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silvia rovatti


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marchi e logotipi 1. pizeta arredamenti reggio emilia 3.

2. negozio di abbigliamento modena 3. pederini carta a mano reggio emilia 4. scorzamara gruppo musicale reggio emilia

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5. b&b quattro colli reggio emilia


A G Fronzoni studio Milano 1990-1993 esempi di immagine coordinata:

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1. annuncio per rivista

silvia rovatti

2. annuncio per quotidiano

studio di progettazione della comunicazione visiva

3. biglietto di presentazione (fronte)

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manifesti 1. scorzamara in concerto 2. mostra di penne stilografiche reggio emilia

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pieghevoli cataloghi

via Lenin, 81 Quattro Castella (RE)

tel. +39 340 2220667 +39 340 6474953

www.quattrocolli.it aperto tutto l’anno

1. pieghevole pederini carta a mano

quattrocolli b&b camere con giardino

2. catalogo dʼarte in carta a mano m.rovatti

Camere con prima colazione in casa colonica completamente ristrutturata ai piedi dei colli matildici. Camere con bagno e condizionate. Ampio giardino.

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3. b&b quattro colli reggio emilia


texture carta a mano 1. jeans 2. juta 3. fiorato 4. romanico 1.

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composizione grafica sito web 5. telai e cellulosa, fogli stesi 3.

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produzione oggettistica in carta a mano 1. laboratorio pederini settore lavorazione carta e settore rilegatura 2. biglietti pergamena

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3. partecipazioni 4. scatola disegnata con pirografo 5. album “romanico� texture a rilievo

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6. cornici disegnate con pirografo e terre naturali 7. diari e cartelline 8. portagioie

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corsi di lavorazione della carta e di rilegatura creazione di una copertina per un quaderno di filastrocche scritto dai bambini disegno originale di nicoletta costa colorato con pastelli ed elaborato con fili di cotone e bottoni rilegatura e montaggio del quaderno


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libri collane

1. impaginazione libri e collane casa editrice diabasis reggio emilia 2. impaginazione cataloghi d始arte casa editrice diabasis reggio emilia

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copertine 1. La forza dellʼumiltà casa editrice: la pietra infinita 2. Le mele rosse m.rovatti catalogo dʼarte

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impaginazione riviste

big show

Alfonso Borghi “Pittura di materia”

Fabio Tedeschi La pittura di Alfonso Borghi, artista reggiano di Campegine, sottolinea la vitalità e l’energia dell’arte italiana contemporanea, che invoglia a fare un’analisi approfondita e metterla a confronto con quella dei grandi maestri come Burri, Fontana, Vedova, Fautrier, Tàpies che hanno vissuto, in prima persona, la rivoluzione del movimento informale. Senza dubbi “l’informale” è stato notevolmente influenzato dalle composizioni “astratte” del movimento “Blaue Reiter” (1911) di Wassily Kandinsky, ma sotto l’ascendente delle due teorie filosofiche: la fenomenologia e l’esistenzialismo, ha apportato una vera “rivoluzione del gusto” alle arti figurative dopo gli anni ‘40, grazie ai suoi protagonisti. Alfonso Borghi, attratto dalle esperienze di questi grandi maestri, ha voluto conoscere da vicino le loro opere, quindi si è recato a Parigi, dove ha soggiornato a Montmartre e visitato diversi

musei per conoscere, da vicino, l’opera di Picasso e la fenomenologia cubista. Ritornato in Italia, frequenta il pittore tedesco George Pielmann, allievo di Kokoschka, da cui carpisce l’essenza dell’espressionismo astratto, attraverso il segno gestuale attuato nella materia-colore. Dalle prime figurazioni morandiane degli anni ‘70, è passato ad un surrealismo lacerante negli anni ‘80, e all’astrattismo d’impaginazione futurista negli anni ‘90 e quindi all’attuale “neo-informale”, in cui la “Pittura di materia” domina incontrastata sull’intera opera. L’introduzione nelle sue opere informali di terre, ossidi, mescolati a colori ad olio o ad acrilici in notevole spessore,

stesi sulla tela o sulla tavola con immediatezza, o meglio, irruenza, fanno sì che le masse colorate si fondano con quelle luminose, svelando così l’importanza assunta dalla “materia”, che trasmette un’espressività ed una carica emotiva veramente esplosiva, come le “paste cromatiche” di Fautrier, di Dubuffet, di Morlotti o quelle del gruppo Cobra. Borghi colpisce, quindi, per il gusto straordinario del colore che comunica, all’istante, la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un mondo interiore gioioso ed esuberante, che solo la terra dove egli vive, la Padania, esibisce e sa suggerire. La magia pittorica di Borghi resta impressa per i suoi rac-

(in alto) Alfonso Borghi “Ninfee” (2007) 100X100 olio e tecnica mista su tela

(in alto) Alfonso Borghi “La finestra gialla” 100X100 olio e tecnica mista su tela

(in basso) Alfonso Borghi “Le antiche mura della città dotta” (2007) 60X80 olio e tecnica mista su tela

(in basso) Alfonso Borghi “La sposa” (2007) omaggio a Klimt 60X80 olio e tecnica mista su tela

conti esistenziali padani, per i suoi luminosi cromatismi, con vivaci alternanze di spazi e di luci, per le sue terre bruciate, per l’immediata rispondenza tra sensibilità e realtà, tramite cui riesce ad estrinsecare la sua carica interiore allo stesso modo del poeta, per quelle composizioni dai toni e dalle vibrazioni musicalmente squillanti, per quel clima particolare della pianura emiliana, per quell’atmosfera straordinariamente fusa con la sua terra e l’esistenzialità umana.

1. rivista dʼarte “forum artis”

Con la Galleria San Carlo di Milano sarà presente alle seguenti Fiere d’Arte: Nimes - Francia Settembre 2007 Arte Fiera Art Verona Ottobre 2007 Art - Strasburgo Novembre 2007

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composizioni 2. rivista dʼarte “forum artis”

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composizioni 1. “albero argentato” reggio emilia 2. “rearco” piazza s.prospero e arco di calatrava reggio emilia 3. testo “cut” 4. testo “rusty”

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composizioni “urban” fotografia originale di riccardo ambrosio A - mappa sfumatura con il nero come colore di primo piano - livello di regolazione livelli e singola modifica dei tre canali RGB per ottenere tinte calde - maschera di livello per mostrare solo le parti illuminate della foto

risultato finale

B - duplicato lo sfondo e successivamente ruotato verticalmente con maschera di livello per mostrare solo i riflessi dei neon - pavimento: applicazione “foto 1” (crepe) con metodo di fusione “brucia lineare” e maschera di livello per eliminare piccoli difetti + maschera di contrasto - applicazione “foto 2” (luci) con metodo di fusione “schiarisci” - soffitto: applicazione “foto 2” con metodo di fusione “schiarisci” - pannello “curve 3” da livelli di regolazione livelli per rinforzare i toni scuri - mappa sfumatura con maschera di livello + livelli di regolazione (realizzata precedentemente) - applicazione “foto 2” lateralmente con metodo di fusione “schiarisci” - composizione “rumore” dei font dalla scritta “Underground”


concorsi 1. progettazione marchio cittĂ  di siracusa (aiap 2007)

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concorsi 1. gadgets cittĂ  di siracusa (aiap 2007)

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2. banner cataloghi manifesti espositori pubblicitĂ  automezzi cittĂ  di siracusa (aiap 2007)

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Testo descrittivo concorso Siracusa (Aiap 2007)

di Antonio Contiero Il nostro viaggio creativo parte dalla considerazione che come l’isola di Ortigia e la sua “spianata metafisica” costituiscono (tradizionalmente) il centro decentrato della città, (collegata mediante due ponti diretti idealmente l’uno verso il passato l’altro verso il futuro, testimoni di un flusso continuo di informazioni, emozioni, traffici, progetti); così la vocazione della città sin dall’antichità è quella di costituire un’isola nell’isola, un ponte gettato da un passato illustre ad un futuro di sviluppo e modernità che si vogliono fortemente, sì, ma rispettando quei valori e quelle ricchezze che il passato racchiude in se, come i tesori che la città ha sino ad oggi custodito e preservato dall’azione implacabile del tempo. Il doppio (l’isola nell’isola, il centro non centro, il mare e la terra, il ponte ed il cielo) hanno ispirato le nostre scelte: l’etimologia della parola Siracusa (dal greco Surakousai ed il latino Syracusae derivando da sur-aku, acqua salata) ci ha offerto i colori, (l’oro della terra e l’indaco del mare), la divisione equilibrata dei componenti del nome stesso (8 lettere, rappresentazione dell’infinito che ritroviamo nelle due S contenute nel nome), la S che galleggia su questo mare salato (l’isola di Ortigia e la città vecchia, collegata dai ponti alla città nuova, l’isola costituita dalla città Siracusa che affonda le proprie radici nell’isola Sicilia, l’isola Sicilia da sempre come un ponte proteso nel mediterraneo che funge da porta tra oriente ed occidente) le testimonianze del passato sulle quali essa poggia la sua storia millenaria: Archimede e la sua spinta propulsiva, l’eredità romana e quella normanna, l’eco e la propagazione acustica della grotta di Dionisio, divinità misteriosa che attende alla gioia di vivere, ai piaceri della tavola, della convivialità, dell’ospitalità. Vocazione da sempre della terra siciliana ed in particolare della città di Siracusa, per questo motivo la scelta dei font del logotipo, disegnati da un inglese, Matthew Carter (l’ospite straniero come Guy de Maupassant o il poeta August Graf Von Platen), lo “skia” tiene conto della loro creazione partendo dall’ispirazione dell’autore da caratteri greci antichi. Abbiamo voluto così proiettare sul marchio la dualità continua che attende ad ogni aspetto della città di Siracusa: il sale e l’acqua, il litorale ed il mare, antico ed il moderno, il greco ed il romano, il quotidiano e l’ideale, la cultura (musica, poesia, arte) e lo sviluppo. Tesi all’infinito, coscienti del ruolo delicato che il futuro prospetta, in un mondo tecnologico che sta riscoprendo sempre più il ruolo determinante del passato e delle radici, le radici profonde (i 4 segni) sulle quali poggia la propria storia questa città antica e profondamente duttile e moderna, segni che indicano anche le sue straordinarie qualità, architettoniche, paesaggistiche, culinarie, turistiche… acustiche (grotta di Dionisio) a testimonianza che come il minimo “suono” (marchio di qualità e progresso) può essere amplificato verso ogni direzione mantenendo inalterate le sue qualità iniziali; così, citando Archimede “i granelli di sabbia servirebbero a riempire l’intero universo”, l’equilibrio visuale di un marchio comunica per sempre l’armonia che attende ad ogni scelta, ad ogni programma, ad ogni prodotto, essendo il veicolo stesso, come i simboli che un tempo si apponevano sulle prime monete, della Vera natura delle cose.


fotografie “muri� (refoto 2007)


fotografie “muri� (refoto 2007)


Silvia Rovatti Il muro come veicolo di comunicazione Faber La conquista dell’immagine è anche la conquista della vita, perciò, Silvia Rovatti, proveniente dalla scuola di Design AG Fronzoni di Milano, ha sentito che attraverso la macchina fotografica poteva avvicinarsi di più al segreto delle immagini. Silvia vuole svelare la bellezza delle piccole cose, contemplare l’insolito, affacciarsi verso l’ignoto per ritrasporre su foglio di carta sensibile il frammento di muro, con le sue venature, le sue cavità consunte dall’acqua e dal tempo. “Il Muro” diventa la sua “poetica”, che è il primo veicolo di comunicazione e di trasmissione della cultura presso tutti i popoli, dai graffiti nelle grotte di Altamura e di Lascaux dei popoli primitivi, alle pitture rupestri, ai bassorilievi dei greci e dei Romani, agli affreschi di Pompei e ai segni-simbolo dei primi cristiani nelle catacombe e nelle chiese, fino ai graffiti di oggi che tapezzano i muri delle nostre città, che permettono la comunicazione dell’informazione multimediale. Silvia fotografa questi muri esterni, rivelatori comunque anche del nostro mondo interiore, su cui gli uomini del passato ci hanno lasciato la testimonianza del loro passaggio, della loro ritualità, fino alla manifestazione rituale di noi contemporanei. Silvia ama i muri lacerati, stratificati, texturizzati, scrostati, incisi, scanalati, in cui la materia gioca in modo plastico con le trasformazioni del tempo ed offre all’artista gli elementi necessari alla sua espressione, come li ha offerti all’artista spagnolo A. Tapies. Il muro veicola così tutti quei segni che ne spiegano il significato. Lo spazio-muro viene così inteso come spazio operativo della condizione umana, uno spazio che ha segnato il passaggio e testimonia ancora oggi l’esistenza dell’uomo, che scandisce la misura del tempo e l’evidente respiro del vivere, appartenente alla condizione concreta, anch’esso, dell’uomo contemporaneo. silvia.rovatti@libero.it

(dall’alto al basso) Muro I - II - III , 45x30 (sotto) Silvia Rovatti e Franco Fontana


Curriculum Silvia Rovatti (21-01-1971) Nata a Modena, vive e lavora a Reggio Emilia. Dal ‘90 al ‘93 svolge un corso di specializzazione in graphic design presso l’AG Fronzoni studio di Milano. Durante la frequenza del corso ha modo di visitare vari studi di designer e fotografi professionisti come Bruno Munari, Achille Castiglioni e Gianni Berengo Gardin. Dal ‘90 al ‘92 collabora con la casa editrice Pari&Dispari di Rosanna Chiessi ed entra in contatto con l’arte d’avanguardia Fluxus. Dal 1992 al 2006 lavora come grafica e rilegatrice presso il laboratorio artigianale della carta di Stefano Pederini. Partecipa a mostre ed eventi, corsi di formazione ed effettua laboratori didattici nelle scuole. Tra le opportunità di valorizzazione dell’artigianato artistico locale, ha studiato le tipicità dell’Ars Canusina, con la consulenza di vari esperti, tra cui Rea Silvia Motti. Dal ‘93 al ‘95 lavora come impaginatrice presso la casa editrice Edizioni Diabasis di Reggio Emilia. Dal ‘95 svolge la professione di free.lance e collabora con diversi enti culturali e aziende, disegnando l’immagine coordinata (marchio, carta intestata, dépliant, cataloghi) Nel 2006 frequenta un corso avanzato di Photoshop di Stefano Virgilli - Adobe Certified Instructor Photoshop - Adobe Certified Expert Photoshop Nel 2007 partecipa ad un seminario sulla post produzione fotografica organizzato da Ifoa. Tramite Inside srl si iscrive al Creativity Day di Milano: “In design - creare ed impaginare senza limiti” di Vainer Gilioli e “Comunicare con le font” di Stefano Temporin e Vainer Gilioli. Ha partecipato al corso di formazione “Flusso di lavoro della post produzione fotografica” tenuto da Stefano Virgilli presso Inside di Reggio Emilia. Ha scritto un Tutorial ed è stata Moderatrice del portale Adobesoftwares.com Ha partecipato a Creare>Stampare ai seguenti seminari: “Il formato PDF per comunicare meglio col cliente e poter collaborare alla revisione dei documenti grafici” di Lorenzo Colloreta, “Creazione e correzione avanzata dei file PDF” di Vainer Gilioli e “Archiviazione” di Stefano Virgilli. Utilizza i seguenti programmi: Adobe Photoshop, Adobe In design, Adobe Illustrator. Hobby: grafica, fotografia, pittura, rilegatura, musica, lettura. per contatti: +39 333 72 247 01 - silvia.rovatti@libero.it


Portfolio Silvia Rovatti