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VENERDÌ 11 aprile 2008

calabria

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P I A N A VERSO IL VOTO

Pdl nella piazza rossa «Con noi carcere duro» Polistena, Palma e Santelli ricordano le leggi antimafia POLISTENA «La Calabria è una terra bellissima che potrebbe diventare un paradiso se aiutata da una politica efficace». E’ Nitto Palma, candidato numero uno al Senato per la Calabria del Popolo della libertà, il personaggio di punta di uno dei comizi di chiusura della campagna elettorale della Pdl nella Piana. Ieri sera finale tradizionale ma nella “piazza rossa” per definizione, quindi, per Forza Italia e Alleanza nazionale di Polistena «per avere un rapporto diretto con i propri elettori», ha spiegato in apertura Letterio De Domenico, coordinatore cittadino di FI. Oltre a Palma, presenti Jole Santelli, Nino Foti, Gianni Nucera. Prima di dare la parola ai candidati è stato proiettato sul maxi-schermo in diretta il comizio di Berlusconi da Roma. L’on. Santelli ha portato un doppio attacco “al centrosinistra che amministra la Regione e il Paese, quella che dice di non volere i voti della mafia: Veltroni - ha quasi intimato - parla invece di che tipo di sviluppo vuoi per questa terra e dei sogni che avete rubato ai calabresi; Minniti devi dire tutto quello che in questi

PIAZZA ROSSA Il pubblico anni non avete fatto». Nella piazza presenti dirigenti e politici pianigiani di An e FI, come per esempio Nino Irrera e Nino Pedà di Gioia Tauro, il consigliere provinciale Rocco Biasi di Taurianova, oltre a Enzo Pisano e Pietro De Pasquale. «Nel 2006 – ha concluso Santelli – per Prodi la Ca-

labria era la sua figlia prediletta. Poi invece è ritornato solo per fare passerelle e insultare i calabresi». L’intervento da “pasionaria” della di ieri Santelli è stato bilanciato da quello più ragionato e calibrato di Palma, anche se in fondo non meno duro nella sostanza. «Mi sono già impegnato per questa terra come magistrato e adesso lo farò come uomo politico». La parte centrale dell’intervento è dedicata al “parolaio” Veltroni: «Mi suscita amarezza parlare

partito democratico Ceravolo convinto da Luigi De Sena «Noi di Laureana di Borrello abbiamo deciso di votare Pd al Senato e gran parte della nostra scelta è motivata dalla sua presenza come capolista». E’ quanto dichiarato dal sindaco Domenico Ceravolo e riportato su una nota diramata dall’ufficio stampa di Luigi De Sena

(in foto) in merito ad un incontro tenutosi nel piccolo centro della Piana. «La solitudine che vivono i sindaci della Calabria la conoscono soltanto loro. Occorre che la deputazione nazionale - ha detto Ceravolo - non trascuri né dimentichi il territorio. Appoggiamo la sua candidatura

l’iniziativa originale

di Veltroni – ha detto – un illusionista che dice di essere il nuovo e invece è da 40 anni in politica; di volere combattere la mafia dicendo che non vuole i loro voti, ma dimenticando che nel primo governo stabile del paese, quello del centrodestra 2001-2006, abbiamo approvato il carcere duro per mafiosi, che le forze dell’ordine in quegli anni hanno arrestato Provenzano e Morabito». Infine, le infrastrutture: «Il ponte serve non solo per dare lavoro a migliaia di calabresi per almeno 10 anni, ma anche per chiudere il corridoio BerlinoPalermo, perché è un’occasione di sviluppo importantissima, per dare continuità alla SalernoReggio Calabria».

De pasquale, Santelli, Palma, Foti e De Domenico

LAUREANA

L’Arcobaleno traccia il report sull’impegno per i precari

Hanno incontrato gli elettori i candidati alla camera dei deputati per la Sinistra Arcobaleno Nuccio Iovene e Francesco Ferrara, accompagnati dall’ex assessore regionale Nino De Gaetano. Hanno partecipato anche Domenico Ceravolo, sindaco della cittadina, insieme ad altri primi cittadini del comprensorio. Ceravolo, parlando da elettore di sinistra, ha voluto ribadire il suo pensiero sui «meccanismi affrettati che hanno portato alla nascita del Pd» riconoscendo, però, che ci sono ancora i margini per un dialogo comune, basato su temi forti condivisi. In questa fase di «stordimento politico» ha agFRANCESCO ALTOMONTE giunto Ceraf.altomonte@calabriaora.it volo, «abbiamo deciso, noi uomini di sinistra di Ferrara, Iovine, De Gaetano, Ceravolo Laureana, di operare una scelta provocatoria, che porti i vertici a riflettere e a dare, possibilmente, più ascolto alla base. Per questo, continua, sosterremo la Sinistra arcobaleno alla camera e il Pd al senato. De Gaetano, però, pur condividendo l’idea di base di Ceravolo per una sinistra unita, ha perchè siamo certi che saprà chiarito che «è stato Veltroni a stroncare i rapascoltare, come ha già dimoporti con la sinistra, diciamo radicale, e spostrato da prefetto, i sindaci e starsi più verso il centro. E’ da questo che parla loro solitudine». te la nostra scelta di chiarezza. Non Possiamo fla. am. stare con gli operai metalmeccanici e con i titolari delle imprese. Noi vogliamo stare dalla parte dei precari e non dalla parte di chi li vuole precari a vita». Il presidente De Gaetano ha aggiunto che è stata vinta «una battaglia in giunta regionale stabilizzando tanti Lsu e Lpu e ne siamo usciti quando abbiamo tentato di estendere la stabilizzazione anche ai comuni oltre i 5000 abitanti e il Pd era contrario. Abautostradali veloci e moderne». L’analisi biamo chiesto che si estendesse il codice etico di Franco Cimato, invece, ha inquadrato a tutte le elezioni, comprese camera e senato, la necessità «di una centralità del lavoraper una concreta lotta alla criminalità, ma non tore, chiudendo i rubinetti dei finanziasiamo stati ascoltati». «Avevamo iniziato a famenti facili alle imprese ed estinguendo i re ottime cose con il governo Prodi - ha esormutui a coloro i quali non possono pagardito Iovene - la nascita del Pd ci è stata proli». spettata come necessaria per dare più forza al Sebbene i tre non abbiano chance di esgoverno, la nascita di una realtà più grande sere eletti, a causa del posto in lista in cui che fosse collante per tutta la sinistra, invece, sono collocati, non hanno rinunciato ad altre forze remavano contro, ributtandoci in esprimersi sulla questione del porto di una campagna elettorale complicata con il Gioia. Questo, secondo Cimato, sarebbe centrosinistra che non c’è più». Il senatore poi «sotto scacco di Medcenter che ha chiuso è passato alla disamina del nuovo partito beri canali con gli amministratori pubblici». lusconiano. «Ci ritroviamo un Pdl nuovo soInvece, Rocco Italiano ha definito l’infralo nel nome - ha detto - che ripropone ancora struttura «possibilità di ulteriore svilupla solita solfa: Meno tasse, pensioni più alte, po, che va potenziata con le ricette propoeliminazione dell’Ici, ponte sullo Stretto ed ste da Mpa», e Zurzolo, infine, ha spiegaun Pd che ribatte sul programma in modo to come «non è ancora decollata l’area inspeculare tacendo, però, sul conflitto d’intedustriale, cattedrale nel deserto, che ressi, sulla regolamentazione delle reti tv, sulavrebbe dovuto dare più risposte alla dole leggi “ad personam” . Anche Ferrara ha manda di lavoro». A parte le valutazioni criticato la scelta del PD «subendo, sostandi merito, va sottolineato, soprattutto, che zialmente, i giochi dei poteri forti che hanno nell’era della politica digitale, e ancorata impedito a Prodi di portare a termine il suo all’etere, i tre candidati si sono esposti alprogramma e costringendo questa disputa l’interno di una iniziativa unica nel terrielettorale ad una sorta di referendum tra Veltorio e, proprio per questo, assolutamentroni e Berlusconi oscurando di fatto tutti gli te interessante e originale. altri e costringendo il Pd a rinunciare alla proDOMENICO MAMMOLA pria storia. piana@calabriaora.it Salvatore Larocca

La Destra “senza casacca” si confronta con gli altri candidati Un duello più di fioretto che di sciabola, quello che ha visto protagonisti tre dei cinque candidati rosarnesi al prossimo Parlamento. L’iniziativa si è svolta nell’auditorium di Rosarno ed è stata organizzata dal circolo locale di La Destra. Gli spettatori presenti in sala, in gran parte militanti del partito di Storace, hanno potuto assistere ad una tenzone assolutamente pacata, seppur carica di ideologia, soprattutto per la presenza di rappresentanti di due tra i partiti maggiormente identitari del panorama politico. I candidati rosarnesi, tutti alla Camera, sono cinque: Gaetano Rao, per il Pdl, Giuseppe Callà, Udc, Rocco Italiano, Mpa, Angelo Zurzolo, La Destra e Franco Cimato del Partito Comunista dei Lavoratori. All’appello del circolo “Almirante”, però, hanno risposto tre dei cinque, infatti Rao e Callà hanno dato forfait. Tuttavia, il consigliere comunale Italiano, il venticinquenne Zurzolo, coordinatore regionale di Gioventù Italiana, e Cimato, storico militante comunista ora passato con Ferrando, non hanno fatto rimpiangere gli assenti e, dopo un breve saluto del portavoce cittadino storaciano, Rocco Dominici, e del sindaco, Carlo Martelli, si sono dati battaglia.

I candidati Italiano, Zurzolo e Cimato Sui temi posti da Giovanna Tutino e da altri giornalisti, i tre aspiranti onorevoli hanno messo in campo le loro ricette per il rilancio della Piana e del sud. Zurzolo ha marcato la «diversità di la Destra, un partito che è orgoglioso delle sue tradizioni e che metterà al centro della sua azione la legalità, la lotta contro l’immigrazione clandestina e la criminalità, che in quest’area costituisce un grave danno alla vita della comunità». Rocco Italiano, dal canto suo, ha voluto spiegare agli elettori che il Mpa «garantirà la creazione delle opere pubbliche necessarie alla Calabria: Ponte sullo stretto, reti ferroviarie e

prova  

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