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ANNO XXI - N.03

21 MARZO 2014

Raffaele Di Costanzo

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Appalto del cimitero di Ardea: accolte le richieste di rinvio a giudizio

ARDEA

Il Tribunale di Velletri ha rinviato a giudizio per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, reato commesso in concorso tra loro e concussione con abuso di potere, il sindaco Di Fiori, un ex assessore, un attuale assessore, e per turbata libertà degli incanti, reato commesso in concorso tra loro, un dirigente e alcuni funzionari comunali, unitamente ad un certo numero di imprenditori locali. Secondo il pm Travaglini, in base alle indagini svolte dalla Guardia di Finanza pometina, sarebbero stati commessi una serie di reati nella gara d’appalto e nella gestione del servizio di

manutenzione e gestione del cimitero comunale nel periodo 20092011. Fino a quando, eventualmente, le risultanze processuali future non proveranno i fatti di rilevanza penale ipotizzati dalla magistratura, stiamo parlando di ipotesi di reato. Il rinvio a giudizio significa quello che la frase suggerisce: cioè che ci sarà un processo. Pensare che questo sia indice della presenza di pesanti indizi di colpevolezza significa non conoscere il nostro sistema giudiziario. Per questo motivo riteniamo pretestuose le richieste di dimissioni che da più voci si levano. Articolo a pagina 20

ARDEA: I BALLERINI DI UNIVERSO DANZA SI DISTINGUONO NELLA KERMESSE FIORENTINA DANZA IN FIERA 2014 LITORALE: IL FUTURO DEI BALNEARI

ANZIO: 100 PAGINE DI OSSERVAZIONI DEL MINISTERO POMEZIA: IL FUTURO DEL CAMPUS SELVA DEI PINI ANZIO: RECUPERATI I REPERTI RUBATI AL MUSEO ARDEA: CLIMA MOLTO TESO IN AULA CONSILIARE NETTUNO: IL RISARCIMENTO SI ALLONTANA POMEZIA: ANNULLATI GLI ARRESTI


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dossier informare n. 03/2014 • 21 MARZO

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Anno 21 o - Numero 03 del 21 MARZO 2014 - 237ª uscita

16.03.2014 21.03.2014

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(mi odino, ma mi temano)

ODIATA, INCONTINENTE E INATTENDIBILE

ARDEA

• Per la prima volta nella sua storia Ardea ha ricordato la presenza in aula consiliare dei principali esponenti di zona delle Forze dell’ordine. Una vera e propria infiorata di stelle, di torri, di binari e di ufficiali di vascello molto appariscente a vedersi e che ha creato delle aspettative nel pubblico in merito a dei loro possibili interventi sulla situazione del territorio in materia di sicurezza e legalità. E invece niente, sono stati lì, zitti zitti per un’oretta e poi il presidente Giordani gli ha detto che se ne potevano pure andare, congedandoli ipso facto. La domanda è una sola: ma se

volevamo vedere una sfilata di ufficiali in alta uniforme senza che prendessero parola, allora potevamo tutti andare ad una parata militare... o no? • In consiglio le minoranze chiedono e non ottengono di inserire nel punto sulla sicurezza e legalità il codice etico della Carta di Pisa, redatto nell’omonima città da un pool di esperti di pubblica amministrazione. Vuoi vedere che, sotto sotto, la maggioranza possa aver confuso il codice con i famigerati ladri di Pisa? [La tradizione toscana vuole che i ladri di Pisa andassero a rubare insieme durante la notte e poi litigassero fra loro tutto il giorno per dividere il

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bottino.] E di conseguenza prendendolo come un insulto hanno testé respinto cotanto emendamento? Noi non ci crediamo, non lo riteniamo possibile... però... chissà... - Adelante, gli amigos della confraternitas sono estati reinviati ad altra data, ma lo esteso logos e la estesas materias del contenderes. Fra qualche tiempo se endovineras la suerte o la mala suerte de todos la combricolas as secundas de come gli erodes al togatos hombres. A todos auguramos de compiere el proprio dover y un enteros el culos des las balenas... olè... • Frasi celebri dal consiglio comunale. Pollicione: «Io sono diventato un democratico di indole». Er Bucia: «Tu sindaco non stai con la coscienza a posto e poi non è che la Carta di Pisa vi rende amministratori virtuosi, non lo siete mai stati e tu sindaco sei sempre stato presente nelle amministrazioni che anni fa hanno determinato tutto questo sfascio, non che sia stato per colpa tua, ma tu sei sempre stato presente». Il sindaco Di Fiori: «La Carta di Pisa non è adatta a tutti i Comuni, esiste la legge Severino ed è chiaro che esiste anche un codice etico a livello europeo». Ancora Di Fiori: «Noi possiamo mettere in sicurezza i cittadini con le videocamere, con l’illuminazione e poi con più uomini a disposizione». Abate: «Siamo ormai 50.000 abitanti e la notte va in giro solo un’automobile delle Forze dell’ordine».

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Ancora Abate: «I furti nelle abitazioni aumentano, poi qualcuno ci dirà invece che diminuiscono ma, evidentemente, rispetto al litorale, si concentrano ad Ardea. Per un certo periodo siamo anche stati con i lampioni spenti perché qualcuno andava a rubare i cavi di rame e alle elezioni mancano all’appello ancora più di mille schede, che non si sa che fine abbiano fatto».

NETTUNO • Il sindaco Chiavetta è nudo dopo la sputtanata del documento prodotto da Turano sul parcheggio di piazza Berlinguer. Aveva sempre sostenuto che mancava il nulla osta del Genio civile per l’inizio dei lavori, ora si scopre che il Comune poteva obbligare l’impresa a ripristinate la piazza in attesa dei permessi... ma non l’ha fatto... Ma che paese è quello in cui non basta un anno e mezzo per esaminare un progetto... e lo chiamano il Genio civile. Ammazza che geni che c’avemo... • Dopo ventitre anni va a conclusione la vicenda della palazzina occupata di via Corallo. Gli occupanti hanno avuto un bonus in denaro per liberare le abitazioni. • Il Comune di Nettuno dovrà ancora attendere per i 12 milioni di euro di danni erariali procurati dalla Nettuno Servizi... probabilmente dovrà attendere per sempre...

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(mi odino, ma mi temano)

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• Piazza Garibaldi... ma che bel panorama. Uno scorcio della piazza con i cazzilli che sarebbero le palme. Qualcuno propone di dipingerli a colori vivaci. Il concorso di idee è aperto...

ODIATA, INCONTINENTE E INATTENDIBILE

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• Manifesti per Waters. La città è ancora tappezzata di gigantografie che danno il benvenuto al famoso musicista il cui padre è morto durante la guerra al fosso della Moletta, che va da Aprilia a Tor San Lorenzo. Che ci azzecca Anzio? Bene ha fatto Roger Waters a glissare tutti i politici andando a fare una visita privata al luogo dove suo padre è morto. Una lezione di stile che pochi hanno capito.

• Ospedali Riuniti. Il buco di 10 miliardi di euro della sanità del Lazio si riflette sui tagli alla sanità e sui servizi offerti ai pazienti. Abbiamo notato come i bandoni che delimitano il cantiere siano di compensato nuovo e costoso. Con quel tipo di materiale ci si fanno le barche.

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• Nell’ultima assise scopriamo che esiste un nuovo regolamento che ha soppresso le interrogazioni a dibattimento immediato in aula. Neanche si possono più leggere. Vanno consegnate e poi se ne parla al consiglio successivo dopo il benestare della presidenza. La cosa puzza tanto di censura. Siamo certi che si possa fare? In tutte le amministrazioni pubbliche si si comincia sempre con il question time... Ai giuristi l’ardua sentenza. • A Montagnano, vecchia amministrazione, prima cassano il piccolo depuratore già parzialmente finanziato dalla Provincia e dove erano state già fatte le condotte di adduzione, poi consentono alla Regione di farne uno nuovo per 5 Comuni dei Castelli, senza però pretendere la realizzazione contestuale delle opere pubbliche promesse da via della Pisana in cambio. Insomma, oltre alla monnezza a Montagnano gli mandano pure la cacca dei Castelli, e senza neanche una fogna o un acquedotto come contropartita perché in Regione i soldi non ci sono. Che grande senso degli affari hanno i nostri politici, complimenti, complimenti dav-

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vero! • Anche zio Fester va ad aggiungersi alla lista di coloro a cui hanno dato alle fiamme l’automobile. Ricapitolando abbiamo: il sindaco; il presidente del consiglio; il giornalista Centore (doppio) e famiglia; Marcucci (triplo); l’ex maresciallo Giustini; il consigliere Acquarelli (tentativo sventato davanti al negozio). Se poi aggiungiamo anche l’incendio all’ufficio tecnico quando era ancora a Rio Verde... è un po’ troppo lunga. Si tratta di episodi probabilmente disgiunti, ma forse non tutti o non del tutto...

POMEZIA • Il vice presidente del consiglio regionale del Lazio ha presentato un’interrogazione per sapere quali provvedimenti si intendono adottare «per tutelare l’autonomia del sindaco di Pomezia Fabio Fucci, eletto primo cittadino con il M5S, qualora questi dovesse subire da Grillo le medesime pressioni a cui è sottoposto il sindaco di Parma». Fucci ha risposto con un comunicato stampa assicurando che non ci sono pressioni di Grillo per determinare le scelte amministrative... non siete su scherzi a parte... • Il Tribunale del riesame ha annullato le ordinanze restrittive per il consigliere comunale, il dirigente ed il funzionario comunale, in quanto «illegittime». La domanda sorge spontanea: ma questi riesami... non sarebbe il caso di farli prima di arrestare la gente?

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ARDEA • Frasi celebri dal consiglio comunale. Massimiliano giordani: «Non c’è bisogno di discutere in aula gli ultimi fatti giudiziari, tanto siete già stati informati dai giornalisti che, spesso, sanno le notizie prima ancora che accadono». Si alza urlando il giornalista Centore, già fatto oggetto di attentati incendiari ai danni delle sue auto: «Questo non te lo lascio dire, e che vuoi dire che le macchine me le sono date fuoco da solo?...» Il giornalista va in escandescenza totale e viene accompagnato fuori dall’aula dalle Forze dell’ordine che cercano invano di calmarlo. Fanco: «Ora il regolamento impedisce ai consiglieri pure di parlare, ma lei presidente pensa di fare in dittatore?». Er Bucia a Marcucci: «Ci avete convocato in commissione ambiente 3 mesi dopo che era stata fatta la gara per il cimitero e noi che dovevamo capire? Lo dovevi capire tu, noi no». E Marcucci: «Ma tu c’eri Ludovici?». Er Bucia: «No, non c’ero». Marcucci: «Ma allora che parli a fare?» Abate: «Se ci vogliamo arrampicare sugli specchi facciamolo pure, ma almeno munitevi di ventose. E’ scandaloso che ci convochi per un bando già fatto e che ci volevi complici di qualche cosa?» Di Fiori: «Tra Idrica e Acea non c’è accordo e la Regione dovrebbe approvare finanziamenti per circa 9 milioni di opere sul territorio di Ardea per la compensazione del depuratore dei Castelli e fatto a Montagnano». E me cojoni, allora se abbiamo capito bene il grande cacatoio dei Castelli è stato fatto su Ardea la quale però non ha avuto niente in cambio. Che figata! Veramente grandioso. Er Bucia: «Se costruivate il depuratore un po’ più a valle invece che a monte potevate risparmiare un sacco di soldi per fare le condotte fognarie che ora dovrete realizzare in contropendenza». Zoro: «Volevo stabilire se la valenza delle commissioni avevano una valenza oppure no». Eh, difficile a dirsi! Ancora Zoro: «A Montagnano c’è la discarica dell’amianto, quella degli inerti, quella di Roncigliano e a Natale gli abbiamo regalato pure un grande depuratore che, se costruito più a valle, era pure meno costoso». Commentando degli odori nausea-

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bondi provenienti dalla Nuova Florida l’assessore Cantore dice: «Questi odori provengono da un impianto a biomasse, noi abbiamo fatto controlli e accertamenti ma non è emerso nulla di inquinante, e comunque la competenza spetta alla Provincia». Zoro: «Qui è stato permesso di tutto a tutti, prima di rilasciare autorizzazioni bisogna fare attenzione, siamo diventati il Comune dei coglioni». Di Fiori: «Abbiamo già fatto richiesta per avere un naso elettronico per meglio monitorare questi odori e comunque l’impianto fu autorizzato dal commissario Badalì». Mister Mille: «Il tecnico dell’Arpa che ha effettuato il controllo era consulente anche di Cerroni». Che cosa avrà mai voluto dire? Chissà! Sciaudone, comandante dei Vigili: «Alla Pomar è stata accertata l’introduzione di sottoprodotti di origine animale per la produzione di energia elettrica, leggasi cacca di polli e di altri animali. Il Noe, la Asl e l’Arpa hanno effettuato controlli ma ancora non sappiamo nulla dalla Procura. Per giustificare un eventuale provvedimento di chiusura ci vuole un organismo tecnico che certifichi la non a norma delle emissioni». Zoro: «Prima che si arrivi al disastro ecologico bisogna fare altre richieste, dobbiamo trovare una soluzione più migliore». Abate riferito ar Bucia che esce dall’aula con le carte delle interrogazioni: «Il mio capogruppo ha fatto come quando giocavamo a pallone: se ne è andato e s’è portato via pure er pallone». • Menzione speciale per Abate, che per ben due volte, in consiglio comunale ha dichiarato: «Noi ci siamo presi la biga di...» Prendersi la briga significa accollarsi questioni fastidiose, ma la biga è un’altra faccenda.

E’ un antichissimo carro leggero, da corsa e da guerra, dotato di due ruote e trainato da due cavalli, destinato a portare un auriga e un guerriero. In alternativa la biga è anche una gru montacarichi, un tempo in uso a bordo delle navi e nei cantieri navali. A questo punto siamo proprio curiosi.... che se so’ presi Abate e gli altri consiglieri? Dove l’hanno presa e dove sta adesso ‘sta biga? • Due degli interventi ci hanno talmente colpito che abbiamo deciso di onorarli

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con la creazione di apposita incorniciatura:

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• Discreto cartello apposto nella delegazione comunale di Tor San Lorenzo, per ribadire il concetto, supponiamo di difficile comprensione per gli utenti, che lo sportello più avanti è chiuso.

Contatore dei giorni che il Comune di Ardea impiega per dare un deposito ai nostri reperti archeologici, raminghi nel mondo

L’amministrazione Eufemi non ce l’ha fatta in 2.693 giorni = 7 anni e 5 mesi Amministrazione

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data inizio: 11 maggio 2012

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NOTA BENE: il contatore si ferma solo se e quando la Sovrintentenza riceve le chiavi del locale... Coraggio Luca, ce la puoi fare...


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• Via delle Ondine è stata nuovamente chiusa per eseguire dei lavori in quanto un muro di contenimento stava crollando... da una quindicina di anni... Si sperava che la questione fosse già stata risolta ed il muro fosse stato messo in sicurezza. Non è così, i tubi Dalmine messi a rinforzo delle strutture insistono ancora.

DCR

• Le foto del giardino-pattumiera si riferiscono al parco del Paradiso sul Mare, di proprietà comunale, sede dell'istituto alberghiero, un fiore all'occhiello per la città dove si possono organizzare convegni e pranzi di rappresentanza adeguati...

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Brogli elettorali: Abate non molla

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Giunge in queste ore la notizia che il Consiglio di Stato, in merito ai presunti brogli elettorali avvenuti, secondo le denunce, durante lo spoglio delle votazioni amministrative, abbia ordinato per la seconda volta alla Procura di Velletri l’invio della documentazione oggetto dell’indagine. «Una brutta parentesi per Ardea e probabilmente il fatto che io non abbia mollato la presa neanche per un istante sta dando piccoli ma sostanziali risultati - ha commentato Antonino Abate - ho grande rispetto per la giustizia ma in questo caso la mia fiducia è molto tiepida, il Tribunale di Velletri che non risponde al

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POMEZIA • C’è qualche leggero problema di insabbiamento sulla passeggiata a mare di Torvajanica... ? (Segnalata su facebook da Alessandro De Paolis)

Consiglio di Stato, la Procura non si cura delle testimonianze fatte da alcuni attori principali» e soprattutto c’è la questione delle schede elettorali, 3.089 in più del dovuto, sempre secondo Abate «non mollo, non lo faccio per il rispetto dei cittadini che hanno creduto in me e sono stati truffati da chi a tutti i costi è voluto rimanere in sella - e aggiunge - non so come andrà a finire, ma se si giungesse ad un accoglimento del ricorso possono stare tranquilli gli attori della vicenda che mi costituirò parte civile coinvolgendo i candidati e la città, ricercando una punizione esemplare a risarcire quanto è stato fatto al territorio da venti anni ad oggi.»

Recuperati i reperti del museo archeologico

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Meno male che i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio e gli agenti del Commissariato di Anzio hanno lavorato bene ed in fretta. Il materiale archeologico rubato al museo di Anzio fra la fine del 2013 e i primi giorni del 2014 è stato recuperato a Latina. Le intercettazioni eseguite durante le indagini hanno portato ad una persona che tra casa e studio conservava centinaia di pezzi antichi, tra cui anche una spada ed un mosaico. In una pen-drive gli inquirenti hanno ritrovato una serie di immagini di altre centinaia di reperti, fra cui anche quadri di pittori. Ora si tratta di scoprire se la persona in questione era il ricettatore finale oppure faceva da tramite verso altre destinazioni. Un grazie di cuore alle forze dell'ordine che in silenzio svolgono le loro indagini, nonostante l'incuria con cui i nostri amministratori agiscono. L'ultimo furto era stato perpetrato nel museo di Anzio, dove le telecamere non hanno ripreso nulla perché le luci di notte erano spente e nei magazzini neanche sono presenti apparecchiature di ripresa visiva. Che dobbiamo dire...


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29 marzo 2ª giornata dello sport Annullati gli arresti contrastare emarginazione e disagio sociale. «Allo scopo, associazioni sportive ed amministrazione comunale - afferma il presidente della commissione cultura Riccardo Iotti - stanno lavorando per offrire alle famiglie in difficoltà economica la possibilità di ottenere borse di studio e corsi gratuiti ai ragazzi più meritevoli.» Dalle ore 17, nell’adiacente aula consiliare, si svolgeranno premiazioni e rinfresco. Presenti i volontari di protezione civile e della croce rossa italiana. Punti ristoro e servizio baby parking. Ufficio Sport 06 9138 00 904 www.comune.ardea.rm.it

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Il Tribunale del riesame ha annullato in quanto illegittimi i provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Velletri nei confronti dell’ex dirigente all’urbanistica, del geometra comunale allora responsabile del procedimento e del consigliere comunale accusati di abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Il tutto per la vicenda della pratica urbanistica, iniziata nel 2011 e bloccata nel 2013, che prevedeva la costruzione di un impianto di distribuzione di carburante e due attività commerciali in un terreno adiacente al cimitero comunale e al cimitero monumentale tedesco. L’imprenditore non è ricorso al Tribunale del riesame, avendo già in precedenza ottenuto la revoca degli arresti domiciliari. Gli imputati seguiranno quindi il corso processuale degli eventi e delle indagini senza provvedimenti restrittivi.

Il futuro del campus Selva dei Pini

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L’assessorato e la commissione consiliare alla cultura e allo sport, con il patrocinio della Regione Lazio, invitano alla 2° Giornata dello Sport che si terrà sabato 29 marzo, dalle 10 alle 19, nel piazzale antistante la Scuola Media Virgilio, in Via Laurentina km 31,500. Tutti coloro che vorranno conoscere l’offerta sportiva del territorio avranno l’opportunità di cimentarsi in sessioni di allenamento e dimostrazioni. Ci saranno il campione di boxe Vincenzo Cantatore e più di trenta associazioni e società sportive locali. Numerose le discipline promosse: arti marziali, calcio, pallavolo, basket, danza, tennis, discipline olistiche ed orientali, parkour, scherma, pattinaggio, ginnastica artistica, ciclismo, maratona, rugby, cicloturismo, subacquea, fitness, zumba, boxe e scuola di vela. Verrà dedicata particolare attenzione alla diffusione dello sport come strumento per

Monica e Manuela Nanni

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Entro la fine del 2014 l’amministrazione comunale rientrerà nella completa disposizione di tutte le strutture che insistono nell’area Selva dei Pini. «L’obiettivo è stato fin dall’inizio quello di mettere fine ad una realtà come il Consorzio per l’Università che non aveva legittimità e che gravava enormemente sul bilancio comunale - dichiara il sindaco Fabio Fucci - Per quanto riguarda i dipendenti, il presidente del Consorzio ha attivato il 14 febbraio scorso la procedura di mobilità per 18 lavoratori in esubero su 21, per i quali non è stata rintracciata alcuna possibilità di ricollocazione. In questi mesi continua il primo cittadino - si è inoltre raggiunto un accordo con i gestori dei campi sportivi che ha portato ad una riduzione dei tempi di contratto, che scadranno nel 2017 invece che nel 2023, alla determinazione di un canone di affitto più che raddoppiato rispetto al precedente, al pagamento rateizzato

delle utenze arretrate e alla possibilità di rescindere il contratto in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive. Da qui alla fine dell’anno il Comune di Pomezia tornerà a disporre dei campi sportivi e di tutte le strutture finora gestire dal Consorzio: la guardiania di ingresso del parco, i bungalows, l’area adibita a club house, la piscina, l’edificio centrale e quello nuovo. Tutte le strutture saranno destinate ad attività di interesse rilevante per la città e i cittadini di Pomezia, a dimostrazione che il percorso più difficile, come quello intrapreso dalla mia amministrazione, può rivelarsi quello più giusto. In seguito ai numerosi contatti avuti con il Corpo Forestale dello Stato la guardiania di ingresso al Parco della Sughereta sarà loro affidata, a garanzia della sorveglianza e a tutela del patrimonio naturalistico e faunistico dell’area. I bungalows saranno invece destinati, con apposito avviso pubblico, alle associazioni e alle imprese che

svolgono attività legate al sociale, alla cultura, allo sport, all’artigianato locale e allo sviluppo del territorio, previo impegno ad affrontare in proprio i lavori di ristrutturazione dei bungalow assegnati, attualmente inagibili. L’edificio principale ospiterà gli uffici comunali e della Protezione Civile che attualmente sono dislocati in vari punti della città, con un risparmio sugli affitti che si aggira intorno ai 468 mila euro l’anno. Per questi spostamenti terremo conto delle esigenze della cittadinanza e predisporremo una navetta che collegherà il centro cittadino al Campus. Infine - conclude il sindaco - siamo in contatto con l’Università Sapienza di Roma per un eventuale accordo sul mantenimento del corso di laurea in Scienze infermieristiche che, in particolare per la parte legata al tirocinio presso le strutture ospedaliere, sarebbe senz’altro un servizio aggiuntivo al territorio, oltre che uno spazio importante per gli studenti».

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Consiglio straordinario sulla sicurezza e la legalità di Roberto Matricardi

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Dopo l’escalation di fatti criminosi occorsi a esponenti della politica locale e a giornalisti operanti nel territorio, è stato celebrato un consiglio straordinario sul tema della sicurezza, della trasparenza e della legalità. In aula erano presenti i comandanti di zona dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e della Capitaneria di Porto, unitamente all’assessore regionale alla sicurezza Concettina Ciminiello. Con tono grave, da ultimi giorni di Pompei, ha relaziona-

Piramidi sul fondale ANZIO

Il Comune ha chiesto alla Regione Lazio di attuare un progetto di tutela e recupero delle acque marine di fronte a Tor Caldara. Il costo dell’operazione sarà di 30.000 euro per il Comune, il resto fino ad arrivare a 350.000 euro proverrà da fondi europei. Responsabile dei lavori sarà il dirigente dell’ufficio ambiente e sanità, Walter Dell’Accio, che prevede l’inizio dell’opera dopo la stagione estiva. Saranno posate delle specie di piramidi formate da piastre forate a 40 metri di profondità, distanti circa 300 metri dalla costa. Impediranno la pesca a strascico, che è vietata, ma viene praticata lo stesso, distruggendo tutto. Si creerà un parco sottomarino che favorirà il ripopolamento di ombrine, saraghi, spigole che stanno ormai scomparendo. Il progetto è dell’ing. Marco Porcelli.

to per primo Abate: «Questo è un territorio particolare con ormai troppa gente ai domiciliari (…) siamo 50.000 persone e la notte gira una sola automobile delle Forze dell’ordine. Vanno a fuoco automobili ed attività e noi non possiamo essere continuamente sottoposti a questo pericolo costante (…) C’è il problema delle Torri, con molte case occupate e altre regolarmente vendute, è necessario procedere ad uno sgombero. Nei 706 ettari vi è uno stato di abusivismo diffuso, soprattutto negli ultimi anni, grazie anche ad un coinvolgimento della politica. La Commissione di accesso già nel 2006 aveva rilevato alcuni punti di criticità nel settore dell’urbanistica e degli appalti, segnatamente su quello dei rifiuti e delle mense scolastiche, ma il vero problema di Ardea è e rimane la corruzione. L’intera opposizione, pertanto, chiede ancora che il prefetto nomini una nuova Commissione di accesso agli atti». A seguire interviene l’assessore regionale Ciminiello che, operante in modalità ecumenica, sciorina: «Ho qui una casa e quindi conosco Ardea (…) le risorse che abbiamo a disposizione sono poche ma mi metto a disposizione e intanto invieremo qui delle telecamere. Tutti noi dobbiamo collaborare con le Forze dell’ordine (…) Bisogna migliorare la qualità della vita, soprattutto nel sociale: gli extracomunitari vanno integrati e vanno fatti i centri di aggregazione, il principio deve essere quello della solidarietà e dell’accoglienza». Arrivato il suo momento entra in azione il sindaco: «Sono deluso, speravo in una maggiore compattezza di questo consiglio per la sicurezza e invece sento parlare di nuova Commissione di accesso, di compravendita di voti e di cavi elettrici che vengono rubati. Questa sera volevo che tutti insieme fossimo stati uniti in un

unico progetto per la trasparenza e l’anticorruzione (…) presto arriveremo a mettere on-line il PRG e avremo una Variante delle certezze e non più delle promesse (…) è stato fatto molto per la trasparenza, è una vera rivoluzione industriale, ma molto è ancora da fare. Ci stiamo muovendo sia per le Torri che per l’uso civico, abbiamo già chiesto in carico i 706 ettari perché è quella la soluzione (…) stiamo lavorando anche per ottenere un eventuale porto e possiamo potenziare il turismo e l’archeologia (…) è necessario innalzare la cultura su questo territorio (…) Ardea non è un buco nero nazionale e noi possiamo mettere in sicurezza i cittadini con le videocamere, con l’illuminazione e ottenendo più uomini almeno per il periodo estivo, come promesso dal prefetto». Appena conclusosi l’intervento del sindaco il presidente Massimiliano Giordani ringrazia gli esponenti di grado elevato delle Forze dell’ordine presenti in aula e, invece di invitarli a dire qualcosa al fine di giustificare la loro presenza nell’emiciclo, li congeda ufficialmente dalla manifestazione. Prende quindi la parola il consigliere regionale Valentina Corrado del M5S che afferma: «Ci sono stati casi purtroppo ove le istituzioni sono state coinvolte in fatti criminosi (…) è necessaria una maggiore attenzione nel rilascio dei permessi a costruire, nell’affidamento degli appalti e nel rientrare in possesso dei beni comunali fatti oggetto di usucapione (…) i nostri colleghi al Senato hanno chiesto una nuova Commissione di accesso per Ardea già a febbraio». Le minoranze presentano al consiglio degli emendamenti all’unico punto all’ordine del giorno basato proprio sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, ma vengono respinti dalla maggioranza che, poco

dopo, approva la propria mozione inerente la necessità di incidere di più per prevenire e per sopprimere il crimine prevedendo un piano anticorruzione e creando una centrale operativa di Polizia locale. Verranno posizionate le telecamere di sorveglianza nei punti critici del territorio e verrà chiesta l’istituzione di una sede della Polizia stradale ad Ardea, nonché una maggiore collaborazione con gli altri Comuni in chiave di anticriminalità. Riflettendoci: non siamo riusciti a capire il senso della presenza in consiglio di tutti quegli ufficiali delle Forze dell’ordine dal momento che gli stessi sono rimasti silenti per tutto il tempo di permanenza in aula; l’intera manifestazione ci è sembrata l’ennesima operazione di facciata dove si è detto molto per non concludere nulla, in altri termini, dubitiamo che la criminalità più o meno organizzata si sia preoccupata dopo aver ascoltato le belle ma vuote parole echeggiate in consiglio. Crediamo che citare il codice etico europeo, la Carta di Pisa, il volemose bene ed altre eteree amenità similari, sia meno produttivo di concentrarsi sulle modalità con cui incidere in senso migliorativo sul problema. Ha ragione Di Fiori a sostenere che molto c’è ancora da fare sul fronte della trasparenza e della legalità, ma il sindaco, in forza dell’essere alla testa dell’amministrazione, deve vigilare di più e meglio tra le proprie fila e negli uffici dove ha posizionato le figure apicali, in modo da ridurre al minimo le possibili oscillazioni dei sottoposti dalla retta via. Icittadini devono poter riconoscere nell’amministrazione dell’ente un buon esempio cui attenersi e fare riferimento attraverso precisi e specchiati modelli comportamentali, tutto il resto è noia e parole al vento.


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I cantieri Frimm: presentazione di un nuovo concetto

Creare sinergie fra gli operatori del settore immobiliare. Diventare qualcosa di simile ad un grande consorzio. L’idea innovativa della Frimm holding per offrire ai clienti un ventaglio di possibilità di scelta sempre più esteso e per aumentare il volume d’affari di ogni agente.

A

rdea e Pomezia. Si è svolto lo scorso 10 marzo a Pomezia, presso l’Hotel Palace, il primo di una serie di eventi espressamente pensati per i professionisti del mercato immobiliare di Ardea, Pomezia e immediate vicinanze. La giornata, dedicata alla presentazione dei cantieri Frimm sul territorio, è stata organizzata dall’affiliato Frimm Le Case di Paola.

«Sono nel settore da tantissimi anni - ci ha detto la titolare Paola Finini - e ho maturato, in tutto questo tempo, l’assoluta convinzione che la chiave per tenersi al passo con i tempi, anche e soprattutto in momenti di criticità, sia nella capacità di creare sinergie. L’aspetto più importante di tutti è la soddisfazione del cliente e la peggior cosa che possa accadere ad un agente immobiliare è proprio di non avere nel portafoglio di offerte quanto risponde alle esigenze del compratore.» Ecco quindi l’idea innovativa, già ampiamente diffusa negli Stati Uniti: gli agenti immobiliari comunicano. Ciascuno aggiunge al proprio ventaglio di possibilità anche quelle degli altri. «Un po’ come diventare un consorzio - conferma Paola - con una piattaforma di vendita unificata e con il duplice obiettivo di rispondere alle esigenze dei consumatori e di aumentare i fatturati degli agenti immobiliari.» Nella Frimm holding troviamo Replat, l’azienda specializzata proprio nel sistema di collaborazione tra agenti immobiliari, nel rispetto delle identità di ogni singola agenzia. gruppo e associazione di appartenenza. Replat consente la collaborazione online nella compravendita condividendo un partafoglio di migliaia di immobili, finendo col triplicare il giro di affari di ogni agente immobiliare aderente. «MLS REplat è una piattaforma online che permette agli agenti immobiliari di condividere un portafoglio di immobili - spiega Paolo Ulpiani, vice presidente REplat - che migliora e

Agenzia Immobiliare

velocizza pratiche e tempi delle compravendite perché mette in relazione in modo automatizzato la domanda e l’offerta. Non solo - prosegue - perché le immediate conseguenze dell’utilizzo di REplat sono da ricercarsi anche nella consulenza al cliente e dunque nella sua soddisfazione e fidelizzazione dello stesso. Gli agenti immobiliari che hanno scelto di affidarsi a MLS REplat sono tutelati grazie al codice condiviso di semplici regole su cui vigila REAssistance, il settore del Gruppo deputato proprio a far da garante alla condivisione delle compravendite tra operatori. Sposare la causa della collaborazione - conclude Ulpiani significa, inoltre, eliminare di fatto la concorrenza tra mediatori immobiliari, perché ogni collega è un potenziale valido collaboratore. Viene meno anche il concetto quasi “arcaico” della cosiddetta “zona”: il network della collaborazione, come ci piace chiamarlo, permette infatti di trattare incarichi e richieste evidentemente anche al di fuori della propria zona. Un aspetto, questo, che è proprio del professionista immobiliare proiettato al futuro della professione.» Ecco i cantieri presentati il 10 marzo.

ABITAMARE IMMOBILIARE Torvaianica Via Polonia A pochi passi da Torvaianica, appartamenti in villa, al piano terra o al primo piano, trilocali.

SAGEFI IMMOBILIARE Ardea - Via Foggia Villino al piano terra o al primo piano. Soluzioni trilocali con giardino e terrazzo.

CASA IMPRESA Lungomare Ardeatini Ultime due soluzioni rimaste, bilocali al secondo piano con solarium di proprietà.

GEA COSTRUZIONI Lungomare Ardeatini Palazzina, due piani con ascensore. Soluzioni rimaste: bilocale fronte mare, trilocale.

SESIA COSTRUZIONI Viale San Lorenzo Palazzina al centro di TOR SAN LORENZO, palazzina di due piani. Monolocali, bilocali e trilocali.

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Un clima molto teso in aula consiliare di Roberto Matricardi

ARDEA

Nell’ultima puntata di consiglio è stata sfiorata la baruffa in aula quando il presidente Massimiliano Giordani ha affermato che «i giornalisti spesso sanno le notizie prima che accadano». Nell’udire queste parole e immaginando che fossero a lui dirette il collega Centore è andato su tutte le furie, contestando aspramente il presidente fino a che le Forze dell’ordine non lo hanno scortato fuori dall’assise. L’episodio ha fatto trasparire vistosamente l’alto livello di tensione nervosa che ormai appare palpabile dentro e fuori l’emiciclo. Il presidente, dal canto suo, era già partito piuttosto malamente impedendo in aula la presentazione e la discussione delle interrogazioni in quanto, nuovo regolamento alla mano, le stesse devono ora essere presentate senza neanche leggerle in aula per poi venire discusse nel primo consiglio utile, ovviamente dopo il benestare della presidenza. Questa nuovo regolamento, neanche a dirlo, è alquanto discutibile e limita la normale e libera discussione in aula persino su argomenti rilevanti e di natura emergenziale che potrebbero travalicare il regolamento stesso, come fatto debitamente notare sia da Fanco che da Mauro Giordani. E così, iniziano una serie di discussioni in merito a precedenti interrogazioni,

presentate dalle minoranze. Particolarmente rilevante quella sul mega depuratore dei Castelli Romani, struttura costruita e ultimata interamente su Ardea, in località Montagnano, dal costo di 23 milioni di euro a totale carico della Regione e che asservirà i liquami di ben 5 Comuni, corrispondenti a circa 200.000 persone residenti fuori Ardea. Tale opera oltre ad essere realizzata in una porzione del nostro territorio già a forte impatto ambientale, ove sono già ubicate discariche di amianto, di inerti e di rsu come Roncigliano, non è stata per nulla controbilanciata dalle opere pubbliche che la Regione aveva promesso e sottoscritto in cambio del depuratore. Quindi le pattuite reti fognarie e idriche che dovevano essere costruite a Montagnano per collegare le abitazioni e le attività dei cittadini del posto all’erigendo impianto sono state totalmente disattese e al momento, causa problemi di bilancio regionale, non è stato dato ancora nulla al nostro territorio degli oltre 8 milioni di euro in opere. Inoltre il sindaco ha detto che non vi è accordo nemmeno tra Acea 2 e Idrica su chi dovrà andare a gestire la struttura, insomma siamo al caos totale, con un grande impianto di depurazione dei liquami altrui edificato sul nostro territorio e senza aver avuto nemmeno un’opera pubblica in cambio. E pensare che la precedente amministrazione

3ª Esposizione canina

ARDEA

Dopo i successi degli scorsi anni, L’allevamento Ruba Baci decide di ripetere l’esposizione canina aperta a chiunque avesse un cane o solo a chi volesse vedere cosa significa averne uno ed avvicinarsi a questo splendido mondo. La manifestazione si terrà Domenica 13 aprile, presso L’agriturismo La Corte In Fiore, in Via degli Olivi 16, a Tor San Lorenzo. Questo sarà l’anno delle follie, un programma ricco e pieno di emozione. Al solito si inizia la mattina con il giudizio di tutti i cani partecipanti, ad ogni categoria sarà destinato un giudice diverso. Nomi di spicco e importanza nell’ambiente cinofilo: la prima è la dott.ssa Hirtia Solaro che da anni alleva shitzu portando cosi il suo allevamento ai podi più alti internazionali, lei giudicherà tutto il gruppo dei cani taglia piccola/meticci; per i cani di taglia piccola/razza il giudice sarà Marco Tomei, uno tra i più grandi allevatori di chihuahua al mondo; per la categoria dei cani taglia grande/razza il giudice è la sig.ra Sabrina Vitali (allevatrice Border Collie, campione mondiale attuale); mentre per i cani di taglia grande/meticci a giudicare viene chiamato il sig. Claudio Brassini, come di consueto le giovani promesse (cuccioli meticci e razza) saranno giudicati dal direttore nonché organizzatore dell’evento, Simone Cantarini. L’arduo compito di giudicare nel best in show finale invece sarà un nome importantissimo nell’ambito cinofilo che verrà rivelato il giorno dell’esposizione. Come al solito, gadget per tutti i partecipanti e non solo, all’interno della manifestazione ci saranno stage con

istruttori cinofili, toelettatura, punto ristoro, bar e un piccolo mercatino dell’artigianato. Tutto questo al solito nasce per raccogliere fondi destinati a cani meno fortunati dei nostri, parte del ricavato sarà devoluto ad associazioni che da anni si battono per i diritti degli animali e cercano in tutti i modi di salvaguardarli, questa è una ghiotta occasione per chiunque volesse passare una domenica diversa dal solito e con la sola iscrizione aiutare molto. Per informazioni ed iscrizioni visitate il sito www.rubabaci.com facendo l’iscrizione nella sezione ‘Iscrizioni’ (info 3884298626), potete anche seguirci su Facebook alla pagina ‘Ruba Baci’ diventando fan. Vi aspettiamo numerosi e, certi di una vostra partecipazione, mandiamo un abbraccio a tutti voi amici fedeli!

si permise persino di revocare i lavori per la realizzazione del piccolo depuratore di Montagnano che, dopo averci speso 1,5 milioni di euro per le condotte di adduzione, era già al progetto esecutivo-definitivo e parzialmente finanziato dalla Regione. Un altro macro-esempio di “oculata e pertinente” gestione della cosa pubblica dove i nostri amministratori non hanno nemmeno capito che le opere dovevano essere pretese dalla Regione prima della realizzazione del mega-depuratore. Di notevole interesse anche l’interrogazione sui costi dello smaltimento rifiuti. Il dirigente Scarpolini ha dichiarato in aula che già chi lo aveva preceduto ebbe a contestare all’Igiene Urbana delle fatture per un controvalore di 2,5 milioni di euro e che per oltre 7 mesi, fino alla formulazione di un nuovo piano di smaltimento, quello con l’estensione del porta a porta, il Comune non ha pagato la quota variabile. Alla fine tra le parti si è concordato un quantum alla ditta di poco più di

400.000 euro, ma l’Igiene Urbana, ha precisato il dirigente, con l’estensione dell’appalto voleva un riconoscimento di tipo forfettario al quale lui si è opposto, chiedendo altresì oltre al canone fisso per gli rsu anche un raffronto alla quantità di rifiuto effettivamente pesata e smaltita sul versante della parte variabile del costo complessivo. L’analisi del dirigente, che va ringraziato per il lavoro svolto, ha fatto però emergere la mala formulazione dell’appalto iniziale, dove qualcuno sosteneva che era a posto così e che era stata ben prevista la sua estensione rispetto alla Rocca e alla Banditella, ove era solo un esperimento pilota. Ovviamente a nessuno è stato consentito di discutere in merito ai recenti rinvii a giudizio che hanno interessato esponenti politici, funzionari e imprenditori locali. Sarà per un’altra volta. Nel frattempo le automobili continuano ad andare a fuoco, l’ultimo incendio dell’ormai lunga serie, ha coinvolto quella dell’assessore Petricca.

di Massimiliano Savio

sciato dal Comune il 2 maggio 2013 in cui si legge che la Parkroi è autorizzata a fare indagini geognostiche a patto che le spese per l’apertura e la chiusura degli scavi, compreso il ripristino della pavimentazione, siano a carico della ditta stessa. Qualora il ripristino alla situazione quo ante non venga effettuato entro un termine stabilito, il Comune può revocare l’autorizzazione per motivi di interesse pubblico o sicurezza stradale. Qualora i lavori non siano terminati entro 30 giorni il Comune avrà diritto ad escludere la polizza fideiussoria ed affidare a ditta di sua fiducia l’esecuzione dei lavori. Il documento è firmato dal responsabile dell’area economica Gianluca Faraone e dal dirigente dell’area lavori pubblici Stefano Petrucci. Insomma, tradotto in soldoni, la ditta poteva fare i saggi e doveva ripristinare immediatamente. Se non l’ha fatto e se mantiene i bandoni interdicendo l’area la colpa è del Comune che non ha fatto valere i suoi diritti a danno dei cittadini. Il Comune non si è imposto in attesa che l’iter burocratico facesse il suo corso. I cittadini hanno ragione ad indignarsi e la cosa non finirà qui, perché qualche commerciante chiederà i danni al sindaco.

A proposito del parcheggio

NETTUNO

Un anno e mezzo è passato da quando sono stati messi i bandoni che circondano piazzale Berlnguer. Di lavori non si vede traccia ed il danno economico per i commercianti è evidente, perché alla crisi si aggiunge la mancanza di parcheggi. Il Comune è latitante. La commissione trasparenza si è finalmente riunita in presenza del dirigente Vincenzo Diana, che è l’unico a poter dire come mai è tutto fermo. Nelle precedenti riunioni il dirigente non si era presentato facendo perdere tempo a tutti. Il dirigente ha esordito dicendo che “è stato dato l’incarico ad uno studio tecnico per verificare il progetto definitivo per ottenere la dovuta certificazione ed è stato ottenuto da poco il parere della Regione per l’autorizzazione paesaggistica (…) il parere del Genio civile non è ancora stato depositato, quando verrà recapitato potremo studiarlo e fornire eventuali indicazioni che al momento non possiamo dare”. Insomma, secondo l’amministrazione il cantiere è fermo per colpa altrui. A questo punto il colpo di scena. Il presidente della commissione, Rodolfo Turano, tira fuori un documento rila-

Coordinatori del CD

ARDEA

Di recente sono stati nominati, direttamente da partito, i coordinatori per il litorale del Centro Democratico, guidato a livello nazionale da Bruno Tabacci: per Nettuno, Maurizio Petrungaro; per Anzio, Roberto Bastoni e per Ardea, Sergio Denaro. Per gli interessati il prossimo 29 marzo a Nettuno ci sarà una conferenza stampa dove verranno indicate le nuove linee del partito. Per maggiori informazioni chiamare il 3925868085.

Summer Village

ARDEA

Anche quest’anno, a luglio ed agosto, aprirà il Summer Village sul lungomare di Tor San Lorenzo, zona Piccola Capri. Ci saranno, come sempre, musica dal vivo, parco giochi e stand eno-gastronomici, con possibilità di affittare spazi vendita all’interno. Gli organizzatori invitano ad esibirsi gruppi e solisti musicali a cui verranno messi a disposizione palco ed energia elettrica. Per maggiori informazioni rivolgersi a Sergio Denaro, cell. 3925868085.


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Nettuno Servizi: il risarcimento si allontana di Massimiliano Savio

NETTUNO

Nella relazione fatta dal procuratore regionale della Corte dei conti, Angelo De Dominicis, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, leggiamo che le indagini sui Comuni di Aprilia, Nettuno e Pomezia hanno provato oltre ogni ragionevole dubbio che “risultano gravemente condizionati nella loro autonomia amministrativa e gestionale (…) la materia dei tributi locali affidata a società di gestione pubblico-privata viene utilizzata con criteri apertamente incompatibili con l’interesse pubblico (…) evidenti sono gli inquinamenti malavitosi ed i paralleli contenziosi con la giustizia penale”. Il procuratore sta parlando di società miste orbitanti attorno a Giuseppe Saggese, a cui gli amministratori comunali dell’epoca affidarono la riscossione dei tributi. Sono parole durissime che, dette ora a distanza di due lustri, perdono la loro efficacia. Ora sia Aprilia che Nettuno si sono liberate della Aser e della Nettuno Servizi e riscuotono le tasse in proprio. Se il legislatore avesse permesso di esprimere questi concetti una decina di anni fa il dissanguamento di decine di Comuni in tutta Italia si sarebbe bloccato sul nascere. Ma non è finita qui, perché il processo davanti alla Corte dei

conti per la Nettuno Servizi e due società con 19 manager per risarcire 13 milioni di euro al Comune di Nettuno si allontana. I giudici contabili prima di decidere sulla richiesta di risarcimento per danno erariale hanno stabilito di acquisire la sentenza di primo grado. Per un errore nella notifica dell’invito a dedurre, sono stati prosciolti due manager, uno della società privata ed un altro di quelli scelti dal Comune come membri del consiglio di amministrazione. La vicenda della Nettuno Servizi e della Aser è analoga, in entrambe le società miste il socio privato era rappresentato dalle società di Giuseppe Saggese. La Nettuno Servizi fu costituita nel 1999 quando era sindaco di Nettuno Vittorio Marzoli e fu cacciata dieci anni dopo dal sindaco attuale Alessio Chiavetta, che chiese la risoluzione del contratto per inadempienza e perché si era trattenuta un aggio del 30% rispetto a quanto invece previsto per legge. Il danno erariale é stato stimato dalla Corte dei conti in 12.747.370 euro. Nel luglio scorso gli inquirenti hanno citato in giudizio la Nettuno Servizi, la Tributi Italia e 19 manager chiedendo loro di risarcire al Comune di Nettuno quasi 13 milioni di euro. Alle due società sono stati chiesti 6 milioni, a Saggese 6 milioni, il rimanente, variamente suddi-

viso, agli altri. Ora, usciti di scena i due manager di cui sopra, per il resto degli imputati è tutto sospeso in attesa che la Procura acquisisca la sentenza di primo grado. Per la

Corte dei conti la soluzione è quella di adottare “provvedimenti sostitutivi repressivi, che rafforzino la fiducia del cittadino e ripristino dello stato di legalità gravemente compromesso”.

L’assessore De Paolis precisa ARDEA

A seguito delle nostre pubblicazioni in merito all’incresciosa situazione della atavica mala gestione del patrimonio comunale, composto da case e terreni, per la quale, va ricordato, sono già stati condannati dalla Corte dei conti alcuni dirigenti del Comune per mancati incassi e conseguente danno all’erario, l’assessore all’urbanistica, Romolo De Paolis, ci ha precisato quanto segue: «E’ dal 2007 che stiamo lavorando per sanare e definire, una volte per tutte, la situazione delle case comunali. Ad oggi vivono lì 42 famiglie. Mai fino a questi anni si era arrivati a fare una fotografia esatta di tutti questi stabili. Grazie anche alla legge regionale del 2006 che dà l’opportunità agli occupanti di regolarizzare la loro posizione, abbiamo chiesto loro di pagare le quote di affitto pregresse. L’amministrazione ha mandato loro le richieste di pagamento che ad oggi sono in corso. Partendo da questo presupposto, abbiamo poi approvato, di consiglio comunale, una delibera di alienazione degli stabili. Questo porterà notevoli vantaggi: all’ente arriveranno nuove risorse economiche e i cittadini potranno diventare finalmente proprietari di case nelle quali vivono da decenni. Il costo della vendita sarà stabilito grazie ad alcuni valori già determinati come l’anno di costruzione e la rendita catastale di ogni appartamento: dunque, non si tratta di una svendita, ma di una regolare e reale alienazione. Certo è che gli immobili saranno venduti solo quando gli occupanti avranno sanato la loro situazione debitoria nei riguardi del Comune. Finalmente, dunque, si sta mettendo una regola anche seguendo le linee che la Regione Lazio ha dettato in materia. E’ anche da riconoscere che i cittadini che da decenni abitano nelle case comunali hanno autonomamente fatto lavori di migliorie e mantenuto il patrimonio pubblico. Con loro c’è un dialogo costante perché è anche grazie al loro impegno che quelle zone non sono state esempio di degrado ma sono modelli di inclusione sociale». Nel ringraziare l’assessore gli chiediamo di vigilare con attenzione sul caso, anche perché alcuni degli occupanti le case comunali, oltre a non aver mai ottemperato ad alcuna regolarizzazione, forse nemmeno richiesta loro dall’ente, risultano appartenere a categorie reddituali non certo svantaggiate. Districare questa intricata matassa è molto importante e davvero delicato. E’ necessario procedere con parsimonia e senso dello Stato. Chi ha diritto sia regolarizzato e il Comune incassi quanto gli spetta.

Memorie di Tor San Lorenzo

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Continua a raccogliere fotografie e storie la pagina facebook Memorie di Tor San Lorenzo, in previsione di una mostra specifica che la biblioteca cittadina Il Giralibro intende allestire in occasione della festa di luglio del Cdq Nuova California. La raccolta, che si attesta attualmente intorno alle 400 fotografie, è in continuo aumento, grazie al costante apporto dei cittadini di Tor San Lorenzo. Frammenti perduti di storia locale, personaggi e luoghi spariti, eventi caratteristici e tanto altro ancora vengono man mano salvati dall’oblio e consegnati alle generazioni future. Uno strumento pratico, che resterà a disposizione di tutti, come museo virtuale locale... Continuate, quindi, ad inviare e postare... più le foto sono vecchie, più si rivelano preziose!


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Cimitero: arrivano i rinvii a giudizio

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Il Tribunale di Velletri ha rinviato a giudizio per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, reato commesso in concorso tra loro e concussione con abuso di potere, il sindaco Di Fiori, l’ex assessore Roccafiorita, l’attuale assessore Petricca, e per turbata libertà degli incanti, reato commesso in concorso tra loro, un dirigente e alcuni funzionari comunali, unitamente ad un certo numero di imprenditori locali. Secondo il pm Travaglini, in base alle indagini svolte dalla Guardia di Finanza pometina, sarebbero stati commessi una serie di reati nella gara d’appalto e nella gestione del servizio di manutenzione e gestione del cimitero comunale nel periodo 2009-2011. Amministratori e funzionari comunali avrebbero agito al di fuori della legalità, chiedendo e ottenendo denaro, assunzioni, cene e contratti, in cambio della liquidazione delle spettanze contrattuali senza ritardi. La stessa gara di appalto avrebbe visto come partecipanti ditte riconducibili ad uno stesso soggetto o ditte inesistenti e, in alcuni casi, non consapevoli di aver partecipato. Sempre secondo l’accusa vi sarebbe poi stato un anomalo ricorso alle inumazioni provvisorie. Fino a quando, eventualmente, le risultanze processuali future non proveranno i fatti di rilevanza penale ipotizzati dalla magistratura, stiamo parlando di ipotesi di reato. Il rinvio a giudizio significa quello che la frase suggerisce: cioè che ci sarà un processo.

Pensare che questo sia indice della presenza di pesanti indizi di colpevolezza significa non conoscere il nostro sistema giudiziario. In udienza preliminare, che è la sede in cui si decide se ci sarà o no il processo, non si possono produrre prove a discarico e se il pm non ha ritenuto di ascoltare gli imputati (e non è obbligato a farlo), l’accusato, fino a quel momento, non ha neanche potuto dire la sua. Diciamo questo non perché vogliamo difendere chicchessia, o nello specifico gli amministratori, i dipendenti e gli imprenditori che risultano in questo caso imputati, ma per semplice volontà di ribadire che in un paese dove chiunque può denunciare chi vuole, anche in assenza totale di prove e portarlo fino ad un rinvio a giudizio, va mantenuta saldamente la presunzione di innocenza finché il processo non stabilisca eventualmente il contrario. Pertanto, chiedere le dimissioni di qualcuno, come è avvenuto, perché gli è giunto un avviso di garanzia o è stato rinviato a giudizio è fuorviante e pretestuoso. Chi lo fa, farebbe meglio ad avanzare la medesima richiesta motivandola per incapacità politica o amministrativa. Speriamo, sia per gli imputati che per la cittadinanza, trattandosi di amministratori della cosa pubblica accusati di reati gravi, che l’esito processuale venga raggiunto in tempi brevi, qualunque esso sia. Il sindaco, nel merito, ha affermato di avere piena fiducia nelle istituzioni e nella magistratura e che «con un

giudizio» emergerà più facilmente la sua innocenza, anzi, è un «passaggio obbligato» proprio per poterla dimostrare. «I cittadini lo sanno ha dichiarato Di Fiori - perché hanno sentito di questa vicenda dalla mia voce in diversi consigli comunali. E’ chiaro che questa non è cosa che mi rende felice, ma mi dà ancor più forza per affrontare con maggiore incisività quelle sfide che dal mio insediamento ho voluto far prendere al Comune. Ovvio che questa è una sfida personale per un uomo politico che ha voglia di continuare a dare il contributo alle istituzioni. I cittadini sanno quanto impegno sto mettendo per la comunità, perché non mi sono mai arroccato come qualche mio predecessore ma hanno trovato sempre la porta aperta del mio ufficio. Come già successo, la calma e il tempo mi daranno ragione». Più singolare, invece, appare il caso di Petricca: «Le accuse che mi sono state mosse non hanno alcun fondamento: io all’epoca dei fatti ero un libero cittadino e non un assessore ha dichiarato Petricca - Questo già fa capire chiaramente che non avrei avuto modo di fare alcun tipo di ingerenza o pressione nei fatti, semmai questi siano accaduti. Il mio avvocato ha già presentato una memoria nella quale contesta oltre che queste accuse, anche tutte le altre.» Confida anch’egli in una positiva soluzione del caso e non intende dimettersi, perché sarebbe come ammettere di aver fatto qualcosa di sbagliato.

Tutto ciò, neanche a farlo di proposito, accade a breve distanza dall’avvenuto consiglio sulla sicurezzalegalità-trasparenza voluto e ottenuto da Di Fiori alla presenza dei vari rappresentanti di zona della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, della Polizia, della Capitaneria di Porto e dei referenti politici regionali sul tema, diminuendo così, almeno parzialmente, il senso della manifestazione. Forse sarà stato per questo motivo che nessuno dei rappresentanti delle forze dell’ordine, nonostante l’abbondanza di stelle, torri e mostrine esposti, è voluto intervenire in consiglio, nella sorpresa generale, nemmeno per offrire agli astanti una generale panoramica sulle attività svolte. Sia come sia, rimaniamo sempre in attesa di vedere nel concreto questo Comune migliorare il proprio modus operandi, cercando nelle realizzazioni delle opere pubbliche di potenziare la sua immagine e non affidandosi a dei ritocchi nel look, a riflessioni sull’Europa, la BCE, la Merkel e Obama. Lasciamo la filosofia ai filosofi. Meglio concentrarsi su come far funzionare a dovere gli uffici e alcuni dipendenti, su come tappare le buche, su come riportare i reperti archeologici nel nostro territorio, magari anche portare acqua e fogne dove non ce ne sono e cose del genere. Questioni piccole per il sindaco e l’amministrazione, ma grandi per i cittadini. Roberto e Silvia Matricardi


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100 pagine di osservazioni di Massimiliano Savio

ANZIO

Il Ministro dell’economia ha elaborato un corposo dossier di cento pagine sull’operato della gestione del personale della giunta Bruschini dal 2008 al 2013. Il quadro che ne esce è desolante. Noi ci limitavamo a definire Bruschini il peggior sindaco che Anzio abbia mai avuto. Il lavoro della funzione pubblica, inviato alla Corte dei conti, al Ministero dell’interno, non esclude il danno erariale. Sono ben 27 le anomalie che l’amministrazione è chiamata a rimuovere. Risposte che difficilmente saprà dare perché i fatti sono già avvenuti. Il quadro che ne deriva è principalmente una gestione del personale sbilanciata sul trattamento economico dei dirigenti, del direttore generale, del segretario. «La cosa non ci sorprende - ha dichiarato Paride Tulli, ex consigliere del Pd ed attuale segretario del Psdi - considerato che questa gestione superficiale del personale era stata oggetto di numerose interrogazioni». Ma ecco le osservazioni della verifica: 1. mancato rispetto dell’obbligo di progressiva riduzione delle spese del personale per gli anni 2008/ 2009/ 2010; 2. mancato consolidamento delle spese di personale relativo ad una società partecipata; 3. irregolare stabilizzazione del personale in staff dell’ufficio del sindaco, anche in contrasto con la direttiva della funzione pubblica; 4. mancato rispetto, per il 2012, del

limite del 50% delle spese sostenute nel 2009 per i contratti di lavoro a tempo determinato e del lavoro interinale; 5. stipula dei contratti di lavoro a tempo determinato in assenza di procedura di selezione; 6. irregolarità nelle procedure delle progressioni verticali per la mancata riserva del 50% dell’accesso all’esterno; 7. mancata definizione del limite di spesa annuo per i controlli di collaborazione; 8. irregolarità negli incarichi di collaborazioni coordinate e continuative; 9. non corretta attribuzione di incarichi di collaborazione professionale esterna per mancato espletamento della procedura comparativa; 10. definizione per la procedura dell’attribuzione del salario accessorio non conforme a quanto previsto dal CCNL; 11. mancata dimostrazione della decurtazione del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività dell’importo corrispondente al personale ATA trasferito dall’1.1.2000 nei ruoli dello stato; 12. irregolarità nella costituzione del fondo per la produttività del personale di comparto; 13. non corretta costituzione e destinazione del fondo per la produttività del personale di comparto; 14. previsione del CCDI di requisiti per accesso alla progressione economica orizzontale non in linea con il CCNL;

15. irregolare aumento dell’indennità di risultato destinato ai titolari di posizione organizzativa; 16. non corretta attribuzione di posizione di “alta professionalità” non specificamente previste dal CCDL; 17. erogazione compensi ai titolari di posizione organizzativa in violazione del principio di omnicomprensività della retribuzione già percepita; 18. irregolare determinazione del compenso incentivante in contrasto con le norme regolamentari interne; 19. non corretta, generalizzata erogazione del compenso incentivante per il recupero dell’ICI evasa; 20. mancato avvio e definizione delle procedure relative alla contrattazione decentrata integrativa ed alla costituzione del fondo accessorio per il personale dirigente; 21. irregolare incremento risorse del fondo dirigenti; 22. illegittimo incremento della retribuzione di posizione dei dirigenti; 23. mancanza di trasparenza nella fissazione della retribuzione di risultato dei dirigenti ed erogazione in misura superiore alla disponibilità del fondo; 24. erogazione di compensi ai dirigenti in violazione del principio di omnicomprensività della retribuzione; 25. erogazione compensi al direttore generale per la partecipazione al Nucleo di Valutazione in violazione del principio di omnicomprensività della retribuzione; 26. irregolare erogazione di diritti di rogito nel 2010;

27. erogazione di compensi al segretario generale per la partecipazione al Nucleo di Valutazione in violazione del principio di omnicomprensività della retribuzione.

Raccolta porta a porta anche nel centro

NETTUNO

La raccolta porta a porta è stata estesa alche al centro di Nettuno. I cassonetti sono stati rimossi, ma la gente, imperterrita, ha continuato a buttare la spazzatura per strada dove prima c’erano i cassonetti. Il kit di contenitori è stato distribuito e chi non era in casa al momento del passaggio può ritirarli andando in via Nettuno-Cisterna al km 18,300 nella zona di Tre Cancelli. Il problema dell’inciviltà è comune a tutta la zona, anche in periferia molti continuano a buttare i rifiuti per strada. Causando un aggravio dei costi, perché l’amministrazione è costretta a mandare personale e un apposito mezzo a pulire. Il centro è stato dotato di quattro isole ecologiche: piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, piazza XX Settembre, piazza Mazzini e via Tranreut a Cretarossa. Agli incivili ricordiamo che non ci si può lamentare delle strade sporche e contemporaneamente buttare i sacchetti dove gli pare. Che i cittadini per bene diano l’esempio. La città è di tutti.


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Il futuro degli imprenditori balneari di Silvia Matricardi

ARDEA

Qual è il futuro dell’imprenditoria balneare italiana? E’ intorno a questa domanda che si è discusso nel convegno-assemblea unitaria dei balneari italiani, svoltosi presso il Samoa, lo scorso 17 febbraio. All’incontro hanno preso parte il sottosegretario all’economia e finanze Pier Paolo Baretta e alcuni dei parlamentari italiani ed europei che si sono occupati negli anni del problema. L’obiettivo del meeting: fare fronte comune per confrontarsi con il governo e la politica per fare in modo che si eviti il disastro conseguente l’errata applicazione della direttiva Bolkestein. Si tratta di uno sconvolgimento giuridico che, come più volte ribadito dagli intervenuti «sta distruggendo un intero settore, quello balneare e giocoforza tutto il suo indotto». La direttiva Bolkestein è una bozza di legge comunitaria per creare in ambito europeo un libero mercato dei servizi. Impone agli stati membri di armonizzare le leggi specifiche in modo da semplificare le procedure ed eliminare le discriminazioni territoriali. Alla direttiva, approvata all’unanimità all’epoca della presidenza Prodi, è seguito un procedimento di infrazione nei confronti dell’Italia, per quanto riguarda la gestione dei demani marittimi. E’ stato eccepito che la concessione demaniale delle spiagge italiane per gli stabilimenti balneari dovrebbe essere messa a gara a livello europeo e le singole concessioni dovrebbero essere di durata limitata, senza agevolazioni

per chi già le deteneva. Ciò, ovviamente, farebbe saltare in aria buona parte delle imprese che gestiscono gli stabilimenti balneari Italiani. Stando così le cose, comunque, entro il 2016 le concessioni andranno a gara con aste europee. Nell’incertezza sul futuro, gli imprenditori turistici che gravitano intorno alle spiagge hanno immediatamente cessato ogni investimento sulle strutture e l’indotto ne sta già risentendo (le aziende che producono sdraio, cabine, ombrelloni, etc). Il tutto in un momento critico in cui i piccoli imprenditori stentano a sopravvivere, in questo come in ogni altro settore attinente a spese “non essenziali”. Secondo molti giuristi la direttiva non è tecnicamente applicabile alle concessioni balneari, ma ovviamente l’Italia non ha mai fatto valere formalmente la necessità di prevedere delle eccezioni, in tutela sia dell’ambiente che dell’imprenditoria di settore, sulla scia, ad esempio, della Spagna. E’ ovvio che il mar Baltico non possa essere neanche paragonabile al mar Mediterraneo, è tanto ovvio che nessuno ci ha pensato. L’eurodeputato Magdi Allam, che ha aperto i lavori dell’assemblea, ha ribadito la necessità di «parlare con una sola voce» perché si possa riuscire a tutelare in sede europea un insieme di imprese che generano complessivamente un indotto di 225 miliardi di euro e 300.000 posti di lavoro. La direttiva non è qualcosa di immutabile, è necessario sia adattata alle specificità territoriali, altrimenti l’Unione Europea non è un sostegno ma un ostacolo allo sviluppo dei paesi membri. I

convenuti hanno esposto quanto si è tentato di fare, in sede nazionale e spesso pasticciando, e quali potrebbero essere le eventuali soluzioni. Giuristi, politici e imprenditori convenuti hanno trovato un punto di accordo: la battaglia dovrà essere duplice: da una parte in sede europea, per ottenere che il settore balneare sia escluso dalla direttiva, dall’altra in sede nazionale, per ottenere un riordino del sistema legislativo sulle concessioni in grado di tutelare sia l’ambiente che l’imprenditoria. Dalla Commissione Europea sono arrivati timidi segnali di apertura, il che non significa che si traducano in qualcosa di concreto ma può essere un inizio. Resta da vedere se la politica nazionale si deciderà o meno ad affrontare seriamente la questione. «Se lasciamo che la facciano da padroni quei paesi che il mare non lo hanno o magari hanno climi gelidi che ne determinano una scarsa balneabilità - ci ha dichiarato Roberto Topa - non possono di certo venirne fuori leggi in grado di calzare alle esigenze di chi ha coste e stagioni come l’Italia. Allo stesso modo, su scala nazionale, non si può pensare ad un riordino della regolamentazione delle spiagge lasciando che se ne occupino a Rimini, dove esiste un solo tipo di situazione. E’ per questo che ho insistito con forza affinché questa assemblea si svolgesse ad Ardea. Esistono diversità da regione a regione, da paese a paese. Pensate a chi ha un litorale solo di scogli a picco sul mare. Le regolamentazioni pensate dove ci sono spiagge chilometriche non hanno alcun senso, o magari fanno danni.»

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Via Corallo: un problema risolto NETTUNO

Dopo venti anni si è giunti a soluzione per la vicenda della palazzina parzialmente occupata di via Corallo. Scriviamo parzialmente perché alcuni appartamenti erano stati regolarmente affittati, salvo poi scoprire che l’affitto veniva versato a persone che non avevano diritto di riscuoterlo. E altri erano stati occupati. Ora la proprietà è di una societa di Milano che ha fatto eseguire una serie di lavori di manutenzione, che erano stati interrotti, ripristinando la vivibilità, ed è riuscita a fissare la data dello sfratto definitivo. Il Comune si è trovato a fronteggiare la grana di 32 famiglie, alcune anche di provenienza straniera a rischio di sfratto. Alla fine è stato individuato un compromesso. Chi non ha accettato la proposta economica ha avuto lo sfratto forzoso, gli altri sono potuti restare. Sembra che la maggioranza degli occupanti abbia accettato. Il tutto è emerso da una riunione a cui ha partecipato il presidente della commissione servizi sociali, Mario Pitò, con il rappresentante dell’immobiliare e i 32 nuclei familiari. Il 5 marzo l’immobile è stato sgomberato dagli occupanti che non hanno aderito al compromesso, senza incidenti e problemi di ordine pubblico.


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Ma com’è bello nuotare Premio di poesia Fauno POMEZIA

ARDEA

Domenica 9 marzo gli atleti master nuoto della ASD Ardea Nuoto hanno partecipato a Rieti alla Coppa Italia del Trofeo master centro Italia e sono tornati a casa pieni di medaglie e soddisfazioni. 7 medaglie d’ORO: Baldassarri Maria Grazia (master 65), Venerucci Italia (master 45), Biancucci Fabiana (master 35), Lannini Eleonora (master 25), Verga Daniele (under 17) nei 50 stile libero, Biancucci Fabiana (master 35) nei 100 misti e oro anche per la staffetta 4x 50 mista (Desiderio Marianna - Cocca Davide – Staiano Luca – Verga Daniele) 3 medaglie d’ARGENTO: Cocca Davide (under 17) nei 100 misti e doppietta di Rainieri Alberto (master 20) nei 50 stile libero e 100 misti 3 medaglie di BRONZO: Sansotta Francesca (master 25), Caruso Claudio ( master 35) nei 50 stile libero e Verga Daniele (under 17) nei 100 misti Un plauso a tutti gli atleti partecipanti che si sono confrontati con le altre società con il giusto impegno per la gara e con un grande spirito di squadra: Baldassarri Maria Grazia, Venerucci Italia, Biancucci Fabiana, Papi Ludovica, Lannini Eleonora, Lannini Andrea, Desiderio Marianna, Sansotta Francesca, Cuccarese Beatrice, Rainieri Alberto, Cocca Davide, Castro Kevin, Staiano Luca, Verga Daniele, Baldassarri Matteo, Caruso Claudio, Gagliano Stefano, Braghese Emilio, Pedata Antonio. C’è un circolo virtuoso nello sport: più ti diverti più ti alleni; più ti alleni più migliori; più migliori più ti diverti!

Una serata molto profonda dal punto di vista umano e culturale quella svoltasi il 28 febbraio in occasione della cerimonia conclusiva della XVI edizione del premio di poesia Fauno. Tante le emozioni che le poesie, protagoniste dell’evento, hanno diffuso tra i partecipanti, così come è piaciuta molto l’umanità messa in campo da alcuni poeti. Particolarmente interessanti le melodie che il prof. Maurizio Bignardelli, del Conservatorio di Latina, è riuscito a materializzare suonando il suo flauto. Come lo scorso anno, la manifestazione culturale ha trovato ospitalità presso il centro commerciale Sedici Pini di Pomezia, grazie all’attenzione ed alla disponibilità del direttore Modestino Meoli. La giuria era composta dal funzionario della Regione Lazio, Rodolfo Serafini; dal responsabile di Castrum

Legionis, struttura per il recupero culturale dell’antica Roma, Alessandro Vasintoni; dal prof. Maurizio Bignardelli; dal già citato direttore del Sedici Pini; dal rappresentante dell’Associazione Tyrrhenum, Danny Szlama. Ha presenziato il presidente del consiglio comunale del Comune di Pomezia, Renzo Mercanti. Infine, c’è stata la proclamazione dei vincitori. Al terzo posto Tiberio Rigoni, di Aprilia, con Un pezzettino del mio mondo; al secondo posto Remo Tuccillo, di Ardea, con Cent’anni; al primo posto Eber Paonessa, di Pomezia, con La Vita. La giuria ha voluto segnalare le poesie: Come te, Odore di caldarroste, Colloquio silenzioso, Il bacio di Klimt, E mi chiami, S’è fatta già sera. Le poesie sono state declamate dagli stessi autori, avendo alle spalle l’immagine dell’Antro di Fauno.

10 marzo 2014 Finalmente 18 anni! Tantissimi auguri a

Daniele Mancini dal papà Aris, dalla mamma Simona, dalla sorella Federica dai nonni e i parenti tutti!

Successo incredibile a Danza in Fiera 2014 U n successo incredibile per Universo Danza! I piccoli ballerini si sono distinti al concorso internazionale Expression presso Danza in Fiera 2014 a Firenze occupando i gradini più alti del podio! A concorrere scuole dalla Russia, Francia, Svizzera e Germania, oltre all’Italia che ha dato prova di grandi talenti. Primi classificati la coppia modern-jazz baby (Gaia Gentile e Daniele Iuliano) di Carolina Varela, secondo classificato il gruppo baby modern-jazz di Marzia Sparapano, terza classificata la coppia modern junior (Giada Sereni e Sara Salamone); una prestigiosissima borsa di studio per Londra per Jasmine e Devis Masini! Un riconoscimento importante asse- nale di chiara fama! Grande sodgnato da una Giuria Internazio- disfazione per la solista della Maeatra Carolina Martina Moroni 18ª su 47, per il gruppo junior 8º su 30, per il 4º e 6º posto

Via Reggio Emilia 86, Nuova Florida, Ardea (Sopra supermercato One Price) Tel. 328 174 68 09 - 339 830 66 15 06 91 59 19 25 - www.universodanza.eu

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dei gruppi di modern jazz senior di Marzia Sparapano! Danza in Fiera è uno tra gli eventi più conosciuti in Italia con un livello tecnico altissimo. Universo Danza ringrazia i genitori che continuano a sostenere economicamente ed emotivamente tutti questi impegni... Sono i migliori anche grazie a Voi


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POMEZIA CENTRO: VENDESI AMPIO APPARTAMENTO circa 95 mq al 3° piano in via Santorre di Santarosa, in parte ristrutturato, infissi nuovi. Salone, 3 stanze da letto, 2 bagni, cucina con terrazzino verandato, ampio corridoio, armadio a muro, porta blindata. € 225.000 tratt. Sono escluse agenzie. Cell: 3391941830 ing. Andrea Golino.


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dossier informare n. 03/2014 • 21 MARZO PILLOLE DI LUCE DAL CASTELLO DI AVALON

Avalon ti aspetta

Ambra: alleata preziosa POMEZIA L’ Ambra è una resina emessa dalle conifere e fossilizzata con l’azione del tempo. La colorazione va dal giallo molto chiaro fino al verde smeraldo, passando per il rosso, l’azzurro e il viola. Usata fin dalla preistoria, la tradizione attribuisce all’ambra il potere di far passare il mal di testa e di scacciare gli incubi. Era ritenuta espressione dell’energia vitale della madre Terra e in grado di esprimerne l’essenza vitale. Nel Buddismo l’ambra è uno dei sette tesori e rappresenta l’altruismo. In cristalloterapia, come tutte le pietre gialle e arancioni, viene associata al 3º chakra. Ha un’azione armonizzante su tutti i centri energetici, calmante se posta all’altezza della gola, rinvigorente per il cuore, la milza ed il sistema immunitario, se posta sul plesso solare. Viene considerata una spugna che assorbe i dolori, sia fisici che psichici e spirituali. Aiuta a trovare il coraggio di guardare in noi stessi, alle nostre ferite aperte e alle paure che ci bloccano, aiutandoci nel processo di accettazione e riappacificazione interna. Il suo legame con la Terra è molto forte ed è in grado di incanalare e radicare l’energia superiore, mettendo in collegamento l’esperienza di vita quotidiana, l’anima individuale,

con la realtà spirituale suprema, l’energia universale. E’ considerata anche la pietra del successo, per attrarre energia positiva in tutti i settori. Sembra riesca ad attrarre anche l’amicizia ed i legami portatori di gioia. Ecco un piccolo rituale che può essere di aiuto quando ci si sente oppressi dalle energie pesanti: Accendiamo una candela bianca e poniamola sul pavimento davanti a noi. Seduti e stringendo nella mano un pezzo d’Ambra, tracciamo un cerchio attorno a noi che crei una barriera protettiva contro qualunque influenza esterna di ogni tipo. Rimaniamo seduti nel cerchio per il tempo occorrente a reintegrare le nostre energie. Ripetiamo ogni volta che lo riteniamo necessario Venite a scegliere la vostra ambra al Castello di Avalon.

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Il Castello di Avalon è un particolare negozio fantasy, dove si respira un’atmosfera magica, al di fuori dello spazio e del tempo. Vi si possono trovare riproduzioni di armi romane e medievali, splendide scacchiere a tema, tutti i Troll originali Nyform, i gioielli di Peter Stone, i libri di Tolkien, le favole, i testi di magia bianca, le rune, i tarocchi, i pendoli e tante collezioni di draghi, fate, elfi, gnomi, pixies. Anche costumi e abiti fantasy e d’epoca di squisita fattura, sia a

noleggio che in vendita, e le magnifiche collezioni fantasy, che sono anche originalissime idee per ogni tipo di bomboniera e regalo. Il Castello di Avalon è aperto tutti i giorni esclusa la domenica dalle ore 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20. Si trova a Pomezia, in via Recanati n. 1. Telefono 06 91 62 30 70, e-mail info@ilcastellodiavalon.it Una visita è d’obbligo per tutti gli amanti dei mondi incantati e gli appassionati dell’alto coll e z i o n i s m o . Presente sul web www.ilcastellodiavalon.it www.foglieevoglie.it e su Facebook.

TOR SAN LORENZO Centralissimo - Privato vende attico mansardato al terzo piano (senza ascensore) con possibilità di box auto. Ottima esposizione, balconato. Vista mare e Castelli. Circa 70 mq + 40 mq di magazzini sottotetto circostanti. Ampio salone comunicante con cucina abitabile, camera da letto comunicante con stanza guardaroba, bagno e cameretta con finestra verso mare. Parzialmente arredato. 2 climatizzatori. Allaccio gas metano per uso cucina, acqua potabile, allaccio fognatura. € 165.000 senza box auto € 175.000 con box auto Cell. 328 27 57 891 a 700 m dal mare a 100 m dalla chiesa a 150 m dalla delegazione


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Il romanzo dell’appassionato di ArDea Donna: ottima riuscita AR*DEA storia locale Umberto Iacolucci L’8

marzo si è svolta la seconda edizione di ArDeaDonna, organizzata dalla Proloco di Tor San Lorenzo in collaborazione con le associazioni Artedonna, Chiarantana, Artù, Informare. La manifestazione, dedicata alla scoperta e valorizzazione delle energie femminili del territorio che si esprimono con il talento artistico e letterario, è stata dedicata alla memoria dell’artista Maria Camboni, la nota pittrice, scultrice e poetessa che aveva scelto di vivere e far vivere la terra di Ardea. L’evento è iniziato alle 9.40 con la prima edizione della Caccia al Tesoro per Maria. Una interessante novità che ha coniugato arte, cultura, storia e potenzialità del territorio in una chiave di lettura attinente al tema portante dell’evento: le energie femminili. Due le squadre vincenti, ma entrambe hanno concordato di dividere il tesoro (circa 500 euro in libri e buoni spesa offerti da varie attività commerciali del territorio) fra tutti i partecipanti. Gli indizi, le schede sulle donne di Ardea ed il percorso sono stati ideati e realizzati da Silvia Matricardi di Informare. L’artista Simona Giovannini ha realizzato le interpretazioni artistiche delle donne di Ardea. Per tutta la durata della manifestazione si è svolto il mercatino artistico artigianale tutto al femminile ed una rassegna espositiva di opere pittoriche. Alle 15.30 è iniziato il convegno ‘Le potenzialità femminili del territorio, che si esprimono con il talento artistico e letterario’. Guidate dalla moderatrice Silvia Matricardi sono intervenute la gallerista de La Fenice Anna Grazia Pistolesi, nella sua qualità di esperta d’arte. Quindi le artiste Sofia Martuscelli (laureanda e regista), Simonetta Oro (pittrice e mosaicista), Silvana Aghiloni (pittrice e decoratrice), Lucia Vichi (poetessa) Maura Genovese (pittrice), Aurora Mammone (pittrice), Rodica Chircu (cantante folk), Cristina D’Ambrosio (pittrice), Noemi Civita (pittrice in erba, di appena 6 anni), Letizia Toci (pittrice). Ciascuna di loro ha

apportato la propria esperienza personale di vita nel coniugare l’essere donna con la propria vocazione artistica-letteraria. Ha portato il saluto del comune di Ardea, patrocinante la manifestazione, il vicesindaco Alessandra Cantore, anche lei apportando la propria esperienza personale. A dibattito ultimato si è svolto un momento commemorativo per l’artista Maria Camboni, al quale sono intervenuti la dottoressa Alba de Julis e lo scultore Armandì, ricordandone lo spessore artistico e umano, sottolineando, con una certa amarezza, come non sia stata adeguatamente valorizzata ad Ardea. L’assessore all’urbanistica Romolo De Paolis ha quindi preso la parola per annunciare che si farà promotore di inserire un adeguato momento celebrativo nell’ambito dell’inaugurazione del Centro Museale di Ardea. «Stiamo per definire gli ultimi dettagli burocratici - ha dichiarato l’assessore - contiamo di arrivare al risultato in tempi ragionevoli. Creeremo quindi dei percorsi, abbinati al museo, per la riscoperta e la valorizzazione dei siti archeologici e delle risorse culturali del territorio. Siamo indietro e non abbiamo fondi, ma faremo del nostro meglio.» La targa commemorativa per Maria Camboni è stata ritirata dalla figlia Renata, che ha ringraziato la Pro Loco di Tor San Lorenzo per la commovente attenzione dedicata alla madre. Terminato il convegno il professor Andrea Giuseppe Graziano, noto poeta e letterato del territorio, ha presentato ‘Ardit’ il romanzo fantasy di Silvia Matricardi, scritttrice e giornalista del territorio. Con la firma delle copie ed i ringraziamenti di rito, alle artiste, agli sponsor (GreenVillage, A Casa di Alfredo, Studio Biondi Furini, Studio Tecnico Sarrecchia) e a tutti coloro che hanno contribuito, esposto, partecipato, si è chiusa in bellezza la seconda edizione di ArDea Donna… «Dea e Donna» per dirla con le parole della Pistolesi, perchè ogni donna è una divinità che governa la metà dell’universo.

GLI EVOLUTI Ruk e i suoi non immaginavano di essere controllati, due piccoli occhi rossi seguivano i loro movimenti e una notte l’Essere, dopo aver rovistato fra le cose sparse, entrava nella grotta e li osservava immersi nel sonno, poi con un sospiro tornava ad occultarsi nella selva. Kaak era una evoluta, aveva fattezze umane, camminava semi eretta, la testa ricoperta da un ciuffo di capelli, <cirrus> l’ampio torace le braccia e le gambe, <cutis pilo vestita> coperte da peluria rossa, le rigonfie mammelle mostravano l’avanzato stato di maternità. Sfuggita agli Ibridi ghiotti della sua carne aveva raggiunto Ignis e qui attendeva i suoi compagni in fuga da Fucinius dove, riuniti in società polisegmentarie, vivevano nelle grotte per evitare la luce del giorno. In grado di vedere al buio cacciavano di notte e, come i primi umani, conoscevano il fuoco, l’uso dell’ascia e della lancia, fabbricavano strumenti e, nelle notti di luna, praticavano cruenti riti interdetti alle femmine. Ai giovani iniziati, con indosso la pelliccia d’orso, consentivano l’accesso all’antro della Dea, usavano arco e raddrizzatori per le frecce, fiocine e arpioni per la

pesca. Ai ragazzi competeva il compito di collocare trappole, alle donne di raccogliere bacche e radici. L’alimentazione, quasi prettamente carnea, veniva mangiata cruda, a volte cotta con il fuoco della femmina, <femìna> custode della pirite.

LE STAGIONI L’aria che andava formandosi creava una barriera alla virulenza del sole. Al caldo succedeva immediatamente il freddo preannunciato da sciami di licene, farfalle azzurre, e al tempo anche la natura degli umani obbediva al ciclo lunare e Ter, figlia di Utk e Maa emanava odore di femmina, e Tuk l’aggregato si abbandonava a solitari sfoghi, il disco solare si alzava e terminava il ciclo nel mare e Ruk iniziatore beneficiato dal tepore era felice, lo dimostrava nella valle inviolata quando il suo corpo libero dal peso della gravità si librava nell’aria e la sua anima entrava nel mondo degli Spiriti. “La lastra protegge il corpo ripiegato e trattiene la tua anima coppelle, arco raddrizzatore di frecce e denti di bisonte sono utili per la caccia”. (Rotundus, IV). Continua nel prossimo numero


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Misteria

Enigmi del passato e del presente

a cura di Silvia e Roberto Matricardi

Darwin aveva torto? L a celebre teoria dell’evoluzione di Darwin si basa sul meccanismo di mutazione, ovvero sull’alterazione accidentale del codice genetico, e su quello di reazione della selezione naturale, che segue il principio secondo cui i più adatti sopravvivono mentre i più deboli si estinguono. Quando Charles Darwin elaborò la sua teoria, tuttavia, si basò su testi ed ipotesi evoluzioniste già in circolazione da circa due secoli, inclusa la teoria della selezione naturale. Darwin, però, mise assieme tutte queste ipotesi e teorie in modo scientifico, strutturando efficacemente la sua voluminosa opera L’Origine delle Specie. Ciò che da sempre il darwinismo non sa spiegare, però, è il processo di macroevoluzione, cioè la creazione della prima cellula di un nuovo organismo con un nuovo genotipo (mappa genetica) o il balzo da un genotipo ad un altro. E in effetti questo mutamento da un tipo ad un altro di organismi è oggetto di accesi dibattiti. La decifrazione del codice del genoma umano, anche se mancano ancora le specifiche attribuzioni dei compiti svolti da ciascun gene, ha prodotto dei risultati a dir poco sorprendenti. Gli scienziati, in precedenza, ritenevano che le forme di vita semplici potessero avere appena da 500 a 2000 geni, mentre gli esseri umani, come forma di vita più complessa, avrebbero dovuto avere il numero massimo di geni: da 80.000 a 140.000 secondo le stime ufficiali dell’epoca. Tale previsione era evidentemente figlia della teoria darwiniana ma non fu convalidata dai risultati: una volta terminato il conteggio dei geni umani il sorprendente risultato fu di circa 30.000, poco più del doppio dei 13.601 geni presenti in un moscerino della frutta. Ma dalla ricerca emerse un ulteriore elemento di novità assoluta: il genoma umano contiene 223 geni che non hanno predecessori nell’albero evolutivo genomico.

Detto in altri termini, non risultano essere evoluzione di alcunché di già conosciuto. Anche se il numero di 223 geni, se rapportato ai 30.000 umani, può apparire di scarsa rilevanza, dobbiamo ricordare che l’uomo differisce dallo scimpanzé per meno di 300 geni, una differenza dell’1%, quindi a livello genetico noi siamo uguali alle scimmie per il 99%. Ora la domanda cruciale è: cosa è contenuto in quell’1% da renderci tanto diversi dagli scimpanzé? Già nel 1859, quando fu pubblicata L’Origine delle Specie, Darwin era ben consapevole del vero punto debole della propria teoria e scrisse: «Il numero di varietà intermedie precedentemente esistite sulla Terra deve essere davvero enorme. Perché allora ogni formazione geologica e ogni strato non è pieno di tali anelli intermedi? Questa è l’obiezione più ovvia e più grave che possa essere avanzata contro la mia teoria». Si tratta del problema del famoso anello mancante, che generalmente, quanto erroneamente, si ritiene riferito alla mancanza di un precursore solo per gli esseri umani moderni, vi sono in effetti centinaia di anelli mancanti, mancano cioè i fossili di transizione anche nel passaggio tra pesci e anfibi, tra anfibi e rettili, tra rettili e uccelli e infine tra uccelli e mammiferi. Fino ad oggi, pertanto, non sono emersi fossili a riprova della correttezza della teoria evoluzionista-selettiva proposta da Darwin e che egli stesso si aspettava di trovare successivamente alla pubblicazione dell’Origine delle Specie. Negli oltre 250.000 reperti fossili rinvenuti e custoditi in varie parti del mondo non ci sono esemplari intermedi. Tuttavia la maggioranza dei membri della comunità scientifica siede saldamente a bordo del carro di Darwin, o del suo brigantino Beagle, e vorrebbero far credere al grande pubblico che le uniche critiche al darwinismo provengano da religiosi pseudoscientifici o da crea-

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Rubrica di Astrologia a cura di Federica Giannini

Chiedilo alle stelle!

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ai un dubbio? Vuoi sapere come finirà una storia, un progetto? Chiedilo alle stelle! Invia la domanda email a: federica.astro@live.it, specificando i tuoi dati completi (nome, cognome, data, ora e luogo di nascita) ed eventualmente quelli della persona amata, indica anche con quale pseudonimo vuoi comparire su questo spazio. Federica Giannini risponderà, a titolo gratuito, sul giornale. Per consulti privati rivolgersi al cell. 3393614890. Privacy: i dati inviati saranno usati esclusivamente per delineare il quadro astrologico per rispondere alla vostra domanda. Non saranno conservati nè ceduti a terzi.

«H

o perso il lavoro e sono stato costretto a tornare a vivere dai miei. Le difficoltà sono estreme e anche il clima in casa è molto teso. Medito di emigrare, ma non so cosa aspettarmi» A. 1973 (dati completi forniti) uesta fase tormentata e devastante della tua vita, purtroppo, non ha raggiunto né il suo culmine, né il suo momento finale. Forse non è il periodo migliore per espatriare, se questo significa fuggire. Tieni duro e affronta la tempesta. Non durerà per sempre.

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Le felci sono piante crittogame, cioè con organi riproduttivi non visibili. Si propagano mediate spore.

Le piante con i fiori sono fanerogame, cioè con organi riproduttivi ben visibili per attirare gli insetti impollinatori.

zionisti, coloro secondo cui il mondo fu creato dal Dio della Genesi. Ma non è così, tra i molti scienziati che dissentono dalle teorie darwiniane troviamo in particolare Francis Crick, l’uomo che ha reso possibile la decifrazione del genoma umano e il celebre astronomo Fred Hoyle. Altri 100 scienziati hanno firmato, tempo fa, una dichiarazione dal titolo emblematico: Dissenso scientifico sul Darwinismo, testo nel quale questi ricercatori prendono apertamente le distanze dalla pretesa che la mutazione casuale e la selezione naturale possano spiegare la complessità della vita. E allora cosa attestano le testimonianze fossili? Semplicemente che il quadro della vita sulla Terra tracciato dai fossili è che le specie nuove, pienamente formate, compaiono dal nulla, rimangono uguali per lunghi periodi di tempo, quindi senza un perché plausibile scompaiono. Le transizioni tra i gruppi principali, quindi, sono di norma improvvise ed inspiegabili. In effetti uno degli enigmi più irritanti per lo stesso Darwin era il cercare di spiegare la comparsa improvvisa delle piante fanerogame, cioè con organi riproduttivi ben visibili e che producono fiori. Tutte le piante primitive, le crittogame, si propagarono e sopravvissero con successo per centinaia e centinaia di milioni di anni mediante la riproduzione asessuata e in assenza di fiori. Poi, circa 100 milioni di anni fa, emersero inesplicabilmente le piante fanerogame, e Darwin chiamava questo il problema abominevole. Anche in questo caso non vi è traccia alcuna nei fossili del passaggio transitorio tra le due specie, crittogame e fanerogame. Cicadacee e felci, che esistevano già oltre i 300 milioni di anni fa, come esistono ancora oggi, sono piante crittogame, primitive, che però abbondano nelle testimonianze fossili. Le piante fanerogame esistono da soli 100 milioni di anni e sono diventate, con le loro 250.000 specie quelle dominanti nel mondo. Al pari delle piante crittogame, anch’esse sono abbondanti nelle testimonianze fossili. Mancano però le testimonianze delle specie di transizione le quali, se sono esistite, dovrebbero essere altrettanto abbondanti. Per questa assenza però non vi è argomentazione darwiniana che tenga. Ma c’è di più: come spiegare il perché una specie di successo debba mutare e investire ener-

gia in nuove strutture come petali, stami, antere, polline e nettare, prevedendo pure la coevoluzione di un insetto che prima o poi la impollini? Una tale mutazione implica un vero e proprio progetto intelligente che, invece, i darwinisti contestano aspramente, tanto più che accanto alle piante intente a sviluppare fiori in previsione di insetti impollinatori, doveva essere presente negli insetti un’analoga intelligenza previdente in modo che questi potessero svilupparsi dando vita ad api e farfalle impollinatrici. Il mutamento improvviso, 100 milioni di anni fa, delle piante da crittogame a fanerogame mette fortemente in discussione la teoria darwiniana sul fatto che l’evoluzione sia un processo casuale di mutazione accidentale e il consumo di energia necessario a far mutare una efficiente pianta crittogama in una meno efficiente e competitiva fanerogama contrasta in maniera stridente con la selezione naturale. Come giustificare in effetti la complessità e la coesistenza di piante con due tipi molto diversi di sistemi riproduttivi? Felci, Cicadacee, Araucariaceae, Dioon e Encephalartos sono ancora tra noi e le piante fanerogame sono abbondantissime, ma delle presunte forme intermedie non v’è traccia alcuna. Come pure non vi sono tracce delle specie di transizione tra quegli insetti e uccelli che si sarebbero dovuti evolvere contemporaneamente alle piante fanerogame, insomma non si trovano testimonianze della coevoluzione delle piante fanerogame e delle creature necessarie alla loro riproduzione. Se però vi è stato un input intelligente di qualche tipo nella serie degli anelli mancanti in tutti i settori, piante, animali ed esseri umani, chi lo ha introdotto? L’uomo 100 milioni di anni fa, a quanto ne sappiamo, non esisteva nemmeno. Chi ha introdotto nel DNA dell’uomo primitivo o della scimmia direttamente quei miseri 223 geni che ci consentono di differire dallo scimpanzé per l’% di materiale genetico? Altri umani del tutto simili a noi ma semplicemente molto più evoluti? E’ plausibile? Forse siamo fatti a immagine e somiglianza degli Elohim, proprio come dice la Genesi... Tutti gli articoli di Misteria sono online su www.informareonline.it alla sezione Misteria.


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Dossier informare 21 marzo 2014 n.03