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“Les jardines en Italie” MANOSCRITTO- G. SAND – DISEGNO A MATITA- Deveria

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“Les jardines en Italie” MANOSCRITTO- G. SAND – DISEGNO A MATITA- Deveria

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VILLA ALDOBRANDINI

LE VILLE - FRASCATI

VILLA MONDRAGONE

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Il manoscritto è un memorandum del viaggio compiuto nel febbraio 1855 in compagnia del figlio Maurice e di Alexandre Manceau , incisore e scrittore con il quale la scrittrice aveva una relazione dopo la separazione da Chopin. Il manoscritto è stato redatto a Nohant il 9 settembre 1855 quando la Sand aveva 52 anni ed era solita dettare gli scritti ad amici che soggiornavano nella tenuta di campoagna dove stabilmente viveva

Nohant , casa e parco

Luoghi dove George Sand e’ vissuta

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La redazione del documento è stata attribuita dai periti ad Emile Aucante amico intimo della Sand della quale diventò segretario e consigliere, occupandosi della gestione degli interessi della scrittrice; l’ ultima parte, dello stesso Manceau mentre autografe alcune correzioni e la data conclusiva 9 settembre 1855. Il lavoro è arricchito da disegno di J.J. Deveria, del figlio Maurice eseguiti per la rivista “Le Magasin pittoresque”

Feuillets – Veline “Les jardins en Italie”

Autenticazione Pierre Cornuau - Libraio 5


L E S J A R D I N S Disegno di J.J. Deveria- Musa

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Miniatura: anni

Amandine,

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George Sand è lo pseudonimo di Amantine Amandine Aurore Lucile Dupin. Romanziera e scrittrice francese, nasce a Parigi il 1^ luglio 1804, muore a Nohant l' 8 giugno del 1876. Ha scritto Romanzi, novelle, racconti , pièces teatrali, testi per recite di marionette. Un' autobiografia, critiche letterarie, testi politici Da ragazza trascorre ore cavalcando la sua Colette

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G. Sand, Casimir Dudevant, che conobbe nel 1822 a 18 anni in vacanza presso amici e sposò dopo qualche mese. Dal matrimonio ebbe due figli. Fu una sua scelta maritarsi con un uomo che disprezzava libri e musica e amava la caccia

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I SUOI RAPPORTI SENTIMENTALI G.Sand – Ritratto, De Musset- 1838

Ritratto di G.Sand Delacroix- 1838

Ritratto di George Sand, abiti maschili – L. Calamatta-prima del Ritratto di Delacroix- 1834

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Ritratto- Charpentier Periodo di Chopin

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Nohant

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COSA COLPISCE IN GEORGE SAND… Il fatto che sia riuscita, in un’epoca dominata dagli uomini, ad imporre la propria arte e il proprio pensiero e a vivere della sua penna: lei, la sua famiglia, gli amici socialisti o bisognosi.

Intorno al 1832-33, George Sand, donna, giovane e affascinante, entrò trionfalmente nel mondo della letteratura, riscuotendo un immediato successo con i suoi primi romanzi come Rosa e Bianca 13


La sua irrequieta vita sentimentale emanava un fascino irresistibile per tutte le fantasie accese. Romantico fra i romantici, Alfred de Musset, giovane poeta, conosceva già tutti gli eccessi e i drammi del momento, eppure non poté resistere al fascino della “femme écrivain” che fece di lui un vero “enfant du siècle”. La confession d’un enfant du siècle, (1836), sua opera narra la loro storia d’amore e divenne letteratura

Aurore Dupin, Baronne Dudevant, per poter scrivere fu costretta a scegliere uno pseudonimo maschile volutamente ambiguo, poiché aveva iniziato a scrivere in collaborazione con il suo compagno del momento, Jules Sandeau

Ritratto a pennaG. Sand, 1831-

La scrittrice conservò solo la metà del cognome di quello che si era appropriato quasi totalmente dei romanzi composti da lei. Eliminò la s finale del nome Georges, tipicamente maschile. e quasi prevedendo che avrebbe scritto sulla sua terra natale, il Berry, scelse quella parola che indica in dialetto berrichon lo spirito del luogo, georgeon.(georgico) 14


Il Berry, Regione Nord-Ovest della Francia,in cui G. Sand visse per gran parte della sua vita: qui la natura non è di una bellezza sfolgorante ma la vita agreste le suscitò sentimenti romantici ed il contadino berrichon, pur vivendo lontano da qualsiasi eccesso, si nutre di fantastico. .

La Vallée noire, prima che la Sand ne facesse la cornice verde dei suoi romanzi, era quasi del tutto sconosciuta

Sand con vestiti maschili

Sand scriveva registrando quel flusso immaginifico che sembrava imporsi da solo insieme alla libertà di sfidare i pregiudizi del mondo e costituendo proprio attraverso la scrittura la sua identità anche con quel nome ( SAND) che i due figli adottarono a discapito del cognome aristocratico del padre. Il suo uso di vestirsi da uomo non era motivato dal gusto della provocazione o da una forma di esibizionismo piuttosto da ragioni pratiche: la sua passione per l'andare a cavallo ed il teatro.

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D’altronde Maurice Dupin, padre della Sand, diseredato dalla madre, fu costretto a portare la moglie a teatro, vestita da uomo e a piedi (tanto più comodo era farlo in pantaloni!), nell’economicissimo parterre riservato ad un pubblico maschile. George seguì il loro esempio, del resto, abile amazzone, era già stata abituata ad un tale abbigliamento. Deschartes, il suo precettore gesuita, le permetteva infatti lunghe cavalcate abbigliata da uomo.

Ella desiderava assistere agli spettacoli teatrali, aveva pochi mezzi per acquistare le elaborate e costose toelette femminili dell’epoca con crinoline voluminose difficili da gestire.

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Decisa e determinata anche nei suoi amori drammaticamente romantici e nel romanzo Elle et lui, (1859), diversi anni dopo l’accaduto, narra la sua storia d’amore con Alfred de Musset ( di 6 anni più giovane di lei), mentre nelle sue Lettere al poeta rivela un amore semplice e quasi infantile “Je garde le souvenir de votre baiser et je voudrais bien que ce soit une preuve que je puisse être aimée par vous. »

Nel romanzo Les sept cordes de la lyre, (1840), scritto nell’entusiasmo iniziale del loro rapporto, l’arte angelica di Albert\Chopin consola ed eleva Hélène\Sand. Sand lo assistette amorevolmente, per otto anni poiché la sua salute era assai compromessa dalla tisi, e inoltre con la sua grande sensibilità e competenza musicale, Sand lo rassicurava sull’eccezionale pregio delle sue composizioni. La sua presenza benevola contribuì certamente alla creazione dei capolavori del grande musicista polacco. I due artisti confrontavano e ammiravano reciprocamente le loro opere, completandosi a vicenda. L’anima poetica di Chopin apprezzava la grazia e l’idealismo dei romanzi campestri La palude del diavolo (1846), Francesco il trovatello (1848), La piccola Fadette (1849), I maestri suonatori (1853).

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La Sand era una sana e robusta donna che non cessava di prodigarsi per gli altri, dedicandosi, e con grande riuscita, alle più disparate attività: la scrittura prolissa e sterminata di romanzi, novelle, drammi teatrali, articoli di giornale, lettere, diari personali, ecc. a cui venivano dedicate le ore notturne. Essa infatti da mezzanotte alle sette del mattino, in ogni circostanza, si raccoglieva nel silenzio della sua stanza per scrivere quotidianamente, durante tutta la sua vita. Sveglia verso mezzogiorno, riprendeva i suoi studi, la ricerca a cui affiancava la pittura di acquarelli e il disegno; l’instancabile attività politica; la gestione dei suoi affari; l’educazione dei figli (più tardi dei nipoti) seguiti personalmente secondo i dettami di Jean-Jacques Rousseau (pensieri pedagogici, nei quali l'autore dimostra la necessità di conservare nel bambino l’originaria bontà impedendo che questa venga corrotta dalla stessa civiltà; perciò è necessario allontanare il bambino dalla società, affidandolo alle cure di un precettore, da l’Emilio, il suo trattato pedagogico); i suoi salotti accoglievano l’intellighenzia internazionale e persino le più svariate attività domestiche, come cucire i sontuosi costumi per le marionette del teatrino della sua casa, a Nohant.

Nohant- Scala di ingresso

Il giardino di G.SandNohant- 1842- Delacroix -

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LA PRIMA PAGINA DEL SUO MANOSCRITTO “LES JARDINS EN ITALIE”

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La foresta e la campagna di Nohant dunque diventavano incantate e ciascun albero si animava di vita propria. La visione di questa natura fantastica l'accompagnerà per tutta la vita e il vivere in campagna durante i primi anni di infanzia segnerà profondamente la scrittrice nel rapporto con il paesaggio e la natura, tanto che il tema della vita agreste venne ripreso spesso nelle sue opere dove vengono espresse chiaramente le sue idee legate alla protezione della natura nella sua libertà e naturalità, che non deve essere sottoposta e trasformata spasmodicamente dall'uomo. Queste sue convinzioni e affermazioni faranno di lei un'antesignana delle moderne posizioni ambientaliste ed ecologiste Come ogni intellettuale dell'epoca, nel 1833 George Sand partì per il suo primo viaggio in Italia, accanto ad Alfred de Musset e scrisse “Lettres d’un voyager”

Acquarello- Candide Blaize

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Nel 1855, il profondo dolore per la morte della sua nipotina NinĂŹ le tolse anche la voglia di scrivere e un altro soggiorno in Italia, secondo il suo nuovo compagno Alexandre Manceau, avrebbe potuto essere per lei un'ottima cura per superare il grande dolore e per farla riprendere a scrivere, cosĂŹ avvenne tanto che Sand dopo il viaggio scrisse questo saggio I giardini in Italia rimasto inedito per oltre un secolo

Da G. Sand, I giardini in Italia,a cura di G. Romanelli – Sellerio Editore, Palermo, 2002, p. 36.

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L E P I N E T E 22


L E S B O I S 23


La scrittrice riprende il senso etimologico ddlla parola “villeggiatura” dal latino villa cioè casa di campagna, tenuta, podere con cui si indica non solo un periodo di riposo e svago ma anche il luogo stesso. “E' nei giardini che i signori italiani dispiegavano la loro ricchezza creativa che non possiamo vedere scomparire senza rimpianto le grandi costruzioni di lava, mosaico e cemento che fanno discendere in mille cascate, tortuose e zampillanti, le acque del torrente fino alla soglia del castello”. (Ibidem p. 53)

descrive luoghi per i quali molti viaggiatori europei iniziavano il Gran Tour, il viaggio in Italia, per ritrovare ” le grandi acque interne quasi musei di campagna, dove accanto ad una vasca prominente dalle ville di Tiberio (l' imperatore romano che si ritirò nella bellissima villa a Capri ricca di fontane e giochi d'acqua) faceva capolino un tritone epoca Luigi XV e a allo stesso tempo descrive Villa Aldobrandini o del Belvedere, Frascati – 1598 – Arc. Fontana “ ...i Giardini sono stati disegnati sotto i fianchi di una montagna alberata al di sotto del Tuscolo su uno splendido fondale caratterizzato da lecci, pini e splendidi platani secolari) e bagnata da acque sorgive; in un angolo del Parco è stato ideato di scavare la roccia a forma di Mascherone...con all'interno una caverna dove possano trovare riparo parecchie persone (Ibidem p. 55)

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I legami tra Sand e l’ambiente George Sand erano vivi da tempo e nel 1855, nel suo secondo viaggio in Italia, conosceva il paesaggio (1833) che tanto voleva rivedere e di cui “aveva sete come tutti gli artisti”. Terra che aveva conosciuto grazie alla nonna paterna, attraverso gli autori (Tasso, Dante…), la musica e l’arte, poi in collegio dalle suore aveva imparato l’italiano che considerava “dolce lingua”, ogni giorno dedicava un’ora “alla storia… una alla musica…una all’italiano” . Studia geologia, mineralogia, botanica che la porteranno a leggere con visione scientifica i paesaggi e vogliere le relazioni che stanno alla base della definizione di un determinato paesaggio. La Sand aveva compreso le dinamiche del mondo come anche cerchiamo di fare oggi il cui tema della natura nel rapporto uomo-ambiente è sempre più fondamentale nello sviluppo sostenibile della società nella quale si vive.

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L’atmosfera dell’italianità , nata dalle letture, dalle amicizie, entra nelle sue opere. Descrive la struttura generale del giardino stesso, le “grandi acque” elemento caratterizzante il giardino, mentre gli altri elementi, diversissimi tra loro, per epoca e stile, sono tenuti e legato in un unicum dall’ acqua

Proseguendo la lettura de Les Jardins en Italie, sembra che la scrittrice veda il giardino attraverso la fantasia e l’immaginazione degli artisti che li hanno costruiti “alla maniera di Watteau…” 26


La Sand descrive dunque gli elementi principali del giardino: l’acqua che con fontane cascate costruisce il teatro le grotte le scale i parterre i materiali che li compongono (fiori piante basse ceramica…). Nel giardino barocco gli elementi vegetali si raggruppano in forma di bosco fondendo il giardino con il paesaggio in forme morbide, in un ricamo con teatri d’acqua, elementi di stupore e divertimento. Nel suo Manoscritto descrive i giardini delle Ville di Frascati che secondo lei sono il miglior esempio di giardini dell’epoca

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La Sand viene colpita dai giochi d’acque e dalle invenzioni barocche dell’arte dei giardini sviluppatesi dai Ninfei cinquecenteschi ma anche dal fatto che Ville e Giardini sui colli del Tusculo sono particolari per qualità paesaggistica, estensione geografica da poterli paragonare ai castelli della Loira nei pressi dei quali vi è Nohant Vic suo paese di origine

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….viene catturata dall’ inserimento paesaggistico della villa e giardino “sotto i fianchi di una montagna alberata” dove ancora è dominante il rapporto uomo-natura. L’uomo si impossessa della natura ed allo stesso tempo la natura si impossessa dell’opera dell’uomo “i rami cadenti e le piante parassite si sono incaricate di ornare con barba a sopracciglia il volto fantastico del COSIDDETTO MASCHERONE

Il giardino con una serie di terrazze domina imponente la piazza di Frascati con un rapporto con il paesaggio circostante: grande viale di lecci geometricamente potati, una sorta di scatola che si attraversa per salire dall’ingresso principale alla villa. L’imponente facciata e le terrazze laterali al palazzo nascondono alla vista il giardino retrostante. Su queste terrazze la piantata regolare dei Platani dal tronco contorto disegna lo spazio come un portico naturale. 29


La Sand vorrebbe ritrarre con disegni Villa Rufinella (Arch. Vanvitelli) ma “la creazione fantastica sfugge alla matita per la sua estensione , ripida salita con iscrizioni monumentali di bosso tagliato” con cento nomi illustri “di scrittori classici e poeti” di Rousseau e Voltaire . I nomi formano una galleria d’arte . Scrive Sand: “Questa galleria erbosa è stata ideata da Luciano Bonaparte, secondo fratello di Napoleone che ebbe un ruolo decisivo nel colpo di stato del 18 brumaio 1830 (futuro Presidente del Consiglio di Stato dei 5009, si interessò degli scavi del Tusculo poiché per un periodo vi abitò…”

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Nella seconda parte del libro George Sand esprime il ruolo che la natura ha nella vita dell’uomo; in una lettera indirizzata a Flaubert scriveva: “Je suis de la Nature, dans la Nature, pour la Nature, à la Nature” con una visione da ecologista. La sensibilità sviluppata attraverso gli studi e i viaggi, la porta a non accettare la distruzione della natura e del mondo vegetale, poiché reputava che in fondo anche questo avesse un’anima da rispettare. Tutta la vegetazione ha infatti un’anima specifica che regola la vita vegetativa e ne assicura la struttura della pianta stessa. Possedendo un unica “anima il mondo vegetale deve necessariamente collaborare con gli altri regni superiori, in un rapporto di reciproco scambio e aiuto. Il disboscamento è un problema ecologico non immediato, ma che avrà le sue ripercussioni nel lungo periodo “[...] si deve presumere che il progresso industriale distruggerà sempre più le piante secolari o che non permetterà per molto tempo a nessuna pianta coltivata il diritto di vivere oltre l’età strettamente necessaria al suo sfruttamento”

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Il processo di trasformazione dal momento delle osservazioni di George Sand non si è arrestato, ora coinvolge anche quei paesaggi, allora trasformati in paesaggi agrari, che in alcuni casi stanno sparendo, conquistati sempre più dai paesaggi della nuova società, i paesaggi urbani, tenendo sempre in primo piano il costante dibattito della conservazione attiva del paesaggio e della tutela dell’ambiente. Il fenomeno delle trasformazioni e della perdita di natura che la Sand riscontra nei suoi viaggi non è legata solo alla Francia, ma coinvolge anche i paesi vicini, Italia e Spagna, dove il bosco e le foreste sono presenti sempre in numero minore. Così nel viaggio del 1855 osserva come questo fenomeno stia trasformando anche il paesaggio italiano. La ricerca della naturalità dei luoghi mette in evidenza come anche la campagna della pianura laziale sia carente di vegetazione arborea, e solo salendo verso le colline l’albero finalmente inizia ad essere presente e a disegnare il paesaggio. Le specie arboree che caratterizzano il paesaggio romano sono tre: il Leccio, il Pino e il Cipresso. Il Leccio (Quercus ilex), che in alcuni casi giunge anche “a tutta la sua grandiosa estensione [...] è un colosso dal fogliame duro, nero e uniforme”

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LE CARATTERISTICHE ARBOREE DEL PAESAGGIO ROMANO 33


IL PAESAGGIO ITALIANO 34


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M A S C H E R O N E V I L L A A L D O B R A N D I N I

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G I O V A N I D E L L E C A M P A G N E A F R A S C A T I

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C O P E R T I N A

M A N O S C R I T T O

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R I T R A T T O S A N D d e M U S S E T

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NOHANT – 9, 7 bre 1855 41


LA SUA BIOGRAFIA

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Jardines en italie lezione