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Celestiale Francesca Bonafini

Non lo so se è una bella cosa avere dodici anni. I grandi mi dicono di godermeli finché ce li ho, che poi passano, e dopo mi dispiacerà che siano passati. Ma io vorrei che passassero subito immediatamente. Innanzi tutto, vorrei avere l’età per guidare la macchina, così esco di sera e vado ai concerti dappertutto nel mondo, ma soprattutto in Portogallo, dove ci sono i cantanti che piacciono a me. A scuola mi prendono in giro per colpa dei cantanti del Portogallo. «Che schifo», mi dicono. Però non li hanno mai ascoltati. A parte il Portogallo, che è lontano per andarci con la macchina, per me sarebbe abbastanza poter raggiungere i posti neanche tanto distanti ma dove c’è qualcosa di bello da fare, per esempio il centro della città. Con la Dani e la Vale un pomeriggio siamo andate in città con l’autobus ed è stato bellissimo. Ma l’ultima corsa per tornare dove abito io è alle otto, quindi mica potevamo stare in centro fino a tardi. Che però, anche se ci fosse l’autobus della mezzanotte, mia mamma non mi farebbe stare in giro di sera, e infatti siamo tornate a casa entro le sei, siccome dopo le sei a casa mia c’è il coprifuoco, e guai a non rispettarlo. Dopo le sei, neanche ai giardinetti posso andare. Mia mamma dice che alla mia età ci vogliono delle 94


regole, e poi che devo stare attenta perché il mondo si è fatto brutto e pericoloso, soprattutto per le ragazze, dice lei. E allora lo vedete anche voi che non è mica un bell’affare avere l’età che ho, e per di più essere femmina. Che il mondo non sia un bel posto, mi pare anche a me. Lo vedo al telegiornale che il mondo è un posto pericoloso dappertutto. C’è gente che spara ogni giorno, e non è mica come nei film dove muoiono per finta. A me, quelli che sparano mi sembrano degli stupidi. Una volta ho detto alla Dani e alla Vale che quelli che sparano sono gente che non vuol bene a nessuno, perché se vuoi bene a qualcuno non ti viene certo in mente di andare in giro a sparare. Quando sei tutto impregnato di bene per qualcuno, col cavolo che ti salta in testa di far uccisioni di qua e di là. La Dani e la Vale son rimaste d’accordo. Io ce l’ho qualcuno a cui voler bene. Si chiama Fabrizio Fiorini, e secondo me Fabrizio Fiorini è un nome celestiale. Celestiale è una parola che ho letto sopra un libro e mi è piaciuta, così me la sono presa per dire la qualità principale di Fabrizio Fiorini, che è la celestialità. Ma la parola celestiale va bene anche per il gusto delle patatine fritte, per il suono del violoncello, e per le canzoni dei Madredeus, che sono un gruppo del Portogallo di quelli che piacciono a me. Son tutte robe celestiali, queste che ho detto, perché ti mandano in orbita. La Dani e la Vale son d’accordo per le patatine, ma per il violoncello e i Madredeus proprio no. 95

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Celestiale  

Anteprima del racconto di Francesca Bonafini

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