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APER 2 4 M T UR a A ggio

2014


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Sofia Valleri

E' una giovane modella e attrice italo-greca. E' testimonial di campagne pubblicitarie importanti ed è già stata protagonista sui red carpet a Roma e agli Oscar

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Ombretta Bucci

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LeBron James

Secondo la rivista Forbes, è il secondo cestista più pagato al mondo, nonché il quarto fra tutti gli sportivi, con un guadagno, nel 2012, di 59,8 milioni di dollari

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Oriental Sun


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Odalisque

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Giacomo Sintini Giocatore di volley, nel 2011 gli viene diagnosticato un tumore. Non si abbatte, inizia a lottare per la partita più importante della sua vita e un anno dopo la vince

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Antonio Strigaro Si è formato all'Accademia Aldo Coppola e ha avuto molte esperienze nel campo dello spettacolo e della tv

Antonio De Cristofaro Con quest'opera letteraria, lo scrittore milanese conclude la trilogia di personaggi femminili che lo hanno contraddistinto finora

Sarah Maestri

E’ la protagonista e la produttrice del film “Il Pretore”. E’ una giovane attrice con un curriculum di tutto rispetto e ha lavorato con registi importanti


di Alessandro Cerreoni

La libertà e la salute nascono dal sapere

Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 421/2000 - del 6 Ottobre 2000

Sono i giorni che precedono la Pasqua (questo editoriale l'ho scritto di proposito proprio in quei giorni) e su Facebook mi passano davanti agli occhi post che invitano le persone a non mangiare l'agnello. Guardo, leggo, annuisco e sono d'accordo. Ma mi assale un senso di fastidio, legato all'ipocrisia di alcuni. No all'agnello ma sì al pollo, alla fettina di manzo, al filetto di vitello o alla bistecca di maiale. In sintesi avviene questo. Sono i soliti benefattori da tastiera, quelli che pontificano le buone azioni e i buoni propositi, per far sapere al mondo quanto la propria bontà sia infinita (?), per poi fare tutt'altro tra le mura domestiche. Come quelli che vanno in chiesa a battersi il petto e una volta fuori ne combinano di tutti i colori. La carne, che sia agnello o vitello, non va mangiata per scelta etica e salutare e non perché ci si intenerisce davanti all'immagine di un dolce animaletto bianco come la neve. Non esistono animali di serie A e animali di serie B. Esistono gli esseri viventi. Non a caso, da un po' di tempo nelle pagine di “salute e benessere” parliamo di argomenti legati alla sana alimentazione, che si basa principalmente sulla non assunzione di cibi di provenienza animale. Un discorso che tocca l'aspetto etico, e il conseguente rispetto verso tutti gli esseri viventi, e quello legato alla salute. Perché mangiare carne vuol dire alimentarsi della sofferenza e della crudeltà patita dal povero animale di turno, e già questo non è compatibile con la vita delle nostre cellule. Ovviamente non vogliamo essere la bibbia di nessuno ed ognuno è libero di agire e mangiare come ritiene opportuno. Noi cerchiamo solo di aprire le menti e portarle alla riflessione, basandoci soprattutto su studi di innumerevoli scienziati, dottori e biochimici, che pongono la sana alimentazione alla base di una buona salute. Il mese scorso abbiamo parlato della terapia Gerson ma potremmo parlare anche del dottor T. Colin Campbell, che dalla fine degli anni '60 fino ai nostri giorni ha portato avanti ricerche i cui risultati hanno evidenziato l'associazione netta tra consumo di carne e patologie gravi (The China Study). Di fronte a ciò non si può rimanere in silenzio o far finta di niente. Bisogna informare la gente e renderla consapevole di cosa mangia. Poi ognuno sarà libero di mangiare insaccati, hot dog, hamburger, bistecche e bere tutte le bevande gassate e zuccherate possibili, ma almeno che sia cosciente dei rischi a cui va incontro. Siamo per la libertà e non per l'imposizione. Libertà vuol dire avere la conoscenza e agire in base ad essa, rispettandola oppure contravvenendola. Ma il non sapere è una negazione della libertà.

DIRETTORE EDITORIALE E RESPONSABILE Alessandro Cerreoni - a.cerreoni@gpmagazine.it REDAZIONE Via V. Pacifici, 20 00019 Tivoli (Roma) Tel. 327.1750177 e-mail: redazione@gpmagazine.it PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Luana Di Francesco REDAZIONE Fabiola Di Giov Angelo Silvia Giansanti HANNO COLLABORATO Bibi Gismondi, Simone Mori, Paolo Paolacci (ideatore e curatore di “Cross Your Mind”), Camilla Rubin, Adriana Soares EDITORE PUNTO A CAPO Srl PUBBLICITA’ Info spazi e costi: adv@puntoacapo.org Claudio Testi - c.testi@gpmagazine.it Gionata A. Mattioli - g.mattioli@gpmagazine.it STAMPA Fotolito Moggio - Strada Galli 5 Villa Adriana (Roma) info 0774.381922 - 0774.382426 - Fax 0774.509504 fotolitomoggio@fotolitomoggio.it Chiuso in redazione il 23/04/2014 Copie distribuite: 20.000

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#curiosity di Camilla Rubin

#Inghilterra

Malato di selfie

Un ragazzo inglese di 19 anni ha dichiarato di essere dipendente dai selfie e ne scatta almeno 200 al giorno. Egli ha raccontato di non essere uscito per sei lunghi mesi perché preferiva restare a casa per fare gli autoscatti e che con il tempo ha perso tutti gli amici a causa di questa grave dipendenza. ”Ho abbandonato la scuola a causa della mia ossessione e sono dimagrito moltissimo, ho perso 12 chili”, ha dichiarato il ragazzo. Il ragazzo ha affermato che è arrivato a pensare persino al suicidio perché non era più in grado di gestire la sua ossessione e perché voleva stare bene con se stesso.

#Philadelphia

Una birra dal gusto discutibile

In occasione del finale della stagione della celebre serie “The Walking Dead”, un birrificio di Philadelphia ha lanciato una birra speciale chiamata “Dock Street Walker” una birra-zombie creata con vero cervello: non cervello umano come vorrebbe un vero zombie che si rispetti, ma cervello di capra affumicato. “Quasi sempre passavamo i monotoni lavori di pulizia del lunedì a commentare l’ultima puntata, con i suoi colpi di scena. Abbiamo pensato di rendere un nostro omaggio allo spettacolo”, raccontano i titolari del birrificio. La birra è una American Pale Stout, è il sapore sarebbe tutto sommato delicato. Il cervello affumicato darebbe un insolito retrogusto di affumicato appunto, ma non fastidioso, gli ideatori della birra hanno inserito nella ricetta anche dei mirtilli per dare alla birra un aspetto più sanguinolento.

#Perth

Una scultura di

onda fatta di Barbie PERTH - Una scultura così non si era mai vista prima. L'idea, alquanto bizzarra, è dell'artista belga Annette Thas, una delle concorrenti della decima edizione della Sculpture by the Sea, la manifestazione che si svolge ogni anno in Australia. La creazione si chiama Wave 1 ed è un'onda alta quasi 10 metri e larga 11, completamente fatta di Barbie… 3000 per l’esattezza, per la gioia di tutti gli appassionati della bionda di plastica più famosa al mondo.

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#curiosity #Canada

Niente colazione ai canadesi per colpa di Justin Bieber Taco Bell non servirà la colazione ai clienti canadesi finché “non si riprenderanno indietro Justin Bieber”. Durante una sessione di chat online per presentare il nuovo menu colazione di Taco Bell, il presidente della società Brian Niccol ha discusso di diverse questioni con i navigatori. Ma la risposta più curiosa riguarda probabilmente la motivazione del perché il nuovo menù non sarà offerto in Canada.. “solo quando il Canada si riprenderà indietro Justin Bieber” ha risposto il presidente. Bieber infatti è di nazionalità Canadese e ci sono già state diverse petizioni perché gli venga ritirato il visto con la motivazione che sarebbe dannoso per i giovani americani.

#Giappone

Alan come il David di Michelangelo

Non sta a noi dire quanto sia riuscito a raggiungere il risultato, certo è che un ragazzo giapponese per cercare di somigliare al David di Michelangelo, si è sottoposto a numerosi interventi di chirurgia estetica tanto da spendere oltre 150.000 dollari in operazioni in un solo anno. Apparentemente Alan, questo il nome del ragazzo, era preso in giro dai compagni a causa del suo aspetto giudicato effeminato, e questo a spinto il giovane a desiderare di cambiare completamente il proprio volto. Alan voleva un avere un viso straniero e “senza età”, e la scelta di cercare di assomigliare al David è venuta di conseguenza.

#Gran Bretagna

Una Aston Martin per bambini a soli 25 mila euro La Aston Martin ha creato la DB Junior, un’auto perfettamente funzionante che si ispira al famoso modello DB5, protagonista dei classici film di James Bond. L’auto, destinata ai bambini dai 10 anni in su, ha un motore da 11occ a benzina, con cambio semiautomatico a sei marce, e può raggiungere una velocità di 75 km/h. Prestazioni di tutto rispetto, per un vicolo che però non può circolare se non in aree private. Le finiture sono di lusso, come ci si aspetta da una Aston Martin, con volante in legno e sedili che possono essere ordinati in vinile o pelle per la modica cifra di 25.000,00 euro. Che dite, volete fare un regalo al vostro bambino?

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N

ata a Venezia da una famiglia multietnica, madre greca di Atene e padre veneziano, Sofia Valleri è una bellezza mediterranea, che ha conquistato da subito il favore del pubblico facendosi strada nel mondo dello spettacolo. E' stata testimonial della campagna “Make a wish” di Brosway Jewels ed è attualmente protagonista del calendario Riello 2014 ed è testimonial di numerose campagne pubblicitarie. L’abbiamo da poco vista sui red carpet internazionali più famosi, da quello di Hunger Games al Festival del Cinema di Roma sino allo sbarco ad Hollywood ai recenti Oscar. Sofia Valleri modella e attrice di numerosi commercial, come inizia la tua carriera? “La mia carriera inizia semplicemente da un book e da un'importante campagna pubblicitaria. Ho sempre coltivato la passione per la recitazione iniziata anni fa in ambito teatrale. Oggi sto studiando e imparando l'arte di stare davanti ad una cinepresa, cercando sempre di coltivare i due ambiti in parallelo”. Ti abbiamo vista di recente posare per 12 mesi con il calendario Riello. Come ci si sente ad entrare nelle case degli italiani? “Molti amici di famiglia mi hanno chiamata perché non si aspettavano che quest'anno 'ap-

pesa al muro' ci sarebbe stata la Sofia. Mi fa piacere essere a casa e in ufficio e accompagnare la quotidianità a volte pesante degli italiani e soprattutto italiane. Sì perché quest'anno si è voluto fare un prodotto artistico che piacesse prima alle donne e poi agli uomini. Per fare ciò vi posso solo dire che il cast di produzione era tutto al femminile, compresa la fotografa Stefania Paparelli che io adoro!”. Donne e calendari un dualismo vincente che esiste da molti anni, ma come mai dopo tanto tempo le donne si mettono in gioco con un calendario? “Sicuramente è un modo per mettersi in gioco e far vedere la propria bellezza, credo sia questo il motivo per cui i calendari hanno sempre funzionato. Dal mio punto di vista, guardando le foto, ad ogni scatto c'è un meraviglioso ricordo di un viaggio nella magnifica Sardegna con persone meravigliose che spero di non perdere mai di vista”. Hollywood la patria del cinema mondiale. Cosa ne pensi tu che stai iniziando la carriera di attrice? “Andare ad Hollywood mi ha sicuramente incentivata. Ho avuto l'occasione di conoscere gli attori tra i più interessanti e bravi al mondo; questo mi ha spinta a volere fare sempre di più. In questo campo il bello è che non si finisce

E' una giovane modella e attrice italo-greca. E' testimonial di campagne pubblicitarie importanti ed è già stata protagonista sui red carpet a Roma e agli Oscar

mai di imparare”. Recentemente ti abbiamo vista ospite della settimana degli Oscar a Los Angeles; come nasce questa avventura? “Nasce dal fatto di ricevere un invito e pensare in un primo momento questo è uno scherzo e poi invece sei lì proprio nell’anno in cui un film italiano vince l’Oscar. Insomma, neanche nei sogni più realistici avrei pensato potesse accadere una cosa del genere”. A proposito di party, sei stata una delle ospiti più ammirate al party Chanel insieme a Anne Hathaway, Olga Kurylenko ma come ti sei sentita in quel momento? Raccontaci qualche curiosità... “Devo dire che sono due donne incredibili! Olga è poi di una bellezza straordinaria. Cenare allo stesso tavolo con loro è stato un onore. Una curiosità è stata ad un certo punto tutti scontenti del menù troppo dietetico hanno iniziato a reclamare la mitica pasta. Tutti al party dai vari tavoli ove c'erano da Sienna Miller a Candice Swanepoel a urlare 'pasta pasta!'. Viva l'Italia e il Made in Italy!”. Insomma se a soli 23 anni sei già stata tra le più ammirate a Hollywood. Dove vuole arrivare Sofia Valleri? “Voglio arrivare a lasciare un pezzo di arte nella storia. In questo momento devo fare la gavetta

Sofia

alla conquista 10


Valleri

di Hollywood di Camilla Rubin

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Sofia Valleri al Party Chanel a Los Angeles con Olga Kurylenko, il regista Paul Haggis e Annabele Wallis. Nella pagina a fianco, Sofia Valleri testimonial della Riello CREDITI: si ringrazia Cristiano De Masi e www.creativeideas.tv per Sofia Valleri

e credo sia giusto farla ma fra un po' di anni mi auguro di esser parte di un meraviglioso progetto che riesca ad esser al di sopra di tutte le mode e che lasci il segno”. Un ruolo che ti piacerebbe interpretare al cinema e per quale motivo? “Vorrei interpretare persone che nella vita reale detesto, perché farei molta più fatica a trovare in me quella parte che compone quel determinato carattere. Quello che amo, perdonatemi il masochismo, è mettermi costantemente alla prova superando gli ostacoli effettivi. Solo così si può dire che si è fatto un buon lavoro”. Il tuo regista preferito? “Ci sono molti registi che ammiro, tra cui uno in particolare, Paul Haggis, che è un mio caro amico. Non è però l'amicizia che in questo caso mi ha portata all'ammirazione ma la sua tecnica di regia e la sua filosofia molto affine alla mia. Sono veri capolavori 'Casinò Royale' e 'Million dollar Baby' . Ad ogni modo, oltre che un ottimo professionista ,è anche una persona umana e molto attiva nel sociale. Sono stata quest'anno con lui all' APJ (Artists for Peace and Justice) ovvero il party di beneficenza che tiene

ogni anno per aiutare direttamente chi è meno fortunato. È pazzesco vedere quanto si spenda per i progetti umanitari e questo fa di lui un uomo da ammirare. Proprio da questa esperienza ho tratto insegnamento e voglio attivarmi anch'io il prima possibile a qualche progetto di charity. Lo faccio perché come ho avuto io l'esempio da una persona come Paul magari qualcuno lo può avere da me ed esser sempre in più persone attive per così dire in determinati progetti”. Come sei nella tua quotidianità? “Sono un maschiaccio! A volte devo dire anche un po' fantozziana. Vi racconto l'ultima che ho combinato: ero giusto in America in aeroporto per tornare in Italia e credendo di gettare via delle cartacce ho buttato via nell'immondizia i biglietti aerei. Vi posso solo dire che sono stati attimi di panico ed ilarità. Per il resto mi piacciono lo sport e la buona cucina, mangio tanto”. Cosa è in e out per un uomo al primo appuntamento? “L'uomo al primo appuntamento deve mostrare sicuramente se stesso senza fingere di essere qualcun altro. Le recite non durano. La galanteria direi che è un ever green sempre apprezzabile, mentre

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riterrei out un'ostentata 'amichevolezza' assieme a proposte dirette. Un detto greco recita: 'piano piano il bacio perché abbia sapore'. Tutte le cose perché siano belle sono lunghe e difficili da conquistare”. Pensi che il detto “volere è potere” sia realistico nella vita? “Credo che in buona parte lo sia. Se si vuole veramente qualcosa si trova sempre il mezzo per raggiungere il fine. Il punto cruciale è volere veramente qualcosa”. Un consiglio per l'estate: qual è il posto più cool? “Il posto più cool non saprei. Ce ne sono troppi! Io opto sempre per posti che siano caldi e abbiano il mare. Non riuscirei proprio in estate a fare una vacanza in montagna”. Con chi passerai le tue prossime vacanze estive? “Finiti i miei impegni lavorativi raggiungerò la mia mamma e i miei cagnolini a casa mia in Grecia. Non vi è posto migliore di dove c'è l'amore”. Faresti un saluto a tutti i nostri lettori? “Vorrei poterlo fare realmente e non scritto. Ma saluto tutti i lettori mandando a tutti un caloroso bacio”.


LeBron James Il predestinato

E' una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta dedichiamo il nostro spazio alla grande stella del basket NBA di Camilla Rubin

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nostante le prestazioni di James (38,5 punti, 8,3 rimbalzi e 8 assist di media).

Lo sapevate che... iLeBron Raymone James è nato ad Akron il 30 dicembre 1984 ed è un cestista statunitense, che gioca come ala nei Miami Heat.

Lo sapevate che...

LeBron Dopo la sconfitta contro Orlando, viene sottoposto ad un intervento chirurgico per l'asportazione di un tumore benigno alla bocca scoperto qualche mese prima. L'operazione dura cinque ore e riesce perfettamente.

Lo sapevate che... E' alto 203 cm per circa 113 kg, è soprannominato The King James, The Chosen One ("Il Prescelto") e LBJ.

Lo sapevate che...

Lo sapevate che...

Ha passato la sua infanzia nei bassifondi di Akron, in Ohio, è cresciuto con la madre Gloria, e spesso, per difficoltà economiche, si trovavano senza casa e a vivere presso degli amici.

Lo sapevate che...Ha due figli con la sua fidanzata storica del liceo, Savannah Brinson. Il primogenito LeBron James Jr., è nato il 6 ottobre 2004 e il secondo James Bryce Maximus, il 14 giugno 2007. Il 14 settembre 2013 è convolato a nozze a San Diego con la fidanzata Savannah Brinson.

Lo sapevate che... Secondo la rivista Forbes, è il secondo cestista più pagato al mondo, nonché il quarto fra tutti gli sportivi, con un guadagno, nel 2012, di 59,8 milioni di dollari.

Lo sapevate che... E' considerato uno dei giocatori più versatili dell'NBA, ed è stato paragonato agli Hall of famer a Oscar Robertson, Magic Johnson e Michael Jordan. È un giocatore che può ricoprire ben quattro posizioni, tranne forse il ruolo di centro, ma le altre può interpretarle molto bene e questa è una caratteristica unica. Michael poteva ricoprire tre ruoli differenti ed era molto bravo ad interpretarli tutti e tre.

Lo sapevate che...Avendo vinto 4 volte il premio di miglior giocatore della Lega (terzo record di sempre dopo Abdul Jabbar, con 6 titoli, e Michael Jordan, con 5 titoli) è considerato uno dei cestisti migliori della storia e da alcuni esperti il migliore attualmente in circolazione.

Lo sapevate che... Entra nel 1999 nella squadra della sua scuola superiore, la St. Vincent-St. Mary High School. Vincendo per due anni di fila il titolo e vince inoltre il riconoscimento di Mr. Basketball for Ohio, grazie a una media stagionale di oltre 25,2 punti, 7,2 rimbalzi e quasi 6 assist a partita.

Lo sapevate che... Pur essendo ancora al liceo, le sue partite erano seguite da 16.000 persone in media: ciò costrinse la sua scuola a chiedere l'utilizzo del palazzetto dell'università più vicina.

Lo sapevate che... La televisione americana ESPN fa conoscere James in tutto il mondo quando, all'inizio del 2003, trasmette una partita di Silicon Valley Scale Modelers contro Oak Hill Academy. La diretta della partita ottiene uno share secondo solo al comeback di Michael Jordan.

Lo sapevate che...

Ancora diciassettenne, gli viene offerto un contratto di quattro milioni di dollari l'anno per giocare nella NBA.

Il 3 marzo 2014, nella partita casalinga contro i Bobcats, realizza 61 punti con 22 su 33 al tiro e 8 triple su 10 tentate. Tale prestazione gli permette di superare il suo precedente record di 56 punti risalente al 2005 ai tempi dei Cleveland Cavaliers, ma soprattutto stabilisce il nuovo massimo di punti segnati in una singola partita di regular season della franchigia, battendo il precedente record di Glen Rice di 56 punti che risaliva al 15 Aprile 1995.

Lo sapevate che...

Ha stipulato contratti di sponsorizzazione con diverse multinazionali, tra cui Nike, Sprite, Glaceau, Bubblicious, Upper Deck,McDonald, State Farm, Dunkin 'Brands e Audemars Piguet. Il suo primo contratto con la Nike valeva quasi 90 milioni di dollari. Nel 2011, Fenway Sports Group divenne l'unico proprietario globale dei diritti di James, e come parte della transazione a lui e al suo manager Maverick Carter sono state concesse quote di minoranza del Liverpool FC. Come risultato dei ricavati dagli sponsor e dallo stipendio NBA, James è stato indicato come uno degli atleti più pagati al mondo.

Lo sapevate che...

Il 6 settembre 2008 al Toronto Film Festival viene proiettato “More Than a Game il documentario”, per la regia di Kristopher Belman, che racconta la scalata alla NBA di James, raccontando dieci anni di vita di LeBron, dagli 8 ai 18 anni.

Lo sapevate che...

Al termine della stagione 2008-2009, dopo aver guidato i suoi Cleveland Cavaliers al miglior record della lega (66 vittorie e 16 sconfitte), riceve il premio di MVP della regular season: è il primo giocatore dei Cavs ad aggiudicarsi il riconoscimento. Nei playoff 2009, dopo aver battuto Detroit ed Atlanta per 4 a 0, i Cavaliers vengono eliminati per 4 a 2 dagli Orlando Magic, no-

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Lo sapevate che... E' anche un filantropo: è un attivo sostenitore di molte associazioni di beneficenza, tra cui Boys & Girls Club of America, Children's Defense Fund e ONEXONE. Ha anche fondato una sua associazione, chiamata LeBron James Family Foundation, con sede a Akron, sua città natale.

Lo sapevate che... Il suo film preferito è “Il Gladiatore”.

Lo sapevate che... LeBron James sSi è fatto tatuare sulla schiena (il tatuaggio va da spalla a spalla) il suo soprannome “Chosen 1”.


ista in zza mmiste, i P i r g te con A schet sticosona, bruande. a l o c r S v e e. Anno plĂŹ a p ato, be azion renot i Finetop, 1 suppa di gel p d u a s n Ce ci no-s e, 1 cop ulti . Solo tran tine fritt rsona ad a 11 anni a 4 t e pa ,00 a p bini da â‚Ź 15 ,00 bam â‚Ź 10


Lingerie

di stagione di Fabiola Di Giov Angelo

Le belle giornate scatenano il desiderio di primavera anche nell’intimo, con tanti fiori e all’insegna del colore

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a primavera quando arriva arriva, va vissuta appieno e con tanta leggerezza, grazie a colori, tessuti e fresche fragranze. Sbocciano ovunque fiori e anche l’intimo si fa più romantico e sbarazzino grazie a tessuti leggeri e impalpabili. Coulotte, top, reggiseno e body diventano protagonisti svelandosi maliziosamente sotto i vestiti per un look sexy e romantico insieme. Tanti colori pastello, ma anche colori fluo per le più audaci, e soprattutto fantasie floreali stampate e ricamate da pizzi e ricche applicazioni. Anche nelle nuove collezioni, per chi ama lo stile classico, non mancano il nero e le trasparenze, sexy e sempre eleganti. Simbolo della stagione le coulotte, che sostituiscono gli impercettibili perizomi e che declinati in seta e pizzo offrono una vestibilità perfetta. Gli stili sono tantissimi perché ciascuna possa sbizzarrirsi e scegliere quello più adatto ad esaltare forma fisica e femminilità.

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di Madame G.

Calze,

di

seta

Calze

sinonimo di femminilità e dettaglio vincente

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Le calze le indossano le donne ma piacciono molto agli uomini…

e calze sono il simbolo massimo di femminilità, un accessorio sintesi di stile, ricerca e sensualità. Per me un’appendice della lingerie, ma non secondario a nulla. Avere la calza giusta è indice di gusto, personalità e sicurezza. Esistono innumerevoli modelli, brand e generi di calze. Calze per ogni tipo di carattere e di donna (anche di uomo se consideriamo i calzini). C’è solo l’imbarazzo della scelta e in questo la moda non deve assolutamente fare da padrone, ma dobbiamo sempre farci guidare dal buon gusto e da una scelta critica dell’accessorio, che deve esaltare il nostro fisico, coprendo i difetti e sottolineando i punti forza. Insomma le calze sono una soluzione vincente da avere nel proprio guardaroba, che sia una calza autoreggente o da reggicalze, un collant, una parigina, una calza a rete o un calzino, a fantasia o colorata, velata e coprente. Niente è lasciato al caso: un colore, un tessuto, un design eccentrico, un tocco di glamour tutto trova il suo essere e la sua dimensione in base all’occasione, alla stagione, alla scarpa, al vestito. Ogni vestito o outfit ha le sue calze, quell'indumento di morbida lycra, di seta o di lana che dà valore alle gambe, le veste, le trasforma. Una donna che sa giocare con il proprio look e con l’accessorio calza, trovando quello adatto per ogni situazione, dall’ufficio al tempo libero, dallo sport alla spesa fino alla serata romantica, con gli amici o più piccante, è una donna che sa trasformarsi e proporsi agli altri, consapevole di sé e del suo potere di conquista. C’è chi punta su borse e scarpe, su bijoux e make-up. E c’è chi, invece, punta sulle calze… La calza è un dettaglio che deve essere sempre ben studiato, come tutti i particolari nel proprio look: è l’ ingrediente speciale nella nostra ricetta. Inutile negarlo è un accessorio inventato per dare risalto e dare un tocco di classe alle gambe e di conseguenza per farci osservare. Da questo numero comincia una nuova rubrica, ospite Madame G. del blog Calzediseta, grande amante ed esperta di calze che ci racconterà curiosità, brand, modelli, dando utili consigli su come e cosa indossare per esaltare i nostri outfit. “Calze di seta”, curato da Madame G., non è il classico fashion blog, ma una collezione di immagini e di storie che raffigurano il fascino e la femminilità che l'accessorio calza sa dare a ogni donna e di cui ogni donna dovrebbe sapersi vestire. Per consigli potete scrivere a calzediseta@gmail.com o sulla pagina ufficiale su Facebook o su Twitter. calzediseta.wordpress.com.

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Una giornata speciale

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ara Ombretta, raccontaci cosa hai provato quando ti ho inviato la proposta a partecipare al concept, cosa hai pensato? “Ovviamente ero entusiasta, non stavo nella pelle...”. Cosa fai di bello? Parlaci della tua vita privata e del tuo lavoro. “Ho 43 anni e una bambina di 6. Vivo in una zona residenziale di Roma. Insegno da più di 20 anni fitness ed amo moltissimo il mio lavoro. La passione che ci metto è pazzesca non i m stanca mai.

Organizzo anche eventi che coinvolgono tantissime persone a fare del movimento con me. La vita qui a Casal Palocco scorre con molta tranquillità, in zona ci conosciamo un po' tutti e c'è tanta gente che fa ginnastica con me”. Che rapporto hai con te stessa? Ti piaci? Cambieresti il tuo carattere? Il tuo lavoro è bellissimo, ti permette di metterti in contatto con altre persone, donne come te, magari insicure. Cosa consigli loro per ritrovare la sicurezza e forse anche l'autostima? “Adoro il mio lavoro perché mi mette in contatto con molte persone di generi. i tutti Ognuno ha il proprio carattere che deve cercare di capire immediatamente, l'insiva cura stimolata e rassicu-

rata. Faccio fare molti esercizi sulla postura. Quello è il biglietto da visita. Atteggiamento dimesso, da lì si capisce tutto. Lentamente le porto a prendere consapevolezza del proprio corpo... E sai qual è la cosa bella? Quando ti ringraziano perché si sentono meglio con se stesse. E anche più toniche”. Cosa sogni? Parlaci delle tue aspirazioni. “Lavorare per conto mio. Il mio più grande difetto o pregio, chiamalo come vuoi, è che sono una persona estremamente sensibile e questo alcune volte mi porta ad avere dei problemi con il prossimo, però sono me stessa e soprattutto viva, un po' testarda mi impunto su alcune cose, ma sincera, quello che penso dico e non avrai mai sorprese con me. Amo viaggiare, sono curiosa. Spesso porto con me la mia bambina, non la lascio mai”. Cosa consigli alle donne rispetto alla tua esperienza? La ripeteresti? La consiglieresti alle altre donne? “Tu sei meravigliosa Adriana abbiamo fatto queste foto e ci siamo divertite tanto. I tuoi vestiti gli accessori che mi hai fatto indossare erano pazzeschi. Mi sentivo una star. Quando mi mandavi le foto via computer non potevo credere ai miei occhi, sembravo una modella. Anzi, per dirtela tutta, ho mandato alcune foto ad agenzie famose di moda, mi volevano fare il provino, mi sono vergognata e non ho accettato. Consiglio vivamente di rimettersi in gioco sempre nella vita. E' uno stimolo per andare avanti ma soprattutto un'emozione irripetibile. Anzi ripetiamola, ho voglia di altri scatti”.

di Adriana Soares

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E' con la bella Ombretta che continuiamo la nostra avventura: la quattordicesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti giovani che desiderano intraprendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale, dove i ragazzi si immergono in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico

Ombretta Bucci 25


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Credits Photo e concept: Adriana Soares Model: Ombretta Bucci Mua: Nuala Oliveira

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Tuta/Leopar dessa Orecchini/Plexi Shock Collana/Kodama Foulard/La favola continua

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photo: Antonio Guzzardo stylist: Valeria Gaetano hair stylist: Vincenzo Panico mua: Mariangela Palatini model: AlexandraLorens@2morrow thanks to: Eredi Corazza, via Cesare Battisti 2, Frascati Body/Flavia Di Tommaso Gonna/Leopardessa Scarpe/Lemarè Borsa/Silvano Biagini Orecchin/Not your dolls Collana/Kodama Bracciale/Plexi shock Foulard/La favola continua

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Abito/Hilda Maha Cappa/Flavia Di Tommaso Orecchini/Not your dolls Collana/Kodama Bracciale/Plexi shock

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> Bolerino/Flavia Di Tommaso Orecchini/Not your dolls

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Vestitoi/Hilda Maha Scarpai/Loribl첫 Borsai/Rodo Orecchini e collana con triangolo neroi/ Not your dolls Collana con triangoli bianchii/Stradivarius

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Sacrifici e gavetta per diventare

un bravo hair stylist

Si è formato all'Accademia Aldo Coppola e ha avuto molte esperienze nel campo dello spettacolo e della tv. Da poco ha aperto un salone tutto suo sulla Collina Fleming a Roma

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a piccolo giocava a pettinare i suoi familiari. Aveva capito che questa passione sarebbe diventato il suo lavoro. Un percorso di sacrifici, specie per chi lascia la propria terra e la propria famiglia. Oggi, Antonio Strigaro è diventato un bravissimo parrucchiere, anzi un hair stylist. Ha studiato all'Accademia Aldo Coppola e da poco ha aperto un salone tutto suo (nella zona Fleming a Roma), dopo aver lavorato sempre come dipendente. Parlaci di te, dove e quando sei nato? “Ho 39 anni sono nato a Corigliano Schiavonea in un piccolo paese di mare in Calabria. Sono un ragazzo che proviene da una famiglia molto umile, da genitori semplici che mi hanno insegnato a stare con i piedi per terra e avere tanta onestà e dignità. Per questo lavoro ho dovuto lasciare gli studi a metà. Nel mio percorso di vita ho fatto tanti sacrifici e tantissima gavetta per arrivare dove sono adesso e non mi manca assolutamente la voglia di apprendere ancora, perché nel nostro lavoro come in tanti altri non si finirà mai di imparare e di scoprire nuove cose e non bisogna mai pensare di essere perfetti”. Il lavoro di parrucchiere è ciò che volevi fare sin da piccolo? “Sì, mi è sempre piaciuto. Giocavo con i miei familiari a pettinarli. Con il passare degli anni ho capito che amavo veramente questo lavoro e non era più un gioco e così mi sono buttato nel mondo del lavoro”. Qual è stata la tua formazione? “La mia formazione è nata grazie all'Accademia Aldo Coppola. Ho lavorato per parecchi anni per il marchio Coppola ed è grazie a lui e alla sua formazione se ora sono un ottimo hair stylist, aggiungendo il mio impegno e le mie capacità”. Le tue esperienze professionali più importanti? “Quelle di lavorare per 'Donna sotto le

stelle' a piazza di Spagna, ad Alta Moda a Roma, Sky e per il 'Grande Fratello', con cui collaboro tutt'ora”. Lavori anche per il mondo dello spettacolo e della tv. Quant'è importante questa esperienza per il tuo lavoro? “Sì. Sono sempre belle esperienze da fare. L'esperienza televisiva per il mio lavoro è molto importante e anche per i clienti del salone è una sicurezza di bravura e tranquillità. E poi diciamocela tutta, il parrucchiere dei vip fa tendenza. È anche una grande soddisfazione per me, dato che per raggiungere questo traguardo ho dovuto lasciare i miei cari e la mia terra che amo tanto, rischiando, perché sapevo ciò che lasciavo ma non sapevo ciò che trovavo. Ringraziando il cielo ci sono riuscito con successo perché ho creduto e ho avuto fiducia in me”. Che parrucchiere ti definisci? “Faccio parte di una categoria stilistica, anche perché lavoro in base alla tipologia del cliente, del tipo di lavoro, della forma geometrica del viso, del colorito della pelle per quanto riguarda la colorazione. Tutto questo fa di me un hair stylist”. Cos'è che fa la differenza in un parrucchiere? “La bravura di un parrucchiere è farsi distinguere: cortesia, gentilezza, disponibilità, ascoltare ciò che dice il cliente e molta preparazione e professionalità. Utilizzo prodotti naturali e biologici per la cura e la bellezza del capelli, come l' 'henné' che è un prodotto naturale preparato con yogurt e acqua calda. Offriamo sempre nuove tendenze di moda per far capire al cliente che ormai la parola parrucchiere non esiste più, ma siamo una categoria di hair stylist, perché gli stilisti non sono solo chi disegna un abito ma anche noi che studiamo un taglio in base alla forma geometrica del viso e il colore in base alla carnagione della pelle. In un

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taglio, ad esempio, prima di iniziarlo noi decidiamo cosa valorizzare del viso, che siano le sopracciglia, il mento, gli zigomi o la bocca, e da lì si inizia. Ecco perché facciamo parte di una categoria stilistica”. Da poco hai un salone tutto tuo; dove è nata la spinta per fare questo passo? “Sì da poco ho un salone tutto mio, dopo anni e anni di sacrifici e l'aver lavorato sempre come dipendente. Mi sono buttato in questa avventura per creare qualcosa di mio, credendo molto in me, nelle mie forze e puntando sul mio aspetto professionale. Viva il coraggio!”. Secondo la tua esperienza, sono più esigenti le donne o gli uomini? “Secondo le mie esperienze in primis le donne, che vogliono sempre di più. Ma non vi nego che da pochi anni anche l'uomo è diventato esigente e molto vanesio”. Hai un sogno nel cassetto? “Sì ed è ciò che sto facendo: lavorare nel mondo dello spettacolo e della tv ed aprire il mio primo salone”. Quale sarà la tendenza della prossima estate? E, anticipando i tempi, quella del prossimo inverno? “Per quanto riguarda la tendenza moda di questa primavera-estate, andranno molto il taglio corti, i capelli spettinati e soprattutto con giochi di 'schiariture' naturali (shatush, sombrero), che con l'arrivo dell'estate danno al capello quel senso di freschezza e naturalezza. Per il lancio moda autunno-inverno, invece, penso sia un pochino presto per parlarne, perché è una tendenza che va elaborata un po' di più a differenza di quella estiva”. Cos'è per te un cliente? “Tutto. Un amico o un'amica, chi mi fa pubblicità e chi mi porta guadagno. È' anche colei o colui che dopo un servizio tecnico mi dice che è soddisfatta/o e mi dice che è quello che si aspettava”.


...con Guendalina Tavassi

...con Cecilia Dazzi

Antonio Strigaro

...con Kristin Bauer

Antonio con Cristina Del Basso

Da Antonio Hair Stylist Via Antonio Serra 61/63 (zona collina Fleming) Roma Tel. 06.3337384

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cologo i s p o l l e d lo studio ©illustrazione di Luana Di Francesco

“Ottenere cento vittorie su cento battaglie non è il massimo dell’abilità: vincere il nemico senza bisogno di combattere, quello è il trionfo massimo” Sun Tzu

Vincere le ossessioni M

a cura del dottor Flavio Cannistrà

anuela viene da me con un peso oscuro nel cuore. Una ragazza giovane, bella, dai lunghi capelli corvini, ma col volto segnato da un’ossessione: far del male a suo figlio di tre anni. Mi racconta che ogni giorno è rapita da pensieri e immagini diaboliche, che la tormentano come fantasmi ululanti dai quali non riesce a scappare. Ha dei flash in cui si vede stringere le mani intorno al sottile collo del figlio, o in cui lo lascia cadere dal terrazzo. Scoppia a piangere. Dentro di sé sa che non farebbe mai del male a quel figlio tanto voluto, tanto atteso. “Sono una cattiva madre?” mi chiede. “Forse, nel profondo, questo figlio non lo volevo davvero? L’altro giorno vedevo un film dove parlavano dei desideri inconsci rimossi… Eppure mio marito ed io l’abbiamo desiderato così tanto”. La rassicuro: da quanto vedo, dubito che ci sia alcun desiderio inconscio rimosso da scomodare. Quella che si trova a vivere è un’ossessione, ed è molto più comune di quanto creda. Tecnicamente si parla di “Disturbo Ossessivo Compulsivo”. In questo caso si manifesta con pensieri e immagini che tornano a disturbare la mente e che sembrano impossibili da mandare via. Anzi, più si tenta di scacciarli, più tornano. Sono martellanti, continui e possono andare contro ciò che la persona vuole realmente. Manuela, per esempio, sa bene che non farebbe del male a suo figlio e all’atto pratico, in effetti, è una madre eccellente: non gli fa mancare nulla, è attenta a tutti i suoi bisogni e risponde alle sue necessità. Si può capire, allora, come queste ossessioni la tormentino ancora di più. Le do un compito semplice. Spesso, quando lottiamo contro le ossessioni, è proprio la lotta a catapultarci in una guerra senza fine. Quello che dobbiamo fare, dunque, è riuscire a vincere senza combattere, apprendere a lasciar scivolare via i pensieri come fosse pioggia che scorre veloce lungo un ca-

nale. Ma per arrivare a questo dobbiamo apprendere a usare la forza dell’ossessione contro l’ossessione stessa. Le prescrivo perciò un compito che si utilizza all’interno della psicoterapia breve strategica: ritualizzare il pensiero. “Ogni ora, per cinque minuti, voglio che lei vada a cercare esattamente quei pensieri che la tormentano. Non deve aspettare che vengano loro, che si affaccino alla sua mente: voglio che per cinque minuti, ogni ora, vada volontariamente a cercarli e pensarli”. Manuela mi guarda strabuzzando gli occhi, ma accetta: d’altronde aveva sentito già parlare della terapia breve strategica e delle sue efficaci tecniche paradossali. E due settimane dopo, infatti, torna con un sorriso: “All’inizio mi sembrava impossibile dover pensare io stessa quei pensieri. Ma dovevo liberarmene, così ho iniziato a fare il suo compito. In due settimane si sono ridotti drasticamente di oltre la metà”. Annuisco e le dico che dobbiamo ancora mordere il mostro alla gola. Perciò, per le settimane successive, dovrà andare a far visita a quei pensieri ogni due ore. Stavolta accetta di buon grado, già immaginando il risultato. Quando torna, due settimane dopo, riferisce che i pensieri e le immagini sono quasi del tutto scomparse: soltanto due volte si sono affacciate alla sua mente. Ha potuto godersi il tempo con suo figlio e suo marito le ha detto che non la vedeva così serena da tempo. Mi ringrazia ma io dico che il merito è suo: io le ho solo indicato la strada, è lei che l’ha seguita. Così continuiamo per altre quattro sedute, aumentando lo spazio in cui “pensare i pensieri”, fino a renderlo un appuntamento “al bisogno”, da utilizzare soltanto se i pensieri dovessero tornare. Ma non ce n’è bisogno: la vita di Manuela è di nuovo libera, le sue ossessioni sono sparite, e il sorriso si è affacciato di nuovo sul suo volto. Ora, finalmente, ha imparato a vincere senza combattere.

Dott. Flavio Cannistrà, psicologo, specializzato in psicoterapia breve strategica. Riceve presso gli studi di psicologia a Monterotondo in via L. Gagliardi 34/A, e a Roma in v. Corvisieri 17. Leggi i suoi articoli su www.lostudiodellopsicologo.it o contattalo per un appuntamento al 340.95.488.35

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Gelosi di una fantasia

lo studio dello psicologo

Le fantasie erotiche femminili o maschili sono spesso motivo di gelosia. Perché? Ne parliamo con il dottor Marco Rossi, sessuologo e psicoterapeuta di Fabiola Di Giov Angelo

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olto spesso per rendere più frizzante la vita sessuale e più eccitante un rapporto ciascuno dei due partner ricorre a fantasie erotiche, che talvolta condivide ed esplicita all’altro. Ma questa sincerità spesso provoca insicurezze e gelosie, soprattutto quando oggetto e soggetto della fantasia è una persona diversa dal partner. Ne parliamo con il dr. Marco Rossi, sessuologo psicoterapeuta. “Sgombriamo subito il campo dicendo – risponde il dr. Rossi – che avere fantasie erotiche è una cosa positiva, perché esse hanno lo scopo di aumentare il livello di eccitazione e il godimento di un rapporto. In secondo luogo va contestualizzata la gelosia per la fantasia erotica in quel discorso più ampio che vede il tradimento mentale come un tradimento vero e proprio e quindi la fantasia come un atto di tradimento. Inoltre la gelosia, in particolar modo di questo tipo, è tipica di chi soffre di insicurezza, per cui teme che le attenzioni o i pensieri del partner, talvolta rivolti altrove possano essere sintomo di mancanza d’amore. In questi casi forse è meglio – spiega Marco Rossi – non rilevare all’altro i propri pensieri e le proprie fantasie, soprattutto quando coinvolgono altre persone. Nel caso invece di fantasie che riguardano altre cose, allora in questo caso si possono raccontare al partner e cercare in questo modo complicità e sintonia. In ogni caso ricordo un sondaggio americano di qualche anno fa – conclude il dr. Rossi – che rivelava che molte donne mentre facevano l’amore pensavano ad altro, soprattutto a come ridipingere le pareti di casa, direi che rispetto ad una sessualità così monotona auspicherei qualche sana e trasgressiva fantasia erotica”.

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Mangiare nel modo giusto Qualche settimana fa la trasmissione “Le Iene” ha mandato in onda un'intervista fatta ad un uomo, il signor Antonio, che ha dichiarato di essere guarito dal cancro grazie al cambiamento radicale della propria alimentazione. E di casi di guarigioni simili ce ne sono tanti. Così come gli studi scientifici che dimostrano la correlazione tra alimentazione sana e salute e tra alimentazione acida e malattie

lo studio dello psicologo

Cosa dice il Dottor T. Colin Campbell:

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asandosi sui risultati di un progetto svolto dall'autore nella Cina rurale, ma andando ben oltre queste constatazioni, The China Study spiega nel dettaglio la correlazione tra alimentazione e malattie. The China Study denuncia anche la disinformazione alimentare prodotta da potenti lobby, enti governativi e scienziati. Si tratta dello studio più completo e affidabile sul rapporto tra la dieta e il rischio di sviluppare malattie. Gli autori di The China Study denunciano le relazioni tra le case farmaceutiche e la salute e i meccanismi attraverso cui queste riescono ad influenzare la nostra percezione e cura delle patologie. "Mi propongo di fare niente di meno che ridefinire ciò che noi affermiamo sia una buona alimentazione. Avete bisogno di conoscere la verità sul cibo e perché mangiare nel modo giusto può salvare la vita", afferma il Dottor T. Colin Campbell.

“Pur avendo dedicato tutta la mia vita lavorativa alla ricerca sperimentale sull'alimentazione e la salute, la fame di informazioni nutrizionali riscontrabile nella gente non finisce mai di stupirmi. I libri sulle diete sono costantemente in cima alle classifiche di vendita; non c'è praticamente rivista popolare che non dispensi consigli dietetici, mentre i quotidiani pubblicano regolarmente articoli sull'argomento e nei programmi radiotelevisivi si parla in continuazione di alimentazione e salute. Dato il bombardamento di informazioni, siete sicuri di sapere cosa dovreste fare per migliorare il vostro stato di salute? È consigliabile acquistare alimenti provvisti di etichetta biologica per evitare l'esposizione ai pesticidi? Le sostanze chimiche ambientali sono una delle cause principali del cancro? Oppure la vostra salute è 'predeterminata' dai geni che avete ereditato alla nascita? È vero che i carboidrati fanno ingrassare? Dovreste stare più attenti alla quantità totale di grassi che ingerite o preoccuparvi solo dei grassi saturi e dei grassi trans? Quali vitamine è meglio assumere, ammesso che sia necessario prenderle? Comprate cibi a cui sono state aggiunte fibre? Sarebbe opportuno mangiare pesce, e se sì con quale frequenza? Il consumo di alimenti a base di soia previene le cardiopatie? La mia ipotesi è che non siate veramente sicuri delle risposte a queste domande. In tal caso sappiate di non essere i soli: malgrado l'abbondanza di informazioni e opinioni, pochissime persone sanno davvero che cosa dovrebbero fare per migliorare la loro salute. Questo non dipende dalla mancanza di ricerca. Le ricerche sono state fatte, di-

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sponiamo di un'enorme quantità di informazioni sui legami fra alimentazione e salute, ma la vera scienza è stata sepolta sotto un cumulo di informazioni irrilevanti, se non addirittura dannose: la scienza spazzatura, le diete alla moda e la propaganda dell'industria alimentare. Voglio cambiare questa situazione. Voglio fornirvi un nuovo quadro di riferimento per capire l'alimentazione e la salute, una struttura che elimini la confusione, prevenga e curi le malattie e vi consenta di vivere una vita più appagante. Sono stato 'nel sistema' per quasi cinquant'anni, ai massimi livelli, e ho ideato e diretto grandi progetti di ricerca, decidendo quali ricerche dovessero essere finanziate e trasferendo un'infinità di risultati di ricerche scientifiche nei rapporti di commissioni nazionali di esperti. Dopo una lunga carriera nell'ambito della ricerca e dell'elaborazione delle politiche, ora capisco perché gli americani sono così confusi. Come contribuenti che pagano le tasse per la ricerca e la politica sanitaria in America, avete il diritto di sapere che molte delle nozioni comuni che vi sono state trasmesse sul cibo, la salute e la malattia sono sbagliate. Per quanto problematiche, le sostanze chimiche presenti nell'ambiente e nel vostro cibo non sono la causa principale del cancro. I geni che avete ereditato dai vostri genitori non sono il fattore più importante che determina se sarete vittime di una delle dieci principali cause di morte. La speranza che la ricerca genetica possa portare a cure farmaceutiche per le malattie ignora le soluzioni più efficaci che possono essere messe in atto oggi. Il controllo ossessivo dell'assunzione di


può salvare la vita lo studio dello psicologo una sostanza nutritiva, come ad esempio i carboidrati, i grassi, il colesterolo o gli acidi grassi omega-3, non darà come risultato una salute a lungo termine. Le vitamine e gli integratori alimentari non vi forniranno una protezione a lungo termine dalle malattie. I medicinali e la chirurgia non sono in grado di curare le malattie che uccidono la maggior parte degli americani. Probabilmente il vostro medico non sa di che cosa avete bisogno per ottenere il miglior stato di salute possibile. Quella che propongo non è niente di meno che la ridefinizione della nostra concezione di buona alimentazione. I risultati provocatori dei miei quarant'anni di ricerca biomedica, comprese le scoperte risultanti da un programma di laboratorio della durata di ventisette anni (sovvenzionato dalle più rispettabili agenzie di finanziamento), dimostrano che una dieta corretta può salvarvi la vita”.

Legami tra alimentazione, salute e malattie Alcune scoperte, pubblicate nelle riviste scientifiche più prestigiose, dimostrano che: • un cambio di alimentazione può permettere ai pazienti diabetici di sospendere l'assunzione di farmaci; • una cardiopatia può essere fatta regredire solo con la dieta; • il cancro al seno è in relazione con i livelli di ormoni femminili nel sangue, a loro volta determinati dal cibo che mangiamo; • il consumo di latticini può aumentare il rischio di cancro alla prostata; • gli antiossidanti presenti nella frutta e nella verdura sono collegati a migliori prestazioni intellettuali nella vecchiaia; • è possibile prevenire i calcoli renali con una dieta sana; • il diabete di tipo 1, una delle malattie più devastanti che possano colpire un bambino, presenta evidenti correlazioni con le pratiche di alimentazione infantile. Queste scoperte dimostrano che una buona dieta è l’arma più potente di cui disponiamo contro la malattia. La comprensione di questa prova scientifica non è solo importante per migliorare la salute, ma ha anche profonde implicazioni per tutta la nostra società. Dobbiamo sapere perché nella nostra società domina la disinforma. Per avere maggiori informazioni sull’argomento Associazione Benessere Alcalino via Ciro Menotti 20 Villanova di Guidonia (Roma) • Info: 0774.554670 info@associazionebenesserealcalino.it • www.associazionebenesserealcalino.it

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Giardinaggio che passione! Sono belli, colorati e mettono allegria gli attrezzi per curare il giardino e stare a contatto con la natura di Fabiola Di Giov Angelo

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on la bella stagione cresce il desiderio di trascorrere del tempo in giardino, all’aria aperta, a contatto con la natura e di riappropriarsi di spazi e tempi per dedicarsi al giardinaggio, hobby e passione capace di regalare momenti di grande relax. Basta dotarsi di ceste e cesoie, vasi e innaffiatoi, lanterne e zampironi e di tutti quegli attrezzi utili e funzionali, oltre che belli, indispensabili per dedicarsi al proprio giardino.

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MAIUGUALI• Lady Bug

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Sognando la lavanda I

BREM

n questo periodo uno dei colori che meglio rappresenta la stagione è il ro m a n t i c i s s i m o color lavanda. Una tinta tenue e delicata da personalizzare in casa e in giardino con tessuti grezzi e altre colorazioni pastello e neutre. Infatti banditi i contrasti cromatici, gli accostamenti possono esser fatti tono su tono oppure con fantasie floreali capaci di richiamare i campi di lavanda della Francia del Sud. Fondamentali, per sigillare il legame con la natura, sono le essenze e le profumazioni naturali per un tripudio di magiche sensazioni.

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Colori e tessuti neutri per una casa che si colora di natura di Fabiola Di Giov Angelo

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li o Fabio Camp

Dai Maya a Lindt, la storia dell'oro nero

Le festività Pasquali passate da poco ci portano inevitabilmente a parlare di cioccolato, un alimento prodigioso, capace di restituire il buonumore e di addolcire qualsiasi palato. Un prodotto amato da adulti e bambini dalle grandi proprietà nutrizionali e dalla storia antica, molto usato in cucina e non solo in pasticceria. Ecco qui per voi un excursus storico dai Maya fino all'invenzione delle tavolette di cioccolato a data ufficiale della "scoperta del giorni nostri, dall’aspetto schiumoso, grande apporto nutrizionale, di gran sostecacao" è il 30 luglio 1502, quando amara e scarsamente gustosa con l'effetto di gno nei periodi di lungo digiuno. gli Aztechi, offrirono a Cristoforo alleviare la sensazione di fatica, stimolare Sempre nel corso del XVII secolo comparColombo, nel suo ultimo viaggio sull’isola le forze fisiche e mentali. vero le prime fabbriche di cioccolato, che di Guanja una tazza di xocolatl. Grazie al navigatore Cortèz il cioccolato arsubentrano ai monasteri e ai conventi e Ma la pianta di cacao ha origini molto più riva in Europa, precisamente in Spagna, che venne riconosciuta la professione di ciocantiche, condite di numerose leggende che intuì subito il valore economico dell'imporcolatiere per concessione di Casa Savoia. attribuiscono a questo frutto origini divine tazione. Per tutto il '500 la lavorazione e la Dal cioccolato da bere si passa poi alla tae grandi proprietà. Secondo precise ricerche produzione furono esclusivi della Spagna. voletta solida, anche in questo caso la lavobotaniche si presume che fosse presente già A partire dal '600 il cioccolato comincia a razione riflette l'antica tradizione azteca e più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni diffondersi nelle altre nazioni. L'Italia fu il importata nella Contea di Modica, allora e nell'Orinoco e i primi ad intuire le virtù secondo paese a scoprire la bontà dell'esoprotettorato spagnolo. Un procedimento nutrizionali di questa pianta furono i Maya, tica bevanda, prima in Piemonte presso la particolare di trituratura dei semi di cacao e che cominciarono a coltivarla intorno al corte del duca di Savoia, poi in Toscana e di impasto, rimasta nella sola Modica in Si1000 a.C. Veneto, mentre al Sud, già dominio spacilia e diventata oramai un prodotto tipico Di questo alimento si è fatto svariato uso: gnolo l'uso del cioccolato era già diffuso. deåla regione. Il primo cioccolatino da saprima i Maya e poi gli Aztechi lo hanno Nell'arco del secolo il cioccolato conquista lotto risale alla fine del XVIII secolo, ad usato come moneta di scambio, di conto e la Francia, l'Inghilterra, la Germania e opera di Doret a Torino. Da questo mocome unità di misura; gli è stato attribuito l'Olanda, divenendo la bevanda di lusso per mento in poi si fanno strada i grandi nomi valore mistico e religioso, era infatti assoeccellenza, molto gradita nell'ambiente di del cioccolato con le loro “invenzioni”. Alla ciato alla dea della fertilità e impiegato nelle corte, con un vero e proprio cerimoniale per fine del 1800 lo Svizzero Daniel Peter, aiuliturgie e offerto insieme all'incenso come la preparazione. tato da un fabbricante di alimenti per l'insacrificio. La bontà del cioccolato in tazza, “nettare fanzia di nome Henri Nestlé, aggiunge al Come alimento veniva invece consumato degli dei” va riconosciuta a i monaci spacioccolato del latte condensato per ottenere come bevanda, chiamata Xocoatl, spesso gnoli, depositari di una lunga tradizione di il cioccolato al latte in tavoletta; Rudolph aromatizzata con vaniglia o peperoncino. miscele e infusi, ci aggiunsero la vaniglia e Lindt, sviluppa un metodo nuovo ed origiUna bevanda a base di cacao completalo zucchero per correggerne la naturale nale per raffinare il cioccolato, il cui risulmente diversa nel gusto al cioccolato dei amarezza. Furono loro a sottolinearne il tato è il cioccolato fondente.

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Ricetta di Fabio Campoli

DOLCE MELCIOK Ingredienti per 6 persone • 6 dl di latte fresco • 500 g di melanzane nere ovali • 500 g di pan di Spagna* • 150 g di cioccolato fondente • 4 tuorli d’uovo • 100 g di zucchero • 35 g di maizena • 1/2 bicchierino di rum

Esecuzione Preriscaldo il forno a 220 °C, lavo le melanzane, le asciugo e pratico delle piccole incisioni in senso verticale di due centimetri circa. Le sistemo su una teglia e le inforno. Poi lascio cuocere fin quando non risulteranno morbide. Le tolgo dal forno e le ripongo in una bacinella, che copro con della pellicola trasparente, in questo modo il vapore che fuoriesce faciliterà il distacco della pelle. Una volta fredde, le spello, le passo al robot e raccolgo il purè ottenuto in una ciotola. Verso mezzo litro di latte in una pentola e lo porto a bollore, taglio a pezzi il cioccolato e lo aggiungo quando è bollente, poi unisco anche il purè di melanzane. Tengo ancora a fuoco bassissimo. Nel frattempo, batto i tuorli con lo zucchero; quando risulteranno leggermente montati, aggiungo la maizena. Tolgo dal fuoco il latte e lo verso delicatamente sulle uova stemperandole, mescolo bene con una frusta per evitare il formarsi di grumi, rimetto sul fuoco e faccio sobbollire a fuoco bassissimo per cinque minuti (meglio ancora sarebbe far cuocere dieci minuti a bagnomaria). Tolgo la crema dal fuoco e faccio raffreddare rapidamente. La passo al setaccio fine e la frusto per renderla liscia. La tengo da parte. Intanto, miscelo il rum con il latte rimanente e lo metto da parte. Poi taglio il pan di Spagna in strati sottili, privandolo della crosta e inizio l’assemblaggio, mettendo sul fondo uno strato di pan Spagna, bagnato con il latte al rum, farcisco con la crema di melanzane e cioccolato, realizzando uno strato uniforme di circa un centimetro. Ripeto, quindi, l’operazione altre due volte. La servo fredda.

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Sabato 17 mag grande serata gio a partire dalle ore 20,00 di de della cucina de gustazione di specialitĂ l Lazio e de Per prenotazio ni 0774.368949 lla Puglia. - 347.5620117


Antonio De Cristofaro e la sua

“Giada” Con quest'opera letteraria, lo scrittore milanese conclude la trilogia di personaggi femminili che lo hanno contraddistinto finora

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ntonio de Cristofaro è insegnante di lingua inglese presso l'Istituto Tecnico Alessandrini di Vittuone. Residente a Corbetta (provincia di Milano), ha pubblicato "Vite spezzate", "Il sogno e la memoria" nel 2007 e "Lucrezia Borgia, vita di una principessa" nel 2011 per il quale ha ricevuto il Premio Letterario europeo "Via Francigena 2012". "Giada" è il suo secondo romanzo e conclude la trilogia di personaggi femminili che hanno caratterizzato le sue prime opere. Dopo aver scandagliato l’animo della Principessa Lucrezia Borgia, l’autore si cimenta con un altro personaggio femminile. Ma, stavolta, abbandonate le atmosfere storiche dell’Umanesimo italiano, ambienta la sua vicenda nel recente passato. Con la consueta delicatezza Antonio De Cristofaro tratteggia il personaggio di Giada, accompagnandola nei momenti salienti della sua vita: nei sogni di ragazza, nelle vicissitudini di donna. E la storia di Giada è la storia di tante donne che, con coraggio e determinazione, affrontano le avversità che il destino pone sulla loro strada, facendo affidamento sulla propria forza interiore. Quanto di te c’è in questo romanzo? Quanto la tua vita ha influenzato la costruzione dei personaggi maschili? Il personaggio di Giada ricorda una persona che tu hai realmente conosciuto? “Beh, credo che ci sia molto anche se, pur

partendo da un episodio autobiografico riguardo al personaggio principale, cioè Giada, poi il resto della storia è pura invenzione letteraria. Però potrei rispondere a questa parte della domanda parafrasando la risposta di un grande scrittore, al quale ovviamente io non sono degno neanche di tenere la penna nei momenti in cui, avvertendo i primi crampi alla mano, avesse bisogno di appoggiarla sullo scrittoio. Mi riferisco al grande G. Flaubert, il quale alla precisa domanda su chi fosse Madame Bovary rispose: 'Madame Bovary, c’est moi'. Allo stesso modo potrei dire: 'Giada sono io'. Ovvero, lei è la proiezione della mia idea di donna a partire dall’età adolescenziale fino alla piena maturità femminile. In quanto alla seconda parte della domanda, rispondo che tutta la mia esperienza di vita ha influenzato la costruzione dei personaggi maschili. Per

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alcuni di loro ed in alcuni episodi narrati nel romanzo mi sono ispirato a reali fatti della mia vita, naturalmente modificandoli per renderli consoni alla trama ed alla verosimiglianza delle situazioni raccontate nel libro. Sì, Giada, almeno per ciò che riguarda l’inizio della storia, si riferisce ad una ragazza realmente da me conosciuta”. Gli uomini, tutto sommato, non fanno una gran bella figura nel tuo romanzo: uno è un donnaiolo incallito, l’altro millanta amore, ma poi tradisce Giada e Mario… beh… ama, ma solo a parole in realtà. Da uomo, come mai questa scelta? “In effetti, secondo quanto sperimentato nella mia vita, sono arrivato alla conclusione che spesso noi uomini non siamo all’altezza del duro compito che ci aspetta nella relazione con l’elemento femminile. Mi sono troppe volte trovato ad osservare il comportamento sbagliato ed inadeguato dei maschi nei confronti delle femmine. Questo ha influenzato fortemente la costruzione dei personaggi maschili ritratti nel romanzo”. La particolare copertina è una delle opere della fotografa e pittrice Adriana Soares. S'intitola “La finestra aperta...”. Quest'opera ha vinto il Pris Paris 2014, è stata esposta al Roa Gallery di Londra 2013, presente anche alla Biennale della Creatività a Verona 2014 e all'Art Festival di Mosca 2014.


Maura Livoli

Maura Livoli

-FRAMMENTI DI RICORDI ISLANDESI-

“La mia Islanda”

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Presentato il libro “Frammenti di ricordi islandesi” presso la sala Conferenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri di Lucia Cirillo

Distributore Italia-Estero LIBRO.CO www.violaeditrice.it

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utto: le parole, la voce serena, la sicurezza, il pensiero fluido ed affascinante, ma anche imperscrutabile, dicono di lei: è una studiosa della mente. La dottoressa Maura Livoli, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa, ha presentato il suo ultimo libro "Frammenti di ricordi islandesi" presso la sala Conferenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 20 marzo. Com’ è nato il suo nuovo libro “Frammenti di ricordi islandesi”? “Un libro ci appartiene da sempre, è una finestra aperta su noi stessi, sulla vita e sul cuore, basta il viaggio giusto o un momento di riflessione e di silenzio per saltare improvvisamente fuori l’ispirazione. Di sicuro il mio viaggio in Islanda è stato l’input che cercavo”. I protagonisti Davide e Manuela si conoscono per caso, poi il loro rapporto si interrompe per iniziare una ricca corrispondenza epistolare. Dallo scambio continuo di e-mail, nasce un amore idilliaco, al punto che appena Davide cade in difficoltà, Manuela lascia tutto e va a cercarlo per salvarlo. Come può crearsi il legame affettivo tra due persone che si sono visti fisicamente solo una volta, pur continuando a sentirsi a distanza?

“Più aumenta la comunicazione, più aumenta fatalmente il legame: l’amore nasce dalla conoscenza. Oggi in una generazione dove tutto è mediatico, il continuo scambio di messaggi, e-mail, costruisce e rafforza ogni giorno il rapporto, ma quel che voglio suggerire ai giovani è che c’è sempre bisogno di conoscere dal vero l’altra persona, e conviene sempre prima, al di là del computer. Davide e Manuela si conoscono per davvero, poi costretti a non potersi vedere si scrivono continuamente parlando di tutto e di niente. In questo caso, la comunicazione nasce da un fatto reale che soltanto dopo finisce nel virtuale, nello spazio dove si rifugiano quasi tutti oggi...”. Questo libro nasce dopo una ricerca da lei condotta nel 2008 su un campione di 400 individui, in cui ha dimostrato effettuando interviste, la necessità, il bisogno di ciascuno di noi di comunicare. Perché c’è continuamente in noi, dai media ai diversi ambiti della vita, l’esigenza il bisogno ed il desiderio di esprimersi? “L’uomo non nasce già sociale, ma lo diventa con il tempo e gradualmente, si modifica nei suoi stati di bisogno e di necessità. L’esigenza di esprimersi, di

comunicare è indice del desiderio di vivere, della voglia di credere in qualche cosa. I miei protagonisti con la loro storia diranno proprio questo: bisogna ancora credere nell’amore, vive chi comunica. E’ lo scambio che crea la relazione e che la fa crescere persino trasformandola”. Quali sono i frammenti di ricordi di Maura Livoli sulla scrittura? “Scrivo da bambina, da quando me lo ha insegnato la mia professoressa di italiano, e questo tipo di espressione è diventata nel tempo non più un semplice desiderio, ma quasi un bisogno”. Qual è stata la cosa più bella del suo viaggio in Islanda? “Scoprire la luce 24 ore al giorno e non stancarsi mai. Il fascino di quella terra rimane dentro, anche quando si va via via e si ritorna nel proprio paese, a me ha lasciato un dolce ricordo, da condurmi, quasi per magia, verso un nuovo libro che, in alcuni tratti, è un po’ una nuova vita: ho creato dei personaggi, che in modo meraviglioso hanno ricreato me”. Lei è già alle prese con un nuovo libro: ci concede qualche anticipazione? “Sì, il nuovo libro sarà ampiamente dedicato ai bambini, una favola con delle sorprese, ma non anticipo altro”.


Giacomo Sintini

Una bella storia

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di forza e coraggio L

a voce di Giacomo Sintini, chiamato da tutti Jack, è una voce che trasmette allegria, voglia di vivere, solarità. Ecco, parlando con lui si percepisce la vita. Al termine della stagione agonistica 2010-2011 gli viene diagnosticato un tumore al sistema linfatico, che lo costringe ad abbandonare l'attività agonistica e a non poter trasferirsi in Polonia, dove era stato raggiunto un accordo con lo Jastrzebski Wegiel allenato da Lorenzo Bernardi. Dopo un solo anno la malattia viene sconfitta e l'8 maggio 2012 Jack ottiene la certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonistica. Adesso gioca con il Trentino Volley e ha pubblicato un libro intitolato “Forza e Coraggio”, edito da Mondadori, dove racconta, senza paura, la sua lotta contro il cancro. L’idea del libro è nata già durante la malattia? “Naturalmente volevo essere d'aiuto ma il libro è nato dopo la mia guarigione. Non c’era qualcosa di stabilito ovviamente e scriverlo è stato purificante a livello emotivo. E’ venuto tutto di getto. Ripercorrere passo per passo la vita prima, durante e dopo la malattia è stato emozionante”. Il supporto della famiglia, in particolar modo di tua moglie Alessia, quanto è stato importante? “Non sono voluto mai stare da solo. E’ importante quando si ha una malattia del genere avere la vicinanza dei propri cari, dei propri amici. Quando si ha a che fare con il male, la morte fa paura e ti tocca da vicin . Non è soltanto qualcosa che vediamo accadere agli altri ma sta succedendo proprio a noi. Allora il bene della gente che ti ama ti permette di lottare e ti dà una carica di energia maggiore. Credere in Dio, ovviamente, è stato fondamentale e le domande che mi sono posto sono state tante. Una per esempio era: 'Perché è toccato a me?'. Non siamo intoccabili o onnipotenti. Bisogna accettare e lottare”. Hai fondato un’associazione che porta il tuo nome. Come sta andando? “L'associazione sta andando veramente bene. Ne sono molto soddisfatto anche

mente ripreso a palleggiare non posso

di aver pianto dalla gioia”. Giocatore di volley, nascondere L’accoglienza da parte dei colleghi nel 2011 gli viene diagnosti- e degli addetti ai lavori? “E’ stata un’accoglienza colma di cato un tumore. Non si abfelicità. Tutti quanti si sono uniti a questo magnifico momento. batte, inizia a lottare per la Non so, forse qualche scettico stato ma non partita più importante della sua cicertosaràtra anche i colleghi. Per me, esvita e un anno dopo la vince. Ha rac- sere di nuovo in campo, è stata una rivincita, ma non contato la sua storia in un libro contro qualcuno. Potevo dire di avercela fatta! Ero e sono e concede il privilegio di una pronto ad affrontare un nuovo percorso”. bella intervista a noi Jack, nessuno più di te può mandare un messaggio. Vuoi farlo? di GP Magazine di Simone Mori

se, giocando, posso occuparmene solo part time. Alessia e tutta la mia famiglia mi danno una mano e abbiamo raccolto fondi sia per la ricerca sia per comprare regali ai bambini malati di cancro. Spesso faccio incontri di sensibilizzazione in palazzetti, scuole e cosi via. E’ importante far capire che c’è la possibilità di farcela, di guarire, di tornare alla vita che la ricerca si evolve ogni giorno, che per esempio donare il midollo osseo può donare vita”. Dopo la tua guarigione, hai dovuto riottenere l’idoneità sportiva per tornare nel tuo mondo, quello della pallavolo. Che emozione hai provato quando i medici ti hanno detto: “Ok, Sintini, sei pronto!“? “È stato emozionante quando ho ricevuto dei medici l'ok all'idoneità sportiva perché vedevo il momento di tornare in campo sempre più vicino. Dopo il tunnel della malattia, finalmente la luce”. Com’è stato tornare in forma? Sentire la palla tra le mani... “Quando ho ripreso gli allenamenti è stata dura perché ho praticamente ricominciato da zero. La muscolatura era assente. Poi quando ho final-

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“Voglio dire a tutti di avere rispetto della propria vita perché è preziosa ed imprevedibile allo stesso tempo. Qualcosa di più grande di noi può accaderci e può fermarci, ma mai mollare. Essere umili è fondamentale così come amare se stessi. Amandoci possiamo, a nostra volta amare, il mondo. Coltivare gli affetti ed essere leali deve essere una via maestra”. Grazie Jack per questa chiacchierata. “Grazie a voi e Forza e Coraggio!”.


CHARTS classifiche

TOP 10 E UROPA 01 “She looks so perfect” – 5 Seconds of Summer 02 “Wizard” – Martin Garrix & Jay Hardway 03 “Changes” Faul & Wad Ad vs Pnau 04 “Loyal” – Chris Brown ft. Lil Wayne 05 “I got U” – Duke Dumont ft. Jax Jones 06 “My love” – Route 94 ft. Jess Glynne 07 “All of me” – John Legend 08 “Happy” – Pharrell Williams 09 “Human” – Christina Perri 10 “Rather be” – Clean Bandit ft. Jess Glynne

TOP 10 USA 01 “Happy” – Pharrell Williams 02 “All of me” – John Legend 03 “Mmh yeah” – Austin Mahone ft. Pitbull 04 “Talk Dirty” – Jason Derulo ft. 2 Chainz 05 “Fancy” – Iggy Azalea ft. Charli XCX 06 “Dark Horse” – Katy Perry ft. Juicy J. 07 “Let it go” – Idina Menzel 08 “She looks so perfect” – 5 Seconds of Summer 09 “Best day of my life” – American Authors 10 “Turn down for what” – Dj Snake & Lil Jon

TOP 10 ITALIA 01 “Logico #1” – Cesare Cremonini 02 “Dannate nuvole” – Vasco Rossi 03 “Per sempre” – Ligabue 04 “Non mi ami” – Giorgia 05 “Controvento” – Arisa 06 “Ti penso raramente” – Biagio Antonacci 07 “Immagini che lasciano il segno” – Tiromancino 08 “La sua bellezza” – Modà 09 “Un filo di seta negli abissi” – Elisa 10 “L’unica” – Perturbazione

5 SECONDS OF SUMMER Ecco la boy band del momento tutta australiana. Su iTunes hanno spopolato e sono i cosiddetti figli della rete. Hanno iniziato l’attività tre anni fa, sono buoni musicisti e sono stati definiti i nuovi One Direction. CHRISTINA PERRI Arriva da Filadelfia e ha origini italiane e polacche. Ha debuttato con il singolo “Jar of Hearts”, raggiungendo la Top 20 in molti Paesi. Suo fratello è Nick Perri, ex chitarrista degli Shinedown. AUSTIN MAHONE Altro interessante personaggio made in USA che proviene dal Texas. E’ partito pubblicando nel 2010 un video su YouTube, al quale sono seguite altre collaborazioni con nomi importanti. Il suo successo di punta è stato finora “What about love”. IGGY AZALEA Si tratta di una modella e rapper australiana naturalizzata statunitense. Classe 1990, ha svolto anche l’attività di modella e ha esordito musicalmente nel 2011. Lo scorso anno ha aperto il tour di Rita Ora. MODA’ Sono saliti alla ribalta negli ultimi anni e quest’anno per la prima volta si sono esibiti negli stadi, andando in tour anche a New York. Il brano è stato estratto dall’album multiplatinato “Gioia...non è mai abbastanza!”, secondo più venduto in Italia lo scorso anno. PERTURBAZIONE Questo gruppo rock si è formato già a fine anni ’80, ma con membri differenti da quelli attuali. Il loro album di debutto s’intitolava “Waiting to Happen” e il loro successo comunque non è stato immediato. Nel loro percorso varie collaborazioni.

a cura di Silvia Giansanti in collaborazione con Foxy John Production - www.foxyjohnproduction.com

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special guest

ANNA F. A

Uragano austriaco

nna Wappel, questo il suo nome di battesimo, è nata a Friedberg in Austria il 18 dicembre del 1985. Ha un modo di cantare robotico e molto elettronico e qualcuno l’ha definita la nuova Dee Dee Bridgewater. Questo si contrappone al suo aspetto molto dolce e mediterraneo. Ha iniziato a suonare la chitarra all’età di undici anni e dopo poco tempo ha scritto i suoi primi pezzi. Ha capito che il suo futuro sarebbe stato la musica, dopo un’esibizione sul palco per un concerto di fine anno per la scuola. Dopo essersi trasferita a Graz per motivi di studio e per fare la modella, Anna ha conosciuto un fior di musicista e produttore con cui ha iniziato a collaborare. La sua prima canzone intitolata “Time Stands Still” è stata scelta da un’azienda come colonna sonora pubblicitaria. Il passo dalla pubblicità alla classifica è stato breve, tanto da venire chiamata ad aprire i concerti austriaci di Lenny Kravitz. Successivamente Anna ha pubblicato “For Real”, ha partecipato al film “Invasion” e si è data molto da fare. Il suo singolo del momento “DNA”, tratto dall’album “King of the Mirror”, è stato scritto via Skype con un suo amico di Los Angeles e ha un testo molto strano. E’ un’ottima giocatrice di calcio e sta aprendo i concerti di noti artisti internazionali come James Blunt. Il 28 e il 29 maggio la vedono sui palchi di Milano e Torino.

news

I Coldplay sono tornati a farsi sentire più forte che mai con il nuovo singolo intitolato “Magic” in anticipo all’uscita dell’album “Ghost Stories” prevista per questo mese. La nuova hit s’ispira ai film muti degli anni ’20 e racconta un’affascinante storia. Jack White, ex White Stripes, ha rilasciato recentemente “High Ball Stepper”, pezzo che anticipa l’uscita del nuovo lavoro “Lazzaretto” in uscita il 10

giugno prossimo, sotto l’etichetta indipendente fondata dallo stesso artista. Lady Gaga ha affermato nel corso di una recente intervista, di essere in possesso di molto materiale, tale da voler rilasciare un volume 2 relativo all’album “Artpop”. Una ghiotta notizia per tutti i fans di questo personaggio corroboante. Harry Styles degli One Direction ha avviato una collaborazione con Ryan Tedder, il frontman dei One Republic. Il

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motivo è che Harry starebbe realizzando canzoni da solista. Non ci resta altro che aspettare questa prima volta insieme. Elisa, reduce dallo straordinario successo della prima parte del suo “L’anima Vola Tour”, ha deciso di aggiungere un’altra importante data che la vedrà esibirsi il 27 settembre all’Arena di Verona. Sarà uno spettacolo all’insegna delle nuove tecnologie e dell’innovazione.


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Sentimenti in scena di Lucia Cirillo

“Ti amo, non mi ami... Viceversa”: al Teatro de' Servi di Roma attesi Roberta Scardola e Davide Nebbia, con la regia di Luca Franco

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randi soddisfazioni per il regista Luca Franco che porta in scena al Teatro dei Servi, dal 13 maggio al 1 giugno, la commedia “Ti amo, non mi ami… Viceversa”. Una storia d’amore carica di simpatia, emozioni e comicità, che vedrà protagonisti nei ruoli di Alessandra e Lorenzo, l’attrice Roberta Scardola e l’attore Davide Nebbia, accanto a Marco Russo, Elena Giambi Bonacci, Emiliano Lana e Monica Falconi. Ciascuno di voi ha contribuito con passione e dedizione alla commedia “Ti amo, non mi ami... Viceversa”, voi invece cosa amate? Roberta Scardola: “La vita, il teatro, la danza, l’amore”. Davide Nebbia: “Il teatro, e tutto ciò che insegna qualcosa di nuovo”. Luca Franco: “Il mio lavoro, porto questo sogno con me da tanti anni”. Come vi sentite per il debutto al Teatro de’ Servi? Roberta Scardola: “Emozionata come sempre, anche perché sarò nella mia città, amo tanto Roma”. Davide Nebbia: “Pronto e in attesa del grande giorno perché la comunione con il pubblico si raggiunge solo quando si va in scena e quando si sente pienamente il ruolo su cui si è lavorato tantissimo”. Luca Franco: “Sarà il primo step, mi sento di dire ai miei attori 'In bocca al lupo ragazzi' ”. Alessandra e Lorenzo, che tipi sono? Roberta Scardola: “Alessandra è il personaggio che interpreto. E’ una ragazza innamorata”. Davide Nebbia: “Lorenzo è il classico don Giovanni della situazione”. Luca Franco: “Sono due ragazzi normali che rappresentano quello che spesso accade nelle relazioni amorose, l’unica differenza è che la loro storia mostrerà ciò che noi spesso non vediamo, ci saranno due scene che accompagneranno la commedia, ognuna di essa vivrà un tempo diverso, una andrà avanti nel tempo, l’altra all’indietro”. Che cosa hanno di voi e che cosa non hanno? Roberta Scardola: “Alessandra come me è una ragazza semplice, lei a differenza mia quando rimane ferita non ha paura di mostrarlo, io invece no, compio passi indietro, ma non mostro la mia delusione”. Davide Nebbia: “Lorenzo è un personaggio decisamente troppo in movimento, su alcuni aspetti io sono più tranquillo, di mio ho provato a trasmettergli una maggior comicità”. Luca Franco: “Tutto e niente, di sicuro l’emozione che abbiamo provato tutti per questo salto di qualità, per i contratti arrivati e per la gioia di portare entrambe commedie in due grandi città”. Che cosa vi ha permesso di fare la commedia “Ti amo, non mi ami Viceversa”? Roberta Scardola: “Di mettere me stessa, ancora una volta, a completa disposizione del personaggio che andrò a raccontare e mostrare”. Davide Nebbia: “Di emozionarmi ancora”. Luca Franco: “Di realizzare un sogno e di pensare a progetti futuri perché l’arte non ha mai fine”.

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Zoomarine

Il parco divertimenti di Roma Situato alle porte di Roma, con i suoi 40 ettari di verde, acqua e attrazioni e oltre 600.000 visitatori annui, Zoomarine si conferma come uno dei Parchi divertimento più importanti d’Europa

L’

esperienza di Zoomarine rappresenta una storia del tutto originale che unisce intrattenimento e offerta educativa nel settore dei Parchi a tema. L’amore per il mare è protagonista nel Parco che ospita una dimostrazione di delfini giudicata tra le tre migliori al mondo, dimostrazioni con leoni marini e foche, uccelli tropicali e rapaci, tuffatori e basket acrobatici, un Acquapark da 5.000 posti, un’ampia area piscine, un Cinema 4D, animazione, giostre acquatiche e attrazioni meccaniche. Lo scenario del Parco è arricchito con: i roller coaster Vertigo e Squalotto; la Zoomarine Beach, una distesa tropicale di sabbia con ombrelloni di paglia; l’Era dei Dinosauri, uno spettacolare percorso interattivo all’interno di una foresta preistorica popolata da dinosauri animatronics in movimento e a grandezza naturale; la Laguna dei Pirati, una vera e propria battaglia navale a bordo di dodici galeoni con sfide mozzafiato fino all’ultimo splash. Tra le novità 2014: un’emozionante show di Acro-Basket caratterizzato da acrobazie che sfidano la forza di gravità, schiac-

ciate spettacolari ed azioni di gioco al limite dell’incredibile; una banda di cialtroni e buffi pirati guidati dal temibile Capitan Uncino si impadronirà del Galeone dei Tuffatori e sarà compito di Peter Pan e dei suoi più fedeli e coraggiosi amici, ripristinare l’ordine in un appassionante duello fino all’ultimo splash; le sessioni di feeding Pellicani e Pinnipedi per non perdere l’opportunità di assistere all’alimentazione e scoprire tutte le curiosità su questi splendidi animali; l’amatissima Peppa Pig sarà l’ospite d’eccezione del Parco dal 12 luglio al 31 agosto. L’accoglienza all’ospite è completata dal ristorante Amazzonia, 11 punti ristoro/snack, 7 negozi, servizi per bambini e nursery, un parcheggio e bus navette da/per Roma. Zoomarine offre un pacchetto Parco + Hotel**** da € 39 a persona acquistabile solo su www.zoomarine.it. Zoomarine rivolge un’attenzione speciale alle mamme in dolce attesa e alle neo mamme: all'interno del Ristorante Amazzonia, è presente un'area dedicata allestita

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con comode poltrone per allattare, scalda biberon e forno a micro-onde; nei bagni è presente un ampio fasciatoio per rendere più comodo e pratico il cambio dei pannolini e nei parcheggi sono riservati dei posti per le mamme in dolce attesa o con bambini fino a un anno. L’accessibilità e l’attenzione è rivolta anche agli anziani e alle persone con disabilità: tariffe agevolate e ridotte, toilette per disabili, parcheggio gratuito per disabili, prodotti senza glutine. Il Parco è privo di barriere architettoniche ed ogni stadio presenta accessi e rampe facilitate per consentirne l’ingresso in aree allestite con sedie ed ombrelloni.

ZOOMARINE Viale Zara, Torvaianica (Pomezia) Stagione 12 aprile – 12 ottobre 2014 Orario 10 – 19 Biglietti €27 adulti, €20 ridotto (<10/>65anni), bambini <1mt gratis Pacchetto Hotel Parco + Hotel**** da €39 Contatti 0691534 www.zoomarine.it accoglienza@zoomarine.it


Il ri-uso fa festa al Mo Mò Repubblic Il nostro viaggiatore della notte ci porta all'interno di un party dedicato ad un settore particolare, quello del design del ri-uso

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ppuntamento con il ri-uso per le otto creative di ReNate, festeggiamento con un allegro party nella sala priveè del Mo Mò Republic. Un Team al femminile unito dalla medesima sensibilità, lo stesso entusiasmo e voglia di fare come: Stefania Giacomini e Pilù Martini, ideatrici del progetto insieme a Beatrice Amodeo, a Giusy Messina, a Ludovica Cirillo eco-tech designer, all’eco-cocker Nicole Rossini, alla shoes designer Sara Onori, ad Ileana Giacintucci eco-scultrice. Tra gli intervenuti: gli artisti Paola Romano e Massimo Di Cave, Monica Scattini, Pino Ammendola, Isabella Ambrosini, Janet De Nardis, gli stilisti Tiziana Sabatucci, Vanessa Foglia, Roberto Cagnetta, il regista Alessio Rupalti e il Principe Guglielmo Giovanelli Marconi.

di Bibi Gismondi

Pino Ammendola, Janet De Nardis, Stefania Giacomini e Maxi Gigliucci

Isabella Ambrosini

Stefania Giacomini, Monica Scattini e Ludovica Cirillo;

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Inno alla donna, inno alla vita “30 Inaugurata il 7 marzo a Firenze la mostra fotografica di Gianni Ugolini che ha per oggetto la donna e la vita

di Fabiola Di Giov Angelo

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immagini di vita, 30 immagini per la vita”, è questo il titolo della mostra fotografica ideata e realizzata dal fotografo fiorentino Gianni Ugolini e allestita a Firenze presso Tropos Club, via Orcagna 20. Una mostra che vuole essere un inno alla vita, ma insieme alla donna, alla maternità, alla bellezza. Protagoniste delle trenta foto in mostra, sono quattro giovani donne, future mamme che custodiscono in sé la vita, stupendamente ritratte a ricordare che la maternità è gioia, orgoglio, ma anche responsabilità e che la bellezza femminile può essere anche morbida e accogliente ma soprattutto molto significativa. Ugolini, attraverso la sua macchina fotografica, ha voluto offrirci un’intimità nuda e profondamente reale e una rappresentazione della maternità capace di indurre alla riflessione e alla presa di coscienza del profondo valore della donna e della vita.


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CROSS MIND Benvenuti in questo spazio dedicato alla cultura, alle idee e alla loro realizzazione. Come sempre ci piace metterci in gioco e per questo ringrazio il Direttore di GP Magazine di questa ospitalità all'interno della rivista e che mi permette di realizzare questo mio progetto. E' vero, stiamo cercando adepti a questa nuova prova di crescita individuale in cui nessuno è escluso: cerchiamo sinergia e condivisione, critiche ed entusiasmi, novità e partecipazione mettendo tutta la nostra volontà e la nostra creatività, l'umiltà e la determinazione. CROSS YOUR MIND è in treno, in autobus, in moto, a piedi, a cavallo e in tutte le strade del mondo mentre le attraversiamo con tutte le sue problematiche. In questo spazio si potrà parlare di cultura, di arte, di finanza, di lavoro, di Bot, di traffico, di avvocati, di industria, di ambiente, di turismo e... di tutto: ma in modo semplice e diretto, breve e chiaro. CROSS YOUR MIND, NOW!, noi siamo qui. E questa è la e-mail dedicata : crossyourmindnow@gmail.com

L'Oscar, la statuetta, Sorrentino, Servillo, la Medusa, la bellezza e l'Italia. Un boato ha riempito il mondo e la grande parola (BELLEZZA) sta dominando ormai i media, le menti e le aspettative di tutti. Ma che dire di come la gestiamo? Come nel film, che racconta una decadenza che spera in una rinascita, forse, ci troviamo a leggere quanta bellezza distruggiamo quotidianamente. Un'allegoria, il film, che va verso un onirico bisogno di essere presente per annientarsi, per nascondersi rispetto a quello che si prova dentro: Pompei invece crolla fuori perché dentro non la cura più nessuno. Ho visto un' incredibile bravura di Paolo Sorrentino nel tenere a mezz'aria tutta la sua narrazione, quasi impalpabile, proprio come se nessuno potesse toccarla e fosse lì a quell'altezza, proprio per essere vista. Quello che dobbiamo liberare di fronte all'arte, è lo spirito, quello che emana dall'opera e quello che fa viaggiare la nostra mente: sempre più spesso si vuole intellettualizzare o ricomporre istanti indelebili come se fossero un cacciavite per stringere una vite...

LA PUREZZA DI FRANCESCO Perché non riprendersi il cuore perché non umiliarsi l'orgoglio e scendere a piedi scalzi sulla terra capirne il senso e il disagio che crea Perché non essere liberi da siffatti giochi di potere che nascondono e tolgono agli altri che non devono sapere? Perché non essere liberi di guardare, di parlare, di capire? Quale contributo economico vale di più di un uomo? Perché non riprendersi l'infanzia, l'ingenuità della culla la bellezza d'imparare e d'insegnare? Perché? Perché precluderci dalla purezza, dalla sincera bellezza dell'anima e perché sporcarla

di una razionalità cieca? Non vi conosco, non so chi siete e chi siamo ma non è più umano questo non essere uomo del mondo Coraggio, cerchiamolo, troviamolo. Usciamo dal ripostiglio degli idioti perbenismi mettiamoci il cuore e la faccia in questa nostra scelta d'anima. Siamo appena usciti da questo cinema. Welcome!

Non mi sembra che il cielo abbia spigoli e nemmeno sedie girevoli: a volte bastano degli uomini che vogliono far rinascere la grande bellezza del mondo. Un film profondo, perché pesca negli atteggiamenti, quelle consuetudini che abbiamo passivamente accettato come valore di conoscenza e non di debolezza: dobbiamo solo riconoscere che possiamo essere migliori, più liberi e meno schiavi... Comunque vada la grande bellezza è il titolo di un film e nel suo significato lessicale, nessuno la può recintare (anche se) ci stanno bruciando il mare - by Lucio Dalla. Per concludere, noi abbiamo la grande bellezza ma forse, non abbiamo più una grande passione per essa. O no?

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La sua poliedricità coinvolgente iniziata dall'età di sei anni fino a raggiungere il successo mantenendo intatta la naturalezza e intensità della propria terra natia. La incontriamo per sapere di lei e del suo film da poco uscito "Il Pretore". Come nasce l'idea di produrre e interpretare "Il Pretore"? “Nasce dalla voglia di celebrare il centenario di Piero Chiara, mio illustre concittadino. Quando ero piccola e sognavo di diventare attrice, al mio paese Luino non c'era nemmeno una sala cinematografica. Crescendo ebbi la fortuna di vedere e ammirare fantastici film tratti dai suoi romanzi: 'Venga a prendere il caffè da noi' (1970) di Alberto Lattuada con Ugo Tognazzi, 'La stanza del Vescovo' di Dino Risi (vincitore del David di Donatello nel 1978) e 'Il piatto piange' (1974) con Agostina Belli ed Elisa Mainardi (attrice di Fellini). Sono tutti film ambientati proprio a Luino. Da lì, la voglia e il sogno di riportare il cinema nella mia terra”.

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Questa importante filmografia tratta dai romanzi di Chiara e che precede il tuo film, ti ha messo ansia o ti ha dato sicurezza? “Se penso a quei capolavori mi tremano le gambe. Nel nostro piccolo abbiamo voluto provare a rendere omaggio a Piero Chiara, festeggiandolo con tutta la sua cittadinanza che in vari modi ha preso parte alle riprese del film: chi come comparsa, chi come sarta

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aggiunta, o semplicemente prestandoci un'auto o una bicicletta d'epoca”. Chi è stato per te e forse lo è ancora, Piero Chiara? “L'autore che con la sua magistrale penna ha reso celebre la mia terra natia. Gli sono immensamente grata, leggerlo per me è gioia piena”. Quanto ti aspetti da questo


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film come produttrice e come attrice? “Dopo essermi impegnata come produttrice, ho ceduto le quote della produzione per dedicarmi al ruolo di protagonista. Come attrice è stata un'esperienza unica, perché ho recitato nella mia città insieme alle persone che mi hanno visto crescere”. Come ti sei trovata a lavorare con Francesco Pannofino, pro-

tagonista maschile de “Il Pretore”, e il regista Giulio Base? “Giulio è stato straordinario, ha instaurato un rapporto con tutti, dall'attore protagonista all'ultima delle comparse. Francesco è esilarante, grazie a lui potevo iniziare la giornata con il sorriso”. Qual è la storia del film e qual è la parte che interpreti tu? “La storia è tratta dal romanzo di Chiara appunto, 'Il Pretore di

Cuvio', ed è una storia di sesso e potere scritto nel '73 e ambientata negli anni '30, ancora molto attuale. Il mio ruolo è quello di Evelina, giovane moglie del Pretore (Pannofino), vittima all'inizio di questo marito padrone che la tradisce ripetutamente. La ragazza avrà poi una grande rivalsa”. Sarah Maestri eclettica e bellissima, ha un’anima fragile o forte? “Ho un’anima fragile, troppo sensibile che ahimè soffre per ogni cosa. Mio padre però mi chiama da sempre 'Ercolino sempre in piedi', come il pupazzo che aveva lui da piccolo, che nonostante i colpi si rialzava sempre”. Hai iniziato la carriera artistica a sei anni. Sei stata nel cast di "Notte prima degli esami" di Fausto Brizzi, hai lavorato con Pupi Avati, Cinzia Th Torrini, solo per citarne alcuni... Ti senti promossa? “Per una che di cognome si chiama Maestri, sentirsi pro-

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mossa fa sorridere. Per continuare con le metafore, sono pienamente cosciente che gli esami non finiscano mai”. Grande esperta di calcio, sei stata riconfermata per la stagione 2013/2014 a "Cielo che Gol!" di Cielo TV (Sky) con Teo Teocoli; fai sporti per mantenerti atletica o per passione? “Sono una tifosa accanita nonché madrina del Varese 1910. Da

piccola non perdevo una puntata di 'Holly e Bengi'. Diciamo che il calcio ' da sempre parte di me”. Ti dedichi anche al sociale: questa attività quanto ti aiuta? “Ho avuto la fortuna del dono della Fede, questo è il più grande aiuto che potessi ricevere. Una gioia grande e unica che è meraviglioso poter condividere nel sociale, amando il prossimo tuo

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come te stesso”. Sei la prima intervistata in questo nuovo spazio dedicato alla cultura e alle idee. Per concludere, la guerra e la preghiera fanno parte della storia umana: resteranno in contrasto perenne? “Sono convinta che il bene trionfi e trionferà sempre. La preghiera vera aiuta a dissipare i conflitti di ogni tipo”.


GP Magazine maggio 2014  

Free press di spettacolo, cinema, teatro, musica, cultura, arte, moda, benessere, gusto e tempo libero

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