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LE PROPOSTE DEI SOCIALISTI DEMOCRATICI Il nuovo strumento urbanistico governerà l’uso del territorio negli anni a venire e potrebbe rilanciare economicamente e socialmente Sant’Anastasia. Il preliminare di piano proposto dall’A.T.I. Benevolo - Napolitano -“Goldstein”, redatto in seguito alle indicazioni amministrative risulta al momento poco aderente alle priorità dei cittadini. Il tempo di realizzazione! I tempi necessari per l’articolata trasformazione del paese prevista dal piano si scontrano con la drammatica crisi che viviamo. Il piano deve tener conto di tempi più brevi di realizzazione, per ottenere effetti più rapidi. Per questo suggeriamo anche di sfruttare le indicazioni di progetti già disponibili tipo il “Programma di valorizzazione”, il quale indicava come priorità i percorsi turistici del Somma Vesuvio e la valorizzazione del polo turistico - religioso del Santuario. Attuazione immediata di strumenti urbanistici già avviati: I Piani di Insediamento Produttivo ed il Piano di recupero del centro storico, che dipendono dall’iniziativa comunale, devono essere resi immediatamente operativi, per dare respiro alle imprese anastasiane. Essi consentiranno nuovi investimenti e la creazione di nuovi spazi produttivi. Il Parco del Vesuvio Il nostro territorio ricade nel Parco del Vesuvio, che è per noi una grande risorsa. Di recente due progetti redatti nel 2009 e riguardanti sentieri del Parco hanno trovato finalmente la copertura economica. Valorizzare i percorsi di penetrazione nel Parco consente ai cittadini di riappropriarsi di spazi verdi vivendoli in pieno e allo stesso tempo consentirà di far parte della rete di percorsi naturalistici ed enogastronomici in grado in futuro di attirare consistenti flussi turistici anche nel nostro territorio. La capillare opera di catalogazione e conoscenza di architetture rilevanti nel nostro paese, approvata dalla Soprintendenza e promossa dalla Regione, ha messo in rilievo la presenza sul nostro territorio di numerose masserie che potrebbero integrare tali percorsi di valorizzazione enogastronomica unitamente alle aziende agricole che a Sant’Anastasia già da tempo e con successo operano nel settore vinicolo e in generale della trasformazione e vendita dei prodotti locali. Superando l’idea di una nuova struttura stradale “La parkway”, prevista dal piano, immaginiamo di riappropriarci del verde del Parco del Vesuvio, realizzando percorsi per mountain bike, trekking e direttrici di visita sia naturalistica che culturale, vista la presenza anche del palazzo Nicola Amore e della lapide dedicata a Donizetti.


Viabilità I Socialisti chiedono la più rapida attuazione del Piano Strategico Operativo del Rischio Vesuvio, collegato alla Legge sulla Zona Rossa 21/2003. Occorre ampliare le attuali vie di fuga, Via Pomigliano e Via Romani, anche se le due arterie non sono paragonabili per importanza e volume di traffico, in quanto è Via Pomigliano ad essere più congestionata, per cui su di essa, occorre realizzare anche delle rotonde negli incroci più critici, concausa del traffico cittadino. L’apertura dello svincolo della 268 su Via Romani è secondo noi urgentissimo. Via Marra Marciano e via Vallone sono fondamentali assi trasversali ed alternative di spostamento oltre a collegare due poli di attrazione turistica ad ovest il Santuario e ed est la Villa Augustea. Altra priorità di cui necessita il paese sono strade moderne, dotate ovunque possibile di illuminazione e marciapiedi adeguati. Modernità ed efficienza per noi socialisti significa anche abbattimento delle barriere architettoniche, per consentire alle persone svantaggiate, agli anziani e a chiunque ha difficoltà nel muoversi di vivere in serenità la vita sociale nel proprio paese. Questa necessità si collega ad una migliore gestione del traffico e del parcheggio auto: occorre individuare aree parcheggio esterne al centro, occorre un piano traffico e infine, visto che nel preliminare di piano c’è l’idea di aree a traffico limitato, noi proponiamo ad esempio la realizzazione al posto di via Roma di una piazza allargata al monumento ai caduti, e un’isola pedonale prossima al Santuario di Madonna dell’Arco. Spostamento dei residenti dal centro a valle Irrealizzabile appare il tentativo di spostare le popolazioni residenti nel centro storico più a valle. La presenza di numerosi vani vuoti suggerisce invece di recuperare il possibile, valorizzando il già costruito. I nuclei urbani costituiti da una lunga stratificazione storica sono punti di forza e non di debolezza. Invece di assecondare le forze centripete che attualmente tendono a distruggere i centri urbani noi pensiamo che bisogna invece puntare a rafforzare i centri urbani e periferici con nuovi servizi ed una totale riqualificazione, senza per questo incentivare spostamenti di residenti, e crediamo ad una rete delle attività commerciali già esistenti che andrebbero rafforzate e messe in rete. L’incentivo della perequazione non aiuterebbe in ogni caso le famiglie con una sola proprietà, e sono la maggior parte, restando rivolto solo a limitate categorie di interessati.


Servizi Manca ancora un’organizzazione di servizi a favore dell’agricoltura e dell’agriturismo, mancano proposte riguardanti il mercato ortofrutticolo. Bisogna incentivare l’agricoltura e le attività connesse aiutando realtà imprenditoriali sane che generano lavoro, fornendo spazi ed infrastrutture per il trasporto e dando la possibilità di realizzare nuovi locali produttivi e commerciali, consentendo la delocalizzazione delle aziende di trasporto su gomma. Incentivare la valorizzazione di aree strategiche e centrali della ex “FAG”, ex “corderia Napoletana” ed “ex mattatoio”. Industrie colpevolmente perdute ma che oggi possiamo in altri modi e termini far rivivere dando un nuovo senso a questi spazi, con servizi utili per gli anastasiani. Non vediamo nel preliminare una cittadella dello sport, che potrebbe nascere in area prossima all’attuale stadio comunale in località Romani con un nuovo palazzetto ed una pista di atletica. Gli strumenti di ascolto come i Focus Group vanno potenziati per coinvolgere tutti. Infine ci poniamo alcune domande intorno cui dobbiamo aprire una discussione. Come è possibile delocalizzare la popolazione di monte spostandola a valle quando tutti i servizi principali ed essenziali sono disposti a monte? La recente legge regionale 1/2011 art. 11-bis, comma 7 prevede che: “Per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell’area Vesuviana”,.. “sono esclusi dal divieto di realizzazione gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche mediante demolizione e ricostruzione in altro sito, in coerenza con le previsioni urbanistiche vigenti, a condizione che almeno il 50% della volumetria originaria dell’immobile sia destinata ad uso diverso dalla residenza”. Sono già state previste aree dove consentire l’edificazione di residenze a favore di chi vuole spostarsi? Nel PUC si fa cenno alla seguente proposta, “ trasformazione dell’attuale modello insediativo, fortemente accentrato sulla città pedemontana, in un sistema “bipolare” con la progressiva delocalizzazione di una porzione dei tessuti urbani di recente formazione, gemmati intorno ai centri di Madonna dell’Arco e S.Anastasia, presso le frazioni Starza, Romani e Ponte di Ferro”. Quali sono stati i criteri di tale scelta e chi potrà usufruire di tale proposta? Occorreranno risorse immani per la realizzazione di quanto previsto nel preliminare, dove verranno reperiti i fondi per eseguire i lavori


PUC-Le Proposte dei Socialisti