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Giustizia

Napoli

“Il Centrosinistra mortifica il Consiglio”

Quando anche il Presidente si stufa

Palmieri del Nuovo Psi: “Al di la' delle assenze politicamente giustificate se per ben tre volte consecutive una coalizione di maggioranza non riesce garantire e mantenere il numero legale in aula”

L’appello del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha rappresentato un autentico punto di svolta. Adesso la politica ha il compito di non ignorare il monito per lavorare alle riforme Mimmo Razza a pag. 3

Articolo a pag. 2

Martedì 1 dicembre 2009

Anno VI n. 242

Quotidiano del PdL - Nuovo PSI

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La Svizzera scuote l'Europa Dopo il 'no' del popolo svizzero ai minareti, il Gran Muftì dell'Egitto, Ali Gomaa, ha definito "un insulto" a tutti i musulmani il referendum. Intanto il 'no' ai minareti sarà fra i temi trattati a Bruxelles dal ministro elvetico della Giustizia, Eveline Widmer-Schlumpf, e dai suoi colleghi della Giustizia e degli Interni dell'Ue, che s'incontrano nell'ambito del comitato misto di Schengen. Al suo arrivo nella capitale belga, il ministro elvetico ha indicato che intende spiegare ai colleghi come la proibizione votata domenica non sia rivolta contro i musulmani o la libertà di religione. Sulla scia del risultato, anche il partito Liberale Olandese di Estrema destra (Pvv) ha annunciato di voler chiedere al governo di indire un referendum contro i minareti: "Chiederemo al governo di far sì che sia possibile un simile referendum in Olanda". Da parte sua, la Commissione Europea ha deciso di non commentare il referendum svizzero. "La Commissione - ha detto a Bruxelles il commissario alla Giustizia, la libertà e la sicurezza Jacques Barrot - non deve prendere posizione sulla questione, la

Dopo lo stop degli svizzeri alla costruzione di nuovi minareti Bruxelles si interroga. In Italia il Pdl: “Nessuna guerra di religione” ma le posizioni sono divergenti

Svizzera non è uno Stato membro e del resto sono state seguite procedure democratiche". Michele Cercone, portavoce di Barrot, subito prima aveva spiegato che comunque la questione degli edifici religiosi "anche nell'Ue sono competenza esclusiva degli Stati membri, l'unica cosa che si può dire è che ogni decisione in materia deve rispettare i diritti umani, ma questo non è un commento sul caso specifico".

In Italia intanto la Lega Nord rilancia proponendo di porre sul Tricolore italiano la croce. In tanti però bocciano l'idea del Carroccio, per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa "Non abbiamo bisogno di mettere il Crocefisso all'interno della bandiera, basta saperlo tenere dentro la nostra cultura e la nostra tradizione cristiana". Seda gli animi il portavoce del Pdl Daniele Capezzone: “C'e' da augurarsi che tutto il mondo

Conferenza programmatica Nuovo PSI Lazio

Una politica di sviluppo La più grave crisi economica del dopoguerra ci sta lasciando. Questa affermazione merita qualche precisazione. La crisi è vero è alle nostre spalle, ma i suoi effetti sono stati disastrosi, come il passaggio di uno “tsunami”. Abbiamo morti e feriti e un periodo non breve di lavoro solo per ritornare ai livelli di ricchezza di due anni fa. Abbiamo perso un punto di Prodotto Lordo nel 2008, quasi 5 punti li perderemo nel 2009. Se cresceremo nel futuro prossimo al tasso dell’1% ci vorranno dunque 6 anni per riguadagnare i livelli del 2007. Nel frattempo abbiamo aumentato in misura preoccupante il debito pubblico e rialzato il tasso di disoccupazione collegato alla scomparsa di numerose imprese piccole e medie o comunque alla perdita di produzioni. Ma la cosa più preoccupante riguarda proprio il futuro prossimo nel quale una ripresa debole non impedirà una ulteriore aumento della disoccupazione. E allora ci domandiamo se possiamo accontentarci di una prospettiva così grigia, se possiamo assecondare il declino sia pur lento e quasi impercettibile del nostro paese nell’ambito delle economie più avanzate. La risposta è evidentemente negativa e stiamo qui proprio per riflettere su queste cose. Lo slogan che connota questo convegno indica già la direzione di marcia che dovrà caratterizzare a nostro parere le politiche e le azioni da porre in atto sia a livello nazionale che a livello locale. Per fortuna e forse per nostra virtù nella risalita dal burrone dove tutto il mondo industrializzato è precipitato noi siamo avanti, primi tra i paesi europei ed in grado di accelerare nella ripresa. Il merito di questa positiva reazione è certamente

delle forze produttive, lavoratori, imprese sindacati, ma anche del governo che ha tenuto i nervi saldi assecondando con la giusta misura l’attitudine del paese a rimboccarsi le maniche come è sempre accaduto nei momenti di difficoltà. Ma la situazione richiederà altri interventi da assumere nella gestione attenta e concentrata della ripresa economica proprio per evitare o minimizzare il più possibile quelle prospettive non esaltanti di cui abbiamo prima parlato e che riguardano principalmente il deterioramento dei livelli di occupazione. Insieme all’inevitabile rigore da applicare alle spese correnti del bilancio pubblico, occorrerà accelerare il flusso degli investimenti nelle infrastrutture, a cominciare dall’ammodernamento delle reti telematiche, ferroviarie, autostradali, per passare al potenziamento dei trasporti urbani, privilegiando le metropolitane leggere. Anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali potrà rappresentare un formidabile impulso ad una ripresa più intensa con la chiamata intelligente di capitali ed esperienze imprenditoriali private, anche estere. Naturalmente per rendere massimo questo riorientamento del bilancio a fini di sviluppo occorrerà nel corso dell’anno una opportuna manovra di politica fiscale che senza aumentare il prelievo e senza alterare il disavanzo aumenti le risorse per gli investimenti a scapito delle spese improduttive. Nicola Scalzini a pagina 3 Ripamonti e De Vecchi a pagina 4

La Commissione Europea ha deciso di approvare un finanziamento di 40 milioni di euro a sostegno del programma quinquennale chiamato RAA-RAHA messo a punto delle Nazioni Unite (UNDP) e dal Governo pakistano mirato ad avviare un meccanismo di sviluppo sostenibile nelle aree del Paese gravate dall'afflusso dei rifugiati da conflitti esterni (guerra in Afghanistan) ma anche dal crescente numero di persone in fuga da conflitti interni

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politico, senza distinzioni di schieramento, dopo qualche prima reazione emotiva, voglia scegliere una linea di sobrieta' e di razionalita' a seguito del referendum svizzero sui minareti". "Gli italiani- aggiunge- desiderano una politica operosa e volta al buongoverno: e di tutto si sente il bisogno tranne che di qualche improvvisata e paradossale guerra di religione, comunque e da chiunque condotta".

L’Opinione

Anche Vendola fatto a pezzi dai comunisti di Massimo Ricciuti

Non c’è niente da fare. La sinistra radicale non ha ragione di essere. Anche quando, come dimostrato dalle primarie di cinque anni fa vinte da Vendola, pare aprirsi uno spiraglio per chi è portatore di istanze radicali e intransigenti, alla fine vediamo che queste istanze malgrado la buona fede sono costrette a fare i conti con interessi altri, che certo non dipingono un quadro trasparente di ciò che si muove sotto i riflettori di una politica che per la prima volta con le primarie ha vinto in puglia puntando proprio sulla propria, a questo punto presunta diversità. Il punto è che questa ipotetica diversità risiede tutta nell’immaginario dei giovani militanti e elettori che hanno (bisogna riconoscerlo) almeno avuto il coraggio di eleggere un omossessuale cattolico alla presidenza della Regione Puglia, per la stragrande maggioranza dei casi è stato un voto tutto prepolitico, al di là degli schieramenti dei due avversari. Il problema è che adesso anche Vendola pare non più quel santo immune da ogni peccato così come sì presentò e vinse cinque anni fa. Quel che colpisce e ferisce è la delusione di tanti ragazzi che oggi non so se saranno pronti senza dubbi a far battaglia per il proprio Nikita. Attualmente la situazione è assai complicata. Vendola è deciso a ripresentarsi come governatore malgrado gli ingarbugliati accadimenti giudiziari che hanno avuto, ovviamente, come oggetto la gestione della sanità. L’Udc pugliese è pronta a sostenere Emiliano. Il Sindaco di Bari parrebbe favorito dai anche bersaniani. Così Michele Emiliano potrebbe essere un altro candidato in pista lasciando Vendola al suo destino. Ma Vendola non avrebbe intenzione di mollare tout-court. Anzi. Ha lasciato intendere che disfarsi di lui non sarà gioco facile. D’Alema ha fatto capire che in questo momento l’alleanza con l’Udc e l’Idv è fondamentale per allargare il campo dei consensi, e i roumors su Vendola negli ultimi giorni danno l’impressione che nessuno abbia così tanta voglia di impiccarsi in suo nome. continua a pagina 2

Economia

Le nuove sfide dei professionisti Giro d'affari in caduta, fino al 30%. Parcelle incassate non prima dei sei mesi, con attese superiori ai dodici. Crescita frenata delle nuove partite Iva aperte, senza però alcuna fuga di massa dalle attività. Sono questi, secondo quanto ha riportato il Sole 24 Ore, i tre volti della crisi che sta colpendo il mondo delle libere professioni. In questo scenario, i giovani sono l'anello debole della catena. Chi ha ottenuto l'abilitazione apre la partita Iva, spesso perché non ha alternative reali, ma solo pochi riescono a stare sul mercato. E’ innegabile che la crisi economica stia danneggiando gravemente quasi tutte le categorie professionali ed in particolare i più giovani che sono entrati nel periodo 2008/2009 nel mercato del lavoro. Il problema di come ovviare a questo stato di cose è complesso perché la crisi non sarà superata facilmente e quindi non si risolverà da sola. Le soluzioni più ovvie sono anche quelle poco realistiche, per la situazione dei nostri conti pubblici. Non è in discussione la riduzione delle imposte o la loro temporanea sospensione. La Finanziaria 2010 non riuscirà a creare “sollievo” alle professioni. L’altra soluzione potrebbe essere un aiuto da parte dello Stato ai professionisti in difficoltà e ai giovani professionisti creando un fondo di sostegno per l’avvio delle professioni o per sostenere l’attività in un momento come questo di crisi, oppure creare mutui agevolati e garantiti dallo Stato. Visto che le prime due strade descritte non sono, almeno per il momento, percorribili sembra importante indicare una terza via strategica, senza perdere la bussola delle liberalizzazioni. La proposta arriva da Gian Paolo Prandsraller, sociologo delle

professioni all’università di Bologna, che dalle colonne del sole 24 ore, lancia una idea, ossia che lo Stato assegni ai professionisti “nuove funzioni” che potrebbero accedere a nuovi guadagni. La novità sta nel fatto che non si tratta di rispolverare il vecchio schema delle esclusive, ma la logica può essere quella della “compensazione”, che poi è la soluzione già applicata in occasione dell’abolizione di funzioni professionali per via delle cosiddette liberalizzazioni. Prendendo ad esempio i farmacisti, dove è stata tolta a questi ultimi l’esclusiva nella vendita dei farmaci da banco, ma è stata compensata con la creazione della “superfarmacia”, in cui si possono svolgere attività che prima non competevano a tali strutture: come analisi, screening, ritiro dei referti, ecc. E’ chiaro che con queste novità si modifica parzialmente la natura economica della farmacia ma allo stesso tempo gli si assicurano nuovi introiti. Anche altre professioni quali architetti, avvocati, consulenti del lavoro stanno svolgendo nuove

“acquisizioni” che non derivano da modifiche legislative ma da un ripensamento della propria professione. Ma ritornando al caso delle farmacie, il modello si rivela vincente perché lo Stato ha delegato funzioni dei presidi ambulatoriali del SSN agli esercizi farmaceutici su strada. Allora la soluzione sarebbe che la pubblica amministrazione e la magistratura deleghino alcune funzioni che non riescono ad espletare velocemente, a “professionisti” che sono in grado di attuarle con rapidità e puntualità. Sta nell’abilità di ogni singola professione chiedere con tempestività nuovi spazi di attività e perciò ottenere il miglioramento della propria condizione economica. Tutto sommato si tratta di una proposta che potrebbe essere a somma zero perché lo Stato delegando non avrebbe maggiori oneri ma una qualità maggiore e la possibilità di non veder depauperare le professioni del proprio paese che poi rappresentano il vero ceto medio dell’Italia. Gabriele Maria Brenca


Dall’Italia

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Martedì 1 dicembre 2009

NAPOLI Il dibattito

Palmieri del Nuovo Psi: “Al di la' delle assenze politicamente giustificate se per ben tre volte consecutive una coalizione di maggioranza non riesce garantire e mantenere il numero legale in aula”

“Il Centrosinistra mortifica il Consiglio” 'Il centrosinistra abdica e mortifica il ruolo del Consiglio'. Cosi', in una nota, il consigliere comunale del Nuovo Psi al Comune di Napoli, Domenico Palmieri. 'Al di la' delle assenze politicamente giustificate spiega - se per ben tre volte consecutive una coalizione di maggioranza non riesce garantire e mantenere il numero legale in aula, e per giunta su un provvedimento, l'assestamento di bilancio, che,

sebbene non emendabile, riveste una sua specifica importanza politica, visto che parliamo dell'uso dei soldi dei cittadini, queste forze politiche dovrebbero interrogarsi e trarre qualche conclusione di merito'. 'Possibile, mi chiedo, che il centrosinistra, non abbia sentito la necessita' di discutere, ad esempio, del caso, uno per tutti, dei 6 milioni di mancato incasso per prescrizione delle contravvenzioni al codice

della strada? - aggiunge Devo ritenere, a questo punto, che ancora una volta questa maggioranza abbia voluto nei fatti offrire la sponda all'amministrazione comunale perche' attraverso i poteri di surroga possa agire come meglio crede ignorando i pareri e la indicazioni politiche dell'istituzione democraticamente eletta. Mortificandone, intanto, ruolo e funzioni, mortificando chi l'ha eletta'.

News dalle Regioni Regionali Lazio: Tajani lancia Polverini

Anche Vendola fatto a pezzi dai comunisti

Roma

Il Campidoglio promuove viaggi nella memoria

Studenti romani a Berlino visitano la Porta di Brandeburgo e il Memoriale del Muro: dopo il Viaggio nella Memoria ad Auschwitz-Birkenau, che si è svolto lo scorso ottobre, è cominciato l’altro ieri il viaggio educativo-didattico che vede per la prima volta gli studenti di 20 scuole superiori di Roma fare visita alla città di Berlino, e che va ad ampliare il progetto complessivo dei percorsi della Memoria promosso dall`Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche del Comune di Roma. "Gli avvenimenti del `900 e soprattutto la costruzione del Muro hanno lasciato nella capitale tedesca evidenti segni", ha detto l`assessore alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio agli studenti durante la prima tappa del viaggio davanti alla monumentale Porta di Brandeburgo, situata esattamente dove il muro divideva a partire dal 1961 Berlino ovest da Berlino est. "Questa visita ci tocca tutti nel profondo - ha spiegato Marsilio - una cosa è infatti studiare la storia sui libri, altra ascoltare le testimonianze di

chi ha vissuto l`esperienza di quella drammatica separazione che ha provocato morti e sofferenze per chi tentava di fuggire verso la ricerca della libertà". L`assessore Laura Marsilio, assieme al Delegato alla Memoria, Claudio Procaccia, accompagnati dal consulente scientifico del Progetto della Memoria, Marcello Pezzetti, hanno poi visitato con gli studenti la "Cappella della Riconciliazione" costruita dopo la riunificazione, dove negli anni del muro sorgeva una chiesa gotica, in quella che era la "terra di nessuno" o "striscia della morte". Il pastore evangelico ha accolto gli studenti con queste parole: "Se venti anni fa fossimo stati qua ci avrebbero ucciso". La Cappella custodisce anche il libro delle vittime del muro di Berlino, con 186 nomi. La delegazione ha poi deposto una corona davanti al Memoriale del Muro per ricordare le persone uccise dalla polizia di frontiera mentre tentavano di oltrepassare il muro per recarsi nella parte ovest di Berlino. La giornata si è conclusa con una visita alla città sotterranea e ai bunker antiatomici.

Continua dalla prima

Udc e Idv hanno detto chiaramente che non appoggeranno Vendola. Niki, dopo che solo una settimana fa era stato indicato anche dal Pd come candidato governatore è costernato, deluso e confuso. Sente il terreno franargli sotto i piedi, si guarda intorno ma non vede nessuna mano pronta a tirarlo su. Non si vedono all’orizzonte neanche le ragazzine dai vestiti e dai capelli colorati che cinque anni fa avrebbero dato la vita per lui. Intorno a se vede solo buio, ogni tanto qualche sprazzo di sole arriva ma è troppo breve per potervisi aggrappare. Certo c’è da dire che il consenso di Vendola apparve come una forte anomalìa, e bisogna riconoscere che sorprese tutti per la sua forza. Ma un intero ciclo politico si è concluso. E parlare oggi di sinistra è decisamente anacronistico. Il Punto fondamentale è che adesso D’Alema sarebbe pronto decisamente a fare marcia indietro (sulla candidatura di Vendola, e lo ha detto chiaramente), puntando su Emiliano. E pur di non sacrificare la possibilità di allargare nuove alleanze, tra l’altro proponibili

Lombardia

Massimo Ricciuti

Sicilia prossima estate". Per ora, spiega Rapinese, non e' in programma nessuna nuova attivita' di protesta, ma "siamo in una fase cognitiva: dobbiamo cercare di capire bene cosa vogliono fare per prendere le contromisure adatte". Va avanti comunque la petizione 'Bruni Go Home', aggiunge l'assessore, sottolineando che "il nostro gruppo su Facebook ha ormai superato i 2.000 iscritti, che in una citta' di 80.000 abitanti come Como equivalgono al 4% dei cittadini e all'8% dell'elettorato". Le nuove paratie, spiega la nota, saranno in parte automatiche e in parte manuali, mentre il nuovo piano calpestabile, in corrispondenza di piazza Cavour, sara' realizzato a una quota inferiore rispetto a quella prevista originariamente, per tutelare maggiormente la vista lago. Per la stessa ragione i parapetti in muratura previsti in corrispondenza dei moli laterali di piazza Cavour saranno sostituiti completamente da parapetti trasparenti. Formigoni, che parlando del muro parzialmente realizzato lo ha definito "un grave errore", ha annunciato un concorso internazionale di idee per realizzare l'arredo urbano piu' bello possibile nell'area prospiciente il lungolago". L'assessore regionale al Territorio, Davide Boni, ha dichiarato che "ora l'obiettivo e' mantenere i tempi prefissati, per realizzare quello che e' a tutti gli effetti un grande progetto migliorativo per il lungolago, grazie al quale saranno destinati a Como fondi ulteriori per la salvaguardia idraulica".

Muro lungolago di Como, la Regione finanziera' il progetto Sara' Regione Lombardia a finanziare il progetto migliorativo per il lungolago di Como, che prevede la costruzione di paratie mobili per un costo aggiuntivo di 2,1 milioni di euro, al posto del controverso muro in cemento armato gia' parzialmente eretto. I costi di abbattimento del muro, che partira' a febbraio, saranno invece a carico della societa' che ha realizzato i lavori. E' quanto emerso venerdi' dal vertice tenutosi al Pirellone di Milano tra il presidente della Regione Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Leonardo Carioni, il sindaco di Como Roberto Bruni e l'assessore regionale al Territorio e urbanistica Davide Boni. Aspro il commento di Alessandro Rapinese, consigliere comunale di Como per la lista civica 'Area 2010' e organizzatore della petizione 'Bruni Go Home': "tutto cio' che nasce male ha forti probabilita' di finire peggio. Una passeggiata larga 20 metri in una cittadina come Como e' una violenza", ha detto a proposito del nuovo progetto presentato in Regione Lombardia. "E comunque - ha aggiunto - il punto centrale restano i soldi pubblici, perche' in questo modo sono stati spesi male dei soldi che potevano essere destinati meglio". Le nuove opere comporteranno un costo aggiuntivo di 2,1 milioni di euro per la Regione: in totale, come ha dichiarato lo stesso Formigoni, "oltre 16 milioni di euro del bilancio regionale saranno destinati

per le altre amministrative, sarebbe lì lì per ritirare l’appoggio della candidatura del governatore pugliese lanciando il sindaco di Bari. Nel frattempo si fanno i nomi di candidati come Francesco Boccia, già sconfitto alle scorse primarie proprio da Vendola, oppure di Nicola de Bartolomeo Presidente della confindustria pugliese. E poi altri nomi ancora che a farli tutti non basterebbe una pagina dell’intero giornale. La triste realtà, sottolineata dall’ennesima dimostrazione di non saper decidere, al punto di arrivare a rimettere in gioco decisioni date per scontate solo una settimana fa, dimostra quanto la sinistra radicale sia totalmente incapace di proporsi come forza di governo. Anzi, è chiaro che sia totalmente incapace di relazionarsi alla cosa pubblica senza apparire come morsa da altri interessi. Il prezzo da pagare in queste amministrative sarà più alto di quello che pensano i dirigenti dei partiti della cosiddetta sinistra. Ma il punto davvero triste è che sembra che a loro non gliene importi un fico secco. Si travestono da riformisti ma restano i comunisti di sempre. Peggio per loro.

alla citta'". Il nuovo progetto, ha sottolineato il presidente della Regione, mira a valorizzare i punti di forza del progetto attuale e a migliorarne gli aspetti problematici, creando "le condizioni per la sicurezza idraulica della citta'", tutelando al tempo stesso il lungolago, ed e' "frutto del lavoro e della piena collaborazione tra Regione, Comune e Provincia". Adesso spetta

al Comune di Como compiere i successivi passaggi tecnici e amministrativi, per predisporre il progetto esecutivo che sara' pronto "entro il mese di dicembre", come ha promesso il sindaco Roberto Bruni. Poi sara' avviato l'iter autorizzatorio, per arrivare entro febbraio all'avvio dei nuovi lavori. L'obiettivo, ha detto Bruni, e' quello "di concludere i lavori almeno per la parte ovest entro la

Stanziati fondi per aumentare zone boschive L'assessorato regionale Agricoltura e Foreste ha approvato le 'Disposizioni attuative specifiche' e ha messo contestualmente a bando 33 milioni di risorse per migliorare la competitivita' del settori agricolo e forestale. Saranno finanziati interventi per 28 milioni e 600 mila euro, di cui 10 da destinare ai Comuni e loro associazioni e 18 ai privati. La dotazione finanziaria, ripartita in due sottofasi, sara' cosi' suddivisa: 5 milioni per i Comuni e 9 milioni e 300 mila per i privati. Nella fase di approvazione delle graduatorie di ciascuna, le somme possono essere modificate in funzione del numero di iniziative pervenute e ritenute ammissibili. 'Lo scopo e' incentivare l'associazionismo delle imprese e dei proprietari dei boschi per dare un reddito nel settore, creando opportunita' diversificate di mercato. La forestazione - ha spiegato l'assessore Michele Cimino - e' una risorsa fondamentale perche' contribuisce alla difesa attiva del suolo e al contrasto ai cambiamenti climatici. Ma non solo. Favorisce le attivita' produttive e le imprese che operano in aree svantaggiate. Gli aiuti sono destinati per lo piu' alla montagna e alla tutela della biodiversita', ma andranno a vantaggio di tutto il territorio perche' aumenteranno il valore dei luoghi in termini di attrattiva e di sicurezza'. Pietro Tolomeo ha aggiunto: 'I contributi saranno impiegati per interventi strutturali e infrastrutturali, e per l'utilizzo di nuovi processi e tecnologie rispettosi di una gestione sostenibile e del ruolo multifunzionale delle risorse boschive'.

Antonio Tajani lancia Renata Polverini come candidata del centrodestra per la Regione Lazio. "Ho grande considerazione di lei- ha detto- E' sicuramente una persona di grande qualita'. La candidatura comunque non viene scelta da me, ma dai vertici del Pdl, quindi tocchera' loro scegliere chi dovra' - mi auguro governare una Regione cosi' importante". Tajani ha annunciato che "la Polverini da parte mia avra' tutto il sostegno, sia in campagna elettorale sia quando sara' chiamata a guidare i destini di questa Regione. Io credo che si debba trovare il candidato vincente. La Polverini ha tutte le carte in regola per essere un buon candidato. Ma ci sono tanti altri elementi che i vertici del Pdl dovranno valutare, ci sono degli equilibri da considerare, ma sono convinto che sara' fatta la scelta migliore, quella che permettera', ne sono certo, al Pdl di vincere le elezioni regionali". Tra i possibili nomi c'era anche quello di Tajani... Poi, pero', "il governo mi ha indicato come commissario europeo e mi sono stati affidati gli incarichi di vicepresidente della Commissione europea e di commissario all'Industria e al Turismo: cio' significa che per prossimi cinque anni saro' a Bruxelles per rendere onore all'Italia e per lavorare nell'interesse di mezzo miliardo di cittadini europei".

Cosenza: concluso meeting giovani e legalità Si e' concluso con la redazione di un documento d'intenti, che sottolinea la volonta' dei giovani estensori di lavorare per creare un EuroMediterraneo eguale e coeso, il secondo Meeting degli giovani del Mediterraneo, YouMeYou, promosso nell'ambito di Rexpo', spazio euromediterraneo delle responsabilita' sociali. La manifestazione al Teatro Rendano di Cosenza ha concluso la tre giorni che si e' svolta tra Falerna, Lamezia e Cosenza e che ha visto la partecipazione dei ragazzi esponenti di movimenti e associazioni giovanili di 19 paesi che si sono conosciuti e confrontati. 'Nel documento, alle richieste ai Governi e alla societa' civile - riporta una nota - si affiancano gli impegni della stessa rete di studenti e associazioni del Mediterraneo, il cui embrione si e' formato in questi giorni'.

Umbria: giornata della colletta alimentare E' stata di circa 134 tonnellate la quantita' di prodotti raccolti sabato scorso in Umbria in occasione della giornata della Colletta alimentare, con un -2,8% rispetto al 2008, ma con un valore commerciale maggiore rispetto allo scorso anno: 710.308 euro (+1,7%). I dati, forniti dai promotori, sono comunque ancora provvisori. Quest'anno l'appuntamento promosso in tutta Italia dalla Fondazione Banco alimentare onlus e dalla Compagnia delle opere sociali e' stata ospitata in Umbria in 168 punti vendita dislocati nei vari comuni. Nella regione sono stati oltre 1.500 i volontari coinvolti. I generi alimentari raccolti sono stati tutti portati a Lidarno (sede del Banco Alimentare dell'Umbria) e suddivisi per tipologie. Nei prossimi mesi verranno distribuiti ai 299 enti convenzionati con l'associazione, che provvederanno a consegnarli alle 25.700 persone assistite sul territorio umbro che vivono al di sotto della soglia di poverta'.

Milano: Ice Christmas gala Un grande show sul ghiaccio per celebrare il Natale. E' l'Ice Christmas Gala, in programma per il prossimo 20 dicembre al Forum di Assago: uno spettacolo in cui le stelle mondiali del pattinaggio danzeranno sul ghiaccio sulle note delle canzoni natalizie, eseguite dal vivo dall'Orchestra Cantelli. Il Gala, condotto da Cristina Chiabotto, vedra' la partecipazione del pattinatore svizzero Stephan Lambiel, argento alle Olimpiadi di Torino 2006 e pronto a volare a Vancouver il prossimo febbraio. Nel cast anche il russo Victor Petrenko, oro olimpico e mondiale nel 1992, la coppia italiana Fusar Poli- Margaglio, le pattinatrici sincronizzate Hot Shivers e la squadra italiana di ginnastica ritmica.


Dall’Italia

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Martedì 1 dicembre 2009

GIUSTIZIA L’analisi

L’appello del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha rappresentato un autentico punto di svolta. Adesso la politica ha il compito di non ignorare il monito per lavorare alle riforme

Quando anche il Presidente si stufa Del resto è il primo cittadino di tutti noi . E come tale ha sentito la necessità di interpretare e comunicare - urbi et orbi - che non se ne può più della solita storia. Il popolo italiano dice basta alla reiterata, vecchia e stantia strategia di abbattere un governo legittimamente eletto (e con particolare attenzione a quelli del Cavaliere) attraverso la via giudiziaria oppure gettando ombre e sospetti su esponenti della coalizione. Ed in una forma smagliante – a margine dell’incontro con l’associazione nazionale mutilati - ha detto chiaramente di darci un taglio con questa storia, dichiarando, in modo inaspettato ma estremamente efficace il seguente messaggio: “Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggia sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini –elettori il consenso necessario per governare”. Presidente, più chiaro di così non potevi essere!

In un solo e semplice concetto, hai ricordato che i cittadini hanno votato un programma – quello della coalizione del PdL, che contiene un mandato al premier a farsi garante delle diverse riforme in esso contenute. Quelle riforme che - piaccia o meno sono universalmente riconosciute come necessarie per il futuro del Paese e del sistema produttivo economico Italia. Ed è proprio su questo punto - ci vuole far notare il Presidente della Repubblica - che cade il progetto antidemocratico dell’ opposizione. La gente ormai sa - da tempo - ed ha capito che i problemi reali (lavoro, economia, scuola, sanità, ricerca scientifica, federalismo e via dicendo ) sono quelli che interessano; su questi temi non si può, né si deve, stare fermi o peggio ancora tornare indietro. Ed un’altra cosa – obiettivamente importante - non la manda certo a dire Napolitano. Cioè, vuole sottolineare con il suo monito – che quella reiterazione del previsto percorso di via crucis e di abbattimento del governo -

Continua dalla prima

“appaltato” alla magistratura dall’opposizione - non è assolutamente una strada percorribile e tantomeno può essere accettabile o comprensibile dal popolo. Anzi - al contrario e con ragionevole certezza – l’ antiberlusconismo di pancia potrebbe dimostrarsi un boomerang ed ancora una volta un ennesimo fallimento della minoranza parlamentare. Intuite, infatti, le intenzioni dell’opposizione che hanno partorito per “dare un senso a questa storia” di riproporre ed imbastire la solita falsa cagnara giudiziaria, Napolitano avverte ( la sartoria Bersani & C. ) che “questa storia, un senso non c’è l’ha”. Smontando - così - di fatto il lancio pubblicitario della prossima campagna giudiziaria contro Berlusconi, al quale abbiamo assistito in questi giorni. Di là, all’opposizione ci sono rimasti molto male e sembrano ora smarriti e disorientati ( anche perché Napolitano presiede il

Csm). Tonino Di Pietro in testa e Bersani sopratutto. Quest’ultimo fingeva una astuta indifferenza e distacco alla questione (un po’ come fanno quei piazzisti di mangime della bassa piacentina quando ostentano una falsa superiorità dei propri prodotti su quelli della concorrenza). Eppure a loro gli sembrava di aver preparato tutto per benino. Calendario alla mano, avevano programmato in grande stile – meglio di una major hollywoodiana o del film di

Natale – il lancio della campagna. Si cominciava con il far trapelare qualche indiscrezione a mezzo stampa di mafiosità – distribuita equamente tra Governo, Senato, Camera – Poi l’annuncio della manifestazione di piazza contro Berlusconi per il 5 dicembre prossimo. Ma il massimo, sarebbe stato raggiunto con la presentazione del nuovo kolossal : “Berlusconi alla ricerca della coppola del Padrino – p arte IV°“, presentato durante il sermone mediatico televisivo infrasettimanale nel Santuario di Anno Zero officiato da sua emittenza mons. Sant’oro de’ Benedetti , figlio prediletto del Mosè laico, con l’assistenza dal chierico Travaglio. I lamenti e gli anatemi della Anm si sarebbero dispersi nell’etere digitale come il canto oratorio di un muezzin. E avrebbero rotto le …(scusate) i timpani pure a Giorgio, oltre che a tutti noi. Mimmo Razza

che è rimasta del tutto inadeguata alle esigenze di una moderna regione che voglia valorizzare la propria struttura policentrica. Giorni fa l’Unione Industriali di Roma ha diffuso un documento su come riavviare la ripresa nella nostra città e nella regione. La tesi di fondo è quella di puntare sugli investimenti infrastrutturali e sulla collaborazione pubblico-privato per risolvere i maggiori nodi dell’economia romana. Tutto bene tranne una specifica proposta: quella di ampliare le dimensioni della città attraverso la crazione di un ulteriore e più ampio raccordo anulare a pedaggio. Credo che una operazione del genere sarebbe devastante per il paesaggio dell’agro romano con i viadotti imponenti,gli snodi a quadrifoglio e tutti gli inutili muraglioni in cemento armato tanto amati da certi ingegneri. Il tutto senza minimamente risolvere i problemi del traffico che soffoca la città a cominciare dalle sue periferie. Meglio concentrarsi alla riqualificazione delle periferie dotandole dei servizi di qualità a cominciare dai trasporti collettivi. Mi piace a tale proposito citare alcune affermazion degli on.Rampelli e Marsilio, che puntano sulla necessità di dare un’anima e un’identità alle periferie “agendo sui completamenti e sulla edilizia per rinunciare definitivamente a consumare suolo e cielo, ovvero tutelando ambiente, qualità della vita e paesaggio... Fare del non luogo(le periferie,ndr) un “luogo”con punti di aggregazione,spazi pedonali, piazze e piazzole, viali e vicoli, monumenti, fontane, terrazze, portici, negozi in strada, edifici multifunzionali con residenze, uffici e commerciale…Insomma l’uomo, con le sue dimensioni, deve tornare il soggetto protagonista della città e riscattarsi dalle astrazioni e dal gigantismo(quelli realizzati da Rutelli e Veltroni,ndr) che lo hanno schiacciato dal secondo dopoguerra ad oggi.”Affermazioni che condividiamo pienamente. Per concludere: più investimenti per lo sviluppo nella salvaguardia dell’ambiente e della dimensione più umana delle strutture , nella custodia del decoro degli ambienti, nella difesa della qualità della vita.

Una politica di sviluppo

In questo contesto un ruolo molto importante spetta agli enti locali, a cominciare dalle regioni il cui contributo ad una più vigorosa politica di sviluppo è essenziale. E noi romani e laziali non siamo messi male almeno nel campo dell’economia reale. Certo la crisi ha colpito anche noi duramente e le manifestazioni di lavoratori in questi giorni ai quali va tutta la nostra solidarietà nella dura battaglia per la difesa del posto di lavoro ne sono una prova lampante. Eppure i danni che ha subito la nostra regione sono minori di quelli delle altre regioni anche del nord. Il prodotto lordo è sceso meno, l’occupazione ha tenuto di più rispetto al resto del paese. La ragione principale di questa relativa tenuta è dovuta al fatto che il Lazio è dopo la Lombardia la seconda regione del paese più innovativa d’Italia dato lo stretto intreccio tra , centri di ricerca e università. Inoltre il forte e crescente peso dei servizi,con forte presenza di quelli più avanzati nella formazione del reddito regionale, mentre conferma quel carattere di modernità della sua struttura produttiva, rende questa regione relativamente più impermeabile ai venti di crisi che attraversano il paese. Ci troviamo in una situazione con grandi potenzialità: dal turismo, sia culturale che congressuale, all’agricoltura che va sempre più specializzandosi, dalla diffusa presenza di piccole e medie imprese innovative, ai servizi avanzati ai quali affluisce una spesa per ricerca e sviluppo doppia rispetto alla media nazionale e che pone quindi la nostra regione all’avanguardia del nostro paese. Si può inoltre contare su un capitale umano di alta professionalità in ragione della presenza numerosa di strutture formative di livello elevato (università pubbliche e private centri di ricerca pubblici e privati,etc.). Insomma un bacino ideale quello laziale per far riaccendere un vigoroso sviluppo, a condizione che vengano rimossi tutti gli ostacoli e le strozzature ereditate dalle passate gestioni e che frenano e imbrigliano le potenzialità di crescita . Intanto occorre accelerare la realizzazione delle autostrade digitali i cui lavori peraltro sono già partiti a Roma. Ma è la regione intera che deve essere coinvolta nel totale cablaggio del territorio, chiamando imprese

e istituzioni finanziarie a concorrere ad una operazione che potrà trasformare profondamente l’economia regionale, migliorando la qualità dei servizi e abbassandone i costi di produzione (si pensi alla sanità, all’energia, al turismo). Si rimuoverebbe anche quello che le imprese indicano come uno degli handicap che le penalizzano nella concorrenza internazionale. Un secondo ordine di priorità negli interventi riguarda i trasporti. Il ritardo nell’ammodernamento delle infrastrutture dei trasporti è sotto gli occhi di tutti. Tanto per fare qualche esempio, la nostra capitale presenta a livello mondiale numerosi primati negativi che qui vogliamo ricordare:il più basso rapporto tra km di metropolitane e abitanti, la più bassa velocità media dei mezzi pubblici di trasporto, il più elevato uso dei mezzi privati per muoversi in città da parte dei cittadini(circa l’80% usa mezzi privati), il più elevato numero di incidenti mortali, e così via. Per tacere sull’inquinamento da gas di scarico,rumori, polveri sottili etc. E come potremo riguadagnare posizioni nell’industria turistica se non affrontiamo con coraggio e lungimiranza questi problemi? Se già si utilizzassero ad esempio sistemi di metropolitane leggere e automatiche, più flessibili e meno invasive, con le risorse attualmente disponibili si potrebbe realizzare il doppio delle linee previste e dare alla città finalmente una rete sotterranea di trasporto di elevata qualità . La pedonalizzazione del centro storico non sarebbe più un sogno e porrebbe fine all’assediodel traffico e a tutti inconvenienti sopra ricordati. E che dire dei collegamenti tra Roma e gli altri capoluoghi di provincia? Quante ore ci vogliono per andare con il treno a Viterbo? Gli intasamenti della Pontina per recarsi a Latina sono un dato permanente, le superstrade ViterboCivitavecchia e Roma-Viterbo sono incompiute da molti anni, il collegamento con Rieti affidato ancora all’antica Salaria. Insomma un sistema di collegamenti stradali da rinnovare e potenziare a fondo insieme all’ammodernamento della rete ferroviaria regionale

Nicola Scalzini

La riflessione

Il fine vita? Svincolarsi da posizioni ideologiche Si è svegliato dallo stato vegetativo, Rom Houben, l’uomo belga oggi quarantaseienne, della cui vita la scienza aveva scritto il finale con un verdetto che nulla lasciava alla speranza. Quando 23 anni fa Rom venne trasportato all’ospedale di Zolder (Belgio), in seguito ad un incidente stradale che lo aveva ridotto alla totale paralisi del corpo infatti, i medici, classificarono la sua condizione come “stato vegetativo persistente”, con assenza della funzione cerebrale ed “estinzione della coscienza”, insomma lo stato di chi non ha alcuna speranza di tornare indietro. La storia di Rom, richiama alla memoria molti casi simili – da Terry Schiavo ad Eluana Englaro, per citare i più noti – e riporta l’attenzione del dibattito bioetico sulle complesse e delicate questioni legate ai diritti di fine vita umana. Il fatto che l’episodio si sia verificato in Belgio, il paese europeo che per primo, assieme all’Olanda, nel 2002 si è espresso positivamente sulla legalizzazione delle pratiche di “interruzione della vita su richiesta”, apre inoltre la via ad una serie di interrogativi su quale debba essere il compito appropriato della norma giuridica, in relazione a circostanze come questa, in

cui ad entrare in gioco presenti nella storia “Sognavo di alzarmi. è la dimensione più Urlavo ma non riuscivo di Rom. Innanzitutto autentica dell’umano, il dato scientifico. La ovvero la sua a far sentire la mia voce” condizione di Rom coscienza. La querelle in corso nel nostro venne a suo tempo archiviata dalla paese sul testamento biologico peraltro, comunità medica come “stato vegetativo conferma la difficoltà di definizione persistente”, quindi di incoscienza e di identitaria e di affermazione del cosiddetto compromissione delle funzioni cerebrali. biodiritto, chiamato a conciliare, trovando A distanza di 23 anni il neurologo Steven il compromesso più giusto ed equo, la Laureys, che tre anni fa cominciò ad pluralità di pensiero, cultura, idee, dogmi, interessarsi al caso, dimostra che si trattava di questa società globale. Quando poi tale invece della “sindrome di locked-in”, pluralità non è altro che apparenza, la meglio nota come “sindrome del maschera di una ragione debole, incapace chiavistello”. In sostanza Rom era vigile di dilatare il suo sguardo oltre la mera datità e cerebralmente attivo, ma impossibilitato estrinseca, ecco allora che tutto perde di ad esprimersi, perché paralizzato. Secondo significato, si relativizza, anche la vita le stime dello stesso Laureys inoltre, sono dell’essere umano. circa 4 mila le persone nelle stesse Allora la vicenda di Rom può forse fornire condizioni di Rom. Tutto questo implica le coordinate giuste per affrontare, in modo che, così come è inaccettabile oggi costruttivo, le questioni dell’etica di fine l’antiscientismo spicciolo, allo stesso modo vita umana, svincolandosi da posizioni trovi giustificazione la diffidenza verso ideologiche e contrapposizioni laico- posizioni estreme postulanti l’onnipotenza cattoliche, peraltro esclusiva peculiarità e l’infallibilità delle tecnologie biomediche, del panorama italiano e che sono servite soprattutto quando a farne le spese è la vita solo a spostare il campo di riflessione. umana. Quali debbano essere i termini in cui In secondo luogo la vicenda sottolinea, affrontare le cosiddette “questioni di ancora una volta, il non senso di discorsi frontiera”, ce lo dicono i diversi ingredienti arenati alla contrapposizione etica laica-

etica religiosa. Ciò su cui si viene interpellati qui, non è un credo, ma i misteri connaturali dell’umano, il senso e il fondamento della sua esistenza, il valore della vita, i limiti della disponibilità-indisponibilità dell’uomo rispetto alla propria e altrui vita, i confini della libertà e della responsabilità dell’uomo nei confronti di se stesso e degli altri. Viene da sé il terzo ed ultimo punto. L’uomo non può considerarsi alla stregua della semplice materia, un corpo senza ulteriorità, metasignificato, metafattualità. Il valore assoluto, universale della vita umana non può mettersi in discussione, e non sono pertanto accettabili orientamenti tesi “all’oggettificazione” del corpo, che disconoscono lo statuto di persona a chi è costretto a vivere la condizione sfortunata di Rom. Come ogni altro uomo “normale”, anche Rom, per 23 anni “ha sognato una vita migliore. Ha sognato di rialzarsi. Ha continuato a lottare, urlando affinché qualcuno sentisse la sua voce”. Oggi Rom è rinato e, come lui stesso ha detto, ha tanta voglia di “leggere, dialogare con i suoi amici, godersi la vita ora che la gente sa che non è morto”. Rosita Casa

News di Politica Carfagna e Sacconi presentano leggi per le donne Il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, e il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, presentano oggi 1 dicembre, alle ore 12, nella Sala Stampa di Palazzo Chigi, un pacchetto di misure a favore delle donne lavoratrici. Ne da' notizia il Dicastero per le pari opportunita'.

Zaia: basta annunci di crisi virtuali 'Diciamolo con chiarezza: gli unici responsabili della crisi siamo noi, nel senso che abbiamo dato risposta a chi ci chiedeva della crisi dicendo che siamo pronti ad andare a votare'. Lo ha detto il ministro dell'agricoltura, Luca Zaia, a margine di un incontro nel Bellunese. 'Ma la crisi non c'e', non c'e' mai stata, i provvedimenti in consiglio dei ministri passano all'unanimita', e cosi' pure in Parlamento'. Per Zaia, 'il problema della crisi e' virtuale e mediatico'. Da qui l'invito 'a tutti di non parlare piu' di questa crisi, perche' stiamo governando a gonfie vele'. Secondo il ministro, 'il problema casomai e' un altro, cioe' che non abbiamo un'opposizione forte e in queste condizioni nascono anche dibattiti che non si dovrebbero fare'.

Lupi: il Pd non ha più alibi 'Non ci sono piu' alibi per il Pd, che ormai deve scegliere tra la linea eversiva di Di Pietro e di una minoranza della magistratura, e quella del Presidente della Repubblica, Napolitano, che invita al dialogo e ad un confronto costruttivo sulle riforme, compresa quella della giustizia. Noi siamo pronti a raccogliere l'appello del capo dello Stato e speriamo che l'opposizione mostri senso di responsabilita''. Cosi' in una nota Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei deputati.

Frattini: Italia pronta ad aiuto su Afghanistan 'L'Afghanistan e' un banco di prova per la credibilita' dell'Alleanza Atlantica: e' evidente che l'Italia dovra' finire il lavoro cominciato assieme alla Nato, dare un contributo se occorre anche superiore rispetto al passato, perche' ci viene chiesto come partner non solo di un alleato come gli Usa, ma di tutta la comunita' internazionale'. Lo ha detto, aprendo con un saluto istituzionale i lavori della convention dei dirigenti di Finmeccanica, il ministro degli Esteri, Franco Frattini.

L’ultimo saluto al padre di Bertolaso Il picchetto d'onore dell'Aeronautica Militare, il tricolore sulla bara portata a spalla dagli avieri, l'addio degli uomini della Protezione Civile e delle istituzioni. Nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma si e' svolto l'ultimo saluto al generale Giorgio Bertolaso, padre del sottosegretario e capo della protezione civile. Generale di corpo d'armata, classe 1918, subito dopo esser entrato in Aeronautica, Bertolaso approdo' alla 91/esima squadriglia, quella di Francesco Baracca e da li' sali' tutta la scala gerarchica fino ad arrivare a comandare il quarto stormo. 'Aveva posto la sua vita al servizio della patria hanno ricordato nel corso dei funerali alcuni colleghi - Amava il volo quanto la sua vita ed e' stato per tutti noi un esempio di attaccamento al servizio e al dovere'.

Fini e Montezemolo per Telethon Oggi alle ore 16, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, si svolgera' la cerimonia di apertura della Campagna Telethon 2009 di raccolta fondi da destinare alla ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Lo rende noto l'ufficio stampa della Camera dei deputati. Aprira' i lavori il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Seguira' l'intervento del Presidente di Telethon, Luca di Montezemolo. Verra' quindi proiettato il cortometraggio 'Il risveglio', prodotto da Telethon. Successivamente, prenderanno la parola Luigi Abete, Presidente di Bnl-Gruppo Bnp Paribas, Fabio Gallia, amministratore delegato di BnlGruppo Bnp Paribas, il medico ricercatore Alberto Auricchio, il segretario generale di Telethon, Francesca Pasinelli. La cerimonia sara' trasmessa in diretta sia sulla webtv che sul canale satellitare di Montecitorio.


Attualità

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Martedì 1 dicembre 2009

Speciale Lazio: le idee della Conferenza programmatica del Nuovo Psi

La green economy per il rilancio Presentato da Ripamonti Adalberto Elaborato da Ripamonti Adalberto e Stefano De Vecchi Premessa alle rinnovabili Le tecnologie che sfruttano le energie da fonte rinnovabile sono attualmente la migliore risorsa umana per far fronte all’aumento dei consumi energetici mondiali riuscendo a ridurre i consumi da fonti convenzionali (petrolio, gas e carbone e combustibili nucleari) e sono quelle che allo sviluppo attuale restano più'f9 flessibile e più'f9 integrabile nei luoghi dove si svolgono le attività'e0 umane fra tutte le tecnologie. Gli impianti a energie rinnovabili riescono a produrre energia elettrica da fonti naturali e rinnovabili appunto come sole, vento, biomasse e biogas, idroelettrico e idrogeno. Inoltre alcune tecnologie sposano ottimamente il concetto di produzione distribuita, cioè'e8 produrre energia nello stesso luogo di consumo, riducendo così'ec perdite energetiche dovute al trasporto ed alla riduzione dell’inquinamento infatti le tecnologie che sfruttano sole e vento anno zero emissioni nel luogo di installazione a differenza delle altre tecnologie rinnovabili. Introduzione alla tecnologia fotovoltaico La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente in energia elettrica l'energia associata alla radiazione solare. Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico, basato sulle proprietà'e0 di alcuni materiali semiconduttori (il più'f9 utilizzato è'e8 il silicio, elemento molto diffuso in natura) che, opportunamente trattati, sono in grado di generare elettricità'e0 se colpiti da

radiazione luminosa. Il dispositivo elementare capace di operare una conversione dell'energia solare si definisce cella fotovoltaica. Il componente base, commercialmente disponibile, è'e8 invece il modulo composto da più'f9 celle collegate ed incapsulate. Più'f9 moduli fotovoltaici, collegati in serie e in parallelo, formano le sezioni di un impianto, la cui potenza può'f2 variare da poche centinaia di Watt a milioni di Watt. La corretta esposizione all’irraggiamento solare dei moduli fotovoltaici rappresenta un fattore chiave al fine di ottenere le prestazioni ottimali dell’impianto in termini di producibilità'e0 di energia elettrica. Ad esempio in Italia l’esposizione ottimale è'e8 verso Sud con una inclinazione di circa 30-35°'b0 gradi. Dalla mappa solare del territorio italiano la producibilità'e0 di un impianto fotovoltaico da 1kWp, ottimamente orientato ed inclinato, installato su una struttura fissa (orientativamente passando da Nord al Sud dell’Italia la produzione specifica è'e8 variabile da 1000 a 1400 kWh per ogni kWp installato). Inoltre ogni kWp installato richiede uno spazio netto di circa 6,5 – 10 mq (moduli di silicio cristallino) – 16 20 mq (moduli di silicio amorfo) qualora i moduli siano installati in modo complanare alle superfici di pertinenza degli edifici; occorre invece uno spazio maggiore se l’impianto è'e8 installato in più'f9 file successive su strutture di supporto inclinate collocate su superfici piane. La configurazione dell’impianto prevede l’inserimento a valle dei moduli fotovoltaici di un inverter che trasforma la corrente continua

generata dalle celle in corrente alternata direttamente utilizzabile dagli utenti. Infine il sistema è'e8 completato da una struttura di sostegno per fissare i moduli alla superficie d’installazione: terreno, tetto, facciata, parete, etc. La struttura può'f2 essere fissa o mobile, in grado di seguire il sole lungo il suo percorso giornaliero durante l’intero anno. Le principali applicazioni dei sistemi fotovoltaici sono: - impianti con sistema di accumulo per utenze isolate dalla rete (non incentivate); - impianti per utenze collegate alla rete in bassa tensione (incentivate); - centrali di produzione di energia elettrica collegate alla rete in media o alta tensione (incentivate). Incentivazione del fotovoltaico Tra le fonti rinnovabili quella solare è'e8 la più'f9 promettente perché'e9 sfruttabile a costi contenuti se adeguatamente incentivata e che promette un elevato numero di occupati in tempi brevi. Il fotovoltaico non emette nessuna fonte di inquinamento durante il suo funzionamento come: rumore, vibrazioni, scarichi male odoranti che possono disturbare sia le attività'e0 lavorative che ricreative. Ha ridotti costi di manutenzione e una vita media di oltre un trentennio. L’Italia avendo sottoscritto il protocollo di Kyoto dove si sono prefissati i target per la riduzione degli agenti inquinanti e di una conseguente riduzione dei consumi energetici ha deciso di costruire un sistema virtuoso di incentivi per sviluppare l’iniziativa di soggetti privati e pubblici per

l’installazione di impianti fotovoltaici. Il sistema virtuoso attualmente in funzionamento prede il nome di “Conto Energia” del marzo 2009 ultima versione del DM 19 febbraio 2007. Il sistema di incentivazione è'e8 gestito e garantito nella sua equità'e0 dal Gestore dei Servizi Elettrici denominato per abbreviazione GSE e garante del mercato elettrico in Italia. L’incentivi vengono erogati per tutti gli impianti con potenza superiore o uguale ad 1 KW e verranno elargiti per tutti gli impianti che entreranno in esercizio fino al raggiungimento della soglia di potenza massima di 1200 MW e con ulteriore proroga nei 14 mesi successivi per soggetti privati e 24 mesi per soggetti pubblici. Il sistema di incentivazione Conto Energia versa un corrispettivo in euro proporzionale ad ogni kWh prodotto dall’impianto fotovoltaico che dipende dalla potenza nominale dell’impianto e dalla sua tipologia. L’occasione offerta dal conto energia : Il conto energia permette di ripagare per intero le spese sostenute per la costruzione e l’esercizio dell’impianto fotovoltaico. Gli incentivi vengo corrisposti al proprietario dell’impianto fotovoltaico per un periodo di 20 anni con la tariffa in vigore nel momento in cui si effettua la richiesta degli incentivi. Le motivazioni per fare un impianto fotovoltaico: - Produrre energia elettrica nel luogo dove viene consumata, evitando inutili perdite di energia luogo il tragitto nella distribuzione, minori perdite di energia elettrica durante il trasporto significa consumare meno prodotti petroliferi (petrolio, gas, carbone), - Rispettare gli obbiettivi del protocollo di Kyoto per la riduzione dell’emissioni inquinanti in atmosfera, - Valorizzazione della proprietà'e0 su cui è'e8 installato l’impianto fotovoltaico, - L’impianto fotovoltaico si paga da solo grazie agli incentivi in un periodo tra i 7/11 anni secondo la tipologia di impianto, restano tra i 9 ei 13 anni

di guadagno che porta a dire che investire sul fotovoltaico porta ad avere rendimenti tra l’8% e il 12% l’anno del capitale investito per la realizzazione, - Il risparmio sulla bolletta elettrica che avviene da subito grazie al calo dei consumi, - Riduzione di CO2 nel l’aria, infatti per ogni kWp di fotovoltaico installato non si immettono tra i 530 kg di CO2 e gli 800 kg di CO2 all’anno in meno in atmosfera. - Riduzione della spesa sanitaria sui costi sostenuti per curare le malattie respiratorie. - Aumento dell’occupazione. - Riduzione della dipendenza energetica dai paesi esteri. Lazio: Nel Lazio la situazione sulle energie rinnovabili vive una nuova era grazie al meccanismo di incentivazione già'e0 in atto e grazie alle politiche nazionali e regionali con forte sviluppo sia economico che occupazionale. Tutt’oggi lo stato dell’arte ha permesso la nascita di nuove filiere produttive sia a al livello industriale che nei settori tecnico – scientifico che nel settore terziario e dei servizi ad esso collegati come istituti di credito e istituti assicuratici. Passiamo a presentare le statistiche attuali riguardanti la nostra regione. Il Lazio pesa per il 6,11% sul totale degli impianti istallati fino a ottobre 2009 su un totale di 53.301 impianti contro il 15,35% della Lombardia che rispetto alla bassa esposizione solare vede una maggiore attenzione al fenomeno fotovoltaico. Infatti si parla di fenomeno se si tiene conto dell’aumento percentuale annuo che è'e8 arrivato a toccare punte superiori al 150% di installato rispetto agli anni precedenti dove non esistevano politiche adeguate di incentivazione del mercato e del settore. Questo sviluppo ha permesso il sorgere di nuove professionalità'e0 basti pensare che per installare un piccolo impianto fotovoltaico abbiamo la necessità'e0 di multidisciplinarità'e0 imprenditoriale e socio culturale. Cosa si intende per piccolo impianto?

La risposta è'e8 nei consumi domestici infatti se parliamo dei 3000 kWh consumati da una famiglia media italiana abbiamo la necessità'e0 di un impianti di circa 2,5 kW di potenza. Per arrivare pronti all’installazione dell’impianto dobbiamo far lavorare tutta la filiera produttiva e dei servizi. Infatti parliamo della produzione dei moduli fotovoltaici, degli inverter e delle strutture di sostegno e di tutti gli accessori indispensabili alla corretta installazione e al suo funzionamento. Non basta ancora ma necessitiamo della corretta progettazione che richiama la figura professionale del progettista e in seguito alla giusta soluzione concordata con il proprietario dell’impianto bisogna attivarsi, se non si dispone di propri capitali, del ricorso al credito. Una volta pianificati i costi e trovati i capitali si ha la necessità'e0 di scegliere una ditta installatrice con le adeguate conoscenze proprie del settore fotovoltaico con mano d’opera appositamente formata e specializzata, minimo due persone per installare il nostro piccolo impianto. Un volta finita l’installazione si posso attivare i servizi assicurativi a garanzia e a copertura di tutti i rischi che può'f2 andare incontro il nostro piccolo impianto durante un trentenni di vita. Da questa breve analisi vediamo la crescita occupazionale di almeno una diecina di operatori diversi solo per un singolo e semplice impianto, occupati direttamente per la sua realizzazione.Nella regione Lazio già'e0 oggi si hanno le competenze necessarie per far fronte a tutta la filiera dai poli industriali per produzione dei componenti, agli istituti di ricerca e formazione universitari e professionali, le banche e le assicurazioni anno costituito appositi servizi e le aziende stanno ed hanno investito per creare reti commerciali adeguate. Questa nuova economia si è'e8 sviluppata e strutturata grazie alle politiche di incentivazione che anno permesso una riduzione dei costi per l’utente finale sia privati che pubblici offrendo nuove opportunità'e0 di cui beneficeremo tutti sia a breve che medio-lungo termine.

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Il Socialista Lab quotidiano del Nuovo PSI

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