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19. Capitolo La spiegazione delle due parole "Gerusalemme" e "Melchisedec" data dal ragazzo Gesù. La Sacra Scrittura quale parola divina. Commento di Gioram sull'incomprensibilità dei testi di Isaia che si riferiscono al Messia. 1. Disse Barnaba: "Mio carissimo e meraviglioso ragazzo! Ma cosa ne è delle due parole “Gerusalemme” e “Melchisedec”? Noi vorremmo volentieri sentire ancor oggi da te qualcosa a questo riguardo!". 2. Dissi Io: "Or bene, basta che tu ponga attenzione alle singole radici della lingua ebraica antica: Je (questa è), Ruh o Ruha (la dimora), sa (per il), lem o lehem (gran Re); Me o mei (della mia); l'chi o lichi - leggi “litzi” - (faccia o luce); sedek (la sede). 3. Voi sapete che gli antichi, nella formazione delle parole, pronunciavano le vocali fra le consonanti, ma per un certo senso di devozione(2) non le scrivevano. Nel caso dunque di parole simili, vecchie più di mille anni, si deve per conseguenza saper ben collocare le vocali fra le consonanti, ed allora il vero senso di un nome tanto antico si spiega da sé, dalle sue radici. Ecco, sei soddisfatto adesso di questa spiegazione?". 4. Disse Barnaba: "Oh, sì, davvero, perfettamente del tutto! Ma come mai giungesti a scoprire anche questi misteri?". 5. Ed Io risposi: "Una cosa è come l'altra e tutto si fonda sulla potenza dello Spirito di Dio che dall'alto Mi glorifica! Ma come ciò sia possibile, tu ora non lo puoi comprendere, né lo comprenderai per molto tempo ancora! 6. Vedi, tu pure leggi la Scrittura, ma secondo te non vi trovi nulla di divino, poiché tu la consideri una pura opera umana che vari

(2)

Per devozione o timore di Dio, il cui nome è "Jehova" è formato dalle 5 vocali i e o u a.

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I Tre Giorni Nel Tempio - 5.a Ed.2009 (Jakob Lorber)  

La Parola del Signore attraverso Jakob Lorber

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