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Grazie ad una bellissima traduzione di Davide Acerbi


Grazie ad una bellissima traduzione di Davide Acerbi


VERTIGO by Saul Bass Copyright Š Sina Persia 2014 Via Marcona 34, 20129 Milano (Italy) www.sinaranjbar.com Tel. +39 388 8240108 Tutti i diritti sono riservati. Prima edizione: Giugno 2014 Progetto grafico, composizione e impaginazione: Sina Persia, Milano A cura di: Sina Ranjbar Una bellissima traduzione di: Davide Acerbi Stampato da SEF, Milano (Italy)


ver·ti·go /’vərtəgō/ noun

dizziness, a sensation of whirling and loss of balance, associated particularly with looking down from a great height, or caused by disease affecting the inner ear or the vestibular nerve; giddiness. synonyms: dizziness, giddiness, lightheadedness, loss of balance late Middle English: from Latin, ‘whirling,’ from vertere ‘to turn.’

film

Titolo originale Vertig (La donna che visse due volte) Designer di titoli Saul Bass Paese di produzione Stati Uniti d’America Anno 1958 Durata 128 min Colore colore Genere thriller Regia Alfred Hitchcock Produttore Alfred Hitchcock per Paramount Musiche Bernard Herrmann Scenografia Henry Bumstead, Hal Pereira


I titoli di testa di Vertigo si aprono con la visione della metĂ di un volto femminile. Dopo i primi secondi la cinepresa con un movimento lento e costante si accentra sulla bocca e poi risale seguendo la linea di centro del volto fino ad arrivare agli occhi profondi e smarriti di una donna, che guardano prima a sinistra e poi a destra. Con un movimento di progressivo avvicinamento il punto di vista sembra quasi immergersi nella


profondità dell’occhio destro di lei, dal quale emergono spirali multicolori che ricordano frattali matematici. Il movimento circolare e l’alternanza delle forme geometriche creano un sentimento di montante angoscia in uno spazio nero, infinito, metafora di una mente disturbata, per poi tornare infine a inquadrare l’espressione impassibile della donna. Il cambiamento dei colori, la musica che ripete ossessivamente un unico accordo e la scelta del carattere tipografico, vuoto con contorno in bianco, ci introducono all’atmosfera da incubo e alle tematiche del film: la finzione, la maschera e il volto, la vertigine, lo smarrimento. Una tensione iniziale costruita sulla relazione tra i titoli di testa e la rappresentazione del


corpo, dove la trasparenza del carattere dei titoli “stampa” sulla pelle della modella (controfigura di Kim Novak) i nomi degli attori, gli stessi uomini che bramano di possederla. L’apparizione con un progressivo ingrandimento da offscreen del nome di James Stewart, che si ferma poco sopra le labbra della donna, è indicativo del personaggio da lui interpretato, il detective John “Scottie” Ferguson, che nonostante la distorsione percettiva data dalle forti vertigini di cui soffre, non resisterà al fascino di lei. L’uso di questo artificio è un chiaro segno dell’importanza del ruolo di James Stewart, un indizio che il grafico Saul Bass offre allo spettatore prima ancora che gli sia rivelata l’identità della ragazza.


Il titolo successivo è quello di Kim Novak, l’oggetto del desiderio. La telecamera fa una panoramica fin sopra gli occhi della donna, che invece di essere immobilizzati da un fermo immagine, guardano a sinistra e a destra, dimostrando

incertezza

e introducendo il tema della ricerca, centrale nel personaggio di Madeleine. La telecamera fa poi una panoramica verso sinistra e zoomando su un solo occhio fa apparire il titolo: “In Alfred Hitchcock’s”.


Un esempio di stile e marcatura allo stesso tempo, col quale Hitchcock rivendica la paternità dell’opera d’arte. Questo non solo attraverso la scomposizione geometrica del corpo della donna, ma soprattutto con il dominio delle inquadrature sugli occhi, visti come ingresso dello spazio infinito della mente, della follia e dell’ossessione. La telecamera a questo punto zooma

più

lentamente

sull’occhio, la scena diventa rosso sangue e lo sguardo si allarga in reazione al pericolo, proprio quando la musica assume toni sinistri e il titolo “VERTIGO” esce dal profondo della pupilla scura dell’occhio della donna. L’arena della


mente che ora sembra appartenere a Hitchcock ha prodotto il titolo dell’opera d’arte. Ma la presentazione non finisce qui: dal centro della pupilla ritornano delle spirali che si allargano fino ad occupare tutto lo schermo roteando in modo ipnotico a fianco dei titoli di testa. Solo alla fine dell’elenco l’ultima spirale ritorna piccola fino a iscriversi di nuovo nella pupilla rosso sangue. Ecco allora comparire dal fondo la scritta ‘’Directed by Alfred Hitchcock”, ultimo limite prima di entrare nello spazio psicofisico del film.


Il corpo femminile viene utilizzato come metafora e in questo caso è attentamente sezionato dalla cinepresa nelle sue diverse parti: labbra, occhi, mento e guance. Il movimento lento delle inquadrature, cadenzato dalle musiche di Bernard Herrmann, attira irreversibilmente lo spettatore nel corpo e nella ossessione psicologica di Scottie, in quella grafica di Bass e in quella filmica di Hitchcock.


BY SINA RANJBAR POLITECNICO DI MILANO STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA E LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE VISIVA GIUGNO 2014


VERTIGO Title Sequence by Saul Bass  

This is a textual analysis of the title sequence of the film Vertigo designed by fanous title designer Saul Bass. The film is durected by Al...