva da osservare, solo su motori con punterie meccaniche, è il controllo (ed eventuale registrazione) del gioco valvole ogni 20-30.000 km. Rispetto al gpl, non vi sono filtri gas da sostituire periodicamente (salvo su alcuni modelli di impianti sequenziali), nè polmoni da revisionare periodicamente. Quanto alla manutenzione straordinaria, è limitata al collaudo (triennale o quinquennale) delle bombole, che è gratuito (nel caso del collaudo quinquennale si paga l'operazione di attacco e stacco delle bombole, qualora non le si faccia collau-

dare personalmente ma a mezzo di un installatore). E' vero che le vetture a metano pagano meno di bollo? Dipende dal tipo di alimentazione e dalle regioni: le vetture monovalenti godono di agevolazioni sul bollo valide in tutta Italia, le bivalenti solo in alcune regioni. Per maggiori informazioni consulta le FAQ Bollo auto. L'assicurazione di un'auto a metano costa di più rispetto ad un benzina o a un diesel? Dipende da compagnia a compagnia, in genere il costo non varia rispetto ad un benzina. L'eventuale aggravio dipende dalla presunta "elevata percorrenza" di una vettura alimentata a metano rispetto ad una alimentata a benzina, ma il costo resta generalmente inferiore rispetto all'assicurazione di un diesel.

Tratto da metano auto.com


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Popolo del web

Mercoledì 10 febbraio 2010

OPINIONI L’evoluzione e i mass media

Comunicazione politica. Si tratta in realtà della nuova forma della politica. Per dirla in due parole, chi riesce a imporre i temi, le issues, durante la campagna elettorale ha già vinto le elezioni e la partita potrebbe ritenersi conclusa.

I mutamenti della comunicazione politica

A furia di primarie qua e primarie là, occorre davvero fare una riflessione sui mutamenti della politica tradizionalmente intesa. Cominciamo col dire che è sotto gli occhi di tutti che le vecchie teorie sono tutte saltate in aria, perché è a tutti chiaro che è la società nel suo complesso che ha subito trasformazioni tali da renderci spesso impotenti di fronte alle nuove esigenze e bisogni. Ma stavolta più che di politica in quanto tale, vorremmo parlare di comunicazione politica. E’ questo il reale terreno di gioco, ragazzi. L’immaginario. Si tratta in realtà della nuova forma della politica. Per dirla in due parole, chi riesce a imporre i temi, le issues, durante la campagna elettorale ha già vinto le elezioni e la partita potrebbe ritenersi conclusa. Pensiamo alla grande narrazione prodotta dal berlusconismo. E’il romanzo del quotidiano. La serializzazione della vita politica ha trovato un modus vivendi. Si beni bene, si tratta di una delle più grandi rivoluzioni della comunicazione politica. La questione inizia da lontano. Mentre Natta stava lì a giocare col cronometro sui telegiornali, Silvio Berlusconi, ma in realtà tutta la più avanzata classe dirigente del PSI, percepiva che sotto i nostri piedi stava accadendo una vera e propria ri-

voluzione silenziosa. La società stava cambiando al di là delle vetuste forme espresse dalla politica. Un nuovo blocco sociale stava nascendo e il PSI lo ha aiutato ad emergere e Silvio Berlusconi è riuscito a raccontarlo, a dargli un volto e la parola. Ne ha colto le necessità e è riuscito a farne immaginario collettivo. Quindi le basi di una nuova politica che superasse le ideologie è in realtà nata venticinque anni fa. Poi se vogliamo fare proprio i filologi e andare a cercare l’ago nel pagliaio io mi sbilancerei fino a sostenere che tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta quel flirt tra pezzi di “Lotta Continua” (divenuto poi grazie al PSI “Reporter”) e il PSI stesso ha di fatto aperto le danze alla nuova politica. Centrare i desideri delle nuove generazioni, rispetto a chi si affannava a dare dignità solo ai bisogni, è stata una grande intuizione. Capovolgere il discorso e porre la domanda “Ma tu, cosa desideri?” è stata una vera rivoluzione copernicana che solo pochi hanno saputo cogliere. Eppure i germi della rivendicazione dei desideri già si sentivano in giro da un po’. Il fatto di avere imposto la questione dei desideri rispetto ai bisogni ha definitivamente rovesciato un antico paradigma ideologico. L’averne fatto il centro della

Il Pd delle meraviglie

Il Pd delle meraviglie, che si pensava con Bersani assumesse un volto nuovo, e cosa piu'importante,fosse di rottura col passato, aperto al dialogo e al confronto con la maggioranza, ha un andamento a dir poco paragonabile a quello dei gamberi,e cioe'fa un passo avanti e tre indietro. Cosa rimane del Partito Democratico laddove nel Lazio si sceglie un candidato "radicale" come la Emma Bonino,in Puglia un candidato "comunista" come Vendola?? Per non parlare del "giustizialista" Tonino" il quale simbolo dell'intransigenza, dei valori

e delle condanne ,nonche' famoso per i suoi numerosissimi errori grammaticali, è ormai diventato coerente a giorni alterni; Certo perche'quando viene indagato De Magistris, ovviamente li vale la presunzione di innocenza perche'magistrato, e quindi degno di essere candidato ed eletto al Parlamento Europeo, quando viene indagato il figlio, è solo un attacco alla sua persona, e la cosa piu' bella è che fino a qualche giorno fa diceva di non poter proprio appoggiare la candidatura a Presidente della Regione Campania di De Luca perche'plurinda-

comunicazione politica è stata questione di aristocrazia intellettuale. Questa operazione, così come nel frattempo le televisioni di Silvio Berlusconi ci confrontavano con un mondo del tutto altro da quello proposto dalla televisione di Bernabei, ha fatto sì che mutasse l’intero agire politico. Almeno per chi ha saputo approfittarne e non si è chiuso a riccio di fronte alle novità. Prima erano i giornali d’opinione che si facevano da interpreti e da mediatori tra i cittadini e la politica. In pratica il giornalista poteva atteggiarsi a opinion leader. Oggi è il rapporto diretto finalmente reso possibile dalla “desacralizzazione” della politica ad essere lo strumento di comunicazione più efficace. I media sono il mondo che abitiamo. Il personaggio pubblico abita nella tv e sul territorio. La televisione gli offre le chiavi per entrare nelle case della gente. E, se non si fanno più tribune politiche, ma si ricorre a altri format, è perché si è finalmente capito che la comunicazione verbale copre solo il sette per cento della comunicazione politica. Ecco perché esplodono gli infortaitment e altri format che servono al candidato a esprimersi (a fare logos) attraverso altri mezzi quali, movenze,

gato,oggi invece ci dice il contrario. Insomma un insalatona mista condita con tanto di ,incoerenza, cattiveria e demagogia. Per carita'non è che abbia nulla da ridire contro il candidato Presidente della Regione De Luca, perche' fino a prova contraria i veri garantisti si trovano nel nostro partito e nel Popolo della Liberta',ma di certo non si possono usare due pesi due misure ogni volta che la situazione lo richiede,anche perche' poi i risultati elettorali giorno dopo giorno dimostrano la perdita di terreno da parte dell'opposizione. Nella mia Provincia di Caserta alle ultime Europee il fortissimo Partito Democratico ha a mala pena raggiunto la

tono della voce, capacità di catturare lo sguardo e imporsi sulla scena. Chi prende sul serio questo mutamento è già a metà strada dal traguardo. Si tratta di essere umili anche se si corre il rischio contrario di fronte a un elettorato retrò.

soglia del 20 per cento,confermandoci che sebbene ci siano continue speculazioni sulla figura del nostro Premier,e sulla politica del governo,il Popolo della liberta'riscuote sempre piu'successo, conquistando quantomeno la fiducia dell'elettorato,cosa che invece persone come Di Pietro vorrebbero accadesse per via di una presa di potere della magistratura che è stata la causa per ben 3 volte nelle ultime 5 della fine di un governo. Ormai i cittadini proprio grazie ai mass media, e alle informazioni che possono reperire facilmente anche via internet sono molto piu'informati di prima, e questo ci consola perche'a differenza di quanto vogliono farci

Si pensava che il Pd con Bersani assumesse un volto nuovo, e cosa piu' importante, fosse di rottura col passato, aperto al dialogo e al confronto con la maggioranza, ha un andamento a dir poco paragonabile a quello dei gamberi, e cioe' fa un passo avanti e tre indietro.

Massimo Ricciuti

credere i capi dell'opposizione chi vota, è sempre piu'cosciente della preferenza che esprime. Insomma volevamo ringraziare il Pd e Di Pietro per l'ennesima dimostrazione di incoerenza,cosa che ci fara volare molto piu' alti di quanto gia'lo siamo; Quasi comiche invece, ritengo siano le dichiarazioni fatte da Ciancimino jr,e che sia del tutto superfluo anche commentare, dato che il governo con la sua azione di contrasto alla camorra e alla criminalita'organizzata, ha con i fatti smentito tutto cio'che viene detto in questi giorni, ed io essendo residente nell'agro aversano posso essere una testimonianza diretta di quanto ha fatto la maggioranza per la nostra tutela,di quanto si sia sentita la presenza dello Stato sul territorio, di quanto si sia potuto dare un filo di speranza a tutti coloro che si sentivano e si sentono oppressi da questo enorme male che si tenta di combattare. Insomma un mare di fango che si cerca di spargere su chi opera in modo serio e propositivo, e cosa molto piu'brutta soprattutto per chi mastica un po'di politica ,che lo si fa non ammettendo mai, e ripeto mai,almeno quanto di buono obiettivamente è stato fatto dal governo. Ritengo che fare politica non sia dover a tutti i costi demonizzare e attaccare chi è dall'altro lato, anzi ritengo sia tantopiu' apprezzabile e serio chi trovandosi all'opposizione ammetta quantomeno la realta'cosa che i cittadini vivono,e che difficilmente possono percepire in modo diverso. Percio'riprendiamoci la dignita'di portare avanti la politica messa in atto dal governo centrale,e diffonderla a livello regionale col nostro candidato Presidente Caldoro nella prossima tornata elettorale. Francesco Roma Coord. Prov. MGR NPsi


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Scienza

Mercoledì 10 febbraio 2010

CINEMA E PSICOLOGIA Il caso

Il film fa star male perché scatena alla perfezione il processo di immedesimazione. Bombardando udito e vista, fa scattare nel cervello degli spettatori l'identificazione perfetta, causando tremori, vomito, nausea e panico

Paranormal Activity spavento nelle sale. Perché?

Sabato sera nei tre cinema di Napoli dove era proiettato Paranormal Activity c’è stato più di un fuori programma. Alla centrale operativa del 118 sono arrivate, all’incirca nella stessa fascia oraria, quella dello spettacolo delle 20.30, numerose richieste di soccorso da parte di spettatori che accusavano sintomi analoghi: tachicardia, fame d’aria, oppressione, senso di estraniamento, paura di svenire o di morire. Insomma, ansia e panico reali causati dalla visione del film. Altro che horror fatto in casa! 'Paranormal activity' fa star male perché scatena alla perfezione il processo di immedesimazione. In poche parole, é fatto benissimo: bombardando udito e vista, fa scattare nel cervello degli spettatori l'identificazione perfetta. Così non c'é troppo da stupirsi di tremori, vomito, nausea e panico. La loro mente, infatti, risponde come se il pericolo fosse reale. A rivelare il segreto del film che, appena arrivato nelle sale italiane, e' finito al centro di numerose polemiche per le scene di panico e i malesseri fra gli spettatori più giovani, é Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell'Eurodap (associazione europea disturbi da attacchi di panico). "In pratica - spiega la psicologa - si viene bombardati da stimoli che fanno credere al nostro cer-

Ricerca

Di Luca Carrino

vello di essere in presenza di un pericolo reale, proprio come quando siamo vittima degli attac-

nel film'. Gli autori hanno fatto un buon lavoro: questo film dell'orrore terrorizza davvero". An-

chi di panico. Una sensazione di allarme intensa e travolgente, che non risponde a una vera minaccia ma ad immagini e suoni studiati per 'tirarti

che perche', aggiunge l'esperta, l'ambientazione non e' improbabile o lontana dall'esperienza comune. "Dunque immedesimarsi e' ancora piu' fa-

Un gene sintetico contro la distrofia muscolare

Si chiama “Jazz” ed è un gene sintetico, frutto della una collaborazione di un gruppo di ricercatori italiani e britannici, che promette di contrastare la distrofia muscolare di Duchenne (Dmd). Si tratta di una scoperta importantissima che potrebbe contrastare una tra le più terribili patologie ereditarie; la (Dmd) porta infatti alla progressiva degenerazione del tessuto muscolare, che a sua volta determina la perdita irreversibile delle capacità motorie e respiratorie; il tutto si traduce in una vita breve ed enormemente complicata per il soggetto che ne è affetto. Ad un livello biochimico, la malattia, è determinata da un deficit della proteina distrofina, cruciale per garantire la stabilità meccanica del muscolo durante la contrazione. Per ora “Jazz” è riuscito ad aumentare efficacemente, nel muscolo distrofico di un gruppo di topi da laboratorio affetti dalla patologia, i livelli della proteina utrofina, un omologo funzionale della distrofina, contrastando efficacemente la progressione della malattia. A spiegarci meglio le

cose è Claudio Passananti, ricercatore dell’Ibpm-Cnr: «Normalmente, nel muscolo l’utrofina è molto espressa al momento della nascita ma poi si attenua con la crescita: grazie al piccolo gene regolatore sintetico “Jazz”, appropriatamente inserito nel Dna dei topi, abbiamo ottenuto un au-

mento del livello di utrofina che si è rivelato utile a sostituire le funzioni normalmente espletate dall’enorme gene della distrofina, che si estende per ben 2,5 megabasi di DNA nel cromosoma X». La ricerca apre la strada alla cura di molte altre patologie, la progettazione e costruzione, in laboratorio, di un gene re-

golatore-sintetico rappresenta infatti un importante e promettente strumento a disposizione delle biotecnologie, che mirano a creare nuove strategie terapeutiche per la cura del cancro e delle malattie genetiche. In particolare, con un “gene regolatore-sintetico” è possibile controllare l’espressione di geni detti “bersaglio”, coinvolti in diverse patologie, attivandone, attenuandone o spegnendone l’azione. « “Jazz” è capace di riconoscere specificamente il gene bersaglio dell’utrofina nel tessuto muscolare del topo malato, aumentandone i livelli di espressione: l’incremento dei livelli di utrofina mediato da “Jazz” è terapeutico nei topi distrofici e contrasta efficacemente la perdita della funzione muscolare», ha aggiunto Elisabetta Mattei dell’InmmCnr. Che ha poi concluso: «Tale risultato rappresenta un importante e promettente strumento a disposizione delle biotecnologie, che mirano a creare nuove strategie terapeutiche per il trattamento di malattie genetiche e oncologiche».

cile". Risultato: shock, nausea, testa che gira, sudori freddi. E se le associazioni dei consumatori e dei genitori minacciano richieste di risarcimento danni, la specialista si dice concorde con quanti chiedono che la pellicola sia vietata ai minori. "Questo perché - precisa la Vinciguerra - i giovanissimi sono meno in grado di fare una scelta consapevole. Oggi poi, sono 'affamati' come non mai di sensazioni forti, e la voglia di sentire qualcosa di nuovo può esporli al bombardamento di emozioni estreme, cui la psiche reagisce come abbiamo già visto". Insomma, gli adulti possono scegliere in modo consapevole a cosa esporsi, mentre i ragazzini rischiano di incappare in qualcosa di cercato, ma superiore alle attese. "E la loro psiche può finire preda di attacchi di panico. Ecco perché, secondo me - conclude l'esperta - ha senso in questo caso vietare il film ai minori". Non però la prima volta che la visione di un film scatena reazioni simili sul pubblico. Sono rimaste impresse nella memoria di molti le ambulanze che nel 1973 erano parcheggiate fuori ai cinema di tutto il mondo, pronte ad intervenire, durante le proiezioni del film horror per eccellenza, l’Esorcista. Oggi, con il nuovo fenomeno americano del grande schermo, la storia si ripete.

Curiosità

Un’area del cervello evita spese pazze

A fare la differenza tra incalliti scommettitori e investitori prudenti è una piccola zona del cervello. A scoprirla i neurologi americani del CalTech (California Institute of Technology), diretti dall'italiano Benedetto De Martino. Gli studiosi spiegano di essersi insospettiti dopo aver esaminato due pazienti che presentavano danni all'amigdala, un'area posta all'interno del cervello. Si trattava di due donne, affette da una rara patologia che produceva lesioni localizzate all'amigdala, ma non al resto della materia grigia. Ebbene, le donne erano meno spaventate dalle perdite finanziarie rispetto a sei coetanei sani. Cosa che, affermano gli studiosi, le esponeva al rischio di decisioni azzardate e spese pazze. Come spiegano i ricercatori sui 'Proceedings of the National Academy of Sciences' (Pnas), lesioni a livello dell'amigdala sono dunque associate a comportamenti sconsiderati. In pratica, al fatto di accettare il rischio di perdere denaro, anche quando questo è maggiore della possibilità di un guadagno. Per 'fotografare' le differenze tra le due pazienti e gli altri soggetti, i ricercatori hanno sottoposto tutti a una serie di test basati su giochi d'azzardo, scoprendo che le donne erano inclini a continuare a scommettere e rischiare anche quando le potenziali perdite surclassavano la possibilità di un guadagno. Insomma, se l'amigdala funziona bene, rende le persone più caute e spaventate di fronte al rischio di perdere soldi. Un timore - che secondo i ricercatori si può estendere anche a decisioni finanziarie e politiche - che le pazienti 'nel mirino' sembravano non avere affatto. Insomma, l'amigdala è come una valvola di sicurezza. "E' possibile che questa area controlli un meccanismo biologico generale, che inibisce i comportamenti rischiosi quando le conseguenze sono potenzialmente negative", spiega De Martino. Un suo malfunzionamento potrebbe spiegare dunque la passione per il gioco d'azzardo.


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Società

Mercoledì 10 febbraio 2010

PARI OPPORTUNITA’ L’indagine

La crisi economica ha reso il gentil sesso più vulnerabile. Le donne, infatti, sono più esposte alla recessione globale perchè hanno minore controllo della proprietà e delle risorse

Polarizzato il divario tra uomo e donna

Secondo quanto rivelato dall'Indice di Parità di Genere (Gei), sviluppato e calcolato per il 2009 dal Social Watch, network di organizzazioni della società civile presente in oltre 60 nazioni, le differenze tra uomo e donna non si riducono, mentre cresce la distanza tra i Paesi più virtuosi e quelli in cui la discriminazione è maggiore. Il Gei analizza la disparità tra i sessi, classificando 157 Paesi in una scala in cui 100 indica la completa uguaglianza tra donne e uomini. I valori più alti nell'Indice di Parità di Genere sono attribuiti alla Svezia (88 punti). Seguono Finlandia e Ruanda, entrambi con 84 punti nonostante l'enorme differenza in termini di ricchezza tra i due paesi. Poco al di sotto si classificano Norvegia (83), Bahamas (79), Danimarca (79) e Germania (78). L'indice dimostra quindi che un alto livello di reddito non è sinonimo di maggiore uguaglianza e che anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di parità molto elevati, sebbene uomini e donne vivano in condizioni non facili. In questa speciale classifica, l'Italia scende rispetto al 2008 dal 70° al 72° posto, con un valore di 64 punti, collocandosi subito dopo paesi come Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana (66). Confrontando il dato dell'Italia con la media europea (72), emerge il ritardo del nostro paese nel raggiungere un'effettiva uguaglianza di genere. 'L'indice della parità di genere - spiega Jason Nardi, por-

tavoce del Social Watch Italia - rivela se una società sta evolvendo verso una maggiore equità di genere o rimane ferma. La mancata riduzione del divario nei diritti tra uomo e donna conferma la miopia dei governi. La distinzione tra

Nelle prime 50 posizioni dell'indice sono compresi i due terzi dei paesi dell'Unione Europea, ad esclusione di paesi come Irlanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Grecia e Italia. Tra i primi 50, c'è inoltre una significativa rappre-

maggiore si registra una tendenza verso il miglioramento, gli Stati con livelli di discriminazione più elevati evolvono in modo negativo. E' il caso dell'America Latina e dei Caraibi, da una parte, e dell'A-

paesi del cosiddetto Sud del mondo e quelli del Nord sviluppato è sempre più sfumata. La promozione della parità tra i sessi è uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: i nostri dati dimostrano che quell'obiettivo invece di avvicinarsi si sta allontanando'.

sentanza di paesi in via di sviluppo, tra i quali Filippine, Colombia, Tanzania e Thailandia. L'insufficiente progresso nella riduzione della disparità di genere ha portato, in molte realtà, a una crescente polarizzazione: mentre nei paesi dove l'uguaglianza è

sia Orientale e del Pacifico, dall'altra. La situazione di estrema disuguaglianza tra uomo e donna è stata aggravata dall'attuale crisi economica. Le donne, infatti, sono più esposte alla recessione globale perchè hanno minore controllo della proprietà e delle risorse, sono

più numerose nei lavori precari o a cottimo, percepiscono minori salari e godono di livelli di tutela sociale più bassi. L'Onu riferisce che il tasso globale di disoccupazione femminile potrebbe arrivare al 7,4%, contro il 7,0% di quella maschile. Ciononostante, il Social Watch ricorda che la crisi non presenta soltanto sfide, ma anche l'opportunità di cambiare l'architettura finanziaria globale e definire politiche innovative, basate sull'equità e sul rispetto dei diritti. L'indice Gei è composto da una serie di indicatori della disparità di genere che coprono tre dimensioni: l'istruzione, la partecipazione all'attività economica e l'empowerment (concessione di pieni poteri alle donne). L'analisi del divario nei tassi di alfabetizzazione e di iscrizione a scuola dei diversi paesi mostra che i progressi registrati nella sfera dell'istruzione sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli registrati nelle altre dimensioni della parità di genere. Nell'accesso agli spazi decisionali e nell'esercizio del potere, invece, la disuguaglianza tra uomini e donne è più evidente: non c'è un solo paese dove le donne abbiano le stesse opportunità degli uomini di partecipare ai processi economici o socio-decisionali. I progressi nella partecipazione all'attività economica registrati nel 2008, infine, sono stati completamente azzerati nel 2009. In particolare nella regione dell'Africa subsahariana.


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