Page 1

L’occhio della passione L’attrazione del collezionista 2018


Il tema della collezione è visto dagli studenti del Dipartimento di Fotografia della LABA non come un insieme di oggetti congeneri, condotto con criteri prestabiliti, ma come raccolta disordinata di tracce del proprio sentimento, come confusione di dati materiali, corporei e biografici, e come luogo della memoria, dello scarto e della morte.


Collection theme is seen by students of Photography Department of LABA not as a set of congeners, conducted with pre-established criteria, but as a disorderly collection of traces of one’s feelings, as a confusion of material data, bodily and biographical, and as the Place of memory, of waste and death.


“Frammenti di un discorso amoroso” consiste nella documentazione di un particolare tipo di collezione: la collezione dei ricordi d’un amore. Essa si presenta come un insieme di segni, gli oggetti stessi, che formano uno speciale genere di discorso amoroso, “accompagnando la storia senza mai conoscerla” . Si costituisce man mano in un modo non prevedibile, mentre acquisisce sempre nuovi significati e nuove configurazioni con il passare del tempo, con l’accadere degli eventi. Il significato e la collocazione concettuale delle tracce conservate giungono infatti alla luce solo a posteriori, senza tuttavia essere mai fissati definitivamente. Il progetto è costituito da cinque fotografie, ognuna raffigurante un segno, una traccia, un elemento della collezione. Ogni immagine possiede un senso anche singolarmente, sebbene si rafforzi con l’accostamento alle altre. All’interno di uno stile documentativo, la ripresa molto ravvicinata degli oggetti è volta a comunicare una simbolica vicinanza emotiva ad essi. “Frammenti di un discorso amoroso” ha un carattere narrativo, così che chi l’osserva, oltre a provare curiosità, possa rispecchiarsi, in base alla memoria delle proprie esperienze, e scoprire qualcosa di sé. Per favorire tale approccio, rafforzando il valore universale del progetto, ogni scatto è associato ad una didascalia tratta dall’omonimo saggio di Roland Barthes: 1.Perché durare è meglio che bruciare? 2.Bisognerebbe che qualcuno potesse dirmi: “Non essere più angosciato, tu l’hai già perduto(a)”. 3.Adorabile è la traccia insignificante d’una fatica. 4.Ha già vocazione di ricordo. 5.Tu te ne sei andato (della qual cosa soffro), tu sei qui (giacché mi rivolgo a te).

Fragments of a loving discourse is the documentation of a particular kind of collection: love memories. It introduces itself as a whole of signs, the objects themselves, that form a special kind of loving discourse, “walking with history without knowing it” . It gradually constitutes itself in a non predictable way, always acquiring new meanings and new configurations as events happen. The meaning and the conceptual place of traces come to the light only later, without nevertheless being fixed definitively. The project consists in five photographs, each one representing a sign, a trace, an element of the collection. Every image holds a sense by its own, even if it grows stronger when approached to the others. Within a documentary style, the very close shot of the objects is meant to communicate a symbolic emotional proximity. Fragments of a loving discourse has a narrative connotation, so that the observer, besides curiosity, can reflect him/ herself, basing on memories of personal experiences, and discover something more. In order to favor such approach, strengthening the universal value of the project, every shot is related to an explanation drawn taken by Roland Barthes’s essay: 1. Why lasting is better than burning? 2. It would be worth if someone could tell me: “Do not be anguished anymore, you’ve already lost him(her)” . 3 Adorable is the meaningless trace of an effort. 4. It already has vocation of memory. 5. You’ve gone (and i suffer about that), you’re here(as I am turning to you).


frammenti di un discorso amoroso Camilla Viadana


La scatola di cartone è un oggetto estremamente impersonale, che ha una totale irrilevanza poiché ciò che essa contiene è sempre il reale scopo della sua esistenza. Tuttavia ciò che è impersonale può avere due funzioni sostanzialmente opposte: non rappresentare nessuno, o piuttosto riuscire a rappresentare tutti. E’ proprio quest’ultima qualità che ho voluto valorizzare e sfruttare nel mio lavoro, quando mi sono trovata a rappresentare quello che è la Collezione per me. La mia “Scatola dei ricordi” è esattamente la Collezione di tutte le tracce fisiche dei momenti più emotivi e importanti della mia vita. E’ una traccia tangibile della mia stessa intimità e proprio per questo è ben chiusa, il suo contenuto celato agli occhi altrui. Questa chiusura, questa impersonalità infatti permettono a chiunque la osservi di immaginarne il contenuto e farla diventare la PROPRIA Collezione. Permettono di eliminare il referente e raggiungere direttamente il significato di Collezione. Il mio ultimo problema era come spingere le persone a guardare alla mia scatola, ad osservarla senza passare oltre pensando fosse un oggetto comune, a riconoscerne la sua funzione. L’ho posta dunque alla Biennale di Venezia, sotto lo sguardo dei suoi milioni di visitatori, sul piedistallo che regge le Opere d’Arte, di cui la vita a mio parere fa sempre parte. The box of cardboard is an extremely impersonal object, that has a total irrelevance since its contain always represents the real purpose of its existence. Nevertheless what is impersonal can substantially have two opposite functions: not representing anyone or being capable to represent everybody. This last quality is the one I wanted to valorize and to exploit in my job, when I have been asked to express what Collection means to me. My “Box of memories” is exactly the Collection of all the physical traces of the most emotional and important moments of my life. It’s a tangible trace of my own intimacy and for this reason it is well closed: its content is hidden to other people’s eyes. Its being closed, together with its impersonality allow any observer to image the content and transform it onto his/her Own Collection. The referent is removed, and the real meaning of Collection can be reached. My last issue was how to make people look into my box observing it, not only passing it by as a common object, recognize its function. I placed it in Biennale of Venice, under the look of million of visitors, on the pedestal that supports Artpieces, as life is in my opinion a constant part of it.


L’intimità della collezione Alessia Celato


“La storia di una vita spesso si legge tra le rughe.” - Emilio Curtoni Niente più del nostro corpo riporta i segni di ciò che abbiamo vissuto. Rughe, cicatrici, macchie: ogni segno sulla nostra pelle rappresenta esperienze, momenti e trascorsi. La vita è una collezione di questi: belli, brutti importanti e meno.

“A life’s history can be often read through wrinkles” (Emilio Curtoni). Nothing more than our body brings the signs of what we have passed through. Wrinkles, scars, stains: every mark on our skin represents experiences, moments and our past. Life is a collection of this marks: ugly, beautiful, important and mild.


rughe

Anna Franchi


Cara Nonna, ho riunito tutte le tue amiche per farti un regalo: so che tu non potrai averlo fisicamente, ma so che in qualche modo lo vedrai. Le bambole ti hanno fatto compagnia quando eri sola e chissà quante volte avrai raccontato loro dei tuoi problemi... le curavi come se fossero figlie e ne riempivi la casa perché senza di loro sapeva di vuoto. Oggi, che posso vederle tutte insieme, noto che sono la perfetta descrizione della tua anima, da sempre elegante, composta e aggraziata. Mi ricordano chi sei stata e a loro manchi, tanto quanto a me. Ti mando un bacio. Dear Granny, i collected all of your friends to make you a gift: i know you cannot have it materially, but i somehow know you’ll see it. Dolls kept you company when you were alone, and who knows how many times you’ve told’em about your problems….you took care of them like daughters, and you fullfilled your house with them, as if without them the house was empty. Nowadays I can see all of them together, and I notice they are the perfect description of your soul, forever elegant, compote and graced. They remind me who you were, and they miss you, as much as i do. I send you a kiss.


Le amiche di nonna Colombi Silvia


Le cose agiscono su di noi anche sotto il livello della consapevolezza, perfino sotto il livello dell’attenzione, e in queste occasioni sembra che siano loro a chiamarci dal mucchio. Elio Grazioli Veniamo sommersi da parole, persone, pensieri, oggetti. Li vediamo, li sentiamo, li tocchiamo, li osserviamo, ma alcuni attirano di più la nostra attenzione, alcuni ci trattano in modo diverso. Fanno scattare in noi un desiderio di possesso, ma legato a cosa? Accumulare, conservare, tenere, collezionare. Ma perché questo si e quello no? “Things act on us under awareness level, and sometimes under the attention one: during these occasions it seems like they call us from the bunch” Elio Grazioli We are swamped with words, people, thoughts, objects. We see, feel, touch and observe them, but some particularly attract our attention, while others interact differently. They set off our possession desire: tied to what? Accumulate, store, keep, collect. Why this and not that?


l’amour fou

Elena Campese


Al giorno d’oggi bisogna seguire i ritmi frenetici della nostra società, la vita è diventata una corsa affannosa e sembra essere diventata più veloce ed è facile essere sempre indaffarati. In tutta questa “fretta” molto spesso non riusciamo a fare caso alle piccole cose che ci circondano e anche ai piccoli gesti che quotidianamente gli altri fanno per noi, non riusciamo subito ad apprezzare ciò che ci succede. Accumuliamo così delle collezioni di momenti che restano nella nostra memoria e che riusciamo ad apprezzare solo quando sono già accaduti, non riuscendo a viverli immediatamente. Nowadays it is necessary to follow society’s frantic rhythms : life became a strenuous run that constantly seems to accelerate its rhythm, so that being always busy is simple. Within all this haste, we are often unable to notice little things around us, as with small acts that other people daily make for us. We aren’t able to immediately appreciate what happens. We accumulate this way collections of memories that stay into our remembrance and we appreciate them only when already gone, not being able to live them immediately.


collezioni di memoria Facchinetti Anna


La collezione materiale non è insita in ogni individuo, ma qualsiasi uomo porta con sé collezioni indirette, visibili e non visibili, dei propri trascorsi, delle proprie esperienze. Questo esempio di collezione è proprio dell’intima essenza dell’uomo e si ispira alle opere di plastica bruciata di Alberto Burri, come Grande Rosso: uno sguardo nella trasformazione e nella scavatura della materia. In queste foto, dunque, la collezione parla delle trasformazioni implicite ed esplicite del nostro corpo e della nostra mente, uniche nell’individualità e nel tempo che le accompagna. Collecting materials isn’t inherent in any human being, but every man brings with him/her indirect collections, visible and non, of his/her own history and experiences. This kind of collection is peculiar of the intimate essence of man, and takes inspiration by burned plastic artpieces of Alberto Burri, such as Grande Rosso : a glimpse into conversion and material excavation. In those photographs, collection is about implicit and explicit shifts in our body and mind, unique in individuality and in time that accompanies them.


CRYSTALS

Ilaria Baggio


Portafoglio ‹portafòglio› s.m. (pl. -gli) 1 Custodia a due facce pieghevoli, provvista nell’interno di più tasche o scompartimenti, in cui si ripongono banconote e documenti di riconoscimento Avere il portafoglio gonfio, di persona danarosa Gonna a portafoglio, completamente aperta, con i due lembi che si sovrappongono sul davanti o sul fianco. 2 Busta di pelle destinata a carte di una certa importanza; quindi, fig. carica o funzione di ministro: il p. dell’ Interno,delle Finanze Ministro senza portafoglio, vedi ministro. 3 Nel linguaggio finanziario, l’insieme delle cambiali attive, dei titoli di Stato e privati che un investitore possiede: gestione del p. L’insieme delle polizze emesse da una compagnia di assicurazione in un dato periodo Portafoglio clienti, il complesso dei crediti dovuti dai clienti a un’azienda. 4 Nella macchina tipografica, piano mobile che porta il foglio a contatto con la forma inchiostrata. 5 Preparazione culinaria solitamente di carne tagliata a fette e piegata in modo che formi una specie di bauletto (o “portafoglio”), farcita in modo vario.

Portafoglio: small folding case for carrying papermoney, credit cards and other flat objects, that can be carried in a pocket and is used especially by men: He pulled out a big, fat wallet stuffed with bank notes. ​A flat, folding bag that is used for holding documents, for example passports.


PORTAFOGLIO

Maria Vittoria Desiato


Social Collection nasce da una riflessione personale sul mondo dei social network e sul mondo del collezionismo. Una volta le collezioni erano composte da opere d’arte, da monete antiche o sbagliate, da francobolli o semplici buste di zucchero o tappi. Con lo sviluppo dei social network e del consumismo le cose sono molto cambiate. Gli oggetti che si ritengono di valore e collezionabili esistono ancora ma sono in minoranza, ormai questa è l’epoca di una collezione fatta da click, like, follower... Nulla di materiale ma tutto digitale, si ha la parvenza di avere qualcosa che in realtà è immateriale, spesso a questi like, visualizzazioni, follower e al loro numero viene attribuito un potere, “più ne ho più sono migliore’’, è un’altra forma di collezione che alimenta un bisogno di approvazione, di egocentrismo e di superiorità. Non esiste più la privacy perché ormai è di moda mostrarsi, farsi guardare e sfoggiare il proprio benessere. Il formato dei miei scatti è il formato attualmente più in voga, spopolato grazie ad Instagram, uno dei social presi in questione e attualmente uno dei più famosi e utilizzati. Social Collection comes from a personal reflection on the world of Social Networks and of collectibles. Formerly collections were made up of artworks, ancient or badly coined coins, stamps or simple sachets of sugar or corks. Due to the development of social networks and consumerism things have changed a lot. Objects considered valuable still exist, but they represent the minority: this is the era of a collection made by click, like, follower … Nothing material- everything digital: we have the illusion to possess something that is, in reality, unsubstantial. Very often a sort of power is assigned to these “like”, “followers”, number of views: more I get, greater I am. A collection act that feeds the need of approval, egocentrism and sense of superiority. Privacy no longer exists, as appearing is fashionable, have others watching you and showing off your well-being. The size of my shots is the one currently in vogue thanks to Instagram, one of the best known and used of these Social Networks.


SOCIAL COLLECTION Samantha Erbaggi


Chiunque nel corso della propria vita può essere, se pur per un breve periodo, considerato un collezionista, infatti chi non ha mai conservato biglietti di viaggi o di concerti, piccoli soprammobili, francobolli, monete o ritagli di giornale? A mio avviso questa esigenza di accumulare oggetti deriva da un bisogno di colmare un vuoto, spesso non ben identificabile. Io ho iniziato a collezionare tazze all’età di quindici anni e credo che questo particolare elemento si sposi bene con questa concezione del collezionismo: sognare una tazza è spesso interpretabile come una sensazione di vuoto, di qualcosa che manca nella vita del sognatore. Ecco perché ho deciso di fotografare alcune di queste tazze per ricomporne, attraverso un collage, una unica che rappresenti sia il vuoto che ognuno di noi prova, sia questo bisogno di riassemblare e colmare qualcosa di non ben specificato all’interno dell’individuo.

Anyone, during his/her life, can be – even if for a little- considered a collector; who has never kept travel or concert tickets, small ornaments, stamps, coins or newspaper clippings? In my opinion this need to collect objects comes from the need to fill an often not identifiable gap. I myself started to collect tea cups when I was 15, and I believe this particular element well goes on with the idea of collecting: dreaming a cup of tea is often interpretable as a feeling of emptiness, of something missing in dreamers’ life. That’s why I decided to photograph some of these cups to reconstruct, through a collage, a single one that represents both the emptiness that everyone feels and this need to reassemble and fill something undefined inside human being.


EMPTY

Sara Bossini


Colleziono polaroid da parecchi anni. Le tengo nel portafoglio, schiacciate tra loro per il poco spazio, o attaccate con scotch e puntine ad un muro verde della mia camera. Ho foto di architetture, di amici, di tramonti. Spesso, di serate sbagliate. Una collezione di momenti, inchiodati alla parete e alla pelle, con il sapore agrodolce della nostalgia. Forse, una collezione di persone; molte, quasi tutte, le ho perse lungo la strada. Hanno lasciato un buchino vuoto al loro posto, come una sorta di censura. Collezionare, accumulare, raccogliere implicano la singolarità del pezzo scelto. Al contrario questa censura, questo minuscolo buco nero, annulla la peculiarità. Elimina l’unicità del momento. Porta dentro quel mistero e insicurezza che il collezionismo cronico cerca di rasserenare nell’abbondanza. Una collezione di momenti, quindi, che diventa altro; ne diventa al tempo stesso l’opposto, poichè non sussiste la personalità singola dell’oggetto. E ne diventa l’esponenziale poichè tutto può essere tutto.

I have been collecting polaroids for several years . I keep them in my wallet, crushed each other because of the little space, or stick with tape and pins to a green wall in my room. I have architecture, friends, sunset photos. Often, wrong nights. A collection of moments, nailed to wall and skin, with the sweet and sour taste of nostalgia. Maybe, a collection of people: i’ve lost many, almost all of them, along the way. They left a tiny little hole, such as a sort of blame. Collecting, accumulating and picking involves the singularity of the chosen piece. On the other side, the tiny little hole nullifies peculiarity. It eliminates the single moment’s uniqueness. It brings in the mystery and the insecurity that chronic collectors try to smooth within abundance. A collection of moments that becomes something else: time itself and its opposite, as single object’s personality doesn’t exist. And it exalts it, as everything can be everything.


momentum

Valeria Rossato


L'occhio della Passione - L'attrazione del Collezionista  

Il tema della collezione è visto dagli studenti del Dipartimento di Fotografia della LABA non come un insieme di oggetti congeneri, condott...

L'occhio della Passione - L'attrazione del Collezionista  

Il tema della collezione è visto dagli studenti del Dipartimento di Fotografia della LABA non come un insieme di oggetti congeneri, condott...

Advertisement