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NUMERO 5| SETTEMBRE 2013

“UNA VITA SENZA RICERCA NON E’ DEGNA PER L’UOMO DI ESSERE VISSUTA”

Platone

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Numero 5 | Settembre 2013

SISM Il SISM - Segretariato Italiano Studenti in Medicina è un’associazione noprofit creata da e per gli studenti di medicina. Si occupa di tutte le grosse tematiche sociali di interesse medico, dei processi di formazione di base dello studente in medicina, degli ordinamenti che regolano questi processi, dell’aggiornamento continuo dello studente e riesce a realizzare tutto ciò attraverso il lavoro di figure preposte a coordinare i diversi settori sopraddetti sia a livello locale che nazionale. Il SISM è presente in 37 Facoltà di Medicina e Chirurgia sparse su tutto il territorio. Aderisce come membro effettivo all’IFMSA (International Federation of Medical Students’ Associations), forum di studenti di medicina provenienti da tutto il mondo riconosciuto come Associazione Non Governativa presso le Nazioni Unite.

LA REDAZIONE Publishing Group Coordinator Stefano Guicciardi - Sede Locale di Modena Responsabile Redazione Irene Mameli - Sede Locale di Cagliari Redazione Marta Caminiti - Sede Locale di Roma Sant’Andrea Federico D’Attilio - Sede Locale di Parma Francesca Farina - Sede Locale di Catania Francesco Fasano - Sede Locale di Padova Matteo Marsico - Sede Locale di Perugia Paolo Miccichè - Sede Locale di Palermo

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info: publishing@sism.org www.sism.org


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INDICE EDITORIALE di Stefano Guicciardi IL SALUTO DELLA REDAZIONE di Irene Mameli IL GATTO E LA VOLPE di Federico D’Attilio PALERMO VS CATANIA di Francesca Farina QUEL GIORNO CHE SEPPI DEL CERVELLO UMANO CREATO IN LABORATORIO di Marta Caminiti IN RUSSIA TORNA DI MODA LA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI (MA IL MONDO NON CI STA) di Paolo Miccichè UNA BOCCATA D’ARIA ROSSA (CHE PESSIMO COLORE HA SCELTO DIO PER LA DIOSSINA) di Francesco Fasano e Matteo Marsico IFMSA 2.0 di Simona Gentile IFMSA BLUES di Giacomo Cinelli SPECIALIZZARSI IN REGNO UNITO, ISTRUZIONI PER L’USO di Marco Bonsano

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EDITORIALE Stefano Guicciardi Carissimi SISMici da tutta Italia,

ma persona quanto è successo.

avete passato delle belle vacanze? O, meglio, avete almeno fatto delle vacanze?

Ma oltre al panorama internazionale e Associativo, Zona SISMica mantiente fede alla sua promessa di raccontarvi anche il mondo di casa nostra.

Gli esami sono inclementi e da studenti di medicina non ci fermiamo un attimo, ma per fortuna c’è Zona SISMica pronta a darvi qualche attimo di sollievo con tantissimi articoli sulla nostra Associazione e non solo. Per cui, dopo una (breve) parentesi estiva, la redazione ritorna alla carica!

E lo fa con articoli di grande impatto su temi per niente semplici da affrontare, come la complessa questione della salute pubblica nella Taranto dell’ILVA. Siete incuriositi? Buona lettura!

Tra gli eventi da poco coclusi, di grande importanza è stata la General Assembly in Chile, a cui a potuto partecipare una numerosa delegazione SISMica. L’IFMSA sta attraversando un importante processo di riforma e numerose sono state le novità. La nostra Amministratrice Nazionale Simona Gentile e il nostro NEO Assistant Giacomo Cinelli ci racconteranno in pri-

IL SALUTO DELLA REDAZIONE Irene Mameli In questo fantastico numero cosa troverete? Beh questo fantastico blog on line questo mese ospiterà nelle sue pagine cibernetiche un’analisi graffiante sull’etica medica, informazioni scientifica e sulle nuovissime scoperte in campo neurologico.

al match finale della campagna scambi nelle Sedi che la sviluppano al loro massimo potenziale. Allacciate le cinture!

Il nostro obiettivo si sposterà infine sugli avvenimento politico sociali che accadono in Russia per poi spostarsi negli UK e valutare come funziona li il “diventare medico” tornando infine sulla nostra bellissima Trinacria e assistendo

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IL GATTO E LA VOLPE Federico D’Attilio base e il fondamento di tutto il resto. Molto meglio avere potere contrattuale piuttosto che essere un leader di popoli chiacchierone e spiantato. Proprio per questo spesso questa scaltra figura si trova in posizione di vantaggio rispetto a tutti. Soprattutto rispetto all’Incaricato Locale.

“Attenti a quei due” potrebbe essere un nome adatto alla coppia di cui vi voglio parlare oggi, mentre mi assale la malinconia per l’imminente fine delle amate vacanze estive. Ebbene si, purtroppo per alcuni (e finalmente per altri!) abbandono i miei consueti articoli incentrati sulla figura dell’Incaricato Locale per spostare l’attenzione su un’altra cruciale figura del Consiglio Esecutivo: l’Amministratore Locale (AL per gli amici). Molti rischiano di scambiare la figura dell’Amministratore per equivalente del semplice burocrate della Sede, il grigio impiegato che tiene i conti mentre gli altri fanno il lavoro sporco, il finanziare materialista sempre pronto a tarpare le ali delle alle volte costose velleità della Sede Locale. Ma non è così. Come dico sempre io, “Anche un AL ha sentimenti!”. Il buon Amministratore non è la mansueta e grigia figura che alcuni possono immaginara. Oh, assolutamente no. Anzi. L’AL è colui che probabilmente ha capito meglio di tutti come funziona la vita della Sede Locale. Egli/ella ha infatti capito che per avere un ruolo fondamentale non è sempre necessario essere in prima linea, bensì può tornare utile il lavoro dietro le quinte, quello che nessuno vede ma che è la www.sism.org

Quante volte è successo (e qui tutti gli IL annuiranno, d’accordo con me) che un responsabile di Sede abbia avuto un’idea brillante a proprio parere, forse solo un tantinello costosa, e la paterna e perentoria voce dell’Amministratore lo ha riportato alla realtà sciorinando rapidamente un elenco di conti da pagare e rischi economici che farebbero impallidire Bill Gates? Siate sinceri: quante volte è successo? Tante, ve lo dico io. E quante volte è successo che un Incaricato abbia fatto gli occhioni dolci da cerbiatto al proprio Amministratore per ottenere il consenso ad una qualche spesa, come quando un bimbo guarda supplichevole il proprio padre come per intendere “Me lo prendi, papà?”. Tante volte anche questo, lo so.

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Consiglio Esecutivo

Potete dunque intuire il celato e sottovalutato potere che costui/costei detiene all’interno del Comitato Locale, tenendo le redini dell’economia aziendale, dei bilanci sommersi e delle spese a cui nessuno bada. Un po’ come una silenziosa ma implacabile coscienza, al momento opportuno la voce dell’AL riemerge dal nulla per riportare alla realtà coloro che troppo facilmente vanno per la tangente. Un ruolo che si può quasi assimilare a quello di un fratello maggiore dell’Incaricato, che con fare bonario (o severo, quando serve!) sorveglia e tiene d’occhio le imprese della Sede Locale. Non che si diverta il povero AL a passare sempre per il cattivo della situazione. Insomma, a nessuno piace stroncare gli slanci altrui, ma un piede per terra va sempre tenuto.

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Numero 5 | Settembre 2013 Meglio non fare il passo più lungo della gamba. Tutto sommato è anzi una fortuna avere sempre questa figura che ci aiuta a pianificare, progettare e realizzare le varie attività, come un samurai dell’economia che a costo di accalappiarsi gli sguardi torvi della sede persegue il suo pecuniario obiettivo intransigentemente. Mi chiederete adesso: “Si, va bene, ma perché questo titolo per questo articolo?”. Domanda più che lecita.

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Consiglio Esecutivo

E la risposta vi comparirà lampante davanti agli occhi se converrete in merito a quanto sto per scrivere. Visto come limite e limitatore, l’AL può apparire come una figura ingombrante e alle volte addirittura controproducente, sempre lì a sindacare su spese, conti e guadagni. Ma provate a immaginare a cosa può portare una serena e rodata collaborazione di reciproco supporto tra Incaricato (inteso come Sede Locale) e Amministratore: una affiatata coppia in grado di affrontare qualsiasi problema e organizzare al meglio qualsiasi attività della Sede, capace di far fronte a problemi di ogni sorta, sia organizzativi che economici. Da una buona collaborazione e intesa tra AL e IL si può ricavare davvero qualsiasi cosa. Così come i soldi sono inutili senza le idee, le idee sono inutili senza mezzi per realizzarle (e pagarle!). E per l’appunto come il Gatto e la Volpe (fateci caso, gli articoli determinativi di gatto e volpe sono proprio IL e LA/ AL!), una coppia del genere che riesca a trovare il proprio equilibrio e ad organizzarsi bene nel contesto in cui lavora può riuscire in qualsiasi cosa. Persino nel piantare monete e ricavarne un albero pieno di soldi. Beh no, ora non esageriamo. Se fosse davvero così avremmo risolto i problemi di qualsiasi sede… ma ci siamo capiti, no? Quando si dice “Dio IL fa e poi AL accoppia”.

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PALERMO VS CATANIA Francesca Farina In Sicilia la rivalità tra Catania e Palermo è una cosa seria. Parlate con un Palermitano e vi dirà che Palermo è la città più bella della Sicilia (e del mondo intero), parlate con un Catanese e guarderà il capoluogo siculo con aria di sufficienza per tessere le lodi della propria città. Il tutto si perde nei meandri oscuri del mito: la grande Panormos (città “tuttoporto”) e la ribollente fornace dell’Etna (Catetna), due spiriti contrapposti come l’acqua e il fuoco. Palermo città regale dove sfarzo e miseria convivono in maniera pittoresca, Catania ricca cittadina di commercianti in espansione. La lista è lunga: S.Rosalia contro S.Agata, il “pane ca meusa” (con la milza, si!) contro le “poppette di cavaddu” (polpette di carne di cavallo, provare per credere), il rosa nero contro il rosso blu (il calcio è una religione) e, non meno importante (chi ha preso parte all’ultimo SISMeeting potrà ben capire) la sambuca contro il fuoco dell’Etna. Nella mente di voi tutti balenerà una domanda legittima: il SISM? Ebbene, il SISM siculo rappresenta un’anomalia in questo quadro di eterna rivalsa, perché tra le due Sedi (entrambe tra le più grandi d’Italia) scorre buon sangue. Ma basta poco per riaccendere lo spirito della contesa (forse sarà un’eredità genetica). Seguiteci nell’intervista che ci siamo divertiti a fare ai due LEO siciliani attualmente in carica: Gianluca Gullo di Catania e Fabrizio Billitteri di Palermo, tema la campagna scambi 2013 di recente conclusasi. Le sorprese non mancano! 1) Com’è nato il tuo interesse per gli scambi? Fabrizio: Due anni fa nel 2011 mi chiamarono in qualità di LEO-assistant per questa follia. E adesso sono alla mia terza campagna scambi. www.sism.org

Gianluca: Tutto è nato lo scorso anno grazie a Salvo Bellinvia (SISMico di vecchia data e socio onorario del SISM di Catania). Mi sono entusiasmato a tal punto da candidarmi LEO l’anno successivo, approfittando della carica vacante. 2) Tiriamo le somme: quanti Incomings quest’anno? Fabrizio: Ad Agosto abbiamo avuto circa 70 Incomings (un po’ di meno rispetto agli anni precedenti) e altri ancora verranno a ottobre per gli scambi Research. Piccolo imprevisto di quest’anno: non ci sono pervenute ben 5 AF (mistero tutt’ora insoluto a cui neanche la NEO, Viviana Storbini, ha saputo dare risposta!). Gianluca: Catania ha avuto 55 Incomings nel mese di Agosto, a cui si sono aggiunti alcuni ragazzi dello SCORA Xchange, quindi eravamo una sessantina. Anche a noi il database (Gianluca si riferisce al database che ha fatto impazzire i LEO-LORE d’Italia), ha riservato qualche sorpresa!

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Numero 5 | Settembre 2013 3) Il giorno più bello della campagna scambi 2013? Fabrizio: Il Cefalù-tour. E’ stato uno dei tour più tranquilli e rilassanti. Abbiamo passato la giornata a divertirci in spiaggia. Uno dei rari giorni di relax anche per noi della dirigenza! Gianluca: Ci sono stati tanti bei momenti. Ricordo con piacere i primi festini all’Oberdan (la residenza studentesca) e anche la gita a Siracusa. Ho proposto un energizer sismico (il caro hin sen sen kimono!) durante la visita al teatro greco. Eravamo dentro una grotta grande e profonda (l’orecchio di Dioniso) e ci siamo guadagnati gli sguardi shockati dei turisti intorno a noi. 4) E il momento più brutto? Fabrizio: Seriamente parlando il primo giorno. E’ sempre il più duro di tutti perché c’è da fare l’accoglienza, badare a scartoffie varie e burocrazia; ci si sveglia alle sei del mattino e non si sa quando si ritornerà a letto. Parlando per scherzo, invece, direi l’International party. Quest’anno i ragazzi stranieri mi hanno inseguito per costringermi a bere. Ma il loro alcol è peggio dello sturalavandini, non lo darei neanche alle piante! Gianluca: Abbiamo sudato freddo quando una ragazza straniera si è sentita male. Siamo andati in ospedale e per fortuna non era niente di grave. Anche io, come Fabrizio, ho avuto problemi con l’alcol: la Polinka rumena (sia Gianluca che Fabrizio assicurano che è un termine LEO universalmente noto) è pesantissima! Però è stato divertente. Non avevo ricordi del giorno prima e puntualmente, il giorno seguente, chiedevo ai ragazzi della Sede Locale di raccontarmi cosa fosse successo. 5) Quali difficoltà avete incontrato quest’anno?

Gianluca: I primi giorni di accoglienza sono stati difficili, abbiamo avuto problemi coi trasporti, e anche a noi si è rotto l’autobus (nel bel mezzo di Ferragosto!). Abbiamo aspettato per ben tre ore. 6) I ragazzi più simpatici? Fabrizio: Quest’anno i più simpatici erano in tre, provenienti dalla Polonia, dalla Turchia (abbiamo ospitato la LORE di Istanbul) e dal Messico. Facendo un discorso più generale, direi che i ragazzi dell’Est europeo sono tra i più simpatici, insieme a quelli del Sud America. Un discorso a parte va alla Spagna e al Portogallo: loro sono una vera incognita! Per esperienza personale posso dire che o sono veramente simpatici o sono dei grandissimi “biiiip”. Gianluca: Nella classifica degli Incoming più simpatici di quest’anno ci sono due ragazze, una portoghese (che ha inventato una coreografia che facevamo sempre) e una slovena. C’era anche un ragazzo argentino che è diventato la nostra mascotte. Parlando in generale concordo con Fabrizio: i Polacchi sono simpaticissimi, e anche i Portoghesi. 7) I ragazzi più antipatici? Fabrizio: Ma c’è anche la classifica dei più cretini? Quest’anno i più antipatici sono stati cinque ragazzi portoghesi che ci hanno preso in giro e ci hanno dato problemi anche nella consegna dei certificati. Per non parlare di due ragazze peruviane che facevano sempre le difficili. Gianluca: Una ragazza insopportabile (di cui la nostra LORE faceva delle imitazioni magistrali) che si lamentava degli orari Siciliani. E due ragazze estoni, una di loro l’ha avuta anche Fabrizio a Palermo.

Fabrizio: Durante il Girgenti-tour, lungo la strada del ritorno, si è rotto l’autobus. Ce la siamo vista brutta. O ancora, ci hanno messo in difficoltà dei ragazzi che hanno perso le chiavi della stanza. Un altro Incoming, invece, si è letteralmente vomitato addosso durante una festa ed è toccato a noi ripulirlo. Ma la difficoltà maggiore, ogni anno, è sopravvivere: svegliarsi la mattina e non cedere alla tentazione di dormire 24 ore di fila!

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Numero 5 | Settembre 2013 è organizzata in maniera più regolare di Catania e questo è un pregio. E poi è bello anche il suo Barocco (no questo non l’ho letto su Wikipedia!). 12) Giudizio spassionato sul SISM di Catania\Palermo:

8) Campagna scambi versione Assistant o versione LEO? Fabrizio: Da Assistant il peggio che potevo fare era spostare un tavolo, da Officer la prospettiva cambia! Gianluca: Secondo me il carico è tanto per entrambi, ma da Assistant riesci a goderti l’aspetto più ludico e divertente, oltre che ad approfondire meglio la conoscenza degli Incoming. Da LEO invece sei molto stanco e a volte devi fare qualche rinuncia. Ma in campo di soddisfazione personale da LEO è tutta un’altra storia! 9) Dai un voto da 1 a 10 alla campagna scambi 2013 della tua Sede Locale. Fabrizio: 9. Perché sono un perfezionista e si può fare sempre di meglio, ma è stato un gran successo quest’anno. Gianluca: 8 e mezzo. Alcuni aspetti di gestione vanno migliorati, anche se certe cose sono imprevedibili e non dipendono dall’organizzazione. 10) Che voto si è dato Gianluca/Fabrizio secondo te? Fabrizio: 7 e mezzo. Ci siamo sentiti per telefono e mi ha detto che stava andando bene, ma che voleva migliorare alcune cose. Gianluca: Fabrizio è critico, secondo me 7! 11) Un giudizio spassionato su Catania/ Palermo: Fabrizio: Catania è una città bellissima, che purtroppo ho visitato poco. Per certi aspetti potrebbe essere anche meglio di Palermo e questo mi fa arrabbiare. Gianluca: Su Wikipedia leggo che Palermo è “estesa lungo l’omonimo golfo nel Mar Tirreno e adagiata sulla pianura della Conca d’Oro”. Scherzi a parte, dicono che ci sia molta spazzatura. Ma la città www.sism.org

Fabrizio: Siamo come fratelli, direi che siamo associazioni gemelle! Le nostre Sedi Locali sono molto legate e non solo geograficamente. Il mio giudizio non può che essere positivo. Gianluca: Il Meeting di quest’anno ha dato prova della nostra unione. E poi c’è lo spirito siculo in entrambe le Sedi Locali! Siamo accoglienti e calorosi, c’è poco da fare. 13) Siete stati più bravi voi o l’altra Sede? Fabrizio: Quest’anno noi, perché c’era più esperienza nella gestione. Siamo stati anche fortunati con lo staff, erano davvero in tanti. Gianluca: Parlando onestamente ci sono stati momenti di panico e di difficoltà, ma dei ragazzi dello SCORA X-Change (che sono stati anche a Palermo) hanno detto che a Catania ci si diverte di più! Insomma, quest’anno ce la siamo battuta. 14) Cosa consigliereste alle Sedi che vogliono aspirare ai vostri standard? Fabrizio: Sembrerà banale, ma la cosa più importante è che il LEO e il CE restino in sede per tutta la durata della campagna scambi. Nessuno deve allontanarsi per andare in vacanza o in Clerkship. Se non si è disponibili 24 ore su 24 certi standard diventano difficili da raggiungere. Gianluca: La presenza del LEO è essenziale, ma ancora di più è garantirne la reperibilità. Anche una buona organizzazione del Social Program ha il suo peso, ma prima ancora dei posti da visitare, delle feste è importante la qualità dello stare insieme. 15) Una parola per definire Gianluca/ Fabrizio: Fabrizio: Promettente! Gianluca: Preciso. Potrei dire anche io promettente, ma sarebbe un altro ambito!

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QUEL GIORNO IN CUI SEPPI DEL CERVELLO UMANO CREATO IN LABORATORIO Marta Caminiti Mentre mi trovo ad apparecchiare la tavola pigramente, con la lentezza che si addice alla fine dell’estate e ai pensieri di nuovi inizi, mia madre interrompe il mio distratto fluttuare con una frase che si è distinta dal vociare familiare: “Ma l’hai sentito che hanno ricreato in laboratorio un cervello umano?”. Come rianimata da una inaspettata secchiata d’acqua, chiedo di più. “In che senso? Quale parte? Quando? Come?”. “E che ne so, sei tu che studi medicina!”. Con pazienza finisco di allineare le forchette e mi dedico alla cena, rimandando a tempi più opportuni la voglia di ottenere risposte ad una sfilza di domande confuse ed entusiaste. Apro il PC, finestra sul mondo, e scrivo “cervello-in-laboratorio” su Google. E lì mi perdo. Un gruppo di ricercatori austriaci e tedeschi hanno cominciato la loro magia a partire da cellule staminali sia embrionali che adulte riprogrammate (le Staminali Pluripotenti Indotte, Ips, tecnica premiata con il

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Nobel lo scorso anno): isolate ed immerse in un’impalcatura gel dove un bioreattore rotante le ha nutrite e dotate dei giusti stimoli, queste cellule hanno formato il neuro-ectoderma, per poi continuare a crescere e a svilupparsi in una struttura tridimensionale per due mesi fino a formare un organoide di 3-4 mm. Bam! Pazzesco. Fino al giorno prima sentendo la parola “organoide” avrei pensato a specie aliene dotate di un improbabile numero di teste. Più leggevo, e più mi stupivo; percepivo nell’aria l’eccezionalità di questa scoperta, mi sembrava di vedere davanti ai miei occhi l’umanità che piantava la sua bandiera orgogliosa in un territorio ancora sconosciuto. E’ l’uomo che arriva sulla luna, è la caduta del muro di Berlino, è il discorso di Matin Luther King. Andiamo alla fonte originaria: come ammaliata da una nonna che mi racconta una storia avventurosa di dame e cavalieri, ecco la pagina di Nature che mi descrive le mirabolanti vicissitudini di questi scienziati.

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Numero 5 | Settembre 2013 Il cervello 3D ha un grado di sviluppo simile a quello di un feto di nove settimane; si possono osservare strutture come la corteccia, le meningi, il plesso coroideo. Grande assente, l’ippocampo.

E’ il Bono Vox della neurologia, “spacca”. Università di Tubingen, Londra, Harvard, San Francisco, Vienna compaiono sul suo CV come medaglie all’onore. E io sono ancora qui, ferma a Roma, a preparare gli esami.

Leggo che non sarà possibile superare i 4 mm in quanto la struttura, priva di vasi sanguigni, non sarebbe in grado di captare ossigeno e nutrimento per le regioni più interne. I neuroni sono in grado di attivarsi e comunicare fra loro.

Sospiro. Magari farò anche io grandi cose. Magari invece farò tanto nel mio piccolo.

Oh cielo, c’è anche il video! Mentre guardavo incantata, con lo stesso stupore di un bambino davanti all’albero di Natale illuminato, quelle celluline accendersi e spegnersi ad un ritmo tutto loro, pensavo alle infinite possibilità che questo cervello “peasize” offriva alla ricerca. Il vero obiettivo infatti è quello di imparare come il cervello cresce e si struttura durante lo sviluppo embrionale. E capire quale meccanismo si inceppa in caso di malattie. Era stato impossibile condurre questo tipo di esperimenti su topi di laboratorio a causa delle enormi differenze tra sistema nervoso umano ed animale ma ora cambiano le carte in tavola. Gli scienziati hanno preso cellule della pelle di un individuo colpito da microcefalia (malformazione di origine genetica che dimezza le dimensioni del cervello.) e, con la tecnica Ips le hanno riportate dallo stadio adulto a quello staminale, ma mantenendo il difetto genetico all’origine della malformazione.

Una cosa è certa: col nostro mestiere possiamo cambiare davvero le cose, che sia nel mondo o nella nostra città; e questo pensiero ora mi fa trovare la forza di salutarvi, e tornare a studiare.

Sono stati così in grado di iniziare a studiare questa patologia. E l’agenda di questi signori è molto ricca: prevede come prossimi obiettivi lo studio di malattie più complesse, come la schizofrenia e l’autismo. Nuovi orizzonti per la salute pubblica. “E poi ci fermeremo” promette Knoblich, uno dei ricercatori. “Non abbiamo intenzione di creare un cervello in grado di pensare o provare sensazioni”. Chissà che faccia ha l’uomo che ha ricreato il cervello umano, penso tra me e me. Juergen “Staminali” Knoblich è un biochimico tedesco, ha cinquant’anni tondi tondi, un sorriso rassicurante e un elenco di pubblicazioni che batte in lunghezza la mia lista della spesa al ritorno dalle vacanze. www.sism.org

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IN RUSSIA TORNA DI MODA LA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI (MA IL MONDO NON CI STA!) Paolo Miccichè Ormai da più di sei mesi il governo russo dà di che parlare in tutto il mondo per l’attuazione di nuove leggi dal gusto palesemente discriminatorio. Ebbene sì, quasi un anno fa, in Russia, si cominciava a parlare di omosessualità come di una malattia, di una degenerazione, come di un qualcosa che fosse contro natura e per questo dovesse essere contro la legge. E nel giro di pochi mesi così è stato. Putin, a gennaio del corrente anno, ha approvato e fato diramare leggi che, in maniera neanche tanto indiretta, ammettono e autorizzano la discriminazione delle persone con differente orientamento sessuale da parte del popolo, delle autorità e delle forze dell’ordine. Si è cominciato dall’essere proibita la manifestazione di atti omosessuali in pubblico, come baciarsi; all’essere proibito qualunque propaganda, pubblicità o “istigazione” (così dicono) all’omosessualità, fino ad arrivare alla più completa e degenerata legge per cui è addirittura proibito dire le parole omosessuale, gay, lesbica e, addirittura, perfino intersex (cosa ancora più assurda perché l’intersex non è per forza una questione di orientamento sessuale ma più che altro una patologia). Ma tutto ciò a cosa porta nell’effettivo? Da quando sono state promulgate queste leggi, le persone omosessuali, transessuali, ecc dichiarate o solamente additate come tali subiscono violenze fisiche e psicologiche con ogni pretesto, dalla repressione di manifestazioni “pericolose” (in realtà semplici cortei) al venire fermati con diversi pretesti inesistenti. La cosa più grave e importantissima è che, se tutti ricordiamo l’eliminazione degli omosessuali condotta da Hitler, forse non tutti ricordiamo che, proprio in Russia, nel 1934 Stalin approvò

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l’articolo 121 (poi abolito solo recentemente nel 1993) che prevedeva qualcosa come cinque anni di carcere per il “reato dell’omosessualità” come perversione o malattia. Di certo, al momento, siamo lontani dai 5 anni di carcere, ma il richiamo al passato e la preoccupante e dilagante produzione di consensi portano chiaramente a pensare che, di questo passo, le misure prese contro gli omosessuali diventeranno presto ben peggiori. E così in parte già sta accadendo: proprio qualche giorno fa (ndr. 5 settembre), un deputato russo ha presentato una proposta di legge che negherebbe la custodia dei figli ai genitori omosessuali, infatti afferma che un “orientamento sessuale non tradizionale” sia la base per negare l’affidamento dei figli, accostando così l’omosessualità ad alcolismo, uso di droga e abusi. Purtroppo le leggi antiomosessualità, hanno lasciato la Russia come un paese estremamente omofobo, che, se non produce consensi verso queste proposte, comunque resta nell’indifferenza più assoluta o, ancor peggio, come alcuni ragazzi hanno riportato dalla GA, negano che stia accadendo qualcosa o dicono che queste leggi non hanno apportato alcun cambiamento nella vita degli omosessuali moscoviti. www.sism.org


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Ovviamente il mondo si ribella e, i paesi che possono permettersi di manifestare, organizzano periodicamente manifestazioni di qualunque tipo per esprimere la protesta e il dissenso. Proprio qualche giorno fa (ndr. 5 settembre) anche l’Italia ha mostrato la sua riluttanza: in particolare a Bologna è stata fatta una manifestazione per sollecitare il premier italiano Enrico Letta a unirsi alla proposta che Amnesty e altre associazioni stanno chiedendo di portare avanti al G20 (che si sta tenendo in questo momento) per bloccare questa ondata di razzismo e di negazione dei diritti umani che sta avvenendo in Russia.

perpetuare una condotta che non solo viola i diritti dell’uomo come amare e vivere secondo il proprio pensiero, ma che danneggia fisicamente e psicologicamente un popolo che, ora come ora, sembra lasciato solo a se stesso e impossibilitato a progredire anzi favorito a chiudersi in se stesso in una spirale senza soluzione. Non ci resta che sperare che al G20, i “grandi del mondo” prendano in mano la situazione. “Siamo in Russia, non a Gomorra” dice qualcuno. sarà Sodoma e Gomorra, “l’educazione Siberiana” fare molti più danni.

Sodoma e Beh, non ma forse rischia di

Tutte le associazioni come Arcigay si stanno muovendo sia in questo senso sia cercando di inviare fondi alle associazioni russe pro omosessualità poiché queste, sempre a causa delle medesime leggi sono giornalmente sanzionate con multe fino a 25.000 euro a causa dei diritti che cercano di proteggere, e qualora non pagassero finirebbero nel braccio della legge (cosa che ovviamente il governo russo spera). Tutto questo sembra quasi incredibile: proprio mentre in Italia il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha deciso di togliere l’omosessualità dal gruppo delle malattia, proprio mentre molti Paesi europei e non, cominciano a fari passi avanti sui matrimoni omosessuali, proprio a distanza di qualche migliaio di chilometri da dove le leggi razziali, in altri tempi, hanno portato allo sterminio di migliaia di migliaia di innocenti, si continua a www.sism.org

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UNA BOCCATA D’ARIA ROSSA (CHE PESSIMO COLORE HA SCELTO DIO PER LA DIOSSINA) Francesco Fasano e Matteo Marsico Dopo anni e anni che cercavo il modo di andare in Puglia, finalmente solo all’ultimo scampolo di università arrivo: aaaaaaaaaahhhh (lungo sospiro di sollievo) Salento! Tanti di voi senza dubbio già lo conoscono, questo piccolo pezzo di paradiso regalato agli uomini; ho una lista senza fine di luoghi comuni che potrei sciorinarvi, e per una volta e una sola nessuno veramente banale e bugiardo: friselle, orecchiette, cozze-ricci-polpo crudo, spiaggia, pajari, lu sule, lu mare, lu jentu! Città dolci come mandorla, accoglienza paesana calorosa e panzerotta, un incanto troppo bello da poter essere reale. Alla fine del viaggio si giunge più in alto a sinistra, diciamo tra lo Ionio la Puglia e la Basilicata: un punto triplo che non può dir altro se non stregoneria. Che città fantastica. Taranto è davvero una meraviglia, ed è quasi un reato che non lo sapessi prima. La città nuova non è male, ma quando passate il ponte e raggiungete l’isola, la città vecchia, sareste disposti a pregare il diavolo per aver due occhi in più per goder appieno della piccola perla dello Ionio. Il lungo mare è una passeggiata serena tra chioschetti, baracchini am-

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bulanti e carretti carichi di freschi frutti di mare. Raggiunta piazza Fontana non c’è che perdersi tra le viuzze del centro, irte come sentieri costieri e sinuose come danzanti torrenti montani, per rimanere tutto un tratto abbagliati dalla magnificenza di San Domenico Maggiore o del Duomo di San Cataldo. Ma non è tutto qui. Questa non è tutta la verità. In realtà è vero quando vi dico che non sapevo nulla di Taranto prima d’arrivarci; nulla tranne quello che sanno tutti. Taranto si dice essere la città dei due mari, s’affaccia al grande e ne custodisce il piccolo, si distingue in vecchia e nuova oltrepassando un ponte ma un altro due ben più degli altri conta, ossia le due identità, le due anime di Taranto: Taras e Ilva. Ho contattato Matteo “Orso” Marsico, un tarantino doc, tanto per dimostrare un’ennesima volta che il SISM è na grande rete che s’espande per tutto lo stivale. Sono davvero felice di vederlo perché per chi ancora non lo conosca è un cuore d’oro, un mammifero cuccioloso e un tarantino che ama la sua città con truce rassegnazione, che non merita assolutamente. Mi passa a prendere lontano e mi porta a fare il giro di tutto. E’ un ottimo narratore, e io non mi faccio scappare l’occasione per tempestarlo di domande per sapere il più possibile (alcuni di voi già sanno cosa significhi). A voi la storia di Taranto.

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Lettore, lettrice allaccia le cinture per bene, ti porto a fare un giro nella mia città. Lasciati guidare..si parte! Origini della mia città: leggenda vuole che Taras, figlio di Poseidone, cadde da una nave. Rischiando di vederlo morire,il padre inviò un delfino che salvò il giovane portandolo su una riva; il primo fondatore diede poi il nome alla città. In realtà Falanto fu il primo nome della città, fondata da esuli spartani; Unica colonia spartana di cui si ha traccia. Ma ora torniamo al presente! Appena giunti a Taranto bisogna chiudere gli occhi, non usar questo senso, non subito. Odora! Sentirai il profumo del mare, del porto come in ogni città di mare, e poi un altro odore, ma non lo identifichi subito, non lo hai sentito mai! Ora apri gli occhi, il porto è un angolino carino dove riposano barche mentre nel porto commerciale enormi containers invadono ogni spazio libero sulle navi, per lo più straniere, ormeggiate. Proseguiamo insieme verso la città vecchia. Si trova su un’isola connessa tramite due ponti, ponte di pietra e il ponte girevole. Pensate che gioia per un bimbo come ero io tanti anni fa vedere questo ammasso di ferro che si apre non verso l’alto, ma in orizzontale, come se qualcuno aprisse due porte contemporaneamente per fare passare una nave militare, con tutti i marinai schierati sull’attenti. Da una parte del ponte città vecchia con il castello aragonese, uno splendido castello sul mare del ’600, dall’altra città nuova con un bel corso pieno di gente e negozi. Ma il ponte divide idealmente anche il Mar Grande dal Mar Piccolo. Qui davvero torno bambino, provo a descriverti quello che vedo:una laguna dove il mare è sempre calmo, pieno di www.sism.org

masserie con grandi cortili, alcune delle quali affacciano su un fiume dove scorre acqua termale, sconosciuto ai più. Da piccolo andavo sempre a fare birdwatching e andavo in cerca di rane e girini e mi godevo tutta la vista della città vecchia,osservata da un’angolazione diversa da quella solitamente conosciuta. Come non portarti nella città nuova! Taranto era la capitale della Magna Grecia, per cui il museo ne ricorda la antica magnificenza con reperti greci e romani; una immensa e meravigliosa collezione di monili greci, ribattezzata “gli ori di Taranto” si trova purtroppo non dove meriterebbe di stare, ma al British Museum di Londra (sì lo ammetto, non stanno certo male lì)! Spiccano per bellezza architettonica gli edifici della Marina, in particolare l’arsenale vecchio. Via d’Aquino e Via Di Palma sono le vie principali del passeggio, dove ho passato pomeriggi serate e nottate. E’ una città bella (un detto tipico dice che le tre città più belle del mondo sono Budapèst, Bucarèst e Tarant nuèstr, che sta per “nostra”; siamo megalomani che male c’è). Peccato caro amico che puoi solo immaginarla, ma chi lo sa questa mia descrizione bucolica stile guida Touring magari ti invoglierà a venire a trovarci. In tal caso, dedicami un brindisi di birra Raffo, birra storica tarantina, alla quale ci si è talmente affezionati da aver scritto una canzone su di essa. Dirai “sei il solito cittadino che elogia la propria città”. No signori l’altra faccia di Taranto è da menzionare, eccome! Spero che con questo breve racconto potrò trasmetterti l’amore catulliano che provo per la mia città, nonostante il suo “dark side of the moon”. L’Ilva, l’industria siderurgica più grande d’Europa ha conquistato, ha fatto crescere, arricchito e poi consumato la mia città.

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Numero 5 | Settembre 2013 Nata come Italsider, statale, negli anni ’60 e ’70 vive il suo splendore contestualmente al periodo florido dell’industria italiana; tanti lavoratori da tutto il sud si trasferiscono e Taranto diventa quasi dieci volte più grande. Negli anni ’80 la crisi del metallo, l’Italsider stava per fallire ma intervenne la famiglia Riva, industriali genovesi, che comprò la fabbrica dallo stato ad un prezzo stracciato. Nacque l’Ilva. La produzione tornò a regime, anzi nacquero tante aziende associate che dettero lavoro fino a 20000 persone. Ma c’è un prezzo da pagare. Gli altiforni emettono fumo tutto il giorno, tutti i giorni, tutti gli anni, la diossina emessa a Taranto è il 98% di tutta quella presente in Italia: tasso altissimo di tumori, in particolare nel quartiere Tamburi, dove potete vedere le polveri sottili nei balconi, sulle macchine, sui guardrail ormai di colore rossastro (credetemi fa paura guardarli). Ovviamente anche sull’erba, mangiata dagli animali, il cui latte e derivati sono immangiabili. Gli scarichi dell’Ilva si depositano in mare, bloccando la vendita delle cozze, altra fonte di sostentamento fondamentale nella economia tarantina. Se possibile ci sono due problemi anche peggiori. Il senso di appartenenza della città nei confronti dell’industria, non dimentichiamo le 20.000 persone che vi lavorano, che crea l’abominio della dicotomia salute-lavoro, sulla quale si discute ancora oggi come ben sapete. Ma la piaga peggiore è la mancanza di

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cultura: cultura media e cultura del territorio. Infatti il livello medio culturale è rimasto agli anni ’60, in cui come sopracitato l’Ilva ERA Taranto; questa apatia culturale che poi diventa imprenditoriale in ogni sua sfaccettatura ha impedito lo sfruttamento di tutte le risorse e bellezze anche esse sopra citate. Apatia medica signori, sono stati troppi e per troppo tempo gli occhi chiusi dei futuri colleghi, non ultima la NON creazione ANCORA di un registro tumori. Ma Taranto non è morta! Gioia nei miei occhi quando ho saputo in quel di Perugia, dove vivo, che sono nati recentemente a Taranto, in tempi analoghi o quasi alle inchieste della magistratura che sono sotto gli occhi della opinione pubblica, comitati contro l’inquinamento e per la promozione della salute, di cui fanno parte uomini, donne, famiglie, ma soprattutto molti ragazzi. Loro gli occhi li hanno aperti, eccome! E non vedo l’ora di poter di par mio e magari col buon Phasa, che ringrazio pubblicamente per la sua amicizia, passione ed energia e si anche perché l’idea come accade spesso è sua, mettere in relazione la nostra associazione al loro lavoro. Ah già dimenticavo.. l’odore. Si è l’Ilva che si fa sentire anche quando non la si guarda. Ma basta “aprire” gli occhi no?’

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Numero 5 | Settembre 2013 Sono uno SCORPione SISMicamente parlando, in effetti se vado in vacanza a Taranto ci sono cose che devo chiedere e persino vedere. Ci siamo conosciuti al Laboratorio di Mondialità a Perugia con Mat e guarda caso ora lui, nello SCOME team, sta lavorando assiduamente sull’etica medica. E così ancora una volta le nostre aree tematiche s’incontrano per dirsi qualcosa. L’hanno ben etichettata come amletico dramma esistenziale: Salute o Lavoro? In effetti il principe di Danimarca potrebbe replicare: Essere o Non essere? Mah si, noi possiamo farlo, siamo una redazione di studenti di Medicina e quindi possiamo permetterci di chiedervi: voi cosa scegliereste? Da un lato la salute respiratoria, o forse meglio l’assenza di tumore nel vostro corpo, dall’altra l’opportunità di mangiare e dare ai propri figli un futuro, magari distante, il più distante possibile dal ripetersi oroborico di questa stessa domanda ai nipoti. In effetti non c’è scelta, il ricatto è presto risolto. Senza cibo non si vive si dice, dunque senza vita non faccio neanche tempo a prenderlo il tumore, senza vita non riesco neanche a morire. Perdonate se forse affronto questo tema delicato con un arma spuntata, senza filo, ma è l’unico modo senza essere volgare che ho trovato per esprimervi quello che penso senza censurarmi troppo. In effetti c’è un’altra domanda per voi, la seguente: in qualità di studenti di Medicina, di professionisti o futuri tali della salute, di esseri umani, votanti respiranti e cor battenti come vi ponete dinnanzi a questo tragico sterminio?

ale, quanto più facilmente all’uso smodato di fumare sigarette e bere alcol. Come possono esistere medici che neghino le cause dolose delle industrie nella prepotente affermazione di casistiche di cancri nella popolazione del quartiere Tamburi e di Taranto tutta? Come possono questi professionisti dormire la notte, pensare a bambini di 4 anni con malformazioni e tumori e affermare che si tratti di fumo passivo? Come possono questi professori trovare il coraggio di insegnare a generazioni di giovani medici queste putride vili menzogne? Se solo potessi parlarci. La volete sapere una cosa? In quest’ultimi giorni d’estate, l’aria fuori dalla mia finestra qui a Padova è ancora un po’ calda; si starebbe bene fuori a giocare ma il nostro destino è diverso: devo preparare degli esami. Il 4 Settembre ci sarebbe il primo appello della sessione autunnale di Medicina del Lavoro. Argomento d’esame potrebbe benissimo essere fattori di rischio ambientali di linfoma NH centrofollicolare, leucemia acuta e mieloma multiplo. Il professore che mi interrogherebbe in questa occasione sarebbe, non a caso, uno dei 4 esperti sopra citati. Penso che non mi presenterò all’esame il 4 Settembre, per molte ragioni di tempo e possibilità, ma mi piacerebbe chiedere una cosa al professore. Vorrei chiedergli se si trasferibbe mai, anche solo per poche settimane, con famiglia e nipoti a vivere nel quartiere Tamburi di Taranto, e vorrei chiedergli pure cosa prende per dormire la notte. Che splendido colore ha scelto Dio per la diossina.

Vi invito a leggere un articolo uscito sul Manifesto del 16 Luglio, a pagina 5 “L’Ilva fa più male del tabacco”. Se ancora non v’è giunto all’orecchio vi ragguaglierò io sull’ultima infornata. Una commissione di 4 medici, esperti luminari, rinomati, ha affermato che i tumori di Taranto, del quartiere ‘rosso’, non possono essere ricondotti all’inquinamento dell’industria nazionwww.sism.org

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IFMSA 2.0 Simona Gentile La storia dell’evoluzione insegna che l’universo non ha mai smesso di essere creativo o “inventivo”. Karl Popper, John Eccles Uno dei temi principali e più attesi della August Meeting 2013 della International Federation of Medical Students’ Associations (IFMSA) è sicuramente il processo di Riforma dell’IFMSA. Cercherò di raccontarvi quindi per tappe salienti come l’IFMSA sta affrontando questo momento di cambiamento, permettendomi anche qualche riflessione critica. Durante il March Meeting di Baltimora credo che la Federazione tutta, e così la delegazione SISMica, abbia sperimentato una sensazione particolare e dirompente: la disillusione. L’impressione era di dover giocare in difesa, sia verso le altre Associazioni rappresentate sia nei confronti degli Officials internazionali da cui si avvertiva una lontananza inspiegabile. Da quel momento ha iniziato a maturare tra varie Associazioni nazionali membre dell’IFMSA (NMO) una volontà di cambiamento da cui è scaturito spontaneamente un gruppo di persone interessate a riflettere e migliorare. Ben presto questo desiderio di rinnovamento si è trasformato in un pretesto positivo per mettere in discussione la Federazione nella sua interezza, a partire da una serie di interrogativi: Cos’è l’IFMSA? Quali obiettivi vogliamo perseguire? Come potremmo lavorare meglio? Queste domande hanno portato quindi alla proliferazione di molteplici documenti paralleli su numerosissimi temi, tutti raggruppati in una fantomatica e temibile cartella “Reform”, cercando di fornire risposte condivise derivanti dal confronto con gli altri studenti della Federazione. Entrando nella cartella ci si trovava di fronte ad un mondo parallelo di riflessioni, proposte alternative. Molto interes-

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sante ma come un labirinto: molte persone hanno aperto la cartella provando ad orientarsi ma poche ne sono uscite vive. Più di 100 NMO fanno parte dell’IFMSA ma solo alcune prevedono nella loro leadership un Officer nazionale dedicato in modo specifico agli affari internazionali, che possa quindi permettersi di seguire costantemente le dinamiche della Federazione. Molte altre seguono le mailing list cercando di capire gli argomenti trattati e dando il proprio contributo timidamente. Un terzo gruppo osserva e cerca di mettersi faticosamente al passo in occasione delle General Assemblies (GA). Proprio questo ha spinto il Team of Officials, ossia il gruppo di Coordinatori internazionali dell’IFMSA, a preferire una discussione più approfondita in occasione dell’August Meeting, appena conclusosi, alla possibilità di prendere decisioni già nei mesi precedenti velocizzando quindi il processo ma rischiando di non coinvolgere tutti i membri della Federazione. L’agenda dell’incontro è stata quindi rivoluzionata ed è stato inoltre organizzato un workshop nei giorni subito antecedenti la GA che trattasse il tema Riforma per fare brainstorming e iniziare a ragionare concretamente formulando proposte alternative da illustrare nei momenti seguenti di condivisione internazionale. Durante la General Assembly l’aim principale è stato coinvolgere tutte le NMO, per l’appunto, ma proprio all’inizio della GA è mancato un passaggio fondamentale, a mio parere: la creazione di un background comune, che in questo caso sarebbe consistito in una spiegazione di come è strutturato attualmente l’IFMSA. Si è quindi dato per scontato che tutti conoscessero già le attuali figure internazionali, i loro compiti e le responsabilità mentre la GA ha visto, come fisiologicamente avviene, la partecipazione di molti studenti alla prima esperienza in ambito IFMSA. www.sism.org


Numero 5 | Settembre 2013 mentare dell’attuale modello ma anche a cosa non rinunciare. Dal punto di vista tecnico è stata un’occasione importante di crescita perché mi ha permesso sia di sperimentare le dinamiche di lavoro a livello IFMSA sia di esportare le skills apprese in questi anni SISMici attraverso i training di alta qualità dellSantiago Resolutiona nostra Associazione e attraverso il lavoro di coordinazione come componente del Consiglio Esecutivo di un’Associazione con 37 Sedi Locali ed un’organizzazione interna molto ben strutturata – basti pensare che molte NMO hanno meno di dieci Sedi Locali.

A posteriori è ovviamente tutto più facile. Tornando alla General Assembly, il Team of Officials ha predisposto la creazione di una Commissione super partes sulla Riforma denominata Reform Drafting Committee (ReDCo) con il compito di raccogliere tutti gli input che sarebbero emersi sintetizzandoli al termine dei lavori nelle linee guida per riformare la Federazione, utili tanto per il futuro Team of Officials quanto per le NMO. La delegazione SISMica ha subito mostrato interesse nel giocare un ruolo attivo in questo processo, per capire più a fondo in che direzione si stesse andando e quindi poter dare un contributo più decisivo e ragionato riguardo le varie ipotesi. Così ho colto al volo l’occasione e mi sono proposta per essere uno dei cinque componenti della Commissione. Partecipare al ReDCo è stato molto interessante in primo luogo dal punto di vista contenutistico in quanto ho avuto la possibilità di cogliere una panoramica completa della Federazione in questo momento di cambiamento, grazie agli input provenienti da tutte le Sessioni parallele riguardanti la Riforma, in cui si è ragionato sull’essenza della Federazione da punti di vista diversi, interrogandosi su quali siano i valori che ci guidano, quali siano le parti da implewww.sism.org

A conclusione del lavoro di sintesi di tutti gli input pervenuti, il ReDCo ha quindi proposto la Santiago Resolution on Strenghtening IFMSA, un documento approvato da tutte le NMO presenti che sottolineasse gli ambiti su cui focalizzarsi in vista della prossima General Assembly di marzo 2014 e stabilisse la creazione di una Task Force che possa coordinare i lavori nei mesi intermedi. Si è posto quindi l’accento sull’importanza di una buona comunicazione, sia interna tra NMO e Team of Officials sia tra IFMSA e Partner esterni, sulla ristrutturazione del Board internazionale, a partire dai numeri – si contano attualmente 38 figure nel Team of Officials – passando anche per una revisione attenta delle finanze della Federazione e degli incontri, sia internazionali sia regionali. Questa GA è stata ricca di emozioni, diverse da quelle provate al primo Congresso Nazionale a cui ho partecipato a Chieti due anni fa da cui sono tornata a casa completamente incantata; in IFMSA infatti si trovano anche tante carenze, mancanze di comunicazione, un senso di responsabilità e una voglia di lavorare per la Federazione spesso diversi dai nostri, ma proprio per questo il SISM può avere un ruolo di primo piano nella valorizzazione dell’IFMSA, portando il nostro esempio non come un modello perfetto ma sicuramente con orgoglio.

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IFMSA BLUES Giacomo Cinelli “Oh lord give me strength to carry on”

EZIOLOGIA

In questo articolo ci apprestiamo a prensentare un interessante caso clinico di una patologia frequente e debilitante che ogni SISMico dovrebbe essere in grado di conoscere ed evitare se possibile, o curare nel caso in cui il contagio sia già avvenuto.

La patologia è in parte di origine ambientale, in parte infettiva ad opera dell’agente “delusione” endemico nei raduni IFMSA.

Si tratta dell’IFMSA-Blues ovvero della “depressione” causata dall’IFMSA! EPIDEMIOLOGIA La depressione da IFMSA e’ una sindrome molto frequente che colpisce in particolar modo SISMici alla loro prima esperienza nella federazione e cariche nazionali. Tra i principali fattori di rischio vi sono: - Alta motivazione; - Impegno e volontà di mettersi in gioco; - Condivisione dei valori e dei metodi del SISM; - Aspettative.

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Il soggetto sano si avvicina alla riunione della federazione con spirito entusiastico esponendosi alle numerose differenze tra SISM ed IFMSA stessa, al punto che finisce per convincersi che la Federazione abbia perso i suoi ideali oppure che sia composta di persone senza valori e che pensano solo all’aspetto burocratico. A contribuire al quadro interviene la disorganizzazione che la Federazione in alcuni casi mostra rispetto al SISM, questo lascia le difese psicologiche del soggetto, impreparato ad una simile realtà, molto debilitate e disorientate portandolo sempre più verso la disaffezione e la sfiducia che sono lo stadio finale del morbo.

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Numero 5 | Settembre 2013 E’ infatti stato chiarito da numerosi studi come il soggetto predisposto (o già contagiato) non possa guarire fintanto che rimane in contatto con altri soggetti delusi, disinteressati o che hanno perso i valori.

SINTOMATOLOGIA La diagnosi è unicamente clinica e si basa sul riscontro di una serie di segni e sintomi: - Senso di impotenza ed inutilità; - Distrazione e isolamento fino ad evitare le attivita’ proposte (ore di Standing Committee, NMO hours, Plenaries); - Stanchezza fisica; - Social Program ipo-attivo o iper-attivo; - Rifiuto di ricandidarsi o di proporsi per attività/cariche dell’IFMSA; - Coprolalia Officials-riferita.

In questo caso l’unica terapia possibile è l’amputazione o l’isolamento dei contatti potenzialmente rischiosi ed una reintroduzione del SISMico in un ambiente più salutare in contatto con altri soggetti naive o che hanno sviluppato la resistenza e l’immunità in precedenza. Le idee innovative, l’entusiasmo, la condivisione di ideali e progetti cura il 100% dei pazienti dopo la prima dose e si ha la completa “restitutio ad integrum”!

Se non curata la patologia è rapidamente progressiva e porterà il soggetto a morte dell’interesse e dell’entusiasmo. TERAPIA La terapia è efficace nel 100% dei casi, ma richiede costanza ed alta compliance da parte del paziente. Il soggetto sarà tentato di abbandonare il prima possibile, ma i risultati migliori si ottengono quando si riesce a mantenerlo attivo e coinvolto sia nelle iniziative del SISM che dell’IFMSA. Il fattore ambientale della partecipazione alle General Assemblies induce a tolleranza e quindi sarà sufficiente partecipare ad altre Assemblee Generali per sviluppare il cambio di prospettiva. Questo si può considerare avvenuto non appena il soggetto capirà di non essere più lui passivamente influenzato (o irrealisticamente modellato) dall’IFMSA, ed assumerà lui stesso il ruolo di parte attiva agendo in modo da modificare l’ambiente che lo circonda e utilizzando gli anticorpi SISMici per immunizzare passivamente anche l’IFMSA. Più difficile è l’intervento sulla parte “Infettiva” della patologia. www.sism.org

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SPECIALIZZARSI IN REGNO UNITO, ISTRUZIONI PER L’USO Marco Bonsano 1. Introduzione Questo articolo contiene le informazioni necessarie per farsi un’idea ed orientarsi all’interno del sistema di specializzazione dell’NHS (National Health System) inglese. Per tutti coloro che abbiano seriamente preso in considerazione l’idea d’intraprendere il proprio percorso di specializzazione all’estero, senza rinunciare al rigore e all’eccellenza che caratterizza i paesi anglofoni come gli Stati Uniti ma, al tempo stesso, senza allontanarsi troppo dal Bel Paese, il Regno Unito potrebbe rappresentare il giusto compromesso. A prima vista il percorso potrebbe apparire particolarmente lungo e complesso se paragonato al sistema italiano, tuttavia le informazioni sono facilmente reperibili grazie ad una organizzazione molto meticolosa. Rispetto ai programmi di specializzazione che ho avuto modo di conoscere ho trovato solamente quest’ultimo sistematicamente organizzato in ogni suo passaggio. Le prime facili osservazioni, come si potrà constatare andando avanti nella lettura, sono: a) L’organizzazione sistematica rende facile orientarsi all’interno del percorso e pianificare una specifica progressione di carriera a seconda dei propri interessi ed inclinazioni; b) Il programma è estremamente omogeneo e livellato in qualsiasi centro abilitato ad ospitare un Training Programme, si rispettano requisiti ed obiettivi didattici precisi ed uniformati in tutto il Regno Unito; c) A fronte di tale organizzazione, il sistema molto rigoroso predilige chi pianifica la propria progressione di carriera dal principio secondo i percorsi previsti dall’NHS, delineando un sistema piuttosto chiuso a chi cerca scorciatoie oppure per chi s’inserisce strada facendo

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dall’esterno del programma; E’ necessario tenere a mente che numerose istituzioni in Italia non esistono e che sono fondamentali per l’organizzazione del Training. Infatti, apparirà subito chiaro come non sia l’Università ad avere una gestione centralizzata del Training specialistico; essa entra in gioco nei programmi con particolare enfasi alle attività di ricerca, ed ai percorsi per il conseguimento del Dottorato di Ricerca (PhD), titolo fondamentale per progredire nella propria carriera accademica. Tutto quello che riguarda il training specialistico è gestito e organizzato dalle deanaries che utilizzano le strutture NHS (l’equivalente del Sistema Sanitario Nazionale). La deanary è l’analogo della nostra scuola di specializzazione che agisce a livello macro regionale. E’ la deanary a selezionare i trainees (specializzandi), a organizzare i programmi della specializzazione, a organizzare le rotazioni nei differenti ospedali e a garantire che il livello di formazione dal più centrale ospedale di Londra al più periferico ospedale del nord Irlanda rispetti comunque determinati standard. Tutti i medici formati dal programma andranno a lavorare all’interno dell’NHS e solo alcuni di questi, se lo desiderano, coltiveranno anche una carriera accademica. Pertanto è nell’interesse dell’NHS stesso formare in ogni angolo della nazione medici ugualmente preparati ai più alti livelli di standard possibili indipendentemente dalla carriera che perseguiranno, nonché nell’interesse primario dei pazienti che prenderanno in cura. Arriviamo ora a come è organizzato nel complesso il percorso di specializzazione dal fine della Medical School (Università) all’ottenimento del titolo di specialista. www.sism.org


Numero 5 | Settembre 2013 Uno studente, neo-laureato, si iscrive tramite recruitment nazionale al foundation programme (FP), un tirocinio regolamente stipendiato della durata di due anni. Dopo il primo anno (F1) il candidato può applicare alla full-registration al GMC (General Medical Council), l’equivalente del nostro nostro Ordine dei Medici, per poi completare il secondo anno (F2). Al termine di questo percorso il giovane medico in formazione riceverà la certificazione delle competenze apprese (foundation competences) e sarà, eventualmente, eleggibile per entrare nel percorso di specializzazione vero e proprio. Il FP equivale in poche parole ad in nostri 3 mesi di tirocinio che precedono l’esame di stato. Dopo il FP si po’ applicare per il Training specialistico vero e proprio. Esistono due tipologie di Training: i run-through programmes, programmi dedicati per specifici percorsi specialistici (ad es: neurosurgery) e uncoupled programmes in cui il Training specialistico è diviso in un tronco comune, core speciality traninig (CT) ed uno higher speciality training (ST). Il percorso termina con il conseguimento della specializzazione e l’ottenimento del Certificate of Comepletion of Trainong (CCT). Al termine di questo percorso che dura circa dai 3 anni, per i General Practitioners, agli 8 anni (escludendo il Foundation Programme), è possibile applicare

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per il titolo di Consultant (l’equivalente nella progressione di carriera del nostro Dirigente Medico o Primario). Ora prendiamo in esame ogni singolo step del percorso di specializzazione. 2. Foundation Programme Il FP è un programma di formazione per tutti i medici laureati in UK. Il programma è diviso in 2 anni: F1 (foundation year 1); F2 (foundation year 2); Dopo il completamento del F1, i giovani medici otterranno la full registration al GMC e potranno iniziare il F2. Durante lo svolgiomento dell’F2, con tempistiche simile al national recruitment del FP, un medico può presentare domanda per progredire nel Training. Il FP è stato introdotto affinché tutti i nuovi medici acquisissero un appropriato addestramento e valutazione (training and assessment) in tutte le competenze basilari della professione medica (sia cliniche che non cliniche). 2.1 Panoramica del sistema di applicazione nazionale Lo UK Health Deparment (il nostro Ministero della Salute) determina il numero di posti per il FP disponibili ogni anno in base alla forza lavoro necessaria da impiegare all’interno del NHS durante la formazione post-laurea ed il Training di specialità. Lo scopo del sistema di applicazione nazionale ha come obiettivo quello di collocare i punteggi più alti in classifica a tutti i posti disponibili.

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Numero 5 | Settembre 2013 Vi sono due tipologie specifiche di FP: a) il Foundation Programme classico; b) l’Academic Foundation Program (AFP): in numero limitato, circa 450 all’anno, di posti che pone particolare enfasi alla ricerca per chi volesse da subito mantere stretti contatti con la comunità scientifica accademica; L’application process è costituito da differenti steps: - Le scuole di medicina Inglesi e lo UK Foundation Programme Office (UKFPO) nominano i candidati che sono elegibili per applicare per il programma e attribuisce un punteggio (Educational Performance Measure – EPM) in base al curriculum di ciascun candidato. La consegna delle domande, elegibility checking, è responsabilità del candidato italiano e deve essere presentata, generalmente, tra la metà di Luglio e la metà di Agosto dell’anno precedente, se tutti gli step andranno a buon fine il FP avrà inizio ad Agosto dell’anno successivo (per esempio, l’elegibility checking per il FP 2014 è tra il 15 Luglio e il 14 Agosto 2013, l’inizio del contratto è fissato per Agosto 2014); - I candidati si registrano online al Foundation Programme Application System (FPAS) e verifiano la loro nomina; - Viene completata l’application online per il FP e l’AFP 2014; - I punteggi relativi alle voci di curricu-

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lum sono valutati da comitati nazionali; - I candidati sostengono intorno al mese di Novembre il Situational Judgment Test (SJT); - Si procede in base al punteggio complessivo all’allocazione degli AFP e, quindi, dei posti per il FP. Chi accetta un posto come AFP viene rimosso dalla graduatoria per i posti del FP. Qualora qualcuno non ottenesse un punteggio sufficiente per l’AFP o rifiutasse un’offerta, rientra automaticamente nella graduatoria per il FP. Qualora il numero di domande eccedesse il numero di posti i candidati non inseriti nel programma sono inseriti in una lista di riserva. Gli studenti italiani che intendessero applicare per il recruitment nazionale, non devono essere in possesso al momento della domanda dei criteri per l’ottenimento di una full-registration, ovvero non devono essere già medici abilitati. Molti medici italiani, ad ogni modo, applicano comunque e con successo, in ragione del fatto che questo prerequisito è molto difficile da verificare. I documenti e le informazioni specifiche necessarie per applicare per il foundation programme possono essere facilmente reperite sul sito dedicato: http:// www.foundationprogramme.nhs.uk In Regno Unito ci sono diverse Foundation Schools (enti locali che organizzano ed ospitano il FP).

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Numero 5 | Settembre 2013 Il candidato deve elencare ognuna di queste in ordine di preferenza in base a dove vorrebbe lavorare. Ogni anno sono rilasciati dati in base al numero di posti disponibili e al numero di domande in modo che ogni concorrente possa facilmente farsi un’idea del livello di competizione esistente in ogni singola scuola. Già da questi numeri è possibile iniziare a demolire alcuni falsi miti, ad esempio: “In Inghilterra ci sono pochissimi medici e fare carriera è semplice”. Falso. O per meglio dire, non così vero come una volta. La riforma strutturale di recente instaurata nel programma di specializzazione ha avuto come finalità sia quella di uniformare il programma sia di arginare ed organizzare la mole di medici che si è trasferita, e continua a trasferirsi, negli anni in Regno Unito, mettendo paletti per gli stranieri, non insormontabili, ma da conoscere preventivamente. Oltre alla documentazione necessaria per incontrare i criteri di elegibilità, uno studente straniero deve presentare un certificato di lingua, eccezion fatta per quegli studenti che certificano di aver conseguito la laurea in un’università dove tutti gli insegnamenti e gli esami del proprio corso di studi sono stati condotti in lingua inglese. La certificazione richiesta è lo IELTS (International English Language Testing System) Academic. La valutazione minima necessaria è 7.5/9.0 in ogni voce di valutazione (speaking, listening, reading and writing). Tutte le informazioni relative all’esame possono essere reperite sul sito: http:// www.ielts.org/ L’ente preposto per l’organizzaine dell’esame è il British Council: http:// www.britishcouncil.org/it/italy.htm 2.2 Application Score System Ogni application può totalizzare fino ad un massimo di 100 punti valutati da un board nazionale e suddivisi in due componenti: a) Educational Performance Measure (EPM) – 50 punti max; b) Situational Judjment Test (SJT) – 50 punti max; - Educational Performance Measure (EPM); L’EPM è una valutazione delle compewww.sism.org

tenze cliniche e non cliniche, conoscenze e performance del candidato al momento dell’application. L’EPM comprende due elementi: i risultati conseguiti durante la scuola di medicina (medical school perfomance score) ponderati in decili per cui un range di punteggio da un minimo di 34 ad un massimo di 43 è disponibile, e raggiungimenti formativi (educational achivements: pubblicazioni e presentazioni) fino ad un massimo di 7 punti. Per un totale massimo di 50 punti. Il medical school performance score è calcolato dalla scuola di medicina del candidato dividendo tutti gli iscritti di un anno in 10 gruppi numericamente uguali (decili) basandosi sui risultati degli esami. Questo parametro è definito EPM decile score. Se un candidato rientra all’interno del primo decile (cioè tra il 10% di componenti del suo corso con le votazioni più alte) riceverà il massimo, 43 punti; se si collocasse nel secondo decile 42 punti; nel terzo 41 e così via. Gli studenti nell’ultimo decile ottengono il minimo, 34 punti. Gli studenti italiani si troveranno qui a scontrarsi con un problema non da poco, dovuto sia al numero vergognosamente elevato di 110 e lode sfornato dalle nostre università, sia dall’impossibilità di effettuare un calcolo ponderato sulla media per distribuire in centili i voti dei laureandi di ogni anno. L’attribuzione del decile viene lasciata a giudizio del Presidente di Corso di Laurea/Scuola di Medicina che si prenderà o meno la responsabilità di attribuire il decile del candidato. Qualora le informazioni fornite al momento dell’application fossero insufficienti, questa verrà, nel migliore dei casi, valutata con punteggio minimo. Per valutazione degli educational achievements sono sono considerati due parametri: additional degrees fino a 5 punti e others educational achievements (pubblicazioni o presentazioni) fino a 2 punti. Per totalizzare un punto per una pubblicazione il lavoro del candidato deve essere già stato pubblicato e deve essere indicato il PubMed ID number (PMID).

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Numero 5 | Settembre 2013 Per totalizzare il punto per la presentazione (orale o poster) questa deve aver avuto luogo durante una conferenza di portata nazionale od internazionale organizzata da un’organizzazione riconosciuta. - Situational Judjment Test (SJT); Il SJT è un momento di valutazione degli attributi e capacità richieste per essere un foundation doctor, definite dal documento denominato FP national person specification: - Il candidato deve essere in grado di dimostrare di comprendere l’importanza ricoperta dal paziente come obiettivo centrale della presa in cura; - L’abilità di organizzare con l’opportuna priorità compiti, informazioni e prendere decisioni appropriate; di comprendere l’importanza di saper lavorare efficacemente con altri individui; - L’abilità di saper comunicare con efficacia sia con i colleghi che con i pazienti; - Capacità d’iniziativa e la capacità di gestire efficacemente la pressione e/o situazioni difficili; - Impegno all’apprendimento e al continuo sviluppo professionale; - Consapevolezza e autocritica sui propri limiti e le proprie abilità; - Una comprensione dei principi di uguaglianza e diversità: Il SJT consiste in 70 domande da svolgersi in 2 ore e 20 minuti. E’ possibile totalizzare un massimo di 50 punti. Ci sono due tipologie di domande: - Ordina per priorità e appropriatezza 5 possibili risposte; - Scegli 3 tra 8 possibili risposte; I punteggi ottenuti al SJT sono ponderati sulla media e la deviazione standard dell’EPM. Questo significa che i due punteggi possono quindi essere combinati in una somma equalmente ponderata. Candidati che totalizzino un punteggio al SJT estremamente basso possono essere sottoposti ad una revisione della loro application ed eventualmente scartati dal recrutiment nazionale. 2.3 Una volta dentro al Foundation Programme Il F1 solitamente consiste in 3 placements di 4 mesi. In genere uno di questi è general medicine (medicina interna), uno general surgery ed uno sarà una specialità. L’allocazione di questi tiro-

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cini è decisa dalla Foundation School. Una volta al secondo anno del foundation programme è garantito un posto come F2 nella stessa scuola oppure, a volte, in un’altra. La maggior parte di tirocini nel F2 sono 3 rotations da 4 mesi, per l’80% degli F2 uno di questi sarà un placement in General Practice (medico di medicina generale). Per chi avesse già conseguito l’abilitazione in Italia vi è comunque la possibilità di applicare direttamente al F2, verificando la disponibilità di posti definiti stand-alone rimasti liberi nelle singole foundation schools tramite siti di collocamento dedicati: NHS Jobs: http://www.jobs.nhs.uk/ BMJ carreers: http://careers.bmj.com/ careers/hospital-medical-healthcaredoctors-jobs.html Perchè, allora, non fare molto semplicemente questo? Per due ragioni: a) Trovare un posto potrebbe non essere così semplice; b) Durante l’assessment del FP ogni candidato comincia a costruire il proprio portfolio, ovvero un curriculum complesso in cui sono contenute tutte le proprie competenze maturate, corsi, audit ecc… fondamentale per essere competitivo con gli altri candidati per accedere al training specialistico. Iniziare “un anno avanti” significa anche avere un anno in meno per maturare un curriculum corposo. Nulla è impossibile e alcune certificazioni internazionali possono essere ottenute anche in Italia. Studenti molto preparati posso essere ugualmente molto competitivi. Per fortuna, o purtroppo, il livello e le competenze raggiunte da ciascun candidato in Italia sono affidate alla volontà e all’impegno del singolo anziché essere un prerequisito richiesto e verificato/verificabile da chiunque. 3. Speciality Training Terminato il FP è necessario applicare per lo speciality training. Vi sono tre tipologie principali: - Speciality training (ST) o Core-training (CT); - Fixed-term speciality training appointment (FTSTA); www.sism.org


Numero 5 | Settembre 2013 - Academic clinical fellowship (ACF): Per coloro interessanti alla ricerca (cfr. paragrafo 4. Ricerca e carriera accademica). Maggiori informazioni sono reperibili sul sito http://www.nihrtcc. nhs.uk; - Speciality training and run-through: Con questa particolare tipologia di programma è possibile ottenere un lavoro in un alcune specialità che lo prevedono (per esempio 8 anni per Pediatria oppure 3 anni per General Practice, il nostro Medico di Medicina Generale). Una volta completato il tirocinio si ottiene il Certificate of Completion of Training (CCT) e la qualifica di specialista o di GP. I programmi di questa tipologia che prevedono un percorso diretto dall’inizio dello Speciality Training (ST1) al conseguimento del CCT sono definiti run-through training; - I Fixed term speciality training appointment (FTSTA) sono contratti di un anno per lo speciality training per coloro che non posso intraprendere o garantirsi un run-through programme. Permettono eventualmente anche di acquisire maggiore esperienza per poi applicare nuovamente al programma

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(non c’è un equivalente per l’uncoupled training); - Core-training and uncoupling: Questo sistema offre un core-training proramme (CT1 – CT2) della durata di due anni (CT3 – tre anni per psychiaty ed emergency medicine) seguiti da un gradino a competizione aperta per accedere a allo speciality training (ST3) da lì in poi (ST4 per psychiaty ed emergency medicine). Questa suddivisione tra core-training e speciality training è definita uncoupling. Per i programmi di specialità uncoupled, il CT è offerto ad un grande numero di candidati. Successivamente al CT, l’accesso competitivo allo ST è aperto a tutti i candidati che rientrano nei criteri di eleggibilità, compresi quelli che hanno preso strade alternative ma che hanno completato il tirocinio, sostenuto gli esami e acquisito le competenze del CT 1/2; - Training in a Surgical Speciality in general: Il candidato applica per questo programma attraverso le varie deanery ed è organizzato secondo lo schema uncoupled;

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Numero 5 | Settembre 2013 Il candidato applica per il CT chirurgico. Dopo 2 anni di core training (CT1-CT2) vi è una selezione competitiva per il training specialistico (ST3) per una particolare disciplina (ad es: General Surgery, Urology…). E’ necessario aver completato l’esame MRCS (Membership of the Royal College of Surgeons) al momento dell’applicazione all’ ST3 (vedi sezione dedicata nell’articolo). Per poter aver successo nell’ingresso nel training specialistico è necessario che il candidato, durante il CT abbia maturato le competenze richieste per ricoprire un incarico in quello specifico percorso di specializzazione. Maggiori informazioni in merito al percorso di specializzazione in chirurgia sono reperibili sul sito del RCS – Royal College of Surgeons: http:// www.rcseng.ac.uk/ oppure http://surgicalcareers.rcseng.ac.uk/. In tutto il Regno Unito il tirocinio chirurgico è coordinato e pianificato sui medesimi obiettivi formativi. Alcune peculiarità possono esserci in Scozia in cui alcune specialità sono presentate come run-trhought anziché come uncoupled. Per maggiori dettagli sui contenuti didattici e gli obiettivi formativi del tirocinio specialistico in chirurgia sono consultabili nel sito internet dell’Intercollegiate Surgical Curriculum Programme: www. iscp.ac.uk; - Training in a Medical Speciality in general: Il candidato applica per questo programma attraverso le varie deanery ed è organizzato secondo lo schema uncoupled. Vi sono due anni di core training (CT 1-2) in diverse specialità mediche seguite da un’applicazione competitiva all’ ST3 in specifiche discipline mediche (per esempio: haematology, endocrinology). Per poter accedere all’ST3 è necessario aver sostenuto la prima parte dell’ esame MRCP (Membership to the Royal College of Physicians). Maggiori informazioni sono reperibili sul sito del Royal College of Phsysicians: http://www.rcplondon.ac.uk. Maggiori informazioni sull’MRCS ed MRCP sono nel paragrafo dedicato; - Acute Care Common Stem (ACCS): Per gli specializzandi interessati ad applicare per discipline dell’ACCS (Anesthesia, Acute Medicine e Emergency Medicine) il programma è uncoupled con applicazione alle deanery locali. Acute Medicine: tre anni di CT con CT1-

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2 speso nelle discipline dell’ACCS ed il CT3 specificatamente in Acute Medicine. É possibile dal CT3 trasferirsi a discipline affini come General Internal Medicine; Anaesthesia: tre anni di CT con CT1-2 speso nelle discipline dell’ ACCS ed un ulteriore CT2 specificatamente in Anaesthesia. L’accesso è competitivo al ST3 previo superamento di un esame specifico come requisito addizionale (Primary FRCA – Primary Examination of the Diploma of Fellowship of the British Royal College of Anaesthetics); Emergency Medicine: tre anni di CT, CT1CT2 nelle discipline dell’ ACCS e quindi CT3 specificatamente per EM. L’accesso competitivo per accedere al training specialistico (ST4) richiede come prerequisito il superamento dell’esame MCEM – Membership of the College of Emergency Medicine. 3.1 Recruitment Process Getting started: Il candidato deve rientrare nei criteri di elegibilità entro la scadenza per la presentazione della domanda per il programma a cui sta applicando, inclusi gli esami sostenuti qualora richiesti. Ogni specialità ha dei prerequisiti concordati a livello nazionale, person specifications (http://www. mmc.nhs.uk/default.aspx?page=911), che elencano le competenze richieste per ogni singola specialità. Al momento della domanda il candidato deve provare evidenza di aver conseguito le specifiche competenze. Choosing your speciality: ogni programma di specializzazione fa capo ad uno specifico College (per esempio: il Royal College of Obstetricians and Gynecologists www.rcog.org.uk) oppure ad una specifica Deanery (per esempio: Histopathology, London Deanery www. londondeanery.ac.uk) oppure tramite un recruitment nazionale (ad esempio General Practice: National Recruitment Office for GP Training www.gprecruitment.org.uk). In base alla specialità che uno vuole perseguire è necessario verificare sul sito dedicato le specifiche del training e le modalità previste per la presentazione della domanda. Vacancies and Application: Si passano in rassegna i siti internet delle deaney, del GP recruitment o NHS jobs per verificare i posti disponibili. www.sism.org


Numero 5 | Settembre 2013 I posti sono pubblicizzati per un periodo di 4 settimane. E’ necessario applicare entro la data di scadenza di ognuno presentando evidenza di rientrare all’interno delle person specifications richieste. Quindi il candidato viene preselezionato per un colloquio e/o una valutazione dei criteri evidenziati dalle person specification. Interviews and Offers: E’ fondamentale arrivare all’interview adeguatamente preparati con tutta la documentazione necessaria ed il proprio portfolio. L’application process può essere piuttosto complesso, ma per facilitare l’orientamento è possibile scaricare l’applicants guide per ulteriori informazioni (http://www.mmc.nhs.uk/ PDF/Applicant%20Guide%202013_ V1.2.pdf). 3.2 Speciality Training Competition Il livello di competizione per accedere alle diverse specializzazioni varia, come varia per la stessa specializzazione in diverse parti del paese. Le competition ratios sono pubblicate ogni anno rapportando le domande ricevute per ogni posizione ed il numero di posti disponibili. Solamente i candidati migliori hanno la possibilità di ottenere un posto nelle specialità più competitive. I candidati possono applicare per più posti aumentanto le loro probabilità di successo (quindi le possibilità di ottenere un posto sono più alte di quelle indicare nelle statistiche). 3.3 Mebership Exams Come abbiamo accennato in precedenza per poter progredire dal CT all’ST, oltre ai requisiti delle person specifications, è necessario il superamento dei mebership exams della propria specializzazione e dimostrare un appropriato livello di competenza. Gli esami sono difficili (solitamente con una percentuale di successo del 30%) e costosi. La maggior parte degli esami hanno luogo in 2-3 sessioni all’anno. L’iscrizione è da effettuarsi con 2-4 mesi di anticipo. 1. Specialità Mediche – MRCP: L’MRCP è diviso in tre sessioni: Part 1 – written basic science (costo 379 £, si può sostenere non prima di 12 mesi dopo la laurea) Part 2 – written clinical (costo 379 £, www.sism.org

deve essere sostenuto entro 7 anni dal Part 1) PACES – clinical skills (costo 595 £, deve essere sostenuto entro 7 anni dal Part 1) E’ necessario aver passato il Part 1 per poter applicare all’ ST3. Per alcune discipline è necessario aver superato anche il Part 2 ed il PACES. 2. Specialità Chirurgiche – MRCS: L’MRCS è organizzato in due parti. Una volta sostenuta la Part A il candidato deve sostenere e superare la Part B entro 3 anni. Part A – MCQ (Basic sciences and Principle of Surgery in General), costo 440 £, sostenibile dopo la laurea; Part B – OSCE, costo 800 £, sostenibile una volta superata la Part A; Per applicare all’ ST3 è necessario aver sostenuto e superato l’MRCS. 3. Altri esami per specialità particolari: Gli esami delle seguenti specialità presentanno peculiarità che il candidato può ritrovare nel dettaglio nei siti dei Royal College dedicati. Emergency Medicine (MCEM); Anaesthetics (FRCA); Obstetrics and Gyneacology (MRCOG); Pathology (MRCP); Paediatrics (MRCPCH); Radiology (FRCR); Psychiatry (MRCPsych); 4. Ricerca e carriera accademica L’attività di ricerca è parte intergante del lavoro del medico e della sua formazione professionale. Indipendentemente dal fatto che esso si dedichi totalmente alla carriera accademica o meno, conoscenza e competenza nei fondamenti della ricerca sono essenziali. Per coloro che fossero propensi ad una carriera accademica ciò non significa escludere dalla propria vita l’attività clinica. La maggior parte dei medici universitari conducono la propria attività di ricerca parallelamente alla loro attività clinica. Ad ogni step del percorso di specializzazione fino a qui descritto è possibile scegliere un percorso che avvicini lo specializzando alla ricerca e al mondo universitario. Foundation years – Ci sono un numero limitato di posti che dedicano una parte del tempo alla ricerca definiti Academic Foundation Programmes. Di solito l’attività accademica è concentrata nel FY2 oppure a volte suddivisa tra F1 ed F2.

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Numero 5 | Settembre 2013 ST years – Vi sono posizioni di ricerca anche nello speciality training e sono denominate Academic Clinical Fellowship (http://www.nihrtcc.nhs.uk/) disponibili nelle medesime specializzazioni al livello ST1. La durata è di 3 anni (equivalente al ST1-ST3) con attività clinica ed un 25% del tempo dedicato all’attività di ricerca. Il primo anno è solitamente clinico. Lo scopo del secondo e del terzo anno è quello di ideare ed organizzare i presupposti del proprio progetto di ricerca per il conseguimento di un PhD/MD applicando per un finanziamento. Una volta che è stato ottenuto il finanziamento con successo si accede alla Training Fellowship. Training Fellowhip – Un progetto di ricerca della durata di 3 anni disegnato dal candidato con l’obbiettivo di conseguire il titolo di PhD/MD. All’interno del triennio permane del tempo dedicato per l’attività ospedaliera per mantenere le proprie abilità cliniche. Clinical Lectureship – Una volta conseguito il PHD/MD è possibile ora applicare per un tirocinio di 4 anni. Questo tirocinio corrisponde all’equivalente dell’ ST4-ST5 e consente il proseguimento di un’attività di ricerca nel post-dottorato. Una volta terminato questo tirocinio il candidato è elegibile per la posizione di Consultant (il nostro “Dirigente medico/Primario”) oppure Senior Lecturer (simile al nostro “Professore associato”) a seconda che voglia prediligere una carriera accademica o meno. 5. Stipendi In conclusione, un pizzico di venalità. Quanto guadagna uno specializzando, un medico di medicina generale o uno specialista in UK? - Doctors in training I medici in formazione specialistica percepiscono un salario di base ed uno straordinario se lavorano oltre le 40 ore settimanali oppure in fasce orarie al di fuori dalle 7:00-19:00 dal Lunedì al Venerdì. Lo stipendio di base annuale per i jounior hospital trainee (Foundation Year 1) parte da £22,636. Questo aumenta con il passaggio al Foundation Year 2 a £28,076. Per i medici in formazione specialistica il salario di parteza è di £30,002. Gli straordinari svolti sono calcolati normalmente con supplementi corrispondenti a somme tra il 20% ed il 50% dei salario di

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base. Lo straordinario è quantificato in base al numero di ore addizionali ed al carico di lavoro svolto. - Speciality Doctors I medici specialisti percepiscono un salario che, a seconda della professione e della carriera, varia tra £37,176 e £69,325. - Consultats I Consultats hanno un salario che varta tra £75,249 e £101,451 all’anno, a seconda della durata del servizio prestato. - General practitioners Molti GPs sono liberi professionisti e lavorano autonomamente o come componenti di Clinical Commissioning Group (CCG). Lo stipendio varia a seconda dei servizi forniti ai propri pazienti ad alle modalità con cui loro scelgono di fornirli. I salari dei GPs che sono membri di una CCG si collocano tra le £54,319 e £81,969 dipendendo da, oltre agli altri fattori, dal servizio prestato e dalla loro esperienza. 6. Conclusioni Il sistema inglese si presenta quindi come molto complesso, rigido ma estremamente bene organizzato. Quest’ultimo pregio conferisce a tutti i medici formati un livello di competenza uniforme su tutto il territorio nazionale. Con il passare degli anni sempre più stranieri si sono hanno deciso di intraprendere la propria carriera in Regno Unito comportando un ulteriore irrigidimento del percorso da parte degli inglesi nei confronti degli studenti oltremanica. Spero che le informazioni che avete trovato in questo articolo possano esservi di aiuto per la vostra carriera!

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SISM - Segretariato Italiano Studenti Medicina Ufficio Nazionale: Padiglione Nuove Patologie, Policlinico Sant’Orsola, via Massarenti 9, 40138 Bologna. tel/fax: +39 051 399507 – e-mail: nationaloffice@sism.org web: www.sism.org Codice Fiscale 92009880375

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Zona SISMica - Settembre 2013  

Numero 5 - Settembre 2013

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