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BenEssere X ALimentazione

Anno IV - numero 14 - trimestrale aprile-giugno 2011 - registrazione Tribunale di Latina n° 704/08 - spedizione in abb. post. - euro 2,50

copia omaggio

I cibi salvavita

Psicologia

La pet therapy

cosmetologia

L’olio nella cosmesi

medicina estetica

Il massaggio endodermico

PREVENZIONE

Occhio al sole


La nostra rivista

nasce con l’idea di diffondere il concetto di Medicina del Benessere quale Medicina di Prevenzione e di Promozione della Salute attraverso un’informazione scientificamente validata. Siamo fortemente convinti che solo aumentando le conoscenze si possano correggere stili di vita sbagliati che possono nel tempo minare le potenzialità psico-fisiche dell’individuo. Attraverso le rubriche, gli articoli scientifici, i redazionali, le informazioni sui corsi di aggiornamento, ci rivolgiamo ad un target di lettori molto vario che raggiungiamo con la nostra distribuzione in tutta Italia di circa 20.000 copie.

Abbonamento annuale (n. 4 uscite) € 20,00 Arretrati € 7,00 a numero Informazioni tel. 0773/690303

Per la pubblicita su questa rivista contattare: pubbl@xbenessere.it tel-fax 0773/690303 La riproduzione anche parziale del materiale, delle immagini e dei testi pubblicati è espressamente vietata. Foto, testi, immagini inviate in redazione non verranno restituite salvo diverso accordo scritto. Le collaborazioni a questa rivista sono da intendersi, salvo accordo scritto, del tutto gratuite e non retribuite. Del contenuto degli articoli e delle pagine pubblicitarie sono legalmente responsabili gli autori.

Editoriale

A

nche quest’anno, dopo il successo del 2010, la S.I.M.BEN. (Società Italiana di Medicina del Benessere®) promuove la campagna di prevenzione del melanoma, aprendo la propria struttura a tutti coloro che vorranno effettuare un controllo gratuito dei nevi. Alcuni medici saranno a disposizione nel mese di giugno per visite e consulti nonché per informare gli utenti su come proteggersi dai danni che talora il sole può determinare. In questo numero la rivista dedica ampio spazio anche a come proteggere gli occhi dal sole utilizzando il colore giusto di lenti. Eppoi non poteva mancare un articolo sui cibi fonte di benessere , sull’attività sportiva più adatta nell’anziano e su come curare gli inestetismi della cellulite attraverso il massaggio endodermico. Ma la S.I.M.BEN. oltre ad essere in prima linea nel promuovere la salute e la prevenzione, si interessa sempre in modo costante di novità in Medicina Estetica ed è per questo che, segnaliamo un evento importante che avrà luogo il prossimo 14 maggio presso Villa Mondragone a Frascati ,dal titolo “Nuove metodologie terapeutiche nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo del collo e del dècolletè”. L’evento organizzato dal Master di Medicina Estetica dell’Università degli studi Tor Vergata di Roma, avrà il contributo scientifico dell’A.I.M.E. ( Associazione Italiana di Medicina Estetica) e della S.I.M.BEN., e tratterà in modo approfondito le varie tematiche inerenti all’invecchiamento del collo e del dècolletè.

Il Direttore


X BenEssere

sommario

Rivista trimestrale Anno IV n.14 aprile-giugno 2011

Estetica 6 Medicina Il massaggio endodermico

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16 Sport Lo sport nell’anziano 32 Cosmetologia L’olio nella cosmesi: un rimedio

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Registrazione Tribunale di Latina n° 704/08 del 25/09/08

naturale per la cura della pelle

Comitato scientifico: Gian Luigi Bertuzzi, Giorgio Biava, Bruno Brandimarte, Giovanni Dompè, Luca Ferrarese, Francesco Guidi, Flora Ippoliti, Mauro La Pietra, Gerardo Saggese

Grafica e impaginazione Marianna Galati

quando gli animali curano gli uomini

24 Alimentazione I cibi salvavita

Direttore Paola D’Incà Direttore scientifico Tommaso Addonisio Direttore responsabile Maria Corsetti

Hanno collaborato: Leila Brombini, Francesca Ferri

11 Psicologia La pet therapy:

36 Prevenzione Occhio al sole

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Redazione P.zle Prampolini, 33 - 04100 Latina Tel - Fax 0773.690303 redazione@xbenessere.it

rubriche:

21 Pillole di Benessere

Stampa Tipografia Monti - Cisterna di Latina (Lt)

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Tiratura: 20.000 copie

XBenessere è organo ufficiale della Società Italiana di Medicina del Benessere (S.I.M.BEN.) I contenuti scientifici della rivista sono redatti in collaborazione con: A.I.M.E. (Associazione Italiana di Medicina Estetica) www.medicinaestetica.net A.M.E.T (Associazione Medicina Estetica Tor Vergata) A.R.P.A. (Aging Research, Prevention and Teraphy Association) www.anti-aging.it S.I.M.BEN. (Società Italiana di Medicina del Benessere) www.simben.it

A proposito di ...

30 News dal mondo

Abbonamento annuo con spedizione postale € 20,00

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40 XBenessere risponde 42 Poesia


X BenEssere & Medicina Estetica

Il

mas sag gio endo dermico utile per compensare le insufficienze micro circolatorie, arteriose, venose o linfatiche e per favorire la riduzione degli inestetismi della Cellulite Prof. Tommaso Addonisio specialista dermatologo prof. Master Medicina Estetica - Tor Vergata -

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T

ecnica studiata e progettata in Francia negli anni ’70, il Massaggio Endodermico era inizialmente utilizzato nella fisioterapia cutanea per trattare cicatrici, ustioni, ecc. Successivamente si è visto che tale massaggio si dimostrava utile per compensare le insufficienze micro circolatorie, arteriose, venose o linfatiche e per favorire la riduzione degli inestetismi della Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica (P.E.F.S.) detta comunemente Cellulite. L’apparecchio utilizzato per questo tipo di massaggio non è assolutamente invasivo, anche se utilizzato in modo non corretto può causare danni seppur minimi.

Si tratta di una macchina con degli appositi rulli scorrevoli ed un tubo aspirante. I rulli, montati su un manipolo, si possono muovere in senso rotatorio o in senso longitudinale, esercitando delle pressioni sulla cute alternativamente positive o negative ( come una ventosa che aspira ) provocando una distensione verticale del tessuto con conseguente riattivazione circolatoria e mobilizzazione del grasso sottocutaneo. Variando la velocità di scorrimento dei rulli, la frequenza, e la potenza di aspirazione, si possono trattare svariati inestetismi cutanei. L’effetto principale è di stimolazione del metabolismo e della vascolarizzazione tessutale, seguito da quello di linfodrenaggio e depurazione del tessuto stesso.

Meccanismo d’azione

L’associazione della pressione positiva e di quella negativa del manipolo determinano un “danno” adipocitario, in maniera tale da rimodellare il contorno cutaneo per effetto della migliore ripartizione del grasso sottocutaneo. Il massaggio endodermico ha dimostrato a livello del tessuto cutaneo un miglioramento del flusso linfatico e vascolare e del metabolismo delle cellule adipose e dei fibroblasti. Clinicamente si ha un miglioramento dell’edema della PEFS e dell’aspetto e della tonicità cutanea.

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Indicazioni

Insufficienza venosa cronica Linfedemi Postumi cicatriziali delle ustioni

Generalmente si consigliano 15-20 sedute a cadenza bisettimanale della durata di circa 30-40 minuti. Non essendo traumatico si può fare in ogni periodo dell’anno. è consigliato usare il manipolo direttamente sulla pelle senza indumenti o tutine che possano impedire una visione corretta, importante per evitare danni potenziali. Infatti non sapere se sotto il manipolo c’è una zona cutanea con capillari può determinare un danno con rottura degli stessi.

I migliori risultati si ottengono associando il massaggio endodermico alla dieta ed all’attività fisica.


X BenEssere & Psicologia

RISULTATI:

Miglioramento del tono cutaneo Effetto lifting della superficie cutanea Redistribuzione dei depositi di grasso Stimolazione della produzione di collagene Miglioramento della P.E.F.S. (cosiddetta cellulite) Miglioramento del metabolismo Rimodellamento del profilo cutaneo

Conclusioni

Il massaggio endodermico è una metodica non aggressiva molto utile per trattare gli inestetismi della cellulite.

L’

intuizione del valore terapeutico degli animali che risale all’antichità trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche patologie. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12000 anni fa, si è instaurata, tra l’uomo e l’animale, una forte intesa affettiva ed emotiva. Bisogna giungere al XVIII secolo per osservare, presso scuole anglosassoni, l’effetto benefico esercitato dalla presenza di cani e gatti sull’umore e sulle condizioni di salute dei pazienti; in particolare, occuparsi di questi animali consentiva a malati di mente di acquistare un certo equilibrio ed interesse per il mondo esterno.

Prof. Tommaso Addonisio Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia

Professore a contratto nel Master di Medicina Estetica Università degli Studi di Roma Tor Vergata Presidente S.I.M.BEN.

DERMATOLOGIA

Pet Therapy

MEDICINA ESTETICA

- Peeling chimici - Check-up cutaneo - Fototerapia UVB a banda stretta - Epilazione laser - Laser resurfacing trattamento Acne; Psoriasi; Dermatite Seborroica; Vitiligine

- Prevenzione e trattamento dell’invecchiamento cutaneo - Videodermatoscopia (mappa dei nevi)

- Cosmeceutica - Diatermocoagulazione - Laser asportazione Verruche; Condilomi; Tatuaggi

- Crioterapia - Chirurgia dermatologica asportazione nevi

- Tricologia Medica e Chirurgica

(Trattamento invecchiamento cutaneo)

- Filler per riempimento rughe - Biostimolazione chimica - Biostimolazione Fisica

quando gli animali

Diatermia Capacitiva Idroelettroforesi

- Tossina Botulinica - Trattamento Antismagliature - Trattamento delle macchie cutanee - Trattamento estetico glutei, seno - Cellulite Mesoterapia flebotonica e lipolitica Cavitazione Elettroscultura Pressoterapia Linfodrenaggio

curano

LATINA via Ufente, Torre Pontina (27° piano ) Tel. 0773.690303 www.tommasoaddonisio.it

Aut. Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provincia di Latina - Prot. n.0002750 del 23.06.2010

gli uomini

Dr.ssa Leila Brombini counselor specializzata in consulenza pedagogica, familiare e della disabilità

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Nella seconda metà del XIX secolo un medico francese sperimentò l’ippoterapia in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei risultati soddisfacenti. Durante l’ultima guerra mondiale, animali da compagnia vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli eventi bellici. Per indicare questo tipo di approccio da parte della medicina si parla di pet therapy, un neologismo di origine anglosassone coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson nel 1953 in seguito ad una scoperta casuale: un bambino con tratti autistici, in cura presso di lui, si dimostrò più spontaneo e più disponibile all’interazione, dopo aver avuto un contatto da lui stesso voluto, con il cane (cocker) di proprietà di Levinson.

Pet in inglese significa “animale domestico” o “da compagnia” da accarezzare e coccolare, azioni che procurano così un piacevole contatto fisico, uno dei principali fattori di comunicazione interpersonale e interspecifica, e stimolano la creatività, la curiosità e la capacità d’osservazione (soprattutto nei bambini).

A partire dagli anni ‘80 il programma Pet Therapy è stato suddiviso in fasi distinte tra loro: Animal-Assisted Activities (AAA) Attività svolte con l’ausilio di animali che hanno l’obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali, ecc.). Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia a persone in strutture di vario genere. Per queste attività: non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento; é opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate; le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita. Animal-Assisted Therapy (AAT) Terapia effettuata con l’ausilio di animali finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie

normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato. Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi: cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo) comportamentali (controllo dell’iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole) psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione) psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell’autostima). Sono interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di co-terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell’animale. La terapia effettuata con gli animali per risultare efficace deve, innanzitutto, individuare gli obiettivi specifici per ciascun destinatario dell’intervento, valutare i progressi in itinere, deve essere finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute e fattore importante essere gestita da professionisti di sanità umana.

Nel 1961 nasce ufficialmente la “terapia con gli animali” come tecnica d’intervento terapeutico: l’animale diventa “co-terapeuta” nel processo di guarigione, rivestendo il ruolo di “mediatore emozionale” e “catalizzatore” dei processi socio-relazionali.

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a chi giova

Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto. È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l’occasione,cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo. Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici. Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca. Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai

responsabili di programmi di pet therapy, la sua presenza solitamente risveglia l’interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all’instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore. Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza. Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti.

Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali. Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti idonei a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare

l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti. Solo gli animali domestici possono essere inseriti in programmi di attività e terapie assistite dagli animali, escludendo quindi tutti gli animali selvatici o inselvatichiti ed i cuccioli. Tutti gli animali impiegati come Pet partners devono superare una valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e l’attitudine. Il Pet Partner Aptitude Test (PPAT) della Delta Society valuta se la coppia conduttore/ animale ha l’abilità, le capacità, la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di terapia.

Dr.ssa Leila Brombini CONSULENZA PEDAGOGICA, FAMILIARE E DELLA DISABILITà

Problemi scolastici Educazione dei figli Disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) Problemi familiari

Relazioni interpersonali Counseling per la donna Orientamento scolastico Momenti di difficoltà in ambito personale (separazioni, lutti, malattie)

Per informazioni: Segreteria S.I.M.BEN. tel. 0773.690303 info@simben.it


X BenEssere & Sport

Lo sport

nell’anziano Paola D’Incà - segretario S.I.M.BEN.

C

on il trascorrere del tempo, specie dopo i sessanta anni, le capacità fisiche di ogni persona si riducono: la massa muscolare diminuisce, la capacità ventilatoria dei polmoni scende del 30-40% e tutto il sistema osteo-articolare subisce una involuzione che lo porta ad una capacità articolare ridotta e ad una fragilità ossea. Infatti l’osteoporosi colpisce in Italia quasi un terzo delle donne sopra i 50 anni ed è responsabile in circa il 50% delle donne sopra i 65, di gravi fratture ossee. Ovviamente entrare nel periodo dell’anzianità, non è fissato categoricamente da un’età, raggiunta la quale, per tutti indistintamente, si approda all’essere “anziano”;nè come citato nell’antica Roma da Terenzio Varrone, “Senectus ipsa morbus est” ossia la vecchiaia è di per se una malattia. Nei secoli il concetto di vecchiaia è molto cambiato in relazione agli enormi progressi che la scienza ha fatto. Grandi pensatori hanno discusso sulla questione. Platone diceva che l’età senile è un nobile antefatto della liberazione dell’anima dalla prigione del corpo, una vera e propria “Liberazione”. Cicerone invece scriveva “..i vecchi sono bisbetici,pieni di p reoccupazioni,irascibili,difficili se andiamo a cercare anche avari…” aggiungendo però alla fine “..ma questi sono difetti del carattere e non della vecchiezza.” Ma questo era ciò che si pensava in un’epoca dove l’età media di sopravvivenza non superava i quarant’anni. La questione senile ha invece assunto un ruolo diverso negli ultimi cinque sei decenni, in cui,le condizioni di vita migliori, e lo sviluppo tecnico-scientifico , ha aggiunto anni alla vita media degli uomini.

Ma quando si diventa anziani?

Già nell’ Antico Testamento si affermava che “ Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni..”

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Nei secoli il concetto di vecchiaia è molto cambiato in relazione agli enormi progressi che la scienza ha fatto


Infatti esistono studi scientifici che classificano il soggetto anziano non solo in base all’età anagrafica ma soprattutto alla capacità funzionale. è frequente osservare come esistano anziani che sono funzional-

mente attivi, indipendenti e molto integrati nella vita sociale. Per accrescere e mantenere lo stato di benessere anche superati i 70 anni, fare sport rappresenta una vera e propria panacea.

I consigli

i benefici

1 Consulta il tuo medico 2 Fai di un buono stato di salute il tuo obiettivo 3 Inizia gradualmente e lentamente 4 Alimentati in maniera adeguata 5 Allenati, quando è possibile, in compagnia 6 Varia i percorsi se corri o cammini 7 Varia i tipi di esercizio 8 Considera l’esercizio una cosa essenziale

Aumenta il generale stato di benessere Migliora globalmente la salute fisica e psicologica. Aiuta a conservare l’autosufficienza. Riduce il rischio di sviluppare alcune malattie non trasmissibili (cardiopatia ischemica, ipertensione, ...).

come il lavarsi, vestirsi, mangiare e dormire

Aiuta a controllare specifiche condizioni di vita (stress, obesità) e di patologia (diabete, ipercolesterolemia).

Potrebbe aiutare nel modificare l’immagine stereotipata della vecchiaia.

Molti studi sostengono l’ipotesi che il lavoro muscolare di tipo aerobico (cioè di bassa intensità) eseguito con regolarità, protegga dalle malattie cardiovascolari, specie se associato ad una dieta appropriata. Anche l’osteoporosi, degenerazione delle ossa che si verifica sovente nella terza età con fragilità delle stesse e pericolo di fratture,

migliora in seguito alla attività fisica perché si ha un aumento del contenuto minerale delle ossa ed un favorevole rimodellamento delle loro strutture interne. Inoltre l’esercizio fisico svolto regolarmente permette di migliorare l’equilibrio, la coordinazione e di rafforzare la muscolatura riducendo i rischi di cadute e la conseguente possibilità di fratture.

Classificazione

Aiuta a minimizzare le conseguenze di alcune disabilità e può aiutare nella gestione delle condizioni di dolore cronico.

degli anziani ANAGRAFICA anziani GIOVANI (65-74 anni); anziani MEDI (75-84 anni); anziani VECCHI (più di 85 anni). FUNZIONALE anziani GIOVANI vivono in modo indipendente senza alcuna limitazione; anziani MEDI richiedono assistenza per parte delle loro attività quotidiane; anziani VECCHI non più auto sufficienti, richiedono assistenza per tutte le loro attività quotidiane o necessitano di ricovero in residenze assistite.

Ma quanto deve essere intensa l’attività fisica in un soggetto anziano affinché essa sia efficace e favorevole? Esiste un limite oltre il quale può risultare dannosa? è certo che con una attività fisica costante (con un dispendio energetico settimanale minimo di 500 kcal e massimo di 3500 kcal) vi è un incremento di longevità, con riduzione del rischio di morte (dal 30% al 50% in meno) e con un guadagno, rispetto ai sedentari, di 2,33 anni di vita. L’importanza di praticare attività fisica nella terza età trova le sue ragioni di essere in due punti: togliere le persone anziane dall’isolamento e permettere loro di conservare o di acquisire una buona forma fisica. L’attenzione deve essere posta su forme

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di attività fisica semplice e moderata (camminata, ballo, salire le scale, ciclismo in piano, esercizi sulla sedia, ….), della durata di circa 1 ora e da ripetere 3 volte a settimana. Importante è comunque non esagerare nella pratica sportiva e soprattutto non incorrere nella cosiddetta sindrome di “Highlander”, quando l’euforia del ritrovato benessere fisico, può creare la convinzione che l’esercizio fisico possa preservare da qualsiasi stato patologico, con la tendenza a minimizzare sintomi e fattori di rischio pregressi o attuali.

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Direttore: Prof. Renato Lauro Coordinatore: Prof. Gianluigi Bertuzzi

Il tonno 100 g contengono:

Congresso - Workshop Sabato 14 maggŝo 2011

VILLA MONDRAGONE Frascati - Roma

NUOVE METODOLOGIE TERAPEUTICHE NEL TRATTAMENTO DELL'INVECCHIAMENTO CUTANEO DEL COLLO E DEL DÉCOLLETÉ

Associazione Italiana di Medicina Estetica

Calorie Kcal 103 Grassi g 1.0 Carboidrati g 0 Proteine g 22 Fibre g 0

le Pillo

UNIVERSITA' degli STUDI di ROMA “TOR VERGATA” Master di II livello in Medicina Estetica

di

Be

n e ss e r e

AMINOACIDI Acido aspartico g 2.253 Acido glutammico g 3.284 Alanina g 1.331 Arginina g 1.316 Cistina g 0.236 Fenilalanina g 0.859 Glicina g 1.056 Isoleucina g 1.014 Istidina g 0.648 Leucina g 1.788 Lisina g 2.02 Metionina g 0.651 Prolina g 0.778 Serina g 0.898 Tirosina g 0.743 Treonina g 0.964 Triptofano g 0.246 Valina g 1.133

Dal punto di vista nutrizionale il tonno è un ottimo alimento, ricco di proteine (necessarie alla crescita dell’organismo e al ricambio dei tessuti) e povero di grassi saturi ma ricco di acidi grassi essenziali come gli omega 3, utili per tenere sotto controllo trigliceridi e colesterolo, e che fanno del tonno un pesce molto salutare e ricco di virtù nutritive. Il tonno contiene anche molti sali minerali (ferro, selenio e fosforo) ed un’elevata quantità di vitamina A.

VITAMINE Retinolo (Vit. A) mcg 16 Tiamina (Vit. B1) mg 0.033 Riboflavina (Vit. B2) mg 0.1 Niacina (Vit. B3) mg 15.4 Acido Pantotenico (Vit. B5) mg 0.42 Piridossina (Vit. B6) mg 0.85 Cobalamina (Vit. B12) mcg 1.9 Acido Ascorbico (Vit. C) mg 1 LIPIDI Acidi grassi, monoinsaturi g 0.19 Acidi grassi, polinsaturi g 0.315 Acidi grassi, saturi g 0.328 Colesterolo mg 47

MINERALI Calcio mg 29 Sodio mg 37 Fosforo mg 222 Potassio mg 407 Ferro mg 1.25 Magnesio mg 34 Zinco mg 0.82 Rame mg 0.086 Manganese mg 0.015 Selenio mcg 36.5

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A proposito di...

Perché la sauna fa bene?

N

ella sauna si raggiungono temperature varianti da 45 a 90-100 gradi, a secondo dell’altezza alla quale sono situate le panche (quelle più alte sono più calde). L’umidità è di circa il 45 per cento, anche in questo caso con variazioni in rapporto al livello della panca. Nella sauna non si perde grasso, ma solo sudore: ci si disidrata al punto da registrare un calo di peso da 600 a 1500 grammi in una sola seduta e dopo, bevendo, si devono riportare le riserve idriche dell’organismo alla normalità. Gli effetti positivi sono altri. Con il sudore vengono espulse scorie dall’ organismo e la pelle alla fine è più pulita. Il calore, a sua volta, rilassa i muscoli, facilitando lo smaltimento di acido lattico. Inoltre, i bruschi cambiamenti di temperatura fanno dilatare e restringere le arterie, aumentandone l’elasticità. La sauna è sconsigliata a chi ha la pressione troppo alta o troppo bassa, a chi ha una costituzione debole, a chi soffre di varici, di malattie renali o cardiache e alle donne in gravidanza.

L’acqua giusta per ogni piatto

V

i è mai capitato di avvertire un vero e proprio gusto, sorseggiando della semplice acqua minerale? Beh, non è un caso; le acque minerali possono avere più o meno gusto, in base alle sostanze in esse contenute. Maggiore è ad esempio la concentrazione di sali minerali, più la bevanda acquisterà sapore. Ma vediamo bene di riuscire ad abbinare varie tipologie di acque a più cibi. Le acque fortemente ricche in minerali sono molto saporite e si sposano bene con piatti di pesce e frutti di mare, ma anche con formaggi importanti, come il Parmigiano Reggiano o il pecorino sardo. L’acqua oligominerale ha, invece, un sapore più delicato, quasi sapido e si accompagna bene con vari tipi di pasta e con le verdure. Infine, quelle povere in minerali, molto leggere, provenienti da sorgenti di alta montagna, vanno a nozze con tutti i salumi e con la maggior parte dei dolci.


X BenEssere & Alimentazione

I cibi

salvavita tratto dal libro:

“L’Alimentazione Naturale come fonte di benessere”

Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta sana Albert Einstein

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V

ari studi e ricerche epidemiologiche, hanno dimostrato senza ombra di dubbio l’importanza della dieta nella prevenzione di alcune importanti malattie, come i tumori e le patologie cardiovascolari, che più di altre colpiscono le popolazioni dei paesi più industrializzati. In particolare, si è rivalutato il valore in tal senso di alcuni cibi in particolare. V’è oggi tutta una massa di dati che indicano come il consumo abituale di questi cibi, peraltro piuttosto comuni, sia in grado di allontanare importanti malattie di carattere degenerativo, compresi molti tipi di cancro. Tutti questi alimenti, in virtù dei principi extranutrizionali che contengono, svolgono principalmente un’intensa azione antiossidante contrastando così la patogenesi di molte malattie innescata proprio dall’azione dannosa dei radicali liberi. Secondo molti studiosi all’azione dei radicali liberi sarebbero da attribuire oltre 50 tipi di malattie come cancro, infarto, ictus, aneurisma acquisito, aterosclerosi, cataratta, disturbi circolatori di tipo ischemico, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer, ecc.

Anche il processo di invecchiamento sembrerebbe fortemente influenzato dall’azione dannosa e continua dei radicali liberi. In definitiva, c’è da dire poi che i cibi dotati di quest’azione protettiva non si limitano a contrastare i radicali liberi ma esercitano anche una serie di funzioni importanti per la conservazione di un buono stato di salute. Questi cibi sono in grado, infatti, di svolgere in tal senso un ruolo determinante per la capacità dimostrata di agevolare i processi digestivi o di assimilazione oppure per il fatto di possedere un’azione depurativa su vari organi, come il fegato, i reni o l’intestino o anche per il fatto di possedere un’intensa azione antimicrobica ed antivirale; possono infine esercitare un’azione antinfiammatoria o modulativa sul sistema immunitario o addirittura possono influenzare positivamente la funzione del sistema nervoso. Anche se indubbiamente la lista degli alimenti benefici è molto più vasta, ci limitiamo ad accennare alle virtù solo di alcuni di essi, invitando chi volesse approfondire l’argomento a richiedere il libro “L’alimentazione naturale come fonte di benessere” da cui è tratto l’articolo.


la cipolla

La cipolla è di diffusissimo consumo in Oriente e non a caso le popolazione che ne fanno più uso sono effettivamente più longeve. Anche la cipolla, come l’aglio, ha la proprietà di abbassare la pressione arteriosa e di mantenere fluido il sangue, inibendo l’aggregazione piastrinica. Sembra inoltre dimostrato che l’uso costante della cipolla (perlomeno 50 g al giorno) sia in grado di ridurre il rischio di contrarre il cancro del colon. Le sue fibre stimolano la peristalsi intestinale e favoriscono l’evacuazione: in effetti, la cipolla cotta svolge la sua azione principalmente come lassativo naturale mentre la cipolla cruda ha un’azione più che altro diuretica. Anche la cipolla svolge una decisa azione antibatterica, probabilmente in funzione della presenza dei composti solforati.

Le straordinarie qualità dell’aglio sono tutte dovute alla presenza di principi attivi solforati di natura extranutrizionale: l’allicina, l’ajoene e il diallil-disolfuro. La più importante di queste sostanza è l’allicina, che si sviluppa solo quando l’aglio viene spremuto o tagliato, in grado di inibire i recettori del fibrinogeno sulle piastrine agendo così anche come antiaggregante piastrinico e pertanto è utile nel mantenere fluido il sangue. Dall’aglio può essere isolato anche il così detto solfuro di allile, che è una sostanza a forte azione antimicrobica: il succo di aglio ha una decisa azione batteriostatica su molti agenti patogeni e quindi può essere considerato come una specie di antibiotico naturale attivo pure sui funghi patogeni. La dose minima per sostenere quest’effetto è di 5 g, che corrisponde ad uno spicchio d’aglio ovviamente crudo. L’ aglio è in grado di abbassare la cole-

sterolemia ed è utile nelle malattie da raffreddamento, favorendo l’espettorazione: i composti solforati dell’aglio svolgono infatti un’azione disinfettante a livello bronchiale e facilitano l’espulsione del catarro. è inoltre un buon ipotensivo, essendo in grado di agire da vasodilatatore sulle arterie e sui capillari; ad ogni modo, agisce in tal senso solo nei casi di effettiva ipertensione, non influenzando i valori pressori nel caso in cui essi siano normali o bassi. Per quanto riguarda i tumori, l’aglio sembra attivo soprattutto nel prevenire il cancro del colon. Sembra dimostrato che l’aglio riesce probabilmente ad impedire la formazione di composti cancerogeni a livello intestinale, i quali potrebbero peraltro riversarsi sull’intero organismo ed avere quindi conseguenze anche a distanza. L’aglio è un alimento ricco di potassio ma anche di zinco, selenio e vit. C, che come noto hanno proprietà antiossidanti.

L’Alimentazione Naturale come fonte di benessere

In un libro tutti i segreti per un’alimentazione corretta e propedeutica per un benessere a 360 gradi

Autore Prof. Tommaso Addonisio

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l’aglio

Grazie soprattutto alla presenza della glicochinina ma anche di altre sostanze ad azione ipoglicemizzante, la cipolla sembra molto efficace nel controllare il tasso glicemico nei casi di diabete. La cipolla ha anche un’azione antinfiammatoria e antispasmodica, grazie principalmente alla presenza dei composti solforati e della quercetina: trova per questo indicazione soprattutto per chi soffre di allergie a carico dell’apparato respiratorio. La cipolla, come l’aglio, facilita l’espulsione del catarro agendo come emolliente delle secrezioni bronchiali. Sappiamo infine che essa protegge dalla malattia aterosclerotica, sia per la presenza di silicio, che ha la proprietà di mantenere elastiche le arterie, sia per la presenza dei composti solforati, attivi nel mantenere fluido il sangue, contrastando la formazione di trombi.

Medico chirurgo, specialista in dermatologia Presidente della Società Italiana di Medicina del Benessere

Edizioni Il Territorio per l’acquisto info@simben.it tel. 0773.690303


le crucifere

Le crucifere rappresentano una famiglia di vegetali molto varia, che si caratterizza per la presenza di verdure ed ortaggi dal sapore molto deciso, penetrante ed un po’ solforato. Appartengono alle crucifere i cavoli, i cavolfiori, i broccoli, i broccoletti, il cavolo cappuccio rosso e bianco ed il cavolo rapa, oltre ai ravanelli, alla rapa ed ai cavolini di Bruxelles, tanto per citare i prodotti più noti. Questi vegetali, oltre a contenere buone quantità di magnesio, potassio e calcio, vitamine ed oligoelementi, si caratterizzano per la presenza di composti solforati che conferiscono loro il caratteristico odore pungente. Sono inoltre ricchi di clorofilla e fibre, particolarmente benefiche per l’intestino. Contengono infine una notevole quantità di Vit. C, Vit. A e Vit. K oltre ad una discreta quantità di Vit. B. Tutti i cavoli sono ricchi di sulforane, una sostanza che ha dimostrato di possedere una notevole attività antitumorale. Nei cavoli a foglia liscia sono invece presenti gli indoli, cioè delle sostanze che secondo molti ricercatori contrastano l’insorgere di molti tumori, come quelli del colon, dello stomaco, della vescica e della prostata. Tra tutte le verdure, solo cavoli e broccoli eserciterebbero una spiccata azione preventiva nei confronti del tumore della vescica. Alti livelli ematici di isotiocianati, sostanze per l’appunto contenute nella famiglia dei cavoli, sembrano proteggere dal tumore del polmone. Secondo recenti studi, v’è evidenza che l’indolo, contenuto in questa famiglia di vegetali, protegga dal tumore della mammella. Alcune sostanze contenute nei broccoli, come la luteina e la zeaxanthina sono apparse in grado di ridurre il rischio di degenerazione della vista nelle persone anziane. Non v’è dubbio che i composti solforati contenuti nei cavoli svolgano un’intensa azione antimicrobica, per cui sono consigliabili soprattutto nei casi di infezioni delle vie respiratorie.

Altri composti ad azione antitumorale presenti nei cavoli, oltre a quelli già citati, sono i ditioltioni, i polifenoli, alcuni flavonoidi e caroteni, la clorofilla, ecc.

In definitiva, c’è da dire che la famiglia delle crucifere, tra tutti gli alimenti, è quella che contiene il maggior numero di agenti attivi in senso antitumorale.

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News dal mondo Sfatato mito: l’alcol peggiora il sonno MICHIGAN - Disturba più le donne che gli uomini, e più la seconda parte della notte che la prima: uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan, contraddice la credenza popolare che bere alcolici prima di andare a dormire aiuti a riposare meglio. Se quando si è alzato un po’ il gomito il sonno arriva più velocemente del solito, spiegano i ricercatori, e il riposo nella prima parte della notte sembra più profondo, il sonno in generale, invece, non ci guadagna né in termini di durata né in termini di efficienza (rapporto tra la durata effettiva del sonno e il tempo totale trascorso a letto). Se si beve un po’ troppo, poi, la frequenza con cui ci si sveglia durante la notte tende ad aumentare, disturbando ulteriormente il riposo notturno. Inoltre è emerso che, a pari livello di alcol nel sangue, il sonno delle donne è più disturbato rispetto a quello degli uomini. Queste differenze, spiegano i ricercatori, possono essere legate alle differenze nel metabolismo dell’alcol delle donne rispetto agli uomini. Ultrasottili e light, così le sigarette ingannano i fumatori AUSTRALIA - I fumatori se la bevono. Una ricerca ha dimostrato che chi ha il vizio del fumo tende a farsi condizionare da alcuni messaggi e marchi ingannevoli impressi sui pacchetti di sigarette. Un’indagine tra 8.000 fumatori di Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti dimostra che parole come “light” e “slim” possono indurre i tabagisti a credere che le “bionde” in questione facciano meno male. Un quinto dei fumatori intervistati ritiene, infatti, che “alcune marche di sigarette possono essere meno dannose di altre” e le false credenze erano più diffuse tra i fumatori statunitensi. I falsi miti duri a morire riguardano innanzitutto il colore: scritte e packaging in argento, oro e bianco vengono visti come più innocui rispetto a confezioni in rosso e nero. Messaggi come “light”, “mild” o “basso contenuto di catrame” - già banditi in circa 50 Paesi perché ritenuti ingannevoli - sono specchietto per le allodole per molti. “Uno dei messaggi più frequenti rilevati soprattutto nei confronti delle donne - ricorda David Hammond, uno degli autori dello studio - è l’indicazione ‘slim’”. Non è vero, infatti, che sigarette ultrasottili facciano meno male delle altre. Intanto alcuni produttori hanno sostituito le indicazioni vietate come “light” con il rassicurante brand “gold”. Il colore “oro”, infatti, è recepito in maniera più favorevole. In Australia si è deciso di intraprendere una via più drastica, imponendo ai produttori pacchetti “anonimi” e tutti uguali, senza scritte e con un packaging scoraggiante in marrone, accompagnato da immagini choc sugli effetti del fumo. Una strada che le autorità sanitarie del Regno Unito sembrano intenzionate a seguire.

Il potere dello «human touch»: un antidolorifico naturale CALIFORNIA - Tenere la mano di una persona amata può ridurre davvero il dolore delle donne nei momenti difficili. Lo dimostra uno studio secondo cui il tocco o la sola vista del partner anestetizza dalle sensazioni dolorose. I ricercatori hanno sottoposto delle donne con rapporti stabili a una serie di test che prevedevano stimoli dolorosi. “Le donne soltanto guardando le immagini dei partner hanno segnalato meno dolore agli stimoli di calore rispetto a quando stavano guardando le immagini di un oggetto o le immagini di un estraneo”, hanno spiegato i ricercatori. Stesso effetto se tenevano le mani in quelle del partner. Per confermare l’influenza del legame amoroso, i ricercatori hanno ripetuto l’esperimento permettendo alle studentesse di stringere la mano ad uno sconosciuto o di tenere una palla anti-stress tra le mani. L’unico analgesico davvero valido si è dimostrato il contatto con il partner. Non è necessario che l’empatia si generi nella coppia: anche accarezzare l’animale domestico produce lo stesso effetto. Una spiegazione scientifica anche per una delle più naturali forme di sollievo per un bambino che sente dolore: il bacio della mamma. Super-frutto: nel cacao più antiossidanti che nella frutta USA - Contiene più antiossidanti di frutta e succhi di frutta: i semi di cacao - ma anche il cioccolato, se fondente - hanno maggiori quantità di polifenoli - composti naturalmente presenti nelle piante che proteggono il sistema cardiovascolare e dall’insorgenza delle neoplasie - e flavanoli - sostanze della famiglia dei flavonoidi note per abbassare il rischio di coagulazione del sangue . È quanto emerge da uno studio pubblicato su Chemistry Central Journal dagli studiosi dell’Hershey Center for Health & Nutrition (Pennsylvania, Usa) che hanno messo in paragone le capacità nutritive di diversi tipi di frutta con il cioccolato fondente e con il cacao, rilevando la superiorità di questi ultimi. “I semi di cacao - spiega Debra Miller, primo autore della ricerca - sono un ‘superfrutto’ che fornisce un valore nutritivo che va oltre la loro composizione di macronutrienti”. Il cacao, spiegano gli autori, risulta ancora più antiossidante del cioccolato: molte sostanze benefiche si disperdono infatti durante il processo di lavorazione che porta i semi a trasformarsi in tavolette e creme spalmabili. Tra i cioccolati, quello fondente risulta il più antiossidante.


X BenEssere & Cosmetologia

L’olio

nella nella Cosmesi Cosmesi

Un rimedio naturale per la cura della pelle

Dr.ssa francesca ferri dottore in farmacia

F

in dai tempi più remoti le virtù dell’olio d’oliva vennero apprezzate nel campo della medicina e della cosmetica. Fenici, Egizi, Greci ne conoscevano le proprietà curative e lo adoperarono come medicamento per lenire le piaghe o per disinfettare, e ancor di più come prodotto per la bellezza: per creare profumi, creme, unguenti, balsami da utilizzare per ammorbidire la pelle, per massaggiare, rinfrescare e frizionare il corpo. L’olio costituiva l’elemento base per la cura della pelle non solo per mantenerne la morbidezza e l’elasticità, ma anche per preservarne la salute e la giovinezza. Nel papiro egiziano di Ebers, si trova una ricetta antirughe a base di olio d’oliva per la cura della pelle delle belle egiziane, nella quale venivano incorporati latte e, finemente tritati, grani d’incenso, cera e bacche di cipresso; una volta amalgamato il tutto, il trattamento di bellezza si prolungava per almeno sei giorni consecutivi. Nell’Iliade e nell’Odissea numerosi sono i brani in cui si parla dell’unzione dei corpi degli eroi. Gli atleti usavano cospargere i muscoli di olio per il riscaldamento degli stessi e anche per contrastare la presa degli avversari nelle gare di lotta. Nell’antica Roma molte ricette erano basate sui poteri dell’olio d’oliva: cosmetico ideale per la pelle, balsamo per i capelli, protettore della salute e della giovinezza. Mescolato a profumazioni alla rosa, al nardo o al gelsomino serviva a massaggiare e rilassare i muscoli. Nella Naturalis Historia Plinio il Vecchio, scrittore latino del I secolo dopo Cristo insiste sulle proprietà dell’olio d’oliva per la cura del corpo e afferma che, mescolato in abbondanza con l’adianto e il seme di apio, rendeva la chioma ondulata e folta ed evitava la caduta dei capelli.


Per la pelle secca

le virtù dell’olio d’oliva vennero apprezzate nel campo della medicina e della cosmetica fin dai tempi più remoti

Da sempre l’olio è stato usato come emolliente ammorbidente e anti-infiammatorio in tutti gli stati di secchezza e desquamazione cutanea. Negli ultimi anni è stato dimostrato che l’olio d’oliva ha una composizione in grassi (trigliceridi) molto simile al sebo della cute e tra i lipidi naturali è quello con la maggiore affinità per lo strato lipidico della pelle. L’olio di oliva è inoltre ricco di vitamina E in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule causato dai radicali liberi, vitamina A che impedisce la secchezza delle mucose, carotenoidi che dopo l’assorbimento vengono trasformati in retinolo, un vero nemico dei radicali liberi, e squalene, un idrocarburo presente anche nelle secrezioni sebacee degli esseri umani. Quest’ultimo permette all’olio di oliva di penetrare negli strati più profondi della pelle e di riformare il film idrolipidico, indebolito dai raggi solari e dai detergenti. Per tutte queste innumerevoli proprietà, oggi l’olio di oliva viene esaltato dalla scienza moderna non solo per le sue straordinarie qualità in campo dietetico, ma anche in medicina e in cosmetologia. è ormai conosciuta l’importanza che nella cosmesi è stata data ai prodotti naturali, sui quali noti centri di bellezza hanno basato in maniera sempre più consistente i loro programmi: massaggi e interi trattamenti per il corpo, per i capelli e per le unghie, sono stati realizzati all’olio d’oliva. L’olio d’oliva trova largo impiego in cosmesi anche perché è la sostanza che meglio porta nutrimento e acidifica la cute e può essere utilizzato per impacchi, bagni, maschere ed emulsioni dopo-bagno. Secondo la tradizione è anche valido contro la debolezza e la caduta dei capelli in quanto riesce a nutrire in profondità il bulbo pilifero irrobustendolo. Usato regolarmente nel massaggio, regala una pelle luminosa, dall’aspetto rilassato. Dopo il bagno è un ottimo tonificante e rivitalizza la cute resa secca dall’acqua calcarea e la rende levigata e luminosa. Non dovrebbe mai mancare nemmeno nelle lunghe esposizioni solari estive in quanto recenti studi hanno dimostrato che riesce a proteggere dai raggi ultravioletti.

mescolare un rosso d’uovo, due cucchiai di miele integrale e un cucchiaino di olio di oliva. Lasciare in posa per circa 20 minuti e sciacquare con acqua tiepida.

Per la pelle grassa e lucida

massaggiare giornalmente la pelle con olio di oliva con movimenti circolari e risciacquare con acqua tiepida.

Per alleviare i dolori muscolari

mescolare un cucchiaio di olio di oliva insieme a tre gocce di olio essenziale di rosmarino e massaggiare la parte dolorante.

Per eliminare i residui di ceretta

dopo una depilazione utilizzare un batuffolo di cotone intriso in olio di oliva.

Per le unghie che si sfaldano

rinforzatele con un unguento di olio di oliva e succo di limone in parti uguali.

Frizioni anti-cellulite

fate macerare, per 48 ore, 5 foglie sminuzzate di edera in ¼ di litro di olio d’oliva, quindi filtrate e utilizzate l’olio per massaggiare le zone colpite da cellulite e adipe.

Per la rasatura

l’olio d’oliva, unito agli estratti e alle essenze di alcune piante, si rivela utilissimo anche quando c’è bisogno di sollievo per la pelle dopo la rasatura e in caso di fastidiosi taglietti. Le erbe più indicate sono la bardana, calmante, antibatterica e cicatrizzante, la consolida maggiore che contiene allantoina, rinfrescante, antinfiammatoria e antiemorragica, la liquirizia che possiede notevoli qualità antisettiche.

Per i capelli

se la chioma appare spenta e opaca, è il caso di provare un trattamento completo all’olio di oliva: a 5 cucchiai d’olio unire il succo di 1 limone; massaggiare i capelli con questa emulsione e lasciare in posa per mezz’ora, poi lavare sempre utilizzando uno shampoo delicato.


X BenEssere & Prevenzione

I

raggi UV (ultra-violetti) sono radiazioni invisibili che possono danneggiare seriamente non solo la pelle ma anche gli occhi e la vista. Ci sono tre tipi di raggi UV e gli effetti negativi sugli occhi sono notevoli. Gli UVA hanno una lunghezza d’onda tra 320 e 400 nanometri e possono danneggiare la parte di retina chiamata macula. Gli UVB hanno una lunghezza d’onda tra 290 e 320 nanometri e possono danneggiare soprattutto la parte anteriore dell’occhio (cornea e lente). Gli UVC hanno lunghezza d’onda sotto i 290 nanometri e non arrivano sulla superficie terrestre perché vengono bloccati dallo strato d’ozono

che circonda il nostro pianeta. Gli UVB sono più dannosi perché rilasciano maggiore energia quando sono in contatto con l’occhio rispetto agli UVA, ma per fortuna rappresentano solo il 10% di tutti gli UV A seguito dell’esposizione ai raggi UV si possono avere problemi a breve periodo come ad esempio irritazioni e arrossamenti e a lungo periodo come congiuntiviti e cheratiti attiniche a carico della cornea. Ma l’esposizione non protetta favorisce anche lo sviluppo, in età senile, della cataratta e della maculopatia (patologia retinica), mettendo seriamente a rischio la capacità visiva. Fortunatamente, tuttavia, i nostri occhi possiedono la capacità di neutralizzare

come proteggersi ?

In linea di principio, le precauzioni da adottare per gli occhi sono quasi le medesime da adottare per la nostra pelle e cioè ridurre al minimo il contatto con gli UV. Ecco perché è bene esporsi con grande cautela dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio, evitare lampade solari e lettini abbronzanti e comunque indossare cappelli a tesa larga e occhiali da sole Occorre scegliere in modo estremamente accurato le marche di occhiali e di lenti per assicurarsi che quest’ultime assorbano dal 99 al 100% dei raggi. è importante puntare su lenti certificate dal WCO (World Council of Optometry), o contrassegnate dal marchio CEE oppure da analoghi standard governativi. Tutti gli articoli per gli occhi (occhiali da vista, da sole, lenti a contatto), devono essere

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in parte gli effetti delle radiazioni solari: l’ammiccamento, la contrazione della pupilla, l’aggrottamento delle sopracciglia sono infatti meccanismi di difesa molto efficaci. Inoltre, i pigmenti oculari presenti nella retina (luteina, zeaxantina e melanina) hanno l’importante funzione di filtrare la luce, e il cristallino è una vera e propria lente biologica, efficace nell’assorbire le radiazioni. Spesso, tuttavia, queste misure protettive possono non essere sufficienti, soprattutto in condizioni estreme, quando il riverbero della luce è maggiore (es. al mare, sulla neve o nelle giornate molto soleggiate) o per chi ha occhi particolarmente sensibili (es. portatori di lenti a contatto).

Occhio al SOLE

in grado di assorbire entrambi i raggi UVA e UVB. Le montature dovrebbero proteggere gli occhi anche di lato e le lenti devono essere scelte in base alla situazione. Infatti va considerato che alcune superfici riflettono le radiazioni ultraviolette: ad esempio la neve ha una riflessione del 82%, la sabbia del 17%, l’acqua del 5-15% e l’erba del 3%. Inoltre in montagna ci sono in percentuale più radiazioni di tipo B, determinando la necessità di proteggere i nostri occhi ancora meglio. Il colore delle lenti protettive può variare dal marrone, al verde, al grigio, mentre quelle di colore azzurro, rosa o fucsia non proteggono. Le lenti a contatto vanno usate con gli occhiali da sole, ma meglio evitarle in spiaggia o almeno optare per le monouso giornaliere.

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In presenza di difetti della visione (miopia, astigmatismo, ipermetropia) gli occhi sono più sensibili alla luce e il colore delle lenti dovrebbe variare a seconda del tipo di difetto. In particolare, mentre le lenti grigie sono adatte a tutti, chi è miope trarrà maggiori vantaggi orientandosi verso lenti marroni o ambra e chi è ipermetrope dovrà optare per lenti verdi.

Quali possono essere i danni provocati dai raggi UV? L’esposizione senza protezione adeguata può causare numerosi disturbi immediati o ritardati. Tra essi i più frequenti sono: visuale confusa temporanea);

(situazione

cambiamenti nella percezione dei colori (situazione temporanea); difficoltà a vedere di notte (situazione temporanea); degenerazioni della macula; cataratta; pterygium, malattia nella quale la congiuntiva cresce fino a coprire l’iride, provocando un possibile blocco della vista; fotocheratite (bruciatura cornea) - dura 24-48 ore. Alcuni medicinali, come contraccettivi, sulfamidici, diuretici e tranquillanti possono aumentare il rischio di danni o di indebolimento visivo.

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Da SAPERE Nel corso di una giornata normale i nostri occhi usano la stessa quantità di energia che le gambe usano per percorrere 50 chilometri! Le nuvole proteggono poco; persino nelle giornate coperte ben l’80% dei raggi filtra indisturbato e la vicinanza ad acqua, cemento, neve e sabbia aumenta il rischio perché i raggi UVA e UVB vengono riflessi proprio da queste superfici. Si stima che l’intensità dei raggi solari aumenti fra il 6 e l’8% ogni 1.000 metri di altitudine. L’80% dell’esposizione dell’intera vita ai raggi UVA e UVB avviene prima dei 18 anni, questo significa che bambini e adolescenti sono particolarmente esposti alle insidie per la vista, trascorrendo buona parte del tempo all’aria aperta. I raggi UV possono aumentare i fattori di rischio quando vengono riflessi da superfici quali acqua, sabbia e cemento, un fattore da non dimenticare durante le vacanze, o quando si praticano attività sportive all’aperto (sci d’acqua, arrampicate, vela, tennis, ecc). Quanto più il sole è alto tanto più elevato è il livello di radiazioni che arrivano sulla superficie terrestre; il livello di radiazioni UV varia nel corso della giornata e diverse volte nel corso dell’anno.

Il colore delle lenti protettive può variare dal marrone, al verde, al grigio, mentre quelle di colore azzurro, rosa o fucsia non proteggono 39


X BenEssere

risponde

Per le tue domande scrivi a: redazione@xbenessere.it

magnesio

contro la spossatezza Per affrontare la spossatezza di questo periodo mi è stata consigliata una cura di magnesio, pensa sia efficace?

xantelasmi che fare?

Da qualche tempo mi sono comparsi diversi xantelasmi sulle palpebre degli occhi, come posso eliminarli?

Katia, Roma

I

l magnesio è una sostanza naturale anti-fatica, anti-stress e aiuta a stabilizzare e riequilibrare il sistema nervoso. Però, come avviene con molte vitamine, non si fissa nell’organismo e viene eliminato senza aver potuto agire. Ma grazie ad una scoperta recente, si è visto che l’assorbimento del magnesio può aumentare grazie all’associazione con acido piroglutammico, estratto a caldo dalla barbabietola, che ha dimostrato un’ ottima capacità di favorire la penetrazione nelle cellule del corpo umano dei minerali che gli vengono associati. L’acido piroglutammico, associato al magnesio, aumenta l’assorbimento di quest’ultimo dell’80%. Quindi le consiglio vivamente di assumere il complesso acido piroglutammicomagnesio per poter ottenere tutti i benefici di questa sostanza e combattere la fatica e la depressione stimolando l’umore e la vitalità.

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Marco, Latina

G

li xantelasmi sono neoformazioni benigne che clinicamente appaiono sottoforma di placche multiple, molli, giallastre e in rilievo, di varia forma e dimensione spesso visibili sulle palpebre. Tipicamente compaiono in persone di media età o in persone anziane, ma non sono rari nei giovani. Una certa familiarità è spesso riscontrabile, mentre rimane dibattuta in ambito scientifico la correlazione degli xantelasmi nei pazienti con ipercolesterolemia o con alcune dislipidemie. Generalmente sono innocui ma possono disturbare l’estetica del viso. Per rimuoverli le consiglio di rivolgersi ad uno specialista che utilizzi il laser CO2 pulsato in grado di vaporizzare strato per strato lo xantelasma con estrema precisione senza creare gonfiori od infiammazioni dovuti all’ipertermia (calore eccessivo). In questo modo la fase di guarigione (riepitelizzazione) sarà spontanea ed in tempi ristretti: a pochi giorni dall’intervento non rimarrà alcuna traccia visibile.

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Prof. Gianluigi Bertuzzi

ia s e o P DONNA Nel tuo esserci l’incanto dell’essere, La vita, tua storia, segnata dal desiderio d’essere semplicemente donna ! Nel tuo corpo ti porti, come nessun altro, il segreto della vita ! Nella tua storia la macchia dell’indifferenza, della discriminazione, dell’oppressione… in te l’amore più bello, la bellezza più trasparente, l ’affetto più puro che mi fa uomo ! Eliomar Ribeiro de Souza

-Docente di Flebologia e di Medicina Estetica nel Master universitario di II Livello in Medicina Estetica, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” -Coordinatore didattico scientifico del Master biennale di II livello in Medicina Estetica e del Corso di formazione e alta qualificazione professionale in Estetica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” -Presidente A.I.M.E. -Presidente A.M.E.T. -Responsabile ambulatori universitari in Medicina Estetica del Master -Responsabile ambulatori ospedalieri in Medicina Estetica dell’Ospedale Israelitico di Roma -Referente ECM del Ministero della Salute -Membro della Commissione sulla Medicina Estetica dell’Ordine dei Medici di Roma. -Responsabile del programma di ricerca sull’invecchiamento A.R.P.A. (Aging Research Prevention and therapy Association)

>>Valutazione dell’età biologica >>Terapie farmacologiche e non farmacologiche anti-aging >>Terapie farmacologiche e non farmacologiche anti-stress >>Diagnosi e terapie dell’invecchiamento cutaneo >>Diagnosi e terapie del sovrappeso >>Diagnosi e terapie delle panniculopatie e delle adiposità localizzate >>Diagnosi e terapie delle flebopatie >>Terapia non chirurgica delle varici (sclerosi combinata) Riceve a Foligno, Civita Castellana, Roma Segreteria centralizzata: 07.61.51.80.70 www.aestheticmedicine.it www.medestetica.it www.nuovasalute.com www.anti-aging.it


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Rivista della Società Italiana di Medicina del Benessere

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