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Committente:

EDILITALIA S.R.L. Via Armando Diaz 17, 00044 Frascati (RM) Progetto:

DISCARICA PER RIFIUTI INERTI E IMPIANTO ANNESSO Ubicazione:

Regione Lazio, Provincia Roma, Comune San Cesareo LocalitĂ  Laghetto - Via Casilina km 24,050

Progettista: Elaborato: Geol. Raffaele Cappiello

Data: APRILE 2012

Collaboratori: Ing. Antonio Cappiello SINTESI NON Arch. TECNICA Raffaella Gueci Agr. Nazzaro Musto


INDICE 1 PREMESSA...............................................................................................................2 2 DESCRIZIONE DEL PROGETTO.............................................................................4 3 NORMATIVA DI RIFERIMENTO...............................................................................8 4 INQUADRAMENTO URBANISTICO E VINCOLISTICO..........................................9 5 INQUADRAMENTO AMBIENTALE........................................................................12 6 IMPATTI ATTESI DALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO............................14 7 MISURE DI MITIGAZIONE......................................................................................19

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1PREMESSA Su incarico della Edilitalia S.r.l., con sede in Via Armando Diaz 17, 00044 Frascati (RM), viene redatto il presente progetto, che prevede la realizzazione di una discarica per rifiuti inerti e di un annesso impianto di riciclaggio. Gli interventi sono tra loro interdipendenti, in quanto l’impianto di riciclaggio è funzionale alla discarica in considerazione a quanto previsto dal D.Lgs. n. 36/2003 art. 7 comma 1. La Edilitalia S.r.l. richiede, ai sensi dell'art. 208 del D.Lgs. n.152/2006, •

l’approvazione del progetto e l’autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento nella discarica

l’approvazione del progetto e l’autorizzazione all'esercizio alle operazioni di recupero dei rifiuti inerti in un annesso impianto di recupero.

L’attività di discarica di rifiuti inerti rientra tra le attività da sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale dal momento che la capacità complessiva prevista del progetto è superiore a 100.000 m3. Si veda a tal proposito l’allegato III alla parte seconda, punto p) ……. discariche di rifiuti speciali non pericolosi (operazioni di cui all’Allegato B, lettere D1 e D5, della parte quarta del decreto legislativo n. 152/2006), ad esclusione delle discariche per inerti con capacità complessiva sino a 100.000 m 3. Per ciò che riguarda l’impianto di riciclaggio di rifiuti inerti, esso rientra fra le attività per le quali si deve espletare la Verifica di Assoggettabilità a VIA trattandosi di una operazione R5 effettuata su quantitativi di rifiuti superiori a 10 t/giorno. Si veda l’allegato IV alla parte seconda comma 7 lettera z.b) Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante operazioni di cui all’Allegato C, lettere da R1 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Lo studio di valutazione di impatto ambientale è redatto ai sensi dell’art. 22 e dell’allegato VII alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006.

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Il quadro progettuale descritto sinteticamente nel presente elaborato è illustrato con maggior dettaglio nella Relazione tecnica illustrativa discarica e nella Relazione Tecnica gestionale impianto recupero.

1.1

DATI

DI SINTESI DELL’INTERVENTO

1.1.1 Discarica Area discarica per rifiuti inerti 82.814 m2. Capacità totale della discarica 747.651 m3 in banco (volume del vuoto). Volumi di materiali da utilizzare ai fini della costruzione della discarica 161.061 m 3 Capacità totale netta 586.590 m3. Coefficiente di conversione stimato da metri cubi a tonnellate 1,5 t/m 3. Quantità di rifiuti inerti smaltibili 879.885 t. 1.1.2 Impianto Area impianti 12.328 m2. Capacità annua dell'impianto di recupero dei rifiuti inerti: 167.000 m3. Coefficiente di conversione stimato da metri cubi a tonnellate 1,5 t/m 3. Quantità di rifiuti inerti recuperabili 250.000 t/anno.

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2DESCRIZIONE DEL PROGETTO In questo paragrafo viene fornita una descrizione sintetica del progetto, in particolare in relazione alle caratteristiche tecnico – dimensionali. A questo fa seguito un’analisi delle potenzialità e degli obiettivi delle opere in esame. Per considerazioni più specifiche, in relazione alle caratteristiche dell’intervento, si può fare riferimento ai relativi elaborati progettuali. Riguardo alle possibili alternative prese in considerazione, compresa l’alternativa zero, si rileva che il tipo di attività proposta dipende dalla disponibilità delle aree e dalle relative condizioni a contorno. Non ci sono, infatti, motivi ostativi alla realizzazione del progetto dovuti al particolare pregio paesaggistico dei luoghi. 2.1

LOCALIZZAZIONE DELL’AREA

La zona di intervento è situata in località "Laghetto" nel comune di San Cesareo, all’interno di un vasto bacino estrattivo di lave e pozzolane posto a nord della SS 6 Casilina in corrispondenza dell’abitato di Laghetto. L’area è compresa nella seguente cartografie: -

Foglio N° 150 Tavoletta I SO “Colonna” della Carta Topografica d'ltalia dell’I.G.M.;

-

Sezioni N. 375090 “Finocchio”, N. 375130 “Frascati” e N. 375140 “Zagarolo” della Carta Tecnica Regionale (C.T.R.) della Regione Lazio.

Il centroide dell’area di intervento ha coordinate geografiche: -

Lat. 41°51'2.22"N

-

Long. 12°44'47.36"E

L’area è distinta nel NCT del Comune di San Cesareo al Foglio 14 particelle 4p, 5p, 9 e 324.

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2.2

CARATTERISTICHE DELL’INTERVENTO

Il progetto prevede la realizzazione di una discarica per rifiuti inerti, alla chiusura della quale verrà eseguito un intervento di ripristino pedologico e vegetazionale, e di un annesso impianto di riciclaggio dei rifiuti inerti. Gli interventi riguardano un’area già oggetto di attività estrattiva e sono tra loro interdipendenti, in quanto l’impianto di recupero dei rifiuti inerti è funzionale alla discarica in considerazione a quanto previsto dal D.Lgs. n. 36/2003 art. 7 comma 1. All’interno del presente elaborato vengono descritti la discarica di rifiuti inerti e l’impianto di recupero dei rifiuti. Per quanto riguarda ulteriori dettagli inerenti l’impianto di riciclaggio di rifiuti inerti si rimanda alla Relazione tecnica gestionale impianto recupero; per la descrizione dettagliata degli interventi relativi alla discarica per rifiuti inerti si rimanda alla Relazione tecnica illustrativa discarica, agli elaborati grafici specifici, nonché al Piano di gestione operativa, Piano di gestione post operativa, Piano di ripristino ambientale, Piano di sorveglianza e controllo, Piano finanziario, redatti ai sensi del D.Lgs. 36/2003. La durata della discarica è stimata, nell'elaborato progettuale Piano finanziario, in 10 anni. Le scelte progettuali, oltre a garantire i necessari requisiti tecnici relativi alla stabilità dei versanti, alla rimozione di elementi ambientalmente incompatibili e al drenaggio e deflusso corretto delle acque superficiali e sotterranee, sono state fatte con la consapevolezza della necessità di un opportuno inserimento nel contesto geomorfologico atto a ridurre le problematiche relative alle variazioni della morfologia e della geometria dei rilievi. L’opportuna realizzazione del recupero ambientale dell’area interessata dalla discarica ne assicura la restituzione, in un quadro complessivo, in accordo con le caratteristiche geoambientali del sito. 2.3

ACCESSI

L’area sede dell’attività di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti inerti è ubicata ad sudest della città di Roma lungo la SS 6 Casilina dalla quale si accede direttamente al

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cantiere tramite un largo ingresso conformato per il transito dei mezzi pesanti. A pochi chilometri si trova l’uscita “San Cesareo” dalla A1 Diramazione Roma Sud. La viabilità interna alla discarica sarà assicurata da piste di cantiere che saranno spostate opportunamente via via che procederà la coltivazione. 2.4

DISCARICA PER RIFIUTI INERTI

L’area di progetto è situata all’interno di un ampio bacino estrattivo di lave, come illustrato nella Relazione di Inquadramento Territoriale e Ambientale. L’area scelta per la discarica è rappresentata dall’invaso estrattivo di una ex cava che presenta una forma allungata in direzione circa NW-SE. Il fondo si presenta piuttosto articolato con una generale pendenza verso NW e dislivelli medi rispetto al piano campagna di circa 15 m. Come già accennato, per la descrizione degli interventi proposti si rimanda alla Relazione tecnica illustrativa discarica, agli elaborati grafici specifici, nonché al Piano di gestione operativa, Piano di gestione post operativa, Piano di ripristino ambientale, Piano di sorveglianza e controllo, Piano finanziario, redatti ai sensi del D.Lgs. 36/2003. Ad ultimazione dell’attività di discarica di inerti verrà effettuato il previsto ripristino ambientale dei luoghi. Il piano di ripristino ambientale individua gli interventi che il gestore deve effettuare per il recupero e la sistemazione dell'area della discarica a chiusura della stessa. La realizzazione della discarica può assumere valori di positività in presenza di una corretta realizzazione degli interventi di recupero, i quali sono stati finalizzati non solo ad una semplice sistemazione estetica, bensì ad un corretto inserimento paesaggistico, con tutte le implicazioni naturalistiche ed ecologiche del termine, nell'intorno territoriale del sito stesso.

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2.5

IMPIANTO

DI RECUPERO PER IL RECUPERO DEI RIFIUTI INERTI

Il ciclo di recupero dei rifiuti ha come finalità la produzione di aggregati riciclati riutilizzabili come materia prima secondaria per opere di ingegneria civile (strade, calcestruzzi a bassa resistenza) secondo quanto previsto dalla normativa vigente. A tale scopo l’impianto di recupero (R5) proposto avrà uno schema generale di funzionamento con le seguenti fasi di lavorazione: frantumazione, vagliatura, deposito e trasporto. In attesa di essere sottoposti a tale ciclo di lavorazione i rifiuti saranno stoccati in un’area di messa in riserva (R13). Le materie prime seconde (MPS) ottenute saranno depositate in attesa della vendita in una apposita area dove saranno separate in funzione della granulometria. Gli elaborati grafici allegati al presente progetto indicano il luogo ove dovrà essere realizzato l’ impianto per il recupero dei rifiuti inerti. La concomitanza della discarica e dell’impianto di recupero nella stessa area riveste una importanza commerciale. Infatti coloro che conferiscono i rifiuti si troveranno ad avere un unico sito di conferimento sia per i rifiuti destinati allo smaltimento che quelli destinati al recupero e, presumibilmente, visti anche i costi, saranno incentivati a ottimizzare i loro processi di produzione in modo da ottenere una frazione sempre maggiore di rifiuti destinati al recupero. L’area degli impianti sarà separata dall’area di discarica da una apposita recinzione e saranno realizzati fossi di guardia al fine di impedire la commistione delle acque meteoriche di ruscellamento superficiale pertinenti all’una o all’altra attività. Sarà inoltre separata anche la viabilità di ingresso dei due cantieri

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3NORMATIVA DI RIFERIMENTO In relazione alle fonti normative di riferimento, riguardanti le attivitĂ  oggetto del presente Studio di Impatto Ambientale, si possono sinteticamente citare: il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale, il D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, il D.M. 27 settembre 2010 Definizione dei criteri di ammissibilitĂ  dei rifiuti in discarica, in sostituzione di quelli contenuti nel decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 3 agosto 2005 e la L.R. 6 dicembre 2004, n. 17 Disciplina organica in materia di cave e torbiere e modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n.14.

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4 INQUADRAMENTO URBANISTICO E VINCOLISTICO Le ricerche inerenti la pianificazione urbanistica e vincolistico - paesaggistica sull’area di progetto hanno permesso di sintetizzare il quadro emerso nelle seguenti tabelle. Mentre per ciò che riguarda gli altri aspetti programmatici che interessano l’area in esame si rimanda alla Relazione Inquadramento Territoriale ed Ambientale paragrafo 2.4.

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Tabella 1 - Sintesi del quadro urbanistico e vincolistico - Area Discarica PRG adottato

L’area è ricompresa nella sottozona E3 – Agricola estensiva

PTPG

Tavola TP2.1 _Rete ecologica provinciale (REP) - L’area di progetto ricade per la gran parte in “Aree di connessione primaria”.

PTP n.9 – Tav E4/7

-

Zone agricole con rilevante paesaggistico ed ambientale

-

16 – Cave

-

A4: Unità di paesaggio.

valore

PTPR Tav. 375-25 -Tavola A Sistema di paesaggio “Paesaggio agrario di Sistemi ed Ambiti del Paesaggio Rilevante Valore” e “Ambiti di recupero e valorizzazione paesistica. PTPR Tav. 375-25 -Tavola B Beni Vincolo ricognitivo di legge: Aree di interesse del paesaggio archeologico già individuate, beni archeologici con fascia di rispetto - ml0312 e Via Casilina PTPR Tav. 375-25 -Tavola C Beni Ambiti prioritari per i progetti di conservazione, del patrimonio naturale e culturale recupero, riqualificazione, gestione e valorizzazione del paesaggio regionale: - Aree a connotazione specifica: Parchi archeologici e culturali (art. 31ter L.R.24/98) - Aree a rischio paesaggistico: Discariche, depositi, cave (art. 31bis L.R. 24/98) RISCHIO IDRAULICO

Non presente nell’area di intervento

VINCOLO IDROGEOLOGICO

Non si rilevano vincoli sull’area

TUTELA DELLE FALDE IDRICHE La Deliberazione G.R.L. n. 113/2009 consente la realizzazione di discariche per inerti. Usi civici

Non si rilevano vincoli sull’area

Aree percorse da incendi

Non si rilevano vincoli sull’area

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Tabella 2 - Sintesi del quadro urbanistico e vincolistico - Area Impianti PRG

L’area è ricompresa nella sottozona E3 – Agricola estensiva

PTPG

Tavola TP2.1 _Rete ecologica provinciale (REP) - L’area di progetto ricade per la gran parte in “Aree di connessione primaria”.

PTP n.9 – Tav E4/7

-

Zone agricole con rilevante paesaggistico ed ambientale

valore

-

16 – Cave

-

A1: Edificio o complesso con volumi praticabili (marginale)

A4: Unità di paesaggio. PTPR Tav. 375-25 -Tavola A Sistema di paesaggio “Paesaggio agrario di Sistemi ed Ambiti del Paesaggio Rilevante Valore” e “Ambiti di recupero e valorizzazione paesistica. PTPR Tav. 375-25 -Tavola B Beni Vincolo ricognitivo di legge: Aree di interesse del paesaggio archeologico già individuate, beni archeologici con fascia di rispetto - ml0312 e Via Casilina PTPR Tav. 375-25 -Tavola C Beni Ambiti prioritari per i progetti di conservazione, del patrimonio naturale e culturale recupero, riqualificazione, gestione e valorizzazione del paesaggio regionale: - Aree a connotazione specifica: Parchi archeologici e culturali (art. 31ter L.R.24/98) - Aree a rischio paesaggistico: Discariche, depositi, cave (art. 31bis L.R. 24/98) RISCHIO IDRAULICO

Non presente nell’area di intervento.

VINCOLO IDROGEOLOGICO

Non si rilevano vincoli sull’area.

TUTELA DELLE FALDE IDRICHE La Deliberazione G.R.L. n. 113/2009 consente la realizzazione di discariche per inerti. Usi civici

Non si rilevano vincoli sull’area

Aree percorse da incendi

Non si rilevano vincoli sull’area

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5INQUADRAMENTO AMBIENTALE 5.1

SUOLO E SOTTOSUOLO

L’area di indagine è stata estesa ad un settore ad Est della città di Roma situato nel comune di San Cesareo sulle pendici settentrionali del complesso vulcanico dei Colli Albani dove ricade l’area di intervento. L’area è caratterizzata dalla presenza di litotipi vulcanici afferenti al complesso vulcanico dei Colli Albani ed è caratterizzata dalla presenza di un ampio spandimento lavico che è stato oggetto di una estesa attività estrattiva. Gli aspetti geologici ed idrogeologici del sito sono stati esaminati nella Relazione Inquadramento Territoriale ed Ambientale, alla quale si rimanda, per i relativi dettagli. 5.2

FLORA, VEGETAZIONE E FAUNA

Gli aspetti morfologici, vegetazionali, dell'uso del suolo e floristici della zona interessata dalle opere sono stati esaminati nel capitolo 5 della Relazione Inquadramento Territoriale ed Ambientale, al quale si rimanda per i relativi dettagli. 5.3

PAESAGGIO

Dal punto di vista paesaggistico il territorio risulta fortemente modificato per la presenza di una vasta area interessata da attività estrattive, si può affermare quindi che l’area di intervento non presenta caratteristiche intrinseche di particolare pregio. Gli aspetti relativi al paesaggio sono descritti nel paragrafo 5.5 dello Studio di Impatto ambientale al quale si rimanda per ulteriori dettagli. 5.4

ATMOSFERA

Per quanto riguarda la qualità dell’aria dell’area dell’intervento, si possono citare gli studi effettuati nell’ambito della redazione del Piano Regionale per la Tutela dell’Aria della Regione Lazio che hanno portato alla valutazione, per l’anno 2005, delle concentrazioni degli inquinanti principali, usualmente presi in considerazione nelle

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politiche della qualità dell’aria: SO2, NOX, Particolato (PM 10 e PM2.5), NMVOC (Composti Organici Volatili non Metanici). I risultati di tali studi sono descritti nel paragrafo 5.6 dello Studio di Impatto Ambientale al quale si rimanda. Il comune di San

Cesare nel quale rientra

l’intervento è caratterizzato da valori medi o bassi degli inquinanti considerati nello studio. 5.5

RUMORE

L’area dell’intervento si trova all’estremità sud orientale di una vasta zona caratterizzata prevalentemente da siti destinati all’estrazione e alla lavorazione delle lave. Verso sud ovest si trova la SS. 6 Casilina mentre ad est e a sud l’area di intervento confina con una zona rurale con case sparse. Nel paragrafo 5.7 dello Studio di Impatto Ambientale si illustra la zonizzazione acustica del comune di San Cesareo adottata con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 42 del 3/11/2010 nella quale l’area di intervento rientra nella Classe III: di tipo misto con 60-50 dBa. 5.6

TRAFFICO

L’area sede dell’attività di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti inerti è ubicata ad sudest della città di Roma lungo la SS 6 Casilina dalla quale si accede direttamente al cantiere tramite un largo ingresso conformato per il transito dei mezzi pesanti. A pochi chilometri si trova l’uscita “San Cesareo” dalla A1 Diramazione Roma Sud. Gli aspetti relativi al traffico compreso quello indotto dall’attività di discarica e di riciclaggio dei rifiuti inerti sono descritti nel paragrafo 5.8 dello Studio di Impatto ambientale.

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6IMPATTI ATTESI DALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO 6.1

SUOLO E SOTTOSUOLO

I principali effetti indotti dal progetto in esame sulle componenti geologiche del quadro di riferimento ambientale sono essenzialmente positivi e riguardano i seguenti aspetti: 

Ripristino della stabilità dei fronti abbandonati al termine delle coltivazioni, e eliminazione dei fenomeni di erosione preferenziale mediante rimodellazione del versante e ripristino della copertura vegetale.

Addolcimento della morfologia con conseguente ripristino del sistema di drenaggio delle acque meteoriche.

Il suolo agrario nelle zone interessate dalla passata attività estrattiva è assente, quindi lo stoccaggio di rifiuti nell'area non avrà un grande impatto, mentre il riporto finale di terreno vegetale dopo i ritombamenti migliorerà la situazione attuale.

Per quanto riguarda la stabilità del fondo e delle pareti dell’area destinata a discarica per rifiuti inerti, si ritiene che il substrato geologico non vada incontro a cedimenti in quanto ubicata all’interno di una ex cava,. Il fondo era soggetto ad un carico litostatico pari o maggiore del carico dovuto alla presenza dei materiali inerti, considerando la densità dei terreni naturali in posto, maggiore delle terre da scavo e dei rifiuti inerti che verranno abbancati nella discarica. 6.2

AMBIENTE IDRICO

I principali effetti indotti dal progetto in esame sulle componenti dell’ambiente idrico riguardano i due aspetti di seguito esaminati. 6.2.1 Influenza della discarica sulla circolazione idrica superficiale Il riempimento delle aree già oggetto di coltivazione produrranno l’arresto dei meccanismi di dissesto e/o di erosione accelerata provocati sulle scarpate dalle

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acque dilavanti. La variazione morfologica legata alla attività di rimodellazione del terreno porterà al ripristino del normale drenaggio superficiale e sub-superficiale con conseguente eliminazione delle eventuali aree endoreiche generate dall’attività di escavazione. 6.2.2 Influenza della discarica sulla circolazione idrica sotterranea Si ritiene che, data la natura inerte dei rifiuti, il percolato prodotto nel corpo della discarica sia assente. Si ritiene inoltre le acque di percolazione, derivanti dalla infiltrazione di acque meteoriche, non inducano fenomeni di inquinamento della falda sotterranea. Infatti verrà realizzata una barriera di confinamento con conducibilità idraulica equivalente ad uno strato di spessore 1 metro e k < 1 x 10 -7 m/s. In tal modo le acque meteoriche che attraversano i rifiuti non potranno venire in contatto con le acque sotterranee essendo precedentemente raccolte dalla rete di captazione e allontanate dall’invaso. 6.3

FLORA, VEGETAZIONE E FAUNA

L'intervento oggetto del presente studio ricade in un comprensorio di scarso valore naturalistico, abbastanza antropizzato e non particolarmente dotato di caratteri peculiari dal punto di vista ecologico-vegetazionale. La biocenosi e le reti trofiche degli ecosistemi in esso compresi sono abbastanza semplificate. Si ricade quindi in un ambito vegetazionale ad “Artificializzazione forte” e faunistico caratterizzato da “Associazioni animali caratterizzate da ricchezza faunistica bassa”. Le nuove attività previste non comporteranno sottrazione di suolo dovuta all'azione di scavo, ma solo la sua occupazione temporanea per deposito di mezzi e materiali. Queste azioni non porteranno quindi alla eliminazione significativa di individui e di formazioni vegetali, con conseguente impoverimento floristico e vegetazionale e diminuzione della produttività primaria (biomassa vegetale presente nell'ecosistema). D’altro canto, considerato l’elevato grado di industrializzazione dell’area, non si verificherà nemmeno sottrazione di habitat di tipo trofico e riproduttivo. La recinzione dell’area prevista per i lavori non interferisce pertanto con alcun corridoio ecologico,

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quali filari arborei o lembi di vegetazione e a carattere boschivo che connettano tra loro aree boscate. L’emissione di polveri potrà determinare effetti temporanei sulle funzioni fisiologiche dei vegetali, modificando l'entità degli scambi gassosi, con incidenza sulla salute dei vegetali e sul tasso di fotosintesi, quindi, sulla produttività primaria. La tipologia vegetazionale interferita direttamente è costituita essenzialmente dalla vegetazione antropica. Interferenze connesse alla emissione di rumori possono manifestarsi sulla componente faunistica. Per tali motivi possiamo dunque affermare che le azioni previste dal presente progetto avranno un impatto nullo sia sulla componente vegetale che sulla componente faunistica. 6.4

PAESAGGIO

Riguardo agli impatti sul paesaggio è importante chiarire che, per come previsto dal D.Lgs.36/2003 la scelta dell’area in esame per la coltivazione della discarica è stata effettuata con l’intento di prediligere siti degradati anche in linea con quanto disposto dal D.Lgs.117/2008 art.10 co.3 che prevede che per il riempimento dei vuoti lasciati dalle attività estrattive trova applicazione quanto previsto dal D.Lgs.36/2003 sulle discariche. La configurazione dei siti degradati a recupero ultimato dovrà essere tale da favorire il suo inserimento nel paesaggio circostante. È da rilevare che l'area adibita a discarica, comprensiva delle superfici destinate all’impianto di recupero dei rifiuti inerti è circondata da altre attività di tipo estrattivo e pertanto dalla via Casilina si presenta uno scenario antropizzato tipico delle zone destinate all’attività estrattiva. 6.5

ATMOSFERA

Le emissioni in atmosfera determinate dall'attività in oggetto, sono da individuarsi esclusivamente nelle particelle sospese (polveri) legate alle diverse azioni lavorative

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coinvolte, per le quali occorre pertanto rispettare i limiti indicati nella normativa vigente. Nel par. 7.5 sono descritte le misure di mitigazione previste. La produzione di polveri è essenzialmente connessa ai movimenti delle terre, dei rifiuti inerti, del traffico interno al cantiere, alla movimentazione di mezzi meccanici su zone non asfaltate e all’attività dell’impianto per il recupero dei rifiuti. Risulta inoltre di rilevanza nulla, in relazione ai recettori sensibili, l’impatto dovuto alle emissioni gassose degli autocarri utilizzati nelle lavorazioni in oggetto. È inoltre da considerare che la produzione del disturbo sarà limitata, esclusivamente alle ore diurne. Per quanto attiene l’aspetto relativo all’inquinamento atmosferico dovuto ai mezzi di trasporto da e verso l’area impianti si rimanda al capitolo inerente il Traffico. 6.6

RUMORE

Per quanto attiene all’inquinamento acustico, esso è legato ai mezzi di movimentazione dei rifiuti, agli escavatori, all’attività degli impianti per il recupero dei rifiuti stessi ed agli effetti del potenziale impatto sui lavoratori. Ne consegue che, anche in questo caso le emissioni acustiche produrranno un disturbo limitatamente al periodo di attività delle linee impiantistiche e comunque esclusivamente nelle ore diurne, è inoltre da considerare l’assenza di insediamenti abitativi e ricettori sensibili nell’immediate vicinanze dell’impianto. 6.7

TRAFFICO

Per ciò che concerne la presenza di traffico pesante indotto dalla presenza dell’attività in progetto, come già esposto per le componenti “atmosfera” e “rumore”, il disturbo sarà limitato esclusivamente alle ore diurne. É da considerare che il traffico locale sulla Via Casilina è sostenuto nelle ore di punta e pertanto si è scelto di concentrare il traffico pesante dovuto all’intervento proposto, in orari alternativi. Tramite tale accorgimento, pur essendo modesto, il traffico dovuto

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all’intervento, si ritiene che la viabilità interessata dal progetto possa supportare il nuovo insediamento proposto. 6.8

FASE DI CANTIERE

Nella fase di cantiere si prevedono impatti dovuti alla movimentazione del terreno e al rumore dei mezzi d’opera, oltre che ad un limitato impatto sul traffico. Pertanto, le componenti ambientali che possono subire impatto sono: atmosfera e salute pubblica. In generale, per la fase di sistemazione del sito e costruzione delle opere, non sono comunque da rilevare alterazioni stabili della qualità ambientale, trattandosi di impatti a breve termine, contingenti l’attività di cantiere.

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7MISURE DI MITIGAZIONE Nella visione più ampia della realizzazione dell’intero progetto, gli interventi relativi alla realizzazione dell’impianto di recupero dei rifiuti inerti e al piano di ripristino ambientale dell’area destinata a discarica, possono essi stessi considerarsi una misura di mitigazione rispetto all’attività di discarica per rifiuti inerti. 7.1

SUOLO E SOTTOSUOLO

Essendo i principali effetti indotti dal progetto in esame sul Suolo e sottosuolo essenzialmente positivi, si ritiene di non dover adottare alcuna misura di mitigazione. 7.2

AMBIENTE IDRICO 7.2.1 Circolazione idrica superficiale

Il progetto prevede il riempimento, con rifiuti inerti, della depressione originata dalla pregressa attività di coltivazione della cava, ripristinando il piano campagna originale, in modo tale da ridurre il disordine idraulico attualmente presente. Pertanto le misure di mitigazione relative alla circolazione delle acque superficiali sono rappresentate dal progetto di recupero ambientale che si propone di ripristinare gli originari schemi di deflusso superficiale delle acque, sulla base di criteri geomorfologici e idraulici, che tengano in considerazione la morfologia adiacente alle aree di intervento. 7.2.2 circolazione idrica sotterranea Come osservabile nella Tav. 24 Planimetria inizio allestimento discarica il fondo della discarica è posto ad una quota minima di 160 m s.l.m., nell’area esaminata il livello medio della falda è di 88 m s.l.m., come specificato nello studio geologico contenuto nella Relazione Inquadramento territoriale e ambientale, pertanto la soggiacenza minima, nell’area della discarica, è di oltre 70 metri.

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Le misure di mitigazione consisteranno nella realizzazione della barriera geologica di fondo e nell’impermeabilizzazione delle pareti dell’invaso con una struttura ad “abete” descritta nella Tavola 29 Particolari costruttivi discarica. 7.3

FLORA, VEGETAZIONE E FAUNA

La realizzazione della discarica può assumere, in prospettiva, valori di positività in presenza di una corretta realizzazione degli interventi di recupero, qualora essi stati finalizzati non solo ad una semplice sistemazione estetica, bensì ad un corretto inserimento paesaggistico, con tutte le implicazioni naturalistiche ed ecologiche del termine, nell'intorno territoriale del sito stesso. Nel caso specifico, l'utilizzo a discarica dell’area già oggetto di attività estrattiva, prevede la restituzione del terreno al profilo morfologico originario, intervento che permette di reintegrare l'area nell'ambiente circostante. Il reimpianto di elementi vegetazionali funzionali all'ecologia del territorio in questione e conformi alla destinazione urbanistica finale delle aree, completa l’inserimento paesaggistico anche dal punto di vista biocenotico. Il ripristino finale tiene conto di tutti gli elementi sopra evidenziati e prevede la semina di specie vegetazionali. 7.4

PAESAGGIO

Dal punto di vista paesaggistico occorre evidenziare che l’area è stata sede di attività estrattiva, ciò implica che l’ambiente e il territorio interessato hanno subito nel tempo variazioni particolarmente significative, in quanto nel loro svolgersi modificano continuamente la morfologia del territorio e i loro effetti hanno termine soltanto con la cessazione degli scavi. Nel caso in esame le attività estrattive sono terminate da tempo ed hanno consegnato i luoghi oggetto di sfruttamento ad una situazione di degrado.

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Il progetto in esame si propone, attraverso la coltivazione della discarica di inerti, di colmare la depressione dovuta all’attività estrattiva mediante ripristino di morfologia e deflussi superficiali e inerbimento delle aree. 7.5

ATMOSFERA

Al fine di contenere le emissioni di polveri legate all’attività oggetto del presente studio, verranno attuate apposite misure di mitigazione consistenti in: Impianto di innaffiamento dei piazzali, le vie di transito ed i cumuli a terra dei materiali Si prevede il sistema di innaffiamento costituito da una serie di idranti fissi, con gittata di 30 metri e di irrigatori fissi con gittata 10 metri, collegati ad una rete idrica a servizio esclusivo dell'insediamento. Incapsulamento È previsto che i macchinari e i sistemi usati per la preparazione o la produzione di materiali polverulenti siano incapsulati ai sensi del D.Lgs 152/06, V Parte, Allegato V, Parte I. Gli interventi previsti al fine di incapsulare gli impianti sono di due tipologie: •

coperture in acciaio e/o in lamiera zincata autoportanti e fornite di porte di ispezione.

• 7.6

copertura con intelaiatura metallica e teli in PVC. RUMORE

In particolare per una riduzione del rumore generato dagli impianti di trattamento verrà adottata una metodologia di frantumazione adeguata per l’abbattimento delle emissioni acustiche e il rivestimento in gomma di tutte le superfici metalliche localizzate nei punti di caduta dei materiali. Per quanto riguarda il potenziale impatto del rumore sugli addetti all’attività lavorativa si prevede che i limiti previsti dalla normativa vigente, descritti nel capitolo sulla

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caratterizzazione acustica dell’area, non siano superati durante l’attività in essere. In ogni caso, in ottemperanza alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro 81/2008 e s.m.i. tutti gli operatori saranno dotati di dispositivi di protezione anche per l’impatto dovuto alla componente rumore. 7.7

TRAFFICO

Si propone, oltre ad una razionalizzazione delle attività che aiuti a distribuire i mezzi in fasce orarie meno gravate dalla presenza di traffico, l’utilizzo di mezzi meno inquinanti (almeno Euro 3). 7.8

FASE DI CANTIERE

Come già visto in precedenza, per la fase di sistemazione del sito e costruzione delle opere, non sono comunque da rilevare alterazioni stabili della qualità ambientale, trattandosi di impatti a breve termine, contingenti all’attività di cantiere. Le misure di mitigazione previste sono pertanto quelle precedentemente descritte per la fase di esercizio oltre a quelle specifiche volte alla scelta delle macchine, e delle attrezzature con le migliori caratteristiche prestazionali.

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Progetto Discarica Rifiuti inerti e impianto annesso (EDILITALIA srl) a S. Cesareo (RM)