Issuu on Google+

muri stracciati opere di silvano belloni


mortara (PV) Palazzo del moro 06.04/23.06.2013

muri stracciati opere di silvano belloni

Con il patrocinio di

Comune di Mortara


Opere di Silvano Belloni Mostra a cura di Rosy Fuga De Rosa Concept Silvano Belloni

Biografia Silvano Belloni nasce a Milano nel 1974. Ama l’arte e la grafica, il teatro e la musica. Poco più che ventenne scopre la fotografia. Inizia allora una serie di sperimentazioni sulle possibilità della fotografia e sui materiali fotografici. Viaggia e fotografa tutto ciò che in lui desta curiosità - particolari, paesaggi, persone - spinto dal desiderio di “fermare” la realtà.

Hanno collaborato Chiara Banfi Giorgia Bertolone Chiara Corio Aldo Ferraris Giancarlo Gerosa Alessandra Ghimenti (video) Fabio Gomarasca Gherardo Lombardo Luca Lacorte (illustrazioni) Elisabetta Mezzapesa Sabina Pinton Giorgio Pozzoli (stampa) ZiDima (musica)

Da autodidatta si dedica allo studio della fotografia e decide di frequentare un corso di grafica editoriale allo IED di Milano. Nel 2000 entra come graphic designer nella casa editrice Rizzoli dove lavora nella redazione di Oggi, di Max e di Anna.

Ringrazio di cuore Guido, per il suo pensiero costante; Chiara, perchè non mi ha mai perso di “vista”; Gherardo, per aver tradotto le mie opere in bellissime parole; Manuel e gli ZiDima, per aver trovato la musica nei miei scatti; Rosy, per la nostra nuova amicizia; Elisabetta, per tutto.

Nel 2009 l’Atelier Hlam Design di Milano ospita la sua prima personale “A prima vista”. 40 scatti restituiscono l’immagine della città contemporanea, fatta di architetture, oggetti, muri stracciati, panoramiche, visioni urbane e gente... in cerca di riposo. Tra tutti, i muri stracciati diventano la sua vera passione. Sono manifesti, che Silvano Belloni cerca e fotografa dappertutto lasciandoli esattamente nelle condizioni in cui li incontra: per strada, sui ponti, sui muri, usurati dal tempo e della intemperie, stratificati, strappati. Sovrapposizioni di colori, di caratteri, di materiali, diventano spesso l’oggetto stesso delle opere. Stupiscono per l’allegria e la capacità di svelare sentimenti in chi le osserva. Fotografati a Milano, a New York, a Berlino, a Parigi, a Basilea, i muri stracciati rappresentano oggi una “collezione” di più di 150 opere. Nel 2011 Silvano Belloni partecipa per due edizioni consecutive a Bazarte, mostra mercato dedicata ai giovani artisti italiani.

Carattere tipografico Helvetica Neue LT Std In copertina e quarta di copertina Verso casa Sesto San Giovanni, 2012 particolare Tiratura di 200 copie Stampato nel 2013 Fidea Digital Printing Srl Rovello Porro (Co) www.fideadigital.it Tutte le opere sono stampate in digitale su carta fotografica in vinile adesivo monomerico con plastificazione opaca applicata a forex 5 mm © Silvano Belloni

Nel 2005 pubblica un reportage sul Marais di Parigi; nel 2007 con la giornalista Antonella Ottolina inventa la Poesia Dorsale. L’idea di realizzare poesie sovrapponendo i dorsi dei libri per poi fotografarli riscuote un grandissimo successo. Con la Poesia dorsale, Silvano Belloni espone al Castello di Belgioioso per la Fiera dei Piccoli Editori, alla Fiera Internazionale del Libro a Torino, a Urbino e Poggibonsi all’interno dei festival letterari, e infine a Roma, dove presenta rassegne fotografiche di composizioni a tema.

“Le foto dei muri stracciati rispecchiano la mia formazione, la mia ricerca grafica e il mio stato d’animo. Colori, soggetti, inquadrature, tagli e tipografia non sono casuali ma dettati dai miei gusti. La fotografia interviene nello scatto e non c’è nessuna manipolazione digitale se non quella che avviene in una classica camera oscura. La ricerca, la scoperta e il trovare questi manifesti è alla base”. Silvano Belloni


Musica Come farvi lentamente a pezzi Mio solo amore tormento, la tua condanna è resistere hai messo in scena i miei impeti e sequestrato l’affanno di questo urlo sgraziato Siamo i brandelli di tempo di un manifesto invecchiato sulla parete centrale, nella piazza del centro del mio paese sventrato Sia folgorante la fine allora me lo ripeto aggredendo i nostri salti nel vuoto, le nostre ire sciupate e prodigiose capriole, sacrificate nel decidere come come farvi lentamente a pezzi come farvi come farvi lentamente a pezzi Non avremo più ginocchia timide che possano ancora esitare e sfameremo l’urgenza dei nostri amori impazienti ho sempre pensato che il lunedì sarebbe stato un buon giorno per decreterare la vostra fine ho sempre pensato che ogni lunedì dovrebbe dirvi “buongiorno, state ammirando la vostra maledetta fine” come farvi lentamente a pezzi come farvi come farvi finalmente a pezzi E straripate pure di indecente arroganza, di impunita distanza ipocrita, colpevole e cieca non venitemi a cercare, venitemi a sfidare. Non venitemi a cercare, venitemi a sfidare non vi voglio assomigliare, nè mi voglio riposare questa volta, ci riposeremo solo quando avremo vinto. ZiDima* Roberto Magnaghi (chitarre) Manuel Cristiano Rastaldi (voce/parole) Daniela Usardi (batteria) Cosimo Porcino (basso) *Zi’ Dima, dentro la giara, era come un gatto inferocito” (da “La giara” di Luigi Pirandello) www.zidima.it


Ho personalmente constatato il successo sinceramente un po’ sorprendente che il Museo Muro di Palazzo del Moro ha riscosso con la mostra “Atto d’Amore”: scoprire che Mortara cattura presenze culturali da ogni angolo d’Italia è motivo di orgoglio, di speranza e di stimolo a proseguire per generare economia indotta. Il nuovo evento del Museo “Muri stracciati” dell’artista milanese Silvano Belloni è una importante occasione di visibilità per il Palazzo, il Museo, la città, il territorio: l’auspicio è che confermi il successo sinergico tra l’artista, il lavoro della curatrice Rosy Fuga de Rosa, degli organizzatori, Mortara e la Lomellina. Al nostro territorio rivolgo l’invito a cogliere l’opportunità di tesorizzare la nuova attenzione offrendo agli ospiti le nostre eccellenze culturali, ambientali e gastronomiche. Marco Facchinotti Sindaco di Mortara Vinti i timori dell’esordio del Museo Muro, l’Associazione Leonardo guarda avanti. Silvano Belloni, fotografo e designer milanese è artista in folgorante ascesa: “Poesia dorsale”, sua invenzione, ne ha decretato il successo nel mondo culturale italiano. Dal 6 aprile la mostra “Muri stracciati” offre un appuntamento imperdibile per gli amanti dell’arte, della fotografia e della genialità espressiva a Palazzo del Moro. Le tracce dello scorrere del tempo in un mondo frenetico sono concetti folgoranti, sguardi inquietanti, esplosioni di gioia: testimonianze raccolte e filtrate da una sensibilità profonda di un artista al quale è sin troppo facile pronosticare un futuro di successo radioso. E noi potremo dire di averlo un po’ aiutato a farsi largo. Associazione Leonardo Ettore Curino Il presidente Il nuovo Museo Muro (Museo a rotazione) propone un evento culturale intitolato “Muri stracciati” di Silvano Belloni. Consapevole che la conferma è più ardua dell’esordio, Palazzo del Moro ha scelto una nuova sfida: non più proposte di autori affermati e conosciuti, ma la presentazione di un giovane artista al quale la critica e un pubblico selezionato hanno già manifestato un ampio e incondizionato consenso per le “Poesie dorsali”, geniale invenzione poetica, ideata con la giornalista Antonella Ottolina. I quaranta scatti selezionati tra le centinaia di muri stracciati “fermati” in tutto il mondo sono un percorso culturale nel quale all’apparente fragilità dell’effimero si contrappone una forte capacità critica e un innato senso della composizione estetica. L’ambizione è di riproporre ai visitatori una piacevole sorpresa, accompagnandoli in una degustazione culturale tra glamour e provocazione, tra estetica ed etica. Palazzo del Moro S.r.l. Aldo Ferraris Amministratore unico


Duecento anni. Sono duecento anni che la prima immagine fotografica durevole è stata realizzata. è l’anno 1813 e Joseph Nicèfore Niépce fissa su una lastra sensibile, preparata con l’uso del “bitume di Giudea”, la prima fotografia probabilmente senza immaginare che nasceva in quel momento per l’uomo un nuovo rivoluzionario modo di comunicare con le immagini e un nuovo mezzo per “fare arte”. Oggi artisti come Silvano Belloni usano, come il pittore usa il pennello, la macchina fotografica unendosi alla schiera dei tanti grandi maestri che colgono, con questo mezzo l’attimo, lo cristallizzano e ne fanno arte. Mi stupisce l’uso magistrale del mezzo fotografico ed il risultato che Silvano porta a tutti noi, un pubblico spesso abituato a guardare senza vedere. Silvano ci “invita” a vedere ciò che ci circonda e che senza la sua interpretazione non vediamo. Muri, solo e soltanto muri, ne siamo circondati e sono testimonianza della vita delle nostre città, testimonianze della nostra stessa vita perché appartengono al mondo che noi tutti i giorni frequentiamo. Le città ci parlano e Silvano, con le sue immagini le traduce per noi. Rosy Fuga De Rosa


Suggestioni sul sottile strato è priorità della fotografia documentare il momento e rendere testimonianza di un fatto, un’accadimento, una realtà. In questi scatti i “Muri stracciati” sono straordinari testimoni, quasi involontari, dei grandi temi che ci coinvolgono oggi: la politica, i giovani, il ruolo delle donne, la necessità di apparire, le ambiguità della comunicazione, i diritti umani, la famiglia, l’infanzia, il lavoro, le speranze. Diventano messaggi comunicativi molto forti e diretti che giocano sull’ambiguità del caso (la luce, la colla, lo strappo producono fratture involontarie). Contribuiscono a renderci una cruda testimonianza della realtà che ci circonda attraverso una dimensione estetica di alto livello, suscitando attrazione ma lasciando allo sguardo di ciascuno di noi l’interpretazione. Gli elementi che compongono queste immagini sono essenzialmente due: la spinta propulsiva per la ricerca di contenuti propri dell’autore e una rigorosa conoscenza tecnica ed estetica legate al mondo dell’arte e della comunicazione. Insieme creano un equilibrio visivo, capace di rinnovare attrazione e curiosità per ogni singola immagine, un’armonia compositiva che mette in evidenza la relazione fra la fotografia e il mondo della comunicazione contemporanea. La capacità di fare arte e del comunicare i propri contenuti attraverso un approccio fotografico documentaristico, dove la tecnica del mezzo non è mai invadente, né volutamente evidente ma necessaria a mantenere l’attenzione sul soggetto. Un elegante invito a partecipare alla fotografia come arte, avvicinandoci ai muri lentamente, creando un coinvolgimento graduale, efficace, che perdura. Queste fotografie sono in grado di stimolare riflessioni e suggestioni sul sottile strato (di colla, di tempo, di luce) che separa la finzione dalla realtà. Chiara Corio (giornalista, photoeditor, docente di fotogiornalismo)


Oltre... Mani, tante mani, forse troppe, un formicaio, un alveare di mani, laboriose un tempo, ora immobili, quasi antichi reperti archeologici, stratificati gli uni sugli altri in epoche diverse. Bizzarrie della mente! Una mattina, al risveglio, pensando alle immagini di Silvano, la fantasia ha creato questo collegamento. Eppure in quelle immagini raramente si riscontra la presenza di mani, quasi le puoi contare… sulle dita! E allora? Allora forse sono andato oltre, ho percorso correndo in un solo istante la distanza che mi separava da quell’oltre che talvolta ma non sempre si ha l’occasione di raggiungere. Cosa sarebbero le immagini di Silvano se non mi permettessero di andare al di là della superficie liscia in cui esse si sviluppano, frantumano o esplodono? Ritorno indietro con la mente, al momento in cui le vidi per la prima volta: gli occhi, i miei, erano frastornati da tanto movimento di linee, macchie, colori, dettagli anatomici, manciate di parole solitarie o di lettere dell’alfabeto gettate lì a caso come dadi di un gioco incomprensibile ma seducente. So che la bellezza non ha confini e che la si può trovare anche nei riflessi iridescenti di una pozza di fango: basta avere la predisposizione ad incontrarla e l’animo aperto ad accoglierla. Ecco, proprio così: la prima volta che ho visto le immagini di Silvano ho incontrato quella bellezza che egli aveva sottratto a muri tormentati. Già moltissimo questo, no? E poi? E poi c’è stato dell’altro. Poi ho dato il giusto valore al lavoro dell’artista vestendo i suoi panni e immaginando il suo incontro con i suoi ‘modelli’ straccioni. Attraverso il mirino il suo occhio seleziona, inquadra, ritaglia ed elimina quanto non serve o può nuocere al risultato finale che non deve mai dire troppo, che deve limitarsi a restare a metà strada tra il dire e il non-dire. Chi per scelta si destina alle immagini stracciate di manifesti si propone di suggerire soltanto e non di chiarire, si compiace anzi, imponendosi il limite del nondire, di provocare la fantasia e la sensibilità degli altri oltre che la propria. Un modo utile per raggiungere questo scopo è appunto quello dello scartare il superfluo che sta attorno. È quanto fa Silvano accostandosi ai soggetti da fotografare: è vero che, come lui ci assicura, non vi apporta modifiche, ma con la scelta di un’inquadratura piuttosto che di un’altra, fa intervenire necessariamente qualcosa di suo e del suo modo di sentire. Ed è questo che rende interessanti i suoi lavori e trasforma l’umile soggetto delle sue foto in arte e lo fa diventare una sua creatura, una sua creazione. Passando davanti a manifesti incollati su un muro ci fermiamo, osserviamo, leggiamo, ma davanti a manifesti stracciati giudicheremmo le nostre soste insensate specie se abbiamo i minuti contati. Allora passiamo oltre. Silvano, invece, è uno dei pochi che si ferma e fa il dono di tutte le sue attenzioni a quei miserevoli frammenti che, grati, lo ricambiano con squarci di bellezza pittorica, curiosi accostamenti, sguardi inquietanti, sorrisi che si fanno strada a forza tra brandelli di carta, raffinate nature morte, esplosioni astratte di colori riequilibrate da qualche numero o lettera se non da qualche parola lanciati nel bel mezzo di quella tempesta di coriandoli, forse per stabilire appunto un po’ d’ordine nel caos con la loro presenza che sa di concreto, di noto, di rassicurante. Rassicurante? Ne siamo poi così certi? È rassicurante l’immagine di quella giovane donna con le braccia alzate che tenta di bloccare l’inesorabile crollo della parete? Sono

rassicuranti lo sguardo fisso e la bocca allungata di quel bambino biondo con la bretella abbassata? La scritta alle sue spalle è troppo rossa e da quella lettera A sta colando paurosamente un rivolo che ricorda troppo il sangue. E sono forse rassicuranti quei signori di cui si vedono solo pantaloni e scarpe ben lustrate? Saltano, volano, fuggono? Una nube biancastra li investe e solleva. Una esplosione forse? E il volto di donna butterato dalla ruggine e con l’occhio un po’ orientale? Una Gioconda rediviva ma con l’esperienza di una esplosione nucleare. C’è un altro bambino biondo con camicia blu a disegni bianchi. Guarda in alto e non si accorge ancora della confusione che lo attornia e inghiottirà inesorabilmente i suoi sogni. La bella natura morta con frutti di bosco non è neppure essa rassicurante: l’erosione l’attacca e divora. E l’immagine con la scritta “vittoria”? L’attraversa in diagonale una fascia sinuosa di un bellissimo verde che rimanda con la mente a un prato fresco di rugiada, ma ecco che un esercito di caratteri gialli, cuneiformi e aguzzi, perforano la superficie e annullano l’incanto. In un’altra immagine ciò che resta visibile su una grande fiammata di rosso non è la parola intera ma solo una parte di essa: ‘end’, fine. I colori ingannano, la vista gode, ma l’anima soffre e s’inquieta non appena si domanda qualcosa a cui non sa dare una risposta o se questa non è rassicurante. Gli strappi implicano violenza e questa, a sua volta, produce sofferenza. Per questo i muri stracciati di Silvano non possono essere visti come qualcosa di gioioso, ma come qualcosa di drammatico. Inizialmente avevo suggerito di chiamarli muri dell’effimero, solo perché per una stupida logica non sono i muri ad essere stracciati bensì i manifesti su di essi incollati e poi perché così si sarebbe dato rilievo alla caducità dell’oggetto fotografato. Ma Silvano è rimasto caparbiamente fermo nell’intenzione di chiamare le sue opere muri stracciati. E ha fatto bene! Mi ha dato la spinta necessaria per trasformare in esseri sensibili quei muri, esseri che hanno sopportato di essere coperti, scoperti e poi ancora ricoperti e denudati… È come se quei muri avessero assimilato a poco a poco brandelli di manifesti con la loro sofferenza, la loro effimera integrità e i loro strappi. Muri e manifesti: un solo corpo dilaniato, stracciato, urlante. Un muro stracciato ha il potere di attrarmi in modo particolare, quello intitolato “San Vittore”. Attraverso una resa splendidamente astratta, la simbiosi è qui in grado di darmi visioni apocalittiche: un vascello al centro dispiega le sue vele, un grande proiettile avanza minaccioso da destra; attorno c’è l’esplosione prefigurata, il crepitio, lo scoppio, l’urlo. Quando quella mattina, al risveglio, pensando alle immagini di Silvano sono andato oltre col pensiero, ho capito che averle associate alle mani, a tante mani, doveva pure significare qualcosa. Mani che hanno fabbricato quei muri, mani che hanno eseguito e stampato i manifesti, mani che li hanno incollati e strappati… Mani, tante mani, ovvero tante persone, tante vite, stratificate, vanificate dal tempo, unite ad un uguale destino assieme agli oggetti da loro costruiti. Effimera, transitoria, caduca, fragile esistenza! I muri stracciati urlano forse anche per questo. Qualcuno talvolta li sente. Silvano li ha sentiti, ha accostato l’occhio al mirino e... Gherardo Lombardo (artista)


Jump 1 Milano, 2007 100x71


Jump 2 Milano 2007 100x71


Santo Pericle Milano, 2009 100x67

Massimo Milano, 2009 100x67


ix86 Milano, 2009 66x100


Arbitri e pinguini Milano, 2008 100x71


Vittoria Milano, 2008 100x71


Deutschland Milano, 2009 67x100


Senza tempo Milano, 2009 67x100


iAria Milano, 2012 75x100


La predica Sesto San Giovanni, 2010 100x75


Quaranta Milano, 2009 100x67


The kid New York, 2009 67x100


Blu mun Milano, 2010 100x75

Due colori Milano, 2007 100x70


Milano Milano, 2009 100x67


Bio diversitĂ  Milano, 2010 100x67


Coincidenze Milano, 2010 75x100


Edicola di Crescenzago Milano, 2011 76x100


Senza testa Milano, 2013 100x75

Affiche Arles, 2012 100x67


San Vittore Milano, 2012 300x112


Referendum 25 Milano, 2013 100x75

Metro Milano, 2013 100x75


Sguardo 2 Milano, 2013 75x100


Stratificazioni Milano, 2011 100x75


Le Panier Marsiglia, 2012 100x75


FriedrichstraĂ&#x;e Berlino, 2012 75x100


Oltre la crisi Modena, 2011 75x100


Sguardo 1 Milano, 2011 100x75

Concerto Milano, 2011 100x75


Verso casa Sesto San Giovanni, 2012 300x146


Ritratto Milano, 2013 75x100


Surprise Milano, 2012 75x100


Beatiful Day Milano, 2012 100x75


Holla Marsiglia, 2013 100x75


Insolite apparizioni Marsiglia, 2012 75x100


Smile Milano, 2012 75x100


Per te Milano, 2013 100x75

End Milano, 2013 100x75


Verso casa via dei Partigiani Sesto San Giovanni


Bambina Milano, 2013 10x13 (foto di E.)


www.silvanobelloni.it


Muri stracciati