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Daniele Ugolini – Terapista della Riabilitazione

Effetti collaterali.

Effetti collaterali. Abstract: Il titolo può apparire preoccupante, in realtà gli effetti collaterali in oggetto sono un prodotto interessante e positivo, ma non atteso, del trattamento di Correzione posturale neuro-indotta. Per due anni abbiamo adottato un protocollo di preparazione al trattamento posturale, basato sull’uso dell’Auricoloterapia e abbiamo monitorato i risultati su Pedana Stabilometrica. I risultati sono stati quanto mai incoraggianti: in particolare abbiamo osservato, proprio come effetto non atteso, un miglioramento importante del recettore oculare, che è sembrato essere, fra i recettori del Sistema Posturale, quello che più risente di un guadagno funzionale immediato. In sintesi: subito dopo la seduta di Auricoloterapia i soggetti mostravano, tra gli altri parametri migliorati, una riduzione media del 20% dell’area e del 40% della variazione di velocità dello statochinesigramma nelle prove ad occhi aperti. Introduzione: La postura è il nostro modo di relazionarci con il modo: è il frutto di una somma di adattamenti, sia interni che esterni, per vivere nelle condizioni di massima stabilità, massima economia e massimo confort. Questi adattamenti sono fissati nelle memorie, dal livello più elementare (le memorie cellulari) alle combinazioni più evolute (le strategie complesse). Un lavoro preparatorio di pulizia delle memorie facilita la correzione posturale, con qualsiasi metodica si voglia in seguito intervenire. Premessa: L’Auricoloterapia è l’uso del padiglione auricolare a scopo terapeutico: attraverso vie dirette e riflesse permette di dialogare con le strutture di controllo superiori (il computer) e la sua validità è universalmente riconosciuta (OMS, 1990, Lione). In Francia è adoperata per la cura di svariate patologie. Da tempo se ne indagano anche le applicazioni nel trattamento degli squilibri posturali: la metodica tradizionale vede implicati dei punti del padiglione che risultano essere reflessogeni per il Sistema Posturale; su questi viene applicata un’informazione elettrica o elettromagnetica dell’ordine di pochi mA, che è in grado di produrre effetti sull’equilibrio posturale visibili sia all’esame clinico che stabilometrico. Il lavoro: La propriocezione e l’esterocezione ci collocano nello spazio-tempo circostante; le strutture nervose modulano, a partire da queste informazioni, gli adattamenti posturali in tempo reale. Filtri agiscono a vari livelli per ottimizzare le risposte alla finalità preposta, in ogni attimo della vita quotidiana: anticipazione, feedback, ricalibrazione, sinergie, strategie e memorie dell’adattamento posturale. Sono proprio le memorie che costituiscono la ‘taratura’ del sistema, vale a dire la miglior risposta possibile di un sistema modificato recettorialmente, per rispondere negli anni alle compromesse esigenze di stabilità, economia e confort. Ogni intervento posturale si trova quindi ad affrontare la necessità di ridare a quel sistema adattato una nuova, corretta informazione recettoriale su cui far ricalibrare nel tempo la risposta posturale.

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Effetti collaterali.

Tuttavia, qualsiasi intervento permetta di azzerare rapidamente la ‘taratura’, può produrre risultati più immediati, con minor impegno da parte del soggetto in esame. Il dubbio che ci ponevamo era appunto il seguente: esistono in Auricoloterapia altri punti, oltre a quelli normalmente conosciuti, in grado di modificare in maniera ancora più efficace il tono posturale, ma soprattutto di scardinare le memorie posturali storiche dell’individuo? A tal fine, abbiamo preso in esame quali fossero, a livello neurofisiologico, le strutture che sovrintendono al controllo posturale, ma soprattutto quali fossero quelle predisposte alle memorie adattative, ovverosia le integrazioni messe in atto dal soggetto per ridurre il disagio dello squilibrio posturale. Ne abbiamo selezionate alcune e abbiamo trattato i punti relativi sul padiglione auricolare del soggetto. Lavorando con questi elementi abbiamo messo a punto due modelli: vediamone i dettagli. I soggetti sono stati scelti in modalità random: erano i casi che capitavano in studio, ne sono stati esaminati 50, con età variabile da 22 a 79 anni (media 49). Uno di questi casi è stato successivamente eliminato per un errore effettuato nella prova di rilevazione dei dati.

Figura 1 – distribuzione per età

Tutti i parametri stabilometrici sono stati confrontati. In questa sede, per praticità, prenderemo in esame: X medio, Y medio, distanza media, area e lunghezza dello statochinesigramma, LFS (lunghezza in funzione della superficie), velocità media, variazione della velocità e riflessi vestibolo-spinali (nelle frequenze tra 0,0 e 0,5 Hz nella derivata di Fourier). Il primo modello è stato presto abbandonato perché non pienamente soddisfacente (11 elementi); il secondo modello applicato (38 elementi) ha meglio risposto alle nostre aspettative. Il campione aveva uguali valori di range (22-79) e media d’età (49). La metodica: I soggetti sono stati sottoposti ad esame posturale completo e subito dopo hanno eseguito le prove sulla pedana stabilometrica. Sono stati quindi trattati soltanto con l’Auricoloterapia e successivamente hanno effettuato di nuovo le prove su pedana. Ogni altro intervento posturale è stato posticipato.

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Lo strumento di rilevazione delle modifiche posturali è stato la pedana stabilometrica di Ouaknine, i Cyber Sabots, nelle condizioni di dinamica anteroposteriore (DAP) e latero-laterale (DLL), nelle modalità sia a occhi aperti (OA), sia a occhi chiusi (OC), prima dell’intervento e subito dopo l’intervento di Auricoloterapia. I risultati: I miglioramenti ottenuti (in %) sono stati i seguenti (figura2): 70 57,89

60

59,21

57,89

50

61,84

61,84

60,53 55,26

53,95

42,76

40 30 20 10 0 X medio

Y medio Dist.media

Area

Lungh.

LFS

Vel.media Var.vel.

W(0..0,5 Hz)

Figura 2 - percentuale di parametri migliorati

La media dei parametri migliorati è stata del 54,66%.

Il grafico seguente riporta le percentuali minime e massime dei miglioramenti su 26 parametri osservati per ogni prova: 90,00%

80,77%

84,62%

84,62%

84,62%

80,00% 70,00% 60,00% 50,00%

Min

40,00% 30,00%

Max 23,08% 15,38%

20,00%

19,23%

15,38%

10,00% 0,00% DAPOA

DAPOC

DLLOA

DLLOC

Figura 3 – percentuale minima e massima di parametri migliorati

E riassumendo:  Miglioramenti globali (su 104 parametri osservati, vale a dire la media delle 4 prove): da 21,15% a 74,04%

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Scendendo nei particolari abbiamo osservato:  Miglioramenti intorno al 20% dei parametri nel 5,26% dei casi  Miglioramenti intorno al 30% dei parametri nel 7,89% dei casi  Miglioramenti intorno al 40% dei parametri nel 15,79% dei casi  Miglioramenti intorno al 50% dei parametri nel 31,58% dei casi  Miglioramenti intorno al 60% dei parametri nel 28,95% dei casi  Miglioramenti intorno al 70% dei parametri nel 10,53% dei casi

Figura 4 – percentuale dei soggetti che hanno avuto miglioramenti nei parametri

E riassumendo nuovamente:  Il 71,06% dei soggetti ha prodotto un miglioramento di oltre il 50% dei parametri sotto osservazione. Nella figura 5 vediamo i miglioramenti medi dei parametri principali espressi in percentuale rispetto al valore rilevato prima dell’intervento: gli incrementi maggiori sono stati nelle prove a occhi aperti e questo dimostra una migliorata propriocezione oculare.

Figura 5 - miglioramenti medi in percentuale per singola batteria di prove

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A tutta conferma, vediamo un peggioramento medio dei valori del Quoziente di Romberg del 12,22% nella dinamica antero-posteriore (DAP) e del 34,08% nella dinamica latero-laterale (DLL), come da figura 6:

Figura 6 - variazioni del Quoziente di Romberg in percentuale

Nella figura 7 riportiamo il riassunto dei miglioramenti medi in percentuale rispetto al valore rilevato prima dell’intervento: le variazioni in area, lunghezza, velocità media e variazione della velocità ci danno la misura del minor lavoro fatto dai soggetti (dopo l’intervento) per mantenere il nuovo equilibrio. Il tutto si può leggere come un’aumentata economia del sistema.

Figura 7 - media dei miglioramenti in percentuale

Anche clinicamente potevamo osservare la normalizzazione della maggior parte dei parametri (sparivano le bascule e le rotazioni dei cingoli, i test chinesiologici miglioravano, i piedi si stabilizzavano e migliorava anche la convergenza oculare). Specifichiamo che la metodica in esame NON È il trattamento, bensì la preparazione al trattamento di correzione posturale: è la base di partenza per impostare subito dopo il normale protocollo posturale.

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A tale proposito facciamo presente che a Lione nel 2005 è stato pubblicato un lavoro, anch’esso svolto su pedana stabilometrica, di valutazione di una diffusa metodica di correzione posturale, nel quale si afferma che un soggetto adattato al proprio squilibrio vedrà in prima seduta peggiorare i parametri stabilometrici, segno che, per mantenere il nuovo assetto posturale, è costretto ad un lavoro meno economico. In ogni caso la percentuale di soggetti migliorata in prima seduta è stata del 40% e gli autori si definivano estremamente soddisfatti dei risultati che confermano la validità del loro intervento. Ci perderemo un attimo nel considerare un’obbiezione che ci è stata sollevata da alcuni ricercatori dell’Università di Pisa (ai quali siamo grati per il contributo): le pedane stabilometriche (qualsiasi tipo di pedana) non sono collaudate e non danno valori ripetibili, anche se attualmente non esiste altro strumento per la rilevazione di questi dati; ma soprattutto il sistema (il soggetto in esame) ha bisogno mediamente di 30’ per adattarsi alla posizione sulla pedana (sarebbe meglio adattare la pedana alla posizione spontanea del soggetto) e di un tempo simile per adattarsi a qualsiasi tipo di intervento. Soltanto risultati ottenuti rispettando queste modalità potrebbero essere abbastanza attendibili. Ne prendiamo atto, ma di conseguenza ci domandiamo: quanti studi fatti su pedane stabilometriche soddisfano questi requisiti? Quanti lavori, allora, sarebbero invalidati se esaminassimo le procedure eseguite? Se questo non salva il nostro lavoro, rimane la conferma dell’altra considerazione: abbiamo sollevato un quesito interessante, l’abbiamo osservato con strumenti non perfetti, abbiamo ottenuto comunque dei risultati eccellenti.              

Bibliografia: Baron J. – Relazioni tra i muscoli motori oculari, le pinne e l’equilibrio dei pesci – Estratti dei resoconti delle sedute dell’Accademia delle Scienze – Tomi 1087-1089, 1950 Bricot B. – La riprogrammazione posturale globale - Statipro Bricot B. – Interesse dell’uso delle zeppe dinamometriche in condizioni instabili per misurare i risultati tecnici di riprogrammazione posturale – Dixiéme Congrés SIRER/ACRAMSR – Lyon 2005 Busquet L. – Le catene muscolari vol. I-IV - Marrapese Dell’Osso L.F., Daroff R.B. – Eye movement Characteristics and Recording Techniques. In W. Tasman, A.E. Jaeger (eds), Duane’s Clinical Ophtalmology (rev ed). Philadelphia: Lippincot-Raven, 1997. Gagey P.M., Weber B. – Posturologia. Regolazione e perturbazioni della stazione eretta – 2ª edizione – Marrapese Editore – Roma, 2000 Leclerc B. – Auriculotherapie – Traité d’Acupuncture Auriculaire – La Saga de l’Oreille – 2004 Marrucchi C. – Coordimetria di versione, complemento del bilancio posturale – Agressologie -28,9, 949-92, 1987 Moro F. – Podologia non lineare - Introduzione – Marrapese Editore – Roma, 2006 Roll J.P., Roll R. – Kinesthetic and motor effects of extraocular muscle vibration in man – in: Eye movements – O’Regan J.K. & Levy-Schoen A. – Amsterdam, 1987 Roll J.P., Roll R. – Corso di Neurofisiologia della Regolazione Posturale – Atti – Padova, 20 settembre 2008 Roncagli V. – Sports Vision – Le scienze visive al servizio dello sport – 2000 Scoppa F. – Lineamenti di Auricoloterapia – dal trattamento del dolore alla riprogrammazione posturale – Ed. Martina (Bo) 2006 Ugolini D. – Importanza dell’entrata oculare nello sport – Tesi sperimentale A.A. 2003-2004 – Master Interdisciplinare di I° livello in Posturologia – Università “La Sapienza” – Roma

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