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Datti un tono! #

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editoriale

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Affezionati lettori di "Sfumature", rinnoviamo l'appuntamento fisso con la nostra "Freezine" autoprodotta e totalmente gratuita che anche per questo mese fornisce tantissimi spunti d'osservazione riguardanti il più efficace e stimolante mezzo tramite il quale ognuno di noi può esprimersi: l'Arte. Musica, cinema, fotografia, poesia, illustrazione, ormai i contenuti cardine delle nostre pubblicazioni sono più che definiti e hanno suscitato cos’è tanto interesse da indurci a compiere un ulteriore importante passo. Infatti, come potete ben notare, se siete abituali collezionisti di "Sfumature Freezine", abbiamo deciso di trasformare quello che era nato come un semplice passatempo di stralunati sognatori in qualcosa che potesse essere annoverata come rivista del settore ponendosi l'obiettivo di una maggiore visibilità e quindi di un target molto più ampio. Per tale scopo abbiamo voluto puntare soprattutto sulle risorse umane, a nostro avviso le più importanti e proficue, e in particolare nella persona di Ella che da questo numero ha deciso di appoggiare l'iniziativa entrando a far parte in pianta stabile del nostro Staff e mettento a disposizione di tutti le sue brillanti capacità nel campo della grafica. Suo importante compito sarà quello di disegnare le parole, incorniciandole in forme e colori che faranno di "Sfumature Freezine" un oggetto raro e ricercato, artistico sotto ogni suo aspetto. Quindi auguriamo a Ella un buon lavoro e le diamo il benvenuto! E adesso veniamo a noi. Il mese scorso è stato ricco di avvenimenti in casa "Sfumature" ma il più importante e atteso è stato sicuramente la Prima Live che si è tenuta il 26 Gennaio al "Sotto casa di Andrea" di San Lorenzo e che ha rotto gli indugi inaugurando un 2011 in cui prevediamo di accostare al nostro "Main Event" una serie di appuntamenti satellite per far lievitare in modo esponenziale la nostra offerta di spazi d'espressione. Durante la serata abbiamo visto impegnati alcuni tra gli artisti che hanno deciso di sposare il progetto, i quali oltre ad essere stati recensiti nei numeri precedenti della "Freezine" hanno avuto l'opportunità concreta di potersi esibire su un palco di fronte ai loro fans e farsi conoscere da nuovi. In particolare le bands, come previsto e annunciato in precedenza, grazie alla collaborazione con "Skyline Recording Studio", saranno presto ospiti presso i locali della sala d'incisione per realizzare gratuitamente un singolo che insieme a tutti gli altri sarà inserito in una compilation che "Sfumature" rilascerà sotto la propria imminente Netlabel sul finire della stagione. Un doveroso ringraziamento va inoltre a Mattia e Prisca che hanno prodotto tutto il materiale video presto disponibile per la visione, a "NartraRadioRoma" che ha curato e registrato un'intera trasmissione dedicata all'evento intervistando tutti gli artisti e che potete ascoltare direttamente sul loro sito www.nartraradioroma.blogspot.com o sulle nostre pagine web, e a tutti coloro che sono intervenuti e continuano a credere nel nostro lavoro. Tante idee quindi, tanti progetti e tante nuove collaborazioni, la famiglia si allarga giorno dopo giorno e siamo sempre più entusiasti di aver pensato e tirato su questo progetto che si delinea come un qualcosa che ci unisce nel nostro lato migliore. Buona lettura e buona visione ! Lo Staff


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sòMario 04

L’ARTE CONTEMPORANEA ARRIVA DALLA GUERRA. DAL DADAISMO AD OGGI. di Renato Marvasi.

06 ANALOGICO vs DIGITALE di Alessandra Tulli

09 EVENTI FEBBRAIO 2011 10 12 14

“A qualcuno piace caldo”, “The king’s speech” di Francesca Ferraiola

Last FM

I 10 brani più ascoltati del 2010

Roots n’ Culture STUDIO ONE HISTORY

a cura di Strictly Rockers Sound

16 Neurotika 17 ...c’è spazio per

te!

18 Curiosità e non solo

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. . . e la frenesia di ciò che bramo non mi fa chiudere occhio, penso al passato, alle persone che ho incontrato, come prima manifestazione del destino; chissà se sono ancora li, in preda ai loro crampi innovatori ? Spero tanto di si, mi sentirei troppo solo al pensiero che ogni cosa e persona sia diversa da me . . . malato . . . Let

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L’ARTE CONTEMPORANEA ARRIVA DALLA GUERRA DAL DADAISMO AD OGGI Di Renato Marvasi

Le conseguenze della prima guerra mondiale portarono a una sorta di trauma collettivo in tutte le nazioni partecipanti. L'ottimismo del 1900 svanì quasi completamente e gli ex-combattenti, conosciuti come la “Generazione Perduta”, non si ripresero mai completamente da quell'esperienza. La Svizzera restò neutrale per tutta la durata della Grande guerra. Il conflitto ebbe tuttavia un grosso impatto sulla vita politica, sociale ed economica del paese. Zurigo, in quel tempo, accoglie molti intellettuali di diverse nazioni per rifugiarsi dai disagi della guerra. Nella neutrale Svizzera si pongono al riparo, giunti intorno al 1915, Hugo Ball e la sua compagna Hemmy Hennings, di li a poco raggiunti da Huelsenbeck, Marcel Duchamp, Marcel Janco, Hans Arp, Tristan Tzara e molti altri poeti, artisti, letterati e musicisti.

“Cercavamo un’arte elementare che doveva, pensavamo, salvare gli uomini dalla follia furiosa di quel momento. Aspiravamo a un nuovo ordine che potesse ristabilire l’equilibrio tra cielo e l’inferno”. Hans Arp

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La parola Dada fu casualmente scoperta in un vocabolario tedesco-francese mentre si cercava un nome d’arte per madame Le Roy, cabarettista. Dada è una parola francese che significa cavalluccio, (cavallo a dondolo) anche la scelta del nome deriva da una scelta casuale priva di intenzione logica, incarnando perfettamente lo spirito del dadaismo. Il 1° Febbraio 1916, presso il cabaret Voltaire, Ball, Huelsenbeck, Janco, Taeuber, Wigman, Arp, Hans Richter, mettono in scena sketches insensati, recite di improvvisate poesie onomatopeiche, danze anormali, esecuzioni musicali paradossali. L’effetto sul pubblico, ovviamente, è di estrema provocazione per l’assenza e il rifiuto di ogni estetismo. Tristan Tzara, pseudonimo di Sami Rosenstock, sintetizzerà, nel 1918, questo spirito nell’ambito dell’arte con “Manifesto Dada”. Dada contrappone una sorta di rifiuto totale, di atteggiamento di vita, di pensiero, di comportamento, del quale l’espressione artistica non sia che uno dei momenti esemplari. Nato come movimento di negazione, esso si dedica a promuovere modalità simmetricamente contrapposte a quanto la cultura tradizionale ha tramandato come valore.

Secondo i dadaisti, il movimento era contro l’arte: tentava infatti, di combattere l'arte con l'arte. Per ogni cosa che l'arte sosteneva, Dada rappresentava l'opposto. Attraverso questo “rifiuto” della cultura e dell'estetica tradizionali i dadaisti speravano di distruggere loro stessi. Al contrario, ironicamente, Dada è diventato un movimento che ha influenzato l'arte moderna, quindi, le espressioni artistiche che esprimono una forma di rifiuto per il passato e di apertura alla sperimentazione di nuove forme visive e dei nuovi materiali usati. Oggi come allora vi è un’influenza dadaista: un disagio, (sociale, politico, culturale) il non accettare qualcosa, dire il contrario di quello che è stato appena fatto e nello stesso tempo creare qualcosa. Questo articolo non esiste.

[...] “Sono contro l’azione, per la contraddizione continua e anche per l’affermazione; non sono né favorevole né contrario e non do spiegazioni perché detesto il buon senso. DADA non significa nulla.” Tristan Tzara


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ANALOGICO vs DIGITALE

n ambito artistico, la prima cosa fondamentale è l'idea e la realizzazione di una fotografia, non tralasciando mai l'immagine ed il suo significato. Ad oggi, con l'arrivo del digitale, spendere tutti i propri risparmi in costose reflex è importante ma non indispensabile, come al contrario accadeva con la fotografia analogica. Spesso mi sono trovata di fronte a veri appassionati di fotografia che, pur utilizzando una semplice compatta, naturalmente per questioni economiche, riescono a tirar fuori delle fotografie di un impatto molto più forte di altri che utilizzano delle super reflex. In fondo la grande ossessione del fotografo, a mio avviso, non è tanto la perfezione tecnica quanto riuscire ad interpretare la realtà attraverso il suo modo di osservare le cose. Mi capita spesso, di fare slide di fotografie su commissione, scattate con un attrezzatura di grande valore, corpi macchina tra i primi in classifica con ottiche da veri professionisti. Apro l'immagine in Photoshop e vedo orizzonti completamente storti, assenza di messa a fuoco e chi più ne ha più ne metta. A parte la rabbia che mi suscitano questo tipo di situazioni, alla fine è sempre valida la consapevolezza che non è la macchina ma è l'occhio a fare belle fotografie, perchè possedere l'attrezzatura più costosa del momento, non fa del possessore un vero fotografo.

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Tra tutti gli appassionati di fotografia, nell'ambito di un dibattito teorico-critico, che ormai va avanti da diversi anni, gli interrogativi più comuni sono sempre gli stessi: Analogico o digitale? Pellicola o sensore? Camera oscura o camera chiara?. Per questo vorrei soffermarmi sulla questione, cercando di comprendere le reali differenze dei due mezzi,


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analizzando pro e contro, anche per cercare di dare una risposta ad una domanda che, io personalmente, mi pongo più volte; La fotografia analogica e quella digitale, sono realmente, come in molti sostengono, due linguaggi distinti? Ragionando sulle varie attrezzature necessarie alla ripresa e al trattamento delle immagini, le differenze tra i due mezzi appaiono più che evidenti. Nella patria dell'analogico, per chi lavora in proprio, esistono elementi imprescindibili che comportano un notevole investimento economico e prevedono un procedimento molto lento per la realizzazione di un'immagine. La scelta dell'esposizione assume un importanza notevole, così come il tipo di pellicola che andremo ad utilizzare. Si necessita la ricerca di un ambiente adatto, dove creare una camera oscura, che ha bisogno di numerosi accessori e prodotti chimici. In fase di stampa, è elevato il numero di scarti, ed è limitato il ritocco fotografico che non è mai perfetto. Sicuramente il vantaggio si trova nel negativo, che senza ombra di dubbio, è il primo testimone della paternità della ripresa. Dallo stesso

negativo poi si possono ottenere stampe su carta all'argento, la cui qualità è notevolmente superiore alle stampe di oggi. Pochi saranno coloro che, tra diversi anni, potranno dire con orgoglio di essere artigiani della fotografia verista. Nel mondo del digitale invece, uno dei più grandi vantaggi è la previsualizzazione del soggetto, tramite la modalità del live view, presente sia nelle compatte che nelle reflex, permettendo al fotografo di analizzare la scena e riscattarla all'infinito fino a quando non si è soddisfatti. L'esposizione dunque, non ricopre più un ruolo di primaria importanza, in quanto possiamo modificarla e correggerla continuamente. Per la ripresa non ci sono costi da sostenere, grazie alle schede di memoria riutilizzabili all'infinito, di conseguenza la realizzazione di un progetto fotografico è molto più veloce. Lo svantaggio, stà nella necessaria conoscenza di hardware e relativi software, che permettono ampie ed efficienti elaborazioni fotografiche, e nella paternità delle fotografie che, con il digitale è difficilmente dimostrabile, rischiando di trovarsi plagiati i propri lavori. Infine importante è

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l'archiviazione dei file, che risulta impegnativa e soggetta a guasti con conseguente perdita dei dati.

“ In se stesso, un apparecchio fotografico non è più creativo di un pezzo di creta. Ma, come un pezzo di creta, in mani ispirate può diventare un mezzo di espressione artistica. Non sono le fotocamere a vincere premi: soltanto i fotografi vincono premi.” Andreas Feninger.

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di Alessandra Tulli


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!Calhau! - Dal Verme

EVENTI FEBBRAIO 2011

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Asking Alexandria - Init Club Laura Veirs - Circolo degli Artisti Dave Clarke - Brancaleone

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Gay Beast - Sinister Noise

Pan-Pot - Goa Bassi Maestro & Dj Shocca - Felt Club

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Ladytron (Dj Set) - Brancaleone Cut - Circolo degli Artisti Emergenza festival - Blackout Rock Club

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W La Muerte: Rassegna Permanente Sul Cinema Dei Morti Viventi - Dal Verme

Tiromancino - Teatro Ambra Jovinelli

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Darkest Hour - Init Club Ten Dogs - Le Mura

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Morgan Heritage - Brancaleone Tying Tiffany + Spiral69 - Circolo degli Artisti Covenant - Radio Rock Explosive Dancehall Night - Tabarin Live Club

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Quintorigo - Circolo degli Artisti Berlin Calling - Locanda Atlantide

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Goran Bregovic - Auditorium Conciliazione Paul Van Dyk - NRG Le Mani - Circolo degli Artisti Rosso Malpelo - Brancaleone Scuola Furano - Lanificio 159 Amycanbe - Closer

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Terror Bird - Dal Verme Giulia Villari - Beba Do Samba Dj Red - Goa Steve Wynn - Big Mama

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Junip - Circolo degli Artisti

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Marco Carola - Goa

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TĂŞtes de Bois - Beba Do Samba

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UK Subs - Circolo degli Artisti

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Trentemøller - Brancaleone Giovanni Allevi - PalaLottomatica The Queers - Forte Prenestino

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Easy Stars All Stars - Circolo degli Artisti

Wire - Circolo degli Artisti Mick Jagger: The Photobook - Auditorium Parco della Musica

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Dj Koze - Goa

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Larsen - Dal Verme Joy Formidable - Circolo degli Artisti

Fran Healy - Circolo Degli Artisti

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Azure Ray - Circolo degli Artisti Simian Mobile Disco - Room 26

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RUBRICA DI CINEMA Cari lettori di sfumature rieccoci di nuovo, come ogni mese, con il meglio del cinema di ieri ed oggi con le nostre due rubriche. Questo mese soprattutto, entrambi i film hanno un sapore un po’ retrò, di quel buon cinema di una volta che spero vivamente possa non morire mai… E allora.. ENJOY THE MOVIES!

Ageless movies

Questo per me e' un omaggio all'ultimo grande, e a mio avviso bellissimo, attore di quel trio che ha reso indimenticabile uno dei capolavori in assoluto della commedia americana come "A QUALCUNO PIACE CALDO" : Tony Curtis, scomparso pochi mesi fa. Pensandoci dei miti come Tony Curtis, Jack Lemmon e lei Marilyn, non potevano che creare un capolavoro...Ah sì, dimenticavo, la regia e di Billy Wilder. E scusate se è poco. Testimoni del massacro di San Valentino a Chicago, per opera di Al Capone, due musicisti scappano travestiti da donna e si

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aggregano a un'orchestra femminile di jazz diretta a Miami. Questa situazione, sale, é il motore scatenante di una serie di gag esilaranti. Ad oggi pochi sono i film che stiano alla pari di “A qualcuno piace caldo” in termini di originalità, brillantezza ed eleganza della comicità nell’intera storia del cinema americano. La dolcezza, la bravura e la bellezza di Marilyn Monroe risplende qui come in nessun altro suo film costituendo uno dei punti forti della pellicola. Come si può essere più sexy? Tuttavia i veri showman sono senza dubbio loro: l’impareggiabile Jack Lemmon, nei panni di Jerry, ma soprattutto in quelli di Daphne e lui Tony Curtis in quelli di Joe/Josephine. E' vero: la figura dell’uomo che si traveste da donna nella storia del cinema, ha sempre molta fortuna (vedi “Tootsie” con Dustin Hoffman e “Miss Doubtfire” con Robin Williams), ma difficilmente si è riusciti ad eguagliare le loro performance. Se mi mettessi a citare le scene più memorabili probabilmente vi racconterei quasi l' intero film. Ma come non citare il tango tra Lemmon e Joe E. Brown, la sensualità sprigionata tra Curtis e la Monroe sullo yatch, Marylin che canta "I wanna be loved by you", e la scena finale, con il dialogo forse più riuscito nella storia del cinema,con l' indimenticabile "Nessuno è perfetto". Beh... Questo film lo è.


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Book it Now

Ma quanto ci piace Colin Firth??? Elegante, grande attore drammatico ma allo stesso tempo fantastico come attore comico. Ho avuto il grande piacere di conoscerlo a Londra e oltre ad essere altissimo parla molto bene l' Italiano e adora roma! Meglio di cosi... :D In questo film poi ha superato se stesso: interpreta Bertie Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, afflitto sin dall'infanzia da una grave forma di balbuzie. Diventa inaspettatamente re, dopo che il fratello Edoardo VIII abdica per poter sposare la sua amante. Con il paese sull’orlo della seconda guerra mondiale e quindi bisognoso di un leader carismatico, sua moglie, Elisabetta ( Helena Bonham Carter) , la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con l’eccentrico logopedista Lionel Logue (Goffrey Rush) nella speranza di farlo guarire da quella malattia che lo rende quasi ridicolo per un ruolo così importante.

Dopo un inizio non proprio felice, il Re accetta di sottoporsi ad un tipo di trattamento diciamo non convenzionale. Con l’aiuto di Logue e della sua famiglia però riuscirà a superare la sua balbuzie e farà un memorabile discorso alla radio che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista. Questo è un film incredibilmente intelligente e toccante. Il discorso del Re, fa ridere, commuove e coinvolge lo spettatore con una maestria incredibile per un giovane regista come Tom Hooper, facilitato sicuramente da un cast di veri professionisti del cinema. Un film di rara bellezza e sentimento, che passa con bravura dal dramma alla commedia senza mai dimenticare che si parla di fatti reali. Un film storico senza essere pesante come accade alle volte per i film di questo genere. Veramente non ci sono altre parole: un gran bel film. Assolutamente da vedere. Candidato a 12 Premi Oscar, ha vinto il premio del pubblico al Toronto International Film Festival, 5 British Independent Film Awards 2010 e dopo aver ottenuto 7 candidature ai Golden Globe 2011 ne ha meritata una a Colin Firth, come miglior attore protagonista riconfermandosi come uno degli attori migliori in circolazione (dopo un altro bel film 'A single man' di Tom Ford). Beh che altro dire...La corsa agli Oscar 2011 è ufficialmente iniziata e possiamo dunque dare libero sfogo ai pronostici. Vi avverto subito che la sottoscritta come avrete capito tiferà per Colin..;) di Francesca Ferraiola

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Last FM IN CLASSIFICA

I 10 brani pi첫 ascoltati del 2010

#10 THE NATIONAL

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#9 KATY PERRY

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#8 RIHANNA

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#7 30 SECONDS TO MARS

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#6 EMINEM

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#5 VAMPIRE WEEKEND

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#4 GORILLAZ

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#3 ARCADE FIRE

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#2 MUMFORD & SONS

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#1 KE$HA

scrobbling 15.915.151 Ke$ha, nome d’arte di Kesha Rose Sebert (Los Angeles, 1 marzo 1987), è una cantautrice statunitense del genere electropop/trash pop. Nel 2009 si è fatta conoscere con il singolo Right Round, cantato insieme al rapper Flo Rida. Il 5 gennaio 2010 pubblica il suo primo album: Animal. Il primo singolo estratto è TiK ToK, mentre il secondo é Blah Blah Blah (feat. 3OH!3).

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the end

STUDIO ONE HISTORY

Soul Bros divennero il secondo gruppo ufficiale della Studio One e suonarono dal 1965 al 1969 e con l'avvento del Reggae nel 1970 decidono di cambiare nome e parte della formazione per diventare i " Soul Defenders ", anche se spesso e volentieri usavano pseudonimi come " The Brentford Road Disco Set " oppure " Even Underground Vegetables " etc. La prima session dei Soul Defender è stata con Freddy Mc Key per la registrazione della canzone " Picture on the Wall " e con Horace Andy per la realizzazione del singolo " Skylarking " e nonostante i diversi pseudonomi che hanno avuto nel corso delle diverse sedute di registrazione avvenute per quasi tutto il decennio dei 70' la qualità del gruppo è sempre stata indiscutibile. Il terzo gruppo ufficiale dello Studio One era capeggiato dal pianista Jackie Mitoo e si chiamava " Sound Dimension " (successivamente diventati gli Abyssinians) e suonava principalmente Reggae; Mitoo,che successivamente si trasferì in Canada tornando però periodicamente in Giamaica, arrangiava i brani, scriveva le partiture per il basso e suggeriva molto spesso l'impostazione della voce per i cantanti. I Sound Dimension erano: Boris Gardiner Denzil Laing - Joe Isaacs - Leroy Sibbles - Phil Callender - Richard Ace - Rick Frater - Robbie Lyn. L'inizio degli anni 70' vede la Giamaica e Kingston in particolar modo, centro di numerosi scontri sociali derivati da una scorretta gestione politica. La violenza imperversava in ogni angolo della città e durante i sound system il più delle volte si verificavano conflitti a fuoco o violente coltellate tra giovani, motivo per il quale Coxone Dodd decide di chiudere definitivamente con il Downbeat Sound System. Con l'avvento della nuova tecnologia lo Studio One si adegua con una macchina del suono unica nel suo genere, chiamata "The Echoplex Sound Dimension" che produceva effetti Echo e Delay su ogni voce che si registrava in essa. Il gruppo di casa in quell'occasione erano i "Soul Defenders".


freezine Con Dodd andarono in tournee nel Regno Unito e proprio in quell'occasione Coxone conobbe un tecnico del suono che da quel momento divenne parte fondamentale della Studio One: Sylvan Morris. Subito al lavoro, Morris con la collaborazione del chitarrista Eric Frater, registra dei pezzi elaborando principalmente il suono della chitarra e successivamente quello degli altri strumenti, creando così i presupposti per la nascita di un nuovo stile musicale che successivamente sarà copiato da molti altri produttori: il Dub! L'arresto dell'attività del Downbeat Sound System, permise a Dodd di dedicarsi pienamente a questo nuovo genere ed infatti cominciò a produrre numerosissimi 45 giri contenenti nel lato B la Dub Plate Version, cioè la versione Dub Strumentale, ricca di effetti speciali. Il primo a copiarne i risultati fu il suo più grande avversario, Arthur "Duke" Reid che recuperando delle vecchie basi strumentali ed elaborandole successivamente, le fece interpretare da un giovane e promettente Dj: "Daddy" U-Roy. Il Business era ormai alle stelle ed aveva permesso ai grandi Toaster del passato come Count Machuki e King Stitt di tornare ad essere i Dj - Toaster in vetta alle classifiche di gradimento. Moltissimi produttori cominciarono ad appoggiarsi allo Studio One per la produzione delle loro stampe, tra questi c'erano Lee Perry, Joe Gibbs, Hokim Brother, Bunny Lee, e contemporaneamente succedeva la stessa cosa con i suoi rivali Duke Reid e Prince Buster. I produttori giamaicani cominciarono ad arricchirsi sempre di più, a volte trascurando i musicisti ed i cantanti che non sempre venivano pagati (Coxone era uno che pagava raramente al contrario del suo rivale Reid), e all'esterno degli studi di registrazione c'erano sempre centinaia di persone che volevano un'audizione alla ricerca di fama e successo. Allo Studio One le audizioni si tenevano di Domenica nel retro dello studio e data la mole di persone che aspettavano impazientemente all'esterno, Dodd era costretto a fare molto in fretta, costringendo il gruppo dello

studio, i "Soul Defenders" a dei veri tour de force. Durante uno di questi numerosi provini si presentò un giovane artista di nome Sugar Minnott che aveva appena scritto una canzone, ma purtroppo non aveva un gruppo ed una melodia da poter sfruttare, così Dodd ebbe una grandiosa Idea: perchè non utilizzare una vecchia versione strumentale dello studio one e farci cantare sopra? Il risultato fu ottimo, e con questa tecnica conquistò di nuovo il mercato discografico giamaicano. Al tempo Dodd era l'unico che aveva la strumentazione per poter registrare sopra a delle basi musicali e per questo tutti i suoi avversari che volevano copiare questa formula vincente si trovarono difronte alla realtà di dover far risuonare fedelmente ai loro gruppi le vecchie ritmiche per potersi avvicinarei al risultato di Dodd. Nacque così la Dancehall, un genere musicale "revival" a livello strumentale ma innovativo nei testi e nelle melodie. Lo Studio One rimase il numero uno nell'impresa ed i migliori successi del passato venivano così rivisitati, dopo Sugar Minnott, da artisti come Michigan & Smiley, Freddy Mc Gregor etc... Verso la fine degli anni 70' Coxone Dodd prese una grande decisione per il suo business e spostò la sua base d'affari a New York lasciando la Giamaica senza più la colonna portante del commercio discografico Nazionale. Seguirono anni difficili con una situazione politica e sociale sempre più intollerabile, motivo per cui Dodd preferirì rimanere nella grande mela per continuare a vendere i dischi esportati dalla Giamaica. A Kingston rimase la madre di Dodd che si occupò di mantenere accesa quella piccola fiamma rimasta del mercato discografico locale. Verso la metà degli anni 90 Sir Coxone Dodd ritorna in Giamaica con la conseguente riapertura dello Studio One situato al 13 di Brentford Road continuando con la produzione di nuovi artisti e ristampando gli album che hanno reso celebre non solo lo Studio One e Coxone Dodd ma anche molti dei più grandi artisti giamaicani di tutti i tempi. a cura di Strictly Rockers Sound

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Neurotika nascono nel 2006 come progetto grunge rock ma presto le sonoritĂ si evolvono verso un piĂš raffinato indie rock. Nel 2010 realizzano il loro primo album prodotto, registrato e mixato da Danilo Silvestri e Daniele Scaramella (Ufo Hi-Fi e Hit Bit Records) al Green Mountain Audio di Roma, masterizzato da Carl Saff a Chicago. Altri musicisti: Stefano Barzaghi "Le Labbra di Greta": rhodes, synth, surdu, elettronica; Paola Fecarotta: tromba; Matteo Bagnarelli: trombone in "Nel Buio". Progetto fotografico di Valentina Vannicola; post produzione foto: Giampiero Formisano; progetto grafico: Silvia De Iacobis.

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www.myspace.com/neurotikamusia


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Datti un tono...

...c’è spazio per te! Per ulteriori informazioni: Invia le tue produzioni artistiche a: crew@sfumature.net Per inviare articoli e recensioni: staff@sfumature.net Per comunicati stampa: press@sfumature.net Per collaborare con noi: collaborazioni@sfumature.net Per partnership e sponsorship: partners@sfumature.net

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Spara alla padrona di casa e poi rivolge il fucile contro di sè. Termina così, a 38 anni, la vita di Joe Meek, uno dei produttori più originale e creativi della storia del rock inglese, autore di successi formidabili come "Johnny Remember Me" di John Leyton (1961), "Teslar" dei Tornados (1962) e "Have I The Right?" degli Honeycombs (1964), oltre all'autografo "I Herar a New Sound", pubblicato come EP nel 1960 e poi in versione definitiva come album nel 1991. La sera dell'omicidio-suicidio Meek si era strafatto di anfetamina, dexedrina e barbiurici; soffriva da tempo di manie di persecuzione: era convinto che qualcuno lo ascoltasse attraverso i muri di casa per rubargli le idee musicali.

El Coco Rico PUB via dei Latini,74 S. LORENZO (RM)

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Guinnes pub via dei Volsci 133,135 SAN LORENZO (RM)

Blow Up 153

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SAN LORENZO (RM)

PA RT N E R S

La rosa selvaggia del rock Se ne parlava da anni, ora il progetto entra nel vivo. Il film sulla vita di "The Rose" Janis Joplin, la rosa selvaggia del rock e del blues anni Sessanta, la sacerdotessa dell'amore libero e psichedelico dell'estate dell'amore, si fa. A dirigerlo è stato chiamato il braisliano Fernando Meirelles, già autore di City Of God e di The Constant Gardener. Sarà la seconda pellicola sulla breve vita della cantante, dopo The Rose, diretto nel 1979 da Mark Rydell, con Bette Midler. Redazione Tiscali

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I S E D N E V re fumatu s i d et catino il mer info@sfumature.n no (verrà mandato

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GRAFICA E IMPAGINAZIONE a cura di Ella G.

Sfumature Freezine #2  

"Sfumature" assume anche la forma di una Free Fanzine mensile autoprodotta, anteprima e riassunto scottante delle migliori idee della nostra...

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