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Registrazione tribunale di Perugia n. 31 R.P. del 28.10.2011

LA SOCIETA’ L’intervento dell’ingegner Luigi Faccendini Le strategie da attuare

L’ORGANIZZAZIONE Il punto sul nuovo assetto Con l’ingegner Sergio Antonini Amministratore delegato Imet Spa

TORRI ENERGETICHE L’intervista al professor Franco Cotana Direttore Crb Membro Comitato Imet Spa

Numero 2 | Maggio - Agosto 2012


SMAR T WEBAPPLICATION.COM

Abbiamo nuovi progetti per il futuro

Impianti Fotovoltaici, Eolici e Biogas (Per tutti gli impianti si offrono soluzioni personalizzate di finanziamenti e leasing salvo approvazione dell’Istituto di Credito erogante)

Nel settore delle Energie Rinnovabili, in veste di EPC e di General Contractor (acquisizione di diritti di superficie e di autorizzazioni, realizzazione di progetti) Imet SpA, ha un ruolo di notevole evidenza nel mercato italiano con la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica per oltre 100 MWp. La collaborazione con importanti produttori permette di elaborare soluzioni idonee a qualsiasi costruzione. I progetti realizzati ed

www.imetspa.it E-mail: imet@imetspa.it

in fase di realizzazione pongono Imet SpA in un ruolo significativo nel contesto italiano sia per la fornitura di impianti “chiavi in mano” che per la realizzazione, come installatore, di impianti terzi di grandi dimensioni. Per poter realizzare tutto questo è necessario l’utilizzo sinergico delle più recenti tecnologie: dall’elettronica alle strumentazioni di misura e telecontrollo fino all’Information Technology. Imet SpA propone la realizzazione

di impianti fotovoltaici, eolici e biogas di ultima tecnologia. La presenza capillare sul territorio italiano, attraverso numerosi centri operativi, permette la corretta interazione con le autorità locali per la gestione della permessistica necessaria alla realizzazione degli impianti, la velocità nella realizzazione e soprattutto la successiva manutenzione degli stessi.


n°2 Numero 2 | Maggio - Agosto 2012 Registrazione tribunale di Perugia n. 31 R.P. del 28.10.2011

Editore Imet Spa, Strada Settevalli 544, 06129 Perugia Direttore Responsabile Francesca Mencarelli Comitato di Direzione Luigi Faccendini (Maggiore azionista Imet Spa) Comitato di Redazione Francesca Faccendini (Responsabile

In Copertina:

ufficio legale e relazioni esterne), Alessio Lutazi (Responsabile Qualità Sicurezza Ambiente). Progetto Grafico Smart Web Application Stampa Tipografia Grifo Snc Collaboratori Federica Cappelletti Sito Aziendale www.imetspa.it

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L’intervento

L’organizzazione

Estero

L’ingegner Luigi Faccendini sulle strategie da mettere in atto per consolidare i risultati dell’azienda

L’ingegner Sergio Antonini presenta il nuovo assetto aziendale alla luce delle ultime modifiche apportate

Quali i mercati di riferimento? Risponde Marino Di Bernardini, responsabile mktg & sales development

10 Torri energetiche L’intervista all’ingegner Franco Cotana, direttore del Crb di Perugia e membro del Comitato strategico Imet Spa

14 TLC e ICT Il direttore della divisione Ict Imet Spa, Luca Bersani, parla delle trattative in atto e dei progetti futuri della società 3


Rinnovabili, una grande risorsa

La rivista continuerà a comunicare gli sviluppi della società

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Siamo partiti. L’iniziativa lanciata con la prima uscita di IMETNEWS ha riscosso vivo interesse. Riscontri positivi sono arrivati da parte dell’azienda, a tutti i livelli, ma anche da parte di clienti e fornitori della società, tra i quali la pubblicazione ha visto ampia diffusione. Ora possiamo proseguire più convinti che la via intrapresa sia quella giusta, per venire incontro alla esigenze di chi riceve e legge la pubblicazione, ai quali è anche dedicato questo editoriale. Il nostro sforzo continuerà ad essere quello di offrire contenuti utili a comprendere le dinamiche della società, e a interpretare una realtà, quella di Imet, in continua evoluzione, seguendo i suoi percorsi di crescita e i suoi sviluppi, attraverso lo sguardo e il pensiero di chi, al suo interno, opera con responsabilità e professionalità. Abbiamo voluto dedicare gran parte della seconda uscita della rivista alle energie rinnovabili. Questo perché, oltre a rappresentare il futuro per il nostro Paese, è anche un’area alla quale l’azienda intende continuare a rivolgersi nei prossimi anni. Ciò avviene inoltre anche alla vigilia della fiera nazionale più importante del settore, alla quale Imet parteciperà in prima fila. In questo numero, come di consueto, l’ingegner Luigi Faccendini descriverà lo scenario all’interno del quale la società si sta muovendo, rimarcando la necessità di collaborazione all’interno dell’azienda, per mantenere la leadership che la società si è conquistata negli anni. L’ingegner Sergio Antonini, amministratore delegato Imet, racconterà poi un passaggio storico dell’azienda, avvenuto lo scorso aprile;

Imet ha infatti adottato un nuovo modello organizzativo, passaggio che consentirà alla società di avere maggiore flessibilità in quei settori che ritiene strategici e, allo stesso tempo, di consolidare i volumi sulle aree di business storiche. Parlando di sostenibilità, l’ingegner Franco Cotana, professore di ingegneria industriale presso l’ateneo perugino e membro del comitato scientifico strategico Imet, spiegherà all’interno di queste pagine un importante progetto, un sistema integrato di energie derivanti da fonti rinnovabili, ideato dal Centro nazionale di ricerca sulle biomasse (Crb), istituito dal ministero all’Ambiente presso l’università di Perugia e da lui stesso diretto. Nell’abito delle telecomunicazioni, Luca Bersani, direttore della divisione Ict Imet, spiegherà dove si sta spingendo la società in questo mercato e quali sono gli obiettivi, alla luce dell’istituzione del comitato di ricerca Imet per lo studio di soluzioni d’avanguardia. Da qui ai prossimi anni, infine, la società intende rafforzare la propria posizione all’interno dei mercati esteri. L’intervento di Marino Di Bernardini, responsabile marketing & sales development Imet, sarà essenziale per comprendere gli sviluppi in un comparto che, alla luce dell’attuale scenario nazionale, è destinato a pesare sempre di più per la società. Francesca Mencarelli


Collaborare per essere ancora leader

“ Questo secondo numero delle nostre News è l’occasione per sottolineare i risultati raggiunti dalla nostra azienda nel 2011. Il volume d’affari è passato da 115 milioni di euro del 2010 a 145 milioni. Ottimo risultato, per il quale colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale. La professionalità, l’impegno e la comune motivazione hanno reso possibile il raggiungimento di questo prestigioso risultato. Ciò detto è doveroso da parte mia fare alcune considerazioni circa la strategia da mettere in atto per consolidare e, se possibile, migliorare i risultati del 2011. Nel campo delle energie alternative, penalizzato dal Quinto conto energia, metteremo in campo tutte le possibili azioni per fronteggiare quelli che, salvo improbabili correzioni, saranno i danni, in termini di fatturato, del nuovo decreto. I nostri sforzi stanno andando nella direzione della ricerca e dello sviluppo. In collaborazione con il mondo accademico stiamo studiando sistemi innovativi ad alta efficienza e sviluppando tecnologie per la produzione di energia alternativa tramite l’utilizzo di biomasse; in particolare, tramite impianti a biogas di medio-piccola potenza.

Imet rafforza il suo impegno nelle energie alternative

Continua, inoltre, l’impegno della società nella realizzazione di sistemi minieolici e di sistemi integrati: fotovoltaico, biomasse, geotermico e idrico. In questo senso sono orientati gli studi del nostro comitato tecnico scientifico. Anche quest’anno, inoltre, saremo alla fiera di Verona “Solarexpo”, in programma dal 9 all’11 maggio. E’ la più importante esposizione delle energie alternative e sarà l'occasione per presentare tutti i nostri prodotti e servizi. Altro obiettivo che ci siamo posti è quello di sviluppare le nostre attività anche all’estero con l’intento di passare dall’attuale 3% di prodotto al 20-25% nel 2013. Tutti gli sforzi del nostro ufficio marketing e della nostra “Ingegneria estero”, di recente costituzione, sono rivolti, con particolare riferimento ai settori delle telecomunicazioni e dei trasporti, nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Chiaramente non trascuriamo in Italia i settori delle telecomunicazioni, dei trasporti e degli impianti tecnologici. La nostra è e rimane un’azione concentrata su vari fronti che dovranno

bilanciare e riequilibrare quei settori che, per varie ragioni, potrebbero avere delle flessioni. L’attuale scenario nazionale non facilita il nostro compito ed è per questo che ancora una volta, tutti insieme, dobbiamo dimostrare di essere in grado di mantenere la nostra leadership. Luigi Faccendini

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La nuova struttura organizzativa Imet Spa Dopo attente valutazioni e riflessioni, per la società arriva il sistema misto funzionale-divisionale Pianificazione, dinamicità ed innovazione sono le parole d’ordine che contraddistinguono il modello organizzativo di Imet, periodicamente variato negli anni, al fine di ottimizzarlo alle esigenze del mercato e di migliorarne i processi in termini di efficacia ed efficienza. Un passaggio reso possibile anche grazie all’attivo coinvolgimento di tutto il personale, nella ricerca del miglioramento continuo delle prestazioni aziendali, tramite proposte arrivate direttamente dalle varie funzioni. L’organigramma aziendale Imet, oggi alla sua 42esima revisione (avvenuta lo scorso aprile), evidenzia quanto la società sia flessibile e improntata al continuo cambiamento. Tale numerazione, seppur ripartita nel 2002 - anno di passaggio del sistema di gestione qualità aziendale agli standard

Ingegner Sergio Antonini

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della norma ISO9001:2000 (Vision 2000) -, sottolinea come la società sia in costante evoluzione. Una decisione complessa, arrivata a seguito di approfondite riflessioni. “Il cambiamento della struttura organizzativa - spiega l’ingegner Sergio Antonini, amministratore delegato Imet - per le aziende rappresenta uno dei momenti più importanti, una scelta condizionata da molteplici vincoli, sia ambientali, che economici e sociopolitici e che comporta variazioni importanti sull’impostazione stessa dell’azienda”. Imet è passata da un modello organizzativo funzionale - di norma adottato dalle aziende di medie dimensioni -, ad un sistema misto, in cui rimane una organizzazione funzionale per il core business (trasporti, energia e Tlc), mentre si adotta una organizzazione per divisione nelle aree più soggette a cambiamenti (Ict ed estero); questo per dare maggiore flessibilità alla struttura organizzativa e per conferirle la giusta capacità di adattarsi a situazioni di business e di mercato in evoluzione. Nell’ottica del cambiamento, e anticipando i tempi rispetto all’applicazione di strategie organizzative standard, la società ha messo in atto questo passaggio storico, dettato anche dall’importante trend di crescita registrato negli ultimi anni, grazie ai numerosi appalti di realizzazione di centrali per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. “Le energie alternative prosegue l’ingegnere – continueranno a mantenere per l’azienda un posto di rilievo, ma vista la stretta sugli incentivi al fotovoltaico, la società oggi intende rivolgersi anche al biogas e ai sistemi

integrati. Abbiamo optato per un passaggio graduale da un modello organizzativo funzionale ad uno misto funzionale-divisionale, assecondando e migliorando l’evoluzione della società senza appesantire troppo la gestione economica, cosa che sarebbe invece avvenuta con l’adozione di un modello divisionale in toto. Visto l’attuale ampliamento di business all’estero, è stata adottata la soluzione che ci permetterà di mantenere sia la continuità dell’azienda, che in prospettiva, di perseguire un significativo sviluppo in nuovi mercati”. In effetti, mentre il modello funzionale prevede la suddivisione al primo livello delle funzioni fondamentali, quello divisionale si differenzia per la presenza al primo livello di singole divisioni che vengono responsabilizzate sulle varie aree di buisiness. “Era necessaria una spinta forte alle aree Ict ed estero – continua Antonini -, quelle che nei prossimi anni saranno più soggette ad evoluzioni. In questo modo abbiamo avuto anche la possibilità di inserire nuove figure, oltre che valorizzare quelle già presenti affidando loro incarichi importanti”. Quindi responsabilizzazione e assegnazione di ruoli strategici. “In ambito ICT – sottolinea -, un’area di business storica per la società ed in forte evoluzione, abbiamo creato una divisione per raggiungere specifiche aree di mercato, al fine di interpretare meglio le richieste dei clienti e di offrire loro le migliori soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato. Puntiamo a portare una quota significativa del volume d’affari in contesti non nazionali, anche in virtù delle condizioni socio-economiche del nostro Paese,


confidando sull’esperienza nei diversi settori specifici”. Nell’ambito della copertura radio Gsmr dal 2001 Imet ha realizzato molteplici tratte per la copertura radio della rete ferroviaria italiana; nelle energie alternative negli ultimi 4 anni ha costruito grandi impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per oltre 100 Mw di potenza; nelle Tlc, sia per reti fisse che mobili, dove è rintracciabile il background storico

dell’azienda, ha in atto partnership di rilievo con le più importanti aziende del settore; ed infine, negli impianti di sicurezza del traffico, ha contribuito alla realizzazione di gran parte degli impianti della rete autostradale nazionale. “Grazie a queste conoscenze sottolinea Antonini - pensiamo di poter essere competitivi sul mercato e di poter partecipare ad appalti rilevanti anche all’estero. L’elemento distintivo di Imet è sempre

stato quello di anticipare i competitor nell’interpretazione dell’evoluzione del mercato, attivandosi prontamente per garantire elevata competenza tecnicoprofessionale, oltre che organizzativa. Lavoriamo per essere sempre un passo avanti, questo è ciò che contraddistingue Imet”. Fra. Me.

Di seguito le principali variazioni della struttura organizzativa della società IMET Spa, ad aprile 2012. In ambito corporate, vengono introdotte due divisioni: Divisione Ict, la cui direzione è affidata a Luca Bersani, già direttore commerciale dell’area. L’obiettivo di tale area, a carattere fortemente specialistico, è quello di rispondere in modo efficace ed efficiente alle richieste del mercato ICT in continua evoluzione, pertanto comprende le aree Approvvigionamenti, Servizi Generali - Crediti e Commerciale, la cui direzione rimane in capo a Luca Bersani; l’area Customer Services (Operation ed ingegneria d’offerta ICT), la cui responsabilità è affidata all’Ingegner Gianni Ferrari e l’area di Business Development sotto la supervisione dell’Ingegner Renato Rossetto. Divisione Estero, la cui direzione è affidata all’Ingegner Emanuele Mari e che a seguito del nuovo incarico lascia la Direzione Ingegneria ed IT. Tale Divisione nasce in accordo alla politica di sviluppo di Imet nel mercato estero e comprende le aree Operation, Qualità-Sicurezza, Amministrazione e Approvvigionamenti. In ambito di direzione Ingegneria, Innovazione e sistemi: - Passaggio dell’Ingegner Emanuele Anzelmo dalla carica di Direttore Operations Italia a Direttore Ingegneria, Innovazione e Sistemi. La nuova area direzionale sovrintende le aree Ingegneria (Estero, TLC, Trasporti, Energie Rinnovabili), sistemi IT e coordina il Comitato Scientifico per la ricerca e lo sviluppo. In ambito di direzione commerciale: - La Dott.ssa Francesca Faccendini, oltre alla carica di responsabile ufficio legale e relazioni esterne, assume le cariche di Direttore Commerciale e Direttore Commerciale Energie Rinnovabili. - Nomina di Aldo Felappi a Senior Advisor nelle aree Ingegneria, Innovazioni, IT e Commerciale. In ambito di direzione operation: - Ridefinizione delle linee operative in TLC, Energie Rinnovabili e Sistemi, Trasporti e Impianti Tecnologici. - Nomina dell’Ingegner Flavio Ciani a Direttore Operations, lascia la carica di ROL Trasporti/Energie Rinnovabili. - Nomina dell’Ingegner Santarelli Sandro a Responsabile Operations Line Energie Rinnovabili e Sistemi, lascia la carica di Project Manager Trasporti. - Nomina del Geometra Luciano Tracucci a Responsabile Operations Line Trasporti ed Impianti Tecnologici, lascia la carica di Program Manager Large Accounts.

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La nuova struttura organizzativa Imet Spa

Convention Imet 2012 Il 24 e il 25 febbraio scorsi, presso il centro congressi dell’Hotel Giò di Perugia, si è tenuta la Convention Imet 2012 (vedi foto sopra). L’evento è stato l’occasione per presentare a tutto il management gli ottimi risultati conseguiti nel 2011 dalla società e per condividere il piano di sviluppo dell’azienda nei prossimi anni. All’evento hanno partecipato personaggi illustri del mondo industriale ed accademico. Tra questi, l’ingegner Emilio Gallocchio, presidente del consorzio Intrasystems Scarl - di cui Imet Spa è socio -, che ha sottolineato il forte legame con la società e le grandi opportunità di sviluppo nei mercati esteri, grazie alla

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collaborazione di partner di sicura professionalità ed esperienza. Il professor Franco Vatalaro, docente della facoltà di Ingegneria dell’università di Roma Tor Vergata e membro del comitato tecnico scientifico Imet, ha invece ricordato le attività di ricerca e sviluppo in corso con l’azienda negli ambiti Tlc e Ict. Infine, il professor Franco Cotana, docente della facoltà di Ingegneria dell’università di Perugia e membro del comitato tecnico scientifico Imet, ha illustrato il progetto della torre energetica ambientale multifunzionale e le attività di ricerca e sviluppo in corso con l’azienda negli ambiti Impianti ed Energia.


Business in crescita verso l’estero La società è rivolta in particolare al Nord Africa e al Medio Oriente mercati aziendali legati alle telecomunicazioni, all’energia e ai trasporti, sono in una fase avanzata di profondo cambiamento, determinando una diminuzione degli investimenti, un aumento della concorrenza qualificata e una contrazione dei margini operativi. Una attività di diversificazione geografica era quindi necessaria per mantenere tutti i parametri aziendali in equilibrio”.

Marino Di Bernardini

Si rafforza l’attività dell’azienda rivolta ai mercati internazionali dell’azienda; un’area di business, indirizzata all’estero, partita da poco più di un anno con la Francia, ma che è destinata a pesare sempre più sul fatturato. L’azienda stima infatti di passare dall’attuale 3% di prodotto, a oltre il 20% nel 2013. Visto lo scenario dei mercati a livello nazionale, in questo momento è di fondamentale importanza per la società mettere in atto una puntuale diversificazione geografica. L’azienda ha deciso di rivolgersi in particolare verso il Nord Africa e al Medio Oriente dove sono rintracciabili interessanti possibilità di crescita. “In Italia - spiega Marino Di Bernardini, responsabile marketing & sales development Imet Spa -, il quadro dei

Come si esplica l’attività dell’azienda all’estero? In particolare oggi la società punta ad acquisire mercato in Nord Africa, nella Penisola Balcanica, in Turchia e nella Penisola Araba, dove ha già in atto importanti partnership, tenendo anche in considerazione delle profonde differenze culturali e di etica di business che si andranno ad incontrare in questi Paesi. Infatti in questa fase iniziale di sviluppo stiamo procedendo con molta cautela, per non disperdere le nostre risorse. State stringendo degli accordi? Per fare questo ci stiamo avvalendo di collaboratori di sicura professionalità ed esperienza del settore. Sempre su questa linea, stiamo sviluppando sinergie di prodotto con aziende per aumentare il portafoglio della nostra offerta e stiamo stringendo alleanze con importanti gruppi industriali, sia italiani che esteri, che ci daranno la possibilità

di concorrere alla realizzazione di progetti di rilievo. Come intendete procedere? La nostra intenzione è quella di fidelizzare i clienti con la presenza costante e diretta, in loco, tramite la costituzione di sedi che possano gestire i rapporti burocratico-amministrativi e partner locali. Quali le più importanti trattative in corso? La prima riguarda la partecipazione ad una gara per le autostrade algerine insieme a prestigiosi soci industriali italiani; in atto è anche la pre-qualifica per impianti tecnologici in ambito ferroviario in Marocco e Tunisia e la partecipazione a progetti per la realizzazione di parchi fotovoltaici in Nord Africa. Altre pre-qualifiche sono in corso per impianti tecnologici ferroviari nella Penisola Balcanica, per la realizzazione di impianti fissi di tranvie in Turchia e per la realizzazione di impianti tecnologici e di sicurezza nella Penisola Araba. Progetti futuri? Contiamo di accreditarci presso i grandi clienti della Penisola Araba per la realizzazione di impianti tecnologici e di sicurezza Fra. Me.

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Un progetto integrato e sostenibile

Nasce

Le torri energetiche multifunzionali erogheranno anche servizi ambientali ed informativi oggi, tramite il progetto TEAM, saremo in grado, in un unico sistema, di alimentare le utenze energetiche limitrofe da un punto di vista elettrico e termico, sia in estate che in inverno, oltre a fornire servizi ambientali ed informativi all’area.

Professor Franco Cotana

L’esigenza dello sviluppo di energie rinnovabili, in un contesto in continua evoluzione, impone l’ideazione di un sistema di produzione energetica flessibile, dotato di tecnologie all’avanguardia. Ne abbiamo parlato insieme al professor Franco Cotana, docente di ingegneria industriale e direttore del Centro nazionale di ricerca sulle biomasse (Crb) istituito dal ministero all’Ambiente presso l’università di Perugia. Il professor Franco Cotana e il Centro Interunivesitario di ricerca sull’inquinamento da agenti fisici (Ciriaf), diretto dal professor Francesco Asdrubali fanno parte del Comitato scientifico di Imet. Professore, come nasce il progetto delle Torri energetiche ambientali multifunzionali (TEAM)? Così come nel Medioevo, le torri rappresentavano la sede del potere economico e politico, allo stesso modo

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Qual è lo scopo del progetto? Propone la realizzazione di un sistema integrato di reti intelligenti, in connessione reciproca, che consenta di erogare servizi energetici, ambientali ed informativi alle utenze produttive: telegestione, tele e radiocomunicazione; monitoraggio ambientale, acustico e delle vibrazioni; telecontrollo ad infrarosso per rilevazione incendi ed antintrusione, videosorveglianza e illuminazione a Led. Che cosa prevede? La torre energetica ambientale multifunzionale adattata alle aree produttive è il risultato dell’integrazione di differenti tecnologie di produzione di energia rinnovabile, concentrate in una struttura antisismica composta da un fusto rastremato alto oltre 30 m, con un diametro da 15 a 10 m ed un cappello del diametro 20 m alto 4 m. Alla base della torre è presente un locale tecnico per l’alloggio del motore endotermico di produzione energetica e di un sistema di upgrading del biogas a biometano. Attorno al fusto della torre sarà possibile allestire un’area di servizio, a forma di anello, da adibire ad esempio a ristorazione, raggiungibile attraverso un ascensore esterno panoramico. Parliamo delle tecnologie che la compongono… La copertura del cappello della torre e

parte della superficie laterale inferiore del fusto sarà rivestita da pannelli fotovoltaici di tipo innovativo per una potenza totale intorno ai 200 Kilowatt (Kw). Tali pannelli sono caratterizzati da una colorazione scura della superficie esterna della vetrata fotovoltaica e quindi in grado di assorbire la radiazione solare trasformandola in energia elettrica e calore. Lasciando una intercapedine tra la vetrata e la torre, il riscaldamento diurno della superficie fotovoltaica creerà una corrente ascensionale dell’aria, garantendo una ventilazione degli edifici limitrofi. Come si inseriscono invece il minieolico e il geotermico? Sulla cima della torre è posizionata una turbina eolica ad asse verticale ad alta efficienza e silenziosa per una potenza di 30 Kw, mentre la climatizzazione dei locali delle attività limitrofe alla torre avviene sfruttando un sistema di pompe di calore a sonde geotermiche con accumulo idrico. I pali di fondazione della struttura vengono realizzati inglobandovi all’interno delle sonde geotermiche a bassa entalpia, attraverso le quali scorre il fluido termovettore, sfruttando così il terreno come serbatoio termico per alimentare la pompa di calore. Quanto al serbatoio di accumulo idrico? Si realizza ai piedi della torre, integrato alle opere di fondazione, un bacino di grande capacità per l’accumulo dell’acqua piovana, recuperata attraverso le tubazioni di gronda dalle coperture degli edifici limitrofi. Oltre a costituire una risorsa in termini di impiego per l’irrigazione, il bacino


costituisce altresì un accumulo termico ed energetico significativo sfruttato dal sistema delle pompe di calore. Come avviene invece l’accumulo gravitazionale? In condizioni di soleggiamento ottimale viene alimentata da fotovoltaico una pompa a portata variabile e prevalenza pressoché costante, in grado di trasferire l’acqua dal serbatoio di accumulo alla base della torre, al serbatoio di accumulo gravitazionale, posto in cima alla torre, all’interno del cappello. In condizioni notturne per esempio, l’acqua viene turbinata producendo energia idroelettrica. Sono applicabili anche diversi sistemi… La sommità della torre costituisce l’alloggiamento per numerosi dispositivi elettronici, realizzati tramite un router wireless, antenne per la radiocomunicazione mobile, ripetitori e telecamere ad infrarosso per la videosorveglianza notturna, oltre che sistemi di illuminazione a Led e sistemi di monitoraggio ambientale per la rilevazione degli inquinanti che vengono rilasciati in atmosfera dal traffico veicolare. Alla base sono presenti dei microfoni per la misurazione in continuo

del livello equivalente di rumore. E la caldaia a biomassa? A integrazione del sistema di pompe di calore si impiega una caldaia di adeguata potenza alimentata a cippato o pellet, dotata di accumulo termico di appropriata capacità e provvista di un serbatoio di stoccaggio interrato. Attraverso una coclea la biomassa viene caricata in camera di combustione. Dovendo la torre assicurare una continuità del servizio per le utenze termiche, la caldaia può essere utilizzata come sistema di emergenza per coprire eventuali picchi costituiti da carichi termici invernali estremamente elevati. Sarà possibile anche un sistema consortile di raccolta e depurazione delle acque reflue civili e industriali, un digestore anaerobico da raccolta differenziata dalle attività produttive limitrofe. Dove verrà alloggiato il digestore anaerobico? Il fusto della torre, cavo, costituisce una cubatura impiegata come digestore anaerobico della frazione organica del rifiuto solido urbano. L’organico che quotidianamente conferiamo negli appositi cassonetti per la raccolta del rifiuto umido viene conferito alla base

della torre dove è presente un sistema che, dopo aver triturato e miscelato la materia organica, provvede a caricarlo in testa al digestore. All’interno di quest’ambiente, perfettamente sigillato, la biomassa viene attaccata dai batteri metanigeni che producono un biogas ricco di metano e che, per questo, costituisce una risorsa energetica significativa. Il digestato prodotto verrà essiccato e poi commercializzato come fertilizzante per i nostri campi, al posto dei fertilizzanti di origine chimica. Il biogas, bruciato in cogeneratore da 330 Kw elettrici, consente la produzione combinata di energia elettrica o calore; oppure mediante upgrading si produce biometano da immettere nella rete del gas naturale. Quali sono i campi di applicazione del progetto TEAM? Può essere applicato a qualsiasi contesto e in qualsivoglia città, previa individuazione del luogo migliore di installazione. Sono in corso di definizione adattamenti della torre a servizio di altri contesti, come quello rurale, ma anche ferroviario e aeroportuale. Francesca Mencarelli

Simulazione di paeasaggio con Torri Energetiche Ambientali Multifunzionali

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TEAM è il risultato dell’integrazione di differenti tecnologie di produzione di energia rinnovabile: 1) fotovoltaico 2) ventilazione naturale 3) minieolico ad asse verticale 4) pompe di calore geotermiche 5) pali di fondazione con sonde geotermiche 6) serbatoio di accumulo idrico 7) serbatoio di accumulo gravitazionale 8) sistemi di comunicazione Smart information system (Sis) 9) sistemi di videosorveglianza ed anti-intrusione

10) sistemi di illuminazione a LED 11) sistemi di monitoraggio ambientale 12) sistemi di monitoraggio del rumore e delle vibrazioni 13) sistemi di monitoraggio del traffico e dei trasporti e produzione di energia elettrica 14) caldaia a biomassa 15) sistema consortile di gestione delle acque reflue con fitodepurazione 16) digestore anaerobico

Schema di principio del modello

Centro di Ricerca sulle Biomasse - Università di Perugia - Brevetto Depositato n. 27/2011 - Tutti i diritti riservati, riprodizione vietata Biomass Research Centre - University of Perugia - Pending patent n. 27/2011 - All rights reserverd, strictly confidential

Il progetto TEAM è seguito in Imet dall’Ing. Luigi Menzà, responsabile ingegneria energie rinnovabile (l.menza@imetspa.it)


Lavori del comitato scientifico La ricerca Imet negli ambiti Tlc, Ict ed energia Il nostro comitato scientifico per la ricerca e lo sviluppo sta svolgendo, insieme ai propri esperti ricerche e studi per potersi proporre sul mercato con i più avanzati prodotti e servizi. Sta inoltre seguendo progetti negli ambiti Tlc, Ict e il progetto di sperimentazione della Torre energetica ambientale multifunzionale (Team), e sta sviluppando, in collaborazione con un importante studio di progettazione, un sistema per la produzione di energia rinnovabile attraverso impianti a biogas di piccola-media taglia (dai 30 ai 150 Kw). L’impianto, alimentato da biomasse agricole e agroindustriali, è in fase avanzata di industrializzazione, dato che il prototipo in scala (circa 3 KWe di potenza) ha fornito risultati eccellenti in termini di alta efficienza, elevati tempi di ritenzione di solidi, limitato ingombro, elevata flessibilità nell’utilizzo delle biomasse e ridotti costi sia d’investimento che di gestione da parte dell’utente. I vantaggi, rispetto ai prodotti già esistenti sul mercato, sono numerosi:

• Semplicità: la semplicità consiste non solo nella realizzazione e quindi nella estrema riduzione dei tempi del cantiere ma soprattutto nella gestione dell’impianto, infatti, l’impianto è completamente automatizzato; • Prestazioni: l’impianto assicura rese costanti con tempi di residenza dei solidi (il materiale che produce biogas) molto alti; • Flessibilità: l’impianto, per le sue caratteristiche progettuali e realizzative, può essere alimentato, nel corso degli anni, anche con miscele di substrati in ingresso differenti da quelle iniziali; • Prezzo/Prestazioni: il costo dell’impianto e i ridotti consumi energetici permetteranno un ritorno dell’investimento inferiore del 30-40% a quello previsto per gli impianti di biogas oggi esistenti sul mercato. Entro il mese di settembre il prodotto sarà pronto per la commercializzazione. Luigi Faccendini

Prototipo di reattore di impianto a biogas in fase di industrializzazione

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Il futuro nei settori delle Tlc e Ict Da maggio 2012 Imet ha una nuova sede direzionale nel cuore di Milano

Luca Bersani Nell’ambito delle telecomunicazioni (Tlc) e dell’Information communication technology (Ict), Imet Spa rappresenta un player di riferimento nazionale. La società è improntata nella progettazione e realizzazione di reti e sistemi di Tlc, in particolare di quelli di nuova generazione - Next generation network (Ngn) -, e nella fornitura di soluzioni globali che soddisfino le esigenze in ambito Ict delle aziende di piccola, media e grande dimensione. Per raggiungere questi obiettivi, l’azienda ha creato uno strumento strategico, che si esprime attraverso un apposito comitato scientifico per la ricerca e lo sviluppo, teso a studiare soluzioni innovative, coniugate a una costante ricerca dell’eccellenza nelle realizzazioni, per essere punto di riferimento nelle fasi di analisi, progettazione e sviluppo. Abbiamo chiesto al direttore della

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divisione Ict Imet Spa, Luca Bersani, quali sono gli obiettivi futuri della società in questi settori considerati centrali. “Il settore delle Tlc rete fissa - spiega Bersani - rappresenta un’area di mercato in cui è possibile rintracciare la maggiore crescita, anche in vista dello sviluppo della fibra ottica. Imet in questo ambito agisce con flessibilità, potendo disporre della completezza delle specializzazioni, appoggiandosi ai maggiori operatori nazionali, come Telecom, Wind, Fastweb e British Telecom. Parte di questo mercato ricadrà di riflesso sui costruttori di tecnologia radio mobile: Huawei, Ericsson e Nokia Siemens, dove sono previsti forti investimenti per

l’implementazione della tecnologia Long term evolution (Lte). In quest’ultimo ambito Imet è leader per il mercato italiano, potendo vantare rapporti commerciali consolidati, sia con i carrier che con i costruttori”. Attualmente l’area Ict per Imet si posiziona sul mercato della voce con una capacità specifica nel settore dei call center e dell’unified communication, realizzando progetti di dimensione medio-alta per clienti della fascia top. “Ma nel breve temine – prosegue Bersani - abbiamo l’intenzione di completare la nostra area di azione coprendo il mercato delle Pmi e di verticalizzare la nostra proposta nel settore dell’integrazione IP con la


domotica, offerta su cui si stanno orientando le nuove costruzioni alberghiere della categoria luxury e le ristrutturazioni dei borghi medioevali trasformati in Resort con Spa e campi da golf, per una clientela d’elite”. Per il futuro la società sta pensando di inglobare nell’organizzazione delle realtà ad alto valore innovativo, dei veri e propri incubatori tecnologici, gestiti in

maniera flessibile e dinamica, rivolti allo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare il mercato dei prossimi anni. “La telefonia - continua Bersani - sta andando verso le soluzioni di mobilità integrata. Il telefono del futuro sarà un APP che si scaricherà su uno smart phone o tablet, con la crescente necessità di trasportare sempre più

flussi di comunicazione su reti locali e wi-fi. Il ruolo della società sarà caratterizzato dalla capacità di progettare e realizzare le infrastrutture di trasporto locale”. Per Imet sarà quindi fondamentale consolidare e sviluppare il ruolo di system integrator e di general contractor, proponendo ai propri clienti un’offerta a trecentosessanta gradi che, partendo dell’analisi dei bisogni, sia in grado di progettare, realizzare e mantenere le nuove soluzioni di comunicazione. “Il programma di marketing e sviluppo del business Ict – sottolinea Bersani prevede quindi di intensificare la presenza dell’azienda sul territorio, non solo da un punto di vista geografico, ma anche relazionale. Un aspetto importante sarà anche rappresentato dalla partecipazione alle grandi gare d’appalto che vedranno come soggetto finale Expo 2015. A tal proposito, l’apertura della nuova sede a Milano, va proprio in questo senso”. Fra. Me.

Nelle foto: a sinistra la sala riunioni, in alto un ufficio direzionale e sopra la facciata del palazzo che ospita al 4° piano la nuova sede Imet di Milano

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S MA R T WE B A P P L I C AT I O N . CO M

Abbiamo nuovi progetti per il futuro

Impianti Fotovoltaici, Eolici e Biogas (Per tutti gli impianti si offrono soluzioni personalizzate di finanziamenti e leasing salvo approvazione dell’Istituto di Credito erogante)

Nel settore delle Energie Rinnovabili, in veste di EPC e di General Contractor (acquisizione di diritti di superficie e di autorizzazioni, realizzazione di progetti) Imet SpA, ha un ruolo di notevole evidenza nel mercato italiano con la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica per oltre 100 MWp. La collaborazione con importanti produttori permette di elaborare soluzioni idonee a qualsiasi costruzione. I progetti realizzati ed

www.imetspa.it E-mail: imet@imetspa.it

in fase di realizzazione pongono Imet SpA in un ruolo significativo nel contesto italiano sia per la fornitura di impianti “chiavi in mano” che per la realizzazione, come installatore, di impianti terzi di grandi dimensioni. Per poter realizzare tutto questo è necessario l’utilizzo sinergico delle più recenti tecnologie: dall’elettronica alle strumentazioni di misura e telecontrollo fino all’Information Technology. Imet SpA propone la realizzazione

di impianti fotovoltaici, eolici e biogas di ultima tecnologia. La presenza capillare sul territorio italiano, attraverso numerosi centri operativi, permette la corretta interazione con le autorità locali per la gestione della permessistica necessaria alla realizzazione degli impianti, la velocità nella realizzazione e soprattutto la successiva manutenzione degli stessi.


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