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Copia omaggio

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GP MAGAZINE ANNO 12

NUMERO 123 WWW.GPMAGAZINE.IT

JENNIFER MORRISON


8 JENNIFER MORRISON E’ una storia avvincente quella di “Warrior”. il film nelle sale cinematografiche in cui Jennifer Morrison, attrice di Chicago, interpreta il ruolo di Tess. In Italia è conosciuta per aver preso parte alla serie tv “Dr. House”

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STEVE JOBS

Il suo primo computer lo vide a 12 anni; rimase affascinato dallo strumento e subito cercò di imparare ad usarlo

42 DREAMS


CONTRO 81 L’ARTE LE MAFIE

78 MATTEO PUGLIESE

Fino al 15 novembre la casa d’arte Artribù ospita le straordinarie e originali opere del grande artista milanese: “extra moenia”, “custodi” e “scarabei”

100 RICCARDO ROSSI

104 MASSIMO BAGNATO

Ha appena aperto la prima edizione di “doppioComico”. Conosciamo questo bravo attore comico romano

110 MARIO LAVEZZI

E’ uno degli attori più in gamba del panorama comico italiano. E’ l’unico comico italiano che riesce a far ridere Fiorello, che l’ha voluto spesso ospite a “Viva Radio2”

Grande cantautore, compositore e discografico, dopo undici anni dall’ultimo lavoro, ha deciso di dare alla luce un nuovo album intitolato “L’amore è quando c’è”


EDITORIALE di Alessandro Cerreoni

FACEBOOK DOVE ABITA IL NUOVO POTERE u Facebook le battute si sono sprecate. C’è quello che ha postato l’immagine di una strada allagata e la barchetta a vela che naviga in tranquillità. C’è quello che ha creato il fotomontaggio del grande raccordo anulare invaso dalle onde e dai surfisti. C’è quello che ha ironizzato mettendo l’immagine di una nave da crociera scrivendo “a causa del violento nubifragio a Roma, che ha causato la chiusura della metropolitana, è stato istituito il servizio sostitutivo”. In quanto a creatività il popolo della rete non si batte. Sa regalare momenti di grande ilarità e di enorme fantasia. Sa rendere leggera anche una giornata di pura emergenza, usando un linguaggio sempre intriso di ironia e anche sfacciato. Senza offendere ma denunciando le carenze delle pubbliche amministrazioni. Ormai non c’è argomento che sfugga ai “facebookiani”. Dalla politica alle tasse, dal Grande Fratello al censimento, dal calcio al sesso, ce n’è per tutti. Nascono gruppi, vengono ideati post e tutto ciò in pochissimo tempo raggiunge milioni di utenti. Bellissimo tutto questo. Inimmaginabile fino a qualche anno fa. L’informazione e l’opinione non sono più ad appannaggio esclusivo dei media ma diventano di tutti. Ognuno può pubblicare la notizia che vuole ed esprimere la propria opinione, utilizzando il linguaggio che ritiene più opportuno o “linkando” blog e note. Senza filtri e in piena libertà. Facebook ha rivoluzionato radicalmente la comunicazione. Non c’è grande azienda che non abbia una pagina ufficiale su questo social network. Attraverso di esso comunicano con il pubblico, ovvero con milioni di persone, e non è poco. Raccolgono pareri, elogi, lamentele ed osservazioni. Anche i personaggi sportivi stanno scoprendo questo mondo e, invece di rilasciare interviste, che il più delle volte vengono mal interpretate, scrivono i propri pensieri su Facebook, o anche Twitter, per parlare direttamente agli appassionati e ai propri tifosi. A questo punto viene spontaneo chiedersi se alle prossime elezioni del 2013 (sempre che non si voti prima) il popolo dei social network potrà essere determinante. Chissà… Alle ultime politiche del 2008 Facebook era ancora agli inizi, non aveva i milioni di utenti attivi di oggi e i messaggi politici utilizzavano ancora i canali tradizionali di giornali, radio e tv, dicendo quello che volevano dire praticamente senza contraddittorio. Oggi, invece, c’è un mondo su internet che dialoga, si scambia idee e opinioni, ed è particolarmente incazzato per tante cose che non vanno. E tutto questo, ne sono certo, peserà fortissimamente. Anche con tanta ironia.

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www.gpmagazine.it Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 421/2000 - del 6 Ottobre 2000 DIRETTORE EDITORIALE E RESPONSABILE Alessandro Cerreoni - a.cerreoni@gpmagazine.it REDAZIONE Via V. Pacifici, 20 00019 Tivoli (Roma) Tel. e fax 0774.314093 e-mail: redazione@gpmagazine.it PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Simone Ruiti - s.ruiti@gpmagazine.it REDAZIONE Fabiola Di Giov Angelo Silvia Giansanti Francesca De Carlo HANNO COLLABORATO Costanza Cambriani, Cristiano De Masi, Marco De Murtas, Bibi Gismondi, Véronique Haentjens, Donatella Lavizzari, Ettore Luttazi, Camilla Rubin Si ringraziano: Prof. Fabrizio Trecca, Alessio Piccirillo, Sara Battelli, Mara Fux, Kika Press, Marco Negro PUBBLICITA’ Info spazi e costi: uff.commerciale@gpmagazine.it Claudio Testi - c.testi@gpmagazine.it Gionata A. Mattioli - g.mattioli@gpmagazine.it Claudia Della Ratta (wedding) - c.dellaratta@gpmagazine.it STAMPA Fotolito Moggio - Strada Galli 5 - Villa Adriana (Roma) info 0774.381922 - 0774.382426 - Fax 0774.509504 fotolitomoggio@fotolitomoggio.it Chiuso in redazione il 27/10/2011 Copie distribuite 20.000

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COVER STORY di Silvia Giansanti

JENNIFER MORRISON DA DR. HOUSE A WARRIOR /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E’ una storia avvincente quella di “Warrior”, il film nelle sale cinematografiche in cui Jennifer Morrison, attrice di Chicago, interpreta il ruolo di Tess. Nel nostro Paese è particolarmente conosciuta attraverso la nota serie tv “Dr. House”, dove interpreta Allison Cameron. Nel passato ha lavorato a fianco di personaggi del calibro di Richard Gere, Sharon Stone, Brad Pitt e Angelina Jolie. “Ho affrontato la mia carriera con una lunga gavetta che mi sta ripagando dei sacrifici fatti”. Ama l’Italia e adora la nostra cucina

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ennifer è una bravissima attrice americana che gira come una trottola e adesso vi spiego il perché. Nell’autunno corrente è una delle protagoniste di “Once Upon a Time” per la rete televisiva ABC, la si può vedere nel film tv della Lifetime “5 for the Cure”, a sostegno della lotta contro il cancro, attualmente sta girando “Knife Fight”, un film indipendente, ma soprattutto in questo periodo è nelle sale cinematografiche con il film “Warrior”. Jennifer, quanto ami il tuo lavoro? “Molto, lo adoro anche se mi costringe a viaggiare in continuazione senza che io possa avere una fissa dimora”. Quanto è stato difficile raggiungere il successo? “Diciamo che non sento ancora di essere arrivata dove vorrei, il successo va coltivato quotidianamente con un duro lavoro e con scelte a volte non facili”. Chi sono i tuoi colleghi preferiti? “Nel film ‘Warrior’ ho avuto la possibilità di conoscere e lavorare con colleghi fantastici, in particolare con il grandissimo

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Nik Nolte e con i bravissimi Tom Hardy e Joel Edgerton. Sul set si è creato un clima goliardico e di grande intesa e simpatia. Recentemente, per la promozione di ‘Warrior’, sono stata davvero felice di rincontrarli e passare altro tempo con loro. In fondo ogni collega con il quale ho avuto la possibilità di lavorare anche in passato, è sempre stato per me uno spunto per il mio arricchimento personale e professionale”. Mi sembra di capire che la tua esperienza nel film è positiva. Come sta reagendo il pubblico? “Il film ha un grande impatto emotivo sul pubblico e ne sono felice perché la tematica di fondo affronta di petto i problemi familiari. La rivalità dei due fratelli protagonisti in ‘Warrior’ che li porta a scontrarsi sul ring è esattamente l’opposto rispetto la mia situazione familiare. Mia sorella, infatti, è la mia migliore amica. Tuttavia la particolarità del film dovuta all’abilità del nostro regista Gavin O’Connor, è quella di far amare al pubblico entrambi i personaggi, anche se si ritroveranno in lotta l’uno con l’altro. Sono

e restano due figure positive. Il pubblico non saprà per chi dei due parteggiare. Ovviamente tutto ciò s’intreccia con uno sport che può risultare molto duro e che ho avuto la fortuna di conoscere lavorando su questo set”. Raccontaci del tuo ruolo. “Tess è una madre di famiglia e una moglie di uno dei due fratelli protagonisti interpretato da Joel Edgerton. Tess inizialmente lo ostacolerà in ogni modo nella sua scelta di tornare sul ring ma è un personaggio che subirà una profonda evoluzione interiore che la porterà a sostenerlo”. Com’è Nik Nolte? “Nolte è il grandissimo attore che tutti conosciamo, ma è anche e soprattutto una grande persona dalla quale non ho potuto che imparare e restare affascinata. E’ stato un grande onore per me lavorare con lui”. In passato hai lavorato anche con Richard Gere. Raccontaci com’è stato. “Quando ero poco più che adolescente ho avuto la grande occasione di poter lavorare accanto a due miti come Richard


Jennifer Morrison con Joel Edgerton in una scena di “Warrior”

CHI È JENNIFER MORRISON Jennifer Morrison è nata a Chicago il 12 aprile del 1979 sotto il segno dell’Ariete. Si definisce riflessiva e romantica, ha l’hobby del clarinetto e adora i piatti piccanti. La sua squadra del cuore è il Chicago Clubs ed è molto attaccata alla sua città natale. Attualmente vive a Los Angeles e in altre città dove le capita di lavorare. Non possiede animali, è fidanzata e il suo anno fortunato è stato proprio questo. Il suo esordio come attrice è avvenuto nel 1994 nel film “Trappola d’amore” accanto a Richard Gere e Sharon Stone. Ha completato gli studi presso la Loyola University di Chicago e ha lavorato in una famosa compagnia teatrale prima di recarsi a Los Angeles per continuare la sua carriera. La Morrison è conosciuta in Italia soprattutto per il ruolo di Allison Cameron nella fortunata serie “Dr. House”. Tra i suoi film di successo, ricordiamo: “Star Treck”, “Mr. & Mrs. Smith”, “Natale in affitto”, “Girl Fever” e “Tre, numero perfetto”.

Gere e Sharon Stone nel film ‘Trappola d’Amore’, nel quale interpretavo la figlia di Richard. Ricordo quel film come un’esperienza unica, dovuta anche alla mia giovane età”. Invece quando ti sei trovata a fianco di Brad Pitt e Angelina Jolie, ricordi qualche aneddoto? “L’aneddoto più curioso che posso raccontare e che ricordo, era la strana atmosfera che respiravo sul set. E’ stato un film magico almeno per loro due, che grazie a ‘ Mr e Mrs. Smith’ si sono innamorati”. Hanno tanti figli. Tu ami i bambini? “Adoro i bambini e spero di averne di miei al più presto. Per adesso mi accontento di giocare con quelli degli amici”. Sei mai stata in Italia? “Sì, ho avuto occasione più volte di visitare il vostro splendido Paese. Adoro l’Italia e la sua gente, la cultura e le bellezze che fanno parte di ogni città. Ma più di ogni cosa, amo follemente la vostra cu-

cina”. Gli italiani ti conoscono per il tuo ruolo di Allison Cameron in “Dr. House”. Ti piaceva essere in quei panni? “Ho adorato il mio ruolo e mi sono sentita davvero fortunata di far parte di una serie di così grande successo. Ho già ripetuto altre volte che ‘Dr. House’ è stata una benedizione per me in senso professionale. Molti fans mi chiedono se mi vedranno ancora nel cast e ogni volta rispondo che a tempo pieno sicuramente no, ma per qualche episodio non rinuncerei affatto”. Hai paura degli ospedali? “La serie tv mi ha aiutato ad affrontare l’idea che l’ospedale sia un luogo di cui aver paura. No, la risposta oggi è no”. Cos’hai imparato da quell’esperienza? “Ad avere più fiducia in me stessa e quanto possono essere complicati i rapporti interpersonali”. Come ti definisci come attrice? “Voglio che siano gli altri a definirmi”.

E’ vero che il clarinetto è il tuo strumento musicale preferito? “Verissimo! Suono il clarinetto dai tempi della scuola e facevo anche parte della banda della mia città. E’ sempre stata una passione fortissima per me”. A proposito di musica, quale genere ascolti? “Mi piace spaziare, ascolto un po’ di tutto ma amo la musica jazz”. Radio o tv? “Entrambe, sono due mezzi straordinari e diversi”. Cosa pensi dei reality e dei talent show? “Preferirei che la gente apprezzasse di più il cinema e le storie che è in grado di raccontare. I talent possono rappresentare un buon trampolino di lancio per i giovani talenti ma anche delle scorciatoie pericolose. Per quanto mi riguarda ho affrontato la mia carriera con una lunga gavetta che mi sta ripagando dei sacrifici fatti”.

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MAPPAMONDO di Veronique Haentjens

LETTONIA RIGA RUNDALE ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// La Lettonia è un Paese che ha riconquistato la sua indipendenza da soli 20 anni e che non è ancora riuscito del tutto a lasciarsi alle spalle i secoli di dominazione prevalentemente russa. Gli spettri della storia incombono ancora in modo inquietante, tenuto conto che la Russia non vede di buon occhio l’entrata nell’Unione Europea (nel 2004) della Lettonia. Un popolo che, da sempre abituato a lottare contro l’oppressione dell’Unione Sovietica, lascia trasparire una grande difficoltà a lasciarsi andare nonostante un’evidente cordialità ma la voglia di guardare avanti ed andare oltre è ciò che caratterizza questa nazione

RIGA La capitale lettone, cosmopolita e nota per la sua ricchissima architettura Art Nouveau (la più importante d’Europa), è definita la “Parigi del Nord”. Una città da visitare a piedi visto che la parte antica si estende per poco più di un chilometro lungo il fiume Daugava. Una zona medievale quasi tutta pedonale che facilita il girovagare tra dedali di viuzze acciottolate e piazzette affascinanti. La via Kalku taglia la città vecchia in due parti uguali e partendo dalla piazza Ratslaukums ci si trova davanti ad un palazzo sto-

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rico, la Casa delle Teste Nere, che ospitava la corporazione di mercanti tedeschi celibi. Rasa al suolo dai sovietici, fu riedificata in modo identico nel 2001. La facciata è riccamente decorata e con il suo colore rosso non passa inosservato. Di fronte, il municipio recentemente ricostruito e nel bel mezzo la copia della Statua di San Rolando, patrono di Riga. L’originale si trova nella chiesa luterana di San Pietro. Tra tante bellezze architettoniche, l’unica traccia sovietica rimasta volutamente in piedi è un vecchio bunker che accoglie il Museo dell’Occupazione della

Lettonia. Alcune fotografie risultano traumatizzanti per la cruda realtà immortalata all’epoca dell’occupazione. A pochi passi, nella Piazza Peterbaznica, spicca la Chiesa Luterana di San Pietro in stile gotico. Il panorama sulla città visto dalla guglia è impareggiabile. Alle spalle, la Chiesa di San Giovanni ha uno stile del tutto particolare ossia un amalgama di stile gotico, rinascimentale e barocco e la Chiesa di San Giorgio, ora sede del Museo di Arti Decorative e Applicate rimane un edificio religioso di grande effetto. Nella Piazza


il servizio fotografico è a cura di Vèronique Haentjens

Laukums troneggia l’imponente Duomo. La parte più antica risale al XIII secolo mentre la torre settecentesca è in stile barocco ma gran parte del duomo fu ricostruito in stile gotico. Al suo interno, si può ammirare uno dei più grandi organi del mondo con le sue 6768 canne e lasciarsi attrarre dalle splendide vetrate degli antichi maestri vetrai. E per una nota di colore, cercare un topo in metallo vicino alle scale che portano al campanile. E’ il protagonista di un vecchio adagio locale “povero come un topo di chiesa”: gli antichi artigiani medievali vollero far capire

ai fedeli quanto fosse avaro il clero! Dietro la piazza, nella via Maza Pils, si trova uno degli scorci più caratteristici di Riga, tre edifici attaccati uno all’altro chiamati Tre Fratelli: al numero 17 la costruzione più antica della città in piedi da 600 anni, al numero 19 l’edificio in stile rinascimentale ospita il Museo dell’Architettura di Riga con finestre piccolissime ai piani superiori perché nel medioevo si pagavano le tasse in funzione della grandezza delle finestre mentre al numero 21 si trova un edificio stretto color verde acqua e di costruzione più recente. Poco di-

stante, nella via Klostera, troviamo la Cattedrale di San Giacomo nella quale fu celebrata la prima funzione luterana. Nella piazza Pils, si scorgono bastioni di un giallo canarino: è il Castello di Riga costruito nel 1330 dall’Ordine religioso dei Livoniani, oggi residenza del Presidente della Repubblica. La costruzione venne demolita nel 1484 dalle Autorità comunali di Riga ansiose di celebrare il declino dell’influenza dell’Ordine sulla vita della città. Al suo interno hanno sede il Museo di Arte Straniera e il Museo di Storia della Lettonia. Nella via

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Troksnu, la Porta Svedese e la Torre delle Polveri con nove palle di cannone russe conficcate nei muri sono le uniche rimaste in piedi della città vecchia. Nel viale Brivibas, si incontra “Milda”, il Monumento alla Libertà che ricorda l’epoca in cui il popolo lettone combatteva per la libertà. Fu eretto nel 1935, in un periodo di momentanea indipendenza della nazione. Oggi si può assistere al cambio della guardia ogni ora (dalle 9 alle 18). Una visita al Mercato Centrale è d’obbligo. Incuriosisce la sua struttura gigantesca, formata da cinque hangar (alti 35 metri) dove i tedeschi fabbricavano i mitici dirigibili Zeppelin degli anni trenta e fatti venire appositamente dalla città di Vainode per permettere a migliaia di ambulanti di proporre le loro

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merci. Un luogo vivace dove assaporare lo stile di vita odierno e trascorrere qualche ora piacevole. Oltre al centro storico, il quartiere Art Nouveau è altrettanto degno di interesse. Più di 800 edifici situati tra via Alberta, via Strelnieku e via Elizabetes sfoggiano particolari decorazioni che raffigurano maschere urlanti, animali mitologici, divinità greche, intrecci di fiori, creazioni metamorfiche, scene pastorali e tanto altro. Molti sono stati progettati dall’architetto Michail O. Ejzenstein, padre di Sergej autore del film “La corazzata Potemkin”. Camminare guardando ovviamente in su e non farsi sfuggire i dettagli! Per coloro che amano scoprire nuovi talenti, il quartiere Andrejsala ospita un gran numero di artisti sistemati in magazzini deca-

denti in riva al fiume Daugava. Una zona che si sta rivalutando con un progressivo restauro. Da non perdere il Museo Etnografico Lettone all’aperto. Lungo le sponde del Lago Jugla e in un meraviglioso bosco sono state sistemate più di 100 costruzioni in legno originarie delle quattro regioni della Lettonia. Un modo per ripercorrere lo stile di vita rurale appartenente ad un passato non tanto remoto. Oltre ai mulini a vento e alle case in cui donne vestite in modo folcloristico illustrano la vita di allora e uomini anziani lavorano oggetti artigianali, vale la visita una bellissima chiesa in legno con un interno che ci riporta davvero ad altri tempi. RUNDALE Una cittadina nella regione di Zemgale al


confine con la Lituania, dove il barone Ernst Johann Biron, duca di Curlandia, fece erigere la sua residenza estiva. Il Palazzo di Rundale è una sosta obbligata per ammirare un eccezionale esempio d’arte barocca. Fu progettato dall’architetto italiano Francesco Bartolomeo Rastrelli che ideò anche il famoso Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Il Castello era diviso in Ala est (per le occasioni formali) e Ala ovest (residenza privata della famiglia). I Giardini Reali, ispirati a quelli di Versailles sono degni di questo nome. Si possono visitare solo 40 stanze sulle 138 esistenti con interni rinnovati e decorati con mobili autentici, quadri e ceramiche del XVIII secolo. Da notare il sistema di riscaldamento con grandi stufe in porcellana di rara bellezza. Oggi, nel Castello vengono

celebrate le feste più importanti dello Stato Lettone e come ogni castello che si rispetti, anche Rundale conta storie di fantasmi… LA FESTA DI MEZZA ESTATE Coincide con il solstizio d’estate e con San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno). In Lettonia è chiamata Jani. I boschi e i laghi sono presi d’assalto e vengono allestiti punti ristoro dove gustare birre, formaggi speciali e torte. La sera del 23 si accendono i falò intorno ai quali si suona e si balla. La parola d’ordine è non dormire finché il sole non è tramontato e risorto…chi trasgredisce sarà colpito da una maledizione e sarà sfortunato nell’anno a venire. Invece, saltando avanti e indietro sopra i falò viene garantito la buona fortuna! Per l’occasione tutte le città, Riga in partico-

lare, si riempiono di banchi dove comprare corone di fiori preparate con arte. Gli uomini portano corone realizzate con foglie di querce e le donne indossano corone di fiori e si incrociano ovunque teste fiorite, una più bella dell’altra. Nelle piazze vengono allestiti dei palchi dove gruppi folcloristici cantano e ballano trascinando chiunque desidera partecipare all’euforia collettiva. Una festa da non perdere! Tra tradizione e innovazione, Riga è sempre più alla moda. Oltre alle visite culturali si possono assaggiare il Balsamo nero (liquore tradizionale a base di erbe) o le specialità lettoni nei ristorantini con tavoli all’aperto. Un Paese incastonato tra Lituania ed Estonia che merita di essere conosciuto.

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LO SAPEVATE CHE di Cristiano De Masi

STEVE JOBS IL GENIO DEL SECOLO ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E' una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta abbiamo dedicato il nostro spazio al "genio" scomparso il 6 ottobre

Lo sapevate che… il nome completo di Steve Jobs è Steven Paul Jobs ed è nato a San Francisco il 24 febbraio 1955. Lo sapevate che… Steve Jobs è nato da madre americana, Joanne Carole Schieble e da padre siriano Abdulfattah "John" Jandali e non fu educato dai suoi genitori naturali, ma fu dato in adozione appena nato. Lo sapevate che… Steve Jobs Fu adottato da Paul e Clara Jobs, residenti a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Lo sapevate che.. Steve Jobs ha scoperto molti decenni dopo di avere una sorella biologica più giovane, Mona Simpson, scrittrice di successo che lo ha descritto come “un vegetariano asociale". Lo sapevate che… Steve Jobs è il cofondatore di Apple Inc. è stato proprietario di NeXT Computer e AD di Pixar prima dell'acquisto da parte della Disney. È inoltre membro del CdA della Disney, di cui è il maggior azionista. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 1973

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abbandonò il college e nel 1974 era alla Atari con il suo amico Steve Wozniak, dove lavorarono su una prima versione della circuiteria del videogioco Breakout. Sempre nel 1974 si recò in India in cerca di una sorta di illuminazione personale. Dopo soli 2 anni fondò l’Apple (allora conosciuta come Apple Computer Inc.) il 1º aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vendette il suo pulmino Volkswagen e Wozniak la propria calcolatrice. Apple fu fondata insieme a Ronald Wayne, che Jobs aveva conosciuto presso Atari: Wayne lasciò però quasi subito la società, non appena Apple ricevette la prima commessa. Lo sapevate che… la prima sede della nuova società di Steve Jobs fu il garage dei genitori. Lo sapevate che… Steve Jobs il 24 gennaio 1984 Apple produsse un personal computer compatto e dotato di un nuovo sistema operativo a interfaccia grafica: l'Apple Macintosh. Dotato di icone, finestre e menu a tendina, il Mac riscosse un

grande successo. Per il grande pubblico Jobs divenne la persona più in vista nel mondo dell'informatica. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 1985 abbandonò l’Apple e nello stesso anno fondò la Next Inc. con l’obiettivo di creare il miglior personal computer di tutti i tempi sfruttando le nuove tecnologie e conoscenze informatiche acquisite attraverso la ricerca universitaria. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 1986 acquista per la “modica” cifra di 10 milioni di dollari la Pixar venduta alla Walt Disney Company. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 1991 si sposò con Laurene Powell, con una cerimonia officiata da un monaco buddista. Dal matrimonio sono nati tre figli e successivamente Jobs ha anche riconosciuto la figlia Lisa, nata da una relazione con una pittrice. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 1996 tornò a far parte della Apple e nel 1997, assunse nuovamente la carica di CEO ad interim, ma senza stipendio (scherzosamente veniva chiamato iCEO; riceveva la


@ Foto gentilmente concesse da Kika Press

cifra simbolica di 1dollaro all'anno). La sua mansione, peraltro, ha comportato diversi premi di produzione, tra i quali un jet privato da 90 milioni di dollari (1999), e poco meno di 30 milioni di dollari in azioni (2000-2002). Lo sapevate che… Steve Jobs il 29 giugno 2007 iniziò a commercializzare un nuovo prodotto lungamente atteso, l'iPhone, un telefono cellulare con un tasto solamente. Lo sapevate che… Steve Jobs Il 27 gennaio 2010, alla conferenza Apple allo Yerba Buena Center for the Arts Theater di San Francisco, dopo una attesa reclamata a più voci da fan e media, presenta il tablet targato Apple: l'iPad. Lo sapevate che… Steve Jobs nel 2004 ha scoperto di avere una rara forma di tumore maligno al pancreas Lo sapevate che… Steve Jobs come illustri scienziati e imprenditori (come Albert Eistain, Henry Ford) è dislessico. Lo sapevate che… Steve Jobs ha dichiarato che da piccolo era una piccola peste e che portava serpenti a mini-bombe in classe durante l’orario di scuola .

Lo sapevate che… Steve Jobs il suo primo computer lo vide a 12 anni, rimase affascinato dallo strumento e subito cercò di imparare ad utilizzarlo. Lo sapevate che… Il nome Apple non nasce a caso. Pare infatti Jobs sia un incredibile amante della frutta e che la mela sia il suo frutto preferito. Lo sapevate che… Steve Jobs Il suo primo

abito lo acquista alla tenera età di 22 anni perché doveva presentare l’Apple alla “West Coast Computer Faire”. Lo sapevate che… Steve Jobs Nel 2007 quando fu presentato l’iPhone al MacWorld 2007, utilizzò il gioiellino dell’Apple per ordinare 4000 consumazioni d’asporto da Starbucks.

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STORIE E PERSONAGGI

POOH: 45 ANNI DI SUCCESSI RIPERCORRIAMO LE TAPPE DEL GRUPPO ITALIANO CHE HA FATTO LA STORIA DELLA MUSICA LEGGERA IN ITALIA

Un viaggio a puntate nel quale, anno per anno, stiamo ripercorrendo le tappe fondamentali della storia dei Pooh accostandole ai fatti di cronaca mondiale più rilevanti. Dopo le otto puntate precedenti, questa volta tocchiamo l’ultima: il quinquennio che va dal 2006 al 2010

2006 L’ITALIA CAMPIONE DEL MONDO 9 luglio (Berlino) – L’Italia vince i campionati mondiali di calcio in Germania battendo ai rigori la Francia per 6-4. Della serata si ricorda la testata di Zidane a Materazzi. POOH: LE CELEBRAZIONI PER I 40 ANNI Le celebrazioni per il quarantennale iniziano con un concorso molto speciale: vengono invitate le cover band dei Pooh di tutta Italia a inviare il proprio materiale per scegliere la Official Tribute Band 2006. Le migliori band selezionate si esibiscono nella serata finale che si tiene il 10 febbraio al Palazzo dello Sport di Ponte di Legno davanti a una giuria d’eccezione composta oltre che dai quattro Pooh, da Vip, giornalisti e addetti ai lavori. Non manca il progetto di solidarietà: i Pooh, insieme a Rock No War, raccolgono fondi da destinare alla costruzione di una scuola che ospiterà 250 bambini sordomuti a Kochcikade in Sri Lanka. BRANO: L’AMORE COSTA

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2007 LA RIVOLTA IN BIRMANIA I monaci birmani si rivoltano contro il regime militare che dal 1962 governa la Birmania.

2008 OBAMA PRESIDENTE DEGLI USA Barack Obama è il 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America. E’ il primo presidente di colore della storia americana.

POOH: TOUR TRA STORIA E ARTE Il 2007 è un anno in apparenza dedicato alle "vacanze", invece la voglia e l'insistenza del pubblico porta i Pooh ancora sul palco. "Recital d'Estate" è il titolo della mini tournèe di 12 concerti pensati in spazi, spesso di grande interesse storico ed artistico, capaci di emozionare e di rendere unica una performance e che, per varie ragioni, i Pooh non hanno potuto inserire nei calendari dei loro tour precedenti. Negli ultimi mesi dell'anno il gruppo è impegnato con le fasi dei missaggi e della fine dei lavori.

POOH: ARRIVA “BEAT REGENERATION” Il 1° febbraio esce finalmente “Beat Regeneration”, anticipato dal singolo “La casa del sole” in programmazione nelle radio dal 4 gennaio. L’album è subito disco di Platino. Il 29 marzo parte il “Beat Regeneration Tour” nei palasport italiani, debutto a Mantova e poi tutte le più grandi città italiane toccate, 16 concerti tra i quali sold out a Milano, Roma, Torino, Treviso, Mantova. Intanto con i singoli “29 Settembre” e “Ragazzo di strada”, “Beat Regeneration” supera le 150.000 copie vendute.

BRANO: CAPITA QUANDO CAPITA

BRANO: LA CASA DEL SOLE

2009 LA SCOMPARSA DI MICHAEL JACKSON Il 25 giugno a Los Angeles muore Michael Jackson. Milioni di fans in tutto il mondo in lacrime per una morte improvvisa e misteriosa come cause.

2010 IL TERRIFICANTE TERREMOTO DI HAITI Il 22 gennaio la terra trema violentemente nell’isola, causando la morte di moltissime persone. Il sisma, del settimo grado, ha avuto il suo epicentro a 15 chilometri da Port au Prince, capitale del Paese. Il bilancio finale è di più di centomila vittime.

POOH: STEFANO D’ORAZIO LASCIA L’anno si apre con una notizia che cambierà profondamente il futuro del gruppo. Infatti il 15 aprile Stefano D’Orazio annuncia la volontà di lasciare i Pooh, dopo 38 anni. Si apre da questo momento forse il periodo più intenso ed emozionante della carriera del gruppo. L’8 maggio esce “Ancora una notte insieme”, un vero e proprio concept album, 30 brani e 1 inedito “Ancora una notte insieme” che racconta proprio l’emozione e lo stato d’animo di quel momento particolare. Il 30 dicembre la Rai dedica uno speciale sulla prima rete ai Pooh, per rivivere con loro per l’ultima volta insieme le emozioni dell’ultimo concerto del Forum e della loro straordinaria carriera.

POOH: STEVE FERRONE IL NUOVO BATTERISTA “NON STABILE” Il 3 marzo nella speciale conferenza stampa di presentazione del dvd, Roby, Dodi e Red comunicano l’intenzione di continuare a portare avanti la storia della band annunciando che nessun elemento verrà inserito stabilmente e che i Pooh da oggi saranno loro tre. Tante le novità invece, a partire dalla formazione del nuovo tour che li vedrà sul palco con altri tre musicisti di rilievo tra i quali il batterista sarà Steve Ferrone.

BRANO: ANCORA UNA NOTTE INSIEME

BRANO: “DOVE COMINCIA IL SOLE”

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HOME & DESIGN di Fabiola Di Giov Angelo

POLTRONE IL DESIGN DELLA COMODITÁ Dagli anni ’50 fino ai nostri giorni una carrellata cronologica di poltrone che hanno fatto la storia del design italiano

Joe Colombo Black 2011

e poltrone sono oggetti d’arredamento con una forte personalità e spesso riescono a caratterizzare in maniera determinante un ambiente e lo stile di una casa. Idee brillanti ed innovative hanno prodotto negli ultimi cinquant’anni di design made in italy oggetti capaci di interpretare atteggiamenti sociali, raccontare periodi storici e rappresentare correnti artistiche diverse. Un susseguirsi di modelli diversi, dalle poltroncine da accostare alla parete o da posizionare di fronte al camino, a quelle da

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lettura o su cui sedere per guardare la tv, tutte realizzate con rivestimenti in pelle o tessile a seconda della moda del momento. Strutture e stili diverse che hanno rappresentato lo status symbol di alcune classi sociali e interpretato lo sviluppo dovuto al boom economico. Un percorso e un’evoluzione messi in luce in una delle sezioni presenti alla mostra “Meet design” ospitata a Roma ai Mercati di Traiano fino al 15 ottobre, che proseguirà a Torino dal 5 novembre al 30 gennaio 2012 al Palazzo Bertalazone di San Fermo.


Luca Nicchetto Nuance 2009.

Marco Zanuso Lady 1951.

Gruppo Strum Pratone 1970.

Fabio Novembre Nemo 2010.

Achille e Piergiacomo Castiglioni San Luca 1961.

Massimiliano e Doriana Fuksas Carolina 2008.

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MODA di Fabiola Di Giov Angelo

GIACCHE ALLA RIBALTA Elegante e intramontabile, la giacca nelle sue diverse fogge è di nuovo protagonista quest’anno delle passerelle autunno-inverno 2011-2012

a giacca vero e proprio simbolo d’eleganza torna ad essere capo principe tra le tendenze di quest’anno. Pur in una storia altalenante che l’ha vista essere talvolta capo preferito, soprattutto dagli uomini, talvolta invece detestato da una moda giovane e trasgressiva, la giacca oggi torna ad essere un capo di abbigliamento irrinunciabile. Infatti sono sempre più numerose le aziende che le propongono in maniera originale e anticonformista, sbottonate sul davanti, con le maniche arrotolate per ottenere un look più casual e indossate senza camicia e obbligo di cravatta. Sono proprio questi aspetti ad aver sdoganato la giacca rendendola un capo più facile e leggero da indossare, molto più vicino ai giovani e adatto non più soltanto ad uno stile di abbigliamento classico e un po’ retrò. Durante la prossima stagione i colori saranno brillanti, si potrà spaziare dalle diverse tonalità del blu all’arancione acido, al giallo ocra fino al verde pistacchio. E anche quando le giacche saranno realizzate nei colori più tradizionali come il marrone, il grigio e l’intramontabile nero gli accessori e gli abbinamenti saranno ispirati agli sgargiantissimi colori fluo che hanno spopolato durante l’estate. Ma la giacca durante questa stagione dovrà essere easy e fuori dalla vecchia concezione che la legava ad un look un po’ tradizionale ed inamidato per diventare un capo rilassante e talvolta nella versione in pelle anche un po’ aggressivo. Per cui via libera ad accessori e dettagli che concorrono a creare un’immagine volontariamente più disinvolta e anticonformista come una maxi sciarpa o un paio di pantaloni dal taglio morbido e ampio e maglie e gilet che giocano a costruire un look strato su strato.

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MODA di Costanza Cambriani

PICCOLINE ALLA RISCOSSA Per la stagione 2011-2012 gli stilisti propongono vari modelli di micro borse adatte ad ogni situazione

uest'anno vanno di moda le piccoline. Non stiamo parlando di donne ma di borse. Abbandoniamo momentaneamente le maxi shopping e rivolgiamo la nostra attenzione alle borse piccole perché quest’anno saranno loro le protagoniste del guardaroba. Estremamente eleganti e dall’effetto bon ton, le micro borse proposte dalla maggior parte degli stilisti, che dettano moda e tendenze, accompagnano le donne in tutto l’arco della giornata. Rivoluzione di non poco conto, visto che erano abituate a portare con se' tutto ciò che serviva. Le più eleganti si vestono di pellami pregiati dalle sfumature intense che vanno dal verde all’ocra, come la nuova “rinata” in casa Gucci, borsa culto della collezione del 1973, quest’anno rivisitata da Frida Giannini, vero must have dell’autunno-inverno 2011-2012. Dior e Alexander McQueen impreziosiscono le loro “sempre verdi” small bag, culto delle rispettive collezioni, con pietre preziose e charms dal gusto neo-romantico, indispensabili per le serate più glamour. Anche oltre oceano la tendenza delle borse minuscole sta impazzando e Kate Spade, affermata stilista newyorkese dal marchio rinomato nella high society, propone piccoli scrigni dai materiali ingegnosi e divertenti, versatili e d’impatto non

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passeranno sicuramente inosservate. Per chi proprio non può rinunciare a portarsi appresso di tutto e di più, non disperate! Gli stilisti vengono incontro e propongono le classiche maxi bag accompagnate dalle più trendy micro. Sacro e profano, croce e delizia, contrasti azzardati che ampliano il concetto di femminilità e lo mutano. Mettono in evidenza una donna affermata che però non rinuncia allo stile, disposta al “sacrificio” di sfoggiare due borse contemporaneamente pur di seguire le tendenze.


MODA di Costanza Cambriani

IL MACA BRO CHE PIACE Guida ai must have: dilaga la moda dei teschi su maglie, abiti e accessori

avallo che vince non si cambia. Sembra che i guru della moda si siano detti proprio questo quando hanno deciso di proporre ad oltranza teschi e teschietti su tutto ciò che può far tendenza. In principio fu McQueen che usò questa azzardata, e concedetecelo, un po’ macabra fantasia su sciarpe e accessori, che in breve tempo diventarono simbolo della maison nonché oggetto del desiderio di chi la moda la fa e chi di moda vive. Inarrestabili, i teschi, in breve tempo hanno conquistato il mondo delle fashion victim, ed anche chi all’inizio sembrava riluttante ha ceduto inesorabilmente al loro fascino. Ecco allora che anche quest’anno un capo o un accessorio raffigurante il teschio devono, e sottolineo il devono, essere nel nostro guardaroba.

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Per i neofiti consiglio di non azzardare troppo, un piccolo accenno può bastare e risultare ugualmente di tendenza. Lo stesso McQueen per la sua nuova collezione propone delle magnifiche decolté open-toe con un piccolo teschio sulla scollatura, eleganti e di tendenza ma non esagerate. Anche Tarina Tarantino non rinuncia al fascino dei teschi, e per la nuova collezione propone molteplici varietà di bijoux con skulls colorati ed impreziositi da pietre e strass, vistosi si ma non eccessivi. Per chi invece ha fatto di questa tendenza la propria ragione di moda, Passotti propone l’ombrello con il pomello teschio, aggressivo ed allo stesso tempo elegante, particolare nel suo genere come, del resto, tutte le creazioni della compagnia che dal 1956 ci regala esemplari unici nel loro genere. E.vil, linea americana di

t-shirt di tendenza, come must delle collezioni propone maxi T raffiguranti teschi preziosi e colorati. Un capo del genere oltre ad essere di grande effetto esprime egregiamente il mood che caratterizza la nuova stagione, e che probabilmente ne caratterizzerà anche molte altre.


ART&FASHION

DREAMS a modernità di una location letteralmente sospesa sul mare, come il pontile futurista di Lido di Camaiore in Toscana, abiti dai colori e dalle forme inusuali creati da Aurora Potenti, una modella d'eccezione come la bellissima Beatrice Bernardin e scatti d'autore, puliti e nitidi, come solo Simone Pomposi poteva creare: soltanto questi elementi potevano dare vita ad un servizio fotografico nato con l'intento di unire il contemporaneo desiderio di ricerca del non banale alla sensualità di luoghi, persone e creazioni uniche. Il fotografo Pomposi, innamorato dell'America, ha cercato di ritrovarla qui in Italia scandagliando le nostre coste alla ricerca di scenari naturali o creati dall'uomo che riuscissero a parlare la stessa lingua di Miami o di Palm Beach; è approdato sulle famose spiagge della provincia di Lucca e ha scoperto l'esistenza di una scenografia che non ha nulla da invidiare a quelle del Paese della bandiera a stelle e strisce: la stessa luce, lo stesso fascino semplice e mai banale di architetture nate per essere funzionalmente senza fronzoli. Un contesto che si è sposato benissimo con gli abiti della giovane stilista Aurora Potenti, anch'essi creati con il desiderio di ricerca di un'elegante funzionalità pur nella loro originalità. Nonostante la perfezione del contesto, la massima resa creativa del servizio non sarebbe stata possibile senza l'intenso contributo interpretativo di Beatrice Bernardin che ha reso orgogliosa l'intera troupe impegnata nella realizzazione del servizio.

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Photo: Simone Pomposi Fashion Designer: Aurora Potenti Model: Beatrice Bernardin Make Up Artist and Hair: Gianluca Ferraro Assistant: Filippo Tomasi e Claudio Canneti

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eROs di Fabiola Di Giov Angelo

SEI MOLTO INTELLIGENTE? ALLORA FAI POCO SESSO Una recente ricerca americana sostiene che ci sia una relazione inversamente proporzionale tra intelligenza e attività sessuale. Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Rossi, sessuologo e psicoterapeuta

econdo uno studio condotto dalla sociologa Rosemary Hopcroft dell’Università della Carolina del Nord, l’intelligenza avrebbe una relazione inversamente proporzionale e sarebbe associata negativamente alla frequenza dell’attività sessuale. Tradotto in parole semplici più le persone sono intelligenti meno fanno sesso, più sono dotate di testa meno intensa è la loro attività sessuale. Un legame, quello tra quoziente di intelligenza e vita sessuale che si stabilisce fin dall’adolescenza, per cui i più intelligenti arriverebbero tardi anche alla esperienza del primo bacio potendo vantare in media nel corso della propria vita un minor numero di partner. Tutto ciò inoltre non sembrerebbe essere una questione di opportunità legate all’aspetto fisico e al solito cliché che i secchioni hanno un aspetto poco attraente e curato e quindi meno chance, perché la ricerca americana sostiene che anche a parità di bellezza i più intelligenti fanno meno sesso. “In effetti è vero che esiste una difficoltà oggettiva per le persone molto intelligenti di avere relazioni sociali e di conseguenza una adeguata attività sessuale –

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risponde il dottor Marco Rossi – perché diventa difficile trovare persone con le quali interagire e stare bene potendo contare sullo stesso livello di intelligenza. Il lavoro stesso e la sua intensità penalizzano l’interazione e le relazioni sociali delle persone particolarmente intelligenti, ecco perché la maggior parte delle persone potenti ha rapporti mercenari e un gran numero di essi ricorre alle agenzie matrimoniali. Un’altra motivazione seguendo una prospettiva più biologica – aggiunge Rossi – è che il sesso, che è

puro istinto, non necessita di intelligenza. Ovviamente può essere un’arma in più da usare a scopo seduttivo, ma bisogna trovare la persona giusta e il tempo da dedicarle. Diciamo – conclude Marco Rossi che il sesso ha bisogno di tre ingredienti fondamentali, un partner, il tempo e l’istinto, e che proprio i più intelligenti rischiano di non avere né il primo né il secondo e di tenere un approccio troppo cerebrale al sesso che invece è basato sull’istinto e spesso corrisponde ad uno scambio di fluidi corporei”.


ANTROPOLOGIA CULTURALE di Marco De Murtas

GLI EREDI CULTURALI DEL COLOSSEO La radice comica nella TV del dolore

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a Comicità: Le situazioni comiche si fondano in larga parte sulla rappresentazione di un disagio morale che il soggetto/oggetto comico deve sopportare. Come conseguenza, l’immagine di Sé del personaggio viene sottoposta transitoriamente a frustrazione: l’uomo che scivola per strada, il marito tradito dalla moglie e così via. L’importante è che ci sia umiliazione morale e che il soggetto si trovi in condizioni di sperimentare l’inconsistenza del suo orgoglio. Nella comicità, il disagio morale così inteso non deve essere però vero dolore. Ma perché ci divertiamo o ci rilassiamo con le piccole umiliazioni altrui? Credo che nella vita quotidiana incontriamo mille umiliazioni e sofferenze che tendono a diminuire il nostro Sé (per Sé si intende ciò che l’Io pensa dell’Io); questa sensazione tende a produrre una tensione spiacevole che potremmo definire una piccola aggressione interna. Quando osserviamo persone che si mostrano in situazioni di difficoltà che intaccano l’idea di sé, ciò ci rafforza e la tensione interna si “scarica” con l’atto motorio del riso. LA TV DEL DOLORE COME EVOLUZIONE DEL SADISMO COLLETTIVO In realtà, in alcuni casi di eventi di straziante dolore viene a mancare la comicità ma, di questa, resta il pubblico di vasta

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“audience”. A ben guardare però è solo una estensione del medesimo meccanismo senza effetto comicità: l’effetto di osservare chi sta peggio (in casi particolari) crea l’effetto di “scaricare tensione” ed avere una sorta di gratificazione. Questa è la semplice spiegazione per la fascinazione per alcuni atroci disgrazie: si tratta di una evoluzione sociale del sadismo. Qui a Roma, abbiamo ancora un monumento che testimonia il sadismo col-

lettivo come fattore di benessere sociale e cioè il Colosseo. Questo ruolo oggi è svolto da alcune grandi tragedie: grandi dolori esposti a getto continuo dai vari programmi televisivi specializzati (gli eredi culturali dei ludi gladiatori) che le masse di pubblico consumano avidamente. Tale avidità e ripetitività non possono essere supportati dalla compassione ma da una dinamica di piacere sadico mascherata da compassione.


BeLLeZZA

ISABELLA IVE BELLA CON L’ANIMA /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// A quindici anni ha vinto il titolo regionale Miss Muretto 2011. Frequenta il terzo anno di liceo linguistico e sogna un futuro nel mondo dello spettacolo e della moda. “Sogno una carriera pulita e senza compromessi”, afferma Isabella

quindici anni ha già ottenuto un importante traguardo: ad Anzio ha vinto il titolo regionale di Miss Muretto 2011. Lo scorso anno, al medesimo concorso di bellezza, è arrivata terza. Isabella Ive è una predestinata. Purtroppo, a causa della sua ancora giovane età, non ha potuto partecipare alla finale nazionale di Alassio. Ci riproverà in futuro, con ottime possibilità di portare a casa un risultato prestigioso, vista la sua straordinaria bellezza. Isabella è una di quelle ragazze che non passa di certo inosservata e c’è da ringraziare “mamma natura” per essere stata così tanto generosa con lei. Dimostra di più dei

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suoi quindici anni e potrebbe fare invidia anche a ragazze più grandi. E’ nata a Roma il 19 marzo del 1996 e vive a Santa Marinella. Ha appena iniziato il terzo anno scolastico del liceo linguistico a Civitavecchia. Di questa esperienza alle finali regionali di Miss Muretto dice: “Nonostante sia stata la mia prima esperienza in questo campo, mi sono divertita molto. Questo concorso mi ha aiutato, in parte, a vincere la mia timidezza. Essendo una ragazza molto timida, non è facile trovarsi a proprio agio su un palco di fronte a tante persone”. Isabella, parlaci un po’ di te. “Ho quindici anni, vivo a Santa Marinella e ho praticato diversi sport, come la danza, la

ginnastica artistica e il nuoto. Fisicamente sono alta 1 metro e 77 e porto la taglia 40”. Che carattere hai? “Sono molto estroversa, odio essere presa in giro, mi piacciono molto le persone leali e credo molto nell'amicizia che a volte, però, non è ricambiata”. Cosa ti ha spinto a partecipare al concorso di Miss Muretto? “Da bambina sono sempre stata affascinata dal mondo dello spettacolo e per gioco mi è capitato di partecipare alle selezioni regionali di Miss Muretto 2011. Non avrei mai immaginato di vincerlo”. Cosa hai provato a vincere l’edizione regionale e non essere potuta andare alle finali


© Foto di Corrado Pinci

nazionali? “E’ stato un boccone amaro vincere la finale regionale e non essere potuta andare per questioni di età alla finale nazionale di Alassio. Avrò tutto il tempo di rifarmi!”. Pensi di partecipare ad altri concorsi simili? “Sì, credo che il prossimo concorso a cui parteciperò sarà proprio Miss Italia”. Qual è il tuo obiettivo nella vita? “Per il momento è finire gli studi ma sto già lavorando ad alcuni progetti come fotomodella”. Sogni una carriera nel mondo dello spettacolo? “Sì, sogno una carriera pulita e senza compromessi augurandomi che sia piena di successi”.

C’è un personaggio femminile dello spettacolo che ammiri particolarmente? “Stimo molto Sabrina Ferilli e ammiro in particolar modo Sarah Jessica Parker”. Cosa pensa la tua famiglia del fatto che tu abbia preso parte a Miss Muretto? Ti ha supportato? “Il pensiero dei miei genitori è stato positivo e mi sostengono sulle mie scelte”. Si dice che una ragazza particolarmente bella susciti l’invidia delle coetanee… Ecco, ti senti invidiata? “Sto seguendo questa carriera da professionista. Spero solo di essere stimata e non invidiata dalle mie coetanee”. Che rapporto hai con la bellezza? “Per la mia età e per quello che è il mio fisico sono molto soddisfatta di questo, ma non mi

sento una diva perché ho ancora molta strada da fare”. Pensi di piacere? “Posso dire soltanto che durante le mie giornate di lavoro riscontro sempre pareri positivi da tutte le persone che incontro”. Come ti vedi da grande? “Ne riparleremo tra qualche anno!”. Cosa fai nel tempo libero? “A mio modo cerco di vivere i miei quindici anni”. Se dovessimo incontrarci tra dieci anni per un’intervista, pensi di cosa parleremo? “Sicuramente parleremo dei miei successi e magari scherzeremo ricordando questa nostra prima intervista”.

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CURIOSITA’ DAL MONDO di Cristiano De Masi

NEW YORK:

I GIOIELLI DI LIZ ALL’ASTA

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La collezione privata di gioielli di Elizabeth Taylor è stata messa all'asta al Christie di New York. I diamanti personali dell'indimenticabile stella di Hollywood saranno venduti per beneficenza e gli incassi saranno interamente devoluti all'AIDS ElizabethTaylor Foundation. L'Onlus intitolata all'attrice conta di raccogliere almeno 30 milioni di dollari.

2 DUBAI:

HOTEL DA CANI A 5 STELLE L'Urban Tails Pet Resort di Dubai è un hotel a cinque stelle dove i nostri amici a quattro zampe vengono viziati in ogni modo possibile e immaginabile. Dalle suite con televisore al plasma alla palestra interna, per la modica cifra di 68 sterline a notte (circa 80 euro) c'è chi si prenderà cura del vostro animale domestico trattandolo con i guanti bianchi. L'originale iniziativa è opera di Aideen O'Mara, imprenditrice 34enne che è riuscita a fare della sua passione il suo lavoro. Dopo aver lavorato per sette anni negli Emirati Arabi Uniti come insegnante in una scuola internazionale, ha deciso di lasciare i bambini per gli animali e aprire questa caratteristica struttura.

ISTANBUL:

LANCI DA TEMERARI In più di un abitante di Istanbul si è spaventato alzando gli occhi al cielo e vedendo 26 persone lanciarsi da uno dei palazzi più alti della metropoli turca. Fortunatamente si trattava solo di base jumping, sport estremo che contempla il lancio dai palazzi e la quasi immediata apertura del paracadute.

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LONDRA:

UN CALENDARIO DA MISSIONE Becci Banfield e Lois Powell sono le compagne di due soldati della Reale Marina Britannica che, qualche mese fa, hanno pensato di realizzare delle fotografie professionali, in pose da pin up, da spedire ai loro compagni, in missione in Afghanistan. L'idea si è sviluppata fino a diventare il progetto di un calendario, i cui proventi andranno in aiuto del Royal Marines Charitable Trust.

UCRAINA:

35 GIORNI IN GABBIA E' arrivata quasi a metà strada la singolare protesta di Alexander Pylyshenko, custode dello zoo di Vasylivka, piccola cittadina in Ucraina, che dal 4 agosto ha deciso di trascorrere 35 giorni nella gabbia a cielo aperto con una coppia di leoni africani per sperimentare in prima persona la vita degli animali selvatici costretti dietro le sbarre. Il suo obiettivo è raccogliere fondi per il mantenimento dello zoo e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle cattive condizioni dei leoni selvatici rinchiusi negli zoo privati ucraini.

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SCATTI RUBATI IN METRO La risposta a chi pensa che le donne siano meno scalmanate degli uomini nel fare commenti piccanti sull'altro sesso? E' arrivata dal Regno Unito, dove un gruppo di ragazze ha creato il sito TubeCrush.net, una pagina web che propone un imponente archivio di uomini immortalati furtivamente nella metropolitana di Londra. Donne di ogni età possono fotografare gli uomini più piacenti della capitale inglese e inviarli, con tanto di didascalie e nomignoli, al sito tramite Twitter. Uomo avvisato...

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SOLIDARIETÁ

LA VITAMINA FIDO ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il progetto “Umberto D”, ideato e realizzato dall’associazione “Con Fido Nel Cuore Onlus”, ha l’obiettivo di liberare i cani anziani dai canili per affidarli a centri specializzati al fine di addestrarli per la pet therapy e favorire il loro inserimento in case di riposo per anziani anziano, a causa del generale decadimento fisico e psichico, può presentare una serie di disturbi e difficoltà relazionali psicologici ed emozionali derivanti dalle patologie e/o disabilità di cui è affetto, aggravati ulteriormente dal ritrovarsi a vivere nelle tradizionali residenze socio-assistenziali

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per anziani. La presenza di un animale nelle strutture – sia come animali visitatori sia come animali residenti - può apportare numerosi benefici e vantaggi ai pazienti: creare un clima sereno che influisca positivamente sul tono dell’umore, lo stress e sulle alterazioni comportamentali; riaccendere la speranza e la voglia di vivere; facilitare la socializzazione tra pazienti;

facilitare l’instaurarsi di un legame positivo con il personale medico o paramedico; aumentare la motivazione ad intraprendere o proseguire le cure; permettere il conseguimento di importanti risultati in ambito fisioterapico e riabilitativo; riattivare certe funzioni psicologiche ed intellettive (memoria, concentrazione, attività cognitiva in genere).

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IL PROGETTO Seguendo un preciso percorso, con un comportamentista cinofilo, alcuni cani non più giovani (dai 6 ai 9 anni) verranno rieducati e inseriti in case di cura per anziani contemporaneamente verrà opportunamente preparato un operatore già presente nella struttura stessa. I cani anziani hanno meno possibilità di adozione, per loro la speranza di poter ricevere il calore di una famiglia diminuisce mano a mano che la loro età aumenta. La presenza di un cane (o di un gatto) avrà sui pazienti una doppia funzionalità:

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stimolare l’attività motoria e soddisfare il desiderio legittimo di donare e ricevere amore. Il programma ha una forte valenza sociale in quanto, oltre a fornire la possibilità agli anziani di usufruire di pet therapy, riuscirà a liberare dai box cani e gatti divenuti ormai invisibili. “Umberto D” è il titolo di uno dei film più belli e drammatici di Vittorio De Sica (candidato all’Oscar nel 1952). Racconta la semplice e cruda storia di un dignitoso anziano,funzionario ministeriale, caduto in miseria. Sopraffatto dalla disperazione Umberto tenta il suicidio gettandosi sotto un treno ma prima tenterà inutilmente di

mettere al sicuro il proprio adorato Flaik. Falliti i tentativi di sistemarlo Umberto decide di portarlo con se verso la morte … ma Flaik arrivato sui binari scappa costringendolo ad un inseguimento che lo distoglierà per sempre dal folle gesto. Lo stesso progetto (approvato dal Comune di Roma: Ufficio Tutela Animali dottor Marcello Visca e Commissione Ambiente Presidente dottor Andrea De Priamo) potrebbe essere proposto ad altre case di riposo ubicate in regioni diverse. Il Comune di Roma, infatti, si farà promotore di questa iniziativa per sensibilizzare anche gli altri comuni.


ECONOMIA

LE PAROLE DELLA CRISI /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Prontuario veloce delle ultime “crisi finanziarie”

on questo articolo si vogliono dare significati alle parole, che in termini economico-finanziari, sono diventate molto frequenti dal 2008 ad oggi. SPREAD BTP-BUND Lo spread BTP/Bund altro non è che la differenza fra i loro rendimenti calcolati in un orizzonte temporale a 10 anni. Se il rendimento del BTP è del 5% e quello del Bund è del 2%, lo spread è di 300 punti (ovvero del 5-2=3%). Lo spread può aumentare principalmente per due motivi. Il primo caso, più raro, avviene quando il rendimento del BTP resta fermo e quello del Bund scende. Questo caso non è, in sé, pericoloso per il Paese: infatti non implica maggiori oneri sul

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debito pubblico. L’altro caso è l’inverso, ovvero quando il BTP sale e il Bund resta fermo: è il caso più frequente visto che i titoli di Stato tedeschi sono i più sicuri dell’area euro, e quindi il loro rendimento si muove poco. Se quindi lo spread sale, molto probabilmente è il nostro BTP ad avere aumentato il rendimento, mentre il Bund resta al 2%. Ciò significa che dovremo pagare più interessi sul debito pubblico. Ovviamente è possibile una combinazione dei due casi. Occorre partire dal presupposto che il rendimento di un titolo di stato (o di qualsiasi obbligazione) rappresenta anche il suo livello di rischio. In altre parole, maggiore è il rendimento e più alto sarà il rischio che l'emittente non paghi le cedole e quindi non rimborsi il capitale alla scadenza. VENDITA ALLO SCOPERTO La vendita allo scoperto è un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di azioni senza averne la proprietà con l’obiettivo e la speranza di riacquistarle più tardi a un prezzo inferiore, lo stesso praticato al compratore a cui saranno riconsegnate. Questo gioco speculativo, che consiste nel vendere titoli presi in prestito, punta a ottenere un guadagno dalla tendenza ribassista di un’azione. In questo ultimo periodo si è creato il terreno ideale per gli investitori disposti a scommettere su un ribasso dei titoli bancari (presi di mira dagli speculatori). AGENZIE DI RATING In italiano si chiamerebbero Agenzie di Valutazione o classificazione. Sono degli istituti

privati che hanno il compito di classificare (rating) sia i titoli obbligazionari, che le imprese in base alla loro rischiosità. Le agenzie di rating sono 3: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Gli studi condotti da queste agenzie private diventano una base su cui le Istituzioni, anche pubbliche, programmano gli investimenti finanziari. DEFAULT Il termine default, significa fallimento. Indica la condizione di una società che non riesce a far fronte ai debiti sottoscritti, o meglio a rimborsare il denaro nei tempi concordati con i creditori. Per uno Stato, quindi, rappresenta l’incapacità di soddisfare secondo un calendario previsto i termini contenuti in un’obbligazione. TASSA PATRIMONIALE Si intende per patrimoniale qualsiasi tassa applicata sul patrimonio dei contribuenti. L'imposta può riguardare le persone fisiche e/o quelle giuridiche. Il patrimonio oggetto della patrimoniale può essere esteso a qualsiasi genere di bene (denaro, valori preziosi, immobili, azioni, obbligazioni, fondi, ...) o circoscritto a una particolare categoria. La patrimoniale può essere "una tantum" o avere regolare cadenza o in occasione di particolari eventi. In alcuni casi l’importo della tassa è fisso, in altri casi è progressivo in funzione del patrimonio, in altri casi ancora è prevista una soglia di protezione (detta franchigia) al di sotto della quale non vi è tassazione. (A cura dello Studio Cicolani)


AUTO

NUOVA LANCIA THEMA: REGINA DEI DUE MONDI

La nuova ammiraglia della Lancia coniuga perfettamente l’esperienza del marchio Chrysler con la cura dei dettagli del “made in Italy”

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razie al patrimonio di valori iscritti nel proprio DNA, Lancia appare più favorita di altri marchi nella capacità di interpretare il nuovo mondo dell'esclusività e di rispondere alle esigenze di un cliente che è attento alla tecnologia, che chiede sostanza di prodotto ma anche uno stile distintivo e unico. Chi sceglie una vettura Lancia crea una tendenza perché segue esclusivamente la propria personalità. Per questo cliente è stata realizzata la nuova Thema, espressione di un valore concreto introdotto da Lancia per la prima volta sul mercato; valore non inteso come innovazione fine a se stessa ma come tecnologia "al servizio" del guidatore e dei passeggeri, offerta ad un prezzo accessibile e, soprattutto, scevra del superfluo e dell'eccesso. Ecco allora la nuova Lancia Thema, la prima ammiraglia globale che unisce il meglio dei due mondi coniugando l'expertise e la funzionalità propri del marchio Chrysler, con il lusso degli interni in pelle Poltrona Frau®, il silenzio ovattato delle grandi Lancia e la cura dei dettagli che esprimono il meglio del "Made in Italy".

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LE CARATTERISTICHE Lunga 5 metri, alta 1,5, larga 1,9 e con un passo di 3 metri, la Thema nasce sulla base della nuova Chrysler 300, a sua volta realizzata sulla piattaforma a trazione posteriore LX del Gruppo Chrysler, ed è pronta, come la sua progenitrice del 1984, ad affrontare il segmento di mercato più difficile e prestigioso con l'ambizione di offrire una vera alternativa. Per raggiungere questo obiettivo, oltre ad uno stile dalla forte personalità, la nuova vettura offre un abitacolo che è un vero e proprio salotto best-in-class come livello di silenziosità, impreziosito da materiali di qualità che lo rendono caldo ed esclusivo, quindi molto lontano dalle fredde e razionali superfici di altre vetture del segmento. Ad un'eleganza di carattere corrisponde la più grande dotazione mai offerta nel campo della sicurezza: sono infatti più di 70 i sistemi presenti sulla nuova ammiraglia Lancia, tra questi ricordiamo l'Adaptive Speed Control (ACC) che regola la velocità e frena automaticamente per mantenere la distanza di sicurezza e il "Blind Spot Detection" che segnala l'ingresso di un veicolo nel "punto cieco" di visibilità. Contribuiscono a rendere Thema il nuovo paradigma del segmento anche il tettuccio apribile, il più grande in questa fascia di mercato, e il sistema U-Connect con touch-screen da 8,4 pollici, il più ampio della sua categoria. Inoltre, progettata per fornire potenza ed efficienza in città come nelle lunghe percorrenze, l'ammiraglia Lancia propone due motorizzazioni a sei cilindri, entrambe con trasmissione automatica e trazione posteriore: il potente benzina V6 Pentastar da 3.6 litri da 286 CV, abbinato ad un innovativo cambio automatico ZF a 8 rapporti, e un turbodiesel V6 da 3.0 litri di ultima generazione con due livelli di potenza (190 CV e 239 CV). SI RINGRAZIA LANCIAPRESS In collaborazione con Autoitalia (Villa Adriana, Anzio, Latina e Velletri)

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MOTOCICLISMO

CARLOS CHECA CRONACA DI UN CAMPIONE ANNUNCIATO /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Una stagione e una gara entusiasmanti vissuta minuto per minuto nel team Althea che hanno consacrato il pilota spagnolo Carlos Checa su Ducati neo campione del mondo Superbike 2011

evers (Francia), domenica 2 ottobre 2011: dopo una stagione piena di successi, vittorie, giri veloci e pole position, Carlos Checa e il team Althea Racing hanno ricevuto oggi il premio assoluto sul Circuit de Nevers Magny-Cours. Carlos, 38 anni, è stato infatti incoronato campione del mondo Superbike 2011 con un round di anticipo. In più, e grazie

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ai risultati stellari di Checa in questa stagione, Ducati ha potuto festeggiare la sua 17esima vittoria nel campionato costruttori alla conclusione della seconda manche. In Gara 1, partendo dalla terza posizione in griglia, Checa era terzo alla fine del primo giro, dietro a Camier e Laverty. Nell’arco di un paio di giri ha quindi raggiunto e sorpassato Camier, facendo

registrare al quarto giro il crono più veloce della gara (1’38.643). Spingendo molto forte, il portacolori Althea ha cominciato a colmare il gap fra di lui e il leader Laverty ed al nono giro è riuscito a prendere il comando della gara. Al termine del quindicesimo giro Checa aveva un vantaggio di oltre due secondi su Laverty e, volendo conquistare il titolo nel miglior modo, non ha mollato fino al traguardo, passando per primo sotto la bandiera a scacchi e vincendo sia la gara che il campionato Mondiale. Nella seconda manche, nonostante le forti emozioni, Checa è riuscito a concentrarsi ed era quarto alla fine del primo giro. Ha superato prima Sykes e poi Camier ed ha effettuato il giro più veloce della gara, il secondo, in 1’39.136. Con quel giro veloce, il decimo giro veloce della sua stagione, il pilota spagnolo ha vinto anche il premio Pirelli. Pochi giri dopo Carlos ha commesso un piccolo errore provando a passare Laverty e di conseguenza ha perso un paio di posizioni. Il pilota del team Althea ha cominciato a spingere forte e nel corso dell’ottavo giro


si è riportato in terza posizione ad un secondo dal leader Laverty. Al dodicesimo giro ha scavalcato Rea e al giro successivo ha preso il comando della gara. Velocissimo fino al traguardo, Carlos ha gestito perfettamente la sua gara, chiudendo in prima posizione per la 14sima volta questa stagione. Per Carlos Checa, che ha comandato la classifica fin dal primo round, è stato un trionfo più che meritato. Il pilota spagnolo ha portato a casa il trofeo in anticipo, con tre gare ancora da disputare. Ci sono stati alti e bassi, come le cinque doppiette di Phillip Island, Salt Lake City, Misano, Silverstone e Nevers, ma anche la caduta proprio sul suo circuito di casa di Aragon e la bellissima vittoria sul circuito di casa della Ducati, la settimana prima ad Imola. La stagione gli ha portato grandi successi; il team ha accumulato 14 vittorie e un totale di 20 podi in dodici appuntamenti iridati. A Silverstone Carlos ha festeggiato la sua 100sima partenza in SBK, centrando contemporaneamente anche la 300esima vittoria per la Ducati nel mondiale Superbike. Ad oggi Carlos ha ottenuto 39 podi in 106 gare disputate. Con un totale di 467 punti guadagnati durante i dodici round, Checa è il 14simo pilota Ducati ad aggiudicarsi il titolo mondiale SBK, mentre Borgo-Panigale festeggia il suo 17simo titolo nel campionato costruttori con un totale di 491 punti conquistati fino ad ora. Questa la prima dichiarazione di Carlos Checa, Campione Mondiale Superbike 2011: “Un giorno perfetto, il miglior giorno della mia carriera e della mia vita. Ringrazio tutti, ogni persona che mi ha aiutato durante la carriera, dall’inizio fino ad oggi. Voglio ringraziare soprattutto Genesio Bevilacqua, tutta la mia squadra e la Ducati. Sto vivendo tante emozioni e devo ammettere che è stato molto difficile rimanere concentrato durante gli ultimi cinque giri della prima gara. Poi nella seconda manche ho cercato di essere il più veloce possibile e sono riuscito a vincere ancora una volta. Adesso possiamo rilassarci e goderci questo momento indimenticabile”. Il trionfo di Carlos Checa è anche la vittoria delle aziende e degli sponsor che lo hanno sostenuto, tra cui Maremmana Petroli, dal 1968 leader nella distribuzione dei migliori lubrificanti.

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ARTE di Alessandro Cerreoni

MATTEO PUGLIESE CUSTODE DI UN’ARTE SENZA TEMPO /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Fino al 25 novembre la casa d’arte Artribù ospita le straordinarie e originali opere del grande artista milanese. Dalla serie “extra moenia” agli “scarabei”, passando per i “custodi”, conosciamo quello che è il suo percorso artistico

l quinto piano di un’elegante palazzina di via Agostino De Pretis, a due passi dal Viminale, si trova una casa molto particolare, dove si respirano arte, emozioni e suggestioni. Un salotto espositivo romano di arte moderna e contemporanea. E’ la sede di Artribù, un luogo che vuole essere un po’ casa d’arte e un po’ galleria, fondendosi in un’atmosfera intima e ospitale. Fondata da Claudio e Giancarlo Proietti, Artribù offre eventi d’arte di qualità per appassionati e collezionisti, ospitando collezioni dei più grandi artisti di fama internazionale. In una mattinata ancora estiva di inizio ottobre, qui nel cuore di Roma incontro un artista incredibile: Matteo Pugliese, nato a Milano nel 1969. Per lui parla un curriculum artistico di alto livello e innumerevoli esposizioni in Italia e all’estero, fino ad Hong Kong. Le sue opere, figlie di tre

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serie distinte, sono esposte nelle stanze di Artribù. Ci sono le sculture “estra moenia”, i “custodi” e gli “scarabei”, ognuna con la propria storia e il proprio percorso artistico ed intimo di Pugliese. Guardo queste opere e ne rimango affascinato per creatività e visione. Rimango colpito soprattutto dai grandi scarabei colorati esposti sulle pareti. Rappresentano l’adolescenza dell’artista e hanno una storia curiosa. Quegli scarabei che da bambino, in Sardegna, si divertiva a guardare mentre camminavano e poi a colorarli, sono diventate sculture d’arte che vogliono guardare indietro ai ricordi e alla memoria, senza nostalgia e rimpianto. Sculture che hanno una caratteristica: in un apposito guscio racchiudono gli oggetti dell’adolescenza di Matteo Pugliese: i dadi, i mini calciatori del Subuteo, i soldatini in metallo, i gettoni telefonici, le 5, le 10 e le 50 lire, le biglie di vetro, i modellini di auto e altro ancora. Mi emoziona guardare queste bellissime sculture. Sono coetaneo di Pugliese e anch’io giocavo con gli scarabei, telefonavo con i gettoni, collezionavo soldatini e mi compravo le figurine Panini con le 50 lire. Un tuffo al cuore. Un’altra epoca, che, come giustamente vuole far intendere l’artista milanese, non deve essere ricordata con malinconia.

Matteo, come nasci artista? “L’arte è venuta da sé. Ritengo di essere nato artista e la passione per il disegno e la scultura ci sono da sempre. C’è stato il rischio che, a causa di altre scelte, essendomi anche laureato in Lettere Moderne, potessi accantonare l’arte, anche per via delle diffidenze della famiglia. Ci ho creduto, ho lottato e alla fine ho avuto ragione. Sentivo il bisogno di uscire da una vita che non mi dava emozioni per andare incontro a qualcosa”. E poi? “Dodici anni fa ho fatto la mia prima mostra autofinanziata con le mie prime opere ‘extra moenia’ e da lì è stato un crescendo di consensi e di ritorno economico”. Tracciando il tuo percorso artistico, com’è nata la serie “estra moenia”? “Senza essere frainteso e senza voler dare interpretazioni mistiche, posso dire di essermela trovata praticamente tra le mani come se fossi stato guidato”. Cosa rappresenta? “La volontà di liberarmi da una vita che non mi apparteneva. Era come vivere dentro un muro dal quale sentivo bisogno di uscire”. E dopo sono arrivati i “custodi”… “Rappresentano le figure dell’equilibrio e della protezione. Per la loro forma allargata trasmettono anche dell’ironia”.

Cosa sono esattamente i “custodi”? “Proteggono il nostro spazio sacro, la nostra casa, la nostra interiorità. Non vogliono essere volgari, né aggressivi e né violenti. Sono ‘tranquillizzanti’ e protettivi”. Ognuno ha il suo custode. C’è il custode indiano, quello maya, quello azteco, quello scandinavo… Da dove nasce questa scelta? “Ogni etnia, cultura o religione ha le sue figure protettive, e così ho voluto rappresentarli”. Arriviamo agli “scarabei”. “E’ un riguardarsi indietro e richiamare gli episodi della mia prima adolescenza. A dieci anni avevo iniziato a colorare gli scarabei e dopo trent’anni ho voluto riprendere quello spirito ludico e spensierato. Ogni scarabeo che ho realizzato ha un guscio che custodisce oggetti che appartenevano alla mia vita di allora”. Dove ti sta portando il tuo percorso artistico? “Vivo questo momento che mi sta regalando grandi soddisfazioni e risultati impensabili. Ci sono progetti ma preferisco vivere il presente”.

Info: Artribù Via A. Depretis, 86 (Roma) Tel. 06.4880285

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CURIOSITÁ ARTE

L’ARTE CONTRO LE MAFIE //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino presenta, a partire dal 24 novembre, la mostra "Cultura+Libertà=Legalità, l’arte contro le mafie"

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arlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene". Dal monito di Paolo Borsellino, prende vita quest’esposizione d’arte, partendo all’inconsueto da Nord a Sud d’Italia con lo scopo di parlare delle “mafie”. La mostra, ideata e organizzata da Arte INdivisa, un’associazione nata dalla volontà di un gruppo di artisti appartenenti al Dipartimento del Pubblica Sicurezza, con l’obiettivo di creare attraverso l’arte, una mediazione tra realtà sociale e Istituzione Polizia di Stato, apre i battenti il 24 novembre dal Museo delle Scienze Naturali di Torino, e parte non a caso, dalla prima capitale nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia per approdare a gennaio 2012 al Museo della Mafia di Salemi, in occasione del ventennale delle “stragi di Capaci e Via d’Amelio”.Una mostra che narra storie, che insegna attraverso le emozioni, ricollegandosi al passato, con lo scopo di mantenere viva la memoria, cercando di comprendere la catena di cause ed effetti, le trasformazioni e la continuità della storia e del tempo: la

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cultura quale strumento di libertà, che “aiuti a non abbassare la testa”… Per questo scopo si sceglie il linguaggio dell’arte, immediato e profondo, che mette a confronto prospettive diverse. Da un lato le opere realizzate da un gruppo di artisti-poliziotti Claudio Lia (pittura), Antonio Scarpelli (pittura), Maurizio Geraci (fotografia), Angelo Langè (writer/performer), Giorgio Bisanti ( scultura), con la visione di chi vive ogni giorno la dimensione sociale indossando un’uniforme. Dall’altro, artisti del panorama italiano, Angelo Barile, Marica Fasoli, Riccardo Mannelli, Silvio Porzionato, Davide Puma, Paolo Troilo (pittura), Gianni Busso, Dario Tironi – Koji Yoshida (scultura), Francesco Cito, Giovanni Presutti (fotografia), Filippo Maria Selvaggio (video-installazione), che riflettono il punto di vista della “società civile”. “La formula scelta da Roberta Di Chiara, poliziotta e curatrice del progetto - racconta il Prefetto Maddalena, Dipartimento della Pubblica di Sicurezza, sostenitore del progetto - sta ancora una volta a testimoniare l’impegno professionale e civile degli appartenenti alla Polizia di Stato che nella duplice veste di poliziotti

ed artisti 'scortano' una mostra ricca di valori e di idealità, da proteggere, custodire, per restituirli ai nostri figli, simbolo di un ponte fra un recente tragico passato,ma che sembra lontano, ed un presente inquieto ed in cui appaiono svaniti quei principi, quegli ideali che hanno ispirato e guidato poliziotti, magistrati insieme a molti protagonisti della vita civile fino al sacrificio della vita". L’iniziativa è arricchita da un ricco programma di eventi a latere che vedrà l’intervento di esponenti delle Istituzioni, del mondo della cultura e dell’arte, partendo dal convegno “Le mafie oggi” che aprirà l’esposizione torinese. Sarà proposto, inoltre, un ciclo di proiezioni di documentari e lungometraggi. I contenuti artistici, che vedranno l’intervento dei Proff. Vittorio Sgarbi e Luca Beatrice, saranno integrati dall’excursus della storia di “Cosa nostra” e dei “colpi inferti” dalle Forze dell’Ordine, a cura della giornalista Anna Germoni che da anni si occupa di cronaca giudiziaria antimafia e del Primo Dirigente della Polizia di Stato Piernicola Silvis, scrittore “in divisa”, impegnato nel corso della carriera in operazioni antimafia.


LIBRI DEL MESE

LE PRIME LUCI DEL MATTINO di Fabio Volo – Ed. Mondadori A due anni dal grandissimo successo de “Il tempo che vorrei”, arriva sugli scaffali un nuovo romanzo di Fabio Volo, un autore tra i più venduti e i più snobbati dalla critica che recentemente si è piegata all’oggettività del fatto che i suoi libri sono un immenso fenomeno editoriale, letterario e di costume. L’atto-scrittore ed ex iena per la prima volta racconta una storia, semplice e delicatamente introspettiva come è nel suo stile, dal punto di vista di una donna. Elena, infatti, è una ragazza lineare, una di quelle donne che da sempre hanno pianificato il proprio futuro… Dello stesso autore si consiglia: Il tempo che vorrei

GASPER IL GATTO PENDOLARE

IL PICCOLO NAVIGLIO

IL PAESE DI DIO

di Susan Finden – Ed. Tea La vera storia del gatto che prendeva l’autobus. Qualche anno fa, una storia spicciola ma estremamente originale si è ritagliata un posticino nei notiziari di tutto il mondo. Cominciata in sordina con un articolo su di un giornale di Plymouth, ripresa in un battibaleno da siti internet e blog vari, è finita dapprima sui quotidiani a tiratura nazionale e poi nei telegiornali. Eppure si trattava semplicemente di una curiosità riguardante un gatto, ed è risaputo che i gatti combinano tanti e tali di quei simpatici malestri da stupirci non tanto quando fanno qualcosa di strano, ma quando si comportano normalmente. Opera prima dell’autrice

di Antonio Tabucchi – Ed. Feltrinelli A 33 anni dalla prima edizione Mondadori, torna nelle librerie per Feltrinelli “Il Piccolo Naviglio”, il romanzo che Antonio Tabucchi scrisse nel 1978 nel periodo in cui fu docente presso l’Università di Genova. Protagonista del libro è la storia stessa letta dagli occhi di un bambino e di un adolescente attraverso i vecchi diari di bordo, quasi indecifrabili, di chi su quello scafo è salito prima attraversando i tempi. La storia è letta (ma anche scritta) dalle mani del Capitano Sesto, nato da una famiglia di uomini che hanno sempre lottato per la libertà, che cerca di arrivare da una riva all’altra dell’Italia immersa in un dopoguerra sofferente, dopo un periodo di isolamento e grazie al consiglio di un vecchio filosofo chiamato Socrate. Dello stesso autore si consiglia: Sostiene Pereira

Il Paese di Dio di Percival Everett – Ed. Nutrimenti Percival Everett torna ai lettori con un altro bel racconto, “Il paese di Dio”, ambientato in quello che è da tutti conosciuto come il “vecchio Far West”. Come è noto Everett è considerato uno dei più eclettici scrittori dei nostri tempi e non si smentisce neanche in questo caso regalandoci quasi un compendio di quella che è la tradizione western nel nostro più comune immaginario. L’autore infatti prima di scrivere questo romanzo si documenta tantissimo “esplorando” tutto il materiale che riesce a reperire su questo argomento. Lo stesso Everett sa che non ci sono western autentici e comunque vuole avvicinarsi quanto più possibile a quello che rappresenta un “mito” degli Stati Uniti, demistificandolo. Dello stesso autore si consiglia: Deserto americano

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LIBRI di Fabiola Di Giov Angelo

MARCELLO FLORITA: CONOSCERE LA SOFFERENZA PER VIVERE MEGLIO /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E' uno psicologo clinico e ha da poco pubblicato un libro intitolato "L'Intreccio" nel quale parla di un nuovo modo di intendere la psicoanalisi e di altre tematiche che toccano la sofferenza, la depressione, l'ansia e l'attacco di panico

sicologo clinico, specializzato in psicoterapia, Marcello Florita si occupa da dieci anni di sofferenza psicologica, depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi di personalità, in un percorso professionale caratterizzato da esperienze in reparto, libera professione e ricerca nell’ambito psichiatrico-psicologico. Un’esperienza che lo ha portato a credere che per ogni forma di sofferenza ci possa essere un modo per alleviarla, per renderla più vivibile e per stare meglio. E’ socio della Sipre, la Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione, e ha da poco pubblicato il suo libro “L’Intreccio”, edito da Franco Angeli, prefazione di Edoardo Boncinelli, nel quale viene descritto un nuovo modo di intendere la psicoanalisi che, una volta abbandonati i vecchi stereotipi, sia al passo con i tempi e non più chiusa in un modello capace di dialogare solo con se stesso.

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Sei uno psicologo clinico, in che modo svolgi la tua professione? “Esercito la mia professione come consulente al San Raffaele, a Milano, nel reparto dei Disturbi dell’Umore, dove conduco gruppi psicoeducazionali con pazienti depressi e dove somministro test neuropsicologici per completare il quadro clinico e valutare il grado di malessere. Inoltre presso l’ospedale San Raffaele Turro ho un mio ambulatorio dove vedo i pazienti che decidono di fare una psicoterapia”. La prima curiosità, visto che ti occupi di disturbi dell’umore, è che cosa si intende esattamente con questo termine e se il famoso “lunatico” soffre di un disturbo dell’umore oppure ha semplicemente un caratteraccio. “Il lunatico talvolta ha solo un caratteraccio. I disturbi dell’umore sono variazioni importanti del tono dell’umore che dipendono da una predisposizione genetica e

da fattori ambientali e durano almeno due settimane consecutive. L’umore può variare verso il basso e portare alla depressione o verso l’alto nel caso dell’euforia, o mania come si chiama in maniera più scientifica”. Quali sono le principali patologie legate all’umore?


“La depressione maggiore, che è una tristezza estrema e continua che presenta caratteristiche di persistenza e interferisce pesantemente sul modo di vivere e comportarsi di una persona e il disturbo bipolare nel quale si alternano il polo della tristezza estrema e il polo opposto dell’euforia, in cui il soggetto fa cose insensate perché si sente disinibito al massimo oppure onnipotente”. Hai da poco pubblicato il tuo primo libro“L’Intreccio”, ce ne vuoi parlare? “L’idea dalla quale sono partito è che per avere una buona teoria della psicoterapia bisogna formulare una buona teoria del funzionamento dell’uomo, stare al passo con i tempi e fare in modo che ci sia un dialogo tra le varie discipline che si occupano dell’uomo. Io abbraccio totalmente quello che è il modello della complessità che oggi è tornato in auge in diversi settori e ambiti scientifici, compreso quello economico. Non esiste un’unica causa e neanche una spiegazione lineare soprattutto quando si parla dell’uomo, per questo non lo si può ridurre ad un essere meramente pulsionale, come diceva per esempio Freud”. Alcuni degli strumenti della tua professione sono i test d’intelligenza, della personalità, della memoria. Quali sono quelli più usati? “Molto diffusi sono i test d’intelligenza, tra questi il più famoso è la WAIS grazie al quale è possibile produrre un risultato relativo al QI, il famoso quoziente d’intelligenza, che ci descrive il posizionamento, da un punto di vista delle capacità intellettive, di una persona all’interno di una popolazione”. Non è uno strumento un po’ asettico? “Il test d’intelligenza è uno strumento che può essere criticato, ma quello che conta è la lettura che chi lo somministra è capace di produrre che dovrà essere qualitativa ed andare oltre il singolo punteggio”. In che ambito viene usato? “Per esempio tra persone che abusano di sostanze, grazie al test è possibile verificare se l’abuso ha provocato un deterioramento delle capacità intellettive”. La depressione, l’ansia, gli attacchi di panico sono patologie figlie della società moderna oppure esistono da sempre? “Queste patologie sono sempre esistite. La differenza sta nel fatto che ora esiste

un linguaggio comune per descriverle, per cui quella che oggi viene definita depressione un tempo veniva chiamata esaurimento nervoso. Le patologie legate all’umore, inoltre, non sono un dato societario o culturale. Per esempio di recente sono stato in Qatar e, seppur in misura diversa, anche lì si riscontrano patologie come la depressione e i disturbi alimentari, nonostante si parli di realtà sociali ed economiche completamente diverse”. Questo tipo di professione, così intensa umanamente, come influenza le tue giornate, il tuo umore, il tuo modo di affrontare la vita? “La sofferenza umana è una cosa che tocca profondamente chiunque e devo dire che capita che alcune delle preoccupazioni o i motivi di tristezza di un mio paziente mi accompagnino oltre

la porta dello studio. Resta il fatto che si tratta di un lavoro molto gratificante proprio perché siamo sistemi complessi e dalla profonda relazione che si instaura durante la psicoterapia, non solo il paziente cresce, inizia a stare meglio e a costruirsi una vita più soddisfacente, ma anche il terapeuta ne risulta arricchito. Nonostante questi incontri siano talvolta dolorosi e pieni di sofferenza non dobbiamo dimenticare che ogni essere umano racchiude in sé uno straordinario bagaglio di conoscenze ed esperienze e che come direbbe lo scrittore Jonathan Franzen, “basta una sola impronta di un’altra persona in carne ed ossa per ricordarci i rischi eternamente interessanti delle relazioni autentiche”. www.marcelloflorita.it

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FILM DEL MESE

WARRIOR M2 Pictures è lieta di annunciare “Warrior”, l’emozionante film diretto da Gavin O’Connor (“Pride and Glory”) ambientato nel mondo dei combattimenti MMA (Mixed Martial Arts). Interpreti del film la star nascente Tom Hardy (“Batman-The dark night rises”, “Inception”, “RocknRolla”), l’intramontabile Nick Nolte (“Tropic Thunder”, “La sottile linea rossa”) e la rivelazione Joel Edgerton (“Animal Kingdom”, “King Arthur”, “Ned Kelly”). Un antico pugile (Nick Nolte), il cui alcolismo ha distrutto la famiglia, accoglie il ritorno del suo figlio più giovane (Tom Hardy) e lo allena a competere in un torneo di arti marziali miste, un cammino che mette il figlio in rotta di collisione con il fratello maggiore (Joel Edgerton). Cast: Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison Regia: Gavin O’ Connor Distribuzione: M2 Pictures

LEZIONI DI CIOCCOLATO 2

MONEYBALL

SCIALLA!

Le strade di Mattia e Kamal hanno preso direzioni diverse. L’uno è tornato nel campo dell’edilizia ma senza ottenere grandi appalti, l’altro ha aperto la tanto agognata cioccolateria senza però vedere l’ombra di un cliente. Ma i due ex amici sono destinati a incrociarsi ancora. Kamal ha in mente un nuovo progetto sul cioccolato e Mattia, stanco dell’edilizia, vuole assolutamente farne parte, anche a costo di doversi fingere nuovamente egiziano. Kamal però non si fida e non ne vuole sapere, soprattutto ora che sua figlia Nawal è tornata da un periodo di studi all’estero e l’ultima cosa che vuole è che incontri uno sciupafemmine come Mattia. Le cose però non tarderanno a complicarsi e, tra equivoci e colpi di scena, sarà ancora una volta il cioccolato a sciogliere tutti i nodi... Cast: Luca Argentero, Hassani Shapi, Nabiha Akkari, Vincenzo Salemme, Angela Finocchiaro Regia: Alessio Maria Federici Distribuzione: Universal Pictures Italia

Il film racconta la storia del manager degli Oakland A, Billy Bean (interpretato da Brad Pitt), che, dopo aver perso i suoi migliori giocatori, riuscì a costruire la sua squadra di baseball utilizzando un budget limitato e un'analisi statistica generata dal computer... Un film da non perdere che racchiude il senso dell’orgoglio e della determinazione. Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt Regia: Bennett Miller Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Bruno Beltrame ha tirato i remi in barca, e lo ha fatto da un bel po’. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere su commissione "i libri degli altri", le biografie di calciatori e personaggi della televisione (attualmente sta scrivendo quella di Tina, famosa pornostar slovacca divenuta produttrice di film hard); la sua passione per l’insegnamento ha lasciato il posto a uno svogliato tran-tran di ripetizioni a domicilio a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca, ignorante come gli altri, ma vitale e irriverente… Cast: Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Filippo Scicchitano, Vinicio Marchioni, Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya Regia: Francesco Bruni Distribuzione: 01 Distribution

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cIneMa

A SIENA TRIONFA IL LOW BUDGET /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// "La strada verso casa" di Samuele Rossi vinceil Terra di Siena International Film Festival. La realizzazione del film è costata appena 60 mila euro

a strada verso casa", opera prima di Samuele Rossi, in competizione al Terra di Siena International Film Festival, ha vinto il Premio della Critica M-Feel per il miglior film in concorso intitolato a Gregorio Napoli, perché: “opera di qualità che affronta la tematica del dolore e della morte in una forma drammatica rigorosa priva di retorica in una prospettiva di speranza”. La giuria, che ha assegnato all’unanimità il premio, era composta da: Ernesto G. Laura, Ettore Calvello, Dina D’Isa e Massimo Giraldi. Il film ha vinto inoltre il Premio Award del pubblico Socialworld perché “Opera di qualità che affronta la tematica del dolore e della morte in una forma drammatica rigorosa priva di retorica in una prospettiva di speranza”, e infine la Menzione speciale Miglior Cast “Per la toccante interpretazione degli attori e per la loro capacità di suscitare forti emozioni di empatia e speranza in grado di coinvolgere e appassionare l’intero pubblico”. Nel ricevere i premi Samuele Rossi ha avuto modo di commentare: “la felicità è grande, sono stati due anni segnati da forti sacrifici e questi premi ripagano tutti coloro che hanno permesso la realizzazione del film, degli sforzi fatti e della determinazione impiegata per costruire quello che oggi è realtà. Quello che emoziona di più è avere messo d’accordo critica e pubblico. E’ - aggiunge il regista - il segno che abbiamo lavorato nella giusta direzione”. "La strada verso casa" è un vero low budget movie

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- appena 60.000 euro totali - raggiunti grazie al coinvolgimento di aziende ed imprese del territorio toscano che hanno creduto nell'innovativa strategia produttiva scelta dalla Blue Film e ad una troupe di giovani ed appassionati professionisti tutti sotto i 30 anni. Innovativa è anche la strategia promozionale che, servendosi del web, in particolare dei e social network quali: facebook, Twitter, youtube, ha creato una rete di migliaia di contatti, attraverso cui è possibile seguire il percorso del film e trovare i video e il trailer che ne raccontano la storia produttiva (www.echivisivi.it). Il film, scritto e diretto dal giovane regista toscano, racconta la storia di tre vite in bilico, bloccate in una difficile quotidianità, i cui destini si intrecciano in modo inaspettato alla ricerca di un nuovo equilibrio e del modo di ricostruire il proprio futuro. Samuele Rossi (nella foto) è originario di Pescia (Pistoia), ha all’attivo diversi cortometraggi che

hanno partecipato a numerosi festival. E’ stato inoltre assistente alla regista sul film “Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli, e su “La Passione” di Carlo Mazzacurati. “La Strada verso casa” è stato girato interamente a Pescia. Nel cast: oltre a Giorgio Colangeli, Alessandro Marveti, Cecilia Albertini, Roberta Caronia, Massimo Triggiani, Maria Teresa Bax e Rita Montes. Il Film è prodotto da Blue Film in associazione con Echivisivi e con la collaborazione di FourLab, con il patrocinio del Comune di Pescia e della Provincia di Pistoia ed è anche finanziato da alcune importanti aziende ed imprese del territorio toscano, che hanno deciso di sposare l’idea produttiva del film fin dall’inizio: RP Hotels, Caipirinha Wear, Pierluigi Pellicci Srl, Elettro2000, Aliservice, Floratoscana, Anzilotti Ceramiche, Castellare Impianti, Credito Cooperativo Banca di Pescia. www.lastradaversocasa.it

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cIneMa di Camilla Rubin

CINECITTÁ SI MOSTRA “PORTE APERTE” AGLI STUDIOS /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Ancora pochi giorni per visitare i luoghi dove sono state girate le scene di numerosi film di successo. C'e tempo fino al 30 novembre

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er molti dei nostri figli è semplicemente il luogo dove c’è la Casa del Grande Fratello, vagli a spiegare che in realtà Cinecittà è un luogo storico che, dall’alto dei suoi 74 anni, può dirsi protagonista non tanto del reality, quando piuttosto vero e proprio cuore pulsante della vita del cinema italiano e internazionale, di opere rimaste nella storia. Quindi, se volete istruire a dovere i vostri ragazzi e fargli spalancare la bocca davanti a veri e propri capolavori, non perdete la mostra intitolata "Cinecittà Si Mostra": in occasione dei 150 anni dell’Unità d'Italia, per la prima volta vengono aperti al pubblico gli Studios. La mostra ripercorre la storia di Cinecittà: le scene, i costumi, i set, i personaggi - attori, registi, produttori – che, dal 1937 ad oggi, sono passati in quella che è stata definita la “Fabbrica dei sogni”. Numerosi sono gli spazi espositivi, sia al chiuso che all’aperto, dalla Palazzina Direzione Generale, alla Palazzina Fellini, passando per il viale Broadway, attraversando il celebre set di Gangs of New York di Martin Scorsese, sino ai set della Roma imperiale. Un percorso spettacolare per scoprire i segreti del cinema, una mostra che vuole essere un omaggio a tutte le persone che hanno reso grande Cinecittà, a tutti coloro che lavorano davanti e dietro le quinte e che con il loro talento contribuiscono alla creazione di un film. Il percorso espositivo riproduce così, ogni fase specifica di realizzazione di un film, dalla sceneggiatura alla post produzione, ripercorrendo il lavoro e i mestieri delle figure coinvolte alla realizzazione dell’opera finita (la sartoria e le costumiste, ma anche gli artigiani, scenografi e molti molti altri).

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ALCUNE CURIOSITÀ Dal 1937 ad oggi negli studi di Cinecittà sono stati realizzati più di 1000 film, alcuni dei quali entrati nella storia del cinema, e che hanno trasformato la nostra città del cinema in quella mitica realtà creativa e produttiva conosciuta oltreoceano anche come la Hollywood sul Tevere. Il ciak batte nei teatri di Cinecittà per la prima volta nel 1937, anno nel quale vengono realizzati diversi lungometraggi. Tra questi anche “Il Signor Max” di Mario Camerini, commedia che avrebbe reso famoso l’attore Vitto-

rio de Sica, o “Luciano Serra pilota” di Goffredo Alessandrani con Amedeo Nazzari. La Seconda Guerra Mondiale, e quanto avvenne dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, trasformarono Cinecittà in un ricovero di sfollati: il saccheggio di tutto il materiale ad opera delle truppe tedesche lasciò i teatri privi delle attrezzature necessarie. Nel 1945 Luigi Freddi, allora presidente di Cinecittà, impose che tutto il materiale fosse restituito al centro romano. E l’idea di costruire la più grande città del cinema in Europa fu proprio di Luigi Freddi, capo della Direzione Generale per la Cinematografia dell’epoca. Il progetto fu affidato all’ingegnere Carlo Roncoroni e all’architetto Gino Peressutti. I lavori per la sua costruzioni iniziano il 26 gennaio del 1936 per terminare dopo 457 giorni. L’inaugurazione degli studi avviene il 28

Aprile del 1937 alla presenza del capo del regime fascista Benito Mussolini. Nel 1943, in soli sei anni di attività degli studi, vengono realizzati circa trecento film. Registi come Alessandro Blasetti, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti con le lo loro opere cinematografiche danno vita al mito di Cinecittà consolidato in tutto il mondo dall’arte di Federico Fellini. A metà degli anni Novanta si attua la privatizzazione di Cinecittà. Oggi Cinecittà Studios è gestita da otto soci che ne fanno una vera e propria impresa: Cinecittà Holding S.p.a., Aurelio De Laurentiis (Filmauro S.r.l.), Vittorio Merloni (Fineldo S.p.a.), Diego della Valle (Gimar S.r.l.), Vittorio Cecchi Gori (Cecchi Gori Group Fin.Ma.Vi. S.r.l.), Robert Haggiag (Dear Cinestudi S.p.a.), EfiBanca S.p.a., Istituto Luce S.p.a.

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TeLeVISIOne

NUOVI TALENTI PER LA TV /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Mediaset e SKY insieme per formare i nuovi talenti della tv. Parte il Master "Fare TV: gestione, sviluppo, comunicazione". Per partecipare c'è tempo fino al 30 novembre

ediaset e Sky, principali competitor del mercato TV italiano, insieme per un obiettivo comune. Formare nuovi professionisti da inserire nella "macchina" dell'industria televisiva: nelle redazioni, nel marketing, nella produzione e nella comunicazione. I due colossi dell’entertainment sono, infatti, i principali partner del Master “Fare TV: Gestione, sviluppo, comunicazione” realizzato dall'Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo (ALMED) e dal Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (Ce.R.T.A.), in collaborazione con le Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere e di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Milano. Il corso, sotto la direzione scientifica di Aldo Grasso e la direzione didattica di Massimo Scaglioni, punta a offrire - attraverso lezioni, esercitazioni pratiche, case history, e stage per imparare il lavoro sul campo - un percorso di eccellenza destinato a chi vuole fare della TV la propria professione, in linea con un mercato in rapida trasformazione, che richiede competenze sempre più mirate e strategiche sulla gestione del prodotto televisivo, sulla

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sua programmazione e comunicazione. Mediaset e Sky metteranno a disposizione dei candidati borse di studio per partecipare al Master. Partner dell’iniziativa, le più importanti realtà del panorama televisivo italiano: Discovery Networks Italia, Endemol Italia, Fox Channels Italy, La7/Telecom Italia Media, Magnolia, MTV Italia, NBC Universal Global Networks Italia, QVC Italia,

RCS MediaGroup/Digicast, Switchover Media, Tv2000/NewsPress, The Walt Disney Company. Il termine per poter inviare la propria candidatura è fissato al 30 novembre 2011. Il Master inizierà a gennaio 2012. Per tutte le informazioni: scrivere all’indirizzo master.faretv@unicatt.it O visitare il sito almed.unicatt.it


TeaTRO di Silvia Giansanti

RICCARDO ROSSI: SOGNAVO DI LAVORARE CON ALBERTO SORDI /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Dal 2 al 20 novembre, Riccardo Rossi, uno degli attori più in gamba del panorama comico italiano, è di nuovo in scena al Teatro Golden di via Taranto a Roma con lo spettacolo di successo “Di nuovo a casa Rossi”, di Rossi-Di Iorio, dove è affiancato da grandi ospiti che gli fanno da spalla. La regia è affidata a Furio Andreotti. “Andare a teatro è sempre una bellissima esperienza, perché in questo luogo si può ancora assaporare il significato del mestiere di attore”

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l’unico comico italiano che riesce a far ridere Fiorello e questa cosa non può che rendere felice un personaggio che è stato completamente autodidatta e che è partito in un’epoca in cui esisteva la vera gavetta. Riccardo Rossi (Roma, 24 ottobre 1962) è innamorato del teatro, della sua città e anche del buon cibo, visto che lo ritroviamo anche nella nuova serie di “Cuochi e Fiamme”, attualmente in onda su La 7d. In questo periodo è anche volto del nuovo spot dell’Enel accanto a Federica Pellegrini. Riccardo, sei un romano doc. Quanto sei attaccato alla tua città? “Tantissimo. Sono nato e cresciuto nella Capitale, la conosco anche bene, amo i suoi monumenti, le chiese e conosco un po’ di aneddoti”. La tua carriera è costellata da molti successi e lavori importanti. Se qualcuno ti associasse ancora al volto dello spot dell’acqua Ferrarelle, la cosa ti infastidirebbe? “E’ una pubblicità di vent’anni fa che ha avuto il pregio di regalarmi molta popolarità, quindi non mi darebbe assolutamente fastidio, anche se ho fatto tanti lavori più importanti”. Tra telefilm e fiction tv nel passato hai preso parte ai “Ragazzi della III C” e a “Notte prima degli esami”. Ecco, ne approfitto per chiederti, com’è stato il tuo curriculum scolastico? “Ero il classico tipo che aveva le capacità ma che non le applicava. Ero amato molto dai professori, ma i voti non erano eccelsi. Ero pigro con lo studio, anche se poi ho scoperto con gli anni che mi sarebbe piaciuto approfondire di più certe cose. Sono uno studente pentito”. Secondo te perché saresti l’unico comico che fa ridere Fiorello? “Bisognerebbe chiederlo a Rosario. Per me è un complimento straordinario! Credo che lui si sia appassionato al fatto che riesco a costruire una situazione intorno ad una cosa molto piccola che ho notato. Credo che sia appassionato molto a questo mio aspetto”. Ti manca “Viva Radio2”? “Ogni tanto sono stato ospite di quella fortunata trasmissione che mi manca da morire come ascoltatore. Stare a sentire l’intrattenimento di Fiorello alla radio è una

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panacea. Mi manca, come a tutti del resto”. Quant’è importante la comicità nella vita di un individuo? “E’ l’unico modo per andar avanti soprattutto quando la vita ti presenta il conto. La vita vale la pena di essere vissuta, se non fosse per il fatto di farsi quattro risate”. Qual è l’elemento su cui punti maggiormente per la riuscita del tuo mestiere? “Parliamo ad esempio di uno spettacolo teatrale perché ho il controllo maggiore. Sono meticoloso nella scelta delle musiche, ecc. Lavoro molto di pietra pomice, mettiamola così”. Sei in onda su La 7d con la nuova serie di “Cuochi e Fiamme”. Come te la cavi ai fornelli? “Direi piuttosto bene. Amo la cucina tradizionale, mi piace il cibo rustico e la qualità dei prodotti. La sera adoro l’idea di cucinare qualcosa e fare due chiacchiere con un amico davanti ad un piatto”. Dal 2 novembre, sei in scena al teatro Golden con “Di nuovo a casa Rossi”. Parliamone. “E’ uno spettacolo che mi vede tornare al teatro Golden di Roma, poiché lo scorso anno ho fatto ben quattro spettacoli in questo spazio nuovo dove non c’è il palcoscenico. Per cui abbiamo pensato di metterci

un divano, un pianoforte, un angolo bar e di ospitare ogni sera un personaggio diverso al quale raccontare il meglio dei miei spettacoli precedenti. L’idea è piaciuta al pubblico, tanto che mi hanno riproposto di rifare lo spettacolo con testi nuovi. Così mi sono messo a tavolino per tirare fuori cose nuove da proporre con ospiti diversi”. Com’è la situazione attuale del teatro attraverso i tuoi occhi? “Andavo molto a teatro negli anni ’80 e negli anni ’90. Secondo me, ancora oggi a teatro si possono trovare bravissimi attori italiani. Andarci è sempre una bellissima esperienza perché in questo luogo si può ancora assaporare il significato del mestiere di attore, ovvero fare qualcosa di fronte a qualcuno. Consiglio a tutti di andarci, il teatro è qualcosa di straordinario soprattutto quando si sentono quei testi scritti così bene, difficili da trovare altrove”. Il nome di un attore italiano con il quale vorresti lavorare? “Mi sarebbe piaciuto molto lavorare con Alberto Sordi. Oggi invece mi piacerebbe lavorare con tutti gli attori che vado a vedere al cinema come: Elio Germano, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e altri nomi della nuova generazione che apprezzo molto. Sono bravi e preparati”. Un attore come te che ha avuto un percorso artistico tradizionale, è contrario ai reality e ai talent show? “Sì, ma comunque dobbiamo riconoscere che i reality qualche persona in gamba, come Luca Argentero per esempio, l’hanno tirata fuori. Chi pensa di arrivare fuori dal reality a fare qualcosa di straordinario, deve capire che è un terno al lotto”. Se tu ti fossi trovato adesso ad iniziare, cosa avresti fatto? “Sarei andato all’Accademia di Arte Drammatica. Sono stato un autodidatta, ma se dovessi consigliare un ragazzo che ambisce al mestiere di attore, lo indirizzerei all’Accademia appunto o all’Istituto Sperimentale di Cinematografia”. Riccardo Rossi è anche il nome di un politico svizzero. Che rapporto hai con la politica in generale? Credi ancora in qualcosa o hai perso le speranze? “La politica è un argomento troppo grosso per me. Credo che i politici debbano essere grandi appassionati della materia, quasi dei missionari per raggiungere certi obiettivi del Paese”.

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TeaTRO

DOPPIO COMICO GARANZIA DI RISATE /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Dal 3 novembre al Teatro Anfitrione è partita la rassegna di comicità più attesa dal pubblico

otto un’egida garantista di risate a crepapelle parte dal 3 novembre al Teatro Anfitrione la prima edizione di “doppioComico” nuova rassegna a base d’ilarità prodotta a pari passo da Fabrizio

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palato. Ad aprire la rassegna Massimo Bagnato e Mr Phino in “2 mATTI UNICI” in scena sino al 13 novembre; a seguire Fabrizio Gaetani e Marco Passiglia in “Varie….età” in calendario dal 15 al 20 novembre e successivamente dal 22 al 27

lano l’intenzione di "doppioComico" di soddisfare proprio tutti: dall’illusione alla battuta, dall’imitazione umoristica all’ironica considerazione di un quotidiano dove ce n’è per tutti, sportivi, politici, impiegati, madri, padri amici e fratelli.

Da sinistra: Marco Capretti, Fabrizio Gaetani, Gennaro Calabrese

Perrone, Roberto Galiani, Laura Barbini una tripletta di vere e proprie volpi dello spettacolo, patroni degli esordi di tanti tra i volti dell’attuale panorama comico capitolino e nazionale. Di sera in sera s’alterneranno sulla scena due brillanti atti unici interpretati da altrettanti artisti accuratamente appaiati dalla B&G e dalla ITS spettacoli per appagare il gusto di ogni

Marco Capretti e Mago Lupis in “Mistero Comico”; per gli estimatori dell’imitazione dal 29 novembre al 4 dicembre ci saranno Gennaro Calabrese e Alessandro Serra in “una polemica e mille voci” e infine dal 6 all’11 dicembre “3.2.1….Tre esauriti, due valigie, una tastiera” con Paolo Arcuri e il duo Andrea&Simone. Tanti i comici, tante le risate che non ce-

Un’occasione unica per incontrare da vicino i nuovi volti di Zelig Off, di Cafè Colorado, di Area 51 scoprendo quali saranno i loro prossimi personaggi e vivendo in diretta la spontaneità delle loro gag.

Info e prenotazioni: Teatro Anfitrione 06 5750827 mobile 340 4546843

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TeaTRO di Mariella Riva

MASSIMO BAGNATO RISPETTOSA IRRIVERENZA ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Ha appena aperto la prima edizione di “doppioComico” al Teatro Anfitrione. Conosciamo questo apprezzato comico romano partendo dai suoi esordi

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utentico “romano de’ Roma”, verso la fine degli anni ’90 Massimo Bagnato era uno dei tanti comici che a tarda sera si esibiva dal vivo nei locali come il “Fellini”, dove il pubblico esprimeva il proprio gradimento anche in maniera non proprio ortodossa. Poi è arrivato il “Maurizio Costanzo Show” e la sua carriera ha preso una bella e importante piega… Massimo, quanto è stata importante quell’esperienza agli esordi? “Moltissimo. Marcello Casco inventò uno spettacolo goliardico, la scusa era quella di tirare il sacchetto se l’artista non era gradito, ma in realtà anche quando fosse salito sul palco Michael Jackson, i sacchetti sarebbero volati comunque, perché ormai diventati sinonimo d’allegria, e di leggerezza. E’ stata un’esperienza che ho condiviso con cari amici e colleghi come Teo Mammucari, Antonello Costa, katamura e seguacio, e sul palco insieme al grande Marcello Casco c’era Antonello Liegi, un pioniere del cabaret romano”. Morandi, Zero, Albano sono solo alcuni dei personaggi che imitavi in quegli anni, ma non eri l’unico a farli: il pubblico che cosa ha apprezzato di te fino d’allora? “Il modo strampalato di propormi sul palco, il caos era forse già protagonista e quindi le imitazioni lasciavano il posto alla curiosità di vedere cosa avrei combinato per personalizzare i vari personaggi che proponevo”. Sei un maestro dell’esibizione live: senza alcuna volgarità ma con tanta educazione catturi l’attenzione degli spettatori e te li porti a spasso tra i tuoi pensieri. Dote di natura o frutto di studio serrato? “Non lo so, o forse sì… Penso e credo comunque che tra il pubblico ed il comico, si stabilisca un’ empatia che nessuna scuola o libro può teorizzare; quindi forse lo so, mi sembra strano ammetterlo ma lo faccio dire al pupazzo gustino: è un dono di natura”. Attorno al 2000 eri uno degli ospiti fissi del “Maurizio Costanzo Show”: credi sia stato un gradino importante per la tua popolarità? “Importantissimo. Costanzo ha lanciato e valorizzato tanti artisti; sentirsi accostato al grande Ettore Petrolini per me è stata un’investitura ma è una grande responsa-

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bilità, perché ritengo Petrolini un genio autentico”. Teatro, televisione ma anche radio, dato che assieme a Lillo e Greg sei stato protagonista su Radiodue prima del successo di 610 e poi di Bla Bla Bla. E’ diverso rapportarsi con il pubblico radiofonico? “Non lo diresti, ma tanta gente ti ferma e ti dice: ‘ti ascolto su 610’. E a te fa piacere perché un complimento al tuo lavoro radiofonico, vale il doppio. Per chi fa il live, la televisione di oggi è sempre più restrittiva specialmente nella scansione dei tempi sempre molto serrati, condizione di cui tutti si lamentano pur accettando di farla io non mi lamento. Non è importante la quantità ma la qualità. Hai lavorato con conduttori televisivi molto differenti tra loro: Nicola Savino, la coppia Bisio-Encontrada e poi Bisio-Cortellesi, Mammuccari, la Ventura. Chi di loro hai trovato più aperto al tuo tipo di comicità?

“Sinceramente tutti! Il nonsense è talmente diverso dal resto che spesso gode di una considerazione ed accoglienza particolare”. Insieme a Mr Phino, con lo spettacolo “2mATTI UNICI”, hai appena aperto la prima edizione della rassegna “doppioComico” in scena al Teatro Anfitrione… “Salire sul palco con un collega ed amico che ritengo un maestro, un grande artista. Andiamo a divertirci nella nostra casa: il palco”. Chiudiamo con una curiosità. Puoi raccontarci un aneddoto sul battesimo del tormentone “Quanti pensano?”? “Ero in un locale sulla Magliana nel 2003, ho iniziato ad interrogare il pubblico facendogli alzare il braccio continuamente. Con me tra il pubblico c’era Nicoletta Costantino, la mia talent scout, che a fine spettacolo mi ha detto: ‘Massi, questa funziona’. Ed io di Nicoletta mi fido”.

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L’ARCA DI GIADA /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il primo grande musical italiano tridimensionale è in arrivo nei teatri italiani. Il debutto nazionale ci sarà a Roma il 3 dicembre, per proseguire con Torino, Napoli, Bologna, Bari, Padova, Firenze, Milano, Catania

i preannuncia una delle più interessanti novità della prossima stagione teatrale: L’Arca di giada, spettacolare musical fantasy 3D live che affascinerà il pubblico di tutta Italia perchè, unico nel suo genere, abbina realtà e fantasia, personaggi reali e personaggi virtuali. La novità assoluta è nell’impiego di proiezioni tridimensionali di ultima generazione che rendono interattiva la messa in scena e permettono agli attori veri di interagire con le animazioni ed i personaggi virtuali.

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Fondamentale la musica - composta dal maestro Toni Verde, anche regista dello spettacolo - che incanta con la sua melodia tra opera lirica e opera rock, con il suo lirismo, la sua grinta. Sulla scena un nutrito cast di oltre trenta talentuosi elementi tra attori, cantanti, ballerini e acrobati tra cui il tenore Piero Mazzocchetti, terzo al Festival di Sanremo 2007 e stella internazionale del canto lirico, e il ballerino Leon Cino, il ballerino classico vincitore della terza edizione del talent show "Amici", diretti dal

famoso coreografo Kristian Cellini. La grafica è stata realizzata da Daniela Fusco. L’opera è stata presentata sabato 18 giugno a Roma, nell’esclusiva cornice di Trinità Dei Monti in Piazza di Spagna, in occasione della 17° Festa della Musica Europea. Al centro della narrazione una storia romantica d'amore e un viaggio verso la conoscenza e la scoperta di se stessi. Nello spettacolo si respirano l’avventura, il mistero, che coinvolgono gli spettatori in scenari fantastici e luoghi surreali. Il musical trae ispirazione dall’incantevole libro “L’Arca di Giada - La leggenda delle Terre” incantate, scritto e illustrato dalla scrittrice e pittrice Daniela Fusco. Il 3 dicembre a Roma (debutto nazionale), Torino (7-11 dicembre), Napoli (1318 dicembre), Bologna (28-29 dicembre), Bari (5-6 gennaio), Roma (1015 gennaio), Padova (21-22 gennaio), Firenze (28-29 gennaio), Milano (2-5 febbraio), Montecatini (25 febbraio), Catania (10-11 marzo).

Sito ufficiale: www.arcadigiada.com Il trailer dell’opera è disponibile all’indirizzo http://www.youtube.com/arcadigiada

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STADIO APPUNTAMENTO AL GRAN TEATRO /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Dal 19 novembre gli Stadio sono in teatro per presentare dal vivo "Diamanti&Caramelle" il nuovo album uscito il 27 settembre su etichetta Capitol/Emi Music. Tappa romana: 16 dicembre al Gran Teatro

ncora una volta gli Stadio portano più in là il confine di riflessione su quello che gira intorno e dentro di noi. «Qui è come se domani/non ci fossero più stelle/è come se diamanti/diventassero caramelle/è come se il mattino non portasse mai più il sole»: qui è la sintesi concettuale dell’album; la dialettica tra il valore reale e quello apparente, tra la bellezza del diamante e la dolcezza delle caramelle, tra la durezza del bello e la felicità di un momento, dove il contrasto ideologico si risolve nel vissuto, nel perpetuo moto del vivere; dove

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«la felicità va fermata perché passa veloce» (facendo metafora del concetto tanto caro all’antico pensiero filosofico), in un momento, in un battito di vita, ma la felicità esiste, basta ricercarla nella quotidianità, negli occhi di chi ci è davanti, negli incontri di ogni giorno… Due anni fa, precursori di temi oggi tanto attuali, gli Stadio cantavano del «Re Mida che non trasforma più niente in oro, anzi ha successo come imbonitore in tv» ("Benvenuti a Babilonia"), ora i temi si fanno più intimi, e torna preponderante nel disco quel mondo femminile che la band sa definire come pochi, e diventa il termine di

raffronto, il moltiplicatore delle emozioni: un idillio che non finisce mai e a cui gli Stadio dedicano ora un inno all’amore «universale» come «La Promessa» o «Onde d'inverno», tra le altre del disco. È un album solare, pieno di vita, di gioia interiore, mai banale, mai scontato nella declinazione dei valori positivi di ciascuna canzone, con un lavoro attento sui testi, sui suoni e sulle scelte delle collaborazioni. Il nuovo progetto nasce dal lavoro creativo e in studio di Gaetano Curreri e Saverio Grandi, con gli altri Stadio - Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli e Roberto Drovandi – in collaborazione con l’arrangiatore Nicolò Fragile. Due anni di lavoro sulle canzoni e molto di più nel caso di «Gaetano e Giacinto», dato che, già nel 2007, Curreri annunciò in pubblico, in occasione di un concerto a Torino, che avrebbe voluto dedicare una canzone a Scirea. Una volta di più gli Stadio confermano di essere una grande band capace di coniugare la verve della «live band» con lo stile e la raffinatezza della musica d’autore che sa rinnovarsi nelle canzoni e nei temi trattati (sempre diversi) frutto di una ricerca stilistica, tecnico-musicale, e di un confronto con il pubblico («trasversale», «generazionale») nei tanti concerti che, di anno in anno, realizzano in Italia e all'estero. Infoline e prevendite: 0773/414521 - 0773/664946 www.ventidieci.it - info@ventidieci.it


MuSIca di Silvia Giansanti

MARIO LAVEZZI RACCONTI DI VITA /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// “Sono con la coscienza a posto, ho fatto un disco di qualità e di verità, poi quello che succede, succede. La vita fa da sé”. Mario Lavezzi, grande cantautore, compositore e discografico, dopo undici anni dall’ultimo lavoro, ha deciso di dare alla luce un nuovo album intitolato “L’amore è quando c’è”. Nell’ultima fatica racconta se stesso attraverso 12 canzoni inedite

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accontare la storia artistica di Mario Lavezzi è impresa ardua, visto che il successo è partito dal gruppo dei Camaleonti. Durante suo cammino ha incrociato Mogol e Battisti e nel tempo ha scritto canzoni e ha collaborato con moltissimi nomi noti della musica italiana tra cui: Dik Dik, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè, Anna Oxa, Alexia, Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Fausto Leali, Ivana Spagna, Lucio Dalla e Ornella Vanoni. E proprio quest’ultima è presente in duetto con Mario nell’ultimo lavoro “L’amore è quando c’è”, un album in cui si raccontano momenti realmente vissuti dall’artista, come la dolorosa separazione dalla moglie. In un pomeriggio di fine estate, mentre era al pc con il figlio nella sua casa di Milano, ci ha raccontato un po’ di sé, lasciando dolci ricordi attraverso i suoi aneddoti. Ironico, simpatico ma soprattutto loquace, gentile e molto arguto. Mario, proprio di recente so che ti sei esibito a Roma in una serata nata per festeggiare i cinquant’anni di carriera di Mogol. Com’è il tuo rapporto con lui? “Ci sono andato molto volentieri, anche perché dovevamo festeggiare i nostri quarantatre anni di conoscenza. Ricordo quando con molto rammarico intorno ai vent’anni di età dovetti lasciare il gruppo dei Camaleonti per andare a prestare il servizio militare, una specie di sogno infranto. Ma come sempre succede, la creatività è stimolata dai grandi tormenti. Quindi ho iniziato a scrivere canzoni. La prima che ho scritto da giovane è stata ‘Primo giorno di Primavera’, l’ho sottoposta a Mogol che all’epoca era produttore dei Dik Dik insieme a Lucio Battisti e da lì è iniziata la nostra lunga collaborazione ed amicizia”. C’è una frase che ha detto Mogol: “Se scrivi canzoni di impegno sociale, diventano vecchie in un batter d’occhio”. Condividi questa cosa? “Sì, la condivido perché spesso sono canzoni che si legano ad eventi storici specifici. Ad esempio in questo mio nuovo lavoro c’è una sola canzone che riguarda il sociale e la carenza di ideali”. A proposito dei tuoi inizi, hai qualche aneddoto da raccontarci? “Ce ne sono parecchi! Visto che ti ho parlato della conoscenza con Battisti, a se-

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guito della mia entrata nell’etichetta discografica Numero Uno, di cose simpatiche da raccontare ce ne sono. Una volta ero seduto a casa di Lucio, ma la spalliera della sedia si era scollata, così lui ha preso un martello allo scopo di rimettere i chiodi. Ma accidentalmente è partita la testa del martello, andando a colpire il mio labbro inferiore. A parte il dolore, mi sono accorto che un dente si era storto uscendo dalla sua sede e quindi siamo corsi dal nostro amico dentista. Problema risolto, il dente è tornato al suo posto e ho imparato che anche i denti si possono lussare”. E’ trascorso un po’ di tempo dall’uscita dell’ultimo album. Quanto tempo è occorso per quest’ultimo? “Il tempo specifico di lavorazione dell’album è stato di circa un anno. Nel frattempo ho seguito vari progetti e comunque non ho l’ansia e l’esigenza di fare uscire un disco all’anno come fanno molti artisti. Secondo me un disco deve uscire quando è pronto. Sono soddisfatto del mio ultimo lavoro, anche se in fondo rifarei delle cose, ci rimetterei mano, ma questo fa parte della natura artistica, proprio come il pittore che è continuamente alle prese con ritocchi vari. Vado sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, altrimenti mi annoierei”. Nel tuo album hai raccontato della tua vita privata. Come mai questa decisione, visto che gli artisti sono un po’ schivi? “E’ come se si scrivesse un libro, dove si rappresenta se stessi e quello che si è vissuto. La separazione con mia moglie è

stata molto dolorosa, è durata dal ’99 al 2001. Le separazioni sono come dei traumi, come dei lutti e allora in un momento di sofferenza ho scritto le mie canzoni”. Però c’è stato un bel ricongiungimento no? “Fortunatamente c’è stato e spero che sia anche di buon auspicio per tante coppie, visto che oggi le separazioni sono all’ordine del giorno. I rapporti si possono trasformare in qualcosa di più saggio, si tralasciano alcune piccolezze, grettezze e gelosie”. Ci sarà un tour a supporto di questo nuovo album? “Sì, partirà a dicembre. Continuo comunque ad esibirmi anche con il mio amico Teo Teocoli, con lui mi diverto molto sul palco”. Dall’album hai lasciato fuori un pezzo scritto con Califano. A proposito del Califfo, cosa ne pensi riguardo alle sue dichiarazioni rilasciate qualche tempo fa sulle sue pessime condizioni economiche e sul bisogno di un sussidio statale? “Credo che si sia trattato semplicemente di follia! Quando l’ho incontrato ultimamente non mi sembrava un affamato, era molto tranquillo”. Qual è il giovane talento che appartiene alla tua scuderia di cui vai fiero? “Attualmente sto lavorando su tre giovani talenti; uno di ventidue, l’altro di ventisei e l’ultimo di diciotto. Sono completamente diversi l’uno dall’altro, ma quello che mi sorprende di più è il diciottenne, in quanto scrive dei testi intrisi di cultura che sorprendono. Il bello è che è un ragazzo della nuova generazione che non vuole neanche partecipare ai reality. Vorrebbe fare il percorso di una volta, come hanno fatto molti cantautori storici. Non dimentichiamoci che uno come Lucio Dalla ha fatto sette album prima di emergere. Da quel tipo di percorso venivano fuori contenuti di spessore, di alta qualità”. Visto che oltre ad essere cantautore, sei anche compositore e produttore discografico, tra un secolo per cosa vorresti essere ricordato? (Ride) “Spero per le mie canzoni. Oggi è uno standard, è tutto omologato, prima le canzoni nascevano da ideali e da un fermento sociale diverso, c’era una gara di nuove idee. Oggi l’indifferenza porta alla decadenza. Non sono un nostalgico, ma la mancanza di idee è un dato di fatto”.

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CHARTS CLASSIFICHE TOP TEN EUROPA 1”WE FOUND LOVE” – RIHANNA FT. CALVIN HARRIS 2 “SEXY AND I KNOW IT” – LMFAO 3 “STEREO HEARTS” GYM CLASS HEROES FT. ADAM LEVINE 4 “RUN FOR YOUR LIFE” – MATT CARDLE 5 “WHEREVER YOU WILL GO” – CHARLENE SORAIA 6 “JAR OF HEARTS” – CHRISTINA PERRI 7 “LOCA PEOPLE” – SAK NOEL 8 “ALL ABOUT TONIGHT” PIXIE LOTT 9 “WHEREVER YOU WILL GO” – THE CALLING 10 “WHAT MAKES YOU BEAUTIFUL” – ONE DIRECTION

TOP TEN U.S.A. 1 “SOMEONE LIKE YOU” – ADELE 2 “SEXY AND I KNOW IT” – LMFAO 3“WE FOUND LOVE”– RIHANNA FT. CALVIN HARRIS 4 “TONIGHT”- SEETHER 5 “MOVES LIKE JAGGER” – MAROON 5 FT. C. AGUILERA 6 “PARADISE” – COLDPLAY 7 “YOU MAKE ME FEEL” – COBRA –STARSHIP FT. SABI 8 “THE ADVENTURES OF RAIN DANCE MAGGIE” – RED HOT CHILI PEPPERS

9 “WITHOUT YOU” – DAVID GUETTA FT. USHER 10 “IN THE DARK” – DEV

TOP TEN ITALIA 1 ”LA DIFFERENZA TRA ME E TE” – TIZIANO FERRO 2 “BRUCERÒ PER TE” – NEGRITA 3 “LA NOTTE DEI DESIDERI” – JOVANOTTI 4 “BENVENUTO” – LAURA PAUSINI 5 “UN CIAO DENTRO UN ADDIO” – GIANLUCA GRIGNANI 6 “MAI PER AMORE” – GIANNA NANNINI 7 “IN CERCA DI TE” – SIMONA MOLINARI FT. PETER CINCOTTI 8 “NON TI ACCORGEVI DI ME” – ADRIANO CELENTANO 9 “QUESTA CANZONE” – MINA 10 “SARÒ LIBERA” – EMMA MARRONE

CHRISTINA PERRI Singolo di debutto per questa cantautrice che arriva direttamente da Philadelfia. Suo fratello è Nick Perri, ex chitarrista degli Shinedown. Il pezzo è stato lanciato durante una performance televisiva, riscuotendo larghi consensi. SAK NOEL Si tratta di un dj catalano, fondatore e gestore di un’etichetta discografica del suo Paese. Il singolo in questione sta scalando le classifiche in tutta Europa, trovando successo soprattutto nei Paese Bassi e in Austria.

COBRA STARSHIP Sono nati artisticamente nella grande mela nel 2005. Nel passato tra i loro successi di punta ricordiamo il pezzo “Bring it” e nei prossimi mesi li apprezzeremo anche in Italia. DAVID GUETTA Il dj francese più cool del momento, dopo aver collaborato con numerose star della musica internazionale, adesso è con il famoso rapper scopritore di Justin Bieber. Il suo ultimo album “Nothing but the beat” è uscito ad agosto scorso.

NEGRITA Sono tornati con l’album “Dannato vivere” ed è previsto un minitour di 6 date nel 2012. La celebre rock band ha preso il nome da una canzone dei Rolling Stones “Hey! Negrita”. MINA La signora della musica italiana è tornata a farsi sentire e attorno a ‘questa canzone’ ultimamente si è scatenata una sorta di caccia all’autore. Durante la sua carriera, Mina ha interpretato più di 1400 brani e venduto oltre di 150 milioni di dischi.


di Silvia Giansanti in collaborazione con la Foxy John Production - www.foxyjohnproduction.com

SPECIAL GUEST THE KOOKS IRRUENTI INGLESINI ono una rock band di provenienza britannica formatisi dieci anni fa a Brighton. Il loro nome è ispirato ad una canzone di David Bowie. La band fino al 2008 era composta da Luke Pritchard (voce e chitarra), Hugh Harris (chitarra), Max Rafferty (basso) e Paul Garred (batteria). Max Rafferty ha lasciato la band per motivi legati all'uso della droga e attualmente è il cantante dei The Third Man, mentre Paul Garred è stato costretto a lasciare temporaneamente il gruppo per problemi al braccio. Il nuovo bassista era Dan Logan, poi sostituito definitivamente da Pete Denton, mentre Paul Garred è stato sostituito per un lungo periodo da Chris Prendergast. Il primo album dei Kooks intitolato “Inside In/Inside Out” ha venduto più di un milione di copie nel Regno Unito e dopo l'uscita, hanno subito intrapreso il loro primo tour. Il loro successo è arrivato con “You don't love me” e “Naive”, composta da Luke Pritchard da adolescente. I quattro ragazzi inglesi, dopo vari concerti tenuti tra il 2006 e 2008, hanno prodotto un altro album “Konk”, dove emergono a loro modo richiami alla musica pop e rock. L'album ha riscosso un enorme successo, soprattutto grazie ai brani “Do you wanna?”, "Always where I need to be” e “Shine on”. Il 12 settembre 2011 è uscito il terzo album, “Junk of the Heart”, che presenta 12 tracce. L'album è stato preceduto dai singoli “Junk of the Heart (Happy)”, attuale successo europeo e “Is It Me”.

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NEWS Pink è riuscita ad ottenere il primo ruolo importante come attrice nella commedia “Thanks for Sharing”, in cui recita accanto alla moglie di Chris Martin dei Colplay, Tim Robbins ed altri. Il film sarà nelle sale il prossimo anno e affronterà il tema della dipendenza dal sesso. I Gorillaz per festeggiare i loro primi dieci anni di attività hanno deciso di immettere sul mercato discografico “The Singles Collection: 20012011”. E’ prevista anche la pubblicazione di un vinile, un box-set e un bel CD/DVD. Adele canterà il tema del prossimo film dell’agente 007. La pellicola arriverà nelle sale tra un anno. La can-

tante di enorme talento ha già composto il pezzo ed è in fase di registrazione. E’ reduce dal successo dell’album “21”. Adriano Celentano è al lavoro sul suo nuovo disco in cui ci sarebbe anche la collaborazione di Jovanotti, Franco Battiato e Giuliano Sangiorgi. Sono passati quattro anni dalla pubblicazione di “Dormi amore, la situazione non è buona”. I Cranberries hanno deciso di tornare a calcare le scene internazionali con “Roses”, un nuovo lavoro che arriva dopo una pausa durata dieci anni. L’uscita per il gruppo irlandese è prevista per il 14 febbraio del 2012.

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“CORAZZE” AL SALOTTO DELLE ARTI /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// La casa d'arte Artribù di Claudio Proietti ha ospitato il vernissage di presentazione della mostra di Matteo Pugliese alla presenza di ospiti del mondo dello spettacolo e della tv

rte, bellezza e buon cibo si sono fuse ieri sera al Vernissage, presso la galleria d'arte Artribù dove il padrone di casa Claudio Proietti ha inaugurato la mostra "Corazze", personale dello scultore milanese Matteo Pugliese che rimarrà in esposizione fino al 25 novembre. Una serata dedicata ad uno degli artisti contemporanei più apprezzati degli ultimi anni sia in Italia che all'estero, che espone in anteprima mondiale da Artribù le sue ultime creazioni, gli "Scarabei", che per l'occasione completano la mostra composta anche dalle famose "ExtraMoenia" e dai "Custodi". Tre serie scultoree che insistono sul tema della corazza, corazza come protezione, ma anche intesa come limite e come guscio dal quale liberarsi, apprezzatissime dagli ospiti intervenuti alla vernice. All' invito di Francesca Pecchia e Sara Battelli oltre a collezionisti, giornalisti ed imprenditori romani, hanno risposto anche molti volti noti del cinema e della televisione come le attrici Valeria Graci, attualmente nelle sale con i film "Baciato dalla fortuna" , "Ex: amici come

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Rosaria Russo, Elena Russo


Sara Battelli, Matteo Pugliese, Francesca Pecchia, Claudio Proietti

Da Sinistra: Claudio Proietti, Davide Devenuto, Matteo Pugliese, Serena Rossi, Deborah Salvalaggio

prima" e presto sul set del cinepanettone della Filmauro "Natale a Cortina" di cui sarà protagonista. E' passata per un saluto veloce anche Federica Vincenti, compagna di Michele Placido, poiché impegnata nella produzione di un film che vedrà come protagonista Francesco Scianna. A catalizzare l'attenzione dei fotografi la ormai consolidata coppia composta dal produttore Daniele Di Lorenzo e Deborah Salvalaggio che in formissima come sempre ha smentito le insistenti voci su una presunta gravidanza. Un'altra coppia della televisione italiana giovane e bella che ha incuriosito gli invi-

tati è stata quella formata dalla bellissima napoletana l'attrice Serena Rossi, prossimamente su RaiUno nella miniserie "Dove la trovi un'altra come me", accompagnata dal fidanzato Davide Devenuto volto noto di "Un posto al sole". Occhi puntati anche sulla sempre affascinante Elena Russo vista di recente in "Sangue Caldo" e prossimamente nella fiction Mediaset "I Cerchi nell'acqua" . Affascinata dalle opere di Pugliese, anche l'attrice Rosaria Russo, ma senza il marito Antonio Catania impegnato in teatro. Tra gli ospiti anche la ex gieffina Roberta Beta, ormai impegnata nel ruolo di giornalista di gossip.

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EVENTI

IL GILDA FESTEGGIA IL SUO PATRON ////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Inaugurazione del locale e del ristorante “Le Cru” con balli e musica in un’atmosfera eburnea e luminosa… Con l'occasione è stato festeggiato anche il compleanno di Giancarlo Bornigia

olti gli ospiti presenti alla grande festa a Roma al “Gilda”, in via Mario dei Fiori 97, per il compleanno di Giancarlo Bornigia che ha compiuto ben 81 anni. Il re delle feste, tuttora in piena attività, affiancato anche dalla moglie Lucia e dai figli, è riuscito a tenere in vita locali che hanno fatto storia, come “Il Piper” fondato nel 1965, lo stesso “Gilda” e l’“Alien”. Il “Piper Club” ha ottenuto il lemma nell’enciclopedia “Nuova Piccola Treccani” per essere divenuto un fenomeno di costume italiano ed avere non solo fatto divertire e ballare con la musica milioni d’italiani e non, ma anche per aver promosso carriere di personaggi sia italiani sia stranieri tuttora famosissimi. Durante la serata Teddy Reno ha cantato vari pezzi in omaggio al festeggiato, poi spettacoli di burlesque, balli con l’animazione della “Chic Oper House” presente tutti i sabati e musica del d.j. Valter Paoli. Il party, con cena dalle 21.30, ha coinciso con l’apertura ufficiale della discoteca ora rinnovata in uno stile ancora più chic e luminoso insieme al ristorante “Le Cru”, in cui da quest’anno possiamo ritrovare Stefano Aviani con menu particolari e la tipica chur-

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Giancarlo Bornigia e Teddy Reno


Irene Bozzi, Lino Patruno, Giancarlo Bornigia

Con Francesco Benigno e signora

Il notaio Giovanni Pocaterra e Giancarlo Bornigia

Con Orso Maria Guerrini e signora

rascaria. Tra gli ospiti, accolti dallo storico p.r., il filosofo Angelo Ciccio Nizzo e dalla sociologa tv Deborah Bettega, attori e attrici come Raffaello Balzo, Max Parodi, Orso Maria Guerrini con la moglie Cristina Sebastianelli, Alex Partexano, Francesco Benigno, Nina Soldano, Nadia Bengala, Mario Zamma, Ennio Drovandi, cantanti e musicisti come Teddy Reno, Fred Bongusto e figlia, Tony Santagata e Lino Patruno. Tra i personaggi tv c’erano Alessandro Di Pietro, Antonio Zequila, Pamela Camassa, Don Santino Spartà, il Notaio Giovanni Pocaterra, il cuoco Alessandro Circiello, Nando e Guen-

Ciccio Nizzo, Deborah Bettega, Nina Soldano con il suo compagno Teo

dalina del “Grande Fratello”, Roberta Allegretti dell’”Isola dei famosi”, Imma Dininni della ”Fattoria” e Solange. Non sono mancati però, nemmeno giornalisti affermati come Amedeo Goria, Cristina Guerra del Tg1 Irene Bozzi e Stefano Piccirillo di Radio Kiss-Kiss e parte della nobiltà, come i principi Carlo Giovanelli, Fulvio Rocco, Doria e Guglielmo Giovanelli Marconi, la principessa Conny Caracciolo e Alessandra Del Drago, il marchese Giuseppe Ferrajoli, la duchessa Silvana Augero, il conte Lorenzo Pucci della Genga, senza dimenticare professionisti come l’architetto Giorgio Ginori, Beppe Far-

netti, il primo ad introdurre al “Piper” le luci stroboscopiche, gli artisti Elvino Echeoni e Aldo Manganaro, l’imprenditrice Loredana Nappi, lo stilista d’alta moda Luigi Bruno, il Colonnello Catanzaro, Tony Gallo, il regista Carlo Micolano, Irma Capece Minutolo e molti altri che hanno festeggiato insieme alla famiglia Bornigia: i figli Davide, Gabriele, Giancarlo, Marco, nipoti, mogli e fidanzate, in un locale il “Gilda”, che è famoso in Italia, conosciuto dal jet set internazionale, che vuole ancora far trascorrere innumerevoli e memorabili serate con feste, cene e musica per tutti.

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WEDDING di Claudia Della Ratta

TUTTI FANNO QUAL COSA //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il giorno del matrimonio ad ognuno il suo compito

GLI SPOSI Ricevono gli ospiti; Intrattengono gli ospiti durante i tempi morti del ricevimento; Lo sposo può ringraziare tutti gli invitati con un discorso a inizio o fine pasto; Anche la sposa può fare un discorso di ringraziamento, dopo lo sposo; La consegna di bomboniere e confetti è affidata alla sposa; La tradizione impone che siano gli sposi ad aprire le danze, con ballo lento sulla pista da soli; Se gli sposi a fine ricevimento vanno via in auto, è tradizione attaccare al paraurti posteriore lattine, palloncini ed altri oggetti rumorosi. Questa usanza deriva dalla tradizione di attaccare le scarpe della sposa alla macchina, per simboleggiare il passaggio di proprietà della donna dal padre al marito. IL PADRE DELLA SPOSA Se si vuole seguire il galateo, è il primo a fare il discorso e proporre un brindisi agli sposi; Gli spetta un ballo con la figlia al terzo giro di danza. LA MADRE DELLA SPOSA Nel caso in cui gli sposi ritardino a causa del servizio fotografico, è la madre della

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sposa che riceve gli ospiti; Può fare, con il genero, il secondo ballo. I GENITORI DELLO SPOSO Padre: gli spetta il ballo con la sposa subito dopo che, quest'ultima, ha aperto le danze con il marito. Madre: lo sposo concederà un ballo alla madre al terzo giro di danza. I TESTIMONI Il testimone principale può tenere un discorso per rispondere allo sposo da parte

di tutti gli altri invitati e testimoni. INVITATI Dovrebbero restare fino a quando gli sposi non vanno via; Possono andarsene prima solo se gli sposi hanno comunicato di voler lasciare la festa dopo gli invitati.

Ma il matrimonio non era un evento da celebrare in piena libertà? Auguri a tutti voi!


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Copia omaggio

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GP MAGAZINE ANNO 12

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JENNIFER MORRISON

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