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tiratura limitata da collezione su carta preziosa

ANNO 2 NUMERO 5 Luglio / Agosto 2013


Sommario

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Turismo e Golf in Italia

Milano Bari e ritorno, comunicazione fisica e virtuale

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EXPO di Milano e Capocollo di Martina Franca

La viticoltura pugliese trionfa all’estero

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L’unione dei Consorzi DOP e IGP in difesa del “Made in Italy”

L’endurance-trail più duro al mondo

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Cinquant’anni di D.O.C.: il territorio, il vino, l’enologo

Prodotti italiani agroalimentari e di abbigliamento taroccati come la spada vichinga Uflberht

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Quando il fundraising contribuisce ad una buona causa

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Il cammino dell’arte, l’incontro dei sapori

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Sherlock 2.0 e l’anello mancante

Miss Slow Economy: Milena Rutigliano

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Punti di distribuzione

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www.facebook.com/SlowEconomy - www.issuu.com/SlowEconomy

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di Stefano Masullo

Editoriale

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Turismo e Golf in Italia

l Golf in Italia rappresenta, al pari di altre attività, l’eterna opera incompiuta e l’ennesima occasione mancata per lo sviluppo economico, culturale e turistico del Paese. Come già riportato in altri precedenti articoli, visionabili al link www.golfpeople.eu/?p=56907, il settore del golf in Italia risente in misura maggiore della gravissima crisi che attanaglia l’economia in quanto assolutamente impreparato e totalmente sprovvisto di risorse umane adeguatamente preparate e formate in materia di organizzazione aziendale, gestionale, marketing e finanza e capaci di saper affrontare un momento drammatico come quello attuale

e riuscire a coglierne le indubbie enormi opportunità offerte. A riprova di quanto appena espresso nei mercati finanziari, e non solo, le grandi ricchezze si creano nelle situazioni di grandissima tensione e criticità, non a caso un vecchio adagio tramandato di generazione in generazione nel parterre della Borsa Valori di Milano recita nel modo seguente : “ Vendi quando si odono squilli di tromba e compra quando rombano i cannoni “. In Italia il prodotto turistico Golf avrebbe in teoria tutte le caratteristiche per essere il migliore in Europa, ma una serie di problematiche tipiche del Paese, quali gelosie, invidie, interessi locali,

mancanza di professionalità, assenza di una strategia, nessuna politica centrale definita, burocrazia asfissiante, scarsità di risorse finanziarie ed umane, hanno fatto si che uno dei potenziali giacimenti naturali ed inesauribili nazionali non decollasse mai veramente ed a confermare queste parole sono i duri e crudi numeri delle rilevazioni. Nel 2012 il turismo del golf in Italia, secondo quanto elaborato da rinomate società, ha prodotto 3 milioni di pernottamenti, -5,5% rispetto al 2011, e 274 milioni di euro nel settore ricettivo, -7%, per il 2013 le previsioni sono addirittura peggiori, con un decremento atteso della spesa turistica pari ad un -8%.


Federazione Italiana Golf in funzione delle estreme difficoltà nell‘individuazione e relativo coinvolgimento degli sponsor, ha annullato la gara dell “Open d’Italia” femminile in programma al Golf Club Dolominiti dal 5 al 7 Luglio 2013. Tale decisione è stata presa dopo aver ascolIl Direttore Responsabile di Slow Economy Stefano Masullo tato le relazioni sulla situazione dell‘ufficio marke- Rogato e Barbara Zonchello, riting del consigliere Antonio Bul- spettivamente presidente e diretgheroni e sul budget preventivo e tore del Comitato Organizzatore provvisorio da parte di Alessandro Open professionistici di Golf. © Aiat Monte Bianco

Anche la FIG Federazione Italiana Golf che dal 1954 ad oggi, ad eccezione del 1978 e del 1994 ha sempre registrato una crescita costante dei tesserati, passati dai 1.000 del 1955 ai 100.000 del 2011, nel 2012 ha dovuto segnare una perdita di oltre 3.000 iscritti . A confermare ulteriormente lo stato di crisi del settore in Italia e l’assoluta impotenza delle istituzioni preposte che dovrebbero, al contrario contrastare tale situazione con interventi mirati e risolutivi, è di questi giorni una notizia, che purtroppo, contribuisce ulteriormente a peggiorare la già non particolarmente brillante immagine della disciplina golfistica, percepita e reale, sia a livello domestico che soprattutto all’ estero. Il Consiglio Federale della FIG

Golf Club Courmayeur et Grandes Jorasses

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Nel 2013 anche il Salone Italiano del Golf, unico evento settoriale di rilevanza nazionale, gestito da Golf Town in partnership con FIG Federazione Italiana Golf e Verona Fiere e Golf Town dopo sei edizioni non è stato organizzato.    Negli ultimi due anni l‘Italia ha perso market share sui flussi stranieri, mentre il 2013, iniziato con buone prospettive, ha subito un vistoso calo delle prenotazioni causato dal perdurante maltempo. Si evidenzia invece un andamento positivo per le aree geografiche di prossimità all‘Italia come Austria, Francia, Spagna, Germania e per quelle più distanti rappresentate da Olanda e Scandinavia . Il potenziale di crescita non manca, i turisti internazionali accomunati dalla passione golfistica in Italia oscillano tra i 50 ed i 60mila, per un totale di circa il

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25% del giro di affari, ma esiste al contempo una domanda latente, non soddisfatta a causa delle problematiche evidenziate sopra, che potrebbe elevare le presenze ad almeno 200mila unità . Ma per raggiungere tali obiettivi occorre una mentalità turistica manageriale ed internazionale. Un legame quello tra turismo e golf che le singole regioni o consorzi tentano di rafforzare, puntando alla creazione di pacchetti di offerta integrata che abbinino enogastronomia, wellness, cultura e vacanze attive, di cui Golf People Club Magazine, attraverso il proprio direttore di area, architetto Andrea Alpini, ha, ancora una volta prima ed unica testata di settore in Italia, ha sviluppato, fin dal primo numero, e conquistato con riconosciuto successo la leadership assoluta . I tentativi effettuati nel passato per destagionalizzare le presen-

ze e valorizzare il Centro – Sud, come avvenuto con ottimi risultati in Portogallo e soprattutto in Spagna dove alle già note e strutturate località di Marbella e Mallorca, si aggiungerà tra poco, con particolare aggressività, anche Ibiza, sono naufragati miseramente tra alti investimenti di realizzazione, elevati costi di gestione dei resort e dei circoli golfistici, autorizzazioni negate per la costruzione di nuovi impianti, approccio individualistico e localistico . Per attirare il golfista straniero è assolutamente necessario sviluppare, consolidare e mantenere una rete di percorsi vicini l’uno all’ altro che abbiano intorno un nucleo di ospitalità, di infrastrutture e di servizi adeguati ed all‘ altezza del Made in Italy . In Italia vi sono 410 campi attivi, con 14 progetti in corso d’opera tra Liguria, Trentino Alto Adige, Toscana, Piemonte, Umbria, Sardegna e Sicilia . Il valore di investimento previsto per il prossimo quinquennio è pari a 200 milioni di euro. Il progetto di maggior rilevanza riguarda Villafranca, in Lunigiana, dove, guarda caso a riprova dei mali endemici italiani del settore, una società finlandese ha deciso di investire 100 milioni di euro . Tra le operazioni più recenti si ricorda il Golf Club Toscana Resort Castelfalfi, la ristrutturazione dei Monasteri Golf resort di Siracusa, nuove costruzioni a siena, nelle Marche ed ai piedi delle colline piacentine, in Sardegna è stato invece inaugurato il 18 buche integrato al 5 stelle Is arenas di TH Resort, che ha conquistato così il primato di primo luxury resort dell‘isol .


Ogni regola ha la sua eccezione e neppure il golf si sottrae a questo assioma, per quanto riguarda l’avvio di iniziative di successo nell’ambito della promozione golfistica territoriale si devono menzionare due importanti strutture che agli antipodi, Veneto e Puglia, e con connotazioni giuridiche diverse, pubblica la prima e rigorosamente privata la seconda, stanno creando dei modelli che nel futuro potranno essere utilizzati, si tratta del Consorzio di Promozione Provincia di Treviso e Marca che sotto l’autorevole regia del direttore Alessandro Martini ha creato il progetto Golf in Veneto Treviso e del Golf District Apulia, www.golfdistrictapulia. it, guidato dal direttore generale Giuseppe Germano coadiuvato da Ester Monacelli, presidente dell‘Associazione Sportiva Do You Golf di Bari che vanta come socio fondatore e motore propulsivo il gruppo editoriale integrato Golf People Club Magazine . Il Consorzio Marca Treviso punta a promuovere la propria offerta golfistica, che conta 45 campi in Veneto e nello specifico distretto trevigiano di un percorso a 27 buche, 3 da 18 e altri 5 campi da 9 buche in particolare in Brasile, India, Emirati Arabi e Cina. Nel settembre dell‘anno in corso verrà accolta una delegazione di operatori turistici brasiliani per far conoscere il territorio, si tratterà di istituire delle partnership, ma anche di creare in parallelo la creazione di un prodotto che consenta ai turisti di oltreoceano di soggiornare in Italia per un periodo compreso tra i 10 ed i 15 giorni. L’idea del Consorzio Marca Treviso è di sviluppare un club di

prodotto per il golf in sinergia con altre regioni italiane, mentre nella marca trevigiana, su 800 strutture presenti verranno incluse nel pacchetto turistico per il golfista non più di 20 – 25 complessi, tra hotel di fascia alta, alberghi di charme e dalla connotazione caratteristica, ubicati in prossimità dei circoli, ad una distanza non superiore ai 7 – 1° chilometri. Nella provincia di Treviso il turismo conta una presenza straniera per circa il 60% con una permanenza media di 4 – 6 giorni, interessante

notare che che per quanto riguarda il golf l’incidenza internazionale è pari all ‘ 85% del totale, con una preponderanza di viaggiatori provenienti da Germania, Scandinavia, Inghilterra ed Irlanda . A regime tale progetto, denominato Golf in Veneto, per il quale la Regione ha stanziato un milione di euro, permetterebbe di generare un indotto per l’intero territorio interessato equivalente a 95 milioni di euro, con un valore medio di spesa giornaliera di circa 200 euro a persona.

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Da segnalare che la IAGTO International Association Golf Tour Operators, organismo internazionale di rappresentanza degli operatori turistici del golf ha assegnato al Veneto il premio quale Golf Destination Undiscovered of the Year 2013.      Golf District Apulia è il primo distretto di golf presente nel Sud Italia e rappresenta un modo nuovo di concepire tale disciplina in Italia ed in particolare nella Regione Puglia. È un marchio che identifica un modello di qualità e di eccellenza per trascorrere una vacanza all’insegna del golf, che partendo dall’abbigliamento da indossare e dalla scelta del circolo, comprende le migliori proposte turistiche, culturali ed enogastronomiche del territorio pugliese. Golf District Apulia è un potente strumento di comunicazione e

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di marketing del territorio, il cui obiettivo finale è quello di creare un’offerta turistica organizzata e di promuoverla in Italia e all’estero. Questa importante e prestigiosa iniziativa nasce dall’incontro di intenti di due operatori che hanno un alto profilo di esperienze tra loro complementari per il successo del progetto: Golf People Club Magazine e DoYouGolf ed annovera i seguenti patrocini istituzionali : Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, Provincia di Bari, Provincia di Foggia, Provincia di Brindisi, Provincia di Taranto, Provincia di Lecce, Provincia di Barletta – Andria – Trani, Comune di Bari, Camera di Commercio di Bari . Golf District Apulia nel corso del settembre del 2011 ha ospitato per una oltre una settimana circa una ventina di dirigenti in

rappresentanza dei più importanti tour operators statunitensi organizzando un particolare ed originale percorso enogastronomico, turistio, culturale e golfistico in Puglia che ha registrato un incredibile successo in termini di apprezzamento e gradimento sia per la qualità dei siti prescelti che per l’impeccabile organizzazione operativa . Golf District Apulia nel corso della stagione 2012 ha organizzato un prestigioso ed importante circuito golfistico che ha coinvolto oltre 1.000 golfisti ed ospiti svoltosi nei tre campi pugliesi più blasonati, partito da Bari Alto e proseguito all ‘ Acaya si è concluso al San Domenico con una spettacolare cena di gala a base di eccellenze enogastronomiche locali e la presenza di numerosi protagonisti del mondo del jet set.


di Saverio Buttiglione

Editoriale

P

ane e cultura... all’Italia basterebbe investire su questo per creare nuovo sviluppo e lavoro per i giovani, (laureati e non), sia nella sfrenata competizione del mercato globale sia in piena crisi economica, sia pure in questo contesto di crollo dei consumi interni. La Cultura è composta da due ingredienti, uno regalatoci in eredità dalle generazioni precedenti, l’altro da sviluppare per il futuro, prossimo e lontano. Dal passato, ogni generazione italica, diciamo da più di 20 secoli, dai tempi degli Etruschi, ci ha consegnato un bagaglio di esperienze, autoctone e migliorate con l’osmosi di quelle dei “diversi”, dei popoli che hanno attraversato la nostra Penisola, dai Greci agli Arabi, dai Francofoni ai Normanni, dai Longobardi ai Germanici, tradotto con genialità ed inventiva in opere d’arte, architetture monumentali ed invenzioni ingegneristiche che ci sono state consegnate in uno scenario ambientale che il grande viaggiatore Goethe considerava unico al mondo.

L’altro ingrediente, sulla scia di Leonardo da Vinci, di Rita Levi Montalcini, di Carlo Rubbia, è basato sulla formazione accademica delle nuove generazioni che, dopo la laurea, vengono accolte in ogni paese del mondo a creare nuove tecnologie e che, invece, dovrebbero assolutamente essere favorite nell’operare qui in Italia. Quella stessa genialità ed inventiva italica ha saputo poi creare prodotti di trasformazione dell’agroalimentare “inimitabili ed unici”, anche qui con l’aiuto dall’ambiente che ci ospita e che ci fornisce le materie prime dell’agricoltura che prima il medico ricercatore Ancel Keys ha individuato specialissime nell’allungare la vita e poi l’Unesco ha “fatto Sante” dichiarando la Dieta Mediterranea Patrimonio dell’Umanità. I turisti dal mondo che ci visitano lo sanno, sin dai viaggi del Grand Tour settecentesco, viaggi continuati e favoriti nell’ottocento dalle cronache di Goethe (vero e proprio “spot pubblicitario”), a

Peppino Barile, Presidente Consorzio Pane DOP di Altamura, ne offre una forma al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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Il Direttore Editoriale, Saverio Buttiglione

cominciare dagli inglesi che già in quei tempi adottarono la Toscana quale loro “seconda patria”. Eppure l’Italia oggi langue sotto il peso del debito pubblico e non riesce a trovare il bandolo della matassa per un nuovo sviluppo economico. Sono tornato a Bari su invito del Rettore dell’Università Europea per il Turismo che in questa città presentava il suo libro, a fianco del Teatro Petruzzelli e proprio di fronte alla sede della Banca Popolare di Bari, un

Prof. Messina, Rettore dell’Università Europea per il Turismo


Marco Jacobini, Presidente della Banca Popolare di Bari

Istituto di credito che da anni il suo Presidente Marco Jacobini stimola ad investire in Cultura e nella formazione delle giovani generazioni. Ho perciò assistito martedì 9 luglio a questo workshop ospitato dal Presidente dott. Alessandro Ambrosi nella Camera di Commercio di Bari su “Esperienze e casi di Turismo sostenibile”.

Dott. Ambrosi, Presidente dellCamera di Commercio di Bari

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Europei sul Turismo prof. Salvatore Messina ha chiamato le Istituzioni, gli Operatori privati ed i Cittadini ad assumersi, ognuno per la sua parte, la responsabilità di concorrere alla formazione di una nuova offerta turistica, ascoltando innanzitutto le richieste degli attuali viaggiatori del mondo che scelgono le

mete delle proprie vacanze ormai solo consultando la rete ma poi, una volta giunti (da noi per esempio) pretendono la fruizione dei siti, una logistica funzionale ed una civiltà dei padroni di casa all’altezza della modernità. Messina, a dispetto del titolo del suo libro, rifiuta ormai l’aggettivo “sostenibile”, che ha già ascoltato per trent’anni in tutti i consessi

Da sinistra: Carlo Sala (Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015), Enrico Letta (Presidente del Consiglio), Roberto Maroni (Governatore della Regione Lombardia) e Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano).

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Una suggestiva veduta di Piazza Regione Lombardia

mondiali, perché gradirebbe si passasse dalle parole ai fatti creando “Turismo” punto e basta. Può un Paese come l’Italia in ossequio alla spending rewiew eliminare proprio il Ministero al Turismo, privandolo del portafoglio e relegandolo ad una pura delega ministeriale? Può farlo persino la Regione Puglia che è un brand di successo in ogni mercato straniero, essendo anche qui il portafoglio della specifica competenza in mano all’Assessorato alle Attività Produttive (che è costretto ad occuparsi anche di molto altro, di tutto e di più)? Due giorni prima di questo convegno il quotidiano La Repubblica così titolava: “Beni Culturali a rischio crac, bollette non pagate per 40 milioni: bollette inevase per quaranta milioni, il Ministero dei

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Beni Culturali rischia il crac. E’ questo il dato più allarmante contenuto nella relazione inviata alla Camera dal Ministro Massimo Bray. Il Ministero ha un bilancio in rosso, mancano perfino i soldi per tenere aperti nei giorni festivi molti beni archeologici importanti come il Colosseo a Roma. I teatri italiani lanciano l’SOS per evitare la chiusura...” “Gli stanziamenti ammontano complessivamente a circa 23 milioni di euro per il 2013, a fronte di una esigenza di circa 50 milioni di euro...” “il Ministero dei Beni Culturali è destinato a non garantire più i servizi minimi. La situazione è drammatica, ci sono pochi milioni di euro per i lavori di manutenzione, conservazione e restauro: in 10 anni i dipendenti sono scesi da 26mila a 19mila...

Non si assumono architetti, archeologi e storici dell’arte da ben sedici anni…” Ho addirittura appreso di recente che in Sicilia la direttrice Rita Carbonaro, abbandonata dalle Istituzioni, è sovvenzionata da una colletta studentesca pur di tenere aperta a Catania la Biblioteca “Ursino Recupero” e perciò lavora sola e senza stipendio: conserva però ben 27.000 volumi, un pezzo di storia e di cultura della città di Catania. Rita Carbonaro svolge ormai da sola tutte le funzioni, da quelle manuali a quelle intellettuali (e senza stipendio!!!). Questo è lo stato della Biblioteca Ursino Recupero al Monastero dei Benedettini nonostante sia pure creditrice dal Comune di oltre 1.800.000 euro. Così la società civile, nello specifico la scuola, i docenti e gli


Il complesso delle Abbadesse e alle sue spalle la nuova sede di Regione Lombardia

studenti dell’istituto “Vaccarini”, coordinati dalla professoressa Pina Arena, si è fatta promotrice del progetto “Adotta la biblioteca” che prevede, fra l’altro, una raccolta di fondi fra gli studenti. Un progetto lanciato al Vaccarini, ma aperto a tutte le scuole della città di Catania. (ndr: chi volesse aderirvi può telefonare alla segreteria dell’istituto Vaccarini allo 095.439120). Stato ed Istituzioni locali (Comuni e Regioni), proprio in questo momento di crisi, nel quale è obbligatorio metter mano alla spending rewiew, in Italia dovrebbero fare il esattamente il contrario: aumentare gli stanziamenti per la Cultura! Altrimenti ha ragione il prof. Salvatore Messina quando, provocatoriamente (ma non tanto) ha dichiarato da Bari che l’Unesco, ha minacciato di recente

di togliere il sito archeologico di Pompei dalla lista dei siti Patrimonio dell’Umanità. Dovrebbe farlo davvero perché, se addirittura dopo un altro importante stanziamento della Comunità Europea, noi non siamo in grado di tutelarlo e offrirlo in maniera degna alla fruizione del mondo tanto vale alzare bandiera bianca. Un sabato mattina dell’estate dello scorso anno, mentre ero nei nostri uffici di redazione nel bellissimo complesso milanese delle Abbadesse (antico monastero in pieno centro, recuperato alla collettività grazie all’opera dell’ing. Antonio Savia) di fronte a noi, nell’avveniristica piazza del nuovo grattacielo sede di Regione Lombardia in via Pola, tutte le scuole di Milano festeggiavano la centesima nazione che aveva aderito ad EXPO 2015.

Proprio il 7 luglio di quest’anno, lo stesso giorno dell’articolo de “La Repubblica” che ho citato, nella Villa Reale di Monza, il Commissario Unico dott. Sala ha accolto il Presidente Napolitano ed il Premier Letta per festeggiare l’adesione del centotrentesimo Paese del mondo che parteciperà alla “nostra” EXPO 2015. Come non possiamo non approfittare della visita che da noi faranno da maggio ad ottobre ben 30 milioni di cittadini? Ma dovremo presentar loro un Paese coeso, serio, efficiente, sinergico, anche con proposte turistiche all’altezza delle loro aspettative: solo così quei 30 milioni saranno il formidabile veicolo pubblicitario che una volta tornati a casa, col passa parola, creeranno flussi turistici futuri e filoni commerciali per i nostri prodotti per molti decenni a venire.

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di Saverio Buttiglione

Sinergie

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Milano Bari e ritorno, comunicazione fisica e virtuale

I

l Nord Italia prende certamente Milano quale città metropolitana simbolo di collegamento col resto del mondo e si stringe attorno ad essa per poter creare nuovo sviluppo economico che abbisogna di vendere eccellenze di produzione del genio e della maestria italica, partendo dalle filiere della Moda e dell’alta tecnologia. Ma non basta, in una competizione globale che necessita

di rete e sistema quanto più sinergico e virtuale, in un’ offerta mercantile al mondo di merci e servizi sempre più sofisticati se vogliamo restare la ottava potenza economica consentendo cosi’ ai nostri cittadini di scongiurare crisi e povertà sempre più dilaganti in un crescendo esponenziale di crisi economica cominciata nel 2008 con le bolle immobiliari americane che infettarono la finanza globale.

Occorre perciò certamente una coesione col resto d’Italia perché, quando i prodotti odorano anche di cultura dei luoghi di provenienza ed anzi ne sono invasi nella loro struttura, tutti i cittadini consumatori del mondo li premiano scegliendoli anche per la loro identità, come dimostra il trend di crescita, in controtendenza, dell’Export agroalimentare italiano. Il Centro ed il Sud della Penisola Italica in questa visione delle cose sono perciò chiamati a svolgere la loro parte nella partita economica dello sviluppo. Ne è una dimostrazione la regione Puglia, che diventa sempre più agli occhi dei popoli stranieri più benestanti un brand di successo e di moda, per il clima favorevole tutto l’anno, per i paesaggi e per gli attrattori turistici culturali e storico /monumentali autoctoni, per le innovazioni tecnologiche nelle filiere dell’aereospaziale e delle energie rinnovabili, per le risorse enogastronomiche ed agroalimentari, cardine della Dieta Mediterranea, scientificamente enfatizzata nella sua qualità salutistica dal medico americano Ancel Keys negli anni ’60 ed ora, per naturale conseguenza, proclamata dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Tutta la città di Bari è pronta alla connessione veloce internet grazie alla rete di fibre ottiche con cui è stata cablata, questo le consente di essere collegata veloce-


Giuseppe Sciarrone, A. D. di NTV

mente con ogni arte del pianeta, seppur in maniera virtuale tramite la rete. E’ necessario anche il collegamento fisico col resto del mondo, e cruciale diventa quindi quello con Milano. Collegare la città meneghina, che da maggio a ottobre 2015 sarà il centro del mondo con l’Esposizione Universale, con la città che, ancora 2.000 anni dopo che i crociati vi si imbarcavano per riconquistare alla Cristianità Gerusalemme (dopo aver percorso la via europea Francigena), si ripresenta a noi moderna “Porta d’Oriente”, per geografia e per antiche tradizioni (per esempio col culto religioso dei russi e dei cristiani ortodossi del Santo di Myra, il vescovo Nicola, di cui custodice i resti mortali) mi sembra cruciale. Dopo che per secoli il volàno del sud Italia è stata Palermo ai tempi dell’Imperatore Federico II di Svevia e Napoli prima ancora dell’unità d’Italia, con i suoi primati tecnologici e culturali unici nell’europa del tempo, oggi po-

trebbe diventarlo Bari e tutta la Puglia. Le autostrade che partono dalle puglie per fortuna sono state adeguate già nel finire del scorso secolo, sia nella direttrice adriatica che in quella tirrenica. Gli aeroporti delle puglie per fortuna sono stati adeguati all’inizio di questo millennio. Ma altre importanti opere pubbliche potrebbero essere, per esempio, gli adeguamenti alla modernità dei porti pugliesi, a cominciare da Taranto per le mer-

ci, da Brindisi per i turisti diretti al sudest del continente, per finire col diportismo turistico che sarebbe opportuno in città d’arte come Gallipoli, Otranto, Lecce, Monopoli, Bari, Molfetta, Trani, e Barletta. Ma soprattutto, in una nuova visione della mobilità, d’affari e/o turistica, sarebbe opportuno investire, da parte dello Stato, nelle ferrovie. Questo comporterebbe una decongestione delle strade sia per il traffico automobilistico sia per quello dell’autotrasporto merci. Interessante è stato l’incontro a Bari, promosso dal presidente della regione Abruzzo Chiodi, insieme alla presidente della regione Friuli Venezia Giulia Deborha Serracchiani, che coi presidenti delle Marche, del Molise, e coi padroni di casa Nichi Vendola ed il sindaco di Bari Michele Emiliano, hanno ospitato i 2 competitors del settore per quanto riguarda i vettori, l’ing. Moretti a.d. di TRENITALIA S.p.A. e l’ing. Sciarrone a.d. di NTV – Nuovo Trasporto Viaggiatori S.p.A.

Italo Moretti, A. D. di Trenitalia

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Come ha ben spiegato l’ing. Moretti l’alta velocità potrà riguardare solo il collegamento Bari/ Napoli, (e questo mi sembra sufficiente e necessario, visto che ormai con il Freccia Rossa si può percorrere Milano centro / Roma centro in sole 4 ore) perché è ri-

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tenuta economicamente proficua una tratta ferroviaria sotto le 5 ore di percorrenza, altrimenti non c’è competitività con il vettore aereo. Invece, per quanto riguarda la dorsale adriatica, d’accordo l’ing. Sciarrone, si potrebbe perseguire l’alta capacità, semplicemente ri-

muovendo gli ostacoli ad imbuto che costringono i treni rallentare vistosamente, a cominciare dal raddoppio ferroviario in provincia di Foggia (nel tratto dove assurdamente vi è un solo binario), cosa che non richiederebbe investimenti impossibili. Ha concluso l’ing. Moretti, che è interesse dell’azienda stessa ridurre i tempi di percorrenza dei vettori, anche perché tra l’altro ciò comporterebbe, per uno stesso arco di tempo giornaliero, una minor presenza di personale a parità di treni in pista. Se tutto questo sarà reso operativo prima di “Milano EXPO 2015”, completando un flusso nei due sensi tra Bari e Milano, credo fortemente che l’economia di tutto il Mezzogiorno e di conseguenza di tutto il Paese ne ricaverà un grande beneficio.


Far fruire ai 30 milioni di visitatori previsti dal mondo sia le vetrine milanesi, supportate dagli ottimi servizi infrastrutturali di quella città, sia i territori, le culture, i paesaggi e le enogastronomie del Meridione, senza trascurare l’offerta “di mezzo” delle eccellenze architettoniche ed artistiche di Napoli, Roma e Firenze e quelle uniche ed inimitabili dell’Umbria, Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, sarebbe un investimento immediatamente ripagato ma pure lungimirante per la ricaduta positiva di un’economia virtuosa sostenuta da cittadini esteri per chissà quanti anni a venire. D’altronde abbiamo già in passato posto all’attenzione dei lettori di Slow Economy il gradimento da parte degli stranieri per tutto lo stile di vita italiano e ultimamente della Puglia in partico-

lare, quando abbiamo pubblicato il dossier dell’archietto Giuseppe Miliè riguardante il sistema turistico del gioco del golf. Con meno burocrazia e tempi velocissimi paesi come il Marocco, dotati di clima mite tutto l’anno, hanno costruito decine di

campi da golf attirando nei mesi freddi turisti/giocatori dal nord e dall’est Europa. Si tratta di migliaia di persone che spendono nei luoghi visitati più del 70% del loro budget nell’acquisto di prodotti e servizi forniti da imprese locali.

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Dalle indagini sondaggistiche svolte sarebbero favorevolissimi a recarsi nelle puglie, affascinati dall’enogastronomia e dai territori, purtroppo su 350 campi da golf italiani in Puglia ce ne sono al momento solo cinque! Penso perciò che mentre Milano appronta i cantieri per ospitare l’Esposizione Universale che durerà 180 giorni cominciando fra 22 mesi, la Puglia oltre a pretendere Ferrovie “moderne e veloci” di collegamento con la Lombardia dovrebbe autonomamente dotarsi in tempi brevi di queste strutture sportive, ormai frequentate anche dalle masse e non più solo dalle elitès. Potremmo allora perseguire una nuova economia “lenta ma virtuosa e di qualità”, anche col golf in tour, gustando Moda, Agroalimentare e Turismo. Nell’incontro col sindaco di Firenze Matteo Renzi, ospite dell’Università di Bari per la pre-

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sentazione del suo libro, ho evidenziato questi concetti di slow economy anche a lui ed all’economista Francesco In attesa di Matteo Renzi, l’on. Francesco Boccia tra il direttore B o c c i a , Buttiglione ed il presidente della Proloco di Putignano Cosacco presidente in Parlamento della una Fiera Internazionale in Italia Commissione Bilancio, che lo strettamente B2B, per un magaccompagnava. giore ed incisivo coinvolgimento Intanto, per parte nostra, tutto dei buyers stranieri ai quali far lo staff di Slow Economy - Milano gustare culture, saperi e sapori e dello showroom permanente oltre che mostrar loro le merci. “Milano Food&Moda” continuerà La location non sarà un quarad impegnarsi nello sviluppo di tiere fieristico ma un castello progetti di marketing territoriale che evochi storia e cultura italiavolti soprattutto alla promozione na, un gioiello architettonico già del nostro export. famoso attrattore turistico che E’ gratificante, in tal senso, diventi nella tre giorni di Fiera il che un’importante Istituzione ci punto di partenza di visite guidaabbia affidato l’organizzazione di te ai territori di produzione.


Saverio Buttiglione consegna una copia di Slow Economy a Giovanni Chiodi, Presidente in carica della Regione Abruzzo

Spero che possa essere un esempio imitabile per creare sinergie tra il patrimonio artistico e culturale che l’Italia possiede a dismisura, ma che non utilizza a sufficienza per produrre “reddito”, e le risorse ambientali e produttive. Sia la Politica con misure adeguate di legge, sia le Amministrazioni locali e regionali e non ultimi anche gli Imprenditori che guardano al futuro dovrebbero, tutti insieme, investire su arte e monumenti storici come pure sui siti archeologici italiani, perché sono certo che le giovani generazioni, che non trovano lavoro nella nostra penisola, sarebbero felici di poter spendere il loro entusiasmo e le competenze acquisite nel percorso formativo per accogliere folle di turisti stranieri, già ben disposti nei confronti della nostra penisola. Ma non è possibile scoprire invece, come è capitato a me, che i bronzi di Riace, sculture realizzate 500 anni prima di Cristo, non siano fruibili da ben tre anni

Saverio Buttiglione in compagnia di Debora Serracchiani, Presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia

perchè …. il museo archeologico di Reggio Calabria è chiuso per cantiere di ristrutturazione e quelle statue sono “depositate” in un luogo che nemmeno i cittadini calabresi conoscono: sono appoggiate supine nel palazzo Campanella! Non è possibile che gli scavi di una città, che nella tragedia dell’eruzione di un vulcano ha conservato sotto la lava intatta tutta la struttura di una antica civiltà, non venga valorizzata in maniera moderna per la fruizione del mondo intero come succede alla “nostra” Pompei. Non è infine possibile che ad Altamura in Puglia, dove si è scoperto il più grande giacimento di impronte dei dinosauri, questo sia ora semplicemente abbandonato all’incuria. Sono solo alcuni delle decine di esempi che potrei fare.

Aiutiamo perciò i giovani a valorizzare questi tesori che diventerebbero formidabili attrattori turistici con ricadute economiche anche per i manufatti prodotti nei luoghi che li ospitano, a cominciare da quelli agroalimentari.

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di Francesco Lenoci - Docente Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano e Vicepresidente Assoc. Reg. Pugliesi – Milano

Expo 2015

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EXPO di Milano e Capocollo di Martina Franca

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vento straordinario e unico: così si annuncia l’EXPO di Milano 2015 L’Esposizione Universale dalle caratteristiche assolutamente innovative e inedite, con una finalità meravigliosa: creare Valore per tutti gli abitanti della terra. Come?... Garantendo un’alimentazione sana, sicura e sufficiente. Fin dalla sua nascita l’Esposizione Universale è stata l’occasione per condividere innovazione, avanzamenti tecnologici e scoperte di grande portata per il progresso umano, così come la creazione di luoghi che si sono trasformati in veri e propri simboli dell’epoca (come la Tour Eif-

fel, eretta a Parigi per l’Expo del 1889). L’EXPO di Milano 2015 ha scelto di proseguire questa tradizione e realizzerà un esempio di quartiere ecocompatibile e smart, raggiungibile anche tramite una Via d’Acqua. EXPO di Milano 2015 sarà una grande piattaforma di confronto planetario intorno al tema dell’alimentazione, vale a dire: sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e della biodiversità, lotta alla malnutrizione, libero accesso all’acqua, educazione alimentare. L’evento sarà l’occasione per celebrare l’importanza e il valore del cibo dal punto di vista sociale e culturale: gesto supremo di

ospitalità e rito, emblema della comunità che si riunisce per celebrare la vita e rinnovare la propria unità. Un punto fermo: i sapori sono saperi e concorrono a determinare il Sapere. Per rendersene conto, cito un brano di un libro a me molto caro, che ho presentato in una città che mi è ancora più cara: L’Aquila. “Se il lavoro di mascelle e mandibole lo si considera solo un mezzo per procurare carburante alla muscolatura, l’evoluzione da scimmia a Homo Sapiens è come se non ci fosse stata. Se invece, si mangia e si beve anche con gli occhi, con il palato


e con il cervello, allora l’alimentazione diventa un’esperienza conoscitiva complessa, un’elaborazione interdisciplinare, un’esercitazione critica, un procedimento culturale. E, indagando particolarità, motivazioni e tecnologia dei sapori, ci confrontiamo con la storia dei luoghi e dei popoli, con questioni di politica e economia, con il divenire di usi e costumi, acquisiamo nozioni, espandiamo i nostri orizzonti, valutiamo differenze, impariamo a riconoscere le infinite ragioni che uniscono al di sopra delle barriere doganali, razziali e culturali”. (Cfr. Errico Centofanti, Quel ramo di mandorlo, One Group Edizioni, 2011). Tuttofood 2013 e Expo 2015 Le 54 aziende pugliesi, tra cui Cervellera Salumi e Salumi Martina Franca, che hanno preso parte all’edizione 2013 di TUTTOFOOD (dal 19 al 22 maggio) hanno vissuto la prima “prova tecnica di esposizione”. Buona cucina e benessere nutrizionale hanno idealmente unito TUTTOFOOD 2013 con l’appuntamento EXPO di Milano 2015. L’u-

nione passerà dallo stato ideale a quello reale. La sinergia che si svilupperà tra i due appuntamenti consentirà di valorizzare la grande qualità e la lunga tradizione del Made in Italy alimentare davanti a una platea globale come quella assicurata dall’Esposizione Universale. Complice un’affluenza stimata in 130.000 visitatori al giorno per un totale di 20 milioni complessivi, EXPO di Milano 2015 rappresenterà un importante traino per TUTTOFOOD, che proprio grazie all’Esposizione Universale potrà beneficiare tra due anni di un bacino potenziale di 600.000 interessati (dagli attuali 50.000). Le manifestazioni si svolgeranno in contemporanea: la prima aprirà i battenti venerdì 1° maggio 2015 seguita a ruota, a

distanza di due soli giorni, dalla seconda. Ma non è tutto. Le due esposizioni godranno anche di una contiguità di spazi, dal momento che l’area in cui sarà allestito TUTTOFOOD è adiacente al quartiere dove si terrà l’EXPO. Iniziative tutt’altro che improvvisate, che suggeriscono un preciso obiettivo comune: fornire all’Italia i giusti strumenti per operare con profitto su un mercato sempre più globalizzato, che deve essere affrontato e presidiato attraverso strategie capaci di guardare oltreconfine con efficacia e efficienza. A proposito di iniziative, merita di essere ricordata l’azione promozionale denominata “Sali e Gusta” messa in campo dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, che ha organizzato a Milano un “Tram Storico” personalizzato con immagini dei sapori di Puglia. Nei quattro giorni di TUTTOFOOD ha percorso (cinque volte al giorno) le principali vie del cen-

Al centro, il sindaco di Martina Franca Ancona fra le signorine Santoro, marketing managers dell’omonimo salumificio, ai lati Caramia Responsabile WWF ed il Direttore Editoriale di Slow Economy Buttiglione

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tro (Piazza Castello, Porta Genova Piazza Duomo) consentendo alle gente di degustare le eccellenze alimentari pugliesi, tra cui il Capocollo di Martina Franca messo a disposizione da Salumificio Santoro, anche mediante la narrazione di uno chef e un sommelier pugliesi. Il mondo dei salumi In continua evoluzione Sempre a proposito di iniziative, dal 28 maggio 2013 salame, pancetta, coppa e culatello possono essere esportati negli USA. È stato infatti pubblicato il provvedimento con cui le Autorità statunitensi di Aphis (Animal and Plant Health Inspection Service) hanno riconosciuto l’indennità di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Province autonome di Trento e Bolzano dalla

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malattia vescicolare del suino. Una delle aree più importanti per la produzione di salumi, quindi, ha superato, dopo oltre 15 anni, una delle barriere non tariffarie che impediscono il pieno sviluppo delle esportazioni italiane di salumi nel mondo. Aphis ha però ritenuto di dover imporre alcune restrizioni: i nostri prodotti potranno essere esportati solamente da stabilimenti espressamente autorizzati dalle Autorità statunitensi, accompagnati da apposito certificato sanitario. I salumi dovranno inoltre essere scortati da un’ulteriore attestazione veterinaria con la quale si deve garantire che nell’impianto in cui gli animali sono stati macellati non siano stati introdotti carni o animali provenienti da Regioni non indenni da vescicolare o che abbiano attraversato Regioni non indenni.

La presidente di Assica Lisa Ferrarini ha affermato che: “L’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi proseguirà la propria azione strategica per estendere il provvedimento alle altre regioni italiane e per aprire nuovi mercati”. La mossa degli USA, che rappresentano uno degli Stati più restrittivi in fatto di importazioni alimentari sotto il profilo sanitario, si candida a essere seguita da altri Paesi, come Brasile, Cina e Australia. Il futuro dell’export dei nostri salumi è quindi tutto ancora da scrivere: complice il provvedimento statunitense, il settore ha ora le carte in regola per candidarsi a una rapida accelerazione. E il 29 maggio 2013, cosa è successo? Dovete sapere che il più grande produttore al mondo di carni suine SMITHFIELD FOODS


(Virginia, USA) è stato oggetto di acquisizione per 7,1 miliardi di dollari da parte della cinese SHUANGHUI INTERNATIONAL. Come va interpretata questa notizia? In un modo abbastanza semplice: la Cina considera la carne suina alla stessa stregua di una materia prima. Il capocollo di Martina Franca E veniamo alla domanda che ci sta a cuore oggi: “Cosa debbono fare i Martinesi e gli altri Pugliesi per EXPO di Milano 2015”? La risposta è: iniziative, iniziative, iniziative... come?... dal basso... dove?... FUORIEXPO. Non mi stanco di ripeterlo: il modello da imitare in serie geometrica è rappresentato dalle mille iniziative che ogni anno durante il salone del Mobile di Milano nascono dal basso, dando vita al cosiddetto “Fuorisalone”.

Ciò vale solo per chi ha un prodotto qualsiasi, o vale anche per chi ha un prodotto impareggiabile che risponde al nome di Capocollo di Martina Franca? Un prodotto, che ieri a Milano era il più ricercato del ricco buffet offerto (da Villaggio In, Masseria Madonna dell’Arco, Panificio Angelini, Cantine Di Marco e Salumificio Santoro) in occasione della presentazione del 39° Festival della Valle d’Itria presso il meraviglioso Piccolo Teatro Grassi. Un prodotto dalle leggendarie e incredibili virtù. Come dice in versi il mio amico Giovanni Nardelli: “I Sígnòre se fasciavene a pruvvíste ‘llòre, peccé u sapavene ‘bbune ca u chèpecudde  sanève tutte i mèle ca tenavine i cristiène”.

Ripeto la domanda: ”Debbono fare il FUORIEXPO anche coloro che hanno un prodotto impareggiabile come il Capocollo di Martina Franca”? La risposta è sì... e perché mi chiederete voi? Perché, a mio avviso, a seguito della crisi finanziaria e economica viviamo in un’epoca in cui si è avverato ciò che un timido ed eccentrico docente di matematica pura aveva previsto nel 1896, nel libro “Attraverso lo specchio”. In precedenza aveva scritto “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Il suo nome è Lewis Carroll. “Nel Regno della Regina Rossa per mantenere il proprio posto, occorreva... come adesso... correre a più non posso; per andare da qualche altra parte, occorreva ... come adesso... correre almeno il doppio”.

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Quando... a Martina, per mantenere il vantaggio competitivo di essere capaci di produrre il Capocollo di Martina Franca... occorre correre almeno il doppio? Adesso... starsene freddi e morti è inconcepibile! Adesso... non crescere è un errore! Adesso... non sognare è un errore blu! Ne sono più che convinto: se non si sogna... non si progetta; e se non si progetta... non si realizza. Come bisogna crescere? In tantissimi modi. Ne cito qualcuno. Quale sarà uno degli aeroporti più frequentati in occasione dell’EXPO di Milano 2015? Quello da cui sono partito alle 12,30: Orio al Serio. Ebbene, vi riferisco che uno dei suoi tanti negozi “Panino Giusto” aveva in cartellone tanti panini impreziositi dal “Nostro Prosciutto Crudo Stagionato a Langhirano 24 Mesi”. Nessun panino accoglieva il Capocollo di Martina Franca. Se si vuole crescere, “Panino Giusto” è un cliente da conquistare. E ancora. Bisogna crescere evitando pluripresenze in alcune fiere e assenze in tante altre. E ancora. Si deve crescere .ùl’ho detto di recente per la Bresaola della Valtellina, lo ridico oggi per il prodotto della Valle d’Itria - vigilando che la contraffazione non raggiunga livelli patologici, che condurrebbero a morte sicura. E ancora. Occorre crescere facendo trasparenza circa le varie fasi di lavorazione del Capocollo. A TUTTOFOOD mi hanno dato un calendario sulle fasi di lavorazione del Culatello. Occorre un calendario simile anche per il Capocollo di Martina Franca. Mi permetto di suggerire lo sviluppo dei mesi:

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• Gennaio: raffreddamento; • muoveva come un principe della Febbraio: rifilatura; • Marzo: lavag- chirurgia.Ovviamente, non entro gio in vin cotto; • Aprile: insacco; nel merito delle qualità del Pata • Maggio: legatura; • Giugno: Negra: so solo che, per definizioasciugatura; • Luglio: affumica- ne, viene definito “magico”. Mi limito ad osservare che la tura; • Agosto: stagionatura; • Settembre, Ottobre, Novembre e liturgia che ne accompagnava l’assaggio era del tutto assente Dicembre: assaggi. E ancora. Si deve crescere in occasione dell’assaggio degli trasformando l’Associazione dei altri salumi, Capocollo di Martina Produttori del Capocollo di Martina Franca compreso. È un errore, un errore blu. Franca in consorzio o rete. Concludo con un’esortazione: E ancora. La strada della crescita va percorsa non lesinando sfor- facciamo di tutto, di più in concrezi circa gli aspetti microbiologici to (sul piano dell’organizzazione, e tecnologici precedentemente della produzione, della commerillustrati dai ricercatori del Diparti- cializzazione e del marketing) mento di Scienze del suolo, della affinché il Capocollo di Martina pianta e degli alimenti dell’Univer- Franca si avvicini alla fascia in cui sità di Bari: Fabio Minervini e Car- regna il Pata Negra. Secondo me, mal che vada, si mine Summo. E ancora. Per crescere è neces- guadagneranno delle posizioni nelsario porre la massima attenzione la classifica generale dei salumi. alla valorizzazione e protezione del marchio, come precedentemente esposto dall’avvocato Elio De Tullio. E veniamo al sogno. Qual è il sogno? Porto una testimonianza che ho visto con i miei occhi a TUTTOFOOD. È emerso in maniera inequivocabile che, tra i salumi, il numero 1 al mondo, guarda caso è anche il più caro, è il Pata Negra. C’era un opeIl direttore editoriale Saverio Buttiglione e il prof. Francesco ratore vestito da Lenoci dottore commercialista docente all’Università del Cuore di Milano (già docente alla Scuola Superiore samurai, che si Sacro dell’Economia e delle Finanze)


Panificio La Maggiore - Via Matera, 184 - 70022 Altamura (BA) Tel. 080/3112357 - Fax 080/3104686 - info@panificiolamaggiore.it - www.panificiolamaggiore.it


I

La viticoltura pugliese trionfa all’estero

In questo momento di estrema crisi economica con contrazione dei consumi i dati nazionali ci indicano una crescita di fatturato “solo” nell’agroalimentare grazie “soprattutto” all’Export, che vede il Vino punta di diamante del settore. La sfida per affrontare tale difficile situazione si basa sulla valorizzazione del Territorio, ancor più che di prodotto quello che resta inimitabile e unico è il territorio, che può esprimersi tra le altre cose in modo diretto e attingibile attraverso le produzioni locali I vitigni autoctoni pugliesi rappresentano il biglietto da visita

del territorio, la sua storia, le sue potenzialità e attraverso i calici di vino scoprire storia, arte e tradizioni. La Cantina Albea, storica azienda che 100 anni fa, come tante altre pugliesi, mandava i vini anche a Bordeaux per “tagliare” (migliorare) quei “nobili e costosi” vini piemontesi e toscani ottiene successi costanti con i suoi prodotti tutti rigorosamente espressione della viticoltura in Puglia e in special modo in Valle d’Itria. Il “SELVA DOC Locorotondo” ha ridato pregio e valore alla “Verdeca”, al “bianco d’Alessano” e al “Minutolo”.

Allo stesso modo il “PETRANERA” evidenzia la qualità e l’eleganza del Primitivo, mentre il “RISERVATO” è la dimostrazione che il “taglio” se fatto tra vitigni autoctoni pugliesi risulta la massima espressione della nostra terra, quella terra che in Germania come in Russia, ma soprattutto in Cina e negli USA la Cantina Albea esporta con successo e passione. Si chiama “LUI” il vino più importante e famoso dell’Albea e si ottiene da un vitigno storico l’uva di Troia che ha valicato con successo le frontiere di molti paesi del mondo.                                                                                    

© Rocco Lamparelli

di Claudio Sisto - Direttore Tecnico cantina Albea

Eventi

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Vito Nicola Savino Preside dell’Università di Agraria di BARI e presidente del CNRA Basile Caramia di Locorotondo, Massimo Tripaldi consigliere e segretario Assoenologi Puglia, Calabria e Basilicata e l’enogiornalista Eustacchio Cazzorla. La tavola rotonda che ha argomentato sullo stato sanitario della viticoltura in Valle d’Itria dando consigli pratici e proiezioni future al comparto viti-vinicolo, ha visto un importante intervento del Sindaco Avv. Michele Longo, che ha presentato un importante progetto di “Vigna Sociale”, cioè la volontà di

impiantare vigneti su terreni incolti dell’agro di Alberobello per dare lavoro ai tanti disoccupati locali.

© Rocco Lamparelli (2)

L’Evento “LANDINI IN TOUR, PREMIO VITICOLTORE ALBEA 2013”, che il proprietario Cav. Dante Renzini, famoso industriale umbro di Prosciutti, ha fortemente voluto in Cantina Albea di Alberobello, esponendo le storiche “Ferrari dei campi agricoli” , e cioè i trattori “testa calda” Landini, è stato un premio all’intera Valle d’Itria nella giornata di fine giugno nella quale ha voluto premiare personalmente i viticoltori della Valle d’Itria, che ogni giorno curano con amore e competenza i propri vigneti conferendo poi  i grappoli ad Albea “La qualità dei nostri vini stà nel vostro lavoro” ha esordito il cav. Renzini presentando la tavola rotonda presieduta dall’Enologo Claudio Sisto direttore tecnico della cantina ALBEA, dal Prof.

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La manifestazione si è conclusa, dopo la consegna dei riconoscimenti, con un pranzo offerto dal Patron Renzini in cui non potevano mancare i prosciutti di Norcia.

I vini Albea sono acquistabili direttamente anche in Cantina durante la visita all’interessante “Museo del Vino Pugliese” nella città patrimonio Unesco dell’umanità, Alberobello, voluto dal Cav. Renzini al primo piano dell’antica struttura. Visti i numerosi turisti, soprattutto giapponesi, che tutti i giorni d’estate affollano la città dei trulli, il cav. Renzini, re dei Prosciutti

Il cav. Dante Renzini con Edoardo Raspelli durante un’intervista

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di Norcia, ha avuto anche l’idea di creare i gelati al vino “LUI” (il Nero di Troia Albea più pregiato).


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Š Rocco Lamparelli (2)


Š Rocco Lamparelli (2)

Il cav. Dante Renzini tra i suoi prodotti d’eccellenza

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L’amore per la qualità Il rispetto per la tradizione Benagiano Pastificio srl Corso Italia 138-140/b - 70029 Santeramo in Colle (Ba) Tel. 080-3036036 - E-mail: benagiano@benagiano.it - Website: www.benagiano.it


di Claudio Sisto - Direttore Tecnico cantina Albea

Congressi

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Cinquant’anni di D.O.C.: il territorio, il vino, l’enologo

uesto il tema generale del 68° Congresso nazionale di Assoenologi che si è tenuto il 4 luglio scorso, nella cornice del Teatro Sociale G. Busca, con una cerimonia inaugurale imperniata sui cinquant’anni delle Denominazioni di Origine dei vini italiani. 600 le persone arrivate ad Alba per seguire il programma nella città del tartufo bianco, delle eccellenze gastronomiche e dei vini d’eccellenza, in quei territori incantevoli delle langhe tanto cari a Pavese. Di grande spessore i contenuti delle tre sessioni di lavoro: • “L’approccio al mercato del vino”, con le esperienze di Pie-

ro Antinori, Angelo Gaja, Angelo Maci; • “Il Piemonte, il suo territorio, i suoi vini”, un’analisi sensoriale di alcune perle enologiche piemontesi condotta da Piero Cane, presidente della Sezione Assoenologi Piemonte, e da Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi; • “La viticoltura del Nuovo Mondo alla luce delle recenti condizioni climatiche”, con le esperienze di famosi colleghi enologi tranieri come statunitensi, argentini e sudafricani. E’ stato un momento di grande spessore, un congresso diverso dal solito non più fatto da Relatori, se pur di rilievo, delle univer-

Il cav. Dante Renzini in compagnia del wine-maker Riccardo Cotarella

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sità e delle accademie, ma dai personaggi che l’Enologia Italiana l’hanno costruita con la fatica, la passione, la competenza scientifica, portando il nostro settore ad essere oggi uno dei pochi capace di affrontare, con l’approccio ai mercati internazionali, i momenti difficili di mercato. Il Congresso che si è sviluppato nel segno dell’eccellenza visitando luoghi che segnano l’orgoglio del comparto, in una terra in cui tutto è Vite e Vino. La serata conclusiva si è svolta nella splendida barricaia “Magnificat” della Fratelli Martini secondo Luigi, dove è state servita una cena meravigliosa tra 6000 barriques.


Un motivo di orgoglio per noi pugliesi è stato vedere tra i relatori Angelo Maci, che ha raccontato la sua storia e quella delle cantine Due Palme oggi una famiglia di 1200 soci che esporta quasi il 90% della sua produzione all’estero. Tra i relatori anche in intervento dell’Assessore Nardoni che ha strappato a Riccardo Cotarella e al Segretario nazionale Martelli la promessa di svolgere il prossimo congresso nazionale, il 69° in Puglia…

Claudio Sisto, Direttore Tecnico della Cantina Albea

La favolosa barricaia “Magnificat” della Fratelli Martini secondo Luigi

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di Saverio Buttiglione

Italian Sounding

Prodotti italiani agroalimentari e di abbigliamento taroccati come la spada vichinga Uflberht

I

n tempi di crisi economica si immagina che la firma di una marca di Moda oppure l’etichetta di un olio extravergine d’oliva piuttosto che quella di un vino che recano informazioni, ora addirittura giustamente imposte dalla Comunità Europea (composizione, luogo di raccolta e di trasformazione) impongano “prezzi alti” perché gonfiati dalla pubblicità piuttosto che dal vezzo di essere trend, per cui la loro contraffazione viene tollerata e spesso premiata con l’acquisto. Invece la firma del fabbricante di un manufatto (ed ora anche di un software) serve da sempre a dare garanzia del lavoro che sta a monte del prodotto e che ne giustifica la qualità (nel caso dell’agroalimentare è una variabile cruciale ai fini della salute del consumatore) e quindi il prezzo. Nell’anno Mille i Vichinghi basavano la propria sopravvivenza nell’arte della guerra e la spada era l’oggetto più importante della loro vita. Avevano bisogno di spade che trapassassero le corazze senza spezzarsi ma che fossero affilate per tagliare le carni come il burro. Iniziarono a rifornirsi in Germania al di sopra del fiume Reno da armaioli che firmavano le proprie spade, come il fabbro Uflberht.

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Questi univa due sole leghe d’acciaio, una tenera ed una dura, e tenendola incandescente le contorceva, le faceva raffreddare, poi di nuovo le portava sul fuoco per batterle sull’incudine e renderle “acciaio omogeneo”. Un processo lento e di precisione, perciò costoso.

Oggi sappiamo, dai reperti custoditi all’Università di Oslo o al National Museum of Ireland di Dublino, che questo procedimento faceva si che nell’acciaio finito vi fosse lo 0.6 % di carbonio, che permetteva flessibilità insieme alla durezza. Fra il nono ed il decimo seco-


Il monumento dedicato alle spade vichinghe a Stavanger, Norvegia

lo, le lame forgiate con il metodo pattern-welded (più strati di ferro battuti e ripiegati su se stessi) furono soppiantate da quelle realizzate in acciaio omogeneo. Acciaio di alta qualità, duro ed elastico. Proprio in questo periodo, iniziarono a diffondersi delle spade che avevano la firma dell’armaiolo. Una firma a lettere cubitali, intarsiata con il ferro nell’acciaio dello sguscio. Un certificato di qualità ed un invito inequivocabile a rifornirsi presso l’armaiolo più importante del periodo: UFLBERHT. Questo armaiolo continuò la sua produzione dall’850 al XII secolo. Parliamo quindi di una famiglia di armaioli, o più probabilmente di un centro di produzione così rinomato da sopravvivere per secoli.

Il centro può essere localizzato con buona approssimazione nella Renania, dove si trovavano eccellenti minerali di ferro. Non a caso, già dal periodo La Tène e in quello romano, questo luogo veniva considerato la casa dei fabbri migliori. Per rendere l’idea della diffusione del marchio HUFLBERHT basti pensare le 166 lame con questa firma sono state ritrovate in 23 paesi diversi, la maggior parte in Scandinavia: per i Vichinghi possiamo affermare con certezza che le spade Uflberht erano come gli orologi Rolex o le auto Ferrari oggi per noi. Quanto alla qualità infatti, Ewart Oakeshott ci informa che nel 1989 furono condotti 4 test sul contenuto di carbonio di altrettante lame: 3 pattern-welded norvegesi e 1 Huflberht in acciaio omogeneo.

I risultati mostrarono una percentuale di carbonio di 0,414% nella prima, 0.402% nella seconda, 0.520% nella terza e ben 0.75% in quella di Huflberht. Quest’ultima rientra dunque nella definizione di Acciaio ad alto tenore di Carbonio (0.5%1.6%), mentre le altre tre in quella di Acciaio a medio tenore di Carbonio (0.25%-0.50%). Ma allora, come è stato notato in alcuni reperti, perché la spada vichinga UFLBERHT si spezzava? Un’indagine televisiva del magazine Focus ha dimostrato che anche nel medioevo vi fossero “mercanti disonesti”, che incidevano la “firma Uflberht” su spade taroccate, spade che l’armaiolo di turno costruiva passando l’acciaio direttamente dl fuoco all’incudine con un solo passaggio, risparmiando tempo e talento (che non possedeva), ma così facendo decideva la morte del suo acquirente. Un abito sartoriale italiano della boutique Armani è fatto anche con tessuti di altissima qualità, taroccarlo significa imitarne design e firma ma la sostanza mediocre inevitabilmente si mostrerà a breve nel tempo. Per l’agroalimentare il discorso dell’Italian Sounding è ancora più pericoloso, perché intacca la salute del consumatore, ecco perché indicare in etichetta “la tracciabilità” del prodotto, e poi controllarla a campione da parte dei NAS o degli altri organi ispettivi preposti, diventa fondamentale. Per esempio l’olio d’oliva extravergine è uno dei prodotti più taroccati e qualche anno fa una

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articolo del New York Time rilevava che il commercio mondiale era pari a quello degli stupefacenti. Da questa notizia l’indimenticato Veronelli convinse il suo amico giornalista enogastronomo Cino Tortorella (noto come il Mago Zurlì dello Zecchino d’Oro) a recarsi con lui nel porto di Brindisi per bloccare una nave straniera che portava (in Puglia!!!) olio taroccato, e per enfatizzare la protesta convocò la stampa e distribuì fette di Pane di Altamura intrise di “vero” olio extravergine pugliese. Il presidente della Provincia di Bari, prof. Francesco Schittulli, noto oncologo (presidente della Lega Italiana contro i tumori) non si stanca mai di indicare le quali-

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tà antitumorali dell’olio extravergine d’oliva, ma se è taroccato, al contrario, fa male alla salute! Che dire poi della pasta? Pensiamo che quella cosidetta “di nicchia”, in tempi di crisi economica, non sia alla portata delle nostre tasche. Ma se ci pensiamo bene non è lì che dobbiamo risparmiare. Una pasta che costi 3,5 euro al chilo potrebbe sembrarci un lusso, invece ci mangiano almeno 10 persone con un costo di appena 35 centesimi ciascuno, ma se si tratta di una pasta speciale, ne trarrà vantaggio anche la nostra salute oltre che la nostra gola. Pensiamo al Pastificio Benagiano di Santeramo in Colle: Mastro Andrea la fa ancora come

quando Giuseppe Garibaldi, eletto deputato nella vicina Andria, andò lì a gustarla, ancora con le trafile in bronzo e la lenta essiccatura. Ma questa pasta, nella sua versione integrale oppure al farro, contiene anche delle proprietà salutistiche sperimentate dalle Università di Bologna e di Roma. Ora mastro Andrea ha fatto testare al CNR le nuove paste alla Curcuma e alla Cannabis ed i risultati sono stati sorprendenti. Tutto questo non è imitabile e l’Italia è piena di risorse produttive pari alla celebre “spada Uflberht” dei vichinghi, deve solo salvaguardarle, custodirle gelosamente e pubblicizzarle, soprattutto all’estero.


in collaborazione con AICIG

Associazioni

L’unione dei Consorzi DOP e IGP in difesa del “Made in Italy”

L

’A.I.C.I.G - Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche - è un’associazione senza scopo di lucro costituita tra i Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf ai sensi dell’art. 14 della Legge 21 dicembre 1999, n. 526. La maggioranza dei suddetti Consorzi italiani ha individuato nella formula associativa la chiave strategica competitiva per tutelare, valorizzare e promuovere le rispettive indicazioni geografiche. Quest’ultime, espressioni del patrimonio agroalimentare del nostro Paese, rivelano le identità storico-culturali dei distretti di riferimento e necessitano di protezione. Tale sistema associativo, realizzato per la prima volta in Italia, si basa sulla convinzione di far funzionare gli accoppiamenti giudiziosi (indicazioni geografiche, territorio, cultura e turismo) facendoli agire all’unisono. Ad oggi, Aicig riunisce 58 importanti realtà consortili che

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rappresentano almeno il 93%, in valore economico, delle produzioni italiane ad indicazione geografica. Possono divenire soci dell’Associazione tutti i Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Per ottenere l’ambìto riconoscimento, l’organismo promotore (cioè l’associazione costituita dall’insieme di produttori e/o trasformatori che effettivamente producono o trasformano il prodotto DOP o IGP per il quale si richiede protezione) deve dimostrare la partecipazione, nella propria compagine sociale, dei soggetti che rappresentano almeno i 2/3 della produzione verificata dalla struttura designata al controllo e ritenuta idonea alla certificazione. In particolare, l’art. 14 della Legge 21 dicembre 1999 n. 526 stabilisce che i Consorzi di tutela riconosciuti Mipaaf hanno le funzioni di:

• tutela; • promozione; • valorizzazione; • informazione del consumatore; • cura generale delle IG. Il riconoscimento di qualità europeo, che si consegue al termine di un complesso iter procedurale intrapreso a livello nazionale e comunitario, è riservato ai prodotti agricoli ed alimentari per i quali è dimostrato che la relativa pro-

Giuseppe Liberatore, confermato alla Presidente di AICIG fino al 2015


duzione avviene esclusivamente in un territorio delimitato e per i quali esiste il nesso causale tra la zona geografica e la qualità o le caratteristiche del prodotto (per le DOP) o una qualità specifica, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto (per le IGP). In estrema sintesi, la differenza esistente tra una DOP ed una IGP è che nel primo caso è necessario dimostrare che tutto il processo produttivo, a wpartire dall’approvvigionamento delle materie prime al condizionamento del prodotto, avviene all’interno dell’area indicata nel disciplinare di produzione.

Al contrario tale vincolo non è richiesto nel caso del riconoscimento della IGP, per cui è sufficiente che almeno una delle fasi caratterizzanti del processo produttivo avvenga nel territorio individuato. Missione strategica dell’Associazione è quella di consentire a grandi e piccoli Consorzi di discutere unitariamente sui temi principali del settore in maniera trasversale ed individuare delle linee guida congiunte, con l’obiettivo condiviso di tutelare le indicazioni geografiche e massimizzarne il valore espresso. Gli scopi principali di Aicig, indicati chiaramente nello Statuto, sono: • favorire lo sviluppo omogeneo del settore delle IG, promuovendo un confronto permanente tra i Consorzi di tutela riconosciuti anche se appartenenti a filiere differenti; • sostenere la politica delle IG in ambito nazionale, comunitario

ed internazionale, in collaborazione con il Mipaaf; • monitorare costantemente l’evoluzione normativa del settore delle indicazioni geografiche. Un aspetto dell’attività quotidiana svolta dall’Associazione è l’instaurarsi di frequenti collaborazioni, tra grandi e piccoli Consorzi operanti in comparti merceologici differenti. Lo sforzo di Aicig va nella direzione di supportare e dare vita ad esperienze di crescita e di sviluppo tra i Consorzi di tutela, innescando sinergie positive per l’intero settore.

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Si elencano di seguito i prodotti DOP e IGP tutelati dai 58 Consorzi

Soci attualmente aderenti ad Aicig (suddivisi per categorie mer-

ceologiche) e invitiamo i nostri lettori a visitare il sito www.aicig.it

• Aceti diversi da aceti di vino: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP - Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP • Carni fresche: Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP • Prodotti a base di carne: Mortadella Bologna IGP - Prosciutto di Parma DOP - Prosciutto di San Daniele DOP - Prosciutto Toscano DOP - Salame Cremona IGP - Salame della Brianza DOP - Salamini Italiani alla Cacciatora DOP - Speck Alto Adige IGP - Zampone Modena Cotechino Modena IGP • Prodotti di panetteria, pasticceria, confetteria o biscotteria: Pane di Altamura DOP • Formaggi: Asiago DOP - Bra DOP - Caciocavallo Silano DOP - Castelmagno DOP - Fontina DOP - Gorgonzola DOP - Grana Padano DOP - Montasio DOP - Mozzarella di Bufala Campana DOP - Parmigiano Reggiano DOP - Pecorino Romano DOP - Pecorino Toscano DOP - Piave DOP - Provolone Valpadana DOP - Quartirolo Lombardo DOP - Raschera DOP - Robiola di Roccaverano DOP - Stelvio DOP - Taleggio DOP - Toma Piemontese DOP - Vastedda della Valle del Belìce DOP • Oli e grassi: Bruzio DOP - Chianti Classico DOP - Dauno DOP - Garda DOP - Monti Iblei DOP - Riviera Ligure DOP - Sabina DOP - Terra di Bari DOP - Terra d’Otranto DOP - Terre di Siena DOP - Val di Mazara DOP • Ortofrutticoli e cereali, freschi e trasformati: Carota di Ispica IGP - Clementine di Calabria IGP - La Bella della Daunia DOP - Limone Costa d’Amalfi IGP -Limone di Sorrento IGP - Mela Alto Adige IGP - Nocciola del Piemonte IGP - Oliva Ascolana del Piceno DOP - Patata della Sila IGP - Pomodoro di Pachino IGP - Pomodoro S.Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP - Radicchio Rosso di Treviso IGP - Radicchio Variegato di Castelfranco IGP - Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP

“D.O.P. e doppioni”: il San Daniele sfida la sua imitazione canadese

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gni anno le imitazioni danneggiano l’export agroalimentare italiano per milioni di Euro, minacciando soprattutto i prodotti DOP e IGP del nostro paese che rappresentano da soli il 38% in valore delle produzioni tutelate dalla Comunità Europea e un fatturato di 6 miliardi di euro. Un danno da cui è difficile difendersi, perché spesso perpetrato con mezzi ai confini con la legalità, ad esempio registrando marchi che am-

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miccano al prodotto italiano di qualità. Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele in collaborazione con

AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) ha avuto però un’idea originale per dare al consumatore la percezio-


ne esatta del problema: organizzare una degustazione comparata tra il prosciutto originale e una sua imitazione. E’ nato così un incontro per la stampa e gli operatori del settore dal titolo “DOP e DOPPIONI” dove è stato messa a confronto la celebre DOP Friulana con un prosciutto canadese che viene commercializzato come “San Daniele”. Il caso della nazione nord americana è un buon esempio delle problematiche che incontrano le DOP italiane in giro per il mondo. Dagli anni ‘70 infatti la St. Maria Foods ltd di Brampton utilizza la denominazione “San Daniele” grazie a una registrazione del marchio in Canada che viene apposto

su prosciutti crudi, mortadelle e speck, tutti però prodotti localmente. Un’attività che contribuisce per circa il 50% al giro di affari dell’azienda stimato in 1 miliardo di dollari canadesi (ca 748 mln di Euro). Ma non è soltanto il nome a essere fuorviante: loghi e immagini che compaiano sulle pagine web dell’azienda, e tutto il contesto grafico, evocano in maniera inequivocabile la vera città di San Daniele con la raffigurazione dei luoghi fisici come le colline, il paese e le Alpi che si trovano in provincia di Udine. Problematiche simili a quella del Prosciutto di San Daniele in Canada si riscontrano un po’ per tutte

le DOP italiane nel mondo e questo incontro potrebbe essere il primo passo per una serie di confronti simili, destinati a educare il consumatore e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela di quello che è un inestimabile patrimonio italiano.

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della Redazione

Tor de Geants 2013

L’endurance-trail piÚ duro al mondo 46


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© TOR DES GEANTS® endurance trail della Valle d’Aosta


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© TOR DES GEANTS® endurance trail della Valle d’Aosta - Marco Spataro

n viaggio lungo i più bei sentieri della Valle d’Aosta, ma anche dentro sè stessi, per ritrovarsi, per conoscere e cercare di superare i propri limiti fisici e mentali, scoprendo risorse interiori e parti del proprio io ancora sconosciute. Per chi ha scelto di partecipare al Tor des Géants®, l’endurance trail più duro al mondo, è questa la vera sfida. Il risultato più bello è riuscire a compiere l’impresa, la propria impresa, tagliando il traguardo soprattutto con se stessi.

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Il Tor des Géants® è proprio questo: un’ avventura unica e una sfida con la natura e con sé stessi. Tutt’intorno, la maestosità delle Alpi e dei suoi celebri 4000: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino ed il Gran Paradiso. Una cornice naturale inconfondibile, montagne dai contorni aspri e mozzafiato che rendono unico ed inimitabile questo evento sportivo che è molto più che un semplice appuntamento outdoor: e poi i paesi, i rifugi, i sentieri e i colli: tutta una regio-

ne aspetta i suoi “giganti” lungo il percorso, incitandoli e sostenendoli nella loro avventura. Ecco perché l’intera Valle d’Aosta attende con trepidazione il “Tor”, per una settimana dove si intrecciano solidarietà e sport, natura e amicizia. Il Tor des Géants® è atmosfera e accoglienza, una convivialità unica. Quella del 2013 è la quarta edizione del Tor des Géants®, e vede ai nastri di partenza 660 partecipanti, provenienti da tutti gli angoli della Terra.


E sono proprio loro, i partecipanti, a rendere speciale questo evento: medici e ingegneri, insegnanti e liberi professionisti, che per 7 giorni abbandonano la loro routine per entrare nel mito. Non importa l’età o il sesso, non importano i motivi che spingono a scegliere di intraprendere questo viaggio. Chi partecipa al Tor des Géants®, ha l’occasione di vivere un’emozione nuova e inaspettata, lungo luoghi e spazi a pieno contatto con una natura ancora incontaminata.

Ultra trail o endurance trail? La prima è una corsa a piedi in autosufficienza o semi-autosufficienza, con classifica e cronometraggio, svolta in ambiente naturale su strade o sentieri, per una distanza superiore a 80 km, le cui superfici asfaltate totali non superano il 15% e il dislivello auspicabile, oltre 2000 metri. L’Endurance trail, invece, si tratta di un ultra-trail con più dislivello, più chilometri e più tempo di corsa. Il trail è uno sport semplice, dove bastano (o quasi) panta-

loncini corti e un paio di scarpe da ginnastica: questa semplicità apparente è forse all’origine dell’entusiasmo di chi conosce questa disciplina. Le corse fioriscono un po’ ovunque nel mondo e ciascuna propone i più bei percorsi delle regioni ospitanti. I trail stanno diventando ultra. E richiedono una maggiore resistenza: sempre più in alto, sempre più duri, sempre con maggior impegno. In questo scenario in continua evoluzione le linee verticali, l’alta quota, i dislivelli irregolari e i sentieri eccezionali della Valle d’Aosta sono uno scenario ideale per questa grande sfida sportiva. Come prova, il Tor des Géants® è stato disegnato (dalla natura stessa) su un terreno eccezionale di fronte a paesaggi mitici. Una corsa all’altezza delle cime che la dominano. Tutto il mondo in Valle D’Aosta La geografia del Tor des Géants® diventa sempre più ampia: dopo il boom delle preiscrizioni, che ha portato a quota 1497 gli aspiranti Giganti dell’edizione 2013 (810 italiani e 687 stranieri), i 660 partenti rappresentano i 5 continenti, con 39 nazioni ai nastri di partenza. L’Europa fa il pieno con 25 nazioni rappresentate: Francia, Spagna e Germania i paesi europei con più atleti dopo l’Italia; seguono Svizzera e Regno Unito. Tra le new entry europee spicca la Russia, accompagnata da Bulgaria, Finlandia, Slovacchia e Ungheria. Forte anche la partecipazione oltreoceano: USA e Canada mantengono il comando come

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© TOR DES GEANTS® endurance trail della Valle d’Aosta - Stefano Torrione

nazioni più rappresentative del continente americano, mentre il Sud America fa l’exploit e si presenta al Tor des Géants® con 4 debuttanti: Argentina, Messico, Perù e Venezuela. Arriveranno in Valle d’Aosta compiendo il giro del mondo i 23 atleti del Giappone, così come i rappresentanti della Cina oltre alle nuove arrivate Singapore e Malesia. Anche l’Oceania dice “presente” con Australia, Nuova Zelanda e la new entry Nuova Caledonia. A completare la speciale cartina geografica del Tor des

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Géants® Madagascar e Réunion, che saranno le portabandiera del continente africano. Perché Tor des Géants®? Il nome da già l’idea dell’essenza di questa competizione sportiva, una corsa tra giganti. Maestose montagne conosciute in tutto il mondo accomunate da un unico territorio, quello della Valle d’Aosta. La partenza e l’arrivo sono entrambi a Courmayeur, destinazione turistica rinomata e conosciuta in tutto il mondo grazie alla presenza del Monte Bianco. Lungo tutto il percorso si può godere un territorio vario, dove i paesaggi si susseguono colorando di tinte diverse gli innumerevoli panorami. Si toccano le altissime Alpi con i loro 4000 metri, ma anche il Parco Nazionale del Gran Paradiso ed il Parco Regionale del Mont Avic. I 330 km (200 miglia) si sviluppano tra 33 comuni, attraversando non solo aspre cime

ma anche colli (più di 25 sopra i 2.000 metri) e ben 30 laghi di montagna. La bellezza del Tor des Géants® è data proprio dal mix di emozioni e fatica che ogni corridore vive durante ogni giornata e nottata del grande e mitico endurance-Trail. Questi giganti montuosi, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino ed il Gran Paradiso regalano ad ogni partecipante albe, tramonti, emozioni, gioie e fatiche che resteranno per sempre impressi nella loro memoria. Nello specifico il percorso si suddivide in sette “settori” dove sono allestite delle basi vita come supporto, un luogo dove riposare, rifocillarsi e poi ripartire alla volta del ritorno a Courmayeur. 7 settori, 7 basi vita : 1o settore (48,606 km) Courmayeur - Valgrisenche “Ai piedi del Monte Bianco” 2o settore (53,535 km) Valgrisenche - Cogne “Nel cuore del Gran Paradiso” 3o settore (46,595 km) Cogne - Donnas “Il giro dei parchi Gran Paradiso e Mont Avic” 4o settore (51,543 km) Donnas - Gressoney - St-Jean “Nel paese dei Walser”


5o settore (36,018 km) Gressoney - St-Jean Valtournenche “Dal Monte Rosa al Cervino” 6o settore (44,161 km) Valtournenche - Ollomont “Una valle da scoprire” 7o settore (49,081 km) Ollomont - Courmayeur “Tra Svizzera, Francia e Italia” Per info e aggiornamenti sulla gara: www.tordesgeants.it

© TOR DES GEANTS® endurance trail della Valle d’Aosta - Stefano Torrione

Carta d’identità della corsa 2013 - 8/15 settembre 2013 • 330 km (200 miglia) - 24.000 m di dislivello positivo • 150 h totali (7 giorni, 6 notti e 6 ore) - 75 ore e 56 minuti il record della corsa (Oscar Peréz nel 2012) • 1.500 volontari - 660 partecipanti - 26 Paesi rappresentati nel 2012 / 41 Paesi rappresentati nel 2013 • 7 basi vita - 43 punti di rifornimento - 33 comuni attraversati • 25 colli a oltre 2.000 metri di altitudine • 14 rifugi alpini - 30 laghi alpini • 1 parco nazionale - 1 parco regionale

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in collaborazione con Parole & Dintorni

Charity Stars

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Quando il fundraising contribuisce ad una buona causa

è

online “CHARITYSTARS”, la prima piattaforma interamente dedicata alla vendita all’asta di oggetti e incontri con personaggi famosi, destinando il ricavato in beneficenza a tutte le Onlus che aderiscono al progetto. Tutti i fan potranno, quindi, realizzare un sogno: incontrare il loro personaggio del cuore o acquistare un oggetto autografato dal proprio idolo, contribuendo, nel contempo, ad una buona causa.

CharityStars porta in Europa quello che già negli States è una prassi per le star: sostenere importanti cause sociali mettendosi in gioco in prima persona. Molte celebrities hanno già aderito all’iniziativa, come Cristina e Benedetta Parodi, Paolo Ruffi-

ni, Arisa, Giorgio Chiellini, Carolina Kostner, Simone Rugiati, Francesco Facchinetti, Gianluigi Buffon, Matteo Tagliariol, Giorgio Gori, Alessandro Martorana, Pooh e Phil Mer. Charity Stars è un vero e proprio social network della beneficenza:


grazie ad una forte macchina di comunicazione formata da un team preparato, proveniente dal settore dei new media, del fundraising e della comunicazione, è capace di coinvolgere le celebrities anche attraverso i profili dei canali social più autorevoli, dando così la possibilità di seguire le attività dei personaggi preferiti e lasciare loro dei messaggi sul profilo charity. Questo rappresenta anche un modo per avvicinare i giovani alla

beneficenza, considerando che l’età media di chi fa donazioni è, solitamente, medio/alta. Le organizzazioni no profit, grazie a questo innovativo portale, avranno un nuovo e importante canale di fundraising attraverso le aste di beneficenza, ma non solo. CharityStars, infatti, rappresenta un sito unico al mondo grazie alla possibilità, per le Onlus, di ricevere anche donazioni libere attraverso il sistema di crowdfunding.

Ecco alcune aste già concluse (30 in 20 giorni) presenti sul sito: • una cena per 8 persone preparata dallo chef di Cuochi&Fiamme, Simone Rugiati, a sostegno dell’iniziativa del CAF Onlus che vuole dare, ai bambini della Comunità residenziale dei Folletti di età compresa tra i 3 e i 12 anni l’opportunità di trascorrere, questa estate, una vacanza nella riviera romagnola (1.200 euro); • una lezione di canto con Arisa a sostegno di Medici Senza Fron-

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tiere, la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo, che dal 1971 fornisce assistenza medica alle popolazioni più vulnerabili (493 euro); • una maglia autografata dal campione mondiale e centrocampista Giorgio Chiellini per una raccolta fondi a favore della scuola di calcio di Torino ASD Total Sport per permettere l’affitto di un impianto sportivo per ragazzi diversamente abili nella stagione 2013/14 (1.000 euro); • una possibilità unica per tutti i fan dei Pooh: 3 biglietti per assistere al concerto dell’11 luglio al Teatro Mario del Monaco di Treviso e 3 ingressi esclusivi nel backstage per conoscere personalmente la band, avere la possibilità di ricevere i loro autografi e scattare delle foto insieme. Acquistando il meet&greet aiuterete i Pooh a sostenere la raccolta fondi di Medici Senza

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Frontiere per la campagna di vaccinazione contro il morbillo per salvare la vita a 1.000 bambini al di sotto dei 5 anni (740 euro). • un incontro con Giorgio Gori, che metterà a disposizione della persona le sue conoscenze e le sue competenze manageriali. Un confronto a tu per tu, per esporre a Gori il proprio piano di business, sostenendo nel contempo un’importante causa come quella del CESVI Onlus, che porta avanti progetti di lotta alla povertà e iniziative di sviluppo sostenibile (310 euro). • un abito su misura realizzato dal prestigioso couturier Alessandro Martorana, a sostegno dell’iniziativa del CAF Onlus che vuole dare, ai bambini della Comunità residenziale dei Folletti di età compresa tra i 3 e i 12 anni, l’opportunità di trascorrere, questa estate, una vacanza nella riviera romagnola (1.045 euro).

I progetti attivi sono molti, e vedono coinvolte anche altre organizzazioni come Aiutare i bambini, AriSLA - Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica, Associazione Ridolina di Livorno, Terre des Hommes e Girotondo for Africa. CharityStars nasce da un’idea di Francesco Nazzari Fusetti, classe 1987, già fondatore di ScuolaZoo, e realizzata con i soci Manuela Ravalli e Domenico Gravagna, e chi meglio del suo “creatore” poteva spiegarci come è nato il progetto. Francesco, quando e come hai pensato al progetto CharityStars? Ho studiato per lungo tempo il mondo del charity e della raccolta fondi e mi sono accorto che mancava qualcosa di veramente innovativo che unisse le esigenze delle onlus per supportare le loro cause coinvolgendo i personaggi famosi e i loro fan.


Ho vissuto a San Francisco per alcuni mesi, preparando e studiando diversi modelli che mi hanno ispirato per decidermi, poi, a lavorare alla mia idea: CharityStars. Come hanno reagito i diretti interessati e con quale spirito hanno sposato la tua causa benefica? Sia le Onlus che i Vip hanno da subito reagito bene alla proposta di adesione alla piattaforma: i primi riescono a mettere in evidenza un progetto che desiderano sostenere e le celebrities donando un oggetto o mettono a disposizione del loro tempo danno l’opportunità ai loro fans di realizzare i propri sogni contribuendo a supportare una buona causa. Il ricavato dell’asta, infatti, andrà a finanziare l’organizzazione no profit da loro scelta. Molti italiani, scottati dagli scandali e dai soliti “furbetti”, sono un pò diffidenti nei confronti della beneficenza. Come invitarli ad aderire all’iniziativa CharityStars? Da parte nostra abbiamo cercato di coinvolgere sia Onlus presenti da decenni e riconosciute a livello mondiale (hanno già aderito WWF Italia, Medici Senza Frontiere, Save The Children) che organizzazioni più piccole e legate al territorio nazionali (tra queste, anche Cesvi Onlus che è stata premiata più volte con l’Oscar di Bilancio per la sua trasparenza). Per evitare scandali e per avvicinare anche il donatore più diffidente, abbiamo pensato di chiedere alle Onlus che aderiscono a CharityStars la presentazione di un progetto da supportare con un valore economico ben defini-

to: in questo modo, man mano che vengono chiuse le aste a loro favore fino al raggiungimento dell’obiettivo del progetto, la Onlus è tenuta a dimostrare che i soldi siano stati effettivamente spesi per la finalità prevista. Tu e il tuo Staff state già lavorando a nuovi progetti? Al momento ci stiamo organizzando per il prossimo autunno con nuovi testimonial e onlus, poi l’idea è anche quella di allargarci all’estero, coinvolgendo nella

Francesco Nazzari Fusetti

piattaforma anche celebrities di livello internazionale. Ci puoi anticipare qualcosa sia in termini di operazioni di sostegno che di testimonial contattati? Già da questo autunno ci saranno nuovi importanti ingressi... al momento non possiamo anticipare nulla ma saranno davvero delle belle sorprese! Come inviteresti altri imprenditori ad imitare questa tua iniziativa? Si sa che tanti piccoli passi fanno una maratona.... Questa mia nuova sfida imprenditoriale mi sta molto a cuore anche perché, fin da piccolo, con la mia famiglia, sono stato sempre vicino alle organizzazioni no profit e alle loro attività cercando di dare una mano supportando diverse cause benefiche. Penso che CharityStars sia un modello rivoluzionario per la raccolta fondi: funzionale e innovativo. Se questa iniziativa possa coinvolgere anche altri imprenditori o sia da stimolo, non c’è niente di meglio: sono pronto a nuove sinergie!

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a cura di Daniela Fabietti

Iniziative

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Il cammino dell’arte, l’incontro dei sapori

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ino è…Musica l’appuntamento “ad hoc” per assaporare i vini pugliesi tra installazioni di arte e percorsi enoculturali raddoppia. Il 3 e 4 agosto, il suggestivo quartiere delle Ceramiche di Grottaglie (TA), è pronto ad attendere migliaia di turisti, appassionati e curiosi, che potranno gustare, tra itinerari inediti e diversificati, i migliori vini abbinati ai sapori made in Puglia. Via Crispi, la strada che accoglie le storiche botteghe di ceramica sarà arricchita da stand artigianali ed enogastronomici e da perfomance artistiche. Il vino autoctono pugliese, come il Primitivo e il Negroama-

ro, sarà il principe dei percorsi di degustazione, insieme ai prodotti caseari e ai salumi e, per chi ama la cucina mediterranea, i ristoranti della città proporranno i piatti simbolo della tradizione pugliese. Tante le novità che la quarta edizione dell’atteso evento pugliese ha in programma. Con il patrocinio di Enoteca Italiana, l’ente nazionale vini, sarà possibile conoscere da vicino il mondo del vino con dei mini corsi creati ad hoc e poi l’istituzione del “Premio Vino è…Musica”

legato alle migliori eccellenze presentate durante la manifestazione. La selezione avverrà grazie alla collaborazione di Radici Wines, l’associazione che da anni si occupa della promozione dei vini autoctoni del sud a livello nazionale ed internazionale. L’evento, inoltre, ospiterà la cooperativa Mytilus Tarenti, una realtà di trenta cooperative che


si sono riunite per produrre a Taranto la storica “cozza tarantina”. Sarà per i visitatori un’occasione unica per conoscere e degustare il prodotto simbolo della provincia jonica, avendo tutte le informazioni su qualità ed autenticità. Sempre più ricco poi sarà il cast che andrà a formare gli itinerari artistici. Giovani promesse si confronteranno attraverso le loro performance: fotografia, pittura, estemporanee. Ma soprattutto musica, quella live, in acustico, autoprodotta, delle migliori band del panorama musicale pugliese. E come ogni anno, le grandi mostre di cultura fittile grottagliese organizzate all’interno di Casa Vestita. L’esposizione di quest’anno sarà intitolata “Cotture, ceramica da fuoco in Puglia”, un viaggio attraverso le diverse forme ceramiche utilizzate nel corso dei secoli per la cottura degli alimenti.

Nell’ambito della mostra sarà possibile visitare la chiesetta rupestre con i suoi affreschi databili tra il XII e XIV secolo. Una serie di eventi collaterali, inoltre, offrirà la possibilità di passare una piacevole vacanza: gli itinerari della green road tra le cento masserie, la visita al museo del Primitivo, escursioni nelle gravine, pesca turistica nel golfo di Taranto e tanto altro. L’evento è promosso dall’Associazione Intersezioni e organiz-

zato da Qiblì e Gir&Grafica con il patrocinio di Enoteca Italiana e il sostegno dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia insieme al Gal Colline Joniche, ed è l’ideale per vivere un’entusiasmante esperienza tra enogastronomia, arte, cultura e spettacolo in una terra ricca di storia e tradizioni e che, con un piccolo ticket, permetterà di passare due serate d’estate in uno degli angoli più belli della Puglia, a pochi chilometri dal mare.

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di Saverio Buttiglione

Romanzo

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Sherlock 2.0 e l’anello mancante

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opo giorni di nebbia e pioggerellina sottile tipiche di Londra finalmente, uscendo da Westminster Abbey dove avevo riguardato con curiosità la sedia in legno del Re di Scozia Edoardo I, trono sul quale si incoronano tutti i sovrani d’Inghilterra sin da quando lo fece Guglielmo il Conquistatore nel Natale del 1066, era spuntato il sole in un cielo sgombro di nubi. Avevo preso il metrò “circle line” che ormai da anni consentiva di raggiungere qualunque meta del centro molto meglio che con le carrozze che usavamo in gioventù io ed il mio coinquilino per recarci sui luoghi dei delitti delle sue indagini, ma pure meglio che con i neri tassì inglesi e con le automobili in genere.

Mi recai prima in King’s Road per salutare un giovane caro amico di Holmes, che ho sempre ritenuto essere suo nipote per parte di madre, che soggiornava con la sua fidanzata al King’s College e proveniva dalla natìa Italia, dalla regione delle Puglie. Mi donò un pacco di pasta trafilata col bronzo sulle colline di quella regione chiamate “Murgia” e fatta ancora con la lenta essiccatura come quando il Generale nizzardo Garibaldi si recò proprio lì, a Santeramo in Colle, a degustarla. Arrivato quindi a casa in Baker street per consegnarlo alla nostra governante, nonché nostra padrona di casa che viveva al primo piano, la signora Hudson, affinché la cucinasse e condisse solo con

un filo d’olio, come mi era stato vivamente raccomandato, trovai Holmes tutto trafelato che scendeva le scale. Da quando ero rimasto vedovo mi ero messo in pensione dalla professione di medico ed ero tornato ad abitare con Holmes che, scapolo incallito, si era dedicato alle ricerche botaniche autopensionandosi dalle indagini che stimolavano il suo fine intelletto e che per decenni Scotland Yard gli aveva affidato quando le riteneva insolubili, con grande sollievo dei criminali e con mio rammarico perchè avevo dovuto smettere di scriverne. Non certo per la vecchiaia, che il suo fisico eccezionale reggeva egregiamente, ma sicuramente per la mancanza degli stimoli che


gli davano le sue indagini impossibili, Holmes trascorreva lunghi periodi chiuso nella sua stanza anche per giorni senza nutrirsi e l’unico segno di vita che avevamo era lo strimpellare, a tratti, del suo violino. Quando si affacciava nel salotto era solo per rifornire di tabacco la sua pipa, dalla stanza insieme a lui uscivano nuvole di fumo e solo in quei momenti il suo volto affusolato mostrava inequivocabili segni di decadenza, Invece sulle scale del numero 221B di Baker street, con in mano la pasta italiana, restai a bocca aperta nel vedere uno scattante Holmes che col volto raggiante mi disse: “…dottor Watson, come è messo oggi con le sue ricerche storiche? Lasci stare per un pò, è ora di tornare al lavoro! Mi segua immediatamente, mi ha fatto visita l’ispettore

James Lestrade che come sa è il figlio del compianto ispettore capo di Scotland Yard, e pur se giovane e di mente brillante, proprio come suo padre per decenni, anche lui ha un caso nel quale non riesce a cavarne un ragno dal buco”. Un importante scienziato, fisico ed antropologo, il dott. Chang Ju, che si era recato per delle ricerche dell’Università di Washington “importantissime” nel castello dell’imperatore Federico II di Svevia in Italia, in quello strano maniero ottagonale che puzza di esoterismo, è stato trovato morto col cranio fracassato nella sua stanza d’albergo proprio qui a Londra. Unico indizio è l’anello mancante! Ieri sera, ad una cena di gala

del National Geographic Institute, in un ristorante tra Trafalgar square e Piccadilly Circus, sfoggiava al dito un anello d’oro con impressa la croce dei cavalieri templari ed ora la mano del suo cadavere ne è priva. Sembrerebbe un banale omicidio per furto ma la faccenda si complica perché sul torace gli è stata trovata incisa con un coltello proprio la croce dei templari. (continua)... forse

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della Redazione

Miss Slow Economy 2013

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Milena Rutigliano

ilena è una perfetta Miss Slow Economy, una giovane e bella ragazza che si da da fare in tutti i modi per lavorare e contemporaneamente inseguire i suoi sogni pur in tempi di grave crisi economica, che spegne le speranze proprio dei giovani.

Milena è una ragioniera, che sin da bambina aveva una enorme passione per la danza, ma le vie ufficiali per poter approdare sui palcoscenici più importanti sono molto difficili pur se si è favoriti da un grande talento. Perciò Milena ha fatto il soldato

alle vendite nello showroom “Sass & Bide” per la Victoria Gallery di Sidney in Australia… A dire il vero, quindi, ci sembrava, letto il curriculum, perfetta più per il titolo di “Miss Fast Economy” che per il nostro, poi, per aver già fatto tutto questo po’ po’, pensavamo che avesse almeno 70 anni! Invece, avendola conosciuta di persona, l’abbiamo scelta fra le tante candidate perché vogliamo che metta a frutto in maniera più “Slow” la sua laurea in “Scienze Politiche”che ha conseguito dopo la maturità classica, il master in“E-

government e management nella pubblica amministrazione” conseguito alla facoltà di Giurisprudenza, il corso “recitazione, laboratorio di formazione, linguaggio del teatro e tecniche dell’interpretazione”, il corso “improvvisazione teatrale e teatro comico" con l’insegnante canadese Ian Algie, il workshop teatrale in lingua inglese sull’interpretazione e recitazione di estratti e sonetti di Shakespeare, il corso alla MED (Mediterranean E n t e r p r i s e Development) dell’Universus CSEI di

Bari con stage presso la University “Science Park” di Patrasso in Grecia e quello in “Regia Multimediale” all’istituto e, dopo aver partecipato a tutti di formazione Di Cagno i concorsi pubblici d’ingresso in Abbrescia di Bari, per finire con Polizia, Guardia di Finanza e Caquelli in “Marketing Internazionale rabinieri senza riuscirci, continua per le Piccole e Medie Imprese” a danzare e si sveglia la mattina e di “Marketing della Moda” a all’alba per fare la barista. Londra. Sopratutto vogliamo che Complimenti Milena. concentri il suo talento nel nuovo sviluppo economico necessario al nostro Paese. Perciò auguri e Buon vento Slow, piccola Priscilla (ha meno di trent’anni).

Miss "Slow Economy"

Al fine della selezione utile alla pubblicazione di miss "Slow Economy" per ogni numero della rivista, inviare CV e foto figura intera e primo piano (ad alta risoluzione) all'indirizzo mail: sloweconomy2012@gmail.com

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“La bocca non serve solo per respirare e mangiare, ma è anche un importante organo di comunicazione, pertanto non stupisce che, denti bianchi, splendenti e regolari, sono riconosciuti come un segno di vitalità e di salute del corpo; inoltre, un sorriso accattivante influenza in modo decisivo la fiducia in se stessi.

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62 126

• Lower Ormonde Quay, Dublin 1 - ristorante pizzeria "Bar Italia". Infotel: 353 1 874 1000 e-mail: info@baritalia.ie website: www. baritalia.ie. Fa onore alla cucina

• Upper Merrion Street, Dublin 2 - "Merrion Hotel" website: www. merrionhotel.com. Nel centro storico si nota l’eleganza già dal portale d’ingresso, di fronte al palazzo di governo irlandese. • Upperdalla Merrion Street, 2 Creato fusione di 4Dublin antiche -case "Merrion Hotel" website: www. in stile georgiano si sviluppa merrionhotel.com. attorno a 2 giardiniNeldelcentro XVIII storico si secolo. nota l’eleganza già dal portale d’ingresso, di fronte al palazzo di governo irlandese. Creato dalla fusione di 4 antiche case in stile georgiano si sviluppa attorno a 2 giardini del XVIII secolo.

Torino • via Santa Chiara, 54 - Ristorante "Asian Fusion". infotel: 338 8194846. Nel quadrilatero romano non lontano dalla Mole Antoneliana ottime cucine tipiche Torino cinese, giapponese ed malese, • via Santa 54 - Ristorante Italiana, conChiara, pietanze fedeli alle "Asian Fusion". infotel: 338 tradizioni ed ai gusti originali, 8194846.culinario Nel tra quadrilatero crocevia oriente ed romano non lontano dalla Mole occidente. Antoneliana ottime cucine tipiche Cuneo cinese,digiapponese •malese, Santuario Vicoforte edItaliana, con pietanze fedeli alle Ristorante albergo CioccoLocanda tradizioni ed ai gusti originali, - via F. Gallo,19. infotel: 0174 crocevia culinario tra oriente ed 563312. Del grande artigiano occidente. della cioccolata Silvio Bessone, Cuneostanza dedicata ad un ogni • Santuario di che Vicoforte paese del mondo produceRistorante albergo CioccoLocanda cioccolata, un museo incredibile. - via F. Gallo,19. infotel: 0174 Milano artigiano •563312. EsclusivaDel Golfgrande Club House del della cioccolata Silvio Bessone, presidente Maria Grazia Borelli ogni stanza dedicata ad un paese del mondo che produce cioccolata, un museo incredibile. Milano • Esclusiva Golf Club House del presidente Maria Grazia Borelli

• Fiat Lounge Cafè - via Alessio di Tocqueville, 3. Meta della movida meneghina • Ristorante l’Osteria dei Pirati - via Fogazzaro, 9 del noto presentatore TV Marco Predolin • Fiatoffre Lounge Cafè -menù via Alessio di che fantastici a base Tocqueville, 3. Meta della movida di pesce con musica dal vivo meneghina • Ristorante l’Osteria dei Pirati - via Fogazzaro, 9 del noto presentatore TV Marco Predolin che offre fantastici menù a base di pesce con musica dal vivo

Hotel Madison (4 stelle) - via Gasparotto, 8. Fra Stazione Centrale e nuovo grattacielo Regione Lombardia, si affaccia sulla chiesa di Sant’Agostino e sul complesso di scuole dei Salesiani Hotel primarie Madisonai (4 (dalle licei)stelle) - via Fra Stazione •Gasparotto, Residence 8. Abbadesse Resort Centrale e nuovo grattacielo - via Oldofredi e via Abbadesse Regione Lombardia, affaccia antico monastero fra isigrattacieli sullanuovo chiesaQuartiere di Sant’Agostino e sul del della Moda, complesso di scuole Isola di Porta Nuova,dei benSalesiani diretto (dalle primarie ai licei) dal proprietario ing. Antonio Savia. • Residence Abbadesse • Residence Pola - via Resort Pola. - via Oldofredi e via Abbadesse Suites ed appartamenti di fronte antico monastero al nuovo Pirellone. fra i grattacieli del nuovo Quartiere Churrascaria della Moda, • Ristorante Isola di Porta Nuova, ben diretto Barbacoa - via delle Abbadesse, dal proprietario ing. Antonio 30. Primo in Europa dopoSavia. Sao • Residence Pola - via Pola. Paulo, Campinas, Salvador, Suites edTokyo, appartamenti fronte Manaus, Osaka, di propone al nuovo Pirellone. carne tipica brasiliana • Ristorante Churrascaria Camisano Vicentino (VI) - viaLocanda delle Abbadesse, •Barbacoa Ristorante alla Torre 30.Zemin Primo- inviaEuropa dopo Sao da Torerossa, 39/41 Paulo, Campinas, Salvador, locale n.407 zona 4est infotel: Manaus, Tokyo, Osaka, propone 049 9065621. Nella torre di carne tipica brasiliana avvistamento del 1270 sul Camisano Vicenza/Padova, Vicentino (VI) confine nei • Ristorante Locanda alla Torre due piani della locanda un da Zemin - via Torerossa, Zemin 39/41 incredibile Gianfranco locale n.407 propone una zona cucina4est soloinfotel: con 049 9065621. Nella torre di prodotti di stagione e ingredienti avvistamento del “piramide 1270 sul del territorio, dalla di confine Vicenza/Padova, tartare di tonno su battuta nei di due piani della con locanda mango e avocado salsa un di incredibile Gianfranco Zemin limoni caramellati” alla “suprema propone una cucina solo con prodotti di stagione e ingredienti del territorio, dalla “piramide di tartare di tonno su battuta di mango e avocado con salsa di limoni caramellati” alla “suprema


d’Italia (Carpi), all’incrocio fra l’autostrada adriatica nord/sud e l’autostrada del Brennero che collega l’Austria ed il nord Europa Quattro Castella (RE) • Ristrante Albergo La Maddalena - via L.Pasteur, 5. Emilio ed Emiliano Montanari accolgono con simpatia ospiti da tutta Italia deliziandoli con salumi parmensi e formaggio Parmigiano Reggiano San Polo d’Enza (RE) • Ristorante La Grotta - via della Resistenza, 2/B. Sulla collina reggiana, fra stalattiti e stalagmiti in grotta con cucina tipica reggiana Quattro Castella (RE) • Resort B/B Quattrocolli - Via Lenin, 81. Sulla collina tra Parma e Reggio Emilia offre una discreta raffinata ospitalità di lusso Copia di cortesia

di faraona”, indimenticabili i suoi risotti. Se lo si prega Gianfranco, forse, racconterà la storia di Occhi d’Oro e del cavaliere misterioso. Padova • Q Bar - vicolo dei Dotto, 3 infotel: 049 8751680. Nella centralissima piazza Insurrezione è elegantissima meta della movida chic padovana, anche ritrovo preferito dei calciatori del Padova calcio. Dinner&Dance, cucina mediterranea e sofisticata musica live • Osteria Barabba - via Vicenza, 47. Marco offre la cucina delle osterie venete in un lounge space, a cominciare dall’ora dell’aperitivo, memorabile quello del mercoledì con ricco buffet, ottimo winebar infotel: 049 8716845 Parma • Ristorante I Tri Siochett strada Farnese, 74/a. Squisiti “tortelli all’erbetta” piatto tipico parmense (grandi ravioli ripieni di spinaci annegati in burro fuso con parmigiano) e torta fritta (detta anche “gnocchi fritti” nel modenese e nel reggiano, di origine longobarda, semplici sfoglie di pasta per pane fritte in olio che si gonfiano come panzerottini vuoti all’interno) ottima per accompagnare il salame di Felino, il culatello di Zibello ed il prosciutto di Parma, oppure il Parmigiano Reggiano sorseggiando Lambrusco di alta qualità (per es. di Cantine Ceci). Collecchio (PR) • Agenzia Viaggi Tra le nuvole via Giardinetto, 6/I. Condotta con competenza e professionalità da Elena Bizzi Città di Castello (PG) • Ristorante La Taverna di Mastro Dante - via Montecastelli Umbro/ Promano in località Coldipozzo, 45. E' la patria dei prosciutti di montagna di Norcia infotel: 075 8648133 Soliera (MO) • Hotel Carpi - via Modena/Carpi, 81. Situato tra la patria dell’aceto Balsamico e la più bella piazza

SE Slow Economy Golf in Tour gustando Moda, Agroalimentare e Turismo SU CARTA PREZIOSA DA COLLEZIONE

Italian Style Da sinistra: Ignazio Capasso (imprenditore nel campo della plastica), Saverio Buttiglione, lo chef Pasquale Fatalino e Pino Sguera (Presidente di Teleregione) davanti al ristorante Antica Locanda di Noci ANNO 1 - NUMERO 2 Gennaio/Febbraio 2013

Roma • Golf & Country Club “Parco di Roma” - quartiere Cassia, via dei due ponti, 110. Progettista P.B.Dye per un 18 buche “par72” infotel:06 33653396, direttore architetto Giuseppe Miliè, progettista di campi da golf in tutto il mondo • Ristorante Ristovino quartiere Prati - via Durazzo, 19. Nei pressi dell’emittente televisiva nazionale LA7, è anche caffetteria per ottime colazioni mattutine ed enoteca ben fornita per pranzi o cene che vanno dai tipici piatti romani come gli “gnocchi freschi ai 4 formaggi” a quelli napoletani

tipo gli ottimi “rigatoni fatti a Gragnano preparati alla genovese con sugo napoletano”. Sant’Agata sui due Golfi (NA) • Ristorante albergo “Don Alfonso dal 1890” - corso Sant’Agata, 11/13. Nel cuore della penisola sorrentina si affaccia sul Golfo di Salerno ed è considerato tra i primi dieci migliori ristoranti d’Italia, condotto da Alfonso Iaccarino, chef internazionale, che vi ha aggiunto un prestigioso albergo e la scuola di cucina con frequenti eventi di showcooking Orsara di Puglia (FG) • Piano Paradiso ristorante. Peppe Zullo noto chef internazionale, riceve ospiti da tutto il mondo infotel: 0881 964763 Torre Canne (BR) • Masseria San Domenico e Golf Club. Struttura composta dalla prestigiosa masseria San Domenico e da Borgo Egnazia, resort di alta qualità apprezzata anche da importanti clienti arabi e russi e dai divi di Hollywood, è munita di campo da golf a 18 buche fra gli ulivi secolari ed è affacciato sul mare Bari • Barialto Golf Club. Storica club house pugliese con importante campo da golf • Hotel Boston - via Piccinni, 155. Albergo a 5 minuti dal centro storico e dalla Basilica di San Nicola, meta da Mosca di pellegrini cristiani ortodossi e, nel quartiere Palese hotel Parco dei Principi, di fronte al nuovo aeroporto Karol Wojtyla, modernissimo e dotato di tutti i confort per clientela business, entrambi della famiglia del vicepresidente Federalberghi di Bari, Antonio Vasile • Villa Romanazzi Carducci - via Capruzzi, 326. Albergo resort elegante e con architettura di prestigio circondata da splendido parco in pieno centro cittadino, direttp dalla famiglia dell’imprenditore ing. Lorenzo Ranieri, è dotato di suggestive sale convegni sparse nel giardino 127 63


Modugno (BA) • Gruppo Logistica Trasporti Futura Enterprise - SS.98. Il Gruppo della famiglia di Pietro Conserva opera in tutta Europa con una flotta di 1.000 autotreni Monopoli (BA) • “Tartarella Gold” - via Baione, zona industriale. Concessionaria Alfa Romeo è la prima concessionaria della Puglia per Alfa Romeo infotel: 080 2462400 Polignano a Mare (BA) • Resort & SPA Borgobianco -

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Copia di cortesia

ed offre la cucina del noto chef prof. De Rosa • Ristorante Terranima - via Putignani. Nella strada delle banche e della movida, in pieno centro, è l’unico ristorante che conserva l’architettura antica, dalle “basole” del pavimento alla coorte che ricorda le piazzette degli artigiani dei secoli scorsi (presenti ancora solo nel centro storico) offre l’inimitabile cucina tipica barese, dalle "strascinate alle patate e cozze", dalle mozzarelle ai dolci caldi con crema “sporcamuss” • Radicci Automobili S.p.A. - Via Amendola, 146. Concessionaria Ferrari e Maserati per il Sud Italia ora Concessionaria anche per la dorsale adriatica con la nuova sede di Ancona. Il Gruppo Radicci a Bari, in altra sede, è anche prestigiosa Concessionaria Jaguar e Land Rover. • Hotel Oriente, nel centralissimo Corso Cavour al numero 32, un 4 stelle di lussuosa eleganza, ospita da gennaio 2013 la Golf Club House "Porta d'Oriente", punto d'incontro al Sud Italia di giocatori ed eccellenze della moda e dell'enogastronomia.

SE Slow Economy Golf in Tour gustando Moda, Agroalimentare e Turismo

Contrada Casello Favuzzi. Moderni arredi interni in una struttura esterna a masseria, intonacata a calce bianchissima che si specchia su di una immensa piscina con idromassaggio, che compone la “Salus per acquam” insieme al centro benessere interno “Unica”. Cinque stelle meritate come meritata è stata l’elezione a presidente “Associazione Albergatori Polignano” di Roberto Frugis socio e marketing manager. Tel:080-8870001 • B&B dei Serafini - piazza Vittorio Emanuele, 43. Riduttivo chiamarlo B&B perché si tratta di un eccezionale albergo diffuso nel centro storico della città di Domenico Modugno. Sporgendosi dalle case costruite sulla scogliera a picco sul mare sembra proprio di ascoltare “Volare” o “Nel blu dipinto di blu” onde sonore che da ANNO Polignano raggiunto 1 - NUMERO 1hanno Novembre/Dicembre 2012 ogni angolo del globo. Altamura (BA) • Condotta Slowfood Murge - Via Cappelle della Via Crucis, 77. Fiduciario medico veterinario Michele Poligneri, esperto in ricerche sulle carni e promotore del grano Senatore Cappelli e del famoso Pane DOC di Altamura. Santeramo in Colle (BA) • Pastfico Benagiano - corso Italia,134. Da 160 anni produce la pasta che gustò Giuseppe Garibaldi, con trafile in bronzo e lenta essiccatura. • Dolci Pensieri - Corso Italia, 95/97. Pasticceria e caffetteria, produce le “tette delle monache”, soffici e squisitamente ripiene di crema chantilly. • Gastronomia Arcimboldo corso Italia, 103. Enoteca ed alta gastronomia italiana tipica selezionata da Cristina Schiavarelli

SU CARTA

PREZIOSA Putignano (BA) DA COLLEZIONE • Proloco - piazza Pebliscito,1. Nel centro storico della città patria degli abiti da sposa e del Carnevale più antico e lungo del mondo. • Fondazione Carnevale di Putignano via Conversano, 3. • Agenzia ViaggiNetti - via Tripoli, 63. La signora Netti organizza viaggi in tutto il mondo, pur in tempi del “fai da te via internet”, con una costante ricerca del prezzo più basso col massimo della qualità e della garanzia, facendo inoltre incoming turistica in Puglia con educationals tours, showcooking ed itinerari guidati in posti unici ancora sconosciuti ai grandi tours operators. Noci (BA) • Ristorante L’antica Locanda - via S.Santo, 49. In una “gnostra” del centro storico meta di turismo internazionale a novembre per “Bacco nelle gnostre”, di Pasquale Fatalino, chef noto in trasmissioni RAI, che prepara orecchiette con fave e cime di rape ed incantevoli braciole di carne al sugo. indimenticabili come dimostrato dai personaggi del mondo dello spettacolo che lo raggiungono apposta in ogni momento dell’anno. • Ristorante "Il falco Pellegrino" in località Montedoro a Noci, immerso nella campagna della Murgia pugliese, fra antiche masserie, nel quale lo chef Natale Martucci prepara primi indimenticabili, secondi di pesce fresco o tagliate di manzo podolico, con attenta scelta dei migliori vini regionali. Conversano (BA) • Ristorante Savì - via San Giacomo. Condotto dallo chef Nicola Savino, già chef a Dallas dove ha servito al presidente

Speciale Made in Italy


Bush ed al famoso cantante Frank Sinatra le polpette al sugo pugliesi. A conversano ha inventato le crepès pugliesi, panzerottoni (dolci o salati) ripieni di leccornie regionali. Turi (BA) • Ristorante Menelao - via Sedile, 46. A Santa Chiara in un palazzo signorile del 1600 nella cittadina custode dell’”oro rosso”, la Ciliegia Ferrovia. Aperto da Michele Boccardi che dopo la laurea in economia e commercio e l’abilitazione di commercialista è diventato Marketing Manager alla Scuola di Economia & Turismo di Londra. Visto il successo ottenuto dall’aver trasformato la masseria fortificata di famiglia “Menelao”, sulla strada per Rutigliano, in eccellenza per la banchettistica, i ricevimenti, le cene di gala ed i meeting, con “Santa Chiara” affronta la sfida della cucina di alta classe internazionale. Dispone di un’ottima cantina di vini ed offre prodotti tipici, sia nazionali che d’oltremare, dai cappelletti con cicoriella campestre su letto di fave alla costata di manzo podolico della Murgia non disdegnando però il salmone Balik norvegese o la costata di manzo della val di Chiano della Toscana. Infotel: 080 8911897. Castellana Grotte (BA) • Palace hotel Semiramide - via Conversano. Affascinante albergo immerso nella natura, accanto al parco dei dinosauri in cartapesta, ospita anche la sede italiana dell’Università Europea per il Turismo, a cinque minuti dalle famose Grotte che richiamano visitatori da tutto il mondo per gli affascinanti percorsi carsici sotterranei lunghi chilometri, famose per le eccezionali stalattiti e le stalagmiti della “grotta bianca”. • Ristorante e braceria Le Jardin Bleu Belle - via Firenze. Affascinante struttura in legno

costruita su quella in pietra dell’antico bar della villa comunale, creandone un unico ambiente che guarda dalle vetrate le cime degli alberi che la circondano mentre si gustano squisiti piatti tipici pugliesi. Alberobello (BA) • Ristorante Casanova - via Monte San Marco, 13. Ricavato in un antico frantoio ipogeo sotterraneo in pieno centro fra i trulli patrimonio UNESCO. I soci Ignazio Spinetti (presidente Associazione Ristoratori Alberobello) e lo chef Martino Convertino offrono l’ottima cucina tipica pugliese indescrivibile a parole perché semplicemente da gustare in silenzio. • Museo del vino Antica Cantina Albea - via Due Macelli, 8. Unico completo museo del vino pugliese produce vino anche per il Vaticano, è la storica cantina che prima dell’unità d’Italia inviava, dalla vicina e collegata stazione ferroviaria, i propri vini per tagliare e migliorare quelli di Bordeaux in Francia. Produce “Lui” negramaro in purezza affinato in barrique primi 12 mesi. • Condotta Slowfood “Alberobello e Valle d’Itria” - via Sisto Sante, 5. Fiduciario Francesco Biasi, promotore dei presidi “salame Capocollo di Marina Franca” (ingrediente delle famose “bombette”), “Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti” e “Pomodorino di oasi protetta Torre Guaceto”. • GAL Terra dei Trulli e di Barsento - Via Bligny, 23. Il primo Gruppo di Azione Locale fra quelli in cui, per zone omogenee, è stata diviso il territorio d’Europa, ad essere partito operativamente con gemellaggi in tutto il continente. I GAL sono un’iniziativa UE, che li finanzia col programma “Leader”, al fine di valorizzare le potenzialità dei territori integrando produzioni agricole, artigianali e di piccola industria per uno sviluppo sostenibile.

Questo GAL comprende i comuni di Alberobello, Putignano, Castellana Grotte, Turi, Sammichele, Noci, Gioia del Colle. Andria (BAT) • Ristorante "Antichi Sapori" contrada Montegrosso. Pietro Zito importante chef internazionale offre la cucina tradizionale pugliese e le antiche erbe ed ortaggi riscoperti e curati nell’immenso orto che ha costruito e nel quale lavora tutta la contrada. • Cantina Rivera con annessa sala di degustazione, condotta dal presidente di “Movimento Turismo del Vino” Sebastiano De Corato, produce il famoso “Falcone Rivera”. Corato (BA) • Cantina Torrevento condotta dal prof. Francesco Liantonio presidente della “Strada dei vini Castel del Monte” guarda lo splendido maniero ottagonale dell’imperatore Federico II di Svevia “Stupor Mundi” patrimonio UNESCO e produce eccellenti vini pugliesi. Crispiano (TA) • Masseria Resort Quis Ut Deus. Una delle inimitabili “Cento Masserie di Crispiano”, affascinanti masserie in pietra e tufo, ristrutturate per resort di livello e aziende agricole di prodotti tipici quali olio extravergine d’oliva e prodotti caseari Fasano (BR) • Tenuta Monacelle - Selva di Fasano. Antico monastero di monache del 1700 fatto di trulli, ognuno adibito a stanza d’hotel, con affianco parco nel quale sono ricavate modernissime stanze d’albergo costruite in tufo. Si affaccia dal monte Selva sui sei milioni di ulivi secolari che lo distanziano dal mare di Fasano Savelletri di Fasano (BR) • Masseria Resort Torre Coccaro contrada Coccaro, 8. Infotel.:080 4827992. Bianca e splendida sul mare, antica torre di avvistamento della linea difensiva dalle scorribande 129

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dei Saraceni del XVI secolo, che andava dal Gargano al “finibus terrae” Santa Maria di Leuca. Non ci sono parole per descriverla, guardare sul web! La stessa famiglia Muolo possiede la collegata Masseria Torre Maizza infotel: 080 4827838. Un hotel a 5 stelle con campo da golf 9 buche executive “par27” costruito fra gli ulivi secolari ed affacciato sul mare. A Coccaro Golf Club il 4 novembre, festa della Vittoria dell’Italia nella grande guerra, l’Apulia Golf District dell’architetto Giuseppe Germano e Do You Golf di Ester Monacelli hanno organizzato per il Circuito “Eccellenza di Puglia 2012” la 2a edizione della gara

Pitch&Putt, 18 buche stableford con 18 squadre e 36 giocatori. Il buffet preparato dagli chefs della struttura è stato inimitabile. Masseria Torre Coccaro è risultata per il 2012 tra i migliori 10 Beach Hotel nella classifica di “Conde Nast Travel”. Ostuni (BR) • Grand Hotel Masseria Santa Lucia SS.39, km 23.5 località Costa Merlata. Incantevole resort sul mare sotto la città bianca di Ostuni, diretto da Bartolo D’Amico, presidente ADA Puglia, associazione direttori d’albergo. Cellino San Marco (BR) • Cantina Tenuta Albano Carrisi. Prestigioso albergo e ristorante ricavati nella masseria del padre del famoso cantante, don Carmelo, che da il nome al vino più prestigioso prodotto dall’azienda. Cellino San Marco (BR) • Cantina Due Palme. Con avveniristica sala convegni ricavata nella bottaia produce vini ormai famosi nel mondo e vincitori di primi premi al Vinitaly di Verona come il “Selva Rossa”

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Salice Salentino (BR) • Cantina Conti Leone De Castris. Cantina ricavata nel palazzo dei conti Leone De Castris, dove è nato il primo vino rosè del mondo settant’anni fa,il "Five Roses". E' annessa al prestigioso albergo e ristorante di proprietà della famiglia. Lecce • Acaya Golf Resort - Strada per Acaya,km.2 località masseria S.Pietro. Infotel: 0832 861385. Splendido campo da golf rivisto e ristrutturato, anche agronomicamente, dallo studio di architetti “Hurdzan Fry” per un 18 buche “par71” di 6192 metri, con ben sette ettari di specchi d’acqua, accanto al “Castello di Acaya”, costruito seguendo le nuove esigenze fortificatorie dell’epoca dovute all’affermarsi delle armi da fuoco ed ora esempio di moderno restauro. L’albergo resort della catena Hilton è costruito nel ricordo stilistico degli antichi monasteri con una grande piscina esterna ed un’importante SPA di ben 1200 metri quadri.

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Golf in Tour gustando Moda, Agroalimentare e Turismo Luglio - Agosto 2013

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