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index

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46 reebok Shaq attaq 50 best of basket 70s 54 shop boysloft brescia 58 jordan focus AIR JORDAN V ‘DOERNBECHER’ 2013 62 ASICS GEL LYTE III, GEL SAGA & GT-II ‘CHRISTMAS PACK’ 64 PUMA MMQ SPRING/SUMMER 2014 PREVIEW 66 SNEAKER FREAKER X PUMA BLAZE OF GLORY 68 LACOSTE explore The Freedom 72 DC SHOES UNION HI 74 Skate focus etnies scout 76 Vans Core Holiday 2013 [ROWLEY] Pro Lite 77 Vans Holiday 2013 Cab Lite

NIKE AIR PLAY NEW BALANCE 320 CONVERSE coach JOGGER ADIDAS SAN FRANCISCO REEBOK BLAST ASICS GEL GN 60

Direttore responsabile Giuseppe Angelo Berto

Segreteria Daniela Furlan

Coordinamento Editoriale Marco Colombo

Amministrazione

Fotografia Roberto Nangeroni Grafica ArtK Traduzioni Sergio V. Levi 6

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Redazione e testi Andrea Caviggia, Michele R. Serra, Lucia Milvia Maida, Gigi Maneo

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& DUNKABEE SUPREME x NIKE FLYKNIT LUNAR 1+ LIBERTY x VANS AUTHENTIC, ERA & SK8-HI CONCEPTS x NEW BALANCE M998 PRIMITIVE APPAREL x VANS MOUNTAIN EDITION MID PRO & ERA 46 PRO 24 KILATES x LE COQ SPORTIF FLASH DEFCON x VANS SK8-HI & OLD SKOOL KITH x ASICS GEL LYTE V BODEGA x REEBOK CLASSIC LEATHER LUX CROOKED TONGUES x REEBOK CLASSIC LEATHER HEAD PORTER PLUS x X REEBOK CLASSIC LEATHER THE GOOD WILL OUT x NEW BALANCE 577 SNEAKER FREAKER x ADIDAS TORSION INTEGRAL SUPREME x VANS SK8-HI & AUTHENTIC NEIGHBORHOOD x CONVERSE JACK PURCELL JOHNNY MID & CHUCK TAYLOR ALL STAR ‘70 OX HANON x ONITSUKA TIGER COLORADO 85 SNEAKERSNSTUFF x REEBOK KAMIKAZE II MID TXT MITA x ADIDAS ORIGINALS CAMPUS 80s CLOT x CONVERSE CHUCK TAYLOR ALL STAR ATMOS x JOUETIE x REEBOK PUMP FURY OSHMAN’S x NEW BALANCE 1600 CONCEPTS x FILA ORIGINAL TENNIS BURN RUBBER x X NEW BALANCE 577 PACKER SHOES x SAUCONY HANGTIME HI STUSSY x CONVERSE CHUCK TAYLOR ALL STAR

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è vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, di fotografie e disegni. I contributi fotografici e di testo sono ben accetti. Testi, illustrazioni, fotografie e disegni, se non espressamente richiesti, non verranno restituiti. L’editore è a disposizione degli interessati quando nonostante le ricerche non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuale materiale fotografico.


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Pitti Immagine Uomo / 7-10 gennaio 2014 Armeria, piano terra - Urban Panorama - stand 8

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editoriale

editorial

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L’attesa del Natale porta con sé le uscite più “pesanti” dell’anno: tra novembre e dicembre, i collezionisti vedono la loro passione messa a dura prova, insieme al portafogli.

Necessario selezionare, mai come in questo momenti dell’anno. Dunque, speriamo di riuscire a esservi utili,

con questo ultimo numero del 2013 che si chiude alle nostre spalle con un bilancio senza dubbio positivo, almeno dal punto di vista creativo: un ottimo anno, sia dal punto di vista della produzione di nuovi modelli, che da quello della riproposta di remake aderenti alle versioni originali (anzi, ormai praticamente indistinguibili). A giudicare dalle anticipazioni che abbiamo visto negli ultimi mesi, il 2014 dovrebbe essere all’altezza. Ma torniamo al Natale: non sono molte le sneakers celebrative di questa festa, così siamo stati piuttosto contenti di vedere le limited edition apparecchiate da Asics (a pagina 62) sulla tavola del cenone. Al di là del tema natalizio, ecco qualcosa che ci piace sempre: la ripresa di modelli storici - in questo caso, caratterizzati dalla tecnologia Gel - riportati a nuova vita. Capita anche in casa Reebok, dove il figliol prodigo che ritorna ha un nome ingombrante: Shaq. Con lui tornano le Shaq Attaq, che potete ammirare da pagina 46. Anche Puma, grazie alla linea Macht’s Mit Qualität (MMQ per gli amici), scava nei suoi archivi e ripesca icone come le Trinomic XT2 (ma non solo: saltate subito a pagina 64). Ultimo classico del mese è quello proposto da DC Shoes, brand nato nei Novanta e oggi più forte che mai (date un’occhiata al progetto collaborativo/celebrativo appena realizzato per il Wu-Tang Clan, se non ci credete), che riporta sugli scaffali le Union Hi. Per quanto riguarda invece le novità assolute, notevole è quella introdotta da Lacoste: le Light, che vi presentiamo da pagina 68, segnano un vero punto di svolta per il marchio francese, che ora sembra allargare lo sguardo verso uno stile più futuribile; senza ovviamente rinunciare all’eleganza, ci mancherebbe. Simile, fatte le debite differenze, l’operazione portata a termine dallo skate brand Etnies, che ha appena lanciato un paio di scarpe a dir poco inaspettate: per scoprire le Scout, andate a pagina 74. Scoprirete da soli gli altri contenuti di questo numero, ma prima permetteteci un saluto affettuoso ai ragazzi di Boysloft/ Apartment 28, che da Brescia diffondono il verbo della snakers culture e che abbiamo intervistato a pagina 54, nell’ambito del nostro personale giro d’Italia, uno sneakers shop alla volta. Auguri a tutti, e arrivederci al 2014.

The imminence of Christmas brings about the most heavy releases of the year; between November and December collectors have to control their passions and to hold their expenses at bay. Being selective is never so important as in this period. So we hope to be of some advice for you by finishing this last issue of 2013 which ends somehow abruptly but leaves a positive trace, both in terms of the production of new models, as in terms of remakes that are faithful to their originals (or even undistinguishable from them). Judging from the previews we saw over the last two months the year 2014 should be equal to such results. But let’s go back to Christmas: there aren’t many celebration shoes dedicated to this festivity, so we were pretty glad to see the limited edition laid by asics (on p. 62) on the Christmas Eve dinner table. Beside the Christmas feeling, here’s something we really like: the comeback of historic models (in this case characterized by Gel technology) that get revived and thus rescued from oblivion. The latest release by Reebok is a case in point, a prodigal son bearing an illustrious name: Shaq – together with whom the Shaq Attaq is back, and you can admire it from page 46. Also Puma, thanks to the line Macht’s Mit Qualität (also known as MMQ), excavated the archives and unearthed such an icon as the Trinomic XT2 (and not only this: just go to p. 64). Last not least, the classic proposed by DC Shoes, a brand born in the Nineties and today stronger than ever (give a look to the collaboration and celebration project just realized for the Wu-Tang Clan if you don’t believe us) which brings back the Union Hi on the shelves. When it comes to absolutely fresh new models, a remarkable release is the one introduced by Lacoste: the Light, which we present at p. 68, marks a real turning point for the French brand, which now seems to widen its gaze towards a more futurist project without jeopardizing the elegance, of course. A similar operation (mutatis mutandis) was realized by the skate brand Etnies which launched a pair of shoes that we may call unexpected: to discover the Scout go to page 74. You’ll discover by yourself the other pearls in this issue, so let us just express a warm greeting to the guys from Boysloft/Apartment 28 who from their base in Brescia spread the Word of sneakers and whom we interviewed on page 54, in the context of our investigative journey around the country, a sneaker shop at a time. All the best to everyone, see you soon in 2014.

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STUSSY DELUXE x BEPOSITIVE NEW BOOT & DUNKABEE

Italia meets California, in una collaborazione che vede uno dei primi marchi streetwear della storia insieme all’azienda nostrana che dal 2007 propaganda - con successo - l’idea di low-tech sneakers, ovviamente di alta qualità. Per la stagione invernale che ci porta verso il 2014, Stussy e BePositive propongono resistenti scarponi da montagna (New Boot) che sfoggiano una tomaia in pelle e lana e non rinunciano a particolari come il collare imbottito per il massimo comfort; oppure un modello ibrido, le Dunkabee, che mixa la linea del classico modello Wallabee di Clarks con suola ed elementi di design figli della tradizione sportiva. Entrambe parte della linea Deluxe di Stussy, sono ovviamente caratterizzate da una notevole qualità costruttiva e dei materiali, che si riflette sul cartellino del prezzo. Italia meets California, in the context of a collaboration which unites one of the first streetwear brands in the history with the Italian company that since 2007 has been advertising (and quite successfully) the idea of low-tech sneakers, of course of high quality. For the winter season 2014 Stussy and BePositive are proposing a resistant climbing boot (New Boot) which exhibits a leather and wool upper and is embellished by details like a padded collar to grant the highest comfort; or a hybrid model, the Dunkabee, which mixes the line of the classic model Wallabee by Clarks with sole and design elements taken from the sport tradition. Both are part of the line Deluxe by Stussy, and clearly characterized by a top quality in terms of construction and fabrics, as reflected by the price.

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SUPREME x NIKE FLYKNIT LUNAR 1+

La collaborazione è di quelle che basta nominarle, per creare hype. Ma francamente ci sfugge cosa ci sia di speciale in queste Flyknit Lunar 1+: l’idea di sostituire il proprio logo allo Swoosh poteva anche essere interessante – in un’ottica di egotrip che sarebbe stata assolutamente in linea con l’immagine del brand Supreme – invece vedere i due loghi accostati francamente è troppo. Peccato, perché la colorazione non è male, pur se certo non possiamo definirla particolarmente ispirata. Ancora una volta, è dimostrato che Supreme difficilmente trova la strada giusta, quando si tratta di sneakers. The collaboration is of a kind that if you simply name it, you give it the hype. But to be honest we don’t understand what’s special about this Flyknit Lunar 1+. The idea of replacing their logo for the Swoosh might have been interesting – from an egotrip point of view, which would have been consistent with the image of the brand Supreme. On the contrary, having the two logos side by side is frankly too much. What a pity, for the coloring isn’t bad, although hardly inspiring. Once again, what this seems to confirm is how easily Supreme can get lost when it comes to designing sneakers.

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! Dalla California arrivano le Zipz: le prime scarpe al mondo con cover intercambiabile. Grazie alla comoda cerniera presente sulla suola, cambi cover e stile in un lampo. Un’idea personalizzabile, economica e divertente. Per rinnovare il tuo stile non cambiare scarpe... cambia cover!

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LIBERTY x VANS AUTHENTIC. ERA & SK8-HI

La tradizione e la qualità non passano di moda: in tempi in cui ogni consumatore sembra essere alla disperata ricerca di un prodotto autentico - nel marasma di proposte che ogni giorno gli vengono sciorinate davanti - Liberty of London è una garanzia di qualità. Dal 1875 infatti, il negozio sito nella capitale inglese si occupa di tessuti: importa e rivende migliaia di metri di coloratissime stoffe decorate, provenienti da mezzo mondo e destinate agli usi più disparati. Ad esempio, servono a costruire le tomaie dei modelli protagonisti di questa collezione-capsula realizzata da Vans: tre classici, icona della casa americana fondata dalla famiglia Van Doren. Tradition and quality get never outmoded. In a time when every consumer seems to be looking desperately for a genuine product (out of the panoply of offers confronting him on a daily basis), Liberty of London is a guarantee of quality. Indeed, since 1875 the shop located in the English capital deals with tissues – they import and resell thousands of meters of very stained and decorated fabrics, coming from the four corners of the earth, and fit to almost every purpose. For example, they are used to build the upper of the models included in this capsule-collection realized by Vans: three classic icons of the American company founded by the Van Doren family. 14

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CONCEPTS x NEW BALANCE M998

Mint, ma mica nel senso di menta. Qui la combinazione di colori richiama la zecca degli Stati Uniti, The United States Mint. Dunque, Concepts colpisce ancora: il noto store di Cambridge presenta un’ulteriore variante delle New Balance 998, sempre a tema monetario dopo le ‘C-Note’ viste qualche tempo fa e dedicate alle nuove banconote da cento dollari, entrate in circolazione sul territorio americano all’inizio dello scorso ottobre. Davvero notevole il mix visto sulla tomaia, con premium suede, pannelli traforati e dettagli in nubuk e materiale riflettente. Box speciale e tiratura limitata, probabilmente già esaurita quando leggerete queste righe. Mint, though not in the sense of peppermint. The relevant reason (for so calling this particular coloring) has to do with the American coin agency, the United States Mint. So Concepts strikes back: the famous store from Cambridge presents a new version of the New Balance 998, reusing the monetary theme after the C-Note appeared months ago, dedicated to the new 100 dollars banknote being circulated into the US since the past October. A quite remarkable mix characterizes the upper, with premium suede, perforated panels and other details in nubuk and reflecting materials. A special box and a limited edition, perhaps already sold out as you read these lines.

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PRIMITIVE APPAREL x VANS MOUNTAIN EDITION MID PRO & ERA 46 PRO

Da circa un lustro il marchio Primitive Apparel è andato a ingrossare le già affollate fila delle skate company di area californiana: sembra proprio che a Los Angeles e dintorni, fondare una di queste aziende sia comune quanto l’acne per i tredicenni. In ogni caso, il successo sembra aver arriso anche a questo brand, che oggi festeggia i primi cinque anni di produzione con una collezione-capsula di sneakers realizzata in collaborazione con Vans e ispirata alla città di Santa Fe, capitale del Nuovo Messico divenuta nel tempo un modello di centro multiculturale frequentato da artisti e letterati. Qui però l’ispirazione sembra arrivare più dalla cultura dei nativi americani, visti i ricami che spuntano su queste speciali Mountain Edition Mid Pro e Era 46 Pro, costruite con un interessanto mix di suede e lana “melton”.

During the last half decade the brand Primitive Apparel has swelled the ranks of the skate companies from California: it seems that in the great Los Angeles area, founding one of these companies has become as common as is acne for thirteen-year-old boys. In any case, the success seems to have visited this brand, which today celebrates the first five years of production with a capsulecollection of sneakers realized in collaboration with Vans and inspired to Santa Fe, the capital of New Mexico which became a model in terms of multi-cultural life, frequented by artists and men of letters. Here however the inspiration seems to come from the native-American culture, given the cues adorning these special Mountain Edition Mid Pro and Era 46 Pro, made of a interesting mix of suede and ‘melton’ wool. 18

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24 KILATES x LE COQ SPORTIF FLASH

Visto che si chiamano Flash, cosa c’è di meglio del rosso? Non abbiamo abilità metapsichiche, ma siamo certi che abbiano pensato qualcosa del genere, i ragazzi della boutique spagnola 24 kilates, mentre si lambiccavano pensando al loro progetto collaborativo con Le Coq Sportif. Il modello è un classico running della casa francese, sempre bellissimo. Tuttavia, la colorazione scelta non brilla (nonostante tutto) per originalità. Given that its name is Flash, what color could it be other than red? We don’t have any psychic skills, but we are positive that the guys from the Spanish boutique 24 kilates must have had a similar question, as they racked their brains with their collaboration project with Le Coq Sportif. The model is a classic running in the French company’s style, always beautiful. However, the coloring chosen (all considered) doesn’t shine in originality.

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DEFCON x VANS SK8-HI & OLD SKOOL

Defcon Tactical Gear produce abbigliamento militare per la vita di tutti i giorni, e dunque non stupisce che Vans abbia chiesto a questa azienda attiva da quasi un quarto di secolo di aiutarla a realizzare un’edizione speciale di Sk8-Hi e Old Skool: protagonista sulle tomaie di questa collezione-capsula è il pattern camouflage digitale, introdotto sul campo dall’esercito canadese a metà degli anni Novanta, e poi adottato da diversi corpi militari in tutto il mondo. In particolare, quello che vedete in due varianti su queste sneakers è quello in uso presso le forze speciali della marina statunitense, ed è chiamato AOR. Defcon Tactical Gear produces military clothes for everyday life, so no wonder if Vans asked this almost 25-year-old company to help them realize a special edition of the Sk8-Hi and the Old Skool. The upper of this capsule collection is marked by a digital camouflage pattern, introduced on the field by the Canadian army during the mid Nineties, and subsequently adopted by various army corps over the world. In particular, the one you can see (in two different versions) on these sneakers is the pattern which is used by the special forces of the American Navy, being called AOR.

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KITH x ASICS GEL LYTE V

“Sono onorato di essere stato scelto per riportare sul mercato questa scarpa da running dei primi anni Novanta. Questo modello d’archivio ASICS rappresenta una tecnologia unica, sulla quale sono stato felice di “dare il mio contributo”, per celebrare il secondo anno di attività di Kith”. Le parole che avete appena letto sono state pronunciate da Ronnie Fieg, l’uomo che ormai ha messo in fila un’impressionante serie di collaborazioni con i giganti del mondo sneakers, e ha portato il suo progetto newyorchese, Kith, a diventare una sneakers boutique di grande successo. Questa volta Fieg si cimenta con le Asics Gel Lyte V, e le trasforma così: linguetta allungata in neoprene rosa con corrispondenti dettagli a righe che corrono lungo le parti laterali; blocchi di colori rosso e amaranto che si intrecciano attorno alla tomaia; striscia di mesh amaranto che si estende al di sotto e lungo i lati della scarpa; tallone con logo Asics blu navy; intersuola bianca con dettagli rosa ondulati; suola rossa, bianca e blu. “I am proud I was chosen to relaunch this running shoe dating back from the Nineties on the market. This archive model by Asics symbolizes a unique technology, to which I was glad to contribute, to celebrate the second year of activity for Kith”. Such words were uttered by Ronnie Fieg, the man who amassed an incredible number of collaborations with the giants of the sneaker world, and who brought his New York-based project, Kith, to become a sneaker boutique of great success. This time Fieg deals with the Asics Gel Lyte V and he transforms them in the following way: an enlarged tongue in pink neoprene with corresponding striped details running along the lateral parts; blocks of red and purple fabrics interlacing around the upper; a stripe of purple mesh stretching beneath and along the sides; a blue navy logo Asics on the heel; a white midsole with pink wavy details; the sole is red, white and blue.

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BODEGA x REEBOK CLASSIC LEATHER LUX

30 anni di Classic Leather: l’evento è stato celebrato da Reebok nel corso di tutto il 2013, con una pioggia di limited edition realizzate in collaborazione con decine (centinaia?) di realtà del mondo sneakers. Vediamone alcune, a partire da questa pagina, tra quelle arrivate sugli scaffali negli ultimi tempi. Iniziamo con una delle boutique più note di Boston, che ha rivisitato lo storico modello della casa inglese (almeno, originariamente) con una coraggiosa combinazione di tinte e materiali: toecap e tallone in suede, rispettivamente color giallo-mostarda e marrone-burro di noccioline, pannello mediale in tela stampata camouflage, e più precisamente con il pattern conosciuto come “desert chocolate chip”. Forse però il rivestimento interno blu elettrico che occhieggia dal collare è un po’ troppo. Some 30 years marked by Classic Leather. The event was celebrated by Rebook during the whole year 2013, with a panoply of limited editions realized in collaboration with dozens (hundreds?) of subjects from the sneakers world. Let’s review, starting from this page, some of the models that reached the shelves recently. To begin with, a well known boutique from Boston, which rereleased the historic model of the English company (at least, originally) through a brave combination of tones and materials: toecap and heel in suede, the former showing a yellow-mustard tone, the latter a brown-peanut butter one (or more precisely, a pattern known as desert chocolate chip). It should be said that the blue electric lining that peeps through the collar may be a bit too much.

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CROOKED TONGUES x REEBOK CLASSIC LEATHER

Piena di riferimenti dedicati al pubblico inglese, questa edizione limitata ideata da Crooked Tongues, potenza dell’e-commerce che proprio dalla terra britannica diffonde il verbo sneakers in tutto il mondo: pochi, fuori dall’Inghilterra, potrebbero infatti cogliere - nella tomaia pitonata - un’ispirazione derivata dai mocassini disegnati nella seconda metà degli anni Novanta dallo stilista anglo-canadese Patric Cox e molto amate dai giovani che animavano la club culture di quel periodo magico per la musica elettronica d’oltremanica. Sui dancefloor in quel periodo si mischiavano alle sneakers, ai tempi indossate solo da una piccola nicchia di appassionati. Oggi la situazione è (a dir poco) cambiata... Rich with references addressed to the English public, this limited edition was designed by Crooked Tongues – an e-commerce fortress spreading the sneaker Word all around the world. Only a few, outside of England, might know that the python upper was inspired by the moccasin designed towards the late Nineties by the Anglo-Canadian stylist Patric Cox, and much appreciated by the young who would enliven the club culture in an epoch that was so magic for the American electronic music. On many dance floors of the time those shoes would mingle with the few sneakers around, which were only used by a small niche of fans back then. Today the situation has changed quite a lot (to say the least).

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HEAD PORTER PLUS x REEBOK CLASSIC LEATHER

Head Porter Plus è un marchio giapponese. E quali sono le tendenze principali dello streetwear giapponese negli ultimi anni? Due, sempre le stesse: camouflage e animalier. Non stupisce dunque che la seconda segni anche questo progetto collaborativo: sulla tomaia in (finto) cavallino di queste Classic Leather ecco spuntare una stampa leopardata. Nonostante tutto, però, l’insieme rimane piuttosto elegante, anche grazie ai particolari custom in pelle. Head Porter Plus is a Japanese brand. And what are the main trends reviving the Japanese street-wear during the last years? The ruling trends, which never changed, are camouflage and animalier. No surprise then, if the second also marks this collaboration project: the upper (in artificial pony-skin) of this classic Leather exhibits a leopard-skin print. Yet everything considered, the whole thing is pretty elegant, also thanks to some custom leather details.

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THE GOOD WILL OUT x NEW BALANCE 577

I tedeschi del retailer The Good Will Out riprendono il concept “giorno e notte” già sfruttato qualche anno fa dalla boutique australiana Highs & Lows per la prima collaborazione con New Balance. Il modello al centro di questo progetto è la 577, che quest’anno celebra il suo 20esimo anniversario. Queste classiche running sono proposte in una nuova veste premium a base di suede, mesh e pelle che richiama colori e suggestioni delle autostrade teutoniche, giorno e notte: non stupisce che siano state soprannominate “Autobahn”. Sembra quasi di sentire le note dei Kraftwerk… The German guys from the retailer The Good Will Out borrowed the concept “night and day” (which was already used some years ago by the Australian boutique Highs and Lows) for their first collaboration with New Balance. The model interested by this project is the 577 which this year celebrates its 20th anniversary. This classic running is released in a new premium version, based on suede, mesh, and leather, which reproduces the colors and suggestions of the German highway, both daily and nightly: no wonder they decided to call them “Autobahn”. One gets the impression to be listening to the Kraftwerk…

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SNEAKER FREAKER x ADIDAS TORSION INTEGRAL

Il team della rivista Sneaker Freaker guidato da Simon Wood lavora in modo maledettamente serio, quando si parla di sneakers collaborative. Vero che tecnicamente Sneaker Freaker è un nostro concorrente, ma non possiamo fare altro che riconoscere la qualità delle idee messe in campo da questi ragazzi australiani. Per la loro prima collaborazione con la linea Consortium di adidas, Woody e compagni hanno scelto di riportare alla luce una gemma dimenticata degli archivi della casa del Trifoglio - mai oggetto di remake dopo essere uscita di produzione nei primi anni Novanta - e beatificarla con una colorazione allo stesso tempo contemporanea e reminescente di quel periodo magico per il running adidas (e mica solo). The team of the magazine Sneaker Freaker led by Simon Wood works hard and so seriously when it comes to designing some collaboration sneakers. And although Sneaker Freaker, technically speaking, is a competitor, we can’t help recognize the quality of the ideas put forth by these smart Australian guys. For their first collaboration with the Consortium line by adidas, Woody and friends decided to unearth a forgotten jewel from the archives of the trefoil company (a gem that was never subject to any remake after going out of production in the early Eighties) and to beatify it through a coloring which appears modern and at the same time reminiscent of that magic epoch for adidas’ running (and other sectors).

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SUPREME x VANS SK8-HI & AUTHENTIC

Dopo quella con Nike che vi abbiamo presentato all’inizio di questo numero, ecco l’altra collaborazione footwear dei newyorchesi di Supreme in questo primo scorcio di inverno 2013: protagoniste le Sk8-Hi e le Authentic di Vans, in una versione con stampa allover dedicata al grande Bruce Lee, il profeta che ha portato le arti marziali dalla Cina a Hollywood, indimenticato mito del grande schermo morto giusto quarant’anni fa a causa delle conseguenze dell’edema cerebrale che l’aveva colto nel corso della postproduzione de I tre dell’operazione drago, il film che avrebbe consacrato il suo ruolo nella storia del cinema americano. Certo, al di là dell’affetto dei fan per Bruce Lee, si tratta di sneakers esteticamente discutibili. After the collaboration with Nike that we presented at the outset (in this issue) here’s another footwear collabo by the New Yorkers from Supreme that will mark the fall 2013. It involves the Sk8-Hi and the Authentic by Vans, in a version with print all-over dedicated to the great Bruce Lee, the prophet who contribute to transmit the martial arts culture from China to Hollywood, and the unforgotten myth of the big screen who died 40 years ago by the effects of the cerebral edema which he got during the post-production of Enter the dragon, the movie which consecrated his role in the history of American cinematography. Unfortunately, leaving aside the fans’ love for Bruce, it’s not what you call an aesthetically appealing sneaker.

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NEIGHBORHOOD x CONVERSE JACK PURCELL JOHNNY MID & CHUCK TAYLOR ALL STAR ‘70 OX

Una prima assoluta, questa collaborazione tra uno dei più noti streetwear brand di Tokyo, Neighborhood, e Converse. Al centro del progetto ci sono le Jack Purcell Johnny Mid e le Chuck Taylor All Star ’70 Ox, vestite con (rispettivamente) pelle e suede di alta qualità, e colorate di nero e blu elettrico. Lo stile Neighborhood non prevede effetti speciali: less is more, e in questo caso non possiamo che trovarci d’accordo. Anche perché, fortunatamente, non mancano particolari raffinati come il pannello intrecciato che corre dietro la caviglia. This collaboration between one of the best known streetwear brands from Tokyo, Neighborhood, and Converse is an absolute premiere. The project’s foci are the Jack Purcell Johnny Mid and the Chuck Taylor All Star ’70 Ox, covered respectively by leather and high quality suede, in black and electric blue. The Neighborhood style doesn’t include any special effects. Less is more, as the saying goes, and in this case we can only subscribe, also because this shoes, fortunately, has such refined details like the interwoven panel surrounding the ankle.

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HANON x ONITSUKA TIGER COLORADO 85

Gli scozzesi della boutique Hanon (molto nota anche online) sono tornati a collaborare con asics per dare forma a un nuovo makeup premium delle classiche Colorado 85, modello running rilanciato lo scorso agosto attraverso l’edizione speciale soprannominata “Northern Liites” e firmata proprio dal team del noto sneakershop. Visto il successo ottenuto, perché non riprovarci? Così le Colorado 85 sono state proposte ancora, questa volta attraverso una combinazione di materiali e colori ispirata al background di Hanon: i colori sono infatti quelli del loro running club locale, i Wildcats di Aberdeen. The Scots from the boutique Hanon (pretty famous on the internet) started a new collaboration with asics with a view to designing a new premium makeup of the classic Colorado 85, a running model relaunched the past August through a special edition nicknamed Northern Liites, and signed by the famous sneakershop’s team. Given the success enjoyed, why shouldn’t they replicate? So the Colorado 85 got released once again, this time through a combination of materials and colors inspired by the Hanon background – the colors are those embellishing their local running club, the Wildcats from Aberdeen.

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SNEAKERSNSTUFF x REEBOK KAMIKAZE II MID TXT

“Ovviamente abbiamo inserito anche un secondo paio di lacci in tinta con la tomaia, nella confezione”. Le parole - e soprattutto l’avverbio - sono del team dello store svedese SneakersNstuff, che quest’anno si è lanciato in un progetto impegnativo e un po’ folle: dodici collaborazioni con Reebok, una al mese fino alla fine del 2013. Le Reebok Kamikaze II indossate nei primi anni Novanta dal grande Shawn Kemp, in un periodo in cui le sue schiacciate distruggevano i canestri della NBA, erano in effetti già state protagoniste a giugno, ma a ottobre quelli di SneakersNstuff sono tronati sul luogo del delitto per dare corpo a una vera e propria winter edition di quelle sneakers storiche, tutta in lana grigioverde. “Of course we included in the box a second pair of laces that match the upper”. This words (and especially the adverb) were uttered by the team of the Swedish store SneakersNstuff: this year they started an engaging project, and quite an ambitious one: twelve collaborations with Reebok, one for each month, until the end of 2013. Indeed the Reebok Kamikaze II used during the early Nineties by the great Shawn Kemp, in an epoch when his dunks destroyed the baskets of the NBA, had already appeared in June, but in October the guys from SneakersNstuff came back on the scene of the crime to give birth to a real winter edition of those historic sneakers, entirely in grey-green wool.

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MITA x ADIDAS ORIGINALS CAMPUS 80s

Ormai è un appuntamento fisso da qualche anno: così, anche questa stagione i giapponesi di Mita collaborano con adidas Originals per riproporre un classico del brand a tre strisce in una nuova versione premium, semplice e fedele alla tradizione come sempre. Dopo le ultime Superstar viste qualche tempo fa, per l’autunno il team del famigerato sneakershop di Tokyo opta per la Campus 80s e un makeup decisamente classico caratterizzato da tomaia in premium suede color navy con accenti riflettenti e interno in pelle marrone Over the last few years it’s becoming a regular occasion: this time the Japanese from Mita collaborate with adidas Originals to rerelease a classic of the three stripes brand in a new premium version, simple and faithful to the tradition as usual. After the last Superstar appeared some time ago, for the coming fall the team from the notorious sneakershop from Tokyo chose the Campus 80s and a makeup absolutely classic characterized by a premium suede upper in blue navy with reflecting accents and brown leather lining.

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CLOT x CONVERSE CHUCK TAYLOR ALL STAR

First String è la linea di punta di Converse, e questa stagione propone una nuova serie limitata realizzata in collaborazione con Clot, la quinta firmata dal marchio con base a Hong Kong: due versioni delle classiche Chuck Taylor All Star, caratterizzate da materiali premium e - come sempre nel caso del brand cinese - dall’elegante innesto “gum” sull’intersuola.

First String is the forefront line by Converse, and for this season it includes a new limited series realized as a collaboration with Clot, the fifth signed by the brand based in Hong Kong: two versions of the classic Chuck Taylor All Star, characterized by Premium materials and (as usual with the Chinese brand) by an elegant “gum” joint in the midsole.

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ATMOS x JOUETIE x REEBOK insta PUMP FURY

Non è una novità, che i maestri dello stile di Harajuku rivolgano la loro attenzione verso un paio di Reebok Insta Pump Fury: se dovessimo indicare un modello-simbolo dello streetwear di Tokyo, la nostra scelta probabilmente cadrebbe su quel classico del running anni Novanta della casa inglese. Questa volta però c’è anche Jouetie nell’equazione, il marchio fondato proprio nel centro della capitale giapponese dalle due bellissime sorelle gemelle Ami e Aya: così, oltre al prevedibile inserto animalier, ecco spuntare sulla tomaia di queste Insta Pump una combinazione di colori davvero accattivante. It’s not the first time that the masters of style from Harajuku turn their attention towards a pair of Rebook Insta Pump Fury – if we were asked to select a symbol-model of Tokyo’s street-wear, our choice would probably be this Nineties running classic by the English company. This time however there is also Jouetie in the deal, the brand founded in the heart of the Japanese capital by the most beautiful sisters Ami and Aya; beside the much expected animalier insertion, this Insta Pump exhibits a combination of colors which is really tempting.

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OSHMAN’S x NEW BALANCE 1600

Oshman’s è un retailer e marchio giapponese che qui aiuta New Balance a riportare sulla cresta dell’onda uno dei modelli running più interessanti della sua storia: le 1600, nate nei Novanta e ultimamente sempre più presenti all’interno del catalogo della casa americana. Questa versione è caratterizzata dai pannelli in suede sulla tomaia (blu navy e nero), dagli occhielli dorati, dalle cuciture a contrasto e dall’accenno infrared sulla punta. Scommettiamo che andranno esaurite in un batter d’occhio.

Oshman’s is a Japanese retailer and brand which in this case helps New Balance reviving one of the most interesting running models in its history: the 1600, which was born during the Nineties and recently was more and more present in the catalogue of the American company. This version is characterized by panels in suede on the upper (blu navy and black), by golden eyelets, by contrasting seam and infrared hint on the tip. We bet this model will be sold out in the twinkling of an eye.

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CONCEPTS x FILA ORIGINAL TENNIS

Il team creativo del noto store di Cambridge, Massachusetts (di cui abbiamo già parlato qualche pagina più indietro in occasione dell’ultima collaborazione con New Balance) ha riportato sugli scaffali un classicissimo di casa Fila, riproponendo due delle combinazioni cromatiche più utilizzate dal marchio italiano nei primi anni Novanta. I materiali però sono selezionatissimi, per non parlare della cura per il particolare che caratterizza ogni progetto collaborativo firmato Concepts: lo dimostra qui, tra le altre cose, l’elegante packaging brandizzato. The creative team from the well known store in Cambridge, Massachusetts (we already mentioned it a few pages ago, for the latest collaboration with New Balance) brought back on the shelves a very classic model by Fila, rereleasing two of the more used chromatic combinations by the Italian brand during the Nineties. The materials are super-selected, not to mention the care for details characterizing all collaborative projects bearing the signature of Concepts: this is proved (among other things) by the elegant branded packaging.

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BURN RUBBER x NEW BALANCE 577

Joe Louis rappresenta, semplicemente, la storia della boxe. Chiunque ami la nobile arte si ricorda questo campione nero che tra gli anni Trenta e Quaranta contribuì a rendere enormemente popolare questo sport. Molti sanno che Louis viveva a Detroit, pochi invece che all’inizio della sua carriera usava una custodia di violino per nascondere i guantoni alla vista della madre, che non avrebbe approvato una tale attività. Che si tratti di realtà o leggenda non è chiaro, ma sicuramente è un aneddoto affascinante: dunque non stupisce che i ragazzi di Burn Rubber abbiano preso ispirazione da quell’episodio per costruire un paio di 577 tutte in pelle nera e marrone, vendute in esclusiva presso pochi rivenditori selezionati in tutto il mondo, e naturalmente con custodia adeguata... Joe Louis symbolizes the origin of boxing. Whoever loves this noble discipline will remember this black champion who contributed to making this sport so enormously popular between the Thirties and the Forties. Many recall that Louis lived in Detroit; but only few of them know that at the beginning of his career he used a violin case to hide the boxing gloves from his mother, who wouldn’t agree him to perform such an activity. Whether this is the true story or a myth isn’t clear, but it’s definitely an intriguing anecdote: no wonder then if the guys from Burn Rubber took inspiration from that story to build a pair of 577, all in black and brown leather, sold with exclusive rights at a very few selected resellers over the world, together with a convenient case, of course.

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PACKER SHOES x SAUCONY HANGTIME HI

Saucony è un marchio noto soprattutto per le sue running sneakers, ma nella sua storia ci sono anche alcuni modelli basket: primo tra tutti quello lanciato nel 1987, le Hangtime Hi. Dalle nostre parti sono senza dubbio poco conosciute, ma oltreoceano divennero una delle icone della street culture di quel periodo, grazie ai pannelli snakeskin incorporati sulla tomaia. Non stupisce dunque che uno dei rivenditori storici dell’area newyorchese, Packer Shoes, abbia deciso di riproporle in un’edizione speciale a tiratura limitata con stampa “Woodland Camo” all over. Saucony is a brand mostly known for its running sneakers but its history includes some basket models as well: first of all the one lauched in 1987, the Hangtime Hi. In our country they aren’t very famous, but across the ocean they became one of the icons of the street culture of the time, thanks to the snakeskin panels embedded in the upper. No wonder, then, if one of the historic resellers from the New York area, Packer Shoes, decided to rerelease them in a special edition (with limited circulation) with the inscription ‘Woodland Camo’ printed all over.

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STUSSY x CONVERSE CHUCK TAYLOR ALL STAR

Stussy torna a collaborare con Converse, dopo qualche uscita vista all’interno delle linee First String e Cons nel corso delle ultime stagioni: questa volta il team del marchio californiano (tra i fondatori del concetto stesso di streetwear) propone una versione premium delle sempre più popolari Chuck Taylor All Star caratterizzate da tomaia in pelle premium effetto coccodrillo, etichetta custom con logo classico “Stussy No. 4”, outsole trasparente e solette brandizzate. Saranno già disponibili presso i rivenditori Stussy quando leggerete queste righe. Stussy makes a new collaboration with Converse, after some releases within the lines First String and Cons over the latest seasons: this time the Californian brand’s team (among the founders of the very concept of streetwear) proposes a premium version of the ever-popular Chuck Taylor All Star characterized by upper in premium leather which simulates crocodile, custom label with classic logo “Stussy No. 4”, a transparent outsole and branded insole. The shoes will be available in all Stussy resellers as you read these lines.

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Shaq attaq E pensare che Shaquille, in arabo, significa “piccolo guerriero”. Sul guerriero potremmo anche essere d’accordo, ma “piccolo” non è certo l’aggettivo adatto a un ragazzone alto quasi due metri e venti e pesante quasi 150 chili. Uno strapotere fisico che lo rendeva super anche di fronte ai giganti che giocavano con lui e contro di lui nell’NBA: quando arrivò agli Orlando Magic, prima scelta nel draft del 1992, fu difficile non notarlo. Anche perché lui si divertiva a far sospendere le partite rompendo i canestri dei campi avversari. Nello stesso anno, Shaq firmò il suo contratto di sponsorizzazione con Reebok, e iniziò una storia che continua ancora oggi. Negli anni successivi, pur senza mai riuscire ad arrivare al titolo, Shaq divenne una potenza mediatica senza precedenti, superando perfino Michael Jordan che dopo tre stagioni vittoriose di fila decise di ritrarsi momentaneamente proprio nel 1993, anno in cui O’Neal venne insignito del titolo di Rookie of the year per la sua stagione di debutto. Così, Shaq divenne il volto dell’NBA, anche perché insieme alla sua attività di atleta coltivava una carriera di musicista - il suo debutto da rapper, Shaq Diesel, vendette poco meno di un milione di copie - e una di attore, iniziata con una parte al fianco di Nick Nolte in Blue Chips - Basta vincere del 1994.

And just think that Shaquille means “little warrior” in Arabic. When it comes to the warrior, we may even agree, but little isn’t quite the word for a big boy who was more than 7 feet tall and weighed 325 lb. A physical power rendering him a top notch player among the giants who played with or against him in the NBA. When Magic came to Orlando, as a first choice in 1992 draft, one could hardly fail to notice him. Also because he would enjoy causing the matches to stop by breaking the rivals’ baskets. That same year, Shaq signed his sponsor contract with Reebok, and started a story which lingers on. In the subsequent years, even though he never got the title, Shaq became an unprecedented mass-media power, and went so far as to surpass Michael Jordan who in 1993, after three winning seasons in a row, decided to retire pro tem, the same year in which O’Neal was awarded with the title of Rookie of the year for his debut season. Thus Shaq became the face of NBA, also because beside playing basket, he took up a career as a musician (his debut as a rapper, Shaq Diesel, sold a bit less than a million copies) and another one as an actor (which started in 1994 with a role alongside Nick Nolte in Blue Chips). 46

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Shaq attaq

Con una tale esposizione, è facile capire perché le scarpe firmate Shaq volassero letteralmente via dagli scaffali statunitensi. Ma non era solo una questione di pubblicità: le prime Shaq Attaq erano un modello eccezionale, in cui la tecnologia Pump si sposava con un design davvero eccessivo e sopra le righe, perfetto per i primi Novanta. Ma dopo quegli anni d’oro, sono rimaste chiuse in un cassetto troppo a lungo: erano entrate a far parte di quel ristretto numero di grandi icone della storia sneakers che non erano state oggetto di remake, ormai una rarità in questo periodo in cui le grandi aziende del settore continuano a proporre retro model di ogni sorta. Le cose sono cambiate con l’arrivo di Swizz Beatz, come direttore creativo delle nuove proposte che lui stesso ha soprannominato “Reebok Back”, e ora le Shaq Attaq sono tornate sugli scaffali: prima nelle colorazioni originali White/Black/Azure/Steel e Black/Azure Blue, poi in molte altre nuove versioni. Tutte dotate delle tecnologie Pump e Graphlite, che donano ammortizzazione e leggerezza a sneakers dall’aspetto massiccio, tutte caratteristiche molto adatte a rappresentare un giocatore come Shaq. With such an exposure, it’s easy to understand why the shoes signed Shaq would quickly fly away from the American shelves. And it wasn’t just a matter of advertisement. The first Shaq Attaq was an exceptional model, in which the Pump technology blended with a very excessive and over the top design, in keeping with the early Nineties’ trends. But after those golden years, the shoe remained closet for too long; it entered the club of great icons of sneaker history that were never the subject of a remake (by now a decreasing club, since the great companies operating in the sector go on releasing retro models of any kind). Things have changed with the arrival of Swizz Beatz, as a creative director of the new proposals he has dubbed “Reebok Back”. So now the Shaq Attaq is back on the shelves; both in the original colorways (White/Black/Azure/Steel and Black/Azure Blue) and in some fresh new versions. All get equipped by Pump and Graphlite technologies, which give these massively looking sneakers damping power and lightness, two traits pretty fit to represent a player like Shaq.

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70s

Secondo appuntamento con le nostre Sneakers List, secondo viaggio nell’America degli anni Settanta: questa volta ci soffermiamo sul basket, che in quegli anni viveva un dualismo sportivo tra la American Basketball Association nata nel 1967 per fare concorrenza alla National Basketball Association. Nonostante fosse riuscita ad assicurarsi alcune delle grandi superstar dell’epoca - primo tra tutti Julius “Dr.J” Erving - l’ABA sopravvisse però solo per lo spazio di nove stagioni, prima di fondersi con l’NBA e creare il campionato che da tutto il mondo seguiamo e amiamo. In quel periodo, erano soprattutto adidas e Converse a dominare il mercato dei parquet americani, ma anche Nike e Puma avevano modelli molto interessanti nel loro catalogo basket. Prima di iniziare, la solita avvertenza: questa non è una classifica, ma una lista di preferenze assolutamente personali. E magari, una piccola guida per chiunque voglia iniziare una collezione di vintage sneakers... Second appointment with our Sneaker List, and second tour around the America from the Seventies: this time we deal with basketball, which back then was experiencing a sport dualism between the American Basketball Association born in 1967 and the rival National Basketball Association. Although the ABA managed to acquire some of the great superstars of the time (first of all Julius “Dr. J” Erving), it just survived for seven seasons, before having to merge with the NBA to create the championship that we all love and follow. Back then adidas and Converse ruled the market of American parquets, but also Nike and Puma produced interesting models in their basketball catalogue. Before seeing the list, let us make a warning: this is not a ranking, but a list of absolutely subjective preferences. And perhaps a small guide for anyone who wants to start a collection of vintage sneakers.

Adidas Americana

Made in France 1973 Lanciate nel lontano 1971 e dedicate agli atleti della ABA. Launched back in 1971 and dedicated to the ABA athletes.

Nike Blazer

Made in Japan 1972 silhouette-icona vendutissima ancora oggi, al centro di diversi progetti speciali della casa di Beaverton. Still a most sold icon silhouette is the subject of several projects by the company from Beaverton. Sneakersmagazine

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Converse One Star

Adidas Jabbar High

Made in France 1978 Furono introdotte sul mercato nel 1971. Lew Alcindor (questo il suo nome all’anagrafe prima della conversione all’Islam) è senza dubbio il simbolo più noto dell’NBA dei Settanta. Introduced on the market in 1971. Lew Alcindor (as he was called before being converted to Islam) is by all means the most famous symbol from the Seventies NBA.

Made in USA 1978 Nate come versione low-cut, in suede, delle classiche basket Converse. Con il passare del tempo, sono diventate uno dei modelli più apprezzati nel catalogo della casa americana. Born as a low-cut suede version of the classic basket Converse. Over time it became one of the most appreciated models in the American company’s catalogue.

Puma Clyde

Converse Coach

Made in USA 1975 Specialissima versione custom delle classiche Chuck Taylor All Star. A very special custom version of the classic Chuck Taylor All Star. 52

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Made in West Germany 1973 Dedicate al re di New York nei primi Settanta: Walt Frazier detto Clyde, geniale playmaker dei Knicks capaci di arrivare al titolo NBA nel 1970 e nel 1973. Dedicated to the king of New York during the early Seventies: Walt Frazier, aka Clyde, a genial playmaker of a team (such as the Knicks) which won the NBA title in 1970 and 1973.


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70s Adidas Top Ten

Made in France 1978 Il rinforzo in suede sulla punta era un riferimento alle sneakers basket del passato, ma in realtà si trattava di un modello perfetto per chiudere i Settanta e guardare al futuro. The suede reinforcement on the tip was a recollection of some basket sneakers from the past, but it’s an ideal model to ending the Seventies and looking forward.

Converse Dr.J

Made in USA 1976 Converse pagò poco più di quindicimila dollari a Julius Erving per quella che divenne una delle prime signature shoe della storia del basket. Oggi Lebron James incassa assegni da quindici milioni. Converse gave Julius Erving little more than 15 thousand bucks for a shoe that later became one of the first signature shoes in the history of basket. The cheques that Lebron James receives today are worth 15 million bucks on avrage.

Nike Franchise

Made in Korea 1978 In produzione fino ai primi Ottanta, non era il massimo dal punto di vista della performance, ma rappresentava perfettamente i seventies dal punto di vista estetico. In production until the early Eighties, it wasn’t the best in terms of performance; but aesthetically it represented the Seventies in the most perfect of manners. Sneakersmagazine

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Lo diciamo spesso: il controllo del territorio è importante. Non stiamo parlando di tattiche militari, beninteso, ma del mercato delle scarpe sportive. Vi raccontiamo chi sul territorio lavora, e propaganda in un modo che consideriamo ammirevole la sneakers culture. Questo mese, abbiamo fatto qualche chilometro sull’autostrada A4, fino a raggiungere Brescia. La nostra meta era quello chè facile definire un vero e proprio punto di riferimento per lo streetwear nell’area bresciana, Boysloft/Apartment 28: nel 2013, festeggia i quindici anni di attività. L’idea di un piccolo negozio capace di diffondere il verbo dello streetwear in una delle città più vivaci della Lombardia è diventata nei Duemila una realtà ben più ampia, uno spazio elegante con diversi dipendenti, che sembrano condividere tutti una vera passione per il loro lavoro. Del resto, lavorare circondati da una selezione di prodotti ricercatissima, che pesca a piene mani nei cataloghi dei migliori marchi sul mercato (dal workwear di Carhartt all’eleganza sportiva di Lacoste), non deve essere male... Mentre ammiravamo nella vetrina del negozio le sneakers limited edition realizzate da Lacoste L!ve per rendere omaggio al disegnatore più noto della storia del fumetto giapponese, il “dio del manga” Osamu Tezuka, abbiamo fatto alcune domande ai ragazzi dello staff. Hanno risposto insieme, come una squadra: giusto così. Com’è nata l’esperienza Boysloft? Boysloft nasce nel 1998: volevamo fosse un contenitore streetwear in continua evoluzione, capace di imporre uno stile e dare spazio alla ricerca e ai designer emergenti. Il successo francamente è stato immediato, e fa ancora più piacere pensando quanto oggi il pubblico sia sempre più attento a ciò che compra. Qual è il legame tra Boysloft e l’e-shop Penelope? Come si fa a creare le giuste sinergie tra spazio concreto e spazio virtuale? Aprirsi al pubblico mondiale, creare una nuova vetrina a cui oggi è impossibile rinunciare... Quella verso il web è, semplicemente, un’evoluzione naturale. Da dove nasce la passione per le sneakers? Anche in questo caso, si tratta di una spinta naturale per molti di noi: del resto, le sneakers sono sicuramente il cuore dello streetwear contemporaneo. Noi nel corso degli anni le abbiamo viste trasformarsi in modo avveniristico, e nello stesso tempo abbiamo assistito a incredibili rielaborazioni di alcune icone del passato. Quanti collezionisti veri avete nel vostro staff? Noi francamente preferiamo definirci “collezionisti passivi”, nel senso che in tutti questi anni abbiamo avuto modo di cavalcare diversi fenomeni di moda, e farci promotori di progetti speciali ai quali ci siamo molto affezionati. Quali sono i marchi a cui siete più legati, dal punto di vista personale? Abbiamo una passionaccia per lo stile adidas, a partire dalla Superstar per finire con le collaborazioni con Kazuki Kuraishi, Bedwin & The Heartbreakers, Mark McNairy... per non parlare dell’esplosiva fantasia di Jeremy Scott. Certo, non rimaniamo insensibili di fronte alla ricerca pura rappresentata da alcuni modelli Nike. E tra quelli arrivati in negozio negli ultimi anni, qual è quello che più vi ha colpito? Senza dubbio Golden Goose Deluxe Brand, un marchio veneto doc, nato e cresciuto assieme a noi nel corso degli anni: oggi è il nostro fiore all’occhiello. C’è una buona percentuale di donne, tra gli appassionati di sneakers che si servono presso di voi? Sì, senza dubbio. Soprattutto a livello dell’e-shop. Qual è la tendenza più apprezzata dal vostro pubblico, tra quelle viste negli ultimi anni? Lo streetwear è un settore in continua evoluzione, e ogni tendenza contiene spunti interessanti. Più che sceglierne una scegliamo lo streetwear, sempre e in senso assoluto. Qual è la parte più difficile del vostro lavoro? E la maggiore soddisfazione? La parte più difficile è tentare di trasmettere al cliente due elementi: la contemporaneità e la continuità di un prodotto. La maggior soddisfazione è vedere i capi indossati e reinterpretati da chi li compra: un pubblico sempre diverso e sempre in continuo movimento. 54

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We often repeat that ruling the territory is of vital importance. And this has nothing to do with tactics, but rather with the market of sport shoes. Indeed, what we mostly do is describing those who work on different territories, those who advertise in the most admirable of manners our beloved sneaker culture. This month, we covered some kilometers on the highway A4 to reach Brescia. Our destination was what we may call a genuine reference point of streetwear in that area, Boysloft/Apartment 28. The year 2013 was their fifteenth year of activity. The idea of a small shop devoted to spread the streetwear Word over one of the most lively cities of Lombardy has become, during the last decade, an even more complex reality, a elegant space engaging several employees, who seem to be sharing the same passion towards their work. After all, working among such a refined selection of products, picked up from the catalogues of the best brands on the market (from workwear by Carhartt to the sport elegance of Lacoste) mustn’t be a bad occupation. While admiring through the window the limited-edition sneakers released by Lacoste L!ve to pay homage to the best known illustrator in the history of Japanese comic-strip, the god of manga Osamu Tezuka, we asked the staff some questions. And the guys answered in chorus, as one would expect from a team. What’s the origin of Boysloft? Boysloft was born in 1998. We wanted it to be an evolving container of street wear, capable of imposing a style and giving room to research and emergent designers. Frankly the success was immediate, and this makes us happy when we consider how careful has become the general public in their purchases. What kind of relationship links Boysloft to the e-shop Penelope? How can one promote a synergy between real and virtual space? The recipe is striving to reach the world’s public, creating a global showcase that no one could miss. The evolution that led us toward the web was simply natural. Whence came your passion for sneakers? Again, it came as a natural thrust for many of us; after all, sneakers are a core element of contemporary streetwear. Over the years we have seen so many models changing in so many futuristic ways, and at the same time we witnessed an incredible array of remakes of major icons from the past. How many genuine collectors hide in your staff? To be honest, we all prefer to call ourselves passive collectors, to suggest that during these years we have had the opportunity to swim across many trends and styles, and were able to promote special projects to which we are much attached. What brands are you most fond of, from a personal point of view? We are all quite enthusiastic about adidas’ style, starting from the Superstar, and including the collaborations with Kazuki Kuraishi, Bedwin & The Heartbreakers, and Mark McNairy... not to mention the explosive fantasy of Jeremy Scott. Of course, we aren’t indifferent to the pure research expressed by some models by Nike. What brand struck you most, among the ones you dealt with in your shop? By all means Golden Goose Deluxe Brand, a genuinely Venetian brand, born and grew up with us over the years; today it’s the feather in our cap. Are there many women among the sneakerheads patronizing your shop? Yes, a great many. Especially when it comes to the e-shop. What’s the trend your customers appreciate most, among the ones that appeared recently? Streetwear is an evolving sector, and every trend in it spreads a host of inspiring cues. Rather than isolating a single trend, we’d like to recommend the world of streetwear as a whole. What’s the most difficult part in your work? And what’s the greatest satisfaction? The toughest thing is to convey two elements to our customers: how a product can be both modern and traditional. The greatest satisfaction is when we see our customers (an ever changing and moving public) wearing and reinterpreting our items. 56

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Il progetto realizzato in partnership da Nike con il Doernbecher Children’s Hospital di Portland, Oregon, compie dieci anni. Ed è qualcosa di cui la casa dello Swoosh può andare davvero orgogliosa: grazie alle scarpe in edizione limitata prodotte e vendute in questo decennio, sono stati raccolti sei milioni di dollari destinati poi alla ricerca, al miglioramento delle strutture di questo ospedale che ospita bambini colpiti da malattie rare, gravi o incurabili, al reclutamento di medici d’eccellenza e al supporto delle famiglie dei piccoli pazienti. Quasi sessanta di loro hanno potuto partecipare in prima persona alla creazione di queste sneakers, assistiti da un team di designer appositamente giunti da Beaverton nelle loro stanze per dare forma a scarpe che ne riflettessero la personalità e le speranze. Veri e propri atti d’amore, che rappresentano allo stesso tempo un aiuto concreto. The project Nike realized in partnership with the Doernbecher Children’s Hospital from Portland, Oregon, is ten years old. It’s something of which the Swoosh company can be very proud: thanks to the limited edition shoes that were produced and distributed over the last decade, six million dollars were raised and assigned to the research, to the improvement of the hospital facilities (where a number of kids suffering from rare, serious or incurable diseases can be treated), to the recruitment of preeminent physicians and the support of the kids’ families. Almost sixty of them had the opportunity to take part in the creation of these sneakers, assisted by a team of designers who came to their rooms from Beaverton with the purpose of shaping shoes that could reflect their personalities and hopes. Genuine acts of love which represented at the same time a practical intervention.

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AIR JORDAN V ‘DOERNBECHER’ 2013

In dieci anni, tuttavia, non tutte le storie sono finite bene, con le porte dell’ospedale che si aprono, un sorriso e un arrivederci. Isaac Arzate rappresenta tutte queste storie che non hanno trovato lieto fine: a dodici anni, Isaac era un atleta promettente, giocava a basket e a baseball. Un giorno del gennaio 2012, Isaac ebbe un attacco di cuore mentre si stava allenando, e fu portato proprio all’ospedale all’Oregon Health & Science University, dove i medici riscontrarono una rara malformazione cardiaca. Isaac si salvò, e fu invitato a far parte del programma Nike: così, iniziò a buttare sulla carta le sue idee per una nuova, personale versione delle Air Jordan V, e si riprese tanto da riuscire a tornare a casa con la sua famiglia, e a seguire la sua squadra dagli spalti. Purtroppo, pochi mesi dopo, un secondo attacco di cuore l’ha ucciso. Così le Air Jordan V Doernbecher sono diventate un ricordo e un omaggio: vicino ai talloni spiccano i numeri di maglia di Isaac, 9 per il baseball, 31 per il basket; mentre sulla tomaia è stata stampata una poesia scritta dal ragazzo pochi giorni prima di morire. Le sue parole sono visibili solo nel buio, grazie all’effetto “glow-in the dark” applicato alla stampa. Diventeranno un oggetto da collezione, ma oggi il valore di queste sneakers risiede soprattutto nel loro significato. 60

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Unfortunately, during these ten years, there were stories who didn’t end well, with the doors of the hospital that open up, a smile and goodbye. Isaac Arzate symbolizes the stories that didn’t find a happy ending: when he was 12 years old, Isaac was a promising athlete, he played basket and baseball. One day in 2012 he got a heart attack during the training, he was brought to the Oregon Health & Science University Hospital, where the doctors discovered a cardiac malformation. Isaac was saved and he was invited to participate in the Nike program: thus he started to sketch out on paper his ideas for a new, personal version of the Air Jordan V and he recovered to the point of being able to go back home with his family and follow his team from the terrace. Unfortunately, few months later a second heart attack killed him. So the Air Jordan V Doernbecher has become a memoir and a homage: near the heels one sees Isaac’s numbers: 9 for baseball, 32 for basketball. The upper shows a poetry that Isaac wrote a few days before passing away. His words can only be seen when the light is off, due to a glow-in the dark effect applied to the printed inscription. Clearly these sneakers will become a collector’s piece: today their value stems mainly from their meaning.


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A pensarci su, il Natale è un evento stranamente poco sfruttato dalle multinazionali del settore sneakers. Le limited edition a tema non sono poi così diffuse, nonostante si tratti dell’ultima festa davvero sentita, in tutto il mondo occidentale. Asics prova a colmare questa lacuna con una collezionecapsula che vede i tre modelli running più noti della sua storia tornare sugli scaffali in un’edizione speciale dedicata ad altrettanti simboli natalizi: Babbo Natale, gli elfi aiutanti e Rudolph la Renna. Quest’ultimo forse non è universalmente nota ai bambini delle nostre latitudini, ma a lui sono ispirate le nostre sneakers preferite del mazzo: un paio di Gel Saga vestite di eleganti tinte beige, nubuck e mesh. Preferenza personali della redazione a parte, sono piuttosto accattivanti anche le GT-II (lo ricordiamo, primo modello running dotato della tecnologia Gel uscito dagli stabilimenti Asics negli anni Novanta) in pelle verde-elfo, con strisce laterali bianche a contrasto, e le Gel Lyte III: il modello indossato dal grande Gelindo Bordin viene qui riproposto in versione “Santa Claus”, con il rosso che prevedibilmente ricopre la tomaia in nubuck, spezzato solo dalle strisce bianche a contrasto. Notevole anche il particolare dell’interno color oro. In vendita in Italia in alcuni store selezionati, tra cui: Slam Jam (Ferrara), I Love Tokyo (Roma), Sneakers 76 (Taranto), Gump (Firenze), Kosmos (Trento), Superstylin (Roma). Online, su unotre.com.

Strangely enough, Christmas is a poorly exploited event (if you think it over) by the sneaker multinationals. Although it’s a festivity that arouses heartfelt emotions among people over the world, the limited editions linked to it are pretty rare. Asics attempted to fill the gap through a capsule collection which has the three models most famous in its history coming back on the shelves for a special edition dedicated to three Christmas symbols – Santa Claus, the elves, and Rudolph the Reindeer. The latter may not be known by all kids in our latitudes, but he’s the inspiration for our favorite sneakers in the bunch: a pair of Gel Saga wearing elegant beige tones, nubuck and mesh. Leaving aside our personal preferences, another winning model is the GT-II (which was, as you may remember, the first running model equipped with Gel technology to come out of the Asics factories during the Nineties), which comes in green-elf leather, with lateral white contrasting stripes, and the Gel Lyte III: a model used by the great Gelindo Bordin is here re-released as a Santa Claus version, characterized by a nubuck upper in whole red (as one might expect) softened by the contrasting white stripes. Remarkable the detail of the golden lining. Available in Italy in some selected stores, including: Slam Jam (Ferrara), I Love Tokyo (Roma), Sneakers 76 (Taranto), Gump (Firenze), Kosmos (Trento), Superstylin (Roma). Online, su unotre.com. 62

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ASICS

GEL LYTE III, GEL SAGA & GT-II ‘CHRISTMAS PACK’


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PUMA

MMQ SPRING/SUMMER 2014 PREVIEW Macht’s Mit Qualität (“prodotto con qualità”) è la collezione premium di Puma: una linea caratterizzata dall’accuratezza artigianale della costruzione, dalla scelta di materiali di alta qualità e da un’attenzione maniacale ai dettagli. Una collezione dallo stile mai eccessivo, chiaramente ispirato allo streetwear giapponese che predica il rinnovamento continuo di silhouette classiche, molto apprezzata anche dalla nostra redazione. In queste pagine vi presentiamo le novità che arriveranno sugli scaffali da gennaio del prossimo anno, e che sono al centro di un interessante esperimento di distribuzione: la casa tedesca infatti renderà queste sneakers disponibili in anticipo presso Sneakers76 a Taranto già a dicembre, con l’intento di premiare il pubblico di sneakerhead affezionati che frequenta lo store. Intanto, ecco le immagini.

Macht’s Mit Qualität (‘produced with quality’) is the premium collection by Puma – a line characterized by the craftsmanlike nature of the construction, by a selection of high quality materials, and by an obsessive care for details. A collection much appreciated also by our staff, in that it exhibits a style that is never extreme, clearly inspired by Japanese streetwear which prescribes the unremitting renewal of classic silhouettes. In these pages we show you the new models reaching the shelves starting January 2014, which are going to be distributed according to a new interesting modality. The German company will make these sneakers available in advance at Sneakers 76 in Taranto by December, with a view to rewarding the group of attached sneakeheads patronizing the store on a regular basis. Meanwhile, here’s the pictures.

Leather Disc Cage Lux Opt.2

Puma Disc rivisitate, con un tocco elegante che combina la tomaia in nubuck a dettagli in sughero. Notevole l’uso della suola in gomma da running Trinomic ripresa direttamente dall’archivio dell’originale modello. Disponibile in tre varianti colore: Gray, Dachshund, Chilli. Reshaped Puma Disc with an elegant touch combining a nubuck upper with details in cork. Notice the interesting use of a rubber sole from the running Trinomic borrowed from the archive of the original model. Available in three colorways: Gray, Dachshund, and Chilli. 64

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Trinomic XT2 MMQ

Versione premium delle classiche running anni Novanta, che incorpora oggi il tema d’ispirazione stagionale dedicato al Brasile. Look ricercato, grazie alla pelle rovesciata sulla tomaia e ai dettagli in morbida pelle. A premium version of the classic running from the Nineties, which includes a seasonal theme dedicated to Brasil. A refined look, thanks to the leather reversed on the upper, and the details in soft leather.

Stepper

Basket d’archivio, qui in una versione con tomaia in pelle di prima qualità, dettagli in suede e collare imbottito in pelle per il massimo comfort. A basket model from the archive, in a version featuring upper in premium quality leather, details in suede and padded leather collar to get the maximum comfort.

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SNEAKER FREAKER X PUMA

BLAZE OF GLORY Secondo progetto collaborativo di questo mese legato al magazine australiano Sneaker Freaker, divenuto nel breve spazio di un decennio un punto di riferimento per la street culture internazionale. E seconde Puma Blaze of Glory riviste dal team creativo diretto da Simon “Woody” Wood. Del resto, lui lo dice da sempre: “Ho creato la rivista unicamente con lo scopo di ottenere in regalo dalle aziende più sneakers possibile, e il mio obiettivo si è realizzato, ma non avevo idea di come poi la mia vita si sarebbe evoluta. Dieci anni fa progettare sneakers Puma con il mio nome sopra era un sogno impensabile.” E invece. Proprio quel modello dimenticato e ripescato nell’archivio della casa tedesca ha sancito l’inizio della collaborazione: nell’aprile del 2008 le Blaze of Glory SF andarono esaurite in un batter d’occhio, accolte con entusiasmo dagli appassionati rimasti affascinati dalla tomaia in nubuck e suede a tema squalo (e come dimenticare la variante Friends and Family prodotta in numeri limitatissimi, con tomaia in vera pelle di squalo?). Cinque anni più tardi, ecco una doppia ed esclusiva release delle Blaze of Glory – proposte nelle due colorazioni originali e in una nuova e inedita versione light – disponibile in selezionati store di tutto il mondo dalla fine di novembre. In Italia, avranno l’esclusiva Backdoor a Bologna e Sneakers76 a Taranto. 66

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The second collaboration project this month is tied to the Australian magazine Sneaker Freaker, which over the last decade has become a point of reference for the international street culture. And the second Puma Balze of Glory reshaped by the creative team directed by Simon ‘Woody’ Wood. After all, as he used to say: ‘I only created the magazine with a view of being given as many sneakers as I could from the brands, and I reached this goal, but then I couldn’t imagine how my life would evolve. Designing a sneaker by Puma bearing my name was simply an unthinkable dream ten years ago’. And yet… By the way, it was exactly that model (unearthed from the archive of the German company) which ratified the beginning of the collaboration: on April 2008 the Blaze of Glory SF was sold out in the twinkling of an eye, enthusiastically welcomed by the fans who were seduced by the upper in nubuck and suede in shark-style (and how to forget the version Friend and Family, released in limited edition, whose upper was in real shark leather!). Five years later, a double and exclusive release of the Blaze of Glory, proposed in two original colorings and in a new light version, available in some selected stores over the world, starting late October. In Italy they’ll be available exclusively at Backdoor in Bologna and Sneakers76 in Taranto. Sneakersmagazine

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LACOSTE

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Quando si parla di Lacoste, marchio fondato nel 1927 dal “coccodrillo” René Lacoste, campione di tennis e di stile all’inizio del secolo, spesso usiamo le parole “tradizione” ed “eleganza”. Del resto, sono molto adatte alla storia dell’uomo che trionfò in due importantissime gare del grande Slam, il Roland Garros parigino e il newyorchese US Open - sconfiggendo in entrambi i casi l’apparentemente invincibile americano Bill Tilden (poi passato alla storia come teorico del tennis e uomo di spettacolo tout court) - per poi condurre i moschettieri della squadra francese fino al gradino più alto del podio di Coppa Davis. Ma la vittoria più importante di quell’anno ormai lontano fu, con il senno di poi, la nascita della polo L.12.12, la maglietta in cotone piqué che rimane il simbolo dello stile Lacoste ancora oggi, a un secolo di distanza. When we talk about Lacoste, a brand founded in 1927 by the crocodile René Lacoste, a champion of style (not only of tennis) who lived around the early twentieth century, we tend to use the words ‘traditions’ and ‘elegance’. After all, such words are quite suited to the career of a man who triumphed in two very important matches of the big Slam, the Parisian Roland Garos and the New York Us Open – in both cases defeating the seemingly invincible Bill Tilden (who later made history as a tennis theoretician and a show man tout court). Subsequently he brought the musketeers of the French team until the highest step of the podium in the Davis Cup. But in retrospect the most important victory of that year was the birth of the polo L.12.12, the t-shirt in piqué cotton which became (and 100 tears later still is) the symbol of the style by Lacoste.

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Tuttavia oggi dobbiamo aggiungere “contemporaneità” alle parole chiave che descrivono il marchio francese. Come definire altrimenti un modello, parte della nuova collezione footwear Lacoste Sport, capace di unire la storia del coccodrillo con gli ultimi ritrovati della tecnica? Le Light sono, come facilmente intuibile dal nome, running shoes superleggere: costruire grazie a una tomaia in mesh estremamente traspirante e rinforzata da pannelli in suede, si avvalgono di un’intersuola ammortizzante e di una soletta interna realizzata in schiuma Ortholite, che garantisce anche la traspirazione e un’efficace azione antibatterica. Ma quello che si nota subito al primo sguardo sono le combinazioni di colori davvero accattivanti: oltre alla versione in grigio e giallo, notevole è quella a tinte molto scure, con accenti verde acqua. 70

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LACOSTE

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The concept we must add to the words already used to describe the French brand is ‘contemporary’. For how can one define other than that a model (belonging with the new footwear collection Lacoste Sport) which combines the history of crocodile with the latest technical inventions in circulation? The Light is (as one can easily infer from the name) a superlight running shoe: featuring a upper in mesh extremely perspiring and reinforced by panels in suede, the shoe has a damping midsole and an insole in Ortholite foam, which grants the perspiration and an effective antibacterial action. But what one notes at first sight is the eye-catching color combinations: beside the grey and yellow version, a most impressive one is covered by dark tones, with blue-green accents. Sneakersmagazine

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DC SHOES

UNION HI La resistenza è una qualità universalmente nota delle Union Hi, skate shoe alte sulla caviglia costruite in pelle o nubuck. Nel più tipico stile DC, sono dotate d’imbottitura nella linguetta che migliora ulteriormente il comfort, fori di areazione che assicurano la traspirazione del piede e suola Cupsole Performance anti-abrasione, con pattern a spina di pesce sotto il piede per il giusto grip: una scelta abituale per il marchio americano, che affonda solide radici nella cultura skate. Tra le diverse combinazioni di colore proposte per l’autunno/inverno 20132014 spicca questa a base nera con inserti camouflage: ancora una volta la stampa nata per nascondere i soldati nelle zone di guerra viene reinterpretata dalla street culture contemporanea in chiave assolutamente pacifica. A meno che non consideriate la tavola a rotelle un’arma impropria... Resistance is a universally known quality of the Union Hi, a skate shoe which is hi on the ankle and made in leather or nubuk. In the most typical DC style, it’s equipped by a padded part of the tongue to increase the overall comfort, airing holes to grant the foot’s perspiration and Cupsole Performance sole anti-abrasion, with herringbone pattern under the foot, to secure a perfect grip: a usual solution for the American brand, which takes its roots in the skate culture. Among the various colorways proposed for the fall-winter 2013-2014 the most eye-catching has a black base with camouflage inserts: once again the pattern originally designed to hide the troops in the battle fields gets reinterpreted by contemporary street culture from a pacific point of view. Unless you want to rank the board on wheels as an improper weapon…

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focus skate

etnies

scout Etnies è senza dubbio uno dei marchi più noti del settore skate americano. Fondata nel 1986 da Pierre André Senizergues, ex skater professionista, è oggi uno dei marchi di maggiore tradizione negli Stati Uniti. Riunito insieme a Emerica e Altamont sotto l’ombrello della holding Sole Technologies, nonostante i successi raccolti non sembra affatto volersi fermare, e continua a spingere forte su ricerca e sviluppo. L’ultimo ritorvato tecnico uscito dai laboratori del Sole Technologies Institute (nome ironico, ma solo fino a un certo punto) si chiama STI Evolution Foam: una schiuma ultra-ammortizzante, ultra-leggera e ultra-resistente applicata su molti dei nuovi modelli della casa con base a Lake Forest, in California (località nella quale la compagnia ha aperto uno degli skatepark più grandi dell’intero stato). La più interessante tra le ultime novità del marchio è senza dubbio rappresentata dalle Scout, che sembrano più adatte al running che non allo skate: una vera e propria rivoluzione per il brand, messa a punto dopo aver recepito la richiesta dei Pro Rider del Team Etnies, che volevano scarpe ultraleggere per il tempo libero. Così ecco una tomaia in mesh totale dall’aspetto sfuggente, caratterizzata dal supporto elastico dietro la caviglia: leggere e ammortizzate grazie all’uso della shciuma STI, sembrano essere destinate a diventare uno dei top-seller dell’estate 2014. E se le qualità del prodotto non fossero sufficienti a convincere i consumatori, Etnies ha pensato anche a un incentivo ecologista: le Scout sono infatti parte del programma “Buy a shoe, plant a tree”, teso alla riforestazione di alcune aree verdi del Brasile, di cruciale importanza per il sistema climatico globale. 74

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focus skate

Etnies is by all means one of the most famous brands in the American skate sector. Founded in 1986 by Pierre André Senizergues, a former professional skater, the brand is today among the most traditional in the US. Held together with Emerica and Altamont under the umbrella provided by the holding Sole Technologies, for all the success enjoyed, it doesn’t seem ready to pause a moment, and it pushes harder and harder on research and development. The last technical invention issued by the Sole Technologies Institute laboratories (a rather tonguein-cheek name, up to a point) is called STI Evolution Foam: a ultra-damping, ultra-light, and ultra-resistant foam applicated on many new models released by the company based in Lake Forest, California (a place where the company opened one of the hugest skate parks in the country).

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The most interesting novelty released by the brand is by all means the Scout, which appears to be more suited for running than skating: a real revolution for the brand, implemented after receiving a request by the Pro Riders of the Etnies Team, who wanted to have ultra-light shoes for their spare time. So here’s a upper in total mesh with a tapered look, characterized by an elastic support behind the ankle: lightweight and cushioned by the presence of the STI foam, the kick has everything in order to become one of the top-sellers of the summer 2014. And if the product qualities weren’t enough to convince the customers, Etnies devised a green incentive: the Scout is part of the program “Buy a shoe, plant a tree”, aiming at the reforestation of some green areas in Brasil, of crucial importance for the global climate.


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scout

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Vans

Core Holiday 2013 [ROWLEY] Pro Lite Dopo aver riproposto il primo, storico, modello della serie, questa stagione Vans presenta una nuova versione della signature shoe di Geoff Rowley: la [Rowley] Pro Lite. Proprio come la Cab-Lite, è essenzialmente una versione 2.0 del primo pro-model di Rowley: un upgrade tecnico che ripropone il design della scarpa attraverso la costruzione “seamless” Rapidweld della tomaia con parti termoincollate e l’interno Luxliner con inserti in neoprene per un maggior comfort e una maggiore leggerezza; inoltre versione aggiornata anche per la classica Waffle Sole attraverso il sistema Single-Wrap Pro Vulc che alleggerisce notevolmente il peso della suola insieme alla soletta Ultracush Lite in EVA. After rereleasing the first historical model of the series, this year Vans presents a new version of the signature shoe by Geoff Rowley, the [Rowley] Pro Lite. This shoe, just like the Cab-Lite, is basically a 2.0 version of the first pro-model by Rowley: a technical upgrade which reinterprets the shoe’s design through a ‘seamless’ Rapidweld construction of the upper with parts that are welded, and a Luxliner lining with neoprene inserts to grant more comfort and more lightness; we also have an updated version of the classic Waffle Sole through the Single-Wrap Pro Vulc system which greatly reduces the weight of the sole, along with a Ultracush Lite insole in EVA.

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Vans

Holiday 2013 Cab Lite

Dopo un buon feedback raccolto la scorsa primavera tra skaters e non, anche questa stagione Vans propone nuove opzioni per la Cab Lite, primo upgrade in 20 anni per l’iconica signatureshoe di Steve Caballero. Introdotta all’inizio del 2013 subito dopo le celebrazioni del 20esimo anniversario della mitica Half-Cab, la scarpa torna per l’autunno /inverno 2013 in diversi nuovi makeup, sempre con il suo bel look minimale arricchito dalle varie caratteristiche tecniche dei modelli Vans Pro tra cui la tomaia termosaldata attraverso il sistema Rapidweld, la costruzione Pro Vulc con ImpactSorb® e la soletta in schiuma Ultracush Lite in CMEVA.

In the wake of the positive feedback received last spring among both skaters and non skaters, this fall Vans is presenting some new options for the Cab Lite, the first upgrade in the last 20 years of the iconic signature shoe by Steve Caballero. Introduced at the beginning of 2013 after the celebration of the 20th anniversary of the legendary Half-Cab, the shoe is back for this fall / winter 2013 in various new makeups, with its wonderfully minimal look embellished by various technical traits that are typical of Vans Pro models: like the upper welded through the Rapidweld system, the Pro Vulc construction with ImpactSorb® and the insole in foam Ultracush Lite in CMEVA. Sneakersmagazine

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Vintage&Deadstock Sneakers

Nonostante la stagione non sia affatto clemente (a Milano, ultimamente piove due giorni sì e uno no) vediamo molti runner per le strade della città: sembra proprio che la corsa nell’ultimo lustro sia tornata prepotentemente di moda, e la cosa non può che farci piacere. Forse ispirati dagli incontri metropolitani con questi atleti - che saranno pure della domenica, ma sembrano avere il fuoco negli occhi e la dinamite nelle gambe - abbiamo dedicato al running buona parte della sezione vintage di questo mese. Iniziamo con un duo di classici americani: le Converse Jogger (pagina 88) e le New Balance 320 (pagina 86). Entrambe figlie dei favolosi anni Settanta, riflettono però due approcci molto diversi da parte delle rispettive case produttrici: quello più tecnico di New Balance, che proprio nei seventies si apprestava a diventare leader del segmento running del mercato, e quello più casual di Converse, che si affacciava nel settore carica della sua storia e tradizione. Al decennio successivo risalgono invece le Asics GN60 (pagina 94), gioiello che riflette la qualità della produzione giapponese: quante scarpe conoscete che possono essere ancora indossate, a oltre trent’anni dal primo arrivo sugli scaffali? Sicuramente non è il caso delle Air Play di Nike (a pagina 82), che forse anche per la loro fragilità sono diventate oggetto del desiderio dei collezionisti: un modello-icona, che ha segnato il passaggio tra due epoche nel settore tennis, e aperto la strada per lo stile che poi sarebbe stato imposto dal grande Andre Agassi. Completa il quadro di questo mese una proposta casual di adidas come le San Francisco (pagina 90), e una basket Reebok di cui si è molto parlato negli ultimi tempi: le Blast dovevano infatti tornare sugli scaffali in una versione rinnovata per il 2013, ma le foto di alcuni sample finite su internet hanno fatto gridare allo scandalo gli appassionati. Risultato: Swizz Beatz, direttore creativo della sezione heritage del marchio, ne ha bloccato lo sviluppo, assicurando che le Blast rimarranno, ora e per sempre, quelle originali che vi mostriamo a pagina 92. 80

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Although in Milan the weather isn’t mild (two days out of three are rainy in this period) we observe so many runners jogging around the city: it would seem that running is coming back into fashion during the last half decade, and this can only delight us. Perhaps inspired by some metropolitan encounters with some of those athletes (whom we might call amateur runners, although their eyes are blazing and their legs full of dynamite) we dedicated a huge portion of this month’s vintage section to running. Let’s start with a couple of American classics: the Converse Jogger (on p. 88) and the New Balance 320 (on p. 86). While both are children of the marvelous Seventies, each of them reflects a different approach which corresponds to the brand’s attitude: from the more technical approach of New Balance (which during the Seventies was becoming a leader in the running sector) to the more casual stance of Converse (which was already rich in history before entering the running sector). On the other hand, the Asics GN60 (on p. 94) belongs in the subsequent decade: the shoe is a gem which reflects the Japanese production quality; how many shoes you know that are fit to be used after more than 30 years from their inception? This isn’t definitely the case of the Air Play by Nike (on p. 82) that due to their fragility has become a mostly desired kick among collectors: an icon-model which marked the transition between two epochs in the tennis sector and paved the way for the style that the great Andre Agassi would later spread out. This month’s picture is crowned by a casual proposal by adidas, the San Francisco (on p. 90), and a basket Reebok that raised much debate recently: the Blast was expected to come back on the shelves in a renewed version during 2013, but the pictures of some samples that appeared on the internet caused a scandal among the fans. As a result, Swizz Beatz, the creative director of the heritage section of the brand, interrupted the production, and declared that the Blast will continue to be – now and forever – the original shoe that we show you on page 92.


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NIKE

AIR PLAY “Dimenticatevi com’era il tennis”. Il tono della promozione Nike sparata a tutta pagina sulle riviste di fine anni Ottanta non lasciava dubbi: le Air Play rappresentavano una piccola rivoluzione all’interno del catalogo della casa di Beaverton. Scarpe disegnate per poter sostenere il gioco aggressivo, di chi non ama stare a fondo campo a ricevere i colpi dell’avversario, dotate di una particolare costruzione Footframe che offriva una calzata estremamente confortevole e di una suola in Durathan molto più resistente rispetto a quelle offerte dai concorrenti sul mercato. Non stupisce dunque che proprio con le Air Play sia iniziato il periodo migliore per il tennis di casa Nike, quello culminato con la linea Tech dedicata al grande Andre Agassi, che avrebbe cambiato per sempre le regole dello stile sui campi da gioco. Alcuni elementi di design delle Air Play - il più evidente, la suola - sono poi stati implementati nei modelli Nike successivi, dalle Air Tech Challenge II fino ai giorni nostri: se non ci credete, date un’occhiata alla suola delle vostre preziose Air Yeezy II! Piuttosto rare sul mercato del vintage: difficile trovarne un paio deadstock, e se ci riuscite, non pensate neppure per un attimo di riuscire a indossarle, perché rischiano di sbriciolarsi davanti ai voistri occhi...

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Made in KOREA, 1987


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“Forget what tennis use to be”. The tone of the advertisement campaign that Nike would deploy on the magazines during the Eighties didn’t leave any doubt: the Air Play was a small revolution within the catalogue of the company from Beaverton. Shoes designed to support the most aggressive performances, for players who didn’t like to stay in the baseline and wait for the opponent’s strokes, equipped with a special construction called Footframe which granted an extremely comfortable fitting and a sole in Durathan which was more resistant that anything the market could offer back then. No wonder if the best epoch for Nike’s tennis started exactly with the Air Play, a period culminated by the line Tech dedicated to the great Andre Agassi, who would change forever the rules of style on the tennis fields. Some design elements of the Air Play (the most evident being the sole) were later implemented in the subsequent models by Nike, from the Air Tech Challenge II to our days: if you don’t believe us, take a look to the sole of your beloved Air Yeezy II! Pretty rare on the vintage market: hard to find a deadstock pair, and if you find one, don’t even imagine to be able to wear it, for they will fall apart in front of you.

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NIKE air play

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NEW BALANCE

320

Made in, USA 1976 1975: un uomo, un atleta, era il talk of the town dei newyorchesi. Tom Fleming, vincitore della maratona cittadina, una delle corse più note al mondo. Primo per la seconda volta, dopo l’edizione 1973, ma noi appuntiamo la nostra attenzione su questa seconda vittoria: non solo perché fu quella della consacrazione di Fleming, capace poi di primeggiare anche a Cleveland e a Los Angeles negli anni successivi, e di ottenere per due volte la piazza d’onore a Boston; ma anche e soprattutto perché in quella edizione il corridore statunitense sfoggiava ai piedi un paio di New Balance 320, scarpe che l’anno successivo sarebbero state elette dalla bibbia del settore Runner’s World “miglior modello running al mondo”, certificando il ruolo di leader del marchio americano. Le 320 erano scarpe apparentemente semplici, ma dotate di tutti gli accorgimenti tecnici necessari a rendere confortevole la corsa su lunghe distanze. Prodotte ancora oggi, sono tuttora apprezzate da molti runner.

1975: a man, an athlete, was the talk of the town for many New Yorkers. Tom Fleming, winner of the local marathon, one of the most famous races in the world. He was first, for the second time, after the 1973 edition; but here we want to focus on the second victory. Not only because it was the one which consecrated Fleming, who subsequently managed to excel in Cleveland and in Los Angeles, and to obtain twice the honor placement in Boston; but also because in that edition the American runner showed off a pair of New Balance 320, a model that the year after would be judged by the sector bible, Runner’s World, as “the best running model over the world”, thus ratifying the role of leader for the American brand. Though the 320 was an apparently simple kick, it was endowed with all the technical gears necessary to render a long distance running race quite more comfortable. They are still in production, and are much appreciated by many runners. 86

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CONVERSE

coach JOGGER

Made in KOREA, 1978

Vero, Converse non brillava certo nel settore running negli anni Settanta: difficile raggiungere la fama di New Balance, Nike e adidas. Tuttavia, bisogna dare atto alla casa americana dei suoi tentativi di raggiungere la concorrenza. Ad esempio, ecco qui un modello running super funky, raro - soprattutto in alcune colorazioni - ma non particolarmente quotato: potrebbero rappresentare un buon investimento, in attesa che i prezzi salgano. Per ora, un paio deadstock può valere sui 150 dollari, soprattutto sul mercato giapponese: nel lontano oriente, sono molti i collezionisti di Converse vintage. Per chi si accontenta di guardarle, invece, segnaliamo che si possono trovare facilmente ai piedi dei protagonisti dei film della cosiddetta blaxploitation americana dei Settanta.

Admittedly, Converse didn’t shine in the running sector during the Seventies: hard to equal the success of New Balance, Nike and adidas. However, we should recognize that the American brand made some good attempts to reach the competitors. For example, here’s a super funky running model, quite rare (especially in some colorings) but not so much appreciated: it might be a good investment for those who wait that prices goes up. So far, a deadstock pair might cost around 150 bucks, especially on the Japanese market; in the far east there are plenty of collectors of vintage Converse. For those who are content with watching them, we remind you they can easily appear on the feet of the protagonists of movies of the so-called Seventies blaxploitation.

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ADIDAS

SAN FRANCISCO

Made in JUGOSLAVIA, 1986

Cronaca di un fallimento: stavola ci hanno battuti. Le aste on line, si sa, sono una giungla, ma avevamo davvero sperato di poter aggiungere al nostro archivio queste adidas mai viste prima. Invece siamo stati superati all’ultimo minuto. Ma non potevamo non pubblicare almeno le foto di questo modello assolutamente dimenticato, che farà felici gli appassionati dello stile casual: 100% made in Jugoslavia, come molti modelli della casa tedesca negli anni Ottanta, ad esempio Rom, Tampico, Vienna... Mentre Nike andava in Corea, adidas apriva molti stabilimenti nell’Europa dell’est, anche oltrecortina. Le San Francisco sono state in catalogo per diverse stagioni nel corso degli Ottanta, per poi riapparire alla metà dei Duemila in una versione leggermente rinnovata. Tuttavia, questa versione originale rimane insuperata, e molto, molto rara: il valore di un paio in perfette condizioni si aggira intorno ai 400 dollari.

Detailed description of a failure: this time we lost. The online auctions – as anyone knows – are like a jungle, but we really hoped to be able to include this adidas (we had never seen before) in our archive. And although we were defeated at the last minute, we couldn’t help publishing at least the images of this absolutely forgotten model, which may delight the fans of the casual style: as many other models by the German company dating from the Eighties (like Rom, Tampico, Vienna) this is entirely made in Yugoslavia. While Nike would go to Korea, adidas opened up many factories in the eastern Europe, even behind the Iron Curtain. The San Francisco remained in the catalogue for various seasons during the Eighties, and then reappeared by the mid 2000 in a slightly modified version. However, this original version is still unequalled, and also very rare: the price of a pair in perfect repair is around 400 dollars.

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REEBOK

BLAST

Made in CHINA, 1996

La storia di queste scarpe prodotte da Reebok alla metà degli anni Novanta (e di conseguenza Made in China: siamo nel periodo in cui le grandi multinazionali avevano decentrato quasi tutta la loro produzione nel lontano oriente) è legata a doppio filo a quella di Nick Van Exel, arcinota point-guard dell’NBA americana che negli anni Novanta ha lasciato la sua impronta tra Denver e Los Angeles. Nick era molto amato dai tifosi per il suo carattere ribelle e le sue intemperanze, che unite al suo indiscutibile talento con la palla a spicchi lo rendevano un perfetto antieroe: storiche le sue litigate con Kobe Bryant e Shaquille O’Neal ai tempi dei Lakers, e soprattutto lo spintone rifilato a un arbitro nel corso di una partita di regular season nel 1996, che gli costò sette giornate di squalifica e una multa da quasi 190.000 dollari. Oggi Nick fa l’allenatore, e attualmente è assistant coach per i Milwaukee Bucks. Le Blast hanno segnato dunque la carriera di Van Exel, ma anche una tappa importante in un periodo in cui Reebok era attrezzatissima per combattere una guerra totale contro Nike nel settore basket: a ogni stagione uscivano dai laboratori di ricerca e sviluppo della casa (ormai ex-)inglese modelli straordinari, come le Shaqnosis, le Question e le Kamikaze II. Proprio una bella famiglia... 92

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The story of this shoe produced by Reebok by the mid Nineties (and consequently made in China, for that was the period when the big multinationals started relocating their entire productions in the far east) is closely knit to the story of Nick Van Exel, a hyper famous point-guard of the American NBA who during the Nineties left a clear trace between Denver and Los Angeles. Nick was much loved by the fans for his rebellious character and his intemperance, which in combination with his undisputed talent would make him a perfect anti-hero: his arguments with Kobe Brint and Shaquille O’Neal when they were in the Lakers have become a legend, and the same is true of the violent push he gave the referee during a regular season match in 1996, which cost him seven days’ disqualification, and a fine of almost 190 thousand dollars. Today Nick works as a trainer, and is currently assistant coach for the Milwaukee Bucks. So the Blast marked the whole career of Van Exel, but also an important phase during an epoch in which Reebok was most equipped to fight a war against Nike in the basketball sector: extraordinary models would appear every year from the research and development laboratories of the (then) English company: like the Shaqnosis, the Question, and the Kamikaze II. Really a beautiful family. Sneakersmagazine

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Vintage&Deadstock Sneakers

ASICS

GEL GN 60

Made in KOREA, 1988

Ecco un’altra super running della fine degli anni Ottanta, non ancora riproposta da parte della casa giapponese. Diciamo “non ancora” perché sappiamo che asics programma di riportare sugli scaffali molti classici dotati della tecnologia Gel nel corso delle prossime stagioni, quindi meglio prepararsi: il passato tornerà, e la cosa non può che farci piacere. Ci piacerebbe rivederle presto, queste GN 60: design super semplice e leggerezza estrema, per fare concorrenza diretta a modelli Nike Air Mariah e Duellistic, che tra le altre cose erano molto simili anche nelle colorazioni. Al contrario delle rivali, però, le Asics GN 60 non hanno risentito troppo del passare del tempo: se ne trovate un paio, è probabile che riusciate ancora ad indossarle senza rischiare di ditruggerle in tre passi. Forse anche per questo, il valore di un paio si aggira intorno ai duecento dollari.

Here’s another super running from the late Eighties, which the Japanese company never rereleased so far. We say ‘so far’ because we know that asics is planning to bring back on the shelves many classic models equipped with Gel technology in the coming seasons, so we’d better be prepared: the past will be back, and we can only be happy about that. We look forward to seeing this GN 60 as soon as possible – a very simple design and an extreme lightness, designed to compete with models by Nike Air Mariah and Duellistic, which among other things were much similar also in terms of colorways. Unlike the rivals, however, the asics GN 60 haven’t much suffered from the passage of time. If you find a pair, you may be able to wear it without running the risk of destroying the kicks in few steps. Which may also be why the price of a pair floats around 200 bucks.

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fotopedaci.com

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