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Daniel Day Lewis Figlio del poeta Cecil e dell'attrice Jill Balcon, Daniel Day-Lewis nasce a Londra il 29 aprile 1957

Catena Fiorello Nuova, interessante ed emozionante pubblicazione dell’autrice: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”

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Seychelles

Ilaria Venturini Fendi Dopo molti anni trascorsi nel mondo della moda ha dato una svolta alla sua vita e ha deciso di mettere salde radici nella terra diventando un’imprenditrice agricola


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Incontriamo uno degli chef più seguiti nel nostro Paese. Un talento assoluto del gusto

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Per venticinque anni anni è stata ballerina di danza classica ed oggi ama profondamente il suo lavoro di attrice

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Fabio Campoli

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Antonio Monda Nella “Grande Mela” insegna storia del cinema presso la Ny University

Camilla Ferranti

Rosaria Russo E’ in uscita al cinema con il “Il pasticcere” ed “Eppideis”. Inoltre sta lavorando per un evento di cinema e moda che si svolge a San Marino

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Osvaldo Supino Il cantante italiano più seguito sul web, racconta il suo nuovo album


QueStI ORtI nOn S'hAnnO DA FARe di Alessandro Cerreoni Orto fai da te? Ahi ahi... Se lo fai in Europa, d'ora in avanti rischi di diventare fuorilegge. Ebbene sì, coltivare un orto e mangiare i prodotti coltivati potrebbe essere vietato. E che fine faranno tutti quei piccoli coltivatori che al mercato o ai bordi della strada vendono i propri prodotti ortofrutticoli? Verranno spazzati via! E' questo il rischio concreto determinato da una proposta di legge della Commissione Europea che mira a bandire tutti i piccoli agricoltori e i piccoli produttori ortofrutticoli. Questa normativa di fatto potrebbe creare una sorta di “diritto delle multinazionali sui semi”. In poche parole, solo le grandi aziende del settore ortofrutticolo potranno produrre e commercializzare i prodotti. Così avremo sempre più limoni, arance e peperoni trattati, zucchine industriali e patate “chimiche”. Per la gioia delle Spa dell'agroalimentare. D'altronde non è la prima volta che l'Unione Europea tenta di penalizzare l'economia italiana, sempre più succube di Bruxelles. Più di dieci anni fa, infatti, fu emanata la “legge del cioccolato”, che in un certo senso equiparava l'uso del termine “cioccolato”, da riportare sulle confezioni, anche per i prodotti surrogati che non contenevano burro di cacao. Un'usanza, questa, praticata soprattutto dai Paesi del nord Europa che utilizzano altri grassi vegetali per produrre il cioccolato. E come non ricordare la battaglia, sempre dell'UE, contro i forni a legna? Abbiamo corso il serio rischio di non mangiare più la nostra ottima pizza che tutto il mondo ci invidia solo perché i forni a legna – a detta loro - non offrivano garanzie sull'igiene. A voler essere maligni potremmo pensare che dove gli altri non arrivano, vorrebbero che non ci arrivassimo anche noi. Questa è l'Europa. Ce l'avevano dipinta come un valore aggiunto che avrebbe accresciuto il nostro benessere e la nostra economia ma di fatto sta diventando una palla al piede micidiale. E sempre più al servizio della Germania e delle lobby finanziarie. Provate a smentirci.

Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 421/2000 - del 6 Ottobre 2000

DIRETTORE EDITORIALE E RESPONSABILE Alessandro Cerreoni - a.cerreoni@gpmagazine.it REDAZIONE Via V. Pacifici, 20 00019 Tivoli (Roma) Tel. 327.1750177 e-mail: redazione@gpmagazine.it PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Luana Di Francesco REDAZIONE Fabiola Di Giov Angelo Silvia Giansanti HANNO COLLABORATO Bibi Gismondi, Paolo Paolacci, Camilla Rubin Si ringraziano: Alessio Piccirillo, Sara Battelli, Mara Fux, Stephany Falasconi, Kika Press (crediti fotografici), Pino Polesi (foto) Corrado Pinci (foto), Erika Di Tullio EDITORE PUNTO A CAPO Srl PUBBLICITA’ Info spazi e costi: adv@puntoacapo.org Claudio Testi - c.testi@gpmagazine.it Gionata A. Mattioli - g.mattioli@gpmagazine.it STAMPA Fotolito Moggio - Strada Galli 5 - Villa Adriana (Roma) info 0774.381922 - 0774.382426 - Fax 0774.509504 fotolitomoggio@fotolitomoggio.it Chiuso in redazione il 27/05/2013 Copie distribuite: 20.000

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Celiachia: E' possibile la diagnosi precoce

A Bologna test di meditazione tibetana su malati oncologici

I ricercatori dell’Istituto G. Gaslini in collaborazione con l’Università di Verona hanno sviluppato un test che nei soggetti geneticamente predisposti permette la diagnosi precoce di celiachia e può aiutare a diagnosticare i casi a sintomatologia atipica o silente. Il professore Antonio Puccetti ricercatore del Laboratorio di Immunologia Clinica e Sperimentale dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, in collaborazione con il professore Claudio Lunardi e la dottoressa Giovanna Zanoni dell’Università di Verona, ha pubblicato sulla rivista Immunologic Research i risultati di uno studio tutto italiano dove si dimostra che, nei soggetti geneticamente predisposti a sviluppare la celiachia, è possibile prevedere l’insorgenza della malattia mediante un’analisi del sangue prima del suo esordio e della positivizzazione dei tests diagnostici classici. I ricercatori dell’Istituto Gaslini e dell’Università di Verona avevano scoperto alcuni anni fa che l’infezione da Rotavirus può scatenare l’insorgenza della celiachia. “Con una semplice analisi del sangue è oggi possibile prevedere l’insorgenza della malattia celiaca nei soggetti geneticamente predisposti con largo anticipo rispetto ai test diagnostici convenzionali” spiega il professor Antonio Puccetti del Laboratorio di Immunologia Clinica e Sperimentale del Gaslini.

L’Ausl di Bologna ha dato l’approvazione al test di una terapia meditativa tibetana a pazienti oncologici. E’ la prima azienda sanitaria al mondo a iniziare l’uso clinico della meditazione tibetana come supporto alla cura delle malattie oncologiche. La tecnica ascetica ‘Tong Len’ è iniziata già a febbraio ed è guidata dal team del Prof. Gioacchino Pagliaro, responsabile del compartimento di Psicologia clinica del policlinico Bellaria di Bologna. Nei prossimi dì, saranno selezionati ottanta pazienti che proseguiranno gli abituali metodi di cura: quaranta faranno la terapia meditativa e i rimanenti quaranta no, per misurare le diversità. Pagliaro e la sua equipe non sapranno i nomi delle persone che parteciperanno all’esperimento: possederanno solo una cartella con le iniziali del paziente, il tipo di malattia che ha e alcuni valori del sangue. Il gruppo di dottori studierà i malati per comprendere se ci sono stati mutamenti, se sono cambiati alcuni valori del sangue o se ci sono cambiamenti favorevoli negli stati d’inquietudine e di nervosismo. Una valutazione che avrà luogo prima, dopo e durante il test.

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Per i single italiani, sesso sì ma non subito

Beautiful perde un altro pezzo: Taylor

I single italiani sono riflessivi: sesso non prima del terzo appuntamento. Niente scappatelle, niente “una botta e via”: il ritratto del single 2013 è di un uomo (o donna) che non si accontenta e preferisce conoscere meglio il papabile partner prima di dormirci insieme. A rivelarlo è un sondaggio di Speed Date, azienda leader in Italia nell’organizzazione di eventi per single.Gli spiriti liberi che confermano questa tendenza sono il 43%: il sesso, per questi spiriti liberi, è infatti qualcosa d’importante, seppur bello, ecco perché preferiscono aspettare come minimo il terzo appuntamento. “I nostri intervistati si conoscono alle serate organizzate da Speed Date dove, per 300 secondi, possono scambiarsi informazioni l’uno sull’altra – spiega Giuseppe Gambardella, il fondatore dell’azienda – Proprio i pochi secondi a disposizione permettono che l’impatto iniziale sia da subito più emozionale; in 300 secondi o ci si piace o non ci si sopporta”.

Brutte notizie per tutti i fan di 'Beautiful': dopo Ridge e Stephanie, anche Taylor, altro personaggio storico della soap, uscirà di scena. A darne l'annuncio è stata la stessa Hunter Tylo, l'attrice che da quasi 25 anni dà il volto alla donna che, insieme con Brooke, si è per lungo tempo contesa il cuore di Ridge: "Confermo l'ultimo appuntamento per il 3 di luglio", ha cinguettato la Tylo da Twitter in risposta a una fan che le chiedeva se le indiscrezioni sull'imminente addio fossero fondate, per poi spiegare in maniera più dettagliata i motivi della decisione sul suo forum: "Le trattative contrattuali tra me e la soap sono finite quattro settimane fa.Sto andando avanti, lasciando spazio alle centinaia di ruoli disponibili, scrivendo e seguendo la mia linea di prodotti per la pelle".

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#curiosity di Camilla Rubin

#Los Angeles La Marilyn inedita Una Marilyn Monroe acerba e acqua e sapone dai capelli castani, quella ritratta in una rarissima immagine che verrà battuta all'asta a Los Angeles. La fotografia fu scattata nel 1941 alla Ralph Wardo Emerson Junior High School quando Marilyn, allora quindicenne, si chiamava ancora Norma Jeane Baker. Sul retro una dedica scritta dall'attrice all'indirizzo di un suo compagno di classe di nome George: "A Georgie, un amico meraviglioso e molto brillante! (Dico sul serio Geo)". Secondo le previsioni della casa d'aste Bonhams, il cimelio dovrebbe raccogliere circa novemila dollari.

#Napoli Una Belen da presepe Il fenomeno Belen Rodriguez continua. La showgirl che ha da poco partorito, è finita in tempi record sul presepe napoletano. Eccola ritratta con in braccio il nuovo arrivato Santiago insieme al fidanzato napoletano Stefano De Martino. Belen ha partorito lo scorso 9 aprile a Milano alla clinica Mangiagalli e ha deciso di donare il cordone ombelicale alla banca del Policlinico per lo studio delle cellule staminali, come dichiarato dal professor Luigi Fedele, che l'ha seguita durante tutta la gravidanza. L'opera è stata realizzata dall'artista-artigiano Genny Di Virgilio, già noto per aver realizzato e consegnato di persona statuette come quella del Papa, di Berlusconi e di Obama.

#Gloucestershire

Il “paesino...ino...ino” Quando si dice "Quello è il mio villaggio" si indica di solito provenienza e non possesso, come invece è il caso del signor Julian Atherton. Questo è il primo paradosso: il secondo è che il paesino non è certo a misura d'uomo, pur essendo un villaggio modello, anzi... modellino! Già, perché quella che vedete nelle immagini è la replica in scala 9 a 1 del paesino di Bourton-on-the-Water, nel Gloucestershire, che si è guadagnato, primo in Gran Bretagna, un riconoscimento dall'English Heritage per "il suo valore storico, la sua particolarità e la bravura artigiana nel realizzarlo". Ci sono voluti otto artigiani locali e cinque giorni di lavoro per costruire il piccolo villaggio, e materiali locali e autentici, come la pietra calcarea con cui sono stati realizzati gli edifici e le tegole del Cotswold con cui sono stati ricoperti. Inaugurato come attrazione nel 1937 e divenuto il secondo, in ordine di tempo, della Gran Bretagna, Bourton-on-the-Water offre ai visitatori la possibilità di sentirsi come Gulliver a Lilliput!

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#curiosity foto gentilmente concesse da

#Los Angeles Jay-Z regala un'isola a Beyonce I ben informati non hanno dubbi: Jay-Z starebbe per staccare un assegno di ben 3 milioni di dollari per assicurarsi un'isola delle Bahamas da regalare alla moglie Beyonce e alla figlia Blue Ivy. Il rapper, 43 anni, vorrebbe acquistare una proprietà nel distretto di North Abaco in modo da potersi rilassare in tutta serenità, godersi la famiglia e stare alla larga da occhi e obiettivi indiscreti. La fonte ha dichiarato: "Jay-Z vuole un'isola per sè e per la sua famiglia. Vorrebbe trasformarla nella sua Necker Island, l'isola del miliardario Richard Branson". La fonte ha anche aggiunto: "Per Jay-Z e Beyonce è difficile fare cose normali come andare in spiaggia insieme alla figlia".

#Birmingham Se la scomparsa della Thatcher è un affare Gli affari sono gli affari, titolava una commedia francese che criticava all'inizio del Novecento il capitalismo più selvaggio. Quel motto, tuttavia, è ancora valido a distanza di oltre un secolo: a poche ore dalla morte dei Margaret Thatcher il sito di compravendita online più famoso al mondo si è riempito di offerte di vendita di memorabilia vari, legati in qualche modo alla Lady di ferro. C'è posto per tutto nella frenesia del guadagno a tutti i costi: cartoline, bamboline, scatole, sottobicchieri, maschere di carnevale, attrezzi da cucito e suppellettili di qualsivoglia natura. E i prezzi sono abbastanza eloquenti: 200 sterline per la maschera di gomma, 72 per il ditale da cucito, 200 o 89 per altri soprammobili.

L'uomo-sirena

#Florida

Eric Ducharme è stato scoperto dal canale tv TLC My Crazy Obsession e il suo stile di vista sta appassionando milioni di persone in tutto il mondo. Nato in Florida ventidue anni fa, Eric ha raccontato di dormire, respirare e mangiare proprio come una sirena. “Si tratta di uno stile di vita, è un percorso di vita che ho scelto” ha dichiarato il ragazzo che realizza con le proprie mani le sue code luccicanti. Eric ama nuotare nelle acque del suo paese in una sorgente naturale, per circa tre volte a settimana per più di un’ora e mezza. E' lì che il giovane abbandona i panni di ragazzo e si trasforma in una vera e propria sirena.

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Catena Fiorello “Vi racconto la famiglia Fiorello” di Silvia Giansanti

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icordi, sogni e ricette di una famiglia come tante: la sua. Ad un anno di distanza, Catena Fiorello ha pubblicato un nuovo libro, scritto con amore e curato nei minimi dettagli, tanto da rinunciare al riposo notturno. I suoi amici sulla pagina facebook hanno capito perché Catena quando ogni mattina si alza, è solita postare riprese della macchinetta del caffé. Dal momento in cui si era soliti riunirsi a tavola, è partita l’idea di questo libro. Un bellissimo viaggio nel tempo che racconta il calore e il piacere della tavola e degli affetti familiari di gente umile ed onesta, confrontandosi con chi oggi stenta ad andare avanti, cercando di portare un conforto. Catena, sei molto “prolifica” dal punto di vista letterario, è appena trascorso poco più un anno dalla tua ultima pubblicazione. Ricordo quando facemmo l’intervista, il libro attuale lo avevi già in cantiere. “Esatto. E’ accaduto che un giorno ho appreso dalla tv dell’ennesimo suicidio dell’ennesimo lavoratore che aveva perso il lavoro e questa cosa mi ha totalmente scombussolata al punto tale da riflettere. Se a mio padre all’epoca avessero tolto lo stipendio, che fine avrebbe fatto una famiglia numerosa come la nostra? Nessuno di noi fratelli ha saputo rispondere. Probabilmente saremmo finiti per strada, visto che la nostra famiglia non era amica di nessuno ed era una modesta famiglia italiana con tutte le sue debolezze e fragilità. Da questa riflessione ne è scaturito anche il titolo del libro che sta a richiamare la dignità. Se la si perde è finita la vita. Ho sentito il bisogno di portare una mia testimonianza, raccontando una storia difficile ma anche di speranza, perché nelle difficoltà ci siamo stati una vita intera”. Avevi in mente qualche altro titolo da dare al libro? “Sì, resistere, resistere e resistere”.

nessuno di voi all’epoca sognava di diventare famoso? (Ride) “No, assolutamente. Era solo ridicolo pensarlo. Vivevamo ad Augusta, un paesino in provincia di Siracusa, lontani dalla civiltà e da tutto il resto. Si faceva la nostra vita dignitosamente, ma troppo fuori dal centro del mondo. Città come Roma e Milano ci sembravano realtà così lontane. Pensavamo solo a fare da grandi un lavoro per sostenerci. Non pensavamo nemmeno a trasferirci. Stavamo bene lì, ci bastava quello che avevamo”. Ad un certo punto però la vostra vita è stata stravolta. “Rosario, che faceva il cameriere, ha iniziato a lavorare fuori e a conoscere gente. Un giorno ha incontrato il fratello di Jovanotti e quest’ultimo lo ha portato a Milano a Radio DeeJay e da lì è partito tutto casualmente”. tornando al libro, quanto hai impiegato per scriverlo? “Un anno esatto”. e quanto ti è costato? “Le mie solite notti in bianco, anche in numero maggiore rispetto allo scorso libro. Sai, scrivere la storia della propria famiglia è molto complicato. Ho ricontrollato minuziosamente ogni passo. Con gli altri libri perdi il sonno perché esigi una perfezione tecnica, invece in questo c’è stata in gioco la nostra vita”. Quanto tempo sai resistere senza scrivere un libro? “Pochissimo! Sono in tour promozionale e il computer mi manca da morire. Non vedo l’ora di tornare a casa per poter già dare vita ad una nuova storia che ho in mente. I tempi in cui non scrivo, li ritengo morti e inutilizzati”. La tua famiglia è stata contenta di questa tua pubblicazione? “Molto, perché attraverso la nostra, ho raccontato tante famiglie italiane. Era questo l’obiettivo che mi ero prefissata”.

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Nuova, interessante ed emozionante pubblicazione di Catena Fiorello “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. “In questo libro - dice - parlo della mia famiglia ma la mia famiglia non ha l’esclusiva; come la mia ne esistono tante. Il libro è dedicato a quei genitori che anche oggi, malgrado il cielo ‘tirapietre’, come lo definisco, si alzano dal letto, scendono e vanno a lavorare per andare avanti senza porsi tante domande”.

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Lo hanno letto i tuoi “fratelloni”? “Sì e si sono emozionati molto”. A loro non ha dato fastidio il fatto che hai reso pubbliche alcune situazioni personali? “No, perché quando la famiglia è sana e dietro non nasconde cose strane, se ne può parlare tranquillamente”. Com’erano i rapporti fra voi fratelli? “C’era rivalità con mia sorella perché, al contrario di lei, ero ribelle. Sono stata in una grande comunione spirituale con mio fratello Giuseppe, poiché molto vicini di età. Rosario, invece, era più attaccato a mia sorella Anna. Tutto questo da piccoli. Nella fase adolescenziale le cose sono poi cambiate e ho scoperto una grande amica in mia sorella”. Qual è il ricordo familiare più emozionante? “Tutti i giorni quando ci riunivamo intorno alla tavola. Eravamo noi sei e il mondo

fuori. Una famiglia modesta, ma dignitosa e felice. Questo permette di costruire una vita, affrontando meglio le difficoltà”. ecco, nel libro ci sono tanti aneddoti riferiti alla tua infanzia. Ce ne vuoi anticipare uno? “Il mio grande amore per il rabbino Elio Toaff, perché quando nel 1986 fece il famoso incontro con Giovanni Paolo II alla Sinagoga, cambiando la religione e tante altre cose, ero lontana dalle grandi realtà, eppure ho vissuto attraverso le sue grandi gesta questo cambiamento. Sono cattolica cristiana, eppure quest’uomo è stato in grado di farmi capire che la vera essenza degli esseri umani va al di là dell’appartenenza religiosa. Primeggia l’amore, cosa fondamentale per vivere una società civile. Mi ha cambiato il modo di vedere la vita. Ancora oggi mi sento legata a lui a tal punto che di recente gli ho scritto una lettera dicendogli

che lo vedo come un amico che mi accompagna nella crescita spirituale”. Se continueremo con questo tipo di pressione fiscale troppo elevata, lo avremo ancora il nostro pane quotidiano? “Il titolo del libro è una frase della preghiera del Padre Nostro, ma è anche un’esortazione a non toglierci questo pezzo di pane dai denti che dovrebbe essere un diritto per tutti noi. Il titolo si riferisce a chi compete di preoccuparsi del nostro pezzo di pane. Non oso pensare che, se fino a tempo fa c’erano famiglie monoreddito che vivevano dignitosamente, oggi magari si ritrovano a dormire in macchina”. Pensi che il libro attirerà migliaia di curiosi?

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“Penso che sarà letto da quelle persone che vogliono trovare un conforto da questa storia scritta da una persona che ha conosciuto per più di vent’anni lo stato di necessità permanente”. Qual è la più grande soddisfazione che hai ricevuto finora da questo libro? “Un bellissimo complimento rivoltomi da Vincenzo Mollica. Mi ha detto che dopo due pagine del libro, ci si dimentica che sto parlando della famiglia Fiorello, ma sembra che stia parlando di una delle tante. Era quello che volevo sentirmi dire. Abbiamo fatto leva sulla nostra solidarietà tra membri e sul nostro affetto che è il patrimonio più grande che due genitori possano lasciare”.


ChI e’ CAtenA FIOReLLO Catena Fiorello è nata a Catania il 10 agosto del 1966 sotto il segno del Leone con ascendente Scorpione. Vive a Roma, ma le piacerebbe abitare a Lisbona. ha come hobby il cinema, adora la parmigiana di melanzane e tifa per il Catania. Al momento non possiede animali domestici ed è single. Catena inizialmente ha collaborato alla stesura dei testi di numerosi programmi televisivi come il “Festivalbar” e “Buona Domenica” e testi per programmi radiofonici. ha collaborato anche con alcune testate nazionali e ha condotto programmi tv come “L’Isola del gusto” e “Blog – reazione a catena”. nel 2003 ha pubblicato il suo primo libro intitolato “nati senza camicia”, a seguire nel 2006 è stata la volta di “Picciridda”, entrambi editi da Baldini Castoldi Dalai editore. nel 2011 è uscito nelle librerie “Casca il mondo, casca la terra”, edito da Rizzoli editore, così come la sua ultima fatica letteraria “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, un libro di ricette culinarie casalinghe con forti legami alla vita familiare della scrittrice durante il periodo dell’infanzia.

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E' una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta dedichiamo il nostro spazio al grande attore inglese di Camilla Rubin

Daniel Day Lewis foto gentilmente concesse da

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Il collezionista di Oscar L

o sapevate che... Figlio del poeta Cecil e dell'attrice Jill Balcon, Daniel Day-Lewis nasce a Londra il 29 aprile 1957 e lì frequenta la Bedales School prima e i corsi di recitazione del British Old Vic Theatre poi. Lo sapevate che... Nel 1971 fa il suo esordio sul grande schermo con una brevissima apparizione nei panni di un giovane teppista nel malinconico “Domenica, maledetta domenica” di John Schlesinger e intanto si dedica al teatro, interpretando i grandi classici del palcoscenico per la Royal Shakespeare Company e per il National Theatre. Lo sapevate che... Dopo un breve ruolo nel kolossal “Gandhi”, entra nel cast de “Il Bounty, poi gira “Camera con vista” di James Ivory e quindi dimostra la sua straordinaria versatilità interpretando l'intenso “My beautiful laundrette2. Seguono “Un gentleman a New York” e “L'insostenibile leggerezza dell'essere”, entrambi del 1988, in cui Daniel interpreta il fallimentare Fergus O'Connell dentista in Patagonia, da cui si riscatta con la meravigliosa interpretazione di Christy Brown, pittore e scrittore paraplegico dalla nascita, nell'intenso “Il mio piede sinistro”, di Jim Sheridan. Il film gli vale un premio Oscar come miglior attore protagonista e rivela al grande pubblico tutto il suo talento e soprattutto il suo particolare metodo di recitazione che prevede l'immedesimazione totale con il personaggio interpretato. Lo sapevate che... Proprio in questo periodo di grande popolarità Daniel inizia un'intensa relazione con Isabelle Adjani, ma i due si lasciano subito dopo la nascita del loro primo figlio. Lo sapevate che... Intanto al cinema l'attore interpreta con grande successo “L'ultimo dei Mohicani” (1992) di Michael Mann, poi veste i panni del ricco borghese

protagonista de “L'età dell'innocenza” (1993) di Martin Scorsese, al fianco della bella Michelle Pfeiffer, e conquista una nuova nomination all'Oscar per l'emozionante “Nel nome del padre” di Jim Sheridan, che lo coinvolge al punto di spingerlo a chiedere (e ottenere) la cittadinanza irlandese. Lo sapevate che... Nel 1996 Daniel incontra sul set de “La seduzione del male” la futura moglie Rebecca, figlia del celebre drammaturgo Arthur Miller, che due anni più tardi lo fa diventare padre per la seconda volta. Dopo The Boxer (1997) che lo cala nuovamente nelle atmosfere inquiete e ribelli di Belfast, Daniel Day Lewis affronta la lunga lavorazione dell'epico “Gangs of New York” (2002) di Martin Scorsese, che segna il suo ritorno sulle scene e che gli fa conquistare immediatamente una nuova nomination all'Oscar come miglior attore protagonista per il ruolo dello spietato “Bill the Butcher”. Lo sapevate che... Nuovo Oscar nel 2008 per il film di Paul Thomas Anderson “Il petroliere”, in cui è un magnate dell'oro nero nato dal niente nel West del sogno americano dei primi del secolo scorso. Lo sapevate che... Nel 2009 è protagonista nel musical “Nine” di Rob Marshall ispirato a “8 e mezzo” di Fellini - in cui l’attore veste i panni di Guido Contini, un regista in crisi creativa. La storia ruota intorno al rapporto con le donne della sua vita. Straordinario il cast al suo fianco: Sophia Loren, Marion Cotillard, Nicole Kidman, Penélope Cruz, Judi Dench, Kate Hudson, Stacy Ferguson. Lo sapevate che... All’inizio del 2013 esce in Italia “Lincoln”, regia di Steven Spielberg, in cui Day-Lewis interpreta il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Il film balza subito in testa alla

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lista dei candidati all’Oscar con ben 12 nomination e Daniel vince il suo terzo Oscar unico attore ad averne conquistati tre in carriera come miglior attore protagonista. Lo sapevate che... Noto per la meticolosa e a volte maniacale preparazione per i suoi ruoli, l'attore Daniel Day-Lewis ha tenuto fede a questa fama per il film “L'ultimo dei Mohicani”: Day-Lewis, infatti, per diversi mesi prima delle riprese ha vissuto nella natura selvaggia come il suo personaggio, sostentandosi solo grazie alla caccia e alla pesca. Lo sapevate che... Durante le riprese de “La seduzione del male”, Arthur Miller, sceneggiatore e autore del testo teatrale al quale il film è ispirato, presentò a Daniel Day-Lewis, sua figlia Rebecca Miller, che in seguito divenne sua moglie. Lo sapevate che... Nel periodo delle riprese di “Gangs of New York”, Daniel Day-Lewis parlava con il curioso accento del suo personaggio anche quando non si stava girando. Durante una delle scene di combattimento di questo film, Leonardo Di Caprio ruppe il naso a Daniel DayLewis, che continuò a recitare nonostante il dolore. Lo sapevate che... Il ruolo di Aragorn ne “Il signore degli anelli” era stato offerto a Daniel Day-Lewis, che però lo rifiutò. Lo sapevate che... Liam Neeson, Brad Pitt e Daniel Day-Lewis erano stati considerati per il ruolo di Ichabod Crane ne Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton. Il ruolo poi è andato a Johnny Depp. Lo sapevate che... Ne “L'età dell'innocenza”, la donna che, al ballo dei Beaufort, si trova vicino a Winona Ryder e ammira il suo anello di fidanzamento è Tamasin Day-Lewis, sorella di Daniel Day-Lewis, che si trovava in città per visitare il fratello impegnato sul set. È conosciuta soprattutto per i suoi libri di cucina.


SEYCH

La terra dei sogni I

ndipendentemente dalla nazionalità del visitatore, qui nella terra dei sogni non sono richiesti visti di ingresso e questo è già un bel biglietto da visita per chi voglia andare alle Seychelles, isole meravigliose, paradisi non troppo perduti, certo lontani, sognati praticamente da ogni essere umano. Alle Seychelles il sole è forte. E anche se il cielo è coperto, si consiglia di portare cappelli e occhiali da sole, oltre che un'adeguata protezione solare e di indossare abiti leggeri e adatti al clima tropicale caldo ed umido. Le Seychelles hanno la fortuna di avere un clima caldo e tropicale tutto l'anno il che rende un soggiorno possibile in qualsiasi momento, ma ci possono essere dei periodi particolari che meglio si adattano a specifici interessi.

IL CLIMA Il tempo è dominato da due alisei che soffiano in direzioni opposte, a seconda del periodo dell'anno. Gli alisei di Nord ovest sono prevalenti da ottobre a marzo mentre gli alisei di sud est spirano da maggio a settembre e sono più sostenuti, creano però una situazione ideale per andare a vela. I periodi di bonaccia tra gli alisei vale dire i mesi di aprile maggio ed ottobre-novembre portano condizioni climatiche calde senza vento, in quei mesi il mare diventa calmo e limpido con temperature che toccano i 29° centigradi e la visibilità arriva fino a più di 30 metri. L'AMBIente e Le SPIAGGe Scoprirete che alle Seychelles c'è una diversità davvero sorprendente, con qualcosa di nuovo letteralmente dietro ad ogni angolo. Se siete alla ricerca del relax e del dolce far niente questo è il posto giusto, potrete scegliere tra 65 spiagge argentee e poco affollate, luogo perfetto per acquisire quella tintarella tutta particolare, rinfrescarsi con tuffi nelle acque cristalline o fare immersioni e snorkeling in un sorprendente mondo sommerso. A vostra disposizione c'è anche una vasta gamma di escursioni di attività tra le quali scegliere. Mahé è l’isola principale, dove si trovano l'aeroporto e Victoria, la capitale più piccola del mondo. L'isola è il fulcro culturale ed economico della nazione, dove sono ubicati alberghi centri culturali e di ecoturismo, ottimi ristoranti bar a caffè e casinò, centri di immersione, auto noleggio, barche per vela e pesca, piste, sentieri… ma è solo una tra le isole di un arci-

pelago che ne conta complessivamente circa 115, ognuna unica ed incantevole, con i suoi segreti e la sua storia; è facile spostarsi di isola in isola 16 di esse hanno strutture turistiche e sono raggiungibili con voli nazionali o traghetti e pertanto si prestano a qualsiasi itinerario. Che decidiate di soggiornare in un hotel a cinque stelle o in uno qualsiasi dei piccoli alberghi, sarete serviti con cortesia e con il sorriso di un popolo che vive con serenità. La vostra prima fermata potrebbe essere Praslin in la seconda isola in ordine di grandezza delle Seychelles, dove la vegetazione è così particolare che per lungo tempo si pensava forse il giardino dell'eden, pochi passi nella straordinaria foresta della Vallée de Mai e scoprirete il perché: in quest'antica foresta cresce un’incredibile palma del Coco-de-Mer, i cui frutti sono la replica esatta di un bacino femminile (!!!), mentre intorno a voi uno dei più rari uccelli al mondo, il pappagallino nero, svolazza quà e là. Dopo una passeggiata in questo luogo incantato sarete certo propensi ad una nuotata in una delle spiagge più famose del mondo, Anse Lazio, uno dei tanti posti dove potrete godere della migliore cucina creola. Da Praslin, la Digue è raggiungibile in 30 minuti di barca e appena metterete piede su quest'isola, dove i mezzi di trasporto sono il carro trainato da buoi e le biciclette, vi sentirete trasportati indietro nel tempo. Se siete un po' meno pigri e cercate un'avventura in mare, le Seychelles offrono una delle migliori situazioni al mondo per praticare la vela: distanze facili, ormeggi sicuri e una miriade di isole vicine e lontane da scoprire. Numerose compagnie di noleggio propongono frotte di motoscafi, catamarani con o senza equipaggio se siete un super esperto o principiante. Avete poi trovato il posto giusto per fare immersioni indimenticabili in acque brulicanti di vita e spettacolari paesaggi sommersi, se vi recate sulle isole dell'amore per il vostro matrimonio, luna di miele o anniversario, oltre un'impulsiva evasione troverete un'ampia scelta di luoghi romantici indimenticabili come le spiagge bianche. Vi verrà sicuramente voglia di raccogliere conchiglie sulle spiagge ma dovrete resistere alla tentazione; molte di esse vengono utilizzate come habitat abitazioni dei granchi paguri ed è vietato raccogliere conchiglie nei parchi marini, nelle riserve naturali e sulle isole principali.

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ELLES Tutto quello che c'è da sapere per un viaggio indimenticabile di Camilla Rubin

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Si ringrazia: Seychelles tourism Board per le immagini www.seychelles.travel, Cristiano De Masi e Alessandro Pindilli per www.creativeideas.tv

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Baracuta Spring Summer 2013 WP Lavori in Corso, distributore internazionale di Woolrich John Rich & Bros, Woolrich Woolen Mills, B.D. Baggies e Avoncelli, ha recentemente acquisito il marchio Baracuta e presenta la sua prima collezione SS13 mediante la sua prima campagna di comunicazione “Synonymus & Antonymus” di Camilla Rubin

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a campagna “Synonymus & Antonymus” racconta l’iconicità e la trasversalità del G9 e il suo legame con musica e cultura. Il Baracuta G9 infatti ha giocato un ruolo importantissimo nella storia dell’abbigliamento, indossato da Steve Mc Queen, James Dean ed Elivis Presley, fino alle controculture inglesi: ska, mod, punk, diventando un must per le varie culture musicali, da Noel Gallagher a Paul Weller. Nella campagna “Synonymus & Antonymus” il Baracuta G9 viene indossato ed interpretato da coppie di persone diverse e opposte sia come età che come stile o ambiente, tutte accomunate dalla scelta e dalla passione per lo stesso capo, che rappresentano la trasversalità dell’icona G9 attraverso età, lifestyle e cultura. “Sinonimi e contrari” racconta di persone reali, talenti che rappresentano

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le subculture della scena inglese, che da sempre indossano il Baracuta G9. Citiamo tra questi il DJ baronetto e fondatore del Carneval di Notthing Hill Sir Norman Jay ritratto accanto a Chris elettricista Skinhead style; il sarto Sam Mingle accanto all’attore comico Tony Law; Wayne un mod degli anni ’50 e Simon un mod contemporaneo; Matt professore e Tomas studente e DJ; Ian vecchio golfista e Ian artista e musicista della band The Correspondents. La campagna e il video sono firmati da Jocks & Nerds, nuovo magazine e gruppo creativo di arte, lifestyle e cultura della scena inglese. Per trovare il capo basta andare al WP Store di Via San Sebastianello 6b a Roma, Piazza di Spagna. www.baracuta.com www.wplavori.com www.wpstore.com


Ad ognuno la sua riga Per quest’estate la tendenza è quella delle righe, soprattutto bianche e nere, una moda che viene dai lontani anni sessanta

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alle case di alta moda ai brand low cost la tendenza è quella delle righe, orizzontali o verticali che siano. Versatili da indossare, anche se a lungo demonizzate con l’accusa di avere un effetto ingrassante, le righe, oggi, tornano alla ribalta e si abbinano con un pizzico di audacia a colori forti e fluo. A dispetto di quanto sempre sostenuto le righe quest’anno sono mixate con pois, pied de poule e altre fantasie per cui via libera a fiori e

righe, tessuti scozzesi, ma anche righe orizzontali e verticali mescolate insieme nello stesso completo. Un trend frizzante che ci permette di indossare colori neutri come nero bianco senza mai essere banali e scontate. Infatti il rigato bianco e nero è tremendamente chic e classico, ma anche molto glamour. Oppure possiamo optare per una maglietta dal taglio largo e morbido e dalle righe ampie o per una camicia a righe sottili che si abbina alla perfezione con un

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paio di skinny. Infine sono molto trendy per un pantalone alla caviglia indossato con un tacco alto o per una minigonna dalla riga ampia e molto tradizionale. Le righe poi possono essere portate praticamente in ogni occasione, sia nei look da giorno, per andare in ufficio, o in quelli più sbarazzini per andare al mare. Ma le righe sono soprattutto sinonimo di eleganza da sfoggiare in abiti da sera impreziositi da glitter e dettagli più formali. di Fabiola Di Giov Angelo


Vi presentiamo questa giovane modella del nostro progetto GP Model Management

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a tua data di nascita e segno zodiacale? “Sono nata il 13 gennaio 1995. Il mio segno zodiacale è il capricorno”. Perché hai deciso di entrare nel GP Model Management? “Sono stata contattata dall'equipe del GP Model Management e la loro affabilità e serietà mi hanno convinto ad entrare a far parte della loro squadra”. Cosa consigli alle ragazze che come te vogliono entrare nel mondo della moda e spettacolo? “Di prepararsi seriamente seguendo dei corsi con professionisti di non illudersi mai e comunque di finire la scuola”. Se dovessi identificarti in un colore quale sceglieresti e perché? “Beige, perché è il mio colore preferito nell'abbigliamento, invece il blu, colore del mare, rappresenta per me l'infinito”. La tua paura più grande e la cosa di cui non puoi fare a meno? “A livello esistenziale temo di rimanere da sola senza i miei affetti più cari. Infatti non potrei vivere senza l'amore del mio ragazzo Matteo, della mia famiglia

e degli amici”. Il periodo dell'anno che più preferisci? “La mia stagione preferita è l'estate perché sono libera, senza impegni e vivo a 360 gradi la mia gioventù con i miei amici, godendo al massimo del sole e del mare”. Il rapporto con i tuoi genitori? Appoggiano questo tuo sogno di entrare nel mondo dello spettacolo? “Sono abbastanza soddisfatta del rapporto che intrattengo con i miei genitori perché sono molto attenti alla mia educazione ma nello stesso tempo sono comprensivi e amichevoli. In genere assecondano i miei desideri ma prendiamo sempre le decisioni importanti dopo grandi discussioni. Per quanto riguarda la moda approvano la mia decisione di entrare nel mondo dello spettacolo ma comunque mi guidano nelle mie scelte”. un momento della tua vita che ricorderai per sempre? “Un giorno particolarmente importante per me è stato il mio 18° compleanno festeggiato a Gennaio di quest'anno in-

sieme a tutte le persone più care. In quell'occasione ho ricevuto in dono l'anello di fidanzamento da parte del mio ragazzo”. Come ti vedi tra dieci anni? Spero di aver concluso gli studi universitari di medicina o di lavorare nel mondo dello spettacolo come attrice o modella e di essere felice nell'ambito della mia vita privata”. Per entrare a far parte del progetto GP Model Management, info 329.7252577 – management@gpmagazine.it Credits Modella: Emily Macaluso per GP Model Management Photographer: Erika Di Tullio Art director: Corrado Pinci Stylist: Annalisa Bellia hair style: Fabio Pellegrino (Capelli manager, San Cesareo, Rm) Make up: Naima Ienne Location: Park Hotel Villa Ferrata Grottaferrata (Roma)

emily Macaluso

Sognare sì ma con i piedi a terra 33


Ilaria

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andamento è fiero e i modi sono eleganti, ma questo forse è un po’ quello che ci si può aspettare da Ilaria Venturini Fendi. Quello che forse, sulle prime, non ci si aspetta è quella sua naturale dimestichezza con gli animali e quel profondo amore per la natura, entrambi molto forti e capaci di indirizzare molte delle sue scelte professionali e di vita. A partire da quella di acquistare, proprio alle porte di Roma, la tenuta I Casali del Pino, un posto incantevole, ricco di storia e di storie che Ilaria ha deciso di riportare all’antico splendore e che sembra averle restituito pace, tranquillità ed un equilibrio vincente. E’ proprio lì che la incontriamo la prima volta, gli occhi profondi ed intensi, l’entusiasmo è palpabile, ci mostra il fiume che vorrebbe bonificare, l’arco etrusco, gli animali, la sua terra e poi il laboratorio di Carmina Campus il marchio di accessori e borse legato al riciclo dei materiali a cui Ilaria ha dato vita da alcuni anni. E’ da quella terra, che ama profondamente, che partono le sue idee legate all’agricoltura biologica, alla salvaguardia ambientale e alla sostenibilità, è lì che ama stare a pensare e a lavorare. Lasci l’azienda di famiglia e sposti la tua vita attorno a “I casali del pino”. Dalle stelle alle stalle, come alcuni hanno scritto, una frase che riferita alla tua vita sembra averla migliorata, almeno in qualità. e’ così? “Oggi poter cambiare la propria vita è un grande lusso. Siamo fagocitati dal tempo e non ci rimane neanche un istante per pensare. Io, invece, ho avuto la possibilità di fermarmi a riflettere e l’ho fatto in questo posto meraviglioso, che mi ha rigenerata. Quando ho lasciato l’azienda di famiglia l’ho fatto con convinzione, per non tornare indietro, decisa a cambiare la mia vita e a fare ciò che avrei sempre voluto fare, stare in mezzo alla natura e agli ani-

“La terra

mali, come avevo fatto quando era molto piccola, nell’azienda agricola che apparteneva a mio padre, nei pressi di Rieti. Fu proprio mio padre ad instradarmi e a trasmettermi un forte amore per la natura, la passione per i cavalli e tutto il resto. Poi purtroppo lui morì che era molto giovane e la mia vita prese un’altra piega. E’ arrivato il mio lavoro nell’azienda di famiglia, nell’ufficio stile Fendi, che ho amato molto e dove sono cresciuta circondata da designer abili, ereditando la brillante creatività di mia madre. Ma sentivo che quel luogo non mi apparteneva e così ho iniziato questa mia avventura, ho fatto un corso da imprenditrice agricola e dopo aver trovato questo posto mi sono fermata un po’ a riflettere e a lavorare. E così durante un inverno più lungo, quando la terra si riposa ho sentito di nuovo il desiderio di tornare al mio lavoro, legato alla moda, ma in maniera diversa e senza rendermene conto è nata 'Carmina Campus' e il cerchio finalmente si è chiuso”. un equilibrio meraviglioso… “Direi di sì, è come se l’eredità di mia madre e di mio padre si fossero ad un certo punto fuse e perfettamente integrate e da quel momento in poi i miei impegni lavorativi, le mie passioni e la mia vita non hanno più smesso di viaggiare sullo stesso binario, completandosi”. Che cosa è Carmina Campus? “E’ un progetto legato al riciclo e riuso di materiali, per una creatività sostenibile, grazie al quale sono tornata a lavorare nel campo della moda, ma con un’attenzione forte e una sensibilità particolare alle cause ecologiche e umanitarie”. Proprio per Carmina Campus hai ricevuto il primo World Fashion Grand Prize per la categoria ethical Fashion Design. Di che cosa si tratta? “E’ un riconoscimento che va a chi opera nel settore moda innovando, in

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senso etico e sostenibile, la propria impresa, ed io sono stata giudicata un precursore in questo ambito. La moda per così dire etica è sempre legata al cheap e al mercato equo solidale, in Carmina Campus ho voluto portare il mio know how legato alla mia esperienza in Fendi creando l’alta moda del riciclo”. Perché questa tua attenzione al riciclo? “Viviamo in un periodo di grande cambiamento, dove pensare a soluzioni per il futuro dovrebbe essere un dovere e un impegno per tutti. Eco-sostenibilità, lotta all’inquinamento e uso di materiali riciclati, dovrebbero perciò diventare per ognuno di noi una vera e propria filosofia di vita”. tra le altre cose anche l’idea di un vino di famiglia. non ti riposi mai? “In realtà diversi anni fa acquistai un terreno sulla punta dell’isola di Ponza, un posto meraviglioso, che si può raggiungere a piedi o con un mulo. Il terreno si chiamava della Buonanima ed il vino che produciamo, per uso personale, si chiama proprio “Vino della Buonanima”. Si è appena conclusa la IV edizione di Floracult, un’occasione per parlare di salvaguardia ambientale, sostenibilità e passione per il verde, oltre che di artigianato, ecologia ed architettura ambientale. Raccontaci come è andata. “Molto bene, ma non avevo dubbi, ogni cosa in questo tipo di manifestazioni va sempre al suo posto. A Floracult mi sento a casa mia, faccio da collettore tra le molte persone che, come me, amano la natura e la vita all’aria aperta. Sono stati tre giorni intensi ed interessanti e quest’anno è stato nostro ospite il professor Stefano Mancuso, che ha parlato dell’intelligenza delle piante. Ma ogni espositore, accuratamente scelto da me ed Antonella Fornai, curatrice della mostra, è stato importante e ha portato il suo prezioso contributo per questo bel successo”.


Venturini Fendi

mi ha rigenerata�

di Fabiola Di Giov Angelo

Dopo molti anni trascorsi nel mondo della moda Ilaria Venturini Fendi ha dato una svolta alla sua vita e ha deciso di mettere salde radici nella terra, diventando un’imprenditrice agricola, dedicandosi al verde e alla natura e portando avanti un progetto di design basato sul riuso di materiali. e ora è finalmente a suo agio in questa nuova veste

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laria Venturini Fendi con Roberto Ciufoli per il calendario "Walking in your shoes" dedicato ai Bambini Farfalla

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fai volare la ricerca! debraitaliaonlus.org

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Ilaria e Roberto per i bambini farfalla! bambinifarfalla.it

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una giornata speciale

MARIA BeneDettA BOSSI S

iamo arrivati alla quarta uscita del concept "Una Giornata Speciale". Ma per questa volta lascio spazio alla splendida creatura che si cela dietro a creazioni così particolari, luminose ed uniche. Dietro alle forme sinuose e a volte spigolose dai colori vivaci, si celano le mani di una persona davvero speciale: Maria Benedetta Bossi, un nome bellissimo e ve lo assicuro che è ancora più bella l'anima che lo porta. Vi pubblico qui la sua lettera inviata a me, dove si racconta. Questa volta rimando le interviste alle due belle modelle che gentilmente hanno posato per noi, Maria Manzillo e Adriana Mazzarini, entrambe dall'agenzia Zoe Models di Roma. Questa volta il servizio lo dedico a questa bella ragazza, dall'aspetto delicato e dolce ma forte e caparbia d'animo. La sua sensibilità va oltre ai gioielli che crea, perché è stata in grado anche come fotografa a dare una voce al silenzio dell'Aquila dopo la distruzione. Perché ha fatto anche questo, ha realizzato un reportage unico su ciò che è rimasto della splendida città. Maria Benedetta afferma: "Con la fotografia puoi dire ciò che hai negli occhi e nel cuore". Ha pienamente ragione, avendo visto tutte le sue immagini pubblicate nel libro di Immota Manet "L'Aquila tra patimento e speranza", Segni Edizioni Caserta. Sono immagini di struggente bellezza, raccontano le vite e le persone attraverso la loro sconvolgente assenza. Vi allego ciò che mi ha scritto così com'è. Buona lettura.

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Quarta parte del nostro fashion contest ideato dall'ex modella e fotografa Adriana Soares. Questa volta pubblichiamo una lettera scritta da Maria Benedetta Bossi, architetto e creatrice di gioielli, che ha voluto raccontare L'Aquila subito dopo quel terribile terremoto del 2009. Si è trovata lÏ e ha realizzato un servizio fotografico raccolto in una mostra di Adriana Soares

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Credits Photo: Adriana Soares Mua: Nuala Oliveira Art Director: Francesca De Natale Sifola Galiani Gioielli: Maria Benedetta Bossi Styling: Si ringrazia per la maestria e il genio di Gianni Sapone, che ha saputo improvvisare, si fa per dire, degli abiti meravigliosi per l'occasione, scolpendoli sui corpi delle modelle al momento, come se fosse stato mosso da una magia interiore, come diciamo noi, come se avesse della polvere di fata sulle mani, donandogli vita per il tempo di uno scatto. Modelle: ringrazio le due meravigliose modelle Maria Manzillo e Adriana Mazzarini, entrambe di Zoe Models (www.zoemodels.com), che hanno posato per noi con tanta pazienza e professionalitĂ . Ci hanno sopportato in mezzo ad un set animato non solo da creature a 2 zampe ma anche a 4 zampe. Sempre pronte ad assecondarci con un sorriso.

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“Cara Adriana, descrivere in due battute il mio lavoro risulta veramente complesso perché non so mai cosa dire riguardo a perché e per come. Io sono un architetto che vive a lavora a Napoli, sono italo-argentina, ho appena compiuto 40 anni, adoro l’opera lirica e i libri. Nella professione mi occupo del consolidamento di edifici storici e monumentali danneggiati da sisma. Apparentemente un argomento lontanissimo da quello che stiamo trattando, ma ciò che sono, ciò che faccio, cosa vedo si riflette inevitabilmente nei miei gioielli. Nel 2009 mi sono dovuta trasferire all’Aquila per via del terremoto e, da che dovevo rimanere solo un paio di mesi, ci sono stata praticamente più di tre anni. Tornando ai gioielli, posso dire che tutto è nato per gioco, per caso… Però le cose non accadono mai per caso (cosa di cui sono fermamente convinta). Improvvisamente, circa sette anni fa, mi sono trovata ad esporre le mie creazioni qui a Napoli, prima in una piccola galleria d’arte, il Penguin Cafè, successivamente nello showroom di Poltrona Frau. I gioielli, i bijoux, i monili, gli ornamenti in genere mi hanno sempre affascinata, vuoi per le loro strutture, vuoi per la molteplicità praticamente infinita di materiali con cui essi stessi possono essere realizzati, vuoi per le cromie di alcune pietre. Quando poi ho 'scoperto' di poter realizzare alcuni oggetti da sola, non mi sono più fermata (professione da architetto permettendo). In questi anni ho prodotto cose molto diverse ma mentirei nel dire che ho una fonte d’ispirazione ben precisa. Sicuramente ci sono dei periodi storici e delle correnti artistiche che in qualche modo influenzano il mio lavoro, mi riferisco ad esempio al barocco, all’Art Nouveau ma allo stesso tempo l’influenza può arrivare dal mio Vesuvio, dal golfo con il suo mare dai colori sempre diversi, dalla geometria e dalle strutture. Può apparire banale, ma il viaggiare e conoscere usanze e costumi diversi dai propri, non può non stimolare la creatività. E così si attinge da ciò che è la vita comune, in tutte le sue sfaccettature, per creare oggetti nuovi. In questo modo vengono fuori abbinamenti forse azzardati, nelle forme, nei materiali, nei colori, ma che riescono a trovare una loro armonia. Ciò permette di spaziare veramente senza chiedersi o porsi limiti nell’accostare un materiale 'nobile' ad un materiale 'povero'. Le pietre dure, il legno, le resine, il vetro, i cristalli, il feltro, le perle, l’argento, il corno e la pelle diventano un unico materiale da cui tirar fuori nuove cose. E proprio perché le possibilità si moltiplicano è molto difficile che replichi pedis-

sequamente un oggetto. Al massimo posso replicarlo in due o tre esemplari, ma non di più. Mi piace conservare questa veste artigianale e di unicità perché ho sempre il desiderio di andare avanti con un altro lavoro. Come dicevo prima, mi sono trasferita all’Aquila nel 2009 per seguire, in fase di emergenza, la costruzione di edifici che avrebbero ospitato la popolazione sfollata e in seguito per il restauro della cupola della basilica di San Bernardino da Siena. Qui ho trovato una città profondamente ferita dall’evento sismico. Le immagini che si susseguivano in televisione, nei giorni successivi a quella tremenda notte, riuscivano solo in minima parte a restituire la reale entità dei danni e del profondo disagio in cui la popolazione aquilana e dei comuni limitrofi si è venuta a trovare in 44 secondi e che oggi, a distanza di quattro anni, continua a vivere. Danni al patrimonio abitativo spaventosi, chiese e palazzi come sventrati e colpiti a morte, automobili schiacciate da cumuli di macerie, il paesaggio urbano stravolto e l’assoluto silenzio. Gli unici rumori che si sentivano erano quelli dei mezzi dei vigili del fuoco, che instancabilmente hanno lavorato per soccorrere la popolazione prima e garantire, in seguito, la sicurezza di tanti edifici e l’accessibilità alle strade principali. Tutt’intorno le tendopoli. Ciò non accadeva solo a L’Aquila, ma anche nei tanti comuni limitrofi, di cui a livello mediatico, si è saputo poco o nulla. In questo contesto mi sono trovata a scattare moltissime fotografie che, per motivi professionali, ritraevano prevalentemente i danni degli edifici e delle chiese. Ma queste foto erano diverse da tutte le altre che avevo scattato, in simili occasioni, in altri luoghi dove il sisma aveva lasciato i suoi tremendi segni. A L’Aquila i danni non erano solo quelli esteriori di tipo materiale e strutturale, ma erano e sono tutt’ora soprattutto immateriali e alludo alle ferite dell’animo, forse ben più profonde. Pur non essendo una fotografa professionista ho dedicato gran parte del mio tempo libero a documentare tutto ciò che mi circondava, perché solo camminando nell’assoluto silenzio interrotto solo dai miei passi tra le macerie, tra edifici sventrati e in situazioni al limite della sicurezza potevo, in minima parte, comprendere lo smarrimento, il buio, il dolore, il cambiamento radicale delle vite di tante persone. Ero lì per aiutare

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a ricostruire, a restaurare, ma non bastava. Dovevo dare un altro senso ancora della mia presenza in quei luoghi. E’ nata così, nel 2010, una mostra fotografica che si è tenuta nel Palazzo Reale di Napoli, per poter raccontare cosa fosse accaduto all’Aquila a seguito del terremoto. La fotografia ha rappresentato, nel mio piccolo, il mezzo attraverso il quale riportare una realtà di estremo dolore e disagio a chi non ha vissuto un’esperienza così tremenda e mantenere alta l’attenzione sulla città dell’Aquila e sui suoi abitanti. In questi anni che ho trascorso all’Aquila ho dovuto abbandonare la creazione dei miei monili perché il lavoro mi assorbiva completamente e le condizioni al contorno avevano letteralmente bloccato il processo creativo. Ma rientrata a Napoli mi sono rimessa all’opera, questa volta con visione del tutto nuova di ciò che mi circonda. Il senso di distruzione, desolazione, silenzio trovo che qui sia bene espresso. Questa mostra si intitolava 'Immota Manet, L'Aquila tra patimento e speranza'. Era composta da 50 fotografie, divise in 6 temi differenti: la città, gli edifici, le chiese, gli interni, i frammenti e le opere opere provvisionali. Come puoi vedere dal catalogo è come una sorta di volo dall'alto verso la città, guardandola prima nella sua estensione, poi nei singoli elementi che la compongono cioè le chiese e i palazzi, poi le foto degli interni di questi, i frammenti di edifici, di vita quotidiana, e tutto questo tenuto assieme dalle opere provvisionali, cioè i puntellamenti fatti dai vigili del fuoco. In poche parole questo era il percorso che attraverso le immagini, a 'zoommare' si faceva nella mostra. Questa mostra è stata poi ospitata a Viterbo e a Milano. Inoltre il Comune dell'Aquila mi ha concesso il patrocinio e ti confesso che è stato importantissimo per me. Ho visto questa cosa come il riconoscimento del mio lavoro da parte della città dell'Aquila e forse è stato il riconoscimento più grande”. Maria Benedetta Bossi


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Model: Elisa Romanelli Make Up Artist: Giulia Remoli Fashion Designer: Noemi Ferri Photographer and Postproducer: Amarillis Cargnin

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Eros,

l’importanza dell’attesa di Fabiola Di Giov Angelo

Con il tramonto dell’sms e l’ascesa di WhatsApp sembra si siano dissolti il mistero e l’attesa in amore, svilendo un po’ la fase del corteggiamento. ne parliamo con il dottor Marco Rossi

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on c’è che dire, i tempi dell’attesa in amore sono cambiati. E non si tratta soltanto della tendenza a bruciare le tappe che porta ad avvicinarsi al sesso da subito, ma di un nuovo meccanismo che si è innescato nel corteggiamento e nella comunicazione amorosa e che utilizza modi e soprattutto tempi molto diversi dal passato. Il codice del corteggiamento amoroso, infatti, è stato più volte stravolto negli ultimi anni dalle innovazioni tecnologiche, un esempio fra tutti è WhatsApp che ha trasformato in poco tempo il caro vecchio sms in qualcosa di raro e un po’ sorpassato. E’ ovvio che se la comunicazione amorosa diventa diretta, veloce e senza filtri il comportamento che ne consegue sarà altrettanto diretto, a danno però del mistero e di quella sfuggevolezza che costituiscono il sale del rapporto amoroso. Ne parliamo con il dottor Marco Rossi, sessuologo e psicoterapeuta. “Sicuramente le nuove tecnologie hanno snaturato il gioco della seduzione - risponde il dottor Rossi – anche perché con l’iper-velocizzazione tecnologica viene effettivamente a mancare un tempo dedicato alla seduzione. La scomparsa dell’sms, oltre ad abbattere i costi, ha ridotto e abbattuto l’attesa della risposta, con buona pace, soprattutto degli uomini, che abituati alla praticità non devono più subire attese e giochi lenti di seduzione. D’altra parte – aggiunge Marco Rossi – anche le donne hanno modificato moltissimo il proprio atteggiamento, trasformandosi da sfuggenti a cacciatrici e diventando, secondo un recente sondaggio, le principali fruitrici dei mezzi tecnologici. La seduzione in questo modo è sempre meno valorizzata – conclude Rossi – chiaro esempio è la popolarità di servizi dedicati alla cura delle relazioni tra utenti Facebook, come ‘Bang with friends’, che consente di selezionare una lista di amici con i quali si desidera passare una serata piccante, lista che rimane totalmente anonima fino a quando entrambi gli interessati non esprimono reciprocamente la loro scelta, evitando così qualsiasi forma di delusione e l’imbarazzo del rifiuto”.

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ecco perché ci ammaliamo di Stefano Marzi

Studi fatti da medici e scienziati hanno evidenziato l'importanza dell'equilibrio acido-base nella dieta moderna e collegato le principali cause di molte malattie, dell'invecchiamento e dell'eccesso di peso, con l'eccesso di acidità del nostro corpo

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no dei principali compiti del corpo umano consiste nel bilanciare costantemente l'acidità e l'alcalinità. Noi ci nutriamo per ricavare l'energia necessaria per le nostre funzioni vitali e il cibo che consumiamo brucia insieme con l'ossigeno delle cellule per produrre energia. Dopo la combustione il cibo si trasforma in residui acidi che le cellule riversano nel circuito sanguigno. Per sopravvivere il nostro sangue e le nostre cellule devono essere leggermente alcalini (il nostro sangue arterioso ha un PH che può variare tra 7,30 e 7,45). Il nostro corpo elimina questi residui acidi con l'urina, la respirazione ed il sudore, ma a volte non è sufficiente in quanto la nostra alimentazione è prevalentemente acida. Se il nostro corpo può mantenere questi residui senza diluirli, li può anche trattenere per un periodo illimitato, senza andare ad influire sul PH del corpo, e li deposita nel sangue, nelle articolazioni, nei tessuti e ciò può incrementare il grasso corporeo. Il peso eccessivo, il colesterolo, i trigliceridi, i dolori articolari possono essere il risultato dell'eccessiva acidità del nostro corpo (quindi della necessità dei residui acidi di avere uno spazio di deposito). I residui acidi (colesterolo, trigliceridi, ecc..) che si trovano all'interno dei vasi sanguigni sono, come tutti sappiamo, una delle principali cause delle malattie cardiovascolari (ictus, infarti, ecc..). In assenza di una quantità sufficiente di minerali alcalini nella nostra dieta il corpo non ha scelta e usa un altro sistema per tamponare gli acidi: sottrae il calcio dalle ossa per neutralizzare questi acidi. L'importanza di bere acqua alcalina ionizzata L'alimentazione è molto importante per prevenire tutti questi problemi, quindi è molto salutare scegliere gli alimenti con poca acidità, con pochi zuccheri e grassi e consumare quantitativi elevati di ve-

getali. Per tamponare l'eccesso di acidità e rimanere in salute è utile bere acqua alcalina elettroenergetica ionizzata. Quando il corpo è sovraccarico di acido, scende il livello di ossigeno, il sangue è messo alla prova e il corpo inizia ad eliminare il calcio dalle ossa per equilibrare questo disequilibrio. Questo può portare alla carenza di calcio, all'osteoporosi e a molti problemi di salute connessi, obesità inclusa. Il cibo acido crea l'atmosfera perfetta per molte malattie. Nella sua disperata missione di salvataggio delle cellule dalla distruzione, il corpo crea cellule grasse dove poter depositare l'eccesso di acido. Queste cellule di grasso e la cellulite tengono lontano l'acido dagli organi. Il più delle volte, appena nel corpo si ristabilisce lo stato alcalino si migliora lo stato di salute. L’acqua alcalina elettroenergetica ionizzata, bevuta regolarmente, dissolve i residui acidi del corpo e aiuta ad eliminarli tramite l’urina, la sudorazione e la respirazione. L’acqua alcalina elettroenergetica ionizzata è antiossidante, ossigena le cellule, equilibra il Ph del corpo ed è un potente idratante, penetrando velocemente nei tessuti. La terapia utilizzata sia con l'acqua alcalina elettroenergetica ionizzata per via interna, che con l'acqua acida per uso esterno, è stata riconosciuta come “Trattamento Medico” valido in Giappone dal 1960 ed è praticata in molti dei più grandi ospedali. Da anni l'acqua ionizzata alcalina rappresenta un elemento fondamentale dell'assistenza sanitaria in Giappone ed in Corea. Viene usata negli ospedali e raccomandata ufficialmente dai ministeri della sanità. Nel Giappone l'acqua ionizzata alcalina è considerata un antiossidante molto efficace. Grazie ai suoi evidenti vantaggi è stata riconosciuta mondialmente. Dopo molte ricerche

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scientifiche effettuate in Giappone, si è appurato che l'acqua ionizzata metta a disposizione dell'uomo più ossigeno ed energia. In modo eccellente l'acqua ionizzata alcalina equilibra il nostro bilancio acido–base e crea con queste misure i presupposti per la nostra salute. I SIntOMI InIZIALI DeLL'ACIDItA' neL CORPO Acne - Irritabilità - Dolori muscolari Mani e piedi freddi - Giramenti di testa - Mancanza di energia - Dolori articolari - Allergie alimentari - Sensibilità alle sostanze chimiche - Crampi muscolari Iperacidità - Attacchi di panico - Mancanza di libido - Gonfiore - Diarree - Stitichezza - Mal di testa - Tachicardia Gusto metallico in bocca - Stanchezza mattutina - Lingua sporca - Eccesso di muco. I SIntOMI InteRMeDI DeLL'ACIDItA' Herpes - Depressione - Perdita di memoria - Perdita di concentrazione - Emicranie - Insonnia - Asma - Bronchite Febbre alta - Otite - Infiammazioni - Infezioni virali - Infezioni batteriche - Infezioni urinarie - Impotenza - Uretrite Cistite - Gastrite - Funghi - Colite - Psoriasi - Sinusite - Caduta capelli - Ipertensione. I SIntOMI AVAnZAtI DeLL'ACIDItA' neL CORPO Malattia di Crohn - Schizofrenia - Difficoltà di apprendimento - Lupus – Artrite reumatoide - Sclerosi multipla Leucemia - Tubercolosi - Diverse forme di cancro. I dati sono estratti dalla rivista scientifica "Ion Life Detox News nr. 7/2004", che spiega perché ingrassiamo, ci ammaliamo e invecchiamo. Associazione Punto Benessere Alcalino via Ciro Menotti, 20 Villanova di Guidonia (Roma) tel. 0774.554670 - email: info@associazionebenesserealcalino.it www.associazionebenesserealcalino.it


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L’estate

in una stanza

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Blu, acquamarina, azzurro, ma anche arancio, giallo e ocra i colori che con la bella stagione amiamo di più nel nostro bagno

i sono colori che in estate sembrano regalare una sensazione di fresco e pulito, primo fra tutti il blu, che rispetto agli altri è quello più usato nelle case al mare, ma anche l’acquamarina e i più radiosi colori dell’arcobaleno. Colori in grado di regalare una piacevole sensazione di rilassamento, di rasserenare lo spirito e che soprattutto nella stanza da bagno offrono piacevoli sensazioni e rendono l’ambiente ospitale e rigenerante. Per cui nel bagno accanto ai colori freschi come il blu, l’azzurro e l’acquamarina che inducono alla tranquillità e alla quiete l’ideale è aggiungere accessori ed elementi colorati di giallo, arancio e rosso, in grado di scaldare e vivacizzare l’ambiente.

di Fabiola Di Giov Angelo

Rexa Design, Opus, www.rexadesign.it

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Maiuguali, Tenda doccia, www.maiguali.it

Maiuguali, Beso Bandera, www.maiguali.it

Artceram, Cartometro, www.artceram.it

Artceram, fontana blu avio, www.artceram.it

Villa Buti, Acqua Marina, www.villabuti.com

Maiuguali, Cherry scopino, www.maiuguali.it

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Comodamente Belle, comode e funzionali, tanti modi diversi per stare comodi di Fabiola Di Giov Angelo

Girevoli Sgabelli comodi e pratici, capaci di coniugare la lavorazione manuale all’innovazione e al design piÚ moderno. www.fasem.it

Imbottite Sedie dalla seduta imbottita, che utilizzano rivestimenti tessili e in pelle per ambienti eleganti e confortevoli. www.twils.it

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seduti su‌

Leggeri Sgabelli dalla struttura resistente e suggestiva da combinare in modi diversi e legare ad ogni stile di arredamento per caratterizzarne l’identità. www.greensrl.it

Versatili Sedute che per la loro conformazione possono avere tante destinazioni diverse, funzionali in ogni occasione. www.fasem.it

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LA CIuMMACAtA Monterotondo Dal 21 al 23 Giugno 2013

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Monterotondo, secondo una antica tradizione che i vecchi ricordano bene, nella “NOTTE DI SAN GIOVANNI”, ricordata anche come “LA NOTTE DELLE STREGHE”, si mangiano lumache cucinate sapientemente in bianco, in umido e con ricette diverse. Gli abitanti del paese si ritrovano insieme per il consumo gastronomico delle lumache o “ciummache”, in dialetto monterotondese, tra una risata, una battuta e un ballo in piazza, per una serata spensierata passata in allegria. Oggi, a differenza delle antiche tradizioni, la qualità della lumaca viene garantita e certificata in quanto proveniente da allevamenti qualificati, nutrita esclusivamente di vegetali selezionati e mantenuta in condizioni igienico-ambientali controllate. Questa festa è molto partecipata dalla popolazione tanto che molti monterotondesi hanno contribuito con poesie dialettali. La più nota è quella di Aldo Vitali, scritta nel 1981: “S. Giuvanni Montretunnese”, messa poi in musica e diventata inno della festa: “San Giuva' che si giratu su e gno' pe' 'ssi paisi, dimme 'n po' che si trovatu 'mezzu a 'ssi Montretunnisi. Tuttu s'è remmoticatu tuttu cambia co' 'n menutu, solo tu nun si cambiatu ma si sempre lu benvenuto”. Il programma sarà ricco di musica, balli e giochi popolari. Allo scoccare della mezzanotte di sabato si parteciperà al caratteristico “ROGO DELLA STREGA “. Nei giorni della festa, che si svolgerà in Passeggiata (Viale B. Buozzi), verranno servite, oltre alle lumache, altre pietanze per soddisfare tutti i palati, in un ambiente caratteristico, affiancato da un mercatino di prodotti tipici e oggetti di artigianato. In tutti e tre i giorni verranno allestiti un mercatino e vari stand gastronomici, attraverso i quali è possibile gustare prelibatezze eccezionali e le lumache cucinate in tutti i modi possibili. E a questo si aggiunge l'intrattenimento, curato nei minimi particolari, con tutte e tre le serate all'insegna della musica dal vivo, con la possibilità di gustare la cena completa. Ricordate: Monterotondo, 21-22-23 giugno.

ASSOCIAZIOne PRO LOCO Piazza Roma, 00015 Monterotondo tel: 06/90622552 info@prolocomonterotondo.it prolocomonterotondo@libero.it

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AGRItuRISMO VALLe tAMAntInA, ReLAx neL CuORe DeLL'uMBRIA

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agriturismo Valle Tamantina nasce nel cuore verde dell’Umbria, a circa 6 Km da Bevagna, cittadina medioevale, nel circondario di Assisi, Spello, Montefalco, Foligno e Spoleto. La tranquillità del luogo ed una calda accoglienza fanno di una vacanza un’occasione unica per godere della genuinità del mondo rurale, in cui ogni stagione offre colori e profumi sorprendentemente mutevoli ed unici nel loro genere. I due casolari in pietra, opera di ristrutturazione di due vecchie case coloniche, sono suddivisi in appartamenti bilocali indipendenti e confortevoli (sono composti da camera matrimoniale, servizi privati, soggiorno con prontoletto matrimoniale ed angolo cottura attrezzato). In questo angolo incontaminato si possono fare escursioni a piedi o in mountain bike lungo i sentieri nella pineta ed incontrare gli animali che regnano nel sottobosco (lepri, fagiani, scoiattoli, istrici e tassi) e raccogliere i tesori di stagione (le cicorie selvatiche, i funghi, gli asparagi e le more). A disposizione degli ospiti ci sono la piscina (per adulti e bambini), solarium con lettini e sdraio, le mountain bike, un ampio giardino con giochi per i bambini, un barbecue, spazio esterno attrezzato, un locale di ritrovo. Potrete condividere con noi i lavori nei campi, avendo la possibilità di assistere e partecipare alle attività agricole, come la raccolta delle olive. Durante il vostro soggiorno potrete provare il piacere di raccogliere la frutta dagli alberi e nel periodo estivo di raccogliere i prodotti dall'orto a vostra disposizione, per preparare gustosi piatti. L’agriturismo sorge a 350 metri di altitudine, su un podere di 10 ettari coltivati biologicamente; in azienda si produce prevalentemente

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA (le olive vengono raccolte a mano e spremute a freddo), FARRO, CECI, LENTICCHIE, FARINE. Potrete incontrarci in vari mercatini enogastronomici regionali a cui partecipiamo, esponendo i nostri prodotti, che potrete assaggiare, così come potrete farlo durante il vostro soggiorno a Valle Tamantina; potrete inoltre vedere i campi coltivati di farro, lenticchie, ceci, passeggiare nell’oliveto o nel vigneto, che nel periodo autunnale assume un colore rosso di molte sfumature, caratteristico delle foglie di sagrantino, il vitigno autoctono più conosciuto. Gli olivi (circa un migliaio, di varietà moraiolo, leccino e frantoio) sono i protagonisti principali della nostra azienda agraria, circondati da pini, querce e campi coltivati. Le più importanti città dell’Umbria sono facilmente raggiungibili per una vacanza tra i tesori dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia. Non perdetevi lo spettacolo del cielo stellato di Valle Tamantina, il lampeggiare di mille e più di mille lucciole nelle notti d'estate, il canto di grilli e cicale e la tranquillità di un luogo immerso nel verde di olivi e boschi. Agostino, Argentina e Laura vi aspettano con tutta la loro grande cordialità e ospitalità. Via Valle tamantina, 3 – Bevagna (Perugia) tel./Fax (+39) 0742.361228 – cell. 339.3751866 www.valletamantina.it – agriturismo@valletamantina.it – www.facebook.com/Valletamantina

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Mr Stubbs

una protesi per sopravvivere

© Foto gentilmente concesse da Kika Press

ha nove anni ed è un alligatore che da piccolo aveva perso la coda dopo uno scontro con un esemplare adulto

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ell’immaginario collettivo ormai siamo abituati a persone che tornano a camminare o ad afferrare oggetti grazie a stupefacenti protesi che sostituiscono arti o parti di essi, perse per malattia, incidenti, malattie congenite etc.. così come avviene nel mondo “umano”, succede ed è successo nel mondo “animale”. Per quanto possa suonare strano, parliamo di una protesi che ha salvato la vita ad un animale: Mr Stubbs è un alligatore di 9 anni che ha perso la coda quando, da cucciolo, si è scontrato con un esemplare adulto e ha avuto la peggio. Nel 2005 il rettile faceva parte di un carico di animali esotici importati illegalmente, requisito in Arizona. Tra tutti gli animali recuperati lui è stato l'unico a non aver trovato una casa, per la sua menomazione, ed è stato quindi portato alla Phoenix Herpetological Society. Senza la sua appendice Mr. Stubbs non è in grado di nuotare e quindi di sopravvivere in libertà. Russ Johnson, presidente della società, ha contattato il Core Institute, Center for Orthopedic Research and Education in Arizona, e grazie all'aiuto di Justin Georgi, specialista della locomozione e dei rettili, e al contributo della Midwestern

University ha trovato una soluzione. Gli scienziati hanno usato un computer 3D per il progetto, e della gomma in silicone per creare la coda artificiale. Grazie a un complesso sistema chiamato motion capture, basato su marcatori riflettenti e telecamere a infrarossi che riprendevano l’alligatore durante tutto il giorno, è stato possibile monitorare costantemente i movimenti dell'animale e sulla base di quelli costruire una coda con materiali di lattice a base di silicio che fosse adatta a lui. Il primo tentativo è fallito, Mr Stubbs è sprofondato in acqua. Ma dopo qualche aggiustamento ha iniziato a galleggiare. E questo è già un gran bel traguardo. Primo rettile al mondo ad indossare una protesi, ora Mr Stubbs deve imparare a utilizzare la nuova estremità, ma, considerato che la vita media di un alligatore supera gli ottant'anni (senza rischiava di non arrivare ai 20), ha davanti a sè ancora tanto tempo per trovare la necessaria dimestichezza. Secondo gli esperti nel corso della sua vita l'animale avrà bisogno di almeno una trentina di protesi, che si adegueranno mano mano alla sua crescita, ma potrà vivere una vita “normale” accanto ai suoi simili. di Camilla Rubin

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di Claudio testi

Fabio Campoli Il buongustaio sulla bocca di tutti

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angiar bene e con gusto, strizzando un occhio alla salute, è possibile. Dipende solo da noi e da chi simpaticamente e amichevolmente ci può regalare, condividendoli, consigli semplici ed efficaci. Siamo andati a trovare, nel cuore del Circolo dei Buongustai, un volto molto familiare e, ed è proprio il caso di dirlo, sulla bocca di tutti: lo chef Fabio Campoli. Fabio, tu che hai la mission di far scoprire o riscoprire la genuinità e la bontà dei sapori con grande simpatia e semplicità mediatica, come è nata e quando hai scoperto questa tua passione che nel tempo si è trasformata in arte che delizia i palati? “La mia passione nasce dalle radici della mia famiglia di tipo matriarcale, dove la mamma e la nonna sono importantissime, come basilari sono tutti i prodotti della terra e dell’agricoltura. Praticamente da quando sono nato ho imparato a conoscere la materia prima, quella buona, seguendo sempre di più le mie nonne, grandi cuoche. Passavo tantissimo tempo vicino a loro in cucina. Ricordo il profumo del forno a legna, la preparazione delle conserve, ecc. Da lì, pian piano, sentivo sempre di più l’esigenza di crescere e la voglia di indipendenza e di iniziare

a lavorare. Quest'anno festeggio la 27esima primavera di attività. Ricordo quando ho cominciato nei bar e da allora mi sono sempre lasciato guidare dal destino”. Qual è stato l’appuntamento più importante che ha dato una svolta alla tua vita? “Ho incontrato dei veri maestri che hanno saputo insegnarmi le basi e mi hanno lasciato il testimone. In poche parole, ho avuto la fortuna e la sensibilità di aver individuato le persone giuste al momento gi usto, che hanno indicato la strada da percorrere e cambiare il rapporto con la cultura facendomi capire che questo non era solo un mestiere tanto per guadagnarsi il pane, ma un mestiere da fare con grande passione e il rispetto per se stessi, per il cliente, per il commensale. L’input che posso dare, specialmente ai più giovani, è quello di non guardare troppo all’aspetto economico quando si inizia ma alle persone che ti arricchiscono con il sapere e con l’esperienza che superano qualsiasi valore in denaro”. Quanto è importante pensare ed essere positivi? “Chi fa il cuoco o lo chef deve essere assolutamente ottimista e capace di risolvere i problemi, cosa che insegno ai ragazzi. Sicuramente, il cuoco non lavora e pensa nello stesso mo-

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mento. Quello che fa lo ha anticipato la sua testa, almeno quindici o venti minuti, se non un'ora prima, quindi il pensiero, il pensare e il fare e poi l’evoluzione che c’è”. Come nasce il fenomeno Fabio Campoli? “Sono nato come cuoco e sono diventato chef - cuoco buongustaio, questo in nome della tradizione che viene resa moderna. Tredici anni fa ho avuto l’idea, che presto si è trasformata in realtà, di aprire 'Il Circolo dei Buongustai', pensando che il cuoco potesse essere l’espressione di un nuovo mondo non solo nei ristoranti. E’ bello sapere che attorno a noi c’è un grande movimento. Il cuoco che va ad occupare tante caselle, consulenza industriale, formazione del personale, promozione, immagine, still art, design, produzioni cinematografiche, comunicazione, quello che il cuoco una volta faceva per secondo mestiere per noi è diventato un affiatato gruppo di lavoro con tante competenze”. Fabio, quali sono i progetti mediatici che stai portando avanti con grande successo? “Oltre i quattordici anni di grandi soddisfazioni in Rai, mi è stata data la possibilità di condurre 'La mia cucina all’italiana', una nuova rubrica in onda tutti i giorni alle 11,10 su Rete 4 nel corso del programma 'Ricette all’italiana' con Davide Mengacci. Il venerdì su Radio 1, nel corso del programma 'Bao-

bab', faccio le mie ricette in musica, poi una web tv del benessere e su Sky anche 'Easy Baby', le mie ricette della salute. Come progetti editoriali ho fatto diversi libri, ora ne stiamo rilavorando uno con la famiglia Tognazzi. Poi ho un'altra rubrica tutte le mattine su Radio 1 dedicata alle colazioni, da cui è nato un libro 'Il mattino ha l’oro in bocca', che anziché dare ricette, consiglia abbinamenti per fare merende, in particolare per i bambini”. e di altre forme di collaborazioni in tv e al cinema? Anche in questo campo, tanti anni di esperienza, da cui è nata una specializzazione iniziata dalla tv quando fui chiamato in Rai per fare gli allestimenti nella trasmissione medica 'Check up'. Poi da lì diventai anche uno chef in video ed iniziai a fare piatti di scena. Ho collaborato a Cinecittà con alcune case cinematografiche, poi ci siamo addentrati nello still life fotografico. Recentemente abbiamo lavorato in un film di Ridley Scott, in precedenza con Woody Allen e altre produzioni”. Che ci vuole per educare piccoli e grandi ad una corretta e sana alimentazione? “Dobbiamo distinguere, da come ci nutriamo, in cui è importante farlo in modo sano, mangiare poco ma buono, partendo dalla scelta di ingredienti di qualità, a quando trasformiamo il mangiare in un rito, ad esempio, a me piace la sta-

gionalità, il buono, il consapevole, l’attento. Il buongustaio è anche colui che rispetta il prossimo e il buongusto non è solo quello che si sente al palato. Altra cosa, da anni cerco di promuovere la convivialità, quando è possibile, con gli amici e in particolare il ritrovarsi il sabato o la domenica con la famiglia magari per fare un semplice bel piatto di fettuccine”. Quanto è importante lo staff di Fabio Campoli? “E’ la base, l’unione. Fabio Campoli non è Fabio Campoli senza un bellissimo gruppo che condivide tutto, dai grandi sacrifici alle fantastiche soddisfazioni e gioie, partendo dai soci fondatori insieme a me, Armando Albanesi, Virginia Giusti, Patrizia Forlin. Poi intorno a noi quattro, c’è il bellissimo mondo di chi cura la comunicazione con Giusy Ferraina, e ancora, da chi fa le fotografie a chi sta in cucina fino a chi lava i piatti. Tutti, dal primo all’ultimo, collaboriamo per far sì che tutto sia di buongusto”. Pensi e realizzi tanti piatti belli e buoni, ma quel è il tuo preferito in assoluto? “Non c’è un piatto particolare ma in questo momento mangerei un bello spaghetto di media grandezza con asparagi selvatici resi leggermente croccanti assieme a poco guanciale, una sfumata di vino bianco secco anche dei nostri Castelli Romani e una spolverata di pecorino mezzano e... buon appetito!”.

Incontriamo uno degli chef più seguiti nel nostro Paese. Un talento assoluto del gusto, anche grazie al suo Circolo dei Buongustai e ad uno staff di prim'ordine

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ReAL ARt 2013 Mauro Stampatori

Nuovo appuntamento estivo con l'arte di , che presenta i suoi dipinti al "Forte Stella" di Porto Ercole (GR), dal 20 luglio all'11 agosto, con il patrocinio del Comune di Monte Argentario

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l talentuoso artista romano porterà in esposizione una selezione di opere, in parte già conosciute ed apprezzate dal grande pubblico, dal successo della mostra della scorsa estate a Castiglione della Pescaia, arricchita da alcuni nuovi dipinti ispirati alla generosità dei colori e dalle intense atmosfere, che solo Stampatori sa progettare sulle tele, e non solo. Non mancheranno le storiche opere degli esordi dell'artista, gelosamente custodite nel tempo, ma sempre richieste nelle esposizioni della sua arte. L'evento della mostra di Mauro Stampatori sarà incorniciato nella suggestiva ambientazione di "Forte Stella", che sovrasta il Comune di Porto Ercole e tutta la costa circostante dell'Argentario, con un panorama mozzafiato. La rigorosa severità ed imponenza della "location"

si sposa perfettamente con la vigorosa arte di Mauro Stampatori: l'antico ed il moderno si fondono, qualificandosi a vicenda in un connubio incantevole. Sarà per gli ospiti un privilegio poter visitare questa mostra, che regalerà bellezza allo stato puro, con l'intensa arte di Mauro Stampatori e l'inconfutabile regalità di "Forte Stella". InFO: 335 / 528.95.61 m.stampatori@gmail.com www.mauro-stampatori.com www.artgallerystudio.org (presente su Facebook e Linkedin) Forte Stella - Via Panoramica - Porto Ercole (GR) luglio / agosto tutti i giorni 18.00 - 22.00 www.sistemamuseo.it

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Otello Fabiani e Ha 86 anni e tante cose e aneddoti da raccontare. Frammenti di una Roma che non c'è più ma che vive nella sua mente e nel suo cuore. Ha diverse pubblicazioni all'attivo e di recente ha pubblicato una raccolta di sonetti in romanesco dedicati ai ponti di Roma di Silvia Giansanti i dice che il nostro Paese sia la patria di poeti e scrittori, tutto vero e se dietro la penna figura un simpatico nonnino romano di nome Otello Fabiani, allora non dobbiamo perdere l’occasione di apprendere da chi ha una storia e da chi la conosce fino in fondo. Otello è nato a Roma in zona Testaccio il 15 marzo del 1927 e all’attivo ha già diverse pubblicazioni tra cui ricordiamo “Quanno ce penzo” e “Dall’altra parte de lo specchio”, che gli hanno portato prestigiosi riconoscimenti. Adesso ha appena pubblicato un interessante inedito dedicato ai ponti di Roma in sonetto romanesco e il cui titolo è proprio “Ponti di Roma”. I disegni sono a cura del figlio Sergio Fabiani. Dottor Otello, quanto ha impiegato per realizzare questo libro? “Quasi due anni”. Da dov’è venuta l’ispirazione? “Siccome ho la biblioteca piena di libri riguardanti la storia di Roma, mi è capitato di leggere un libro sui ponti di Roma di Sergio Nelli il quale mi ha spronato così a fare un’opera immediata e spiccia ovviamente in stile completamente diverso, sotto forma di sonetto e poesia. Si parte da Ponte Flaminio fino ad arrivare a Ponte Marconi, passando per ultimo dal Ponte della Musica, inaugurato proprio quando stavo scrivendo il libro”. A quale di questi ponti si sente più legato e perché? “A quello dei Fiorentini, che non esiste più che era situato davanti alla chiesa omonima. Era di ferro con tavole di fortuna per passarci sopra e il cui accesso era possibile solo pagando un soldino. Ricordi di gioventù”. e quello attuale che le piace di più magari per fare una passeggiata? “Ponte Sisto, mi sento attratto per vari motivi storici”. Altri luoghi di Roma che ama? “La zona dello Stadio Olimpico, soprattutto quando vince la Roma. Ho abitato per molti anni sul Lungotevere delle Vittorie”. Cosa si augura di ricevere dalla pubblicazione di quest’opera? “Che venga conosciuta ed apprezzata da un pubblico che ami le cose immediate, attraverso le quali può conoscere curiosità e origini di quel ponte”. Chi l’ha aiutata nella stesura? “Ho fatto tutto da solo, la scrittura mi mantiene in forma”.

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i Ponti di Roma Per info e prenotazioni: 338/3145839 Otello.27@hotmail.it

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Antonio Monda Con serietà e stile A

ntonio Monda, scrittore e saggista italiano, vive e lavora a New York, dove insegna storia del cinema presso la NY University; collabora alla pagina culturale di Repubblica ed è critico cinematografico per la rivista dei libri “The New York Review of Books”. A New York è diventato un autentico protagonista della vita culturale americana con i domenicali brunch organizzati nella sua casa sul Central Park, salotto letterario all'ombra dei grattacieli. Antonio, ci tenevo in modo particolare a fare questa intervista sia per un motivo culturale che umano. Partiamo da quest’ultimo: perché sei a new York e come è iniziato il tutto? “Sono quasi vent' anni. Diciannove anni fa in questi giorni sono venuto qui perché avevo un progetto di un film che poi non si è fatto e cioè 'Taibele e il suo demone' di Isaac Bashevis Singer. Un grande racconto di cui avevo preso i diritti e in tre anni ho cercato di metterlo in cantiere ma non ce l'ho fatta. Nel frattempo però ho cominciato a insegnare e poi da lì è partita la mia carriera ed è quello che ora faccio”. Perché hai scritto "Il paradiso dei lettori innamorati? " e’ il seguito dell'altro tuo libro “La magnifica illusione...”? “Il seguito non direi, piuttosto una nuova puntata nel viaggio del cinema: io parlo sempre di viaggi. Quello era una raccolta di saggi di più di dodici anni fa, queste invece sono tutte interviste con persone importanti, di cui mi onoro di essere se non amico comunque di conoscere, alle quali ho fatto domande

Italiano di nascita, newyorkese di adozione. Nella “Grande Mela” insegna storia del cinema presso la NY University ed è diventato protagonista dei salotti letterari americani organizzati nella sua casa che si affaccia sul Central Park di Paolo Paolacci

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molto dirette, come faccio sempre: ditemi cosa vi piace, perché vi piace, cosa detestate e perché lo detestate. Senza giri di parole”. Di cosa ha bisogno il cinema di oggi? Alla fine ,a parte le tecniche è sempre l’immagine: che può essere a colori o in bianco e nero, o su pellicola o in 3D. “Il rischio del cinema oggi è che si inseguano gli effetti piuttosto che la sincerità; quindi ha bisogno di verità e sincerità, deve raccontare uomini e donne, emozioni, paure angosce, queste cose qua”. Ma tu hai un grande conoscenza della letteratura e contemporanea in particolare, tant’è che sono anche ospiti de “Il paradiso dei lettori innamorati”. Qual è in letteratura lo scrittore che oggi rappresenta più il futuro ? “Sono un grande estimare di due giovani che sono Nathan Englander e Colum McCann”. hai anche conosciuto lo scrittore premio nobel, Isaac Bashevis Singer, che peraltro c’entra anche con il titolo stesso del libro. Puoi dire qualcosa in merito a quello che ti ha rapito di lui? “Sì, l'ho conosciuto. Posso dirti che il giorno che siamo andati a trovarlo, la prima volta ho trovato un disordine, un casino. Cos'era successo? Si erano persi il diploma del Nobel e lui era furibondo perché la moglie non riusciva a ritrovarlo... Questo è il primo incontro che ho avuto con lui. Ed io l'ho visto come un peccatore, come un uomo di grandissima umiltà, di grandissima purezza. Pensa che per una pura coincidenza adesso, mia moglie, i miei figli ed io abitiamo a due isolati da dove abitava lui”. Jonathan Franzen, Don DeLillo, Philip Roth, Paul Auster, Martin Amis e tutti gli altri come ti sono sembrati nelle risposte dei film preferiti e come sei riuscito a coinvolgerli in modo così diretto e sincero? Vuol dire anche avere trasmesso sincerità e fiducia... “Il punto è che un po' con il giornale, un po' per il lavoro insomma un po' sono amici, si parla come se parlassi con te”. Grazie. Ma come funzionano le tue cene famosissime a new York da essere sottolineate da una tra-

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smissione come 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio ed avere conferma da Federico Rampini sull'inserto D di Repubblica? Puoi dire chi sono gli ospiti? “Per questo è mia moglie che è una grande first lady, è lei l'organizzatrice di queste cose, ma nasce in un modo molto banale: chiunque ci viene a trovare sa che non c'è nulla da temere, si sta lì per il piacere di scambiare idee”. Sì ma sono persone importanti... “Tutte e venti le persone del libro sono venute tutte e qualcuno anche più di una volta”. “L'America non esiste”, altro titolo di un tuo libro: quanto di provocatorio e quanto di autobiografico nelle figure dei due giovani che lasciano l'Italia per l'America? “Autobiografico moltissimo, provocatorio no. Io dico scherzando che ho scritto il libro per smentire il titolo: è il contrario, è un atto d'amore”. Ma veniamo al cinema, al tuo essere insegnante di regia, il tuo curriculum di documentari tipo “Oltre new York” e il carinissimo lungometraggio “Dicembre”. ecco facciamo il gioco della torre: chi butti giù il cinema o la letteratura? e hai pensato di ritornare a filmare? “Mi butterei giù io perché non ce la farei”. Adesso le domande che tu hai fatto ai tuoi ospiti le faccio a te. Qual è il film che ti piace di più e il regista o i registi che ti piacciono di più? “ 'Il Padrino' come film. I due Anderson, Wes e Paul Thomas, come registi”. Ma perché ci si lega ad un film? Lo hai scoperto? Cos’è che affascina per sempre di un film: la nostra età, i nostri sentimenti, la nostra identità? “Perché parlano al nostro cuore. Ci mettono a nudo quando sono belli” Stanno per iniziare le conversazioni, incontri con importanti autori di chiara fama, vuol dire che la letteratura avrà il sopravvento sul cinema? “La prima è stata il 9 maggio a New York . Se volete potete seguite su www.leconversazioni.it il calendario”.


E' stata tra i protagonisti del film “Outing – Fidanzati per sbaglio”. Per venticinque anni è stata ballerina di danza classica ed oggi ama profondamente il suo lavoro di attrice

Camilla Ferranti “Innamorata pazza del mio mestiere”

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una giovane attrice italiana. E' nata a Terni, nel cuore verde dell'Umbria, il 2 aprile sotto il segno dell'Ariete. I suoi inizi artistici la vedono come ballerina e questa esperienza per lei si rivelerà importante anche per la recitazione. Il pubblico italiano l'ha potuta ammirare tra le protagoniste del film “Outing – Fidanzati per sbaglio”, accanto a Massimo Ghini, Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca. Camilla, partiamo da quest'ultimo successo del film "Outing Fidanzati per sbaglio". Come ti sei trovata nella parte che ti hanno assegnato? “Inizialmente ero un po' scettica. Era un ruolo comico e nel mio caso il primo ruolo comico; avevo paura di non riuscire a renderlo tale. Poi, però, leggendolo e rileggendolo ho iniziato ad impostare un po' di sfumature, compresa la voce, a trovare i tempi di comicità e alla fine mi ha divertito moltissimo. Ho capito che la strada migliore era buttarsi e riempirlo di quante più cose folli e divertenti avevo a disposizione, tra-

endo ispirazione dalla mia vita, da quella degli altri e da qualche personaggio del cinema. Ammetto di essermi un po' ispirata a Marylin Monroe... ma solo un po'. Impossibile eguagliarla!”. Come ti sei trovata sul set con gli altri attori? “C'erano un buon clima e una bella collaborazione. Ho cercato di ascoltare quanto più possibile i consigli di Massimo Ghini”. Quali sono i tuoi progetti a breve e quelli che hai in cantiere? “Ho iniziato da poco una nuova serie per Mediaset, 'I segreti di Borgo Larici', un genere thriller melò sulla scia delle serie scorrette dell'HBO. Sono certa che vi piacerà! In questo caso in un personaggio forte, dinamico e passionale. Poi ci sarà di nuovo cinema con un film francese diretto da Olias Barco”. Qual è la tua formazione? “Vengo da tanti anni di danza classica, venticinque per la precisione. Il passo verso la recitazione è stato quasi immediato, forte di una cono-

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scenza ferrea del mio corpo. La mia prima insegnante di recitazione mi disse che sarei stata avvantaggiata perché sarei riuscita in breve tempo a capire dove 'parare' per toccare le corde dell'emotività e dell'interpretazione. In fondo i ballerini sono degli attori, non usano la parola ma tutto il resto del corpo, compreso il volto. Poi ovviamente ho continuato a studiare, facendo stage, laboratori, cimentandomi con il teatro e facendomi seguire da un coach ma non si finisce mai di studiare: ho ancora tanto da fare!”. Sei attrice di cinema, teatro e fiction. Quale di questi ambiti ti dà le maggiori emozioni e perché? “Il cinema rimane l'ambito che mi dà ancora più emozione: quando arrivo in un nuovo set sono sempre emozionatissima. Mi piace l'atmosfera, la famiglia che si crea, confrontarmi con il regista. C'è un'atmosfera particolare. Il teatro mi è più familiare, forse per tutte le volte che ho calcato il palcoscenico anche con la danza ma il teatro ha di bello che puoi arricchire il perso-


naggio di giorno in giorno con l'emotività che ti trascini durante la giornata e ogni volta gli dai nuove sfumature. Ecco, nel cinema e nella fiction non hai purtroppo questo tempo a disposizione. Comunque amo fare questo lavoro ed ogni ribalta va bene”. Sei soddisfatta della tua carriera finora? Stai "rispettando" ciò che ti eri messa in testa di fare? “Sono più o meno soddisfatta. Direi che sto rispettando me stessa e sono felice di raggiungere degli obiettivi. Credo, invece, che sia sbagliato porsi degli step; questo è un mestiere fatto di alti e bassi. Può arrivare tutto velocemente senza che te l'aspetti come puoi stare ferma per diversi mesi”. C'è qualcuno/a o qualcosa decisivo/a per l'inizio della tua attività di attrice? “Decisivo no, volevo fare questo mestiere! Fino ad oggi devo sì ringraziare chi mi ha dato la possibilità di iniziare perché ha creduto in me, per il resto ringrazio me stessa e chi moralmente mi ha sostenuto e mi sostiene in un lavoro non semplicissimo per tante dinamiche”. L'esperienza professionale finora a cui sei rimasta più legata?

“Sono due: la prima una fiction Mediaset tipo 'Charlie's Angels' perché mi ha dato la possibilità di vivere un posto meraviglioso come Puertorico ai Caraibi, un'esperienza incredibile per tutti i sensi. La seconda, il debutto a teatro in un 'teatro off' di Roma. Non recitavo solo per il pubblico, che essendo poi un teatro off a volte ce n'era pochissimo, ma lo facevo per me, per ricordarmi perché mi piace così tanto questo mestiere”. C'è un'attrice italiana o straniera che ammiri particolarmente? “Adoro Meryl Streep, meravigliosa interprete, di una bravura incredibile, in più è un esempio di morigeratezza morale. Ho letto in una sua intervista che Dino De Laurentiis non la volle in 'King Kong' perché brutta. L'ho rivista pochi giorni fa in 'Kramer contro Kramer' e sinceramente la trovo molto bella oltre che sofisticatissima”. Cosa guardi in genere al cinema? “Prediligo le commedie e ultimamente mi piace molto il cinema francese. Non sono invece molto amante dei film dai super effetti speciali e dei film dai contenuti sociali e politici”. e in tv?

Crediti Foto 1 Foto: Alessandro Leone Styling: Vanessa Scicchitano Mua: Petronella Buchila Giacca arancione: Pinko Anelli: Iosselliani Foto 2 Foto: Chiara S Kurtovic Styling: Vanessa Scicchitano Mua: Daisy Calleja Abito: HEBE Scarpe: Ferragamo Gioelli: Iosselliani Foto 3 Foto: Chiara S Kurtovic Styling: Vanessa Scicchitano Mua: Daisy Calleja Abito: Alberta Ferretti Scarpe: Alberta Ferretti Gioielli: Iosselliani

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“In tv invece mi sbizzarrisco con le trasmissioni di approfondimento e i telegiornali. Ultimamente seguo 'Vojager', che trovo molto interessante perché spazia ovunque, dalla storia ai casi inspiegabili che rasentano l'ultraterreno, la fede... insomma di tutto. Invece i miei sonniferi preferiti sono le moviole di calcio e i documentari sulla natura, che considero meglio della melatonina”. Se dovessimo fare un'intervista tra dieci anni, di cosa pensi che parleremo riguardo al tuo lavoro? “Mah, a parte parlare del mio ultimo film, direi che potremmo iniziare a parlare di famiglia, bambini e iniziare a fare un bilancio della mia carriera e della mia vita. O altrimenti potremmo parlare del tempo. Che ne dici?”. Del tempo? Buona idea. Senti, come ti definisci caratterialmente? “Sono una persona molto positiva, sempre sorridente, determinata, ambiziosa il giusto, buona ahimé, perché un po' di cattiveria servirebbe ogni tanto, impulsiva e alcune volte un po' ingenua. Ovviamente ho omesso gli aspetti negativi ma uno lo posso dire: sono meteoropatica!”.


ROSaRIa RUSSO

“Sogno una commedia” e' in uscita al cinema con “Il pasticcere” ed “eppideis”. Inoltre sta lavorando per un evento di cinema e moda che si svolge a San Marino. Qualche anno fa è stata la protagonista della campagna pubblicitaria dell'arancia rossa di Sicilia. Lei con quelle caratteristiche che la portano ad incarnare la tipica bellezza mediterranea di Alessandro Cerreoni

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i ricordate, qualche anno fa, la pubblicità dell'arancia rossa di Sicilia? A molti non sarà sfuggita la protagonista di quello spot, ovvero quella donna che incarnava perfettamente la bellezza mediterranea. Il suo volto e i suoi capelli scuri l'avvicinano molto ad altre attrici italiane come Sabrina Ferilli, Monica Bellucci e Caterina Murino. Lei è Rosaria Russo, nata a Gela ma romana di adozione e per professione. Nella Capitale si trasferì per iniziare a studiare recitazione e a tal proposito ha avuto una formazione di tutto rispetto. Importanti sono state le esperienze lavorative, dalla televisione (“Distretto di polizia”, “Ho sposato uno sbirro”, “Codice Rosso”, “Caterina e le sue figlie”, per citarne alcune) al cinema (“Il piede di Dio”,

“La ragazza con gli occhi dolci”, “Viva Franconi”), passando anche per il teatro. Per il grande schermo è in uscita con il film “Il pasticcere” e prossimamente anche con “Eppideis”. In questo periodo, inoltre, Rosaria sta lavorando alacremente per un progetto dedicato alla moda nel cinema attraverso un evento che si svolgerà a San Marino. Raggiungo Rosaria Russo telefonicamente. E' un venerdì di maggio, c'è la voglia di staccare la spina in vista del week end, ma chi lavora nei nostri ambiti non conosce ferie e fine settimana. Lei sta entrando in sala di doppiaggio ma prima, con molta disponibilità, simpatia e gentilezza, mi concede il suo tempo per questa chiacchierata.

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Rosaria, sei nata a Gela. Puoi dirci la tua data di nascita? “Sì, il 16 aprile del 1981. Sono un'Ariete ascendente Leone”. Queste caratteristiche astrologiche fanno di te una donna “tosta”. e in tal senso come sei caratterialmente? “Sono sincera, istintiva e spesso dico le cose che penso. Sono spontanea. E questo può essere positivo o negativo, dipende dalle circostanze”. Partiamo dalla stretta attualità. Stai preparando un evento di moda e cinema a San Marino. Ce ne puoi parlare? “Si svolgerà a San Marino e sarà una rassegna dei film dagli anni '50 ad oggi attraverso la moda. La moda ha avuto sempre la sua impronta nel cinema. Una volta la moda faceva molto il cinema ma oggi non è più così. In questa manifestazione verranno proiettati i film italiani, come ad esempio 'Giorni nostri', 'Mediterraneo', 'Vacanze italiane', 'Dolce vita', e ad essi verrà abbinata una sfilata con i costumi e gli abiti contenuti nei film. Per quanto mi riguarda mi sto occupando della parte cinematografica”. Di recente hai girato una docufiction per Alberto Angela. Di cosa si tratta? “Eravamo la sottoscritta, Vittoria Puccini e Maria Grazia Cucinotta.

Hanno ricostruito l'epoca romana 'pompeiana' ed io facevo Messalina. E' stata un'esperienza molto bella e un lavoro di trucco e parrucco eccezionale”. Stai per uscire al cinema con due film: “Il pasticcere” di Luigi Sardiello e “eppideis” di Matteo Andreolli. “Sì questo giugno esce 'Il pasticcere', un genere noir con Antonio Catania ed Ennio Fantastichini. Il mio ruolo è quello di un angelo cattivo. Il regista è lo stesso con cui ho fatto 'Il piede di Dio'. 'Eppideis', invece, l'abbiamo girato da poco nel Salento ed è in fase di montaggio. La particolarità di questo film è che vede la partecipazione di un gruppo di ragazzini molto bravi”. Finora hai lavorato intensamente nel cinema, in tv e un po' anche in teatro. In quale di questi ambiti ti senti particolarmente realizzata? “Nel cinema in assoluto. Di teatro ne ho fatto poco”. Lavorativamente parlando hai un sogno? “Sogno di fare una commedia, anche per cambiare un po'. Faccio sempre cose drammatiche”. (sorride) A che punto è la tua carriera? “Ancora all'inizio. Ho tanta strada da fare”. Se dovessero fare il remake di un

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grande film del passato e dovessero darti il ruolo da protagonista, quale vorresti che fosse il film e quale vorresti che fosse il tuo ruolo? “Non ci ho mai pensato. Non penserei mai di mettermi nei panni di una grande attrice. Sono molto umile in questo”. Cosa hai visto di recente al cinema? “Ultimamente ho visto 'Educazione siberiana' di Salvatores. Un film che mi è piaciuto molto”. La fiction italiana negli ultimi anni è particolarmente attiva. Pensi che sia diventato ormai un ambito importante e appagante per chi svolge il mestiere di attore? “Intanto di cinema se ne fa poco e per questo la fiction è diventato un ambito professionale fondamentale per gli attori. Senza dimenticare che ci sono tanti bravi registi che vi lavorano”. Facciamo un gioco. Se ti trovassi a presiedere una giuria che dovrebbe assegnare un oscar al più grande film della storia, al più grande regista e al più grande attore, o attrice, chi sceglieresti? “Julianne Moore in 'The Hours' per la regia di Stephen Daldry. Ciao, scappo, entro in sala...”. Buon lavoro Rosaria.


Il cantante italiano più seguito sul web, racconta a GP Magazine del suo nuovo album e di come ha ricominciato da se stesso di Angelo Colombo

OSVALDO SuPInO “Ho imparato a fare da me” 86


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on mi sono imposto nessuna scadenza. Ho preso il mio tempo per viverlo quest’album, realizzarlo a pieno come volevo, correndo il rischio di dire troppo ma con la consapevolezza di rimanere sincero con la mia musica. L’ho scritto diversamente dagli altri progetti. Di solito producevo sempre mentre ero in giro in promozione, in tour, preso da mille cose. “Exposed” è stato scritto con un approccio tutto diverso, con un silenzio diverso, e con una voglia e un’esigenza per me inedite…”. Esordisce così Osvaldo Supino, quando gli si chiede del nuovo album “Exposed”. Un secondo disco atteso dalle migliaia di fans che l’hanno eletto il cantante indipendente più cliccato sul web, premiato dalla critica di mezza Europa (tra le recensioni entusiastiche anche quelle dell’iconico PopJustice) e dalle vendite che l’hanno portato in terza posizione in meno di ventiquattro ore tra i più venduti su iTunes. Dieci nuovi brani, scritti con autori internazionali come Charlie Mason e Latisha VanSimon, un videoclip girato a Londra che è diventato il più visto su YouTube, e tanti impegni che nei prossimi mesi lo porteranno in giro con la sua musica. Ma questo disco è più di un progetto discografico per lui, più di una raccolta di brani, ed è facile intuirlo da come ne parla, dalla cura con cui seleziona gli aggettivi per descriverlo, dalla luce che brilla negli occhi. Una luce naturale, diversa da ciò che si potrebbe immaginare da un ragazzo che in Italia davvero rappresenta un fenomeno e che lega a se una quantità incredibile di persone. e’ evidente che la musica per te è più che un lavoro o una valvola di sfogo ma una componente essenziale della tua vita. A che età hai iniziato e quando hai capito di voler cantare? “Ho iniziato quando avevo 6 anni, e mi sono avvicinato alla musica da solo. La fortuna ha voluto che avessi una famiglia che mi ha sempre appoggiato dandomi modo di studiare, facendo tanti sacrifici. Il web sì, mi ha sicuramente poi aiutato, ma in termini diversi. Le scelte che fai, quelle veramente importanti e che poi ti cambiano totalmente la vita, sono dettate da una passione vera, autentica”. Molti blog hanno definito questo il disco della tua maturità anche musicale. ti senti davvero così cresciuto? “Penso che in una maniera o nell’altra

le esperienze ti portino a crescere, ed io sono uno molto curioso e ho voglia di scoprire e sperimentare ogni volta. Sicuramente il fatto di aver viaggiato molto l’anno scorso e aver sentito l’impatto con il pubblico estero che non conoscevo e aver avuto anche il tempo di metabolizzare queste cose dentro di me, mi ha portato a una consapevolezza diversa che mi ha fatto affrontare tutto il processo in maniera più sicura. Di solito ogni volta mi preoccupo molto, prima di uscire con un disco, ma questa volta, forse anche per il significato strettamente personale di questo album, ho capito che il giudizio principale dovevo darlo io a me stesso. Senza alcuna presunzione, solo perché solo io, davvero, potevo sapere se ero riuscito in ciò che volevo. Restano portanti però gli aiuti degli autori che hanno scelto di seguirmi in questo disco. Senza di loro non ce l’avrei fatta”. “In exposed” appare un duetto con Chris Crocker che ha suscitato molte polemiche sul web. Come mai questa scelta? Lui è stato il personaggio a cui molti mi paragonavano appena è esplosa questa cosa della web star. Abbiamo sicuramente due percorsi diversi, attitudini e obbiettivi diversi ma quando è arrivata questa canzone che si chiama 'Pornographic' ho pensato che poteva essere il modo per conciliare, giocare con questa realtà virtuale del web che lui ha sicuramente rivoluzionato e con la concretezza della musica. E’ stato molto curioso scoprire poi un ragazzo timido e pieno di insicurezze”. una delle canzoni che più sorprendono di questo disco è “Goodbye”. una ballata decisamente autobiografica molto struggente solo pianoforte e voce. A chi è dedicata? Che cosa hai perso? “Ho perso delle persone, ho perso dei sogni, ho perso delle idee e dei motivi e avevo bisogno di cantarmela questa assenza, di sentirla anche tramite la mia stessa voce, in una melodia nuova che dovevo scrivere io, per me stesso. Ma tra tutto ciò che ho perso e che mi ha fatto molto male, non ho mai perso le speranze perché ho capito che è proprio da quelle cose che ho perso, che ho imparato ancora di più a credere in me e in ciò che voglio davvero”. Ciò vuol dire che hai trovato una tua nuova maturità? un nuovo equilibrio? “Diciamo che dopo molto tempo ho ca-

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pito che dovevo dedicarmi del tempo per conoscere e amare me stesso. Per la prima volta ho scritto un disco in cui ovviamente parlo d’amore e dico di credere nell’amore ma in una maniera più consapevole, iniziando da me. E’ stato molto difficile io ho paura di essere solo, ho paura di dormire da solo, di vivere da solo, nel quotidiano. Ci ho messo un po’ di tempo e forse non ci sono ancora totalmente riuscito a trovare quest’autonomia, però per me è un obiettivo importante. Perché nell’autonomia posso trovare degli aspetti nuovi miei, del coraggio che non ho avuto fin’ora”. Però l’autonomia è un punto principale del tuo progetto. hai deciso di fare un percorso indipendente non legandoti a nessuna major. una mossa rischiosa che però ti ha premiato. Come mai questa scelta? “E’ venuto da se anche questo. Ho iniziato anni fa a lavorare con dei produttori molto importanti, con una casa discografica e tutto il resto, ma per motivi vari le cose non sono andate come speravo. Probabilmente perché non ero riuscito io a far capire loro cosa realmente volevo dalla mia musica e mi sono lasciato trascinare da loro. E’ una cosa che accade spesso e non solo nel mio lavoro. Alla fine mi sono chiesto se valeva la pena buttare via tutto o se per me era più importante il mio sogno e i miei obbiettivi. Perciò ho ricominciato da me, come fanno tutti, con una pagina myspace e qualche demo registrato in casa”. e poi tutto il resto è storia. 3 nomination ai Bt Digital Music Awards, 5 singoli e 2 dischi in tOP10 su itunes, 2 milioni di visualizzazioni solo l’anno scorso e tra le tante cose un live in trafalgar Square a Londra come primo Italiano nella storia per il World Pride. Che effetto fanno tutti questi numeri? “Mi danno una carica incredibile e mi spingono ogni volta a fare meglio. A scegliere i pezzi migliori, a dare di più sul palco, a migliorarmi come cantante, come ballerino, come autore. Sento una grande responsabilità dei confronti del mio pubblico, anche nei confronti di chi mi guarda per caso e con superficialità. Se certe esperienze le ho potute fare è indubbiamente solo grazie a loro”. Cosa ti aspetti da questo nuovo disco? “ 'Exposed' mi ha già dato tanto. Mi auguro solo che porti questo messaggio di forza e amore per se stessi a quelle persone che in questo momento non sono tanto serene”.

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CHARTS CLASSIFICHE

DAFT PUNK Riecco all’opera i due geniali musicisti parigini che hanno conosciuto la fama negli anni’90 attraverso il successo “Around the World”. Il loro nuovo lavoro s’intitola” Random Acess Memories”, anticipato da questo singolo dove alla chitarra troviamo Nile Rodgers. RUDIMENTAL Si tratta di un bel quartetto londinese, formato da Piers Agget, Kesi Dryden, Amir Amor e dj Leon Rolle. Stanno spopolando specie nelle classifiche d’oltremanica, com’era già accaduto lo corso anno con “Feel the Love”.

TOP 10 EUROPA 01 “Get Lucky” – Daft Punk ft. Pharrell Williams 02 “Waiting all night” – Rudimental ft. Ella Eyre 03 “Can’t hold us” – Macklemore ft. Ryan Lewis 04 “Play hard” – David Guetta ft. Ne-Yo & Akon 05 “Let her go” – Passenger 06 “You & Me” – Disclosure ft. Eliza Doolitle 07 “I need your love” – Calvin Harris ft. Ellie Goulding 08 “Need U (100%)” – Duke Dumont ft. A.M.E. 09 “Attracting flies” – AlunaGeorge 10 “Just give me a reason” – Pink ft. Nate Ruess

ICONA POP Si tratta di un duo svedese alle prese con il loro primo lavoro. Questa canzone ha avuto un grande riscontro in Svezia, è conosciuta per essere la Theme Song di una nota serie tv del Paese. E’ ritenuta una delle migliori canzoni dello scorso anno. FLORIDA GEORGIA LINE Un bel duetto di musica country, composto da Brian Kelly e Tyler Hubbard. L’album che contiene la canzone è intitolato “Get your shine on”.

TOP 10 USA 01 “Just give me a reason” – Pink 02 “Can’t hold us” – Macklemore & Ryan Lewis ft. Ray Dalton 03 “Radioactive” – Imagine Dragons 04 “Mirrors” – Justin Timberlake 05 “Thrift Shop” – Macklemore & Ryan Lewis ft. Wanz 06 “Suit & Tie” – Justin Timberlake ft. Jay-Z 07 “When I was your man” – Bruno Mars 08 “I love it” – Icona Pop ft. Charlie XCX 09 “Madness” – Muse 10 “Here’s to the good times” – Florida Georgia Line ft. Nelly

MARCO MENGONI Dopo il successo ottenuto con il singolo “L’essenziale”, il noto cantautore adesso è alle prese con il nuovo estratto dal suo secondo album registrato tra Los Angeles e Milano. Il disco ha un sapore internazionale e presenta svariate collaborazioni all’interno. GIANNA NANNINI L’amata cantautrice e musicista senese ha esordito nel lontano 1976. Attualmente è impegnata con “L’Inno Tour 2013” che la vede esibirsi nelle principali città italiane ed europee. Tutto ciò a supporto dell’album “Inno”.

TOP 10 ITALIA 01 “Amami” – Emma Marrone 02 “Pronto a correre” – Marco Mengoni 03 “Ti porto via con me” – Jovanotti 04 “Congiunzione astrale” – Nek 05 “Gioia” – Modà 06 “Una storia semplice” – Negramaro 07 “Sotto casa” – Max Gazzè 08 “La nuova stella di Brodway” – Cesare Cremonini 09 “E se poi” – Malika Ayane 10 “Indimenticabile” – Gianna Nannini

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di Silvia Giansanti - in collaborazione con Foxy John Production - www.foxyjohnproduction.com

SPECIAL GUEST MACKLEMORE

EMINEM INIZIA A TrEMArE Di lui si sa che era conosciuto in precedenza come Professor Macklemore. Nato a Seattle il 19 giugno del 1983, è registrato all’anagrafe come Ben Haggerty. Oggi è considerato il più grande rapper bianco statunitense dopo Eminem. Nato e cresciuto a Seattle, Washington, è stato sempre interessato alla musica, fin quando un giorno ha deciso di prendere parte ad un programma incentrato sull’educazione giovanile e sull’identità culturale, che ha aperto la strada ai suoi primi lavori musicali. Anche se non è nato in una famiglia di musicisti, i suoi genitori sono sempre stati favorevoli a questo tipo di percorso. Fece hip-hop a soli 6 anni di età e con il passare degli anni, lui e suoi amici trascorrevano il tempo in campeggio ascoltando la radio e facendo dub e mixtape di canzoni. Nel 2000 ha inciso il suo primo EP intitolato “Open your Eyes”, arrivando a pubblicare nel 2005 il suo primo album “The language of my world” e perdendo così l’appellativo di Professor. Negli anni seguenti ha avuto a che fare con problemi legati alla droga e quindi è stato inattivo. Nel 2008, dopo la fase della disintossicazione, ha ripreso l’attività collaborando con Ryan Lewis. Lo scorso anno insieme, hanno dato vita all’album “The Heist”, seguito da un tour mondiale e la posizione numero uno nelle vendite di iTunes negli States appena poche ore dalla pubblicazione, vendendo 78 mila copie solamente nella prima settimana. Il pezzo “Wings” è stato usato come canzone promo dell’All Star Game 2013 della NBA.

NEWS

David Guetta sta per tornare ad esibirsi in Italia dopo i sold out registrati nel mese di febbraio a Milano e Roma. Il dj di grido salirà in consolle il 22 giugno al Palaolimpico di Torino e il 26 luglio a Viareggio. Patti Smith insieme alla sua band, terrà sei imperdibili concerti nel nostro Paese con partenza il 25 luglio da Sesto S. Giovanni in provincia di Milano. Sarà un concerto speciale dove la star eseguirà per intero il ce-

leberrimo album “Horses”. Alessandra Amoroso sta preparando un nuovo album intitolato “Parola di Ale”, la cui uscita è prevista nel mese di settembre. Tra le collaborazioni, spiccano i nomi di Kekko dei Modà, Biagio Antonacci e Tiziano Ferro. The Lumineers, la nota band indie folk rivelazione di quest’anno fautrice del tormentone “Ho Hey”, arriverà in Italia il 9 luglio a Milano e in

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inverno, il 3 dicembre a Bologna. I fans italiani avranno finalmente così la possibilità di cantare con loro. I One Direction e Adele sono i giovani sotto i 30 anni più ricchi in Gran Bretagna e Irlanda nel mondo della musica. Il Sunday Times ha così stilato la classifica dei ‘paperoni’ britannici. Rimane comunque saldamente in testa Paul Mc. Cartney, visto che la sua fortuna ammonta a 680 milioni di sterline.


ZOOMARIne

Dove il divertimento si vive in compagnia

Avventurarsi in una vera e propria battaglia navale a tutto splash, esplorare una foresta preistorica con dinosauri “veri” animatronics a grandezza naturale, sdraiarsi in una spiaggia tropicale con ombrelloni di paglia, sono solo alcune delle attività possibili a Zoomarine, il Parco divertimenti di Roma

L’

amore per il mare è protagonista nel Parco che ospita uno spettacolo di delfini giudicato tra i tre migliori al mondo, show con leoni marini e foche, uccelli tropicali, rapaci e tuffatori acrobatici, un Acquapark da 5.000 posti, un’ampia area piscine, un Cinema 4D, animazione, giostre acquatiche e attrazioni meccaniche. Lo scenario di Zoomarine è arricchito con: i roller coaster Vertigo e Squalotto; la Zoomarine Beach, una distesa tropicale di sabbia con ombrelloni di paglia; l’Era dei Dinosauri, uno spettacolare percorso interattivo all’interno di una foresta preistorica popolata da dinosauri animatronics in movimento e a grandezza naturale; Emozione Delfini - Un giorno da addestratore, un programma di avvicinamento guidato per conoscere questi splendidi animali sotto l’attenta

supervisione di biologi e addestratori: l’Era Glaciale, una mostra a cielo aperto realizzata con sculture a grandezza naturale di animali vissuti durante l’ultimo periodo glaciale; la Laguna dei Pirati, una vera e propria battaglia navale a bordo di dodici galeoni con sfide mozzafiato fino all’ultimo splash recentemente premiata come Miglior Attrazione Family ai Parksmania Awards 2012, gli Oscar del divertimento. Dopo il grande successo del 2012, il Parco ha inaugurato la nuova stagione il 23 marzo con una bellissima nascita: a Zoomarine è arrivata Thai! La piccola è nata nel Parco durante il periodo di chiusura ed è il primo esemplare di tursiope nato nella Capitale con un rarissimo parto di testa che avviene solo nel 10% dei casi. Thai è già diventata la mascotte

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del pubblico, nuotando sempre a fianco di mamma Leah e papà King, ed è stata “battezzata” dal pluricampione del nuoto azzurro Filippo Magnini con il nome scelto dal pubblico sul web: il contest ha riscosso notevole attenzione con oltre 3.000 votanti. L’accoglienza all’ospite è completata dal ristorante Amazzonia, 11 punti ristoro/snack, 7 negozi, servizi per bambini, un parcheggio da 5.000 posti auto e bus navette da e per Roma. Zoomarine offre un pacchetto Parco + hotel**** da €39 a persona acquistabile su www.zoomarine.it. Lo staff di Zoomarine vi aspetta con tutti i suoi abitanti per vivere un’emozionante avventura piena di iniziative ed eventi speciali. Benvenuti a Zoomarine, una vacanza in un giorno!


Nonostante la bella stagione si sia fatta un po' attendere, la Capitale ha dato lo stesso bella mostra di sé grazie ai suoi eventi che vi presentiamo attraverso il nostro viaggiatore della notte

a r e v a m i una pr

Mariagrazia Cucinotta

Maria Monsè

Giada Curti

S

pazio alla contemporaneità alla leggerezza e al desiderio di divertimento, positività e allegria. Questo chiedono gli affezionati della mondanità che all'aprirsi delle margherite nella stagione più romantica, si lasciano prendere dal vortice delle feste. Giunto alla sua ventiquattresima edizione il Gala delle Margherite - Festa di Primavera, è tra le più importanti manifestazioni della Capitale e sostiene progetti di solidarietà col fine di raccogliere fondi da destinarsi ai più deboli, coinvolgendo personalità della cultura, dello spettacolo, delle istituzioni e dell’imprenditoria. Tantissimi gli ospiti che hanno accolto l'invito di Bianca Maria Lucibelli Caringi e erminia Manfredi, che hanno varcato l'ingresso dell'Hotel Excelsior a Roma. Tra gli ospiti si potevano riconoscere l’attore Pierfrancesco Favino, premiato durante la serata da erminia Manfredi, Maria Grazia Cucinotta Rita Dalla Chiesa, Marco Columbro, Lando Buzzanca, Franca e Paola Fendi, Valeria Mangani in rosa cipria firmato Mattiolo con il marito Adolfo Panfili, Dani Del Secco d'Aragona, fasciata in lungo abito di pizzo bianco firmato Curti, Giada e Antonio Curti, nori Corbucci, Angelo Bucarelli, Maria Monsè con il marito Salvatore Paravia, Linda Batista, Isabella Rauti, Patrizia de Rose, Giuseppe Ferrajoli e Olga, Assunta Almirante, elena Aceto di Capriglia, Maurizio Gelli (Ambasciatore in Uruguay e Nicaragua), Mohammed Seraj (Consigliere Ambasciata Saudita), Livia turco, Laura e Lavinia Biagiotti, Mario D'urso, Lella Bertinotti, Assunta Almirante, i principi di Libia Ana Maria e Idris Al Senussi, Anna Maria Jacorossi, principe Jonathan Doria Pamphili. (Giada Curti, Maria Grazia Cucinotta, Maria Monsè)

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o d r a t i r in Paola Romano, Alex Partexano e Adriana Russo

Andriana Russo

Gloria Guida e Paola Romano Di Bibi Gismondi

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n cocktail dedicato alla Luna,imbevuto nelle tinte dell'arancione e del viola, che ha colorato i candidi saloni dell'Atelier Curti, affacciato su piazza Mignanelli per presentare la magnifica collezione di lunegioiello disegnata dall'artista Paola Romano per la manager dell'arte Marzia Spatafora. Tra le moltissime signore catturate dalle creazioni Gloria Guida, Maria Rosaria Omaggio, nadia Bengala, elisa Silvestrin, Liliana Pintilei, Adriana Russo, Maria Grazia nazzari, Marina Ripa di Meana, Sandra Cioffi Fedi, Stefania Giacomini, Didi Leoni, Alex Partexano, Cecilia Gayle, Angelo-Comneno di tessaglia, Sabrina Sforza Galitzia, Alessandra Oddi Baglioni, Giovanna Deodato Drake, Barbara Carniti Bollea, erika Gottardi, Bianca Maria Lucibelli Caringi. Per tutti “macarons� nostrani degli artigiani romani Pasquarelli, ribattezzati maca-moon, nei colori arancione e viola e screziati nelle due tinte dell'evento quasi a formare eclissi di zucchero, drink di frutta al mirtillo e all'arancia, e una preziosa selezione di bollicine del Casale del Giglio. (Gloria Guida e Paola Romano; Paola Romano, Alex Partexano e Adriana Russo; Adriana Russo)

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GP Magazine giugno 2013