Page 1


C’era una volta,in un paese molto lontano,un grullo di nome Luca, detto “lo scemo” per la sua ignoranza. Un giorno venne a sapere che il re dava sua figlia in sposa a chi fosse riuscito a sconfiggere l’orco e a ripulire la foresta che aveva sporcato. S’incamminò verso il castello che si trovava in una foresta inquinata da scorregge. Per entrare bisognava fare un peto. Entrò e incontrò un vecchietto che scorreggiava; il vecchietto gli consegnò un insetto affamato e una spada magica. La spada lo condusse verso l’orco che aveva al posto della testa un water, i piedi neri, il sedere di Spongebob ed era vestito con un abito da sposa. Luca incominciò la battaglia e con un colpo gli tagliò il sedere di Spongebob e l’orco scappò in lacrime. Arrivò al castello ed egli si presentò davanti al re. Il re gli assegnò ancora due prove: la prima consisteva nel mangiare una montagna di aglio e cetriolini; la seconda nell’uccidere definitivamente l’orco con le scorregge. Tirò fuori l’insetto affamato che mangiò tutto ruttando e scoreggiando. Poi andarono sull’arena dove c’era l’orco arrabbiato. Luca tirò giù i boxer e mollò uno scorreggione atomico. L’orco volò via in fiamme. Fu così che, dopo tanto tempo, nel bosco si poté respirare quel meraviglioso profumo di pini e di muschi tanto amato dal re. Luca si sposò con la principessa e, dopo un po’ di anni, ebbe un figlio e lo chiamarono Charlie che diventò un principe. Un giorno, mentre cavalcava sui prati, udì dal popolo del regno voci che raccontavano dell’orco cattivo che il vecchio Luca aveva sconfitto, che rubava i rifiuti dalle case per sporcare i loro bei boschi e i prati. Tutto il verde era ormai sommerso da immondizia maleodorante per la seconda volta. Così, un giorno, il re annunciò che avrebbe dato la figlia minore in sposa a chi avrebbe ucciso l’orco cattivo e ripulito i loro meravigliosi poderi. Charlie, innamorato della bellissima principessa, andò immediatamente alla ricerca dell’orco. Nei boschi incontrò una fata che, senza parlare, gli diede una spada magica. La spada lo guidò verso l’orco e, appena lo vide , lo assalì infilzandogli il cuore. Charlie divenne un eroe per tutti gli abitanti del regno per il suo gesto e fu così che con il loro aiuto, ripulì tutto. Il re, informato dal suo servo di cosa fosse riuscito a fare un cavaliere di nome Charlie, chiese di incontrarlo per ringraziarlo e dargli sua figlia come aveva promesso. Ci fu una bellissima festa in onore di Charlie e della bellissima principessa. La natura risorse e vissero tutti felici e contenti. FRANCESCO, DAVIDE, DENIS 1^B NICOLI


C'ERA UNA VOLTA, IN UN’ IMMENSA CASA,TANTO TEMPO FA, UN GIOVANE SIGNORE. GLI ABITANTI DEL SUO PAESE ERANO TUTTI CONTRO L'AMBIENTE, CIOÈ LO ODIAVANO. LUI INVECE LO AMAVA MOLTO!!! QUESTO GIOVANE SIGNORE, AVEVA QUASI 50 ANNI, MA NON LI DIMOSTRAVA, PERCHÉ LAVORAVA SEMPRE NELL'ORTO E PER QUESTO SI MANTENEVA IN BUONA FORMA. LA SUA CASA ERA MOLTO GRANDE, AVEVA DUE PIANI E UN GIARDINO IMMENSO. AL PRIMO PIANO, C’ ERA UNA PORTA MAGICA CHE PORTAVA IN UNA CITTÀ SOTTERRANEA DOVE C‘ ERANO PERSONE CHE AMAVANO L'AMBIENTE E CHE LO SOSTENEVANO E LO PROTEGGEVANO. LÌ ANDAVA ANCHE IL SIGNORE COSÌ POTEVA AIUTARE ANCH' ESSO L'AMBIENTE E PERCHÉ NEL PAESE DOVE ABITAVA NON GLI PERMATTEVANO DI FARLO. IL POPOLO DI SOPRA SI ACCORSE DOVE ANDAVA E LO ANDÒ A DIRE AL SINDACO E ALLA POLIZIA. QUESTI INTERVENNERO SUBITO: ENTRARONO NELLA CASA, MA NON TROVARONO NIENTE. IL SECONDO GIORNO CI RIANDARONO E TROVARONO LA PORTA MAGICA SPALANCATA, ENTRARONO DENTRO MA NON VIDERO NESSUNO SOLO CASE. ALL'IMPROVVISO IL POPOLO CHE ODIAVA LA NATURA SI ACCORSE, DAL MONDO CHE VEDEVA, CHE LA VITA, LÌ SOTTO ERA MOLTO PIÚ BELLA, L’ARIA PIÚ PULITA, LA GENTE PIÚ ALLEGRA, DECISE ALLORA DI COMINCIARE A CAMBIARE ATTEGGIAMENTO E INIZIARE COSÌ A VIVERE FELICE RISPETTANDO L’AMBIENTE. A VOLTE è MOLTO SAGGIO ASCOLTARE E OSSERVARE GLI ALTRI … POTREMMO IMPARARE QUALCOSA.

SARA C. IA SAN VITO


C’era una volta una città che aveva tante fabbriche e inquinava e il livello dello smog era al massimo; inoltre i rifiuti coprivano gran parte della città.Vicino a quella città c’era un paesino che ne risentiva molto. In questo paesino viveva una famiglia composta da padre , madre e tre figli.

Un giorno il padre si ammalò, il medico diagnosticò una polmonite da smog che si poteva curare stando lontano dallo smog, quindi le possibilità erano due: trasferirsi, oppure convincere il sindaco a pulire la città. Il padre era troppo debole per il viaggio, poi era affezionato al paesino in cui era nato e cresciuto. Il figlio maggiore, Roberto, decise di convincere il sindaco a tenere più pulita la città, ma lui rifiutò. Il giorno dopo decise di chiedere aiuto ai suoi amici. Insieme costruirono una macchina a pannelli solari, la proposero al sindaco che accettò. E un problema era risolto, ma il sindaco non poteva abbattere le fabbriche, unico lavoro possibile per i cittadini e quindi unica fonte di reddito per loro. Però Roberto fece notare che l’intera regione era molto ventosa e si potevano costruire delle pale eoliche per ricavarne energia. Per quanto riguardava i rifiuti … beh … ci voleva olio di gomito. Cosi i ragazzi aiutati dai volontari in qualche giorno ripulirono la città dai rifiuti che vennero ammucchiati nella piazza del paese. A mezzanotte precisa si diede fuoco ai rifiuti e tutti gli abitanti ballarono in torno al fuoco festeggiando per tutta la notte. Il padre del ragazzo guarì e sia la città che il paesino vissero per sempre felici e contenti … e senza inquinamento. Con la buona volontà tutto si ottiene anche le cose più improbabili.

IRENE E MARCO 1^B NICOLI


C’era una volta una principessa che amava passare le giornate nel mezzo dei boschi a osservare la bellissima e rigogliosa natura piena di uccelli che svolazzano, fiori coloratissimi e molto profumati che si potevano ammirare in quella meravigliosa zona del mondo. Un giorno, vicino al bosco dove andava sempre, alcune persone crudeli cominciarono a costruire una discarica gigantesca, dove andavano a finire tutti i rifiuti dell’intera città che si trovava a pochi chilometri da lì. Questa discarica copriva il bellissimo e grande panorama che si vedeva, mandava in giro una puzza tremenda e si sentiva un rumore fastidiosissimo di tutte le macchine e gli attrezzi. Molte persone fecero delle proteste e delle manifestazioni ma nessuno li ascoltò. Un giorno, la principessa, mentre faceva le solite passeggiate, non si accorse della discarica e ci si ritrovò dentro confusa senza che nessuno se ne accorgesse. Verso sera, molte persone, non vedendola ritornare nel suo castello, cominciarono a preoccuparsi e cosi, il re diede il compito a un principe che era da sempre innamorato della bella fanciulla di cercare la principessa in tutti i boschi delle vicinanze. Il principe ubbidì subito e iniziò la sua missione. Dopo una ricerca in tutta la zona circostante, trovò la povera principessa incastrata tra la spazzatura. Il principe, per raccoglierla, avrebbe dovuto prendere tutti gli oggetti buttati e metterli ognuno nell’apposito secchio della spazzatura ma di quest’ultimi non ne aveva neanche uno. Allora disse alla principessa di non muoversi, perché se lo avesse fatto le sarebbe potuto cadere qualcosa sopra, mentre lui andava a cercare i secchi. Dopo un po’ di tempo ritornò con dei secchi giganteschi pronti a contenere qualsiasi cosa. Il principe cominciò a prendere la spazzatura e uno per uno prese tutti gli oggetti e lì mise plastica, come bottigliette, dentro il secchio giallo, carta, come i fogli rovinati e i cartoncini, dentro quello bianco, rifiuti organici, per esempio le bucce della frutta, dentro quello marrone e il vetro, come le bottiglie, in quello verde. Dopo qualche istante la principessa si ritrovò libera e potè tornare a casa. Da quel momento, tutti vissero felice e contenti, ma soprattutto si impegnarono a fare la raccolta differenziata e a non buttare gli avanzi da qualunque parte. Matteo I A San Vito Romano


Fragolinda era una ninfa dei boschi che amava coltivare fragole .Viveva in una splendida casetta costruita sul tronco secolare di un grande albero di betulla ;ai piedi dell'albero Fragolinda aveva realizzato un piccolo orto che coltivava con amore .Le piantine che preferiva coltivare erano le fragole e , ogni anno ,a primavera il raccolto era abbondante e saporito. Un giorno fu indetto dagli Spiritelli del bosco un concorso per nominare la regina dei frutti di bosco. Fragolinda partecipò con entusiasmo al concorso portando le sue fragole più belle . Il concorso si tenne in una bella radura vicino al fiume che in breve tempo si affollò di partecipanti orgogliosi di presentare i loro prodotti.I frutti presenti erano il risultato di tanta cura e dedizione ,ma le fragole della ninfa superavano in sapore e bellezza tutti i prodotti presenti e così Fragolinda fu nominata regina .La vincita attirò l'invidia di alcuni nani malefici che decisero di distruggere l'orto dove Fragolinda coltivava le sue fragole .A notte fonda i nani versarono sul terreno dell'orto una grande quantità di sostanze tossiche che in breve tempo distrussero le piantine di fragole .Quando Fragolinda si accorse dello scempio si disperò e corse dagli Spiritelli per riferire quanto era accaduto .Gli Spiritelli le offrirono il loro aiuto e in breve tempo nuovi semi furono ripiantati .Il terreno però era troppo inquinato e le piantine crescevano malate .Disperata Fragolinda non sapeva più cosa fare e passava le sue giornate in lacrime guardando il suo amato orto.La triste notizia si sparse in tutto il bosco e così alcuni vermetti pulitori decisero di unirsi in colonie per prestare soccorso alla povera regina delle fragole In pochi mesi mangiarono il terreno contaminato e depositarono nuovo humus . Fragolinda a poco a poco vide il suo orto rifiorire tornando a nuova vita .Piantò nuovi semi che presto divennero piantine forti e rigogliose .Il nuovo raccolto fu abbondante e splendido come un tempo . Dopo qualche tempo Fragolinda fece piantare intorno al rifugio dei nani malefici una gran quantità di cartelli con su scritto: NON INQUINATE LA NATURA, RISPETTATELA !!!.I nani furono poi costretti dagli Spiritelli del bosco a pagare una multa molto salata che li costrinse a lavorare sodo per molto tempo. Ora nessuno poteva fare più del male alle piantine e Fragolinda restò per molti anni regina dei frutti di bosco.

Francesca IA San Vito


C’era una volta, un piccolo e pacifico paesino. Su un’alta collina sorgeva un gigantesco castello di pietre preziose, in cui regnava un famoso e ricchissimo re di nome Orlando IX. Un giorno, il re, venne a sapere da parte di un suo grandissimo amico, il re Massimo IV, che il suo paese era in gravissime e pessime condizioni, proprio perché un gruppo di ragazzi, stavano incendiando la foresta comune, provocando distruzione e morte ai poveri uccellini e ai piccoli animaletti che vi abitavano. <<Avevo provato a cacciarli via, ma loro ogni volta che avvertono il cammino dei miei soldati, scappano come conigli! Per questo sono venuto da te per chiederti di darmi una mano! Altrimenti non potrò più riacquistare potere!!!>>. Il re, senza pensarci due volte, accettò la richiesta da parte del suo amico. Chiamò allora un tale di nome Alessio, un comune ragazzo di 14 anni e molto famoso per le sue grandi imprese eroiche. Il ragazzo immediatamente, esclamò un semplicissimo “si”. Preparò il suo sacco con le scorte di cibo e qualche bibita e si incamminò verso la strada che portava al povero paese. Non era poi così vicino, tanto che ci impiegò quattro intenri giorni. Finalmente il quinto giorno arrivò: non fu accolto come eroe, non era stato avvertito nessuno, ma in cambio una tremendissima confusione lo accoglieva. Il fatto era che ormai la gente se ne stava tutta andando, proprio perché non ce la faceva più a vivere con quella puzza tra i piedi e ormai, quasi tutti gli anziani, si erano gravemente ammalati. In effetti, anche il ragazzo non ce la faceva a sopportare quella puzza di fumo, che invadeva tutto il cielo, ma era stato incaricato di risolvere il problema ed ora non poteva disobbedire. Il paesino, che da tempo era stato sempre accogliente e tranquillo, ormai era diventato un caos di odori. Un tempo era piuttosto tranquillo e regnava la pace e la quiete: un ottimo posto, coperto un tempo dal verde; ogni giorno, il prato produceva tanta buona e folta erba, che alle mucche piaceva molto. Oltretutto i pastori erano sempre più soddisfatti dei progressi del latte da parte delle mucche. Cani e gatti erano grandi amici, perché cresciuti in quell’aria tranquilla; di fiori ce ne erano un’infinità: viole, tulipani, rose, campanule, gigli e molte altre specie. Crescevano sempre più alti, profumati e robusti, tanto da fa incantare la gente per la loro superba bellezza. Non pioveva quasi mai: i panni erano sempre stesi e in quattro e quattr’otto erano asciutti e profumati. La gente era sempre pacifica e contenta: nessuno diceva male all’altro. Adesso era diventata cattiva e malcontenta, dispiaciuta e arrabbiata. Il bosco non portava pericoli né tantomeno danni; vivevano solo scoiattoli, cani, gatti, cavalli e altri piccoli animaletti. Erano del tutto innocui e molto pacifici.


Erano una seconda metà della gente, che ne era molto affezionata e ne andava fiera; ogni giorno la gente li andava a trovare e li ricompensava con buonissimi cibi fatti in casa, preparati dalle loro stesse mani. Il castello, sorgeva anch’esso sopra una collina rigogliosa, con ogni tipo di pianta ed albero. L’ingresso esterno del castello era abbellito con stupende siepi di ogni tipo di animale, una schiera di siepi, una di fronte all’altra. Era veramente un bellissimo posto, adatto per tutte e quattro le stagioni. Ormai si era invertito tutto quanto. Il cielo appariva sempre più scuro, sempre più inquinato e sempre più minaccioso. Il ragazzo, al guardar il cielo annerito, si sentì strizzare le ossa ed il suo cuore diventò sempre più malinconico, ma nonostante tutto, aveva la forza di andare avanti, passo per passo. Con il suo acuto intuito, seguì così la scia del fumo, che lo portò fino al bosco: non poteva guardare, gli venne da piangere! <<Poveri animaletti!>> pensò <<Quanto mi dispiace! Riuscirò comunque a vendicarli!!!>>. Così trattenne le lacrime e si avvicinò sempre di più per controllare il tizio causa di questo guaio, gigantesco guaio. <<Chi va là! Vieni fuori per ordine del re!>>. Si fecero così avanti un gruppetto di tre ragazzi. Lui non riuscì a credere ai suoi occhi: rivide ancora una volta i suoi amici di scuola! Non riuscì ancora a credere che fossero loro i colpevoli di tutto quel disastro Loro cominciarono a minacciarlo anche con i gesti, ed erano arrivati a tal punto di ucciderlo. Infatti, quando uno di loro gli stava per tirare un coltello, Alessio si nascose dietro un gigantesco masso. Così decise di difendersi: prese a colpi la pietra, facendo sgretolare una parte di roccia, ne ricavò delle pietre e cominciò a scagliargliele contro. Loro non riuscivano a sopportare l’immenso dolore, ed alla fine, svennero a terra. Così Alessio lo annunciò ai due re, Massimo li mandò in esilio su un isola araba, e col tempo tutti i guai si sistemarono; gli anziani riacquistarono salute, i cittadini si riabituarono alla loro classica vita ed il re ridiventò ricco e potente. Nominò Alessio “guardia del corpo” e vissero per sempre felici e contenti!!! Sara T. e Camilla IA San Vito


C’era una volta una petroliera che navigava nel golfo d’Alaska. Si diceva che in quelle acque

c’era un mostro marino verde con sfumature blu a scaglie con grosse unghie e mostruosi denti aveva anche delle zanne potenti, lui si nutriva di petrolio. Un giorno, mentre la nave

navigava, il mostro marino entrò nella nave e mangio tutto il petrolio. La nave dopo qualche minuto affondò. Il mostro aveva sotto le dita delle ventose che rilasciavano petrolio e ogni

volta che toccava qualche pesce o qualche corallo questi morivano. Un ragazzo vide tutta la scena e volle investigare sul fatto accaduto e chiese allo sceriffo e alla città se potevano

dargli una mano. Gli consigliarono di costruire una trappola e di attirarlo per ucciderlo: la trappola consisteva in una nave che faceva lo stesso percorso di quella precedentemente

affondata. Quando la nave partì il mostro la seguì. A un certo punto la nave scaricò tutto il petrolio nel mare. Il mostro lo mangiò senza sapere che era avvelenato. Il mostro non sapeva

che nella nave c’era anche del TNT Il ragazzo fece scoppiare la nave. Così il mostro morì. E il mare non fu mai più inquinato. GIULIA, FEDERICO, RIDA E RITA 1^B NICOLI


C’era una volta una bambina di nome Susan, un'amante della natura. Il suo patrigno, al contrario, danneggiava continuamente l’ambiente e non ne aveva rispetto. Un giorno Susan, stufa del comportamento del suo patrigno, se ne andò nel bosco per cercare l’aiuto di Madre Natura. Dopo una lunga ricerca, la trovò seduta sui rami di una maestosa quercia. Le parlò di questo problema. Madre Natura, commossa dal suo amore per la Natura, la volle aiutare e le donò un fiore magico. Per la strada incontrò Andrea, il suo patrigno, che la sgridò per essersi allontanata da casa a quell’ora del pomeriggio. Arrivati a casa Andrea la mandò a dormire ma lei, ovviamente, non ci riuscì. Decise, allora, di andare di sotto. Vide il patrigno stringere fra le sue mani il suo fiore magico e reagì d’istinto: gli si buttò addosso per riprenderselo. Il patrigno aveva capito che il fiore serviva a farlo diventare un amante della natura, ma non disse niente alla figlia. Susan pensò per tutto il giorno seguente a come far annusare il fiore al patrigno e alla fine escogitò un piano: mise i petali del fiore in una bevanda e cercò di fargliela bere. Andrea fece finta di cascarci e quella sera, assalito dalla rabbia, incendiò il bosco. Madre Natura si arrabbiò moltissimo e lo fece svenire così che Susan potesse fargli bere la bevanda. Quando Andrea si svegliò si sentì strano e dopo poco intuì che la figliastra gli aveva fatto bere la bevanda e più tardi scoprì che era diventato un ambientalista! BARBARA E GIULIA 1^B NICOLI


C’era una volta, in un paesino tranquillo, una principessa. Era alta, snella, aveva gli occhi azzurri come il cielo, i capelli biondi e amava moltissimo la natura . Da qualche mese erano venuti ad abitare in quel paese dei vandali, ovviamente a loro non piaceva la natura, infatti la distruggevano. Erano in cinque e ogni giorno andavano in un bosco, mettevano tutto a soqquadro e poi si avviavano verso un ruscello vicino, qui si divertivano a lanciare lattine e bottiglie nel ruscello , lasciare acceso il loro Sub di ultima generazione, accendere fuochi. Lo facevano soltanto per divertirsi, ma così creavano un grande danno all’ambiente. Mentre i vandali erano nel bosco, la piccola principessa si avviò , saltellando di qua e di là , verso il ruscello. Durante il lungo percorso,lei si fermò varie volte. In quell’ istante i vandali si accorsero della sua presenza e scapparono . La principessa arrivata a destinazione esclamò sconvolta: - Oh mio Dio … ma cosa è successo?- Il ruscello era verdastro con sulla superficie buste , cartacce, bottiglie, lattine, nell’aria c’era soltanto fumo. La principessa corse nella sua casa ed escogitò un piano: il giorno successivo , dalla mattina alle 6:00 , sarebbe stata tutto il giorno davanti al ruscello ben nascosta , avrebbe aspettato i “vandali” e … zac .. con la sua coroncina magica li avrebbe trasformati in alberi. Questa coroncina era un oggetto molto delicato. Una fata buona gliel’ aveva data e con tante raccomandazioni le aveva detto: “Ricordati che se qualcuno degli abitanti del bosco non sta dalla parte della natura , la coroncina non funzionerà”.Il giorno dopo la principessa stava già nel bosco, aspettò ed ecco i vandali, prese la coroncina e … non funzionava. I vandali la guardarono con uno sguardo fulminante , la principessa in quel momento scappò. Arrivata a casa pensò alle parole della fata e oallora decise di organizzare una grande festa , prese l’acqua inquinata e la fece bere agli abitanti che dissero :” Ma che cos’è?”. La principessa rispose:” Venite con me e vi farò vedere perché quest’ acqua è verdastra”. Li portò al bosco e tutti si accorsero del problema. Così passò al piano “B”: allearsi con tutto il popolo che ora aveva riscoperto l’importanza della natura. Con tutti i cittadini prepararono una pozione , la misero dentro la coroncina e … si avviarono per il bosco. Lì di colpo videro i vandali , un giovane coraggioso corse verso di loro e … tutti i non amanti della natura si trasformarono in alberi. Alla principessa venne dato il premio della natura e così tutti i cittadini vissero per sempre felici e contenti .

Claudia M. IA San Vito


C’era una volta, in un paese lontano, una strega che voleva prendere il trono del re. Stava perciò progettando un'arma capace di spazzar via l’intero paese. Per costruirla stava però utilizzando materiali tossici che quando non le servivano più gettava nel fiume vicino al suo castello. Il fiume era, per sfortuna dei paesani, l’unica fonte d’acqua nelle vicinanze: veniva usata per bere, per irrigare i campi … Ben presto tutti i paesani si ammalarono e i medici dovettero ricorrere a nuove e sperimentali medicine. I più poveri però non potevano permettersele e ci furono morti di massa. In una casetta diroccata vivevano Nicolò e suo padre. Il padre di Nicolò era molto vecchio e per l’intossicazione da sostanze tossiche stava diventando ancora più debole. Un giorno al villaggio arrivò un viaggiatore che, non riuscendo a trovare la strada di casa, chiesa a Nicolò se poteva fermarsi una notte a casa sua. Lui acconsentì ma lo avvertì che il padre stava molto male. Il misterioso straniero chiese a Nicolò se lo potesse vedere e poi, con aria lugubre disse che sarebbe morto in pochi giorni, a meno che qualcuno non avesse ucciso colei che inquinava il fiume. Gli diede una boccetta dicendo che al padre non sarebbe servita ma gli raccomandò di portarla sempre con sé. Nicolò il giorno dopo si mise alla ricerca del castello della strega. Arrivò IN un bosco e trovò un albero parlante che gli consigliò di tornare indietro. Lui gli disse che doveva uccidere la strega e salvare suo padre. L’albero sembrò commuoversi mentre gli raccontava che la strega stava uccidendo molti suoi fratelli con intrugli malefici. Gli donò poi una spada magica forgiata da giganti al centro della terra con il dono magico dell’albero riuscì ad arrivare al castello. Era un edificio maestoso e lugubre, dalle finestre usciva uno strano fumo verde e il fiume davanti a lui era completamente pieno di barili contenenti uno strano liquido verde. Si arrampicò fino alla finestra da cui usciva il fumo e si trovò faccia a faccia con la strega. La lotta non era certo alla pari: la strega aveva i poteri magici e Nicolò solo una spada, che non sembrava affatto magica. Quando tutto sembrava perduto Nicolò premette per sbaglio un pulsante nascosto sull’impugnatura della spada ed essa incominciò a brillare di una luce abbagliante. Furono lampi e furono saette e la spada sembrò prendere vita. Incominciò a combattere da sola e riuscì a sconfiggere la strega che cadde uccisa nel fiume inquinato. Nicolò si accorse poi dell’arma distruttiva e la ruppe. Tornò al villaggio, ma quando arrivò a casa scoprì che il padre era morto. Gli sembrava che non ci fosse più nulla da fare, ma poi si ricordò della boccetta donatagli dal viaggiatore, pensò di gettarne il contenuto, si rese conto però che avrebbe solo peggiorato le cose: talvolta è meglio lasciare che la natura svolga il suo corso anche se lentamente, che intervenire subito in modo dannoso per l’ambiente. Nel corso dei mesi il fiume tornò come nuovo e Nicolò sposò la principessa del regno. Tutti gli abitanti gli furono infinitamente grati per averli salvati, da quel giorno vissero tutti felici e contenti, finché non arrivò la deforestazione, ma questa è un'altra storia … VIRGINIA E NICOLO' 1^B NICOLI


C‟erano una volta in un piccolo paese cinque ragazzi di nome: Luca, Mauro, Giovanni, Antonio e Stefano, che non rispettavano l‟ambiente. Andavano tutti i giorni in un bosco lontano dal paese, e lo scopo era solo quello di divertirsi ad inquinarlo. Gettavo per terra lattine, buste, bottiglie e scrivevano sugli alberi. Quel luogo, il quale prima che arrivassero loro era stupendo ma che ora era diventato orribile: non c‟erano più uccellini e scoiattoli, nessuno ci andava più a prendere il fresco seduto sulle panchine o a giocare a carte sui tavoli, non c‟era più nulla e anche gli alberi si rifiutavano di mettere le foglie in primavera. Un giorno dal tronco di un albero uscì un mago vestito in modo piuttosto bizzarro: tutto nero con enorme cappello rosso. “ CI SONO VISITE OGGI…” disse Giovanni. “ SONO VENUTO PER RIPRENDERE QUELLO CHE APPARTIENE ALLE PERSONE INTELLIGENTI E A ME E AI MIEI FRATELLI E SORELLE ALBERI…” disse infuriato il mago. “E CHI CI OBBLIGA????” disse questa volta Luca. “ ALLORA SE NON UBBIDITE IO VI LANCERÒ UN INCANTESIMO CHE VI FARÀ PULIRE IL BOSCO E VI CONVERTIRETE AL MONDO DEGLI AMBIENTALISTI…!!!!!” “ CHE PAURA!!!! STIAMO TREMANDO….!!!! MA NON DIRE CAVOLATE…”disse Mauro. Il mago allora stanco delle loro prese in giro lanciò l‟incantesimo e i ragazzi cominciarono a correre per prendere tutto il necessario per ripulire il bosco. Pochi giorni dopo tornarono scoiattoli, uccelli e signori per giocare a carte e prendere un po„ di fresco e respirare aria pulita. Dopo un mese nacque una nuova associazione di ambientalisti… era la loro..!!!! Claudia S. IA San Vito


C'era una volta una famiglia di contadini che viveva di raccolto. Un giorno fu costruita una fabbrica vicino alla loro casa. Questa fabbrica produceva armi e metalli, era grande e maestosa con un'enorme ciminiera da cui usciva molto fumo che inquinava l'aria. Ogni volta che venivano prodotti dei rifiuti inorganici, li gettavano nel campo della famiglia di contadini. I rifiuti venivano assorbiti dal terreno da cui non crescevano più ortaggi. Un giorno la famiglia si stufò di tutto ciò e mandò il loro figlio più grande, Giordano a parlare con il proprietario. Giordano si presentò dal proprietario della fabbrica chiedendogli di non buttare i rifiuti nel loro campo. Il proprietario non avrebbe più gettato le scorie,se gli avessero dato un miliardo di lire. La famiglia era disperata, dato che erano poveri e non avevano un miliardo di lire. Quando ormai non sapevano più cosa fare, chiesero l'elemosina. Una fredda mattina, Giordano si era seduto vicino a un palo della luce, con il bicchierino dell'elemosina vuoto. Quella sera passò di li un vecchio signore molto ricco e generoso, vedendo Giordano infreddolito provò compassione e gli chiese il motivo per cui era li. Giordano gli raccontò tutta la storia e il vecchio signore gli donò un miliardo di lire. Il giorno seguente Giordano, andò a consegnare la somma al proprietario della fabbrica. Dato che non gettare più rifiuti non gli andava giù, come "risarcimento", rapì la sorellina di Giordano,di nome Clarissa. Giordano e i suoi fratelli si organizzarono per liberare Clarissa. Appena entrarono nella fabbrica rimasero scioccati vedendo milioni di bambini malnutriti e maltrattati, che lavoravano per il proprietario. Senza farsi vedere andarono nella stanza dove il proprietario stava riposando e dove era rinchiusa Clarissa e la liberarono. Una volta tornati a casa organizzarono un complotto con tutti i paesani contro il proprietario. Entrarono nella fabbrica e lo catturarono, costringendolo a liberare i bambini, chiudere la fabbrica e rimediare i danni causati dai rifiuti. Il proprietario, non solo cambiò stile di vita, ma ripulì tutti i campi, trovò un modo per riciclare i rifiuti e convinse gli altri proprietari di fabbriche a non inquinare e riciclare. Dopo questa avventura tutti tornarono alla loro vita di sempre e la famiglia di Giordano visse per sempre felice e contenta, senza rifiuti che inquinavano il loro campo. SONIA E MARTINA 1^B NICOLI


C’erano una volta in un regno, dove tutti erano indifferenti alle bellezze della natura, due principi Samara e Fabio, loro, a differenza di tutti gli altri abitanti del regno, erano ambientalisti e proteggevano a qualsiasi costo la natura. Un giorno Samara e Fabio dovettero affrontare un’impresa molto difficile: salvare tutti gli orti del regno. L’impresa era quasi impossibile perché gli orti non erano più orti ma vere e proprie discariche, le piante erano tutte malate e non davano frutti, i pomodori erano blu a causa della vernice che veniva assorbita dalle radici e poi il basilico era completamente ricoperto da bolle gialle a causa del fiume inquinato e le cipolle erano tutte secche perché delle sostanze tossiche con la pioggia erano finite nel terreno. I due non sapevano come fare ma poi gli venne un’ idea: lasciò il suo titolo di principe e con l’aiuto di un grande mago inventò dei fertilizzanti naturali, fatti cioè con materiali che si trovano in natura come piante o rifiuti organici così la gente del regno imparò a pulire e a non sporcare l’orto il principe fu contento che la natura avesse riavuto il proprio corso e così il regno fu pulito da ogni sporcizia e vissero tutti felici e contenti . Luciano IA San Vito


C’era una volta, in un paese molto lontano, un ventenne molto ribelle di nome Jordy. Egli inquinava molto: gettava l’immondizia fuori dal balcone, acquistava macchine costose che inquinavano parecchio, quando comprava qualche dolcetto buttava sempre la carta a terra, tra l’altro Jordy sprecava elettricità e acqua. Una notte, fece un sogno che gli cambiò la vita: un fantasma, di nome "URLO’’, bruscamente lo afferrò per il braccio e gli fece vedere un panorama stupendo: un’immensa distesa d’erba verde sfumata con i mille colori dei fiori e un’ infinità di acqua azzurra cristallina. Jordy chiese al fantasma perché gli facesse vedere quello spettacolo, Urlo gli disse che quello era il passato, prima che nascessero persone come lui. In una frazione di secondo un altro fantasma,’’CASPER’’, presentandosi gentilmente gli fece vedere come sarebbe stato il mondo se le persone come lui fossero andate avanti ad inquinare. Jordy anche questa volta vide uno spettacolo ”orrendo”: immondizia per strada, smog … (e molte altre cose) non si poteva neanche più respirare! Dalla puzza e dall’aria così inquinata. Come per magia Jordy cadde nel suo letto, da allora invitò gli altri a non inquinare più e così fu! STEFANO E BIANCA 1^B N


C’era una volta una famiglia povera, i Macomori, composta da: mamma,papà e tre fratelli. Questi vivevano coltivando il poco che avevano e bevendo l’acqua del ruscello che passava davanti casa loro. Un giorno il più piccolo dei tre fratelli voleva prendere dell’acqua dal fiume ma, insieme all’acqua, trovò dei barattoli di crema della principessa, che viveva nella lontana città di Cittavicina. Ne parlò con i genitori. Il più grande disse al padre: “Tranquillo papà, vado dalla principessa, e con il mio fascino la conquisterò e le farò ripulire il ruscello e le impedirò di farglielo risporcare.” Aggiungendo: “Partirò domani all’alba.” Il giorno dopo, come detto ai genitori, partì. La mamma prima di farlo partire gli diede un cestino con dentro abbondante cibo. Partì … Dopo un giorno di viaggio giunse al castello. Davanti al portone d’entrata del castello trovò un orco che faceva da guardia. L’ orco gli propose un indovinello, il ragazzo poteva entrare solo se indovinava, ma per di più a ogni risposta sbagliata che dava l’orco gli mangiava un dito. L’ indovinello era questo: “Qual è il pasto che mi fornisce cibo e uno stuzzicadenti?” Il ragazzo rispose: “Ovvio, gli spiedini!” L’orco pronunciò queste parole: “A te non conviene sbagliare, perché se no tu mi fai mangiare!”Aggiungendo: “Hai sbagliato!” Detto questo gli mangiò un dito. Il ragazzo ritentò: “Ho capito, sono le dita degli uomini!” L’ orco triste disse che la risposta era quella e che ora poteva entrare.


Il ragazzo entrò nell’immenso castello. Dopo che ebbe salito i quattro scaloni giunse nella stanza della principessa, al lato trovò una perfetta guardia di paglia, talmente perfetta che la scambiò per una vera guardia e, con qualche calcio e qualche pugno la“uccise” . Convinto di avere ucciso una vera guardia si credette invincibile e entrò senza timore nella stanza della principessa. Appena entrò pronunciò fieramente queste parole: “Io sono invincibile, e per sposarti sono pronto ad affrontare ogni sfida mi venga proposta.” Detto questo la principessa lo smentì con queste parole: “A sì? Allora dovrai affrontare i miei due cagnolini!” Il principe sicuro di sé accettò, ma solo dopo scoprì che erano cani zombie si rese conto che non era poi così forte. Ma purtroppo ora aveva accettato e non poteva più ritirarsi. E lottò… I cani zombie avevano avuto la meglio sul ragazzo, che dopo il duello morì. Dopo cinque giorni, quando alla famiglia venne comunicata la notizia della morte del figlio maggiore si fece avanti il secondo figlio, il quale pensò di farsi onore con queste parole: “Adesso andrò io dalla principessa, vendicherò mio fratello e le ordinerò di ripulire il ruscello.” I genitori lo appoggiarono pienamente, la mamma gli diede un cestino pieno di tutti i suoi cibi preferiti, però lui, a differenza del primo, partì subito senza aspettare l’alba del giorno successivo. Dopo un giorno di viaggio anche lui giunse davanti alla porta di entrata del castello. Anche a lui l’orco pose un indovinello, però diverso: “Cos’ è che viene ma non viene?” Il ragazzo subito rispose: “E’ la fortuna!” Aggiungendo: “Muoviti, ora fammi passare!” “No, non così in fretta, la risposta non è giusta!” Disse l'orco, e con umorismo aggiunse: “Ritenta, forse sarai più fortunato!!!” Il ragazzo esclamò : “Ora ho capito, è il domani!!” L’ orco affermò con dispiacere che la risposta era quella. E specificò che ora poteva entrare.


Anche lui attraversò l’ enorme castello finché non giunse nella stanza della principessa, ma lui non andò dalla principessa con l’ intento di sposarla, ma di punirla per vendicare suo fratello e il ruscello. Entrò nella stanza della principessa, ma questa volta trovò anche il padre, il re, ma padre e figlia erano talmente impegnati a discutere che nemmeno si erano accorti del ragazzo. Il ragazzo ascoltò le cose che si dicevano il re e la principessa, cioè che la ragazza aveva troppi vestiti e che doveva buttarne qualcuno, ma la ragazza non voleva, allora il re dovette ricorrere ai ricatti dicendole: “Se non butti qualche vestito io non manderò i nostri servi nel vicino paese di Paeselontano a comprarti più le creme che tu vuoi.” La ragazza, che non poteva rinunciare alle creme, accettò. Subito fece buttare nel ruscello tutti i vestiti che non usava più. Sentito questo il ragazzo tornò a casa, dove venne riaccolto con tanta gioia. Il giorno dopo, la mamma andò a vedere in che condizioni era il ruscello e trovò i vestiti della principessa, li prese tutti, e andò nel paese di Paeselontano per vendere i vestiti. Dopo quasi due giorni la mamma ritornò a casa con tanti soldi ricavati tutti dalla vendita dei vestiti. Il fratello minore decise di andare dal re con i soldi per ripulire il fiume con l’aiuto dell’impresa di pulizia. Una volta trovato l’accordo il ragazzo pagò il re per avere l’aiuto nelle pulizie del fiume. Il re e la sua impresa di pulizia in una settimana ripulirono il ruscello. E vissero per sempre felici e contenti. ALESSIA E ALESSANDRO 1^B NICOLI


“Nonno, nonno, ci racconti una favola per farci addormentare ?” chiesero i nipotini. “Certamente bambini, però questa sera voglio raccontarvi una storia vera che non conoscete e che si tramanda da diverse generazioni , forse un giorno anche voi la racconterete ai vostri figli”. Il nonno iniziò il suo racconto. Tutto ebbe inizio a Whitehaven, un piccolo villaggio che si affacciava sul mare d’Irlanda, il 30 Aprile 2319 ; era una giornata primaverile, ma fredda e nebbiosa. Sembrava un giorno come tutti gli altri. Gli adulti erano andati al lavoro, i ragazzini erano a scuola, e, malgrado non fosse bel tempo, i bimbi allegri giocavano nel parco accompagnati dalle loro tate e dai nonni; alcune massaie erano indaffarate nello loro faccende domestiche, altre erano andate al mercato, mentre i vecchietti giocavano a bingo al centro anziani. Nell’aria si poteva sentire il profumo dei dolci e del pane appena sfornati; nella piazza principale, tra le bancarelle, si udiva la pescivendola che urlava per attirare le persone e i pettegolezzi delle vecchiette; al contrario sulla spiaggia si sentiva solo il rumore delle onde che si frantumavano sugli scogli. Nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che stava per succedere… Nel parco una bambinaia cominciò ad accorgersi che stava accadendo qualcosa di terribile alle piante: una sostanza viscida, nera, melmosa, stava risalendo dal terreno, si infiltrava nelle radici, risaliva lungo il fusto e passando attraverso i rami arrivava fino alle foglie. Dopo un po’ tutti gli alberi del parco erano diventati neri e, più tardi, iniziarono a liquefarsi dentro quella “Cosa”. La stessa sorte toccò ai fiori e all’erba. I bambini urlarono e tutti si rifugiarono nelle loro case. Nel frattempo la “Cosa” stava emergendo anche dal fondale marino soffocando tutti i pesci che, trascinati dalle onde venivano sbattuti sulla spiaggia: in pochi minuti la riva divenne un cimitero di creature informi. Gli abitanti di Whitehaven accesero radio e televisioni: tutti i canali annunciavano che eventi catastrofici simili stavano avvenendo su tutto il pianeta. La “cosa si stava espandendo su tutto il pianeta, in un solo giorno aveva sterminato la fauna e la flora marina, mentre soltanto le piante nelle zone collinari e montuose erano ancora in vita. Ben presto l’ossigeno cominciò a diminuire, invece la temperatura del pianeta prese a salire perché la “Cosa” essendo nera assorbiva i raggi del Sole e l’anidride carbonica intrappolava il calore. Nel giro di poche settimane la temperatura era salita di oltre 10 gradi; per questa ragione anche i ghiacciai cominciarono a sciogliersi provocando l’innalzamento del livello degli oceani.


La spiaggia di Whitehaven, come tutte le altre, si ristringeva ogni giorno di più fino a quando non scomparve del tutto; ma l’oceano continuava ad innalzarsi e in pochi mesi anche il villaggio e tutte le città costiere del pianeta furono sommerse. La Terra era sconvolta da continue tempeste e i fulmini, sempre più violenti e numerosi, provocavano continui incendi che devastavano gli edifici, crebbe a dismisura il numero delle vittime animali e umane colpite dai fulmini. Solo in cielo gli uccelli continuavano a volare, o almeno così credevano le persone, ma quando quelle macchie scure cominciarono a scendere sulla Terra gli umani si accorsero che non erano uccelli, si trattava invece di mostri volanti fatti di gas velenosi che penetrando attraverso le narici soffocavano gli esseri viventi. La “Cosa” aveva preso coscienza di sé e ora dominava l’intero pianeta. Alcuni scienziati riuscirono a prelevare un campione e scoprirono con orrore che era composta da tutte le sostanze chimiche e radioattive con le quali gli uomini avevano inquinato il pianeta per secoli. “Nonno, nonno, ma nessuno provò a fermarla ?” chiesero i bambini spaventati. “Si, ma fallì” e il nonno proseguì il suo racconto. Il gruppo di scienziati che aveva analizzato il frammento della “Cosa” cerco un mezzo per neutralizzarla, ma morirono quasi tutti vittime dei gas viventi che infestavano l’atmosfera. Il solo rimasto continuò le ricerche e casualmente scoprì che a contatto con la Xaanite la “Cosa” si trasformava in una polvere inerme. “Che cos’è la Xaanite ?” domandarono i bambini. “é una roccia radioattiva che si trova solo sul pianeta Mercurio” rispose il nonno e continuò. Il giovane scienziato si mise in contatto con le autorità militari per informarle della sua scoperta. Quest’ultime decisero subito di organizzare il viaggio verso Mercurio. Ma ogni tentativo di abbandonare la Terra con un’astronave fallì: quando cercarono di partire la “Cosa” lì afferrò con centinaia di tentacoli e li trascinò nelle profondità del pianeta. Quando fu chiaro che non c’era più nessuna speranza, il giovane scienziato si mise in contatto con la stazione lunare e disperato li mise al corrente del fallimento. Spinto da un’improvvisa follia afferrò la Xaanite e si gettò contro la “Cosa”; per qualche istante sembrò avere la meglio: la “ Cosa”, dopo aver capito che quella roccia era per lei fatale, si ritirava, ma poi un tentacolo afferrò il giovane alla gola e lo trascinò dentro la melma. Fu a quel punto che le stazioni spaziali che orbitavano intorno alla Terra registrarono un boato agghiacciante: era l’urlo simultaneo degli abitanti rimasti che venivano inghiottiti dalla “Cosa”. “Nonno, allora come mai noi siamo qui ?” “Perché i nostri antenati pensarono di costruire una stazione lunare che fosse anche una città-astronave e noi ci troviamo su questa astronave in viaggio ormai da 213 anni alla ricerca di un nuovo mondo!”. Sara Luigia IA San Vito


C’era una volta, un paesino arroccato su una montagna,dove c’erano alti castelli abitati solo da spettri e inquietanti foreste di alberi spaventosi. Una vecchia leggenda narra che in quel paesino, viveva il fantasma della strega Malvagia che rovinava l’intera natura, impediva agli abitanti di montare, nelle loro modeste abitazioni, pannelli fotovoltaici, pale eoliche, termosifoni in ghisa, di fare la raccolta differenziata e quindi di rispettare l’ambiente. Nel castello più tetro e pauroso del paesino invece viveva un’altra strega Malvagia, ma questa volta reale e non un fantasma, insieme al suo gatto nero di nome Sfortunato, portatore di disgrazie e maledizioni. Malvagia aveva dei capelli sfibrati e trascurati come una vecchia scopa, i suoi occhi avevano un’aria inquietante e paurosa,il suo naso dava il senso di un imbuto viscido,le sue labbra sembravano due inceneritori per rifiuti ed i suoi denti assomigliavano ad escrementi animali. La strega vestiva con indumenti ricavati dai peli del suo gatto e metteva scarpe fatte di spine di cactus. Malvagia aveva in mente un diabolico progetto: distruggere il mondo e la natura. Voleva costruire una potente macchina “l’aspira - mondo natura 2000”, per rovinare in poco tempo i beni naturali ed ogni singola parte dell’ universo. “L’aspira - mondo natura 2000” si costruiva con tre rari materiali: l’orospino presente in Alaska, la lanseta in Africa ed il ferrbronzo in Russia. Così lei decise di affidare al suo gatto il compito di trovare questi tre materiali . L’animale andò in Alaska e vagando qua e là, lesse un cartello in cui c’era scritto: <<Informiamo tutti coloro che cercano l’orospino, che esso si trova nel fiume Town e che per averlo bisogna sconfiggere un possente drago>>. Sfortunato andò in quel fiume e vide il drago, con quattro-cinque colpi di “karate” sconfisse lo spaventoso animale e prese il primo materiale di cui la strega aveva bisogno . La seconda tappa fu l’Africa. Lì il gatto doveva uccidere il Bisontorco, un incrocio fra un bisonte e un orco, la sua potenza era talmente elevata che chiunque aveva provato ad ucciderlo ne era uscito perdente. Il gatto fu l’unico che riuscì ad ucciderlo e di conseguenza ad impossessarsi della lanseta, per questa impresa fu nominato “gattbisontorco” e gli dedicarono una statua. Sfortunato infine si recò in Russia,per prendere l’ultimo ingrediente,che aggiunto agli altri avrebbe distrutto la Terra. Ma qui ad attenderlo c’era un’enorme mostro, con una bocca grandissima e delle fauci assetate di sangue. Non appena vide il gatto, l’orrenda creatura spalancò la bocca ed in un sol colpo inghiottì il felino. Siccome Malvagia viveva in simbiosi con il perfido Sfortunato anch’essa di colpo morì. Il sole tornò a splendere, la natura rigogliosa avvolse la Terra e della perfida vecchiaccia rimase solo un brutto ricordo.

Sofia IA San Vito


Un giorno nel paese Discarica il principe Ambientale e la principessa Inquinatrice litigarono per via del continuo comportamento sbagliato di lei nei confronti della natura. Inquinatrice infatti era solita gettare carte, bustine, bottiglie vuote e rifiuti in genere ovunque capitava. Il suo scopo era quello di costruire un luogo speciale dove lei potesse fare tutto quello che voleva, inquinando a più non posso, trasformando anche tutti gli abitanti in mutanti: quindi la principessa non voleva rispettare nessuna regola nei confronti dell’ambiente, voleva infatti rovinarlo comandando sia sulla natura che sugli uomini...era di una malvagità senza confini! Il principe, vedendo quello che faceva la sua sposa, corse ai ripari e decise di liberare il mondo degli uomini e della natura dalla cattiveria della sua principessa. Si rivolse allora a una vecchia ma ancora bella fata che abitava in un luogo sperduto nei boschi, ma che era stata dimenticata da tutti e da molto tempo, la fata si chiamava Educazione. Educazione rivelò al principe che l’unica soluzione alla distruzione del mondo sarebbe stata la riscoperta di un rispetto per l’ambiente e per gli uomini, solo così il mondo avrebbe avuto un futuro; la fata diede ad Ambientale una pozione magica che doveva risvegliare in ognuno, inclusa Inquinatrice una corretta educazione ambientale. Il principe decise di ordinare ai suoi sudditi di bere la pozione e subito la malvagità scomparve e il mondo tornò pulito come prima e i suoi abitanti dei bravi cittadini. Inquinatrice e Ambientale fecero pace e la principessa comprese tutti gli errori che aveva fatto. E tutti vissero puliti e contenti...con un futuro certo. Saverio IA San Vito


C’era una volta in un piccolo paesino isolato una famiglia dove vivevano molti bambini; ma il ragazzo più bravo nel lavoro era Marco, un ragazzo molto sereno, allegro e coraggioso. Marco non si stancava mai, infatti il padre preferiva farsi aiutare sempre da lui soprattutto a fare la legna che era molto utile alla sua famiglia. Il ragazzo aveva però anche una particolarità: possedeva poteri magici e qualche volta li usava. Un giorno cominciò a piovere a dirotto e Marco si preoccupò molto perché aveva paura che la montagna che era vicino alla sua casa venisse giù, portandosi dietro gli alberi e la vegetazione che era rimasta, uccidendo animali, distruggendo tutto quello che avrebbe incontrato sul suo cammino. L’uomo non era stato molto intelligente e aveva costruito case su case tagliando alberi e piante. Il giorno seguente pioveva ancora di più e Marco era ancora più preoccupato, ma la sua famiglia no perché tutti avevano fiducia nel loro figlio che avrebbe saputo salvare il mondo usando i suoi poteri. Sembrava però che l’acqua non finisse più di scendere dal cielo e solo dopo molti giorni smise di piovere. A quel punto la montagna cominciò a muoversi, tutta la gente che viveva sotto la montagna cominciò a scappare, ma Marco decise infine che doveva intervenire i suoi poteri e il suo amore per la natura lo avrebbero aiutato. Andò vicino alla montagna, dove la terra si muoveva, e con enormi braccia abbracciò l’intera montagna, sembravano le braccia di un enorme gigante! Incominciò a spingere con tutta la forza che aveva, fino a che la montagna tornò al suo posto. Fu così che un piccolo,semplice e coraggioso ragazzo salvò gli abitanti della montagna. Manolo IA San Vito


Ecofiabe  

Testi creativi sull'ambiente realizzati dalla classe IA della Scuola Media di San Vito Romano e dalla classe IB della Scuola Media Guerrino...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you