Issuu on Google+

LUOGHI COMUNI NUMERO 2 - GIUGNO 2014 - OFFICINA SMeC - DISTRIBUZIONE GRATUITA

Illustrazione di David Montiel

IL M AGAZ IN E CH E RACCONTA L A PER UGIA VISTA DAL BASSO

LA CITTÀ CHE CI APPARTIENE

QUANDO LA CONDIVISIONE PORTA CON SÉ L'IDENTITÀ DI UN'INTERA COMUNITÀ


succede a perugia Quando si costruiscono insieme le strade della socialitĂ  un futuro positivo prende il sopravvento su un passato difficile Testo di David Montiel Foto di Attilio Brancaccio

2 - EDITORIALE


Si sono accese le luci nel cinema mentre si spengevano in strada. Manuela ci ha guidato all'esterno della sala accompagnandoci in una scenografia inaspettata. Nel buio, ogni angolo appariva nascosto; all'improvviso spuntava uno sguardo, una recita, uno slancio. Cinquanta persone ferme cercavano di capire cosa era vero e cosa era rappresentazione. Un velo viola percorreva la scena e la performance ci riportava a un tempo in cui le parole rimbombavano nell'attesa di un bombardamento. La strada era buia e il tempo diventava viola. Nelle vie attori e passanti, ragazzi, bimbi e anziani in attesa del primo momento, del primo pubblico. Dall'ombra dei vicoli nascosti spuntarono i fascisti, sei corde e un cantastorie, la fiammiferaia e il violino; il postino, un circo, il fotografo con il cliente e il “burdel”, i bambini che giocavano, il rifugio, un funerale e un trio - tromba, contrabbasso e chitarra. Tutti ballavano nelle scale mentre coinvolgevano i passanti per accompagnarli all'ultima scena. Limitarsi a riportare ciò che è accaduto nella rappresentazione del Tempo delle Viole non è altro che mostrare un piccolo elemento di un enorme lavoro. Perché si trattava del punto di inizio di Alchemika, il festival di teatro di strada e cirque nouveau che Fiorivano Le Viole ha proposto a Perugia all'inizio di maggio. Ma questa rappresentazione va persino oltre le aspettative di ciò che Luoghi Comuni vuole fare raccontando quello che succede a Perugia. Perché “Le Viole” sono state capaci di dimostrare che le persone che vivono il quartiere (e non solo i residenti) possono restituire alla città una parte della sua storia, una storia in costruzione che non si ferma mai. Una storia che nasce dal basso, dove i cittadini attivi, prendendosi cura del collegamento tra passato e presente, spingono partecipanti, passanti e curiosi a proiettarsi insieme nel futuro. Dietro le quinte abbiamo trovato perugini e immigrati, profughi e disoccupati, artigiani e commercianti, tutti consapevoli del loro senso di appartenenza a questo posto. Tutti insieme al lavoro per restituire un certo tipo di vivibilità condivisa e “dare ossigeno”, come dice la signora Cinzia, non soltanto a una via o a un quartiere, ma alla città intera, a una Perugia che a volte sembra avere perso la propria identità, e che ora la può riscoprire anche e soprattutto grazie all’agire comune dei suoi abitanti.

3


Musica, laboratori, sport. Una giornata di festa con le associazioni di Ponte San Giovanni per rimettere in moto il paese

Il 2 giugno, il Parco Bellini di Ponte San Giovanni sarà invaso da ragazzi, adulti e bambini in occasione di Ponte in Corso, una giornata di attività organizzate dalle associazioni che operano sul territorio La manifestazione nasce dalla collaborazione di molte associazioni e gruppi informali che lavorano a Ponte San Giovanni e che gravitano intorno al centro giovani Fuori dalle Scatole, che durante l’anno è sede di attività pomeridiane e laboratori creativi gratuiti per i giovani. Queste associazioni pur non conoscendosi bene tra loro hanno incominciato a riunirsi a marzo per pianificare qualcosa di diverso, ovvero un evento estivo che potesse riunire le energie e le capacità presenti sul territorio creando un ponte tra le associazioni e il quartiere. La parola chiave è “sinergia”, e l’obiettivo non è stato solo la riuscita della festa. Ciò che contava era il percorso che ha portato questi gruppi a lavorare insieme e a collaborare per uno scopo comune, superando individualismi e difficoltà in nome della cooperazione. Lavorare insieme non è sempre facile: esistono differenze di opinione e personalità, diversi modi di operare e di concepire il lavoro. Ma grazie a innumerevoli riunioni e confronti dove tutti sono uguali, senza cattedra o banchi, dove solo l’esperienza e la buona volontà possono insegnare, il percorso di realizzazione di Ponte in Corso si è rivelato assolutamente armonioso ed educativo.

4 - LA CITTà CHE CI APPARTIENE

Foto di Steve Halliday

PONTE IN CORSO


Le diversità sono diventate una ricchezza, le differenti storie ed esperienze un libro di testo da cui imparare e da condividere con tutti, le capacità di uno sono diventate la forza dell’altro in un clima di condivisione ed entusiasmo. Ci sono stati certamente problemi e ostacoli che però sono stati affrontati come delle sfide comuni su cui sudare all’inizio ma poi sorridere insieme una volta risolte.

Foto di Giulio Lucchesi

Ponte in Corso non è solo un’iniziativa pubblica ma un esercizio, un percorso che ha portato le

Foto di Agostino Cefalo

L’iniziativa è per tutti ma particolarmente mirata ai giovani, bambini inclusi, a cui abbiamo il dovere di offrire stimoli positivi, e che quel giorno avranno la possibilità di toccare con mano le capacità e le attività offerte dalle associazioni di Ponte San Giovanni con la speranza di intrattenere piacevolmente e

l’ha forse smarrita lungo i grigi marciapiedi urbani. Il parco verrà abbellito da opere create da bambini e ragazzi insieme alle associazioni. Ci sarà dibattito e confronto tra varie realtà associative in un angolo dedicato al dialogo su temi quali la città e la vita nei quartieri, ci saranno banchi con prodotti biologici per degustare cibi che vengono lavorati nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, ci sarà anche l’angolo del baratto che ci insegna che non è solo il denaro a far ricchezza. Ci saranno proiezioni di film, partite di basket, skaters che salteranno da un gradino all’altro e tanta gente pronta a divertirsi.

stimolare allo stesso tempo una genuina curiosità nelle nuove generazioni. Ci saranno ballerini, musicisti, dj che durante l’anno si “allenano” all’interno del centro giovani grazie ai laboratori gratuiti offerti dalle associazioni e che finalmente potranno avere una giusta vetrina per mostrare il frutto del loro lavoro, stimolando magari altri ragazzi che questo anno saranno spettatori a essere protagonisti nella prossima edizione.

Foto di Riciclamiche

energie a non disperdersi e a unirsi nella celebrazione e nella condivisione del bello, rinnovando nelle associazioni stesse e nel pubblico la fiducia in un’alternativa possibile. Ponte in Corso è un inizio di collaborazione tra diversi gruppi, che diventeranno sempre di più, per creare eventi e manifestazioni o progetti comuni lasciandosi indietro barriere e limiti personali o sociali, e impegnandosi per quello che è meglio per il gruppo e non solo per il singolo.

Ci saranno laboratori di attività manuali quali ceramica, lavorazione del legno, riciclo, proprio per dimostrare quanto questi mestieri tradizionali siano così Il Ponte è in Corso. importanti oggigiorno per acquisire capacità creative e aiutare a ritrovare l’autostima a chi purtroppo Giulio Lucchesi - Associazione Yow

5


terra LIBERA Dai terreni confiscati a Pietralunga alle attivitĂ  nelle scuole. I progetti dell'associazione di don Ciotti in Umbria Testo di Fabrizio Ricci Foto di Francesca Boccabella

6 - EDITORIALE


C'è un terreno a Pietralunga, piccolo comune del nord-est dell'Umbria, che apparteneva alla famiglia De Stefano, una delle 'ndrine più potenti di Reggio Calabria. Quasi cento ettari di terra, per lo più ricoperti da bosco, ma in parte anche coltivabili, tanto che presto ci cresceranno patate. E a piantarle saranno le ragazze e i ragazzi di Libera, che ormai da oltre un anno, in collaborazione con il Comune di Pietralunga, si prendono cura del bene (il primo in Umbria) confiscato alla 'ndrangheta e restituito alla collettività. Bisogna partire da qui, dall'impegno concreto sui terreni sottratti alle mafie, per raccontare Libera, associazione di nomi e numeri, che anche in Umbria rappresenta ormai una realtà radicata e diffusa, tanto da aver recentemente “battezzato” il suo decimo presidio, quello formato da ragazze e ragazzi dell'ateneo di Perugia e intitolato alla studentessa fiorentina, vittima di 'ndrangheta, Rossella Casini. Presidio che si aggiunge a quelli territoriali di Perugia (“Antonio Montinaro”), Terni (“Antonino Agostino e Ida Castelluccio”), Foligno (“Caterina Nencioni”), Alto Tevere (“Rocco Gatto”), Marsciano (“Peppino Impastato”), Spoleto (“Angela Fiume”), Gubbio (“Rita Atria”), Orvieto (“Angelo Vassallo”) e a quello tematico della scuola (“Giuseppe Rechichi”). Ogni presidio ha il nome di una vittima, perché coltivare la memoria è appunto uno dei compiti che Libera si è posta (e il 21 marzo, giornata della Memoria, l'associazione ricorda tutte le oltre novecento vittime innocenti delle mafie a oggi conosciute). L'altro compito è quello della “corresponsabilità” - termine tanto caro a don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell'associazione -, che vuol dire sentirsi responsabili della difesa e della promozione di legalità e giustizia sociale. Un concetto che sul territorio si traduce molto concretamente in un'attività intensa di sensibilizzazione, informazione e formazione, in modo particolare nelle scuole, dove Libera costruisce ogni anno progetti didattici che coinvolgono migliaia di studenti in tutta l'Umbria. Poi ci sono le tante campagne che l'associazione - che vale la pena ricordare è una rete formata da altre associazioni, oltre che da singoli cittadini - promuove. Tra le più recenti c'è “Riparte il futuro”, campagna rivolta alla politica e alle istituzioni per chiedere trasparenza e impegno nella lotta alla corruzione. Campagna che però, in Umbria, in occasione della recente tornata elettorale, ha riscosso scarso successo, tanto che solo sedici candidati sindaco in tutta la regione hanno aderito alle richieste dell'associazione. Poi c'è “Miseria Ladra”, campagna nazionale contro tutte le forme di povertà, che si lega a doppio filo con la battaglia condotta da Libera contro il gioco d'azzardo patologico (che non è ludopatia, perché non è il gioco a far male, ma l'azzardo appunto) e gli interessi enormi delle mafie a esso collegati. A Perugia, l'associazione ha costruito una mappa dei bar senza slot e ha cominciato a dar vita ai cosiddetti slot-mob, iniziative conviviali in quegli esercizi che hanno rinunciato a ospitare le terribili macchinette mangiasoldi. Ma gli attivisti di Libera si sentono soprattutto sentinelle sul territorio. Perché la presenza delle mafie o anche più semplicemente la “mafiosità” di certi comportamenti non è più da tempo un'esclusiva delle regioni meridionali. Quindi sensibilizzare, denunciare, creare anticorpi sociali e costruire competenze comuni sono elementi cardine dell'antimafia sociale di Libera.

7


dal piombo all'oro con alchemika

Foto di Attilio Brancaccio

Un incendio di colori ha invaso via della Viola e via Cartolari dal 9 all’11 maggio scorsi in occasione di Alchemika: piazzette e vicoli si sono trasformati nei luoghi deputati di uno spettacolo a cielo aperto ospitando artisti di ogni genere. Settantadue ore di energia condivisa con cittadini-spettatori e turisti inconsapevoli, che hanno potuto riempirsi gli occhi di immagini stranianti. Di fronte allo sguardo incuriosito dei passanti, l’impossibile diventava possibile, in un happening la cui dominante era l’immaginazione alogica: era possibile imbattersi in un signore in bombetta rossa che suonava una sega metallica come un basso, o assistere al tango che un tizio in bretelle stava ballando con una donna-scheletro sulle note di Quizás. Era possibile osservare un signore in impermeabile con un’enorme pancia di cartapesta, aperta a mostrarci viscere, ossa e un cappello con su scritto “Cassa”, o ancora un signore con occhiali da aviatore a cavallo di un cigno gigante. Era possibile incantarsi di fronte alle splendide acrobazie di una ballerina che oscillava nel vuoto, srotolandosi dalla stretta di un drappo rosso, o vedere la via tramutarsi in un foglio di pietra per accogliere ideogrammi di fuoco. Il termine “alchimia” deriva dall’arabo e la sua etimologia allude alla possibilità di fondere, nonché di creare oro dal piombo, la materia più eccelsa da quella più misera. E se non è Alchimia questa. Ivana Finocchiaro

8 - LA CITTà CHE CI APPARTIENE


Foto di Arianna Tei

Foto di Arianna Tei

Foto di Makeda Doyal

Foto di Arianna Tei


PERCHè NO? Le vostre proposte per migliorare la città Scriveteci a luoghicomuni@officinasmec.it

Foto di Henrik Doole

Da “Campaccio” a Community Garden Il Campaccio a Perugia lo conosciamo un po’ tutti, è lo spazio verde sotto via della Cupa. Un brutto nome dovuto all’uso nei tempi passati (ci si buttavano i rifiuti) e alle frequentazioni in tempi moderni, ma nonostante tutto rigoglioso di alberi e verde, pieno di lucciole d’estate e a pochi passi da Corso Vannucci. Cosa sono invece i community garden? Esistono da tempo all'estero e si sono diffusi a partire dai Paesi anglosassoni. Sono spazi verdi di ogni tipo, coltivati all’interno delle città; la loro finalità principale, oltre che produrre ortaggi, fiori e frutta a chilometri zero, è rappresentata dall'inclusione sociale perché a coltivarli sono gli stessi cittadini, organizzati in varie forme, dall’associazione culturale alla piccola cooperativa, dalle classi scolastiche alle organizzazioni di studenti. Io vado al parco della Cupa tre volte al giorno (mattina, pomeriggio e sera) con il cane, e ho il sogno di vederlo curato, utilizzato e ben frequentato. Così mi sono documentata su come, in altri posti del mondo, si riqualificano e si utilizzano gli spazi verdi, specialmente quelli in centro città. Le esperienze sono moltissime solo in Italia: dagli Orti Dipinti di Firenze (orti condivisi realizzati nei pressi di un’ex pista di atletica del Comune) al progetto Orti Urbani di Italia Nostra (al quale ha aderito anche il Comune di Perugia, col recupero dei 5mila mq dell’orto-frutteto dell’antico Convento di San Matteo degli Armeni). Allora, mi sono chiesta, ma non sarebbe bello che anche il Giardino della Cupa, unico grande spazio verde a pochi passi da Corso Vannucci, finalmente non più Campaccio, con l’aiuto delle istituzioni e la partecipazione dei cittadini, diventasse un bel posto curato dove socializzare, scambiarsi idee e magari mangiarsi una fragola appena colta, raccogliere dei fiori o contemplare la bellezza di una fila di cavoli cappuccio? Valentina Baldoni Fornari

10 - LA CITTà CHE CI APPARTIENE


S TRANI Dal 30 Maggio al 10 Luglio 2014 Venerdì 30 Maggio

ore 21.00

Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant'Antonio

Giovedì 5 Giugno

ore 18.30

Filosofi...amo in Piazza - Via dei Filosofi

Venerdì 6 Giugno

ore 21.00

Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant'Antonio

Venerdì 13 Giugno

ore 21.00

Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant'Antonio

Sabato 14 Giugno

ore 18.30

A Tutto Volume - Via dei Priori - Piazza Santo Stefano

Venerdì 27 Giugno

ore 21.00

Chiacchiere in cortile - Corso Cavour - Piazza Giordano Bruno

Sabato 28 Giugno

ore 21.00

Moda a Km0 - Porta Pesa - Piazza del Cedro

Giovedì 3 Luglio

ore 18.30

A tutto Volume - Via dei Priori - Piazza Santo Stefano

Sabato 5 Luglio

ore 21.00

Borgo d’Oro Art Fest - Corso Garibaldi

Domenica 6 Luglio

ore 10.30

Bio Pic Nic - Piazza Piccinino

Domenica 6 Luglio

ore 17.30

Una Noche de Tango - Via dei Priori - Piazza Santo Stefano

Martedì 8 Luglio

ore 18.30

A Tutto Volume - Via dei Priori - Piazza Santo Stefano

Mercoledì 9 Luglio

ore 18.30

A Tutto Volume - Via dei Priori - Piazza Santo Stefano

Giovedì 10 Luglio

ore 18.30

Filosofi...amo in Piazza - Via dei Filosofi

Network for friendly places

LUOGHI COMUNI

Social Multimedia e -Communication


Giovedì 5

Via Fiorenzuola. Inaugurazione degli allestimenti floreali realizzati nell'ambito di Floralia. Ass. Borgo Bello.

18.00

Strani Eventi. Filosofi... amo in Piazza. Incontri, presentazione di libri, gare di torte, vino e porchetta offerte dal comitato Filosofi... amo. Via dei Filosofi.

Festa nazionale dei mostri. In via della Viola. Mostri disegnati e mostri letterari, mostra il tuo mostro, caccia al tesoro, mostrine, i mostri volanti, secret concert. A cura dell'ass. Fiorivano le Viole.

14.30

18.00

Ponte in Corso. Mercato e Baratto. Parco In Festa - laboratorio collettivo di riciclo. Dalle 10 alle 12: Basket, thcoukball, palla tamburello, volley. ore 15. Incontro tra comitati di quartiere (conduce Luoghi Comuni) ore 15. Flashmob dancehall: ital girls ore 16. Laboratori creativi, street dance contest, rassegna band emergenti, rassegna dj set, proiezione cortometraggi. ore 20. Skaters time ore 21. Live music Mr. J feat La Jena, Tiny-s, 88 Folli, Senza Fissa Dimora. Fino alle 23.

18.00

9.00

Oro, Incenso & Birra. Percorso sulle Birre artigianali del mondo tra S. Ercolano e S. Pietro. Arte di strada, Musica e Convivialità. Fino alle 24. A cura del Distretto del Sale.

9.00

Domenica 1

Lunedì 2

Mercato del Bacio. Mostra Mercato dell’usato e del baratto. Piazza del Bacio, stazione di Fontivegge. Fino alle 19.30. Info: www.mercatodelbacio.it

21.00

Sabato 30

Strani Eventi. Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant'Antonio. Curiosità, aneddoti, piccole gelosie, colpi di genio dei grandi cantautori italiani, narrate dal maestro Mirco Bonucci e la sua chitarra.

il calendario degli eventi di giugno


Il Tempo delle Viole. Spettacolo teatrale itinerante per il recupero della memoria storica - repliche. A cura di Giampiero Frondini con ass. Harragas. Via della Viola 1. Info e prenotazioni: harragas.info@gmail.com - 3470760351

Via del Deposito. Inaugurazione delle installazioni realizzate per celebrare le opere di Gerardo Dottori, realizzate nell'ambito del progetto C.A.R.O. vicolo. Ass. Borgo Bello in collaborazione con Umbra Institute.

Giovedì 12 20.30

Venerdì 13 18.00

9.30

Danza Africana. Lezione a porte aperte con Patrick Ouadraego. Circolo socio culturale di Ponte D’oddi.

Da Borgo Bello a Borgo Bello. Visita guidata del residence Chianelli, del parco e della nuova palazzina del C.R.E.O. Ritrovo presso l'ingresso principale dell'ospedale "S. Maria della Misericordia” a Sant'Andrea delle Fratte.

9.00

Domenica 8

Martedì 10 20.00

Mercato del Bacio. Mostra Mercato dell’usato e del baratto. Piazza del bacio, stazione di Fontivegge. Fino alle 19.30. Info: www.mercatodelbacio.it

12.30

Seconda festa del Ben Essere. Pic-nic al Parco Santa Margherita. Movimento, divertimento, relazioni, emozioni, salute e Ben Essere. Parco Santa Margherita.

Incontri culturali. Il passato dell’industria in Umbria. Ci sarà un futuro? A cura dell'ass. Porta S. Susanna. Via Tornetta, 7. Info 3288656218

21.00

Incontri per il borgo. Confronto ed elaborazione dei progetti in corso: saranno presenti i partecipanti del Gruppo Auto-organizzato Manutenzione (GAM). Sala S. Caterina, via del Castellano (dietro la chiesa di S. Domenico). Ass. Borgo Bello

21.00

Strani Eventi. Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant'Antonio. Curiosità, aneddoti, piccole gelosie, colpi di genio dei grandi cantautori italiani, narrate dal maestro Mirco Bonucci e la sua chitarra.

La Capra Grassa. Circo itinerante. Parco Santa Margherita. Info facebook/LaCapraGrassa. Fino all’8 Giugno.

20.30

21.00

Capolavori. Concerti e letture dai diari dei grandi compositori della tradizione classica. A cura dell’ass. Ars et Labor. Via della Viola, 29.

18.30

Sabato 7

Venerdì 6

Robotologica. Laboratorio giudato di assemblaggio artistico. Primo di sei incontri. Braccia Rubate, via Cartolari 4. Info: bracciarubate.wordpress.com

18.30


il calendario degli eventi di giugno Venerdì 13 21:00

Strani Eventi. Il Ratto della Chitarra - Corso Bersaglieri - Oratorio di Sant’Antonio. Curiosità, aneddoti, piccole gelosie, colpi di genio dei grandi cantautori Italiani, narrate dal maestro Mirco Bonucci e la sua chitarra.

Sabato 14

Strani Eventi. A Tutto Volume. Tutti al mare con Melville. Una chiacchierata sui capolavori dello scrittore, da Moby-Dick (1850) a The Confidence - Man (1857) (Dario Rivarossa). Via dei Priori, piazza Santo Stefano.

18.30

Domenica 15 9.00

Mercato del Bacio. Mostra Mercato dell’usato e del baratto. Piazza del Bacio, stazione di Fontivegge. Info: www.mercatodelbacio.it

9.30

Il borgo in movimento. Una giornata per animare il borgo. Attività ludiche e sportive: Tchoukball, Golf in città e altre iniziative per il recupero degli spazi urbani. Ass. Borgo Bello.

Venerdì 20 21.00

Incontri culturali. Donna e littorio. Il fascismo e la condizione femminile. A cura dell’ass. Porta S. Susanna Via Tornetta, 7. Info: 3288656218.

Sabato 21

L'estate di San Giovanni. Solstizio d’estate. San Giovanni tra riti e miti. Falò di San Giovanni. Streghe, Musica, Vino e Porchetta. Corso Bersaglieri. A cura dell’ass. Rivivi borgo Sant’Antonio.

18.00

Domenica 22 9.00

Mercato del Bacio. Mostra Mercato dell’usato e del baratto. Piazza del Bacio, stazione di Fontivegge. Info: www.mercatodelbacio.it

10.00

Infiorata del Borgo. In collaborazione con l’ass. Le infiorate di Spello. Ass. Borgo Bello, Piazza Giordano Bruno.

18.00

L'estate di San Giovanni. San Giovanni tra riti e miti. Falò di San Giovanni. Streghe, musica, magia, vino e porchetta. Corso Bersaglieri. A cura dell’ass. Rivivi borgo Sant’Antonio.

Venerdì 27 18.00

Mezzanotte Arcobaleno. Evento di strada e convivialità tra S. Ercolano e S. Pietro. Contro tutte le forme di discriminazione. Arte di strada, Musica, Socialità, Shopping. Corso Cavour e Borgo XX Giugno. Alle ore 21. Strani eventi: Chiacchiere in cortile - Corso Cavour Piazza Giordano Bruno.

Sabato 28

Moda a Km0. Porta Pesa - Piazza del Cedro

21.00

Domenica 29 9.00

Mercato del Bacio. Mostra Mercato dell’usato e del baratto. Piazza del Bacio, stazione di Fontivegge. Info: www.mercatodelbacio.it

Lunedì 30

Flauto solidale. Progetto degli Amici del Malawi di Perugia per sostenere la costruzione di un dormitorio femminile. Incontri didattici, workshop e seminari. Conservatorio F. Morlacchi, piazza Mariotti, 2.

18.00


la cultura del CORAGGIO

L'associazione Il coraggio della paura racconta le proprie esperienze per portare nella società una cultura più consapevole, che permetta di prevenire i casi di violenza e di aiutare chi la subisce Foto di Giancarlo Pastonchi

«Non riusciamo a concepire la violenza.

l'associazione vuole sensibilizzare e informare, e dove possibile - dare un supporto. La violenza è un E l'insegnamento che abbiamo dedotto dalla no- problema culturale. stra attività è che il modo migliore per uscire dalla gabbia della violenza è parlarne. È ciò che diciamo La nostra volontà è partire dalla cultura del futuro, a tutti: parlarne, con un amico, con un vicino, con e quindi dai ragazzi, toccando in primo luogo argouna sorella. Non è facile. Spesso parlare di questi menti che sono vicini a loro. Siamo riusciti a coinproblemi è una vergogna, per paura del giudizio, volgerli in un convegno su bullismo e cyber-bullianche delle persone care. Però la strada è quella. smo, ad esempio, per cominciare ad approcciarsi ai problemi che potrebbero vivere anche nella rePer adempiere il nostro impegno principale, quel- altà virtuale, tramite i social network, a partire da lo contro la violenza sulle donne, puntiamo sull'in- Facebook e WhatsApp. formazione e sui convegni. Sappiamo che non si tratta di un argomento semplice, noi insistiamo a Quando la violenza diventa cultura è difficile capire volerne discutere il più possibile coi giovani, cer- che invece è sbagliata. Il coraggio della paura è procando di modificare la loro visuale. prio questo, ci vuole coraggio per reagire, ma se trovi chi ti dà una mano il coraggio diventa più grande. Partecipiamo a incontri con le scuole, ma orga- Per tenersi informati sulle attività dell'associazione nizziamo anche partite di burraco. Siamo circa si può seguire la pagina Facebook, oppure scrivere cinquanta, i sogni sono tanti, su tutti quello di all'indirizzo email: ilcoraggiodellapaura@libero.it». una casa per le donne vittima di violenza. Intanto Agostino Cefalo

15


l'obiettivo sociale Giancarlo Pastonchi, fotografo professionista e direttore artistico di Open Space for Arts in via dei Priori, racconta le collaborazioni e le attivitĂ  legate al suo lavoro Foto di Giancarlo Pastonchi

16 - LA CITTĂ  CHE CI APPARTIENE


«È un anno e mezzo che sono qui in via dei Priori. Da quando ho preso questo locale, era l’ottobre 2012, ho ospitato esposizioni di artisti e ho organizzato diversi eventi. Due nello specifico in collaborazione con il circolo Noi Insieme di Magione, il centro di salute mentale della Ausl: sono stati esposti i quadri e gli oggetti realizzati dai ragazzi. Ho collaborato con loro tenendo anche un corso di fotografia e si è stretto un bel rapporto, così appena c'è l'occasione i ragazzi ritornano qui per partecipare agli eventi che organizzo. Li ho incontrati ultimamente proprio in occasione del carnevale, coinvolgendoli in un percorso laboratoriale di costruzione delle maschere in parallelo a quello svoltosi nella via e rincontrandoci per la sfilata del 23 febbraio.

Sul processo di educazione all’immagine fotografica, sto portando avanti un progetto con i bambini della Montessori, dieci incontri per due classi di bambini nei quali in collaborazione con le maestre stiamo lavorando per capire come si fotografa e soprattutto insegnando loro a guardare in maniera diversa, più profondamente e con più attenzione. Questo aspetto, la capacità di guardare da diverse prospettive, è stato un argomento importante per un’altra iniziativa sociale, anche questa, come i laboratori per il carnevale, gratuita.

Insieme con l'associazione Il coraggio della paura, che si occupa della violenza sulle donne, abbiamo organizzato un casting per tre loro campagne pubblicitarie. Sono state in molte a partecipare e già Per lavoro mi occupo di ritratti e tendenzialmente questo è un ottimo risultato di cambio di prospetdi momenti belli, che sia una cerimonia o persone tiva riguardo ad alcune cose, visto che è sempre che desiderano essere fotografate da sole o con i difficile dare la propria disponibilità per un servipropri cari. Nel mio percorso fotografico la presen- zio che parli di violenza. za umana è sempre stata fondamentale e trovo sempre più interessante l'aspetto documentale In questo momento sto lavorando a un progetto che della socialità delle persone. vuole offrire una mappa umano-geografica di chi ogni giorno vive e lavora qui: (R)esistenza lavorativa. Parallelamente alla mia attività di fotografo, mi Una carrellata di volti e storie dall’inizio alla fine di dedico da qualche anno all'insegnamento della via dei Priori. Il mio andare lungo la strada si è trasforfotografia e dell'educazione all'immagine. Questa mato pian piano in un percorso verso l’umano; queesperienza soprattutto in alcuni contesti è stata sti visi, prima sinonimo soltanto di un’attività, divenper me una conferma di quanto possa esser im- tavano man mano espressione di una vita. I racconti portante la fotografia per le persone, di quante delle persone che da cinquant’anni lavorano nella loro potenzialità sia rivelatrice. Dopo appena dieci via, le speranze di chi ha appena aperto, mi rendevaminuti dall’inizio dei corsi di fotografia o di educa- no più chiaro a ogni scatto il quadro generale che ne zione all’immagine qualcosa cambia visibilmente: sarebbe scaturito. le stimolazioni date dagli argomenti e dalla curiosità funzionano molto bene, e ravvivano gli animi Un quadro complesso ma nitido, fatto di mille eledi chi vi partecipa.  menti: un ritratto a colori di fronte alla porta aperta del proprio negozio o del proprio laboratorio e un Mi interessa molto creare socialità, che la gente primo piano in bianco e nero dietro la propria veparli, discuta sul perché questa cosa piace o non trina, l’essere umano che lavora in uno spazio fisico piace, come può essere migliorata… mi interessa conosciuto e l’anima che traspare dagli occhi che si l’educazione all’immagine. Questi laboratori hanno guardano intorno». l’obiettivo di far vedere dei lavori “fatti bene”, anche perché la cultura dell’immagine è molto calata.  Agostino Cefalo

17


i mondi animati del coniglio La grande distribuzione cinematografica ci ha abituati, ormai da molto tempo, a un certo tipo di animazione: Walt Disney, Pixar, principesse che salvano mondi incantati, eroi con poteri incredibili e con la giusta dose di comico, così vincenti economicamente e tecnicamente da impedirci la visione di tutto quello che c'è oltre. Aprire una fessura su tutto il resto del mondo animato è di sicuro il primo scopo che il RabbitFest – Festival Internazionale di Cinema di Animazione si pone da ormai cinque anni. Portare sul grande schermo le novità di giovani autori pieni di talento, scoprire la quantità di tecniche utilizzate, dall'acquarello al 3D, sorprendersi per la ricchezza dei temi, delle idee, delle storie che possono essere raccontate attraverso l'animazione, un universo che tramite la creatività ci mostra la vita in tutte le sue sfumature. Da cinque anni, ai Giardini del Frontone di Perugia, il RabbitFest porta il meglio dell'animazione internazionale, raramente distribuita in Italia: dai cortometraggi, piccoli capolavori selezionati e premiati in tutto il mondo come Feral, in programma agli Oscar 2014, fino ai lungometraggi, come il film spagnolo Arrugas proiettato al RabbitFest nel 2012 e diventato un successo cinematografico nel 2013. Quest'anno il coniglio arriva al suo quinto compleanno, un'edizione importante per l'associazione culturale Skunk, un gruppo di persone che dalla sua nascita porta avanti la passione per il cinema e la voglia di promuoverlo in tutte le sue sfaccettature, e che proprio dall'unione di caratteri e competenze diverse ha creato il RabbitFest, crescendo poi insieme ad esso. Le difficoltà durante l'organizzazione del festival, la ricerca dei finanziamenti, la costruzione di un programma che possa portare novità e arricchimento per il pubblico, sono state affrontate, fin

18 - LA CITTà CHE CI APPARTIENE

dalla prima edizione, con l'entusiasmo e la voglia di creare qualcosa che non sia solo la semplice visione cinematografica ma anche la possibilità di scoprire orizzonti nuovi, di costruire una rete di legami e opportunità con altri festival e associazioni in tutta Europa. E la risposta del pubblico, fin dall'inizio, è stata la prima e più importante spinta, perché si è dimostrata da subito forte, non solo per il numero (oltre 600 persone a serata) ma per l'interesse e la voglia di saperne di più. L'obiettivo è quello di lavorare in maniera continuativa creando eventi e occasioni di scambio, in campo cinematografico e non solo, per stimolare la creatività e la sua promozione. Proprio per questo l'associazione Skunk ha creato, con la quinta edizione, una piattaforma di crowdfunding, un modo per far conoscere al resto del mondo il progetto del RabbitFest e per dare a chi segue il festival, agli amici e agli operatori del settore l’opportunità di sostenere il festival con diverse modalità. Per festeggiare gli anni del Coniglio l'associazione ha voluto arricchire la manifestazione in diversi modi: più giorni di proiezione e una giornata dedicata ai bambini, il RabbitKids (mercoledì 11 giugno), con attività e cortometraggi per il mondo dei più piccoli. Inoltre la seconda edizione del concorso internazionale per corti d’animazione avrà due premi, uno assegnato dalla direzione artistica del festival e uno da una giuria tecnica internazionale. Il 16 giugno il RabbitOff, sezione dedicata alle avanguardie digitali e ai video sperimentali, concluderà il RabbitFest con la presentazione del gemellaggio con il Golden Kuker, festival di animazione bulgaro, in occasione della quale verranno presentate due selezioni sul meglio dell’animazione bulgara e italiana. www.rabbitfest.org Francesca Chiappalone


19


una babele dietro l'angolo blbal. Foto:

L’International Tandem all’Alphaville Café

Un rendez-vous fisso, quello del martedì sera all’Alphaville Café, situato nello spazio di un’ex libreria di via Pinturicchio. In questo luogo raccolto e intimo, tra poltrone e divani scompagnati e tavoli di ogni dimensione, durante la serata dell’International Tandem si accolgono cittadini di ogni continente. Lo scopo? Socializzare, chiacchierare con amici e sconosciuti, fra lavoratori e studenti, senza vincoli linguistici e culturali. Un confronto aperto e privo di timidezze. Come racconta Marco Rossetti, il gestore del caffè, la strada dell’Alphaville da qualche anno è diventata una zona spopolata e “deserta”, ma da quando si è aperto il locale si è rianimata, trasformandosi nel ricettacolo di una realtà perugina pulsante e multietnica. «Per chi vive a Perugia – spiega Marco – l’International Tandem è un modo per approcciare delle persone che è difficile conoscere in un contesto sociale “vivo”. Tutti quegli studenti stranieri che si vedono passare per strada, senza quest’iniziativa per un residente rimarrebbero una presenza anonima». Chi si occupa dell’organizzazione della serata è Alessandro Picottini, il quale già da sette anni è impegnato nella promozione di attività che hanno come obiettivo lo scambio fra stranieri e italiani. Da ottobre, ha rielaborato questa proposta in una versione mondana, usando l’Alphaville come location.

20 - LA CITTà CHE CI APPARTIENE


Alessandro racconta: «Durante il primo di questi incontri, a ottobre, decisi di dividere i tavoli per lingua e di realizzare un “tandem standard” (francese-italiano, spagnolo-italiano e così via). Fu da subito una cosa impossibile: l’evento ebbe molto successo e c’era troppa gente per attuare una disposizione del genere». Fu allora che ad Alessandro venne in mente l’idea di stampare delle bandierine stick, da donare ai partecipanti: «Volevo regolarizzare questa cosa, di modo che le persone sapessero subito quale lingua parlasse il loro potenziale interlocutore. Inizialmente ho stampato le bandierine degli idiomi principali, ma presto cominciarono ad arrivare le richieste dei ragazzi che volevano distribuissimo la bandiera del loro Paese». E come reagiscono i perugini a quest’evento? Anche il donca si mescola alla erre moscia dei francesi e alle note taglienti degli orientali? «I primi mesi – dice Alessandro - i perugini non venivano quasi per

nulla. Da febbraio, invece, anche la loro è diventata una presenza importante. Perugia è una realtà anomala, e l’Alphaville vorrebbe aiutare a riportare la vita dentro le mura della città». All’Alphaville Café ogni martedì si stampano le bandierine di più di sessanta Paesi del mondo. Lo sticker non è soltanto un simbolo identificativo, ma è anche un gioco: chi viene all’International Tandem e attacca bottone con uno sconosciuto molto spesso usa la “scusa della bandierina”, cercando di far indovinare all’altro di quale Paese sia. La musica è bassa per favorire le conversazioni, fatte di una miscela di suoni e accenti differenti. Attraverso il dialogo, le diversità si avvicinano e allo stesso tempo si accentuano, nel gesto orgoglioso di appuntarsi sul petto, sulla fronte, sulle mani la bandiera del proprio Paese e, allo stesso tempo, nel desiderio di scoprire una porzione di mondo posta a centinaia di migliaia di chilometri dalla propria. Ivana Finocchiaro

Le bandierine sticker dell'International Tandem.


UN PORTIERE PER RIVIVERE PORTA PESA Recandomi presso una pizzeria di Porta Pesa, all'improvviso, appare davanti a me un pitbull dal pelo scuro. Rallento fino a fermarmi, mi rendo conto che l'animale ha uno sguardo tranquillo. Mi fermo tre secondi a salutarlo prima di entrare. Mi siedo nell'intento di mangiare, il pizzaiolo mi chiede se posso lasciare il cane fuori, gli rispondo che l'animale non è mio. Senza esito nella ricerca del padrone, il pizzaiolo fa un cenno in strada a qualcuno un po' lontano. Trenta secondi ed entra Constantin. Capellino blu scuro, maglietta rossa, pantaloni grigi e volto curioso. Constantin asseconda la richiesta del pizzaiolo, prende il cane e lo porta via. Seduto al tavolo, finendo di mangiare un trancio di pizza, sento una voce dietro di me: «Eccolo, il portiere di Porta Pesa». Esco dalla pizzeria, cammino verso la fermata dell'autobus, proseguo fino all'angolo dell'edificio dove hanno appeso un cartello della Stamperia del Borgo, lì si apre una piccola e gradevole isola urbana. Una piccola piazzetta recintata di fiori, pulita e ordinata. Appeso al muro, c'è un grande cartellone con su scritto “Il portiere di Porta Pesa”. Sotto, seduto su una sedia, proteggendosi dal sole con il cappellino blu, mi sorride Constantin. Constantin è il Portiere di quartiere, colui che custodisce il bagno pubblico aperto due mesi fa nell'ambito del progetto europeo Sme-city che vede la

22 - EDITORIALE

collaborazione tra il Comune di Perugia, l'associazione Rivivi Borgo Sant'Antonio e la cooperativa Borgorete nella zona di Porta Pesa. Attraverso Sme-city, un progetto di respiro urbano, i tre soggetti hanno cercato di dare una risposta concreta a una piazza che altrimenti sarebbe rimasta una delle zone degradate della città. Sme-city ha mosso i suoi primi passi cercando di capire le criticità dell’area e raccogliendo la percezione negativa dei residenti rispetto all'uso che ne veniva fatto. Era un luogo asettico, dimenticato, privo di senso, da cui il più delle volte si poteva sentire lo sgradevole odore proveniente dal sottopasso usato come gabinetto all’aria aperta. In risposta a questo problema sono stati riaperti i bagni pubblici della piazzetta, chiusi ormai da anni; i residenti sono stati coinvolti, tramite l'associazione, per individuare una persona che diventasse il Portiere di Porta Pesa e per elaborare un mansionario che garantisse la cura della piazza. Constantin continua a sorridermi, lo saluto, mi giro e continuo a camminare verso la scuola. Sento la sua voce dietro di me, alzandosi dalla sedia mi chiede di usare il sottopasso per attraversare la strada. Entro nel sottopasso e - che grande sorpresa! – trovo la Galleria d'Arte dei Piccoli. David Montiel


Foto di Arianna Tei

la Galleria d'arte dei piccoli «Ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino»

Chissà cosa avrebbe pensato Pablo Picasso se avesse visto i bambini dipingere a Porta Pesa. Creare insieme quadri a più mani ammorbidendo gli spazi limitrofi, con le idee che si accavallano veloci, lavorare, armati di colori, su un tema comune: gli animali. L'arte è una chiave, un passe-partout, e come tale questa volta ci apre le porte di un sottopassaggio, quello che silenziosamente attraversa via Brunamonti da una parte all'altra. Uno spazio dimenticato che oggi è diventato la Galleria d'Arte dei Piccoli. Un accesso che collega i bagni pubblici e la scuola elementare, una via sotterranea che ci invita ad abbandonare la fretta, che ci consente di attraversare, contemplando, un altro tipo di traffico… quello delle opere d'arte che i bambini del Piedibus hanno realizzato nella giornata della solidarietà organizzata dall'associazione Rivivi Borgo Sant'Antonio il 18 Maggio scorso. Potremo contemplare le opere per poco tempo perché ogni sei mesi circa si rinnoveranno con l'idea di coinvolgere nel progetto altri bambini. Un progetto che non prevede concorsi perché l'arte non è competizione, perché vogliamo pensare che sia una scusa per sporcarci le mani - e anche i vestiti -, per esprimerci e per stare insieme. Se alziamo lo sguardo è facile ritrovare l'identità di un quartiere, quello di Sant'Antonio, il santo patrono degli animali che nel nostro murale prende le sembianze di un mago che tira fuori dal cappello tutti tipi di animali usciti dall'immaginazione dei nostri grandi piccoli. Magari se restiamo ancora un po' possiamo rivedere Costantin che scende le scale per fare i lavori di pulizia quotidiani. Lo vedremo sorridere con un po' di timidezza e lo sentiremo raccontare quanti bimbi sono passati per dare un significato a questo spazio. Un bagno, una piazza con un’aiuola collegati con un sottopasso, lontano dal traffico, pieno di colori, immaginazione e gioia, un luogo di aggregazione aperto a tutti. Quanto è bella Porta Pesa! Costanza Mencaroni

LUOGHI COMUNI - il magazine che racconta la Perugia vista dal basso Anno I - Giugno 2014 - n° 2 - Registrazione Tribunale di Perugia n° 844/2014 Editore: Borgorete Soc. Coop. Soc; Direttore Responsabile: G. Dozzini; Redazione e Contributi: D. Montiel, A. Cefalo, I. Finocchiaro, C. Mencaroni, G. Lucchesi, F. Ricci, F. Chiappalone, V. Baldoni Fornari; Foto: D. Montiel, A. Tei, A. Cefalo, A. Brancaccio, G. Pastonchi, F. Boccabella, M. Doyal, H. Doole, S. Halliday, G. Lucchesi, I. Finocchiaro, Le Riciclamiche; Progetto Grafico e Impaginazione: SMeCSocial Multimedia e-Communication; Comunicazione Eventi: SMeC - Social Multimedia e-Communication Sede Redazione: Urban Center - Scale di Sant'Ercolano 5, Perugia. Orari: Lunedì 18 - 20 | Venerdì 14.30 - 18 - luoghicomuni@officinasmec.it SMeC - Social Multimedia e-Communication via F.lli Cairoli 24 - 06125 - Perugia Progetto Share My European City www.officinasmec.it - www.sharemycity.org 075 5145126 | 075 514511

With the financial support of the Prevention of and Fight against Crime Programme European Commission Directorate-General Home Affairs

23


Gli artigiani del centro storico di Perugia vi invitano a visitare il nuovo sito www.articity.it

Prenota una visita guidata ai laboratori scrivendo a info@articity.it

Visitando il sito o entrando nei laboratori dislocati nel centro storico di Perugia che aderiscono all’associazione Articity, si ha la percezione immediata che Articity è un brand che certifica l'alta qualità di ogni singolo prodotto e un simbolo di identità sviluppato dagli stessi artigiani che promuovono la nuova cultura dell’artigianalità. Articity si propone di diffondere la sapienza e l’arte del fare realizzando progetti innovativi. When visiting our website and our workshops one immediately gets the impression that Articity is a brand for high quality products. A strong identity symbol developed by a group of artisans kenn on promoting the new culture of artisanship. Through innovative project, Articity aims at promoting and disseminating the literacy on the "Art of Making".


Luoghi Comuni - N.2 - Giugno 2014