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ROCCI’S GREATEST HITS Le definizioni più strane e divertenti del celebre dizionario di greco

A cura di Enrico Maria Beccari

Società Editrice Dante Alighieri


Copyright © 2011 Società Editrice Dante Alighieri, Roma Copyright © 2007 Ass. Cult. Edizioni Melquiades, Milano I diritti di traduzione, di riproduzione e di adattamento totale o parziale, di memorizzazione elettronica, con qualsiasi mezzo, compresi le copie fotostatiche e i microfilm, sono riservati per tutti i paesi. Eventuali richieste di riproduzione parziale, mediante fotocopiatura, per uso didattico entro il limite del 13% di ogni volume o fascicolo (legge n. 248 del 18-8-2000) vanno inoltrate all’Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle Opere dell’ingegno (AIDRO), Via delle Erbe, 2 - 20121 Milano, Tel./Fax 02/809506

ISBN 978-88-534-3704-4 Seconda edizione Stampa: Tipografia Gamma srl - Città di Castello - Perugia Società Editrice Dante Alighieri s.r.l. - unipersonale Via Monte Santo, 10/A - 00195 Roma e-mail: info@societaeditricedantealighieri.it www.societaeditricedantealighieri.it


Introduzione È una gelida e piovosa mattina di novembre: schiere di studenti insonnoliti marciano lentamente verso un casermone, grigio come il cielo; in una mano l’ombrello, sulle spalle lo zaino pesante di libri. Ma nell’altra mano essi portano a fatica un enorme volume dalla strana copertina blu scuro. L’ombrello è leggermente spostato a coprirlo perché loro possono anche bagnarsi, ma il Rocci no. È giorno di versione. Se fermaste uno qualunque di quegli infelici ragazzi e diceste loro che quel mattone odiatissimo e pesantissimo (in effetti neanche due chili e mezzo) è uno dei libri più divertenti e interessanti che probabilmente stringeranno mai, beh… probabilmente sarebbero perfino troppo depressi per ridervi in faccia (o mandarvi a quel paese). Negli innumerevoli decenni passati dalla sua prima stesura moltitudini incalcolabili di giovani, indomiti frequentatori del liceo classico, si sono logorati i polsi e le pupille sull’apocalittico Rocci. Difficilmente però qualcuno di loro, perso e quasi intimidito fra aoristi e accusativi, si sarà imbattuto 3


durante una comune versione di greco in uno di quei numerosi guizzi di genio (o di follia?) che ogni tanto fanno capolino da un altrimenti “tragico” oceano di lemmi. Eppure il Rocci coniuga felicemente la latente follia degli antichi Greci, ben nota, io credo, a chiunque li abbia studiati, con idiosincrasie sue proprie dell’autore, quasi che la suddetta follia sia “migrata” a mo’ di maledizione tolkieniana dalle sudate carte alla testa dell’infaticabile redattore, talché è difficile, fra tante “stranezze”, discernere il contributo originale dell’ineffabile Toscano, né si sa più bene chi si debba maggiormente ringraziare. Buon ultimo l’autore del presente volumetto, il quale, se qualche dubbio ancora vi fosse sul fatto che il Rocci rappresenta uno dei maggiori testi umoristici del Ventennio, si pregia di aver fornito ampia prova di ciò nelle pagine che seguono.

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Note (inutili?) sulla pronuncia Lettera a b g

Nome alfa beta gamma

d e z h q

delta epsilon zeta eta theta

i k l m n c o p r s,j t u

iota kappa lambda mi ni csi omicron pi rho sigma tau upsilon

Pronuncia a b gh (n se prima di g,k,x) d e z e th (come nel the inglese) i k l m n x o p r s t iu (u nei dittonghi) 5


f x

fi chi

y w

psi omega

f ch (come in Xavier) ps o

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Rem tene Verba sequentur (1) A occhio e croce, circa un terzo di tutti i vocaboli presenti nel Rocci è costituito da verbi. È questa sovrabbondanza di predicati una delle peculiarità più notevoli della lingua greca, ma certamente ancor più notevole il significato di parecchi di loro…

a)guioplaste/w = formo nidi compartiti come le vie,

dicesi delle rondini 'Aqhnia/w = desidero d’essere in Atene ai)gotrixe/w = ho peli di capra a)krobuste/w = sono incirconciso a)mfalala/zw = attornio di grida di gioia a)mfianakti/zw = canto inni ditirambici, o il carme ortio

di Terpandro

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a)naqua/w = sono di nuovo in calore a)natoixe/w = sono balzato da una parte all’altra del

vascello, oscillo a)neua/zw = grido evoè a)nqulakte/w = rispondo abbaiando a)nortali/zw = batto le ali e grido in segno di vittoria a)nofrua/zomai = inarco le sopracciglia a)ntapopai/zw = riperdo il guadagnato al giuoco a)ntapope/rdw = rispondo con un’emissione di vento

[educato!] a)ntefodia/zomai = sono somministrato invece di provvi-

sioni per il viaggio, tras. accompagno an) tikatolisqain/ w = sdrucciolo giù corrispondentemente [com’è musicale, il greco…] a)ntimuka/omai = rispondo con muggiti an) tipoimain/ w = sono pastore in rivalità con un altro [eia!] 8


a)ntisumposia/zw = fo o scrivo un convito emulando

Platone a)ntixasma/omai = sbadiglio per influenza d’un altro che

sbadiglia a)pasbolo/omai = mi riduco in fuliggine [Pinocchio!] a)pauqhmeri/zw = vado e torno nello stesso giorno a)podakru/w = verso lagrime pel collirio a)pokaqi/zw = mi seggo dove capita a)pokoite/w = abbandono il posto per andare a dormire a)pokottabi/zw = getto il resto di vino dal bicchiere per

terra o in un vaso, in modo da produrre un suono, come nel giuoco del cottabo - per vomito [e di’ vomito!!] a)popappo/omai = divento lanuginoso, formo il pappo a)popate/w = vado in disparte per bisogno corporale a)poskoutlo/w = distruggo il pavimento di

[voglio dire, qual è il possibile utilizzo di un verbo del genere?] 9


a)poskuti/zw = scotenno come gli Sciti a)postafido/omai = divento uva passa a)postleggi/zw = mi forbisco col raschiatoio, mi asciugo

il sudore e mi tolgo la polvere [un bel bidet, già che ci siamo?] a)posuokefale/w = muto in un animale a testa di porco a)poflegmati/zw = purgo dal catarro a)rkteu/w = mi consacro a Artemide Brauronia a)rrhfore/w = porto in processione gli arredi sacri ad

Atene Polias a)selgomane/w = sono sfacciatamente pazzo [l’importante è rendersene conto…] a)steri/zw = muto in costellazione a)sfalti/zw = sono simile al bitume

[detto delle merendine Carter & Carter] a)yinqia/zw = sono amaro come l’assenzio

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O tempora, o mores! Quale popolo affascinante erano i Greci! Persino dalle anonime e affollatissime pagine di un dizionario, la loro storia e i loro costumi risuonano fino ai giorni nostri pregni di preziosi insegnamenti e rivelazioni.

a)krati/zomai = bevo vino puro, qu. fo colezione, asciolvere essendovi uso di bere vino puro nella mattina [questo spiega molte cose‌] a)pomagdali/a = mollica di pane, per nettarsi le dita a tavola e che poi gettavasi ai cani a)skw/lia = Ascolie, feste popol. in onore di Bacco,

che consistevano nel saltare sopra un otre unto, e pieno di vino; lo vinceva chi riusciva a tenervisi in piedi [ma lo dava poi in dono al proprio psicanalista] a)sfa/ltion = asfaltio, sor. di trifoglio, di odore bitu-

minoso [cara, gradisci questo mazzo che ho colto per te‌ Cara?] 11


a)/fedroj = periodo mestruo, in cui l’ebree vivevano

segregate [carini!] blefaro/custon = strumento per nettare le palpebre gunaikono/moj = gineconomo, magistrato in Atene e al.e città gr., ispettore o sorvegliante dei costumi, dell’abbigliamento, ecc. delle donne [dagli antichi Greci abbiamo solo da imparare…] guyikh/ = tassa o imposta per gl’imbianchini e stuccatori

[argomento anche di uno struggente capitolo iniziale del Mein Kampf…] daimoniouªxoj ai)ti/a = accusa d’essere in potere di un

cattivo demone e)gkalupth/ria = doni a fanciulla brutta perché rimanga

velata [mischina] ec ) omhr/ eusij = l’assicurarsi la fedeltà per mezzo di ostaggi e)peunaktai/ = surrogati nel talamo, Iloti sostituiti ai mariti morti nelle guerre messeniche, e poi fatti liberi [una specie di green hole…]

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krokodile/a = escremento del coccodrillo terrestre, usato

come collirio [e ci credo che uno poi versa lagrime!] platagw/nion = petalo di papavero, e sim. che si faceva scoppiare per trarne indizio di corrispondenza in amore [??? immagino frotte di adolescenti brufolosi appostati in prossimità dei fiorai muniti di petardi e tricchettracche…] r¸afanido/w = punisco con la pena del rafano, nel didie-

tro, per gli adulteri in Atene [notate come i Greci, civiltà mirabilmente avanzata, punissero non solo le adultere ma anche gli adulteri; sembra peraltro che proprio a loro si debba l’invenzione di un antesignano della bagna cauda…] ywmoko/lafoj = che si lascia schiaffeggiare per un pezzo

di pane, parassito

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Yaba Daba Doo! Anche 3000 anni prima di Cristo i Greci possedevano ogni sorta di comfort moderno: un po’ come gli Antenati…

a)nastomwth/rioj = aperitivo a)naxalastiko/j = lassativo a)pore/gxw = russo bra/sma = pellicola attorno un grano di pepe [la prossima volta che andrete da Chez Socratés questo vocabolo potrà tornarvi molto utile…] brogxwth/r = scollatura d’un abito e)pilu/zw = ho il singhiozzo zuqopwleiªon = birreria karuokata/kthj = schiaccianoci

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ke/gxroj = orzaiuolo matamisqo/w = subaffitto [ma equo canone o 4 + 4?] nuktiph/dhkej = pantofole o)donto/trimma = dentifricio plhªktron = plettro polfo/j = spaghetti [non li avevamo inventati noi?] r(odakine/a = pescanoce suªfar = pellicola sul latte [ed ecco spiegata l’etimo-

logia di "uffaaa!"] trixola/bion = pinzette depilatorie u(poglwssi/j = pasticche contro la tosse

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In greco c’è una parola per ogni cosa (1) Mi piace pensare ai Greci come a degli elfi di tolkieniana memoria che, “primi” tra tutti i popoli occidentali, “diedero il nome a tutte le cose”. Sembra però che a volte si siano fatti prendere un po’ la mano… E non è forse un caso se i tedeschi, altri grandi affastellatori di vocaboli, sono tra i maggiori grecisti (come dimenticare Osthoff e Grassmann?).

a)kro/buzoj = che occupa la cittadella di Bisanzio a)lecai/qrioj = che difende dal fresco dell’aria a)mbo/limoj = sollevantesi in marosi a)nafalanti/aj = (che comincia a divenir) calvo nella parte anteriore della testa a)necikw/mh = donna che sostiene lo scherno del villaggio a)nhla/katoj = inabile a maneggiare la conocchia

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'Apaqhnaiªoi = Ateniesi degenerati a)peirwdi/n = inesperta dei dolori del parto a)pokra/dioj = colto recentemente da una ficaia a)rge/lofoi = estremità che restano attaccate alla pelle

d’un animale scorticato [cfr. Montanari - “rimasugli”…] a)rxaiomelisidwnofrunixh/satoj = gradito come un

vecchio canto delle Sidonie di Frinico, «canzonettedolcisidoniofrinicopiacenti» as ) of / istoj = non esposto ad essere abbindolato con sofismi a)wro/leioj = che si depila la barba per parere più giova-

ne [vanitas vanitatis… a parte il cibo, tutto è epifenomeno…] blisthri/j = che toglie il miele dagli alveari [appunto] boisti/ = in linguaggio bovino bou/mukoi = boato sotterraneo simile a muggito di bue

[“E’ roba in partenza” “No, è roba in arrivo!”] 18


bruswnoqrasumaxeiolhyike/rmatoj = che prende

la monetina come Brisone e Trasimaco gonukausagru/pna = che non fa dormire per l’infiam-

mazione alle ginocchia daimonobla/beia = cecità mentale mandata dal cielo dusgefu/rwtoj = difficile a costruirvi un ponte

[termine molto specialistico usato solo da ingegneri e dentisti] e)ggastrima/xaira = che fa carneficina col ventre e)pallo/kauloj = vivente sul fusto d’un altro albero e)piblh/dhn = strettamente uno sull’altro

[ecco dove prendeva i titoli Lucio Fulci!] e)pi/boion qu=ma = sacrifizio d’una pecora, (a Pandroso) dopo quello d’un bue (a Atena) e)pigeio/kauloj = le cui foglie toccano la terra e)pidermi/j = epidermide, pelle b) membrana dei piedi degli

uccelli acquatici 19


e)pikala/meia = campi dove il grano è nello stelo e)pimerh/j = che contiene un intiero più una frazione con

numeratore superiore all’unità e)pitra/goi = tralci della vite lussureggianti e infruttiferi e)pitroxasmo/j = congerie di parole brevi e concitate e)rugo/bioj = che vive vomitando eu)que/nteroj = con gl’intestini dritti zw/pissa = catrame tolto alle vecchie navi h(mioni/j = sterco di mulo qumbrepi/deipnoj = che desina con poche foglie di san-

toreggia i(ppotiªloj = diarrea dei cavalli kalliastra/galoj = dal bel malleolo kallixe/lwnoj = con bella impronta di tartaruga kepfattelebw/dhj = sciocco quanto un gabbiano o una

locusta 20

Rocci's Greatest Hits  

L'autore di questo volume presenta il suo lavoro con queste parole: "Negli innumerevoli decenni passati dalla sua prima stesura moltitudini...

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