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Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, NO/NOVARA MP-NO 0681 anno 2012

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magazine luglio/ agosto 2012

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luglio agosto 012

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Foot Patrol x Converse First String Pro Leather kazuki kuraishi x CLOT x adidas Superstar 80s ‘Texile’ Patta x KangaROOS PxK Voyage Sneaker Freaker x PUMA Dallas ‘Bunyip’ SNEAKER FREAKER x Saucony Grid 9000 ‘Bushwhackers’ Reigning Champ x Converse First String Chuck Taylor OX solebox x Saucony Shadow 5000 ‘Grey & Pink Devil’ Nike & Levi’s 511 Skateboarding Collection Koi Klub x Onitsuka Tiger Capsule Collection Jordan World Basketball Festival Collection hyusto Nike Air Yeezy II MICAH LIDBERG X LACOSTE L!VE nike Air Safari NRG & Air Trainer 1 ‘Safari’ NRG Vans LXVI Collection PUMA Easy Rider 78 ‘Camo’ Drunknmunky Boston Monocolor Spring 2013 Preview New Balance ML574 ‘Colour’ New Balance ML574 ‘Pigskin Suede’ Skateboarder magazine x vans collection Onitsuka Tiger Aisen Collection Onitsuka Tiger Kakishibu Collection adidas original Blue Collection Hook & Match Play Osiris NYC 83 VLC Fallen Forté Mid & Easy adidas Skateboarding Lucas Pro Nike SB Paul Rodriguez VI Vans core Stage 4 Vans core Pacquard Converse Skateboarding KA-1 Vulc & ELM LS Direttore responsabile Antonella Guindani Coordinamento Editoriale Marco Colombo Redazione e testi Andrea Caviggia, Michele R. Serra, Lucia Milvia Maida, Beniamino Bozano Fotografia Andrea Caviggia Grafica ArtK Traduzioni Sergio V. Levi

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è vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, di fotografie e disegni. I contributi fotografici e di testo sono ben accetti. Testi, illustrazioni, fotografie e disegni, se non espressamente richiesti, non verranno restituiti. L’editore è a disposizione degli interessati quando nonostante le ricerche non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuale materiale fotografico.


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editoriale editorial

Dicono che la sincerità sia una virtù. Quindi diremo la verità: vedere il numero 50 stampato sulla copertina di questo numero di Sneakers Magazine ci ha perfino sorpreso. Chi mai avrebbe pensato di arrivare a un traguardo del genere? Eppure, così è stato. Tanto è passato da quando ci siamo presentati a voi, cari lettori, che probabilmente condividete con noi l’ossessione (abbiamo promesso sincerità, ricordate?) per questi piccoli oggetti costruiti solo di pelle, tessuto e gomma, eppure così incredibilmente superiori alla somma delle loro componenti. Anni in cui il mercato è cambiato radicalmente, e il collezionismo è diventato un fenomeno mondiale capace di creare una generazione di consumatori hardcore che hanno dato vita a un dialogo continuo con i grandi marchi del mondo sneakers. Anni in cui è cambiato anche il panorama editoriale, con un deciso spostamento dei flussi d’informazione verso il mondo digitale: siamo certi che la nostra casa sul web sneakersmagazine.it potrà offrirvi un porto sicuro nel mare di internet. Anni infine nel corso dei quali abbiamo mutato pelle stagione dopo stagione, cercando di offrirvi sempre uno sguardo appassionato (in fondo, appassionati è ciò che siamo) sulle novità in arrivo, sui progetti più freschi, sul vintage più introvabile. Speriamo di esserci riusciti, sempre aperti a suggerimenti, richieste e critiche. Grazie di cuore, per ora, a chi ha creduto in Sneakers. Chiudiamola qui con le autocelebrazioni, che non sono mai simpatiche, e apriamo la pagina relativa ai contenuti: a partire da questo mese, troverete all’inizio del giornale uno spazio dedicato all’approfondimento di alcuni selezionatissimi progetti collaborativi del mondo sneakers, prima dei consueti spazi dedicati al focus sui modelli più accattivanti in uscita, alle sneakers boutique, agli eventi e al vintage. Quella delle cosiddette collabo è infatti ormai una realtà acquisita nel mondo sneakers, in cui il prodotto diventa dialogo tra diverse sensibilità creative e produttive. E spesso proprio le collaborazioni portano alla produzione di sneakers incredibili, oggetti che scatenano incontrollabili ondate di desiderio fra gli appassionati. Non entriamo nel dettaglio, per una volta niente spoiler: godetevi il numero cinquanta.

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A motto sais that honesty is a virtue. So let’s be honest: seeing the number 50 printed on the cover of this number surprised us quite a bit. Who could imagine reaching such an important winning post? And so it is. So much time has passed since we firstly introduced ourselves to you, dear readers, that you probably will now share our obsession (we decided to be honest, remember?) for these small objects simply made of leather, tissue and rubber, and still so amazingly exceeding the sum of their parts. Years in which the market has changed radically, and collecting sneakers has become a worldwide craze capable of creating a generation of hardcore sneakerheads who put forth an unremitting dialogue with the great brands of sneakers. Years in which also the publishing framework has changed a lot, exhibiting a definite switch of the information flux more and more toward the digital mode; and we are pretty confident that our ‘electronic headquarter’ sneakersmagazine.it will be able to provide a safe harbor in the Ocean of internet to all of you. Years, finally, during which we changed our skin season after season, with a view to trying to give you a thrilling outlook (and after all we can’t help being thrilled) on the upcoming news, on the most refreshing projects, on the most unobtainable vintage. We really hope we managed to make it, and in case anyone thought we didn’t, we remain open to suggestions, requests, and criticisms. Meanwhile, thanks a lot to all of you, for believing in Sneakers. And while we close the page of self-celebrations – for they may even get boring sometimes – let’s turn the page about our contents. Starting this month you’ll find a place (over the initial pages of the magazine) which will be dedicated to introducing some very selected collaborative projects over the world of sneakers, followed by the usual pages consecrated to meeting the most fascinating upcoming models, the sneakers boutiques, the events and the vintage. The section on the so-called collaborations is indeed an accepted chapter in the sneakers world, where the product becomes an occasion for various creative and productive subjects to interact. And many interesting models were born from a collabo, raising unrelenting waves of desire among the fans. We don’t go into details here: no spoiler this time. Enjoy the 50th.


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johannesburg, south africa

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a DocuMentarY fiLM bY faLLen footWear


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Foot Patrol x Converse First String Pro Leather

Considerando il fatto che si tratta da sempre di uno dei punti di riferimento per gli sneakerheads inglesi, stupisce che FootPatrol abbia messo a segno nel corso degli ultimi dieci anni solo un pugno di collaborazioni con i grandi brand del mondo sneakers. Poche, è vero. Ma tutte azzeccatissime. Non fa eccezione quella in arrivo sugli scaffali (di pochissimi e selezionatissimi rivenditori, of course): protagoniste le Pro Leather di Converse, note ai più per essere sneakers-simbolo del grande Julius “Dr.J” Erving, in versione alta e bassa. Customizzate con tomaia monocroma, suola bianca a contrasto, logo FootPatrol sulla talloniera e inserti stampati con fantasia ‘aztec’, sono destinate a sicuro successo. Le Pro Leather Low color menta, in particolare, hanno causato notevole hype: uscite nei primissimi giorni di luglio, rischiano di essere già esaurite quando leggerete queste righe. If you consider the fact that it’s always been one of the landmarks for all English sneakerhaeds, one is amazed that FootPatrol has just completed over the last ten years a bunch of collabo with the great brands of sneakers world. True, they are quite a little, but they are perfectly spot-on. It’s no exception the kick which is forthcoming on every shelf (of a very few and selected resellers, of course). We are talking about the Pro Leather of Converse, known to some because they are a symbol of the great Julius Dr. J Erving, in both hi and lo version. Customized with monochrome upper, white and contrasted sole, FootPatrol logo on the heel and printed inserts in Aztec fantasy – their fate is success. The mint-colored Pro Leather Low’s caused remarkable hype: released early June, they risk being already sold out when you read these lines. 6

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collabos Foot Patrol x Converse First String Pro Leather

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kazuki kuraishi x CLOT x adidas Superstar 80s ‘Texile’

Per la bella stagione adidas Originals torna a collaborare con lo stimato designer giappponese Kazuki Kuraishi e il brand CLOT, per proporre una nuova versione premium della mitica Superstar. Il risultato è la Superstar 80s ‘Texile’, un remix estivo dell’iconico modello classe 1968 che unisce tradizione e innovazione: il design iperclassico della versione 80s viene infatti riproposto per la prima volta con tomaia in 100% mesh caratterizzata da una curatissima scelta di colori e dettagli, mentre suola e shell-toe leggermente ingiallite danno un tocco vintage a questa fresca novità. For the wonderful upcoming season adidas Originals has another collabo with the renowned Japanese designer Kazuki Kuraishi and CLOT, to propose a fresh new premium version of the mythic Superstar. The result is the Superstar 80s ‘Texile’, a summer remix of the iconic 1968 model which brings tradition and innovation together: indeed the hyper-classic design of the 80s version gets now rereleased for the first time with a upper in total mesh characterized by a very careful choice of colors and details, whereas sole and a shell-toe slightly yellowed give a vintage aura to this fresh novelty.

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Sneaker Freaker x PUMA Dallas ‘Bunyip’

Sneaker Freaker è senza dubbio fra i maggiori responsabili della diffusione della sneakers culture a livello globale: la rivista nata dieci anni fa dalla passione di un gruppo di appassionati australiani oggi è una potenza mondiale, con succursali in Spagna e Germania. Dunque, non stupisce la collaborazione con uno dei più noti brand tedeschi, messa in piedi dal magazine per festeggiare il decennale del primo numero. Da Melbourn a Herzogenaurach il passo non è breve, ma il team creativo di Sneaker Freaker è riuscito a mettere insieme un classico del design tedesco, le Puma Dallas, e le antiche leggende del continente australe: il risultato è un modello inedito intitolato al mitico Bunyip, animale protagonista del folklore aborigeno. Nella pratica si tratta di Dallas customizzate con estrema cura, tanto da renderle quasi irriconoscibili: tomaia in ‘thick-cut’ suede, tallone e interno in pelle premium, profilo dell’intersuola in pelle, suola in para e tanti particolari unici, fra i quali spicca la linguetta sagomata. Sneaker Freaker is by all means among the main causes of the diffusion of sneakers culture on a global level: the magazine was born ten years ago from the passion of a group of Australian fans and is today a global power, with branch agencies in Spain and Germany. It’s no surprise then this collabo with one of the best known German brands, imagined by the magazine to celebrate their tenth year of life. From Melbourn to Herzogenaurach the step isn’t too short, but the creative team at Sneaker Freaker managed to put together a classic of German design (the Puma Dallas) with the old tales of Australian desert: the outcome is a model never seen before dedicated to the legendary Bunyip, the animal populating aboriginal folklore. In more practical terms it’s a pair of Dallas customized so much carefully that they are almost unrecognizable: upper in ‘thick-cut’ suede, heel and inner in premium leather, also in leather the intersole profile, a sole in para rubber and many special details, among which a finely shaped tongue. 12

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SNEAKER FREAKER x Saucony Grid 9000 ‘Bushwhackers’

“Bushwackers”? La coppia di lottatori del wrestling dei primi Novanta, che ci divertiva tanto quando eravamo solo bambini, non c’entra. Si tratta invece del sottotitolo di uno dei progetti collaborativi messi in piedi dagli australiani di Sneaker Freaker per festeggiare i dieci anni della rivista (una delle poche a potersi dire più longeva di Sneakers Magazine!): qualche pagina più indietro vi abbiamo presentato quello – molto diverso, altrettanto riuscito – che vede protagoniste le Puma Dallas, qui invece si tratta di un paio di specialissime Grid 9000, runner storiche della casa americana Saucony riviste con tomaia a base nera e accenti menta. Ciò che fa davvero la differenza – come spesso accade quando il team di sneakerheads originario di Melbourne mette le mani su un modello running – è l’accuratissima scelta di materiali: suede, diamond mesh e interno in raso. Edizione limitatissima, in vendita dalla fine di giugno e destinata ad andare esaurita molto presto. Bushwackers? The pair of wrestlers from the early Nineties which entertained us when we were young has nothing to do with this thing. This is rather the subtitle of a collaborative project put in place by the Australians of Sneaker Freaker to celebrate the tenth anniversary of their magazine (one of the few that may be said to be longer-lived than Sneakers Magazine!): a few pages back we showed you another project (quite different, but equally successful) that concerns the Puma Dallas, so here’s a pair of very special Grid 9000, historic runner kicks by the American company Saucony rereleased through a black-based upper and mint-colored accents. What makes the difference – as it happens when the team of sneakerheads from Melbourne works on a running model – is the very accurate choice of materials: suede, diamond mesh and satin lining. A very limited edition, available from late June and destined to be soon sold-out. 14

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Reigning Champ x Converse First String Chuck Taylor OX

Dopo i losangelini di Undefeated e la loro versione della Jack Purcell, le raffinate collaborazioni del programma First String di Converse continuano con Reigning Champ e una nuova versione premium, “felpata”, dell’iconica Chuck Taylor All Star. Conosciuti ormai da anni come gli esperti in abbigliamento basico dalla curata selezione dei tessuti felpati, i canadesi di Reigning Champ restano fedeli al loro background e scelgono di riproporre la scarpa attraverso una tomaia in “heaveyweight terry cotton”, in due varianti colore iper classiche - heather grey e blu navy – con interno in chambray azzurro per accentuare la tomaia felpata. After enjoying the LA guys of Undefeated and their version of the Jack Purcell, the refined collabs of the First String program by Converse go on with Reigning Champ and a new “plushy” premium version of the iconic Chuck Taylor All Star. Known by now since a couple of years as the experts of basic clothing from the careful selection of plushed tissues, the Canadians of Reigning Champ remain committed to their background and choose to rerelease the shoe through a upper in “heavyweight terry cotton”, in two different hyper-classic colorways – heather grey and blue navy – with lining in turquoise chambray to emphasize the plushy upper.

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Koi Klub x Onitsuka Tiger Capsule Collection

‘Koi’ è un vocabolo giapponese dal significato molteplice, sfuggente. Indica le carpe, ma anche l’innamoramento. E una moltitudine di ulteriori traduzioni. Non stupisce che Yoske Nishiumi, designer di origine nipponica stabilmente di stanza a Berlino, abbia scelto quella parola per dare un nome al suo Koi Klub, che si è rapidamente evoluto da appuntamento musicale a centro di una miriade di progetti creativi, dei quali il più importante è senza dubbio la collaborazione con Onitsuka Tiger. L’ultimo episodio della saga Koi/Onitsuka è costituito da una versione contemporanea delle Mexico 66, tra i modelli storici della casa giapponese. Sottotitolata “Dress”, non a caso: si tratta infatti di uno dei più riusciti mix tra look sportivo e formale visti negli ultimi tempi. Koi is a Japanese word meaning many things, eluding definition. It refers to carps and to falling in love and to a great many things. No wonder if Yoske Nishiumi, a designer of Japanese origins residing in Berlin, has chosen that word to name his Koi Club, which has evolved quite rapidly: from musical event to source of a million different creative projects, of which the most important is by all means the collab with Onitsuka Tiger. La latest episode in the saga Koi/ Onitsuka is a modern version of the Mexico 66, among the historical models of the Japanese company. The subtitle “Dress” is no coincidence: indeed that’s one of the most successful mixes of sport and formal shoes that we have stumbled upon over the last several years.

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news

jordan In occasione delle Olimpiadi di Londra, quest’anno Nike Basketball e il Brand Jordan hanno deciso di celebrare la manifestazione attraverso una serie di uscite speciali; tra queste la ‘Dream Team Tribute Collection’, collezione di scarpe e abbigliamento che rende omaggio al Dream Team USA nel 20esimo anniversario di quella leggendaria formazione che nel 1992 incantò il mondi ai Giochi Olimpici di Barcellona. Per questo motivo metà della nostra sezione Jordan è dedicata ai nuovi modelli Retro d’ispirazione olimpica, mentre nella seconda parte vi segnaliamo altri illustri modelli Retro in uscita.

Air Jordan I Phat Olympic

Primo remake dedicato al Dream Team e alle Olimpiadi vede protagonista la mitica Air Jordan I, nella versione aggiornata ‘Phat’, riproposta per l’occasione con tomaia in pelle premium e nubuk, in questa colorazione ispirata allo schema colori utilizzato da Nike per le edizioni olimpiche dei suoi vari modelli basket perfomance. First remake dedicated to the Dream Team and the Olympics has the mythical Air Jordan I as leading character, though in its updated Phat version, released for the occasion with premium leather and nubuk upper in this coloring inspired by the pattern used by Nike for the Olympic editions of its various basket performance models.

Air Jordan VI Olympic

Continuiamo con la Air Jordan VI ‘Olympic’, primo remake di questa particolare colorazione del modello proposta per la prima volta nel 2000, in occasione dei Giochi della XXVII Olimpiade (le Olimpiadi di Sidney). A distanza di 12 anni la scarpa torna per la prima volta quest’anno, esattamente come allora. Next item is the Air Jordan VI ‘Olympic’, first remake of this special coloring of the model proposed for the first time in 2000, on the occasion of the Games of the 27th Olympics (in Sidney). After a dozen years the kick is back this year for the first time, exactly like then.

Air Jordan VII Olympic

E concludiamo con la Chicca: la Air Jordan VII nella colorazione OG utilizzata da MJ durante le Olimpiadi del 1992. La mitica “White/ Metallic Gold – Obsidian – True Red” fu introdotta (e subito sparita) in occasione dei Giochi Olimpici di Barcellona e, fino ad oggi, è stata riproposta una sola volta, nel 2006. Con tutta probabilità ci vorrà un altro illustre anniversario per rivederla in futuro, quindi fate il vostro gioco. The conclusion is this sweetie: the Air Jordan VII in the OG colorway used by MJ during the 1992 Olympics. The mythical “White/Metallic Gold – Obsidian – True Red” was introduced (and soon disappeared) during Barcelona Olympics and so far was rereleased only once, in 2006. It will take us very likely another anniversary to see them again, so “faites vos jeux, Mesdames et Messieurs”. 20

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On the occasion of the London Olympics this year Nike Basketball and the Brand Jordan decided to celebrate the event through a series of special issues; among them lurks the Dream Team Tribute Collection, a collection of kicks and clothes that pays homage to the American Dream Team in the 20th anniversary of a group that charmed the world during the Barcelona games in 1992. For this reason half of our Jordan section is dedicated to the new Retro models bearing a Olympic inspiration, while the other half will present renowned Retro models coming out soon.

Air Jordan VII Filbert

Quest’anno il settimo modello della leggendaria serie compie 20 anni, e forse è per questo che continuano ad uscire remake di colorazioni storiche e nuovi makeup come questa particolare versione ‘Filbert’, caratterizzata da una particolare tomaia in synthetic suede e nylon con un motivo di triangoli ricamato e una raffinata combinazione di colori – obsidian, oro e bianco. This year the seventh model of the legendary series is 20 years old, which may be why a number of remakes of historical colorways are relentlessly getting out as well as new make-ups like this special ‘Filbert’ version, characterized by a special upper in synthetic suede and nylon with a pattern of embroidered triangles and a refined combinations of colors – obsidian, gold and white.

Air Jordan I Phat Black/Black

Dopo tante (forse troppe?) nuove combinazioni cromatiche la Air Jordan I Phat esce per la prima volta nella più basica e amata colorazione di sempre, la “black/black”. Apparte qualche edizione speciale della scorsa decade l’iconico modello classe 1985 non era mai stato proposto in “total black” e finalmente arriva quest’estate, con tomaia a base di full grain leather e suede. After so many (too many?) new color combinations the Air Jordan I Phat is coming for the first time in the most basic and beloved colorway ever, the “black/black”. Beside some special edition during the last decade, the iconic 1985 model got never proposed in “total black” and finally it’s due out this summer – with a full grain leather and suede upper.

Air Jordan IV Fire Red

E concludiamo la sezione Jordan con uno dei più attesi remake di quest’anno: la Air Jordan IV, nella colorazione OG ‘Fire Red’. Dopo la ‘White/Cement’ e la ‘Military Blue’, l’hype per le IV continua ora con la seconda delle tre colorazioni originali introdotte tra il 1989 e il 1990 e indossate da Michael Jordan per la sua quinta stagione NBA. La scarpa torna a distanza di dieci anni dall’ultimo remake, dal 4 Agosto tra i migliori rivenditori Jumpman23. Let’s close our Jordan review by showing a most awaited for remake of the year – the Air Jordan IV, in the OG coloring ‘Fire red’. After the ‘White/Cement’ and the ‘Military Blue’, the hype with the IV’s goes on with the second of three original ones introduced from 1989 to 1990 and used by Jordan during his fifth NBA season. The kick is back after ten years from the last remake – starting August 4 the best Jumpman23 resellers will be able to sell them. Sneakersmagazine

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focus italian brand

hyusto

L’ironia è l’ingrediente fondamentale del nuovo progetto dello studio marchigiano EmuDesign, già forte dell’esperienza Be Positive realizzata con Slam Jam negli scorsi anni: Hyusto è un termine di slang marchigiano - che già come idea fa ridere - che sta per “bello”, “cool”... o qualcosa del genere. In ogni caso non è questo, in fondo, l’importante: l’importante sono le solide, serissime collezione di scarpe - di fiera produzione Made in Italy - proposta dal marchio nel corso delle ultime due stagioni, che fanno della qualità costruttiva la propria bandiera, con lavorazioni e finiture manuali opera di artigiani altamente specializzati. Modelli ibridi capaci di mettere insieme stili classici e sportivi con grande disinvoltura, alta qualità italiana: Hyusto è un piccolo marchio destinato a grandi traguardi 22

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Irony is a fundamental ingredient in this new project released by an agency from the Marche, EmuDesign, fortified by the experience with BePositive, realized with Slam Jam over the past years: Hyusto is a slang term also from the Marche (funny in itself, isn’t it?) which means “nice”, “cool” or something like that. At any rate, that’s not the point: the very important thing is the solid, very serious collections of shoes (proudly made in Italy) proposed by the brand over the last two seasons, that make constructive quality into their flag, through effects and trimmings that are a produce of highly specialized craftsmen. Hybrid models capable of putting together classic styles and sport styles with great nonchalance, and high Italian quality: Hyusto is a small brand whose fate is fraught with successes.


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focus

MICAH LIDBERG X LACOSTE L!VE

Se “unconventional chic” è uno dei motti del brand Lacoste, non c’è dubbio che queste sneakers siano davvero poco convenzionali. Un modello estivo piuttosto elegante, ma vestito di colori a contrasto che difficilmente passano inosservati: suola bianca, tomaia a base nera in tela con accenti viola e pannello centrale con stampa animalier. E, se non fosse già abbastanza, lacci rossi. Le scarpe sono opera del giovane artista americano Micah Lidberg, fanno parte della linea L!ve - la più attiva della casa francese nelle ultime stagioni - e arrivano sugli scaffali insieme a una collezione-capsula di polo coperte di assurde (e splendide) stampe all-over. If “unconventional chic” is a motto by the brand Lacoste, there is no doubt that these sneakers are anything but conventional. A summer model quite elegant, though covered with contrasting colors that will hardly pass unnoticed: a white sole, a black-based canvas upper with purple accents and central panel featuring animalier printed-on. And in case this were not enough, a pair of red laces! The shoes are the work of the young American artist Micah Lidberg: they belong to the line L!ve – the most active of the French company over the latest seasons – and will reach the shelves together with a capsule-collection of polo tshirts covered by strange (as well as marvelous) prints all-over. 42

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focus

Vans LXVI Collection

Un piccolo passo? Niente affatto: quella messa in piedi da Vans è una vera rivoluzione copernicana, almeno nell’universo del marchio fondato dalla famiglia Van Doren. Con l’introduzione della LXVI collection, infatti, il più noto brand nato dalla cultura skate americana cerca di rinnovare molti dei suoi modelli più classici reinventandoli grazie ai ritrovati della moderna tecnologia. Comfort, flessibilità e leggerezza sono le tre direttrici su cui si muove questa evoluzione, che non ha mancato di sorprendere i fan storici del marchio: la forza di Vans è sempre stata la fedeltà alle radici (e alla suola vulcanizzata). Come reagirà il pubblico a questo cambiamento? Ancora non lo sappiamo, però non possiamo che apprezzare lo sforzo di ricerca e sviluppo compiuto dal marchio: nascono nuove soluzioni tecnologiche, come la suola WaffleFlex, con tagli laterali che ne aumentano al massimo la flessibilità; il sistema di ammortizzazione Ultracush Lite, che prevede l’uso di un particolare tipo di etilene vinilacetato - sviluppato ad hoc - nell’intersuola; il disegno del collare, che prevede l’inserimento di un pannello in neoprene ricoperto di lycra proprio dietro la caviglia: soluzione chiamata, non a caso, PleasureCuff; il sistema di assemblaggio RapidWeld, che elimina la maggior parte delle cuciture presenti sulla tomaia. Tutte applicate a silhouette ispirate alle icone del catalogo Vans. 44

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A small step? Not at all: the thing put in place by Vans is a veritable Copernican revolution, at least in the universe of the brand founded by van Doren family. With the introduction of the LXVI collection, in effect, the best known brand ever arisen from American skate culture tries to renew most of its classic models by reinventing them through various technical findings. Comfort, flexibility and lightness are the three directions towards which this evolution is going, and they haven’t failed to amaze the most durable fans of the brand: the power of Vans was always its commitment to its roots (and to its vulcanized sole). How is the public going to respond when confronted by such a change? We still don’t know, but we can’t help appreciating the research and development efforts undertaken by the brand: new technical solutions arose, such as the WaffleFlex sole, featuring lateral cuts to enhance their flexibility; the Ultracush Lite damping system, which involves the use of a special type of vinyl acetate ethylene – expressly developed – in the intersole; the collar design that involves the insertion of a neoprene panel covered by Lycra just behind the ankle: a solution called, not surprisingly, PleasureCuff; the assembling system RapidWeld, which removes most seams from the upper. All these novelties are applied to silhouettes inspired by the icons of Vans’s catalogue.


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PUMA Easy Rider 78 ‘Camo’

Esclusiva per il mercato italiano: già questa, è una notizia non da poco. Le Easy Rider sono uno dei modelli della casa tedesca più diffusi nel nostro paese, dunque non è poi tanto strano che Puma abbia voluto premiare i consumatori italiani con una variante speciale stampata allover con pattern camouflage, tornato prepotentemente di moda nel corso delle ultime due stagioni. Due le versioni disponibili: una classica su toni di verde e una grigia ‘urban camo’, tinte che si sposano perfettamente con la silhouette senza tempo di questo classico modello running con suola in poliuretano, nato nell’ormai lontano 1978. E ancora attualissimo. An exclusive for the Italian market: this in itself is not a trivial information. The Easy Rider are one of the models by the German company most widespread across our country. So it’s not a strange occurrence that Puma wanted to reward our Italian sneakerheads by releasing a special printed version with allover camouflage pattern, which got overwhelmingly fashionable over the last two seasons. Two versions are available: one is a classic on green tones and another is a “urban camo” grey – colorings that are perfectly suited to the old-fashioned silhouette of this classic running model (featuring sole in polyurethane) born in the far 1978. And still modern. 46

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Le scarpe che avrebbe potuto indossare Magnum P.I. al suo ritorno alle Hawaii dopo il Vietnam!

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Drunknmunky Boston Monocolor Spring 2013 Preview

Le Boston sono uno dei modelli Drunknmunky high cut più amati: in queste pagine vi presentiamo le prime immagini della nuova versione Monocolor in arrivo nel 2013, caratterizzata dal look vissuto della tomaia in tessuto lavato dye wash. Sono però le colorazioni monocrome a fare davvero la differenza e a rendere queste Boston davvero contemporanee: un’ulteriore tappa evolutiva per lo stile del brand caratterizzato dal logo della scimmia, che sta espandendo i suoi orizzonti stagione dopo stagione.

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The Boston are one of the most beloved models among Drunknmunky high cut’s. In these pages we present the first images of the new Monocolor version which is forthcoming on 2013, characterized by an aged upper made of dye washed tissue. It’s the monochrome coloring however what really makes the difference by rendering these Boston really modern: a further evolutionary step for the brand’s style which is characterized by a logo portraying a monkey, which is extending its horizons year after year.


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focus

New Balance ML574 ‘Colour’

Forse il più noto tra i modelli della lunga tradizione running New Balance, le 574 sono state introdotte sul mercato nel 1988: ai tempi (indovinate un po’?) erano grigie, e basta. Poi le cose sono cambiate: oggi esistono centinaia di varianti di questo modello-icona, stravenduto in mezzo mondo. Questa particolare collezione-capsula disegnata dal braccio orientale dell’azienda americana è ben riassunta dal titolo: del Color Pack fanno parte quattro ML574 dalle tomaie quasi monocrome - vestite di blu, verde bottiglia, rosso mattone e di uno splendido giallo mostarda - ispirate allo sportswear anni Ottanta e costruite con il più classico mix di mesh, suede e dettagli in pelle. 50

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Perhaps the best known of the models of the long running tradition by New Balance, the 574 were introduced on the market in 1988: back then they were (guess!) grey, and that was it. But then things have changed quite a lot, and today there exist hundreds versions of this icon-model which got much sold over the world. This particular capsule-collection designed by the eastern branch of the American company is aptly summed up in their title: of this Color Pack are part and parcel four ML574 featuring almost monochrome upper –blue, green bottle, red brick and a marvelous yellow mustard – inspired to the sportswear from the Eighties and constructed with the most classic mix of mesh, suede and leather details.


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New Balance ML574 ‘Pigskin Suede’ E in attesa del venticinquesimo anniversario del modello, che festeggeremo l’anno prossimo, godiamoci anche questa ulteriore variante di uno dei simboli assoluti dello stile casual/sportswear americano, apprezzatissimo in tutto il mondo. Siamo certi che gli appassionati giapponesi faranno follie per questa uscita.

While waiting for the 25th anniversary of the model which we are going celebrate next year, let’s enjoy this further version of one of the absolute symbols of the casual/sportswear American, much appreciated the world over. We are confident that the Japanese fans will be mad about this issue.

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Skateboarder Magazine x Vans Collection

Skateboarder magazine racconta ogni mese la cultura skate americana sin dal lontano 1964, quando il primo numero dell’allora The Quarterly Skateboarder arrivò nelle edicole d’America, edito dalla Surfer Publications (quale fosse il campo di specializzazione di questa casa editrice, è facile capirlo). All’inizio fu un successo effimero, la testata chiuse i battenti dopo breve tempo per poi risorgere dalle sue ceneri nel 1975, anno in cui prese il titolo definitivo che conosciamo ancora oggi. Sulle sue pagine hanno lavorato Warren Bolster, Jim Evans e C.R. Stecyk III, e sono passati tutti i grandi (e anche molti dei meno grandi) skater della storia. Non stupisce certo che il primo skate magazine al mondo e lo skate brand più originale della California abbiano deciso di collaborare, per una speciale collezione Vans composta da Era, Mid Skool 77 e Old Skool in colorazioni quintessenzialmente OG. Più qualche capo d’abbigliamento e qualche accessorio, per un abbinamento perfetto con queste storiche sneakers. 52

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Skateboarder magazine has been describing the American skate culture every month since the far 1964 when the first issue of the former Quarterly Skateboarder reached the American kiosks, being published by the Surfer Publications (what was their area of specialization is not a hard guess). At the beginning it proved to be an ephemeral success; the journal soon shut down to rise again in 1975, when it changed its title to acquire the one we know today. The distinguished Warren Bolster, Jim Evans, and C.R. Stecyk III, have been working on the contents since then as well as other prominent (o less prominent) historical skaters. No wonder, then, if the first skate magazine in the world and the most original skate brand from California have recently decided to collaborate to issue a special Vans collection including Era, Mid Skool 77 and Old Skool in various typically OG colorways. Plus some clothes and some accessories to get a perfect fit with these historical sneakers.


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Onitsuka Tiger Aisen Collection La Aisen Collection di Onitsuka è una collezione-capsula composta di tre modelli, che rendono omaggio all’antica tradizione giapponese della tintura indaco eseguita a mano attraverso la semplice immersione dei tessuti nei pigmenti naturali del fiore. Un procedimento che porta alla realizzazione di stoffa caratterizzata da naturali, tenui sfumature di blu, che qui viene usata per la costruzione di tre modelli in edizione ultra-limited, distribuiti in soli 30 punti vendita in tutta Europa. Le Emperor sono una versione aggiornata dell’omonimo modello da golf sviluppato da Onitsuka Tiger negli anni ‘70. Silhouette arrotondata e leggermente a punta, suola a zeppa e un mix di materiali sulla tomaia capace di fare la differenza. Le Teiku (in giapponese, “palla di corda”) sono invece ispirate a un modello da tennis degli anni Settanta, le Passing, e caratterizzate dalla cucitura di rinforzo sul pannello laterale della tomaia, pensata per offrire supporto ai movimenti laterali tipici del gioco del tennis. Le Tiger Quick, infine, sono figlie di un paio di sneakers da pallavolo dei Cinquanta, con silhouette affusolata e tomaia rinforzata sui punti maggiormente sollecitati durante l’attività sportiva. The Aisen Collection by Onitsuka is a capsule-collection comprised of three models, to pay tribute to the ancient Japanese tradition of the indigo dying, which is realized manually through the simple immersion of tissues into the natural flower pigment. A process leading to the production of a fabric characterized by natural, mild shades of blue, that here gets used for the construction of three models in ultra-limited edition, distributed in only 30 shops across Europe. The Emperor are an updated version of the homonymous golf model created by Onitsuka Tiger during the Seventies. A rounded and slightly pointed silhouette, a wedgeheeled sole and a mix of materials on the upper that really makes the difference. The Teiku’s (in Japanese meaning “ball of string”) are inspired by a tennis model from the Seventies, the Passing’s, and are characterized by a reinforcing belt on the lateral panel of the upper, designed to grant support to side movements as often occurs during a tennis match. Last not least, the Tiger Quick were born from a pair of volley sneakers dating back to the Fifties, featuring a tapering silhouette and reinforced upper on the most stressed spots during the performance. 54

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Onitsuka Tiger Kakishibu Collection

Un’altra tintura tradizionale, quella ottenuta dal Kakishibu, una sostanza che deriva dal succo fermentato del caco, è al centro della linea gemella rispetto a quella presentata qui a fianco: stavolta sono protagoniste le sfumature di marrone tipiche degli indumenti da lavoro, che vestono Emperor, Passing e due modelli running classici della casa giapponese come X-Caliber e Mexico DX. Another traditional dying technique, obtained from Kakishibu, a substance derived from the fermented essence of persimmon, is the core of a twin line, not exactly the one we present over here. This time the shadows of brown won center stage, being typical of work wear: they use Emperor, Passing and another two classic running models by the Japanese brand, the X-Caliber and Mexico DX.

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adidas original Blue Collection: ao Hook & Match Play

La Blue Collection di adidas torna questo autunno 2012 nel catalogo della casa tedesca con tante novità all’insegna della tradizione. Una linea che reinterpreta i classici del Trifoglio con un occhio allo stile preppy, alla cultura biker e alla tradizione adidas, semplice ma con lo chic dell’eleganza britannica. I designers adidas, per il prossimo autunno/inverno, hanno inserito elementi tipici della tradizione inglese nel dna di alcuni grandi classici a tre strisce: tessuti classici come tweed e velluto a coste per reinventare il look outdoor moderno della linea. Risultato di questo esperimento ri-creativo sono le AO Hook, chiaramente ispirate ai modelli da basket dei Settanta, che si presentano con tomaia in pelle scamosciata e zip laterale, e le Match Play, caratterizzate da tomaia in pelle premium con inserti in nabuk sul tallone, suola vulcanizzata e dalle tre strisce traforate ai lati. 56

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The Blue Collection by adidas will be back this fall 2012 in the catalogue of the german company with many new stuff in the name of tradition. A line that reinterprets some classics with an eye on the preppy style, the biker culture and adidas’s tradition, easy going and with a British touch of elegance. Just for the upcoming winter Adidas’s designers inserted elements typical of the English tradition into the Dna of some great three-striped classics: classic tissues like tweed and corduroy to reinvent the modern outdoor look of the line. As a result of this experiment, the AO Hook’s are clearly inspired to basket models dating back to the Seventies, featuring suede leather upper and lateral zip; while the Match Play are characterized by premium leather upper with nabuk reinforcements on the heel, vulcanized sole and the three perforated stripes. Sneakersmagazine

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skate Streetmachine x Vans Syndicate Old Skool ‘S’ Dopo tanti personaggi illustri legati alla scena skate OG, l’ultima collaborazione Vans Syndicate vede per la prima volta come partner uno skateshop: Streetmachine di Copenhagen. Il team del negozio danese ha scelto di riproporre la classica Old Skool attraverso materiali e dettagli premium, le caratteristiche tecniche della linea Core di Vans e tre varianti colore ispirate a tre noti spot della città: Amager Beach Park, Wonderland Bowl e Jarmers. After so many celebrated figures of the skate scene OG, the latest collabo Vans Syndicate included for the first time a skateshop as partner: Streetmachine from Copenhagen. The Danish shop’s team decided to rerelease the classic Old Skool using premium materials and details, the technical traits of the Core line by Vans and three colorways inspired by three well known city places: Amager Beach Park, Wonderland Bowl, and Jarmers.

DC Shoes Pool LE Per la bella stagione DC Shoes cerca una nuova sintesi tra stile, comfort e funzionalità e se ne esce con le Pool LE: nuovo design classicheggiante, caratterizzato da una tomaia costruita attraverso un unico pannello traforato, con rinforzi sui punti critici. Le Pool LE non sono solo fresche, ma anche leggerissime, grazie all’implementazione della tecnologia UniLite brevettata dal marchio americano di Ken Block e Damon Way. For the coming season DC Shoes seeks a new synthesis of style, comfort, and functionality and sprouts the Pool LE: a new classical design characterized by a upper built on a single perforated panel, reinforced where most needed. The Pool LE’s are not only fresh but also very lightweight thanks to the use of UniLite technology patented by the American brand of Ken Block and Damon Way.

Converse Skateboarding CTS Mid In piena euforia olimpica, la divisione Skateboarding di Converse presenta un’interessante edizione speciale della CTS Mid, la versione skateabile dell’iconica Chuck Taylor All Star. Studiata in collaborazione con Neil Chester, la scarpa viene proposta in qusta versione premium caratterizzata da tomaia in suede, passalacci metallici, stringhe incerate, suola vulcanizzata completamente bianca e questa elegante colorazione “dark navy/angora”. Mentre all’interno, etichetta “Union Jack Cons Lobster” e soletta speciale Ortholite. As the Olympic craze is doing the ton, the Skateboarding division at Converse presents a stimulating special edition of the CTS Mid, the skateable version of the iconic Chuck Taylor All Star. Designed by a collaboration with Neil Chester, the kick is released in this premium version characterized by a suede upper, metal laceholes, waxed laces, an entirely white vulcanized sole and this elegant coloring “dark navy/angora”. Inside the kick, a label reading “Union Jack Cons Lobster”, and a special Ortholite insole. 58

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adidas Skateboarding Silas II Pro Oltre alla Lucas Pro (vedi pag. 66-67), con la collezione Fall 2012 adidas Skateboarding presenta un altro upgrade di uno dei sui principali pro-models: la Silas II Pro. Look a parte, le caratteristiche principali della nuova versione della scarpa sono il sistema di ammortizzazione adiPRENE® posizionato sul tallone, la nuova soletta in schiuma e il collo imbottito con sistema GEOFIT™, più la solita suola vulcanizzata “grippy vulc”. Beside the Lucas Pro (on p. 66-67) the Fall 2012 collection by adidas Skateboarding includes another upgrade of a major pro-model – the Silas II Pro. The main characteristics of the new version – beside the style – are the adiPRENE® damping system over the heel, a new foam insole and padded collar using the GEOFIT™ system – and needless to say the usual vulcanized “grippy vulc” sole.

atlas x Lakai Carter Limited Edition Raffinata collaborazione tra il team del noto skateshop di San Francisco atlas e Lakai per una serie iperlimitata basata sulla Carter. Basico e performante, il nuovo modello Lakai è stato rivisto nei materiali, nelle colorazioni e dei dettagli, per queste tre opzioni in canvas e suede limitate a soli 30 pezzi per colore. A refined collab between the team of the famous skateshop from San Francisco, atlas, and Lakai to get a ultra-limited series based on the Carter. Basic and performing, the new model Lakai was reformed visà-vis materials, colorways, and details – to get these three canvas / suede limited worthy just 30 bucks each.

Altamont x Emerica Reynolds Cruisers “The Boss”, Andrew Reynolds, unisce due tra i suoi principali sponsors, Emerica e Altamont, e lancia una versione speciale del suo pro-model. Le Reynolds Cruisers escono così per la prima volta con doppio logo sulla tomaia, un makeup speciale a base di suede e waxed denim e il solito mix di sistemi e tecnologie tra cui la soletta Foam Pro 2 studiata da SoleTechnology. “The Boss”, Andrew Reynolds, unites two of his main sponsors, Emerica and Altamont, to launch a special version of his pro-model. The Reynolds Cruisers are being issued for the first time with a double logo on the upper, a special makeup based on suede and waxed denim and the usual mix of gears and devices like the Foam Pro 2 insole designed by SoleTechnology. Sneakersmagazine

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Osiris NYC 83 VLC

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Il modello NYC 83 è fra i più rappresentativi dello stile Osiris, marchio skate senza se e senza ma. Qui viene però presentato in una versione diversa rispetto a quella originale: al posto della classica cupsole, una suola in gomma vulcanizzata. Risultato: silhouette meno massiccia rispetto alla sorella, senza però sacrificare troppo la resistenza di sneakers progettate per durare. Nè (ovviamente) il comfort, garantito dalla linguetta e dal collare imbottiti, e dall’inserto in EVA presente all’interno dell’intersuola. Diverse le colorazioni disponibili, fra le quali senza dubbio spicca quella a base bianca con accenti viola e verde acqua, chiaramente ispirata a quella della Air Jordan V ‘Grape’.

The model NYC 83 is among the most representative of Osiris’s style, a skate brand without hesitation. But here is presented in a version quite different from the original: instead of the classic cupsole, a sole in vulcanized rubber. The outcome is a silhouette less massive than the sister-shoe, yet without jeopardizing too much the resistance of these sneakers designed to remain. The comfort too isn’t sacrificed, being secured by the tongue and a padded collar, and an insert by EVA inside the intersole. Different colorways are available, among which needs mentioning the one on white base with purple and turquoise green, being explicitly inspired by the coloring of the Air Jordan V Grape.

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Fallen Forté Mid & Easy “Rise with the Fallen” è lo slogan del marchio fondato da Jamie Thomas: ironico, visto che uno skater come lui sicuramente di cadute se ne intende… Jamie skatea da una vita, e da quando nel 2003 ha fondato il suo brand personale può dirsi anche – pur se non siamo certi che la qualifica gli piaccia – imprenditore di successo. Senza dubbio non possono mancare, nel catalogo di un marchio quintessenzialmente skate, diversi modelli con suola vulcanizzata: dunque, ecco le Forté Mid e le Easy. Le prime sono il Pro Model di Jamie, e per la nuova stagione si presenteranno al pubblico con look minimale, fatto di combinazioni di colori mai eccessive: sneakers che garantiscono resistenza, flessiblità e ottima stabilità sulla tavola. Le seconde sono invece caratterizzate dalla tomaia in canvas ultraresistente, dal collare leggermente imbottito e dall’intersuola ammortizzante in EVA, per dare forma a un modello che riduce al minimo lo spazio concesso all’allacciatura: praticamente, slip-on.

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“Rise with the Fallen” is the brand’s motto: ironical that it was founded by Jamie Thomas since a skater like him is surely an expert when it comes to falling down. Jamie’s skating since he was born, and after the creation in 2003 of his personal brand we may call him a successful entrepreneur, although we aren’t quite sure he would appreciate. There is no doubt that a bunch of models featuring vulcanized sole cannot be lacking from a catalogue of a brand devote essentially to skate: so here’s the Forté Mid’s and the Easy’s. The former are Jamie’s Pro Model and for the new season they will be presented to the public in a minimal look, characterized by colorways never excessive: a sneaker granting resistance, flexibility and perfect stability on the board. The latter are characterized by a upper in hyper-resistant canvas, by a collar slightly padded and a damping intersole in EVA, to form a model that diminishes the space occupied by the lacing system; they are a pair of slip-on, practically.


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adidas Skateboarding Lucas Pro Lucas Puig è uno skater francese (di Tolosa, per la precisione) che - a soli venticinque anni - è divenuto l’ultimo atleta in ordine di tempo insignito dell’onore di un Pro Model firmato adidas Skateboarding: ecco qua, attese per l’imminente stagione invernale, le Lucas Pro. Ispirate allo stile delle classiche calzature da tennis della seconda metà del Novecento, che possiamo trovare a dozzine negli archivi della casa tedesca, Le Lucas Pro sono caratterizzate da uno stile pulito e minimale, che si sposa perfettamente con la pelle scamosciata e la tela ad alta resistenza, usate per la costruzione della tomaia insieme alla pelle sintetica Sprintskin che dona al modello un’estrema leggerezza e un’altissima sensibilità del piede sulla tavola. L’ammortizzazione e il sostegno sono garantiti invece dall’intersuola in etilene vinilacetato e dalla soletta preformata. Lucas Puig is a French skater (from Toulouse for the sake of precision) who, though being only 20 years old, has become the latest athlete receiving the honor of a Pro Model signed by adidas Skateboarding: here’s the Lucas Pro, expected to be released for the coming fall. Inspired to the style of the classic tennis shoes of the second half of 20th century, that fill the archives of the German company, the Lucas Pro are characterized by a neat and minimal style, quite consistent with the suede leather and the high resistant canvas used for the construction of the upper together with Sprintskin, a synthetic leather conferring the shoe extreme lightness and enhanced sensitivity on the board. Damping and support are granted by the intersole in vinyl acetylene and a pre-shaped sole.

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Converse Skateboarding KA-1 Vulc & ELM LS

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Kenny Anderson? Non il giocatore di basket colonna dei New Jersey Nets nei primi Novanta, ma lo skater. Uno dei migliori della sua generazione, diventato pro nel Duemila, quando era già parte del team Converse. Oggi Kenny tiene a battesimo la sua seconda signature shoe con il marchio Converse Skateboarding, in realtà una variante della KA-One che sostituisce alla solita cupsole una suola vulcanizzata, come a dire: se vi piace lo stile, non avete più scuse. Per questa nuova uscita, Kenny ha preteso dal reparto ricerca e sviluppo di Converse l’utilizzo di diversi ritrovati tecnici che, nell’insieme, prendono il nome di Engineered for Destruction: spiccano la pelle scamosciata resistente alle abrasioni usata per la tomaia e la soletta preformata Ortholite. La suola in gomma è quella delle All Star, che da sempre garantisce ottime prestazioni in termini di trazione e grip. All’interno della collezione invernale prossima ventura, un altro modello ha però attirato la nostra attenzione: si tratta delle Elm LS, evoluzione delle NS-1 degli anni Settanta che fa della pulizia della silhouette il suo punto di forza. Chi ha detto che le scarpe da skate non possono essere eleganti?

Kenny Anderson? Not the basketball player (and a pilliar of the early Nineties New Jersey Nets), but the skater. One of the best guys of his generation, he became a pro in 2000, when he was already part of the Converse team. Today Kenny baptizes his second signature shoe with the brand Converse Skateboarding, in fact a version of the KA-One that replaces the usual cupsole with a vulcanized sole, so as to convey the message: if you like the style, you have no excuse. For this new release Kenny demanded the research and development office at Converse to use different technical devices that together are called Engineered for Destruction: chamois leather resistant to scrapings used for the upper and a preformed Ortholite insole. A rubber sole is the same of the All Star’s and has always granted highest performance in terms of traction and grip. Also within the forthcoming winter collection another model which attracted our attention: it’s the Elm LS, an evolution of the NS-1 from the Seventies whose favorite piece is the sharpness of the silhouette. Who said that shoes for skating shouldn’t exhibit a touch of elegance?

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Dove andate quest’estate? Nessuno viene con noi a caccia di vintage? Si può viaggiare comodamente seduti in poltrona, con modelli che ci riportano ad altri tempi e altri luoghi: le sneakers sono il nostro personale teletrasporto e la nostra personale macchina del tempo, ma non rinunceremmo a loro neppure in cambio di queste due fantascientifiche invenzioni. O almeno, non alle incredibili Puma Te-Ku che vi presentiamo a pagina 78, alla loro silhouette semplicemente perfetta. Ecco, siamo nell’Europa di fine anni Settanta, attraversata da inquietudini di ogni genere eppure così sicura del proprio stile, così fiera di essere culla di tante subculture che prosperavano nel vecchio continente. Ma è già ora di attraversare l’oceano e le epoche, per andare a gettare uno sguardo sui parquet del basket americano anni Novanta, calcati da giocatori come Scottie Pippen, protagonista assoluto della leggenda dei Chicago Bulls del signor Michael Jordan: ecco le sue Nike, Air Flight Lite (a pagina 76) in perfette condizioni. Non puzzano certo del sudore di una partita, ma profumano di storia. Ancora in viaggio fino al Giappone dei giorni nostri, in cui i ragazzi ossessionati dallo stile, che vivono nei quartieri più hip di Tokyo, hanno eletto alcuni modelli storici di sneakers a loro bandiera: è il caso ad esempio delle Reebok Insta Pump Fury, che vi presentiamo nella loro versione originale a pagina 94.

Siete pronti? È ora di partire.

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Where are you going this summer? Would you like to join us for a vintage hunt? One could travel more comfortably in her chair, observing models quite reminiscent of other times and places – sneakers are our personal teleporting vehicles and our time machines, and frankly we would never exchange them for these fanciful inventions. Or at least, we would never renounce the incredible Puma Te-Ku that we present on p. 78, nor their really perfect silhouette. Recall the context: late Seventies Europe was shaken up by every sort of anxieties, yet was so confident of the style surrounding everything, so proud to be the cradle of so many subcultures that were thriving in the Continent. But now it’s time to cross the Ocean and a few decades to give a look to the parquets of Nineties American basketball, treaded by players like Scottie Pippen, an absolute leader in Michael Jordan’s Chicago Bulls legend. And here’s his Nike, Air Flight Lite (on p.76) in perfect conditions. Their smell though is not that of a basket game effects, but that of history. And now still traveling toward today’s Japan where hundreds of guys obsessed by style and who populate the most hip neighborhood in Tokyo have elected some historical models of sneakers as their flag: that’s the case for example of the Reebok Insta Pump Fury that we show you in their original version on p. 94.

Are you ready? Let’s go!


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NIKE

FLIGHT LITE Made in korea, 1990

14 anni nella NBA, un pezzo di storia dei Chicago Bulls: ci sono sei titoli nel curriculum di Scottie Pippen, più anelli NBA di quanti se ne possano portare su una mano sola. In quegli anni i dirigenti di Chicago cercarono di costruire una squadra invincibile intorno al totem Jordan: Pippen fu tassello fondamentale di quel progetto sportivo. La pioggia di titoli iniziò nel 1991, appena un anno dopo il lancio di uno dei modelli Nike indissolubilmente legati a questa straordinaria ala piccola originaria dell’Arkansas (in effetti, anche al personaggio di Sidney Dean/Wesley Snipes in Chi non salta bianco è, ma questa è un altra storia): queste Nike Flight Lite sono una vera perla rara, raramente ne abbiamo viste in condizioni tanto buone. Vero, d’altra parte, che indossarle è altamente sconsigliato: i decenni hanno intaccato i materiali usati per la costruzione della tomaia. Però la soddisfazione per gli occhi è innegabile. 76

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14 years in the NBA, a piece of history of the Chicago Bulls: there are six titles in Scottie Pippen’s resumé, more rings than one may put over his hand’s fingers. Back then the Chicago managers tried to build up an unbeatable team around the Jordan totem: Pippen was a fundamental part in that program. The shower of titles started in 1991, just a year after the launching of a model by Nike forever related to this extraordinary tiny wing from Arkansas (indeed also to the character Sidney Dean/Wesley Snipes in White Men Can’t Jump but this is another story). These Nike Flight Lite’s are like a rare gem, and very seldom we saw a pair in so good conditions. Of course using them might not be a good idea: decades have eaten into the materials used for the upper. Yet the eye’s satisfaction is granted.


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PUMA TE-KU

Made in west germany, 1978-80

Mai viste in Italia: alla fine degli anni Settanta furono distribuite solo in Germania e Inghilterra, il che basta a renderle estremamente desiderabili per ogni collezionista. Ma c’è di più. La forma di questo modello dal nome misterioso è quanto di più vicino abbiamo mai visto alla perfezione casual. Nel decennio scorso erano molto ricercate, con quotazioni al di sopra dei 300 euro. Oggi cambiano proprietario per cifre leggermente più basse, dimostrando ancora una volta con quanta velocità il mercato del vintage sposti la sua attenzione da un modello all’altro. Le Puma Te-Ku rimangono in ogni caso un classico della casa di Herzogenaurach. Probabilmente dedicate ai campi del calcetto indoor, rimasero in produzione per diversi anni, equipaggiate con una suola diversa a ogni stagione. 78

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Have you ever seen these in Italy? In the late Seventies they were only distributed in Germany and England, what suffices to make them extremely palatable for any collector. More than that, the shape of this model bearing a mysterious name is most capable of approaching causal perfection. Over the past decade they were pretty sought-after and their quotes surpassed the level of 300 euro. Today they get sold for minor prices and this shows how quickly the vintage market shifts its concerns from a model to another. At any rate the Puma Te-Ku’s remain a classics from Herzogenaurach. Perhaps dedicated to indoor soccer fields, they are equipped with a different sole every season, and they remained in production for years. Sneakersmagazine

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adidas

bermuda Made in france, 1985 Colori tanto alla moda, e attuali, che siamo pronti a scommettere che le Bermuda avrebbero un notevole successo sul mercato odierno. Forse erano un po’ troppo avanti sui tempi: negli Ottanta non ebbero molto successo, a causa della concorrenza degli altri brand che dominavano il settore lifestyle in quel periodo. Le Bermuda furono frutto di una reazione, da parte della casa tedesca, al successo di Vans, Sperry Top-Sider e Sebago. L’esperimento forse non andò a buon fine dal punto di vista commerciale, tuttavia per gli hardcore fan di adidas questo modello rimane un classico da aggiungere a qualsiasi collezione degna di questo nome.

The colors are so fashionable and modern that we would be ready to bet the Bermuda’s would be a terrific hit nowadays. Maybe they were a bit too innovative for those days: during the Eighties they weren’t very successful, due to the competition by other brands which ruled the lifestyle sector back then. The Bermuda’s sprang from a reaction by the German brand to the success enjoyed by Vans, Sperry Top-Sider and Sebago. The experiment may not have gone well from a commercial point of view, yet this model remains a classic that all and every hardcore fan should be eager to add to any collection worthy this name. 80

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CONVERSE

CHUCK TAYLOR ‘GRADUATE’ Made in usa, 1991

Abbiamo visto Chuck Taylor di ogni genere e variante, mai un modello custom tanto speciale: realizzato in onore dei diplomati del 1991 nelle graduate school americane, portano ancora fieramente la dicitura made in Usa. Quotazione che certamente supera i 300 dollari, una rarità che sarebbe molto apprezzata dai collezionisti giapponesi, i più grandi appassionati di Converse al mondo. Se siete nati, o vi siete laureati, nel 1991, forse vale davvero la pena cercarne un paio!

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We saw Chuck Taylor of any kind and version, but never a custom model so special: realized to honor those who graduated from American schools in 1991they proudly exhibit a label made in the Us. The quotation is above 300 bucks, for a rarity that would be much appreciated by Japanese collectors, the most steadfast admirers of Converse over the world. If you were born or graduated in 1991, maybe you should really consider looking for a pair of them.


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NIKE

JAVELIN Made in korea, 1990

Per celebrare in maniera degna le Olimpiadi londinesi, abbiamo pescato dai nostri archivi un modello Nike protagonista dei giochi degli Ottanta, da Seul a Barcellona. La destinazione d’uso delle Javelin è piuttosto chiara fin dal nome, così come appare cristallina l’eccellenza del design e della coombinazione di colore scelta dai designer di Beaverton. Fin dagli anni Settanta Nike cercò di espandere gli orizzonti del suo catalogo nel settore track & field, e nel 1990 arrivò a produrre questo modello, piuttosto simile a quelli usati dagli atleti contemporanei: solo i materiali usati per la costruzione di suola e tomaia sono cambiati. Le Javelin hanno un notevole valore sul mercato, 200 dollari per un paio simile a quello che vedete in queste pagine: merito anche della colorazione molto simile a quella delle Jordan che andavano per la maggiore in quegli anni. 84

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With a view to aptly celebrating the London Olympics, we picked out from our archives a model by Nike that dominated the Eighties’ games from Seoul to Barcelona. The original purpose of the Javelin is quite clear from their name, and it also appears adamant the design’s excellence and the colorway chosen by the designers from Beaverton. Since the Seventies Nike has been endeavoring to extend the horizons of its catalogue to reach the track and field sector, and in 1990 they managed to release this model, quite reminiscent of those used by some athletes today. What has changed is the materials used for the construction of both sole and upper. The Javelin’s have a remarkable value on the market, 200 bucks for a pair like the one you see on these pages. What deserves credit for this is the coloring quite reminiscent of the Jordan’s that were the last fashion back then.


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NIKE JAVELIN

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ADIDAS CROSS II

Made in YUGOSLAVIA, 1989

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Ancora giochi olimpici, ancora track & field l’ispirazione. Questa volta però si tratta di un modello adidas di fine Ottanta, adatto al cross running ma dotato di una suola indiscutibilmente da atletica. La tomaia è quella dell’arcinota Adi Racer, super leggera e vestita di colori estremamente accesi, il design molto simile a quello delle Torsion SC uscite in quegli anni: appena dopo il 2000 erano vendute in Inghilterra, nei mercatini di Camden Town, per cifre folli. Oggi il valore è intorno ai 150 euro per un paio deadstock. Curioso che la produzione avesse luogo nella vecchia Yugoslavia, piuttosto che in Germania Ovest.

Still Olympic games, still another model inspired by track & field. But this time it’s a model by adidas from the late Eighties, very fit to cross running though equipped with a definitely athletic sole. The upper is the same of the very well known Adi Racer, hyper light and covered by colors extremely bright, its design is reminiscent of the Torsion SC released in those days: just after 2000 they used to be sold in England, the Camden Town markets for very high prices. Today they are worth about 150 euro for a pair of deadstock. Quite interestingly the manufacturing was from the old Yugoslavia, not west Germany. Sneakersmagazine

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adidas cross ii

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adidas rom

Made in IN WEST GERMANY, 1968

Suona ridicolo, forse. Ma a volte è davvero, solo, una questione di particolari: come le tre strisce verdi che spiccano sul lato della tomaia di queste adidas Rom della fine degli anni Sessanta, che segnano la differenza rispetto alla più comune versione con le strisce azzurre. Facile dunque spiegare il motivo di una quotazione tanto alta sul mercato del vintage: circa 700 dollari, quasi il doppio rispetto ad appena cinque, sei anni fa. Un valore paragonabile a quello delle running Nike della decade successiva, facilmente spiegabile: queste Rom sono straordinariamente belle, una vera opera d’arte, e soprattutto si possono ancora indossare, a oltre quarant’anni dalla produzione. Qualità costruttiva e durevolezza impossibili da replicare ai nostri tempi: le scarpe che oggi causano folli sussulti del mercato - come Nike Air Foamposite e Air Yeezy 2 - fra mezzo secolo saranno probabilmente solo un mucchietto di polvere, mentre queste Rom, ci possiamo scommettere, saranno ancora intere. E splendide. 92

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It may sound odd. But at times it’s really just a matter of details: like the three green stripes that stand out against the lateral upper of these adidas Rom’s dating from the late Sixties, which marked a difference with the more common bluestriped version. Easy therefore to explain the reason of such a high quotation on the vintage market – about $700, almost twice than 5 or 6 years ago. A price that may be compared to some running Nike of the subsequent decade, also easily accounted for: these Rom’s are very beautiful, a real work of art and beside that you can really use them, after 40 years from their release. Constructive quality and durability that cannot be replicated nowadays: the shoes that today prompt sudden and crazy shocks in the market – like Nike Air Foamposite and Air Yeezy 2 – will be but a pile of dust in half a century, whereas we bet these Rom’s will still be in perfect shape. And still marvelous.


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Vintage&Deadstock Sneakers

REEBOK

INSTA PUMP FURY Made in korea, 1993

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Le sneakers dal design più innovativo di tutti gli anni Novanta? Senza dubbio. Silhuette a dir poco celeberrima, tomaia senza lacci bucata sul lato del piede capace di regalare comfort estremo (grazie alla tecnologia Pump), proprio come l’intersuola Hexalite. Un modello running che arrivò sul mercato come una bomba - facendo impallidire la concorrenza rappresentata da Nike Huarache International e adidas Torsion Equipment - ed è ancora oggi ricercatissimo: la quotazione di un paio di Insta Pump Fury originali, deadstock, oscilla tra i 500 e i 600 dollari. Particolarmente apprezzate in Giappone, paese in cui sono diventate simbolo del cosiddetto Shibuya-style, sono richiestissime per i progetti collaborativi messi in piedi da Reebok con marchi di abbigliamento e sneakers boutique da tutto il mondo.

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Vintage&Deadstock Sneakers

REEBOK INSTA PUMP FURY

Are these the most innovative sneakers from the Nineties? Quite definitely. A pretty famous silhouette, a laceless but perforated upper capable of giving the foot an extreme comfort (thanks to Pump technology) and same does the Hexalite intersole. A running model that reached the market like a bomb – causing the competition including Nike Huarache International and adidas Torsion Equipment to blanch – and it’s still much sough-after. The quotations of a pair of deadstock original Insta Pump Fury fluctuate between 500 and 600 bucks. Particularly appreciated in Japan, where they become the mark of so-called Shibuyastyle: there is great demand of them for collabo projects put in place by Reebok with clothing brands and sneakers boutique from the world over.

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SNEAKERS magazine Issue 50  

SNEAKERS magazine Issue 50 (July / August 2012) – Digital Edition

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