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simone bianchi PORTFOLIO


Esperienze scolastiche - extrascolastiche 2008-2009 Master in Architettura Grafica,Roma. 2009

Europan 10.

2009

Laurea specialistica in Architettura delle Costruzioni, università IUAV di Venezia.

2006

Laurea Triennale in Scienza dell’Architettura, università Iuav di Venezia.

2004

Workshop estivi università IUAV,prof. Reimund Fain.

2005

Workshop estivi università IUAV,prof. Bernard Lassus.

2006

Workshop estivi università IUAV,prof. Terpolilli Carlo.

2004-09

Laboratori con E.Mantese,C.Magnani,M.Doimo, C.Cappai,P.Faccio.

Esperienze lavorative Studio Architetto L.Pradegan, Via delle Beccherie 14, BL Studio Ider di Architetti A.Bona e G. Fanoni, Via Borgo Ruga 22, BL


Conoscenzze informatiche Mac os X/Windows

ottima conoscenza

Adobe Indesign, Illustrator, Photoshop

ottima conoscenza

Autodesk Autocad,3dsmax,Vray

ottima conoscenza

Graphisoft Archicad,Artlantis

buona conoscenza

Lingue Inglese scritto e parlato Francese scritto e parlato

buono sufficiente


Università navale Carlo Cappai,Paolo Faccio,Paolo Foraboschi Cosa è grande e cosa è piccolo? Nello scorso secolo è stata costruita una città industriale, Porto Marghera; ora una parte di questa città sta cambiando funzione, ora l’uomo vuole abitarla. La valenza dimensionale del luogo è divenuto l’elemeto caratterizzante del progetto, attraverso una “promenade dimensionelle” l’uomo riconquista un luogo che aveva perso. La fabbrica oggeto di questa trasormazione risale agli anni 60’, originariamente era adibita alla produzione di fosfati, attualmente la struttura in telaio di c.a. e tamponamenti in laterizio presenta un elevata situazione di degrado. L’ intenzione è stata di conservare l’intero edificio, mantenendo le caratteristiche originali e intervenendo dal punto di vista del recupero con le attuali tecniche, sia per il c.a. che per il laterizio. Ciò che è nuovo è visibile. Lo schema funzionale separa i due nuovi corpi (adibiti ad aule studio e laboratori), dall’edificio esistente che ospita le parti principali dell’università quali: gli uffici amministrativi, la biblioteca, l’auditorium, la sala studio e gli studioli per i docenti. Altra particolarità del progetto è la realizzazione nell’attuale intervento di un’unico materiale: il legno, cercando il corretto dialogo con il materiale esistente e rispondendo alle problematiche tecnologiche e strutturali. All’ esterno la grande dimensione, tende a spersonalizzare l’uomo; l’intenzione di creare un filtro d’ingresso vuole riconsegnare al visitatore il suo rapporto con lo spazio. Poi all’interno tutto si apre nella grande hall . . .


attacco a terra

prospetto Ovest


piano terra

piano primo

piano secondo

piano terzo


prospetto e sezione delle aule


spaccato prospettico


Europan 10 Montreux Il programma funzionale richiesto nel concorso prevede la realizzazione di una mixitè tipologica che favorisca la nascita di interelazioni dinamiche tra spazio privato, pubblico e semi-pubblico. In virtù della richiesta fatta il progetto parte dall’idea di unificare l’area e al contempo di dare un segno importante, un limite; è l’edificio che delimita gli spazi pubblici, gli arredi che vi sono posizionati, il loro dialogo con gli elementi naturali, i percorsi che li attraversano, che definiscono il tipo di ambiente che si realizza. L’edificio pur mantenendo un profilo unitario viene in opportuni punti suddiviso in blocchi con l’utilizzo di tagli verticali che vanno ad inquadrare quinte scenografiche presenti nel territorio; altre bucature, di natura orizzontale segnano le risalite e gli accessi. Il movimento dell’edificio crea due spazi di maggiore grandezza che assumono la valenza di “piazze”; una si trova a livello della strada e detiene un carattere maggiormente pubblico e urbano mentre la seconda piazza, che si trova ad un livello superiore, assume un carattere più legato alla vita di quartiere. E’ stata posta attenzione alla sostenibilità dell’intervento utilizzando nella copertura un profilo, che se da un lato mima l’ orografia delle prealpi, dall’altro risponde alla necessità di raccolta delle acque piovane e si presta alla sistemazione di un impianto a pannelli fotovoltaici.


concept

parcheggi

servizi

abitazioni

triplex


F

piano terzo

F F

simplex (big)

F F F

simplex (small)

F F F

duplex

F F F


Restituzione grafica di Chiesa della Luce Tadao Ando Progettando diverse cappelle ho avuto modo di pensare alla natura dello spazio sacro e mi sono chiesto che cosa questo spazio rappresenti per me. In occidente lo spazio sacro è trascendente, mentre ritengo che in qualche moda debba venire posto in relazione con la natura, anche se questa convinzione non ha nulla a che vedere con l’animismo o il panteismo giapponesi. Io penso alla natura come a ciò che è di per sè; la natura alla quale lo spazio sacro deve rapportarsi è quella trasformata dall’uomo, in una certa misura modificata architettonicamente. Credo infatti che quando la vegetazione, la luce , l’acqua o il vento vengono separati dalla natura e manipolati secondo la volontò dell’umana, allora acquistano una valenza sacra. La chiesa della luce rappresenta lo sforzo compiuto per trattare architettonicamente e rendere in questo senso astartta la luce. Lo spazio è praticamente circondato da soli muri in calcestruzzo; all’interno vi è una profonda oscurità: in questa oscurità galleggia una croce di luce isolata e non vi è altro.

T. Ando, giugno 1989.


attacco a terra

prospetto Est

sezione


Simone Bianchi è nato a Feltre il 29 settembre 1983, attualmente vive a Seren del Grappa nella provincia di Belluno, il suo numero di telefono cellulare è 349-8672865, la sua e-mail simonebianchi1983@libero.it . Ha studiato presso l’ Istituto Universitario di Architettura di Venezia dove si è laureato nel 2009 presso il corso di laurea specialistica di Architettura delle Costruzioni. Nel suo percorso formativo presso lo IUAV ha studiato con: Eleonora Mantese, Manuela Morresi, Raimund Fain, Carlo Magnani, Bernard Lassus, Martino Doimo, Carlo Terpolilli di IPOSTUDIO, Massimo Majowiecki, Pietro Paolo Zennaro, Maurizio Milan di Favaro e Milan, Paolo Faccio, Carlo Cappai di C+S. Attualmete stà frequentando il master in Architettura Virtuale all’istituto Quasar di Roma, dove vengono approfondite le sue competenze in ambito grafico e nell’utilizzo di programmi inerenti alla restituzione grafica di architettura.


portfolio_simon_bianchi