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La “pillola” protegge le ovaie Più di centomila donne nel mondo hanno evitato la morte per tumore ovarico negli ultimi cinquant'anni grazie all'utilizzo della pillola e alla progressiva diffusione di questo metodo contraccettivo, sempre più sicuro. I ricercatori dell'università di Oxford ritengono che con l'uso della pillola si possano salvare trentamila donne ogni anno nel mondo. La notizia viene ripresa da Repubblica Salute. «I ricercatori della università di Oxford - si legge nell'inserto settimanale - hanno analizzato i dati di 45 studi clinici in 21 Paesi. Lo studio condotto da Valerie Beral e pubblicato su Lancet, dimostra l'efficacia protettiva della pillola rispetto al cancro dell'ovaio: dalla sua introduzione si stima abbia evitato 200.000 casi di questo tipo di cancro e 100.000 morti nel mondo. In Italia il tumore ovarico colpisce 4.000 donne l'anno, e corrisponde al 5% dei tumori femminili». I dati confermano l'effetto protettivo degli estroprogestinici sull'insorgenza di questo tumore. In Italia l'uso degli estroprogestinici è in aumento, anche se il nostro Paese rimane ancora il fanalino di coda dell'Europa. Attualmente solo il 17% delle donne li utilizza: i motivi di questa riluttanza sono senza dubbio culturali e scontano preconcetti e luoghi comuni, ancora molto diffusi». «I risultati della ricerca inglese - dichiara Emilio Arisi, consigliere nazionale SIGO e responsabile del progetto "Scegli Tu", una campagna per sensibilizzare le donne a una contraccezione sicura - "scagionano" la pillola, spesso ingiustamente ritenuta pericolosa come causa di tumori al seno e all'utero». «L'azione di prevenzione - scrive Repubblica Salute - è stata dimostrata nonostante l'alto contenuto di ormoni di alcune delle pillole esaminate nella ricerca. Quelle degli anni '60 e '70 presentavano infatti un contenuto ormonale doppio rispetto alle attuali. Anche le nuove pillole, che presentano effetti collaterali più ridotti, mantengono immutata la proprietà preventiva del tumore dell'ovaio. Lo studio ha illustrato in particolare come, dopo 10 anni di assunzione, il rischio di tumore prima dei 75 anni si riduca di un terzo, ed il rischio di morte del 30%. Sembra inoltre che la protezione sia garantita anche dopo anni dalla sospensione della pillola». «Avanza quindi l'idea - si legge in conclusione nell'inserto settimanale - che la pillola anticoncezionale possa essere distribuita come farmaco da banco e senza obbligo di ricetta medica, proprio per favorirne la diffusione. Ipotesi caldeggiata anche dall'editore di Lancet, Richard Horton che ritiene come migliorare la diffusione della pillola potrebbe rappresentare una vera e propria strategia di prevenzione primaria e una politica di salute pubblica. Anche se dovrebbe essere prescritta dallo specialista alle donne con una storia di disturbi vascolari, cardiaci o renali, alle quali la pillola è sconsigliata».

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