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SABATO 29 dicembre 2012

calabria

ora

P I A N A

L’intera Piana di Gioia Tauro affonda in un generale cumolo di rifiuti che soffoca ogni centro urbano, ogni strada, ogni angolo, ulteriormente aggravato dal periodo festivo, per un fisiologico aumento di rifiuti oltre che dall’aumento delle presenza nei nostri centri. Risultato poco edificante di una non riuscita gestione commissariale che si perde ormai nel lontano 1997 e che si protrae ai giorni nostri, regalando alla Regione Calabria e alla sua gente uno stato perenne di emergenza ambientale e mille milioni di euro di spesa dal ’98 alla fine del 2011 (dati Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Calabria). Avrebbe dovuto assistere, la Calabria, a provvedimenti di emergenza e pianificazione, finalizzati alla risoluzione del problema rifiuti, questo il senso del commissariamento, e invece ci si ritrova in una situazione non più sostenibile. Quadri comuni per ogni città, con i Sindaci praticamente impossibilitati ad ogni pur minima iniziativa, dovendo sottostare alle direttive commissariali, con evidenti danni all’ambiente per non parlare del degrado urbano. Il Piano attualmente in vigore in Calabria, predisposto nell’anno 2007, è fondato sulla suddivisione del territorio in 3 macro aree: Calabria nord, Calabria centro e Calabria sud. Queste a loro volta dovevano essere amministrativamente suddivise in 5 A.t.o. (Ambiti territoriali ottimali). All’interno dei suddetti Ato, sono presenti 7 Impianti di trattamento meccanico-biologico o Tmb; 8 impianti di compostaggio di frazioni organiche selezionate, 11 discariche e un inceneritore, quello di Gioia Tauro. Riprendendo un rapporto di un noto movimento politico, si legge che: «Come at-

POLISTENA

Questione emergenza rifiuti discussa in consiglio comunale, ieri a Polistena. L’assemblea approva un ordine del giorno con cui aderisce alla protesta indetta per questa mattina dai sindaci di Città degli ulivi davanti all’inceneritore di Gioia. Al tempo stesso il consiglio fa proprie le richieste al Ministero, alla Regione e al commissario per i rifiuti avanzate nei giorni scorsi dall’amministrazione Tripodi e che pure costituiscono l’ossatura del documento messo a punto giovedì nell’ambito di Città degli ulivi. Durissima l’analisi del sindaco polistenese durante la discussione consiliare: «È una situazione senza prospettive, vanno indagate le responsabilità, soprattutto quelle riscontrabili nell’ultimo periodo di gestione commissariale. E comunque sospettiamo che l’emergenza sia stata creata ad arte per prorogare il commissariamento». Tripodi sferza la giunta regionale: «Un’assenza totale, Scopelliti non può lavarsene le mani». Ma le stilettate sono anche rivolte ad alcuni comuni del territorio e ai loro rappresentanti: «Stigmatizziamo il comportamento di certi sindaci che in questi giorni hanno cercato di ostacolare il conferimento dei rifiuti all’inceneritore». E a riguardo Tri-

Rifiuti, dopo quindici anni di commissariamento è caos Ecco il quadro rilevato dalla Commissione parlamentare

testato dalla Relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti: il sistema di discariche controllate in Calabria è costituito da 6 impianti in provincia di Cosenza, 2 in provincia di Catanzaro, 2 in provincia di Reggio Calabria, 1 in provincia di Crotone e nessuno in provincia di Vibo Valentia. L'unico impianto di incenerimento è quello di Gioia Tauro, che, pur avendo una potenzialità nominale pari a 120 mila tonnellate anno, ha trattato solo 97 mila tonnellate (dati riferiti all’anno 2008), di cdr, di cui solo il 10% di produzione calabra. Impianto in teoria più che adeguato ma tuttavia non coerente con il sistema di trattamento e gestione dei rifiuti che viene gestito a

monte; tale sistema, infatti, non produce un combustibile derivato da rifiuti dalle caratteristiche qualitative compatibili con l'impianto gioiese causando continui guasti e blocchi. Come certificato ancora nella relazione parlamentare, la spesa complessiva per mantenere il sistema attuale che secondo la stessa commissione è: «... un servizio non reso ovvero reso male» ha comportato per l'intera collettività la spesa di oltre 1 miliardo di euro nell'arco degli ultimi 10 anni della gestione commissariale. La parte più consistente di tale somma ( 249.144.297,53 di euro per la gestione di discariche, Impianti e Stazioni di trasferenza e 13.838.659,64 di eu-

ro quali costi della struttura commissariale solo per gli anni 2006 – 2009, come accertato dalla Corte dei Conti), è finita per il pagamento del conferimento o per tenere in vita l'Ufficio del commissario speciale. Dai risultati di questi giorni emerge che l’intero sistema è sbagliato, né si può dire diversamente per le società miste, inghiottite da una situazione fallimentare ovunque, e nelle quali, evidentemente, entrano diversi fattori tipici di questa terra. Ai vertici della politica regionale non si capisce bene cosa si stia facendo per “risolvere il problema”, ma non si capisce neanche che costa sta succedendo, perchè gli impianti sono chiusi. Perchè, gli impianti e le discariche sia della Piana di Gioia Tauro, nonché nel resto della regione sono inoperativi, chiusi o a ridotti regimi. Intanto ai cumoli ormai si alternano i roghi dell’improvvisato smaltitore. Alla fine di novembre, al ripristino dei conferimenti, dopo una breve interruzione, l’ufficio del commissario chiedeva, con nota 12457, ai comuni «di voler organizzare i trasporti in maniera di evitare inutili tempi di attesa, intasamenti e code». Se poi si pensa che la denominazione ufficiale è “Commissario delegato per il definitivo superamento del contesto di criticità nel settore dei rifiuti urbani nel territorio”, dopo 15 anni, qualcosa non torna. Salvatore Larocca

«Indagare sulle responsabilità» Polistena, con un documento il Consiglio prende posizione sull’emergenza Tripodi attacca Bellofiore «Alcuni sindaci ostacolano il conferimento» podi cita il collega gioiese Bellofiore. Poi, allargando la visuale: «Vi sono comuni che non versano il dovuto all’ufficio del commissario, ma pagano profumatamente un privato per il servizio di raccolta. Solo così sono riusciti a mantenere un qualche decoro urbano. Viene da credere che per salvare gli enti morosi non si stabilisca un diritto di prelazione sul conferimento. E invece se un comu-

La proposta polistenese: «Penalizzare i Comuni che non pagano»

ATTIVO La seduta di ieri del consiglio comunale di Polistena

ne non paga, bisogna che gli sia concesso di scaricare a singhiozzo, non sempre». Sul tema il documento dell’assise polistenese propone una declaratoria pubblica degli enti debitori da parte dell’ufficio del commissario, che si traduca in un elenco fruibile da tutti i cittadini. Alla fine l’odg ottiene il sì della maggioranza e dei quattro membri dell’opposizione presenti al momento del voto (Iannel-

Un miliardo di euro spesi in 15 anni per la gestione dei rifiuti hanno portato allo stato di crisi sotto gli occhi di tutti Un’emergenza infinita e una struttura commissariale costata ai contribuenti addirittura 14 milioni di euro

Intatanto una filiera che potrebbe gestire facilmente i rifiuti del territorio è continuamente inceppata

lo, Laruffa, Roselli, Sorace). Rilevanti nel dibattito consiliare di ieri altri due punti in scaletta. Uno riguarda il sì condizionato alla proposta progettuale che la ditta assegnataria del Parco della liberazione ha formulato per l’ampliamento del chiosco e l’installazione di gazebo. L’altra questione ha a che fare col trasferimento della caserma dei carabinieri nell’immobile – di privati e in centro paese – attualmente sede dell’alberghiero. Scuola che in tempi abbastanza ragionevoli dovrebbe spostarsi in un nuovo edificio. Il capogruppo di “Pnc” e preside del magistrale, Laruffa, ha invece chiesto all’amministrazione e al consiglio di essere affiancato nell’impegno per una struttura più idonea per il suo istituto. ANGELO SICILIANO piana@calabriaora.it

RIZZICONI

Strade dissestate, Coppola: «Dopo le feste ritorno alla normalità» RIZZICONI - Subito dopo Natale, il consigliere Mimmo Coppola, delegato al mondo del lavoro ha voluto spiegare alla popolazione che «dopo tanti anni siamo riusciti a far integrare nuovamente 18 lavoratori in mobilità dell’intero territorio della Piana. Abbiamo in mente tante cose che speriamo si possano realizzare». Coppola, che è il referente del Pri del territorio, ha voluto spiegare alla cittadinanza anche la si-

tuazione delle strade: nei giorni scorsi avevamo scritto che le arterie che sono state interessate dai lavori, sarebbero state messe a nuovo prima di Natale. Così non è stato. «Purtroppo non abbiamo colpe – ha spiegato Coppola che ha parlato anche a nome dell’assessore Teresa Romeo – visto che la ditta che ha aggiudicati i lavori, ci ha spiegato che le condizioni del tempo non permettono di fare un lavoro adeguato e che quin-

di, dopo pochi giorni, sarebbero nuovamente come prima. Abbiamo quindi deciso di aspettare qualche altro giorno e dopo le feste la situazione dovrebbe tornare alla normalità». Un Natale comunque non passato nel migliore dei modi per il comune della Piana: i cittadini infatti hanno dovuto coesistere con strade dissestate e rifiuti in mezzo alla strada. Non il massimo della vita. Giuseppe Mustica

Il consigliere Coppola

storia emergenza rifiuti  

quindici anni di mergenza rifiuti in calabria

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