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NUMERO 13| MAGGIO 2014

MOLTE PERSONE ENTRERANNO E USCIRANNO DALLA TUA VITA, MA SOLTANTO I VERI AMICI LASCERANNO IMPRONTE NEL TUO CUORE.

Eleanor Roosevelt

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Numero 13 | Maggio 2014

SISM Il SISM - Segretariato Italiano Studenti in Medicina è un’associazione noprofit creata da e per gli studenti di medicina. Si occupa di tutte le grosse tematiche sociali di interesse medico, dei processi di formazione di base dello studente in medicina, degli ordinamenti che regolano questi processi, dell’aggiornamento continuo dello studente e riesce a realizzare tutto ciò attraverso il lavoro di figure preposte a coordinare i diversi settori sopraddetti sia a livello locale che nazionale. Il SISM è presente in 38 Facoltà di Medicina e Chirurgia sparse su tutto il territorio. Aderisce come membro effettivo all’IFMSA (International Federation of Medical Students’ Associations), forum di studenti di medicina provenienti da tutto il mondo riconosciuto come Associazione Non Governativa presso le Nazioni Unite.

LA REDAZIONE Publishing Group Coordinator Valentina Peritore - Sede Locale di Modena Responsabile Redazione Irene Mameli - Sede Locale di Cagliari Redazione Paolo Miccichè - Sede Locale di Palermo Andrea Costumati - Sede Locale di Palermo Maria Luisa Ralli- Sede Locale di Siena Letizia Lorusso - Sede Locale di Salerno Matteo Cavagnacchi - Sede Locale di Bologna Mario Davide Roffi - Sede Locale di Roma La Sapienza info: publishing@sism.org

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Numero 13 | Maggio 2014

INDICE EDITORIALE di Valentina Peritore IL SALUTO DELLA REDAZIONE di Irene Mameli IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DI PRIMAVERA di Andrea Costumati I TEST D’ACCESSO ALLA SCUOLA DI MEDICINA E CHIRURGIA: RITO DI PASAGGIO NECESSARIO O INUTILE CRUDELTÀ? di Matteo Cavagnacchi SULLA BUONA E SULLA CATTIVA STRADA - LINEE PARALLELE CHE S’INCROCIANO di Martina Bartolone e Marco Lamarmora DONNE: OLTRE LE GAMBE C’È DI PIÙ?! di Letizia Lorusso OMOFOBIA E PREGIUDIZI SOCIALI: LA PRATICA MEDICA CHE SI SCONTRA CON L’ORIENTAMENTO SESSUALE. di Letizia Lorusso e Ilaria Gambelli ESSERE O NON ESSERE NEO di Fabrizio Billitteri NUCLEARE SENZA VELI di Caterina Simoni LA LEGALITÀ E IL GIOVANE MEDICO: CONSIGLI PER L’(ILL)USO di Giovanni D’Angelo IL FUMETTO DI OPEN ACCESS... di Small Working Group “Open Access” “SWG (IN)FORMAZIONE CONTINUA”: RIFORMA DELLE SCUOLE DISPECIALIZZAZIONE: COSA STA CAMBIANDO? di Verena Zerbato e Stefano Guicciardi

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EDITORIALE Valentina Peritore Ciao SISMici,

mio cuore!

ritorna Zona SISMica anche questo mese!

Con queste poche righe vi lascio a questo super numero!!

Riuscire a scrivere queste poche righe post congresso è davvero difficile!

Siete pronti??

Troppi pensieri, troppe emozioni, troppi ricordi che si affollano per la testa. Ci vorrebbe un diario intero! Vorrei sfruttare questo breve spazio per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al XLIV Congresso Nazionale del SISM - Seduta Primaverile. Un ringraziamento speciale all’ OC, semplicemente unico, al Team of Officials perchè abbiamo superato egregiamente anche questa esperienza, ad ogni persona che in questi quattro giorni mi ha donato un pezzettino di sè. Ho scelto come frase di questo mese, un pensiero sull’amicizia. Mi piace pensare che la maggior parte di voi ha lasciato una piccola impronta sul

IL SALUTO DELLA REDAZIONE Irene Mameli Benritrovati in queste bellissime giornate! Sappiamo che i commenti metereologici non vi interessano ma che volete una lettura stimolante in queste prime giornate di mare! Ebbene sotto l’ombrellone potrete tenervi informati con le ultime news sul test di accesso a medicina , i terribili bilanci delle morti sulle strade, riflettere sulla legalità e sul tema sempre più attuale dell’inquinamento nucleare.

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Temi di un certo interesse saranno inoltre le riflessioni sul ruolo delle donne e sui pregiudizi sociali verso l’omossesualità ed infine l’auto-intervista al NEO e le novità associative che si sono svolte al congresso di Catania!! Buona lettura!!

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IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE DI PRIMAVERA Andrea Costumati Il XLIV Congresso Nazionale SISM che si svolgerà a Catania da l’8 a l’11 Maggio (E che dunque si sta svolgendo proprio mentre esce questo numero di maggio di Zona SISMica) rappresenta un importante cambiamento per l’associazione. Partiamo dagli aspetti palesi: L’evento primaverile non sarà più chiamato “Meeting Nazionale” poiché adesso e d’ora in avanti avremo delle sedute Congressuali ogni 6 mesi. Il Congresso Nazionale SISM è ora composto da due momenti ben distinti durante la giornata di lavoro. La mattina si avranno le sessioni di Area Tematica e il pomeriggio si avranno le plenary Congressuali. Il Congresso Nazionale SISM (ora semestrale) sarà un momento formativo per i soci a tutto tondo. Si affronterà l’aspetto progettuale, di confronto, di dibattito e condivisione, in passato prerogativa dei Meeting primaverili. Allo stesso tempo si metterà ai voti le mozioni che daranno nuovo volto e significato all’Associazione ed ai suoi progetti. Per capire meglio come si è arrivati a concepire questo cambiamento epocale nella gestione ed organizzazione degli incontri del SISM, dobbiamo fare qualche passo indietro. La proposta nasce nel 2012, durante il Meeting Primaverile di Novara. Marco Bonsano (Presidente SISM 2010-2011 e 2011-2012) propose l’idea di invertire il Meeting con il Congresso Nazionale. Lo scopo era, secondo i più, quello di incentivare il confronto delle Sedi Locali all’inizio dell’Anno Associativo. Tale confronto, se fruttuoso, avrebbe portato le Sedi Locali a ricevere preziosi input che poi sarebbero stati trasportati nei diversi contesti, permettendo ai nuovi officers di coltivare e realizzare i progetti durante tutto il loro mandato. L’idea destò parecchio scalpore perché www.sism.org

significava rivoluzionare alcuni capisaldi associativi. Il Meeting, da sempre organizzato in primavera, ha sempre visto partecipare officers vecchi e nuovi che confrontano i progetti svolti durante il periodo precedente e spunti per l’handover e la progettualità dell’anno successivo. Il Congresso, puntuale nei primi mesi del nuovo Anno Associativo, era ed è caratterizzato dal momento importante del rinnovo del Consiglio Nazionale e Responsabili di Progetto, oltreché da tutte le mozioni che modellano ed adattano i documenti associativi. L’inversione dunque presentava parecchie novità. Prevedeva, infatti, l’elezione del Nuovo Consiglio Nazionale ad Anno Associativo inoltrato, mentre ad ottobre gli Officers Locali neoeletti avrebbero fin da subito ricevuto numerosissimi input confrontandosi con altrettanti neo-eletti officers locali per ampliare fin dall’inizio la propria cerchia di contatti. Tutto ciò, anche in virtù delle sue implicazioni, ha preteso una ben più ampia riflessione, che procedesse nel corso dei seguenti due anni secondo alcuni step. Lo step principale fu la creazione di uno Small Working Group che si occupasse di discernere i pro e contro dell’Inversione Meeting-Congresso. Tale SWG, coordinato dal Segretario Generale 2011-2012 Silvia Bocci, ha lavorato assiduamente ed ha vagliato un ventaglio di possibilità. La soluzione che si trovò essere più adatta alle esigenze del SISM fu quella di creare un evento Ibrido, che contenesse sia gli aspetti tipici del “Meeting” sia quelli Congressuali. Nasce dunque il Congresso Nazionale SISM, rinnovato e rivoluzionato. “In medio stat virtus” dicevano i latini.

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Numero 13 | Maggio 2014 La soluzione infatti rappresenta un compromesso tra vecchio e nuovo. Cosa rimane del vecchio Meeting? Certamente il Meeting mantiene la sua natura gioiosa e dirompente. Viene dato ampio spazio alla formazione (Training e Sessions di area tematica). Viene sfruttato il periodo primaverile perché è quel momento dell’anno dove si possono ricevere nuovi spunti per l’Anno Associativo seguente e, soprattutto, si può fare handover in tempo utile prima del rinnovo delle Sedi Locali.

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tali tempistiche per poter ottimizzare i propri progetti e sfruttare i periodi di maggior visibilità (ad esempio l’inizio delle lezioni, le vacanze natalizie o i periodi d’esame). Che vantaggi avremo dal nuovo Congresso Nazionale? I vantaggi riguardano sicuramente l’aspetto burocratico. La capacità di snellire il pressante ed estenuante processo di votazione delle singole mozioni, divendolo in due momenti separati, è già una gran cosa.

Cosa rimane del vecchio Congresso Nazionale? Il Congresso Primaverile non prevede il rinnovo delle cariche nazionali. Questo avverrà infatti ad Ottobre come è sempre stato. Ciò comporta due notevoli vantaggi: Il sincrono rinnovo delle cariche nazionali e delle cariche locali. La carica Locale/Nazionale in armonia con l’inizio e fine dell’Anno Associativo nonché con quelli dell’Anno Accademico.

Dal punto di vista formativo e progettuale, avremo ben due momenti durante l’anno in cui si avranno sessioni di area tematica. Ciò significa capillarizzazione delle informazioni, miglior handover, miglior coinvolgimento delle Sedi Locali e soprattutto monitoraggio costante dell’andamento dei progetti e della crescita delle Sedi Locali.

Perché considerarli dei vantaggi? Perché il lavoro di un Officer si incastra sempre con l’impegno accademico (ovvero studiare e seguire le lezioni) e gli impegni associativi devono anche essi seguire

Il fattore “abitudine” è certamente determinante. Non è facile abituarsi ai nuovi ritmi di lavoro, soprattutto se condensati in 4 giorni (per dovere di cronaca è stato aggiunto nel 2013 il quarto

Quali svantaggi o inconvenienti potrebbero presentarsi al primo Congresso di Primavera?

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Numero 13 |Maggio 2014 nel nuovo Congresso). Potrebbe essere traumatico dover abbandonare un tipo di lavoro in area tematica durante la mattina e concentrarsi la sera sulle mozioni. Può essere parecchio scomodo dover convocare un tavolo di presidenza ogni 6 mesi. Infine potrebbe essere parecchio snervante dover smontare l’aula plenary per renderla aula di area tematica ben due volte al giorno (Anche se la Sede di Novara c’è riuscita e anche parecchio bene!). Ritengo, tuttavia, che l’evoluzione che hanno subito gli eventi Nazionali del SISM sia stata recepita in modo entusiasta dalle Sedi Locali e dai soci che vi partecipano. La migliore conclusione che quest’articolo può meritare è infatti quella che ancora non si è avverata: Il XLIV Congresso Nazionale terminerà, infatti, solo giorno 11 Maggio, cioè domani. Sarà allora che potremo trarre le opportune conclusioni, ma in quel caso si dovrà aspettare il prossimo numero!

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I TEST D’ACCESSO ALLA SCUOLA DI MEDICINA E CHIRUGIA: RITO DI PASSAGGIO NECESSARIO O INUTILE CRUDELTÀ? Matteo Cavagnacchi Croce e terrore di molte adolescenze, dispensatore di sogni infranti e aspettative deluse, bersaglio di critiche durissime da tempi immemori, il test d’accesso alla Scuola di Medicina e Chirurgia è da sempre al centro di un acceso dibattito che coinvolge Governo, studenti ed Atenei. Se infatti, da una parte, è sacrosanto il diritto reclamato a gran voce da una grossa fetta di studenti liceali di accedere al percorso di studi per cui ognuno si sente più portato, dall’altra è sotto gli occhi di tutti quelli che quel test lo hanno superato che il sistema è già così al collasso: quante volte ci siamo ritrovati a tirocini inutili in cui il paziente viene visto da lontano tra le teste dei colleghi? Quante volte ci siamo imbattuti in tutor pieni di incarichi e responsabilità ai quali vengono affidate mandrie di studenti abbandonati a pasturare nei reparti per carenze del sistema? Quante volte ci siamo trovati a seguire lezioni seduti sulle scale di emergenza per il sovraffollamento delle aule? Che ci piaccia o no, Medicina non è una facoltà come tutte le altre, e non perchè sia superiore o migliore, ma perchè basa (anche se ancora non a sufficienza) la sua formazione sulle attività pratiche, attività che pertanto richiedono un investimento in infrastrutture e servizi che non è paragonabile a nessun altro contesto universitario. Nè, d’altro canto, si può pensare di gravare ulteriormente su un SSN già al limite del collasso inondando i reparti di tirocinanti, sovraccaricando di responsabilità i medici strutturati, inficiando così la qualità del servizio di cura, che deve restare al centro di ogni decisione riguardante la vita di un policlinico universitario che resta, prima di tutto, un ospedale. Tutto questo, inoltre, senza considerare l’effetto imbuto che si sta già da questi mesi delineando in uscita dalla Scuola,

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con le borse di studio per la formazione specialistica in calo e una situazione che si preannuncia drammatica per i prossimi anni. Come se ne esce, dunque? Gli studenti ripropongono imperterriti la loro richiesta di abolizione del test in toto, sfruttando i social network con il flashmob dei ragazzi di #stopaltest e i video di #quasimedici, il MIUR rilancia proprio in questi giorni con una proposta “à la française”: primo anno libero e test per proseguire gli studi solo alla fine del secondo semestre. Una proposta che appare senza dubbio più meritocratica, un salto di qualità indiscutibile rispetto all’attuale test a crocette che vorrebbe, in sole sessanta domande chiuse, valutare le capacità e le competenze di migliaia di ragazzi, ma che tuttavia non accontenta del tutto le Associazioni Studentesche che rifiutano l’idea del numero programmato in toto. Ma gli studenti comuni, quelli che quel test lo hanno poi affrontato davvero, cosa pensano? Lo abbiamo chiesto a Vittoria Balletta, studentessa del quinto anno al Liceo Classico Tommaso Gargallo di Siracusa che ha preso parte proprio ai test di poche settimane fa, classificandosi in una posizione utile della graduatoria. Ciao Vittoria, e intanto complimenti! “Ciao anche a te e grazie mille” Per prima cosa ti chiedo un commento generale a caldo sul risultato di questi test “Il test era davvero difficile quindi sono contenta di averlo passato, ma soprattutto di essere arrivata fra i primi 500 in Italia” Siete stati i primi ad affrontare il test anticipato ad Aprile, come credi queswww.sism.org


Numero 13 | Maggio 2014 to abbia influito sulla vostra preparazione?

meno imparziale favorirebbe i raccomandati”

“Sicuramente noi studenti al 5º anno del liceo siamo stati svantaggiati, perché abbiamo dovuto studiare contemporaneamente per la scuola e per il test, quindi abbiamo avuto poco tempo da dedicare a entrambi, rischiando di fare male tutti e due”

Bene, direi che è tutto, grazie mille per la tua disponibilità, in bocca al lupo per la tua nuova avventura e a questo punto non posso che dirti che ti aspettiamo al SISM l’anno prossimo!!

Con che spirito ti sei preparata per questa sfida? “Sacrificio, perché ho dovuto rinunciare al mio tempo libero” Ma a quanto pare ne è valsa la pena! E ora che aspettative hai per il tuo futuro da studentessa di Medicina? “Spero di darmi le materie nei tempi giusti ed evitare ritardi, perché la strada è lunga e difficile” Sarai sicuramente a conoscenza dei vari movimenti che si impegnano per l’abolizione del test e del numero chiuso a Medicina, cosa ne pensi?

“Grazie ancora a te e al SISM, un saluto a tutti i lettori e a presto.” Il SISM tutto, e la SCOME in particolare, hanno tutta la competenza per poter affrontare con cognizione queste riflessioni e il dovere di porsi, come già fanno in altri contesti, come voce super partes autorevole su tematiche di accessibilità alla formazione medica sia a livello specialistico che nei confronti dei nostri aspiranti colleghi. Per tutti gli altri, non state troppo sereni, ormai il test lo avete passato, il peggio inizia ora!

“Il numero chiuso deriva da una normativa europea e credo che difficilmente si potrà abolire. Ho avuto la prova che chi si prepara riesce a superare lo stesso i test. Ritengo invece che un sistema

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SULLA BUONA E SULLA CATTIVA STRADA LINEE PARALLELE CHE S’INCROCIANO Marco Lamarmora e Martina Bartolone Francia, 30 aprile 1980, Io e Laurent decidemmo di andare a cena, da soli, come non accadeva dalla nascita di Elise, quattro anni fa, la più piccola delle nostre figlie. Quel giorno andai a prenderle a scuola, Elise e Mathilde : una magra e slanciata, dai capelli biondi come il grano d’estate, l’altra dalla struttura più atletica, capelli nero corvino, come la notte senza stelle e la pelle ambrata che sembrava uscita da un bazar di Zanzibar. Sulla strada ci fermammo al centro commerciale e comprai due cappotti cerati, di quelli impermeabili, lavorati con la paraffina il cui odore riempiva le narici. Uno rosso per Mathilde e uno blu per Elise. Le lasciai da mia madre prima di proseguire verso casa : i miei pazienti mi attendevano ed io ero chiamata ad assolvere il mio dovere di logopedista. Più tardi mia cognata le avrebbe portate a casa della nonna paterna.

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Ero lì, davanti allo specchio, che scrutavo il mio corpo coperto dal finissimo tessuto del vestito blu a pois bianchi, quel vestito l’avevo comprato qualche giorno prima per l’occasione, ascoltando i pareri di Laurent mentre osservavo come il vestito, stretto alla cintola e a slargarsi verso i polpacci mi rendesse esile e mi dava un senso di libertà. Quando il telefono prese a squillare. Nessuna chiamata era attesa per quel giorno e, senza attesa, non c’erano emozioni a guidarmi mentre sollevavo la cornetta : “Si, Pronto?” La mia voce era gentile ma, al contempo, era impregnata di fastidio per cercare di liberarmi da quell’impegno inaspettato che m’impediva di andare a cena. Era mio cognato. Mi avvisava che c’era stato un incidente e che le mie due gemme più preziose non ce l’avevano fatta. La prima reazione fu quella di pensare, ingenuamente, ad uno scherzo, certo

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Numero 13 | Maggio 2014 uno di quelli di pessimo gusto : la consapevolezza non tardò a destarsi, veemente e disproporzionatamente al mio corpo, quasi fosse un gigante ed io un piccolo folletto irlandese. Mi precipitai in ospedale a Peronne e lì lasciai per sempre un pezzo di me. Era incredibile e soverchiante questo senso d’offuscamento che allontanava anche me dalla vita. Non riuscivo a parlarne e mi misi a scriverne : pensai, nel profondo del mio cuore, che fosse un modo per dare una forma alla vita, mentre sentivo che mi sfuggiva fra le mani come la sabbia in riva al mare d’estate, e a provare meno sofferenza. Le mie gemme preziose non se lo meritavano. Al funerale scrutavo la gente che era lì. Soffriva, ne sono certa! Eppure non riuscivo a pensare che per loro erano due bambine come tante se ne vedono durante i posti che si frequentano quotidianamente : allo zoo, nella sabbia del parco del nostro piccolo quartiere, scalpitanti in fila davanti al cinema, frementi di vedere l’ultimo film Disney. Certo li capisco, ma come non posso non pensare che fossero le MIE bambine e la loro perdita impagabile. Al funerale mio marito mi disse : “Vedrai, ci abitueremo”, era la cosa più semplice, sincera e, allo stesso tempo brutale che mi avessero mai detto. Ogni anno si contano 1,3 milioni di vittime della strada e fra i 20 e i 50 milioni di feriti, molti dei quali destinati alla condizione di disabili per il resto della loro vita. 1,3 milioni di persone: per rendere l’idea, lo stesso numero degli abitanti dell’Abruzzo. Il doppio di tutte le morti per omicidio che avvengono ogni anno nel mondo. Poco meno delle vittime dell’AIDS. Le automobili uccidono due persone ogni minuto: vale a dire che, in media, più o meno alla decima riga della vostra lettura, un altro nome ci darà motivo di perorare questa causa. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 29 anni e sono determinati più frequentemente dal mancato rispetto dei limiti di velocità, dalla guida in stato d’ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze psicotrope e dall’utilizzo contemporaneo di dispositivi portatili come il telefono cellulare, che ne costituiscono rispettivamente la www.sism.org

prima, la seconda e la quarta causa in assoluto. Come possiamo agire, allora? Quando ci si occupa di Salute Pubblica non bisogna MAI dimenticarsi delle vittime della strada, così come la madre che abbiamo citato nella parte iniziale dell’articolo, non dimenticherà mai le sue figlie. La nostra azione sui giovani, unita agli sforzi della Croce Rossa Italiana e la Pubblica Assistenza e di altre associazioni che si battono in quest’ambito, è condizione necessaria per cercare di fare PREVENZIONE PRIMARIA: per cercare, cioé di agire perché un evento dannoso NON si verifichi. Qual è la nostra marcia in più? In particolare, se ci pensate, noi come studenti di medicina possiamo portare le conoscenze sulla Biomeccanica degli incidenti, andando a scavare a fondo nell’origine del problema. Noi, in quanto studenti di medicina, possiamo far capire cosa vuol dire SEQUELA di un evento di questo tipo che possiamo vedere tutti i giorni nei reparti di riabilitazione fisiatrica. Noi, in quanto studenti di medicina e unitamente alle altre associazioni che si occupano di emergenze sul territorio, possiamo instillare una luce, accendere il lumino di una candela foriera di spirito di partecipazione ATTIVA nei soccorsi. TU, lettore e socio del SISM, cosa pensi di portare? I loro ricordi sono ciò che mi è rimasto. Certo, erano le mie bambine, e sebbene potessero sembrare come tutte le altre bambine, quelle erano le mie, e la loro perdita rimane impagabile. Ci sono stati alcuni miglioramenti in Francia, cosa per cui io sono grata, ma le mie figlie, Matilde ed Elise, non mi verranno restituite.

A Matilde ed Elise A Eugenio A chi non c’è più, perchè la loro scomparsa non sia avvenuta invano.

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DONNE: OLTRE LE GAMBE C’È DI PIÙ?! Letizia Lorusso Voglio partire da questo titolo che qualcuno potrebbe definire “politicamente scorretto”, che per chi non lo sapesse è il ritornello di una canzone anni ’90, per analizzare una tematica molto attuale al giorno d’oggi che è quella dell’emancipazione femminile. Ho sempre ritenuto la parità dei diritti fra uomo e donna una cosa imprescindibile per la nostra società, un diritto inalienabile per l’essere umano ma dopo una discussione terminata con la frase “Tu non puoi rivolgerti così ad una ragazza…” mi è venuta voglia di scrivere questo articolo e confrontarmi con voi riguardo questa tematica. Poco più di due mesi fa è stato il centesimo anniversario della nascita di Rosa Louise Parks, quella Rosa Parks, giovane donna di colore, che si rifiutò di obbedire alla “legge” e di cedere il proprio posto sul bus ad un bianco e che col proprio

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arresto diede inizio alla lotta contro la segregazione razziale guidata da Martin Luther King; e che dire di donne come Evita Peron, la quale attraverso una dura battaglia portò al riconoscimento dell’uguaglianza de diritti politici e civili tra gli uomini e le donne in Argentina, o delle “Madres de Plaza de Mayo” che, sempre in Argentina, sfidarono il regime militare pur di far luce sull’atroce scomparsa dei loro figli. L’8 Marzo 1945 viene celebrata la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Oggi la festa della donna, che si celebra per l’appunto ogni anno l’8 Marzo, ha perso quello spirito di commemorazione e memoria ed è diventata solo una giornata in cui le ragazze vanno per locali a divertirsi tutta la notte vedendo spetta-

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Numero 13 | Maggio 2014 coli di spogliarello e bevendo superalcolici. Accendendo la TV ogni giorno vediamo giovani ragazze pronte a tutto pur di apparire, a svendere il proprio corpo, o peggio la propria dignità, in cambio di qualche minuto di effimera celebrità o peggio sentiamo di alcune di loro irretite, sfruttate o peggio malmenate e stuprate da uomini, o forse meglio dire bestie, che sfruttando la propria forza psico-fisica o la propria posizione socioeconomica illudono e si e approfittano queste giovani e sentendo tutto ciò penso come la nostra società sia arretrata e abbia bisogno di donne, ma anche di uomini, che lottino per rimarcare questi diritti. Leggendo il rapporto “The State of the World’s Girls 2012: Learning for Life” nei Paesi in via di sviluppo solo il 50% delle bambine finisce le elementari e sono 39 milioni le giovanissime tra gli 11 e i 15 anni costrette a rinunciare alla scuola per aiutare la famiglia; a quest’età le loro vite cominciano ad essere dominate dai “doveri” domestici e riproduttivi che le obbligano a matrimoni forzati, gravidanze precoci, violenze e abusi sessuali.

tematiche, come ad esempio la vita sessuale di noi giovani, siamo ancora molto indietro poiché vige una morale prettamente maschilista, ma girando per le vie della mia città o per i corridoi della mia università noto poco interesse riguardo queste tematiche e soprattutto vedo le ragazze molto più interessate all’ultimo modello di scarpe o a quale serata andare il sabato sera piuttosto che a mantenere vivi quei diritti per i quali molte di loro sono addirittura morte in passato. Per chiudere questo articolo vorrei lasciarvi con una mia personalissima riflessione su questo tema, penso che al giorno d’oggi sia necessario abbandonare la visione, permettetemi di dire, “ottocentesca” dell’uomo e della donna, in cui lui si comporta da servile cavaliere e lei da casta diva ma bisogna rendersi conto che la donna, non solo biologicamente parlando, sta diventando sempre più il sesso forte e che al giorno d’oggi è sempre più manager in carriera quindi abbandoniamo il vecchio stereotipo della cavalleria e lasciamo che anche una donna ci possa portare a cena. Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia.

In Italia, sotto quest’aspetto, siamo molto fortunati ma su molte altre

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OMOFOBIA E PREGIUDIZI SOCIALI: LA PRATICA MEDICA CHE SI SCONTRA CON L’ORIENTAMENTO SESSUALE. Letizia Lorusso e Ilaria Gambelli L’opuscolo “Pazienti Imprevisti” è stato redatto come seconda edizione nel 2008 e già allora cominciò a fare il giro degli ospedali; esso fu realizzato con la collaborazione dell’Arcigay Nazionale e l’Istituto Superiore di Sanità e raccoglie numerose testimonianze (queste ultime provengono da medici, infermieri e pazienti omosessuali di tutta Italia). In questo modo essi hanno parlato della LORO esperienza, non di leggende metropolitane, non di romanzetti di ultima categoria, ma hanno TESTIMONIATO, utilizzando brevi racconti, frasi incisive e pensieri.

sempre più richiesta in quest’ambito. Ma cosa si intende per professionalità?

“Da quando un mio collega in ospedale mi ha detto di essere gay è come se si fosse aperta una finestra su un mondo che non conoscevo. Così mi sono impegnato a capire meglio i miei pazienti, a capire se qualcuno fosse omosessuale, come si sarebbe sentito trattato da me. È stato a tratti difficile. Sento di non sapere molto ad esempio sulle pratiche sessuali tra due uomini o due donne. Adesso mi accorgo che, anche grazie a questo lavoro, sono più attento a tutti i pazienti in generale. Ognuno è diverso dagli altri” (Giacomo, 43 anni, medico ospedaliero, Siena) – Tratto da: “Pazienti Imprevisti: Pratica medica ed orientamento sessuale”.

Sempre che si possa considerare l’omosessualità una reale categoria sociale, più nello specifico io la definirei come una buona fetta della popolazione che costantemente non viene compresa. È noto come, in seguito alla nascita e allo sviluppo della psicanalisi un po’ tutta la popolazione, questa si improvvisi grande conoscitrice della psiche e con una certa presuntuosità crede di conoscere gli aspetti “malati” di queste persone. Questo modo di agire non è tipico solo della popolazione in genere, ma è anche un atteggiamento che ritroviamo in molti medici ospedalieri e non. Dunque sorge spontaneo il chiedersi se dei VERI esperti si siano posti delle domande e se queste domande abbiano trovato risposta: ma cos’è l’omosessualità? Nel 2014 potrebbe sembrare ridicolo che ci si ponga ancora questa domanda, ep-

Questa la voce di uno dei tanti medici per cui si apre un nuovo mondo, un mondo con il quale non aveva mai avuto a che fare. La semplicità di questa testimonianza ci mostra come a volte ci si possa allontanare dagli stereotipi ed avvicinarci all’omosessualità quasi candidamente, con semplice curiosità. La routine medica, soprattutto quella ospedaliera, rimane spesso sterile e a volte lontana dallo sperimentare nuovi approcci con i pazienti. La generazione medica, che ora si appresta al pensionamento, rimane spesso chiusa all’interno di, purtroppo, comuni pregiudizi, senza dimostrare quella professionalità che è

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“ I codici deontologici delle professioni mediche hanno da sempre sottolineato il rispetto della dignità del paziente e dell’equità del trattamento. In questa prospettiva, il medico è esortato a considerare ogni persona con la medesima attenzione e coscienza, indipendentemente dall’appartenenza a qualsiasi categoria sociale. “ Tratto da: “Pazienti Imprevisti: Pratica medica ed orientamento sessuale”.

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Numero 13 | Maggio 2014 pure è un dato di fatto che degli stigmi sono ancora radicati. Gli esperti si sono espressi e da sempre sottolineano che l’omosessualità non è una SCELTA ma un MODO DI ESSERE; non è un disturbo mentale e quindi non si può minimamente pensre di sottoporre una persona omosessuale a psicoterapia per tentare di cambiarle l’orientamento sessuale, perché si attuerebbe una VIOLENZA. “Nel 1973 l’Associazione Americana degli Psichiatri ha derubricato l’omosessualità dal manuale ufficiale (DSM) che classifica tutti i disturbi mentali. Anche l’OMS ha eliminato l’omosessualità come categoria diagnostica (ICD 10). Da allora la comunità scientifica internazionale esorta gli operatori sociali e sanitari a non trattare l’omosessualità come una patologia, bensì a considerarla come variante naturale della sessualità umana. Secondo il Codice Etico-Deontologico dell’Ordine degli Psicologi Italiani, infine, i pazienti devono essere rispettati nella loro dignità e non sono accettabili discriminazioni nel trattamento fondate sulla diversa appartenenza di orientamento sessuale. Tratto da: “Pazienti Imprevisti: Pratica medica ed orientamento sessuale”. Termino sottolineando che il 1973 è molto lontano, così come l’anno di

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promulgazione della “Carta dei diritti sessuali”. Questa carta è stata promulgata al Congresso Mondiale di Sessuologia (Valencia, Spagna, nel 1997) e poi approvata dal WAS (World Association of Sexology) al Congresso Mondiale di Sessuologia ad Hong Kong nel 1999. Una carta semplice che conta un numero quasi irrisorio di diritti: UNDICI. Undici diritti la cui importanza pesa ad ogni passo che dal mondo occidentale si compie verso il Medio Oriente, o verso il terzo mondo, o l’Europa dell’est. Diritti che in una società ancora tanto conservatrice come la nostra sono difficili da accettare. La società di cui sto parlando è abituata a pensare che il primo rapporto sessuale debba avvenire dopo il matrimonio, e negli stessi piccoli centri abitati in cui permangono queste tradizioni, una relazione tra un uomo e una donna è una regola senza eccezioni. Laddove i diritti sessuali possono sembrare ovvi, scontati o inutili, per chi in Italia non è consentito unirsi in matrimonio, questi diritti risultano FONDAMENTALI. L’omosessualità è DIRITTO ALLA LIBERTA’ SESSUALE (1); l’essere gay è un DIRITTO ALL’UGUAGLIANZA SESSUALE (4); l’essere lesbica è un DIRITTO AL PIACERE SESSUALE (5); l’essere PAZIENTI e non “PAZIENTI OMOSESSUALI” è un DIRITTO.

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ESSERE O NON ESSERE NEO Fabrizio Billitteri Essere NEO, per quasi la totalità delle persone queste due parole significano essere una neoformazione cutanea, benigna o maligna che sia, per altri sono cariche di grande responsabilità perché rappresentano la lotta contro Matrix, ma per me e spero anche nel SISM in generale hanno un altro significato. Mi è stato chiesto di scrivere questo articolo per fare un po’ il punto del essere NEO delle mie impressioni e degli aspetti positivi e negativi quindi cercherò di farlo senza creare un End Term Report perché non è quello che voglio trasmettere, voglio solo raccontarvi un po’ i miei pensieri di quest’anno. Non voglio fare una digressione alla “How I Meet Your Mother” ma devo dire due paroline su di me per spiegarvi come mai ho deciso di candidarmi a questa carica e come sto vivendo quest’anno in questo ruolo. Ho affrontato questa candidatura e questa carica con una discreta esperienza locale, avendo partecipato a molti eventi nazionali, e con una grande passione, ma non avevo comunque idea di cosa avrebbe significato per me. Inoltre, sicuramente, per essere arrivato a questo punto ci sono tante persone che devo ringraziare per essere dove sono, ma la lista è molto lunga e non voglio annoiarvi. Non sapevo davvero cosa aspettarmi tranne che ci sarebbe stato da sgobbare veramente tanto. Ricordo ancora che appena confermarono la mia elezione Viviana Storbini, NEO 2012-2013, si avvicinò a me, con un gran sorriso, il suo pc e cominciò a farmi un discorso enorme e anche piuttosto complicato su tutte le cose che dovevamo fare. Sicuramente quindi questa mia prima aspettativa non è stata per nulla delusa, la Carica Nazionale porta sicuramente con se una grande mole di lavoro, non solo perché devi coordinare il lavoro di un’area sull’intero terri-

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torio nazionale ma anche perché devi lavorare all’unisono con tutto il CN (Consiglio Nazionale) e il TO(Team of Officials) per avere una visione completa dell’Associazione e di quello che è meglio per lei e per i suoi soci. Oltre al lavoro quello che ho scoperto è stato un meraviglioso mondo nuovo fatto innanzitutto dal CN, che ormai considero come la mia seconda Commissione Locale, anche se veniamo tutti da sedi diverse ogni volta che ci riuniamo per lavorare o ci sentiamo tramite la tecnologia c’è sempre un ottimo rapporto e uno splendido modo di lavorare insieme. Ho visto l’Associazione in una chiave del tutto nuova scoprendo che siamo veramente grandi, che siamo cresciuti fino ad affermarci come un’importante realtà sul suolo nazionale, che siamo la più grande associazione di studenti, indipendentemente dalla categoria che esiste in Italia e che facciamo parte della più grande Federazione di studenti al mondo. Nonostante questo ho capito che siamo al tempo stesso molto piccoli e fragili perché ogni nostra mossa può far crescere o sprofondare l’Associazione e perché con un numero di Sedi Locali così grande è veramente difficile riuscire ad omologare il livello di conoscenze senza lasciare nessuno indietro. Ho scoperto che da National Officer siamo garanti delle regole del nostro Statuto, ma nello stesso tempo siamo enormemente vincolati dalle stesse che ci impediscono a volte di prendere delle decisioni che ci semplificherebbero enormemente il lavoro. Da questo punto di vista quindi sono assolutamente meravigliato . Onestamente non potevo pensare ad un modo migliore per coronare la mia carriera nel SISM, che forse dopo quest’anno anche grazie ad una laurea tanto attesa volgerà al suo termine. Lavorare con le Sedi Locali è stato a volte meraviglioso, altre volte molto difficile penso che purtroppo spesso www.sism.org


Numero 13 | Maggio 2014 dipenda da errori nella comunicazione. Comunicare via e-mail non è sicuramente il modo ideale di affrontare i problemi, quindi molte volte tante delle difficoltà che ho incontrato nell’aiutare i vari LEO( Local Exchange Officer) e LEO Assistant o chiunque mi chiedeva aiuto, sono state date da una comunicazione a distanza e sarebbero state di gran lunga più gestibili se fossero state affrontate “di persona”. Per quello che vale ho sempre cercato di fare del mio meglio per aiutare tutti. Una delle cose che sicuramente mi ha creato più difficoltà e stata lavorare con gli altri NEO: con alcuni ci sono state delle difficoltà date da un diverso background, con altri le difficoltà sono state dettate prevalentemente da differenze culturali e con altri ancora invece le affinità sono state tali da rendere il lavoro molto più facilmente gestibile.

tuna è ancora solo a metà, ci tengo a dire che: per quanto fino ad ora abbia cercato di portare avanti l’area, di far crescere gli scambi, di far crescere e aiutare i vari LEO e chiunque mi abbia chiesto aiuto, di sicuro ho imparato tantissimo non solo in un ambito SISMico ma soprattutto nel ben più importante ambito della vita vissuta che è sicuramente più ricca grazie a questa esperienza. Spero che questa breve descrizione vi sia piaciuta e per chiunque verrà a Catania: ci vediamo presto nella mia bellissima terra, un abbraccio.

In questo frangente la GA mi ha aiutato tantissimo, ho scoperto e conosciuto un mondo nuovo,che mi ha aiutato a vedere nella giusta ottica il mio lavoro rispetto a quello degli altri e mi ha fatto capire il peso che la nostra NMO ha in IFMSA. Come potrete leggere nel report della GA quello per me è stato come un punto di svolta, mi ha permesso di ampliare la mia visione, di trovare nuovi spunti per far crescere la nostra area e mi ha fatto veramente conoscere il resto del CN e dei delegati che erano li presenti. A questo punto l’unica cosa a cui riesco a pensare è che tra pochi giorni comincerà il Congresso di Catania e onestamente non vedo l’ora di essere li con voi. Di vedere i vecchi amici e di conoscere le nuove leve. Sono impaziente di gestire le Session con in mente il ricordo di quando seguivo le mie prime Session al Congresso di Chieti del 2011 con il mitico Aviad Lampner, NEO 20112012, di essere seduto al tavolo del CN che ho sempre guardato con ammirazione e al contempo di posare sempre lo sguardo alla Sede Locale di Palermo perché è da li che vengo ed è grazie a loro se sono dove sono. Sono sicuro che vivrò questo evento con un maggiore carico di responsabilità, di lavoro e anche di stress ma sono sicurissimo che ne varrà la pena. Per concludere, senza dare davvero una conclusione ad un percorso che per forwww.sism.org

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NUCLEARE SENZA VELI Caterina Simoni Chernobyl. Io, che sono nata nel 92, ne sentivo parlare perché molte coppie di amici accoglievano dei ragazzi russi durante l’estate. Pareva che fossero in vacanza, mi dicevano che venivano in Italia per mangiare tanta frutta, nel loro paese il cibo non era buono e la verdura non faceva bene ai bambini, come invece, dicevano a me per farmela mangiare. Poi più nulla, quelle ragazze così carine e timide, bionde come il grano e che si chiamavano in gran parte Julia, non sono più arrivate. Il governo russo non vuole più, adesso possono restare anche a casa loro, la verdura e la frutta sono di nuovo buone. Ingenuamente e fidandomi dei grandi, io ci ho sempre creduto, ma poi ho iniziato a leggere di più, a informarmi, a vedere fotografie di giapponesi sfigurati dopo Little Boy, a studiare medicina. Non sempre ci si dovrebbe fidare dei grandi. Perché cercano di farti vedere il mondo migliore di quanto non sia, nascondendo realtà e verità che andrebbero mostrate e fatte conoscere, per quanto scomode e paurose. Chernobyl, Fukushima… i test nucleari nel Pacifico, le atomiche sul Giappone nel ‘45, i disastri nucleari degli anni ’60 in Bielorussia secretati dal governo… Non sono favole! Potrebbero piuttosto essere vere e proprie storie dell’orrore, scheletri nell’armadio che non vanno assolutamente estratti dal loro sudario di naftalina e segreti. È per questo che chi ci ha provato è finito in prigione. 6 lunghi anni, che avrebbero dovuto essere 8 se non fosse intervenuta Amnesty International per liberarlo :Yuri Bandazhevski ha fatto sentire la sua voce e il mondo sta iniziando ad ascoltarlo. Perché era stanco di vedere i suoi amici morire attorno a lui come mosche, chi di tumore, chi di infarto, chi improvvisamente. Era stanco di veder sparire dalla classe di medicina

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dove insegnava i suoi studenti, per patologie neoplastiche o cardiovascolari. Era stanco di sapere che gli ospedali pediatrici si riempivano ogni giorno di bambini che non sempre ne sarebbero usciti vivi. Era stanco di vedere come il governo continuasse a mentire sulle quantità di radionuclidi ammessi nelle derrate alimentari per la popolazione. In realtà non esistono dosi sicure: non dovrebbe esserci nemmeno un atomo di cesio in quello che viene mangiato. Il problema è che tutto ciò continua ad accadere, nonostante le numerose ricerche effettuate e documentate, presentate anche in vari libri tradotti e distribuiti all’estero. Avendo letto la biografia di questo personaggio, coraggioso e determinato, è stato praticamente un obbligo organizzare un incontro con lui, data la sua disponibilità ed entusiasmo nel parlare agli studenti. Da domenica 29 marzo a venerdì 4 aprile un tour de force organizzativo, premiato però da una vasta partecipazione studentesca e non, e dall’onore di conoscere un professore del suo calibro. Non mi dilungherò sugli argomenti trattati, perché non credo di averne le competenze: questo è un sito indicatomi dal professore stesso in cui potrete trovare un articolo sui problemi cardiovascolari e sugli studi effettuati sulla popolazione di varie regioni bielorusse. È veloce da leggere e decisamente sconvolgente, approfittatene. Ci sono poi anche varie altre pubblicazioni che potete trovare in libreria o prenotare su internet. http://www.comedonchisciotte.org/ site//upload/downloads/Radiocesio. pdf È intervenuta poi anche la dottoressa Nataliia Dubova, collaboratrice del professore, che ha spiegato come il problema maggiore sia dato dalla contaminazione alimentare. La principale fonte di cesio 137 è infatti il cibo prodotto sul www.sism.org


Numero 13 | Maggio 2014 territorio contaminato, in particolare i funghi, i frutti di bosco e il latte. Latte che viene consumato quotidianamente soprattutto dai bambini, rovinando generazioni su generazioni.

sufficiente… si cercano dunque volontari interessati ad adoperarsi per, davvero, rendere questo mondo un posto migliore e più pulito.

E chi ci assicura che i cereali, i funghi secchi, i mirtilli congelati e molti altri prodotti che troviamo sulle nostre tavole non arrivino da lì? Chi ci assicura che tutte le etichette che leggiamo siano esaustive? Ma poi, le leggiamo veramente tutte le etichette?? Non dobbiamo essere quindi solo consumatori più consapevoli, ma anche cittadini e medici più informati. E soprattutto, volenterosi di cambiare questa situazione insostenibile! E non solo cercando di mettere toppe all’accaduto, operando sui pazienti contaminati dalle radiazioni, ma anche studiando e trovando nuovi metodi per cercare di eliminare la radioattività dagli alimenti e dal terreno. Perché il popolino non può permettersi di importare cibo dall’estero come fanno le classi dirigenti, e si nutre di ciò che trova o coltiva. E continua a morire. Quest’autunno, se la situazione politica ucraina lo permetterà, dato che ora Bandazhevski lavora a Kiev, tornerà in Italia a raccontare ancora. Parlare però non è

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LA LEGALITÀ E IL GIOVANE MEDICO: CONSIGLI PER L’(ILL)USO Giovanni D’Angelo Quanti di noi ogni giorno si trovano a pagare un parcheggiatore abusivo, a gettare una carta per terra, a non richiedere lo scontrino al bar o ad aggirare una fila?! Beh, penso che almeno una volta sia capitato ad ognuno di noi e da questi comportamenti errati, fatti per abitudine o per poca attenzione, vorrei partire per cominciare a parlare di legalità. “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.” Questa frase, detta dal giudice Giovanni Falcone, è la sintesi massima di ciò che per me è la legalità, è il caposaldo del mio modo di agire e di pensare. Sono uno studente di Medicina al IV anno, un giovane ragazzo palermitano, figlio di un poliziotto, che ha imparato a conoscere tanti aspetti della storia e della cultura della Mafia e dell’AntiMafia, e che non vuole pensare alla legalità solo come AntiMafia, ma come insieme di piccoli comportamenti quotidiani. Ogni volta che mi trovo a parlare di legalità al di fuori della mia terra si finisce a con il parlare inevitabilmente di Mafia, della mia Sicilia come terra di Mafia e degli Eroi morti per combatterla; ma ciò che intimamente desidero è che la mia Sicilia non sia più la terra degli Eroi, di Falcone e Borsellino, di Chinnici e Dalla Chiesa, di Peppino e Don Pino, ma diventi la terra della gente comune, delle persone per bene, di coloro che sappiano scegliere la dura e difficile via della legalità piuttosto che quella comoda dell’illegalità. La legalità è una scelta, una scelta spesso non facile, dura, e che può mettere in pericolo la tua stessa vita e anche noi medici siamo stati protagonisti di questa scelta: Michele Navarra e Paolo Giaccone sono i due estremi di una polarità di comportamenti. Il primo è stato un medico colluso con la Mafia, capace persino di uccidere, mentre il secondo

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è uno degli Eroi, magari meno conosciuto degli altri, un primario di Medicina Legale che, per l’onestà presente costantemente nel suo lavoro, pagò con la vita il suo senso di legalità, di giustizia e di rispetto del giuramento di Ippocrate. Quanti di voi ritengono sia legale che una donna sia costretta ad abortire in un bagno, che un ragazzino venga spinto al suicidio solo perchè fatto oggetto di atti di bullismo dai suoi coetanei per via della sua sessualità o che un migrante arrivato al Pronto Soccorso venga denunciato come clandestino? In uno Stato di Diritto, quale l’Italia dovrebbe essere per Costituzione, è impensabile che accada tutto questo, è illegale che vengano calpestati questi fondamentali diritti dell’Essere Umano, sì, dell’Essere Umano che ha il Diritto alla Salute, alla Libertà di Espressione e anche alla Libertà di Aborto, che nella parola “terapeutico” trova a volte uno schiaffo alla vita stessa, ma che della vita è una scelta, che ogni donna deve avere la possibilità di compiere. Probabilmente noi medici del domani non ci troveremo davanti a scelte così impegnative, ma ciò non deve spingerci a fare un passo indietro, anzi un passo in avanti nel percorso della legalità, deve spingerci a dire “no” ad una richiesta di raccomandazione, a non pagare un posteggiatore abusivo solo per paura che accada qualcosa alla nostra auto, a non gettare una gomma da masticare per strada, a difendere un ragazzino chiamato “frocio” dai compagni solo per dileggio o, peggio, per discriminarlo; a tutelare i diritti di un migrante irregolare presentatosi al Pronto Soccorso del nostro ospedale o a richiedere lo scontrino ad un bar della nostra città. Il percorso verso quell’utopia meravigliosa chiamata legalità non deve essere battuto solo da quei famosi Eroi, ma deve essere tracciato da ognuno di noi e al riguardo basti pensare a quel giovane ragazzo Nord Africano, immigrato clanwww.sism.org


Numero 13 | Maggio 2014 destino, che qualche mese fa ha sventato uno scippo; ecco come quello che noi chiamiamo “Vù Cumprà” o che fa il lavavetri ai semafori diventa uno di quegli Eroi, un esempio di legalità per noi Italiani che spesso voltiamo lo sguardo e acceleriamo il passo quando siamo testimoni di un’ illegalità. Personalmente sono molto coinvolto dal tema, lo sento molto mio e mi sto impegnando nel mio piccolo per portarlo avanti, persino nella realtà SISMica; ma certamente non è un tema facile su cui scrivere, ideare attività e progetti per approfondire la tematica, perché si rischia di cadere nel banale o, peggio, nello stereotipo dal quale sto provando ad allontanarmi. Ho deciso di cimentarmi in quest’articolo per condividere con voi i miei pensieri e fare sentire la voce di uno studente che crede nella legalità e che vuole renderla ordinaria nella società in cui vive. Personalmente ritengo che se qualcuno mi chiedesse cosa fosse e cosa significasse per me la parola “legalità”, dare una risposta mi sarebbe difficile, ma non perché mi manchino le parole al riguardo, ma perché definire una cosa così ovvia per me non è certo facile; però, se dovessi definirla con una parola sceglierei la parola “Diritto”, perchè il Diritto è la base per una società che può definirsi Legale.

dere più legale un’Italia che spesso molto legale non è; personalmente queste piccole cose sono l’inizio di un percorso di legalità, il primo mattone per la costruzione di una civiltà in cui la Mafia non troverà più terreno fertile, in cui parole come “omofobia”, “razzismo” e “pregiudizio” saranno solo dei lontani ricordi, delle parole che avranno perso il loro significato poiché finalmente saremo cittadini di uno Stato di Diritto. Uno Stato di Diritto nel quale ognuno di noi avrà il compito di mantenere vivo quel Diritto per il quale ha lottato giorno dopo giorno, non più come grande e solitario Eroe, ma come un piccolo pezzo di una comunità, di un popolo e di una civiltà che ha scelto di mettere come priorità non più lo smisurato profitto individuale, ma il rispetto di quei diritti fondamentali che i nostri Padri Costituenti hanno posto a baluardo della democrazia vera, quella per la quale molti hanno pagato col sangue e con la vita.

Per concludere questo articolo vi lascio una riflessione su questi miei consigli per l’(ill)uso; magari molti penseranno siano banali, ovvi o peggio scontati, ma vi chiedo di provare a metterli in pratica anche solo per un giorno, di guardarli con spirito critico e provare a capire se possono essere utili nel cercare di ren-

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Il fumetto di open access...

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RIFORMA DELLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE: COSA STA CAMBIANDO? Verena Zerbato e Stefano Guicciardi Premessa Le modalità di accesso alle scuole di specializzazione sono state definite, negli ultimi 8 anni, dal Decreto Ministeriale 172/2006 licenziato dall’allora Ministro Letizia Moratti. Tale Decreto Ministeriale rappresenta il regolamento attuativo del Decreto Legislativo 368/99, Articolo 36. Nel corso degli anni il Decreto Ministeriale è stato oggetto di molteplici critiche, evidenziate da diversi gruppi di studenti, formatisi spontaneamente, sia a livello nazionale che locale. Tra queste, le più frequentemente portate all’attenzione sono le seguenti: 1) L’attuale modello ripartito in due prove d’esame, una teorica e una pratica, presenta un elevato livello di discrezionalità. I quesiti della prima prova vengono estrapolati da un bacino di domande note e consultabili, pertanto la totalità dei candidati totalizza il massimo del punteggio dopo essersi adeguatamente preparata. La seconda prova consiste spesso nella discussione di un caso clinico in modalità scritta sotto forma di domande aperte. Quest’ultimo test è l’unico realmente determinante per il punteggio finale, e soffre di gravi limiti di obiettività, validità, imparzialità ed uniformità e può prestarsi ad interventi propensi a favorire o penalizzare determinati candidati o comunque ad inficiare l’effettiva correttezza del concorso. 2) Nella valutazione del curriculum universitario sussiste un elevato potere discrezionale della commissione giudicatrice, non essendo stati individuati dei criteri uniformi e standardizzati tra le diverse sedi ai quali attenersi nell’attribuzione del punteggio relativo alla tesi di laurea, alle Attività Didattiche Elettive (ADE) e alle pubblicazioni presentate. www.sism.org

3) Il modello concorsuale vigente osteggia la possibilità di proseguire il percorso formativo di specializzazione presso una sede diversa dall’Ateneo di provenienza venendo così a penalizzare la possibilità, pur esistente sul piano teorico, di poter continuare il proprio percorso formativo altrove. Tali criticità sollevate sono state in più occasioni ritenute significative in relazione al Decreto Legislativo 368/99, che delega al MIUR, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la disciplina delle modalità concorsuali per l’accesso alle Scuole di Specializzazione medica, e rimarca all’articolo 36 la necessità di dover specificare “parametri oggettivi” nella valutazione tanto delle prove concorsuali, tanto dei titoli. Alla luce di queste premesse, la richiesta più volte presentata, ed in seguito diventata realtà, è stata quella di cambiare le modalità concorsuali attraverso un Decreto Ministeriale, che sostituisca il 172/2006. In questo modo si potranno modificare la tipologia delle prove e il tipo di voci curriculari da prendere in esame, purché vengano rispettati i principi fissati dal Decreto Legislativo 368/99 all’articolo 36. Il nuovo concorso Per la prima volta, quest’anno, la graduatoria di accesso per le scuole di specializzazione sarà nazionale ma il concorso dovrà comunque svolgersi per singola tipologia di scuola e dinanzi ad una commissione locale, similmente a quanto avviene per l’ammissione al primo anno in Medicina. Alle Scuole si accede sempre con un concorso annuale e sempre in accordo al Decreto Legislativo 17 Agosto 1999, N.368. Il bando di concorso per l’anno acca-

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(IN)FORMAZIONE CONTINUA... demico 2013/2014 sarà emanato entro il mese di Luglio. Le prove d’esame si svolgeranno a ottobre, come annunciato dal Ministro Stefania Giannini. Dal 2015 il bando verrà emanato entro il 28 febbraio e la prova d’esame si svolgerà non prima di sessanta giorni dopo la sua uscita. Il bando indicherà i posti disponibili per ciascuna Scuola, i temi che saranno oggetto dei quiz, gli esami fondamentali, caratterizzanti e specifici di cui si terrà conto nella valutazione dei titoli, i criteri di assegnazione del punteggio, il calendario, la durata, le modalità di svolgimento e correzione delle prove d’esame. Al concorso possono partecipare i laureati in medicina e chirurgia in data anteriore al termine di scadenza fissato dal bando per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, con obbligo di superare l’esame di Stato entro il terminefissato per l’inizio delle attività didattiche delle scuole. La graduatoria Da quanto emerso dal comunicato stampa del MIUR del 17 Aprile 2014, ciascun candidato, al momento della domanda di accesso, potrà scegliere complessivamente finoa quattro Scuole, anche appartenenti ad Aree diverse (Medica, Chirurgica, ServiziClinici). Le domande di partecipazione alla selezione si potranno fare solo per via telematica. Per la prima volta, si potrà concorrere per tutte le sedi italiane. In base alle notizie trapelate ad ora, prima dello lo svolgimento delle prove, i candidati telematicamente esprimeranno le preferenze per le sedi ritenute opportune per ciascuna Scuola di Specializzazione per cui si è concorso. Di conseguenza, la graduatoria potrà: - includere tutte le sedi per ogni scuola di specializzazione; - comprendere solo le sedi scelte disposte in ordine di preferenza. Il candidato potrà accettare o rifiutare. Se verrà assegnato alla sua prima scelta

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(preferenza espressa), si potrà successivamente immatricolare. Se non verrà assegnato alla sua prima scelta, verrà automaticamente assegnato ad un’altra sede tra le sue preferite in cui si sia liberato un posto. La novità è che il candidato, qualora non dovesse rientrare in una delle sedi prescelte, potrà comunque specializzarsi in un’altra sede. Sul Bando saranno rese note le sedi e la sede della seconda prova potrà essere anche diversa dalla prima. La commissione giudicatrice La vigilanza in ogni sede sarà garantita da una delegazione della commissione nazionale giudicatrice, formata da un Direttore di Suola scelto dal Ministero e un Professore di prima fascia per ogni Settore Scientifico Disciplinare (SSD) estratto a sorte. Inoltre ci sarà altro personale di vigilanza. La prova d’esame In base a quanto riportato dal Comunicato Stampa del MIUR del 17 Aprile, la prova scritta sarà telematica, i candidati dovranno rispondere a 110 quesiti a risposta multipla. La prova sarà suddivisa in due parti. La prima, comune a tutte le Scuole, prevede 70 domande su argomenti caratterizzanti il corso di laurea di Medicina e Chirurgia. La seconda parte prevede 40 quesiti che serviranno a valutare i candidati rispetto a scenari predefiniti di dati clinici, diagnostici e analitici: di questi 30 saranno comuni a tutte le Scuole inserite in una stessa Area e 10 specifici per ciascuna Scuola. I 10 quesiti specifici avranno un peso maggiore in fase di correzione: ogni risposta esatta varrà 2 punti anziché 1 e ogni risposta errata -0,60 anziché -0,30. I quesiti saranno preparati, così come avviene per il Progress Test e il Test di Ingresso a Medicina, da esperti in materia esterni all’ambiente universitario. Ogni domanda avrà 4 opzioni, di cui solo una corretta. www.sism.org


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Rispondendo correttamente a tutte le domande si potrà ottenere un punteggio massimo di 120 punti.

Il 30 e lode dovrebbe valere come 30.

Valutazione curriculum

- Media > 29: 4 punti;

In base a quanto riportato dal Comunicato Stampa del MIUR del 17 Aprile, il punteggio del curriculum varrà 15 punti, che sommati ai 120 totalizzabili attraverso il test daranno un punteggio totale massimo di 125 punti.

- Media > 28,5: 3 punti;

I 15 punti relativi al curriculum verranno attribuiti secondo criteri oggettivi e suddivisi nel seguente modo: - fino a 5 punti per la media aritmetica dei voti degli esami sostenuti nel corso di studi; - fino a 5 punti per i voti degli esami attinenti alla Scuola di Specializzazione prescelta o per i voti degli esami fondamentali del corso di laurea; - 2 punti per il voto di laurea; - 2 punti per chi ha frequentato un Dottorato di Ricerca in un SSD attinente alla Scuola di Specializzazione prescelta; - 1 punto per l’attinenza della Tesi alla Scuola di Specializzazione prescelta.

- Media > 29,5: 5 punti;

- Media > 28: 2 punti; - Media >27,5: 1 punto. b) Esami attinenti Durante la prima riunione della Commissione Nazionale nominata dal Ministero verranno decisi i 5 esami fondamentali del Corso di Laurea o attinenti alla Scuola di Specializzazione scelta. La valutazione potrà essere effettuata attraverso i SSD, in quanto la denominazione delle materie d’esame può essere diversa nelle varie università. Il punteggio attribuito a questi esami fondamentali sarà così attribuito: - 1 punto per ogni 30 o 30 e lode; - 0,7 punti per ogni 29; - 0,5 punti per ogni 28; - 0,2 punti per ogni 27.

I punteggi per gli ultimi due parametri, l’attinenza della tesi ed il dottorato, non saranno calcolati a chi ha già il titolo di specialista o ha usufruito della borsa di specializzazione per almeno un anno.

c) voto di laurea

Per quanto concerne il calcolo dei singoli parametri, non sono state fornite al momento chiarificazioni, per cui dovrebbero rimanere in vigore le modalità previste dalle indiscrezioni non ufficiali ma trapelate da più sedi sul Web.

- Voto 110: 1,5 punti;

Diverse fonti hanno confermato la loro probabile veridicità, ma è verosimile che i punti presentati possano subire diverse modifiche.

I 2 punti massimi ottenibili saranno ripartiti nel seguente modo: - Voto 110 e lode: 2 punti;

- Voto 108-109: 1 punto; - Voto 105-107: 0,5 punti. d) Dottorato

Nello specifico:

Saranno dati 2 punti a chi ha terminato un Dottorato di Ricerca attinente alla scuola di specializzazione prescelta e l’attinenza sarà valutata attraverso il SSD.

a) Media aritmetica degli esami

e) Attinenza Tesi

I 5 punti massimi saranno ripartiti in cinque fasce.

Sarà attribuito 1 punto solo per le tesi sperimentali attinenti alla scuola di

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specializzazione prescelta. La tesi dovrà riportare il settore scientifico disciplinare a cui appartiene, quindi il punto sarà attribuito automaticamente e non in maniera discrezionale. Non sarà attribuito nessun punto alle tesi compilative. Attività didattiche elettive ed eventuali pubblicazioni non avranno più peso per l’attribuzione del punteggio. E ora? L’attesa ora è quindi tutta volta all’uscita del Decreto Ministeriale, che dopo gli ultimi aggiustamenti è stato inviato in Consiglio di Stato e che presumibilmente verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale per fine giugno/inizio luglio. Per il Bando bisognerà aspettare al massimo fino al 31 luglio. Solo allora conosceremo esattamente le modalità di svolgimento del concorso e potremmo avviare una riflessione esaustiva sulla sua validità, nonostante si possa già affermare che notevoli passi in avanti sono stati fatti rispetto alle precedenti modalità concorsuali. Il MIUR ha comunicato, inoltre, che sta lavorando al riassetto della durata delle Scuole di Specializzazione e che a breve aprirà un tavolo di discussione con le parti in gioco coinvolte. La questione urgente e cruciale per il futuro di migliaia di laureati e studenti in medicina, nonché di tutto il Sistema Sanitario Italiano, rimane, però, l’aumento dei posti per le Scuole di Specializzazione. Qualsiasi concorso, anche perfetto, risulta difatti insufficiente a fronte di un’assenza totale di programmazione della formazione medica e specialistica nel nostro Paese.

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SISM - Segretariato Italiano Studenti Medicina Ufficio Nazionale: Padiglione Nuove Patologie, Policlinico Sant’Orsola, via Massarenti 9, 40138 Bologna. tel/fax: +39 051 399507 – e-mail: nationaloffice@sism.org web: www.sism.org Codice Fiscale 92009880375

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