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Collezioni Basile e Ducrot mostra documentaria degli archivi

Sepoltura gentilizia Raccuglia Cimitero di Santo Spirito, Palermo 1899 Ernesto Basile Fronti principale e laterale, s.g. (34 mm per m), pianta, (18 mm per m), matita e china su carta da lucido, 534x741 mm, (1899), s.t.; Bollo tondo a inchiostro blu, n. inv. 3056 (VIII.37) L’unità archivistica comprende n. 6 unità documentarie con: n. 2 piante, n. 4 prospetti. Altri documenti sono conservati presso l’archivio della famiglia Basile, Palermo. Nel monumento sepolcrale per la famiglia Raccuglia, realizzato nel 1899 lungo il viale principale del Cimitero di Santo Spirito di Palermo, Basile declina repertori storicisti (riferiti in particolare alla quattrocentesca chiesa di Santa Maria della Catena a Palermo) in codici architettonici modernisti improntati ad un contenuto modellato vitalistico che esalta la ricercata trasfigurazione compositiva della tipologia. Il piccolo monumento si compone di una parte eminentemente scultorea (finto sarcofago) e di una stele alla prima raccordato tramite un alloggiamento delimitato da due setti sagomati. La stele, sul cui retro è l’accesso alla cripta, riporta in un’edicola ad arco carenato un pannello a mosaico con l’iscrizione Raccuglia al di sopra di un fregio speculare con composizione fitomorfica in soluzione unica con la riquadratura interna del campo musivo (in parziale difformità con la soluzione progettuale). L’opera, dunque, è strutturata in due elementi distinti e quasi giustapposti: il sarcofago e la stele-edicola retrostante. Il primo prende come riferimento

i temi funebri di origine medievale, rielaborandoli in modo originale, risolvendo problemi di carattere puramente funzionale: infatti, l’inclinazione della lapide scolpita nasconde la volta della scala d’accesso alla cripta sottostante. Il sarcofago presenta membrature dall’andamento sinuoso (il rapporto che unisce il gotico-strutturale ai motivi modernisti) in uno spazio limitato. La struttura retrostante, la grande stele, appare come una parete alta e slanciata, divisa in due parti riconoscibili per l’uso di materiali differenti (grandi blocchi marmorei levigati nella zona basamentale sormontata da una muratura in conci di pietra da taglio). La superficie di questa struttura è fortemente articolata dalla presenza di una fascia modanata che sul retro della struttura funge da architrave per il vano della porta d’ingresso alla cripta ed è sormontata da una lunetta a cornice superiore inflessa. Il coronamento della stele, sintesi di scultura e architettura, presenta sia il tema della cornice interrotta, sia quello della coppia di acroteri svettanti lateralmente e con ornati floreali a intaglio nelle terminazioni; una composizione riproposta nel successivo progetto della Cappella Lanza di Scalea (1900-1901). Bibliografia «L’Arte Decorativa Moderna», I, 12, 1902, p. 360; P. Portoghesi, Palermo, monumento sepolcrale Raccuglia, 1899, in Ernesto Basile architetto, catalogo della mostra della Biennale di Venezia, Venezia 1980, pp. 66-67; E. Sessa, E. Mauro (a cura di), Giovan Battista Filippo ed Ernesto Basile. Settant’anni di architetture. I disegni restaurati della Dotazione Basile. 1859-

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Collezioni Basile e Ducrot  

Mostra documentaria degli archivi a cura Eliana Mauro e Ettore Sessa

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